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MENSILE DI INFORMAZIONE SU SALUTE E BENESSERE - N. 11 - NOVEMBRE 2013

RAVENNA

PAGINA 19

I DENTI DEI BAMBINI

INOLTRE

· IPERTENSIONE ARTERIOSA · NORDIC WALKING · I 40 ANNI DEL PROGETTO BRISIGHELLA · POSTURA E VISIONE NELL’ETÀ SCOLARE W W W. M E C C A N I C S Y S T E M . C O M

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Il centro Bayermann di Ravenna si fonda sull'esperienza ventennale della titolare, Sig.ra Rosanna Bertoni, che dal 1986 ha fatto della tricologia e dei problemi dei capelli, la sua professione: ed oggi dopo 24 anni in cui ha operato con passione, entusiasmo e professionalità, il suo centro è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che hanno problemi di calvizie. Promuovere il benessere dei capelli ha una rilevanza anche sociale, perché avere dei capelli sani e belli migliora la qualità della vita e fa aumentare nell’individuo la propria autostima. Una equipe specializzata Vi offrirà un servizio informativo completo e affidabile sui problemi del cuoio capelluto e dei capelli, affrontando con specifici trattamenti tricologici la caduta dei capelli e le calvizie. La Bayermann di Ravenna è composta da 3 DIVISIONI PRINCIPALI:

DIVISIONE TRICOLOGICA CHECK-UP del cuoio capelluto e del capello per individuare prevenire e risolvere le anomalie dei capelli; PRODOTTI E TRATTAMENTI Agiamo in modo mirato con cosmetici e apparecchi ad alta tecnologia per prevenire e correggere la perdita dei capelli e ridarne volume. Utilizziamo strumentazioni all'avanguardia per contrastare gli inestetismi del cuoio capelluto, il tutto accompagnato da principi attivi nutrienti e prodotti testati. Per esempio, il vaporizzatore igienizza e migliora l'ossigenazione follicolare e il laser stimola a fondo la microcircolazione permettendo fin dalle prime sedute il rafforzamento del bulbo pilifero: questo si traduce in poco tempo in capelli più forti, più sani e più brillanti.

DIVISIONE DONNA Il centro Bayermann da sempre pone particolare attenzione all’universo femminile e Divisione Donna è una sezione dedicata a loro, con un approccio che tiene conto della specificità dei problemi femminili e di conseguenza delle soluzioni adatte a loro. Capelli rovinati da tinte e decolorazioni aggressive, doppie punte e capelli sfibrati, queste sono alcune delle anomalie che possono subire i capelli di una donna, per arrivare poi a casi di diradamento e calvizie che oggi giorno sono sempre più numerosi. In questi casi si interviene con trattamenti appositamente studiati che stimolano l'ossigenazione follicolare e il rafforzamento del bulbo pilifero con preparati bioproteici. Sotto la guida esperta dei nostri operatori si possono ottenere, seduta dopo seduta, con la dovuta costanza, capelli sani, soffici e brillanti e prevenire problemi più seri e gravi.

DIVISIONE INFOLTIMENTO SISTEMI CAPILLARI: questo reparto è Dedicato alla soluzione estetica delle calvizie e delle problematiche relative al diradamento: mediante il sistema capillare , ovvero una metodologia brevettata che integra capelli naturali alla persona in modo graduale e senza alcun intervento invasivo, riusciamo ad ottenere un risultato estetico ottimale. La Bayermann, quindi è in grado di risolvere esteticamente e funzionalmente tutte le problematiche relative alla caduta dei capelli con l’ausilio di una gamma completa di prodotti per la prevenzione, il trattamento ed il benessere del capello e del cuoio capelluto: prodotti che il personale altamente qualificato e costantemente aggiornato, propone dopo attente e approfondite analisi. Con il sistema capillare siamo in grado di trovare rimedio a ogni gene-

re di Calvizie (alopecia ustioni, traumi , interventi chirurgici ). Se hai a cuore la tua immagine e i tuoi capelli vieni a trovarci per una consulenza e un check-up gratuito


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Nr. 11 - NOVEMBRE 2013 - www.salute10piu.it

ALIMENTAZIONE

3 IL CACHI - Frutto dell’autunno per bambini, anziani e sportivi Ambra Mambelli SALUTE

4 DIFENDERSI DAL FREDDO DELL’INVERNO Dott.ssa Maria Nives Visani SCOPERTE

6 IL “BACTEROIDETES” IN AIUTO CONTRO L’OBESITÀ Dott.ssa Monica Negosanti PREVENZIONE

8 IPERTENSIONE ARTERIOSA Dott. Franco Ziccardi SPORT

11 NORDIC WALKING Francesco Scardovi PREVENZIONE

14 IL PROGETTO BRISIGHELLA Dott. Sergio D’Addato NORMATIVE

18 DONAZIONE DI ORGANI Tiziano Zaccaria INFANZIA

19 L’ODONTOIATRIA PER I BAMBINI Dott.ssa Susanna Stagni FISIOTERAPIA

22 CURARE LE PATOLOGIE MUSCOLO-SCHELETRICHE Cesare Missiroli TERMALISMO

24 RIGENERARSI ALLE TERME Dott. Andrea Flamigni OCULISTICA

26 L’IMPORTANZA DI POSTURA E VISIONE Gianna Manna - Dott.ssa Elena Berti SALUTE

27 STORIA DELLA MEDICINA - GLI ANNI DUEMILA I NOSTRI AMICI ANIMALI

30 CINOFILIA DA SOCCORSO

- L’Associazione “Zarlot”

Tiziano Zaccaria SALUTE 10+ - Anno 3 - N. 11.2013 - Aut. Trib. Ravenna n. 1381 del 23/11/2011 - www.salute10piu.it Proprietà, redazione e realizzazione - Multiservice sas: via A. Gnani, 4 - 48100 Ravenna Tel. 0544.501950 - multiredazione@linknet.it Stampa: Tipografica Derthona - Tortona (Al) - www.tipograficaderthona.it


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ALIMENTAZIONE

IL CACHI PANE DEGLI DEI Ambra Mambelli Laboratorio artigianale Erbe in Pasta Via Castel Nuovo Pilastrino 2, Solarolo - Ra Email: erbeinpasta@yahoo.it

Le tinte tenui e delicate dell’autunno accendono le nostre campagne; una pianta che dona colore e calore ai panorami romagnoli è il cachi. Pianta orientale molto antica, già apprezzata per i suoi frutti 2000 anni fa, si è diffusa in Europa soltanto nella seconda metà dell’Ottocento. Definito l’albero delle 7 virtù, il cachi è una pianta piuttosto facile da coltivare nelle nostre zone, in quanto trova naturalmente il suo “habitat” adatto. Poco soggetta a malattie, raramente viene trattata con antiparassitari: può essere quindi considerato un prodotto decisamente sano!

Meglio acerbo o maturo? Le varietà di cachi più conosciute sono il loto di Romagna, il cachi Fuyo e il Lycopersicon. Il cachi acerbo è ricchissimo di tannini, che danno al palato la tipica sensazione “allappante” o “bocca legata”. Sensazione che perde a maturazione avvenuta, dove la componente tanninica viene sostituita dagli zuccheri. Viene raccolto quando raggiunge il colore arancione vivo, ma con la polpa ancora soda, per poi esser maturato staccato dalla pianta. Per velocizzarne la maturazione, si possono mettere fra i

Polposo e dolcissimo, il cachi è un frutto energetico, indicato per bambini, anziani ed amanti dello sport, dato che i ricchi zuccheri semplici in esso contenuti sono facilmente assorbibili, fornendo così energia immediata. La sua ricchezza di calorie (70 Kcalorie per 100 grammi), lo rende meno indicato alle diete ipocaloriche e ipoglicemiche.

cachi delle mele, frutto che sviluppa naturalmente notevoli quantità di etilene, un gas definito “l’ormone della maturazione”. A questo punto, il cachi si presenterà morbido, e dopo aver tolto la pellicina, scavando LA MELA ACCELLERA con il cucchiai- LA MATURAZIONE no nella DEL CACHI polpa, lo gusteremo come frutta fresca. Il cachi vaniglia o caco mela, non ha bisogno di raggiungere la tipica colorazione arancione per esser raccolto e neppure di maturazione indotta, è un poco più duro e si taglia col coltello; delizioso a pezzettini nella macedonia. Il cachi si usa in cucina come salsa per guarnire dessert o anche per accompagnare carni e formaggi. Sconsiglio tuttavia le cotture lunghe, in quanto perde il suo profumo e il gusto delicato. Se volete prepararne una marmellata, aggiungere la pectina, che permetterà di avere una consistenza gelatinosa con pochi minuti di cottura, mantenendo così tutta la sua fragranza. Tagliando i cachi quando sono di arancione vivo ma ancora sodi, a fettine sottilissime e mettendole in forno ventilato

(meglio sulle griglie) a 100/120 gradi per qualche ora, potremmo seccare questi frutti che possono esser mangiati come deliziose caramelle anche dai bimbi. Personalmente amo questo modo di conservare i cachi, per aver la possibilità di gustare questo frutto durante tutta FINE la stagione invernale. CACHI SOTT’OLIO Questa ricetta, piuttosto antica, ha origine nelle campagne ferraresi. Un caro amico produttore agricolo biologico, Alberto Montanari, ne ha condiviso il procedimento: vi garantisco che oltre a stupire i commensali della sua originalità, sarà di sicuro successo. Per realizzare questa ricetta bisogna utilizzare il frutto già con la pigmentazione arancione, ma ancora piuttosto acerbo. Tagliare i cachi a rondelle dello spessore di circa 8 mm; coprire con un sottile strato di sale grosso a stratificazione; lasciare “sotto sale” per 2 ore circa. Eliminare il sale e sbollentare in acqua e aceto (1 parte di acqua, 2 parti di aceto) per pochi minuti. Scolare e asciugare accuratamente le fette di cachi, invasarle sott’olio extravergine d’oliva, condito con un trito di aglio e prezzemolo. 3


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SALUTE

COME DIFENDERSI DAI

FREDDI INVERNALI Ecco i rimedi che corrono in aiuto al nostro sistema immunitario

Dott.ssa

Maria Nives Visani

Farmacista - Naturopata E-mail: salutenaturasnc@alice.it

L'abbassamento delle temperature, la pioggia, le nebbie autunnali che preludono all'inverno sono messaggi che il nostro organismo riceve come stressogeni, ai quali deve adattarsi attraverso meccanismi che hanno come protagonisti la tiroide, per quel che riguarda la termoregolazione e il sistema immunitario per la difesa da virus e batteri che in questa stagione combinano guai negli asili, scuole e ambienti affollati, portando epidemie di raffreddori, forme influenzali e parainfluenzali.

