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RAVENNA

MENSILE DI INFORMAZIONE SU SALUTE E BENESSERE - N. 8 - AGOSTO 2014

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IN VACANZA

COL CANE INOLTRE

· DEGLUTIZIONE ATIPICA · IL POMODORO NERO · DIFENDERSI DAL CALDO · LA PILLOLA PALLONCINO PER RIDURRE LA FAME · COS’È UNA PROGNOSI · LE CONSERVE ALIMENTARI

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Nr. 8 - AGOSTO 2014 - www.salute10piu.it

ALIMENTAZIONE E BENESSERE

2 IL GOJI, LA BACCA DI LUNGA VITA Dott.ssa Maria Nives Visani LOGOPEDIA

4 LA DEGLUTIZIONE ATIPICA Dott.ssa Antonietta Pace - Dott.ssa Letizia Bompani SESSUALITÀ

6 USO DEI CONTRACCETTIVI IN ESTATE ALIMENTAZIONE

8 IL POMODORO NERO SALUTE

9 DIFENDERSI DAL CALDO ESTIVO Dott. Vladimir Guluta MEDICINALI

12 PORTARE I FARMACI IN VACANZA di Fabio Lironzi SALUTE

14 LA VITAMINA B3 di Umberto Parani SALUTE

16 UNA PILLOLA PER RIDURRE LA FAME RICERCA

18 DAL VELENO DI UNA LUMACA MARINA, UN NUOVO ANTIDOLORIFICO di Tiziano Zaccaria SANITÀ

20 COS’È UNA PROGNOSI Dott. Pierpaolo Casalini OCULISTICA

22 LE LENTI A CONTATTO COLORATE Dott. Ugo Cimberle STILI DI VITA

23 GLI ANZIANI E L’ALCOL di Tiziano Zaccaria FISIATRIA

24 I CRAMPI Dott. Andrea Baldisserri SALUTE IN CUCINA

25 LE CONSERVE ALIMENTARI I NOSTRI AMICI ANIMALI

28 PORTARE IL CANE IN VACANZA Max Vismara


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ALIMENTAZIONE E BENESSERE

GOJI LE BACCHE DI LUNGA VITA

Contengono antiossidanti, vitamine, sali minerali, ferro ed altre sostanze fondamentali per il sistema immunitario. Sono consigliate per anemia, affaticamenti, gravidanza, disturbi da stress, sbalzi d'umore.

Dott.ssa

Maria Nives Visani

Farmacista - Naturopata E-mail: salutenaturasnc@alice.it

Il Goji, il cui nome botanico è Lycium barbarum o chinense, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Solanacee ed originario dell’estremo oriente, soprattutto del Tibet: le sue bacche possiedono straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche, ottima palatabilità e sono apprezzate da millenni dalle popolazioni locali, tanto da essere chiamate “bacche di lunga vita”.

In occidente… …sono giunte abbastanza recentemente, ma sono già ampiamente apprezzate per il gusto gradevole dolce-acidulo e per la ricchezza di sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti presenti. Esistono diversi tipi di Goji, a seconda della provenienza: - dalle valli dell'Hymalaya; - dal Tibet; - dalla Mongolia; - dalle province cinesi di Xinjian e Ningxia, sono piante sia spontanee che coltivate. 2

La loro ricchezza Ma qual è il segreto di queste bacche, che dopo la raccolta vengono essiccate al sole e arrivano fino alle nostre tavole? Esse contengono SALI MINERALI, FERRO, CROMO, ZINCO, RAME, FOSFORO, MANGANESE, POTASSIO, MAGNESIO E GERMANIO fondamentali per il buon funzionamento del sistema immunitario, VITAMINE C, B1, E, ANTIOSSIDANTI quali i carotenoidi (zeaxantina, luteina), ma probabilmente la loro potente azione, tenuta in alta considerazione dalla medicina tradizionale cinese, dipende dal complesso di tutti i principi attivi presenti in giusta concentrazione; sono

presenti inoltre il 10% di proteine, il 20% di carboidrati e meno del 6% in grassi Omega3 e Omega6. Un aspetto particolare delle bacche è un indice glicemico molto basso, ossia pari a 28 contro i 38 della mela e i 42 dell'arancia nonostante il sapore gradevolmente dolciastro; possiede inoltre un ottimo potere saziante anche a piccole dosi. Pertanto possono essere consumate anche da diabetici e da coloro che seguono regimi dietetici dimagranti come spuntino fuori pasto, per poter resistere meglio alla tentazione della brioche o del toast evitando l'altalena di picchi e cali glicemici.


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Le specifiche proprietà

Come vengono lavorate

Studi americani attribuiscono alle bacche di Goji le seguenti proprietà:

Sul mercato italiano si trovano le bacche essiccate. I produttori impiegano grande cura nel processo lento e delicato di essicatura per mantenere al massimo tutte le proprietà. Il prodotto migliore sembra essere quello denominato XIN DAL, lavorato artigianalmente e in tempi lunghi.

- INCREMENTO delle capacità di concentrazione e memoria; - MIGLIORAMENTO dell'umore; - AUMENTO della resistenza alle malattie infettive; - COAUDIVANTI nell'ipertensione e nelle allergie; - UTILI nel trattamento dell'artrite reumatoide; - AUMENTANO il tono muscolare; - MIGLIORANO la resistenza alla fatica; - MIGLIORANO la qualità del sonno; - RIDUCONO gli effetti dello stress sia fisico che mentale; - RIDUCONO i livelli di colesterolo; - AZIONE antiossidante e disintossicante; - MIGLIORANO l'elasticità dei vasi, tessuti e pelle; - PROTEGGONO dai danni UVA; - RIEQUILIBRANO la flora batterica; - MIGLIORANO digestione e metabolismo.

Utilizzo Bastano poche bacche per dare senso di energia e benessere. Per un adulto circa 20/30 grammi (1-3 cucchiai) al giorno, dose da ridurre nei bambini. Le bacche possono essere gustate da sole oppure in yogurt, macedonie, insalate, frullati, dolci fatti in casa, ma anche risotti e timballi.

Il tempo balsamico va da luglio a settembre, la raccolta si effettua manualmente, l'essiccazione al sole dura dai 5 ai 7 giorni; le bacche vengono setacciate manualmente e controllate dal punto di vista microbiologico in Italia. Negli Stati Uniti si consuma maggiormente il succo per la maggiore velocità di assorbimento, anche se bisogna fare i conti con le sostanze conservanti utilizzate. Si sta diffondendo anche l'uso di coltivare queste bacche in giardino, per poterle consu-

mare fresche, ma non si hanno ancora grandi esperienze a proposito. Si consigliano per anemia, affaticamento visivo, gravidanza, menopausa, disturbi da stress, sbalzi d'umore ed integrazioni in diete per diabetici, sportivi, ipercoleterolo, dimagranti e per celiaci essendo gluten free. Per l'effetto antiossidante naturale e di protezione dai danni UVA è un ottimo alimento da consumare durante tutto il periodo estivo. Pare che non vi siano grosse controindicazioni, se non quelle di allergie alle solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate), nel qual caso il Goji è sconsigliato. Alcuni autori riferiscono anche la controindicazione ai pazienti trapiantati e in terapia anticoagulante. FINE

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LOGOPEDIA

DEGLUTIZIONE ATIPICA E ABITUDINI VIZIATE L’importante lavoro di sinergia tra logopedia ed ortodonzia per correggere gli alterati comportamenti di deglutizione, ma anche per trattare il succhiamento del ciuccio o il mangiarsi le unghie.

Dott.ssa

Antonietta Pace

Cell. 339.7196006 Email: paceantonietta@libero.it

Dott.ssa

Letizia Bompani

Ortodontista c/o Studio ABB Faenza - Tel. 0546.623355 E-mail: info@studioabb.it

La deglutizione è una sequenza motoria complessa, ottenuta grazie alla contrazione coordinata di muscoli della bocca, della lingua, della faringe, della laringe e dell’esofago. Essa consente la propulsione dei cibi dalla bocca allo stomaco attraverso cinque diverse fasi. Solo le prime tre, però, possono essere controllate volontariamente.

La deglutizione per i neonati, gli infanti e gli adulti… I NEONATI hanno un tipo di deglutizione differente da un adulto, avendo una “dieta” ed una situazione anatomica diversa. Il passaggio da una deglutizione di tipo infantile a quella di tipo adulto avviene gradualmente a partire dal 12°-15° mese. La comparsa dei denti decidui e il progressivo abbandono dei cibi liquidi a favore di quelli solidi (svezzamento) favoriscono il normale posizionamento 4

della lingua verso l’alto contro il palato. Il bambino deve imparare a masticare e deglutire cibi consistenti. La deglutizione atipica è un’anomalia funzionale che si presenta quando la deglutizione infantile persiste dopo i 7-8 anni d’età ed è caratterizzata da un alterato comportamento neuromuscolare del distretto orofacciale, quando cioè la lingua spinge contro i denti superiori, inferiori o tra le arcate, e nel tempo può determinare un cambiamento della posizione dei denti.

Che differenza fa se si deglutisce bene oppure male? Se durante la giornata si ingoiasse una o poche volte, non ci sarebbe alcun problema; il fatto è che nelle 24 ore deglutiamo circa 2000 volte ed ogni volta la lingua spinge contro i denti con la forza di almeno 1 kg. Se moltiplichiamo questa quantità per le 2000 deglutizioni giornaliere, otteniamo che la spinta totale esercitata dalla lingua nelle 24 ore è di almeno due tonnellate! Per dare un’idea del problema, bisogna tener conto che le forze meccaniche che


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vengono applicate ai denti per spostarli ortodonticamente sono di circa 100 grammi. Inoltre la sinergia fra ortodontista e logopedista è utile e vantaggiosa nel trattamento delle cosiddette abitudini viziate, come ad esempio: - IL SUCCHIAMENTO di ciucciotti o dita, labbra, guance; - L’USO PROLUNGATO del biberon; - LA RESPIRAZIONE ORALE; - L’ONICOFAGIA (rosicchiamento unghia) e/o Lapisfagia (mordicchiamento di penne, matite, colori). Le abitudini viziate possono compromettere la buona funzionalità delle strutture dedicate alla fonazione e alla deglutizione, con i problemi visti poco prima.

Può essere molto difficile correggere le abitudini viziate, come il succhiamento del ciuccio o il mangiarsi le unghie? E’ vero, può esserlo, ma lavorando fin da piccoli anche con pochi e mirati esercizi, e soprattutto ottenendo la giusta motivazione del bambino, è possibile ottenere ottimi risultati.

Può esserci una correlazione tra postura linguale scorretta e difficoltà nel linguaggio? Spesso e volentieri questa correlazione esiste. Noi articoliamo le parole, deglutiamo e respiriamo utilizzando le stesse strutture (labbra, lingua, velo del palato, ecc…). Se queste non lavorano nel modo corretto, c’è il rischio concreto di uno sviluppo disarmonico del distretto oro-facciale, con possibili difficoltà nell’articolazione delle parole e deglutizione non efficiente.

zionale e permettere il corretto sviluppo scheletrico del distretto maxillo-facciale.

A che età è consigliabile una prima visita ortodontica? Quanto più precoce è la diagnosi, tanto maggiori sono le possibilità di successo della nostra terapia. Va anche detto che nel bambino è possibile intervenire sullo scheletro, ancora in fase di sviluppo; pertanto la terapia, che diventa a questo punto anche ortopedica, consente di raggiungere risultati assolutamente sorprendenti.

Come interagiscono logopedista ed ortodontista nella pratica clinica? Le due figure professionali collaborano attivamente nel trattamento delle malocclusioni dento-scheletriche sostenute, quando non direttamente causate dalle disfunzioni delle strutture deputate alla deglutizione. Ci troviamo appunto nel campo dell’ortodonzia funzionale, proprio perchè l’obiettivo della terapia mira a correggere le anomalie della funzione linguale (esempio: postura bassa, deglutizione atipica) che, quando presenti, alterano lo sviluppo fisiologico delle basi ossee mascellari. Devono pertanto essere diagnosticate e trattate precocemente, al fine di rimuovere il blocco fun-

Nell’adulto, invece, dove le basi ossee sono già strutturate è possibile lavorare solamente sull’assetto dentale, con molti più limiti di manovra, talvolta accettando dei veri e propri compromessi biologici. Per questo si consiglia una visita specialistica tra i 3 e i 6 anni di età. Già in fase di dentizione decidua o mista è infatti possibile intercettare un’anomalia di crescita (sia essa in difetto o in eccesso) delle basi ossee, impostando precocemente un trattamento ortopedico funzionale finalizzato ad uno sviluppo facFINE ciale più armonico.

