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mensile d’informazione per la Salute e il Benessere n° 67

Benessere

Bagni termali, relax, salute e...

Alimentazione

L’alfabeto dei cibi amici

Psicologia

Disturbi del sonno

Farmacia

La gastroenterite

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Una sana abitudine


Sommario Psicologia

Posturologia

Estetica

Disturbi del sonno

La Mesoterapia: storia e applicazioni cliniche

La Chirurgia Postbariatrica

Pedagogia

Alimentazione

Nutrizione

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Musicopedagogia®

L’alfabeto dei cibi amici

"Oggi si può”

Farmacia

Alimentazione

Farmacia

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Terapie mirate con farmaci di "genere" nella nuova medicina D

Pneomologia Fumo Passivo

Terapia Cancro del polmone: buone nuove dalla "targeted therapy"

Neurologia Le malattie neurodegenerative

Dermatologia Il morbo di Darier White

Fobie Quali sono le fobie e le ossessioni più comuni?

Botulismo alimentare

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La gastroenterite

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News

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Ricevi Salutare

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Sociale

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Eventi

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Tutti gli articoli hanno solo finalità informativa ed educativa, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di automedicazione e non sostituiscono la consulenza medica specialistica.

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Angolo dei Lettori Salve mi chiamo Alessandra e scrivo da Viterbo, volevo porvi alcune domande per quel che riguarda le protesi al silicone di cui tanto se ne sta parlando, poichè anche io dieci anni fa ho fatto l'intervento di mastoplastica. Quali sono quelle nocive? Sono interessate anche le persone che hanno fatto l'intervento di mastoplastica circa dieci anni fa? Cosa è opportuno fare? Gentilissima Alessandra, purtroppo nell'ultimo periodo le notizie allarmanti sulle protesi si sono avvicendate e si è creata una grande confusione. Cerchiamo di mettere un pò di ordine: 1. Non esistono protesi cancerogene: allo stato attuale non ci sono elementi per poter affermare che le protesi incriminate, di marca P.I.P. (Poly Implant Prothèse) siano cancerogene; la notizia secondo cui alcune pazienti che abbiano utilizzato queste protesi abbiano sviluppato un tumore rientra nella norma, in quanto parliamo del tumore più frequente nel sesso femminile; se raffrontiamo il numero

Questo spazio è dedicato a voi:

Se avete domande da porre ai nostri esperti o volete raccontare le vostre esperienze e disservizi in sanità, potete farlo scrivendo a info@salutare.info Forniremo risposte e approfondimenti per rendere l'informazione più chiara e dettagliata possibile.

di tumori sviluppato con le protesi e quello delle pazienti senza protesi, non si riscontra un'incidenza superiore. 2. Le protesi in questione sembra che abbiano una percentuale di rottura maggiore rispetto agli altri tipi. 3. è stato utilizzato un silicone diverso da quello autorizzato di cui non si conosce con precisione l'interazione con l'organismo 4. Allo stato attuale le protesi in questione sono state rimosse dal mercato e nessuno può più impiegare tali protesi. 5. Le protesi P.I.P. avevano il marchio CE come tutte le protesi in commercio nell'ambito della Comunità Europea. 6. In America la Food and Drug Administration (ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici e dipende dal Dipartimento della Salute) ha autorizzato solo 2 case produttrici di protesi dopo approfonditi studi: questi sono le Allerghan e le Mentor. 7. A coloro che hanno impiantato le protesi PIP è consigliato di eseguire accertamenti strumentali (ecografia e/o RMN) per valutare l'integrità delle protesi ed eventualmente la loro rimozione. Ricordiamo che la rimozione delle protesi in questione non è obbligatoria, non essendo stata dimostrata allo stato attuale, nessuna correlazione nociva con l'organismo. dr. Ivan La Rusca Specialista in Chirurgia Plastica

Scrivete a: Salutare Via Due Principati, 278 83100 Avellino info: tel. 0825 74603 e-mail: info@salutare.info www.salutare.info www.salutare.info

Editore: Ass. Culturale Salutare Direttore Responsabile: Angela Romano Redazione: Maria Paola Aprea Progetto grafico: Promova Coop. Soc. Onlus Area web: Carmine Serino Collaborazioni: dr.ssa T. Forlano, dr. A. Pacilio, dr. I. La Rusca, dr. G. Pistillo, dr.ssa S. Garifo, dr. A. Del Buono, dr.ssa R. Melillo, dr. A. M. Giordano, dr. A. Sabato, prof. S. Martufi, dr. C. Sorino, dr. M. Spatafora, dr. L. Ferrante, dr. A. Del Sorbo.

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Pubblicazione mensile Anno VII n° 67 - 2012 Distribuzione gratuita Reg. Tribunale Av in data 15/01/2004 N° 419

Per ricevere informazioni per una presenza sul mensile contattaci al numero Tel.: 0825.74603 e-mail: info@salutare.info Il materiale grafico e redazionale deve pervenire entro il giorno 10 del mese precedente alla pubblicazione. Gli autori degli articoli sono legalmente responsabili dei testi inviati.


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dr. Antonio Pacilio Podologo e Posturologo

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Salutare è una realtà editoriale che da 7 anni fornisce ai lettori un supporto informativo di qualità, fruibile a

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News

Il Dermatologo Salernitano Del Sorbo, Riceve a Roma Il Premio Econtent Award 2011 è con molto piacere che pubblichiamo la notizia relativa al premio eContent Award 2011 ritirato a Roma lo scorso 21 dicembre 2011 dal dermatologoAntonio Del Sorbo, che da anni collabora con la nostra rivista con articoli monotematici di dermatologia e venereologia. Il premio è stato consegnato dal presidente dell'evento Prof. Alfredo Ronchi del Politecnico di Milano, nella sala Quaroni dell'EUR di Roma. L' eContent Award, ispirato al premio internazionale World Summit Award, è stato organizzato dalla Fondazione Politecnico di Milano e da Medici Framework ed ha ottenuto il patrocinio di importanti istituzioni, tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. Il premio eContent Award 2011 secondo ex aequo è stato assegnato al progetto DermoBOT 4.0, un motore di risposta automatica ideato e realizzato dal dermatologo Del Sorbo come strumento di orientamento gratuito alla dermatologia e disponibile online al sito: www.ildermatologorisponde.it

DermoBOT, spiega Del Sorbo, è per ora uno strumento ancora sperimentale e in futuro potrebbe essere in grado di fornire agli utenti risposte più intelligenti e personalizzate, 24 ore su 24. Come tutti gli answer engine che verranno in futuro, non sostituirà la visita medica, ma orienterà l'utente in tempo reale con risposte personalizzate, consolidando il tradizionale e preziosissimo rapporto con il proprio medico. I futuri motori di risposta automatica, continua Del Sorbo, forniranno agli utenti risposte sempre più pertinenti e meno scontate, abbattendo i lunghi tempi di giacenza delle email negli account di posta elettronica (delivery time), con risposte in tempo reale, in grado di migliorare la user experience degli utenti. Oltre a questo interessante prototipo di motore di risposta istantanea, l'edizione 2011 dell'eContent Award, ha visto molte altre interessanti novità in telemedicina, in un percorso innovativo che prepara i medici alle future tecnologie del cosiddetto web 4.0 (web pragmatico), dove grazie a motori intelligenti (spider o bot), l'interazione utente - macchina avverrà secondo un linguaggio e

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un comportamento simile a quello umano. La macchina sarà sempre più intelligente, perché le tecnologie create dall'uomo, saranno più complesse ed elaborate. Cento anni fa, nessuno avrebbe mai pensato che un giorno, la calcolatrice installata su un normale telefonino portatile, avrebbe eseguito operazioni aritmetiche complesse in maniera più rapida ed efficiente della stessa mente umana che l'ha progettata. Negli anni '80 i più forti giocatori di scacchi di tutti i tempi, affermarono che nessuna macchina avrebbe mai vinto contro l'essere umano. Oggi un semplice software scacchistico, che gira su un qualsiasi PC (es. chessbase Fritz 13), mette puntualmente in difficoltà e molte volte vince, contro qualsiasi campione del mondo, seguendo algoritmi matematici molto raffinati e prendendo talora decisioni autonome, al di fuori dei cosiddetti alberi di apertura. L'uomo sta insegnando alle macchine da lui create, ad imparare dai propri errori (intelligenza artificiale). Peccato che questa grande modestia, sarà sempre più di pertinenza delle macchine che non dei loro creatori.


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Piace alla mamma, utile al bambino Salutare dedica a mamme e papà un nuovo prodotto per poter meglio comprendere e affrontare il percorso della genitorialità, dalle cure mediche alla scelta dei migliori prodotti in commercio. Fornisce un servizio a 360 gradi che abbraccia tutti gli aspetti legati alla nascita e alla crescita di un figlio senza trascurare nessuna sfumatura. Valuta i prodotti per mamme e bambini favorendo una scelta consapevole. Si avvale della professionalità di medici, pediatri, ginecologi, puericultori specializzati in infanzia e maternità, per discutere e confrontarsi. Le esperienze, i consigli dei nostri esperti sono un sostegno per quanti vivono questa meravigliosa esperienza. Scrivete, comunicate, informate su tutto ciò che riterrete opportuno divulgare, scambiamo idee e consigli, facciamo della rivista uno strumento informativo a disposizione di tutti.