Prevenire… naturalmente Risulta pertanto fondamentale preparare il nostro sistema immunitario a sostenere questa battaglia già da novembre, innanzitutto, come sottolineo sempre, con un'alimentazione adeguata, ricca di frutta e verdura fresca, di stagione, escludendo alimenti industriali, conservati, congelati e a lunga scadenza. Meglio dunque tornare in cucina e preparare in casa i nostri piatti sempli4

ci, con l'aiuto di erbe aromatiche che facilitano la digestione come rosmarino, semi di finocchio, anice e cumino, o che abbiano un effetto antibiotico, come ad esempio origano, timo, basilico e aglio. Non dimentichiamo che tutte queste piante contengono olii essenziali, con elevati poteri terapeutici e il cui utilizzo trova molto successo in medicina naturale. Occorre escludere anche gli alimenti ricchi di grassi animali e zucchero raffinato, che provocano disbiosi intestinale, cioè alterazione della flora batterica, co-responsabile del mantenimento dell'integrità del sistema immunitario intestinale e tissutale. È necessario pertanto ottimizzare le condizioni della nostra flora batterica utilizzando in maniera regolare lisati batterici (farmaci stimolatori delle difese immunitarie).

Un moltitudine di piante dalla nostra parte ECHINACEA: stimola l'attività del sistema immunitario, attiva i macrofagi, potenzia le funzioni delle cellule NK (Natural Killer), pertanto l'organismo si rafforzerà nei confronti di virus, batteri e funghi. È controindicata nelle malattie autoimmuni. Può essere assunta sotto forma di capsule, estratto liquido e tintura. ASTRAGALO: è una pianta utilizzata in medicina tradizionale cinese per le sue benefiche azioni immu-


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SALUTE nostimolanti, adattogene, antinfiammatorie, epatoprotettrici, cardiotoniche. Particolarmente utile nei soggetti affaticati ed anziani. UNCARIA: ad azione immunostimolante, antinfiammatoria e antivirale. TABEBUJA O LAPACHO: possiede una potente azione antivirale; i suoi principi attivi inibiscono i batteri e i nei virus bloccano alcuni processi enzimatici coinvolti nella loro replicazione intracellulare.

Il miele di Manuka della Nuova Zelanda:

VERA MEDICINA NATURALE Questo tipo speciale di miele prodotto in Nuova Zelanda ha un'altissima componente antibatterica. Viene prodotto dalle api che si nutrono dei fiori dell'albero di Manuka che è una pianta indigena che cresce nelle distese incontaminate e prive di qualsiasi tipo di inquinamento. Questo miele è riconosciuto dai medici come una valida alternativa alle forme convenzionali di medicina.

È un potente e naturale antibatterico, antivirale, antiossidante, antisettico, antinfiammatorio ed è un validissimo vaccino naturale ma anche un ottimo rimedio in caso di mal di gola, raffreddore e tosse ricorrente. Sulle ferite crea un ambiente di guarigione che permette alle nuove cellule della pelle di crescere a filo della ferita, prevenendo deformità della pelle e cicatrici. Contrasta reflusso gastrico e bruciore di stomaco. Ha proprietà antifunginea.

ROSA CANINA: è uno stimolante immunitario a livello respiratorio; rafforza le difese grazie al grande quantitativo di Vitamina C e Bioflavonoidi presenti nel frutto. Altre piante con le stesse caratteristiche sono l’Acerola e l'Olivello Spinoso.

L'attività antibatterica del miele di manuka è indicata dal quantitativo di MGO (MethylGlyOxal) che è indice di qualità del prodotto e ne suggerisce il corretto utilizzo. Contenuti MGO SERVE PER Prevenzione MGO 100 MGO 250 Reflusso, bruciori Ulcera, colon irrit. MGO 400 Il meglio MGO 550

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ZENZERO: stimola le citochine, è usato fin dall'antichità per i suoi effetti sui reumatismi per l'effetto antisettico e digestivo.

Il Miele di Manuka è adatto anche ai bambini anche al suo sapore dolce e gradevole.

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GINSENG AMERICANO: offre una potente azione immunostimolante e un’attività di prevenzione su batteri e virus.

Altri possibili stimolatori Troviamo poi sostegno al sistema immunitario anche in alcuni prodotti Oligoterapici e possiamo aggiungere il rame, soprattutto per chi soffre di patologie tonsillari. A livello omeopatico un rimedio di base da utilizzare come attivazione aspecifica nei confronti di forme

virali è Anas Barbarie, ottenuto da lisato (prodotto cellulare) di fegato d'anatra diluito. Altra efficace prevenzione aspecifica delle infezioni recidivanti a livello otorinolaringoiatrico e respiratorio (rinofaringiti, tonsilliti, laringiti, otiti) potrà essere messa in atto con l'utilizzo di questi Bioterapici: Mucor Racemosus D5 e Aspergillus Niger D5. Infine un accenno ai sali di Schussler, di grande supporto anche per i bimbi piccoli e le mamme in gravidanza. FINE

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 6

SCOPERTE

UN BATTERIO

PER COMBATTERE

L’OBESITA

Si chiama “Bacteroidetes” ed è presente nella nostra flora batterica. E’ possibile “coltivarlo” nell’intestino assumendo probiotici e soprattutto consumando molta frutta e verdura. Ebbene, i topi destinatari dei batteri dei gemelli obesi hanno guadagnato più peso rispetto ai destinatari della flora batterica dei gemelli magri. Successivamente i topi sono stati posti tutti nelle stesse gabbie e dopo 10 giorni quelli obesi sono diventati più Dott.ssa

Monica Negosanti

Dietista - AUSL Bologna UOC Igiene Alimenti e Nutrizione

L’obesità è una patologia dovuta ad una serie di fattori che coinvolgono sia il nostro DNA che il nostro stile di vita. Recentemente una scoperta fatta a tale riguardo potrebbe aiutare moltissime persone affette da problemi di peso. Infatti, uno studio condotto dalla Washington University School of Medicine di St Louis ha dimostrato come la variabilità individuale della flora batterica possa incidere sul peso corporeo: nell’esperimento i ricercatori hanno prelevato campioni di flora batterica dall’intestino umano di gemelli monozigoti, di cui uno magro e l’altro obeso, e li hanno trapiantanti nell’intestino di topi allevati in condizioni di sterilità. 6

magri: un cambiamento causato da un trasferimento di batteri in particolare del genere Bacteroidetes. E’ stato anche osservato che la dieta influenza questa trasmissione di batteri, perché quando i topi sono stati nutriti con la tipica dieta americana, ricca di grassi e

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SCOPERTE povera di fibre, non è avvenuto nessuno scambio di batteri fra topi magri e topi grassi, mentre quando veniva somministrata una dieta ricca di fibre, come frutta e verdura, si è amplificata la diversità batterica che promuove la magrezza. Anche se per ora rimane uno studio condotto su animali e si deve verificare l’esatta incidenza sull’uomo, i dati emersi da questo esperimento mettono in luce l’importanza di un’alimentazione equilibrata, che promuova un rinnovo batterico a livello della flora intestinale. Tutto questo è possibile assumendo probiotici e soprattutto consumando ingenti quantità di frutta e verdura, limitando, se non addirittura evitando, i prodotti di origine animale, uniche fonti di acidi grassi. Non a caso, tutte le più grandi associazioni promuoventi la salute, si stanno attualmente orientando su una scelta alimentare vegetariana, in grado di ridurre l’incidenza di patologie cardiovascolari (ipertensione, diabete mellito,

insulino-resistenza, dislipidemia, ecc.), di diminuire drasticamente l’incidenza di tumori, di aumentare il transito intestinale e il rinnovo della flora batterica e, per ultimo ma non meno importante, ci consente infine di mantenere e/o perdere peso. Sicuramente sapere che un

batterio specifico può aiutarci a perdere peso è di grande interesse, ma l’incipit per raggiungere questo fine deve partire dalle nostre abitudini alimentari e dal nostro stile di vita. Via libera quindi all’attività fisica regolare e quotidiana e ad un’alimentazione ricca di fibre. FINE

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 05/11/13 09:15 Pagina 8

PREVENZIONE

IPERTENSIONE ARTERIOSA Più complicato che dal gommista

Dott.

Franco Ziccardi

Medico di medicina generale Gruppo C.A.S.P.I.T.A. di Faenza E-mail: caspitafaenza@gmail.com

Negli ultimi decenni, grazie anche alla capillarità territoriale della presenza del Medico di Medicina Generale, la sensibilità alla patologia ipertensiva ha assunto il giusto ruolo. Tutti conosciamo l’importanza che l’ipertensione arteriosa riveste fra i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari. Non manca di certo l’informazione sull’argomento, a volte scientificamente corretta, a volte mitologica e leggendaria.

La ricerca tra salute ed interessi economici L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha identificato l’ipertensione come la principale causa di mortalità cardiovascolare. L’OMS ha da molti anni indotto una attenzione al problema, sia nella popolazione che negli operatori sanitari, mettendo in atto campagne planetarie di informazione e istituendo addirittura “La giornata mondiale dell’Ipertensione”, il 17 maggio. 8

Particolare curioso a tal proposito: i primi CLASSIFICAZIONE DELL'IPERTENSIONE (FONTE OMS) DIASTOLICA SISTOLICA LA PRESSIONE VIENE MISURATA IN TORR, dati, statisticamente OSSIA 1 MM DI MERCURIO (MMHG) (massima) (minima) validati, sull’imporPRESSIONE OTTIMALE <120 <80 tanza che l’ipertenPRESSIONE NORMALE <130 <85 PRESSIONE NORMALE ALTA sione ha nel deter130-139 85-89 IPERTENSIONE LIEVE 140-159 90-99 minare una maggioIPERTENSIONE MODERATA 160-179 100-109 re mortalità per IPERTENSIONE GRAVE >180 >110 malattie vascolari, IPERTEN. SISTOLICA ISOLATA >140 <90 furono gli interessi economici delle compagnie assicurati- controllabile soprattutto con farmaci, ve anglosassoni. Esse notarono una anche se non suscettibile di guarigione maggiore incidenza di eventi vascolari definitiva, la “prateria commerciale” fatali negli assicurati che in vita presen- che l’ipertensione offre è sconfinata. Se tavano valori pressori alti. Ovviamente si pensa che soltanto negli USA, non ci pensarono su due volte nello l’American Heart Association ha stimascartare, dall’assicurare per il “rischio- to per l’anno 2010 i costi diretti e indivita”, coloro che alla visita medica pre- retti dell’ipertensione in ben 76 miliarsentavano valori alti. Ancora una volta di di dollari. gli interessi economici fornirono il car- Tuttavia bisogna dare atto alle stesburante giusto per accelerare la ricerca se Case Farmaceutiche che hanno scientifica. fornito, negli ultimi vent’anni, farInfatti una sistematica raccolta di maci di controllo dell’ipertensione dati mise ben presto in evidenza sufficientemente sicuri, efficaci e in che il 26% della popolazione adulta buona parte ben tollerati e compamondiale soffriva di ipertensione tibili con le normali attività di vita. arteriosa, pur se con ampia variabilità Rimane ancora vero che solo l’80% a seconda della razza e della latitudine delle persone sa di essere iperteso e di vita. che l’ipertensione è correttamente Come è facile immaginare, le Case controllata approssimativamente in un Farmaceutiche concentrarono le terzo dei pazienti in terapia. Ciò accaloro attenzioni sia sui risvolti sciende in massima parte per inadeguata tifici che, soprattutto, su quelli comaderenza alla terapia, per scorretti stili merciali del problema coinvolgente di vita e in qualche paziente per una oltre un miliardo di persone nel estrema “cattiveria” della forma ipermondo. Essendo il più comune protensiva. blema cronico di salute ed essendo


SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 9

PREVENZIONE

L’importanza di una misurazione adeguata In questa “chiacchierata” sull’argomento voglio però toccare solo l’aspetto che a prima vista sembra il più banale, in realtà è concettualmente prioritario rispetto a tutti gli altri: la corretta misurazione e l’utile monitoraggio della pressione arteriosa. Banalità alla “Catalano” (da “Quelli della notte” di Renzo Arbore): sia la diagnosi iniziale che il monitoraggio cronico dell’ipertensione partono dalla sua corretta e precisa misurazione! Vi assicuro che l’argomento è vastissimo e non è materialmente possibile sviscerarlo in questa sede. Ciò non deve sorprendere. Le variabili per una corretta misurazione sono tante: tipo di apparecchio, bracciale adeguato al tipo di braccio, diversità di valori tra braccio destro e sinistro, posizione da sdraiati o da seduti del paziente, riposo di almeno 5 minuti prima della misurazione, ambiente e momento della giornata, a domicilio o in ambulatorio, misurazione diurna o notturna, temperatura, età ecc… Insomma, ci vorrebbe un congresso per approfondire tutti i dettagli. Mi limito a citare per sommi capi solo i principi scientificamente validi e confermati dalla personale esperienza

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ultratrentennale sul campo: l’Ambulatorio di Medicina Generale. È fondamentale che la diagnosi definitiva di Ipertensione la faccia il Medico Curante. Essa è una diagnosi impegnativa per il paziente, con tutte le implicazioni consequenziali: è per tutta la vita. Perciò solo il Medico possiede il bagaglio culturale e metodologico per una corretta diagnosi. Spesso si deve arrivare ad una diagnosi definitiva di ipertensione arteriosa dopo mesi o anni di osservazione.

Gli apparecchi Fino a pochi anni fa gli unici apparecchi (detti sfigmomanometri) validi e precisi erano quelli a mercurio, sostanza attualmente proibita e sostituita da altre. Il vecchio apparecchio a braccio verticale basato sul metodo baro- IL “VECCHIO” metrico Riva-Rocci rima- MISURATORE ne ancora il più accurato, A MERCURIO ma necessita di un operatore esterno per »SEGUE misurarla correttamente.

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PREVENZIONE

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Si consiglia di acquistare solamente apparecchi elettronici che contengano un marchio CE o un documento allegato che attesti che siano stati validati da appositi e riconosciuti organismi internazionali. Indicativamente fornisco elementi per una facile ricerca sul web di siti che forniscono elenchi di apparecchi validati scientificamente: siti di ESH, BHS, della Società Italiana dell’ipertensione, organismi europei come www.dableducational.org ecc…

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La cosiddetta “pressione da camice bianco” (in presenza del medico) esiste (non è un’invenzione popolare) e va tenuta presente, anche se spesso si ricorre alla sopravalutazione di questa componente per autorassicurarsi nel caso di valori alti. Solo il medico può fare la giusta “tara” al valore riscontrato in Ambulatorio. La misurazione a domicilio è diventata negli ultimi anni utile a monitorare e contribuire ad un giudizio sulla risposta alla terapia antipertensiva, a patto che si usino i suddetti apparecchi validati. Resta fermo il principio: deve essere il Medico ad attribuire il giusto valore a queste misurazioni. Numerosi sono gli aneddoti sulla “ossessiva” misurazione della pressione nell’anziano: si va dalla frequentazione quotidiana della misurazione nella Farmacia sotto casa, fino alle dieci misurazioni/die a domicilio, nell’intimo della cucina.

All’atto dell’acquisto è necessario tener conto del diametro del proprio braccio! Un bracciale non idoneo può arrivare a sovra-sottostimare la pressione anche di 30 millimetri! Mancano ancora conferme certe di validità degli apparecchi che misurano la pressione al polso. In casi selezionati dal Medico può essere utile adoperare apparecchi adatti ad una misurazione ripetuta nelle 24 H, cosiddetti Holter Pressori. Detto monitoraggio di per sé non autorizza ad una diagnosi di ipertensione, ma fornisce al medico utili elementi di misurazione immersa “nel quotidiano” del paziente, oltre ai preziosi valori pressori rilevati durante il riposo notturno.

La terapia, una volta accertata la diagnosi, deve essere necessariamente continuativa. Sono assolutamente vietati esperimenti di sospensione della terapia e del vecchio ”trucco” della bugia di riferire al medico di assumerla correttamente per “sperimentare” se l’apparecchio del Medico dice la verità! Tra Medico e Paziente si stabilisce la diagnosi definitiva, il tipo di terapia e l’opportunità di assumerla continuativamente. E si deve rispettare il patto! L’ipertensione si cura, ma non si guarisce definitivamente. Al pari dell’attenzione che poniamo alle gomme della nostra auto, rivolgiamoci spesso al Gommista-Medico per controllare la nostra Pressione arteriosa! Pur se con qualche affinità con i pneumatici in termini fisici, è molto più complesso stabilire, manutenere e correggere le sfasature della pressione arteriosa umana. Rivolgiamoci al Medico con fiducia e soprattutto, al pari di quando ci rechiamo dal gommista, non bluffiamo sulla terapia e sulla manutenzione della pressione! FINE


SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 18:13 Pagina 11

SPORT

NORDIC

WALKING CAMMINARE CON QUATTRO GAMBE

Francesco Scardovi Istruttore della Scuola Italiana di Nordic Walking E-mail: francesco.scardovi@nordicwalkingravenna.it

Sempre più frequentemente si incontrano persone che camminano per i parchi cittadini, sulle piste ciclopedonali, in spiaggia, in pineta, con l’ausilio di bastoncini. Essi non sono né fanatici dello sci, né nostalgici della montagna, ma stanno praticando NORDIC WALKING.

Come nasce il nordic walking e in cosa consiste Il nordic walking è una forma di camminata sportiva adattata ed integrata dalla presenza di due prolunghe (i bastoncini) che permettono alle braccia di essere portanti. Praticato inizialmente dagli atleti nella preparazione estiva per lo sci di fondo, è stato rielaborato come proposta di fitness per tutte le età e come rieducazione posturale dinamica. I bastoncini da nordic walking, a differenza di quelli da trekking, hanno un

particolare lacciuolo a forma di guanto che permette di vincolarli al polso anche a mano aperta. Essi non vengono utilizzati solo come appoggio, ma come leva, trasmettendo sul terreno una forza obliqua parallela a quella dell’arto inferiore. La mano, durante la fase di spinta indietro, si apre in scarico e il polso si comporta come una seconda caviglia. Questo tipo di andatura permette di redistribuire ed aumentare la forza necessaria allo spostamento e al drenaggio degli arti, utilizzando quattro appoggi anziché due.

Non necessita di particolari terreni, lo si può praticare in città, anche se è pur sempre preferibile stare in mezzo alla natura che a lato di una Strada Statale; è preferibile praticarlo in terreni pianeggianti o con lievi pendenze per poter applicare la giusta tecnica e poterne sfruttare a pieno le potenzialità, ma è comunque adattabile anche a terreni più in pendenza sfruttando l’appoggio e la spinta dei bastoncini. E’ adatto a tutte le stagioni, anche le più rigide, perché potendolo praticare a bassi ritmi non si suda particolarmente, quindi è minore il rischio di raffreddersi che in altri sport, come la corsa. In Finlandia è praticato da 3 milioni di abitanti, su una popolazione di circa 6 milioni! »SEGUE

Camminare fra la natura Il nordic walking è uno sport che si pratica all’aperto, non necessita di una particolare forma fisica, anzi è particolarmente indicato per le persone non propriamente sportive per incominciare a muoversi. Non è uno sport competitivo e favorisce la socializzazione. Ad andatura media, il cuore non va oltre il 60-70% della sua soglia massima: ciò consente, a chi lo pratica, di poter chiacchierare senza avere particolari problemi di respiro.

OTTIMO DA PRATICARE SULL’ARGINE DI UN FIUME

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 12

SPORT

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www.naturhouse.it Il nordic walking è uno sport che costa poco: necessita di abbigliamento sportivo comodo, più o meno pesante a seconda della stagione, una buona scarpa da running, un paio di bastoncini da nordic che durano migliaia di km e un corso qualificato di tecnica di base della durata di 6 o 7 ore, dal costo mediamente limitato. Poi ci vuole la voglia di praticarlo, ma il benessere psicofisico che dà il contatto con la natura è un ottimo traino.

Un buon brucia-grassi Nel contesto metabolico il nordic walking, come altre discipline che

E

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sfruttano la frequenza cardiaca massima tra il 60-70%, è un aumento del consumo della massa grassa. Il corpo umano tende sempre a sfruttare le energie disponibili in modo economico. Se chiediamo un impegno fisico ad elevata prestazione per lungo periodo, il corpo richiederà “carburanti” per alte prestazioni come gli zuccheri; se invece chiediamo un impegno fisico per un lungo periodo di medio-bassa prestazione, il corpo umano tende a sfruttare i “giacimenti”di carburanti meno nobili come le masse grasse.

Si bruciano grassi dopo poco più di un’ora di nordic walking continuativo e non è un così lungo periodo. L’utilizzo del 90% della muscolatura inoltre permette di abbassare la curva glicemica, quindi è perfetto come sport per i diabetici. In varie strutture sanitarie italiane si promuove il nordic walking come forma sportiva di riferimento per la malattia metabolica.

