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RAVENNA

MENSILE DI INFORMAZIONE SU SALUTE E BENESSERE - N. 10 - OTTOBRE 2016

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CUOIO VEGETALE

ECO ALTERNATIVA AL CUOIO ANIMALE

STOP ALL’USO DEL GLIFOSATO LA VERTEBRO-PLASTICA LA SINUSITE LA SEPSI SEGUICI SU

Salute Dieci Piu’

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Salute Dieci Più

Nr. 10 - OTTOBRE 2016 - www.salute10piu.it

SANITA’

2 INFLUENZA: QUEST’ANNO COLPIRÀ DI PIÙ Dott. Roberto Nonni OCULISTICA

5 ETEROCROMIA OCULARE Dott. Ugo Cimberle AMBIENTE

6 STOP ALL’USO DEI DISERBANTI IN ITALIA Walter Luchetta SANITA’

8 VERTEBROPLASTICA PERCUTANEA Dott. Giovanni Carlo Anselmetti OTORINOLARINGOIATRIA

11 LA SINUSITE Dott. Andrea Baldisserri INFETTIVOLOGIA

15 LA SEPSI Dott. Andrea Drei LONGEVITA’

18 I 100 ANNI DI MARIA TOLLA di Tiziano Zaccaria BELLEZZA

20 OSSIGENOTERAPIA ESTETICA di Anna Danieli AMBIENTE

24 IL CUOIO VEGETALE di Tiziano Zaccaria ORTOPEDIA

27 STRAPPO MUSCOLARE AL POLPACCIO Dott. Sara Vignoli GIOCHI

28 POKEMON GO: ALLARME INCIDENTI STRADALI di Fabio Lironzi I NOSTRI AMICI ANIMALI

30 I CIBI PERICOLOSI PER IL GATTO Dott.ssa Alice Finazzer SALUTE 10+ - Anno 6 - N. 10.2016 - Aut. Trib. Ravenna n. 1381 del 23/11/2011 - www.salute10piu.it

Proprietà, redazione e realizzazione - Multiservice sas: via A. Gnani, 4 - 48124 Ravenna Tel. 0544.501950 - multiredazione@linknet.it - Direttore responsabile: Spada Gabriele Stampa: Modulgrafica Forlivese - Forlì (FC) - www.modulforlivese.it


SANITA’

INFLUENZA OUEST’ANNO COLPIRA’ DI PIU’

I virus arrivano da California, Cina e Australia. Le mutazioni di due di essi predispongono ad una maggiore circolazione della malattia. L’importanza della vaccinazione.

Dott.

Roberto Nonni

Direttore Sanitario San Pier Damiano Hospital Faenza E-mail: rnonni@alice.it

Nel prossimo inverno l’influenza dovrebbe colpire in modo più intenso rispetto a quello passato. I virus che circoleranno negli imminenti mesi freddi arriveranno dalla California, da Hong Kong e da Brisbane in Australia. Nel vaccino trivalente che sarà offerto per la campagna vaccinale a partire da metà ottobre - secondo quanto riporta una circolare del Ministero della Salute – saranno presenti antigeni del ceppo A/California/7/2009, già presenti lo scorso anno, insieme ad antigeni del ceppo A/Hong Kong/4801/2014 e B/Brisbane/60/2008.

Nella prossima stagione potrebbero essere colpite più persone, anche perché due virus (A/Hong Kong e B/Brisbane) hanno avuto mutazioni rispetto allo scorso anno e ciò predispone ad una maggiore circolazione della malattia. Pertanto, è ancora più importante vaccinarsi.

La vaccinazione… …è raccomandata in particolare alle persone con più di 65 anni ed alle categorie a rischio, come gli operatori

sanitari, i malati cronici e le donne in gravidanza (per proteggere anche i nascituri nei primi sei mesi di vita, età a rischio di conseguenze gravi in caso di contagio). Ad ogni modo la vaccinazione è consigliata a tutti, per favorire la cosiddetta “immunità di gregge” e per evitare le complicanze che possono derivare dall’influenza.

Il miele di Manuka della Nuova Zelanda:

VERA MEDICINA NATURALE Questo tipo speciale di miele prodotto in Nuova Zelanda ha un'altissima componente antibatterica. Viene prodotto dalle api che si nutrono dei fiori dell'albero di Manuka che è una pianta indigena che cresce nelle distese incontaminate e prive di qualsiasi tipo di inquinamento. Questo miele è riconosciuto dai medici come una valida alternati-

va alle forme convenzionali di medicina. È un potente e naturale antibatterico, antivirale, antiossidante, antisettico, antinfiammatorio ed è un validissimo vaccino naturale ma anche un ottimo rimedio in caso di mal di gola, raffreddore e tosse ricorrente. Sulle ferite crea un ambiente di guarigione che permette alle nuove cellule della pelle di crescere a filo della ferita, prevenendo deformità della pelle e cicatrici. Contrasta reflusso gastrico e bruciore di stomaco. Ha proprietà antifunginea.

Il Miele di Manuka è adatto anche ai bambini anche al suo sapore dolce e gradevole. L'attività antibatterica del miele di manuka è indicata dal quantitativo di MGO (MethylGlyOxal) che è indice di qualità del prodotto e ne suggerisce il corretto utilizzo. Contenuti MGO Utilizzalo per:

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Prevenzione Reflusso, bruciori Ulcera, colon irrit. Il meglio

Nello scorso inverno… …è stata colpita da influenza l’8,2 per cento della popolazione italiana, con un’incidenza bassa rispetto agli anni precedenti, quando la media si attestava attorno ai 10 per cento. 2

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I sintomi

Come utilizzare i medicinali?

Al di là della maggiore virulenza dei ceppi e della possibilità di facili ricadute, in generale i sintomi più comuni resteranno gli stessi di sempre:

In una persona sana, l’influenza si risolve generalmente con una guarigione spontanea e senza bisogno di intervenire con farmaci. Tuttavia si possono utilizzare, dietro parere medico, alcuni farmaci antinfluenzali, la cui funzione è quella di ridurre notevolmente la virulenza e la durata dei sintomi. Se dobbiamo recarci per forza al lavoro, è possibile ricorrere ad alcuni farmaci specifici, i cosiddetti antipiretici che abbassano la febbre, oppure al paracetamolo ed agli antinfiammatori, utili per abbassare la febbre, ridurre i dolori muscolo-scheletrici e l’infiammazione della gola.

febbre anche oltre i 38°, accompagnata da brividi diffusi su tutto il corpo e sudorazione; mal di testa; malessere generale e diffuso come mal di schiena, dolori, muscolari, tosse, raffreddore con congestione nasale, nausea; mancanza di appetito, vomito e diarrea.

STARNUTO, COLPO DI TOSSE… …E MICROBI “VOLANTI”

E’ bene ricordare che un malato di influenza può risultare contagioso già 24 ore prima dalla comparsa dei primi sintomi e fino a 7 giorni dopo. Ecco perché occorre riguardarsi ed osservare un periodo di convalescenza anche una volta passati i sintomi influenzali, per evitare ricadute.

Come agire con i bambini? I soggetti con affezioni del sistema immunitario, diabetici ed ipertensivi potrebbero essere esposti ad ulteriori complicazioni causate da infezioni batteriche come polmoniti, sinusiti, otiti, o al peggioramento delle condizioni di salute generali legate a problematiche cardiovascolari, respiratorie e renali.

Come si trasmette? Tutti i virus influenzali si trasmettono per via aerea, quindi la prevenzione è molto importante. Le piccolissime gocce che si diffondono tramite starnuto, colpo di tosse o anche solo parlando, possono entrare a contatto con altre persone, soprattutto in ambienti affollati come uffici, autobus e scuole.

Come proteggersi? Per evitare il contagio dell’influenza sono raccomandate le seguenti azioni: lavarsi frequentemente le mani; fare attenzione alla propria igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, usare fazzoletti di carta usa e getta); isolarsi volontariamente a casa, specie nella fase iniziale delle malattie respiratorie febbrili; usare mascherine quando ci si trova in ambienti sanitari come gli ospedali.

Per il trattamento dei sintomi influenzali nei bambini, prima di somministrare qualsiasi tipo di farmaco è essenziale rivolgersi al pediatra per un’attenta e corretta informazione. Evitare in tutti i casi di dare al bambino l’aspirina e farmaci per adulti, anche in dosi ridotti. Numerosi casi di effetti collaterali sono stati riscontrati negli ultimi anni, connessi all’uso improprio di questi farmaci. Evitate infine di assumere antibiotici in caso di raffreddore ed influenza: quasi sempre non servono. Prendeteli soltanto dietro prescrizione del vostro medico. FINE Sul sito www.antibioticoresponsabile.it sono pubblicate le regole fondamentali sull’assunzione degli antibiotici.

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30 ANNI DEDICATI AI VOSTRI CAPELLI Ravenna - Viale della Lirica, 21 - Tel. 0544.403014 - ravenna.bayermann@gmail.com

Traguardo, ma anche competenza per il Centro Bayermann di Ravenna Rosanna Bertoni, giovane e molto appassionata al mondo dei capelli, inizia la sua carriera come parrucchiera a Russi, successivamente si specializza sulla salute e il benessere del capello, fondando nel 1986 il Centro tricologico R. B. a Ravenna in via Piave. Nella nuova sede Rosanna continua a migliorare la propria esperienza professionale affinando la tecnica che le ha poi permesso di diventare un centro esclusivo "Cesare Ragazzi" leader in quegli anni sul territorio italiano. Grazie proprio al successo avuto in quel periodo, vengono aperte due nuove sedi, prima a Rimini e poi a Cesena, dando a migliaia di clienti la soluzione ai loro problemi di capelli. Nel 1996 Rosanna sente l'esigenza di crescere e investire ancora nel suo progetto, trasferendo così il centro in Viale della Lirica 21, una nuova zona di Ravenna divenuta oggi un importante centro commerciale e finanziario della città.