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News

Lesioni al midollo spinale: A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda e AUS (Associazione Unità Spinale Niguarda Onlus) presentano il Lokomat, la rieducazione robotizzata

Una vera e propria innovazione tecnologica nell’ambito della riabilitazione motoria delle persone colpite da lesioni al midollo spinale. Merito di AUS Niguarda Onlus, Associazione di volontariato che ha contribuito alla realizzazione dell’Unità Spinale Unipolare di Niguarda (USU) e che dal 2002 è attiva al suo interno. L’ultima delle iniziative messe in campo e presente presso l’Unità Spinale è il "Lokomat", esoscheletro robotizzato, controllato elettronicamente che consente di aumentare notevolmente le potenzialità del movimento nel recupero della deambulazione. Il Lokomat è un’apparecchiatura robotica diffusa nei più avanzati centri riabilitativi internazionali. L’Unità Spinale Unipolare di Niguarda

è oggi uno dei pochi Centri in Italia che può avvalersi dell’utilizzo esclusivo del Lokomat per la riabilitazione delle persone che hanno riportato esiti di lesione al midollo spinale. L’Unità Spinale Unipolare (USU) dell’Ospedale Niguarda Ca’Granda di Milano, inaugurata nel giugno del 2002, è un Centro di cura e riabilitazione rivolto alle persone con lesione midollare e con Spina Bifida. Rappresenta una delle prime esperienze italiane di approccio globale al problema delle persone con lesione midollare e spina bifida, attraverso la cura, la riabilitazione e il reinserimento sociale, familiare e lavorativo, secondo i modelli che si sono sviluppati in Europa. www.ausniguarda.it

AQUALIA THERMAL Trattamento Idratante 24h Fortificante e Protettivo Spf 25 Un concentrato di acqua termale. UV fortifica la pelle e la rende meno sensibile, dona una sensazione di idratazione immediata. Con sistema filtrante Mexoryl SX e XL per una protezione dai raggi UVB e UVA, SPF 25 e PPD 16. Una nuova formula che associa all’efficacia dei minerali rari dell’Acqua Termale di Vichy, l’attivo Aquabioryl™, molecola idratante di ultima generazione ottenuta mediante processo biotecnologico e Acido Ialuronico in elevata concentrazione. Il complesso partecipa alla creazione di un film protettivo sulla pelle. Cattura le molecole di acqua generando un micro-clima umido che rinforza la protezione della barriera cutanea donando una sensazione di idratazione immediata. In farmacia da marzo 2012 Flacone da 30 ml. Prezzo al pubblico consigliato € 22,50

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INDIRIZZO Spiaggia dei Maronti 80070 Barano d’Ischia Napoli - Ischia - Italia

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Le terme sono uno dei luoghi più indicati quando si parla di benessere per il proprio corpo e per la propria salute. Nel corso dei secoli la pratica dei bagni termali non mai subito una diminuzione, un calo, e soprattutto rimane impressa nelle nostre menti...

L'Hotel Parco Smeraldo Terme è un hotel 4 stelle, con centro termale, centro benessere e spiaggia privata, ubicato direttamente sulla spiaggia dei Maronti ad Ischia. All’interno dell’hotel, il centro termale consente di effettuare tutti i trattamenti terapeutici termali oltre che ad un’ampia scelta di trattamenti estetici e benessere.

Antiche terme di San Teodoro

Avellino - Campania Miglioramento del benessere psico-fisico Balneoterapia Cure inalatorie Idropinica Soggiorno termale

Terme di Fiuggi Frosinone - Lazio Fiuggi, acqua miracolosa Cure idropiniche

INDIRIZZO Via Bagni, 20 - 83050 Villamaina, Contrada Bagni Avellino - Italia

INDIRIZZO Via Fonte Nuova, 1 03014 Fiuggi Frosinone - Italia

L’Acqua di Fiuggi è accreditata presso il Servizio Sanitario Nazionale per la cura della calcolosi renale e delle sue recidive.

Terme dei Papi Viterbo - Lazio

Visita idrologica Cure inalatorie Grotta naturale

Idrochinesi terapia Trattamenti Lutobalneoterapia

INDIRIZZO Strada Bagni, 12 01100 Viterbo Viterbo - Italia

Dodici chilometri di frattura della crosta terrestre da cui spontaneamente emergono, sospinte dalla forza dei gas solfurei e carbonici, numerose acque per lo più ipertermali (40°-58°C) e ricche di sali di zolfo e bicarbonato di calcio, magnesio e altri ancora. Fra tutte, da una bianca montagnola calcarea sgorga la più importante e famosa: la sorgente Bullicame.

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Terme Francescane Village

Perugia - Umbria Nel cuore dell’Umbria ad un passo da Assisi Assisi Balneoterapia Riabilitazione

Terme Bagni di Lucca

Lucca - Toscana Nell’incantevole paesaggio toscano

INDIRIZZO Via delle Acque 06038 Umbra Spello Perugia - Italia

INDIRIZZO Piazza San Martino, 11 55021 Bagni di Lucca Lucca - Italia

Kinesiterapia Politzer Cure idropiniche

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Il Centro Termale Bagni di Lucca è costituito dal complesso termale Jean Varraud e Casa Boccella, in cui si effettuano cure e trattamenti termali di tipo classico e dal Centro Ouida, che offre trattamenti e programmi specifici di benessere termale.

Terme Aurora

Sassari - Sardegna Cure con acque sulfuree Salsobromoiodiche Fanghi e bagni Idromassaggi

Subacquei Massaggi Inalazioni Aerosol Insufflazioni

Terme della Salvarola Per informazioni: Terme della Salvarola Località Salvarola Terme, sulle colline di Modena Tel. 0536.871788 E-mail info@hoteltermesalvarola.it - web: www.termesalvarola.it

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"Spring is in the air" sulle dolci colline di Modena, dove le Terme della Salvarola festeggiano la Pasqua con una proposta di benessere profumata come un bouquet! Tra atmosfere suggestive a lume di candela, inebrianti profumi floreali e musiche soft, ci si concedono puri momenti di relax alla SPA termale Balnea. L’offerta "Di fiore in fiore” comprende 2 pernottamenti con prima colazione a buffet, 1 Body Remover Massage alla rosa per una pelle levigata e setosa, 1 massaggio olistico all’olio di lavanda (30 minuti), 1 trattamento viso Cerise super idratante e rigenerante, 3 giornate di benessere da trascorrere alla Spa Termale Balnea (dotata di 5 tra vasche e piscine termali a varie temperature con idromassaggi e giochi d’acqua, camminamenti vascolari, sauna, bagno di vapore con aromi, luci colorate e zona relax), assistenza medica, utilizzo della grande palestra cardiofitness e infusi alla frutta durante i trattamenti a 291 euro per persona in camera doppia Classic.


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Salutare 11


Psicologia a cura della dr.ssa Teresita Forlano Psicologa-Psicoterapeuta in supervisione

Disturbi del sonno

L'Insonnia Il sonno rappresenta per tutti noi un bisogno fondamentale, riesce a regolare tutte le funzioni dell’organismo, dalla memoria al cuore, assicurando benessere alla nostra giornata, infatti, un cattivo sonno conduce a pesanti conseguenze diurne e a malessere psicofisico.

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scrivi a: psicologia@salutare.info

Circa buona parte della popolazione ha difficoltà a dormire durante la notte.

perché ritengono che dovrebbero dormire di più, anche se stanno bene.

A partire da questa condizione, voglio fare chiarezza sul concetto di insonnia.

Rassicuro queste persone sul fatto che qualsiasi durata del sonno è sufficiente se ci si sente riposati.

Non è stato stabilito un numero standard di ore di sonno, ma è un fattore soggettivo ampiamente variabile in base al bisogno di ciascuno, un breve dormitore può essere soddisfatto da 5 ore; un lungo dormitore può non sentirsi ancora riposato, dopo 10 ore di sonno.

L’insonnia non è una malattia che può essere curata da una medicina, bensì è un sintomo che segnala che qualcosa nel nostro organismo non va bene.

