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Raffaele Bianco: la sua storia raccontata in tv su TV2000 Vi raccontiamo una storia fatta di tanti sbagli ed errori che potevano essere irreparabili”. Così sul sito di TV2000 (canale 28 digitale terrestre, 124 Sky, wwwtv2000.it), il più importante network televisivo cattolico italiano, viene presentato il video della storia del nostro concittadino Raffaele Bianco. Una storia che è stata raccontata nel corso del programma “Romanzo familiare”, condotto da Arianna Ciampoli e Antonio Soviero, l’unico programma della televisione italiana – come annuncia TV 2000 - interamente dedicato alla famiglia. La trasmissione, infatti, apre una finestra quotidiana sulla famiglia italiana, per raccontare gli avvenimenti, le difficoltà, le fatiche, le conquiste e i momenti di gioia del nucleo sociale e affettivo per eccellenza. Una storia, in questo caso, che si è conclusa con una vittoria e che non hanno avuto reticenze, Raffaele e i suoi familiari, a raccontare alle telecamere. Una vicenda anche dura in alcuni passaggi ma che va comunque narrata, perché può e deve essere di esempio a tutti quei ragazzi che si sono momentaneamente persi nei complessi labirinti che la vita, a volte, pone sul nostro cammino. “ Le debolezze gli errori e i silenzi possono portare ad una strada sbagliata e Raffaele Bianco aveva imboccato quella strada, la strada della tossicodipendenza – cosi dice il testo che accompagna il video della storia di Raffaele - il suo romanzo familiare è la storia di una discesa di una caduta e di una rinascita trovata attraverso il dialogo, la famiglia, la solidarietà”.. La storia del giovane diamantese è una storia comune a tanti ragazzi che hanno trovato rifugio nel demone della droga: Le inquietudini, disagi adolescenziali i conflitti conseguenti con i genitori, dovuti ad una non compiuta accettazione di se stessi all’incomunicabilità con le persone care. “Se tu ne avessi parlato con me ti avrei detto che sei la cosa più bella della mia vita, la più importante” - dice Candida la madre di Raffaele .. Poi l’escalation dell’uso delle sostanze, fino all’overdose, fino a toccare il fondo con un epilogo che poteva essere tragicamente drammatico. Da quel punto, che poteva essere di non ritorno, Raffaele trova la forza e l’impulso vitale per risalire e per riscattarsi. L’ingresso nella comunità “La Casa sulla Roccia” di Avellino, l’assunzione progressiva di responsabilità, la famiglia che, supportata dagli operatori, lo ha accompagnato in un per-

l Olmo n. 123 - anno 10 - Novembre 2012 Dir. Editoriale: Sindaco Ernesto Magorno Direttore Responsabile: Francesco Cirillo

“ Nella piazza di Diamante c’era un olmo, sede delle riunioni pubbliche e popolari... era il centro della cittadinanza, di socievole comunanza... con la sua benefica, spaziosa ombra e frescura era occasione propizia ed amichevole di concordia, fraternità, eguaglianza ed affetto cittadino” . (Leopoldo Pagano 1860)

M E N S I L E D I I N F O R M A z I O N E E C U L T U R A D E L L A R I v I E R A D E I C E D R I A C U R A D E L L ’ A M M I N I S T R A z I O N E C O M U N A L E D I D I A M A N T E E C I R E L L A corso comune di introspezione di riscoperta di se stessi, un lavoro di scavo interiore non certo agevole, ma necessario da affrontare. Ed in questo impervio cammino importantissima è stata la funzione riabilitativa del teatro, che Raffaele ha potuto praticare nella compagnia “Teatro Assud”. In precedenti articoli sull’Olmo si è già raccontato degli spettacoli che la compagnia ha tenuto anche a Diamante, dove ha rappresentato con successo "Gli Imbianchini non hanno ricordi”: commedia tratta da un testo di Dario Fò. Ed è anche grazie al laboratorio teatrale che Raffaele ha ritrovato se stesso ed ha conosciuto Ramona la donna con cui ha deciso di progettare il futuro e di costruire una famiglia. Una famiglia che presto sarà allietata dall’arrivo di una nuova vita. Se c’è , tra gli altri, un insegnamento importante che la storia di Raffaele ci restituisce è proprio quello che dalle situazioni che appaiono irrecuperabili possono nascere delle opportunità insperate che altrimenti, forse non sarebbero state colte. “ Dicevano che non ce la facevamo e invece siamo qui, abbiamo vinto” , dice Giuseppe , il Papà di Raffaele, non senza nascondere la sua commozione. Grazie a TV2000, allora, che ha saputo e fatto conoscere a tutti una storia che è scritta, più di ogni altra cosa, nell’umanità dei volti di Raffaele, Giuseppe, Candida, Ramona e di tutti coloro che li hanno aiutati ad affrontare una sfida apparentemente impossibile, ma superata con tenacia, fede e amore.

Il Porto diventa una realtà grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale e di tanti cittadini

Il 4 novembre ricorda la conclusione vittoriosa della I° Guerra Mondiale ed è la giornata nella quale celebriamo l’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. Desidero, rinnovando una sentita consuetudine,

sottolineare l’importanza di questa

ricorrenza, giustamente rivalutata negli ultimi anni, anche perché indissolubilmente legata a quel sentimento di coesione nazionale che ha trovato nuova linfa con le celebrazione del centocinquantenario dell’Unità Nazionale. Un sentimento diffuso e condiviso dalla maggioranza degli italiani, che è stato, in parte, una civile e ferma reazione ad inopportune spinte disgregatrici, frutto di posizioni politiche ispirate da meri egoismi regionalistici. Un comune sentire al quale ha straordinariamente contribuito il nostro Presidente, Giorgio Napoletano. Anche quest’anno il 4 novembre sarà per la nostra comunità una giornata dedicata al ricordo dei caduti di tutte le guerre, che saranno commemorati nel corso della Messa delle 11,00, celebrata nella Chiesa Madre e presieduta da Mons. Cono Araugio. Al termine, alla presenza delle istituzioni civili e militari, in Piazza XI Febbraio, ci sarà la benedizione delle lapide e la deposizione di una corona d'alloro in ricordo dei nostri concittadini caduti in

Per coloro che volessero rivedere l’intervista completa a Raffaele Bianco: www.tv2000.it

guerra. Non dobbiamo, però, pensare a queste celebrazioni, seppur solenni, come momenti meramente formali o rivolti ad accadimenti passati. Dobbiamo, invece, trarne spunto per riflettere su

Giuseppe Gallelli

valori come il senso di responsabilità che deve assumere chi è chiamato ad operare in nome della sua patria e comunque per il bene comune. Così come questa giornata deve indurci a pensare, ancora una volta, sugli orrori i lutti e le tremende ingiustizie

CHI CI AMMINISTRA ERNESTO MAGORNO- sindaco

che ogni guerra porta con sè, ricordandoci che la Pace deve Hanno collaborato a questo numero: Giovanni Amoroso, Nevio Benvenuto per l’olmo in PDF,

Dr. Gaetano Sollazzo ( vice sindaco) Urbanistica - Demanio - Catasto - Settore Tecnico Patrimonio Geom. Pierluigi Benvenuto Bilancio - Finanze - Contenzioso - Pubblica Istruzione Politiche Sociali ed Innovazione Tecnologica Dr. Francesco Maiolino Turismo - Spettacolo - Cultura - Politiche Territoriali Politiche del Lavoro ed Unione dei Comuni Prof. Francesco Suriano Lavori Pubblici - Tecnico Manutentivo - Sicurezza Ecologia - Protezione Civile Consiglieri: Trifilio Michele; Mariano Casella Bernardo Riente GRUPPO CONSILIARE CAMBIAMENTI: Marcello Pascale ( capogruppo) ,Vincenza Minervino,Francesco Bartalotta

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Ciro R. Cosenza , Giuseppe Gallelli , Lili Genovese Tutte le collaborazioni sono gratuite.

L’OLMO I cittadini possono scrivere e le lettere verranno pubblicate solo se firmate. Scrivere a : Redazione dell’Olmo c/o Comune di Diamante e.mail:cirillofra@tiscali.it stampato presso la Tipografia Chiappetta- Cosenza L’impaginazione grafica è di Francesco Cirillo L’Olmo viene distribuito gratuitamente nelle edicole, nei Bar e agli sportelli degli Uffici Comunali. Testi e foto inviate non vengono restituite. Questo numero è stato chiuso in tipografia il 24 ottobre 2012 1°Numero Agosto 2002 - Anno 10- n°123 Autorizzazione n°94 del 22-02-2002 Tribunale di Paola

l’Olmo

Comune di Diamante Centralino 0985 81398-81642-877512-877508 Stanza Sindaco - 0985 81289 - FAX : 0985 81021 Redazione L’OLMO - via P. Mancini- 87023 Diamante DELEGAZIONE COMUNALE CIRELLA 0985 86804

nostri concittadini, chiamati a combattere per l’Italia nella Grande

NUMERI UTILI

nostro Paese. Fino ad arrivare ad oggi, in tempi in cui le nostre

Caserma dei Carabinieri tel. 0985 81117 Capitaneria di Porto tel. 0985 876075 Guardia Medica tel. 0985 81000 Poste Italiane Ufficio Diamante tel. 0985 81070 Poste Italiane Ufficio Cirella tel.0985 86064 Poliambulatorio ASL 1 Diamante tel. 0985 877919 Vigili Urbani Diamante tel. 0985 81035 Consultorio Familiare Diamante tel. 0985 876389 SERT - Servizio Tossicodipendenze tel. 0985 2837211 Corpo Forestale tel. 1515 AIAS Diamante tel.0985 81638 Centro Fisiokinesi Cirella tel. 0985 86043 MISERICORDIA - sez. Diamante tel.0985 877857-3284261073 Ass.Culturale Cerillae tel. 0985 86361 Accademia Italiana del Peperoncino tel. 0985 81130 TELEDIAMANTE CANALE 21-65 tel.0985 876078 ACI DIAMANTE te.0985 81385

Forze Armate operano in difesa della pace mondiale pagando

essere un obiettivo primario da conquistare e mantenere per noi

E’ stato notificato al Sindaco di Diamante, nella giornata, di ieri l’ordine di servizio, disposto dal Responsabile Unico del Procedimento Ing. Luigi Zinno ed indirizzato alla ATI ICAD Costruzioni Generali s.r.l. Diamante Blu, Società realizzatrice dell’opera, riguardante il completamento del molo ricovero natanti da diporto, del Comune di Diamante. L’ordinanza dispone, visto il cronoprogramma consegnato dall’ufficio di Direzione dei Lavori in data 18 ottobre u.s. e visto il D.P.R. 5 ottobre 2010 n° 207, art. 152 co. 3; alla società realizzatrice dell’opera di “procedere con immediatezza e comunque entro e non oltre lunedì 29 ottobre p.v., in considerazione, tra le altre cose, dell’impegno assunto nelle riunione dello scorso 15 ottobre dal concessionario dei lavori a “riprendere le lavorazioni dando priorità, tra l’altro, all’esecuzione delle attività inerenti alle demolizioni della banchina di riva, oltre alle predisposizioni delle aree di stoccaggio dei massi artificiali”. Nell’ordinanza si evidenzia altresì che “è urgente dare sensibile e immediato impulso all’esecuzione dei lavori, anche al fine di recuperare i ritardi fino ad ora registrati”. Il Sindaco di Diamante, sottolinea, come la notifica di ieri rappresenti un importante passaggio che da concreta attuazione a quanto è stato definito nell’incontro di Catanzaro dello scorso 15 ottobre e che va nella direzione auspicata da tutta la comunità di Diamante, che attende la realizzazione di un’o-

pera decisiva per il suo sviluppo così come per quello di tutto il territorio. L’aver stabilito l’inizio dei lavori entro e non oltre il prossimo 29 ottobre è un risultato positivo soprattutto in vista del prossimo Consiglio Comunale del 26, nel cui ordine del giorno è prevista la discussione di un punto, aperto agli interventi dei cittadini e delle forze politiche e sociali, proprio sulla vicenda porto. La notifica di ieri – conclude il Sindaco - consente di guardare con maggiore fiducia al futuro della questione porto i cui sviluppi l’Amministrazione continuerà a seguire, con determinazione ed attenzione, passo per passo, confermando nel contempo la volontà indifferibile di trovare una soluzione per quelle categorie di lavoratori, i pescatori, che necessitano dell’attracco per lo svolgimento della loro attività.

e per le generazioni a cui è affidato il nostro futuro. Lo ricordano proprio le storie, a volte dure e drammatiche, di quei Guerra, e via via in tutti gli eventi bellici che hanno coinvolto il

n.123 - Novembre 2012

però ancora un prezzo altissimo in termini di vite umane. E’ di pochi giorni fa, purtroppo, la notizia dell’ennesimo lutto che ha colpito le forze impegnate in Afghanistan. Un evento tragico che porta ad esprimere tutta la nostra gratitudine per i nostri militari impegnati a tutela della convivenza tra i popoli, ma che nel contempo ci ricorda che ogni conflitto reca con sè il proprio bagaglio di morte e di disperazione. E’ con senso di riconoscenza verso chi si è sacrificato per l’Itala così come per tutti coloro che si impegnano quotidianamente per garantire la nostra sicurezza, che celebriamo il 4 novembre, giornata che ci ricorda che l’unità, da quella nazionale a quella di ciascuna comunità, come un bene prezioso da non disperdere mai e per nessuna ragione. Il Sindaco Avv. Ernesto Magorno

L’ Aquarium del Parco Marino a Diamante Nell’ambito dei progetti “realizzazione di infrastrutture”, l’ente Parco Marino regionale “Riviera dei Cedri” nel suo primo “Piano del Parco” aveva previsto la realizzazione di un Aquarium. L’acquario marino è stato concepito come strumento per la valorizzazione dell’area protetta, in particolar modo sotto il profilo turistico e parallelamente dovrà diventare un progetto didattico per il mondo della scuola, che possa così consentire di sviluppare riflessioni sull’ecologia, sulla conservazione della natura e sullo sviluppo sostenibile che è fondamentale per la sopravvivenza del nostro mare e la conservazione della biodiversità. E’ notizia di pochi giorni fa che nell’ambito dei finanziamenti PISL ( Progetti Integrati di Sviluppo Turistico) il Comune di Diamante riceverà la sonma di 740 mila euro per la realizzazione dell’Acquario Multimediale marino. L’Assessore Pierluigi Benvenuto presidente della Comunità del Parco Marino ha espresso viva soddisfazione per questo finanziamento che porterà a Diamante un nuovo tipo di turismo sia scolastico che sostenibile.


Al Movimento Culturale “Per una Diamante Migliore”

Variante proposta al progetto del Porto di Diamante variante proposta al progetto del Porto di Diamante

Cari amici, Ho apprezzato i toni ed i contenuti della vostra ultima

Come annunciato dal Sindaco nel consiglio comunale del 26/10/2012 si pubblica la variante proposta al progetto del Porto di Diamante che tende a migliorare notevolmente sia la qualità dell'infrastruttura che il suo collegamento e inserimento nel contesto del territorio che ci ospita. La nota "proposta di variante" è stata inviata dall'Ing. Saladino al Sindaco Magorno. Proposta di Variante.

lettera. Ritengo, che sia da accogliere pienamente e, anche da parte mia senza riserve, il vostro appello alla collaborazione ed all’ascolto reciproco, al superamento delle incomprensioni passate, in vista di quello che è l’obiettivo che ci accomuna: il bene e lo sviluppo della nostra Città e di tutta la sua comunità.

PREMESSA II progetto approvato prevedeva la realizzazione dell'adeguamento del molo preesistente trasformandolo in un porto turistico ed inoltre , la disponibilità di un passaggio, attraverso l'area portuale, della larghezza di 4,00 metri che, muovendosi a livello della banchina avrebbe dovuto collegare le viabilità esistenti a nord e a sud dell'area portuale senza poter effettivamente collegare i locali retrostanti.