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La nuova location consente di continuare il lavoro intrapreso, offrendo ai clienti ambienti più confortevoli e riservati, e grazie a una strumentazione aggiornata e all'avanguardia vengono affrontati con specifici trattamenti tricologici tutti i problemi del cuoio capelluto e dei capelli. La collaborazione con Cesare Ragazzi si conclude nel 2007 quando Rosanna, con il marito Mario, da sempre suo braccio destro, aderisce al nuovo marchio europeo BAYERMANN garanzia per il benessere e la salute dei capelli. Punto forte del centro Bayermann è che pone particolare attenzione anche all'universo femminile. Infatti i fattori che danneggiano la capigliatura femminile sono numerosi e spaziano dai trattamenti troppo aggressivi, come tinte e decolorazioni, all'inquinamento o anche fattori ereditari. Nel centro tricologico di Rosanna anche le signore possono ritrovare il benessere e la bellezza dei loro capelli grazie a trattamenti appositamente studiati. La storia del Centro Bayermann prosegue con Rosanna e Mario oggi affiancati anche dai figli Marianna e Giuseppe, dando così continuità all’azienda con la serietà, la professionalità e la competenza appresa in questi anni.


OCULISTICA

ETEROCROMIA

Ovvero, quando IL COLORE DEGLI OCCHI NON E’ UGUALE

Dott.

Ugo Cimberle

Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle - Ravenna E-mail: cimberle@cidiemme.it

Pare che Alessandro Magno avesse un occhio azzurro ed uno nero, così almeno lo dipinge la storia a noi tramandata. Non si sa bene se questa caratteristica si abbinasse o meno a qualche alterazione della vista. Infatti, con una certa frequenza, le differenze di colore degli occhi nascondono delle patologie dell’occhio stesso che vanno indagate con attenzione. Se una buona percentuale di casi presenta una “eterocromia semplice” (etero = diverso; cromia = colorazione), che è dovuta ad un difetto di sviluppo dell’iride talvolta trasmesso geneticamente come carattere dominante e consiste in una ipopigmentazione ed un deficit anche strutturale del muscolo irideo, altri casi sono secondari o si associano ad altre anomalie.

Attraverso il suo foro centrale, la pupilla, passano i raggi luminosi diretti alla retina. L'iride è un tessuto composto da tre strati, il più profondo dei quali è molto pigmentato e contiene delle fibre muscolari che retraggono il tessuto allargando la pupilla. Gli altri due strati più superficiali contengono fibre di sostegno e di rivestimento, oltre a un pigmento e ad un altro muscolo che invece stringe la pupilla. Il colore dell'iride è dato dalla quantità di pigmento e dalla trasparenza di questi strati superficiali ed intermedi. Più pigmento c'è, più l'occhio appare scuro; se invece c'è poco pigmento e il tessuto è trasparente, gli occhi sono chiari come nei bambini piccoli.

Tornando alle differenze… …di colore tra i due occhi, capiamo così che un occhio è più chiaro dell'altro per un’alterazione di sviluppo già dalla nascita, o perché è accaduto qualcosa che ha fatto perdere pigmento a quell'iride.

IRIDE

Da dove deriva il colore degli occhi La parte colorata dell'occhio si chiama iride ed è un diaframma posto dietro la cornea e davanti al cristallino.

IRIDE IRIDE

Le possibilità in questo senso sono che ci sia stato un trauma o una malattia infiammatoria che ha portato ad una atrofia del tessuto irideo, cosa che avviene anche normalmente con la senescenza (eterocromia atrofica).

Un altro caso è che… …la perdita di pigmento sia associata a malattie abiotrofiche degenerative complesse oppure a lesioni di un ganglio o di un nervo del sistema simpatico (eterocromia simpatica). Forse la causa più frequente di malattia con perdita di pigmento è la sindrome di Fuchs, detta anche eterocromia ciclitica, dove il progressivo schiarirsi dell'occhio è secondario ad un’infiammazione cronica del tessuto irideo e si accompagna spesso a glaucoma e cataratta.

Infine… …la causa di una eterocromia può anche essere non una decolorazione di un occhio, ma al contrario una iper colorazione dell'altro per la comparsa di un neo o di un melanoma, caso raro ma assai pericoloso. Vale sempre il consiglio di effettuare una completa visita oculistica ogni volta si dovessero notare delle alterazioni prima non presenti. FINE NOTA Il Siberian Husky, conosciutissimo cane da tiro, è il tipico esempio di mammifero in cui è ben visibile l’effetto della eterocromia.

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AMBIENTE

STOP AL GLIFOSATO L’ITALIA VIETA L’USO DEL DISERBANTE Non potrà essere usato prima del raccolto. Proibito anche nelle aree verdi urbane. Coldiretti: «Va controllato anche l’import. Un pacco di pasta su cinque è fatto con grano estero trattato con l’erbicida»

Walter Luchetta Direttore Coldiretti Ravenna

Il 22 agosto scorso in Italia è entrato in vigore il decreto del Ministero della Salute che stabilisce il ritiro dal commercio di 85 prodotti fitosanitari contenenti il glifosato, sostanza attiva sospettata di essere cancerogena. Inoltre, questo diserbante non potrà più essere usato in “parchi, giardini, campi sportivi, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie” e nella fase di “preraccolta, al solo scopo di ottimizzare il raccolto e la trebbiatura”.

Da quando esistono le piante geneticamente modificate resistenti al glifosato, questo diserbante può essere usato anche dopo la semina. In Europa, dopo averlo approvato una prima volta nel 2002, la Commissione europea nel giugno scorso ha prorogato l’autorizzazione al suo commercio fino alla fine del 2017, in attesa di un parere definitivo sui rischi per la salute dell’Agenzia chimica europea sui rischi per la salute.

Entro la fine dell'anno prossimo dovrebbe essere pronto un nuovo parere scientifico, dopo l’analisi di tutti i dati sulla sicurezza per la salute umana raccolti finora. In Italia è vietata la coltivazione di piante geneticamente modificate, ma il glifosato è comunque molto usato sulle colture arboree ed erbacee.

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Cos’è il glifosato? Il glifosato è una sostanza attiva ampiamente utilizzata nei pesticidi. È stato sintetizzato per la prima volta nel 1950 da un chimico svizzero, ma fu commercializzato come diserbante per l’agricoltura solo negli anni Settanta dalla Monsanto. Inizialmente era impiegato soprattutto prima della semina, per liberare i campi dalle erbacce. 6

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Il valore economico del glifosato Secondo uno studio statunitense, nel 2012 sono state vendute nel mondo 718.600 tonnellate di glifosato. All’epoca il mercato globale di questo diserbante valeva 5,4 miliardi di dollari ed entro il 2019 dovrebbe raggiungere gli 8,8 miliardi di dollari, crescendo a un tasso annuo del 7,2 per cento. Lo sviluppo del mercato è legato alla crescente adozione delle colture ogm, in particolare nelle economie emergenti dell’Asia Pacifico e dell’America Latina. I mercati più ricchi sono gli Stati Uniti, il Brasile, l’Argentina, il Sudafrica, l’India e la Cina. Secondo lo studio, il successo del glifosato potrebbe essere ostacolato dallo sviluppo di erbacce resistenti al prodotto e soprattutto dall’adozione di norme restrittive sugli erbicidi in Europa.

In Italia… …l’erbicida più usato al mondo è stato giudicato nel marzo 2015 dalla IARC (l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) probabilmente cancerogeno per l'uomo. Anche se valutazioni successive (in particolare quella dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare a ottobre dell'anno scorso) hanno smentito questo pericolo, l'allarme è scattato, insieme alla richiesta di molti gruppi di cittadini di abolire del tutto l'uso del pesticida. Una petizione online europea, in particolare, ha superato i due milioni di firme.

Il parere di Coldiretti La decisione del nostro Ministero della Salute lascia Coldiretti soddisfatta a metà. "Con questa scelta l'Italia si conferma all'avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale, ma non saremo all'altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosato in pre-raccolta. Chiediamo ora al governo di regolamentare l'ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe, come il grano utilizzato per la pasta proveniente da Usa e Canada, dove viene fatto un uso intensivo dell'erbicida per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato. Quasi un pacco di pasta su cinque in vendita nel nostro Paese è fatto con grano trattato con glifosato, nonostante il divieto imposto in Italia.

Dunque, auspichiamo un ulteriore passo della legislazione vigente contro il glifosato, vietando, oltre al suo uso in aree pubbliche, anche l’importazione dei prodotti che ne fanno uso”. Occorre, comunque, evidenziare che il disorientamento è grande, visto che FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) ed OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a metà maggio hanno annunciato, concordando così con EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), che è “improbabile che l’assunzione del glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo, poiché la grande maggioranza delle prove scientifiche indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 mg per chilo di peso per via orale, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”, ciò in palese contrasto con le posizioni della IARC (l'Agenzia Internazionale per FINE la Ricerca sul Cancro).

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SANITA’

VERTEBRO

PLASTICA

E’ una procedura non chirurgica in cui un ago sottile è utilizzato per iniettare una sostanza cementante all’interno di una vertebra fratturata. Attraverso questo metodo si possono stabilizzare vertebre con cedimenti o parzialmente distrutte.

Tale procedura ottiene ottimi risultati nel trattamento del dolore causato da Osteoporosi, fratture vertebrali traumatiche, angiomi e Metastasi vertebrali.

Dott.

Giovanni Carlo Anselmetti

Medico Chirurgo Specialista in Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica GVM&Care Research Villa Pia Hospital, Torino

La Vertebroplastica Percutanea è una procedura terapeutica mini-invasiva di Radiologia Interventistica per il trattamento delle fratture vertebrali dolorose. Si è sviluppata nella metà degli anni Ottanta, ma solo di recente è stata diffusa in Europa e negli Stati Uniti.

Perchè viene ritenuta poco invasiva? La Vertebroplastica Percutanea viene eseguita in anestesia locale con lieve sedazione e richiede un solo giorno di ricovero. E' necessaria l'introduzione di pochi millilitri di cemento per consolidare la frattura vertebrale, con conseguente risoluzione del dolore. Oltre il 90 per cento dei pazienti sottoposti a questa terapia hanno riferito una cospicua o completa riduzione del dolore, smettendo di indossare il busto e sospendendo l'assunzione di farmaci analgesici.

