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RAVENNA

MENSILE DI INFORMAZIONE SU SALUTE E BENESSERE - N. 9 - SETTEMBRE 2015

PAG.15 - INTERVISTA A:

LUCA MERCALLI METEREOLOGO

FERNANDO BASSI (centenario) IL MAL DI FEGATO LE DROGHE “INTELLIGENTI” LA STORIA DI FRANCESCA TENNIS E BAMBINI Scopri il piacere di ritrovare il benessere di un corpo sano e in forma, perdere peso e tonificarti, per sentirti più bella su WWW.FIGURELLA.IT

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Spesso è ciò che non si vede a fare la differenza… Da 60 anni sanitaria romagnola e' specialista nella realizzazione di plantari personalizzati, ortopedici e per uso sportivo. Una buona performance sportiva parte, infatti, proprio dai piedi. Ciclisti, podisti, calciatori, tennisti, atleti professionisti e amatoriali, possono trarre grande beneficio e giovamento da una corretta postura. Per questo Sanitaria Romagnola propone un esame specifico con apposite solette baropodometriche inserite all'interno delle proprie scarpe sportive. Queste solette sono collegate ad una piccola centralina che, semplicemente fissata in cintura al paziente, permette di eseguire la valutazione in piena libertà: direttamente in sella alla propria bicicletta, durante una camminata, un salto o qualsiasi altro movimento. Le solette rilevano le pressioni esattamente per quelle che sono durante l’atto sportivo evidenziando eventuali vizi o problematiche posturali. Al termine della valutazione i dati raccolti vengono scaricati in un computer ed esaminati con l’esperto: a questo punto sarà possibile stabilire se è necessaria la compensazione con un’ortesi che verrà eventualmente creata su misura per l’atleta. Il risultato che si vuole ottenere è quello di far acquisire allo sportivo maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo: che si tratti di attività agonistica o amatoriale è fondamentale conoscersi non solo per migliorare le proprie prestazioni ma soprattutto per evitare dolori, traumi ed affaticamento. Spesso è ciò che non si vede a fare la differenza. Per appuntamenti e ulteriori informazioni Negozio - Tel. 0545.23669 - info@sanitariaromagnola.it Max - Cell. 335.7848072 - Federico - Cell. 335.6363355

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Nr. 9 - SETTEMBRE 2015 -www.salute10piu.it

ALIMENTAZIONE

3 I GERMOGLI DI CEREALI, VERDURE E LEGUMI Dott.ssa Tania Rontini EDUCAZIONE

6 QUANDO LA SCUOLA DIVENTA UNA FATICA Dott.ssa Dalila Visani - Dott.ssa Pamela Sparacino - Dott.ssa Annalisa Allodoli MEDICINA INTERNA

8 IL “MAL DI FEGATO” Dott. Andrea Baldisserri DIPENDENZE

10 LE DROGHE INTELLIGENTI Dott. Andrea Drei L’INTERVISTA

15 LUCA MERCALLI Intervista di Tiziano Zaccaria LONGEVITÀ

18 FERNANDO BASSI di Tiziano Zaccaria MALATTIE RARE

19 LA STORIA DI FRANCESCA di Tiziano Zaccaria DEMOGRAFIA

22 NASCITE, UN MONDO A DUE VELOCITÀ di Fabio Lironzi CHIRURGIA ESTETICA

24 ADDIO RUGHE, MA SENZA BISTURI Dott. Stefano Palo SPORT

26 TENNIS E BAMBINI Enrico Casadei LONGEVITÀ

28 LA VITA FINO A 120 ANNI Antonio Ravaglioli I NOSTRI AMICI ANIMALI

31 PENSIONATI E ANIMALI DOMESTICI Dott.ssa Federica Piras SALUTE 10+ - Anno 5 - N. 9.2015 - Aut. Trib. Ravenna n. 1381 del 23/11/2011 - www.salute10piu.it

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Dimagrire non è mai stato così facile Due punti vendita a Ravenna, in via Zampeschi (via Cilla) e in viale Alberti, dove il cliente viene seguito in tutto il percorso, dalla consulenza iniziale fino al mantenimento. ll marchio NaturHouse è nato in Spagna nel 1992 e si è poi diffuso in tutto il mondo e attualmente conta più di 2000 centri, di cui oltre 400 in Italia. I centri NaturHouse si occupano di EDUCAZIONE e RIEDUCAZIONE ALIMENTARE, grazie al meticoloso lavoro di esperte nutrizioniste e biologhe nutrizioniste. Gli integratori che i clienti assumono durante il loro percorso sono NATURALI, approvati dal MINISTERO DELLA SANITA', controllati e certificati dalla COMUNITA' EUROPEA.

Il percorso Naturhouse comprende Un colloquio conoscitivo, necessario per valutare le abitudini alimentari, lo stile di vita della persona e per esaminare la composizione corporea (eccessi di grasso, ritenzione idrica etc..) Un piano alimentare adeguato che fonda le sue radici sui principi della dieta mediterranea, inserita nella lista dell'UNESCO come patrimonio dell'umanità, al quale si accompagna l'impiego dell'integratore più appropriato. I piani proposti sono completi di ogni componente alimentare, ricchi di frutta e verdura e soprattutto non prevedono l'impiego della bilancia per determinare la quantità di cibo da assumere. Un incontro settimanale fino al raggiungimento dell'obiettivo prefissato, che aiuta il cliente ad abbandonare le cattive abitudini di vita ed a ritrovare forma fisica e benessere. In ultimo, ma non meno importante, una fase di mantenimento, fondamentale per consolidare il risultato raggiunto.

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LA TESTIMONIANZA Katia Gaddoni, ravennate, cliente del nuovo centro di Via Zampeschi, ha perso quasi 32 kg nel periodo compreso tra giugno del 2014 e la primavera del 2015, riscoprendo il piacere di vestirsi e di sentirsi bene. “Ho scelto il metodo NaturHouse perchè i piani alimentari sono ben strutturati e gestibili, non ho sofferto la FAME e grazie soprattutto al SUPPORTO MOTIVAZIONALE COSTANTE delle RAGAZZE, sono riuscita a superare i momenti più critici della giornata, bilanciando qualche inevitabile cena con amici. Non ho modificato eccessivamente le mie abitudini alimentari, ad eccezione di un aumento di consumo di frutta, verdura e di acqua ed aver positivamente imparato ad abbinare tra loro i vari alimenti. Il mio obiettivo è quello di perdere altri 10 kg, poi chiaramente mi dovrò impegnare nel mantenimento”.


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ALIMENTAZIONE

GERMOGLI DI CEREALI

VERDURE E LEGUMI Sono FONTE DI NUTRIENTI INDISPENSABILI per la salute e il benessere di tutto l’organismo.

Per trasformare il seme in un germoglio servono tre fattori contemporanei: ossigeno, temperatura e umidità adeguate. Dott.ssa

Tania Rontini

Dietista c/o Maria Cecilia Hospital - Cotignola

I germogli sono un alimento prezioso, grazie al loro alto valore nutrizionale sono stati da sempre apprezzati dai popoli di ogni epoca e civiltà. I missionari furono i primi che agli inizi del 1800 riportarono dai loro viaggi notizie sull’utilizzo dei germogli da parte di popoli che hanno dimostrato anche di avere notevoli doti di longevità e resistenza alle malattie. Già attorno al 3000 a.c. venivano indicati, dalla medicina cinese, come terapeutici contro crampi, disturbi intestinali, edemi, stanchezza, problemi polmonari…

Quando parliamo di germogli… …ci riferiamo ai semi germogliati di cereali, legumi e vegetali. I semi sono un vero e proprio concentrato di vita silente; enzimi, amminoacidi, vitamine e clorofilla che aspettano solo di rifiorire in una nuova pianta. Sono sufficienti poche condizioni favorevoli di umidità e temperatura per stimolare la “germogliazione”.

I germogli…

…sono poveri di grassi, quindi consigliati a chiunque desideri integrare la propria dieta di alimenti a ridotto apporto calorico e ad elevatissiDA SEME A GERMOGLIO Quando ciò avviene, i proto-enzimi mo contenuto di vitacontenuti al suo interno si trasformano in enzimi che fanno partire una serie di reazioni biochimiche portando alla formazione di una mine e sostanze minenuova pianta identica a quella di provenienza del seme. Le proteine rali, un vero e proprio si scindono in amminoacidi, i lipidi si separano in glicerolo e acidi concentrato di vitalità grassi, i carboidrati vengono trasformati in zuccheri semplici, i ed energia per l’orgaminerali (calcio, fosforo, ferro, potassio, magnesio, zinco) e oligoelementi vengono “chelati” cioè combinati con gli amminoacidi e resi nismo. E’ noto che la quindi assimilabili, le vitamine (A, B, C, D, E, K) aumentano del maggior parte dei 100% rispetto a quelle del seme di partenza e fino al 1400% composti che svolgorispetto alla pianta adulta. Tutti nutrienti pronti per essere facil- no un ruolo protettimente assimilati ed utilizzati dall’organismo, soprattutto il ferro. »SEGUE vo…

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 4

…nei confronti delle patologie croniche sia contenuta proprio negli alimenti di origine vegetale. Una dieta salutare, quindi, dovrebbe essere costituita da due terzi di alimenti di origine vegetale. Se vogliamo migliorare la presenza di vegetali nella nostra alimentazione, possiamo partire dai germogli. Hanno il grande vantaggio di costare poco rispetto a frutta e verdura, e come abbiamo detto di racchiudere in sé grandi quantità di nutrienti!

Possiamo suddividere i germogli in… DOLCI quelli di: cece, fagioli, finocchio, frumento, girasole, lenticchie, medica, soia e tutti i germogli provenienti da semi ad alto contenuto di amido come i cereali e le leguminose. PICCANTI quelli di: aglio, cavolo, cipolla, crescione, fieno greco, mostarda, porro, rafano, ravanello e rucola.

Alcuni esempi Germogli di Aglio (famiglia liliaceae): Conservabilità, 15 giorni in frigorifero. Ottimo per insaporire ogni tipo di insalata, per condire pizze, bruschette, pasta al pomodoro e limitare al minimo il consumo di sale da cucina. Da consumare assolutamente crudo per preservare tutti i nutrienti.

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In antichità veniva utilizzato come antisettico, ha proprietà diuretiche e lassative. Particolarmente indicato per le persone con problemi cardiovascolari e ipertensione, anticancerogeno, ipotensivo, anti micotico, ipoglicemizzante, riduttore dei trigliceridi, toglie stanchezza, normalizza battito cardiaco. Contiene magnesio, potassio, sodio, calcio, fosforo, nitrati, zolfo, ferro, iodio, rame, manganese, zinco, bromo, vitamine B1, B6, B12, C, D, H. Ha proprieà antimicrobiche e antiossidanti, rafforza il sistema immunitario. A differenza del vegetale maturo, il germoglio di aglio è facilmente digeribile e non appesantisce l’alito. Germogli di Cavolo Broccolo (Famiglia Cruciferae) Conservabilità, 8 giorni in frigorifero. Ottimo nelle insalate, primi e secondi. Da consumare crudo per preservare tutti i nutrienti disponibili Il germoglio di broccolo è preziosissimo, recenti ricerche condotte in USA e Giappone hanno evidenziato un notevole contenuto di isotiocinati, che sono capaci di stimolare l’organismo alla produzione di enzimi in grado di prevenire lo sviluppo di tumori, in particolare sono in grado di bloccare la

crescita dei melanomi. Secondo il World Cancer Research Found questi germogli possono rivelarsi utili contro l’insorgenza di tumori al colon, al pancreas, all’utero, alla gola, ai polmoni, all’esofago, allo stomaco. Contiene vitamina A, C, Calcio, Magnesio, Fosforo, Ferro, Selenio e sostanze Solforate presenti in quantità 100 volte superiori alla pianta che svolgono una importante azione chemio protettrice sulle cellule. Germogli di Riso (Famiglia Graminacee): Conservabilità, 10 giorni in frigorifero. Ottimo negli stufati. Consumare cotti per ammorbidirli e renderli masticabili; la cottura a 40° rispetta tutti i valori nutritivi. E’ indispensabile, per una buona germinazione, l’utilizzo di riso non decorticato (anche quando scegliete di farvi un bel risotto, preferire sempre il riso integrale e biologico). Contiene amido assimilabile, Calcio, Magnesio, Sodio, Potassio, Ferro, Rame, Manganese, Zinco, Iodio, Bromo, Fosforo, Zolfo, Vitamine A, B1, B2, E, PP, amminoacidi essenziali. Ha un’azione protettiva sul fegato ed è molto utile nell’angina pectoris e nell’infarto.


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E in ultimo, QUANDO ACQUISTATE, scegliete alimenti che provengono dal territorio in cui risiedete.