Se non lo facessi sarei in contraddizione con il mio risaputo e costante richiamo all’unità della nostra comunità che, come dai voi opportunamente ricordato, ho avuto modo di esprimere nel mio ultimo intervento a TeleDiamante. In questo contesto ritengo estremamente positivo il fatto che ci siano delle realtà associative composte da giovani, come la vostra, che affrontano le problematiche del nostro territorio puntando sulla necessità di attuare una seria programmazione e rivolgendo un occhio di particolare elle innovazioni che le nuove tecnologie e la rete internet ci offrono. Così come ritengo da accogliere il vostro richiamo ad un “salto di qualità” della discussione politica nella nostra Città, che travalichi ogni dietrologia ed ogni chiacchiericcio inutile così come ogni influenza dettata dalla contingenza legata ad appuntamenti e scadenze elettorali, più o meno lontane nel tempo. Su di una questione come quella del porto, ad esempio, è giusto pensare che tutte le forze vogliono che questa struttura si realizzi, siano unite e combattano assieme una battaglia che, come ormai

innumerevoli volte è

stato detto, risulta realmente fondamentale per il suo sviluppo. E’ auspicabile, ed in questo concordo con voi, che in questa vicenda ciascuno, in coerenza con le posizioni assunte,

dia il suo contributo di idee e aiuti a tenere

alta l’attenzione, considerata la complessità di una questione che è giunta, probabilmente, ad uno snodo cruciale e che comunque non può attendere oltre per vede-

vARIANTE PROPOSTA La variante proposta tende a migliorare notevolmente sia la qualità della infrastruttura che il suo collegamento ed inserimento nel contesto del territorio che io ospita. Essa comprende due livelli principali di intervento. PRIMO LIvELLO DI INTERvENTO II primo livello relativo al miglioramento del progetto originario del porto dal punto di vista dei servizi necessari e della migliore stabilità delle opere a mare. In particolare si è dovuto fare fronte all'impossibilità di reperire massi naturali delle dimensioni previste , causa chiusura cave, prevedendo l'impiego di speciali massi artificiali di brevetto internazionale detti "ecopodi " che consentiranno , oltre a dare maggiore stabilità alle strutture portuali, con la loro speciale conformazione, di ridurre di circa il 30% I’ impronta delle opere a mare sui fondali marini (proteggendo ancor più la vegetazione subacquea). SECONDO LIvELLO DI INTERvENTO II secondo livello di intervento è relativo alla previsione di quanto richiesto della Regione, che volendo realizzare un progetto pilota di rivalutazione dei beni comunali posti al di sotto del lungomare, ed oggi in totale stato di degrado, ha messo a disposizione allo scopo 2.400.000,00 euro, perché venga realizzato un percorso autonomo dall'area portuale, di congiungimento fra la strada che raggiunge il porto da nord ed il lungomare inferiore esistente a sud. Tale percorso deve consentire soprattutto di potere accedere adeguatamente ai locali comunali per renderli effettivamente fruibili alle esigenze della comunità diamantese e creare un vero e proprio "waterfront". Oltre a tate collegamento ne è stato richiesto uno ulteriore fra il punto terminale nord del lungomare superiore con ia nuova viabilità di cui sopra. Inoltre, come nelle attese della soprintendenza paesaggistica, è previsto un primo intervento sulle strutture comunali retrostanti con la realizzazione di nuove facciate al piano superiore e con lo sventramento completo del piano inferiore che darà luogo , in uno con la viabilità di collegamento, ad una piazza a mare di oltre 2.000 mq parzialmente coperta. SINTESI DELLA SOLUzIONE PROGETTUALE PROSPETTATA La soluzione prospettata coniuga le due esigenze principali, una di miglioramento tecnico e funzionale del "progetto porto" e una ,indipendente dalla prima, sulla base delle richieste della regione, di completamento della viabilità e di miglioramento dell'accessibilità del waterfront. Pertanto la fascia di viabilità della larghezza prevista nel progetto originario di circa 4 metri, passa ad una larghezza media ben superiore , con punte , in corrispondenza della zona più panoramica , pavimentata come la tolda una nave, di circa 10 metri e si muove a quote tali, mediamente di circa 3,00 metri, da lasciare un'ampia visibilità dell'area portuale. COSTI DEL PROGETTO Rispetto al costo previsto di circa € 6.000.000,00 il progetto di variante prevede un costo di circa € 16.000.000,00 , oltre IVA , di cui il costo a carico della Regione (invariato rispetto al progetto originario ) resta di circa € 2.000.000,00 e, a carico del privato, di circa € 14.000.000,00, oltre IVA.

re una conclusione positiva. Per questo sarò lieto di ascoltare le vostre proposte, così come di tutti gli attori coinvolti, assicurando che non intendo sottrarmi alle responsabilità che il mio ruolo istituzionale comporta, facendomi interprete, pertanto, della volontà espressa dalla comunità che sono chiamato a guidare assieme alla mia maggioranza politica, a seguito del consenso popolare ottenuto. Sulla questione porto, non è in gioco l’onore e il prestigio di nessuno, ma davvero e senza retorica alcuna, una partita decisiva per il futuro di Diamante. Vi ringrazio, infine, per l’invito rivoltomi per l’iniziativa da voi organizzata il 31 ottobre. Non potrò essere presente per impegni istituzionali già assunti, ma assicurerò la partecipazione di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale. Sono certo però, che non mancheranno altre occasioni di incontro e di costruttivo confronto. Cordiali saluti.

Il Sindaco Avv. Ernesto Magorno

Porto di Diamante: Resoconto del Consiglio Comunale Si è svolto il 26 ottobre il Consiglio Comunale di Diamante. Nell'ordine del giorno è stata inserita la discussione di un punto, aperto agli interventi dei cittadini e delle forze politiche e sociali, sulla vicenda del costruendo porto di Diamante. Il Sindaco di Diamante Ernesto Magorno, registra con soddisfazione che si sia dato vita ad un dibattito particolarmente costruttivo, che ha visto un'ampia partecipazione sulla problematiche inenerenti l'attuale fase di stallo dei lavori dell'approdo, ritenuto struttura di vitale importanza per il futuro della Città e del territorio. Pur nelle diversità delle opinioni e delle proposte è emerso dalla discussione, come elemento pressoché univoco, la volontà di tutti di far si che si giunga al più presto alla ripresa dei lavori ed alla completa realizzazione dell'approdo, considerando, la necessità di sollecitare gli attori coinvolti, la Regione Calabria e la ATI ICAD Costruzioni Generali s.r.l. Diamante Blu società incaricata dei lavori, per raggiungere un obiettivo da tempo atteso da tutta la comunità cittadina. Per rappresentare in maniera univoca tale istanza condivisa, il Sindaco ha proposto la creazione di una "Commissione sul porto", che sarà formalizzata nel corso del prossimo consiglio comunale. Intanto lo stesso Sindaco ha convocato una riunione che si terrà alle ore 16.00 di lunedì 29, data entro la quale, secondo l'ordine di servizio emesso dalla Regione Calabria, la ditta incaricata dovrà riprendere i lavori del porto. All'incontro di lunedì oltre alle componenti sociali e politiche presenti nel Consiglio comunale di ieri il Sindaco ha auspicato la partecipazione, quanto più ampia possibile, degli imprenditori, dei rappresentanti delle categorie economiche professionali e della "società civile" e comunque di tutti i cittadini che vogliono dare il loro contributo. Inoltre, il Sindaco, ha avanzato ieri la proposta della richiesta, da avanzare da parte di tutto il Consiglio, di una Assise Comunale aperta, alla quale invitare a partecipare l'Assessore ai lavori Pubblici delle Regione Calabria, il Responsabile Unico del Procedimento e i rappresentanti della Società che sta realizzando l'opera. Nel corso dell'incontro di ieri, anche questo in ossequio ad una volontà unanime emersa nel corso del dibattito, il Sindaco ha proposto una deliberazione del Consiglio Comunale finalizzata all'avanzamento di una richiesta alla Capitaneria di Porto, di utilizzo dello specchio d'acqua del porto in favore dei pescatori e delle categorie che necessitano dell'utilizzo dell'attracco per lo svolgimento delle loro attività. Tale istanza, ha aggiunto il Sindaco, dovrebbe essere supportata anche dalla Regione Calabria. Il clima registrato ieri nel corso dell'Assise cittadina si è rivelato favorevole a quello spirito cooperativo che la comunità cittadina deve mettere in campo per affrontare con determinazione ed efficacia la risoluzione di una vicenda certamente determinante per il suo futuro. Il Sindaco Avv. Ernesto Magorno

ag.

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Roberto Vecchioni parla di Del Piero e dice “Meravigliosa Diamante”.

Incontri sotto l’ombrellone: Paolo Gambescia.

Devono essere davvero rimaste nella mente e nel cuore di Roberto Vecchioni le immagini di Cirella e Diamante. Il grande cantautore milanese, infatti, ha usato la bellezza della nostra Città come metafora di quelle meraviglie che il nostro Paese possiede e che a volte (ma per Diamante questo è vero solo in parte) non sono adeguatamente conosciute. Lo ha fatto in un articolo apparso sulla prima pagina di Tuttosport dedicato ad Alex Del Piero, fatto alquanto singolare, vista la notoria fede interista di Vecchioni.. Roberto Vecchioni, lo ricordiamo tutti, tenne nell’agosto dell’agosto 2011, al Teatro dei Ruderi di Cirella, un memorabile concerto per la “Fondazione Lilli Funaro”, per raccogliere fondi sulla ricerca contro il cancro. Leggiamo cosa ha scritto il cantautore sul quotidiano torinese : “In uno degli interminabili viaggi di quest’estate, per spostarmi e cantare, ora qua e ora là, chissà perché mi è venuto in mente (e mica se ne andava) Alessandro Del Piero. Ora io, come tutti sanno, non sono precisamente juventino e quel pensiero mi parve subito strano e persino un po’ inquietante: con tutte queste storie delle due stelle, due stelle e mezzo, tre, vittorie morali e no, a morte l’Inter e gli interisti, pensare a una bandiera della Juve mi sembrò al momento una specie di invasione di campo. Poi, proprio mentre l’auto scendeva giù dalla Sila alla costa che non conoscevo, ed è bella come il paradiso, ebbi una scontata illuminazione: noi tifosi siamo tutti uguali; interisti, juventini, torinisti, romanisti, napoletani... Non c’è nessuna differenza, abbiamo la testa solo a noi stessi, ai nostri colori, non ce ne frega niente delle ragioni degli altri, perché gli altri non hanno mai ragione e semmai ci invidiano, ci perseguitano, perché siamo i più belli, gli unici, i veri. E guardando Diamante, meraviglioso sconosciuto paese, con Del Piero fisso in testa, mi sono detto: “Siamo tutti proprio dei gran cazzoni… Non perché adoriamo la nostra squadra, che è sacrosanto, solo perché non ci accorgiamo che hanno una vita, una dignità, che sono un paesaggio di difesa e amore, anche altre squadre, altre città, altre tifoserie. Noi gli altri dobbiamo batterli, perché la nostra squadra salva la nostra personale vicenda di uomini piccoli senza vittorie nella vita, ma da qui a crederci crociati, noi soli e tutti indistintamente sporchi e venduti saraceni gli altri, ne passa eccome... Arrivando a Diamante mi sono chiesto: ma chi folleggia a Portofino, chi spende milioni a Capri, sa che esiste un’altra Italia meravigliosa? E così Del Piero è mio, non perché sono juventino, ma perché lui è stato il calcio che ho amato, l’uomo che ho sempre ammirato, e la nostalgia che oggi mi prende a vedermelo andare via (come per Fellini, per Troisi, per Dalla; ovviamente, augurando ad Alex di vivere altri 100 anni) è troppo grande per sconfiggerla con una lacrima. Noi umani, noi tutti, possediamo brevi attimi in cui la bellezza di un gesto (una danza di Nurajev, il canto di Ella Fitzgerald, il sacrificio dei nostri partigiani), ci serve come un insegnamento per non mollare mai. Il gesto di Alex, ogni suo gesto, era sublime: è stato un giocatore del mondo, è stato il gioco del calcio. Vi chiedo scusa se mi sono introdotto, anche se interista, in un mondo non mio. Anch’ io penso che alla Juve sia stato tolto qualcosa, ma credetemi: io so, e sono un uomo onesto, che la mia squadra non centra per niente. Provate a guardare Diamante come Portofino, continuate a battervi (lo sapete fare come nessuno), ma smettetela di odiare: non ha senso. E lasciate che i gol di Del Piero siano anche miei, anche quelli fatti all’Inter, uno più bello dell’ altro “.

Una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, Paolo Gambescia, è stato ospite, nello scorso mese di agosto, della fortunata trasmissione di TeleDiamante “Incontri sotto l’ombrellone”, ideata dal Prof. Mario Pagano. Gambescia, che da tempo ha scelto Diamante per le sue vacanze, è stato intervistato da Giuseppe Gallelli nel corso di una registrazione realizzata nel Caffè Diamante di Tonino Perrone, nella rinnovata Piazza XI Febbraio. Paolo Gambescia ha iniziato la sua carriera nel 1965, quando ancora studente con il quotidiano l'Unità, dove è rimasto fino al 1979 (dal '70 come giornalista professionista). Nel 1979 è stato, con Maurizio Costanzo, co-fondatore del quotidiano Occhio, il primo tentativo in Italia di realizzare un quotidiano di tipo popolare a larga diffusione, sul modello dei tabloid inglesi. L'anno successivo, arriva per la prima volta, come inviato, a Il Messaggero di Roma, dove si occupa di cronaca giudiziaria, mafia e terrorismo; diventa presto capo-redattore e infine vicedirettore. Tra l'agosto del 1998 e il settembre dell'anno successivo assume la direzione de l'Unità; lascia l'incarico per quello di direttore de il Mattino, il quotidiano di Napoli, dove resta fino al 2002. Nell'ottobre del 2002 torna a Il Messaggero, che dirigerà fino al 2006. Dal 2003 è anche professore di Giornalismo presso l'Università La Sapienza di Roma e di Comunicazione politica presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Teramo. Al termine delle elezioni politiche del 2006 conquista un seggio alla Camera, dove si era candidato per la lista dell'Ulivo. Questo un estratto delle cose dette da Paolo Gambescia nel corso dell’intervista. D.: Qual è il suo rapporto con Diamante ?: R.:“Mi considero un cittadino acquisito di Diamante perché ho casa qui. Nel 2001, un primo maggio, quando ero direttore del Mattino, venni a Diamante con degli amici e me ne sono innamorato. Ci sono tornato affittando casa per tre anni e poi ho trovato la casa vicino al mare che mi piaceva e l’ho comprata. L’ho comprata pensando ai miei quattro nipotini che ne sono felicissimi: ad agosto stanno qui un po’ con i nonni un po’ con i genitori. Per me Diamante è la vacanza. Diamante mi piace innanzitutto perché è bella, è un paese che conserva alcune delle caratteristiche dei paesi marinari. Io che sono abruzzese di nascita mi ci ritrovo anche per i rapporti umani . Voi siete un po’ più “difficili” di noi, ma noi abbiamo pure la testa dura E’ facile intendersi per me. Mi piace il posto, la natura, la gente e io qui ci sto bene” . D,: Lei per anni è stato cronista in prima linea sui fatti legati alle organizzazioni mafiose: mafia e camorra in particolare: R.: “Io ho fatto il primo esperimento di telecamere fisse nel primo maxiprocesso ai capi della mafia dell’84, nel quale l’imputato principale era Michele Greco. Finito il processo facemmo un’intervista a Giovanni Falcone, che mi disse una cosa che poi ha ripetuto tantissime volte in seguito: la mafia come tutti i fenomeni storici prima o poi si batte. Quello che è molto più difficile da battere è la “mafiosità”, che è un modo di comportarsi, un messaggio che taluni trasmettono ai loro figli quando gli dicono - arrangiati, trovati una protezione, fatti raccomandare - .

Parole che dimostrano, se ce ne fosse bisogno, l’onestà intellettuale di Vecchioni, al quale siamo grati per la poesia che ci ha regalato nel corso di una straordinaria carriera. Lo aspettiamo di nuovo a Diamante e Cirella per ascoltare la sua musica e la sue parole, per stupirci ancora noi e per donare ancora a lui lo stupore che la bellezza dei nostri luoghi gli ha saputo trasmettere.

