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ARTICOLO 9 DELLA COSTITUZIONE: LA DIFESA DEL PAESAGGIO, BENE COMUNE FONDAMENTALE, COME LOTTA PER LA LEGALITA’ E PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE DELL’ECONOMIA TURISTICA Quest’anno abbiamo voluto dedicare la nostra edizione di Salvalarte Sicilia alla salvaguardia e valorizzazione delle aree tutelate dal Parco archeologico di Naxos poiché questo territorio - cruciale per le sue molteplici valenze: archeologica, paesaggistica ed economica - rischia di essere oggi irrimediabilmente sfregiato da una speculazione edilizia condotta, su più fronti, in clamorosa violazione di ogni vincolo ambientale ed archeologico e anche al di fuori di qualsiasi lungimirante prospettiva di crescita sostenibile dell’economia turistica, oggi globalmente sempre più indirizzata verso un turismo culturale ed ecologico. La manifestazione Lezioni di Paesaggio del 10 novembre 2012 è stata pensata da Legambiente come premessa di una battaglia per la difesa di questo straordinario continuum territoriale - condiviso dai comuni di Giardini Naxos, Taormina, Francavilla di Sicilia e dai comuni limitrofi della valle dell’Alcantara - che rappresentano com’è noto è uno dei poli turistici più importanti dell’isola. Poiché è solo una con una vera cooperazione tra le amministrazioni e i cittadini che può essere arrestata una devastazione ambientale senza precedenti e innestato un processo virtuoso di crescita economica sostenibile A Giardini Naxos, il caso più scandaloso: un progetto di speculazione immobiliare mascherato da porto turistico (risibilmente chiamato porticciolo), per anni rigettato da ogni organo di controllo per le sue palesi incongruenze e violazioni di legge. Un progetto mostruoso, che costruisce sull’acqua un enorme palazzo a tre piani e sfigurerebbe per sempre la baia di Naxos - la più usata icona pubblicitaria della Sicilia nel mondo - deturpando la sua linea di costa, con le conseguenti erosioni e insabbiamenti in tutta l’area del golfo, devastando fondali archeologici, cementificando le sue famose (e frequentatissime) spiagge e rendendo non balneabili i lidi più grandi e panoramici. Distruggendo così, in un sol colpo, il sito archeologico dove con certezza è stato individuata l’area del porto dell’antica Naxos, la prima colonia greca in Sicilia, e l’economia turistica locale (e non solo) fondata sulla balneazione e sulla bellezza del paesaggio in nome di un fantomatico sviluppo della nautica da diporto, settore invece ormai da anni entrato in una crisi che si va sempre più aggravando e che ha portato al fallimento dei nuovi porti turistici. Sulla collina di Taormina continua invece la proliferazione di un antico cancro edilizio con nuove metastasi di cemento, sotto forma di residence e megalberghi, nelle sue ultime, storiche, zone verdi: la villa Mon Repos (dove i lavori sono già iniziati ed è a rischio il suo magnifico giardino di ulivi secolari) e il progetto del nuovo mastodontico Castellammare; mentre la valle dell’Alcantara è già stata deturpata dai basamenti di ciclopiche opere residenziali, spacciate per campo da golf (di cui finora non vi è traccia), dalla stessa ditta, la Tecnis SpA, cui è stata affidata la costruzione del porto nella baia di Naxos. La manifestazione Lezioni di Paesaggio del 10 novembre 2012, organizzata dal circolo di Legambiente Taormina/Alcantara in collaborazione con il Parco archeologico di Naxos, voleva sottolineare l’unitarietà storica e paesaggistica delle aree tutelate dal Parco e la necessità che i comuni, dove esse ricadono, si impegnino in una difesa condivisa del proprio eccezionale patrimonio. E oggi, mentre l’economia turistica internazionale con l’irruzione di Internet e dei social media sta completamente trasformandosi e il turismo culturale ed ecosostenibile rappresenta la tendenza del futuro - divenendo da marginale segmento di nicchia nuovo elemento trainante - l’autocoscienza storica e la salvaguardia ambientale diventano ancora più indispensabili, in una previdente visione di crescita economica, per un territorio che nel turismo trova la sua più grande risorsa.