Impatto ambientale

FINE

Coltivare e consumare germogli ha un

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I germogliatori in commercio sono di plastica con piatti sovrapposti, ma si possono utilizzare anche altri utensili tradizionali di facile reperibilità come un vaso di vetro, cambiando acqua ogni giorno e mantenendola a 20° o utilizzare strati di cotone mantenuti umidi, ma non troppo bagnati oppure

Infine… …è importantissimo utilizzare solo semi biologici, non trattati, perché nel periodo germinativo, oltre alle preziose sostanze nutritive, si concentrano anche gli eventuali trattamenti chimici. Per facilitare l’inizio dell’autoproduzione di germogli si può consultare il libro di Grazia Cacciola “Orto dei germogli” (Ediz. FAG), un manuale pratico di coltivazione e consumo. Se invece volete acquistare germogli pronti da mettere in tavola, fatelo eticamente, con intelligenza, consultate i siti che vi fanno vedere come vengono prodotti e commercializzati, uno di questi è www.germoglivivo.it.

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Come fare germogliare i nostri semi?

Come conservare i germogli? E’ bene mettere i germogli in vaschette richiudibili con coperchio di materiale traspirante come quello per il confezionamento delle verdure. Dare vita ad un piccolo orticello anche nell’appartamento meno spazioso diventerà facilissimo, economico e soddisfacente.

bassissimo impatto ambientale e come sempre alla bassa impronta ecologica (non ci sono di mezzo trasporti, catene del freddo da rispettare, confezioni di plastica da smaltire ecc..) si unisce sempre un elevato valore nutrizionale. Mangiarli subito dopo la germinazione, ne preserva il contenuto!

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Per quanto riguarda i germogli di ceci e piselli, è il caso di sbollentarli prima dell’utilizzo perché contengono sostanze che ostacolano l’assorbimento dei nutrienti. Per quanto riguarda i germogli di soia, invece, non consumatene più di 30-60 grammi al giorno, per non interferire sulla funzionalità tiroidea.

mettendo sotto terra, circa un centimetro, i semi mantenendo umido il terreno. Vedrete spuntare i germogli in 36 giorni. Prima di utilizzarli bisogna GERMOGLIATORE sciacquarli quattro o DISPONIBILE cinque volte, in IN COMMERCIO modo da eliminare i residui della germinazione che a volte possono avere un gusto sgradevole. I germogli cresciuti al buio saranno bianchi con un sapore più delicato, mentre quelli esposti alla luce dopo germinazione saranno più verdi e ricchi di clorofilla. Se vogliamo ridurre la manualità ed evitare facilmente la formazione di muffe, troviamo germogliatori ad uso familiare per tutti i gusti, l’unico impegno richiesto, in questo caso, è la sostituzione giornaliera dell’acqua.

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Germogli di Cece (Famiglia Papilionaceae): Conservabilità, 8 giorni in frigorifero. Consumare in insalate, gratinati, nel couscous. Il germoglio di cece è ricco di Glucosio, Proteine, Magnesio, Ferro, Fosforo, Potassio, Calcio, Rame, Manganese, Vitamine A, B1, B2, C, PP. Indicato per anemici, per aumentare latte materno. Indicato anche nelle litiasi urinaria, disturbi digestivi, contro parassiti intestinali, oliguria, astenie. Il contenuto di vitamine è quintuplicato il quarto giorno circa di germinazione.

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:48 Pagina 6

EDUCAZIONE

OUANDO LA SCUOLA DIVENTA UNA FATICA

L'intervento multidisciplinare in aiuto alle difficoltà scolastiche.

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Dalila Visani

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Nello scenario attuale clinico e scolastico, ci troviamo ad affrontare una serie di problematiche che non riguardano più soltanto i classici disturbi dell'apprendimento, ma che presentano una complessità sempre maggiore. Le difficoltà scolastiche sono infatti di diversi tipi e spesso non sono la conseguenza di una specifica causa ma sono dovute al concorso di molti fattori che riguardano lo studente, il contesto in cui viene a trovarsi (scuola, famiglia ecc.) e l'ambiente socioculturale.

Per comprendere meglio… …in cosa consistono le difficoltà scolastiche però dobbiamo prima capire come si svolge il processo d'apprendimento. L’apprendimento è un processo estremamente complesso, attraverso il quale l’individuo fa esperienze nuove e acquisisce nuove informazioni; è sia un processo cognitivo, in quanto 6

coinvolge le diverse funzioni implicate insegnanti, paura di essere giudicato nella conoscenza, come attenzione, negativamente e di uscire perdente nel memoria, percezione, linguaggio, confronto con i pari. ragionamento, sia un processo emoti- Alcuni bambini risolvono positivamente vo e relazionale. Lo svolgersi del pro- questa sfida grazie alla fiducia in se cesso d'apprendimenstessi e nelle proprie to mette il bambino di capacità di affrontare fronte a una sfida: speefficacemente un prorimentarsi in situazioni blema, altri invece vennuove da un lato può gono sopraffatti dalla essere vissuto come sensazione di non farcepositivo e stimolante, la. Un buon processo L’IMPORTANZA DELL’AUTOSTIMA dall'altro può generad’apprendimento può re sentimenti di insicurezza, timore di svolgersi solo se il bambino potrà svideludere le aspettative di genitori e luppare un adeguato senso d'autoeffi-

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 7

multidisciplinare (che coinvolge diversi professionisti con formazioni diverse) alla valutazione e al trattamento delle difficoltà scolastiche, che possono essere la conseguenza di:

ARMONIA FAMILIARE

cacia ed una buona autostima, questi sono due aspetti significativi che si costruiscono nel tempo durante la relazione con gli adulti.

La scuola… …è il luogo per eccellenza dove si apprendono nuove conoscenze, ma rappresenta anche l'ambiente in cui il bambino attraverso le relazioni con gli altri può costruire e consolidare l’immagine di sé come individuo competente o al contrario come alunno inadeguato. Infine, va sottolineato che carichi emotivi o situazioni familiari conflittuali possono influire sul processo d'apprendimento.

Complessivamente… …da quanto detto, emerge che quando si parla di difficoltà scolastiche, non si fa riferimento alle sole difficoltà a comprendere o acquisire nuove nozioni, ma ci troviamo ad affrontare situazioni complesse che hanno un influenza sia sul piano cognitivo che relazionale ed emotivo. Da questa premessa risulta evidente la necessità di un approccio

- un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia); - un disturbo aspecifico dell’apprendimento (non limitata a uno o più settori specifici delle competenze scolastiche ma estesa a più ambiti) secondario a patologie organiche, capacità cognitive al di sotto della media e svantaggio socio culturale. - problematiche emotivo-relazionali e comportamentali.

Nella valutazione di una difficoltà scolastica entrano in gioco diversi professionisti Lo PSICOLOGO inizia la consulenza raccogliendo informazioni insieme ai genitori sul problema, ma anche sulla storia di vita del bambino e della sua famiglia. Procede poi a valutare il profilo cognitivo del bambino attraverso la somministrazione di test standardizzati, il comportamento e i vissuti emotivi con l’osservazione diretta e il colloquio clinico.

RITORNO

A SCUOLA

Il LOGOPEDISTA somministra i test necessari riguardanti il linguaggio e gli apprendimenti. OPTOMETRISTA e ORTOTTISTA sono delle figure distinte che in collaborazione valutano quali aspetti della funzione visiva possano influire negativamente sul processo di apprendimento del bambino. Infatti agiscono su “come vedo” e non solo sull’occhio.

L’obiettivo… …del gruppo di specialisti è quello di utilizzare un approccio integrato di intervento, in grado di effettuare uno screening attento e una valutazione che permetta di fare una corretta diagnosi differenziale, per individuare precocemente il tipo di difficoltà scolastica presentata dal bambino, al fine di formulare un inquadramento della situazione e un’ipotesi di intervento che coinvolga oltre al bambino, anche la famiglia e la scuola, che rappresentano nodi fondamentali della rete che sostiene l’alunno nel superamento delle difficoltà. FINE

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:57 Pagina 8

MEDICINA INTERNA

MAL DI FEGATO E’ una frase che i pazienti pronunciano spesso. Ma in realtà il fegato non fa mai male. Può tuttavia presentare alcune patologie asintomatiche importanti, dalla steatosi alla cirrosi epatica, fino ai tumori primitivi.

Dott.

Andrea Baldisserri

Medico-Chirurgo specialista in otorinolaringoiatria E-mail: abaldisserri@alice.it

Quante volte abbiamo sentito dire: «Ho preso dei farmaci e mi è venuto un fegato grosso così». Oppure: «Ho mangiato pesante, bevuto in eccesso, e mi è venuto male al fegato grosso». E' vero? No. Partiamo da un semplice principio: il fegato non fa mai male. Visito quotidianamente persone con malattie del fegato anche molto gravi e in fase avanzata, che presentano a volte sintomatologia importante e complessa: penso di poter dire che sicuramente il sintomo meno presente è il dolore.

Quando una persona ha un dolore, una fitta all'addome nella parte alta, a volte che si irradia dietro la schiena, verso destra o sulla parte alta dell'addome, di cosa si tratta? Come ho detto sopra, la prima cosa da escludere è il fegato. Questo organo non è una spugna che aumenta e diminuisce in base a ciò che beviamo e mangiamo. Il fegato esegue funzioni fondamentali per la nostra sopravvivenza, svolge processi metabolici complessi e ha la capacità straordi8

naria di rigenerarsi e difendersi da attacchi di qualsiasi tipo che provengono dall'esterno e dall'interno, per esempio metabolici e virali.

Le possibili alterazioni del fegato STEATOSI Questo termine esprime un accumulo più o meno importante di grasso all'interno della struttura epatica; è una manifestazione comune, che rappresenta spesso un importante fattore di rischio per malattie metaboliche, come ad esempio la sindrome diabetica.

La steatosi può precedere molti anni prima un viraggio verso una cirrosi epatica, soprattutto nelle persone che fanno uso in eccesso di bevande alcoliche. Altra manifestazione è la steatosi associata ad incremento degli enzimi espressione di CITONECROSI, cioè di danno epatico importante, cosidetta stato-epatite. Anche questa rappresenta un importante fattore di rischio per malattie metaboliche ed è praticamente asintomatica. Perciò non aspettiamo la presenza di un dolore per

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 9

modificare magari le nostre abitudini di vita, soprattutto a tavola e sul divano. Per prevenire è sufficiente un esame ecografico che evidenzi tale alterazioni per incominciare a prendere qualche provvedimento. Il fegato può presentare tumori primitivi, cioè che prendono origine dallo stesso organo, spesso benigni: quelli più frequenti sono gli angiomi e le iperplasie nodulari, perfettamente asintomatiche. La loro scoperta è sempre legata a controlli strumentali sul fegato eseguiti di solito per altri motivi. Abbiamo anche tumori maligni, fortunatamente rari, quasi sempre presenti su fegati già ammalati, che raramente si manifestano col dolore. FEGATO NORMALE

(rappresentazione)

FEGATO CIRROTICO

(rappresentazione)

Sicuramente abbiamo sentito parlare di CIRROSI EPATICA, una malattia seria del fegato ove intervengono più cause nel determinarla (alimentari, virus, autoimmuni, biliari sono le cause più frequenti). La sintomatologia anche qui varia da persona a persona, e soprattutto può variare sulla base dello stato di avanzamento della malattia, che quasi sempre interessa altri

organi; anche qui difficilmente abbiamo dolore.

La provenienza dei dolori all’addome Tornando quindi alla domanda iniziale, ci richiediamo allora: “Quando ho dolore alla parte alta dell'addome e verso destra, cosa devo pensare?” I due organi che più di frequente manifestano dolore sono lo stomaco-duodeno e la colecisti, fortunatamente più di raro il pancreas. Come si fa a capire quindi quando è l'uno e l'altro? Non è facile e spesso una sintomatologia dolorosa non è così semplice da inquadrare e definire, a volte richiede l'esecuzione di diversi accertamenti diagnostici. Di solito il dolore dello stomaco e duodeno compare a stomaco vuoto, a digiuno. Nell'immediato si ha un beneficio con l’introduzione di piccole quantità di cibo, anche se la distensione gastrica dopo 15-30 minuti può di nuovo fare ricomparire il dolore. La COLECISTI è l'altra causa responsabile di sintomatologia dolorosa. La causa principale scatenante è la presenza di calcoli al suo interno, di solito è un dolore che compare dopo due-tre ore dall’introduzione di cibo, spesso di notte, dopo magari un pasto abbondante. E’ un dolore che di solito si irradia a destra e verso la schiena, a volte

alla base del collo, al quale può associarsi nausea e vomito. Se il dolore si presenta violento e a cintura, può essere l'espressione di un interessamento del pancreas, ovvero pancreatite. La PANCREATITE è una malattia grave, la cui causa scatenante più frequente è la colica biliare, cioè i calcoli della colecisti. Altra causa è l'assunzione eccessiva di alcolici, soprattutto in chi li assume saltuariamente, senza adeguato supporto nutrizionale proteico. Terza causa sono le malattie metaboliche, soprattutto un importante incremento dei trigliceridi. Bile

PANCREATITE ACUTA Dotto pancreatico

Parte infiammata del Pancreas Ostruzione da calcoli biliari

Conclusioni A conclusione penso di poter dire che il dolore addominale è sempre espressione di una patologia extra-epatica. Attenzione a non sottovalutarla, perchè spesso richiede accertamenti diagnostici appofonditi ed interventi terapeutici medici e chirurgiFINE ci per evitarne le complicanze.