D.:Che cosa implica questo? R.:Non è una condotta criminale, è un’altra cosa, è la convinzione che si possono superare le regole. Questo è un modo di pensare mafioso, le regole si rispettano. Una sua analisi della grave crisi che vive l’Europa e l’Occidente in generale: “È una crisi del sistema. Il primo a rendersene conto fu Papa Wojtyla, quando disse che il capitalismo senza regole non è la soluzione, Il comunismo è morto storicamente ma il Papa pose l’accento sul fatto che il capitalismo non se la passasse molto bene. Il problema è quello di ridare eticità agli interventi economici. Vuol dire che non può esserci un mondo nel quale c’è un Nord e un Sud: un Nord che è sempre più ricco a spese del Sud e un Sud che è sempre più povero. Non è possibile che ci siano un milione di bambini che muoiono di fame e pochissimi che detengono le ricchezze del mondo. E poi questo sistema, che è fatto così, va inevitabilmente in crisi, perché ci sarà sempre qualcuno che vorrà di più e che tenterà di superare le regole proprio perché vorrà di più. Il mondo ha bisogno di un governo o comunque di scelte etiche, ha bisogno di avere un’idea di che cos’è la convivenza tra i popoli. Ci vuole una governance mondiale che faccia delle scelte. D.:Come vede il giornalismo al tempo di internet ?: R.:“Questo è un mestiere che soffre molto in questo momento. La carta stampata vive la crisi della pubblicità. Le redazioni si stanno tutte ristrutturando utilizzando le nuove tecnologie e quindi ci sono meno giornalisti. Ci sono gli editori che cercano di far passare in secondo piano la carta stampata per privilegiare l’informazione elettronica. Internet va benissimo per informarsi, ma se non c’è chi svolge l’opera di selezione delle notizie noi corriamo il rischio di avere si tantissime informazioni, che però diventano incontrollabili. Non è detto che tante informazioni significano una migliore informazione. D.:Cosa consiglia ai ragazzi che vogliono fare il mestiere di giornalista ? : R.:“Ai giovani che volessero fare questo mestiere, dico che questo è il mestiere più bello del mondo. Io l’ho scelto quando avevo 10 anni e mi ritengo fortunato perché ho fatto il mestiere che mi piaceva. Però è un mestiere di grande sacrificio. E’ un mestiere che o lo si fa bene o non fai il giornalista, fai un’altra cosa. Purtroppo c’è l’idea che questo mestiere si possa fare anche piegando la schiena. Questo mestiere non lo si può fare piegando la schiena. Questo mestiere è fatto anche di tanti no, di tanti rifiuti. Ti faranno sicuramente delle proposte, ma devi metterti in testa che per fare il giornalista, possibilmente bravo, devi avere la spina dorsale dritta. Se hai questa volontà fai questo mestiere, perché è un mestiere bello”. A cura di Giuseppe Gallelli

Giuseppe Gallelli

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n.123 - Novembre 2012

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Di poeti, di satira e di cose nostrane Consigli dalla biblioteca:

La poetessa ANTONIETTA DELL’ARTE ha scitto una poesia in ricordo della strage di gatti avvenuta il 21 settembre scorso in locailità Rivera Blu di Diamante.

Marcel Proust, “Sulla Lettura” (Ed. Rizzoli ) “Con i libri, niente convenevoli. Trascorriamo la serata con loro, perché ne abbiamo veramente desiderio”. Marcel Proust. Il Libro. La comunione con l’universo misterioso della pagina scritta è sempre carica di ricordi. E Proust, maestro della rievocazione, fa di questa esperienza un racconto perfetto, in cui la felicità infantile della lettura e la benedizione adulta della memoria, custodita tra le pagine di un libro letto in anni lontani, si rivelano nella loro maestosa dolcezza. Ma leggere è anche indissolubile compagno dello scrivere, per il quale costituisce un’essenziale palestra di umiltà e libertà: così, un giorno, all’attenzione silenziosa del lettore corrisponderà la purezza profonda dello scrittore. Marcel Proust. E’ lo scrittore francese più tradotto e diffuso al mondo ed uno dei più importanti della letteratura europea del Novecento. Nasce ad Auteuil nel 1871, da una famiglia dell’alta borghesia. Molto giovane inizia a frequentare i salotti letterari di Parigi, incontrando scrittori e artisti. La sua opera più importante è, indiscutibilmente, “Alla ricerca del tempo perduto” (À la recherche du temps perdu), uno dei massimi capolavori della letteratura universale. Un romanzo scritto tra il 1908-1909 e il 1922, anno della morte dello scrittore. La Recherche è stata pubblicata nell'arco di quattordici anni, tra il 1913 e il 1927. Gli ultimi tre volumi dell’opera sono stati pubblicati postumi. L'importanza dell’opera di Proust è legata alla potenza espressiva della sua originale scrittura e alle minuziose descrizioni dei processi interiori legati al ricordo e al sentimento umano; la Recherche infatti è un viaggio nel tempo e nella memoria che si snoda tra vizi e virtù. Fonti:www.wikipedia.org, http://bur.rcslibri.corriere.it/

Azzerate la primavera I suoi giardini dove dormiva la bellezza Spalancate le porte all’inverno le stragi uccidono l’innocenza il gatto bianco/ neve Il rosso/fiamma il nero/ notte Distesisull’erba Non dormono non vivono Azzerate il cielo mani crudeli sulla fiaba hanno spento i loro sogni

Scompare il giorno Ugo Gimaldi ( 1965-2007)

Scompare il giorno

sempre più uguale

tra le ombre sbiadite della notte

a quello trascorso !

Un pallido sole

In questo tempo che perde strada

lentamente si immerge

nella banalità cosmica della vita.

in un mare senza colore.

resta solo il vago ricordo

la tristezza

di un timido viaggio

La malinconia...

e di una rosa sbocciata

E il nulla

chissà dove

A cura di Giuseppe Gallelli

accompagnano ogni domani

A Diamante si mangia così

Ogni nuovo giorno

(13 aprile 1989)

di Lily Genovese

BACCALA’, POMODORI E PEPERONI

ARANCINI DI RISO Ingredienti per 5/6 persone : Per il ragù :250 gr. di carne macinata di vitello-Olio d’oliva-Mezza cipolla-Una carotaMezza costa di sedano -1lt. di salsa di pomodoro -200 gr. di piselli -Sale Per il risotto allo zafferano: -500 gr. di riso -100 gr. di burro -Mezza cipolla -Brodo vegetale -Una bustina di zafferano -100 gr. di parmigiano grattugiato Per gli arancini -Una mozzarella -3 uova -250 gr. di farina -250 gr. di pane grattugiato -Olio per friggere Procedimento: Preparate innanzitutto un ragù di carne macinata, soffriggendo la cipolla nell’olio d’oliva con la carota ed il sedano sminuzzati. Aggiungete la salsa di pomodoro, salate e lasciate cuocere. Nel frattempo preparate un risotto allo zafferano, soffriggendo un po’ di cipolla nel burro, poi unite il riso e lasciate tostare un po’, aggiungete un po’ di brodo e lasciate cuocere mescolando. Infine sciogliete una bustina di zafferano in po’ di brodo ed unitelo alrisotto a metà cottura. Quando il riso sarà pronto mantecatelo con delparmigiano grattugiato. Allargatelo su una spianatoia e lasciatelo raffreddare. Lessate i piselli ed uniteli al ragù che state preparando. Tagliate a dadini la mozzarella. Mettete una porzione di riso nel palmo di una mano dandole la forma a coppetta ed inserite un cucchiaio di ragù e qualche pezzetto di mozzarella. Chiudete la coppetta con altro risotto e formate delle palle delle dimensioni di una arancia piccola. Dopo aver preparato tutti gli arancini, passateli nella farina, poi nell’uovo battuto ed infine nel pangrattato. Immergete gli arancini in una pentola alta dove avrete riscaldato, a temperatura ben calda, abbondante olio per friggere. Rigirateli di tanto in tanto e quando saranno diventati dorati e croccanti, fateli sgocciolare su carta assorbente e serviteli.

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Auguri per la sua laurea in Scienze politiche

Ingredienti per 4 persone: -600 gr. di baccalà ammollato-500 gr. di pomodori

ottenuta presso

maturi -2 peperoni -2 cipolle -Farina -Un ciuffo di prezzemolo-

l’Università della

Un peperon-

cino -Olio d’oliva -sale

Calabria con 110 e lode

Procedimento: Tagliate il baccalà a pezzi e passatelo nella farina, quindi

a CLAUDIA SALERNO.

friggetelo in abbondante olio d’oliva. Lasciate sgocciolare su carta assorbente. Arrostite i peperoni, privateli della buccia e fateli a strisce. Nell’olio dove avete fritto il baccalà (se è troppo eliminatene un po’) fate appassire le cipolle affettate. Unite i pomodori tagliati a dadini. Salate e cuocete una ventina di minuti. Aggiungete i peperoni, il prezzemolo tritato ed il peperoncino. Lasciateli appassire poi unite i pezzi di baccalà, mettete un coperchio e cuocete il tutto per circa dieci minuti. Servite caldo o freddo.

IL RING di ENZO RUIS

ATTIVITA’ DEL GRUPPO DI MINORANZA “CAMBIAMENTI” All’Assessore Comunale al Bilancio Geom. Pierluigi BENVENUTO E p.c. Al Presidente del Consiglio Gaetano SOLLAZZO Al Segretario Comunale Avv. Rosa SANTORO Oggetto: interrogazione su Determinazione Dirigenziale n. 41 del 11 ottobre 2012 . I sottoscritti Francesco BARTALOTTA e Vincenza MINERVINO; nella qualità di consiglieri comunali appartenenti al Gruppo consiliare “CambiaMenti”, ai sensi delle norme previste dall’art. 11 – comma 9 dello Statuto Comunale e degli artt. 58 – 62 del Regolamento che disciplina il funzionamento dei lavori del Consiglio Comunale, presentano la seguente interrogazione alla quale chiedono che venga data risposta scritta ed in Consiglio comunale. PREMESSO CHE il comune di Diamante rappresenta una delle principali località turistiche della regione Calabria. CONSIDERATO in ragione di quanto descritto in precedenza, nel periodo estivo, il territorio comunale è invaso da una copiosa presenza di visitatori e turisti, che usufruiscono di numerose infrastrutture atte alla ricettività e all’accoglienza turistica, tra cui anche i servizi riguardanti gli stabilimenti balneari presenti sul litorale locale. IN CONSIDERAzIONE che l’Ente Comune, in particolare l’Ufficio Tributi, ha avviato con Determinazione Dirigenziale n. 41 del 11 ottobre 2012 - maggiori accertamenti sull’imposta TARSU riguardante le annualità 2010 e 2011 per gli stabilimenti balneari, per un importo di euro cosi ripartito: • Anno 2010 - €. 130.955,73; • Anno 2011 - €. 141.956,81 • Totale €. 272.912,54 Che, sempre in detta Determina vengono riportati una serie di riferimenti normativi, che a nostro parere, non rendono risolutivo un possibile contenzioso con le parti interessate; non tutelando l’Ente locale in toto, da possibili azioni legali avviate degli operatori del settore. RITENUTO CHE a nostro avviso, compito dell’Ente locale dovrebbe essere quello di calcolare l’imposta TARSU destinata agli stabilimenti balneari, solo nel considerare le superfici coperte (bar, ristoranti, servizi, ecc.), e non comprendere le superfici scoperte (posa di ombrelloni e sdraio). RITENUTO CHE la sentenza n. 51 del 2 dicembre 2011 – Commissione Tributaria Regionale di Campobasso Sez. IV – motiva che: “il Comune di Termoli abbia rideterminando la TARSU dovuta al contribuente considerando anche la superficie dell’arenile, oggetto di concessione marittima, utilizzata per gli ombrelloni e per le sdraio. Si tratta di superficie scoperta che non può essere, viceversa, considerata come elemento per individuare la base imponibile della TARSU”. Sempre la stessa attesta che: “l’area scoperta destinata ad ospitare ombrelloni e sdraio (idest: la spiaggia) non possa essere ricompresa tra le superfici tassabili ai fini della TARSU in quanto non idonea a produrre rifiuti, dovendosi invece individuare quali superfici tassabili solo quelle coperte destinate ad ospitare lo stabilimento balneare vero e proprio”. EvIDENzIANDO che dal Regolamento comunale in materia di TARSU - approvato dal Consiglio Comunale in data 24 marzo 1995 - si evince: all’art. 4 - Esclusioni – l’esclusione dell’imposta per quelle aree scoperte per le quali non vige l’obbligo del conferimento dei rifiuti; all’art. 9 - Aree tassabili – sono tassabili quelle aree scoperte o parzialmente coperte come ad es. gli impianti sportivi destinati ai servizi (rimangono escluse le aree sulle quali si verifica l’esercizio dello sport e a nostro avviso anche le spiagge in quanto non specificato nel regolamento e nella D.G.C. n. 11 del 2 febbraio 2010); all’art.10 - Locali ed aree destinate ad attività stagionali – è previsto l’abbattimento dell’imposta del 20% per quelle aree o locali diversi dalle abitazioni adibiti ad uso stagionale purché utilizzati per un periodo non superiore a sei mesi annui. INTERROGANO l’Assessore Comunale al Bilancio al fine di conoscere: a) Se il Dirigente, nell’accertamento di maggiori entrate sull’imposta TARSU – anno 2010/2011, eventualmente dovuta, abbia tenuto conto dell’art.10 del Regolamento comunale in materia di TARSU che abbatte del 20% l’imposta verso le aree scoperte destinate all’uso stagionale. b) Se il Dirigente preposto in ragione dell’emissione del Decreto in oggetto, non abbia ritenuto opportuno avviare un analisi dei seguenti fattori: • la possibile apertura da parte dei titolari di concessione per gli stabilimenti balneari di contenziosi verso l’Ente; • la possibile conseguenza, per quanto detto sopra, di un elevato aggravio per lo stato economico dell’Ente. c) Se si ritiene opportuno consultare il Dirigente preposto per valutare le ragioni di una istanza di annullamento in autotutela del procedimento avviato. d) Se sussistono ulteriori accertamenti in materia di TARSU per gli operatori balneari negli anni precedenti al 2010; e) Se ritiene necessario l’aggiornamento e/o il rinnovo dell’attuale Regolamento comunale in materia di TARSU. In attesa di cortese riscontro, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti. Diamante li, 31 ottobre 2012

Oggi 15 ottobre 2012 presso il Dipartimento dei Lavori Pubblici della Regione Calabria si è tenuto un incontro tra il Consiglio Comunale di Diamante, l’Assessore regionale Pino Gentile, il Dirigente Generale Dipartimento Infrastrutture Lavori Pubblici Ing. Laganà, il RUP ( Responsabile di Procedimento) Ing. Zinno, i rappresentanti della “Diamante Blu”, soggetto Concessionario, e la direzione dei lavori del realizzando porto di Diamante, presente anche il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Diamante Geom. Vincenzo Vaccaro. Per il Consiglio Comunale di Diamante erano presenti il Sindaco Ernesto Magorno e i rappresentanti della minoranza CambiaMenti Enza Minervino e Francesco Bartalotta. L’Assessore Pino Gentile, aprendo i lavori della riunione, ha chiesto fermamente l’inizio delle operazioni sul cantiere porto a partire dai lavori a terra, su cui grava un finanziamento di 2.500.000,00 euro a carico della Regione Calabria relativi al collegamento e l’utilizzo, così come previsto dalla variante, di tutti gli edifici a terra, di proprietà comunale che costituiscono il così detto “water-front”, confinante con l’area di intervento del costruendo porto. Il Dirigente Ing. Laganà ha invitato il RUP , la Direzione Lavori ed il Concessionario ad elaborare un crono programma “preciso e credibile” relativo all’intera opera, il RUP Ing. Zinno dopo aver illustrato le problematiche inerenti il rilascio del Nullaosta BB.AA. si è impegnato relativamente alle opere già concertate con la Soprintendenza BB.AA., ad emettere Ordine di Servizio immediato che indicherà anche il rispetto dei tempi contrattuali da parte della ditta. Il tutto dovrebbe essere trasmesso al Comune di Diamante , su richiesta del Sindaco, e dare inizio entro breve termine alla ripresa dei lavori. L’Assessore ai Lavori Pubblici ha evidenziato come siano state superate tutte le difficoltà incontrate con la Sovrintendenza regionale per la realizzazione delle opere. La parte tecnica regionale e la Direzione dei Lavori hanno altresì precisato , che relativamente ai lavori a terra , water-front, gli immobili oggetto delle lavorazioni oltre che le aree di pertinenza a ultimazione lavori verranno riconsegnate al Comune . Nel corso della riunione il Geom. Vaccaro ha chiesto se la perizia di variante ricomprendeva sia i lavori a mare che quelli a terra, la risposta da parte del RUP Ing. Zinno e della Direzione dei Lavori Ing. Salatino è stata che trattasi di perizia di variante che ricomprende tutte le opere. Ad esplicita richiesta del Gruppo CambiaMenti, sulla presenza di polizze fideiussorie a coperture dei possibili danni, il RUP Ing. Zinno ha affermato che trattandosi di appalto pubblico risultano presenti tutte le coperture assicurative previste dalla normativa vigente. Sempre a richiesta del Gruppo CambiaMenti, la concessionaria ATI ICAD e Diamante BLU ha dichiarato di essere disponibile a prendersi carico dei costi di ricovero e approdo , in caso di avverse condizioni atmosferiche, unicamente per gli operatori della pesca di Diamante regolarmente iscritti nei Registri della Capitaneria di Porto, presso l’approdo di Belvedere Marittimo. A fine riunione si è concordato con il Sindaco un Consiglio Comunale Aperto, che presumibilmente si terrà il 26 ottobre 2012, sulla questione Porto. Il Gruppo CambiaMenti così come aveva anticipato in Assemblea con questo comunicato intende unicamente diffondere la conoscenza di quanto avvenuto stamani in Regione Calabria.