La manifestazione è stata dunque una necessaria introduzione culturale alla battaglia che intendiamo svolgere per la difesa di questo territorio che deve combattere unito per il proprio futuro poiché oggi è minacciato da un attacco di dimensioni abnormi anche per questi luoghi, dove purtroppo una speculazione edilizia selvaggia ha spesso rappresentato la norma, senza però, fino ad ora, riuscire a renderne irriconoscibile la bellezza. Poiché quest’ultimo attacco speculativo, se realizzato, rappresenterà l’apocalisse definitiva per il sito archeologico di Naxos di fondamentale importanza nello studio delle origini della civilizzazione greca della Sicilia e in cui le campagne di scavi sono molto frequenti e ricche di scoperte, come il monumentale arsenale navale o ricovero per navi da guerra, del V secolo a.C., recente e importantissima ritrovamento delle ultime ricerche. E rappresenterà la fine per un meraviglioso paesaggio storico - la Baia di Naxos incorniciata dal Teatro greco romano di Taormina - descritto dai maggiori autori dell’antichità, ritratto da Goethe e dai viaggiatori/pittori del Grand Tour ed conservato sin dal XVIII secolo nei musei più prestigiosi del mondo (al British Museum, al Louvre, all’Ermitage, solo per citarne alcuni) che è divenuto il simbolo stesso della Sicilia nell’immaginario collettivo dei viaggiatori di tutto il mondo. Il progetto del cosiddetto porto turistico di Naxos prevede la costruzione sul mare, per tutta la lunghezza della nuova, enorme, diga foranea, di un palazzo a tre piani e comprende la cementificazione della spiaggia libera più grande e panoramica della baia, situata di fronte al castello di Schisò, fortezza di origine medievale, che rappresenta il vero centro storico della città di Giardini Naxos e il luogo più usato nella promozione turistica della località balneare. Il progetto - la cui natura di speculazione immobiliare è evidente data la sproporzione tra il piccolo bacino acqueo del porto e le mastodontiche opere edilizie sul mare, che sono in prevalenza di natura abitativa /commerciale e non di supporto all’attività portuale – è in aperta violazione della distanza minima di duecento metri prevista attorno ai Parchi archeologici. Ed è un progetto devastante per l’ambiente perché deformerebbe la linea di costa modificando i già instabili assetti costieri e amplificando in maniera esponenziale i danni precedentemente provocati dal porto esistente, gravissimi danni solo da poco tempo regrediti con la costruzione (finanziata con fondi europei) di una barriera sottomarina. Il Porto esistente - che fu costruito negli anni 50 del secolo scorso per i pescherecci locali, quando Giardini Naxos era un paese di pescatori - ha infatti causato (nonostante sia minuscolo in confronto) una gravissima erosione della costa unita ad un insabbiamento dei fondali, mutazioni queste che solo la recente realizzazione della barriera sottomarina, non ancora completata, ha in parte riparato e i cui effetti positivi verrebbero totalmente vanificati con la costruzione del nuovo porto. Ma questo è un progetto catastrofico anche per l’economia turistica qui prevalentemente fondata sui panorami della sua costa, la limpidezza delle acque e la bellezza e varietà delle spiagge poiché oltre a distruggere il paesaggio impedirebbe la balneazione proprio negli unici, grandi e sabbiosi lidi, del circondario e farebbe scomparire, cementificandole, le poche spiagge libere. A questo si aggiunge la collocazione del porto in una zona dove la congestione della viabilità è da tempo gravissima e insuperabile per mancanza di spazio se non a danno dell’attiguo Parco archeologico di Naxos. Inoltre la trasformazione per anni della baia di Naxos in cantiere edile con tutte le sue conseguenze (non ultime quelle su una viabilità, già ora quasi al collasso) colpirebbe in maniera irreversibile il turismo locale oramai fortemente indebolito dalla generale crisi economica. Ed infine è un progetto inutile anche dal punto di vista portuale data la prossimità del grande porto di Riposto (che dista solo 7 miglia marine e 15 km via terra) e che non ha peraltro portato a nessun sviluppo della zona rimanendo per metà vuoto a causa della gravissima crisi della nautica da diporto. Il progetto del cosiddetto porto turistico di Naxos appare dunque così denso di incoerenze, tecnicamente inattuabile in tempi brevi e con costi ragionevoli, da far dubitare dell’effettiva volontà di realizzarlo, col rischio che, dopo aver rovinato per sempre la baia, rimanga per di più incompiuto. E proprio questo progetto, per anni rigettato da ogni organo di controllo per le sue clamorose violazioni dei vincoli archeologici e ambientali e le sue incongruenze di fattibilità, ora è stato inspiegabilmente approvato dalla nuova Soprintendenza senza sia stata addotta alcuna motivazione, con un’accelerazione procedurale incomprensibile. E’ dunque da questa serie di gravissime emergenze che è nata l’edizione di Salvalarte 2012. Perché crediamo indispensabile che questo territorio ritrovi anche una coesione nella sua opinione pubblica per difendersi da aggressioni che potrebbero essergli fatali e che sono invece camuffate con illusorie promesse di sviluppo da amministrazioni (a dir poco) non lungimiranti. Ma per farlo bisogna recuperare


una visione d’insieme, poiché storia e destino di Naxos, Taormina e dei comuni limitrofi della valle dell’Alcantara sono tra loro così profondamente interdipendenti e complementari, da potersi considerare quelli di un'unica città ideale. Ed è come un’unica città che questi comuni dovrebbe finalmente difendere insieme il loro prezioso territorio e promuoverne un autentico sviluppo. Sviluppo che ha potenzialità enormi ma che, oggi ancor più di ieri, in tempi in cui il turismo con l’avvento di Internet e dei social media sta realizzando la sua più profonda rivoluzione (in Italia e in particolar modo al sud ancora largamente incompresa), è possibile solo attraverso la valorizzazione della sua integrità paesaggistica e dei suoi beni culturali.

Manifesto politico Salvalarte 2012  

Le motivazioni di Legambiente per la manifestazione del 10 novembre 2012

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