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 10

DIPENDENZE

LILLUSIONE ’

DELLA DROGA

INTELLIGENTE

Dott.

Andrea Drei

Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza - E-mail: andrea.drei@alice.it

L'agenzia adnkronos ha recentemente diffuso un comunicato in cui viene riportato l'utilizzo diffuso e disinvolto da parte dei giovani maghi del computer della Sylicon Valley, cuore pulsante dello sviluppo tecnologico Usa, di pillole nootropiche o spremi cervello. Queste ultime vengono battezzate “droghe intelligenti”, in quanto avrebbero le proprietà desiderate di aumentare la creatività e prolungare il mantenimento dell'attenzione, con le caratteristiche di essere prive degli effetti collaterali delle droghe classiche.

Non è una novità, anzi… L'illusione che la mancata percezione soggettiva di effetti collaterali nell'uso di una droga, costituisca la dimostrazione della sua innocuità, conosce illustri precedenti. Fra gli esempi storici il più celebre è quello di Sigmund Freud che notoriamente 10

per un certo tempo fu entusiasta sostenitore, oltre che consumatore, della cocaina. Le esperienze dirette compiute lo persuasero delle sue virtù benefiche. L'iniziale mancanza di dipendenza personale lo convinsero che la sostanza non potesse creare assuefazione, inducendolo quindi a propugnarne l’uso. In epoche più o meno contemporanee a Freud l'uso della coca coinvolse diverse celebrità fra cui re e regine, politici. Attirava gli intellettuali fra cui scrittori come Dumas, Zola, Stevenson, musicisti come Massenet e Gounod.

Sembra che persino Papa Leone XIII ne abbia fatto uso ed è comunque certo che abbia fatto da testimonial al cosiddetto “Vin Mariani”, bevanda costituita da una miscela di vino e coca, di cui elogiava le virtù tonificanti e curative. Anche alcuni fisiologi fra cui l'italiano Mantegazza sostennero con vigore i suoi benefici.

I primi riscontri negativi… Verso la fine dell'Ottocento tuttavia la letteratura medica riportò un numero crescente di casi di gravi alterazioni fisiche e psichiche causate dalla cocaina.

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 11

Si fece progressivamente strada la consapevolezza delle nefaste conseguenze del suo uso, e degli esorbitanti costi individuali e sociali che gli apparenti iniziali vantaggi avevano prodotto. Un articolo del New York Times sottolineava che la cocaina mieteva più vittime dell'oppio.

Il parallelismo con oggi Questa sommaria ricostruzione storica porta a spontanei ed inquietanti accostamenti con le ottimistiche convinzioni dei giovani stakanovisti del computer della Sylicon Valley. In realtà la Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense preposto alla regolamentazione dei prodotti farmaceutici, ha lanciato l'allarme in merito ai pericoli di queste sostanze. Ciò dopo aver scoperto che uno degli ingredienti di queste "pillole intelligenti" ha una struttura molecolare molto simile ad uno stimolante denominato Dmaa, già bandito in quanto il suo uso ha provocato provocato gravi eventi cardiovascolari. Sembra pertanto evidente che il fraintendimento e le erronee apparenze sugli effetti delle sostanze stimolanti tendano a perpetuarsi. Viene spontaneo quindi interrogarsi sulle motivazioni di questo fraintendimento che in passato ha coinvolto personalità tanto autorevoli e tuttora coinvolge verosimilmente molti giovani, fra cui i brillanti softwaristi americani.

NOTA Un film U.S.A. del 2011 racconta

gli influssi di un farmaco sperimentale sulla mente del protagonista. Eddie Morra, romanziere di New York dalle fortune incerte, vuole scrivere il suo nuovo libro ed è in crisi creativa. La sua frustrazione cresce quando la fidanzata Lindy decide di lasciarlo. L’ex cognato di Eddie gli fa allora provare un farmaco sperimentale, l’NZT, e la sua vita ha una svolta improvvisa. Il farmaco è in grado di sbloccare e amplificare le potenzialità della mente e, in poco tempo, Eddie ne diventa schiavo. Perciò riesce finalmente a scrivere il suo libro in soli quattro giorni ed in seguito si arricchisce grazie a delle smaliziate mosse finanziarie. Mentre si rende conto che l’NZT ha pure degli inquietanti effetti collaterali, Eddie entra in relazione con Carl Van Loon, magnate della finanza, che cerca così di approfittare delle strabilianti attitudini dello scrittore.

Al fine di evitare gli errori del passato è essenziale tenere in conto alcuni principi di fondo INNANZITUTTO non è mai corretto in medicina affermare la mancanza di effetti collaterali di una sostanza, basandosi su esperienze singole o comunque su casi numericamente limitati, pretendendo poi di generalizzarli. Coloro che affermano tale convinzione cadono in quella fallacia (inganno), ricorrente nel quotidiano, che i logici chiamano della “generalizzazione affrettata”. In altre parole qualcosa che è accidentale, o

ricorrente in casi particolari, come il mancato rilievo di effetti collaterali, viene arbitrariamente e affrettatamente elevato a regola generale. L'esperienza medica insegna che gli effetti indesiderati di un qualunque principio terapeutico coinvolgono generalmente un numero più o meno ristretto degli assuntori. Un supporto statistico sufficientemente numeroso si rende necessario per poter affermare con un certo grado di fondamento le probabilità di andare incontro ad effetti collaterali più o meno pericolosi. Pertanto l'incauto consumatore di una nuova droga emergente che si sente rassicurato sulla sua innocuità perché non ha ancora avuto modo di esperirne (attuarne) l'azione dannosa, può sempre imbattersi, come evenienza molto meno remota di quanto non si creda, in un primo effetto collaterale inaspettato. Che potrebbe anche essere l'ultimo, in quanto fatale. In SECONDO LUOGO bisogna tenere conto del danno silente e non avvertito, ma graduale e progressivo, che nel tempo può venirsi a creare a carico dell'organismo dell'assuntore. L'esperienza medica insegna che tante malattie, le cui basi fisiopatologiche sono ben conosciute, decorrono anche per anni con un danno organico ingravescente (si aggrava velocemente) senza che il paziente avverta significative… »SEGUE

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…alterazioni del proprio stato di benessere e della propria cenestesi (sensazione indeterminata proveniente dal corpo). In altre parole il “sentirsi bene” non dimostra che una malattia non stia avanzando. E' il caso, per citare alcuni fra gli esempi più comuni, del diabete, dell'insufficienza renale cronica o di molte neoplasie. Non di rado l'organismo soffre senza lanciare segnali d'allarme. Ad un certo punto però la malattia può manifestarsi in modo inaspettato con effetti devastanti e irreversibili. Così l'assuntore abituale di sostanze psicoattive non avverte gli effetti degenerativi progressivi sul sistema nervoso e su quello cardiovascolare. Inaspettatamente però la degenerazione delle pareti arteriose, l'aumento dell'aggregabilità piastrinica e la degenerazione neuronale possono manifestarsi in tutta la loro drammaticità. In TERZO LUOGO alcuni elementari ragguagli fisiopatologici sui meccanismi d'azione delle sostanze psicoattive, potranno rendere ragione dell'esistenza di limiti invalicabili nella ricerca della selettività degli effetti desiderati rispetto a quelli indesiderati.

Non è quasi mai possibile produrre nel nostro organismo un effetto che sia completamente isolato da altri. E' un concetto che richiederebbe un'esposizione prolungata e diverse esemplificazioni per essere chiarito meglio. L'idea (o forse il pregiudizio) che certe sostanze di cui disponiamo abbiano un' attitudine intrinseca a produrre una certa azione su di noi, è probabilmente abbastanza sedimentata nel senso comune. Fa verosimilmente parte di un'istintiva visione finalistica che ha radici culturali molto antiche. E' inoltre da ricondurre ad un modo semplificato e intuitivo di concepire i nessi causali che vengono colti con immediatezza, senza la consapevolezza delle insidie concettuali sottese. Ma tale visione si scontra con le nostre conoscenze di fisiologia e di biochimica, che si accordano meglio con una visione meccanicistica dei nessi causali in gioco. “I farmaci non creano direttamente effetti, ma piuttosto determinano una modulazione delle funzioni fisiologiche preesistenti”. Questo principio enunciato in un autorevole testo di terapia medica, il Goodman Gilman, può essere esteso a qualunque sostanza che produca azioni rilevanti sul nostro organismo e quindi sulla nostra psiche.

In altre parole ogni sostanza, una volta immessa nel nostro organismo, segue necessariamente determinati percorsi preordinati. E' evidente che seguendo certi percorsi, quel determinato effetto su cui si focalizza la nostra attenzione e che corrisponde a ciò che è desiderato, è destinato a portare con sé altri effetti che a quel percorso sono correlati e che possono avere gradi diversi di visibilità. Nel caso delle droghe, e delle sostanze psicoattive in genere, tali percorsi sono da ricondurre ai neurotrasmettitori che fisiologicamente mediano i collegamenti fra i neuroni e ai recettori che attivano o inibiscono certe aree cerebrali. Per ESEMPIO le sostanze stimolanti più note, come la cocaina e le anfetamine, agiscono, in estrema sintesi, aumentando la disponibilità di dopamina e noradrenalina. Ciò inizialmente si traduce nei noti effetti desiderabili e gratificanti, ma col tempo produrrà la pesante contropartita derivante dal depauperimento delle riserve di queste stesse sostanze, e soprattutto vedrà il contestuale inevitabile coinvolgimento del sistema nervoso autonomo che è legato strettamente alle sostanze citate. Quest'ultimo a sua volta regola direttamente gli apparati cardiovascolare e respiratorio con le ripercussioni che ne derivano.

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Aggiungo che le conoscenze a volte divulgate in maniera molto semplificata sui meccanismi citati possono essere fonte di sottovalutazione dei potenziali rischi.

Molti giovani… …sono a conoscenza del fatto che l'azione di nuove sostanze stimolanti è mediata dalla dopamina, che del resto media il soddisfacimento sessuale stesso. Ciò può ingenerare l'idea rassicurante e distorta di una certa “naturalezza” dei meccanismi attivati. In realtà quest'idea non tiene conto del fatto che la patologia nasce proprio quando certe funzioni e certe sostanze naturalmente presenti nell'organismo, debordano da quelli che sono i normali limiti di fluttuazione fisiologica. Infatti una molecola estremamente potente come la dopamina, quando sia attivata oltre certi limiti, può dare luogo ad effetti catastrofici.

Per altre sostanze psicoattive… …i percorsi neurofisiologici sono diversi e a volte ancora in buona parte oscuri.

E' verosimile che entrino in gioco altri neurotrasmettitori, fra i tanti che la ricerca clinica ha identificato negli ultimi anni e che hanno funzioni ancora non completamente chiarite. Ciò può risultare forse ancora più inquietante, in quanto ci rende meno in grado di predire gli effetti. D'altra parte le conoscenze neurofisiologiche già disponibili ci permettono di affermare, che esiste un denominatore comune costituito dall'estrema complessità delle interazioni possibili e dalla grande pervasività del sistema nervoso autonomo, che rendono pressoché impossibile un'azione precisa, ristretta e selettiva.

Conclusioni Dalle argomentazioni appena riportate si evince che la pretesa di disporre di una “droga intelligente”, priva di effetti collaterali, è destinata a rimanere un

pio desiderio, in quanto è l'organismo stesso che impone certe concatenazioni causali. L'ottenimento dell'effetto desiderabile, sia del tipo voluttuarioedonistico, che di quello performante-stimolante si accompagna alla contestuale entrata in gioco dell'effetto collaterale. Quest'ultimo non è costante e può essere scarsamente visibile, ma è comunque incombente e imprevedibile, in quanto dipendente da numerose variabili spesso non identificabili.

Ciò non toglie che l'utilizzo di sostanze psicoattive abbia un importante ruolo terapeutico in casi personalizzati, nei quali esse siano finalizzate al trattamento di situazioni cliniche particolari come le psicosi, certe depressioni, il dolore stesso, ma sempre sotto stretta sorveglianza di un medico professionista con la consapevolezza e la gestione conFINE trollata degli effetti collaterali.

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L’INTERVISTA

LUCA

MERCALLI Il popolare “esperto meteo” di Fabio Fazio a “Il Tempo che fa” espone a SALUTE 10+ il suo punto di vista su una delle grandi questioni dei nostri giorni: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO. E suggerisce alcune piccole responsabilità di cui noi tutti possiamo farci carico nel nostro piccolo quotidiano.