Quindi l’insonnia va definita in relazione alle ore di sonno di cui necessita l’individuo. Alcuni brevi dormitori ricercano assistenza medica e psicologica

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Se è causato da dolore o disagio fisico, allora bisogna garantire il sollievo fisico necessario da permettere il sonno. Può anche presentarsi come sintomo secondario a problemi personali o disturbi psicologici e l’attenzione va posta su queste problematiche che hanno bisogno

di essere direttamente trattate. Solitamente ai pazienti vengono prescritti farmaci ipnoinducenti sulla base dei sintomi riportati dal paziente, cioè i pazienti riferiscono al medico che la notte dormono poco e il farmaco viene prescritto in base a questa testimonianza. In questo modo non si sta tenendo conto della reale esistenza dell’insonnia nel soggetto, dire "dormo poco” nelle persone che si definiscono "insonni”, è un modo di sottostimare la quantità di sonno passata a dormire e la sensazione di riposo avvertita il giorno dopo. L’insonnia reale è una condizione in cui il sonno è alterato nella sua qualità e quantità fino all’assenza. è caratterizzata da difficoltà ricorrente ad addormentarsi, risveglio


A tale proposito, di seguito vengono riportati dei suggerimenti per un buon sonno: • andare a letto a orari regolari e alzarsi sempre alla stessa ora al mattino • evitare di recuperare il sonno con sonnellini pomeridiani prolungati • svolgere moderato esercizio fisico giornaliero, ma non nelle ore precedenti il sonno • evitare di svolgere attività mentali troppo impegnative nelle ore serali • parlare delle proprie paure e preoccupazioni • evitare di usare il letto per attività diverse dal sonno o dall’attività sessuale (es. guardare la televisione, mangiare, etc.) • quando non si riesce a dormire, alzarsi ma non svolgere attività fisica • evitare di rimanere nel letto invocando il sonno, si farà aspettare • evitare di dormire in ambienti rumorosi, troppo caldi o troppo freddi • evitare di assumere troppo a lungo farmaci per dormire • evitare di assumere sostanze stimolanti (caffè, tè, etc.) di sera • evitare di bere alcolici di sera • andare a letto solo se si ha sonno

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Fonte: The Sleep Well www.stanford.edu Moorcroft, W. H. Sleep, Dreaming, and Sleep Disorders: An Introduction. Lanham, MD: University Press of America, 1993.

precoce, difficoltà a mantenere il sonno durante la notte, agitazione e irrequietezza mentre si dorme, qualità del sonno spesso insoddisfacente. La sensazione ovvia che si prova il giorno seguente è un’eccessiva sonnolenza. L’insonnia può essere temporanea o di breve durata e si presenta come disturbo conseguente a situazioni psicofisiche, condizioni sociali, ambientali, lavorative cronicamente sfavorevoli (lavoro a turni, continui cambiamenti di fuso orario, caratteristiche poco idonee dell’ambiente in cui si dorme), una malattia, un ricovero in ospedale, un lutto, assunzione di farmaci stimolanti, il passaggio dall’ora legale a quella solare o viceversa, il caldo estivo. Questo tipo di insonnia, è destinata a risolversi in relazione all’elaborazione e/o al superamento della causa scatenante. Essa, può essere anche persistente o a lunga durata, in questo caso vanno curati sia il sintomo, cioè l’insonnia, che la causa scatenante. Accanto alle diverse cause che comportano l’insonnia, vanno affiancati aspetti individuali legati all’igiene del sonno, ossia scorrette abitudini di vita che impediscono una buona qualità del sonno. Salutare 13


Posturologia a cura del dr. Antonio Pacilio Podologo - Posturologo

La Mesoterapia: storia e applicazioni cliniche

è un metodo di terapia iniettiva farmacologica, intradermica distrettuale di farmaci della Farmacopea Ufficiale (F.U.), gli stessi farmaci che, per le stesse indicazioni cliniche, sarebbero stati usati per via sistemica.

La mesoterapia (dal greco mesos = mezzo) o I.T.D. è un’arma efficace e un’alternativa valida dai risultati eccellenti alle terapie più comuni; una tecnica iniettiva semplice e con scarse controindicazioni.

Il metodo consiste, infatti, nella somministrazione di un farmaco nel derma di un’area topografica ben definita che è sede di un processo patologico. La distribuzione del farmaco si effettua con una serie di microiniezioni nel distretto cutaneo corrispondente. É un medico francese, il Dr. M. Pistor che, ha il merito di aver intuito, ideato e dimostrato nel 1952 l’efficacia maggiore dei farmaci iniettati per questa via. Nel 1964 il dr. Pistor fondò la Société Française de Mesothérapie e nel 1968 presentò la prima comunicazione ufficiale davanti all’Accadémie de Medécine; nasce, invece, nel 1975 la Società Italiana di Mesoterapia.

La Mesoterapia ossia, l’Intradermoterapia Distrettuale (I.T.D.), è un atto d’esclusiva competenza del medico e pertanto, fa parte della Medicina convenzionale; non esclude né sostituisce altre vie di somministrazione di farmaci, inoltre può essere associata a presidi fisiokinesiterapici con potenziamento sia dell’effetto fisioterapico sia di quello farmacologico. Poiché l’assorbimento del farmaco a livello dermico è piuttosto lento, in questa sede si formerà un piccolo deposito che andrà esaurendosi in tempi che superano le 12 ore, come hanno dimostrato i lavori del prof. M. Pitzurra e coll. dell’Università di Perugia, nel 1980. Soltanto una minima parte delle molecole medicamentose entrerà in circolo. Con questo metodo piccole dosi di farmaco sono sufficienti per realizzare sorprendenti effetti terapeutici.

Le applicazioni cliniche della mesoterapia sono molteplici: • quelle antalgiche a livello dell’apparato locomotore: lombalgie, coxalgie, periartriti, rizoartrosi, epicondilite ed epitrocleite, tendiniti, lesioni traumatiche (lesioni contusive, lesioni distorsive, lesioni da sforzo), nevralgie, fibromialgia; • nelle vasculopatie periferiche, soprattutto di natura venosa e linfatica; • in medicina estetica (nella cellulite, nelle adiposità localizzate, nell’invecchiamento cutaneo) e in alcune affezioni dermatologiche. L’intervento mesoterapico assume notevole valore quando, a causa di malattie d’organo o d’apparato (insufficienza renale o epatica, patologia peptica), di gravi condizioni generali, di politerapia, l’uso di alcuni farmaci, i FANS in particolare, può rivelarsi tossico o è controindicato. In questi casi le dosi ridotte e la ripetizione del trattamento a distanza, mediamente di sette giorni, riescono a dare sollievo senza provocare effetti tossici o lesivi. Con questo metodo sono ridotti gli effetti iatrogeni e, date le piccole dosi medicamentose, anche la spesa sanitaria. La tecnica prevede l’utilizzo di aghi particolari di diversa lunghezza, possono essere usati singolarmente oppure montati su multiiniettori (sempre meno utilizzati per la scarsa manegevolezza).

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Estetica

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a cura del dr. Ivan La Rusca Specialista in Chirurgia Plastica

La chirurgia post-bariatrica è una branca della chirurgia plastica che si occupa del rimodellamento corporeo dopo grosse perdite di peso.

La Chirurgia Postbariatrica

La fine di un percorso Per meglio rendere l’idea, dopo perdite di peso di 30-50 kg la cute non si riadatta alla nuova fisionomia, ma rimane eccedente, cosi come l’addome di una partoriente tende ad essere rilassato. Questo perché la cute è un organo in grado di espandersi in maniera graduale e senza limiti, ma non di ritornare allo stato iniziale, se non per un modesto risultato del 20-30 %. I pazienti che hanno perso molto peso possono tornare alle proprie attività giornaliere in maniera più semplice, con grossi vantaggi per l’intero organismo, ma che sono appesantite da un eccesso di cute al livello dell’addome, del torace/mammelle, delle cosce e delle braccia. Questo comporta comunque limitazione nei movimenti, formazione di piaghe e dermatiti, limitazioni nel vestirsi, e soprattutto nel relazionarsi con terzi, particolarmente nei mesi estivi. La chirurgia plastica può aiutare questi pazienti ad un ritorno ad una normale vita di relazione; le tecniche tradizionali di addominoplastica, mastopessi, lifting delle cosce e braccia di solito risolvono i problemi di questi pazienti. Il costo da pagare sono sicuramente le cicatrici, che a distanza di 8-12 mesi sono più che accettabili, ovvero delle linee bianche nascoste in zone dove normalmente non si vedono. La cicatrice purtroppo non è una cosa che si può evitare, o successivamente trattare per farla "scomparire”. Il segno permanente dell’intervento chirurgico ci sarà sempre, e indietro non si può tornare.

per aver tolto la cute eccedente, che i pazienti restano contenti e accettano di buon grado segni restanti. Sotto certi aspetti la chirurgia post-bariatrica è simile alla chirurgia estetica in quanto le metodiche sono simili, ma l’intervento e il post operatorio sono molto più complessi; le complicanze dei pazienti con grossi dimagrimenti sono superiori in quanto, anche se i tessuti sono molto ridotti, il grado di vascolarizzazione è simile a quello precedente; questo vuol dire che anche se i pazienti hanno perso molti chili, i vasi sanguigni all’interno dei tessuti restano di grandezza uguale allo stato precedente, con un sanguinamento nettamente superiore ai soggetti magri. Inoltre i risultati sono di grado inferiore a pazienti con piccoli rilassamenti cutanei, come in una donna che ha partorito. Migliore è l’aspetto di partenza, più è facile garantire un risultato estetico valido. Nonostante ciò, i pazienti che si sottopongono

a chirurgia post bariatrica sono sempre enormemente soddisfatti dagli esiti chirurgici. In caso di cute eccedente da un intervento di chirurgia bariatrica (post-obesità), regolarmente certificato mediante una cartella clinica o una certificazione ospedaliera, il tipo di chirurgia richiesta non è di tipo estetico, ma di tipo ricostruttivo, e quindi completamente a carico del SSN. Questi interventi vengono regolarmente erogati dalle strutture convenzionate di Chirurgia Plastica senza alcun costo per l’intervento chirurgico. L’iter terapeutico è lungo, di solito si tratta di 2, 3 e a volte 4 interventi chirurgici distanziati di 4-6 mesi l’uno dall’altro. Il risultato finale è quello di ristabilire una nuova armonia con il corpo, gratificando la persona che è stata in grado di ridurre il suo peso corporeo.

