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Una volta erano “Toni e… furmini”

Parla Garella: “Viola da scudetto, ma Neto…”

Occhi su Iturbe, ma è ancora caccia al campione

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

Fiorentina - Hellas Verona

Il portiere brasiliano ha cancellato le incertezze, nonostante critiche continue. Ora tocca (anche) a lui trascinare la squadra.

Editoriale

NETO HA MESSO LA FRECCIA. LA SCOMMESSA E’ QUASI VINTA di MARIO TENERANI

A

nche la Fiorentina ha un portiere. Le nubi sulla testa del brasiliano sono scomparse, speriamo definitivamente. La prestazione di Udine è solo il corollario di un periodo positivo, un crescendo rossiniano. Piano, piano, il giovane numero uno viola ha sconfitto lo scetticismo, annullato le battute maligne su di lui, spento quel fastidio brusio, colonna sonora di ogni suo intervento. A Udine solo una mezza incertezza e tanta parate decisive, quelle che hanno consentito alla Fiorentina di perdere di misura, rispetto ad un passivo che nella ripresa avrebbe potuto essere di gran lunga più pesante. Ma anche nel giorno di Fiorentina-Juventus Neto e’ stato determinante: quando i viola, sotto di due gol, hanno sofferto su un paio di chances bianconere.  Neto è stato abilissimo nel tenere in vita la squadra di Montella con parate molto belle. Da quegli interventi è nata probabilmente la rimonta viola, passata ormai alla storia.  Non siamo qui a celebrare la

S TA D I O

Norberto Neto, alla sua prima stagione da titolare con la maglia Viola. A Udine è stato il migliore in campo.

nascita di un fuoriclasse, Neto ha tanta strada ancora da percorrere, ma sicuramente a raccontare la crescita costante di un giocatore. Prima punto interrogativo e adesso certezza. Non è poco, se consideriamo con quale clima era partita la sua stagione. Chissà che Neto non diventi davve-

Supplemento al n. 43 de Il Brivido Sportivo Direttore responsabile Mario Tenerani

ro, un giorno non molto lontano, un ottimo portiere. Uno di quegli che prendono tutto il parabile e che ogni tanto fanno qualche miracolo. In fin dei conti queste prime 13 giornate di campionato non hanno messo in mostra fenomeni tra i pali. Buffon a parte, e l’interista Handanovic, il

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resto è al passo coi tempi attuali, cioè con una carestia di grandi interpreti del ruolo. Neto non sfigura, anzi, mette la freccia e comincia a sorpassare anche chi appena tre mesi fa pareva in grado di soffiargli il posto a Firenze.  Bravo ragazzo, dalla faccia pulita, un sorriso solare, modi

Redazione redazione@brividosportivo.it Grafica e impaginazione Chiara Reggiani e Alexandra Barbieri grafica@brividosportivo.it

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garbati, Neto è il volto di una Fiorentina da esportazione. E’ anche la dimostrazione che alle critiche e ai mugugni si risponde lavorando e non polemizzando o peggio ancora inventandosi alibi di pasta frolla.  La scommessa Neto è vicina ad essere incassata. Hanno collaborato Francesca Bandinelli, Giulia Bonci, Duccio Magnelli, Andrea Giannattasio, Michela Lanza, Ruben Lopes Pegna

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

Lente d’Ingrandimento

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Fiorentina - Hellas Verona

Al termine della gara non mancheranno abbracci e, forse, anche qualche lacrima. A Firenze, Luca è tornato goleador.

UNA VOLTA ERANO

TONI E... FURMINI, ADESSO SERVE ATTENZIONE

di Alessandro rialti

é

la storia di un grade attaccante che nella vita di colpo si è trovato davanti a un grande dubbio e un grande dolore. Un bimbo che non era nato e una condizione fisica che pareva volata via. E’ la storia di Luca Toni e della sua compagna Marta, in un momento di sofferenza e di paura. Succedeva poco più di un anno fa, Luca aveva lasciato il calcio italiano, si era accontentato di petrol-dollari e dei grandi ricordi che si sarebbe portato dietro. Ma la perdita del bimbo mai nato fu come una scossa elettrica, una pug-

nalata. Toni decise di tornare in Italia e di tornare in campo, a dargli questa nuova opportunità fu Andrea Della Valle che con Luca aveva avuto sempre un gran bel rapporto. E anche Diego aveva un piccolo debito di riconoscenza per quell’anno ancora insieme per battere avversari e penalizzazione. Così la Fiorentina che aveva perso Berbatov in un mercato al veleno decise di riprendersi Luca. E lui, l’ex bomber degli anni d’oro dei viola targati Prandelli-Corvino, si presentò al nuovo appuntamento con la voglia di un ragazzino, seppur con quel dolore nel cuore. E fu ancora

amore, per Toni e Firenze, per Toni e la gente di Firenze e furono ancora gol e successo. Luca supplì alle difficoltà e ai momenti grigi di Jovetic prima che Ljajic si presentasse come uomo bomber lontano dai pugni di Delio Rossi. Luca tornò subito a segnare e a battersi in una Fiorentina, quella di Montella, che con lui è cresciuta diventando sempre più bella e vincente. Un anno positivo, un anno insieme e anche la grande soddisfazione di una nuova paternità - Bianca - e di un campionato da protagonista. La gente felice gli si strinse di nuovo accanto fino alle ultime giornate di campionato. Poi qualcosa si ruppe, meglio forse dire che si incrinò. La Fiorentina dei Della Valle, di Pradè e Macia ma prima di tutto la Fiorentina di Montella

venne diversamente disegnato per l’anno che sarebbe venuto. Un posto per Luca, fece sapere Andrea, ci sarebbe sempre stato ma nessuno poteva garantirgli la certezza di

un posto da titolare. E Luca aveva bisogno di qualcosa di più. Non parliamo di soldi, parliamo di sicurezza e stimoli. La vita è così, il Verona ha avuto l’intuizione e la prontezza di farsi trovare con la porta aperta e Toni è entrato. Ora ci sarà il nuovo incontro, magari prima pure un abbraccio e un bacio, poi sarà il calcio. In un angolo in ricordi, l’affetto che resta indiscutibile, sul terreno di gioco la giusta battaglia fra Luca-gol, Luca Toni e fulmini e la nuova Fiorentina di Pepito Rossi. A gara finita ci sarà, scommettiamo, un altro abbraccio. Ma prima Gonzalo e Company dovranno fare attenzione, grande attenzione. Luca è sempre Luca. Magari potrà perdere il pelo ma state sicuri che non ha perso il vizio.