Intervista di Tiziano Zaccaria E-mail: zaccariatiziano@alice.it Lo scorso luglio è risultato il mese più caldo di sempre, quantomeno da quando la temperatura viene rilevata e monitorata, ovvero dall’inizio dell’Ottocento, con un +3.5° gradi rispetto alla media. La calura è stata accompagnata da un notevole deficit di precipitazioni, con un 32 per cento in meno di piogge registrato in Italia. Una conferma, insomma, che la Terra è sempre più soggetta al surriscaldamento globale ed a fenomeni climatici estremi. Per cercare di capire cosa succede al nostro pianeta, abbiamo chiesto il parere del celebre metereologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana.

Iniziamo dal quesito che continua a dividere: quanto incide la mano dell'uomo sui cambiamenti climatici? «A questa domanda non si può rispondere con esattezza, nel senso che ci sono cambiamenti climatici naturali di fondo, sui quali si sovrappone l’azione umana. Per la verità, se consideriamo il brusco aumento delle temperature medie, le cose sono chiare: è tutto attribuibile all'attività umana. Se invece parliamo di alluvioni o altre catastrofi naturali, le responsabilità diventano più sfumate».

Comunque, è fuori dubbio il fatto che concorriamo ai “disturbi” climatici del nostro pianeta. «Prendiamo come esempio un fumatore che sviluppa una patologia respiratoria. Un medico direbbe che il fumo ha contribuito, ma non è in grado di affermare con certezza in che misura. Di sicuro, era meglio se il paziente non fumava. Ecco: per il bene del nostro pianeta sarebbe meglio che l’umanità smettesse di “fumare”… cioè di inquinare e danneggiare l’ambiente».

Ci sono tre cose semplici che ognuno di noi può fare? «La causa principale del surriscaldamento globale è legata alla combustione dei materiali fossili: petrolio, carbone e gas. Ognuno di noi può contribuire a ridurla, agendo su tre fronti: la casa, i trasporti e gli oggetti di utilizzo quotidiano». »SEGUE

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Terzo punto: gli oggetti di uso quotidiano «Dobbiamo sempre ricordarci che dentro ogni oggetto c'è un consumo di energia per realizzarlo ed un successivo problema di smaltimento. Cerchiamo di ridurre i rifiuti all'origine, con comportamenti individuali virtuosi, acquistando per esempio oggetti con imballaggi facilmente smaltibili».

Iniziamo dalla casa «Si può agire sulla riqualificazione energetica degli edifici per il riscaldamento invernale ed il rinfrescamento estivo. Oggi viviamo in abitazioni spesso ancora oblsolete sul fronte energetico, ma la tecnologia c’è. Si tratta di fare un investimento sul nostro futuro».

Il secondo punto: i trasporti. «Ognuno può contribuire a ridurre la combustione di fossili utilizzando semplicemente auto a bassi consumi. E quando si può, il trasporto sarebbe meglio perfino sopprimerlo. Se si sfruttassero in pieno le opportunità

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del “telelavoro”, si eliminerebbe un pezzo di pendolarismo, che fra l'altro consuma anche tempo, energie fisiche ed abbassa la qualità della vita. Inoltre, andrebbe eliminato un certo tipo di trasporto “troppo facile”. Per esempio, c’è chi vola a New York per il semplice gusto di andare là a fare acquisti. Un volo simile ha un carico di emissioni di Co2 talmente alto, che azzera qualsiasi altro gesto volonteroso, come quello di mettere per anni delle lampadine led in casa».

Il 13 agosto si è verificato l'Overshoot Day, evento rimarcato con apprensione dagli ambientalisti. Ci può spiegare cos’è? «L'Overshoot Day è il giorno in cui la domanda dell’uomo di risorse ecologiche supera ciò che la Terra riesce a rigenerare in quel determinato anno. Significa che non diamo nemmeno più il tempo ai pesci di riprodursi ed alle piante di ricrescere. Il 13 agosto scorso, quattro giorni prima del 2014, abbiamo esaurito il budget di “natura” disponibile per l’intero anno. Ora, fino al 31 dicembre andremo a debito. E’ come avere un gruzzoletto in banca, ma spen-

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dere sempre più soldi degli interessi maturati. Prima o poi, i soldi finiscono».

Quando è iniziato questo processo? «L’ultimo anno con il bilancio in pareggio è stato il 1970, quando la Terra aveva una popolazione di tre miliardi e mezzo di persone, la metà di quella attuale. Da allora, l’uomo è diventato sempre più un predatore di risorse del pianeta. Tant'è vero che l’era geologica contemporanea è già stata ribattezzata “antropocene”, nella quale le cause principali delle modifiche territoriali e climatiche sono attribuite all’attività dell'uomo. Nell’ultimo mezzo secolo la nostra specie si è trasformata in un parassita senza freni».

Come affrontare il problema della sovrapopolazione? «Il miglior esempio ci arriva dal Bangladesh, paese a bassissima scolarità che aveva il problema di un aumento esponenziale della popolazione. Lasciando perdere gli aspetti ideologici o religiosi, il Bangladesh ha risolto il problema semplicemente dando potere al sesso femminile. Ha infatti deciso di erogare credito finanziario alle donne, anziché agli uomini.

Con quale effetto? Le donne si sono emancipate, hanno preso consapevolezza ed oggi decidono loro quando fare un figlio. E in poco tempo il tasso di natività si è dimezzato. E’ un buon metodo, che mette assieme etica ed aspetti sociali, senza essere coercitivo perché non è un'imposizione, come era quella del figlio unico in Cina».

La Società Meteorologica Italiana ha presentato alcune linee di intervento in vista della COP21 di Parigi, la conferenza internazionale sul clima, in programma dal 30 novembre all’11 dicembre 2015. Qual è l’essenza delle vostre richieste? «I governi devono assumere la consapevolezza che in futuro non sarà possibile mitigare il riscaldamento globale senza modificare profondamente il paradigma economico vigente. Ridurre le emissioni e contemporaneamente invocare la crescita economica, è un ossimoro. Eppure, nonostante sia prioritario, il tema dell’impossibilità della crescita infinita su un pianeta finito, continua ad essere ignorato. Chiediamo alla politica una svolta costruttiva nell’analisi di questa realtà, particolarmente importante per un paese con un’elevata impronta ecologica come FINE l’Italia».

LA SCHEDA DI LUCA MERCALLI Nato a Torino il 24 febbraio 1966, vive in Val di Susa. Ha adottato uno stile di vita molto attento alla riduzione dell'impatto ecologico: si scalda con legna e pannelli solari, fa una differenziazione spinta dei rifiuti, coltiva l'orto.

E’ noto al pubblico televisivo per la partecipazione al programma “Che tempo che fa” e per la conduzione del programma “Scala Mercalli”, entrambi su Rai Tre. Ha studiato scienze agrarie all'Università di Torino, con indirizzo "Uso e difesa dei suoli" e agrometeorologia, laureandosi poi in Francia in geografia e scienze della montagna. Dopo aver lavorato per l'Ufficio Agrometeorologico della Regione Piemonte, oggi è responsabile dell'Osservatorio Meteorologico del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri e docente in varie università. E’ anche presidente della Società Meteorologica Italiana Onlus. Collabora con i quotidiani la Repubblica e Il Fatto Quotidiano, nonché con alcuni periodici come la Rivista della Montagna e Donna Moderna.

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LONGEVITÀ

CENTANNI ‘

MESSI IN BANCA Il lavezzolese FERNANDO BASSI ha raggiunto il secolo di vita. Per 39 anni ha lavorato alla Cassa di Risparmio di Ravenna (anche come direttore della filiale di Cervia), alla quale resta tuttora molto affezionato.

di Tiziano Zaccaria E-Mail: zaccariatiziano@alice.it Il 27 aprile scorso Fernando Bassi ha raggiunto il fatidico traguardo dei cento anni, festeggiato presso la casa di riposo per anziani “Asilo dei Nonni” di Coccolia, dove vive da qualche anno. Il neo centenario ha trascorso gran parte della sua vita nel ravennate e nel cervese, ma ci tiene a precisare: «Sono nato il 27 aprile 1915 a Lavezzola, nel comune di Conselice. Mia madre era l’insegnante delle scuole elementari di Lavezzola; mio padre era un apprezzato ebanista e falegname».

Tuttora il mio cuore è ancora attaccato a questo istituto. Il presidente Antonio Patuelli mi ha regalato una medaglia d’oro, che porto spesso con me, perché mi ripaga di una vita lavorativa».

Fernando Bassi è stato sposato per quasi quarant’anni con Fedra, venuta a mancare nel 1988. Oggi è seguito dal figlio Gilberto e dal nipote Marco.

La professione…

Nei suoi cento anni di vita non ha mai avuto particolari problemi di salute. Ha lottato a lungo per liberarsi del vizio del fumo: «Ho smesso due volte, nel 1959 e nel 1977. La seconda volta ho chiuso definitivamente. Dovevo fare un intervento chirurgico all’ernia e mi dissero di non fumare per un mese.

…e la salute Fernando Bassi ha dato pure un contributo importante all’attività di alcune associazioni cervesi, ad iniziare dalla Società Amici dell’Arte, di cui è stato vicepresidente ed economo. Inoltre è stato tra i soci fondatori e componente del Direttivo dell’associazione Cervia Buona.

Il trampolino di lancio è arrivato dalla famiglia di origine Cresciuto in una famiglia sufficientemente agiata per poter studiare (a quei tempi, negli anni Venti del secolo scorso, c’era l’obbligo della terza elementare, poi la gran parte degli adolescenti abbandonava gli studi per dedicarsi al lavoro), Fernando ha terminato le scuole elementari e le medie, frequentando successivamente il Liceo Scientifico. Ha poi preso una strada di “contabile”, venendo assunto nel 1933 da un istituto bancario: «Sono stato per 39 anni dipendente della Cassa di Risparmio di Ravenna. Prima di andare in pensione, ho diretto anche la filiale di Cervia. 18

IL SIG. FERNANDO FESTEGGIATO ALLA CASA DELLE AIE E ABBRACCIATO DA GIANNI GRANDU, ASSESSORE DI COMUNITÀ DEL COMUNE DI CERVIA

Ed è tuttora socio dall'Associazione Culturale Casa delle Aie, che nelle settimane scorse gli ha dedicato una festa, un’occasione per incontrare vecchi amici e ricevere una targa ricordo. Fernando si è presentato alla Casa delle Aie impeccabile, in giacca e cravatta: «Conserverò – ha detto contento ed emozionato - un piacevole ricordo di questo momento».

Decisi così di chiudere del tutto con le sigarette. Per qualche tempo, quando passavo davanti ai Tabacchi, mi sembrava quasi che un braccio mi tirasse dentro. Ma riuscii a vincere la tentazione e adesso, se vedo qualcuno fumare, mi dà fastidio». Infine, sulla propria alimentazione, Fernando dice: «Nella mia vita ho sempre mangiato un po' di tutto, ma poco. La pasta non deve mai mancare a pranzo». FINE


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MALATTIE RARE

FRANCESCA “LA MIA PICCOLA DOLCE ALIENA DEL PIANETA 1P36”

DELLA

Una giovane madre di Solarolo racconta la storia della propria bimba di un anno, colpita da una patologia semisconosciuta in Italia.

di Tiziano Zaccaria E-Mail: zaccariatiziano@alice.it Roberta Zoli è una ragazza di Solarolo, sposata con Andrea Morini e madre di due figli: il più grandicello Martino, la più piccola Francesca, nata l’8 agosto 2014. E proprio la commovente storia di Francesca ha improvvisamente fatto il giro del mondo nei giorni scorsi, quando Laura Pausini, cugina di Roberta, le ha dedicato un’appassionata lettera sul proprio seguitissimo profilo Facebook, che vanta oltre cinque milioni di fans.

La storia di Francesca ha anche un titolo: “Pianeta 1p36”. Roberta, di cosa si tratta? «E’ il pianeta dal quale viene la mia piccola nell’immaginazione della sua mamma, che sarei io. “Franci” è infatti affetta da una sindrome cromosomica piuttosto rara, che non ha nemmeno un nome vero e proprio, ma solo una sigla: “Sindrome da delezione 1p36”. Questo mi ha fatto pensare ad un pianeta con tanti vulcani, e ad ogni eruzione corrisponde una crisi epilettica o un attacco di aritmia. Essere un piccolo e adorabile alieno sulla terra porta anche altro: ipoacusia, ipotonia e quella strana nostalgia per il pianeta lontano, visto che Francesca non parla e ha lo sguardo sempre rivolto verso il cielo».

Tutto è iniziato poco più che un anno fa «L’8 agosto 2014 “Franci” atterrava sul pianeta Terra, scegliendo come genitori me e mio marito Andrea, che cerchiamo ogni giorno di esserne degni, ma è durissima. Ricordo la mia emozione mentre entravo nell’ospedale di Lugo per il parto, pensando che a breve l’avrei abbracciata. Ero felice e curiosa. Ma ero anche preoccupata ed esausta: la bimba era cresciuta pochissimo. Nella mia pancia si muoveva di scatto come un coccodrillo, standosene poi ferma per ore in posizioni assurde. Da oltre due mesi non dormivo più: girovagavo per casa, o per la strada in piena notte. »SEGUE

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E appena mi stendevo, mi assalivano attacchi di claustrofobia».