Fa star bene anche la mente Nel contesto psicofisico, come ogni forma di movimento strutturato, aumenta l’apporto di endorfine e serotonine capaci di contrastare ansia e depressione. E’ uno sport ritmico (movimento delle braccia in sincronia con le gambe), capace di armonizzare il battito cardiaco e regolarizzare il respiro. Grazie all’attività all’aperto favorisce il recupero emotivo post traumatico, post chirurgico o post oncologico. Nel contesto biomeccanico l’utilizzo dei bastoncini aumenta l’impegno percentuale della muscolatura del tronco. Nel cammino naturale l’impegno muscolare complessivo è circa il 60%, mentre nel nordic walking sale a circa il 90%, con particolare impegno della muscolatura addominale (nove volte maggiore rispetto al cammino naturale). Ne consegue un miglioramento del ritmo,

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Nel negozio Le Gamberi Foods si trovano prodotti sostitutivi di quelli farinacei, preparati con miscele contenenti proteine vegetali e fibre vegetali. Quindi tutto tipo croissant, biscotti, pane, pasta, cracker, grissini, pizza, fette biscottate dolci e salate, snack, cioccolata e tanto altro. Un’alimentazione aglucidica consente un’alimentazione iperlipidica. Croissant e burro? Va bene. Panino con la mortadella? Va bene. Pasta ben condita? Va bene. Snack fuori pasto? Va bene.

NIENTE PIÙ FAME. NIENTE PIÙ DIETE

Finalmente ora si può mangiare e dimagrire. E’ facile.

Dolci e cioccolata per coccolarsi? Va bene. Nulla da pesare? Va bene. Non si tratta di miracoli, ma di un metodo semplice e sicuro: l’irrilevante contenuto di carboidrati fa in modo che il corpo, per avere l’energia che gli serve, utilizzi quale fonte alternativa il grasso di riserva. Perciò niente più fame, niente più diete, niente più arrabbiature, niente più sensi di deprivazione. Finalmente ora si può mangiare e dimagrire. E’ facile.

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Affidatevi ad istruttori professionali

LA SOCIALIZZAZIONE VIENE FAVORITA

della coordinazione e distribuzione posturale globale e un maggiore coinvolgimento dell’utilizzo della muscolatura respiratoria ausiliaria. Inoltre, la diversa ripartizione del carico su ulteriori due appoggi gestiti dagli arti superiori permette di modificare il nostro baricentro, alleggerendo il carico sugli appoggi plantari. Ciò consente alle nostre caviglie e ai nostri piedi di procedere nella ricerca di un movimento funzionale ed economico. Una buona rullata del piede e l’apertura e chiusura della mano ad ogni passo, migliorano il drenaggio degli arti con un effetto pompa. Nell’arto superiore migliora la forza introducendo gradual-

mente il controllo della resistenza e potenziando gli effetti di elastocompressione dei bendaggi drenanti: sono già attivi in Italia progetti sanitari rivolti al recupero funzionale e circolatorio degli arti nelle post adenectomie (ad esempio nel post intervento chirurgico del tumore al seno), completando i percorsi riabilitativi attraverso il nordic walking. I quattro appoggi sono in grado di integrare tutti i vizi posturali adattativi al cammino naturale. Imparare la tecnica nordic walking con un utilizzo dei bastoncini corretto, consente di modularla progressivamente sulla condizione motoria, cardiocircolatoria e metabolica individuale.

Io di professione sono fisioterapista. Sono istruttore certificato della scuola italiana nordic Walking e mi sono avvicinato a questa disciplina dapprima praticandola, poi intuendone le potenzialità di utilizzo, non solo come supporto, ma proprio, in taluni casi, come mezzo riabilitativo. E’ bello scoprire che sempre più medici prescrivono il nordic walking su ricetta; è un passo epocale rispetto al generico “fare del moto fisico”. Faccio parte di “Cammino Naturale A.S.D”, che organizza corsi di base per l’apprendimento della tecnica del Nordic Walking. Insegno cercando di portare il mio modesto bagaglio professionale e umano al servizio della didattica, impostando i corsi su un binario esperienziale e di coscienza corporea. Camminare con i bastoncini correttamente non è difficile, ma necessita di un istruttore che fornisca un metodo e una competenza per imparare. Il metodo fornito dalla Scuola Italiana Nordic Walking è molto valido ed evolve, poiché il settore tecnico scientifico della scuola porta avanti studi e progetti carichi di contenuti e si occupa della formazione permanente degli istruttori. Ogni passo conta e noi camminiamo con FINE quattro gambe. ULTERIORI INFORMAZIONI SU: www.camminonaturale.it www.scuolaitaliananordicwalking.it

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 14

PREVENZIONE

PROGETTO BRISIGHELLA Un paese“sotto esame“ da 40 anni Lo studio si è articolato in due fasi principali

Dott. Sergio D’Addato Dip. di Scienze Mediche e Chirurgiche Università di Bologna Ospedale Sant’Orsola Malpighi

Il “Progetto Brisighella” nacque nel 1972 per iniziativa del Professor Giancarlo Descovich. La scelta cadde sul Comune di Brisighella, situato vicino a Faenza, perchè la popolazione risultava omogenea, si erano conservate intatte le tradizioni alimentari locali ed erano pressochè assenti i fenomeni d’immigrazione. Fra i motivi determinanti di questo studio vi era la malattia aterosclerotica, per la quale allora si riteneva avere una grande importanza lo stress. Oltre allo stress, si intendeva verificare quali fattori ambientali, costituzionali e genetici fossero responsabili delle principali malattie su base aterosclerotica, e quali fossero modificabili. Prof. Giancarlo Descovich, scomparso nel 1993.

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LA PRIMA DAL 1972 AL 1984 osservazionale, con rilevamenti quadriennali di tipo nutrizionale, antropometrico, biochimico e stile di vita. LA SECONDA DAL 1984 di intervento nutrizionale su tutta la popolazione, in particolare sui bambini delle scuole elementari e medie, e sui soggetti ad alto rischio cardiovascolare.

Fase di osservazione 1972-1984 Nel 1972 a Brisighella i cittadini vennero convocati presso il Comune ove, oltre a ricevere un appuntamento per il controllo presso l’allora Ospedale Civile del paese (oggi ormai chiuso da tempo),

IL VECCHIO OSPEDALE CIVILE DI BRISIGHELLA

una dietista consegnava loro un diario alimentare con lo scopo di registrare gli alimenti assunti ogni giorno nel corso di una settimana. Terminata la settimana di raccolta dei dati relativi all’indagine alimentare, il cittadino si presentava agli ambulatori dell’Ospedale, dove veniva

sottoposto a vari accertamenti ematochimici, fra cui colesterolemia totale, trigliceridemia e glicemia. Inoltre veniva compilata una cartella clinica con: anamnesi familiare e personale; terapia farmacologica e/o dietetica, consumo di alcol, abitudine al fumo, tipo di lavoro, attività fisica esercitata al lavoro e nel tempo libero; visita generale con misurazione della pressione arteriosa e elettrocardiogramma; parametri antropometrici (altezza, peso corporeo, indice di massa corporea etc). Dopo il primo rilievo di base, queste indagini sono state eseguite ogni quattro anni seguendo le medesime procedure, aggiungendo nuove indagini quali l’ecotomografia del fegato e vie biliari oltre a nuovi parametri ematochimici. All’inizio dello studio il campione di popolazione fu di 2.939 individui (1.491 maschi e 1.448 femmine) di età compresa fra i 14 e gli 84 anni, che veniva richiamato ogni 4 anni per un riesame completo, allo scopo di monitorare i livelli dei principali fattori di rischio per aterosclerosi, patologie cardiovascolari e morbilitàmortalità per tutte le cause. Dato il successo dell’iniziativa, dal 1976 si presentarono spontaneamente altri cittadini non compresi nel gruppo iniziale.

La fase d’intervento dal 1984 Dopo il quarto rilevamento del 1984,


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con le conoscenze maturate sul campione di popolazione nell’arco di 12 anni, si era assistito ad un progressivo aumento di alcuni parametri: colesterolo totale, trigliceridi, BMI, pressione arteriosa. Inoltre i soggetti con più di tre fattori di rischio nella popolazione passarono dal 5.2% nel 1972 al 11% nel 1984, e dal 2.8% nel 1972 al 6.5% nel 1984, rispettivamente nei maschi e nelle femmine. Si sentì, perciò, la necessità di attuare un intervento preventivo nei confronti dei fattori di rischio per cardiopatia ischemica su tutta la popolazione. Questo progetto si concretizzò attraverso i tre seguenti sottoprogetti d’intervento.

1 PROGETTO DI EDUCAZIONE NUTRIZIONALE SU TUTTA LA POPOLAZIONE Nel 1984/85 l’Ospedale Civile di Brisighella mise a disposizione due locali dove vennero costituiti un Ambulatorio Medico ed uno per le dietiste: il “Centro per l’Informazione sulla Nutrizione”. La finalità era quella di produrre un cambiamento radicale e permanente delle abitudini alimentari, senza imposizioni, ma da raggiungersi per gradi, cercando di rispettare il più possibile la cultura gastronomica locale. Per dare notizia alla popolazione del nuovo servizio a disposizione furono spedite 3012 lettere d’invito ai capofamiglia della cittadina. Il Centro rimane-

Ci occupiamo di allevamento suino, dal 2000 abbiamo intrapreso un percorso di diversificazione della nostra produzione, proponendoci anche come Fattoria Didattica, inserita nel circuito della provincia di Ravenna.

Nel 2008, con la creazione di un laboratorio e del relativo punto vendita diretta delle nostre carni, abbiamo ridotto il numero di animali presenti in stalla, prediligendo per loro una alimentazione costituita da cereali e farine locali. Così facendo possiamo garantire la genuinità della carne che vendiamo e "...quel gusto di una volta..." ormai svanito dai nostri palati.

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va aperto tre giorni alla settimana, l’accesso era libero, gratuito e senza bisogno d’appuntamento. Per supportare le informazioni date, il cittadino ricevette un opuscolo pieghevole con l’elenco degli alimenti da preferire, da limitare e quelli da evitare, i condimenti consigliati, un esempio di menù settimanale, i metodi migliori per la preparazione dei cibi e alcune ricette. Nel primo anno d’intervento, 1147 soggetti giunsero all’osservazione del Centro. Nel corso dei primi otto mesi si registrò una riduzione del colesterolo totale del 15% nelle femmine e del 19% nei maschi.

Il Centro per l’Informazione sulla Nutrizione rimase attivo fino al 1990.

2 INTERVENTO SULLA POPOLAZIONE IN ETÀ SCOLARE Nel 1988 si decise di fare un intervento specifico sugli alunni delle scuole elementari e medie (Progetto Brisighella Scuola) per effettuare una prevenzione precoce, ma anche per rendere i bambini “propagandisti attivi” all’interno delle loro famiglie dei messaggi ricevuti a scuola, importando in questo modo abitudini di vita più »SEGUE corrette.

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 16

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I metodi impiegati si proponevano di sviluppare nei bambini una lettura critica dei messaggi pubblicitari attinenti gli alimenti, cercando di far scaturire il messaggio educativo da esperienze concrete.

più bassi: la percentuale con valori di colesterolo superiore a 180 mg/dl nel 1988 risultava del 26.9%, scendendo a 14.6% nel 1989 fino a raggiungere il 10,6% nel controllo del 1991.