Come funziona? Essa consiste nell’iniezione attraverso un ago metallico appositamente conformato, introdotto sotto la guida combinata della Tac e della fluoroscopia digitale, di un cemento osseo simile a quello che si impiega nelle cure dentarie o negli interventi ortopedici. Il cemento, denominato polimetilmetacrilato o PMMA, si diffonde all’interno del corpo vertebrale fratturato, calcificando la frattura vertebrale e prevenendo ulteriori cedimenti. Ciò determina una netta riduzione o la scomparsa completa del dolore e consente ai pazienti di riacquistare mobilità. 8

VISIONE FLUOROSCOPICA DI UN TRATTAMENTO DI VERTEBROPLASTICA

Alcune importanti precisazioni La Vertebroplastica ha unicamente lo scopo di curare il dolore consolidando la frattura vertebrale; è pertanto indispensabile che i pazienti con osteoporosi vengano adeguatamente curati dallo specialista per l'osteoporosi, per ridurre il

rischio di insorgenza di nuove fratture su altre vertebre. Nei pazienti con metastasi vertebrali, la vertebroplastica non è in alcun modo da considerarsi una terapia oncologica. Pertanto i pazienti dovranno continuare ad eseguire le terapie oncologiche anche dopo di essa, come chemioterapia o radioterapia; ultimamente è possibile eseguire nello stesso tempo la vertebroplastica e la radioterapia (Vertebro-IORT).

Come si esegue? Dopo aver effettuato l'anestesia locale, viene posizionato un apposito ago all'interno del corpo vertebrale. Una volta che l'ago appare nella posizione più idonea al trattamento, si iniettano pochi (da 2 a 4) millilitri di Cemento Osseo, valutando sotto controllo fluoroscopico la presenza di eventuali spandimenti. In alcuni casi può essere necessario un approccio bilaterale con contemporanea iniezione di Cemento. Poiché l’intervento si effettua in anestesia locale con lieve sedazione anche pazienti molto anziani, con problemi cardiaci o polmonari possono eseguire l’intervento.

L’ago va ad iniettare il “cemento” in aiuto di un’ossatura osteoporotica.


I risultati La Vertebroplastica determina una scomparsa del dolore o una significativa riduzione dello stesso in una percentuale variabile dal 85% al 95% dei pazienti trattati per Osteoporosi e del 70%-90% per Metastasi, con una bassissima percentuale di complicanze maggiori. Nella maggior parte dei casi, le complicanze sono legate all'impiego di apparecchiature radiologiche di bassa qualità ed alla scarsa esperienza dell'operatore.

Quali sono gli effetti a lungo termine della presenza di “cemento” nelle vertebre? Il polimetilmetacrilato è impiegato da più di 40 anni come cemento ortopedico e gli effetti collaterali sono stati studiati. La durezza e la durabilità del cemento è superiore a quella dell'osso nativo nei pazienti anziani osteoporotici. Gli effetti a lungo termine nella vertebroplastica percutanea sono in corso di studio: attualmente il periodo di studio è di 21 anni senza conseguenze.

Quante vertebre è possibile trattare contemporaneamente? E' necessario trattare le vertebre che effettivamente sono la causa del dolore. Qualora siano molteplici (per esempio nel caso di una osteoporosi marcata causata da un impiego protratto di cortisone, nel caso di mieloma multiplo o di plurime metastasi vertebrali) il numero

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Ci si può sottoporre a questa tecnica a qualsiasi età? Se le condizioni cliniche lo permettono e le indicazioni sono corrette, la Vertebrolastica può essere eseguita anche in soggetti molto anziani. Nelle maggiori casistiche italiane sono stati trattati con buon risultato ed assenza di complicanze pazienti sino

a 100 anni. Anche da anziani, si ha diritto a non avere dolore.

Dove eseguire la vertebroplastica? La Vertebroplastica è generalmente eseguita da Radiologi e Neuroradiologi interventisti che, oltre ad avere inventato tale intervento, posseggono i mezzi tecnici di guida (fluoroscopia digitale e TAC) idonei all’ottimale e sicura esecuzione di FINE tale intervento. Su www.vertebroplastica.it è possibile individuare il Centro Qualificato più vicino alla residenza del paziente.

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CHIRURGIA OCULISTICA » Chirurgia refrattiva dei difetti visivi, miopia, ipermetropia, astigmatismo. » Chirurgia della cataratta ambulatoriale. » Chirurgia della retina. » Chirurgia del glaucoma. » Trapianto di cornea. La microchirurgia oculistica di eccellenza - Da più di 40 anni Ravenna è un centro di richiamo a livello nazionale per la chirurgia oculistica. Grazie all’impegno, alla passione ed alla grande professionalità del prof. Egidio Dal Fiume in questa città si è venuta a creare una scuola di oculistica di altissimo livello. Nel 1994 è stato fondato il Day Surgery privato CIDIEMME che riunisce oggi i principali allievi di quella scuola. CIDIEMME la prima struttura in Romagna ad applicare i moderni concetti di chirurgia diurna oftalmologica. CIDIEMME offre un ventaglio di prestazioni diagnostiche e chirurgiche di eccellenza, utilizzando le ultime novità in ambito di tecnologia unite all’alta professionalità dei chirurghi che qui operano.

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OTORINOLARINGOIATRIA

Normale

Infiammazione

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E’ provocata dal gonfiore o dall’irritazione dei seni paranasali. Questa infezione di solito compare dopo un raffreddore o un’allergia. I sintomi e la cura.

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1 - SENI FRONTALI

2 - SENI ETMOIDALI

3 - SENI SFENOIDALI

4 - SENI MASCELLARI

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LA SINUSITE

Andrea Baldisserri

Medico-Chirurgo specialista in otorinolaringoiatria E-mail: abaldisserri@alice.it

I seni paranasali sono quattro paia di cavità, rivestite di mucose, collocate all’interno degli zigomi, della fronte, dietro la cavità nasale e dietro l’osso frontale. Quando si viene colpiti da un raffreddore o un’allergia, i loro tessuti si gonfiano e producono una maggiore quantità di muco. Il sistema di lubrificazione può bloccarsi e il muco resta intrappolato all’interno, facilitando lo sviluppo di batteri, virus e funghi, e provocando appunto la sinusite.

Gli adulti sono invece più soggetti a dolore e senso di pressione al volto, in zone diverse a seconda del seno paranasale interessato, cefalea, febbre, rinorrea con muco verde-giallastro, tosse grassa, mal di denti. ESECUZIONE DI UNA FIBROSCOPIA

La diagnosi Per diagnosticare una sinusite sono utili la Tac e la fibroscopia. Quest’ultima si effettua con lo fibroscopio, ovvero un sottile tubo costituito da fibre ottiche munito di videocamera e collegato ad un computer, che viene inserito per pochi centimetri nel

naso, permettendone una visione immediata alla ricerca di eventuali problematiche e anomalie. In alcuni casi è necessario il prelievo di un campione all’interno del seno nasale colpito, per determinare quali siano i batteri responsabili dell’infezione e scegliere l’antibiotico più indicato. »SEGUE

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I sintomi sono diversi a seconda dell’età I bambini più piccoli hanno il naso chiuso o che cola, e una febbre di debole intensità. Se il bimbo ha la febbre per più di cinque giorni dopo la comparsa di un raffreddore, può essere un sintomo di sinusite o altra infezione, come bronchite, polmonite o infezione dell’orecchio. Negli adolescenti, i sintomi più frequenti sono: tosse secca (che non migliora dopo sette giorni di raffreddore), febbre, congestione che peggiora, mal di denti, mal d’orecchi o dolore al volto. A volte gli adolescenti colpiti dalla sinusite presentano anche mal di stomaco, nausea e mal di testa.

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2 Stanchezza e gonfiore

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Per curare le sinusiti di presunta origine batterica i medici possono prescrivere antibiotici da assumere per via orale. L’antibiotico andrebbe somministrato per 14 giorni o, nel caso di sinusite cronica, fino quando il paziente non si libera dai sintomi per almeno una settimana. Alcuni medici consigliano l’assunzione di decongestionanti e antistaminici per alleviare i sintomi. Le sinusiti provocate dai virus di solito scompaiono autonomamente, senza alcuna terapia medica. Il paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Acetamol), l’ibuprofene e gli

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Molti di essi sono combinazioni di diversi principi attivi, che associano un antidolorifico (come il paracetamolo) a un decongestionante o un antistaminico. I farmaci da banco riaprono le vie aeree nasali, diminuiscono la congestione nasale, alleviano il dolore e la pressione, diminuiscono il rischio di complicazioni.

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tenere l’umidità casalinga su valori del 50%. In questo modo impedirete all’aria secca di irritare i seni paranasali, renderendoli meno soggetti alle infezioni. Sebbene la sinusite in sé non sia contagiosa, spesso è preceduta dal raffreddore, che si può diffondere con facilità in famiglia o fra amici. Il sistema più efficace per impedire la diffusione dei germi è lavarsi spesso le mani.

La prevenzione

La sinusite odontogena

Alcune semplici modifiche del proprio stile di vita o dell’ambiente casalingo possono diminuire il rischio di sinusite. Ad esempio in inverno, quando il riscaldamento rende l’aria dentro casa più secca del normale, usate un umidificatore per

Sono frequenti anche le sinusiti odontogene, ovvero di origine dentale. La sinusite micotica, per esempio, consiste nell’infestazione di un fungo, per lo più l’Aspergillus, che cresce in tutto il seno mascellare in seguito allo stimolo

costituito da particelle di “amalgama” (la sostanza usata per le otturazioni dentali) se queste penetrano nella cavità.

L’AMALGAMA UTILIZZATO PER LE CURE DENTALI PUO’ FAVORIRE LA SINUSITE DI ORIGINE MICOTICA

I funghi sono consumatori di metalli, per cui l’amalgama, che contiene zinco e manganese, costituisce un potente stimolo alla loro crescita. Per guarire occorre dapprima sanare il focolaio di infezione dentale, poi risanare il seno mascellare con un’operazione chirurgica, verificando con successivi controlli FINE che il fungo non sia recidivo.

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LA SEPSI E’ LA PRINCIPALE CAUSA DI MORTE PER INFEZIONE Fattori predisponenti sono il diabete, le malattie linfoproliferative, le ustioni, la cirrosi, l'uso di stupefacenti e anche l'uso eccessivo di antibiotici. I sintomi, la diagnosi ed i possibili trattamenti.

Dott.

