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Rodolfo Morandi ("Risalgono alla memoria le giornate drammatiche e convulse, che seguirono l'annunzio dato al pubblico dello sciagurato evento, che macchiava il regime, fin dal suo sorgere, di vergogna incancellabile e mortificava la nazione... Chi vi parla, dopo giovanile milizia studentesca nell'antifascismo, fu attratto per ribellione al socialismo dall' assassinio di Matteotti. Tanti altri furono, sotto la suggestione di questa epica tragedia, come me, ad eleggere a disciplina della loro vita la milizia socialista"7) , da Lelio Basso con la perentoria definizione data al sacrificio di Matteotti come "momento selezionatore e catalizzatore nelle file dell'antfascismo", dopo il quale si fece chiaro "presso tutti gli spiriti migliori e presso la giovane generazione ... che ormai il terreno della Lotta doveva essere ricercato non entro la legalità del regime ma fuori e contro di essa"8 e infine da Ferruccio Parri che legava quel delitto allo spirito della Resistenza ("il sangue, il ricordo del sacrificio di Giacomo Matteotti, è all'origine della Lotta di liberazione nazionale"9). Accanto a queste testimonianze, già edite e sufficientemente conosciute insieme a molte altre10 saranno opportunamente da collocare alcuni documenti assai meno noti o pressoché dimenticati: uno è di mano di un uomo politico, altri invece sono dovuti a scrittori di diversa fama. L'uomo politico è Sandro Pertini, il quale all'indomani dell'assassinio scriveva all'avvocato Diana Crispi, segretario della federazione del Partito Socialista Unitario di Savona: "Ho la mano che mi trema, non so se per il gran dolore o per la troppa ira che oggi l'animo mio racchiude... La sacra data suonerà per me ammonimento e comando. E valga il presente dolore a purificare i nostri animi rendendoci maggiormente degni del domani, e la giusta ira a rafforzare la nostra fede, rendendoli maggiormente pronti per la lotta non lontana. Raccogliamoci nella memoria del grande Martire attendendo la nostra ora. Solo così vano non sarà tanto sacrificio"11. Gli scrittori sono il ligure Piero Jahier, il triestino Umberto Saba, lo spagnolo Miguel De Unamuno e il viennese Stefan Zweig, oltre il siciliano Leonardo Sciascia e il veneto Goffredo Parise. Jahier in una intervista ha avuto modo di rammentare un episodio della sua vita legato appunto ai giorni che immediatamente seguirono la morte di 11

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TEMPO PRESENTE 400-402 apr-giu 2014  

Rivista di cultura diretta da Angelo G. Sabatini - Giacomo Matteotti a novant'anni dalla morte 1924 - 2014

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