Quest’indagine riguardò 426 alunni, di cui 216 delle elementari e 210 delle medie. Da una prima analisi dei dati, emerse che le abitudini alimentari non erano completamente errate da un punto di vista qualitativo e di distribuzione calorica.

3 INTERVENTO FARMACOLOGICO SULLA POPOLAZIONE AD ALTO RISCHIO

A distanza di un anno dal primo rilevamento della colesterolemia, a 320 alunni venne fatto un secondo rilevamento, unito ad un questionario, dal quale emerse una riduzione del consumo di grassi animali ed un incremento del consumo di verdure, specie negli adolescenti delle scuole medie. I dati rilevati nei 320 alunni mostrarono uno spostamento della colesterolemia verso valori 16

Brisighella Heart Study (BHS): con questa strategia detta degli “alti rischi” si identificarono tutti i cittadini con valori di colesterolo totale superiore a 239 mg/dl. A quelli che dopo 6 settimane di alimentazione corretta, fornita dalle dietiste del Centro per l’Informazione sulla

Nutrizione, mantenevano valori elevati di colesterolemia elevata, dal 1988 venne proposta una terapia ipolipemizzante. Tutti i cittadini ad “alto rischio” vennero controllati ogni 6 mesi ed ogni 12 mesi venivano effettuati controlli strumentali. Furono sempre segnalati i nuovi eventi cardiovascolari fatali e non fatali e vennero registrati i decessi per tutte le altre cause. Fino al 1993 il programma vide l’arruolamento di 1704 cittadini. I controlli a due anni dall’inizio dell’iniziativa mostrarono una riduzione del colesterolo totale e massimamente dei trigliceridi, un aumento del colesterolo HDL, un calo del numero degli ipertesi, un modesto decremento del numero dei fumatori, soprattutto nei giovani. Dopo la conclusione del Progetto “alto rischio”, lo studio ha ripreso la sua fase osservazionale, con controlli quadriennali dall’anno 2000.

L’analisi dei dati Il progetto Brisighella ha determinato nel periodo 1984-1992 un sensibile aumento dei soggetti che presentavano 0 o 1 fattore di rischio, a discapito di coloro che ne presentavano 2 o più di due. Questo risultato, importante, rappresenta un esempio di prevenzione “primordiale”, ovvero si è riusciti ad impedire in alcuni soggetti la comparsa dei fattori di rischio. Alla luce di questi dati si è valutata la mortalità cardiovascolare, che fino al 1988 si era mantenuta a livelli decisamente supe-


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PREVENZIONE riori alla media nazionale e regionale (650 morti annui per centomila abitanti, contro i 470 dell’Emilia Romagna e 410 in Italia), poi dal 1989 si è instaurato un trend in discesa che l’ha riportata nel 1994 nella media regionale (500 morti all’anno per centomila abitanti). Oltre a questo aspetto importante, nello studio si è data importanza alle possibili interazioni tra i vari fattori di rischio, soprattutto tra ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa. I risultati del BHS supportano chiaramente la possibilità che la gestione efficace del profilo lipidico possa influenzare significativamente la fisiopatologia dell’ipertensione arteriosa. Una più aggressiva strategia di controllo dei lipidi nelle popolazioni normotese può migliorare sensibilmente il profilo di rischio cardiovascolare, riducendo l'incidenza di ipertensione nel tempo.

BHS: presente e futuro La coorte (il gruppo di individui portatori di una caratteristica comune nelle indagini epidemiologiche) dello studio di Brisighella ha fornito dati all’interno dell’ambizioso progetto DIAL-ER (Diagnostica avanzata in lipidologiaEmilia-Romagna), che sta studiando la correlazione fra marcatori di danno vascolare precoce, funzionalità del trasporto inverso del colesterolo, marcatori di ossidazione lipoproteica e distribuzione delle sottofrazioni lipoproteiche in pazienti diabetici, nefropatici e con dislipidemia su base genetica. E’ inoltre in corso un ampio studio genetico e farmacogenetico su tutta la coorte BHS, in particolare col supporto dell’unità di ricerca in farmacogenetica del’Università di Bologna. Infine, lo scorso anno è iniziata la survey di popolazione del quarantennale, in collaborazione con l’amministrazione comunale, i medici di famiglia di Brisighella, personale della locale azienda sanitaria, che includerà la valutazione di parametri strumentali avanzati su tutta la popolazione e di un set di marcatori laboratoristici di FINE rischio cardiometabolico. 17


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NORMATIVE

DONAZIONE

DI ORGANI

Daremo consenso o diniego, al rilascio della carta d’identità Cesena fa da apriprista per questa sperimentazione in Emilia Romagna. L’impiegato dall’anagrafe, appositamente formato, ci chiederà di esprimere la nostra volontà. di Tiziano Zaccaria Probabilmente in tempi brevi tutti potremo esprimere la nostra volontà alla donazione di organi e tessuti (consenso o diniego) al momento del rinnovo o del rilascio della carta di identità. Stanno infatti funzionando bene le prime esperienze di questo tipo attivate nei mesi scorsi a macchia di leopardo in Italia, sulla spinta della collaborazione nata tra il Ministero della Salute, il Centro Nazionale Trapianti e Federsanità Anci. Nel dicembre dello scorso anno Cesena ha accettato di fare da battistrada in Emilia Romagna e presto, sembra, sarà seguita da Bologna. Nelle prime settimane di sperimentazione a Cesena sono stati dichiarati 336 consensi e 9 opposizioni. LA LEGISLAZIONE ATTUALE Per capire meglio la novità, occorre spiegare il quadro legislativo in vigore. Al momento, la donazione di organi e tessuti è regolata dalla legge 91 del 1999, una normativa che introduceva il principio del silenzio-assenso informato: ogni cittadino doveva esprimere obbligatoriamente il proprio assenso o dissenso al prelievo degli organi “post mortem”, con una notifica dell'Asl, ma in caso di mancata risposta si veniva riconosciuti come donatori. Tuttavia, per una serie di motivi legati a difficoltà organizzative ma soprattutto per la delicatezza del tema in questione, la legge è rimasta in regime transitorio. Un decreto successivo ha stabilito il principio del consenso o dissenso 18

esplicito, attraverso la compilazione di un modulo disponibile negli sportelli delle Asl, dal proprio medico di famiglia, nelle sedi dell’Aido (Associazione Italiana Donatori Organi) o anche sul sito del Centro Nazionale Trapianti. Ma si può scrivere la propria volontà o meno di donare i propri organi su un comune foglio bianco, riportando nome, cognome, data e luogo di nascita, data della dichiarazione e firma. Nel 2008, un decreto aveva esteso ai Comuni la possibilità di ricevere le dichiarazione, previa convenzione con le Asl, ma di fatto questo sistema era stato utilizzato pochissimo. Nel 2010, alle modalità già in vigo-

re, è stata appunto aggiunta anche la dichiarazione all'ufficio anagrafe, legata alla carta d'identità. Questa soluzione sembra poter finalmente diventare un modello giusto. Quando un maggiorenne si rivolge allo sportello anagrafe del Comune per avere il documento di identità, l'impiegato, appositamente formato, lo informa della possibilità di dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti, trasmettendola poi al Sistema Informativo Trapianti. L’Aido ipotizza che con questo nuovo sistema si potrebbe disporre su tutto il territorio nazionale di un milione in più di potenziali donatori. FINE

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 19

INFANZIA

LA PEDODONZIA OVVERO, L'ODONTOIATRIA RIVOLTA AI BAMBINI

L’importanza del ruolo dei genitori nella prevenzione e cura delle patologie dentarie. La carie Pertanto si può desumere che la prevenzione della salute orale dell'adulto inizia durante l'infanzia. La carie è la malattia infettiva più diffusa in assoluto: nei bambini raggiunge il 40% nella dentizione prima delle scuole elementari. La carie infantile è particolarmente virulenta: inizia subito dopo l'eruzione dei denti decidui (i denti da latte) e che progredisce rapidamente sulla superficie non ancora completamente mineralizzata del dente. La carie è una malattia infettiva causata da una serie specifica di batteri che possono aderire alla superficie del dente, in particolare streptococchi mutans, che producono acidi derivati dalla metabolizzazione degli zuccheri; questi acidi col tempo… »SEGUE

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Nell’ambito dell’odontoiatria, il genitore deve farsi parte diligente nei confronti delle possibili patologie del bimbo. Purtroppo i genitori spesso non hanno quelle nozioni che li fanno essere attenti nei confronti dei loro figli. Proprio in questa ottica assume un ruolo il pedodontista, ovvero il dentista che si occupa di infanzia, all’inizio non tanto come medico curante, bensì più semplicemente come fonte di informazione e formazione dei genitori.

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INFANZIA IL CIUCCIO NON È UN BUON ALLEATO DURANTE LO SVILUPPO DELLA DENTATURA

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la superficie del dente. La colonizzazione del cavo orale nel bambino può avvenire dal momento della nascita e la proliferazione aumenta con l'eruzione dei denti che procurano una superficie di adesione per questi batteri.

li interventi futuri più invasivi. Per questi motivi è bene istruire i genitori per i primi anni di vita del bambino. Fino a quando il bambino non sarà in grado di provvedere da solo alla propria igiene orale, sarà quindi il genitore Vi sono molti fattori che possono a doversi influenzare la presenza di carie nel premurare bambino, oltre ad una genetica favodi pulire i revole alla carioricettività: l'igiene denti e il orale, il tipo e la frequenza delcavo orale l’assunzione di cibo, l'assunzione di del figlio, LA “COLLABORAZIONE” fluoro durante la gravidanza e la denoltre ad GENITORE-FIGLIO tizione. esaminare, PER UN CORRETTO SPAZZOLAMENTO dopo esseÈ MOLTO IMPORTANTE Prevenzione alla carie re stato Sulla carie può essere fatta preven- correttamente istruito, periodicamente zione, è necessario pertanto diffon- i dentini dei figli per intercettare predere una conoscenza del problema, ventivamente possibili patologie. per evitare o controllare la colonizza- Raggiunta l’età che permette di instauzione del cavo orale da parte dei batte- rare un approccio collaborativo del ri cariogeni, così da prevenire eventuabambino, è necessaria una dimostrazione del corretto spazzolamento e l'utilizzo di trattamenti al fluoro quando indicati. Il Stadio I Stadio II Stadio III Stadio IV dentista deve valutaInizialmente la carie La carie perfora lo La carie si diffonde La carie interessa le colpisce soltanto smalto aprendosi nella polpa dentale strutture profonde del re il rischio di svilupla strada verso causando dolore dente causando ascessi lo smalto, strato più superficiale del dente. la dentina. e infiammazione. cisti e granulomi. pare carie di ogni I 4 STADI DI FORMAZIONE DELLA CARIE piccolo paziente e 20

pianificare coi genitori una rivalutazione periodica del suddetto rischio. Deve inoltre provvedere a dare linee guida per quanto riguarda la dentizione, l'assunzione di fluoro, la prevenzione di abitudini scorrette come l'utilizzo del ciuccio, la prevenzione di traumi e l'effetto della dieta sulla dentizione. Durante il periodo della dentizione, sia decidua che permanente, ci possono essere momenti di intenso dolore accompagnati anche da alterazioni della temperatura. Appositi gel e medicinali devono essere suggeriti ai genitori. La cura delle carie nei denti da latte ha due indicazioni particolarmente importanti. LA PRIMA: eliminare fonti di infezione che possono provocare dolore e gravi modificazioni della dentatura permanente. LA SECONDA: mantenere gli elementi dentari impedisce che possano modificarsi gli spazi nelle arcate, favorendo così un corretto allineamento della dentizione permanente.