Andrea Drei

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La sepsi è una grave disfunzione d'organo, pericolosa per la vita, dovuta ad una risposta sistemica malregolata, prevalentemente infiammatoria, ad un’invasione microbica. Questa definizione è il frutto di una revisione recente della comunità scientifica internazionale. In passato veniva utilizzato come sinonimo il termine setticemia, che indicava l'invasione del circolo sanguigno da parte dei microrganismi. Tale termine viene ora considerato meno appropriato, in quanto non sempre l'invasione microbica interessa il circolo ematico. Viceversa, a volte possono verificarsi fugaci batteriemie, cioè immissioni di batteri nel sangue, senza particolari ripercussioni sull'organismo.

Ha un'incidenza piuttosto elevata e causa almeno 100mila morti l'anno negli Stati Uniti. L'aumento della sua incidenza viene attribuita al progressivo invecchiamento della popolazione, con relativa sopravvivenza di pazienti affetti da malattie croniche e con difese immunitarie ridotte. Fattori predisponenti sono il diabete, le malattie linfoproliferative, le ustioni, la cirrosi, l'uso di stupefacenti. L'aumento di incidenza poi viene ricondotto anche all'uso eccessivo di antibiotici, con conseguente selezione di batteri resistenti e al sempre più diffuso utilizzo di dispositivi intravascolari.

La consapevolezza della sua rilevanza epidemiologica non è molto diffusa e proprio per sensibilizzare la popolazione sui suoi rischi è stata recentemente istituita la giornata mondiale della sepsi.

Da quali fattori viene generata? L'infezione che scatena la risposta caratteristica della sepsi può essere generata da qualunque classe di batteri, sia gram positivi che gram negativi, ma con una prevalenza negli ultimi anni di questi ultimi. Più raramente l'agente eziologico può essere un fungo. »SEGUE

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Le infezioni che più frequentemente le danno origine sono quelle polmonari, seguite da quelle intraddominali, urinarie, cutanee. Particolarmente pericolose sono quelle a carico del Sistema Nervoso Centrale (meningiti, encefaliti).

Ha un’eziologia definita? All'origine della sepsi concorrono meccanismi fisiopatologici complessi, che vedono l'interazione di molecole di origine

microbica, globuli bianchi, mediatori umorali ed endotelio vascolare. Fattori sia pro che anti-infiammatori possono essere attivati, con successive alterazioni di percorsi cardiovascolari, immunologici, neuronali, ormonali, bioenergetici, metabolici e della coagulazione. Ciò che differenzia la sepsi dalla semplice infezione è l'aberrante risposta dell'organismo all'infezione, che lo porta ad aggredire i suoi stessi tessuti, con conseguente disfunzione d'organo. SANTERNO - RA

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Un sottoinsieme della sepsi è lo shock settico che si verifica quando le alterazioni circolatorie, cellulari e metaboliche sono abbastanza profonde da incrementare significativamente la mortalità, che può avere percentuali superiori anche al 40%. Per graduare i livelli di severità della sepsi viene utilizzato un punteggio derivato dalla somma di alcuni parametri. Questi vengono ricavati dal livello di ossigenazione, dalla riduzione del numero delle piastrine, dalla riduzione dei valori della pressione arteriosa media, dalla compromissione dello stato di coscienza, dalla compromissione della funzionalità epatica e renale, che sono a loro volta ricavate dai livelli di bilirubina e creatinina.

Quali sono i sintomi? La sintomatologia della sepsi può essere molto varia ed è provocata dalle tossine batteriche e dai prodotti di degradazione tissutale. La febbre è il sintomo più frequente e a volte può essere l'unico, con andamento remittente o intermittente. Il brivido è frequente soprattutto nelle sepsi urinarie. Spesso è presente la sudorazione che contribuisce alla disidratazione. Caratteristici sono i sintomi cardiovascolari, cioè polso piccolo, a volte aritmico con tachicardia e ipotensione, come pure i sintomi nervosi, costituiti da rallentamento ideomotorio, apatia, a volte delirio. SI POSSONO POI RISCONTRARE - Disturbi digestivi, nausea, vomito, dolori addominali, lingua secca. - Sintomi articolari, artriti o artralgie. - Disturbi urinari, contrazione della diuresi e bruciore alla minzione.


- Fenomeni cutanei, come eritemi e petecchie e a volte subittero (quando la pelle assume una leggera colorazione giallastra). - Le manifestazioni emorragiche sono particolarmente importanti e frequenti in forme gravi di sepsi, come quelle meningococciche.

Come si può curare? La terapia della sepsi consiste nel trattamento precoce con antibiotici somministrati in vena, la cui scelta sarà inizialmente empirica, poi sarà guidata dagli eventuali esiti degli esami colturali.

La diagnosi Gli esami di laboratorio rivelano spesso anemia, che può dipendere da diversi meccanismi, come l'alterato metabolismo del ferro e l'iperemolisi (processo accentuato di distruzione dei globuli rossi). I globuli bianchi sono caratteristicamente aumentati di numero, ma talvolta possono essere ridotti. A volte ci può essere riduzione delle piastrine. Gli indici di flogosi, VES e Proteina C reattiva, sono caratteristicamente aumentati. Un marcatore della sepsi a cui negli ultimi anni si è dato sempre più valore è costituito dai lattati, che sono l'espressione dell'aumentato metabolismo anaerobio a cui le cellule sono costrette a causa del minore utilizzo dell'Ossigeno.

Il trattamento antibiotico deve essere protratto per un tempo adeguato, di almeno una settimana. Le dosi devono essere ridotte in caso di compromissione della funzione renale. Il decorso è influenzato anche dalla malattia di base del paziente, che deve essere trattata in maniera energica. Fondamentale è poi il supporto emodinamico e respiratorio al fine di ottenere un'adeguata perfusione tessutale.

Nella fase iniziale si somministrano rapidamente 1-2 litri di liquidi per via endovenosa. Poi l'infusione verrà protratta a dosi sufficiente a mantenere una pressione sistolica almeno superiore a 90. Nello shock settico la persistenza dell'ipotensione si verifica nonostante l'abbondante infusione di liquidi. Ciò può richiedere la somministrazione di farmaci vasopressori. Fra questi il più indicato è la noradrenalina. Si tratta di un ormone prodotto dalla midollare del surrene che ha un forte effetto di sostegno sul circolo, per l'azione sulla contrattilità cardiaca e sulle resistenze vascolari, ma con minore effetto tachicardizzante e proaritmico rispetto alla dopamina, che veniva più utilizzata in passato. Nel caso di mancata risposta alle abbondanti infusioni di liquidi e ai vasopressori, si può ricorrere all'uso di elevate dosi di cortisonici. FINE

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LONGEVITA’

I 100 ANNI

MARIA TOLLA

DI Originaria di Avigliano, paese in provincia di Potenza, da 55 anni risiede con i figli a Cervia. Una vita di sacrifici, fra diversi traslochi e lavori duri. «Ma ora sto bene, sono serena».

di Tiziano Zaccaria E-Mail: zaccariatiziano@gmail.com Per il suo “compleanno speciale”, oltre alla visita personale del sindaco Luca Coffari, le sono arrivate cento rose rosse dai nipoti residenti in Basilicata. Nella sua bella casa cervese, dove vive da tempo con il figlio Antonio e la nuora Paola, il 26 agosto scorso Maria Tolla ha compiuto 100 anni. E’ arrivata a questo fatidico traguardo in uno stato di salute straordinario per la sua età, tanto che biologicamente sembra avere un’ottantina d’anni. Nessuna patologia, gambe ancora attive, nessun problema alla vista e soltanto un leggerissimo calo dell’udito. Roba da sottoscrivere ad occhi chiusi.

Maria proviene da una famiglia piuttosto numerosa

Dopo il matrimonio l’emigrazione in romagna insieme al marito

E’ nata ad Avigliano, cittadina di diecimila abitanti in provincia di Potenza, il 26 agosto 1916. Da fanciulla e ragazzina, prima della seconda guerra mondiale, è cresciuta in una famiglia molto numerosa, dove il padre bovaro probabilmente faceva i salti mortali per mandarla avanti. «I miei genitori hanno avuto 14 figli, sette maschi e sette femmine – racconta Maria, che ha una memoria ancora molto lucida – Ma cinque maschi e due femmine sono morti appena nati o da piccoli, per cui siamo cresciuti in sette, fra fratelli e sorelle. Adesso sono rimasta soltanto io, gli altri purtroppo non ci sono più».

Nel 1940 Maria si è sposata con Vito, assieme al quale nel 1956 decise di emigrare in Romagna in cerca di lavoro. Con la sua famiglia e due fratelli ha vissuto per qualche mese a Premilcuore, in provincia di Forlì, coltivando un podere di proprietà. Ma il lavoro era tanto e la resa era poca, per cui lei e suo marito decisero presto di trasferirsi a Castrocaro. Anche nel centro termale le cose non andarono bene, per cui nel 1961 traslocarono a Pisignano. «Mio marito aveva trovato un lavoro provvisorio a Ravenna. Purtroppo una sera piovosa, mentre stava rientrando, finì con il motorino in un fosso pieno d’acqua e rischiò di morire.

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Oggi

Si rifiutò di mantenere quell’occupazione e ci spostammo a Cervia, dove trovò un nuovo lavoro e finalmente riuscimmo a stabilizzarci». Tuttora la centenaria vive a Cervia, in casa con il figlio 68enne. Anche gli altri due figli, il 66enne Donato ed il 60enne Giuseppe, abitano nella stessa città con le rispettive famiglie.

Durante la sua lunga vita… …oltre a crescere la prole, Maria ha lavorato come bracciante agricola e negli alberghi durante la stagione estiva. «Per anni io e mio marito abbiamo campato alla giornata, coltivando la terra o trovando altre occupazioni provvisorie. Ci siamo trasferiti più volte in cerca di un lavoro: eravamo come zin-

LA SIGNORA MARIA CON IL FIGLIO ANTONIO E LA NUORA PAOLA

gari, con il camion sempre pronto per un trasloco, finché abbiamo trovato la nostra sistemazione ideale a Cervia. Oggi sto bene e sono serena, anche se cento anni iniziano ad essere tanti».