Di solito basta guardare altre cicatrici per valutare il grado di cicatrizzazione del paziente. Normalmente le cicatrici residue sono ben accettate, perché è tale il grado di soddisfazione Salutare 15


Pedagogia a cura del dr. Gerardo Pistillo Direttore Provinciale Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici - Avellino

Musicopedagogia® Un metodo che privilegia l’esperienza sonoro-musicale come strumento educativo in aiuto alla persona in difficoltà.

La Pedagogia Clinica è una scienza educativa (dal lat. exducere, ‘trar fuori’, ‘far emergere’) che rivolge la propria azione maieutica a persone di tutte le età, al fine di aiutarle a superare il proprio stato di empasse, di disagio psicofisico e di de-formazione esistenziale.

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Tale disciplina, nell’ambito dell’ampio ventaglio di metodi a disposizione, si avvale di tecniche che privilegiano l’arte quale strumento educativo in grado di promuovere nella persona in difficoltà nuove riflessioni su di sé, nuove disponibilità al cambiamento e modalità espressive inedite. In particolare, la Musicopedagogia® privilegia, tra le varie forme d’arte in aiuto alla persona, l’esperienza sonoro-musicale. Il principio è che la vita è prima di tutto energia, vibrazione, suono, frequenza, movimento continuo e che ogni soggetto, sin dalla nascita, costruisce una sua storia sonora, visibile dalla configurazione corporea e dal proprio modo d'essere. Tale metodo non rivolge pertanto il suo sguardo al passato della persona in difficoltà. Non punta a curare la persona per mezzo di un approccio di natura terapeutica ma aiuta la persona a guardare al futuro con progettualità, al fine di aiutarla a risolvere e ad alleviare i suoi stati di disagio, attivando in essa nuovi potenziali energetici in vista del raggiungimento di uno stato di benessere generale. Il target di riferimento della Musicopedagogia® è molto ampio. Si rivolge a persone di tutte le età, considerate sia individualmente che in situazione gruppale. Se ben integrato con altri, tale metodo consente di intervenire nei più disparati casi di disagio, come stati depressivi, condizioni di stress psicofisico, difficoltà di apprendimento, relazionali, emotive, affettive ecc. Il setting privilegiato è l’atelier, un ambiente molto ampio che consenta l’interazione e lo scambio comunicazionale della persona con altri membri del gruppo, insieme ad un movimento espressivo libero da ostacoli di natura fisica. È fondamentale che lo specialista si doti di tutti gli strumenti musicali idonei a fornire sollecitazioni

e stimolazioni che siano adeguate alla condizione psicofisica della persona specifica, come ad esempio: ciotole tibetane, tamburi tunisini, maracas, rasisi, piattini, cabaza, triangolo, woodblock, xilofono, sonagli, metallofono, nacchere, guiro, glockenspiel, tamburo basco ecc. La Musicopedagogia® si avvale di un insieme di tecniche di indagine, individuali e di gruppo, che risultano essere di supporto al pedagogista clinico nell’analisi proiettiva della personalità della singola persona, anche in vista di una più corretta impostazione, attraverso l’esperienza sonoro-musicale, dell’intervento di aiuto. Oltre alle tecniche di indagine, la Musicopedagogia® si avvale soprattutto di tecniche operative, anche in questo caso individuali e di gruppo. Le tecniche di ascolto sono finalizzate a promuovere nella persona un’attitudine all’immaginazione e all’esplorazione simbolica di vissuti emotivi e costrutti comportamentali personali, di reiterazione e di improvvisazione. Le tecniche musicopedagogiche di reiterazione appaiono invece orientate a far prendere coscienza la persona della proprie competenze acquisite sul piano comunicativo e relazionale. Le tecniche proiettive, infine, favoriscono esperienze catartiche volte a stimolare la creatività, a promuovere l’emergenza di nuove capacità relazionali e la strutturazione di nuovi modi di essere al mondo e in armonia con esso. La Musicopedagogia® consente dunque di promuovere nella persona in difficoltà una tras-formazione radicale di sé. Stimola infatti parti inconsce e nascoste della personalità, consentendo un recupero magistrale delle proprie potenzialità latenti, delle proprie energie sopite, dei motivi più profondi della propria interiorità, e di riscrivere ogni volta la colonna sonora della propria vita.


Alimentazione a cura della dr.ssa Serena Garifo Dietista

L’alfabeto dei cibi amici Si fa sentire forte la necessità di "depurarsi" dagli eccessi. Ecco le dritte utili per riabilitare l’organismo.

Una dieta equilibrata deve essere leggera, a base di frutta e verdura fresche, con un moderato apporto di proteine (soprattutto legumi, pesce e carni bianche), un adeguato apporto di carboidrati forniti da pane, pasta e altri cereali e completata da qualche saggia accortezza. In questo articolo vengono riportati uno per uno gli alimenti che aiutano a ripulire l’organismo da tossine e metaboliti nocivi e che dovrebbero essere presenti in un adeguato regime alimentare.

Ananas: Mangiato a fine pasto, facilita la digestione e ha un effetto diuretico. Apporta soltanto 40 Kcal per etto. Banana: è ricca di fibre idrosolubili come le pectine, che hanno la capacità di legare, intrappolare ed espellere metaboliti nocivi per l’organismo. Fornisce un buon apporto di potassio, che tiene a bada il livello di sodio nell’organismo, contrastando ipertensione e ritenzione idrica. Attenzione, però, a non esagerare considerato l’apporto calorico. Carciofo: contiene cinarina, polifenolo deri-

vato dall’acido caffeico, una sostanza che facilita il flusso della bile, dunque migliora l’efficienza del fegato.

Carota: è ricca di principi attivi, ta cui il caro-

tene, precursore della vitamina A, elemento prezioso per la tonicità dei tessuti. Regolatrice della funzione intestinale ed epatica, ha anche proprietà diuretiche e depurative ed è utile nei casi di meteorismo.

Ciliegie: forniscono soltanto 38 Kcal per 100

gr. e sono ricche di vitamine, come la E, che contrastano l’invecchiamento cellulare. Contengono polifenoli, importanti antiossidanti, e pigmenti vegetali che combattono le

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infiammazioni a livello dei tessuti.

Frutti di bosco: sono preziosi alleati della circolazione. Vanno bene anche surgelati poiché presentano le medesime proprietà della frutta fresca.

Lattuga: è ricca di colina, una sostanza che ha scarso valore nutritivo ma un eccellente valore metabolico. Produce i componenti principali della membrana cellulare, come la lecitina, ed è responsabile del corretto assorbimento dei grassi.

Legumi: da portare in tavola almeno 2

volte a settimana. Sono ricchi di proteine, vitamine, sali minerali e fibra, in particolare cellulosa, e hanno il vantaggio di avere un elevato potere saziante. L’abbinamento migliore è con i cereali con i quali costituiscono un piatto unico completo ed equilibrato.

Kiwi: molto ricco di vitamina C dal potere

antiossidante, importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per la sintesi di collagene, proteina strutturale dei tessuti che rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. Altre fonti di vitamina C sono arance, limoni, pompelmi, peperoni, pomodori, rosa canina.

Mela: è un concentrato di vitamine e minerali, come potassio, ma soprattutto tannini

e fitosteroli, in particolare di pectina, concentrata nella buccia. La pectina a livello gastrico si trasforma in un gel capace di catturare sostanze nocive e ostacolare l’assorbimento dei grassi.

Olio extra vergine di oliva: è in assoluto il condimento da privilegiare sia a crudo che in cottura. La quota da utilizzare deve limitarsi a cinque cucchiaini da tavola al giorno.

Pane: occorre mangiarlo con moderazio-

ne privilegiando le varietà che contengono poco sale o che ne sono del tutto prive, come il toscano. Pasta e riso: non vanno demonizzati ma è opportuno controllare le porzioni. Meglio preferire la versione integrale che facilita il senso di sazietà. Pesce: da privilegiare per la sua facile digeribilità, per il suo apporto in acidi grassi insaturi buoni, gli omega 3.