I traumi dentali Un altro fondamentale capitolo nella cura e nella prevenzione in odontoiatria infantile è quello dei traumi dentali. Nel periodo tra i due e i tre anni di età, quando la coordinazione motoria si sta sviluppando, sono frequenti traumi in dentizione decidua.

CON LE PRIME ATTIVITÀ MOTORIE, AUMENTA IL RISCHIO DI TRAUMI DENTALI


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Quando il bambino inizia le attività sportive, aumenta invece il rischio di traumi in dentatura permanente e di traumi orofacciali. Nei traumi hanno un ruolo fondamentale e possono migliorare il risultato della guarigione le misure di primo soccorso, devono quindi essere istruiti i genitori su tali misure. Un immediato contatto con il dentista può essere in molti casi importante per risolvere o limitare i danni verificatisi. Nel bambino e nel giovane adulto l'approccio psicologico col medico, ed in particolare con il dentista, possono essere complessi. Per evitare che questo primo incontro possa essere più difficile del dovuto, è importante che avvenga tra i 4 e 5 anni ed in assenza di dolore.

SI CONSIGLIANO CONTROLLI PERIODICI DAL DENTISTA SIN DAI PRIMI 3-4 ANNI DI VITA

Denti da latte: quando crescono e a cosa servono I cosiddetti “denti da latte” sono venti e crescono nel neonato nell’arco dei primi trenta mesi di vita. Tuttavia già nel pancione della mamma, attraverso le sostanze che riceve (calcio, fosforo e fluoro) dal sangue materno, il bimbo IL PRIMO DENTINO SPUNTA INTORNO AL SESTO MESE DI VITA inizia a costruire lo spazio per i dentini. In linea di massima il gli incisivi centrali inferiori. I denti da primo dentino spunta a partire dal latte, molto più piccoli e appuntiti sesto mese, ma non è una regola: rispetto a quelli che poi li andranno a ogni bimbo ha i suoi tempi e non sostituire, sono importanti principalc’è da preoccuparsi se dopo mente perché conservano lo spazio per sette/otto mesi tardano ancora. La i successivi denti permanenti, che inisequenza dello spuntare dei primi den- ziano ad erompere intorno all’età di 6 tini solitamente è uguale per tutti, però anni. Inoltre, i denti da latte sono anche in questo caso alcuni bimbi non importanti per la loro funzione mastiseguono la classica tabella di marcia. catoria e perché intervengono nella Diciamo comunque che tra il sesto e crescita della mandibola e della FINE l’ottavo mese di vita spuntano per primi mascella.

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FISIOTERAPIA

PATOLOGIE

MUSCOLO

SCHELETRICHE

QUALI TERAPIE? Una diagnosi il più completa possibile

Cesare Missiroli Massiofisioterapista www.cesaremissiroli.it E-mail: cmissiroli@me.com

Ricercare la causa di una problematica fisica o di un dolore fisico in un paziente, da un ventennio a questa parte è divenuto necessario per pensare di affrontare con successo una patologia. Si è superata perciò l’idea che la sede di manifestazione del dolore sia la causa di esso. Logicamente si parla di tutte quelle problematiche riabilitative non direttamente riferite ad un trauma diretto (frattura, lussazione, distorsione, etc). L’applicazione del “ragionamento clinico” mi consente di effettuare una panoramica il più veritiera possibile della situazione dolorosa. Con il concetto di “ragionamento clinico” si intende “un processo che ha lo scopo di organizzare in maniera significativa un insieme di dati e di situazioni che si verificano in un preciso contesto clinico e di prendere, in conseguenza, decisione in relazione alla loro interpretazione”. 22

Prima di iniziare un trattamento, alla luce di quanto appena spiegato, è mia abitudine inquadrare il paziente prendendo atto della diagnosi ortopedicospecialistica da vari punti di vista:

del paziente e delle situazioni pregresse che potrebbero aver dato il via alla patologia; SPIEGAZIONE DEL TRATTAMENTO a cui il paziente verrà sottoposto, informandolo dei tempi, delle modalità e delle eventuali possibili controindicazioni sia generali che locali.

COLLOQUIO CON IL PAZIENTE durante il quale diventa fondamentale instaurare un rapporto di comprensione e fiducia; DIAGNOSI MEDICO-SPECIALISTICA che funge da base di partenza per formulare un piano fisioterapico-riabilitativo idoneo e che ovviamente escluda patologie di pura destinazione chirurgica o di altre specialità; VALUTAZIONE PERSONALIZZATA della postura del paziente per riconoscere problematiche derivanti dalla postura stessa; COLLABORAZIONE tra figure professionali diverse: diviene necessario nell’interesse del paziente, il dialogo tra fisioterapista, ortopedico e medico di base; INDAGINE CONOSCITIVA del comportamento e delle abitudini

Il trattamento della terapia risulterà ancor più efficace ed idoneo se il ragionamento clinico viene riformulato ad ogni seduta su misura del singolo paziente, in funzione dei risultati soggettivi di ognuno. E’ finita l’epoca in cui si iniziava con una terapia e si procedeva con il “paraocchi” fino alla fine e poi ci si domandava che cosa era successo in caso di fallimento. Questo determinava perdita di tempo e metteva a dura prova le aspettative del paziente.


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FISIOTERAPIA

Alla ricerca della terapia miracolosa La storia della terapia fisica è stata costellata negli ultimi 30 anni da nuove scoperte e da miglioramenti di quelle già esistenti, conseguenza di un interessamento crescente della comunità scientifica e dalla pressante richiesta di “benessere” che tutti noi abbiamo. Ma esiste una terapia che in ogni occasione risponde in maniera certa affrontando una patologia? Gli ultimi 30 anni sono stati molto prolifici di studi e di ricerche che hanno coinvolto, oltre che la comunità scientifica anche le case costruttrici di apparecchiature elettomedicali. Di questo abbiamo beneficiato noi operatori del settore e di conseguenza i nostri pazienti.

Le prime tecnologie e terapie non sono state sempre affidabili Agli inizi della mia carriera, negli anni Novanta, l’interesse per le terapie da

parte dei pazienti era gia’ molto presente, ma le terapie che avevamo a Queste apparecchiature avevano grossi problemi di affidabilità, di controllo delle emissioni e in alcuni casi di sicurezza. disposizione erano frutto di studi che avevano avuto poche evoluzioni e si rivelavano un po’ datati. Ecco cosa utilizzavamo: radar terapia; Marconi terapia; Tens, correnti dia-dinamiche e di stimolazione; Ultrasuoni; Magnetoterapia; Ionoforesi; Laser di bassa potenza (soft); Forni alla Bieer (con alcool etilico!). I FORNI ALLA BIEER erano costituiti da un cassone nel quale veniva inserita la parte anatomica da trattare e chiuso con delle coperte, poi si accendeva un contenitore pieno di alcool etilico che bruciando conduceva calore attraverso un tubo collegato al cassone. Vi lascio immaginare i rischi che pazienti e operatori correvano ogni volta che lo utilizzavano.

LA IONOFORESI nella quale si utilizzavano elettrodi in stagno o in metallo, che tre volte su quattro provocavano delle ustioni sulla cute del paziente. Per quanto riguarda le terapie a radio frequenza, la radar e la Marconi non garantivano una corretta schermatura e una verifica dell’emissione prodotta al paziente.

E oggi? Ma oggi cosa abbiamo tra le mani? Sicuramente apparecchiature di massima sicurezza e con il controllo delle emissioni con alti livelli di schermatura. Oggi possiamo avere ultrasuoni con testine auto calibrate, la ionoforesi, ormai in disuso, viene brillantemente sostituita dalla veicolazione transedermica (S.I.T.), la stimolazione muscolare ha trovato nella vibrazione un validissimo collaboratore. La radar e la Marconi sono state oscurate dalla Diatermia capacitivo resistiva. I laser a bassa potenza soppiantati da sempre più potenti laser. FINE

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TERMALISMO

RIGENERARSI ALLE TERME Cure e “Ben Essere” dall’antichità ad oggi

Dott.

Andrea Flamigni

Specialista Idrologia Medica Direzione Sanitaria Terme di Cervia

Benefici molteplici per corpo e mente Le acque termali hanno avuto un’enorme importanza fin dai tempi remoti dell’epoca etrusca, ellenistica e soprattutto romana, quando la frequentazione delle strutture termali era diventata un tratto caratteristico dei costumi della Civiltà Romana. Il concetto di “Ben Essere”, fin dall’antichità, trova il proprio naturale compimento nelle terme, da sempre note

come fonte di benessere sia fisico che mentale. Le molteplici proprietà curative delle terme trovano applicazione nei più svariati ambiti: dal campo medico, in cui le terme svolgono azioni curative e soprattutto preventive di

vere e proprie patologie, fino all’applicazione nel campo del “Ben Essere” inteso in senso più moderno a 360°, come recupero di equilibrio psico-fisico e di una forma fisica al top anche esteticamente.

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TERMALISMO Le terme sono un luogo di rigenerazione per il corpo e lo spirito: un'atmosfera unica nella quale le molteplici declinazioni dell’acqua, quale elemento vitale ci permettono di conquistare equilibrio e benessere in un benefico processo di rigenerazione. Le terme offrono una risposta eccellente a chi voglia migliorare la propria salute e qualità di vita in modo naturale: imparando a rilassare le tensioni, a tonificare e disintossicare l'organismo, godendo degli indispensabili momenti di pausa dai ritmi della vita moderna da cogliere all'insegna del "mantenersi e tornare in forma", in sintonia con il paesaggio dalla natura distensiva ed energetica.