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SESSUALITÀ

CONTRACCETTIVI

10 REGOLE PER UN’ESTATE SICURA Semplici consigli per evitare gravidanze indesiderate e malattie trasmesse sessualmente, due rischi crescenti nei mesi caldi.

L’estate è il mese delle relazioni fuggevoli e delle grandi promesse di eterno amore, che spesso si dissolvono con l’arrivo dell’autunno. Per evitare che una splendida avventura amorosa possa poi trasformarsi in un problema una volta terminate le ferie, è necessario tenere sempre la guardia alta per prevenire gravidanze indesiderate o malattie trasmesse sessualmente. Perciò la Società Italiana della Contraccezione (SIC) ha stilato un Decalogo di regole per chi si trova in vacanza, una sorta di guida pratica destinata ed entrambi i sessi, con tutte le informazioni utili sulla contraccezione. UTILIZZARE SEMPRE IL PRESERVATIVO Si tratta dell’unico metodo contraccettivo in grado di contrastare malattie sessualmente trasmissibili, quali papilloma virus, epatite C e Hiv. Una raccomandazione: teoricamente i preservativi resistono per sette giorni ad una temperatura di 70°C, ma è meglio evitare di custodirli nel cruscotto dell’auto o dentro il portafogli. 6

PILLOLA E CALDO Anche in questo caso è bene non lasciare la confezione della pillola contraccettiva nel cruscotto della macchina o sotto il sole. Inoltre, se si viaggia in aereo, meglio portarla con sé nel bagaglio a mano, per evitare continui

sbalzi di temperatura. Per quanti riguarda i possibili effetti che i contraccettivi ormonali combinati al caldo possono avere in termini di tromboembolismo venoso, non c’è da preoccuparsi nel caso in cui il trattamento sia stato prescritto dal medico dopo un’attenta anamnesi soggettiva.

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PILLOLA E JETLEG Se assumiamo un contraccettivo ormonale e voliamo in un mare esotico, godiamoci pure la nostra vacanza, ma con l’orologio rigorosamente settato sul fuso orario italiano. Facciamo un esempio pratico: se in Italia siamo abituati a prendere la pillola alle 20, e il jet leg del luogo in cui siamo è avanti di quattro ore, il contraccettivo dovrà essere assunto a mezzanotte. Tuttavia gli estroprogestinici (associazione di 2 ormoni femminili) contenuti nelle pillole di ultima generazione hanno una lunga durata, in grado di bloccare l’ovulazione fino a 48 ore, perciò piccole o medie variazioni d’orario non compromettono il successo del metodo contraccettivo. PILLOLA ALL’ESTERO E’ importante conoscere il nome del principio attivo contenuto nel contraccettivo ormonale che si è soliti assumere: il nome commerciale infatti può cambiare da Paese a Paese, ma non il suo essenziale componente. In ogni caso, è bene ricordarsi che ovunque occorre la prescrizione medica; da qui la raccomandazione di farsi prescrivere sempre il contraccettivo in confezione multipla. Si evita così di dover sospendere forzosamente il trattamento e di incorrere in gravidanze indesiderate.

PRESERVATIVO ROTTO O PILLOLA DIMENTICATA Se incappate in uno di questi due imprevisti e temete che vi sia il rischio di una gravidanza indesiderata, potete ricorrere alla contraccezione d’emergenza, richiedendola presso i consultori o gli ospedali. Ricordarsi comunque che la pillola deve essere sempre assunta entro le 72 o le 120 ore, a seconda delle formulazioni. PILLOLA E DIARREA O VOMITO A causa del caldo o di un’alimentazione poco attenta, d’estate a volte si può essere colti da attacchi di diarrea e vomito. Nel caso le scariche incorrano entro le quattro ore dall’assunzione del contraccettivo ormonale, bisogna assumere un’altra pillola. Nessuna ansia invece per semplici nausee o mal di pancia: in questo caso l’assorbimento della pillola da parte dell’organismo non viene compromessa. PILLOLA E MICOSI Sfatiamo il falso mito che la pillola possa causare micosi: molti studi clinici autorevoli testimoniano che non vi è alcuna correlazione tra il contraccettivo e questa infiammazione. IL CICLO D’ESTATE Per poter evitare la sindrome premestruale sotto l’ombrellone, è possibile

chiedere aiuto alla pillola. Si può prolungarne l’assunzione per il tempo desiderato ed evitare così il sanguinamento. Non si tratta di un procedimento rischioso, anche perché il sanguinamento che si presenta in corso di assunzione di un contraccettivo ormonale è una falsa mestruazione. In sintesi, la pillola anticoncezionale mette a riposo le ovaie. Tuttavia, grazie agli estrogeni e ai progestinici contenuti nella pillola, la mucosa uterina continua a crescere e, alla sospensione mensile del contraccettivo orale, si sfalda. PILLOLA E ALCOL Esagerare con l’alcol non è mai consigliabile, tuttavia non sono mai state rilevate possibili interazioni tra alcolici e contraccettivi ormonali. PILLOLA E FARMACI Attenzione agli antiepilettici, ad alcuni antibiotici, in particolare rifampicina, ad alcuni antifungini e all’iperico: possono ridurre gli effetti contraccettivi della pillola. Occhio anche al pompelmo e a rimedi naturali quali l’erba di San Giovanni. Infine, anche se i rischi non sono elevati, nel periodo di assunzione di un antibiotico è sempre meglio usare il preservativo. FINE

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ALIMENTAZIONE

POMODORO

NERO Il nuovo ortaggio, non “Ogm” è ricco di sostanze con un forte potere antiossidante.

Dallo scorso aprile è entrato in commercio per la prima volta “SunBlack”, un particolare tipo di pomodoro, dal colore nero, ricco di antociani, cioè di sostanze antiossidanti che aiutano a combattere i radicali liberi. La commercializzazione di questo nuovo ortaggio è frutto di un contratto di licenza, valido per i prossimi cinque anni, firmato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con “L’Ortofruttifero” di San Giuliano Terme (Pisa), azienda produttrice di piantine da orto. Questa varietà è stata sviluppata all’interno del progetto “Tomantho”, coordinato da Sant’Anna e portato avanti insieme alle Università della Tuscia (Viterbo), di Modena e Reggio Emilia e di Pisa. Ottenuto dal professor Gian Piero Soressi dell’Università della Tuscia nel 2009, il “SunBlack” è stato poi caratterizzato in maniera approfondita negli ultimi anni dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dalla stessa Università della Tuscia.

Le proprietà Gli antociani sono antiossidanti che si ritrovano soprattutto in uva nera, mirtilli, fragole, ciliegie, ma nelle comuni varietà di pomodoro non sono molto presenti. Perciò oltre alle caratteristiche nutrizionali del pomodoro tradizionale, il “SunBlack” aggiunge le capacità antiossidanti delle frutta “a buccia nera”. «Rientra quindi nella categoria dei cosiddetti alimenti “nutraceutici”, in grado di mantenere le persone in buona salute - dichiara la 8

Scuola Superiore Sant’Anna - Inoltre, non si tratta di un prodotto “Ogm”, perché i suoi semi sono stati ottenuti attraverso la tradizionale tecnica dell’incrocio». Il “SunBlack” non è il primo pomodoro di colore nero: con queste caratteristiche già esistevano il “nero di Crimea”, il “tartufo”, il “black cherry” e il “kumato”, varietà comunque che devono la propria colorazione alla presenza di licopene (rosso) e clorofilla (verde), che unite assieme danno una colorazione marrone scura, quasi nera. In questa nuova varietà, invece, c’è qualcosa di più e di diverso. La scommessa dei ricercatori infatti è stata quella di unire le

qualità del pomodoro con altri frutti dalle proprietà antiossidanti. Le piantine di questo ortaggio sono disponibili in due varianti: a frutto medio e a frutto piccolo. Ma tentare di acquistarne qualcuna, al momento, non è già più possibile: «Nelle prime settimane di diffusione abbiamo ricevuto un numero elevato di richieste e per quest’anno le piantine sono già esaurite», ci dicono dall’ufficio commerciale de “L’Ortofruttifero”. Se ne riparlerà dunque nella primavera del 2015, con la sperenza che qualche distributore romagnolo, si organizzi per commercializzare il FINE “SunBlack” nella nostra zona. Maggiori info. su: www.lortofruttifero.it

IL POMODORO “CLASSICO” E IL LICOPENE, POTENTE ANTIOSSIDANTE Secondo uno studio scientifico realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge e pubblicato su PloseOne.org, il licopene, antiossidante contenuto nel pomodoro, è stato in grado di aumentare la funzione endoteliale (capacità dell’endotelio di acquisire nuove proprietà) in un gruppo di persone affette da malattie cardiovascolari, migliorando la circolazione almeno nella metà dei casi presi in considerazione. L’obiettivo dei ricercatori era quello di studiare gli effetti del licopene sull’apparato vascolare, sia nei pazienti con malattie cardiovascolari che nelle persone sane. Il licopene è un composto appartenente al gruppo dei carotenoidi, contenuto naturalmente nel pomodoro, cui conferisce il caratteristico colore rosso, e nei suoi derivati. In particolare, questo componente è un antiossidante ben dieci volte più ‘potente’ della vitamina E, riferiscono i ricercatori. In generale, lo studio e altri studi scientifici suggeriscono come una dieta contenente un’ampia quantità di frutta e verdura, e olio d’oliva - dunque in particolare quella che si definisce ‘dieta mediterranea’ (caratteristica del SudEuropa) -, può essere in grado di ridurre in maniera notevole alcuni problemi cardiovascolari, soprattutto nelle persone che soffrono di malattie cardiovascolari.


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SALUTE

EMERGENZA

CALDO

Come affrontare i rischi derivanti da raggi del sole, caldo e umidità. Dott.

Vladimir Guluta

Cardiologo c/o Maria Cecilia Hospital - Cotignola E-mail: vguluta@gmail.com

Il clima caldo e umido che caratterizza ultimamente l’estate nel nostro Paese può creare dei seri danni alla salute di chiunque di noi. In un clima del genere, in determinate condizioni e per particolari soggetti si può arrivare fino al colpo di sole, allo stato di shock e alla morte.

Se escludiamo gli operai che lavorano all’aperto sotto il sole, i soggetti più esposti al pericolo “caldo” sono i bambini piccoli e le persone molto anziane. A rischio sono anche gli obesi ed i pazienti con patologie respiratorie e/o cardiache croniche.

L’assunzione di alcuni farmaci (antistaminici, alcuni antidepressivi, sonniferi, betabloccanti, farmaci per la malattia di Parkinson, ecc) può disturbare “il sistema di raffreddamento” del nostro corpo aumentando la sua temperatura interna che può assumere gravi conseguenze. Di seguito, alcune regole che possono essere di aiuto nel combattere gli effetti che le alte temperature dell’ambiente possono avere sul nostro corpo. »SEGUE

Direttore Sanitario Dr. Pier Luigi Fiorella Specialista in Medicina dello Sport e Cardiologia

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SALUTE EVITARE LE ATTIVITÀ FISICHE impegnative durante la parte più calda della giornata. Se necessario eseguire questi lavori presto la mattina o nella tarda serata quando le temperature tendono ad essere più miti. BERE ALMENO 2-4 BICCHIERI di acqua ogni ora durante il caldo molto intenso anche se non avete sete. Evitare di consumare bevande alcoliche, contenenti caffeina e le bevande dolci. EVITATE DI RESTARE SOTTO IL SOLE nelle ore calde. Se la vostra abitazione non ha aria condizionata rimanete nei piani bassi della casa dove l’aria è più fresca. TENETE LE SERRANDE ABBASSATE oppure appena alzate per ridurre il più possibile l’entrata del sole nella stanza. SE RESTATE IN CASA spegnete la luce e tutti gli apparecchi ed elettrodomestici non indispensabili, il cui funzionamento riscalda ulteriormente l’ambiente.