Il parto era stato programmato col taglio cesareo «Francesca, come suo fratello Martino, era podalica, cioè con la testa rivolta verso l’alto. A poco sono servite le sedute di moxa cinese, che in teoria dovevano farla girare. Verso le otto di mattina di quell’8 agosto siamo entrate in sala operatoria. Il clima era gioioso, gentile: infermieri, portantini, la mia super ginecologa, l’anestesista… ero coccolata da tutti. Francesca è nata a tempo di record. Io, con le lacrime agli occhi, tendevo l’orecchio, ma lei non gridava al mondo il suo arrivo. Sentivo che c’era tanta gente attorno a lei, ma non potevo né vederla, né sentirla… »

Al rientro in camera, Roberta credeva di ritrovare la figlia tra le braccia del padre. Invece… «Invece era troppo piccola (44 centimetri per 2,2 kg di peso) per restare in camera. L’ho vista venti minuti nel pomeriggio, ma poi l’hanno riportata subito in incubatrice. Dopo otto ore ha avuto un attacco di cianosi (colorazione bluastra della pelle dovuta a scarsa ossigenazione del sangue) e l’hanno trasferita d’urgenza a Ravenna.

Niente stava andando come aveva immaginato una pianificatrice come me. Suo padre, come una trottola, si divideva tra Lugo e Ravenna, portandole quel po’ di latte che riuscivo a tirare. Francesca è stata in TIN (terapia intensiva neonatale) a Ravenna per altre due settimane, prima di essere dimessa e di arrivare finalmente a casa, a Solarolo».

Intanto, a dieci giorni dalla nascita di Francesca, avevate ricevuto la prima diagnosi. «Abbiamo saputo che aveva un cuore tutt’altro che perfetto: era bucato. Due forellini, uno “di routine” ed uno più raro. Doveva quindi assumere un farmaco ogni mattina e poi chissà, potevamo sperare che si chiudesse da solo, oppure prepararci a un piccolo intervento chirurgico. Mi sembrò la fine del mondo… Ecco spiegata la cianosi a sole otto ore di vita. No, non si poteva sapere prima. Non era stata una svista dei medici».

Poi, al compimento del primo mese di vita, arriva l’altro “choc” «Quando si era creata una sorta di routine famigliare, tra biberon, giochi e passeggiate, quel poco di mondo normale che stavano costruendo ci crollò nuovamente addosso, stavolta con ancor più violenza. Erano arrivate le crisi epilettiche. La sera dell’8 settembre 2014 andam-

mo in ospedale a Ravenna armati di video-testimonianza e ci tennero in osservazione. Erano passate solo due settimane, ed eravamo di nuovo lì. Nuovo reparto, nuove infermiere, nuovi dottori, ma stesso piano, stessa panchina del pianto all’ingresso, stessa ansia. Dovevamo stare una notte: è durata una settimana. Nonostante l’evidente gravità della situazione, continuavo a negare la realtà. Un’altra medicina, mi dicevo, ma starà bene, diventerà una ragazza bellissima e intelligente. Diventerà mamma, diventerà donna, diventerà ciò che vorrà. Forse. Molto probabilmente, no».

Roberta ed Andrea tornano a casa con un’altra diagnosi severa: encefalopatia epilettica ad esordio precoce. «Avremmo avuto un neurologo a cui fare riferimento, esami da fare per capire, ma solo il tempo avrebbe risposto alle nostre domande. Molti genitori si trovano in una situazione simile alla nostra, ma spero che non abbiano avuto come primo neurologo uno come il nostro. Non posso giudicarlo dal punto di vista scientifico, ma dal punto di vista umano sì: da lui abbiamo avuto solo indifferenza e distacco. Ma quando ci si trova su questo sentiero, c’è bisogno di qualcosa di più».

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 21

Per fortuna, il Bellaria di Bologna non è troppo lontano da Solarolo «Abbiamo optato per quella soluzione. Durante la degenza nell’ospedale bolognese, per avvisare mio marito, i miei genitori, mio fratello ed alcune zie delle novità, formai un gruppetto telefonico chiamato “family epily”. Da quel giorno la “Franci” è diventata Epily. Entrati per inquadramento clinico, io e la mia piccola abbiamo vissuto 23 giorni in reparto. Sono iniziati i prelievi del sangue, gli elettroencefalogrammi, le visite. Eravamo lontane da Martino e da mio marito Andrea, che si divideva tra noi, il lavoro e la casa. Eravamo in ospedale, ma avevo il bagno in camera, c’era una cucina, c’erano i giochi, c’era profumo di torta e di pizza. E c’era umanità. Merito di un’ottima equipe medica ed infermieristica, ma anche di un’associazione di volontariato con tanta voglia di fare: “Bimbo Tu”».

Una volta tornata a casa, Roberta ha fondato un blog su internet Lì inserisco tutte le mie impressioni sulla storia di Francesca, si chiama https://pianeta1p36.wordpress.com E’ attraverso questo blog che ho conosciuto altri genitori nelle stessi mie condizioni. Ci incoraggiamo e ci scambiamo informazioni utili su come combattere questa malattia rara. Purtroppo, i nostri figli sono malati, molti non guariranno mai, alcuni possono guarire in qualcosa,

alcuni possono forse migliorare. Nessuno, almeno per ora, è in grado di aggiungere quel pezzetto in meno di cromosoma che li scombussola così tanto. Ma se gli specialisti che li seguono continuano a vederli anche come bambini, sicuramente è meglio, per loro e per i genitori».

Francesca adesso è a casa, sta bene, ma deve combattere contro quel nemico di cui non sappiamo ancora quasi nulla, chiamato epilessia «L’epilessia è sgomento, incertezza, paura. Minuti lunghissimi con l’orologio in una mano e il telefonino per riprendere nell’altra. Occorre avere un’agenda per gli appunti sempre pronta: per descrivere quelle scosse lungo il corpo della nostra piccolina. Il corpicino di Francesca improvvisamente inizia a contorcersi: le braccia e le gambe si muovono velocemente, gli occhi puntano in alto, deviati, la bocca si irrigidisce.

Poi, improvvisamente, tutto termina. Si fa distensione, torpore, stanchezza».

E’ difficile convivere con l’epilessia «Ti ruba il tempo. Perché se un giorno è fatto di ventiquattro ore, quelle quattro crisi epilettiche di un minuto l’una, diventano l’intera giornata. Perché non dormi, per la paura di non svegliarti in caso di bisogno. Poi le crisi si diradano e ti illudi che non torneranno. Ma proprio mentre con timore lo pensi, tornano. Poi di nuovo svaniscono, ma ormai lo sai: sono sempre in agguato. L’epilessia è maleducata. Non si vergogna di presentarsi a cena, davanti agli FINE ospiti o davanti ai bambini». La redazione di SALUTE 10+ è stata lieta di realizzare e pubblicare questa intervista con il fine di rendere noto e divulgare ad un pubblico più ampio le dinamiche di questa patologia quasi sconosciuta e l’esperienza di Roberta e Andrea che non si sono arresi di fronte alle difficoltà.

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 22

DEMOGRAFIA

NASCITE UN MONDO A DUE VELOCITA’ In Europa il calo demografico è preoccupante: nel 2013 si è registrata una media di 1,5 figli per ogni donna in età fertile. Viceversa, nei paesi sottosviluppati le popolazioni aumentano in maniera esponenziale. In Africa la media è di 5,2 figli per ogni mamma. Il livello di giusto equilibrio è considerato di 2,1 figli per donna.

di Fabio Lironzi Nell’anno 1000 la popolazione mondiale si aggirava attorno ai 310 milioni di persone. Nel 1900 era arrivata a 1,65 miliardi, nel 2000 a 6 miliardi, oggi è di circa 7,1 miliardi. Le proiezioni dell’Onu al 2050 indicano una popolazione di 8,9 miliardi di persone, quelle alla fine di questo secolo si attestano sui 10,9 miliardi. Un incremento che il nostro Pianeta rischia non potersi più permettere: secondo la Fao nel 2050 l’aumento della popolazione mondiale porterà ad un aumento della domanda di cibo e di energia del 70 per cento rispetto ad oggi, con una conseguente grave emergenza ambientale ed un forte innalzamento delle temperature, dovute all’utilizzo di combustibili fossili come petrolio, carbone e metano. A livello internazionale molti ricercatori sono ormai concordi sul fatto che la popolazione massima che il nostro Pianeta possa ospitare (tutti con un accettabile livello di qualità della vita) è di 12 miliardi di persone.

In Europa culle sempre più vuote In questo quadro complessivo, esistono due scenari completamenti opposti. In Europa, infatti, si fanno sempre meno bambini. Nel 2013, l’ultimo anno di cui si dispongono dati ufficiali, 22

sono nati solo 5,1 milioni di neonati, il 34 per cento in meno rispetto a mezzo secolo fa: l’anno record fu il 1964, quando nacquero 7,7 milioni di bambini.

In Italia con 1,39 figli per mamma Per quanto riguarda il tasso di fecondità, l’Eurostat ha rilevato che nel 2013 in media si sono registrati 1,55 nati per donna. L’Irlanda con 1,99 nascite e la Francia con 1,96 hanno riportato i tassi di fertilità più alti, mentre quelli più bassi sono stati registrati in Polonia con 1.29, Spagna con 1,27 e Portogallo con 1,21. L’Italia ha fatto registrare un tasso

di 1,39, che ci colloca nelle zone basse della graduatoria. Un altro dato significativo, è che l'età media delle donne al parto negli ultimi dieci anni è fortemente aumentato verso l’alto, passando dai 29 anni a 30,3 anni. Va detto che la comunità scientifica considera di circa 2,1 figli per donna il livello di “giusto equilibrio” del tasso di natalità, nei paesi industrializzati. E’, in altre parole, il numero medio di nascite per donna necessario per mantenere la dimensione della popolazione costante, in assenza di consistenti flussi emigratori o immigratori.

Dott. Mauro Passarini MEDICO CHIRURGO SPECIALIZZATO CHIRURGIA OSTETRICA

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 23

Asia ed Africa, “boom” allarmante

In Niger 7,6 figli per donna

A livello mondiale, si stima che l'India entro il 2030 supererà la Cina e diventerà il paese più popoloso del Pianeta. Verso la metà di questo secolo gli indiani saranno ben 1,6 miliardi, mentre i cinesi si saranno assestati attorno agli 1,3 miliardi. Tuttavia, la popolazione che cresce più velocemente è quella africana e più precisamente subsahariana, grazie alla medicina moderna e all'assistenza sanitaria. Nel continente nero sempre più bambini sopravvivono alle complicazioni alla nascita, e meno adulti muoiono a causa di malattie oggi prevenibili. Un grande risultato per l’umanità, se non fosse che come conseguenza la popolazione in quei Paesi sta aumentando in modo esponenziale.

Secondo gli ultimi dati del 2013, le madri africane registrano una media di 5,2 figli, che salgono fino a 7,6 nel Niger, il Paese col tasso di fertilità più alto del mondo.

E per le economie nazionali, una rapida crescita della popolazione rende difficile creare posti di lavoro e sollevare molte persone dalla povertà. Non a caso, sette dei dieci Paesi col tasso di fertilità più alti al mondo, sono anche tra gli ultimi dieci nell'indice di sviluppo umano.

in alcuni Paesi, soprattutto là dove la dottrina religiosa non accetta la contraccezione. In Africa, una crescente classe media scolarizzata, informata e consapevole, contribuirebbe a rallentare il tasso di natalità.

Il monito di Papa Francesco

Stando alle proiezioni delle Nazioni Unite, nell'Africa sub-sahariana la popolazione passerà dal dato attuale di 1,1 miliardi di persone, ai 2,4 miliardi entro la metà di questo secolo. Scendendo nello specifico di qualche Stato, entro il 2050 la popolazione della Nigeria passerà da 174 a 440 milioni; la Repubblica Democratica del Congo da 71 a 182 milioni. Le agenzie internazionali di aiuto stanno concentrando gli sforzi in Africa sulla pianificazione familiare, con consulenze ai governi su come ampliare l'accesso ai contraccettivi ed aiutare le donne a scegliere quando avere figli. Purtroppo questo sforzo risulta ancora impopolare

Ebbene, oggi parlare della necessità di porre un freno alla crescita esponenziale delle nascite nei paesi sottosviluppati, non va considerato un tabù o una restrizione della libertà individuale, ma il mezzo per mantenere la popolazione umana ad accettabili livelli di armonia col Pianeta. Il problema è delicato, poiché ha implicazioni anche etiche e religiose. Tuttavia, lo stesso Papa Francesco, nella sua lucida visione del mondo, non molto tempo fa ha detto con chiarezza: “Non fate figli come conigli”.