Pomodoro: è ricco di licopene, un antios-

sidante che contrasta l’invecchiamento cellulare. Contiene anche acido malico e citrico che agevolano la digestione e aiutano la regolarità intestinale.

Verza: è un ortaggio ricco di Sali minerali,

fibre e vitamina C. Ha proprietà antinfiammatorie e depurative e rappresenta un valido aiuto contro la stitichezza. Salutare 17


Nutrizione a cura dell'Accademia di Micronutrizione "L. Pauling"

"Oggi si può” L’Accademia di Micronutrizione "L. Pauling” Simposio "Oggi si può” Presidenza: Dr. Andrea Del Buono Dr. Armando D’Orta Responsabile Scientifico Dr. Donato Tenga

L’Accademia di Micronutrizione "L. Pauling” promotrice del progetto "Oggi si può”, patrocinato dalla Regione Campania e dalla S.U.N. Facoltà di Studi Politici "Jean Monnet”, Caserta, ha organizzato presso il Real Sito Belvedere di San Leucio il secondo incontro per la divulgazione e la promozione dell’integrazione nutrizionale nel trattamento dell’invecchiamento cellulare patologico non età correlato.

L’invecchiamento patologico cellulare è la concausa più importante di tutte le principali patologie croniche oggi conosciute come: diabete, ipertensione, ictus, ipercolesterolemia, e non ultimo il cancro. L’alimentazione, lo stile di vita e l’attività motoria possono debellare radicalmente e definitivamente il 40% delle malattie croniche oggi conosciute. La Longevità del nostro popolo oggi, purtroppo, si deve confrontare con le cronicità, ovvero con le complicanze che determinano allettamento e assistenza continua, con costi diretti e indiretti notevoli. L’Obiettivo del Convegno è stato di proporre uno schema pratico di interventi nutrizionali (attivare l’autofagia) e l’utilizzo di integratori alimentari per ridurre la produzione di citochine pro infiammatorie e riequilibrare la funzione metabolica cellulare. L’intento principale del progetto è quello di informare la classe medica sullo stato dell’arte nella ricerca in questo settore, con la consapevolezza che il 40% delle patologie croniche possono essere efficacemente e validamente trattate, con semplici strategie alimentari e integratori intelligenti (nutraceutici) . Una sessione specialistica è stata condotta dal dr. D’Orta sull’Oncointegrazione cioè come un'alimentazione adeguata può giocare un ruolo importante durante

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la chemioterapia sia per ridurre gli effetti collaterali a carico dell’apparato gastroenterico sia per evitare l’aumento di peso che spesso si verifica durante la cura dei pazienti oncologici. Il trattamento alimentare ha tre obiettivi: 1. La preparazione dell’organismo, prima dell’inizio delle terapie; 2. Il sostegno del metabolismo cellulare durante i cicli di terapia e ridurre le complicanze; 3. Assicurare un sufficiente apporto di nutrienti al paziente e per prevenire l’aumento di peso. Una modifica complessiva della dieta occidentale, ricca in carboidrati raffinati e grassi animali saturi, verso una dieta ispirata a tradizioni mediterranee ed orientali si è dimostrata efficace per ridurre i livelli di insulina e, di conseguenza, la biodisponibilità di ormoni sessuali e dei fattori di crescita, per favorire il controllo del peso e migliorare il generale stato di benessere dell’individuo. La dieta può aiutare le pazienti con tumore delle mammella ad evitare il guadagno di peso in chemioterapia e migliorare i valori ematici e la qualità di vita durante trattamento terapeutico. I principi fondamentali nell’Oncointegrazione Nutrizionale A. evitare le irritazioni meccaniche (fibre di cereali indurite dalla cottura al forno, ad esempio pane integrale e pizza, e, in generale, alimenti molto grezzi);

B. evitare proteine animali, la cui putrefazione produce sostanze irritanti, in particolare idrogeno solforato, molto tossico per la mucosa intestinale. C. evitare il latte (in particolare nelle enteriti da raggi e in chemioterapia) perché il danno all’intestino tenue può compromettere la capacità di digerire il lattosio, con conseguenti diarree; D. consumare proteine vegetali sotto forma raffinata. E. consumare alimenti proteici vegetali, già in parte digeriti, ricchi di amminoacidi liberi, come il miso, sotto forma di zuppa o di condimento per cereali; la zuppa di miso può accompagnare quotidianamente tutti i pasti per favorire la digestione; in qualche caso può essere indicato lo yogurt in moderata quantità; F. evitare lo zucchero e le farine molto raffinate. Altro tema molto interessante è stato sviluppato dal Dr. Enricomaria Mattia, Fisiatra, che ha analizzato la correlazione tra attività fisica, massa magra e risposta al trattamento chemioterapico. Il Dr. Enricomaria ha esposto come l’attività motoria e l’attività metabolica globale dell’organismo, siano dipendenti dalla massa magra, Quindi preservare la massa magra appare un obiettivo primario. Una "buona forma fisica” dipende da un efficiente stato muscolare, si può avere e mantenere con esercizi semplici e soprattutto agevoli nell’esecuzione.


Farmacia a cura della dr.ssa Roberta Melillo Farmacista

Terapie mirate con farmaci di "genere" nella nuova medicina D L’obiettivo di questa disciplina innovativa è arrivare a garantire il migliore trattamento possibile sulla base delle evidenze scientifiche al fine di utilizzare terapie personalizzate allo scopo di ridurre l’errore nella pratica clinica. Nelle sperimentazioni cliniche i dati risentono di una prospettiva maschile; il farmaco è "maschio” perché sin dalla fase preclinica dei test, ovvero quando la molecola si sperimenta sulla cavia, sono quasi sempre condotti studi su animali di sesso maschile. I risultati di contro si manifestano nelle donne, che fanno un uso maggiore di medicine, con quasi il doppio degli eventi avversi da farmaci. I principali obiettivi della medicina di genere sono la valutazione di modelli sperimentali clinici volti a indicare una differenza di genere, la verifica del reclutamento e della quota rosa negli studi clinici e studi di farmaci nelle fasi del ciclo di vita femminile. La FDA americana ha inserito le donne nei trial clinici, mentre in Italia le donne sono assenti nella I° fase di sperimentazione del farmaco, durante la quale si valuta la sicurezza e il meccanismo d’azione e nella fase post marketing. Dai trial preclinici e clinici le donne sono state escluse per evitare il rischio di esporre una donna in età fertile, con possibile gravidanza nel corso degli studi, ad effetti collaterali sconosciuti del farmaco nelle fasi iniziali della sperimentazione, limitando così la possibilità di scoprire farmaci più specifici per le donne. Di contro i dati epidemiologici dimostrano che patologie un tempo ritenute maschili stanno colpendo anche le donne con la necessità di terapie che tengano conto delle differenze di genere, in primis nella fisiologia umana.

Analizzando i principali parametri fisiologici è evidente, infatti, la risposta differente ai farmaci considerando i fattori dovuti all’età, al sesso, alle dimensioni corporea, con differenze farmacocinetiche che variano la risposta clinica. Variazioni nel metabolismo dipendenti dal sesso mostrano come i farmaci siano metabolizzati molto più rapidamente nell’uomo correlate con i livelli di ormoni androgeni, la maggiore velocità di svuotamento gastrico e l’acidità dello stomaco superiore, mentre, gli enzimi epatici sono più attivi nelle donne. è decisiva la fluttuazione ormonale naturale e determinata dall’assunzione di anticoncezionali nella donna fertile o terapie ormonali post menopausa che interferiscono con i farmaci. Poco considerata, inoltre, è la donna anziana che spesso assume terapie multiple. Infine, c’è il problema della dose studiata su uomini di 70 chili. Differenti fisiologicamente sono 3 parametri: nelle donne il peso corporeo inferiore del 30%, il grasso corporeo superiore del 25%, e la minore percentuale di acqua che influenza il volume di distribuzione dei farmaci idrofili o lipofili, questi ultimi hanno un volume di distribuzione più ampio nelle donne vista la presenza maggiore di grassi. Le malattie cardiovascolari precedentemente considerate appannaggio maschile sono in aumento con esiti di maggiore gravità nelle donne. Le donne riconoscono più di rado i campanelli d’allarme poiché i sintomi si presentano in modo diverso rispetto all'uomo per l’infarto e l’angina pectoris. L’organismo femminile durante l’età fertile è protetto dagli

estrogeni che rendono i vasi più ampi ed elastici, con la menopausa la protezione ormonale svanisce predisponendo il rischio ad aterosclerosi. Differenze si riscontrano nelle patologie polmonari (asma, BPCO) nelle patologie neurodegenerative, nell’ulcera peptica, nel tumore del fegato e nelle patologie psichiatriche, per predisposizione genetica, vulnerabilità ad eventi stressanti, modulazione del sistema neuroendocrino, la soglia del dolore è più alta, l’emicrania, l’artrite reumatoide sono più frequenti nelle donne. Le donne, inoltre, sono a maggiore rischio rispetto agli uomini per lo sviluppo del prolungamento dell’intervallo QT indotto dall’assunzione di farmaci quali gli antiaritmici (chinidina) e gli antistaminici (ferfenadina).