ANDATE PER QUALCHE ORA nei posti con aria condizionata come supermercati, grandi centri commerciali, o a casa di amici che hanno un impianto di aria condizionata. Potete in questo modo passare un po’ di tempo in un’atmosfera fresca, sudando molto meno e di conseguenza perdendo meno liquidi e sali minerali. FARE OGNI TANTO UNA DOCCIA con acqua tiepida. Evitate l’acqua troppo calda o fredda che potrebbe farvi sentire male. USCIRE SE PROPRIO NECESSARIO coprendosi di una crema protettiva per i raggi del sole ed un cappello per riparate la testa ed il viso. Vestite indumenti leggeri e di colori chiari. Coprite più cute possibile per diminuire al massimo il contatto diretto del sole con la vostra pelle. NON LASCIATE MAI bambini piccoli, anziani o persone disabili in macchina ad aspettarvi mentre fatte la spesa, pagate le bollette nell’ufficio postale o siete entrati solo per pochi minuti in banca per una rapida operazione. Sotto il sole delle ore molto calde, la macchina con il motore e l’aria condizionata spente diventa una scatola rovente estremamente peri-

colosa. La temperatura può rapidamente arrivare a 50°C - 60°C. Temperature così alte possono anche essere fatali ed uccidere in pochi minuti. Aprire il finestrino alla ricerca di un po’ di corrente d’aria non serve a nulla. PREOCCUPARSI di come stanno i nostri vicini anziani e soli, di come si sentono i nostri famigliari più bisognosi di evitare il caldo. Valutare se hanno bevuto abbastanza liquidi nella giornata. Ricordarsi che le persone anziane, come d’altronde anche i bambini piccoli non bevono a sufficienza. Il loro senso di sete è poco “attivo” e di conseguenza questi soggetti bevono molto poco e spesso sono in un bilancio idrico negativo. Se invece qualcuno offre loro da bere, nella maggiore parte dei casi non si deve insistere più di tanto perché bevono volentieri. Se non si idratano, questi soggetti presentano un elevatissimo rischio di disidratazione che può arrivare fino a situazioni veramente pericolose per la loro vita. IMPARATE A RICONOSCERE i sintomi del malessere dovuto al calo-

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re (colpo di sole) e se identificate la loro comparsa andate in un posto fresco, eliminate i vestiti superflui e bevete molta acqua. Se nonostante abbiate fatto come indicato non dovreste sentirvi meglio è prudente chiamare il 118 o andare (meglio accompagnati da un vicino di casa o un amico) in un Pronto Soccorso vicino.

I sintomi da riconoscere AUMENTO DELLA TEMPERATURA del corpo (fino a 40°C) che può danneggiare il cervello. C’è un effettivo pericolo di morte se il corpo non viene rapidamente raffreddato. LA CUTE È CALDA, arrossata e secca. LO STATO DI COSCIENZA potrebbe essere alterato; si ha una graduale perdita della capacità di concentrarsi (aumenta la disattenzione), stato confusionale e a volte delirio.

Un bagno fresco o una spugnatura sempre con acqua fresca o alcol sono in grado di raffreddare il corpo e di salvare la vita. Si possono utilizzare anche cubetti di ghiaccio introdotti in un sacchetto di plastica da posizionare a livello della nuca, dei polsi, delle caviglie e sotto le ascelle.

Ci si può trovare anche in situazioni meno gravi Altre volte il quadro non è cosi drammatico come nel colpo di sole. Si tratta di altri due tipi di sofferenza dell’organismo all’azione dei raggi solari: IN UN PRIMO SCENARIO abbiamo a che fare con qualcuno che ha lavorato per troppo tempo sotto il sole e l’aria umida perdendo molti liquidi in breve tempo.

È QUASI SEMPRE PRESENTE un senso di marcata astenia (stanchezza, fiacca, mancanza di forze). IL POLSO È VELOCE E DEBOLE, a malapena percepito da persone non esperte. IL RESPIRO È VELOCE e superficiale.

I sintomi sono: sudorazione abbondante, cefalea, nausea e vomito, vertigini e sensazione di esaurimento fisico. La cute è umida e fredda. Anche in questi casi si deve interrompere il contatto con il sole, rientrare in un ambiente fresco, e coprire il corpo con abiti bagnati con acqua fresca per aiutare l’abbassamento della temperatura corporea. Nel SECONDO SCENARIO si tratta di una persona che dopo l’esposizione al sole accompagnata da perdita di liquidi avverte crampi muscolari piuttosto a livello addominale o ai muscoli degli arti. Anche in questi casi la sudorazione è profusa e si può avvertire nausea. Portate la persona in un ambiente più fresco ed invitatelo a bere una bevanda fredda. Per migliorare i crampi si deve esercitare pressione sui muscoli dolenti. Può aiutare anche un leggero stretching seguito da un blando massaggio dell’arto interessato.

Conclusioni

GLI OPERAI STRADALI SONO PARTICOLARMENTE ESPOSTI ALLA PERDITA DI LIQUIDI

I semplici accorgimenti possono evitare la comparsa di gravi danni indotti dall’esposizione al caldo eccessivo e all’alto grado di umidità. Riconoscere i sintomi della sofferenza del nostro organismo al caldo e all’umidità può salvarci FINE la vita.

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MEDICINALI

I TUOI FARMACI IN VACANZA SENZA RISCHI

Alcuni consigli in vista delle ferie estive. Grazie alla ricetta internazionale, i farmaci possono essere erogati anche all’estero. di Fabio Lironzi Durante le vacanze è bene verificare con attenzione se i farmaci che portiamo con noi sono sufficienti a coprire l’intero periodo delle ferie, e se riusciremo a conservarli nel modo giusto. Intanto è utile ricordare che in tutti i Paesi dell’Unione Europea, a seguito della cosiddetta “Schengen della Salute”, i farmaci possono essere erogati ovunque grazie alla ricetta internazionale. Il paziente deve pagarli, dopodiché per farseli rimborsare deve presentare la necessaria documentazione alla propria Ausl entro 60 giorni. È chiaro che fuori dal territorio nazionale non è garantito che si trovi il medicinale abitualmente utilizzato, soprattutto se ci si trova in un Paese sottosviluppato.

INOLTRE IN VACANZA non cambiamo mai autonomamente la terapia farmacologica in atto: soltanto il nostro medico curante è l’unico a poter valutare una variazione di posologia o di principio attivo. Non assumiamo mai un medicinale alterato in colore, odore o consistenza; se si ha qualche dubbio, consultare un farmacista o un medico. A parte indicazioni diverse, i farmaci vanno conservati a temperature inferiori a 25° C.

Tra i più sensibili alle variazioni termiche ci sono quelli per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni. Verificate la compatibilità con l’esposizione al sole di ogni farma- Prima di assumere un farmaco, verificarne la co, perché alcuni compatibilità con l’epossono causare sposizione al sole, così evitare spiacevoli reazioni da foto- da sorprese come dersensibilizzazione matiti o eczemi.

Ad agosto ci siamo…per la tua sicurezza

Come comportarsi concretamente Ma ecco alcune buone regole per la corretta conservazione dei farmaci quando andiamo in vacanza. PRIMA DI TUTTO… …se sono più d’uno, non riponiamoli alla rinfusa in un unico contenitore prima di partire, ma dividiamoli attentamente, segnandoci bene le varie posologie e tempistiche, per non fare confusione nel momento dell’assunzione. 12

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quali dermatiti o eczemi: sono soprattutto gli antibiotici, i sulfamidici, i contraccettivi orali (pillola), gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e la prometazina (antistaminico).

Per il trasporto Ad ogni modo, non conserviamo i farmaci nemmeno in freezer, perché anche il troppo freddo è dannoso. L’insulina, per esempio, va conservata in frigorifero, ma a temperature non inferiori ai 2°C. Nel caso non sia possibile conservare i medicinali in frigo, in viaggio o in soggiorni vacanzieri, vanno trasportati in contenitori termici al riparo da agenti atmosferici (eccessiva luce e sbalzi di tempera- Per un trasporto di più ore in esposizione tura), che possono al calore o ai raggi deteriorarli. Se si solari o sbalzi di temperatura, è consigliato espongono per l’utilizzo di contenitori una o due giorna- termici destinati ai farte a temperature maci.

superiori a 25° non se ne pregiudica la qualità, ma per un tempo più lungo se ne riduce considerevolmente la data di scadenza. Evitate l’uso di contenitori non esplicitamente destinati al trasporto di farmaci, estraendo dal contenitore originale (flacone, blister) solo la dose giornaliera. Se si affronta un lungo viaggio in auto, trasportate i farmaci nell’abitacolo condizionato e/o in un contenitore termico, evitando il bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente. In aereo, collocateli nel bagaglio a mano con le relative ricette di prescrizione, che potrebbe essere necessario esibire nelle fasi di controllo.

In caso ci si debba recare… …in un Paese in via di sviluppo, per evitare spiacevoli inconvenienti o brutte malattie, è necessario informarsi su tutte le profilassi da eseguire prima del viaggio, sui farmaci da portare con sé e su alimenti e bevande da evitare, soprattutto quando si vogliono esplora-

re zone esotiche dove i servizi sanitari non sono validi come quelli occidentali.

E i bambini? IN VIAGGIO VA CURATA CON PARTICOLARE ATTENZIONE LA SALUTE DEI BAMBINI, ATTRAVERSO PREVENZIONE, VACCINAZIONI E PROFILASSI. Almeno un mese prima di un viaggio medio lungo, ci si deve rivolgere al pediatra che, in base alla destinazione, può indicare eventuali controindicazioni, soprattutto quando si vogliono visitare Paesi africani, del Sud America o dell’Asia. In molti Paesi è elevato il rischio contagio di malattie infettive come l’epatite A o la malaria, per le quali non esiste un vaccino, perciò bisogna iniziare l’assunzione di farmaci specifici 3-4 settimane prima della partenza. Inoltre, in vacanza facciamo attenzione all’acqua che beviamo, spesso responsabile di problemi di dissenteria. Anche il cibo va controllato: si FINE devono preferire alimenti cotti.

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SALUTE

VITAMINA B3 La niacina, o vitamina B3, è una piccola molecola tuttofare preziosa per il nostro organismo. di Umberto Parani Fondamentale per l’attività del sistema nervoso e per la produzione degli ormoni sessuali, assicura anche la salute della pelle e dei capelli e garantisce la vitalità delle mucose della bocca e dell’intestino. Inoltre, è importante per l’efficienza dell’apparato digerente e per la regolazione dei livelli di zucchero e colesterolo nel sangue.

La vitamina B3 è importante per l’apparato digerente; essenziale per il metabolismo; migliora la circolazione e abbassa il colesterolo.

Proprietà Numerose osservazioni scientifiche rivelano che la niacina ha effetti benefici nella prevenzione e cura di diversi disturbi e patologie. Infatti, migliora la circolazione, rimuove i lipidi dalle pareti delle arterie e riduce i livelli di colesterolo nel sangue. È efficace nella terapia dell’artrite, un buon rimedio contro l’acne e, in associazione con la vitamina B1, è un utile disintossicante per il trattamento dell’alcolismo cronico e della tossicodipendenza.

Inoltre ha dato buoni risultati nella cura dell’insonnia e si pensa a un suo possibile ruolo nel contrastare l’insorgenza dell’Alzheimer e nella cura dei sintomi della schizofrenia. È preziosa anche perché, grazie alla sua azione regolatrice, può fungere da fattore di prevenzione del cancro proteggendo le cellule normali e impedendone la trasformazione in cellule maligne.

BUON RIMEDIO CONTRO L’ACNE

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Dato che riveste un ruolo fondamentale nelle reazioni che, a partire dai nutrienti assunti con la dieta, liberano l’energia essenziale per la vita di tutte le cellule, una sua carenza si può manifestare con una molteplicità di sintomi.

I danni da carenza Un apporto insufficiente di Vitamina B3 causa inizialmente debolezza muscolare, affaticamento, perdita dell’appetito, irritazione e infiammazione delle mucose della bocca, cattiva digestione, insonnia, irritabilità, nausea, vomito, mal di testa ricorrente. Una grave carenza invece è responsabile della pellagra, nota come malattia delle tre D, perché caratterizzata da dermatite, diarrea e demenza. In passato questa malattia era molto diffusa, soprattutto tra le popolazioni che si nutrivano prevalentemente di mais, un alimento povero di vitamina B3 e privo dell’aminoacido triptofano, a partire dal quale l’organismo può sintetizzare la vitamina. Solo nel secolo scorso, però, si è potuto stabilire che la mancanza di certi fattori nell’alimentazione era all’origine di patologie che da sempre avevano accompagnato l’uomo nella sua storia. Da allora la niacina, chiamata anche vitamina PP da pellagra prevention, è stata prodotta per sintesi ed è impiegata come integratore alimentare nella prevenzione e cura delle malattie da carenza.