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

L’Esclusiva

Fiorentina - Hellas Verona

A tu per tu con l’ex portiere che con il club veneto

GARELLA: CON UN

Garella in campo di Michela lanza

Q

uesta sera al Franchi arriva l’Hellas Verona degli ex Toni e Romulo. Un Verona che aveva iniziato il suo campionato alla grande, aveva conquistato vittorie e sorpreso la critica tanto da far pensare che potesse essere l’outsider della stagione. E questo grazie anche ai gol

di Toni che, nella città di Giulietta e Romeo, si è riscoperto (ancora una volta, come un anno fa a Firenze) ‘giovane’ e sempre bomber infallibile. Un uomo con l’entusiasmo di un bambino. Un Peter Pan del calcio. Ma adesso ha avuto un piccolo calo e le due sconfitte consecutive hanno riportato gli scaligeri alla realtà. Per il match di questa sera, il Brivido

Sportivo ha voluto intervistare in esclusiva un signore che con la maglia del Verona allenato da Osvaldo Bagnoli ha vinto uno scudetto nell’ormai lontano 1984-85, prima di ripetersi a Napoli, quando con Maradona conquistò il tricolore nel 198687. Stiamo parlando dell’ex portiere Claudio Garella, un estremo difensore stilisticamente poco bello da vedere

ma assolutamente efficace. E lui, con estrema sincerità, ci ha raccontato i suoi pensieri sul Verona, su Toni, sulla Fiorentina, su Neto e sullo scudetto nell’epoca del calcio moderno. Garella, iniziamo dal Verona che dopo un inizio scoppiettante è inciampato in due sconfitte consecutive contro Genoa e Chievo. Cos’è successo? È finita la pozione magica o semplicemente sono in stand-by i gol di Toni? «È successo che il Verona non è da scudetto né da Champions League. Questo non significa che la squadra di Mandorlini non stia facendo un campionato importante. I gol di Toni contano tanto, lui è un campione, ma ci sono anche altri buoni giocatori in questo Verona. Perdere e vincere ci sta. Il derby poi è sempre una partita a sé. Insomma, secondo me il Verona non esce assolutamente ridimensionato da queste ultime sconfitte».

Dopo le prime 11 partite, in virtù dei risultati (7 vittorie, 1 pareggio e sole 3 sconfitte arrivate contro Roma, Juve e Inter), c’era chi pensava alla possibilità che il Verona di Mandorlini potesse raggiungere obiettivi importanti. Lei cosa ha pensato? «Questo è quel che succede sempre in Italia. Quando una squadra riesce ad ottenere una serie di risultati positivi subito si è pronti a candidarla per obiettivi che non sono reali per poi, dopo due sconfitte consecutive, fare chissà quali drammi. Sono convinto che Mandorlini non sia assolutamente preoccupato e che anzi sia molto soddisfatto di quanto ha fatto fino ad oggi la sua squadra. Non bisogna mai abbattersi dopo una sconfitta, neanche dopo due. Il Verona ha un’ottima squadra e deve dimostrarlo sul campo. Ma non parliamo più di scudetto…».


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Fiorentina - Hellas Verona

(e col Napoli) ha vinto il titolo italiano

“FIORENTINA DA SCUDETTO ALTRO PORTIERE” Tra i giocatori del Verona ce n’è uno che pare abbia già suscitato l’interesse di tante squadre, tra cui la Fiorentina: si tratta di Jorginho. Che ne pensa? «Lo ritengo un ottimo elemento, ma vorrei che certi giocatori si giudicassero nell’arco di un campionato. Non dopo tredici giornate. E poi certe voci destabilizzano». Oggi il Verona sarà ospite della Fiorentina al Franchi. Una Fiorentina che avrà voglia di rifarsi dopo la sconfitta di Udine. «Ecco, la Fiorentina è una grande realtà del calcio italiano. Del campionato. Essa può aspirare sì a qualcosa di considerevole. Certo, deve dimostrare sul campo di poter lottare con le altre big, però è una squadra molto forte. Anche se...fossi stato un dirigente della Fiorentina, avrei cercato un portiere importante. Avrei fatto un sacrificio economico per Julio Cesar». Quindi pensa che sia stato un errore da parte della Fioren-

tina aver puntato su Neto, tra l’altro il migliore in campo a Udine? «Non ho niente contro Neto e non discuto neanche le sue qualità tecniche. Dico semplicemente che per lottare per lo scudetto (come sembra abbia intenzione di fare la Fiorentina), serve un portiere che abbia personalità, che sappia comandare la difesa con autorità e abbia esperienza. Julio Cesar era perfetto. Bisogna sempre vedere, poi, quali sono gli obiettivi della società, ma per vincere serve un estremo difensore all’altezza». Dalla porta all’attacco. Torniamo a Toni: crede che al di là dell’ottimo rapporto con la Fiorentina e i Della Valle arriverà a Firenze carico per dimostrare che avrebbe ancora fatto comodo ai viola? «Eh eh – sorride – tutti gli ex vogliono dimostrare qualcosa. Sempre. Quando un giocatore affronta la propria ex squadra ha sempre voglia di dare il