Spiegando poi: i genitori consapevoli non devono mai generare più figli di quanto sia ragionevole, per cercare di offrire loro una vita dignitosa. FINE

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 24

CHIRURGIA ESTETICA

RUGHE ADDIO... ...MA SENZA BISTURI Una nuova tecnologia per la rigenerzione cutanea, associa la potenza del GAS PLASMA di NEOGEN, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità, i raggi infrarossi per il riscaldamento volumetrico del derma e l'efficacia del laserlift.

Dott.

Stefano Palo

Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica c/o Osteolab Ravenna Cell: 393.4825681 E-mail: dott.stefanopalo@gmail.com

A cura di Federica Pagliarone

Labbra gonfiate, zigomi rifatti, pelle tirata e corpi “scolpiti” sono da tempo gli interventi più richiesti nel campo della chirurgia estetica, che è in continua evoluzione, riservando piacevoli novità a quanti decidono di affidarsi a mani esperte per migliorare il proprio aspetto fisico.

Il parere dell’esperto “Dopo molti studi - sottolinea il dottor Stefano Paolo - oggi trattare separatamente i singoli aspetti clinici correlati all'invecchiamento (rughe, macchie, rilassamento cutaneo) appare superato. Occorre invece adottare una strategia complessiva di ringiovanimento globale del volto, resa possibile grazie ad un innovativo protocollo di rigenerazione cutanea non invasivo, alternativo alla chirurgia estetica, che associa la potenza del gas plasma di NeoGen, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità, i 24

raggi infrarossi per il riscaldamento volumetrico del derma e l'efficacia del laserlift. La sinergia tra queste tecnologie garantisce una rigenerazione tissutale profonda e superficiale, per risultati concreti e duraturi in un'unica seduta”. “Questa tecnologia - prosegue il dottor Stefano Palo - sfrutta l'energia del plasma per ottenere un riscaldamento della pelle rapido e controllato. Questo trattamento sortisce una duplice azione: da un lato la pelle vecchia viene esfoliata per lasciare posto ad un nuovo strato epidermico, eliminando macchie e cheratosi; dall'altro la stimolazione dei fibroblasti produce nuovo collagene ed elastina, rimodellando i tessuti. Tono cutaneo, texture e couperose risultano sensibilmente migliorati. Rughe ed esiti cicatriziali appaiono distesi ed attenuati. Il risultato, visibile e naturale fin da subito, andrà ulteriormente migliorando nei mesi successivi”. GLI ULTRASUONI FOCALIZZATI garantiscono un riscaldamento profondo del derma, creando migliaia di punti PRIMA

di coagulazione che producono un effetto liftante. I RAGGI INFRAROSSI ad ampio effetto volumetrico permettono invece un riscaldamento a tutto volume dell'intero derma per perfezionare la contrazione del collagene che rende la pelle più salda e compatta, giovane ed elastica. IL LASERLIFT è utile per la lisi (dissoluzione di una cellula) del grasso in eccesso nelle piccole aree del viso che lo necessitano, per un risultato completo a 360°.

Vantaggi Rispetto al lifting e alla blefaroplastica chirurgica, i vantaggi di questo nuovo approccio sono: - Assenza di cicatrici - Tempi di recupero veloci o addirittura assenti - Ottimi risultati clinici - Costi contenuti - Personalizzazione e ripetibilità del trattamento - A Total-Effect 3D liftante e rigenerante DOPO


SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 25

Caratteristiche Il trattamento consigliato dipenderà da fattori diversi quali le condizioni cliniche, “temporali”, economiche ed infine anche il desiderio del paziente. Il protocollo cerca di raggiungere il massimo del ringiovanimento relativamente ai più importanti fattori (rughe, macchie, texture, lassità cutanea, ptosi palpebrale) in una singola seduta. Non vengono utilizzate apparecchiature laser se non per una piccola lipolisi (scioglimento di grassi) laser assistita qualora ce ne sia l’esigenza. A differenza degli altri, questo laser non agisce su singoli cromofori (raggruppamento di atomi con capacità di conferire colorazione ad una sostanza) di riferimento ma sul derma nella sua totalità, rigenerandolo a 360°.

Utilizzo Questo trattamento non sostituisce il lifting chirurgico o la blefaroplastica. E' un insieme di trattamenti ad alte energie indicati per chi vuole posticipare il più possibile lifting e blefaroplastica in quanto migliora i primi sintomi dell'invecchiamento cutaneo sotto tutti i principali aspetti. E' ripetibile negli anni, a differenza della chirurgia, e questo lo rende più versatile e assolutamente non invasivo quanto l’intervento chirurgico.

PRIMA

DOPO I risultati sono graduali e naturali, i costi sono più contenuti. Può essere anche consigliato come trattamento post chirurgico di miglioramento o mantenimento post lifting/blefaroplastica.

Cancella o attenua le rughe, le macchie cutanee o altre discromie in generale, rimuove neoformazioni, migliora il rilassamento e la texture cutanea, le cicatrici da acne.

Nella versione “strong” corregge inestetismi della pelle tipici dell'invecchiamento cutaneo, come rughe e piccole depressioni in modo similare all'acido ialuronico ma con un effetto più graduale e duraturo. In più rispetto all'acido ialuronico agice anche su macchie cutanee, discromie, capillari e texture, lassità cutanea e cicatrici da acne. Ma a differenza dell'acido ialuronico, non aumenta il volume e il turgore di labbra e zigomi, non agisce sul rimodellamento del volto. Il singolo plasma può essere impiegato anche per trattare patologie dermatologiche come cheratosi attiniche e seborroiche, verruche.

Tempistiche Per soddisfare quanto più possible le esigenze del paziente, questa nuova terapia associa tecnologie che raggiungono profondità differenti. L'utilizzo del protocollo “strong” è consigliabile per chi vuole ottenere il massimo risultato in una singola seduta, con un tempo di guarigione limitato ad una decina di giorni (la riepitelizzazione dell’epidermide), nettamente più rapidi rispetto alla classica chirurgia. In alternativa, per chi non ha una situazione estetica particolarmente compromessa e gradisce i cosidetti “trattamenti da pausa pranzo”, è consigliabile il protocollo “light”.

PRIMA

DOPO

I risultati sono ottenibili solo con più sedute (almeno da 3 a 20 giorni di distanza), ma con costi più contenuti in quanto non prevedono l’applicazione FINE degli ultrasuoni focalizzati. 25


SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 26

SPORT

ILTENNIS FA BENE AI BAMBINI Al di là dell’aspetto ludico, sviluppa quelle capacità motorie, cognitive e coordinative che dai 5 ai 12 anni hanno il massimo di ricettività.

Enrico Casadei Maestro di tennis Circolo Tennis Club Faenza

Non è difficile parlare del tennis in termini entusiastici per chi, come me, ha fatto della racchetta una passione, uno stile di vita ed una compagna quotidiana, essendone il mio strumento di lavoro. Il tennis è bello per una serie infinita di motivi. Il principale è facilmente intuibile: è uno sport per tutti e il livello di gioco non è vincolante. Possono divertirsi principianti, dopolavoristi, studenti, casalinghe, pensionati, fino ad arrivare a tennisti con ambizioni di alto livello.

Si gioca per se stessi Altro vantaggio del tennis è l’essere uno sport individuale. Si può giocare in ogni momento, mattina, pomeriggio, sera, pausa pranzo, sfruttando il tempo che ognuno ha a disposizione, col bisogno di un solo compagno, al massimo di tre in caso di doppio, o di un insegnante nel caso si voglia procedere con qualche lezione, semplificando di molto le problematiche degli sport di squadra che prevedono il coinvolgimento di numerose persone. Ma se il tennis riscuote tanto successo è anche per altri due fattori: è divertente e formativo. 26

“Il tennis è lo sport del diavolo”: questa è la famosa frase detta dal miglior giocatore italiano di sempre, Adriano Panatta, e non occorre aver giocato al suo livello per rendersi conto di cosa volesse dire. Ogni qualità deve essere preparata, sviluppata, esaltata. Nel tennis occorre tecnica, senza la quale difficilmente si può raggiungere anche solo un livello medio, condizione fisica, allenamenti ed infine tattica e preparazione mentale.

Ma forse… …il vero aspetto formativo è un altro ancora, e non riguarda adulti o tennisti navigati, ma quei bambini che iniziano in tenera età, per poi continuare in età adolescenziale. Chi avvia bimbi allo sport, nel nostro caso con una racchettina in mano, al di là del principale aspetto ludico ha anche l’obbligo di usare il tennis come strumento d’educazione, di rispetto altrui e delle regole, in alcuni casi come aiuto per un inserimento dal punto di vista sociale. Oltre a ciò, sono fondamentali le nozioni che devono ricevere dal punto di vista motorio, cognitivo, lo sviluppo di quelle capacità condizionali e coordinative che dai 5 ai 12 anni hanno il massimo della ricettività.

Crescere pian piano col proprio corpo e con la propria mente, imparare a conoscere se stessi e gli altri, relazionandosi con coetanei ed adulti, venire a conoscenza con vittoria e sconfitta, ecco, questi sono i veri aspetti formativi del nostro sport.

Il ruolo di insegnanti e genitori Ma allora il tennis è perfetto, non ha difetti o controindicazioni? Non è proprio così. Come per qualsiasi altro sport ci sono situazioni, momenti e circostanze nelle quali occorre porre attenzione, gestendo il tutto con intelligenza e competenza. Coi bambini, ad esempio, è d’obbligo un continuo controllo dell’attività svolta, in termini di quantità e qualità, non esagerando quindi nei tempi e nei modi. E’ fondamentale che la loro crescita fisica, muscolare e scheletrica sia accompagnata da attrezzi adeguati, nel caso del tennis con racchetta e palle su misura. Così come è basilare che lo sport in questa fase sia percepito come un divertimento, e come i primi confronti siano visti come un gioco, dove ovviamente vincere è meglio che perdere, ma che quest’ultima eventualità non rappresenta una tragedia. Il bambino arriva mentalmente piuttosto “vergine” a questo punto della sua crescita ed il compito di insegnanti e genitori è determinante per il suo futuro. In questa fase gli eventuali errori di chi circonda il bambino possono essere addirittura decisivi per il suo percorso sportivo e non.


SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 16:16 Pagina 27

In età adolescenziale i rischi fisici e mentali possono essere tenuti sotto controllo da una corretta preparazione in entrambi i settori. Un buon preparatore fisico cautelerà il ragazzo da carichi di lavoro più pesanti, controllando una muscolatura ed una ossatura in continua evoluzione, così come i maestri o personale specializzato in ambito mentale si occuperanno di quelle problematiche emotive molto delicate e frequenti nello sport, esaltate nel tennis. E’ fondamentale ed anche obbligatoria la visita medica annuale per l’idoneità sportiva. Considero a livello personale questo controllo di prassi ai limiti della superficialità, per cui specialmente per i meno giovani consiglierei un approfondimento con una ecografia al muscolo cardiaco. Eventuali e sconosciute malformazioni congenite che in passato in ambito sportivo hanno causato anche conseguenze letali, spesso non sono rintracciabili dall’elettrocardiogramma classico che viene effettuato nell’abituale controllo.

I pregiudizi da sfatare Durante una visita pediatrica, a volte può succedere che il papà dica: “Dottoressa, secondo lei gli farebbe bene fare un po’ di tennis?” E la pediatra: “Mah, il tennis, meglio di no, è uno sport asimmetrico… Guardi, dia retta a me, lo iscriva a un corso di nuoto”.

Nei confronti di questo sport il nostro Paese sconta un pregiudizio da sfatare: perché la gente comune, ma anche il medico di base, non sa.

Infine, in un’epoca in cui tutti gli psicopedagoghi dell’età evolutiva lanciano l’allarme sui disturbi crescenti della capacità di attenzione, che affliggono

MINITENNIS

Non sa che per i bambini dai cinque anni in su è stato inventato il mini tennis. Non sa che si gioca con mini racchette e palline depressurizzate. Non sa che si gioca su un campo di dimensioni opportunamente ridotte, “a misura di bambino”. Non sa, soprattutto, che il mini tennis, lungi dall’essere dannoso, è invece una disciplina che arreca grandi benefici allo sviluppo motorio dei bambini. In primo luogo, migliora le loro capacità coordinative e l’equilibrio. In secondo luogo, li rende più agili e reattivi. E se l’approccio all’addestramento e all’agonismo viene correttamente gestito, migliora sensibilmente la loro autostima.

sempre più bambini delle nostre scuole elementari, una disciplina come il tennis, che acuisce naturalmente la capacità di concentrazione, può rappresentare un toccasana. Il tennis è uno sport in grado di apportare molti benefici per l’organismo anche in età adulta, essendo uno sport aerobico-anaerobico alternato. Richiede cioè momenti di scatto alternati ad altri di relativo riposo. Questa caratteristica consente di avere effetti positivi su cuore e muscoli, sull’apparato cardiocircolatorio, su quello respiratorio, sul tono muscolare di tutto il corpo. Inoltre, il tennis provoca anche un forte dispendio energetico: poiché necessita contemporaneamente di forza, rapidità e resistenza, brucia da FINE 400 a 600 Kcal all’ora.