EFFICACE CONTRO L’ARTROSI


SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 21/07/14 18:34 Pagina 15

SALUTE CRUSCA, ARACHIDI, ACCIUGHE, FUNGHI E FAGIOLI SONO ALCUNI DEGLI ALIMENTI CHE CONTENGONO LA VITAMINA B3

Oggi un’alimentazione sufficiente ed equilibrata garantisce il fabbisogno giornaliero di questa vitamina, che è particolarmente abbondante in pollame e pesce, in alcuni cereali, semi oleosi e legumi. Il suo LARN (Livello di assunzione giornaliera raccomandato) è di 5-6 mg per i neonati, di 9-13 mg per i bambini fino a 10 anni, compreso tra i 14 e i 18 mg per gli adolescenti e gli adulti. FINE LE VITAMINE HANNO COMPIUTO I 102 ANNI Era il 1912 quando il biochimico polacco Casimir Funk utilizzò per la prima volta il termine, ipotizzando l’esistenza di almeno quattro tipi di vitamine la cui carenza determinava malattie come scorbuto e pellagra. Oggi, a distanza di un secolo, si ragiona non più sulle carenze ma sull’eccesso, dovuto soprattutto alla supplementazione in pillole, farmaci da banco e dunque in vendita libera. Eccesso potenzialmente pericoloso per maggior rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e tumorali, come sostengono alcuni recenti studi statunitensi, paese in cui il ricorso alla supplementazione vale oltre 28 miliardi di dollari.

by

Giusy

TABELLA DEGLI ALIMENTI CHE CONTENGONO LA VITAMINA B3 ALIMENTO (100g)

B3 (mg)

Crusca di frumento

29,6

Arachidi tostate

14,0

Acciughe fresche

14,0

Fegato di vitello

13,5

Fesa di tacchino, cotta in padella senza grassi

11,6

Lievito di birra

11,2

Petto di pollo, cotto in padella senza grassi

10,8

Tonno in salamoia o sott’olio, sgocciolato

10,0

Salmone affumicato

8,8

Prosciutto crudo magro

6,5

Germe di grano

6,2

Farina d’orzo

5,5

Farina di frumento integrale

5,0

Riso integrale

4,7

Funghi

4,0

Conserva di pomodoro

3,1

Fagioli borlotti freschi

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SALUTE

OBESITÀ

INFANTILE LA PILLOLA PALLONCINO CHE RIDUCE LA FAME L’EUROPEAN HEALTH REPORT HA DEFINITO L’OBESITÀ LA MALATTIA DEL NUOVO MILLENNIO. Ad essere colpiti sempre più da questa vera e propria “epidemia”, che interessa 300 milioni di persone nel mondo, sono gli adolescenti. In Italia un bambino su quattro è in sovrappeso, mentre uno su otto è obeso e corre un forte rischio di sviluppare in età adulta patologie cardiocircolatorie, ipertensione e diabete. Nei bambini l’eccesso di peso può inoltre generare seri problemi all’apparato respiratorio e digerente, disturbi alle articolazioni e ridotta mobilità. Senza contare i disagi psicologici: problemi di adattamento sociale e di relazione con gli altri, calo dell’autostima e depressioni.

La procedura è stata applicata per la prima volta in campo pediatrico all’ospedale Bambino Gesù di Palidoro su un bambino di 11 anni, con un eccesso ponderale di oltre 30 chili rispetto al peso forma. «Il bambino – spiega Francesco De Peppo, responsabile della Chirurgia Pediatrica Generale del Bambino Gesù di Palidoro – ha deglutito il palloncino al primo tentativo e, quando lo abbiamo gonfiato con l'azoto, non ha provato alcun dolore, ma solo una strana sensazione di bolle in movimento. Dopo circa un mese dal primo palloncino, ne abbiamo inserito un secondo (se ne possono inserire fino a tre) per aiutarlo a seguire lo schema dietetico fissato dal medico».

Come funziona? Costituito da una membrana sottile, il palloncino è studiato per resistere agli acidi dello stomaco. Gonfiato con un gas più leggero dell’aria, l’azo- 1 to, si posiziona nella parte alta dello stomaco, interagendo con i recettori dell’appetito ed inducendo un senso di sazietà precoce. In questo modo il paziente 2 può sentirsi sazio senza la sensazione di peso allo stomaco che veniva invece provocata dal palloncino di vecchia generazione.

La novità in Italia Non sempre la prescrizione di una dieta e di corretti comportamenti alimentari risolve il problema, perciò, nei casi più gravi, si deve intervenire con trattamenti chirurgici. Ora per i bambini italiani c’è una tecnica in più, finora utilizzata soltanto sugli adulti: la pillola-palloncino che riduce la fame. Fino a poco tempo fa questi palloncini venivano inseriti per via endoscopica, ma oggi è disponibile una procedura alternativa che permette di inghiottire semplicemente una "pillola" di appena 6 grammi, poi gonfiata all'interno dello stomaco attraverso un sottile tubicino dal diametro inferiore al millimetro. 16

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SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 22/07/14 09:17 Pagina 17

«Grazie a questa 3 nuova metodica – continua il dottor De Peppo - ora possiamo trattare a 360° i problemi legati all'obesità patologica in età pediatrica e adole- 4 scenziale. Il palloncino deglutibile si aggiunge agli interventi chirurgici laparoscopici di tipo restrittivo, quali la riduzione della La laparoscopia è un capacità gastriesame che avviene ca, oppure di direttamente nella tipo malassorcavità addominale trabitivo, come il mite un apparecchio a By-pass o in fibre ottiche chiamato casi estremi la laparoscopio. diversione biliopancreatica. Infine, all’ospedale Bambino Gesù di Palidoro abbiamo attivato interventi di chiMangiare troppo, e soprattutto mangiar male, porta il rurgia plastica (addomibambino ad ingerire più calorie di quelle necessarie per la noplastica, liposuzione, sua crescita. In particolare, gli ecc.) nei pazienti con adolescenti oggi tendono ad ridondanza cutanea evitare frutta e verdura, predilidopo grandi cali pongendo merendine, snack, bibite derali, successivi ad gassate e cibi dei fast food. intervento chirurgico». La gran parte di loro non fa L’obesità nei bambini e colazione, oppure la consuma negli adolescenti può in velocità. Inoltre, molti bamdeterminare anche la bini fanno poco movimento, prevalenza di steatosi raramente giocano all’aria epatica, malattia dovuaperta e passano il tempo libeta all’accumulo di grasro davanti al computer o alla tv, si nel fegato, che col magari consumando qualche tempo portano al alimento poco sano. Diversi danno irreversibile studi hanno dimostrato la reladell’organo deputato zione tra le ore trascorse davanal loro smaltimento. ti alla tv da bambini e adoleUn binomio gravissiscenti, ed il loro aumento di mo è poi quello fra peso. Non bisogna poi dimenticare il l’obesità e la trombosi, causata dalcontesto famigliare: secondo un’indal’arteriosclerosi, cioè dall’accumulo di gine Istat risulta che in Italia il 34% dei placche nelle arterie. bambini e degli adolescenti obesi vivoÈ un processo che inizia nell’infanzia e no in una famiglia in cui entrambi i progredisce con l’età: i primi depositi genitori sono in soprappeso. Altri studi di grasso intravascolari sono già prehanno evidenziato una correlazione tra senti nei bambini, ma a 15 anni tutte il cattivo comportamento alimentare ed le aorta e la metà dei bambini hanno un basso livello socio economico della lesioni coronariche repertate, anche se famiglia di appartenenza. FINE iniziali.

EVITARE SNACK, FAST FOOD E BIBITE GASSATE La migliore terapia è naturalmente la prevenzione: uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, tutelano i bambini dai rischi dell’obesità. Il genitore deve fornire al proprio figlio dei pasti in grado di saziarlo, ma poveri di grassi e zuccheri. Occorre poi correggere i comportamenti sbagliati, come evitare di mangiare in fretta. Oltre alla famiglia, anche la scuola deve educare gli alunni ad un comportamento alimentare corretto attraverso campagne di educazione. Una soluzione pratica potrebbe essere quella di eliminare patatine e snack dai distributori automatici negli istituti scolastici, magari sostituendoli con distributori di frutta, spremute e altre merende sane. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno dell’obesità infantile è particolarmente sentito, e dove la first lady Michelle Obama sta promuovendo l’importanza di un’alimentazione salubre e corretta (coltivando anche un orto alla Casa Bianca), le industrie multinazionali si sono impegnate a ridurre i contenuti di grassi, zucchero e sale negli snack venduti. Ma bisognerà verificare se alle promesse seguiranno i fatti. 17


SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 21/07/14 18:34 Pagina 18

RICERCA

UN NUOVO ANTIDOLORIFICO

DA UNA LUMACA MARINA di Tiziano Zaccaria E-mail: zaccariatiziano@alice.it

Un minuscolo peptide (ovvero una molecola costituita da una catena di pochi amminoacidi) contenuto nel veleno di una lumaca marina tropicale, sta aprendo la strada verso una nuova classe di farmaci anti-dolorifici. Al momento sono al vaglio diverse molecole, ispirate dalla struttura di questo peptide, che potrebbero tramutarsi in un futuro in altrettante terapie orali contro il dolore neuropatico cronico. Sostanze studiate dall’University del Queensland (Australia), che potrebbero rivelarsi più potenti della morfina, ma con minor effetti indesiderati e senza il rischio della dipendenza.

Nuove possibilità Il dolore neuropatico, che può durare per anni, si verifica quando il sistema nervoso è danneggiato da una patologia, come per esempio il diabete o la sclerosi multipla. I trattamenti attualmente disponibili hanno vari effetti collaterali e finiscono per essere efficaci solo in un paziente su tre. Ecco allora che una nuova classe di farmaci per questa indicazione potrebbe essere sviluppata dal veleno della lumaca marina assassina (genere Conus), che vive nei mari tropicali, il cui “morso” può in alcuni casi risultare letale, non solo per le sue prede ma perfino per l’uomo. Il suo veleno contiene infatti centinaia di peptidi, le “conotossine”, che sull’uomo a dosi molto basse hanno un effetto analgesico.

In predecenza Esiste già un farmaco derivato dalla omega-conotossina del Conus magus, lo ziconotide, che però deve essere somministrato per iniezione diretta nel canale vertebrale, dove ha un effetto simile a quello della morfina, senza indurre dipendenza; in Italia è in commercio dal 2007. 18

Un importante passo in avanti potrebbe essere invece la messa a punto di terapie orali basati sulle conotossine; i ricercatori australiani hanno inventato una metodica per modificare questi peptidi analgesici e rendendoli digeribili enzimaticamente.

farmaco candidato. Questo peptide ha delle proprietà miorilassanti e potrebbe trovare impiego in clinica come farmaco analgesico-anestetico-miorilassante ma anche come trattamento anti-rughe, dalle performance simil-botox.

Nella sperimentazione su topi questi prototipi di farmaci hanno mostrato un’eccellente azione antidolorifica: i farmaci derivati dalle conotossine hanno mostrato un’efficacia analgesica cento volte superiore alla morfina ed al gabapentin, i due migliori farmaci Tuttavia, non attualmente in ciressendo stati colazione per il ancora testati sull’uodel mo, non se ne cono- trattamento scono i possibili effet- dolore neuropatiti collaterali. co cronico.

I veleni degli animali? Una panacea per molti mali

L’Università australiana si è dichiarata pronta a partire con gli studi sull’uomo, non appena avrà trovato la necessaria copertura finanziaria. Ma intorno al veleno di questa lumaca tropicale è stato costruito anche un consorzio di ricerca europeo e americano, il CONCO (Cone Snail Genome Project for Health) che raggruppa 20 partner in 13 Paesi. CONCO ha individuato il peptide XEP-018, come

CAPTOPRIL E’ un medicinale utilizzato per combattere l’ipertensione arteriosa ed alcuni tipi di insufficienza cardiaca, che è stato copiato da un peptide contenuto nel veleno di una vipera brasiliana, la BOTHROPS JARARACA.

!

Meduse, scorpioni, serpenti velenosi, tarantole... Per moltissime persone, questi esseri viventi provocano soltanto timore e paura, ma per gli scienziati che studiano il potenziale terapeutico del loro veleno, sono invece creature preziose. Infatti, sono già diversi i farmaci mutuati dai potenti veleni del regno animale. Ecco alcuni esempi.


SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 21/07/14 18:35 Pagina 19

In Italia è venduto dalla società BristolMyers Squibb con il nome commerciale di Capoten. Fu sviluppato nel 1975 da tre ricercatori statunitensi della Squibb, che ottenne il brevetto statunitense nel 1977. Captoril genera vendite annuali di almeno un miliardo di dollari americani. EXENATIDE Si tratta di un medicinale usato nel trattamento del diabete mellito di tipo 2, prodotto dalla Amylin Pharmaceuticals. E’ un derivato dal veleno della saliva del GILA MONSTER il lucertolone che vive nel deserto di Sonora, al confine tra Messico e Usa. EPTIFIBATIDE E’ il principio attivo di indicazione specifica della profilassi post-infarto. Si tratta di un eptapeptide ciclico derivato da una proteina isolata dal veleno di un serpente a sonagli

(SISTRURUS MILIARIUS BARBOURI). Essendo un farmaco di natura peptidica è inattivato dal pH gastrico pertanto non può essere somministrato per via orale. ESCOAZUL Vale la pena citarlo anche l’ non è un farmaco brevettato, ma un termine utilizzato a Cuba per indicare diverse miscele utilizzate come antinfiammatorio, la cui composizione varia, ma alla cui base sta sempre un dose molto diluita del veleno del RHOPALURUS JUNCEUS, una specie di scorpione che vive nei Caraibi. Il suo veleno, di colore blu, contiene una tossina la cui composizione e struttura non è ancora del tutto chiarita. A Cuba questo scorpione viene allevato per derivare le tossine del suo veleno a scopo farmaceutico: la tossina naturale viene emessa disturbando lo scorpione con una piccola scossa elettrica. Del resto la parola farmaco deriva dal greco “pharmakon”, che vuol dire FINE veleno.

IN FRANCIA IL PROGETTO VENOMICS Nel 2013 la VenomeTech, una piccola azienda con sede a Sophia Antipolis, in Francia, ha fatto partire il Progetto Venomics, per estrarre il veleno da numerosi animali, esaminare i suoi ingredienti ed analizzare come ogni singola molecola potrebbe essere usata dalla medicina. Al progetto partecipano altre piccole e medie imprese e università di Francia, Belgio, Danimarca, Spagna e Portogallo; è stato ottenuto anche un finanziamento di circa 6 milioni di euro dall'Unione Europea. In natura sono presenti oltre 100mila specie di animali velenosi e ogni tipo di veleno è un cocktail complesso fino a mille molecole tossiche, la maggior parte delle quali sono mini-proteine chiamate peptidi. I ricercatori di Venomics sono partiti dal sequenziamento del loro Dna per creare una banca dati di 10mila mini-proteine che possono poi essere riprodotte usando batteri. Le molecole saranno poi purificate e la loro attività sarà studiata in vitro, per vedere in quali condizioni una molecola diventa attiva. Se il progetto avrà successo, potrebbe permettere al team di Venomics di sviluppare nuovi farmaci e creare opportunità di ottenere licenze per le aziende farmaceutiche.

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Un cattivo allineamento dentale comporta un’estetica insoddisfacente e l’impossibilità di mantenere una corretta igiene orale. Un errato posizionamento della mandibola inoltre reca, disturbi articolari e muscolari come cervicalgie, mal di testa, rumori nella zona auricolare.

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Nel bambino la terapia corregge i difetti precocemente e consente una crescita armonica dell’apparato masticatorio. Nell’adolescente si ottengono i corretti rapporti occlusali in dentatura permanente. Nell’adulto si può intervenire per riposizionare elementi dentali per ragioni protesiche, per malocclusioni che possono provocare disturbi all’articolazione temporo-mandibolare, o per il miglioramento del sorriso.

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L’ortognatodonzia si occupa non solo del puro allineamento dei denti, ma anche del riposizionamento della mandibola in un corretto rapporto con l’articolazione temporo-mandibolare. La terapia ortodontica, utilizzando dispositivi funzionali o meccanici (detti “apparecchi”), mira a stabilire normali relazioni anatomiche e funzionali dei denti e delle loro basi ossee.

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SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 22/07/14 09:21 Pagina 20

SANITÀ

COME NASCE

UNA PROGNOSI Per formularla, esistono schede statistiche costruite negli ultimi trent’anni. Ma ogni paziente fa sempre storia a sé. E allora il “fiuto” del medico resta uno strumento indispensabile. Dott.

Pierpaolo Casalini

Medico-Chirurgo U.O. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Faenza E-mail: pierpaolo.casalini@gmail.com

La previsione dell’esito di un paziente ricoverato in ospedale, affetto da una o più malattie, è uno dei più importanti e delicati compiti che il medico deve affrontare. Rispetto al passato, oggi il medico ha il vantaggio di farmaci e tecniche più adeguate nell’affrontare le specifiche situazioni, ma ha anche lo “svantaggio” di con-

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frontarsi con una popolazione che sta cambiando rapidamente nelle abitudini, nell’età e nelle patologie di cui soffre. E’ sempre più frequente la possibilità di avere bisogno di cure mediche molto impegnative e dal risultato incerto. Inoltre, molti pazienti che giungono in ospedale in condizioni critiche, assumono già a casa terapie complesse, costituite da farmaci che migliorano lo stato di salute ma possono, in tanti casi, modificare la risposta dell’organismo, che può reagire in modo inatteso alla complicazione, all’intervento chirurgico urgente o

a qualunque altro evento inatteso. Diventa difficile quindi formulare una prognosi, cioè predire l’esito più probabile della malattia o della nuova condizione che si presenta. Eppure è necessario, non solo per il paziente e i suoi famigliari, ma anche per i sanitari stessi, che devono capire se stanno impegnandosi per tentare la guarigione di una persona, oppure se stanno curando gli effetti non più superabili di una malattia incurabile, o ancora se stanno accompagnando una persona nel modo più dignitoso possibile alla sua morte.


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Questi problemi sono presenti in tutti i reparti ospedalieri, ma sono sentiti in maniera particolare nelle Terapie Intensive e Rianimazioni, oppure nei Reparti Chirurgici quando si deve valutare la necessità e l’opportunità di indirizzare un paziente in Sala Operatoria. Quali sono allora gli strumenti utilizzati oggigiorno per formulare una prognosi? Che grado d’attendibilità hanno questi strumenti? Da anni nella Terapia Intensiva si sono consolidati due percorsi che il Medico Intensivista utilizza per valutare l’esito dei pazienti che ha ricoverati. IL PRIMO è quello dell’esperienza diretta, formata sul campo, consolidata con la revisione critica della casistica pregressa e mitigata con la necessaria prudenza. IL SECONDO è l’uso della statistica. Da oltre trent’anni sono stati costruiti e costantemente migliorati degli schemi di valutazione a punteggio delle condizioni cliniche dei ricoverati. Sono schemi che prendono in considerazione una serie di esami, parametri e condizioni di base del paziente. La misura delle alterazioni viene classificata con un punteggio la cui grandezza è proporzionata alla gravità dell’anomalia. Si ricava così un numero che è la somma dei punteggi attribuiti alle anomalie presentate e che si può mettere in www.privatassistenza.it

confronto con l’attesa di guarigione del paziente. E’ una metodologia in uso in tutte le Terapie Intensive, che offre il grande vantaggio di essere poco influenzata dalla soggettività del medico e soprattutto di essere confrontabile con i punteggi di tutte le altre Terapia Intensive, essendo il sistema di valutazione uguale per tutti.

ne è che rappresenta uno strumento di confronto fra popolazioni di pazienti, fra la performance generale di una Terapia Intensiva rispetto alle altre o alla media nazionale, ma l’uso sul singolo paziente per predirne la sopravvivenza è ancora fuori dalla sua possibilità. COSA RIMANE ALLORA? Nell’attesa di costruire uno strumento più appropriato, e continuando ad usare quanto abbiamo in mano, non si può che far leva ancora su quell’aspetto che fa della Medicina ancora un’arte che utilizza mezzi scientifici: il “fiuto”, che mette insieme esperienza, capacità, cultura tecnica e spirito di innovazione, nella solida acquisizione che la prudenza e la sana umiltà siano gli elementi guida del FINE nostro giudizio.

Questo modo di lavorare ha nel tempo cambiato un po’ l’atteggiamento del medico Intensivista, aiutandolo ad uscire da una maniera chiusa e forse autoreferenziata, in alcuni casi, di gestire il paziente. In tanti casi fornisce indicazioni sui settori dove migliorare, sugli interventi da fare e anche su quelli da non fare. Però è ancora uno strumento imperfetto e subisce frequenti revisioni, critiche e aggiornamenti. Fra le tante, la più importante imperfezio-

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OCULISTICA

LENTI A CONTATTO

COLORATE BELLE, MA… ATTENZIONE

elevata, possono correggere anche i difetti di vista e, con una certa attenzione come tutte le lenti a contatto, possono essere usate tranquillamente.

Dott.

Ugo Cimberle

Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle - Ravenna E-mail: cimberle@cidiemme.it

Feste, scherzi tra amici o solo voglia di mostrarsi e sentirsi diversi. Vanno molto di moda le lenti a contatto che modificano il colore degli occhi o creano effetti fantasiosi, dalla pupilla da gatto all'occhio tutto di un colore o stranamente variegato. Ce n'è per tutti i gusti. Noi oculisti dobbiamo però mettere in guardia i possibili utilizzatori da alcuni problemi.

Quali tipi di lenti esistono Questo tipo di lenti si dividono in DUE CATEGORIE: quelle che grazie a un trattamento laser fissano dei micropigmenti filtranti modificano la luce che si riflette dall'iride, creando una diversa colorazione apparente dell'occhio E quelle altamente pigmentate con effetti appunto particolari di tipo carnevalesco. Le prime sono costruite dalle grosse industrie produttrici di lenti a contatto e commercializzate dagli ottici qualificati. Hanno una sicurezza intrinseca 22

Unica limitazione è data dal fatto che i polimeri utilizzati per la costruzione di queste lenti sono di vecchia generazione, hanno quindi una trasmissibilità all'ossigeno ridotta rispetto alle lenti più moderne, il ché si traduce in una più ridotta tollerabilità ed un maggior rischio di irritazione della cornea. A questo si aggiunge che anche le curvature ed i diametri disponibili sono limitati, quindi c'è minore possibilità di adattamento individuale. Stessa cosa, ma in senso peggiorativo, per le LENTI COSMETICHE PARTICOLARI. Queste hanno produttori spesso sconosciuti, con poche garanzie sulla qualità dei materiali, tanto che molti ottici preferiscono non commercializzarle.

cioè essere portate solo per breve tempo e in occasioni particolari.

Conclusione In tutti i casi conviene, prima di pensare ad utilizzare una qualsiasi lente a contatto, effettuare una visita oculistica per escludere patologie o cause di controindicazione all'uso delle lenti. Poi, forniti di prescrizione medica, acquistare le lenti in un negozio di ottica qualificato e seguire con attenzione le prescrizioni e le raccomandazioni sulla gestione delle lenti date dall'oculista e dal contattologo. Infine in caso di fastidi, dolore persistente, rossori o alterazioni della vista in seguito all'uso delle lenti, farsi vedere velocemente dal proprio oculista. Guai ad insistere a tenere indossata una lente a contatto, quando questa dia qualsivoglia disturbo. FINE

Il consiglio è quello di diffidare delle lenti comperate in negozi non di ottica. La presenza di una pigmentazione importante riduce ancora di più la trasmissione di ossigeno dalle lacrime alla cornea, con rischi di ulcerazione se queste lenti sono mantenute a lungo sull'occhio. Ricordiamo che le lenti a contatto son sempre dei corpi estranei con il rischio di trasmettere e mantenere infezioni, provocare allergie, creare abrasioni corneali e ulcerazioni anche importanti con possibilità di perdita permanente della vista. Quindi questo tipo di lenti possono andare bene, ma solo per lo scopo per cui sono costruite,

V I O L A

G I A L L O


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STILI DI VITA

ALCOL

E ANZIANI

NON PIÙ DI UN BICCHIERE DI VINO AL GIORNO di Tiziano Zaccaria I comportamenti rischiosi legati al consumo di bevande alcoliche non interessano soltanto i giovani ed i giovanissimi, come spesso si tende a pensare. In Emilia Romagna, sulla base di un’indagine recente, un over 65enne su quattro, in prevalenza uomini, avrebbe problemi correlati all’alcol. Per aiutare gli anziani a capire quanto queste cattive abitudini portino a molti rischi per la salute, il mese di aprile è stato dedicato a livello nazionale alla prevenzione alcologica, con un vasto calendario di iniziative tese a mettere in luce le molte occasioni per mantenere uno stile di vita attivo: una passeggiata, un ballo, il giardinaggio, il tempo dedicato ai nipoti. Momenti che possono essere vissuti senza la compagnia dell’alcol.

chieri al giorno; ma questo consumo deve limitarsi ad un solo bicchiere per le donne e per gli anziani. Eccedere da tali soglie è considerato potenzialmente a rischio, ma gli anziani probabilmente mantengono comportamenti acquisiti nel corso della loro vita e non sono consapevoli degli aumentati rischi per la salute all’avanzare dell’età. Inoltre, la tollerabilità all’alcol può essere compromessa anche da condizioni di salute, assunzione di farmaci o altri fattori individuali».