1000 per 1000. E soffermandomi su Toni, dico che è un grande giocatore. Fossi un allenatore lo vorrei sempre nella mia squadra. Nonostante la sua età, sta dimostrando coi fatti di essere ancora importante e determinante. La Fiorentina ha fatto una scelta diversa, ma io avrei fatto follie per tenerlo». Cosa manca alla squadra viola per lottare per lo scudetto? «La Fiorentina ha già una rosa importante: ha un allenatore che sta dimostrando giorno dopo giorno di essere un grandissimo, ha dei giocatori fortissimi (Cuadrado su tutti), e può assolutamente già ambire a traguardi prestigiosi. Certo, nel calcio si può sempre migliorare e se nel mercato di gennaio ci saranno occasioni da prendere al volo per migliorarsi…». Lei ha vinto uno scudetto con il Verona e uno col Napoli. Oggi è pura utopia immaginare una doppietta del genere. A tal proposito

Claudio Garella oggi. Ha vinto lo scudetto con il Verona di Bagnoli: c’era lui a difendere la porta degli scaligeri nelle due gare in cui la Fiorentina fu sconfitta (stagione 1984/85). è ancora possibile, secondo lei, che nel calcio attuale lo scudetto si allontani da Milano e Torino? «Certo che è possibile. Lo scudetto oggi può finire a Napoli, a Firenze, a Roma. Semmai non lo vedremo più a Cagliari, a Verona, in queste città considerate nel mondo del calcio le ‘vere’ provinciali. Queste squadre non lo vinceranno più, ma la Fiorentina, il Napoli e la Roma hanno le possibilità tecniche

ed economiche per ambire al titolo». Ma questo è un passo indietro del calcio italiano? «Assolutamente sì. Però, lo sappiamo, ormai contano solo i soldi. Basta vedere: all’Inter è arrivato un indonesiano, alla Roma sembra che possa arrivare un socio cinese. Insomma, quando io ero a Verona c’era una gestione familiare-manageriale. Oggi conta solo vincere. E per vincere, servono i soldi».

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Occhi puntati su

Fiorentina - Hellas Verona

Lunedi’ al Franchi arrivera’, per la prima volta da ex, il bomber entrato nella storia del club viola

FIRENZE, LA FIORENTINA E LUCA TONI:

AMICI CONTRO, NEMICI MAI

Luca Toni e il patron Andrea Della Valle: tra i due è nato un rapporto d’amicizia che dura da anni. di Andrea Giannattasio

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Probabilmente, per Luca Toni, quella di lunedì non potrà essere una gara come tutte le altre. Troppi i ricordi, troppe le emozioni legate a quella maglia viola numero 30 che in appena tre stagioni vissute a Firenze ha fatto di lui uno dei marcatori più prolifici della storia della Fiorentina. Adesso,

con il suo Verona, l’ex bomber viola proverà a sbarrare la strada ai suoi amici di sempre, ancora feriti per il brutto ko di Udine. Ma farsi marcare da Gonzalo Rodriguez e Savic, per lui che con loro e tanti altri nella passata stagione ha sfiorato per una manciata di secondi i preliminari di Champions League, non sarà certamente un appuntamento come tutti gli altri. Per Toni comunque non sara’  la prima volta contro la Fiorentina dopo il suo primo addio nell’estate del 2007. Già nella Coppa dalle grandi orecchie di alcune stagioni fa, con il suo Bayern Monaco all’Allianz, Luca seppe fare subito del male a tutti i tifosi viola, fornendo a Klose, dopo appena quattro minuti di gara, l’assist del momentaneo 1-0 che spianò la strada ai bavaresi per il roboante 3-0 finale sui viola di Prandelli. Era il 21 ottobre del 2008 e già quella sera, forse inconsciamente, Toni capì che quel passaggio vincente che non riuscì a festeggiare

assieme a tutti i compagni era una pugnalata difficile da digerire persino per lui, che appena due anni prima aveva riportato sul campo la Fiorentina tra le grandi. Aveva forse già intuito, con cinque anni di anticipo, che la sua luna di miele con Firenze non era ancora finita e che il Franchi sarebbe prima o poi tornato ad urlare il suo nome. Passano gli anni, cambiano le squadre (Roma, Genoa, Juventus e Al-Nasr), gli allenatori e anche per Toni il peso dell’età comincia a farsi sentire. Ma non l’entusiasmo, che resta sempre lo stesso. Incollato nel sorriso del bomber di Pavullo. Nell’estate 2012, sulla panchina viola arriva Montella, un tecnico giovane, all’avanguardia ma alla ricerca di giocatori di personalità ed esperienza proprio come Toni. Detto fatto. Nell’ultimo giorno di calciomercato, nella frenesia degli alberghi milanesi, Luca realizza il suo sogno e torna a Firenze, tra l’entusiasmo di tutta la piazza e lo scetticismo

di quanti lo consideravano ormai un giocatore finito. Ma come tutti i grandi attaccanti che hanno il gol nel sangue, Toni non tradisce e alla sua prima apparizione in maglia viola riesce a spingere in rete il pallone dopo nemmeno un minuto di gioco. E’ la rete numero 50 con la casacca viola, il sigillo che tutti i tifosi attendevano da tantissimi anni. Saranno otto, a fine stagione, i gol totalizzati da Luca-gol nella sua seconda avventura fiorentina, un bottino importantissimo che contribuirà in modo determinante alla conquista dell’Europa, l’obiettivo della società ad inizio anno. Con Toni in squadra, infatti, la Fiorentina ha sempre conquistato sul campo i palcoscenici europei: il primo anno fu un quarto posto, poi cancellato dalla giustizia sportiva, il secondo anno fu un quinto (in realtà terzo, senza la penalizzazione) mentre quello passato è stata ancora un quarto posto con una finestra sul podio, sottratto ‘ in modo poco

chiaro’ a pochi secondi dalla fine del campionato. Lunedì, per la prima volta nella sua carriera, Toni tornerà a Firenze da avversario. Mai infatti, né con il Bayern né con le altre squadre di Serie A in cui ha giocato, Luca si è trovato al cospetto della curva Fiesole con una maglia diversa da quella viola. Difficile credere che Toni, da professionista esemplare quale è, possa lasciar spazio ai sentimenti. Ma l’accoglienza che gli riserverà il Franchi, ne siamo certi, lo toccherà sicuramente nel profondo del cuore. Perché Toni è e resterà sempre un amico di Firenze.