La centenaria è comunque ancora autosufficiente nelle sue azioni quotidiane: si muove e cammina in totale autonomia. Ama trascorrere le giornate estive nel piccolo giardino di casa e nel gazebo dove può trovare un po’ di fresco: «Quando sono in casa, passo il tempo guardando la televisione e leggendo i romanzi di Armony. Mi è sempre piaciuto leggere. A tavola mangio di tutto, soprattutto pasta, ma anche verdure, pomodori e soprattutto melanzane. Fino a qualche anno fa bevevo anche un bicchiere di vino a pasto. Ora non più». FINE

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OSSIGENOTERAPIA

ESTETICA Cos’è e come funziona questa tecnica non invasiva, utilizzata per viso e corpo, alla scopo di tonificare, rassodare, ridurre le rughe e in generale combattere l’invecchiamento.

di Anna Danieli Tonificare, rassodare, ridurre le rughe e in generale combattere l’invecchiamento, rendendo la cute più elastica. Sono i principali vantaggi dell’ossigenoterapia, tecnica non invasiva utilizzata per viso e corpo. La “necessità” di ricorrere a questa cura risiede nei nostri processi fisiologici. Con l’avanzare del tempo, infatti, il corpo umano perde la sua capacità di conservare e utilizzare adeguatamente l’ossigeno al fine di stimolare la crescita e la vitalità di nuove cellule. Per mantenere il ritmo, per dir così, può essere utile ricorrere a un “aiutino”.

ca, che veicola tramite un dispositivo roll-on l’ossigeno negli strati più profondi, insieme ad acido ialuronico, vitamine e aminoacidi. Il trattamento, detto anche propulsione di ossigeno a livello tissutale, non è né invasivo né doloroso.

Cosa succede dopo L’ossigenoterapia non danneggia in alcun modo la cute e i tessuti sottostanti. Al contrario, la grossa quantità di ossigeno che viene veicolata fornisce alle cellule lo stimolo a rinnovarsi con maggior velocità.

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Come avviene L’ossigenoterapia inizia con una delicata esfoliazione che determina la rimozione di cellule dello strato più superficiale dell'epidermide. Seppur senza nucleo e prive di vitalità, queste cellule contribuiscono ampiamente alla funzione di barriera svolta dalla cute, una funzione che in questo caso è necessario limitare per consentire il passaggio dell’ossigeno. Subito dopo il trattamento esfoliante, si applica sulla parte da trattare una soluzione specifica per detergere e tonificare. In seguito, la cute viene sottoposta a un processo di idratazione mediante un'apparecchiatura iperbarica specifi20

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E, anche a distanza di settimane e mesi, la pelle dimostra una maggiore capacità di rigenerarsi in autonomia, come se conservasse una sorta di memoria del »SEGUE a pag. 22 trattamento ricevuto.

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Da un punto di vista chimico, l’ossigenoterapia ha l’effetto di aumentare la produzione di collagene ed elastina, fondamentali per l’elasticità e il turgore dei tessuti.

In particolare, per quanto riguarda il viso, l’ossigenoterapia è indicata per ridurre rughe e segni di espressione, macchie, discromie, perdita di tono dei tessuti e cicatrici di varia natura.

La pelle risulta inoltre più luminosa anche grazie a un piccolo effetto schiarente, che fa appunto “effetto luce”. A causa del rapido rilascio di ossigeno e vitamine, dopo il trattamento si può verificare qualche rossore e un leggero gonfiore, che persistono al massimo per 24 ore. In seguito non è necessaria alcuna cura, se non la normale cosmesi e l’applicazione di filtro solare di almeno 30 SPF (fattore di protezione solare).

Nel caso del corpo, si ricorre all’ossigenoterapia per perdita di tono dei tessuti, tipica su cosce, glutei e pancia, piccoli depositi di cellulite e grasso, smagliature, psoriasi e cicatrici. In generale si considera che non ci siano controindicazioni all’ossigenoterapia, anche se - come ricordato - è una cura efficace solo per determinati inestetismi, come saprà indicare lo specialista.

Quando si, quando no L’ossigenoterapia è un trattamento estremamente soft e pertanto indicato per chi desidera piccoli, anche se apprezzabili, miglioramenti. La terapia non è quindi adatta per i pazienti che hanno tessuti del viso molto cadenti o molto svuotati, né per le donne che hanno molta cellulite o adiposità localizzata.

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Quante volte Un conto è ringiovanire il viso, un altro è migliorare l’ossigenazione e di conseguenza la qualità dei tessuti di cosce e glutei: impossibile quindi indicare un numero "fisso" di sedute. In linea assolutamente generale, si può pensare che per ottenere effetti visibili e duraturi sul volto siano necessarie 4-5 sedute, a distanza di 30-35 giorni l’una dall’altra.

Il costo di una singola seduta si aggira tra i 60 e gli 80 euro.

Attenzione a… La propulsione di ossigeno deve avvenire con un dispositivo medico in istituti specializzati, sotto la supervisione di un medico.

Una tecnica che nasce dalla cura delle ferite difficili L’ossigenoterapia non è una tecnica di ultimissima generazione e proprio per questo gode dell’appoggio scientifico di un’ampia letteratura. “E per l’esattezza non è nata in ambito estetico – spiega la dottoressa Stefania de Fazio, consigliere nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE -. Si tratta infatti di una tecnica iperbarica che è stata messa a punto come aiuto nella cura delle ferite difficili, come quelle sui soggetti diaFINE betici e le ulcere”.


Da ormai 35 anni Stomatologica opera nel campo dell'odontoiatria fornendo prestazioni qualificate ed efficaci nel rispetto dei principi di UGUAGLIANZA, IMPARZIALITA' e dei DIRITTI del MALATO sanciti dalla legge. L’odontoiatria per i più piccoli - La dentatura da latte è temporanea ed è costituita da 20 denti così distribuiti: per ogni arcata vi sono 4 incisivi (denti anteriori), 2 canini , 4 molari. I denti decidui sono simili ai permanenti (denti che non vengono più sostituiti) e sono composti da una corona (parte emergente) e da una o più radici, a seconda del dente, atta a dare stabilità durante la masticazione. Intorno 5 anni, inizia il riassorbimento delle radici che in seguito scompariranno: il dente acquista mobilità sino a quando, con il suo completo riassorbimento cade, favorendo così la crescita di quello permanente. I denti permanenti sono 32: 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari comprensivi del dente del giudizio. Tra i 6 ed i 12 anni su ogni arcata si allineano 4 incisivi, 2 canini, 4 premolari e 6 molari, poi verso i 12 anni erompono i secondi molari dietro ai primi molari che, attenzione erompono intorno ai 6-7 anni e vengono facilmente confusi con denti decidui. A partire dai 17 anni se esiste lo spazio sufficiente possono iniziare ad affacciarsi i denti del giudizio oppure il molare. Anche se sono destinati a cadere iniziando dall’età di 5-6 anni questi denti hanno un ruolo importante per la comparsa dei denti definitivi pertanto vanno preservati con attenzione, evitando che vengano aggrediti dalle carie. COME PRESERVARE I DENTI DEI NOSTRI FIGLI?

Denti superiori

ARCATA SUPERIORE

ARCATA INFERIORE

Comparsa

Caduta

Incisivo Centrale

8-12 mesi

6-7 anni

Incisivo Laterale

8-13 mesi

Canino

16-22 mesi

7-8 anni 10-12 anni

Primo molare

13-19 mesi

9-11 anni

Secondo molare

25-33 mesi

10-12 anni

Denti inferiori

Comparsa

Secondo molare

23-31 mesi

10-12 anni

Caduta

Primo molare

14-18 mesi

9-11 anni

Canino

17-23 mesi

9-12 anni

Incisivo laterale

10-16 mesi

7-8 anni

Incisivo centrale

6-10 mesi

6-7 anni

L’igiene orale può cominciare come un gioco sin dai primi mesi di vita del bambino, quando compare il primo dentino che può essere l’occasione per proporgli uno spazzolino dentale che egli porterà subito in bocca con una decisione in questo caso quanto mai opportuna. Poi, con la crescita, il bambino imparerà a pulirsi i denti, se lo vedrà fare anche dai suoi genitori o, ancora meglio, dai suoi fratellini più grandi. L’igiene è tuttora la migliore prevenzione, anche i bimbi per quanto piccoli producono placca batterica che aderisce alle superfici dentali, è pertanto indispensabile iniziare immediatamente a pulirli con regolarità. I bambini spesso succhiano il pollice: questa abitudine è bene che non si protragga troppo a lungo poiché rischia di deformare i mascellari e di portare ad un cattivo allineamento dei denti permanenti. Si consiglia di interrompere questa abitudine verso i 4-5 anni, in ogni caso prima della comparsa dei denti definitivi. Quando intervenire con apparecchi per radrizzare i denti? Tutto dipende dal problema e dalla tecnica necessaria per la correzione dello stesso. Se il bimbo è seguito regolarmente, il dentista vi avvertirà e vi consiglierà il momento opportuno per intervenire con apparecchi ortodontici.

IL NOSTRO STAFF AL SERVIZIO DELL’INFANZIA

Dott.ssa Susanna Stagni

Dott. Iozzi Giovanni

Dott.ssa Sartorelli Simona

STOMATOLOGICA È CONVENZIONATA CON: SOCI BANCA BCC - ENDAS - CSRC PORTUALI - GRUPPO PROVINCIALE GUARDIA DI FINANZA - ASCOM CRAL HERA RAVENNA - CRAL CONFARTIGIANATO - CRAL VIGILI DEL FUOCO - AMICI DI RAVENNA ANTICA

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AMBIENTE

IL CUOIO

VEGETALE Sembra essere più conveniente, forte e durevole di quello animale. Verrà utilizzato per realizzare scarpe, borse ed accessori. Intanto un’azienda italiana già produce una pelle vegetale. E lo stilista Armani ha detto “stop” ai prodotti di origine animale.

di Tiziano Zaccaria E-Mail: zaccariatiziano@gmail.com Milioni di animali possono tirare un sospiro di sollievo: arriva il cuoio vegetale. E’ prodotto con fibre di cotone e lino mescolate a mais, soia e oli vegetali, assemblate su vari strati, e può essere utilizzato per realizzare scarpe, borse e accessori. Secondo le prime informazioni, avrebbe le stesse caratteristiche di robustezza, consistenza e traspirabilità del cuoio animale. Anzi, sembra essere più forte e durevole, nonché più conveniente. Senza contare che per produrlo si risparmia su acqua ed energia e non si utilizzano inquinanti chimici per la concia. Scuoiare animali per farne scarpe e borsette non è mai stato etico, né per gli animali, né per l’ambiente, considerato che il processo di produzione è molto inquinante. Ma ora si prepara ad entrare sul mercato questa valida alternativa. Il cuoio vegetale è il risultato di anni di studi e sperimentazioni portati avanti da Richard Wool, ingegnere chimico e biomolecolare dell’Università del Delaware, purtroppo scomparso nel marzo scorso. La commercializzazione non sarà immediata, ma una volta che la produzione sarà messa a punto, potrebbe veramente prendere piede e rimpiazzare poco alla volta il cuoio animale. 24

La società Eco-leather Corporation assieme a Nike e Puma sta sviluppando un prototipo di scarpa sportiva, la cui tomaia è composta da questo materiale.