Quali rischi si corrono A livello europeo, l’anno scorso un over 55 su quattro avrebbe avuto almeno un episodio settimanale di “binge-drinking”,

ovvero ha assunto almeno cinque bicchieri di vino in un’unica occasione. Il consumo eccessivo di alcol costituisce uno dei tre problemi prioritari di salute del mondo, come recentemente confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Benché soltanto la metà della popolazione mondiale beva bevande alcoliche, si tratta della terza causa mondiale di malattia e morte prematura, dopo il basso peso alla nascita ed il sesso non protetto, con un impatto superiore a quello del tabacco. Inoltre, l’uso di sostanze alcoliche può alterare l’effetto dei farmaci, mentre il suo abuso può provocare un certo grado di atrofia cerebrale, con deficit della percezione visiva, dell’apprendimento e della memoria. FINE

La giusta quantità «Nella nostra società, per molti anziani il vino è l’accompagnamento quotidiano di ogni pasto… - spiega il dottor Claudio Annovi, dell’Ausl di Modena …tuttavia l’assunzione eccessiva di alcol da parte loro è pericoloso, prima di tutto perché hanno una minor capacità di metabolizzazione dell’alcol assunto. Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) indicano per l’uomo di mezza età un consumo durante i pasti entro il limite di due bic23


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FISIATRIA

COSA SONO

I CRAMPI?

Le contrazioni che colpiscono all’improvviso i muscoli possono essere determinate da varie cause. Ecco come prevenirle e risolverle. Dott.

Andrea Baldisserri

Medico-Chirurgo specialista in otorinolaringoiatria E-mail: abaldisserri@alice.it

Il crampo è una contrazione improvvisa, acuta ed involontaria di un muscolo. Può insorgere durante la giornata in maniera inattesa, o essere innescato da uno sforzo fisico prolungato e superiore al proprio stato di allenamento. Può anche capitare che si verifichi a riposo, soprattutto la notte, spesso nei muscoli delle gambe.

Dottore quali sono le cause della comparsa dei crampi?

dratazione, le posizioni inusuali, la carenza di magnesio, potassio e calcio, ma anche l’uso di diuretici, l‘insufficienza renale e le arteriopatie periferiche».

Ci sono soggetti che ne sono particolarmente predisposti? «Le donne in gravidanza e le persone sopra i 65 anni».

Cosa bisogna fare quando arrivano il crampo? «Stirare il muscolo colpito o contrarre l’antagonista, ad esempio flettere il piede in caso di crampo del polpaccio».

Si può prevenire? «Poco contano i farmaci (di solito vengono utilizzati quelli attivi sul sistema

nervoso centrale, ad azione ansiolitica e miorilassante); importante è invece l'esercizio aerobico, l'apporto di calcio, di vitamena E e correggere le eventuali alterazioni metaboliche/elettrolitiche. È poi utile seguire alcuni consigli spiccioli: cercate di sottrarvi al freddo, che ne facilita la formazione, evitate gli sforzi fisici troppo intensi o prolungati, mantenete una buona idratazione durante gli allenamenti».

E quando i crampi sono frequenti, localizzati in aree insolite ed immotivati? «In questo caso è opportuno rivolgersi al proprio medico di base, che può accertare l’eventuale presenza di una malattia sottostante, responsabile della problematica». FINE

Nello sport, spesso i crampi vengono associati alla formazione di acido lattico nel sangue. «Con gli studi recenti, l'importanza dell'acido lattico si è ridimensionata. Oggi le cause principali possono essere ritenute il semplice affaticamento muscolare, la disi24

t mp.i leco tote .usa www

«Tutti i fattori d’insorgenza non sono ancora completamente chiari, tuttavia è risaputo che la condizione più frequente riguarda la fatica di un allenamento pesante, oppure una giornata molto impegnativa dal punto di vista fisico. A scatenarli possono essere anche alcune malattie neurologiche: in questi casi si parla di crampi secondari, mentre il crampo comune che si verifica nella persona sana viene definito primitivo. Esiste infine una predisposizione genetica».

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SALUTE IN CUCINA

CONSERVE

ALIMENTARI LE REGOLE PER UNA

PREPARAZIONE

CORRETTA

PRIMA PUNTATA Il rischio del “fai da te” e il pericolo del botulismo La preparazione domestica di conserve alimentari è un’abitudine molto diffusa nel nostro Paese. Storicamente dietro a questa tendenza ci sono la convinzione di ottenere un prodotto più salubre ed il tentativo di ottenere un risparmio economico. Oggi nell’approccio ai prodotti alimentari spesso genuinità, naturalità e tipicità si contrappongono con tecnologia, sicurezza e innovazione, ma solo fondendo queste caratteristiche è possibile garantire la qualità. Le diverse componenti della qualità degli alimenti possono essere esaltate o compromesse nei vari passaggi del processo produttivo: dalla provenienza e scelta degli ingredienti, alla loro combinazione. In questo contesto si sentiva la necessità di fornire al consumatore indicazioni accurate, ma di facile fruizione, per la corretta preparazione e conservazione di questi prodotti, con particolare attenzione alla prevenzione del rischio più rilevante, ovvero il botulismo alimentare. Perciò di recente il Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo ha pubblicato le Linee Guida per una corretta preparazione delle conserve alimentari, con l’obiettivo di aiutare chi si cimenta in questo “fai da te” a casa propria.

Il botulismo alimentare IL BOTULISMO È UNA DELLE PIÙ NOTE E TEMUTE MALATTIE A TRASMISSIONE ALIMENTARE. Sebbene rara, si tratta di una malattia grave, i cui esiti possono essere fatali. Anche nelle fasce meno informate della popolazione vi è la consapevolezza che

certi alimenti, preparati in condizioni non appropriate, possono essere causa della malattia. Accanto a questa generica cognizione, però, esistono forti carenze conoscitive tra i consumatori sulle reali cause della malattia e sulle misure di prevenzione del rischio di intossicazione. Proprio tali carenze ogni anno fanno sì che in Italia si registrino… »SEGUE

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SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 22/07/14 09:28 Pagina 26

mediamente 20-30 casi di botulismo, nella stragrande maggioranza dovuti al consumo di conserve prodotte in ambito domestico. Il Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo (CNRB), istituito nel 1988 dal Ministero della Salute, svolge attività di ricerca e di supporto al Servizio Sanitario Nazionale attraverso la diagnosi dei casi sospetti, lo sviluppo e validazione di metodi analitici, il supporto tecnicoscientifico nella gestione dei casi di botulismo, la raccolta e l’elaborazione delle informazioni e dei dati clinici ed epidemiologici. Per la necessità di garantire un servizio diagnostico funzionale alla gestione dei casi sospetti (che per la gravità dei sintomi e l’esigenza di una diagnosi tempestiva, rappresentano tutti delle “emergenze”) il CNRB è operativo 365 giorni all’anno.

Una tradizione italiana Accanto alle ricette di conserve domestiche tramandate dai genitori ai figli, molti amano sperimentare nuove proposte, anche elaborate, spesso mirate a trasformare un piatto deperibile in un prodotto a lunga conservazione. Ispirati dalla fantasia o da uno dei tanti programmi di cucina disponibili sulle reti televisive, gli italiani cercano di selezionare metodi di preparazione che ritengano garantire un buon risultato. In questa ricerca, il canale preferenzia-

le di informazione resta comunque Internet, che ospita ricette e pareri liberi, ma proprio perciò svincolati dall’obbligo di assicurare solidità scientifica. Ecco quindi l’esigenza di spianare una nuova strada per le sperimentazioni gastronomiche, tracciando un percorso sicuro in un terreno insidioso. Questa esigenza è particolarmente sentita oggi, perché l’avventurismo gastronomico porta spesso a confrontarci con pratiche di conservazione e trasformazione ad alto rischio igienico, dal crudismo alle “cotture” a freddo, dagli ingredienti etnici agli additivi acquistabili anche in centri commerciali.

Cosa sono le conserve alimentari LE CONSERVE SONO TUTTE QUELLE PREPARAZIONI ALIMENTARI CONFEZIONATE IN CONTENITORI A CHIUSURA ERMETICA CHE SUBISCONO TRATTAMENTI TERMICI IN GRADO DI STABILIZZARLE E CONSERVARLE PER LUNGHI PERIODI A TEMPERATURA AMBIENTE. Esistono poi le SEMI-CONSERVE: preparazioni alimentari che per loro natu-

ra non possono essere trattate a temperature di sterilizzazione, quindi subiscono trattamenti termici a temperature minori (pastorizzazione), che comunque sono in grado di distruggere alcune forme microbiche (fra cui le patogene) e gli enzimi. Questi prodotti non sono sterili e contengono un numero variabile di microrganismi (microbi termoresistenti, spore) la cui crescita è tenuta sotto controllo mediante opportune modalità di conservazione. Solitamente si conservano in frigorifero per un periodo più breve delle conserve. Un esempio di conserva è rappresentato da vegetali sott’aceto, carne in scatola, tonno in scatola, legumi in banda stagnata. Un esempio di semi-conserva è rappresentato da zuppe e minestroni pronti, prodotti essiccati e liofilizzati, gelati, surgelati e prodotti congelati. La stabilizzazione delle conserve è un processo o una serie di processi che permettono di bloccare l’attività degli enzimi e dei microrganismi naturalmente presenti negli alimenti, che ne causerebbero il deterioramento e la perdita della commestibilità. Il processo di stabilizzazione più importante è la STERILIZZAZIONE, che consiste nel trattare un alimento confezionato ermeticamente a temperature maggiori di quella di ebollizione dell’acqua, e pertanto richiede

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SALUTE_10piu_n.8.14_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 21/07/14 18:35 Pagina 27

Con la sterilizzazione vengono disattivati tutti gli enzimi e distrutte tutte le forme microbiche, anche le più resistenti, che solitamente si ritrovano sotto forma di spora.

Un altro processo di stabilizzazione è la PASTORIZZAZIONE. Si tratta di trattamento termico effettuato generalmente a temperatura minore o uguale a quella di ebollizione dell’acqua ed in grado di distruggere la maggior parte degli enzimi e dei microrganismi, ma non le spore. Gli alimenti pastorizzati, infatti, potendo contenere microrganismi vitali, devono essere sottoposti ad ulteriori trattamenti che bloccano lo sviluppo microbico. Generalmente tali trattamenti prevedono l’acidificazione dell’alimento o la conservazione per tempi limitati in frigorifero.

Storia delle conserve alimentari La necessità di conservare gli alimenti il più a lungo possibile si è manifestata fin dall’antichità, quando la disponibilità degli alimenti era condizionata dalle stagioni e dalla possibilità di catturare le prede. Fu la natura stessa a indicare le prime modalità di conservazione: la frutta che restava sugli alberi seccava e non perdeva commestibilità, gli animali che restavano sepolti sotto la neve e i pesci che restavano inclusi nelle saline naturali sono stati sicuramente i primi esempi di conserve. Il commercio del pesce salato e affumicato era praticato già nell’antico Egitto e presso i Fenici ed era noto a Greci e Romani. Il cuoco imperiale Gabrio Apicio nel suo “De re conquinaria” descriveva le modalità di conservazione della carne con miele, aceto, sale e mostarda. Nel IV secolo Palladio raccomandava di conservare le olive facendone strati compatti colmati di miele, aceto e sale. BISOGNERÀ PERÒ ASPETTARE NICOLAS APPERT NEL 1796 PER VEDERE L’APPLICAZIONE DEL PRIMO TRATTAMENTO TERMICO ALLA CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI.