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Mercato

Fiorentina - Hellas Verona

Pradè e Macia puntano alla qualità, forti anche degli introiti

OCCHI SU ITURBE, MA

dicono gli esperti operatori di mercato. A renderlo ancor più atipico è la straordinaria freddezza dimostrata, che si confà al suo ruolo ma che comunque stupisce, più europeo nei comportamenti che brasiliano come invece dovrebbe. Abile in fase di interdizione, sa far ripartire l’azione velocemente, ma soprattutto ha dimostrato di saper gestire con grande serenità il possesso palla. FASCINO SUDAMERICANO - I viola, però, là al centro cercano più esperienza. Per questo l’italo-brasiliano è passato in seconda fila. Più avanti è sicuramente Juan Manuel Iturbe, calciatore paraguaiano

di Francesca bandinelli

P

iù Iturbe che Jorginho. Sempre che il Verona decida di privarsene. In pochi mesi gli obiettivi di mercato della Fiorentina hanno preso strade più definite. Jorginho, Centrocampista globale, di quelli che Mandorlini, al Verona, ha sempre faticato a distaccarsi, ha antenati italiani. Il suo trisnonno, prima di emigrare a Imiturba, nello stato di Santa Catarina, in Brasile, viveva a Luisiana, nella provincia di Vicenza. Pradè lo sta seguendo a lungo, concorde pure lui nel ritenerlo un giocatore moderno, prototipo del calcio del futuro come

naturalizzato argentino, in prestito dal Porto (con diritto di riscatto per il club italiano). La Roma sta facendo un gran pressing, ma l’operazione formalmente non si è ancora chiusa. Centrocampista offensivo rapido e abile nel dribbling, può giocare su entrambe le fasce e anche come trequartista. E’ giovane, questo è l’unico nèo, ma Montella non avrebbe problemi a farlo crescere, tanto più che lui il campionato italiano lo ha già imparato a conoscere. Ci si continua a lavorare, consapevoli che d’ora in avanti il mercato viola dovrà essere una continua caccia all’eccellenza, forte anche dell’incremento economico nel valore complessivo della squadra, maturato in questi anni. TOP FIVE - La Fiorentina, adesso, è nella top five, italiana e internazionale. Gi-

Iturbe ha scelto di vestire la maglia della Seleccion argentina. Qui con Lionel Messi.

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Juan Iturbe con la maglia dell’Hellas Verona. E’ arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Porto la scorsa estate. tottanta milioni per la precisione, poco meno della metà di quanto vale la Juventus, il 35% in meno rispetto al Napoli e all’Inter, e solo il 25% in meno rispetto al Milan. La differenza la fa tutto il resto - ripartizione dei diritti televisivi, marketing, introiti derivanti dalla Champions League (e non dall’Europa League) - e

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Fiorentina - Hellas Verona

derivanti dalla partecipazione in Europa League.

LA CACCIA AL CAMPIONE NON SI FERMA anche se la Fiorentina continua ad inseguire, rispetto al passato il trend è stato invertito. Alle spalle dei viola, quanto a valore dei singoli giocatori, ci sono tutte le altre squadre, dalla Roma attualmente in testa alla classifica, alla Lazio, impegnata in Europa League come i viola. TESORETTO UEFA - Ma da dove arriveranno i soldi necessari? Dalle cessioni là dove inevitabile - per Savic, in caso di passaggio allo Zenit di Spalletti a quindici milioni di euro si realizzarebbe una plusvalenza del 100%, lui che era stato pagato sette milioni nell’ambito dell’operazione che ha portato Nastasic al City -, ma soprattutto dall’Europa League, senza considerare gli introiti derivanti da biglietti, sponsor e diritti televisivi. Per il momento, quello della Uefa è ancora un piccolo contributo, è evidente, ma proseguendo nella competizione permetterà ai viola di mettere insieme una somma importante. Fino ad oggi, infatti, oltre ai 640 mila euro conquistati con la

Daniele Pradè e Eduardo Macia, sono loro gli uomini mercato della famiglia Della Valle qualificazione alla fase a gironi, la società viola ha messo insieme quasi un milione e ottocentomila euro (al netto dei gettoni-gara delle ultime due giornate del girone). Ar-

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rivare fino alla fine della competizione significa, solo di partecipazione, a prescidere dal risultato, accumulare altri 540 mila euro, più i premi per il passaggio agli ottavi (300 mila

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una finale persa diventerebbero sei/sette, al netto dei gettoni per le vittorie (140 mila euro) e i pareggi (70 mila euro) messi insieme. Dipende tutto dai Viola.

euro), ai quarti (400 mila) e alle semifinali (700 mila euro): complessivamente si andrebbe intorno ai quattro milioni. Che sommati ai tre milioni per una finale vinta o ai due per

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4^ giornata Andata 22/09/2013 1-2 2-2 0-0 2-1 0-0 2-1 1-2 2-0 0-7

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Atalanta - Fiorentina Bologna - Torino Cagliari - Sampdoria Catania - Parma Chievo - Udinese Genoa - Livorno Juventus - Verona Milan - Napoli Roma - Lazio Sassuolo - Inter

12^ giornata Andata 10/11/2013 2-1 2-1 1-0 0-0 2-1 2-0 2-0 3-0 1-1 1-1

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Ritorno

Ritorno 30/03/2014

Atalanta - Bologna Cagliari - Torino Catania - Udinese Chievo - Milan Fiorentina - Sampdoria Genoa - Verona Inter - Livorno Juventus - Napoli Parma - Lazio Roma - Sassuolo