I consiglieri: Francesco BARTALOTTA - Vincenza MINERVINO

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n.123 - Novembre 2012

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UN REPORTAGE DEL 1525 DALLA RIVIERA

I nostri pescatori

Leandro Alberti di Ciro R. Cosenza

Leandro Alberti nacque a Bologna nel 1479 da famiglia di origine fiorentina. A soli dieci anni entrò a Forlì nel convento di S. Giacomo Apostolo dell’Ordine dei Domenicani e divenne, ancora giovane, un frate molto erudito ed apprezzato. Il 4 giugno del 1525, con il titolo di Padre Provinciale di Terra Santa, accompagnò il nuovo Padre Generale dell’Ordine, Padre Silvestri da Ferrara, in un viaggio in Calabria. Non era uno scherzo scendere in Calabria allora; se si pensa che nel 1830, e quindi ben 300 anni dopo, allorché il viaggiatore svizzero Charles Didier, progettò un viaggio in Italia, il prefetto di Ginevra ostacolò con tutti i mezzi legali questo viaggio, ritenendolo pazzo, perché solo uno non sano di mente avrebbe potuto intraprendere un viaggio in una terra selvaggia e infestata da briganti. Di questo viaggio Leandro Alberti ci ha lasciato un ricco reportage, del quale lo storico calabrese, Gustavo Valente, nel 1968, diede alle stampe un prezioso volumetto dal titolo “Leandro Alberti in Calabria,1525”. Diciamo subito che, contrariamente ad altri viaggiatori che, una volta a Lauria, hanno proseguito verso Sud preferendo un itinerario interno, Leandro Alberti ha preferito scendere lungo la costa, offrendoci preziosa testimonianza della nostra terra. La parte che c’interessa comincia così (riporto alla lettera la sua prosa: “Havendo ristorata la Basilicata, entrerò nella descrizione della Calabria. Et prima dirò dei suoi nomi. Furono adunque primariamente popoli di questa Regione dimandati Brutii e poi Calabresi.” Dopo una vasta dissertazione sul periodo della Magna Grecia e di Roma, ci dà l’ordine del suo procedere: “Et prima comincerò dall’ Occidente al fiume Lao, ossia Lauso, e seguitando il lito del mare, arriverò allo stretto canale di Sicilia….. Insino a qui ho descritto i luoghi antichi che si ritrovano nei tempi di Strabone, e degli altri antichi scrittori, al presente voglio descrivere i luoghi che hora si ritrovano appresso il lito del mare. E prima ritrovasi Scaglia Castello.” La descrizione dei luoghi comincia dunque con il Castello di Scalea, già abbastanza noto perché al tempo dei Normanni, in quel maniero Ruggero e il fratello Roberto il Guiscardo avevano stretto il patto per dividersi al Sud le future conquiste. “E camminando 10 miglia Cirilo, così nominato da Sillio nell’ottavo libro….” Dopo Scalea ecco dunque Cirella, che dominava su di un promontorio a mare: Al tempo del viaggio di Leandro Alberti il feudo era stato donato dall’imperatore Carlo V alla famiglia spagnola dei Borjes, “Più avanti c’è la foce di un torrente, 10 miglia da Cirilo vedesi Diamante, Castello del prencipe di Bisignano, nel cui territorio si cava assai zuccaro”. Il torrente dovrebbe essere l’attuale fiume Corvino, riportato dai cartografi del tempo come “flumen Diamante”, il cui nome sarebbe passato poi alla torre, “Torre del Diamante”, e quindi al sito. Ma la notizia più importante è che già, nel 1525, c’era sul posto un’azienda agricola con una considerevole produzione di zucchero. Proseguendo verso Sud: “Più avanti 8 miglia si dimostra Belvedere, pure egli soggetto al detto principe.. Et quindi a 1.500 passa si scorge Bonifatio e indi a 10 miglia Cetraro dell’Abbazia di Monte Cassino” Il nostro viaggiatore mostra di conoscere la zona, i feudi e i titolari delle baronie, nonché l’economia del territorio. Per esempio è al corrente che le”vernazze” di San Lucido sono apprezzare alla corte di Napoli, che i giardini attorno a Paola sono ricchi di cedriere, aranceti e limoneti e così via. Per motivi di spazio io qui mi fermo, ma il viaggio proseguirà sino a Reggio Calabria, oltre il Golfo di Sant’Eufemia. Egli descrive i vari luoghi con pochi tratti, ma precisi, quasi avesse una macchina fotografica digitale per inviare a noi delle istantanee, o addirittura una telecamera, quando per esempio ci descrive la zona attorno al Fiume Freddo o la fortezza di Amantea (Manthia). Le citazioni storiche sulle vicende che hanno interessato la zona (tra francesi e spagnoli, e prima ancora tra angioini, aragonesi e durazzaschi), sembrano il commento fuori campo di un documentario televisivo. Leandro Alberti, con questo reportage, modernissimo, ci lascia un vero manifesto pubblicitario, all’alba del Rinascimento, di quella che diventerà la Riviera dei Cedri. Eppure non ci sono grandi vie o piazze nei paesi della Riviera intitolate a lui, mentre al contrario ce ne sono tante intitolate a squallidi personaggi che ignoti erano e ignoti sono rimasti.

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I nostri pescatori

Inauguriamo questa rubrica dedicata alla memoria dei nostri pescatori.

Due poesie di Giovanni Grimaldi dedicate ai pescatori Carmelo Cauteruccio raccontato dal figlioGiuseppe A mio padre. Carmelo Cauteruccio, detto “u ‘màncin’”. Il 23 ottobre è stato l’anniversario della tua scomparsa. Avevo solo 9 anni quando sei salito al cielo. I miei ricordi sono come una pellicola di un film un pò sbiaditi, ma restano riflessi ancora nella mia mente. Cosa posso dire di te ? Primo che eri un grande pescatore, un uomo con gli occhi del mare e le mani fatte dalle reti, alcune volte piene e altre volte vuote. Un pescatore di grande cuore che oggi non ne ce ne sono più. Di gran coraggio, capace di uscire con la barca anche con le tempeste, per provvedere a noi. Grazie a te, papà, ho scoperto l’amore verso l’Immacolata, da te tanto amata, che chiamavi “ la tua zannera”. Uno dei tanti ricordi che ho di te è quello di vederti ai piedi dell’altare maggiore, della nostra Chiesa Madre, insieme ad altri pescatori, per far “scendere” la statua della Madonna, con la sola vostra forza, mettendo i tavoli uno sull’altro. Ora ci vuole un “muletto” , vedi papà come i tempi sono cambiati. Poi ricordo, sorridendo, quando ogni tanto preso dai nervi imprecavi la tua “zannera” ed il parroco Don Giovanni Caselli che vicino a te recitava una poesia dialettale : “ pur’ si da nu mumènt’ surta ti jistima, jilla t’adùra cuma prima , da inta u cor’ tui, cerca ripar’ e prutiziun’” . Poi ricordo ancora quando con maestria, cantavi e dirigevi il coro della passione ed i miei occhi si illuminavano vedendo te. E che dire della tua fede, che era fatta di semplicità. Fede di un pescatore umile , ma grande, quella che ora non c’è, fatta oggi solo di apparenze. Navigando ancora nei ricordi, mi vengono davanti le giornate di Natale, quando la mattina presto uscivo con mia madre a prendere l’occorrente per il cenone. I banchi erano allestiti in piazza, precisamente di fronte la cantina di Marittella, ora Lo Spuntino, In quella cantina dove mi raccontavi , si rompevano i “carusilli” , e chi aveva raccolto di più portava la Madonna Addolorata sulla sua barca la Terza domenica di maggio. Sono sicuro che oggi vicino a te , c’è anche Antonio e che da lì insieme continuate a guardarci e proteggerci.

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A TERzA DUMINICA DI MAGG’ (1998) Chista Festa marinara Jè rrimàst’ cum’a ttànn’. Ed a Magg’ ,tutt’ l’ ann’, a Madonna scinn’ammàr’. Tann’ i vìcch’ piscatùr’ A’mbarcàvin’ all’Isulèlla; Nonn’ avìvin’mutùr’… Sul’ vràzz’ e ddùj palèll’. Vùzz’,vàrch’,bandirèll’ Tutt’arrìt’ a Ddùluràt’. Voca,sìja e nn’arrijàta Fin’a sùtt’a Guardièlla. Mò cc’è a Nava d’a Marina.. M’a Madonna è ccùm’a pprìma. Stessu màr’,stess’ culùr’, stess’ scùgl ‘ ,stess’ addùr’.

A’ simintella (1998) Mò tu vaj alla farmacia: -Un vermifugo per cortesiaTann’ i Virm’ ‘nt’intistin’, casa e putìa, anzinifìn’! Mò jè tutt’ ruvinàt’ .... Sùl’ scugl’ scupuzzàt’ ! tann’ u màr’, na billizza e di Lipp’ na ricchizza. ‘Ndi chianètt’ i donn’Antìna o da sutt’all’Officina si cuglìv ‘

a SIMINTELLA: a Paciarra, Ssuntinella.... Ma stu Lìpp’era spiciàl’, nu rimèdj naturàl’. Allu Sùl’ si spanniva E ‘ndà nènt’ si siccava. E cull’acqua,pizziàt’ , t’a gliuttìs’ nàs’ attipàt’ ! A matìna, proprj llà. Ti sintìs’ gattuglià: Jèrin’ i Virm’ d’i budèll’ ! santa cosa a SIMINTELLA !

A simintella. La raccolta della “Simintella” a Diamante ha dato lavoro a molti per diversi anni. La “Simintella” è un alga utile per combattere i vermi che si formano nella pancia, specie in quella dei bambini. In termini scientifici l’alga è denominata Corallina officinalis, e la specie conosciuta oggi si chiama Alsidium. La Corallina è’ un alga potentissima che veniva usata in tutto il mediterraneo. Un certo Vincenzo , mi racconta l’amico Bernardo,curava questa raccolta a Diamante , e attraverso alcune donne questa Simintella, veniva spedita o venduta nella zona. Un giorno Vincenzo si ammalò e non potè fare alcuna raccolta nè spedizione. Questo il famoso telegramma spedito da Diamante per avvertire della sospensione delle spedizioni : VINCENZO AMMALATO, SIMINTELLA PERDUTA, AVVISATE DONNE !

n.123 - Novembre 2012

n.123 - Novembre 2012

l’Olmo

in un ricordo di Marianna Presta Curiosando fra libri e ricordi di anziani, è emerso uno spaccato interessante sull’antica realtà marinara del nostro paese. Nel secolo scorso Diamante era un piccolo borgo con una società interclassista: nobili, borghesi, commercianti, operai, pescatori . I pescatori erano raggruppati in ciurme formate da 7-8 di loro, con ruoli diversi ma tutti abili nell’affrontare le avversità del mare. I padroni delle ciurme erano quattro: Angelo Ordine, Presta Giuseppe, Carmelo Laino, Umberto Romolo. Questi mettevano a disposizione dei propri pescatori barche, minaite, sciabachilli, tartane ed in cambio incassavano una parte stabilita della vendita del pesce. Gli accordi fra i proprietari ed i pescatori erano contratti a parole, non c’era bisogno di notai. A nessuno veniva in mente di non osservarli . Il mare e la spiaggia erano il mondo dei pescatori, un mondo a sé, con le sue regole, i suoi tempi, le sue attese, le sue insidie,le sue risorse. Tutte le barche, il giorno erano tirate a secco sulla “spiaggia piccola” dove c’era sempre un gran fermento: i pescatori che pulivano le barche, le donne che raccoglievano le reti, i bambini che giocavano a nascondino attorno all’”Isolella” o costruivano castelli di sabbia. A sera dalla spiaggia, le barche scivolavano lente e silenziose sul mare, nel silenzio si sentiva lo sciabordio dell’acqua accarezzata dalle palelle e le luci delle lampare formavano uno spettacolo magico. Era tutto un tremolio di stelle d’argento e si intravedevano i pesci che salivano a pelo d’acqua. I nocchieri: u lanzillu, Micuzzu, Luberto, a pizzogna, u purtuvallaru, le conducevano a largo e se c’era una burrasca improvvisa sapevano riportarle a riva affidandosi alla madonna ed affrontando la tempesta con coraggio e maestria. Al mattino quando i pescatori tornavano a riva con le barche cariche di pesci, era una festa e c’erano anche le donne ed i bambini. Ai bagliori dell’alba si aggiungeva il riverbero delle fiamme di un fuoco improvvisato per arrostire, su pietre grandi e piatte, polpi,sarde,alici che tutti mangiavano nel pane caldo del forno di Paoluccio. Era un momento di gioia ed un coro di ringraziamento si elevava alla Madonna Addolorata. Per lei, era uso mettere in un salvadanaio una parte delle vendite del pesce. La somma raccolta durante l’anno era destinata alla festa in suo onore che si celebrava la terza Domenica di Maggio con una processione che ancora si svolge sul mare. I salvadanai venivano rotti nel portone di Ciccio Rispoli, in piazza 11 febbraio, ora piazza dell’Immacolata Concezione. Dopo la vendita del pesce, i pescatori si ritrovavano nelle diverse cantine della piazza. Quella di Nannina, di Maristella, di Duminichillo, di Trifilio, di Michelina. Stavano lì intorno ad un tavolo a mangiare spezzatino, olive ,lupini,mandolini, il tutto innaffiato da boccali di vino con grande piacere dei locandieri che quel giorno avevano assicurato un buon incasso. Nelle cantine, i pescatori,mangiavano, bevevano, litigavano, raccontavano i fatti che accadevano nel paese e nella piazza arrivava il loro vociare condito di parolacce e bestemmie che facevano inorridire i passanti anche se si era abituati al loro linguaggio colorito. Nel libro “Storie sotto l’olmo” di Francesco Cirillo viene riportato uno scritto di Padula pubblicato nel 1800 dove si descrive la nostra pesca ed a proposito dei pescatori, questi vengono definiti “grandi lavoratori ma anche grandi bestemmiatori”. Nelle loro misere case, i pescatori,avevano di tutto per la pesca: reti, palelle, “lanzaturi” ,ami, erano i loro arnesi di lavoro e guai se la moglie o i figli si azzardavano a toccarli. Nei periodi di sosta della pesca i pescatori, si arrangiavano come potevano con diversi altri lavori. “Micuzzu” con la sua carretta trasportava valige e pacchi dalla stazione al paese e viceversa; “Cianillu” dava una mano nel forno di Paoluccio , Arlindo ed altri lavoravano nei cantieri dei cedri, delle alici salate, dello zucchero. E c’era chi faceva il “carriamurt’” occasionale, dal momento che ai quei tempi non c’erano ancora i carri funebri. I pescatori erano figli del mare, i devoti della madonna, i cantori della passione nella processione del Venerdì Santo dov’erano tutti presenti con le loro famiglie. In quell’occasione indossavano tuiniche bianche , in testa una corona di spine ed a piedi nudi si mettevano dietro le statue per cantare la passione, ogni tanto una sosta, una sorsata di vino per dare più forza alla voce e poi c’era la gara tra i cori. “A Pizzogna” intonava “Gesù mio”, rispondeva “Giginillo” con “o Maria”. E così lungo tutto il percorso della processione per le vie del paese. Nella Chiesa Madre l’atto finale della gara dei cantori seguiti da una folla che applaudiva commossa. Nel secolo scorso i pescatori erano tanti e molto prolifici. Oggi a chi ha vissuto una parte del loro passato affiorano ricordi ed immagini come quella di “Canciano” dai grandi piedi nudi piatti che sembravano falanghe , di “Gisucrist’”, immobile come una statua sugli scogli dello “scalillo” intento a pescare polpi e seppie che profumavano di alghe e “simintella”, u “babbasun’” con la sua voce roboante che si spandeva nella piazza, “Rumanill’” piccolo e grassottello che quasi si perdeva nelle reti che gli avvolgevano le spalle, “ciampanill’” il paciere nelle discussioni, “u mancino” sempre in giro per le vie del paese a portare il pesce prenotato dai “signori”, o a guardia dei sacchi di lupini che si addolcivano con l’acqua di mare. Luberto era un “capo”, i pescatori lo stimavano, lo seguivano, ascoltavano le sue parole che racchiudevano la filosofia di chi doveva affrontare il mare e una vita difficile e faticosa. Ora c’è ancora qualche anziano che vive la sua giornata in piazza, sul lungomare, al circolo dei pensionati che ricorda e racconta la storia del suo passato e del mondo del mare e dei pescatori. Il tempo è passato e si assottiglia sempre di più il numero dei pescatori che possono tramandare la memoria storica del loro passato. Un passato che i giovani non conoscono e che noi faticosamente tentiamo di farlo rivivere con articoli e libri, perché fanno parte della nostra storia e della storia di questo paese.