Nel 1810 l’inglese PETER DURAND, l’inventore dei barattoli in banda stagnata, brevettò il metodo di conservazione degli alimenti mediante riscaldamento in recipienti di latta. Ma solo dopo la metà dell’Ottocento il processo di conservazione degli alimenti in contenitori chiusi ermeticamente acquisì connotazioni scientifiche.

Fonte: WIKIPEDIA

apparecchiature dedicate non disponibili in ambito domestico.

Il merito fu del francese LOUIS PASTEUR, che dimostrò come lo sviluppo microbico fosse responsabile delle alterazioni dei prodotti alimentari. Un ulteriore contributo alle moderne tecnologie di stabilizzazione delle conserve alimentari mediante trattamento termico fu dato dal gruppo di ricerca del chimico americano Bigelow. In Italia i nomi di spicco ai quali fa riferimento l’industria conserviera sono Francesco Cirio e Pietro Sada. Il primo nel 1858 aprì a Torino la prima fabbrica di piselli in scatola, il secondo nel 1881 impiantò in Lombardia la prima fabbrica di carne in scatola. FINE (CONTINUA NEI PROSSIMI NUMERI)

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I NOSTRI AMICI ANIMALI

IN VACANZA

COL CANE Le buone regole e le normative da rispettare, per evitare che il viaggio si trasformi per lui in un tormento.

Max Vismara Istruttore cinofilo e psicologo clinico www.dicasavismara.it

Estate, tempo di vacanze, ovviamente per chi se le può permettere, dato il periodo economico che stiamo tutti attraversando... Vacanze quindi, mare, monti, lago... agriturismi e ovunque ci si possa permettere di staccare la spina dalla quotidiana routine e dallo stress dei tempi frenetici. Ma ai nostri animali chi ci pensa? Ovviamente il proprietario più premuroso opta per fare in modo che Fido o Micio possano seguirlo durante il periodo delle ferie. Per far sì che anche per il nostro animale il periodo delle vacanze sia un buon ricordo, dobbiamo fare in modo di essere pronti alla partenza e soprattutto ai giorni in cui si starà fuori le abituali mura domestiche. Ciò che scrivo qui vede il cane protagonista (per mia deformazione professionale), ma le regole di buona gestione possono essere utili anche per i possessori di gatti.

Visita e vaccinazioni, un obbligo Per prima cosa controllare la salute del vostro amico a quattro zampe. 28

Un controllo dal veterinario di fiducia e il rendere l'animale regolare da un punto di vista profilattico contro le malattie che gli si possono trasmettere durante la vacanza, in particolar modo se si va all'estero, sono indispensabili e spesso obbligatorie. Molti Paesi esteri sono severissimi riguardo la copertura vaccinale dei cani e ottemperano anche periodi di quarantena: in questi casi forse è raccomandabile pensare di lasciare l'animale a casa, presso parenti fidati o strutture professionali di accoglienza. In quasi tutta Europa il vaccino antirabbico è obbligatorio e deve essere effettuato un mese prima della partenza.

I cani devono essere muniti di microchip identificativo. In molti Paesi esteri si deve accedere col passaporto per il cane o per il gatto… Informarsi presso le Ausl territoriali competenti Prima di affrontare un viaggio è bene accertarsi che il cane lo sopporti, è quindi ottima cosa abituarlo a viaggiare con noi sin da cucciolo.

Il viaggio in auto Ci sono cani che non amano andare in auto e quindi è sempre bene supportarli sia da un punto di vista educati-

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vo/comportamentale, permettendo loro di associare l'esperienza auto con un’attività piacevole: per esempio, andare al parco o in un luogo di svago, piuttosto che dal veterinario. Alcuni cani mal si adattano all'auto per estrema sensibilità "labirintica e/o vagale"; in questo caso un veterinario ci può aiutare prescrivendo terapie adatte al soggetto sofferente. Durante il viaggio l'animale deve essere alloggiato in sicurezza, mai libero di vagare per l'abitacolo. Esistono in commercio dei separatori, trasportini, guinzagli a "clip" che si innescano nelle fessure per le cinture di sicurezza, che permettono al cane di viaggiare comodo ma al tempo stesso sotto controllo. L'ART. 169 del Nuovo Codice della Strada consente quindi di trasportare direttamente nell'abitacolo dell'auto un solo cane, purchè non costituisca pericolo o intralcio per il conducente; ovvero quantomeno sul sedile posteriore, se si viaggia da soli col cane, dotandolo di un guinzaglio idoneo al fissaggio agli attacchi per le cinture di sicurezza o posizionandolo all'interno di un idoneo contenitore per il trasporto. Anche se probabilmente la cosa migliore e meno stressante per il nostro Fido, sarebbe che sul sedile posteriore il cane fosse accudito durante il viaggio da un secondo passeggero “umano”. E' consentito inoltre il trasporto di un numero superiore di ani-

SCONSIGLIATO

mali domestici (i cani rientrano in questa classificazione) se questi vengono custoditi in gabbie posizionate nel vano posteriore dell'auto, appositamente diviso da una rete; oppure tenendo i cani, se di piccola taglia, in appositi "contenitori da trasporto". Disattendendo questa normativa vigente si è soggetti ad una sanzione amministrativa (multa) che va da un minimo di 84 euro ad un massimo di 335 euro.

Consigli di viaggio Prima di un viaggio è bene far fare un po' di moto al cane, in modo da permettergli di scaricare un poco di energie, così da evacuare e poi riposarsi in auto. Sconsiglio di dare da mangiare al cane

prima di un viaggio. Meglio viaggiare a digiuno e fermarsi ogni due ore per abbeverarlo e farlo sgambare. Se si viaggia d'estate è un ottimo ausilio il condizionatore e/o il climatizzatore in auto, ricordandoci di acclimatare il cane un po' prima dell'arrivo a destinazione, spegnendo il refrigeratore d'aria dieci minuti prima dell'arrivo, per evitare un repentino e poco salutare sbalzo termico tra il dentro e il fuori abitacolo. NON FAR VIAGGIARE IL CANE CON LA TESTA FUORI dal finestrino, per tre motivi: il primo riguarda la sicurezza del cane; il secondo è per evitare che possa contrarre una congiuntivite per l'eccesso di aria negli occhi o un raffreddamento per inalazione; o ancora » SEGUE un’otite.

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I NOSTRI AMICI ANIMALI

Viaggio in treno

I cani di grossa taglia, invece, sono ammessi solo se non recano disturbo e sono tenuti al guinzaglio e con museruola, altrimenti, oltre al pagamento del biglietto ridotto, è necessario prenotare l’intero scompartimento. Nelle vetture letto sono ammessi cani con pagamento di un biglietto di seconda classe ridotto del 40% e di una tassa di disinfestazione. Sui treni locali, dove le carrozze sono costituite da un unico ambiente, è consentito il trasporto degli animali solo facendo uso delle piattaforme o dei vestiboli delle carrozze. I cani di media e grossa taglia non sono accettati sui "Pendolini" per il fatto che lo spazio per TA

In Italia è consentito il trasporto in treno di cani, purché si seguano alcune semplici regole legate anche al tipo di treno utilizzato per lo spostamento. Per gli animali di piccole dimensioni,

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PALESTRA CITY CLUB ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA

Quando abbiamo raggiunto il luogo delle nostre vacanze, può essere utile avere dei ragguagli sugli spostamenti brevi da effettuarsi con mezzi pubblici. Per i trasporti urbani comunali (autobus, metropolitana) i regolamenti variano da un Comune all'altro. Se è consentito l'accesso ai cani, può essere chiesto, o meno, il pagamento del biglietto e l'animale dovrà essere al guinzaglio e munito di museruola a paniere. In ogni caso non sono ammessi più di due cani contemporaneamente. Per quanto concerne lo spostamento in taxi, non esistono regole generali per il trasporto di animali, per cui è a discrezione del conducente accettare il cane a bordo. Per questo consigliamo di segnalare la presenza di animali al centralino al momento della richiesta della vettura, in modo che la stessa compagnia provveda ad inviare un taxi che accetta di trasportare animali.

IL

O gli si permette di bagnarsi, oppure lo si lasci più coscientemente a casa. I cani soffrono molto il caldo e dato che il loro corpo non si refrigera come il nostro attraverso il sudore, essi dissipano il calore con difficoltà e sono a rischio di "colpi di calore". La montagna e la campagna sono ovviamente mete preferibili al mare, ma questo è un discorso personale. I cani sono abitudinari e per molti di loro l'inizio della vacanza può essere vissuto più come uno stress che come un divertimen-

Mezzi pubblici e taxi

in via generale, il trasporto è gratuito se custoditi in appositi contenitori di dimensioni non superiori a 70x50x30. Nei treni a scompartimento, i cani di piccola taglia possono viaggiare liberamente accanto a noi, sempre sorvegliati con attenzione e purché i passeggeri dello scompartimento lo consentano, solo in seconda classe, acquistando un biglietto ridotto del 40%.

FF

ANCHE I CANI AMANO RINFRESCARSI

to, ricordiamoci che loro dipendono da noi a dobbiamo fare il possibile per rendergli questa esperienza lieta a positiva.

A

Prima del viaggio è bene documentarsi sulla meta e sul fatto che ci siano delle strutture idonee ad ospitarlo adeguatamente, in modo da non renderlo un recluso in camera di alberghi, o peggio su spiagge senza ombra e possibilità di rinfrescarsi. Molti stabilimenti balneari ospitano il cane in spiaggia, ma pochi permettono la balneazione. Mi domando quindi che senso abbia portare il cane in spiaggia se deve essere costretto alla calura del sabbione... troppo spesso vedo cani ansimanti sotto ombrelloni o sedie a sdraio in cerca di un pochino di sabbia umida.

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RAVENNA - Via Faentina, 121/F - C/O Centro Comm.le Il Ponte ORARI LUGLIO-AGOSTO LUNEDÌ - MERCOLEDÌ - VENERDÌ Mattina 8,45-15 e pomeriggio 18-22 MARTEDÌ - GIOVEDÌ Pomeriggio 15,30-22 SABATO 9-13 » DOMENICA CHIUSO ORARIO ESTIVO FINO AL 7 SETTEMBRE

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il passeggero non è sufficiente per poterlo tenere accanto. Quelli di piccola taglia sono ammessi, gratuitamente, se custoditi in appositi contenitori collocati in appositi spazi. Nei treni Eurostar Italia possono viaggiare solo i cani guida per i ciechi; a tutti gli altri animali è vietato l'accesso. Poiché comunque le Ferrovie dello Stato possono apportare modifiche alle condizioni per il trasporto di animali in treno, è consigliabile, prima di mettersi in viaggio, sincerarsi che queste non siano cambiate. I cani guida per non vedenti viaggiano invece gratuitamente in qualunque treno e classe; sono soggetti, al massimo, a dover portare la museruola.

Viaggio in aereo Tutte le compagnie aeree consentono, in genere, il trasporto di cani e altri piccoli animali, ma ciascuna adotta regole diverse, per cui prima di metterci in viaggio è sempre opportuno programmare ed informarsi con anticipo (ad esempio sui voli Alitalia può essere imbarcato solo un animale per ogni classe e/o sezione di cabina). Al momento della prenotazione dovremo comunicare alla compagnia aerea la presenza del nostro amico a quattro zampe.

Viaggio in nave Grazie alla tolleranza delle nostre compagnie di navigazione, generalmente non è un problema portare i nostri cani a bordo di navi o traghetti destinati a brevi traversate: basta avere a portata di mano il certificato di buona salute. Su alcune imbarcazioni esistono apposite gabbie o "canili di bordo", dove è obbligatorio rinchiudere il nostro cane se questo è di grossa taglia, mentre se è di piccola taglia può passeggiare tranquillamente sul ponte, tenuto al guinzaglio, e dormire in cabina (prenotata per intero). Alcune compagnie richiedono l'uso della museruola.