L’evoluzione della farmacologia Per medicina di genere si definisce una branca recente delle scienze biomediche che studia l’approccio differente alla percezione delle malattie e il modo in cui l’individuo, uomo o donna, affronta il percorso di cura.

Nell’ambito del trattamento dell’ipertensione i Calcio Antagonisti riducono maggiormente la pressione arteriosa nelle donne, al contrario gli ACE inibitori riducono la mortalità più significativamente nell’uomo; nella terapia della depressione le donne rispondono meglio agli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), mentre gli uomini traggono beneficio dall’assunzione degli antidepressivi triclici. Il ruolo della farmacia territoriale diventa importante nel post marketing, nel controllo della farmacovigilanza, con interventi mirati sul cambiamento di stile di vita, con programmi di educazione sanitari e screening come è previsto dai nuovi decreti per le patologie più diffuse, che hanno un maggiore impatto anche dal punto di vista economico sui bilanci della sanità. La medicina di genere resta una speranza nel prossimo futuro grazie ai primi studi clinici scientifici al riguardo per farmaci sempre più a ” misura” di donne e uomini.

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Alimentazione a cura del dr. Aniello Marco Giordano Chimico Farmaceutico

Botulismo alimentare Consigli pratici su come prevenirlo Il Clostridium botulinum, un bacillo gram positivo anaerobio e sporigeno, è la causa del botulismo alimentare. Oggi il temine botulino è associato alla somministrazione sottocutanea della tossina botulinica utilizzata in medicina estetica per alleviare i segni del tempo (rughe). Per botulismo alimentare si intende la patologia associata ad un batterio, il Clostridium botulinum che utilizza gli alimenti per potersi riprodurre e generare tossine. Storicamente i cibi maggiormente coinvolti in casi di botulismo sono stati prima le salsicce ed altri insaccati (il termine latino botulus= salsiccia) poi altre conserve alimentari (sia di origine animale che vegetale) preparate industrialmente con metodi ancora imperfetti.

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La sintomatologia in genere si manifesta 18 - 48 ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato, in casi eccezionali però il tempo di incubazione può essere addirittura anche di 8 giorni. La tossina botulinica causa una sindrome neuro-paralitica, poiché le neurotossine agiscono bloccando il rilascio di acetilcolina (un neurotrasmettitore) a livello delle giunzioni neuromuscolari.

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I primi sintomi sono vertigini e modesti disturbi gastro-enterici, ben presto si manifestano diplopia (visione doppia), midriasi (dilatazione della pupilla) e ptosi palpebrale (palpebre basse) fino alla paralisi bulbare e morte. Attualmente le stringenti norme in aziende alimentari hanno ridotto drasticamente i casi di botulismo, tuttavia risultano in Italia circa 30 casi/anno di intossicazione causate da cibi conservati di produzione domestica o piccolo artigianale. Prevenire l’intossicazione Di seguito ci sono dei consigli per prevenire e ridurre al minimo il rischio del botulismo alimentare: - gli alimenti destinati alla produzione di conserve devono essere di prima qualità, privi di muffe o parti marce; - conservare le materie prime (es. verdure) ben coperte in frigo e solo per brevissimi periodi; - lavarsi bene le mani (in particolare sotto le unghie) prima di procedere alla lavorazione; - lavare bene i prodotti in acqua abbondante strofinandoli con spazzolini utilizzati solo per alimenti, vanno eliminate completamente tutte le tracce di terra; asciugarli con panni puliti e non lasciarli sul piano di lavoro, esposti a polveri e insetti, né prima né dopo la cottura; - pulire accuratamente i piani di lavoro prima, durante e dopo la

preparazione delle conserve; - utilizzare contenitori piccoli che devono essere sempre sterilizzati facendoli bollire per almeno 15 minuti; - cuocere nella pentola a pressione per almeno 3 minuti i vegetali da conservare sottolio o al naturale (sono infatti necessari 120° C per distruggere le spore, temperatura che non si raggiunge con la semplice ebollizione in pentola) ; - i cibi preparati senza seguire le corrette precauzioni (cottura, acidità, concentrazione salina, ecc.…) vanno sempre refrigerati; - scartare le conserve che all’apertura lasciano fuoriuscire del gas, presentano bollicine o cattivo odore; controllare che i coperchi dei barattoli non si siano deformati. In presenza di queste condizioni, i prodotti non devono essere mangiati e neppure assaggiati (anche l'assaggio può essere pericoloso). Va comunque ricordato che la presenza di botulino, non porta necessariamente ad odori strani del prodotto; - negli insaccati prestare attenzione alla presenza di zone verdastre (fenomeni di proteolisi) , talvolta associata anche a fenomeni di rammollimento e a cattivi odori, che rappresentano un campanello di allarme per una eventuale presenza del botulino; - nella preparazione delle conserve ittiche (tonno, sgombro, ecc.…) è doveroso eviscerare i pesci appena pescati o acquistati.


Farmacia a cura del dr. Aldo Sabato Farmacista

La gastroenterite È una malattia pericolosa per le persone che non sono in grado di bere liquidi a sufficienza per sostituire quello che perdono attraverso il vomito o la diarrea.

I soggetti a rischio di disidratazione da perdita di fluidi sono: neonati, bambini piccoli, persone che non sono in grado di prendersi cura di se stesse come i disabili o gli anziani.

Le persone con sistema immunitario compromesso sono a rischio di disidratazione perché possono avere una malattia più grave che peggiori il quadro di vomito o diarrea; esse possono avere bisogno di essere ricoverate in ospedale per il trattamento di correzione o di prevenzione della disidratazione. Trasmissione L’influenza intestinale è contagiosa. Il virus che causa la gastroenterite si diffonde attraverso uno stretto contatto con le persone infette, anche se il contagio può avvenire anche consumando cibi o bevande contaminate. I prodotti alimentari possono essere contaminati dalle persone che li preparano o maneggiano, che hanno già l’influenza intestinale, specialmente se non si lavano regolarmente le mani dopo aver usato il bagno. I frutti di mare possono essere contaminati dai liquami e mangiandoli crudi o poco cotti, quando raccolti in acque contaminate, possono causare dissenteria. Anche l’acqua potabile può essere contaminata dalle acque di scarico ed essere una

fonte di diffusione di questi virus. L’influenza intestinale colpisce persone di tutte le parti del mondo, anche se ogni virus ha la propria attività stagionale. Ad esempio, negli Stati Uniti, le infezioni da rotavirus e astrovirus si verificano durante i mesi più freddi dell’anno (da ottobre a aprile) , mentre le infezioni da adenovirus si verificano tutto l’anno. Le infezioni da norovirus si verificano tutto l’anno, ma tendono ad aumentare nei mesi più freddi. I focolai di norovirus possono formarsi negli ambienti istituzionali, quali scuole, strutture di assistenza all’infanzia e case di cura e possono nascere in altre situazioni di gruppo, come sale da banchetto, navi da crociera, dormitori e campeggi. Alcuni virus tendono a causare malattie diarroiche soprattutto tra le persone nelle fasce di età specifiche, per esempio le infezioni da rotavirus sono la causa più comune di diarrea nei lattanti e nei bambini sotto i 5 anni. Adenovirus e astrovirus causano diarrea soprattutto nei bambini piccoli, ma anche i bambini più grandi e gli adulti possono esserne colpiti. Il norovirus infetta persone di tutte le

età, compresi i bambini più grandi e gli adulti. Diagnosi In generale l’influenza intestinale viene diagnosticata da un medico, sulla base dei sintomi e dell’esame medico del paziente. L’infezione da rotavirus può essere diagnosticata con test di laboratorio effettuati su un campione di feci. I test per individuare gli altri virus che causano la gastroenterite non sono in uso di routine, ma si può aiutare il paziente con un esame delle feci se la situazione lo richiede. Cura e dieta Il più importante obiettivo nel curare le influenze intestinali nei bambini e negli adulti è quello di prevenire una grave perdita di liquidi (disidratazione). Questo trattamento deve iniziare in casa e il medico può dare istruzioni specifiche su quali tipi di liquidi somministrare. Si raccomanda che le famiglie con neonati e bambini piccoli conservino una scorta di soluzione di reidratazione orale a casa in qualsiasi momento e utilizzino la soluzione

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Farmacia

quando si verifica la prima scarica di diarrea nel bambino. Questi preparati sono disponibili in farmacia senza prescrizione medica, in genere sotto forma di bustine. Seguite le istruzioni scritte sulla confezione e usate acqua pulita o bollita. I farmaci, compresi gli antibiotici (che non hanno alcun effetto sui virus) e gli altri trattamenti, devono essere evitati a meno che non siano stati raccomandati da un medico. Se sospettate di aver contratto l’influenza intestinale: smettere di bere e mangiare per qualche ora, per lasciare il vostro stomaco libero. Bevete liquidi in abbondanza, bevande o soluzioni per lo sport, per prevenire la disidratazione. Se avete problemi a tollerare i liquidi, bevete in piccoli sorsi frequenti.

