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sua ricchezza morale, politica e intellettuale in un'ampiezza che va oltre il ritratto agiografico che il lavoro storico dominato dalla passione politica tende a favorire. Forzati dalla tragedia della sua morte gli estimatori, politici o cittadini qualunque, hanno trasferito la orgogliosa personalità in un'aura di mito che ne offusca i contorni precisi, facendo, talora, dimenticare che Giacomo Matteotti era un uomo vissuto da uomo e morto da uomo. Oggi quel ritratto è più asciutto, purificato da quella elaborazione simbolica, il cui autentico valore sta nel contributo fornito a noi posteri per cogliere lo stato d’animo di un’opinione pubblica travolta dall’evento della morte del deputato polesano e propensa a trasferite la vita di lui nella regione del mito. Oggi la ricerca storica ha restituito a Matteotti l’identità di un “operaio” della politica, di un attivista intransigente destinatosi alla costruzione di una società equa e giusta, governata dal diritto contro le tentazioni autoritarie che ormai dominavano nei progetti e nell’opera un Paese disorientato e prostrato dopo il conflitto mondiale. Un Matteotti più vero ed abbiamo l’immagine di un uomo che, sospinto dall’ideale riformista, quell’ideale ha cercato di incarnarlo negli scritti e nell’azione. Alla politica indirizzò il suo interesse e la sua attività giovanissimo. attiratovi dalla viva sensibilità umana e dal fervido entusiasmo delle prospettive di rinnovamento dell'arretrata società contadina del suo Polesine, che agli inizi del secolo era afflitta da povertà estrema, con disoccupazione, analfabetismo e malattie carenziali a livelli oggi inimmaginabili. Organizzatore instancabile, ricco di fermenti e di idee, apostolo sempre a fianco dei poveri e degli sfruttati, traduceva in esperienza concreta gli ideali che il suo socialismo gli offriva. Temperamento battagliero (i suoi compagni lo chiamavano "Tempesta"), non si arrendeva mai non solo nel dibattito politico ma anche di fronte alla violenza allora alimento consistente dell’idea dalle mille teste del fascismo. Particolarmente coraggioso, intuì il grave pericolo dell'ascesa fascista e non esitò a combattere il partito di Mussolini a viso aperto, in Parlamento e nelle piazze, affrontando dimostrazioni ostili e violenze, la dialettica degli squadristi, con animo 5

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TEMPO PRESENTE 400-402 apr-giu 2014  

Rivista di cultura diretta da Angelo G. Sabatini - Giacomo Matteotti a novant'anni dalla morte 1924 - 2014

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