AEREO

Se la località di vacanza è all'estero, dovremo inoltre informarci sulle formalità in vigore nel paese di destinazione: ad esempio in certi Stati l'introduzione di un animale prevede un periodo di quarantena che può arrivare fino a tre mesi (in questo caso forse è meglio evitare a Fido questa traumatica esperienza!). Come regola generale il nostro cane dovrà essere vaccinato contro le prin-

cipali malattie e, per ogni evenienza, è opportuno portarsi dietro oltre al libretto sanitario anche un certificato che attesti lo stato di buona salute. Tutte le compagnie aeree consentono che i cani di piccola taglia viaggino al nostro fianco, in cabina, purché custoditi in gabbie col fondo impermeabile (tali gabbie devono avere dimensioni adeguate per consentire alle bestiole di muoversi comodamente). Se invece il peso del nostro cane più quello del contenitore supera i 10 kg., l'animale dovrà viaggiare nella stiva: sarà imbarcato dallo scalo merci e viaggerà all'interno di apposite gabbie messe a disposizione dalla compagnia aerea (se possiamo, evitiamogli questa esperienza!). L'unica eccezione riguarda i cani guida per non vedenti, che vengono imbarcati col passeggero purché muniti di museruola e guinzaglio: in questo caso il trasporto è gratuito anche se, comunque, si dovrà segnalare la presenza del cane all'ufficio prenotazione della compagnia aerea; cane e padrone saranno imbarcati per primi e sistemati adeguatamente l'uno accanto all'altro. Detto ciò, non mi rimane che augurare a bipedi e quadrupedi una buona vacanza, con un ammonimento rivolto solo agli FINE umani.

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HANNO COLLABORATO al numero di AGOSTO di Dott. Andrea Baldisserri Medico-Chirurgo specialista in otorinolaringoiatria E-mail: abaldisserri@alice.it Dott.ssa Letizia Bompani Ortodontista c/o Studio ABB Faenza - Tel. 0546.623355 E-mail: info@studioabb.it Dott. Pierpaolo Casalini Medico-Chirurgo U.O. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Faenza E-mail: pierpaolo.casalini@gmail.com Dott. Ugo Cimberle Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle - Ravenna E-mail: cimberle@cidiemme.it Dott. Vladimir Guluta Cardiologo c/o Maria Cecilia Hospital - Cotignola E-mail: vguluta@gmail.com

www.salute10piu.it Dott.ssa Antonietta Pace Logopedista Cell. 339.7196006 Email: paceantonietta@libero.it Dott.ssa Maria Nives Visani Farmacista - Naturopata E-mail: salutenaturasnc@alice.it Max Vismara Istruttore cinofilo e psicologo clinico www.dicasavismara.it

I NOSTRI COLLABORATORI Dott. José Aguayo Ph.D. - Psicologo - Psicoterapeuta Email: j.aguayo1345a@ordpsicologier.it

Dott. Maurizio Fontana - Direttore U.O.C. Ortopedia Traumatologia - Presidio Ospedaliero di Faenza

Dott.ssa Valentina Orlandi - Ortottista E-mail: valentina.orlandi28@libero.it

Dott.sa Azzarello Maria Germana Iscritta AGI (Associazione Grafologi Italiani) Iscritta ANGRIS (Ass.ne Naz. Grafologi Rieducator) E-mail: azzarellogermana@gmail.com

Massimo Greco - Associazione Pet Levrieri Onlus www.petlevrieri.it

Dott. Fabiano Palmieri - Dirigente medico UOC Urologia AUSL Romagna - PO RAVENNA

Dott. Marco Ioni Dirigente Medico 1° Livello Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso Ospedale Civile di Faenza - AUSL di Ravenna

Dott. Giuseppe Plazzi Dipartimento di Scienze Neurologiche Università di Bologna - E-mail: giuseppe.plazzi@unibo.it

Dott. Flaviano Jacopi - Specialista in cardiologia e medicina dello sport - Direttore sanitario Astrea Medical Center Faenza E-mail: flaviano.jacopi@fastwebnet.it

Dott. Antonio Salzetta - Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva - Presidio Ospedaliero di Faenza - Ausl Ravenna

Dott. Giuseppe Ballardini - Medico Specialista Reparto Infettivi c/o Ospedale di Ravenna - E-mail: campehna@me.com Dott.ssa Serena Bagli - Psicologa e Psicoterapeuta - Lugo Email: info@serenabagli.it - www.serenabagli.it Dott. Matteo Biserna - Psicologo e scrittore - Ravenna Email: matteobiserna@gmail.com www.marginidelfoglio.blogspot.com Dott. Eugenio Bucherini - Angiologo Dott.ssa Chiara Bucherini - Biologa nutrizionista Dott.ssa Isabella Cantagalli Psicologa - Psicoterapeuta c/o Physiomedica Via Malpighi, 150 - Faenza E-mail: drcantagalli@gmail.com - Cell. 329.8025403 Dott. Giorgio Maria Cicognani Medico Geriatra - AUSL Ravenna E-mail: giorgio.cicognani@fastwebnet.it Dott. Guido Cocchi Responsabile Centro Malformazioni Congenite e Amb/DH MR UO-Neonatologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna E-mail: guido.cocchi@unibo.it Dott. Sergio D’Addato - Dip. di Scienze Mediche e Chirurgiche Università di Bologna - Ospedale Sant’Orsola Malpighi

Dott. Marcello Lanari - Consiglio Direttico SIN, Società Italiana di Neonatologia Dott.ssa Enza Lamanna - Urologia - Azienda USL di Ravenna E-mail: ra.urologia@ausl.ra.it Dott. Angelo Lofino - Psicologo Psicoterapeuta www.psicologia-studio-sessuologia.it Dott. Leonardo Loroni Pediatra a Ravenna presso Ospedale Privato San Francesco e presso Ravenna Medical Center E-mail: leonardo.loroni@gmail.com

Barbara Maioli Educatore Cinofilo APNEC nr. 043 - Reg. Emilia Romagna Disciplinato ai sensi della Legge nr. 4/2013 E-mail: barbara.maioli@alice.it Dott. Andrea Maccolini Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Tecnobios Procreazione Bologna Consigliere CECOS Italia - Email: amaccolini@alice.it

Gianna Manna - Optometrista - E-mail: giannamanna@yahoo.it Dott. Calogero Di Stefano - Specialista urologo E-mail: loger99@libero.it Prof. Marinella Di Stani - Psichiatra Responsabile Ambulatorio del Comportamento Alimentare di Ravenna - AUSL Romagna Dott. Andrea Drei - Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza - E-mail: andrea.drei@alice.it Dott.ssa Valeria Fabbri - U.O. Officina Trasfusionale, Centro Servizi AVR - Pievesestina (Cesena) E-mail: vfabbi@ausl-cesena.emr.it

Federico Marchetti - Direttore Dipartimento Maternità ed età evolutiva Ausl Ravenna Cesare Missiroli - Massiofisioterapista www.cesaremissiroli.it - E-mail: cmissiroli@me.com Dott. Francesco Motta Primario del reparto di Ortopedia Pediatrica Ospedale “dei Bambini” Vittore Buzzi di Milano E-mail: francesco.motta@icp.mi.it

Francesco Spadoni - Tecnico ortopedico Email: francesco@ortopediaspadoni.it Dott.ssa Susanna Stagni Laureata in odontoiatria e protesi dentaria. Dott. Ignazio Stanganelli Responsabile Centro di Oncologia Dermatologica Skin Cancer Unit IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna Progetto Melanoma Istituto Oncologico Romagnolo Dott. Stefano Stea Responsabile U.O di Chirurgia Maxillo-Facciale Maria Cecilia Hospital Cotignola - www.stefanostea.it E-mail: maxillofacciale-mch@gvmnet.it

Prof. Pierluigi Strippoli - Università di Bologna Prof. Catrin Tamburini - Psicologa Clinica Ambulatorio Disturbi del comportamento Alimentare di Ravenna, AUSL Romagna

Monica Tramonti - Collaboratrice circoli ippici FISE E-mail: monica@mo-maeventi.it Dott. Gregorio Tugnoli Responsabile U.O.S.D. Chirurgia del Trauma Ospedale Maggiore, Azienda USL di Bologna E-mail: gregorio.tugnoli@ausl.bologna.it Dott.ssa Donatella Valmori - Psicologa e Sessuologa E-mail: d.valmori@libero.it Dott.ssa Sara Vignoli Fisioterapista - Studio Medico Villa Ginanni Corradini Campiano - Cell. 345.2801470 - E-mail: vignolisara@gmail.com Dott.ssa Dalila Visani - Psicologa - Psicoterapeuta E-mail: dalila.visani@gmail.com

Simonetta Ferretti - Responsabile U.O. Consultori Familiari Ausl Ravenna

Dott.ssa Monica Negosanti Dietista AUSL Bologna UOC Igiene Alimenti e Nutrizione

Dott. Salvatore Voce - Urologia - Azienda USL di Ravenna E-mail: ra.urologia@ausl.ra.it

Dott. Andrea Flamigni - Specialista Idrologia Medica Direzione Sanitaria Terme di Cervia

Dott. Gianfranco Niedda - Otorinolaringoiatra E-mail: gianfranconiedda@tiscali.it

Dott.ssa S. Zamuner - Medico Nutrizionista E-mail: info@stefaniazamuner.it

Dott. Stefano Farioli-Vecchioli Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia - Centro Santa LuciaEbri-CNR, Roma - E-mail: stefano.farioli@inmm.cnr.it

Dott. Roberto Nonni Direttore Sanitario - San Pier Damiano Hospital - Faenza E-mail: rnonni@alice.it

Dott. Franco Ziccardi Medico di medicina generale - Gruppo C.A.S.P.I.T.A. di Faenza E-mail: caspitafaenza@gmail.com

SALUTE 10+ - Anno 4 - N. 8.2014 - Aut. Trib. Ravenna n. 1381 del 23/11/2011 - www.salute10piu.it Proprietà, redazione e realizzazione - Multiservice sas: via A. Gnani, 4 - 48100 Ravenna Tel. 0544.501950 - multiredazione@linknet.it - Direttore responsabile: Spada Gabriele Stampa: Tipografica Derthona - Tortona (Al) - www.tipograficaderthona.it


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Riabilitazione equestre per disabilitĂ fisico-mentali

Avvicinamento all’equitazione per grandi e piccini

Via Benaco, 59 - Ravenna - Tel. 0544.271763 Katiuscia - Cell. 347.9162823

LAssociazione Sportiva Dilettantistica Scuderia del Borgo nasce nel giugno 2007. A Ravenna, in un ettaro di terreno vicinissimo al Centro Iperbarico e di proprieta` della locale Azienda Sanitaria, in via Benaco 59, e` stato creato un luogo ideale dove una normale scuola di equitazione si trasforma in un importante Centro di Ippoterapia di aiuto alle persone bisognose di sostegno. Piu` di 500 fra bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni, frequentano abitualmente la Scuderia. Fra questi circa 200 sono portatori di disabilita` fisiche e psichiche, paralisi cerebrali infantili, sindrome di down, disturbi dellapprendimento. In realta` Scuderia del Borgo non e` solo una scuola di equitazione od un semplice pensionato per cavalli. Qui ci si diverte, si impara ad andare a cavallo, si organizzano corsi ed escursioni per favorire la socializzazione, per insegnare il rispetto delle regole e la disciplina, per aiutare lo sviluppo delle capacita` motorie. E sono proprio i proventi derivanti da queste attivita` che garantiscono la gratuita assistenza ai bambini ed ai ragazzi diversamente abili. Cristiana Ravaioli, tecnico ANIRE e, quindi, esperta in riabilitazione equestre, e` il responsabile della Scuderia. Preziose collaboratrici di Cristiana sono Federica Rossi vicepresidente e

Monica Poggi. Nella Scuderia e` possibile fare scoutismo, dormire e soggiornare in tenda, per vivere a contatto con gli animali, con i tanti cavalli ed i tanti cani ma, anche, con i conigli, con i gatti e con i tanti altri piccoli amici che qui vivono. Altra importante attivita` esercitata all interno della Scuderia del Borgo e` quella della Pet Therapy. Zeus, un mastino napoletano, 85 kg di affetto e simpatia, Asia una deliziosa bassethound e Star un meticcio dolce e sensibile, sono pronti ad aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto e conforto. Non solo. Per favorire l inserimento lavorativo di pazienti adulti che soffrono di disturbi psichiatrici, lAusl ed i Servizi Sociali hanno attivato, in collaborazione con Scuderia del Borgo, delle Borse Lavoro. Occuparsi dei cavalli, dei cani, occuparsi della Scuderia nel suo insieme, diventa, per queste persone, unoccasione importante per affrontare e vincere le proprie difficolta`. Altro importante lavoro svolto all interno di Scuderia del Borgo, e` quello del reinserimento lavorativo dei minori che vengono qui destinati dalle Case Famiglia gestite direttamente dal Tribunale dei Minori. Un ruolo sociale importante che viene garantito tutto l anno e con qualsiasi tempo.

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Salute 10 più Nr. 8 Anno 2014  

Salute 10 più è il mensile gratuito dedicato alla salute, al benessere e molto altro ancora. È disponibile nelle più importanti farmacie...

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