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UN REPORTAGE DEL 1525 DALLA RIVIERA

I nostri pescatori

Leandro Alberti di Ciro R. Cosenza

Leandro Alberti nacque a Bologna nel 1479 da famiglia di origine fiorentina. A soli dieci anni entrò a Forlì nel convento di S. Giacomo Apostolo dell’Ordine dei Domenicani e divenne, ancora giovane, un frate molto erudito ed apprezzato. Il 4 giugno del 1525, con il titolo di Padre Provinciale di Terra Santa, accompagnò il nuovo Padre Generale dell’Ordine, Padre Silvestri da Ferrara, in un viaggio in Calabria. Non era uno scherzo scendere in Calabria allora; se si pensa che nel 1830, e quindi ben 300 anni dopo, allorché il viaggiatore svizzero Charles Didier, progettò un viaggio in Italia, il prefetto di Ginevra ostacolò con tutti i mezzi legali questo viaggio, ritenendolo pazzo, perché solo uno non sano di mente avrebbe potuto intraprendere un viaggio in una terra selvaggia e infestata da briganti. Di questo viaggio Leandro Alberti ci ha lasciato un ricco reportage, del quale lo storico calabrese, Gustavo Valente, nel 1968, diede alle stampe un prezioso volumetto dal titolo “Leandro Alberti in Calabria,1525”. Diciamo subito che, contrariamente ad altri viaggiatori che, una volta a Lauria, hanno proseguito verso Sud preferendo un itinerario interno, Leandro Alberti ha preferito scendere lungo la costa, offrendoci preziosa testimonianza della nostra terra. La parte che c’interessa comincia così (riporto alla lettera la sua prosa: “Havendo ristorata la Basilicata, entrerò nella descrizione della Calabria. Et prima dirò dei suoi nomi. Furono adunque primariamente popoli di questa Regione dimandati Brutii e poi Calabresi.” Dopo una vasta dissertazione sul periodo della Magna Grecia e di Roma, ci dà l’ordine del suo procedere: “Et prima comincerò dall’ Occidente al fiume Lao, ossia Lauso, e seguitando il lito del mare, arriverò allo stretto canale di Sicilia….. Insino a qui ho descritto i luoghi antichi che si ritrovano nei tempi di Strabone, e degli altri antichi scrittori, al presente voglio descrivere i luoghi che hora si ritrovano appresso il lito del mare. E prima ritrovasi Scaglia Castello.” La descrizione dei luoghi comincia dunque con il Castello di Scalea, già abbastanza noto perché al tempo dei Normanni, in quel maniero Ruggero e il fratello Roberto il Guiscardo avevano stretto il patto per dividersi al Sud le future conquiste. “E camminando 10 miglia Cirilo, così nominato da Sillio nell’ottavo libro….” Dopo Scalea ecco dunque Cirella, che dominava su di un promontorio a mare: Al tempo del viaggio di Leandro Alberti il feudo era stato donato dall’imperatore Carlo V alla famiglia spagnola dei Borjes, “Più avanti c’è la foce di un torrente, 10 miglia da Cirilo vedesi Diamante, Castello del prencipe di Bisignano, nel cui territorio si cava assai zuccaro”. Il torrente dovrebbe essere l’attuale fiume Corvino, riportato dai cartografi del tempo come “flumen Diamante”, il cui nome sarebbe passato poi alla torre, “Torre del Diamante”, e quindi al sito. Ma la notizia più importante è che già, nel 1525, c’era sul posto un’azienda agricola con una considerevole produzione di zucchero. Proseguendo verso Sud: “Più avanti 8 miglia si dimostra Belvedere, pure egli soggetto al detto principe.. Et quindi a 1.500 passa si scorge Bonifatio e indi a 10 miglia Cetraro dell’Abbazia di Monte Cassino” Il nostro viaggiatore mostra di conoscere la zona, i feudi e i titolari delle baronie, nonché l’economia del territorio. Per esempio è al corrente che le”vernazze” di San Lucido sono apprezzare alla corte di Napoli, che i giardini attorno a Paola sono ricchi di cedriere, aranceti e limoneti e così via. Per motivi di spazio io qui mi fermo, ma il viaggio proseguirà sino a Reggio Calabria, oltre il Golfo di Sant’Eufemia. Egli descrive i vari luoghi con pochi tratti, ma precisi, quasi avesse una macchina fotografica digitale per inviare a noi delle istantanee, o addirittura una telecamera, quando per esempio ci descrive la zona attorno al Fiume Freddo o la fortezza di Amantea (Manthia). Le citazioni storiche sulle vicende che hanno interessato la zona (tra francesi e spagnoli, e prima ancora tra angioini, aragonesi e durazzaschi), sembrano il commento fuori campo di un documentario televisivo. Leandro Alberti, con questo reportage, modernissimo, ci lascia un vero manifesto pubblicitario, all’alba del Rinascimento, di quella che diventerà la Riviera dei Cedri. Eppure non ci sono grandi vie o piazze nei paesi della Riviera intitolate a lui, mentre al contrario ce ne sono tante intitolate a squallidi personaggi che ignoti erano e ignoti sono rimasti.

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I nostri pescatori

Inauguriamo questa rubrica dedicata alla memoria dei nostri pescatori.

Due poesie di Giovanni Grimaldi dedicate ai pescatori Carmelo Cauteruccio raccontato dal figlioGiuseppe A mio padre. Carmelo Cauteruccio, detto “u ‘màncin’”. Il 23 ottobre è stato l’anniversario della tua scomparsa. Avevo solo 9 anni quando sei salito al cielo. I miei ricordi sono come una pellicola di un film un pò sbiaditi, ma restano riflessi ancora nella mia mente. Cosa posso dire di te ? Primo che eri un grande pescatore, un uomo con gli occhi del mare e le mani fatte dalle reti, alcune volte piene e altre volte vuote. Un pescatore di grande cuore che oggi non ne ce ne sono più. Di gran coraggio, capace di uscire con la barca anche con le tempeste, per provvedere a noi. Grazie a te, papà, ho scoperto l’amore verso l’Immacolata, da te tanto amata, che chiamavi “ la tua zannera”. Uno dei tanti ricordi che ho di te è quello di vederti ai piedi dell’altare maggiore, della nostra Chiesa Madre, insieme ad altri pescatori, per far “scendere” la statua della Madonna, con la sola vostra forza, mettendo i tavoli uno sull’altro. Ora ci vuole un “muletto” , vedi papà come i tempi sono cambiati. Poi ricordo, sorridendo, quando ogni tanto preso dai nervi imprecavi la tua “zannera” ed il parroco Don Giovanni Caselli che vicino a te recitava una poesia dialettale : “ pur’ si da nu mumènt’ surta ti jistima, jilla t’adùra cuma prima , da inta u cor’ tui, cerca ripar’ e prutiziun’” . Poi ricordo ancora quando con maestria, cantavi e dirigevi il coro della passione ed i miei occhi si illuminavano vedendo te. E che dire della tua fede, che era fatta di semplicità. Fede di un pescatore umile , ma grande, quella che ora non c’è, fatta oggi solo di apparenze. Navigando ancora nei ricordi, mi vengono davanti le giornate di Natale, quando la mattina presto uscivo con mia madre a prendere l’occorrente per il cenone. I banchi erano allestiti in piazza, precisamente di fronte la cantina di Marittella, ora Lo Spuntino, In quella cantina dove mi raccontavi , si rompevano i “carusilli” , e chi aveva raccolto di più portava la Madonna Addolorata sulla sua barca la Terza domenica di maggio. Sono sicuro che oggi vicino a te , c’è anche Antonio e che da lì insieme continuate a guardarci e proteggerci.

l’Olmo

A TERzA DUMINICA DI MAGG’ (1998) Chista Festa marinara Jè rrimàst’ cum’a ttànn’. Ed a Magg’ ,tutt’ l’ ann’, a Madonna scinn’ammàr’. Tann’ i vìcch’ piscatùr’ A’mbarcàvin’ all’Isulèlla; Nonn’ avìvin’mutùr’… Sul’ vràzz’ e ddùj palèll’. Vùzz’,vàrch’,bandirèll’ Tutt’arrìt’ a Ddùluràt’. Voca,sìja e nn’arrijàta Fin’a sùtt’a Guardièlla. Mò cc’è a Nava d’a Marina.. M’a Madonna è ccùm’a pprìma. Stessu màr’,stess’ culùr’, stess’ scùgl ‘ ,stess’ addùr’.

A’ simintella (1998) Mò tu vaj alla farmacia: -Un vermifugo per cortesiaTann’ i Virm’ ‘nt’intistin’, casa e putìa, anzinifìn’! Mò jè tutt’ ruvinàt’ .... Sùl’ scugl’ scupuzzàt’ ! tann’ u màr’, na billizza e di Lipp’ na ricchizza. ‘Ndi chianètt’ i donn’Antìna o da sutt’all’Officina si cuglìv ‘

a SIMINTELLA: a Paciarra, Ssuntinella.... Ma stu Lìpp’era spiciàl’, nu rimèdj naturàl’. Allu Sùl’ si spanniva E ‘ndà nènt’ si siccava. E cull’acqua,pizziàt’ , t’a gliuttìs’ nàs’ attipàt’ ! A matìna, proprj llà. Ti sintìs’ gattuglià: Jèrin’ i Virm’ d’i budèll’ ! santa cosa a SIMINTELLA !

A simintella. La raccolta della “Simintella” a Diamante ha dato lavoro a molti per diversi anni. La “Simintella” è un alga utile per combattere i vermi che si formano nella pancia, specie in quella dei bambini. In termini scientifici l’alga è denominata Corallina officinalis, e la specie conosciuta oggi si chiama Alsidium. La Corallina è’ un alga potentissima che veniva usata in tutto il mediterraneo. Un certo Vincenzo , mi racconta l’amico Bernardo,curava questa raccolta a Diamante , e attraverso alcune donne questa Simintella, veniva spedita o venduta nella zona. Un giorno Vincenzo si ammalò e non potè fare alcuna raccolta nè spedizione. Questo il famoso telegramma spedito da Diamante per avvertire della sospensione delle spedizioni : VINCENZO AMMALATO, SIMINTELLA PERDUTA, AVVISATE DONNE !

n.123 - Novembre 2012

n.123 - Novembre 2012

l’Olmo

in un ricordo di Marianna Presta Curiosando fra libri e ricordi di anziani, è emerso uno spaccato interessante sull’antica realtà marinara del nostro paese. Nel secolo scorso Diamante era un piccolo borgo con una società interclassista: nobili, borghesi, commercianti, operai, pescatori . I pescatori erano raggruppati in ciurme formate da 7-8 di loro, con ruoli diversi ma tutti abili nell’affrontare le avversità del mare. I padroni delle ciurme erano quattro: Angelo Ordine, Presta Giuseppe, Carmelo Laino, Umberto Romolo. Questi mettevano a disposizione dei propri pescatori barche, minaite, sciabachilli, tartane ed in cambio incassavano una parte stabilita della vendita del pesce. Gli accordi fra i proprietari ed i pescatori erano contratti a parole, non c’era bisogno di notai. A nessuno veniva in mente di non osservarli . Il mare e la spiaggia erano il mondo dei pescatori, un mondo a sé, con le sue regole, i suoi tempi, le sue attese, le sue insidie,le sue risorse. Tutte le barche, il giorno erano tirate a secco sulla “spiaggia piccola” dove c’era sempre un gran fermento: i pescatori che pulivano le barche, le donne che raccoglievano le reti, i bambini che giocavano a nascondino attorno all’”Isolella” o costruivano castelli di sabbia. A sera dalla spiaggia, le barche scivolavano lente e silenziose sul mare, nel silenzio si sentiva lo sciabordio dell’acqua accarezzata dalle palelle e le luci delle lampare formavano uno spettacolo magico. Era tutto un tremolio di stelle d’argento e si intravedevano i pesci che salivano a pelo d’acqua. I nocchieri: u lanzillu, Micuzzu, Luberto, a pizzogna, u purtuvallaru, le conducevano a largo e se c’era una burrasca improvvisa sapevano riportarle a riva affidandosi alla madonna ed affrontando la tempesta con coraggio e maestria. Al mattino quando i pescatori tornavano a riva con le barche cariche di pesci, era una festa e c’erano anche le donne ed i bambini. Ai bagliori dell’alba si aggiungeva il riverbero delle fiamme di un fuoco improvvisato per arrostire, su pietre grandi e piatte, polpi,sarde,alici che tutti mangiavano nel pane caldo del forno di Paoluccio. Era un momento di gioia ed un coro di ringraziamento si elevava alla Madonna Addolorata. Per lei, era uso mettere in un salvadanaio una parte delle vendite del pesce. La somma raccolta durante l’anno era destinata alla festa in suo onore che si celebrava la terza Domenica di Maggio con una processione che ancora si svolge sul mare. I salvadanai venivano rotti nel portone di Ciccio Rispoli, in piazza 11 febbraio, ora piazza dell’Immacolata Concezione. Dopo la vendita del pesce, i pescatori si ritrovavano nelle diverse cantine della piazza. Quella di Nannina, di Maristella, di Duminichillo, di Trifilio, di Michelina. Stavano lì intorno ad un tavolo a mangiare spezzatino, olive ,lupini,mandolini, il tutto innaffiato da boccali di vino con grande piacere dei locandieri che quel giorno avevano assicurato un buon incasso. Nelle cantine, i pescatori,mangiavano, bevevano, litigavano, raccontavano i fatti che accadevano nel paese e nella piazza arrivava il loro vociare condito di parolacce e bestemmie che facevano inorridire i passanti anche se si era abituati al loro linguaggio colorito. Nel libro “Storie sotto l’olmo” di Francesco Cirillo viene riportato uno scritto di Padula pubblicato nel 1800 dove si descrive la nostra pesca ed a proposito dei pescatori, questi vengono definiti “grandi lavoratori ma anche grandi bestemmiatori”. Nelle loro misere case, i pescatori,avevano di tutto per la pesca: reti, palelle, “lanzaturi” ,ami, erano i loro arnesi di lavoro e guai se la moglie o i figli si azzardavano a toccarli. Nei periodi di sosta della pesca i pescatori, si arrangiavano come potevano con diversi altri lavori. “Micuzzu” con la sua carretta trasportava valige e pacchi dalla stazione al paese e viceversa; “Cianillu” dava una mano nel forno di Paoluccio , Arlindo ed altri lavoravano nei cantieri dei cedri, delle alici salate, dello zucchero. E c’era chi faceva il “carriamurt’” occasionale, dal momento che ai quei tempi non c’erano ancora i carri funebri. I pescatori erano figli del mare, i devoti della madonna, i cantori della passione nella processione del Venerdì Santo dov’erano tutti presenti con le loro famiglie. In quell’occasione indossavano tuiniche bianche , in testa una corona di spine ed a piedi nudi si mettevano dietro le statue per cantare la passione, ogni tanto una sosta, una sorsata di vino per dare più forza alla voce e poi c’era la gara tra i cori. “A Pizzogna” intonava “Gesù mio”, rispondeva “Giginillo” con “o Maria”. E così lungo tutto il percorso della processione per le vie del paese. Nella Chiesa Madre l’atto finale della gara dei cantori seguiti da una folla che applaudiva commossa. Nel secolo scorso i pescatori erano tanti e molto prolifici. Oggi a chi ha vissuto una parte del loro passato affiorano ricordi ed immagini come quella di “Canciano” dai grandi piedi nudi piatti che sembravano falanghe , di “Gisucrist’”, immobile come una statua sugli scogli dello “scalillo” intento a pescare polpi e seppie che profumavano di alghe e “simintella”, u “babbasun’” con la sua voce roboante che si spandeva nella piazza, “Rumanill’” piccolo e grassottello che quasi si perdeva nelle reti che gli avvolgevano le spalle, “ciampanill’” il paciere nelle discussioni, “u mancino” sempre in giro per le vie del paese a portare il pesce prenotato dai “signori”, o a guardia dei sacchi di lupini che si addolcivano con l’acqua di mare. Luberto era un “capo”, i pescatori lo stimavano, lo seguivano, ascoltavano le sue parole che racchiudevano la filosofia di chi doveva affrontare il mare e una vita difficile e faticosa. Ora c’è ancora qualche anziano che vive la sua giornata in piazza, sul lungomare, al circolo dei pensionati che ricorda e racconta la storia del suo passato e del mondo del mare e dei pescatori. Il tempo è passato e si assottiglia sempre di più il numero dei pescatori che possono tramandare la memoria storica del loro passato. Un passato che i giovani non conoscono e che noi faticosamente tentiamo di farlo rivivere con articoli e libri, perché fanno parte della nostra storia e della storia di questo paese.

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Di poeti, di satira e di cose nostrane Consigli dalla biblioteca:

La poetessa ANTONIETTA DELL’ARTE ha scitto una poesia in ricordo della strage di gatti avvenuta il 21 settembre scorso in locailità Rivera Blu di Diamante.