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I cibi ricchi di zuccheri semplici devono sempre essere evitati perché in grado di peggiorare la diarrea per effetto osmotico, quindi almeno inizialmente è opportuno evitare bevande dolci, succhi di frutta ed altre bibite zuccherate. Finchè presente la dissenteria è opportuno limitare la dieta a cibi molto leggeri e poveri di fibra: Tè, Tisane, Riso, Brodo di carne, Pane bianco, Patate bollite, Pasta in bianco, Pane bianco, Pesce o carne molto magra. Da evitare latte e latticini, zucchero ed altri dolcificanti, cioccolato, caffeina, alcool, nicotina, fritti, alimenti grassi o molto conditi.

Anche le vertigini o la sensazione di stordimento sono segni di disidratazione. Se uno qualsiasi di questi sintomi si verificano e non potete bere liquidi a sufficienza, consultate un medico.

Le persone possono ridurre le probabilità di essere infettate con un frequente lavaggio delle mani, la subitanea disinfezione delle superfici contaminate con detergenti domestici al cloro a base di candeggina e l’immediato lavaggio dei capi di abbigliamento sporchi.

Tornate tranquillamente a mangiare. A poco a poco iniziate a mangiare alimenti insipidi e facili da digerire, come ad esempio cracker, toast, gelatina, banane, riso e pollo. Smettere di mangiare se vi ritorna la nausea.

Considerate di assumere paracetamolo per alleviare di disagio, a meno che non abbiate una malattia al fegato. Riposate in abbondanza, la malattia e la disidratazione possono rendervi deboli e stanchi. Quando compaiono i primi sintomi di influenza intestinale è bene astenersi da qualsiasi tipo di dieta per qualche ora e lasciare riposare stomaco

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Le indicazioni prevedono di inserire inizialmente abbondanti liquidi per prevenire il pericolo di disidratazione, seguiti nei giorni successivi dal ritorno graduale ad una dieta maggiormente solida.

Assicuratevi di urinare normalmente e che la vostra urina sia leggera e chiara e non scura. Il movimento infrequente di urine scure è un segno di disidratazione.

Per alcuni giorni evitate il latte e i prodotti lattiero - caseari, la caffeina, l’alcool, la nicotina e gli alimenti grassi o molto conditi.

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ed intestino; quando il vomito è completamente scomparso e la nausea, se presente, diventa più sopportabile, è possibile reintrodurre gradatamente alimenti nella dieta.

Prevenzione

Se sospettate che il cibo o l’acqua possano essere contaminati, evitateli. La gastroenterite da rotavirus può anche essere evitata con il vaccino, per la protezione contro la diarrea grave da rotavirus nei neonati e nei bambini piccoli. Questi vaccini sono somministrati ai bambini nel loro primo anno di vita insieme ad altri vaccini per l’infanzia (vaccino per rotavirus). Sull'impiego di rimedi topici (es. emollienti, cortisonici, cheratolitici, antibiotici, antimicotici, antisettici, retinoidi, filtri e schermi solari, etc) e sistemici (es. retinoidi, ciclosporina, antibiotici, fotoprotezione sistemica, etc) e il tipo di risposta può variare da paziente a paziente, con periodi di miglioramenti che si alternano alle recidive.


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Pneumologia a cura del prof. Silverio Martufi Specialista Pneumologo

Fumo Passivo

Definizione Il fumo passivo è l’inalazione involontaria del fumo di tabacco prodotto dai fumatori ed è designato come ETS (Enviromental Tobacco Smoke)

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Il fumo passivo comporta un rischio di malattia, minore rispetto al fumo attivo in termini di esposizione cumulativa, ma che investe un’ampia popolazione a rischio (circa 15 milioni, di cui 4.000.000 sotto i 14 anni di persone nel nostro Paese), rischio in questo caso non voluto e prevenibile specie in caso di bambini, soggetti asmatici, bronchitici cronici, cardiopatici, donne in gravidanza. Rappresenta il principale inquinante degli ambienti chiusi. Durante la combustione di una sigaretta, il fumo che si sviluppa è di due tipi: A. Centrale: è il fumo attivo ed è prodotto dall’aspirazione del fumatore, in gran parte inalato e solo in parte espirato B. Laterale: è il fumo passivo ed è prodotto prevalentemente dalla combustione lenta della

sigaretta lasciata bruciare passivamente nel portacenere o in mano e dal fumo espirato dal fumatore attivo. L'inquinamento ambientale è costituito per 6/7 dal fumo laterale e per 1/7 dal fumo centrale espirato dal fumatore. Diverse ricerche hanno dimostrato che nel fumo laterale alcune sostanze irritative, ossidanti e cancerogene sono presenti in concentrazione superiore a quella del fumo centrale. Vi si trovano alte concentrazioni di monossido di carbonio, ammoniaca, formaldeide, acido cianidrico. Secondo la Enviromental Protection Agency (EPA), l’esposizione al fumo passivo costituisce "uno dei più diffusi e pericolosi fattori inquinanti dell’aria degli ambienti chiusi”, quindi un significativo rischio sanitario per i non fumatori.

Si calcola che i non fumatori esposti a fumo passivo in realtà siano costretti a "fumare” un equivalente 1-3 sigarette al giorno. Il tasso di affumicamento può essere monitorato con il test della cotinina nelle urine e nella saliva, o con la misurazione del tasso di monossido di carbonio presente in una stanza. I dati attualmente disponibili dimostrano che la persona che sposi un fumatore aumenta il suo rischio di tumore al polmone del 30%. Oltre alle malattie respiratorie al fumo passivo si segnala anche per un aumentato rischio per le malattie cardiovascolare e cerebrovascolare del 20% (soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio).


di bambini sottopeso ed è responsabile della cosiddetta "sindrome della morte in culla”

Il rischio aumenta con l'aumentare dell'esposizione. Come si calcola l’esposizione. Si calcola che il fumo passivo provochi ogni anno negli USA quasi 5.000 decessi per cancro del polmone nei non fumatori, e in Italia circa 1.700 decessi l’anno (700 per tumore polmonare e 1.000 per infarto del miocardio). Il gruppo di lavoro della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha concluso che la forza e la consistenza dei dati è sufficiente per asserire che il fumo passivo è causa di cancro polmonare.

Per il fumo attivo i criteri sono il numero di sigarette fumate al giorno, l’età di inizio, la durata in anni dell’abitudine e l’esposizione cumulativa calcolata come pack-years.

Il fumo passivo è stato classificato come sostanza cancerogena di Gruppo 1 (cioè sicuramente cancerogena) per l’uomo.

Conclusione

Fumo passivo e bambini I figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza di polmoniti, di bronchiti e crisi asmatiche, rinofaringiti con otiti purulenti rispetto ai figli di genitori non fumatori (38% in più). Negli Stati Uniti si stimano 150.000-300.000 casi di bronchiti e polmoniti all'anno in bambini, attribuibili al fumo passivo; gli effetti nocivi possono iniziare già in epoca pre-natale per cui il fumo passivo porta ad un maggiore rischio di aborto spontaneo, alla nascita

Per il fumo passivo, si prendono in considerazione il numero di sigarette fumate dal partner in casa o dai colleghi sul lavoro, le ore giornaliere e la durata in anni dell’esposizione.

L’impatto del fumo passivo è stato per lungo tempo dibattuto poiché difficile da accertare e ancor di più da quantificare. Tipicamente si tratta di un'esposizione a basse dosi che si può protrarre per lunghi periodi. Ma i dati derivanti dai recenti studi epidemiologici e confortati da positive prove laboratoristiche, non lasciano spazio a dubbi sul fatto che il fumo di sigaretta è nocivo anche per chi non fuma e il non fumatore che inala fumo passivo rischia gran parte delle malattie cui è soggetto il fumatore attivo.

Cancro del polmone: buone nuove dalla "targeted therapy"

I trattamenti tradizionali per il cancro del polmone includono la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, a volte in combinazione tra loro. Poiché i tumori polmonari possono non provocare sintomi per lunghi periodi di tempo, molti pazienti al momento della diagnosi presentano una malattia disseminata al di fuori del torace, rendendo inefficaci eventuali trattamenti locali come quello chirurgico e radioterapico. In questi casi l’opzione terapeutica

più appropriata è rappresentata da un trattamento medico che coinvolga l’intero organismo. La terapia a bersaglio Negli ultimi anni alle tradizionali terapie usate per varie forme tumorali, incluso il cancro del polmone, si è aggiunta la terapia biologica mirata o "a bersaglio" (targeted therapy). La peculiarità di tale terapia è la selettività d’azione: essa impiega infatti farmaci in grado di interferire con la crescita del tumore attraverso meccanismi d’azione

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è stato stimato che mogli non fumatrici che vivono con fumatori, aumentano del 20-30% il rischio di morte per ischemia miocardica.

specifici senza danneggiare in maniera eccessiva i tessuti sani, a differenza di quanto avviene con la chemioterapia classica. Per contro, questi nuovi farmaci a bersaglio presentano importanti restrizioni all’impiego, determinate dal loro spettro d’azione che è ovviamente limitato a quei sottogruppi di tumori che presentano specifiche alterazioni molecolari.