Ritorno 19/01/2014

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5^ giornata Andata 25/09/2013

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24/11/2013 0-2 1-1 0-1 0-0 1-1 2-0 4-1 1-0 0-1

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Ritorno 23/02/2014

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14^ giornata Andata 01/12/2013

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Ritorno

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29/9/2013

2-2

Bologna - Inter Livorno - Juventus Milan - Genoa Napoli - Parma Roma - Cagliari Sampdoria - Lazio Sassuolo - Atalanta Torino - Catania Udinese - Fiorentina Verona - Chievo

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1-1

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Ritorno 13/04/2014

Atalanta - Roma Cagliari - Sassuolo Catania - Milan Chievo - Livorno Fiorentina - Verona Genoa - Torino Inter - Sampdoria Juventus - Udinese Lazio - Napoli Parma - Bologna

3^ giornata Andata 15/09/2013 1-1 1-1 3-0 2-0 2-0 1-3 0-3 2-2 1-1 2-0

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Ritorno 02/02/2014

Fiorentina - Cagliari Inter - Juventus Lazio - Chievo Livorno - Catania Napoli - Atalanta Parma - Roma Sampdoria - Genoa Torino - Milan Udinese - Bologna Verona - Sassuolo

7^ giornata Andata

Ritorno

6/10/2013 1-4 1-1 0-1 0-3 3-2 0-0 4-0 3-1 2-2 2-0

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2/03/2014

Bologna - Verona Catania - Genoa Chievo - Atalanta Inter - Roma Juventus - Milan Lazio - Fiorentina Napoli - Livorno Parma - Sassuolo Sampdoria - Torino Udinese - Cagliari

15^ giornata Andata 8/12/2013

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Ritorno 19/04/2014

Bologna - Juventus Cagliari - Genoa Inter - Parma Livorno - Milan Napoli - Udinese Roma - Fiorentina Sampdoria - Catania Sassuolo - Chievo Torino - Lazio Verona - Atalanta

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Juventus Roma Napoli Inter Fiorentina Verona Genoa Lazio Parma Atalanta

8^ giornata Andata 20/10/2013 2-1 2-1 4-2 2-1 1-2 1-0 2-0 2-1 3-3 3-2

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34 33 28 26 24 22 18 17 16 16

g 6 7 7 6 6 7 6 6 7 6

in casa v n 6 0 5 2 5 1 4 1 3 2 6 0 3 1 4 1 3 2 4 1

Ritorno 9/03/2014

Atalanta - Lazio Cagliari - Catania Fiorentina - Juventus Genoa - Chievo Livorno - Sampdoria Milan - Udinese Roma - Napoli Sassuolo - Bologna Torino - Inter Verona - Parma

16^ giornata Andata 15/12/2013

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Ritorno 27/04/2014

Catania - Verona Chievo - Sampdoria Fiorentina - Bologna Genoa - Atalanta Juventus - Sassuolo Lazio - Livorno Milan - Roma Napoli - Inter Parma - Cagliari Udinese - Torino

p 0 0 1 1 1 1 2 1 2 1

g 7 6 6 7 7 6 7 7 6 7

in trasferta v n 5 1 5 1 4 0 3 4 4 1 1 1 2 2 0 4 1 2 1 0

p 1 0 2 0 2 4 3 3 3 6

9^ giornata Andata 27/10/2013 1-0 0-0 1-0 4-2 2-0 2-0 2-0 3-2 1-0 0-1

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partite totali g v n p 13 11 1 1 13 10 3 0 13 9 1 3 13 7 5 1 13 7 3 3 13 7 1 5 13 5 3 5 13 4 5 4 13 4 4 5 13 5 1 7

Gol f s 28 10 26 3 24 12 30 13 24 15 22 20 14 15 17 17 18 20 14 17

Ritorno 16/03/2014

Bologna - Livorno Catania - Sassuolo Chievo - Fiorentina Inter - Verona Juventus - Genoa Lazio - Cagliari Napoli - Torino Parma - Milan Sampdoria - Atalanta Udinese - Roma

17^ giornata Andata 22/12/2013

Tel. 055.583879 - Fax 055.5000666 - Cell. 366.6535470

Ritorno 4/05/2014

Atalanta - Juventus Bologna - Genoa Cagliari - Napoli Inter - Milan Livorno - Udinese Roma - Catania Sampdoria - Parma Sassuolo - Fiorentina Torino - Chievo Verona - Lazio

P 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Udinese Torino Milan Cagliari Sassuolo Livorno Bologna Sampdoria Chievo Catania

16 15 14 14 13 12 11 10 9 9

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in casa v n

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6 6 6 7 7 6 6 6 7 7

10^ giornata Andata 30/10/2013 1-1 0-3 1-2 1-0 4-0 3-3 1-1 1-0 1-2 2-0

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Ritorno 23/03/2014

Atalanta - Inter Cagliari - Bologna Fiorentina - Napoli Genoa - Parma Juventus - Catania Livorno - Torino Milan - Lazio Roma - Chievo Sassuolo - Udinese Verona - Sampdoria

18^ giornata Andata 06/01/2013

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1 4 2 2 1 2 4 2 1 3

Ritorno 11/05/2014

Catania - Bologna Chievo - Cagliari Fiorentina - Livorno Genoa - Sassuolo Juventus - Roma Lazio - Inter Milan - Atalanta Napoli - Sampdoria Parma - Torino Udinese - Verona

in trasferta v n p 1 1 0 0 1 1 1 1 1 0

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5 3 3 4 3 4 4 3 4 7

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partite totali v n p

13 13 13 13 13 13 13 13 13 13

5 3 3 3 3 3 2 2 2 2

11^ giornata Andata 03/11/2013 0-0 0-2 1-0 0-2 2-1 0-1 3-4 1-1 0-3 2-1

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7 4 5 5 6 7 6 7 8 8

s

12 22 18 13 15 13 15 14 8 9

15 22 20 20 28 20 25 23 18 23

Ritorno 26/03/2014

Bologna - Chievo Lazio - Genoa Livorno - Atalanta Milan - Fiorentina Napoli - Catania Parma - Juventus Sampdoria - Sassuolo Torino - Roma Udinese - Inter Verona - Cagliari