Marcel Proust, “Sulla Lettura” (Ed. Rizzoli ) “Con i libri, niente convenevoli. Trascorriamo la serata con loro, perché ne abbiamo veramente desiderio”. Marcel Proust. Il Libro. La comunione con l’universo misterioso della pagina scritta è sempre carica di ricordi. E Proust, maestro della rievocazione, fa di questa esperienza un racconto perfetto, in cui la felicità infantile della lettura e la benedizione adulta della memoria, custodita tra le pagine di un libro letto in anni lontani, si rivelano nella loro maestosa dolcezza. Ma leggere è anche indissolubile compagno dello scrivere, per il quale costituisce un’essenziale palestra di umiltà e libertà: così, un giorno, all’attenzione silenziosa del lettore corrisponderà la purezza profonda dello scrittore. Marcel Proust. E’ lo scrittore francese più tradotto e diffuso al mondo ed uno dei più importanti della letteratura europea del Novecento. Nasce ad Auteuil nel 1871, da una famiglia dell’alta borghesia. Molto giovane inizia a frequentare i salotti letterari di Parigi, incontrando scrittori e artisti. La sua opera più importante è, indiscutibilmente, “Alla ricerca del tempo perduto” (À la recherche du temps perdu), uno dei massimi capolavori della letteratura universale. Un romanzo scritto tra il 1908-1909 e il 1922, anno della morte dello scrittore. La Recherche è stata pubblicata nell'arco di quattordici anni, tra il 1913 e il 1927. Gli ultimi tre volumi dell’opera sono stati pubblicati postumi. L'importanza dell’opera di Proust è legata alla potenza espressiva della sua originale scrittura e alle minuziose descrizioni dei processi interiori legati al ricordo e al sentimento umano; la Recherche infatti è un viaggio nel tempo e nella memoria che si snoda tra vizi e virtù. Fonti:www.wikipedia.org, http://bur.rcslibri.corriere.it/

Azzerate la primavera I suoi giardini dove dormiva la bellezza Spalancate le porte all’inverno le stragi uccidono l’innocenza il gatto bianco/ neve Il rosso/fiamma il nero/ notte Distesisull’erba Non dormono non vivono Azzerate il cielo mani crudeli sulla fiaba hanno spento i loro sogni

Scompare il giorno Ugo Gimaldi ( 1965-2007)

Scompare il giorno

sempre più uguale

tra le ombre sbiadite della notte

a quello trascorso !

Un pallido sole

In questo tempo che perde strada

lentamente si immerge

nella banalità cosmica della vita.

in un mare senza colore.

resta solo il vago ricordo

la tristezza

di un timido viaggio

La malinconia...

e di una rosa sbocciata

E il nulla

chissà dove

A cura di Giuseppe Gallelli

accompagnano ogni domani

A Diamante si mangia così

Ogni nuovo giorno

(13 aprile 1989)

di Lily Genovese

BACCALA’, POMODORI E PEPERONI

ARANCINI DI RISO Ingredienti per 5/6 persone : Per il ragù :250 gr. di carne macinata di vitello-Olio d’oliva-Mezza cipolla-Una carotaMezza costa di sedano -1lt. di salsa di pomodoro -200 gr. di piselli -Sale Per il risotto allo zafferano: -500 gr. di riso -100 gr. di burro -Mezza cipolla -Brodo vegetale -Una bustina di zafferano -100 gr. di parmigiano grattugiato Per gli arancini -Una mozzarella -3 uova -250 gr. di farina -250 gr. di pane grattugiato -Olio per friggere Procedimento: Preparate innanzitutto un ragù di carne macinata, soffriggendo la cipolla nell’olio d’oliva con la carota ed il sedano sminuzzati. Aggiungete la salsa di pomodoro, salate e lasciate cuocere. Nel frattempo preparate un risotto allo zafferano, soffriggendo un po’ di cipolla nel burro, poi unite il riso e lasciate tostare un po’, aggiungete un po’ di brodo e lasciate cuocere mescolando. Infine sciogliete una bustina di zafferano in po’ di brodo ed unitelo alrisotto a metà cottura. Quando il riso sarà pronto mantecatelo con delparmigiano grattugiato. Allargatelo su una spianatoia e lasciatelo raffreddare. Lessate i piselli ed uniteli al ragù che state preparando. Tagliate a dadini la mozzarella. Mettete una porzione di riso nel palmo di una mano dandole la forma a coppetta ed inserite un cucchiaio di ragù e qualche pezzetto di mozzarella. Chiudete la coppetta con altro risotto e formate delle palle delle dimensioni di una arancia piccola. Dopo aver preparato tutti gli arancini, passateli nella farina, poi nell’uovo battuto ed infine nel pangrattato. Immergete gli arancini in una pentola alta dove avrete riscaldato, a temperatura ben calda, abbondante olio per friggere. Rigirateli di tanto in tanto e quando saranno diventati dorati e croccanti, fateli sgocciolare su carta assorbente e serviteli.

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Auguri per la sua laurea in Scienze politiche

Ingredienti per 4 persone: -600 gr. di baccalà ammollato-500 gr. di pomodori

ottenuta presso

maturi -2 peperoni -2 cipolle -Farina -Un ciuffo di prezzemolo-

l’Università della

Un peperon-

cino -Olio d’oliva -sale

Calabria con 110 e lode

Procedimento: Tagliate il baccalà a pezzi e passatelo nella farina, quindi

a CLAUDIA SALERNO.

friggetelo in abbondante olio d’oliva. Lasciate sgocciolare su carta assorbente. Arrostite i peperoni, privateli della buccia e fateli a strisce. Nell’olio dove avete fritto il baccalà (se è troppo eliminatene un po’) fate appassire le cipolle affettate. Unite i pomodori tagliati a dadini. Salate e cuocete una ventina di minuti. Aggiungete i peperoni, il prezzemolo tritato ed il peperoncino. Lasciateli appassire poi unite i pezzi di baccalà, mettete un coperchio e cuocete il tutto per circa dieci minuti. Servite caldo o freddo.

IL RING di ENZO RUIS

ATTIVITA’ DEL GRUPPO DI MINORANZA “CAMBIAMENTI” All’Assessore Comunale al Bilancio Geom. Pierluigi BENVENUTO E p.c. Al Presidente del Consiglio Gaetano SOLLAZZO Al Segretario Comunale Avv. Rosa SANTORO Oggetto: interrogazione su Determinazione Dirigenziale n. 41 del 11 ottobre 2012 . I sottoscritti Francesco BARTALOTTA e Vincenza MINERVINO; nella qualità di consiglieri comunali appartenenti al Gruppo consiliare “CambiaMenti”, ai sensi delle norme previste dall’art. 11 – comma 9 dello Statuto Comunale e degli artt. 58 – 62 del Regolamento che disciplina il funzionamento dei lavori del Consiglio Comunale, presentano la seguente interrogazione alla quale chiedono che venga data risposta scritta ed in Consiglio comunale. PREMESSO CHE il comune di Diamante rappresenta una delle principali località turistiche della regione Calabria. CONSIDERATO in ragione di quanto descritto in precedenza, nel periodo estivo, il territorio comunale è invaso da una copiosa presenza di visitatori e turisti, che usufruiscono di numerose infrastrutture atte alla ricettività e all’accoglienza turistica, tra cui anche i servizi riguardanti gli stabilimenti balneari presenti sul litorale locale. IN CONSIDERAzIONE che l’Ente Comune, in particolare l’Ufficio Tributi, ha avviato con Determinazione Dirigenziale n. 41 del 11 ottobre 2012 - maggiori accertamenti sull’imposta TARSU riguardante le annualità 2010 e 2011 per gli stabilimenti balneari, per un importo di euro cosi ripartito: • Anno 2010 - €. 130.955,73; • Anno 2011 - €. 141.956,81 • Totale €. 272.912,54 Che, sempre in detta Determina vengono riportati una serie di riferimenti normativi, che a nostro parere, non rendono risolutivo un possibile contenzioso con le parti interessate; non tutelando l’Ente locale in toto, da possibili azioni legali avviate degli operatori del settore. RITENUTO CHE a nostro avviso, compito dell’Ente locale dovrebbe essere quello di calcolare l’imposta TARSU destinata agli stabilimenti balneari, solo nel considerare le superfici coperte (bar, ristoranti, servizi, ecc.), e non comprendere le superfici scoperte (posa di ombrelloni e sdraio). RITENUTO CHE la sentenza n. 51 del 2 dicembre 2011 – Commissione Tributaria Regionale di Campobasso Sez. IV – motiva che: “il Comune di Termoli abbia rideterminando la TARSU dovuta al contribuente considerando anche la superficie dell’arenile, oggetto di concessione marittima, utilizzata per gli ombrelloni e per le sdraio. Si tratta di superficie scoperta che non può essere, viceversa, considerata come elemento per individuare la base imponibile della TARSU”. Sempre la stessa attesta che: “l’area scoperta destinata ad ospitare ombrelloni e sdraio (idest: la spiaggia) non possa essere ricompresa tra le superfici tassabili ai fini della TARSU in quanto non idonea a produrre rifiuti, dovendosi invece individuare quali superfici tassabili solo quelle coperte destinate ad ospitare lo stabilimento balneare vero e proprio”. EvIDENzIANDO che dal Regolamento comunale in materia di TARSU - approvato dal Consiglio Comunale in data 24 marzo 1995 - si evince: all’art. 4 - Esclusioni – l’esclusione dell’imposta per quelle aree scoperte per le quali non vige l’obbligo del conferimento dei rifiuti; all’art. 9 - Aree tassabili – sono tassabili quelle aree scoperte o parzialmente coperte come ad es. gli impianti sportivi destinati ai servizi (rimangono escluse le aree sulle quali si verifica l’esercizio dello sport e a nostro avviso anche le spiagge in quanto non specificato nel regolamento e nella D.G.C. n. 11 del 2 febbraio 2010); all’art.10 - Locali ed aree destinate ad attività stagionali – è previsto l’abbattimento dell’imposta del 20% per quelle aree o locali diversi dalle abitazioni adibiti ad uso stagionale purché utilizzati per un periodo non superiore a sei mesi annui. INTERROGANO l’Assessore Comunale al Bilancio al fine di conoscere: a) Se il Dirigente, nell’accertamento di maggiori entrate sull’imposta TARSU – anno 2010/2011, eventualmente dovuta, abbia tenuto conto dell’art.10 del Regolamento comunale in materia di TARSU che abbatte del 20% l’imposta verso le aree scoperte destinate all’uso stagionale. b) Se il Dirigente preposto in ragione dell’emissione del Decreto in oggetto, non abbia ritenuto opportuno avviare un analisi dei seguenti fattori: • la possibile apertura da parte dei titolari di concessione per gli stabilimenti balneari di contenziosi verso l’Ente; • la possibile conseguenza, per quanto detto sopra, di un elevato aggravio per lo stato economico dell’Ente. c) Se si ritiene opportuno consultare il Dirigente preposto per valutare le ragioni di una istanza di annullamento in autotutela del procedimento avviato. d) Se sussistono ulteriori accertamenti in materia di TARSU per gli operatori balneari negli anni precedenti al 2010; e) Se ritiene necessario l’aggiornamento e/o il rinnovo dell’attuale Regolamento comunale in materia di TARSU. In attesa di cortese riscontro, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti. Diamante li, 31 ottobre 2012

Oggi 15 ottobre 2012 presso il Dipartimento dei Lavori Pubblici della Regione Calabria si è tenuto un incontro tra il Consiglio Comunale di Diamante, l’Assessore regionale Pino Gentile, il Dirigente Generale Dipartimento Infrastrutture Lavori Pubblici Ing. Laganà, il RUP ( Responsabile di Procedimento) Ing. Zinno, i rappresentanti della “Diamante Blu”, soggetto Concessionario, e la direzione dei lavori del realizzando porto di Diamante, presente anche il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Diamante Geom. Vincenzo Vaccaro. Per il Consiglio Comunale di Diamante erano presenti il Sindaco Ernesto Magorno e i rappresentanti della minoranza CambiaMenti Enza Minervino e Francesco Bartalotta. L’Assessore Pino Gentile, aprendo i lavori della riunione, ha chiesto fermamente l’inizio delle operazioni sul cantiere porto a partire dai lavori a terra, su cui grava un finanziamento di 2.500.000,00 euro a carico della Regione Calabria relativi al collegamento e l’utilizzo, così come previsto dalla variante, di tutti gli edifici a terra, di proprietà comunale che costituiscono il così detto “water-front”, confinante con l’area di intervento del costruendo porto. Il Dirigente Ing. Laganà ha invitato il RUP , la Direzione Lavori ed il Concessionario ad elaborare un crono programma “preciso e credibile” relativo all’intera opera, il RUP Ing. Zinno dopo aver illustrato le problematiche inerenti il rilascio del Nullaosta BB.AA. si è impegnato relativamente alle opere già concertate con la Soprintendenza BB.AA., ad emettere Ordine di Servizio immediato che indicherà anche il rispetto dei tempi contrattuali da parte della ditta. Il tutto dovrebbe essere trasmesso al Comune di Diamante , su richiesta del Sindaco, e dare inizio entro breve termine alla ripresa dei lavori. L’Assessore ai Lavori Pubblici ha evidenziato come siano state superate tutte le difficoltà incontrate con la Sovrintendenza regionale per la realizzazione delle opere. La parte tecnica regionale e la Direzione dei Lavori hanno altresì precisato , che relativamente ai lavori a terra , water-front, gli immobili oggetto delle lavorazioni oltre che le aree di pertinenza a ultimazione lavori verranno riconsegnate al Comune . Nel corso della riunione il Geom. Vaccaro ha chiesto se la perizia di variante ricomprendeva sia i lavori a mare che quelli a terra, la risposta da parte del RUP Ing. Zinno e della Direzione dei Lavori Ing. Salatino è stata che trattasi di perizia di variante che ricomprende tutte le opere. Ad esplicita richiesta del Gruppo CambiaMenti, sulla presenza di polizze fideiussorie a coperture dei possibili danni, il RUP Ing. Zinno ha affermato che trattandosi di appalto pubblico risultano presenti tutte le coperture assicurative previste dalla normativa vigente. Sempre a richiesta del Gruppo CambiaMenti, la concessionaria ATI ICAD e Diamante BLU ha dichiarato di essere disponibile a prendersi carico dei costi di ricovero e approdo , in caso di avverse condizioni atmosferiche, unicamente per gli operatori della pesca di Diamante regolarmente iscritti nei Registri della Capitaneria di Porto, presso l’approdo di Belvedere Marittimo. A fine riunione si è concordato con il Sindaco un Consiglio Comunale Aperto, che presumibilmente si terrà il 26 ottobre 2012, sulla questione Porto. Il Gruppo CambiaMenti così come aveva anticipato in Assemblea con questo comunicato intende unicamente diffondere la conoscenza di quanto avvenuto stamani in Regione Calabria.

I consiglieri: Francesco BARTALOTTA - Vincenza MINERVINO

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n.123 - Novembre 2012

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Al Movimento Culturale “Per una Diamante Migliore”

Variante proposta al progetto del Porto di Diamante variante proposta al progetto del Porto di Diamante

Cari amici, Ho apprezzato i toni ed i contenuti della vostra ultima

Come annunciato dal Sindaco nel consiglio comunale del 26/10/2012 si pubblica la variante proposta al progetto del Porto di Diamante che tende a migliorare notevolmente sia la qualità dell'infrastruttura che il suo collegamento e inserimento nel contesto del territorio che ci ospita. La nota "proposta di variante" è stata inviata dall'Ing. Saladino al Sindaco Magorno. Proposta di Variante.

lettera. Ritengo, che sia da accogliere pienamente e, anche da parte mia senza riserve, il vostro appello alla collaborazione ed all’ascolto reciproco, al superamento delle incomprensioni passate, in vista di quello che è l’obiettivo che ci accomuna: il bene e lo sviluppo della nostra Città e di tutta la sua comunità.

PREMESSA II progetto approvato prevedeva la realizzazione dell'adeguamento del molo preesistente trasformandolo in un porto turistico ed inoltre , la disponibilità di un passaggio, attraverso l'area portuale, della larghezza di 4,00 metri che, muovendosi a livello della banchina avrebbe dovuto collegare le viabilità esistenti a nord e a sud dell'area portuale senza poter effettivamente collegare i locali retrostanti.