Le terme come strumento per prevenire… Uno degli aspetti fondamentali, e poco noti alla popolazione, del concetto di "Ben Essere” termale è l'importanza della prevenzione già in età giovanile (dai trenta ai quarant'anni) di tutte quelle patologie che affliggono la popolazione in età adulta e durante la terza età, e che possono essere evitate con semplici e piacevoli programmi di prevenzione presso i centro termali. In molti casi le cure termali effettuate in cicli annuali, o meglio ancora semestrali, riducono notevolmente il consumo di farmaci rispetto alla popolazione che non effettua soggiorni curativi presso le terme. Alla base dei trattamenti benessere e delle cure termali e di riabilitazione vi sono le acque termali, distinte in sorgive e di laguna (ad esempio le saline). Si tratta di acque ad elevato contenuto di sali minerali miscelato dalla “natura” in modo da esaltarne particolarmente l’efficacia. A seconda delle patologie da curare, o da prevenire, le acque termali sono applicate per inalazioni ed aero-

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…o semplicemente per curare aspetto e bellezza Alle terme, in ambito “Ben Essere” l’acqua termale viene proposta sotto forma di idromassaggi e fanghi “vaporizzati”, che possono accompagnarsi anche a massaggi con caratteristiche e finalità differenti.

Le terme propongono infatti trattamenti benessere per viso o corpo con azione anti-age, esfoliante, anticellulite, dimagrante e drenante. Anche per l’uomo, sempre più attento al proprio “Ben Essere”, le terme propongono trattamenti specifici mirati alla cura del proprio corpo. Ogni trattamento termale o benessere viene sempre ottimizzato sulle esigenze di ogni singolo cliente e consigliato da un equipe medica altamente preparata e sempre disponibile per chiarire ogni dubbio del cliente. All'interno degli stabilimenti termali operano infatti qualificati medici e specialisti che garantiscono ad ogni ospite risposte precise e professionali per costruire insieme al cliente il proprio “Ben Essere” a 360 gradi. Trascorrere una vacanza di “Ben Essere” alle terme, sia che si tratti di una sola giornata, di un weekend o di un periodo più lungo, significa prendersi cura di sé e concedersi una pausa rigenerante i cui beneFINE fici si protrarranno a lungo.

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OCULISTICA

POSTURA E VISIONE NELLA PRIMA ETÀ SCOLARE POSTURA CORRETTA

A sx -

Gianna Manna - Optometrista

NEGLI ANNI SUCCESSIVI, il bambino legge per imparare, sapendo già scrivere, ma per farlo bene è consigliabile avere movimenti oculari fluidi, visione binoculare stabile, capacità di convergenza e accomodazione in equilibrio e completa lateralizzazione.

E-mail: giannamanna@yahoo.it A dx - Dott.ssa

Elena Berti - Ottica e optometria

E-mail: elenabx1@libero.it

Definiamo chi è l’optometrista comportamentale: è il professionista che analizza il processo visivo da un punto di vista funzionale e posturale. Attraverso un’analisi visiva si evidenzia se l’utente ha bisogno di utilizzare correzione ottica ed eventualmente cicli di training visivo.

POSTURA SCORRETTA

La differenza tra vista e visione LA VISTA è un senso innato e ha un significato quantitativo: “Quanto vedo?”. LA VISIONE invece rappresenta un concetto qualitativo: “Come vedo?”. La visione è la funzione che si apprende durante lo sviluppo corporeo e mentale, costituita dall’integrazione di aspetti visivi, motori e percettivi. Atteggiamenti posturali scorretti possono portare problemi in ognuno degli aspetti elencati sopra. La postura è strettamente legata alla visione, si stima che attraverso il canale visivo passino tra il 75 e il 90percento delle informazioni che si percepiscono. Lo sviluppo visivo di un bambino è in veloce evoluzione fino ai 9 anni, poi continua sempre più lentamente. 26

Quando comincia a prestare attenzione, il bambino parte dalla focalizzazione sull’insieme fino ad arrivare a quella sul dettaglio; perciò è necessario che il sistema visivo esprima al massimo le sue potenzialità per poter permettere di fare sue le informazioni, nel modo corretto, in ogni situazione e soprattutto in ambito scolastico. NELLE SCUOLE MATERNE il bambino impara ad interagire nello spazio e a discriminare. NEI PRIMI ANNI della scuola primaria il bambino impara a leggere e a scrivere, sviluppando le abilità essenziali come la percezione della forma, la memoria visiva, l’integrazione visuo-motoria.

UN’IMPUGNATURA ERRATA della penna, una posizione troppo ravvicinata al foglio e una qualità della scrittura scadente sono campanelli d’allarme di una postura scorretta IMPUGNATURA che, se mantenu- SCORRETTA ta nel tempo, può creare disturbi della visione e influire negativamente sull’apprendimento. Gli insegnanti e noi operatori della visione, in colla- IMPUGNATURA borazione, pos- GIUSTA siamo così diventare degli osservatori privilegiati, segnalando ai genitori la possibilità di modificare gli atteggiamenti posturali, creando un’efficace collaborazione casa-scuola. Per evitare e/o correggere questi intoppi è possibile anche seguire un percorso di training visivo. Il training visivo comprende un insieme di procedure, serve per migliorare e allenare le abilità visive; non potenzia solo i muscoli ma educa/rieduca le funzioni che fanno capo ad un insieme di parti del corpo come il sistema visivo e posturale nella sua totalità. FINE


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SALUTE

STORIA DELLA MEDICINA

GLI ANNI DUEMILA

La nascita della genomica e della proteomica hanno aperto nuovi e suggestivi scenari nella ricerca medica. I nuovi farmaci saranno sempre più mirati su un “bersaglio” molecolare e verranno perfino “disegnati” col computer. Il XXI secolo è iniziato con una grande scoperta nel settore della medicina: il completamento della sequenza del genoma umano, avvenuto proprio nell’anno 2000. La notizia fu pubblicata nel 2001 in due articoli sulle riviste Science e Nature; si trattava per la verità di una bozza pari al 90% della sequenza e ancora con notevoli probabilità di errori. Una sequenza accurata, pari al 99% del genoma umano, è stata poi pubblicata due anni più tardi. La GENOMICA cioè la scienza che studia il genoma umano (ma anche quello degli animali), più di recente è stata affiancata da una nuova branca della biologia: la proteomica, di crescente importanza, che si occupa di tutte le proteine di un organismo, con l’obiettivo di determinarne sequenza, funzione, struttura e interazioni. Un obiettivo più ambizioso di quello della genomica, perché più complesso, ma che in prospettiva può aprire innumerevoli possibilità di creazione di nuovi farmaci e nuove terapie. È infatti potenzialmente più utile bloccare la funzione di una proteina con un farmaco "intelligente", cioè capace di interagire con esso, piuttosto che bloccare completamente un gene che potrebbe avere più funzioni nell’organismo.

Prevenire anzichè curare Già all’inizio degli anni Novanta era nata la farmacoprevenzione: farmaci che non curano una malattia, ma evitano che si sviluppi attraverso la somministrazione di sostanze contenenti elementi in grado di ridurne il rischio. I primi risultati della farmacoprevenzione si sono avuti nelle malattie cardiovascolari (l’acido acetilsalicilico, i farmaci antiaggreganti e le statine, sostanze in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e la pressione sanguigna) e nei tumori, in particolare quello al seno e al colon. Oggi l’ultima frontiera della farmacologia è rappresentata dai farmaci biologici, che sono estremamente selettivi perché puntano a colpire una singola struttura (recettore, proteina, sequenza di DNA) in modo preciso, riducendo così gli effetti collaterali e aumentando l’efficacia della terapia. Sono il risultato dei progressi fatti nel campo delle biotecnologie. Per il momento sono disponibili farmaci biologici contro l'artrite reumatoide, la psoriasi, le malattie infiammatorie croniche dell'intestino e alcuni tipi di tumore, ma sono in corso numerosi studi per aumentare il loro impiego

in campo oncologico, dove rappresentano una vera e propria promessa. Un fronte di ricerca altrettanto promettente è la terapia genica, una procedura che consente di trasferire materiale genetico (DNA) allo scopo di prevenire o curare una malattia.

I FARMACI BIOLOGICI RIDUCONO GLI EFFETTI COLLATERALI E RENDONO PIÙ EFFICACE UNA TERAPIA

Nel caso delle malattie genetiche, in cui un gene è difettoso o assente, la terapia genica consiste nel trasferire la versione funzionante del gene nell'organismo del paziente, in modo da rimediare al difetto. In altre patologie si può, invece, uccidere in modo mirato le cellule che causano la patologia. Un'altra strategia ancora prevede il trasferimento di geni all'interno di cellule malate, allo scopo di bloccare il meccanismo alterato che causa la malattia.

Mirare dritti sul bersaglio La moderna ricerca farmacologica si basa sulla conoscenza profonda della malattia, dei meccanismi cellulari e molecolari che la determinano e del "bersaglio" »SEGUE contro il… 27


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SALUTE

…quale il nuovo farmaco deve essere diretto. Identificare il bersaglio più adatto (una molecola o un meccanismo biologico vero e proprio) non è semplice poiché, a seconda della malattia, questo può essere molto diverso: un virus o un batterio per le malattie infettive come l’epatite o l’influenza, oppure la mancanza di un ormone nelle malattie metaboliche come il diabete, o ancora un meccanismo che porta alla degenerazione delle cellule come nell’Alzheimer. Grazie ai progressi tecnologici, oggi questi bersagli possono essere studiati nel dettaglio per identificare il “composto guida”, ovvero il precursore del nuovo farmaco, cioè una sostanza capace di legarsi al bersaglio prescelto e modificarne l’attività. Non tutte le molecole Associazione Sportiva Dilettantistica

che si legano ad un bersaglio possono per i ricercatori, che dopo aver identidiventare “composto guida”: è molto ficato il "bersaglio" devono progettare importante infatti che tale composto, la nuova molecola. I primi dati da utinaturale o sintetico, sia molto selettivo, lizzare sono quelli relativi alla struttura eserciti cioè la propria azione solo sul fisica del bersaglio, alla sua forma, ai bersaglio, in modo da rendere minimi tipi di atomi che lo compongono e ai gli effetti collaterali. Inoltre deve avere legami che stabilisce con l’esterno: una buona biodisponibilità, quindi essere oggi esistono banche dati informatiche utilizzabile dall’organismo, non deve esse- nelle quali sono immagazzinate inforre tossico e le aziende farmaceutiche devono poterlo pro- L’INFORMATICA FAVORISCE LO SVILUPPO DI APPLICAZIONI durre su larga scala. PER LA “CREAZIONE”

“Disegnare il farmaco” col computer

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SALUTE_10piu_n.11.13_CASA NOTIZIE cesena n1.2007 04/11/13 17:21 Pagina 29

SALUTE mazioni dettagliate sulla struttura tridimensionale di moltissime molecole, che possono diventare bersagli farmacologici, ottenute con le piĂš moderne tecniche di analisi. Partendo da queste informazioni, specifici programmi informatici riescono a disegnare una molecola complementare al bersaglio e quindi capace, con grande probabilitĂ , di legarsi ad esso. I vantaggi di tale approccio sono notevoli, se si pensa al tempo e alle risorse economiche risparmiati: il sistema computerizzato identifica solo poche molecole con grande affinitĂ  per il bersaglio da colpire e solo queste dovranno essere prodotte e valutate in laboratorio dai ricercatori.