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SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 15:00 Pagina 28

LONGEVITÀ

VIVREMO FINO A

120 ANNI Interventi sempre più innovativi ed efficaci sul corpo umano, atti a rallentarne i processi di invecchiamento, ci porteranno a superare ampiamente il secolo di vita. Del resto nei mammiferi superiori, ai quali l’uomo appartiene, mediamente la vita dura sei volte il periodo di crescenza (che per noi è di circa 20 anni).

Antonio Ravaglioli Esperto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici per impiego biomedico E-mail: ravaglioli.antonio@alice.it

Premessa

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Siamo 7 miliardi - Tutti unici. L’umanità è oggi composta da circa 7 miliardi di individui ed è stato valutato che siano vissuti e calati nella tomba più di 100 miliardi di persone a partire da 50.000 anni fa, il periodo Cromagnon-Homo Sapiens.

Siamo miliardi, ma tutti uno diverso dall’altro. Grazie agli studi sul Genoma, il DNA è garante della nostra identità e della diversità in confronto ad altri. Ciò che ci differenzia è anche l’impronta digitale per la dimensione e la forma delle dita (mani e piedi) di ciascuno di noi, determinati dai geni. Pure nel viso le diversità sono innumerevoli e perfino la camminata rappresenta un’identità; oggi, grazie ai computer, possiamo interpretare i movimenti di ciascuno di noi. Anche l’iride degli occhi è unica, ma è complicato accettarla come prova di identità, per la complessità della sua struttura.

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Gli sforzi profusi negli ultimi decenni dagli scienziati di tutto il mondo, nell’ambito della medicina del benessere, sembra aver dato risultati tangibili, riscontrabili già oggi sotto forma di un allungamento della durata media della vita e della sua qualità. Con le conquiste della scienza, forse presto potremmo raggiungere il limite teorico dell’esistenza della specie umana. Già la Bibbia, da tempi antichi, conosceva questo limite, ove Dio stabilì che sarebbe stato di 120 anni [Genesi 6, 3]. La scienza moderna sembra confermarlo, nel senso che nei mammiferi superiori, ai quali appartiene l’uomo, la vita dura sei volte il periodo di crescenza, che per noi è di circa 20 anni. I gerontologi ci credono, i genetisti confortano le speranze con la sequenza del genoma, mentre le ditte farmaceutiche si stanno impegnando con i farmaci sempre più adatti, che rilasciano principi attivi senza effetti collaterali.

Ad oggi sono numerose le innovazioni proposte da ingegneri, scienziati dei materiali, posturologi e medici di varie discipline, dalla domotica alla robotica, fino alle protesi ceramiche ed ai dispositivi biomedicali sempre più sofisticati ed affidabili.

MOTOR&Web è la rivista mensile di usato AUTO - MOTO - CARAVANS - IMBARCAZIONI Il nr. di SETTEMBRE è in distribuzione nelle aree di servizio, officine meccaniche, autosaloni, supermercati e attività commerciali di tutta la Romagna.


SALUTE_10piu_n.9.15_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/09/15 16:20 Pagina 29

La stessa voce può differenziare una persona, coinvolgendo palato, lingua, labbra, guance, denti, ecc., anche se può essere alterata, modificando volume, tonalità e profondità di espressione. Inoltre, al mondo non vi sono neppure due persone con lo stesso identico “profumo” del proprio corpo, essendo diversi i batteri che operano in noi, con numerosissimi composti organici volanti. In ognuno di noi vivono 100 trilioni di batteri, la maggior parte dei quali si trova nell’intestino. Anche l’attività elettrica del cervello appare differenziante per ogni individuo.

Il corpo che cambia Appare certo che il nostro corpo cambia completamente col passare del tempo, secondo logiche dettate dalla natura che ancora oggi non ci sono del tutto chiare. Le cellule che ricoprono il nostro intestino, ad esempio, vengono sostituite nel giro di cinque giorni. Gli strati esterni della pelle si diversificano ogni 15 giorni ed ogni 4 mesi appa-

re un nuovo gruppo di cellule del sangue. Un Istituto di Ricerca di Stoccolma ha scoperto che la vita media di una cellula ossea (osteoblasta) è di 10 anni, quella della cellula di un muscolo è di 15 anni, mentre una cellula del grasso raggiunge i 9 anni prima di morire. In tutto ciò fa eccezione il cervello, con cellule che appaiono restare vive per tutta la nostra vita.

potrà soffrire la qualità della vita generale e la disuguaglianza sociale, in quanto alcuni farmaci hanno costi non sostenibili da tutti.

La sovrappopolazione del nostro pianeta

I benefici delle protesi

Benjamin Franklin, a metà del XVI secolo, scriveva: “Nel nostro mondo nulla può essere certo, eccetto la morte e le tasse”. Sfuggire alle tasse in realtà è possibile, ma ancora nessuno ha evitato la morte, seppure i centoventi anni di vita appaiano una meta che l’uomo può raggiungere. Certo, c’è anche il pericolo della “overpopulation”; la popolazione crescerà, inevitabilmente, di numero e ne

L’attività del nostro gruppo di studio presso il Ceramics Science and Technology di Faenza sta promuovendo nuove protesi in grado di portare benefici agli organi vitali che vanno incontro ad un’inevitabile fase di degradazione. Per esempio le protesi ceramiche, i cui studi furono da noi promossi presso ISTEC-CNR fin dagli anni Ottanta, sono già utilizzate per la sostituzione e la correzione di tessuti danneggiati, per la neurochirurgia spinale e cranica, per la chirurgia ortopedica di mani e piedi, dentale ed otorino. Successivamente sono stati molto… »SEGUE

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…apprezzati i dispositivi ceramici per la cessione controllata di farmaci e di stent coronarici, nonché gli strumenti chirurgici quali il bisturi a lama ceramica fornito di led, rivestiti di nitruro di titanio per garantirne la non tossicità.

Verso la medicina bioelettrica In futuro verrà introdotta la novità della “Medicina Bioelettrica” per la rigenerazione di tessuti. Sappiamo come molte specie animali riescano a rigenerare i loro arti in maniera naturale. Le lucertole ricostruiscono la coda perduta ed alcuni insetti (gli scarafaggi), nonché le salamandre e le stelle di mare, rigenerano alcuni loro arti. Annualmente i cervi rigenerano le corna e parti di ossa, nervi e pelle. Il pesce zerba addirittura è capace di rigenerare il proprio cuore. Alcuni vermi rigenerano perfino la loro testa, grazie alle “informazioni” rimaste nel loro Dna prima della decapitazione. Attraverso lo studio dei segnali bioelettrici, si possono valutare le variazioni nella distribuzione dei potenziali di riposo delle cellule entro un tessuto o un organo e capire come, ad esempio, i girini possano rigenerare la coda. Nella letteratura recente sono stati pro-

posti molti lavori sul comportamento delle cellule sottoposte a campi elettrici, ma la chiave del problema è quella di comprendere la dinamica molecolare e la distribuzione dei gradienti di voltaggio naturali, i nodi di controllo che determinano la struttura e la posizione di arti, occhi, cervello e così via. La scienza attuale si orienta su esperimenti con girini al fine di scindere il codice bioelettrico, per capire come gruppi di cellule possano conservare una memoria geometrica e architetturale della formazione dei vari organi. Qualora si riuscisse a “scoprire” il linguaggio bioelettrico, potremmo indurre la rigenerazione degli organi a piacere.

La Bioingegneria Sintetica Già da tempo si parla di cellule staminali per riparare tessuti (medicina rige-

nerativa) e contrastare le malattie, coinvolgendo Biologia cellulare e genetica. In futuro sentiremo sempre più parlare di cromosomi, geni e di DNA con messaggeri RNA per il codice di tutte le proteine, con la sequenza di aminoacidi regolata dai geni in una complessità incredibile di interazione fra milioni di molecole per formare i vari organi. In questo contesto stiamo già assistendo ai “miracoli” degli scienziati in laboratorio: “il Biosteel”, ovvero la capra che secerne proteine sintetiche molto simili a quelle delle tela del ragno, resistentissime per molte applicazioni meccaniche e per legamenti.

Considerazioni finali Per gli scienziati del Seicento il mondo era composto di Materia e Spirito; per quelli dell’Ottocento di Materia ed Energia. Oggi, con lo sviluppo della Cibernetica - la Scienza applicata, che mira a riprodurre le operazioni del cervello umano in complessi meccanici od elettronici - si comincia a credere nell’esistenza di una nuova componente della realtà, la Informazione, che non è né Materia né energia, ma flusso delle comunicazioni, “linguaggio”. Ciò fornisce una nuova dimensione alla relazione fra Corpo e Mente, con fondamentali conoscenze per comprendere sempre più gli eccezionali disegni del FINE Creatore.

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I NOSTRI AMICI ANIMALI

PENSIONATIE

ANIMALI DOMESTICI Ne possiede il 39 per cento degli “over 65” italiani, che spendono in media 800 euro all’anno per prendersene cura. LA COMPAGNIA DI UN PET MIGLIORA LA QUALITÀ DELLA VITA. E rappresenta un potenziale risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale. Ecco perché.

Il cane nella maggior parte dei casi

Dott.ssa

Federica Piras

Medico Veterinario E-mail: st.fe@libero.it

L’Osservatorio di FederAnziani ha esaminato le abitudini degli “over 65” italiani rispetto al loro rapporto con gli animali domestici, attraverso un’indagine condotta su un campione di 5.790 persone. Ebbene, è emerso che il 39 per cento degli “over 65”, ovvero due milioni e centomila persone, ne possiede uno e per prendersene cura è disposto a spendere circa 800 euro all’anno, una parte spesso importante della propria pensione. FederAnziani suddivide poi la spesa complessiva nelle varie voci, facendoci sapere che in media ogni anno un pensionato spende circa 130 euro per le cure veterinarie, 430 euro per il cibo e 240 euro per l’igiene del proprio animale domestico, spese che risultano più elevate al Nord rispetto al Centro e al Sud. A livello nazionale, complessivamente, il valore economico di questo settore è pari a circa 1,4 miliardi annui.

Alla domanda su quanto sia importante la compagnia fornita dall’animale domestico, la somma delle risposte “molto” e “abbastanza” arriva al 93 per cento. Quasi tutti coloro che dichiarano di possedere un animale domestico, hanno un cane (nel 54 per cento dei casi) o un gatto (33 per cento). Nel 13 per cento dei casi si tratta di un’altra specie domestica, come conigli, criceti, etc. Ad un pensionato su due l’animale domestico è stato regalato, un quarto lo ha trovato, e soltanto uno su dieci lo ha acquistato. Una ricerca ha evidenziato che gli anziani preferiscono i cani meticci, di taglia medio piccola e non cuccioli, o ancor meglio i gatti, animali più indipendenti.

Gli anziani dedicano ai loro “amici” molta attenzione… Dai dati dello studio risulta poi che i possessori di “Pet” sono molto attenti alle necessità del loro amico a quattro zampe. L’85 per cento dichiara di portare regolarmente il proprio animale domestico dal veterinario e l’87 per cento lo vaccina. Inoltre, gli intervistati hanno mostrato un ottimo livello di conoscenza della Pet Therapy, tanto che il 97 per cento la ritiene molto o abbastanza importante nel dare sollievo alle persone da una malattia o da un difficile stato d’animo. Dallo studio si rileva che mediamente i possessori di cani si

recano più frequentemente dal veterinario di quanto non facciano i possessori di gatti. La deplorevole pratica dell’abbandono degli animali non appartiene ai pensionati, per i quali l’amico a quattro zampe è un vero compagno di vita. Il 38 per cento del campione è solito portarli con sé in vacanza; la metà li lascia nelle abitazioni di figli, parenti o amici, mentre il 12 per cento li affida ad hotel per Pet. Circa il 20 per cento degli intervistati dice infine di aver rinunciato ad una vacanza, perché la struttura ricettiva di destinazione non accettava animali domestici.