Se non lo facessi sarei in contraddizione con il mio risaputo e costante richiamo all’unità della nostra comunità che, come dai voi opportunamente ricordato, ho avuto modo di esprimere nel mio ultimo intervento a TeleDiamante. In questo contesto ritengo estremamente positivo il fatto che ci siano delle realtà associative composte da giovani, come la vostra, che affrontano le problematiche del nostro territorio puntando sulla necessità di attuare una seria programmazione e rivolgendo un occhio di particolare elle innovazioni che le nuove tecnologie e la rete internet ci offrono. Così come ritengo da accogliere il vostro richiamo ad un “salto di qualità” della discussione politica nella nostra Città, che travalichi ogni dietrologia ed ogni chiacchiericcio inutile così come ogni influenza dettata dalla contingenza legata ad appuntamenti e scadenze elettorali, più o meno lontane nel tempo. Su di una questione come quella del porto, ad esempio, è giusto pensare che tutte le forze vogliono che questa struttura si realizzi, siano unite e combattano assieme una battaglia che, come ormai

innumerevoli volte è

stato detto, risulta realmente fondamentale per il suo sviluppo. E’ auspicabile, ed in questo concordo con voi, che in questa vicenda ciascuno, in coerenza con le posizioni assunte,

dia il suo contributo di idee e aiuti a tenere

alta l’attenzione, considerata la complessità di una questione che è giunta, probabilmente, ad uno snodo cruciale e che comunque non può attendere oltre per vede-

vARIANTE PROPOSTA La variante proposta tende a migliorare notevolmente sia la qualità della infrastruttura che il suo collegamento ed inserimento nel contesto del territorio che io ospita. Essa comprende due livelli principali di intervento. PRIMO LIvELLO DI INTERvENTO II primo livello relativo al miglioramento del progetto originario del porto dal punto di vista dei servizi necessari e della migliore stabilità delle opere a mare. In particolare si è dovuto fare fronte all'impossibilità di reperire massi naturali delle dimensioni previste , causa chiusura cave, prevedendo l'impiego di speciali massi artificiali di brevetto internazionale detti "ecopodi " che consentiranno , oltre a dare maggiore stabilità alle strutture portuali, con la loro speciale conformazione, di ridurre di circa il 30% I’ impronta delle opere a mare sui fondali marini (proteggendo ancor più la vegetazione subacquea). SECONDO LIvELLO DI INTERvENTO II secondo livello di intervento è relativo alla previsione di quanto richiesto della Regione, che volendo realizzare un progetto pilota di rivalutazione dei beni comunali posti al di sotto del lungomare, ed oggi in totale stato di degrado, ha messo a disposizione allo scopo 2.400.000,00 euro, perché venga realizzato un percorso autonomo dall'area portuale, di congiungimento fra la strada che raggiunge il porto da nord ed il lungomare inferiore esistente a sud. Tale percorso deve consentire soprattutto di potere accedere adeguatamente ai locali comunali per renderli effettivamente fruibili alle esigenze della comunità diamantese e creare un vero e proprio "waterfront". Oltre a tate collegamento ne è stato richiesto uno ulteriore fra il punto terminale nord del lungomare superiore con ia nuova viabilità di cui sopra. Inoltre, come nelle attese della soprintendenza paesaggistica, è previsto un primo intervento sulle strutture comunali retrostanti con la realizzazione di nuove facciate al piano superiore e con lo sventramento completo del piano inferiore che darà luogo , in uno con la viabilità di collegamento, ad una piazza a mare di oltre 2.000 mq parzialmente coperta. SINTESI DELLA SOLUzIONE PROGETTUALE PROSPETTATA La soluzione prospettata coniuga le due esigenze principali, una di miglioramento tecnico e funzionale del "progetto porto" e una ,indipendente dalla prima, sulla base delle richieste della regione, di completamento della viabilità e di miglioramento dell'accessibilità del waterfront. Pertanto la fascia di viabilità della larghezza prevista nel progetto originario di circa 4 metri, passa ad una larghezza media ben superiore , con punte , in corrispondenza della zona più panoramica , pavimentata come la tolda una nave, di circa 10 metri e si muove a quote tali, mediamente di circa 3,00 metri, da lasciare un'ampia visibilità dell'area portuale. COSTI DEL PROGETTO Rispetto al costo previsto di circa € 6.000.000,00 il progetto di variante prevede un costo di circa € 16.000.000,00 , oltre IVA , di cui il costo a carico della Regione (invariato rispetto al progetto originario ) resta di circa € 2.000.000,00 e, a carico del privato, di circa € 14.000.000,00, oltre IVA.

re una conclusione positiva. Per questo sarò lieto di ascoltare le vostre proposte, così come di tutti gli attori coinvolti, assicurando che non intendo sottrarmi alle responsabilità che il mio ruolo istituzionale comporta, facendomi interprete, pertanto, della volontà espressa dalla comunità che sono chiamato a guidare assieme alla mia maggioranza politica, a seguito del consenso popolare ottenuto. Sulla questione porto, non è in gioco l’onore e il prestigio di nessuno, ma davvero e senza retorica alcuna, una partita decisiva per il futuro di Diamante. Vi ringrazio, infine, per l’invito rivoltomi per l’iniziativa da voi organizzata il 31 ottobre. Non potrò essere presente per impegni istituzionali già assunti, ma assicurerò la partecipazione di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale. Sono certo però, che non mancheranno altre occasioni di incontro e di costruttivo confronto. Cordiali saluti.

Il Sindaco Avv. Ernesto Magorno

Porto di Diamante: Resoconto del Consiglio Comunale Si è svolto il 26 ottobre il Consiglio Comunale di Diamante. Nell'ordine del giorno è stata inserita la discussione di un punto, aperto agli interventi dei cittadini e delle forze politiche e sociali, sulla vicenda del costruendo porto di Diamante. Il Sindaco di Diamante Ernesto Magorno, registra con soddisfazione che si sia dato vita ad un dibattito particolarmente costruttivo, che ha visto un'ampia partecipazione sulla problematiche inenerenti l'attuale fase di stallo dei lavori dell'approdo, ritenuto struttura di vitale importanza per il futuro della Città e del territorio. Pur nelle diversità delle opinioni e delle proposte è emerso dalla discussione, come elemento pressoché univoco, la volontà di tutti di far si che si giunga al più presto alla ripresa dei lavori ed alla completa realizzazione dell'approdo, considerando, la necessità di sollecitare gli attori coinvolti, la Regione Calabria e la ATI ICAD Costruzioni Generali s.r.l. Diamante Blu società incaricata dei lavori, per raggiungere un obiettivo da tempo atteso da tutta la comunità cittadina. Per rappresentare in maniera univoca tale istanza condivisa, il Sindaco ha proposto la creazione di una "Commissione sul porto", che sarà formalizzata nel corso del prossimo consiglio comunale. Intanto lo stesso Sindaco ha convocato una riunione che si terrà alle ore 16.00 di lunedì 29, data entro la quale, secondo l'ordine di servizio emesso dalla Regione Calabria, la ditta incaricata dovrà riprendere i lavori del porto. All'incontro di lunedì oltre alle componenti sociali e politiche presenti nel Consiglio comunale di ieri il Sindaco ha auspicato la partecipazione, quanto più ampia possibile, degli imprenditori, dei rappresentanti delle categorie economiche professionali e della "società civile" e comunque di tutti i cittadini che vogliono dare il loro contributo. Inoltre, il Sindaco, ha avanzato ieri la proposta della richiesta, da avanzare da parte di tutto il Consiglio, di una Assise Comunale aperta, alla quale invitare a partecipare l'Assessore ai lavori Pubblici delle Regione Calabria, il Responsabile Unico del Procedimento e i rappresentanti della Società che sta realizzando l'opera. Nel corso dell'incontro di ieri, anche questo in ossequio ad una volontà unanime emersa nel corso del dibattito, il Sindaco ha proposto una deliberazione del Consiglio Comunale finalizzata all'avanzamento di una richiesta alla Capitaneria di Porto, di utilizzo dello specchio d'acqua del porto in favore dei pescatori e delle categorie che necessitano dell'utilizzo dell'attracco per lo svolgimento delle loro attività. Tale istanza, ha aggiunto il Sindaco, dovrebbe essere supportata anche dalla Regione Calabria. Il clima registrato ieri nel corso dell'Assise cittadina si è rivelato favorevole a quello spirito cooperativo che la comunità cittadina deve mettere in campo per affrontare con determinazione ed efficacia la risoluzione di una vicenda certamente determinante per il suo futuro. Il Sindaco Avv. Ernesto Magorno

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Roberto Vecchioni parla di Del Piero e dice “Meravigliosa Diamante”.

Incontri sotto l’ombrellone: Paolo Gambescia.

Devono essere davvero rimaste nella mente e nel cuore di Roberto Vecchioni le immagini di Cirella e Diamante. Il grande cantautore milanese, infatti, ha usato la bellezza della nostra Città come metafora di quelle meraviglie che il nostro Paese possiede e che a volte (ma per Diamante questo è vero solo in parte) non sono adeguatamente conosciute. Lo ha fatto in un articolo apparso sulla prima pagina di Tuttosport dedicato ad Alex Del Piero, fatto alquanto singolare, vista la notoria fede interista di Vecchioni.. Roberto Vecchioni, lo ricordiamo tutti, tenne nell’agosto dell’agosto 2011, al Teatro dei Ruderi di Cirella, un memorabile concerto per la “Fondazione Lilli Funaro”, per raccogliere fondi sulla ricerca contro il cancro. Leggiamo cosa ha scritto il cantautore sul quotidiano torinese : “In uno degli interminabili viaggi di quest’estate, per spostarmi e cantare, ora qua e ora là, chissà perché mi è venuto in mente (e mica se ne andava) Alessandro Del Piero. Ora io, come tutti sanno, non sono precisamente juventino e quel pensiero mi parve subito strano e persino un po’ inquietante: con tutte queste storie delle due stelle, due stelle e mezzo, tre, vittorie morali e no, a morte l’Inter e gli interisti, pensare a una bandiera della Juve mi sembrò al momento una specie di invasione di campo. Poi, proprio mentre l’auto scendeva giù dalla Sila alla costa che non conoscevo, ed è bella come il paradiso, ebbi una scontata illuminazione: noi tifosi siamo tutti uguali; interisti, juventini, torinisti, romanisti, napoletani... Non c’è nessuna differenza, abbiamo la testa solo a noi stessi, ai nostri colori, non ce ne frega niente delle ragioni degli altri, perché gli altri non hanno mai ragione e semmai ci invidiano, ci perseguitano, perché siamo i più belli, gli unici, i veri. E guardando Diamante, meraviglioso sconosciuto paese, con Del Piero fisso in testa, mi sono detto: “Siamo tutti proprio dei gran cazzoni… Non perché adoriamo la nostra squadra, che è sacrosanto, solo perché non ci accorgiamo che hanno una vita, una dignità, che sono un paesaggio di difesa e amore, anche altre squadre, altre città, altre tifoserie. Noi gli altri dobbiamo batterli, perché la nostra squadra salva la nostra personale vicenda di uomini piccoli senza vittorie nella vita, ma da qui a crederci crociati, noi soli e tutti indistintamente sporchi e venduti saraceni gli altri, ne passa eccome... Arrivando a Diamante mi sono chiesto: ma chi folleggia a Portofino, chi spende milioni a Capri, sa che esiste un’altra Italia meravigliosa? E così Del Piero è mio, non perché sono juventino, ma perché lui è stato il calcio che ho amato, l’uomo che ho sempre ammirato, e la nostalgia che oggi mi prende a vedermelo andare via (come per Fellini, per Troisi, per Dalla; ovviamente, augurando ad Alex di vivere altri 100 anni) è troppo grande per sconfiggerla con una lacrima. Noi umani, noi tutti, possediamo brevi attimi in cui la bellezza di un gesto (una danza di Nurajev, il canto di Ella Fitzgerald, il sacrificio dei nostri partigiani), ci serve come un insegnamento per non mollare mai. Il gesto di Alex, ogni suo gesto, era sublime: è stato un giocatore del mondo, è stato il gioco del calcio. Vi chiedo scusa se mi sono introdotto, anche se interista, in un mondo non mio. Anch’ io penso che alla Juve sia stato tolto qualcosa, ma credetemi: io so, e sono un uomo onesto, che la mia squadra non centra per niente. Provate a guardare Diamante come Portofino, continuate a battervi (lo sapete fare come nessuno), ma smettetela di odiare: non ha senso. E lasciate che i gol di Del Piero siano anche miei, anche quelli fatti all’Inter, uno più bello dell’ altro “.

Una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, Paolo Gambescia, è stato ospite, nello scorso mese di agosto, della fortunata trasmissione di TeleDiamante “Incontri sotto l’ombrellone”, ideata dal Prof. Mario Pagano. Gambescia, che da tempo ha scelto Diamante per le sue vacanze, è stato intervistato da Giuseppe Gallelli nel corso di una registrazione realizzata nel Caffè Diamante di Tonino Perrone, nella rinnovata Piazza XI Febbraio. Paolo Gambescia ha iniziato la sua carriera nel 1965, quando ancora studente con il quotidiano l'Unità, dove è rimasto fino al 1979 (dal '70 come giornalista professionista). Nel 1979 è stato, con Maurizio Costanzo, co-fondatore del quotidiano Occhio, il primo tentativo in Italia di realizzare un quotidiano di tipo popolare a larga diffusione, sul modello dei tabloid inglesi. L'anno successivo, arriva per la prima volta, come inviato, a Il Messaggero di Roma, dove si occupa di cronaca giudiziaria, mafia e terrorismo; diventa presto capo-redattore e infine vicedirettore. Tra l'agosto del 1998 e il settembre dell'anno successivo assume la direzione de l'Unità; lascia l'incarico per quello di direttore de il Mattino, il quotidiano di Napoli, dove resta fino al 2002. Nell'ottobre del 2002 torna a Il Messaggero, che dirigerà fino al 2006. Dal 2003 è anche professore di Giornalismo presso l'Università La Sapienza di Roma e di Comunicazione politica presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Teramo. Al termine delle elezioni politiche del 2006 conquista un seggio alla Camera, dove si era candidato per la lista dell'Ulivo. Questo un estratto delle cose dette da Paolo Gambescia nel corso dell’intervista. D.: Qual è il suo rapporto con Diamante ?: R.:“Mi considero un cittadino acquisito di Diamante perché ho casa qui. Nel 2001, un primo maggio, quando ero direttore del Mattino, venni a Diamante con degli amici e me ne sono innamorato. Ci sono tornato affittando casa per tre anni e poi ho trovato la casa vicino al mare che mi piaceva e l’ho comprata. L’ho comprata pensando ai miei quattro nipotini che ne sono felicissimi: ad agosto stanno qui un po’ con i nonni un po’ con i genitori. Per me Diamante è la vacanza. Diamante mi piace innanzitutto perché è bella, è un paese che conserva alcune delle caratteristiche dei paesi marinari. Io che sono abruzzese di nascita mi ci ritrovo anche per i rapporti umani . Voi siete un po’ più “difficili” di noi, ma noi abbiamo pure la testa dura E’ facile intendersi per me. Mi piace il posto, la natura, la gente e io qui ci sto bene” . D,: Lei per anni è stato cronista in prima linea sui fatti legati alle organizzazioni mafiose: mafia e camorra in particolare: R.: “Io ho fatto il primo esperimento di telecamere fisse nel primo maxiprocesso ai capi della mafia dell’84, nel quale l’imputato principale era Michele Greco. Finito il processo facemmo un’intervista a Giovanni Falcone, che mi disse una cosa che poi ha ripetuto tantissime volte in seguito: la mafia come tutti i fenomeni storici prima o poi si batte. Quello che è molto più difficile da battere è la “mafiosità”, che è un modo di comportarsi, un messaggio che taluni trasmettono ai loro figli quando gli dicono - arrangiati, trovati una protezione, fatti raccomandare - .

Parole che dimostrano, se ce ne fosse bisogno, l’onestà intellettuale di Vecchioni, al quale siamo grati per la poesia che ci ha regalato nel corso di una straordinaria carriera. Lo aspettiamo di nuovo a Diamante e Cirella per ascoltare la sua musica e la sue parole, per stupirci ancora noi e per donare ancora a lui lo stupore che la bellezza dei nostri luoghi gli ha saputo trasmettere.