Simulare il comportamento di una molecola Le applicazioni dellâ&#x20AC;&#x2122;informatica alla chimica farmaceutica e allo sviluppo di un nuovo farmaco sono numerose e rappresentano giĂ una realtĂ . In molte universitĂ  americane sono giĂ  stati istituiti dei corsi di chimica computazionale e di â&#x20AC;&#x153;molecular modellingâ&#x20AC;?, che studiano le molecole e i loro comportamenti usando dei modelli matematici e fisici molto complessi, che tengono conto della forma, dellâ&#x20AC;&#x2122;energia e di tutte le altre proprietĂ  che rendono unica una molecola, come la viscositĂ , il volume, la carica elettrica ecc. Il computer può essere utile anche una volta ottenuto il farmaco vero e proprio: esistono infatti particolari programmi informatici che consentono di simulare lâ&#x20AC;&#x2122;effetto di un trattamento farmacologico sulle cellule, utilizzando modelli matematici e informazioni chimiche, biologiche e fisiche. Si tratta di tecnologie ancora agli esordi, ma dotate di enormi potenzialitĂ , che tra qualche anno consentiranno di ottimizzare la creazione di nuove molecole ed il FINE loro uso clinico.

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I NOSTRI AMICI ANIMALI

CINOFILIA DA

SOCCORSO Da oltre dieci anni l’Associazione “Zarlot” di Ravenna addestra cani alla ricerca di persone scomparse in superficie o fra le macerie. di Tiziano Zaccaria Spesso la televisione ci riporta immagini di cani che, in un bosco o sul ciglio di una strada, stanno inseguendo una traccia odorale che soltanto loro riescono ad annusare, grazie ad un fiuto estremamente sviluppato, oppure cani che si muovono sulle macerie provocate da un terremoto, nella disperata ricerca di una traccia di vita sotto le rovine. A volte si tratta di cani in forza alle Forze dell’Ordine: veri e propri “militari” addestrati con queste finalità. Altre volte si tratta di cani di proprietà di comuni cittadini, che decidono di dedicarsi a questo servizio di pubblica utilità su territori come quello della provincia di Ravenna, che non possono essere coperti con tempestività dai “cani poliziotto”.

struttore cinofilo e poco dopo, assieme ad alcuni amici di Ravenna, è nata l’idea di creare questa associazione. Oggi gli iscritti all’associazione sono circa 25, anche se gli esperti cinofili veramente operativi sono soltanto 3-4».

Chiunque possieda un cane può mettersi a disposizione per la ricerca di persone in superficie o fra le macerie? «Sì, chiunque può iscriversi alla nostra associazione. E’ richiesta soltanto tanta

Una bella presenza A Ravenna è attiva l’associazione Zarlot, finalizzata all’addestramento dei cani nella ricerca in superficie di persone scomparse o travolte da macerie. Costituitasi nel 2003, questa “onlus” mette a disposizione la propria esperienza per affrontare il percorso formativo del proprio cane, attraverso differenti tecniche e livelli di addestramento. A presiedere l’associazione Zarlot è Giuseppe Montanaro, ex finanziere oggi in pensione: «Nella Guardia di Finanza ho acquisito esperienza nel settore della cinofilia, occupandomi di controlli anticontrabbando e antidroga – spiega – Alla fine degli anni Novanta, una volta giunto in pensione, ho iniziato a fare l’i30

GIUSEPPE MONTANARO E MARILENA RIZZO

buona volontà, la passione per questa pratica e anche un po’ di tempo libero a disposizione. Naturalmente, è necessario che il cane partecipi ad un corso d’addestramento, al termine del quale, attraverso un esame, viene abilitato a lavorare per la ricerca persone».

Esistono razze di cani più predisposte a questo “lavoro”? «Non c’è preclusione verso nessuna razza, anche se il pastore tedeLABRADOR sco, il labrador ed il golden retriver, per loro inclinazione genetica, sono più predisposti di altri.


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I NOSTRI AMICI ANIMALI Ma per esempio nel nostro gruppo abbiamo anche un carlino: si potrebbe CARLINO pensare che sia una razza inadatta a questo mestiere, invece una volta addestrato nel modo opportuno, è utile quanto gli altri. Esiste infatti una funzionalità LABRADOR delle taglie. Se dobbiamo addentrarci nella ricerca di una persona in un territorio molto vasto, di trecento ettari, ecco che è necessario PASTORE TEDESCO inviare cani di grossa taglia. Se invece dobbiamo cercare una persona sotto un piccolo mucchio di macerie, ecco che torna molto utile anche il carlino».

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Tel. 0544.240157 Protezione Civile ci chiede la disponibilità di un cane per la ricerca di una persona, immediatamente ci mobilitiamo verso i nostri soci. Solitamente trascorre un’ora, al massimo due, dall’inizio dell’emergenza all’inizio della ricerca. Occorre precisare che se il proprietario del cane è sul proprio posto di lavoro, può in qualsiasi momento abbandonarlo fino al termine della ricerca: la copertura della retribuzione è garantita per legge». FINE

«Durante il corso, cerchiamo di gestire e di azzerare le problematiche del cane. Per esempio, se si tratta di una cane da caccia, occorre “riconvertirlo” dalla ricerca delle prede a quella delle persone. Il lavoro non è semplice, ma nel giro di un anno e mezzo si possono ottenere risultati ottimali. Ad ogni modo la durata del corso dipende dalla capacità di apprendimento del cane, che alla sua iscrizione deve avere almeno 18 mesi d’età».

Come si svolgono le ricerche? «Nel momento in cui il Coordinamento Provinciale della

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www.salute10piu.it - HANNO COLLABORATO AL NUMERO DI NOVEMBRE DI Dott. Sergio D’Addato Dip. di Scienze Mediche e Chirurgiche Università di Bologna Ospedale Sant’Orsola Malpighi Dott. Andrea Flamigni Specialista Idrologia Medica Direzione Sanitaria Terme di Cervia

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Francesco Scardovi Istruttore della Scuola Italiana di Nordic Walking E-mail: francesco.scardovi@nordicwalkingravenna.it Dott.ssa Susanna Stagni Laureata in odontoiatria e protesi dentaria.

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Dott. Davide Guglielminetti Responsabile Reparto Chirurgia d’urgenza Ospedale Santa Maria delle Croci E-mail: d.guglielminetti@ausl.ra.it

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Dott. Giovanni Innocenti Medico Chirurgo - Specializzato in malattie infettive Medico responsabile per il Consorzio Solco/Corif nella RSA San Rocco (Fusignano)

Dott. Pier Luigi Bedei - Medico, ginecologo E-mail: plbedei@hotmail.com

Dott. Flaviano Jacopi Specialista in cardiologia e medicina dello sport Direttore sanitario Astrea Medical Center - Faenza E-mail: flaviano.jacopi@fastwebnet.it

Dott. Franco Borghesan - Specialista in allergologia

Dott. Luca La Fauci - Biologo Nutrizionista - Consulente RAI

Dott. Francesco Buonpane - Medico Veterinario

Dott.ssa Chiara Lisi - Tecnologo alimentare E-mail: dipartimentotecnico@naturhouse.it

Flaminia Buttazzi - Istruttrice Cosmos Fitness Club Faenza Titolare brevetti FIF e FBI per insegnare pilates E-mail: info@cosmosclub.it Dott. Pierpaolo Casalini Medico-Chirurgo U.O. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Faenza - E-mail: pierpaolo.casalini@gmail.com Dott. Michele Ciani Dottore in psicologia - Osteopata Fisioterapista c/o Studio di Terapia Manuale e Poliambulatorio Osteolab - E-mail: micheleciani.com Dott. Giorgio Maria Cicognani Medico Geriatra - AUSL Ravenna E-mail: giorgio.cicognani@fastwebnet.it Dott. Ugo Cimberle Studio Oculistico Dal Fiume-Cimberle - Ravenna E-mail: cimberle@cidiemme.it Dott. Marco Conti Specialista in Fisioterapia e Medicina Termale E-mail: mconti@temedicastrocaro.it Dott. Andrea Drei Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza Ospedale di Faenza - E-mail: andrea.drei@alice.it

Riccardo Donati - Audioprotesista E-mail: ravenna@medicalaudio.eu Simonetta Ferretti - Responsabile U.O. Consultori Familiari Ausl Ravenna

Dott. Massimo Liverani Biologo Nutrizionista Consulente programma Dimagrimento c/o Centro Dimagrimento THOMAS TAI - E-mail: info@indacosrl.it Dott. Angelo Lofino Psicologo Psicoterapeuta www.psicologia-studio-sessuologia.it Dott. Leonardo Loroni Pediatra a Ravenna presso Ospedale Privato San Francesco e presso Ravenna Medical Center E-mail: leonardo.loroni@gmail.com Dott. Maurizio Marangolo Specialista in Medicina Interna ed Oncologia Medica. Ricercatore volontario Istituto Oncologico Romangolo E-mail: m.marangolo@libero.it

Dott.ssa Fiorella Onofri - E-mail: onofrifiorella@libero.it Dott.ssa Valentina Orlandi - Ortottista E-mail: valentina.orlandi28@libero.it Dott.ssa Gianna Manna - Optometrista E-mail: giannamanna@yahoo.it Dott.ssa Barbara Pallareti - Medico Veterinario E-mail: barbara.pallareti@gmail.com Dott. Paolo Perna Fisioterapista - E-mail: paoloperna8@gmail.com E-mail: a.pasi1961@libero.it Dott. Giuseppe Plazzi Dipartimento di Scienze Neurologiche Università di Bologna - E-mail: giuseppe.plazzi@unibo.it Dott. Luca Rossi Direttore Tecnico Centro Studi del Cane Italia ASD E-mail: direzione@centrostudidelcane.com Dott. Maurizio Santarini Medico Veterinario, Ravenna E-mail: maurizio.santarini@gmail.com

Barbara Sartoni - Insegnante di Scuola Primaria Fondazione Marri Sant’Umiltà - Faenza Dott. Antonio Salzetta Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Presidio Ospedaliero di Faenza - Ausl Ravenna

Francesco Spadoni Tecnico ortopedico Email: francesco@ortopediaspadoni.it Dott. Ignazio Stanganelli Responsabile Centro di Oncologia Dermatologica Skin Cancer Unit IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna Progetto Melanoma Istituto Oncologico Romagnolo Dott. Stefano Stea Responsabile U.O di Chirurgia Maxillo-Facciale Maria Cecilia Hospital Cotignola - www.stefanostea.it E-mail: maxillofacciale-mch@gvmnet.it Prof. Carlo Tagariello Villalba - Bologna - E-mail: catag@iol.it

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