Mettersi in gioco Il cuoio vegetale rappresenta già oggi una sfida per colossi industriali come Nike, Puma e Adidas, visto che lo stile di vita animalista ed ecologista si sta espandendo ed è necessario essere al passo con le nuove esigenze del mercato. Con questa novità potrebbero essere risparmiati sofferenze e morte ai milioni di animali sfruttati

nell’industria delle pelli e potrebbe anche essere risolta una grave questioni ambientale: l’avvelenamento di molti fiumi dell’India, dove si concentrano le principali aziende mondiali produttrici di cuoio, che riversano nelle acque inquinanti chimici.

In Italia Un’azienda italiana, la Grado Zero Experience di Montelupo Fiorentino, da qualche tempo produce una pelle vegetale, adatta anch’essa per realizzare scarpe, borse, accessori e abbigliamento 100 per cento cruelty-free.


Si chiama Muskin ed è una pelle estratta dal cappello dei funghi, che può essere lavorata in modo simile a quella animale tranne per la concia, che è completamente vegetale. Muskin è una pelle vegetale atossica e dunque può essere utilizzata senza problemi per realizzare manufatti che sono a diretto contatto con la pelle. Inoltre, è in grado di assorbire l’umidità per poi rilasciarla: in questo modo non favorisce la proliferazione dei batteri. Nell’aspetto assomiglia alla pelle scamosciata, ma è più morbida. Al momento viene prodotta e venduta in piccole quantità, adatte per le produzioni in serie limitata.

Nuove buone notizie dall’Italia… Negli ultimi anni, numerose case di moda hanno detto addio a materiali di origine animale, accogliendo nella propria filosofia aziendale tecniche di produzione ecologiche. In Italia a fare notizia è stato lo stilista Giorgio ARMANI,

che nel marzo scorso ha annunciato l’abolizione totale dell’uso delle pellicce animali da tutti i suoi prodotti. A partire dall’imminente stagione autunno inverno 2016/2017, tutte le collezioni del gruppo saranno “fur free” (senza pellicce animali). «Il progresso tecnologico raggiunto in questi anni - ha dichiarato ARMANI ci permette di avere a disposizione valide alternative, che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali. Proseguendo il processo virtuoso intrapreso da tempo, la mia azienda compie questo passo importante, a testimonianza dell’attenzione verso le delicate problematiche relative al rispetto dell’ambiente e del mondo animale».

…e dal mondo Altri celebri marchi di moda, come Hugo Boss, Calvin Klein, Zara e Geox, stanno percorrendo la strada dell’ecofur (pellicce ecologiche), anche perché oggi la pelliccia ecologica è cambiata profondamente, diventando un’altra cosa rispetto a certi capi di qualche anno fa che risultavano così fastidiosamente sintetici, e che resistono solo in collezioni di bassissima qualità. Oggi non ci sono più alibi: chi ama la pelliccia, ha soluzioni all’altezza delle aspettative senza dover sacrificare animali.

Le battaglie in protezione degli animali e la prospettiva di una miglior convivenza tra uomo e natura «Questa decisione fa onore alla maison Armani e rafforza la strada tracciata dalla LAV, la Lega anti vivisezione, in anni di campagne antipellicce e in favore della moda etica, responsabile e sostenibile, senza utilizzo di animali - dice SIMONE PAVESI, responsabile LAV Moda Animal Free — Una scelta di vero stile per il “Re” della moda. Un segnale inequivocabile per il settore, da tempo sollecitato a convertirsi verso una produzione non cruenta, considerando che nel mondo ogni anno vengono uccisi circa 95 milioni di visoni e volpi e altri animali, con Europa e Cina che sono i maggiori produttori di pelliccia». Di recente la LAV ha lanciato il progetto Animal Free Fashion (www.animalfree.info) con il quale attribuisce una valutazione etica, tramite un apposito rating, alle aziende virtuose che si sono impegnate a non utilizzare materiali animali. FINE

Il centro che si prende cura di te Via Lago di Como, 25 - 48122 Ravenna Tel. 0544.45.67.66 - Fax 0544.45.10.19

Direttore Sanitario Dr. Pier Luigi Fiorella Specialista in Medicina dello Sport e Cardiologia Autorizzazione sanitaria n. PG6592 del 01/03/04

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ORTOPEDIA

STRAPPO MUSCOLARE AL

POLPACCIO Eccone le CAUSE, i SINTOMI, i RIMEDI ed i TEMPI di RECUPERO

AREA DELLA LESIONE GASTROCNEMIO (GEMELLI) SOLEO

TENDINE D’ACHIILLE

Come si manifesta?

Dott.ssa

Sara Vignoli

Fisioterapista - Studio Medico - Via Anastagi, 2 Ravenna - Cell. 333.3537612 E-mail: vignolisara@gmail.com

Per strappo muscolare al polpaccio si intende una lesione di quasi tutte le fibre muscolari che compongono o il gemello mediale, o il gemello laterale, o il soleo, cioè i tre fasci del polpaccio o, appunto, “tricipite surale”. Esistono infatti lesioni meno gravi, che interessano cioè un numero minore di fibre, e che vengono distinte come stiramenti o come lesioni di primo-secondo grado, mentre per lo strappo si parla anche di lesione di terzo grado.

Come si genera? Lo strappo avviene quando il muscolo è già in stato di contrattura, e gli viene richiesto un improvviso allungamento o un’ulteriore, e quindi eccessiva, espressione di forza (salto, scatto, cambio di direzione) alla quale per sopperire normalmente dovrebbe poter allungarsi e contrarsi di nuovo.

Una fitta improvvisa e molto forte al momento dell’avvenimento; un dolore alla palpazione con possibilità di sentire un avvallamento nel punto di rottura; un ematoma in loco o sceso alla caviglia. A volte può comparire un rigonfiamento a valle della lesione per le fibre muscolari che si sono retratte; zoppia; dolore a spingere sulla punta del piede e ad appoggiare completamente il tallone in allungamento. Per conoscere con esattezza l’entità della lesione, ed avere quindi una prognosi sui tempi di recupero, è comunque sempre buona cosa eseguire un’ecografia ed affidarsi ad un professionista.

Come si può intevenire e curare? Lo strappo va curato immediatamente con ghiaccio e riposo per le prime 12-24 ore. In seguito, le cose migliori da fare per un recupero ottimale sarebbero: drenaggio dell’ematoma, detensionamento del muscolo a monte e a valle della lesione per facilitare la cicatrizzazione; applicazione di Taping Neuro Muscolare per scaricare le zone contratte e proteggere la parte lesionata. Dopo circa tre settimane, quando lo strap-

po inizia a dare segni di cicatrizzazione (l’avvallamento scompare e la zona diventa più rigida) bisogna cautamente iniziare a lavorare la cicatrice in modo che le fibre muscolari si ricongiungano in modo ordinato e che la cicatrice stessa diventi elastica, non rigida, e senza aderenze. Lo strappo ovviamente guarisce anche con il riposo grazie alla capacità dei tessuti di produrre fibrinogeno e attivare il processo ripartivo. Il problema è che quasi mai le cicatrici che si formano spontaneamente sono ordinate, prive di aderenze, ed elastiche come il tessuto muscolare precedente. Avere una cicatrice con queste caratteristiche, significa aumentare sensibilmente la probabilità di recidive, oltre al possibile verificarsi di rottura dolorose, se pur innocue, delle aderenze. Prima e soprattutto dopo una pratica sportiva lo stretching è fondamentale in prevenzione agli strappi muscolari.

Si può prevenire? La prevenzione è molto importante per proteggere questo potente muscolo dagli strappi. In tal senso lo stretching dopo l’attività e il massaggio delle contratFINE ture sono due validi alleati. 27


GIOCHI

POKEMON GO

ATTENZIONE AGLI INCIDENTI STRADALI

Secondo uno studio della San Diego State University, in California, il noto videogame può distogliere l’attenzione dei giocatori automobilisti e pedoni, mettendone a rischio la vita.

di Fabio Lironzi E’ stato il gioco dell’estate. Quando è uscito, a metà luglio, ha fatto velocemente un boom di iscritti, arrivando a circa 45 milioni di giocatori nel mondo dopo una decina di giorni. Anche in Italia, pur in assenza di cifre ufficiali, si stima che oltre un milione di persone lo abbiano scaricato, facendo la fortuna della Nintendo, la casa giapponese che lo ha sviluppato e prodotto, le cui azioni in borsa sono pressoché raddoppiate in pochi giorni. Per alcune settimane il Pokémon GO ha registrato una buona tenuta, poi però, passata la metà di agosto, in due settimane gli iscritti nel mondo sono calati del 30 per cento, tanto che la Nintendo è dovuta intervenire, arricchendo il gioco con nuove opzioni ed aggiornamenti per cercare di riappassionare gli utenti.

Circa un terzo dei 4.000 tweet ha indicato che un conducente, un passeggero o un pedone è stato distratto dal gioco. Oltre a Twitter, il team californiano ha cercato segnalazioni d'incidenti su Google News, verificando che in dieci giorni si sono verificati 14 incidenti stradali legati al gioco. «Certamente il problema è molto più grande di quello che abbiamo registrato noi – hanno detto i responsabili della ricerca - L'unica cosa che impedisce ai giocatori di essere coinvolti in un incidente è la fortuna, visto che camminano distrattamente in mezzo al traffico».