D.:Che cosa implica questo? R.:Non è una condotta criminale, è un’altra cosa, è la convinzione che si possono superare le regole. Questo è un modo di pensare mafioso, le regole si rispettano. Una sua analisi della grave crisi che vive l’Europa e l’Occidente in generale: “È una crisi del sistema. Il primo a rendersene conto fu Papa Wojtyla, quando disse che il capitalismo senza regole non è la soluzione, Il comunismo è morto storicamente ma il Papa pose l’accento sul fatto che il capitalismo non se la passasse molto bene. Il problema è quello di ridare eticità agli interventi economici. Vuol dire che non può esserci un mondo nel quale c’è un Nord e un Sud: un Nord che è sempre più ricco a spese del Sud e un Sud che è sempre più povero. Non è possibile che ci siano un milione di bambini che muoiono di fame e pochissimi che detengono le ricchezze del mondo. E poi questo sistema, che è fatto così, va inevitabilmente in crisi, perché ci sarà sempre qualcuno che vorrà di più e che tenterà di superare le regole proprio perché vorrà di più. Il mondo ha bisogno di un governo o comunque di scelte etiche, ha bisogno di avere un’idea di che cos’è la convivenza tra i popoli. Ci vuole una governance mondiale che faccia delle scelte. D.:Come vede il giornalismo al tempo di internet ?: R.:“Questo è un mestiere che soffre molto in questo momento. La carta stampata vive la crisi della pubblicità. Le redazioni si stanno tutte ristrutturando utilizzando le nuove tecnologie e quindi ci sono meno giornalisti. Ci sono gli editori che cercano di far passare in secondo piano la carta stampata per privilegiare l’informazione elettronica. Internet va benissimo per informarsi, ma se non c’è chi svolge l’opera di selezione delle notizie noi corriamo il rischio di avere si tantissime informazioni, che però diventano incontrollabili. Non è detto che tante informazioni significano una migliore informazione. D.:Cosa consiglia ai ragazzi che vogliono fare il mestiere di giornalista ? : R.:“Ai giovani che volessero fare questo mestiere, dico che questo è il mestiere più bello del mondo. Io l’ho scelto quando avevo 10 anni e mi ritengo fortunato perché ho fatto il mestiere che mi piaceva. Però è un mestiere di grande sacrificio. E’ un mestiere che o lo si fa bene o non fai il giornalista, fai un’altra cosa. Purtroppo c’è l’idea che questo mestiere si possa fare anche piegando la schiena. Questo mestiere non lo si può fare piegando la schiena. Questo mestiere è fatto anche di tanti no, di tanti rifiuti. Ti faranno sicuramente delle proposte, ma devi metterti in testa che per fare il giornalista, possibilmente bravo, devi avere la spina dorsale dritta. Se hai questa volontà fai questo mestiere, perché è un mestiere bello”. A cura di Giuseppe Gallelli

Giuseppe Gallelli

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n.123 - Novembre 2012

n.123 - Novembre 2012

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Raffaele Bianco: la sua storia raccontata in tv su TV2000 Vi raccontiamo una storia fatta di tanti sbagli ed errori che potevano essere irreparabili”. Così sul sito di TV2000 (canale 28 digitale terrestre, 124 Sky, wwwtv2000.it), il più importante network televisivo cattolico italiano, viene presentato il video della storia del nostro concittadino Raffaele Bianco. Una storia che è stata raccontata nel corso del programma “Romanzo familiare”, condotto da Arianna Ciampoli e Antonio Soviero, l’unico programma della televisione italiana – come annuncia TV 2000 - interamente dedicato alla famiglia. La trasmissione, infatti, apre una finestra quotidiana sulla famiglia italiana, per raccontare gli avvenimenti, le difficoltà, le fatiche, le conquiste e i momenti di gioia del nucleo sociale e affettivo per eccellenza. Una storia, in questo caso, che si è conclusa con una vittoria e che non hanno avuto reticenze, Raffaele e i suoi familiari, a raccontare alle telecamere. Una vicenda anche dura in alcuni passaggi ma che va comunque narrata, perché può e deve essere di esempio a tutti quei ragazzi che si sono momentaneamente persi nei complessi labirinti che la vita, a volte, pone sul nostro cammino. “ Le debolezze gli errori e i silenzi possono portare ad una strada sbagliata e Raffaele Bianco aveva imboccato quella strada, la strada della tossicodipendenza – cosi dice il testo che accompagna il video della storia di Raffaele - il suo romanzo familiare è la storia di una discesa di una caduta e di una rinascita trovata attraverso il dialogo, la famiglia, la solidarietà”.. La storia del giovane diamantese è una storia comune a tanti ragazzi che hanno trovato rifugio nel demone della droga: Le inquietudini, disagi adolescenziali i conflitti conseguenti con i genitori, dovuti ad una non compiuta accettazione di se stessi all’incomunicabilità con le persone care. “Se tu ne avessi parlato con me ti avrei detto che sei la cosa più bella della mia vita, la più importante” - dice Candida la madre di Raffaele .. Poi l’escalation dell’uso delle sostanze, fino all’overdose, fino a toccare il fondo con un epilogo che poteva essere tragicamente drammatico. Da quel punto, che poteva essere di non ritorno, Raffaele trova la forza e l’impulso vitale per risalire e per riscattarsi. L’ingresso nella comunità “La Casa sulla Roccia” di Avellino, l’assunzione progressiva di responsabilità, la famiglia che, supportata dagli operatori, lo ha accompagnato in un per-

l Olmo n. 123 - anno 10 - Novembre 2012 Dir. Editoriale: Sindaco Ernesto Magorno Direttore Responsabile: Francesco Cirillo

“ Nella piazza di Diamante c’era un olmo, sede delle riunioni pubbliche e popolari... era il centro della cittadinanza, di socievole comunanza... con la sua benefica, spaziosa ombra e frescura era occasione propizia ed amichevole di concordia, fraternità, eguaglianza ed affetto cittadino” . (Leopoldo Pagano 1860)

M E N S I L E D I I N F O R M A z I O N E E C U L T U R A D E L L A R I v I E R A D E I C E D R I A C U R A D E L L ’ A M M I N I S T R A z I O N E C O M U N A L E D I D I A M A N T E E C I R E L L A corso comune di introspezione di riscoperta di se stessi, un lavoro di scavo interiore non certo agevole, ma necessario da affrontare. Ed in questo impervio cammino importantissima è stata la funzione riabilitativa del teatro, che Raffaele ha potuto praticare nella compagnia “Teatro Assud”. In precedenti articoli sull’Olmo si è già raccontato degli spettacoli che la compagnia ha tenuto anche a Diamante, dove ha rappresentato con successo "Gli Imbianchini non hanno ricordi”: commedia tratta da un testo di Dario Fò. Ed è anche grazie al laboratorio teatrale che Raffaele ha ritrovato se stesso ed ha conosciuto Ramona la donna con cui ha deciso di progettare il futuro e di costruire una famiglia. Una famiglia che presto sarà allietata dall’arrivo di una nuova vita. Se c’è , tra gli altri, un insegnamento importante che la storia di Raffaele ci restituisce è proprio quello che dalle situazioni che appaiono irrecuperabili possono nascere delle opportunità insperate che altrimenti, forse non sarebbero state colte. “ Dicevano che non ce la facevamo e invece siamo qui, abbiamo vinto” , dice Giuseppe , il Papà di Raffaele, non senza nascondere la sua commozione. Grazie a TV2000, allora, che ha saputo e fatto conoscere a tutti una storia che è scritta, più di ogni altra cosa, nell’umanità dei volti di Raffaele, Giuseppe, Candida, Ramona e di tutti coloro che li hanno aiutati ad affrontare una sfida apparentemente impossibile, ma superata con tenacia, fede e amore.

Il Porto diventa una realtà grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale e di tanti cittadini

Il 4 novembre ricorda la conclusione vittoriosa della I° Guerra Mondiale ed è la giornata nella quale celebriamo l’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. Desidero, rinnovando una sentita consuetudine,

sottolineare l’importanza di questa

ricorrenza, giustamente rivalutata negli ultimi anni, anche perché indissolubilmente legata a quel sentimento di coesione nazionale che ha trovato nuova linfa con le celebrazione del centocinquantenario dell’Unità Nazionale. Un sentimento diffuso e condiviso dalla maggioranza degli italiani, che è stato, in parte, una civile e ferma reazione ad inopportune spinte disgregatrici, frutto di posizioni politiche ispirate da meri egoismi regionalistici. Un comune sentire al quale ha straordinariamente contribuito il nostro Presidente, Giorgio Napoletano. Anche quest’anno il 4 novembre sarà per la nostra comunità una giornata dedicata al ricordo dei caduti di tutte le guerre, che saranno commemorati nel corso della Messa delle 11,00, celebrata nella Chiesa Madre e presieduta da Mons. Cono Araugio. Al termine, alla presenza delle istituzioni civili e militari, in Piazza XI Febbraio, ci sarà la benedizione delle lapide e la deposizione di una corona d'alloro in ricordo dei nostri concittadini caduti in

Per coloro che volessero rivedere l’intervista completa a Raffaele Bianco: www.tv2000.it

guerra. Non dobbiamo, però, pensare a queste celebrazioni, seppur solenni, come momenti meramente formali o rivolti ad accadimenti passati. Dobbiamo, invece, trarne spunto per riflettere su

Giuseppe Gallelli

valori come il senso di responsabilità che deve assumere chi è chiamato ad operare in nome della sua patria e comunque per il bene comune. Così come questa giornata deve indurci a pensare, ancora una volta, sugli orrori i lutti e le tremende ingiustizie

CHI CI AMMINISTRA ERNESTO MAGORNO- sindaco

che ogni guerra porta con sè, ricordandoci che la Pace deve Hanno collaborato a questo numero: Giovanni Amoroso, Nevio Benvenuto per l’olmo in PDF,

Dr. Gaetano Sollazzo ( vice sindaco) Urbanistica - Demanio - Catasto - Settore Tecnico Patrimonio Geom. Pierluigi Benvenuto Bilancio - Finanze - Contenzioso - Pubblica Istruzione Politiche Sociali ed Innovazione Tecnologica Dr. Francesco Maiolino Turismo - Spettacolo - Cultura - Politiche Territoriali Politiche del Lavoro ed Unione dei Comuni Prof. Francesco Suriano Lavori Pubblici - Tecnico Manutentivo - Sicurezza Ecologia - Protezione Civile Consiglieri: Trifilio Michele; Mariano Casella Bernardo Riente GRUPPO CONSILIARE CAMBIAMENTI: Marcello Pascale ( capogruppo) ,Vincenza Minervino,Francesco Bartalotta

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Ciro R. Cosenza , Giuseppe Gallelli , Lili Genovese Tutte le collaborazioni sono gratuite.

L’OLMO I cittadini possono scrivere e le lettere verranno pubblicate solo se firmate. Scrivere a : Redazione dell’Olmo c/o Comune di Diamante e.mail:cirillofra@tiscali.it stampato presso la Tipografia Chiappetta- Cosenza L’impaginazione grafica è di Francesco Cirillo L’Olmo viene distribuito gratuitamente nelle edicole, nei Bar e agli sportelli degli Uffici Comunali. Testi e foto inviate non vengono restituite. Questo numero è stato chiuso in tipografia il 24 ottobre 2012 1°Numero Agosto 2002 - Anno 10- n°123 Autorizzazione n°94 del 22-02-2002 Tribunale di Paola

l’Olmo

Comune di Diamante Centralino 0985 81398-81642-877512-877508 Stanza Sindaco - 0985 81289 - FAX : 0985 81021 Redazione L’OLMO - via P. Mancini- 87023 Diamante DELEGAZIONE COMUNALE CIRELLA 0985 86804

nostri concittadini, chiamati a combattere per l’Italia nella Grande

NUMERI UTILI

nostro Paese. Fino ad arrivare ad oggi, in tempi in cui le nostre

Caserma dei Carabinieri tel. 0985 81117 Capitaneria di Porto tel. 0985 876075 Guardia Medica tel. 0985 81000 Poste Italiane Ufficio Diamante tel. 0985 81070 Poste Italiane Ufficio Cirella tel.0985 86064 Poliambulatorio ASL 1 Diamante tel. 0985 877919 Vigili Urbani Diamante tel. 0985 81035 Consultorio Familiare Diamante tel. 0985 876389 SERT - Servizio Tossicodipendenze tel. 0985 2837211 Corpo Forestale tel. 1515 AIAS Diamante tel.0985 81638 Centro Fisiokinesi Cirella tel. 0985 86043 MISERICORDIA - sez. Diamante tel.0985 877857-3284261073 Ass.Culturale Cerillae tel. 0985 86361 Accademia Italiana del Peperoncino tel. 0985 81130 TELEDIAMANTE CANALE 21-65 tel.0985 876078 ACI DIAMANTE te.0985 81385

Forze Armate operano in difesa della pace mondiale pagando

essere un obiettivo primario da conquistare e mantenere per noi

E’ stato notificato al Sindaco di Diamante, nella giornata, di ieri l’ordine di servizio, disposto dal Responsabile Unico del Procedimento Ing. Luigi Zinno ed indirizzato alla ATI ICAD Costruzioni Generali s.r.l. Diamante Blu, Società realizzatrice dell’opera, riguardante il completamento del molo ricovero natanti da diporto, del Comune di Diamante. L’ordinanza dispone, visto il cronoprogramma consegnato dall’ufficio di Direzione dei Lavori in data 18 ottobre u.s. e visto il D.P.R. 5 ottobre 2010 n° 207, art. 152 co. 3; alla società realizzatrice dell’opera di “procedere con immediatezza e comunque entro e non oltre lunedì 29 ottobre p.v., in considerazione, tra le altre cose, dell’impegno assunto nelle riunione dello scorso 15 ottobre dal concessionario dei lavori a “riprendere le lavorazioni dando priorità, tra l’altro, all’esecuzione delle attività inerenti alle demolizioni della banchina di riva, oltre alle predisposizioni delle aree di stoccaggio dei massi artificiali”. Nell’ordinanza si evidenzia altresì che “è urgente dare sensibile e immediato impulso all’esecuzione dei lavori, anche al fine di recuperare i ritardi fino ad ora registrati”. Il Sindaco di Diamante, sottolinea, come la notifica di ieri rappresenti un importante passaggio che da concreta attuazione a quanto è stato definito nell’incontro di Catanzaro dello scorso 15 ottobre e che va nella direzione auspicata da tutta la comunità di Diamante, che attende la realizzazione di un’o-

pera decisiva per il suo sviluppo così come per quello di tutto il territorio. L’aver stabilito l’inizio dei lavori entro e non oltre il prossimo 29 ottobre è un risultato positivo soprattutto in vista del prossimo Consiglio Comunale del 26, nel cui ordine del giorno è prevista la discussione di un punto, aperto agli interventi dei cittadini e delle forze politiche e sociali, proprio sulla vicenda porto. La notifica di ieri – conclude il Sindaco - consente di guardare con maggiore fiducia al futuro della questione porto i cui sviluppi l’Amministrazione continuerà a seguire, con determinazione ed attenzione, passo per passo, confermando nel contempo la volontà indifferibile di trovare una soluzione per quelle categorie di lavoratori, i pescatori, che necessitano dell’attracco per lo svolgimento della loro attività.

e per le generazioni a cui è affidato il nostro futuro. Lo ricordano proprio le storie, a volte dure e drammatiche, di quei Guerra, e via via in tutti gli eventi bellici che hanno coinvolto il

n.123 - Novembre 2012

però ancora un prezzo altissimo in termini di vite umane. E’ di pochi giorni fa, purtroppo, la notizia dell’ennesimo lutto che ha colpito le forze impegnate in Afghanistan. Un evento tragico che porta ad esprimere tutta la nostra gratitudine per i nostri militari impegnati a tutela della convivenza tra i popoli, ma che nel contempo ci ricorda che ogni conflitto reca con sè il proprio bagaglio di morte e di disperazione. E’ con senso di riconoscenza verso chi si è sacrificato per l’Itala così come per tutti coloro che si impegnano quotidianamente per garantire la nostra sicurezza, che celebriamo il 4 novembre, giornata che ci ricorda che l’unità, da quella nazionale a quella di ciascuna comunità, come un bene prezioso da non disperdere mai e per nessuna ragione. Il Sindaco Avv. Ernesto Magorno

L’ Aquarium del Parco Marino a Diamante Nell’ambito dei progetti “realizzazione di infrastrutture”, l’ente Parco Marino regionale “Riviera dei Cedri” nel suo primo “Piano del Parco” aveva previsto la realizzazione di un Aquarium. L’acquario marino è stato concepito come strumento per la valorizzazione dell’area protetta, in particolar modo sotto il profilo turistico e parallelamente dovrà diventare un progetto didattico per il mondo della scuola, che possa così consentire di sviluppare riflessioni sull’ecologia, sulla conservazione della natura e sullo sviluppo sostenibile che è fondamentale per la sopravvivenza del nostro mare e la conservazione della biodiversità. E’ notizia di pochi giorni fa che nell’ambito dei finanziamenti PISL ( Progetti Integrati di Sviluppo Turistico) il Comune di Diamante riceverà la sonma di 740 mila euro per la realizzazione dell’Acquario Multimediale marino. L’Assessore Pierluigi Benvenuto presidente della Comunità del Parco Marino ha espresso viva soddisfazione per questo finanziamento che porterà a Diamante un nuovo tipo di turismo sia scolastico che sostenibile.

Olmo Online - Novembre 2012  

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