19^ giornata Andata 12/01/2014

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1 6 5 5 4 3 5 4 3 3

Gol f

Ritorno 18/05/2014

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

Probabili Formazioni

di Giulia Bonci

A

rchiviata la sfida di Europa League contro il Paços, c’è da ricominciare la corsa alla vetta della classifica. La sconfitta del Friuli della scorsa settimana, complici le domeniche negative delle dirette concorrenti a sorridere, per quanto a metà, è stata solo l’Inter di Mazzarri che ha incrementato il suo vantaggio sui viola di un altro punto -, alla fine ha fatto più rabbia che male. Contro il Verona, in posticipo di lunedì, la Fiorentina però ha un solo risultato utile, il successo. Quella contro gli amici dell’Hellas al Franchi è una sfida insidiosa che Rossi e compagni non dovranno sottovalutare per nessun motivo. Proprio per questo, ancora una volta, Montella deve trovare la giusta combinazione del suo Cubo di Rubik. Il dubbio, almeno in difesa, resta sempre il solito: dentro Roncaglia oppure Tomovic? La sensazione è che l’argentino, stavolta, possa essere il favorito. Nel mezzo agiranno come sempre Gonzalo Rodriguez e Savic, mentre a sinistra Pasqual punta a riscattare subito l’opaca prestazione della scorsa settimana.

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Fiorentina - Hellas Verona

AMICI SUGLI SPALTI, MA NON IN CAMPO Al centro, la Fiorentina dovrà fare a meno di Alberto Aquilani che, squalificato, tornerà in campo per la super sfida dell’8 dicembre contro la sua Roma. Al suo posto toccherà a Massimo Ambrosini, completamente ristabilito dall’infortunio muscolare che lo ha bloccato dalla notte di San Siro, affiancato da Pizarro e dall’insostituibile Borja Valero. In attacco, detto che Mario Gomez dovrebbe tornare a disposizione dalla gara di domenica prossima - non si esclude tuttavia che, all’ultimo tuffo, Montella decida comunque di convocarlo e di portarlo in panchina, magari regalandogli qualche minuto sul finire della gara giusto per riprendere confidenza col rettangolo verde - tutto il peso della manovra offensiva sarà ancora una volta sulle spalle e nei piedi di Pepito Rossi. Vicino a lui confermatissimo Cuadrado mentre al posto di Joaquin il ballottaggio è tutto tra Ilicic e Vargas, in questo caso sistemati entrambi a sinistra.

Fiorentina - VERONA STADIO Artemio Franchi ORE 19,00 Fiorentina 3-5-2 Ilicic

Rossi

Borja Valero Pasqual

Pizarro Savic

Neto

1 Neto Cuadrado

4 Roncaglia, 2 G. Rodriguez, 15 Savic, 23 Pasqual;

Ambrosini

21 Ambrosini, 7 Pizarro, 20 Borja Valero;

G. Rodriguez Roncaglia

11 Cuadrado, 49 Rossi, 72 Ilicic Allenatore: Vincenzo Montella

HELLAS VERONA 4-3-3 1 Rafael Toni

29 Cacciatore, 18 Moras, 22 Maietta, 33 Agostini;

Iturbe

J. Gomez

2 Romulo, 5 Donati, 10 Hallfredsson;

Hallfredsson

Romulo Donati

Agostini

15 Iturbe, 9 Toni, 21 Juanito Gomez

Maietta

Cacciatore Moras Rafael

Allenatore: Mandorlini

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

Amarcord

I gialloblu nell’84/85 fecero piangere i viola per due volte: è arrivato il tempo del riscatto

NON SARà DA SCUDETTO,

di Ruben Lopes Pegna

I

Fiorentina - Hellas Verona

l Verona fa sognare nuovamente i suoi tifosi. Quest’anno è tornato in serie A e fino ad ora sta facendo molto bene. E così c’è chi evoca il mitico scudetto conquistato nella stagione 1984/85 con Osvaldo Bagnoli in panchina. Saprà l’attuale allenatore Andrea Mandorlini ripetere le gesta del tecnico milianese? Sarà praticamente impossibile, visti i tempi attuali e le avversarie di grosso spessore che ci sono oggi. Tutto ciò senza considerare che il Verona si laureò campione d’Italia con una rosa di appena diciassette giocatori. Quindi, in quell’epoca, ovvero 29 anni fa, con un paio d’acquisti azzeccati (nell’estate del 1984 arrivarono in riva all’Adige tra gli altri il centravanti danese Preben Elkjaer Larsen e il terzino-mediano tedesco Hans Peter Briegel) uniti a un discreto gruppo di giocatori si potevano ottenere risultati importanti. Quello scudetto lo sentirono un po’ loro anche i tifosi della Fiorentina. C’erano, infatti, tre ex viola nelle file del Verona di Bagnoli: Antonio Di Gennaro, Luigi Sacchetti e Luciano Bruni. Tutti e tre centrocampisti furono ceduti dalla