Al di là… …della sua popolarità, ora uno studio della californiana San Diego State University getta un allarme sul gioco, che distrarrebbe dal codice della strada, diventando un pericolo per automobilisti e pedoni. Quattro ricercatori per dieci giorni hanno classificato ed analizzato un campione casuale di 4.000 tweet, le cui parole chiave cercate sono state "Pokémon", "guidare" e "auto.", osservando che il gioco ha portato a distrazioni, causando alcuni incidenti. 28

POKEMON “DI FRONTE” AGLI OCCHI DI UN GIOCATORE

Come si gioca Il videogioco Pokémon GO è un’applicazione disponibile gratis negli store degli smartphone Android e iOS. Grazie al supporto del GPS e della realtà aumentata, i giocatori si trasformano in allenatori virtuali e devono andare in giro per la città cercando di catturare Pokémon, i simpatici animaletti dei cartoni animati nati dalla fantasia del giapponese Satoshi Tajiri, che a fine anni Novanta hanno appassionato bambini e ragazzi. Quando aprite l’applicazione, sullo schermo dello smartphone vi viene segnalato un Pokémon nelle vicinanze e se intendete catturarlo dovete cercare il punto preciso in cui si nasconde e attivare la fotocamera. Infatti, grazie alla tecnologia della realtà aumentata, il Pokèmon compare proprio nell’ambiente in cui vi trovate. Catturarlo è semplice: basta prendere la mira con il touch screen del dispositivo e lanciare una Poké Ball. FINE


Riabilitazione equestre per disabilitĂ fisico-mentali

Avvicinamento all’equitazione per grandi e piccini

Via Benaco, 59 - Ravenna - Tel. 0544.271763 Cristiana - Cell. 333.3427633

LAssociazione Sportiva Dilettantistica Scuderia del Borgo nasce nel giugno 2007. A Ravenna, in un ettaro di terreno vicinissimo al Centro Iperbarico e di proprieta` della locale Azienda Sanitaria, in via Benaco 59, e` stato creato un luogo ideale dove una normale scuola di equitazione si trasforma in un importante Centro di Ippoterapia di aiuto alle persone bisognose di sostegno. Piu` di 500 fra bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni, frequentano abitualmente la Scuderia. Fra questi circa 200 sono portatori di disabilita` fisiche e psichiche, paralisi cerebrali infantili, sindrome di down, disturbi dellapprendimento. In realta` Scuderia del Borgo non e` solo una scuola di equitazione od un semplice pensionato per cavalli. Qui ci si diverte, si impara ad andare a cavallo, si organizzano corsi ed escursioni per favorire la socializzazione, per insegnare il rispetto delle regole e la disciplina, per aiutare lo sviluppo delle capacita` motorie. E sono proprio i proventi derivanti da queste attivita` che garantiscono la gratuita assistenza ai bambini ed ai ragazzi diversamente abili. Cristiana Ravaioli, tecnico ANIRE e, quindi, esperta in riabilitazione equestre, e` il responsabile della Scuderia. Preziose collaboratrici di Cristiana sono Federica Rossi vicepresidente e Monica Poggi.

Nella Scuderia e` possibile fare scoutismo, dormire e soggiornare in tenda, per vivere a contatto con gli animali, con i tanti cavalli ed i tanti cani ma, anche, con i conigli, con i gatti e con i tanti altri piccoli amici che qui vivono. Altra importante attivita` esercitata all interno della Scuderia del Borgo e` quella della Pet Therapy. Zeus, un mastino napoletano, 85 kg di affetto e simpatia, Asia una deliziosa bassethound e Star un meticcio dolce e sensibile, sono pronti ad aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto e conforto. Non solo. Per favorire l inserimento lavorativo di pazienti adulti che soffrono di disturbi psichiatrici, lAusl ed i Servizi Sociali hanno attivato, in collaborazione con Scuderia del Borgo, delle Borse Lavoro. Occuparsi dei cavalli, dei cani, occuparsi della Scuderia nel suo insieme, diventa, per queste persone, unoccasione importante per affrontare e vincere le proprie difficolta`. Altro importante lavoro svolto all interno di Scuderia del Borgo, e` quello del reinserimento lavorativo dei minori che vengono qui destinati dalle Case Famiglia gestite direttamente dal Tribunale dei Minori. Un ruolo sociale importante che viene garantito tutto l anno e con qualsiasi tempo.

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I NOSTRI AMICI ANIMALI

I CIBI PERICOLOSI

GATTO

PER IL

Evitiamo di dargli cibi come cioccolato, cipolla, pomodoro, noci ed uva. Contengono sostanze tossiche, che il nostro felino non riesce a metabolizzare.

Dott.ssa

Alice Finazzer

www.ambulatoriozama.it

Quando si decide di adottare un gatto in famiglia è molto importante conoscere quali sono le sue abitudini alimentari e soprattutto quali sono i cibi da evitare. Innanzitutto il gatto è un carnivoro stretto, per cui ha bisogno di elevate quantità di proteine ad alto valore biologico e di quei nutrimenti che non possono sintetizzare, come la taurina e l’arginina. Entrambi sono aminoacidi essenziali, in particolare la taurina è fondamentale per il buon funzionamento del cuore e del sistema immunitario, l’arginina concorre nel ciclo del metabolismo dell’urea. In commercio si possono trovare prodotti adatti a soddisfare le esigenze nutritive dei gatti di tutte le età, sia in forma secca che umida, già con l’aggiunta di questi aminoacidi.

Il gatto è più delicato di noi e del cane Il pasto giornaliero va frazionato in tanti spuntini, più volte al giorno, come suggerisce la sua indole di predatore, che in natura caccerebbe più volte al giorno piccole prede dal ridotto valore energetico. 30

L’acqua dev’essere sempre presente e rinnovata più volte al giorno. Il loro stomaco e il loro metabolismo sono molto differenti dal nostro e lo sono anche dal cane o da altri animali quindi la sua alimentazione va curata e non lasciata al caso. La maggior parte dei gatti è delicata come gusti e difficilmente un gatto mangerà qualcosa che non gli aggrada, ma ci sono gatti affamati o semplicemente golosi che addentano qualsiasi cosa gli passi davanti al muso quindi necessario fare attenzione. La prima regola in assoluto è quella di non dare mai al gatto il cibo del cane o viceversa. Le carenze vitaminiche e proteiche, o gli eccessi di queste sostanze, potrebbero causare gravi casi di malnutrizione in entrambi i casi.

Quali sono gli alimenti più pericolosi o meno indicati? Cioccolato, the, caffè Queste sostanze contengono teobromina e caffeina, due sostanze tossiche per il gatto, che non è in grado di metabolizzare. Con una dose di 0,1 gr/Kg (per un gatto di 5 kg, 0,5 gr possono rivelarsi letali) di teobromina l’intossicazione che ne deriva può rivelarsi letale. I sintomi tipici di questo tipo di intossicazione sono tremori, vomito, diarrea, spasmi muscolari e convulsioni.

Cipolla, aglio, porro Contengono N-propildisolfuro, una sostanza che i gatti non metabolizzano e che danneggia i globuli rossi, rendendoli deboli e favorendone la rottura, da qui un’anemia emolitica e emorragie (già a 5 grammi di sostanza secca per chilo di gatto), che possono risultare anche fatali. Non è necessaria una grande dose di cipolla, ma anche una dose ripetuta nel tempo. Attenzione che la si trova anche negli omogenizzati per bambini o nel sugo per condire. I sintomi compaiono dopo 24 ore dall’ingestione della cipolla, e sono vomito, diarrea e urine scure. Pomodoro La parte verde del pomodoro (quella con cui è attaccato alla pianta) gli è tossica perchè contiene solanina, sostanza che può determinare importanti effetti a livello gastrointestinale e danni a livello del sistema nervoso centrale. Anche i pomodori verdi acerbi non sono indicati per il gatto. Tuttavia la parte della pianta usata nell’alimentazione umana, cioè il pomodoro rosso maturo, non è tossica e può essere somministrata al gatto.


Noci La noce di Macadamia contiene una tossina dannosa per il gatto. I sintomi da intossicazione comprendono: debolezza, depressione, vomito, tremori. Uva L’uva e l’uvetta contengono una tossina che può danneggiare seriamente i reni del gatto.

Altri alimenti dannosi? Per chi non resiste ad aggiungere qualche nostro avanzo o leccornia alla loro normale dose giornaliera di crocchette, è importante anche conoscere quali alimenti vanno ridotti o sconsigliati.

Per i gatti più golosi attenzione con i dolciumi e gli impasti crudi contenenti lievito, in quanto eccessive dosi di zucchero possono predisporre per il diabete e il lievito può fermentare nello stomaco creando dei gran mal di pancia. Le uova sono un’ottima fonte proteina, ma è consigliata sempre la cottura poiché crude possono contenere Salmonella e determinare sintomi gastroenterici. L’aggiunta nella dieta di fegato è sicuramente ben accetta dai felini, ma non deve essere a prevalenza perchè può nel tempo provocare problemi all’apparato muscolo-scheletrico per effetto tossico dell’eccesso di vitamina A. Nemmeno esagerare con il pesce crudo è l’ideale, in quanto rallenta l’assorbimento della tiamina (vitamina del gruppo B), di cui il gatto ha particolare necessità, e può causare debolezza e sintomi nervosi.

Infine le carni di maiale, pollo e tacchino crude vanno sempre almeno scottate in padella, perché possono essere probabile veicolo di parassitosi. Una malattia poco frequente, ma da non sottovalutare per il suo esito sempre fatale perchè provoca encefalite, è la malattia di Aujeszky o pseudo rabbia, che deriva dall’ingestione di carne di suino cruda. L’unica carne che il gatto può mangiare cruda è il manzo o vitello.