Un beneficio anche per la spesa pubblica L’indagine evidenzia l’importanza del settore anche dal punto di vista del risparmio per la spesa pubblica. FederAnziani ha stimato che il possesso di un animale domestico, unito ad una corretta alimentazione, per il Servizio Sanitario Nazionale produrrebbe quattro miliardi di euro di risparmi annuali nella gestione delle malattie croniche, quali ipertensione, diabete, depressione. L’attività fisica legata al possesso di un animale, infatti, contribuisce alla prevenzione e al contrasto delle patologie metaboliche, mentre la sola presenza di un animale da compagnia riduce l’ipertensione, oltre a rappresentare un efficace mezzo di contrasto della solitudine e della depressione che spesso si associa ad essa. FINE 31


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HANNO COLLABORATO al numero 9_SETTEMBRE_2015 di SALUTE 10+ Dott. Andrea Baldisserri Medico-Chirurgo specialista in otorinolaringoiatria E-mail: abaldisserri@alice.it Enrico Casadei Maestro di tennis Circolo Tennis Club Faenza

Dott.ssa Federica Piras Medico Veterinario E-mail: st.fe@libero.it Antonio Ravaglioli Esperto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici per impiego biomedico E-mail: ravaglioli.antonio@alice.it Dott.ssa Tania Rontini Dietista c/o Maria Cecilia Hospital - Cotignola

Dott. Andrea Drei Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza E-mail: andrea.drei@alice.it Dott. Stefano Palo Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Cell: 393.4825681 E-mail: dott.stefanopalo@gmail.com

Dott.ssa Dalila Visani - E-mail: dalila.visani@gmail.com Dott.ssa Pamela Sparacino - E-mail: pamela.sparacino@libero.it Dott.ssa Annalisa Allodoli - E-mail: allodoliannalisa@gmail.com

I COLLABORATORI DI SALUTE 10+ Dott. José Aguayo Ph.D. - Psicologo - Psicoterapeuta Email: j.aguayo1345a@ordpsicologier.it

Barbara Maioli - Educatore Cinofilo APNEC nr. 043 Reg. Emilia Romagna Disciplinato ai sensi della Legge nr. 4/2013 E-mail: barbara.maioli@alice.it

Dott. Ernesto Sarracino Coordinatore pedagogico Comune di Russi e Faenza - Pedagogista al centro per le famiglie del Comune di Forlì Consulente per i genitori - Tel. 335.5238668

Dott.ssa Serena Bagli - Psicologa e Psicoterapeuta - Lugo Email: info@serenabagli.it - www.serenabagli.it

Dott. Andrea Maccolini - Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Tecnobios Procreazione Bologna Consigliere CECOS Italia - Email: amaccolini@alice.it

Francesco Spadoni - Tecnico ortopedico Email: francesco@ortopediaspadoni.it

Dott. Ugo Cimberle - Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle - Ravenna - E-mail: cimberle@cidiemme.it

Gianna Manna - Optometrista E-mail: giannamanna@yahoo.it

Dott.ssa Isabella Cantagalli Psicologa - Psicoterapeuta c/o Physiomedica Via Malpighi, 150 - Faenza E-mail: drcantagalli@gmail.com - Cell. 329.8025403

Dott. Marco Manfrini Specialista in terapie Chirurgiche Innovative

Dott. Antonio Ascari Raccagni - Responsabile U.O. Dermatologia AUSL di Forlì

Dott. Pierpaolo Casalini Medico-Chirurgo U.O. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Faenza - E-mail: pierpaolo.casalini@gmail.com

Denny Conti - Sport GM Solarolo Rivenditore specializzato scarpe da running Dott.ssa Margherita D’Amato Medico Chirurgo Oculista - Studio: Piazza della Resistenza, 3 Alfonsine (RA) - Cell. 333.1671952 Dott. Andrea Drei Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza E-mail: andrea.drei@alice.it

Nicoletta Fabbri - Laureata in Scienze Motorie e Sportive Titolare di Spazio Pilates - Faenza - E-Mail: nicofabbri@libero.it Dott. Maurizio Fontana Direttore U.O.C. Ortopedia Traumatologia Presidio Ospedaliero di Faenza Dott. Andrea Flamigni - Specialista Idrologia Medica Direzione Sanitaria Terme di Cervia Email: andrea.flamigni@terme.org Dott.ssa Elisabetta Giusti - Specialista in Chirurgia d’urgenza e P. S.. Diagnostica Ecocolor Doppler - Flebologia Ravenna - Casa di Cura Domus Nova E-mail: ela.giusti@gmail.com Dott. Emanuele Guagnini Responsabile Centro Salute Mentale - www.radioshock.biz Dott. Vladimir Guluta Cardiologo c/o Maria Cecilia Hospital - Cotignola E-mail: vguluta@gmail.com Dott. Marco Ioni - Dirigente Medico 1° Livello Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso Ospedale Civile di Faenza - AUSL di Ravenna Dott. Marcello Lanari - Consiglio Direttico SIN, Società Italiana di Neonatologia Dott.ssa Enza Lamanna - Urologia - Azienda USL di Ravenna E-mail: ra.urologia@ausl.ra.it

Alberto Mantovani - Direttore Scientifico IRCCS Istituto Clinico Humanitas e docente Humanitas University

Dott. Ignazio Stanganelli Responsabile Centro di Oncologia Dermatologica IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna Professore associato Università di Parma E-mail: igstanga@tin.it

Dott.ssa Francesca Negosanti Medico Chirurgo, specialista in Dermatologia e Venereologia c/o Centro Dermatologico srl via Ercolani, 8 - Bologna - www.centro-dermatologico.it

Dott. Stefano Stea Responsabile U.O di Chirurgia Maxillo-Facciale Maria Cecilia Hospital Cotignola - www.stefanostea.it E-mail: maxillofacciale-mch@gvmnet.it

Dott.ssa Monica Negosanti - Dietista AUSL Bologna UOC Igiene Alimenti e Nutrizione

Fabrizio Tagliavini - Direttore Dipartimento Malattie Neurogenerative - Istituto Carlo Besta

Dott. Gianfranco Niedda - Otorinolaringoiatra E-mail: gianfranconiedda@tiscali.it

Prof. Umberto Tirelli Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica, Centro di Riferimento Oncologico, Istituto Nazionale Tumori di Aviano (Pordenone)

Dott. Roberto Nonni - Direttore Sanitario San Pier Damiano Hospital - Faenza - E-mail: rnonni@alice.it Dott. Marco Quarantini Medico Chirurgo spec. Odontostomatologia Centro Odontoiatrico Bononia - Bologna E-mail: marcosmile@libero.it

Gianna Manna - Optometrista - E-mail: giannamanna@yahoo.it

Doriana Togni Bottega dei Servizi - E-mail: info@bottegadeiservizi.it

Dott. Pietro Querzani - Neurologo - E-mail: querzani@gmail.com

Dott. Gregorio Tugnoli Responsabile U.O.S.D. Chirurgia del Trauma Ospedale Maggiore, Azienda USL di Bologna E-mail: gregorio.tugnoli@ausl.bologna.it

Manlio Panascì - Chirurgo Ortopedico GVM Care & Research

Dott. Aldo Vallicelli Nutrizionista - E-mail: aldoval57@libero.it

Dott. Massimiliano Perrone Medico Chirurgo Oculista Direttore Sanitario Poliambulatorio Privato DSC - Bologna - Tel. 051.242588 E-mail: info@poliambulatoriodsc.com

Dott.ssa Sara Vignoli Fisioterapista - Studio Medico Villa Ginanni Corradini Campiano - Cell. 345.2801470 - E-mail: vignolisara@gmail.com

Dott.ssa Federica Piras Medico Veterinario - E-mail: st.fe@libero.it Edda Plazzi - Psicologa e Psicoterapeuta di coppia per problemi sessuali e relazionali Cell. 333.6921234 - E-mail: eddaplazzi@hotmail.com Dott. Giuseppe Plazzi Dipartimento di Scienze Neurologiche Università di Bologna - E-mail: giuseppe.plazzi@unibo.it Dott. Oliviero Quercia Responsabile Unità di Alta Specializzazione di Allergologia - Ospedale di Faenza Dott. Alessandro Repici Responsabile Endoscopia Digestiva Humanitas Milano

Tiziano Rondinini - Apicoltore - Faenza Dott. Luciano Lozio Docente universitario e consulente farmaceutico

Dott. Sergio Spinato - Odontoiatra - Sassuolo - Tel. 0536.883868 www.studiodentisticospinato.it E-mail: studiodentisticospinato@gmail.com

Dott. Antonio Salzetta Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Presidio Ospedaliero di Faenza - Ausl Ravenna

Dott.ssa Maria Nives Visani Farmacista - Naturopata - E-mail: salutenaturasnc@alice.it

Max Vismara Istruttore cinofilo e psicologo clinico - www.dicasavismara.it Ing. Nicola Vitiello - Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Dott. Salvatore Voce - Urologia - Azienda USL di Ravenna E-mail: ra.urologia@ausl.ra.it Dott. Roberto Zabberoni Centro Dentale La Cura - Ravenna Dott. Alfonso Zaccaria Ex Direttore Dipartimento Oncologia ed Ematologia Azienda USL di Ravenna Dott. Franco Ziccardi - Medico di medicina generale Gruppo C.A.S.P.I.T.A. di Faenza E-mail: caspitafaenza@gmail.com Prof. Dott. Raul Zini Maria Cecilia Hospital Cotignola


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Direttore Sanitario Dr. Pier Luigi Fiorella

Via Lago di Como, 25 - 48122 Ravenna Tel. 0544.456766 - Fax 0544.451019

Autorizzazione sanitaria n. PG6592 del 01/03/04

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Il centro che si prende cura di te Centro di cura inalatoria e delle cefalee di origine rino-cervico-facciali

IRRIGAZIONE NASALE

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INALAZIONE

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INSUFFLAZIONE ENDOTIMPANICA

In quali casi sono utili le cure inalatorie? Nei bambini: infezioni ricorrenti delle vie respiratorie con difficoltà respiratoria nasale e, durante il sonno, russamento, nei casi più gravi, apnea; mal di gola, adeno-tonsilliti recidivanti, tosse (sindrome rino-bronchiale). Episodi ricorrenti di infezione dell’orecchio medio (tubarite e otite media). Mal di testa di origine naso-sinusale. Negli adulti: infiammazione delle vie respiratorie: rinite e sinusite con difficoltà respiratoria nasale e, durante il sonno, russamento, nei casi più gravi, apnea; mal di gola, tubariti con diminuzione dell’udito.

Quali altri sintomi possono essere presenti oltre al mal di testa? Altri sintomi: gonfiore addominale, stitichezza, diarrea, alitosi, astenia (stanchezza fisica), rinite, sinusite, mal di gola, afte orali, herpes labiale, malessere generale, febbricola, ritenzione idrica. Le cause più frequenti? Le intolleranze alimentari, infiammazione della mucosa naso-sinusale, alterazioni anatomiche delle strutture interne delle cavita’ nasali. Dott. Giorgio Mezzoli - Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale - Email: gmezzoli@gmail.com


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Direttore Sanitario Dott. Paolo Balella

UNA NUOVA ECCELLENZA PER IL POLO SANITARIO SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ PER LA PRIMA VOLTA A RAVENNA LA IDROCOLONTERAPIA CON ACQUA OZONIZZATA Il dott. Maurizio Toia, specialista in anestesia e rianimazione, responsabile della Clinica e Terapia del Dolore presso il Polo Sanitario Santa Teresa, è stato chiamato a dirigere il progetto IDROCOLONTERAPIA con ACQUA OZONIZZATA.

Un'altra eccellenza per il Polo Sanitario di Santa Teresa ed una ASSOLUTA NOVITA' per RAVENNA: la continuazione del percorso e dello studio riguardante l'uso benefico e terapeutico dell'ozono. Il dott. Toia è già responsabile del progetto GAET, Auto-Emo-Terapia Ozonizzata, una cura non farmacologica che non provoca effetti collaterali ed è assai efficace nel trattamento di infiammazioni, nel rigenerare i tessuti e nella terapia del dolore.

La IDROCOLONTERAPIA con ACQUA OZONIZZATA è una forma di lavaggio intestinale che si avvale di strumenti moderni e sicuri. Oltre a curare i disturbi dell'apparato digerente e dell'intestino e ad essere usato per la prevenzione del cancro del colon, purifica e riequilibria l'intero organismo. Nei fatti la IDROCOLONTERAPIA con ACQUA OZONIZZATA è un trattamento disintossicante che, attraverso il lavaggio, permette di rimuovere dall'intestino residui tossici del metabolismo alimentare ed a stimolare la persitalsi, eliminando la flora batterica alterata e favorendo la ricrescita di quella equilibrata. L'intestino liberato e "ripulito" può così riprendere a pieno le sue funzioni di scambio, di nutrimento ed immunitarie. La flora batterica intestinale rappresenta la prima valida barriera dell'organismo contro le infezioni perchè produce diversi antibiotici naturali, le vitamine K e B12 ed interviene sul metabolismo degli acidi biliari degli ormoni steroidei e di altri principi attivi biologici. La IDROCOLONTERAPIA con ACQUA IONIZZATA è in grado di intervenire efficacemente su disturbi intestinali come: STIPSI - DIARREA - METEORISMO - COLITE - COLON IRRITABILE - DIVERTICOLI - CANDIDA - PARASSITI

Dott. Toia Maurizio Specialista in anestesia e rianimazione ed in terapia del dolore. Polo Sanitario Opera Santa Teresa del Bambino Gesù

Polo Sanitario Opera Santa Teresa del Bambino Gesù - Via Don Angelo Lolli, 20 - Ravenna - Tel. 0544.38513

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Salute 10 più Nr. 9 Anno 2015  

Salute 10 più è il mensile gratuito dedicato alla salute, al benessere e molto altro ancora. È disponibile nelle più importanti farmacie...

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