MA QUESTO VERONA RICORDA L’IMPRESA DI BAGNOLI società gigliata e certamente furono rimpianti. Di Gennaro disputò 29 delle 30 partite di quel campionato, segnando 4 reti (quarto miglior goleador della squadra gialloblu). 27 furono i gettoni di presenza di Bruni con un gol all’attivo e 15 quelli di Sacchetti, anche lui a segno una volta. Contro la Fiorentina inoltre il Verona vinse entrambe le partite. All’andata al Bentegodi si impose per 2-1. Nel primo tempo ci furono un autogol di Moz e un gol di Galderisi. Nella ripresa per i viola accorciò le distanze Pecci. Nel ritorno al Comunale i veneti vinsero in rimonta per 3-1. La Fiorentina chiuse il primo tempo in vantaggio grazie a una rete di Monelli all’11’. Poi nel secondo tempo si scatenò la squadra di Bagnoli. Fontolan pareggiò al 12’. Galderisi su rigore al 25’ siglò il gol del 2-1. E poi l’ex juventino a sette minuti dalla fine realizzò la rete del definitivo 3-1. Nella formazione titolare il portiere era Garella, i terzini Mauro Fer-

roni (fratello del viola Armando) e Luciano Marangon, il libero Tricella, l’altro difensore centrale Fontolan. Volpati era il jolly. Poteva essere impiegato da difensore o anche da mediano. Così non saltò nemmeno una partita. A centrocampo Briegel e Di Gennaro erano gli insostituibili. E con loro giocavano Bruni, Sacchetti e Volpati.  Gli attaccanti erano Fanna, Galderisi e Elkjaer. Ma spesso Bagnoli inseriva al loro posto un centrocampista per coprire maggiormente la squadra. Non per nulla quella del Verona fu la difesa migliore del torneo con 19 reti al passivo. L’attacco gialloblu fu, invece, il terzo del campionato come quello dell’Inter con 42 gol dietro quelli della Juventus e dell’Udinese. Il goleador della squadra fu Galderisi con 11 reti. Ne segnarono poi 9 Briegel e 8 Elkjaer. Il Verona vinse lo scudetto - un autentico miracolo calcistico - alla penultima giornata, grazie al pareggio per 1-1 a Bergamo con l’Atalanta

Osvaldo Bagnoli portato in trionfo dai suoi giocatori per lo storico scudetto del Verona del 1984/85.

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il 12 maggio 1985 (decisivo il gol di Elkjaer) alla penultima giornata. La squadra di Bagnoli, un autentico mago della panchina, staccò di quattro lunghezze il Torino (secondo) e di cinque l’Inter (terza) nella quale giocava l’attuale tecnico del Verona Mandolini. Tutto ciò in un’epoca in cui la vittoria veniva premiata con due punti e non con tre come adesso. Il Verona andò in testa da solo dopo due partite e fu raggiunto dall’Inter solo alla prima giornata del girone di ritorno, dopo il pareggio per

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0-0 a Napoli che faceva seguito alla sconfitta di Avellino (la prima del torneo; ne subì solo un’altra, con il Torino al Bentegodi) nell’ultimo turno del girone d’andata. Ma la settimana successiva tornò in testa da solo, battendo in casa l’Ascoli per 2-0. E non fu più raggiunto. Fu determinante, anche a livello psicologico, il successo di sette giorni più tardi a Udine per 5-3 dopo una partita rocambolesca. Fu davvero una bella favola quella del Verona di Bagnoli. Chissà se un giorno ci potrà essere un seguito.

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

Festa sugli spalti

Fiorentina - Hellas Verona

L’amicizia tra gli ultrà dura da oltre trent’anni:

DALLE RISSE

Firenze e Verona,

Tifosi viola allo Stadio Olimpico per la trasferta contro la Lazio. In casa o in trasferta, la passione non scema...

di GIULIA BONCI

C

hi in curva c’è da una vita sa che non è stato sempre così. Adesso ovunque vai, al Franchi o in trasferta, c’è

la bandiera dell’Hellas. Il Natale Viola Solidale, l’iniziativa abbracciata dalla stessa Fiorentina oltre che dalla Caritas, vedrà protagonisti anche i tifosi gialloblù, perché

con gli amici si condivide tutto, le pagine più brutte della storia - e i veronesi non sono mai mancati, né alla manifestazione contro Vittorio Cecchi Gori, né sui campi di per-

iferia della C2 dopo il fallimento e la doppia retrocessione - e pure quelle più belle, vedi Anfield. Eppure, a Verona le risse tra ultrà ce ne sono state tante: i cazzotti (nella migliore delle ipotesi) erano all’ordine del giorno. Si racconta anche che negli Anni Settanta, all’arrivo in stazione dei viola, tamburi e bandiere siano stati lasciati sul convoglio per fronteggiare un assalto assolutamente inaspettato. E, soprattutto, che la stretta di mano, sia avvenuta dopo un fatto ben preciso, che oggi si tramanda ma che molti hanno vissuto in prima fila. E’ la storia di un leader della Curva Fiesole che, a bordo di un motorino… preso in prestito per

l’occasione dalla lunga schiera di due ruote parcheggiate fuori dallo stadio, “violò” addirittura la curva veronese. Di certo, non ci si attaccava per motivi politici: a Firenze i tifosi hanno sempre fatto in modo che la politica non entrasse nel mezzo, era una divergenza di punti di vista. Tra la metà degli Anni Settanta e i primi Anni Ottanta il dietro front. «Da allora, da quella stratta di mano da padre incerto - ha raccontato Pietro Vuturo, tifoso viola - abbiamo stretto con i veronesi un rapporto di amicizia intenso. Dopo le guerriglie che si susseguivano ogni volta che Fiorentina e Verona si incontravano sul campo, abbiamo trovato un pun-

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Il Brivido Sportivo STADIO - 2 Dicembre 2013 -

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Fiorentina - Hellas Verona

c’è poi il gemellaggio coi granata del Toro e quello col Catanzaro.