Conclusioni Per concludere, ricordiamoci qualche pianta tossica, anche da appartamento, a cui bisogna fare attenzione se il nostro gatto per errore la ingerisse: il giglio, il tulipano, l’ortensia, l’oleandro, il gelsomino, la stella di natale e il vischio. Tutte queste possono determinare la comparsa di infiammazione in bocca, vomito, scialorrea (aumento della salivazione) e diarrea. In caso di dubbio, contattare il vostro veterinario di fiducia. FINE

Via Le Corbusier, 11 - RAVENNA - Tel. 0544.408434 Acquariologia - Articoli per animali domestici - Articoli per la casa e la persona

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Salute Dieci Piu

HANNO COLLABORATO al numero 10_OTTOBRE_2016 di SALUTE 10+ Dott. Giovanni Carlo Anselmetti Medico Chirurgo Specialista in Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica GVM&Care Research Villa Pia Hospital, Torino Dott. Andrea Baldisserri Medico-Chirurgo specialista in otorinolaringoiatria E-mail: abaldisserri@alice.it Dott. Ugo Cimberle Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle - Ravenna E-mail: cimberle@cidiemme.it Stefani De Fazio Consigliere nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE Dott. Andrea Drei Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza E-mail: andrea.drei@alice.it

Dott.ssa Alice Finazzer www.ambulatoriozama.it Walter Luchetta Direttore Coldiretti Ravenna

Dott. Roberto Nonni Direttore Sanitario San Pier Damiano Hospital - Faenza E-mail: rnonni@alice.it Dott.ssa Sara Vignoli Fisioterapista - Studio Medico - Via Anastagi, 2 Ravenna - Cell. 333.3537612 E-mail: vignolisara@gmail.com Ti piacerebbe vedere pubblicato un articolo firmato con il tuo nome? Stiamo ricercando collaboratori motivati ed interessati a scrivere per SALUTE 10+. Contattaci allo 0544.501950 oppure scrivi a multiredazione@linknet.it

I COLLABORATORI DI SALUTE 10+ Dott. José Aguayo Ph.D. - Psicologo - Psicoterapeuta Email: j.aguayo1345a@ordpsicologier.it

Dott. Marco Ioni - Dirigente Medico 1° Livello Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso Ospedale Civile di Faenza - AUSL di Ravenna

Dott. Antonio Ascari Raccagni - Responsabile U.O. Dermatologia AUSL di Forlì

Dott. Marcello Lanari - Consiglio Direttico SIN, Società Italiana di Neonatologia

Dott.ssa Elena Biasini - Odontoiatra specialista in implantologia osteointegrata e chirurgia presso Studio Dentistico & Salute Dentale Tel. 0422.857842 - E-Mail: studiobiasini@gmail.com

Dott. Carlo Landi - Dentista - Via Volano, 12 Porto Corsini (RA) - Tel. 0544.447024

Prof. Gherardo Buccianti - Presidente Aspremare Fondazione Buccianti Ospedale Niguarda Cà Grandi - Milano Dott.ssa Marina Buzzi - Responsabile Struttura Semplice Banca dei Tessuti, del Sangue cordonale e Biobanca - Policlinico Sant’Orsola-Malpighi - BO

Sonia Collina - Consulente Macrobiotica, Operatore Shiatsu e Terapia Cranio Sacrale - E-mail: soniacol50@gmail.com Dott. Andrea Costa - Laurea in tecniche audioprotesiche Dott. Ugo Cimberle - Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle Ravenna - E-mail: cimberle@cidiemme.it

Dott.ssa Maria Luisa Madera - Specialista in Ginecologia e Ostetricia Ambulatorio - Via Spalato, 37 - Marina di Ravenna - Tel. 333.3302252

Barbara Maioli - Educatore Cinofilo APNEC nr. 043 - E-mail: barbara.maioli@alice.it Dott. Andrea Maccolini - Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Tecnobios Procreazione Bologna Consigliere CECOS Italia - Email: amaccolini@alice.it Dott.ssa Annalisa Marinoni - Medico Chirurgo Psicoterapeuta Specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale e Terapia della Famiglia Sessuologia Clinica e Psicotrerapia della Gestalt Prof. Paolo Morselli - Docente di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica - Università di Bologna

Dott.ssa Isabella Cantagalli Psicologa - Psicoterapeuta c/o Physiomedica - Via Malpighi, 150 - Faenza E-mail: drcantagalli@gmail.com - Cell. 329.8025403

Antonio Nicolucci - Direttore Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology (Coresearch) - Pescara

Prof. Salvo Caruso Ginecologo e sessuologo Past President presso FISS - Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica

Dott. Gianfranco Niedda - Otorinolaringoiatra E-mail: gianfranconiedda@tiscali.it

Dott.ssa Margherita D’Amato Medico Chirurgo Oculista - Studio: Piazza della Resistenza, 3 Alfonsine (RA) - Cell. 333.1671952

Dott. Roberto Nonni - Direttore Sanitario San Pier Damiano Hospital - Faenza - E-mail: rnonni@alice.it

Dott. Andrea Sagona Senologo - Itituto Clinico Humanitas www.humanitasalute.it Dott. Ernesto Sarracino Coordinatore pedagogico Comune di Russi e Faenza - Pedagogista al centro per le famiglie del Comune di Forlì Consulente per i genitori - Tel. 335.5238668

Betty Soccio Educatrice Sociale - E-mail: betty.soccio91@gmail.com Dott. Sergio Spinato - Odontoiatra - Sassuolo Tel. 0536.883868 - www.studiodentisticospinato.it E-mail: studiodentisticospinato@gmail.com Dott. Ignazio Stanganelli Responsabile Centro di Oncologia Dermatologica IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna Professore associato Università di Parma - E-mail: igstanga@tin.it Dott. Stefano Stea - Responsabile U.O di Chirurgia Maxillo-Facciale Maria Cecilia Hospital Cotignola www.stefanostea.it E-mail: maxillofacciale-mch@gvmnet.it Dott.ssa Paola Stefanelli - Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie ed Immuno-mediate - Istituto Superiore di Sanità - Roma Prof. Piero Stettini - Professore di Psicologia Generale e Psicologia Clinica c/o Università di Genova. Membro dei Consiglio direttivo della FISS Dott. Mauro Stronati - Presidente S.I.N - Società Italiana Neonatologia

Dott. Andrea Drei - Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza - E-mail: andrea.drei@alice.it

Nicoletta Fabbri - Laureata in Scienze Motorie e Sportive Titolare di Spazio Pilates - Faenza - E-Mail: nicofabbri@libero.it Paola Ferrari - Medico Veterinario della Società Scientifica Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva Email: segreteria.fvmromagna@yahoo.it Dott.ssa Alice Finazzer - www.ambulatoriozama.it Dott. Maurizio Fontana - Direttore U.O.C. Ortopedia Traumatologia Presidio Ospedaliero di Faenza Dott. Andrea Flamigni - Specialista Idrologia Medica Direzione Sanitaria Terme di Cervia - Email: andrea.flamigni@terme.org Dott. Francesco Giuseppe Foschi Ambulatorio Interdipartimentale Malattie Epatiche Complesse Presidio Ospedaliero di Faenza - Azienda USL di Ravenna Dott. Francesco Giambelli - Specialista in Ginecologia e Ostetricia Presidio Ospedaliero di Ravenna Email: francesco.giambelli@auslromagna.it Dott. Emanuele Giordano Direttore Sanitario Centro Veterinario Riminese Dott.ssa Elisabetta Giusti Specialista in Chirurgia d’urgenza e P. S.. Diagnostica Ecocolor Doppler - Flebologia Ravenna - Casa di Cura Domus Nova - E-mail: ela.giusti@gmail.com Dott. Vladimir Guluta Cardiologo c/o Maria Cecilia Hospital - Cotignola E-mail: vguluta@gmail.com

Dott. Marco Quarantini - Medico Chirurgo spec. Odontostomatologia Centro Odontoiatrico Bononia - Bologna E-mail: marcosmile@libero.it Dott. Pietro Querzani - Neurologo - E-mail: querzani@gmail.com Dott. Stefano Palo - Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Cell: 393.4825681 - E-mail: dott.stefanopalo@gmail.com Dott. Massimiliano Perrone Medico Chirurgo Oculista Direttore Sanitario Poliambulatorio Privato DSC - Bologna - Tel. 051.242588 E-mail: info@poliambulatoriodsc.com Dott.ssa Federica Piras Medico Veterinario - E-mail: st.fe@libero.it

Edda Plazzi - Psicologa e Psicoterapeuta di coppia per problemi sessuali e relazionali Cell. 333.6921234 - E-mail: eddaplazzi@hotmail.com Prof.ssa Annalisa Pantosti Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate Istituto Superiore di Sanità - Roma

Antonio Ravaglioli Esperto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici per impiego biomedico E-mail: ravaglioli.antonio@alice.it Tiziano Rondinini - Apicoltore - Faenza Roberta Rossi Presidente Federazione Italiana Sessuologia Scientifica Prof.ssa Chiara Ruini - Professore Associato di Psicologia Clinica Università di Bologna

Evelina Tabanelli - Consulente Nutrizionale E-mail: evelinatabanelli@libero.it

Fabrizio Tagliavini - Direttore Dipartimento Malattie Neurogenerative - Istituto Carlo Besta Dott. Gregorio Tugnoli - Responsabile U.O.S.D. Chirurgia del Trauma Ospedale Maggiore, Azienda USL di Bologna E-mail: gregorio.tugnoli@ausl.bologna.it Dott.ssa Sara Vignoli - Fisioterapista - Studio Medico Via Anastagi, 2 - Ravenna - Cell. 333.3537612 E-mail: vignolisara@gmail.com Dott. Nicola Vanuzzo - Odontoiatra - Centro Dentale Vanuzzo - Padova Tel. 049.8790496 - info@centrodentalevanuzzo.it www.centrodentalevanuzzo.it Prof. Paolo Vinciguerra - Oftalmologo Humanitas - Research Hospital Dott.ssa Maria Nives Visani Farmacista - Naturopata - E-mail: salutenaturasnc@alice.it

Max Vismara - Istruttore cinofilo e psicologo clinico www.dicasavismara.it Ing. Nicola Vitiello Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Dott. Giuseppe Vieni - Responsabile servizio di Allergologia e Pneumologia pediatrica Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia Ospedale S. M. delle Croci di Ravenna e Presidi Ospedalieri di Faenza e Lugo - AUSL Romagna Dott. Alfonso Zaccaria - Ex Direttore Dipartimento Oncologia ed Ematologia Azienda USL di Ravenna Dott. Franco Ziccardi Medico di medicina generale Gruppo C.A.S.P.I.T.A. di Faenza - E-mail: caspitafaenza@gmail.com


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