ALLE FESTE COMUNI:

Festa sugli spalti

storia di un’amicizia datata nel tempo to d’incontro al punto da organizzare spesso iniziative comune. Aspettando la partita, probabilmente ci divertiremo a giocare nella solita partita tra ultrà che tutti gli anni ha fatto da cornice all’evento sportivo, ma non è stato organizzato niente di speciale. Faremo quello che ci verrà più spontaneo. Cosa è rimasto di questo rapporto di non belligeranza trasformatosi negli anni in un rapporto d’amicizia? La collaborazione tra tifosi e la condivisione: c’eravamo noi nei momenti più bui della storia dell’Hellas e ci sono stati loro quando noi avevamo bisogno di sostegno. E’ un po’ la stessa cosa successa con gli amici granata del Torino, il primo vero gemellag-

gio della storia del nostro tifo. Quello con i sostenitori del Catanzaro, invece, risale ad un momento storico più recente». Nonostante le difficoltà legate all’orario della gara - le 19, una collocazione temporale che ha sicuramente creato problemi ai veneti -, saranno comunque molti i tifosi dell’Hellas che arriveranno al Franchi. Probabile che, al termine della gara, possa venir organizzata anche una cena, magari anche per provare a raccogliere fondi da destinare in beneficenza.

Nell’estate 2012, a Moena, si giocò un’amichevole tra Fiorentina e Verona: qui i tifosi insieme in festa sugli spalti del centro sportivo Benatti.


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Fuorigioco

Volata d’Inverno

BENTEGODI-FRANCHI: UN’IDEALE STAFFETTA di Duccio Magnelli

T

orna il Verona in serie A e riaffiorano, inevitabili, i ricordi. Un po’ di polvere si è accumulata, ma con una lucidatina torneranno come nuovi. Certo, perché per i tifosi viola − anche per quelli che non c’erano o non erano ancora nati − il Verona non può non far tornare in mente una grigia (meteorologicamente parlando) domenica di ottobre di quarantuno anni fa. Il Bentegodi, lo stadio, e il debutto in maglia viola di un ragazzino umbro di diciannove anni di cui si diceva un gran bene. Complice l’assenza di capitan De Sisti (infortunato o squalificato, chissà!) Liedholm decise di buttare nella mischia proprio lui, Giancarlo Antognoni, che gli osservatori viola avevano scovato in una squadra dal nome misteriosissimo, l’Asti Macobi. Il biondo centrocampista

Fiorentina - Hellas Verona

in difesa e segnava poco (stupidaggini!!). Gomez: centravanti di cui qualcuno pensa di poter fare a meno, visto tra l’altro che la squadra “non va poi così male”. Come se le partite con l’Udinese, il Cagliari (se lui fosse rimasto in campo fino alla fine), l’Inter e il Parma non avessero insegnato che probabilmente con lui in area di rigore il risultato sarebbe stato differente. Insomma, il Bentegodi di quarantuno anni fa e il Franchi di stasera. Un’ideale staffetta fra due grandi giocatori. Se poi Gomez non sarà della partita, consoliamoci ripensando alla zazzera bionda di quel ragazzino umbro che da quel giorno è riuscito a rendere meno amare le nostre domeniche viola. E che il risultato di allora sia di buon auspicio per quello di stasera. Con tante (e doverose) scuse ai “gemelli” giallo-blu sulle tribune.

si fece notare subito sia per la prestazione in campo sia perché quel debutto fu bagnato da un bel 2-1 della Fiorentina. Quella domenica nacque una stella, anche se la Firenze viola ancora non lo sapeva. Oggi che il Verona torna nella serie che più gli compete, non possiamo non ricordare quel giorno. Sarebbe bello se stasera i tifosi della Viola potessero assistere a un altro “quasi debutto”. Quello di Mario Gomez, un giocatore che per adesso hanno soltanto intravisto. Difficile, però, che il tedesco sia pronto per scendere in campo... Di sicuro però Firenze ha una gran voglia di vedere il “suo” centravanti. E poi, in fondo, i destini di Gomez e Antognoni sono lontani solo nel tempo. Giancarlo: centrocampista amatissimo ma anche discusso da tutti quelli che pensavano che fosse un mezzo giocatore perché non copriva

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CINQUE GARE PER LA VERITA’: ORA NON SI PUO’ PIU’ SBAGLIARE di Andrea Giannattasio

L

a Fiorentina riparte. Stavolta con l’intenzione di non fallire nemmeno un colpo prima della meritata sosta invernale. Il ko di Udine è solo un brutto ricordo per la truppa di Montella, che dopo aver fallito l’aggancio in vetta alle prime della classe (la zona-Champions per i viola resta sempre a -4) vuole subito tornare a vincere e convincere. Il menù fino a Natale, del resto, è molto ricco e prevede tre scontri casalinghi (due in campionato contro Verona e Bologna ed uno europeo col Dnipro) e due trasferte (contro Roma e Sassuolo). Cinque sfide nel complesso abbordabili per la Fiorentina, che al di là dell’ostica trasferta contro i giallorossi dell’8 dicembre (che proprio contro i viola dovrebbero ritrovare Francesco Totti) hanno un calendario in discesa, dopo il ciclo di ferro di ottobre-novembre. Si comincia lunedì 2 contro l’Hellas dell’ex Luca Toni, ancora ferita per il ko nel derby col Chievo e decisa ad un pronto riscatto, se pur lontano dal Bentegodi gli uomini di Mandorlini abbiano conquistato appena cinque punti. Il week-end dopo, all’ora di pranzo, sarà la volta della partita contro la rivelazione Roma, l’ultimo big-match in programma del girone d’andata. Poi, il 12 dicembre, al Franchi andrà in scena la sfida col Dnipro, nell’ultima giornata di Europa League che potrebbe sancire il primato viola nel girone. Si chiude poi, tra il 15 ed il 22 dicembre, con due gare in salsa emiliana: prima in casa col Bologna di Pioli ed infine, il 22 dicembre, col già citato Sassuolo. Cinque gare per la verità.

Josip Ilicic: Pradè lo ha definito l’acquisto… invernale della sua squadra. Adesso tocca a lui.

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