Terapia a cura del dr. Claudio Sorino A.O. S.Anna di Como e del dr. Mario Spatafora Università degli studi di Palermo

Le dimensioni del problema Il carcinoma del polmone è la neoplasia con il maggior tasso di incidenza e mortalità nel mondo, con massima diffusione in tutti i Paesi industrializzati. In Italia si stimano ogni anno circa 250.000 nuovi casi e 35.000 morti.

Dei tantissimi potenziali bersagli molecolari, ad oggi solo una decina sono quelli verso cui è stata Salutare 25


Terapia

Principali vantaggi della terapia mirata o targeted therapy: 1. azione selettiva su particolari bersagli delle cellule tumorali 2. effetti indesiderati modesti 3. possibilità di somministrazione per via orale 4. possibilità di utilizzo in associazione alle terapie tradizionali orientata la “terapia mirata”, ma se ne stanno studiando molti altri.

(diffusione del tumore in altre parti del corpo).

è ipotizzabile che nel prossimo futuro la targeted therapy permetterà di adattare i trattamenti alle peculiari caratteristiche del paziente e della sua malattia.

Le più recenti evidenze in campo oncologico polmonare suggeriscono che, in pazienti selezionati, il trattamento mirato con Erlotinib possa fornire risultati migliori rispetto ad una chemioterapia immediata. In particolare, due studi (denominati EURTAC e OPTIMAL, condotti rispettivamente su soggetti occidentali e asiatici), hanno recentemente testato Erlotinib come monoterapia di prima linea per il trattamento di pazienti con forme avanzate di tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer: NSCLC) con una delle suddette mutazioni attivanti dell’EGFR.

Le nuove evidenze Una delle attuali novità in ambito oncologico riguarda l’Erlotinib (Tarceva), un farmaco usato nel trattamento del cancro dei polmoni, somministrato per via orale (compresse) dopo la chemioterapia. Il farmaco inibisce la funzione di una proteina che funge da recettore per il fattore di crescita epidermico (epidermal growth factor receptor: EGFR), coinvolta nei processi di crescita del tumore. Alcune mutazioni a carico del gene che codifica per l’EGFR, dette mutazioni “attivanti”, provocano una modifica della struttura di tale proteina recettoriale in grado di aumentarne l’attività; ciò accelera la crescita e la divisione delle cellule e lo sviluppo di metastasi 26 www.salutare.info

I risultati sono stati incoraggianti, evidenziando un aumento del periodo di sopravvivenza libera da progressione della malattia rispetto al trattamento con chemioterapia standard. Si stima che una persona su dieci tra gli occidentali (quasi una su tre tra gli asiatici) con NSCLC presenti una mutazione attivante dell’EGFR e potrebbe trarre beneficio da questo tipo di trattamento.


Neurologia a cura del dr. Leopoldo Ferrante Dip. di Medicina sper. sez. Farmacologia

La Medicina Termale nelle malattie neurodegenerative: situazione attuale in Europa

Comprendono un vasto gruppo di patologie del SNC caratterizzate da lenta insorgenza, decorso cronico e progressivo e morte di selettivi nuclei di neuroni. Il diverso quadro sintomatologico che si osserva dipende dai tipi di neuroni che degenerano, cosicché, ad esempio, la degenerazione dei neuroni dopaminergici della sostanza nera determina il quadro patologico del Morbo di Parkinson, la morte dei neuroni spinosi del nucleo caudato/putamen (striato) causa di corea di Hungtinton.

perché si inserisce in maniera razionale nel completare altri interventi terapeutici, quali mezzi farmacologici, chirurgici, radioterapici ed altri. Le cure termali rappresentano una risorsa preventiva e terapeutica fortemente radicata nella cultura dell’Europa mediterranea e continentale. La crenoterapia, da recenti studi accreditati in molti paesi europei, viene utilizzata con buoni risultati anche nel trattamento di patologie neurologiche come la sclerosi a placche, la distrofia muscolare e altre patologie neurodegenerative.

Le malattie neurodegenerative non condividono un’unica eziopatogenesi. Esse possono essere ereditate e riconoscere un’eziologia genetica, possono essere di natura ambientale e avere un'eziologia tossica o infettiva e infine, in diversi casi, l’eziopatogenesi è sconosciuta.

In Francia, stazioni termali come Ussatles-Bains, Lamalou-les-Bains e Neris-lesBains sono particolarmente specializzate nel trattamento di diversi disturbi neurologici, Lamalou-les-Bains anche per il trattamento della distrofia muscolare e della sclerosi multipla.

La Medicina Termale è medicina integrativa

In Romania risultati rilevanti sono stati

ottenuti presso le terme di Baile Felix, di Bazna; in Bulgaria presso le terme di Bankya, di Velingrad; in Polonia presso le stazioni termali di Augustów, di Polczyn Zdrój; in Germania presso le terme di Finsterbergen in Turingia, di Bad Salzelmen in Sassonia; in Spagna presso Alhama de Granada in Andalusia e presso le terme di Burgos e Babilafuente nella zona di Castaglia e Leon. In Italia importanza notevole hanno le Terme di Porretta nel campo della neuroriabilitazione. Dolore, problemi algodistrofici, contratture muscolari, retrazioni muscolo-tendinee, fenomeni di squilibrio, deterioramento articolare, traggono giovamento dalla terapia termale. è indicata la crenoterapia quando sono presenti disturbi associati, quali spasticità, disturbi dell’equilibrio e disturbi dell’immagine corporea. La crenoterapia riduce il consumo di farmaci utilizzati nel trattamento di tali patologie. Le tecniche utilizzate sono metodiche di rilassamento (bagno in vasca), stimolanti Salutare 27

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Le malattie neurodegenerative


Neurologia

(getto d’acqua) e di tipo misto rilassante e/o stimolanti (getto subacqueo, idromassaggio e massaggio subacqueo). L’acqua termale a temperatura superiore ai 32 C° non è adatta al trattamento della sclerosi multipla, a differenza dell’acqua tiepida (temperatura media tra i 20 ed i 29 ° C) che ha determinato risultati rilevanti. Nella maggior parte delle stazioni termali, in particolar modo in Francia ed in Germania, vengono effettuate applicazioni con mezzi di cura termali per contrastare le miopatie congenite e le distrofie muscolari. La terapia termale viene prescritta per migliorare la qualità della vita dei pazienti che si trovano

in condizioni di ridotta mobilità a causa di patologie neurologiche concomitanti ad accidenti vascolari come ad esempio l’emiplegia da accidenti vasali, a condizione che il paziente abbia una residua autonomia al fine di facilitare la riabilitazione motoria. I programmi di riabilitazione, l’esercizio fisico, la consulenza dietetica e altre forme di educazione alla salute sono integrati nel programma di trattamento. Ogni tipo di patologia richiede tecniche adeguate alla cura. I bagni termali e le docce migliorano significativamente la salute generale dei pazienti con malattie neurologiche. La fisiokinesiterapia in acqua minerale riduce l’intensità del

dolore e migliora, in molti casi, la mobilità della persona trattata. I bagni in piscina o in vasca hanno un effetto sedativo sui dolori neuritici, articolari o muscolari, favorendo il rilassamento neuromuscolare. I mezzi di cura termali, inoltre, sono efficaci nel ridurre l’ansia, nel migliorare il sonno e nel regolare la pressione arteriosa. Il bagno in acqua termale viene utilizzato per modulare la tachicardia ed eliminare altri problemi vasomotori. Infine, l’uso dei fanghi termali è molto efficace per gli effetti analgesici e miorilassanti. In conclusione, come si evince dalle review internazionali si può affermare che, non solo in Italia ma anche in altri paesi europei,

Elenco dei dottori che hanno collaborato alla redazione di questo articolo.

Ferrante L (1) , Iorio P. (1) , Gerardi G. (1) , Cerreto G. (1) , Bruni V. (3) Griffo E. (2) , Lampa E. (1) (1) Seconda Università di Napoli, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Via Costantinopoli, 16 - 80138 Napoli, enrico.lampa@unina2.it, tel. 0815665806 (2) Seconda Università di Napoli, Dipartimento di Patologia Generale (3) Farmacista Territoriale - Asl Na3Sud 28 www.salutare.info

l’utilizzo della crenoterapia dà risultati vantaggiosi di notevole rilevanza, in particolar modo nel migliorare la qualità della vita di pazienti affetti da patologie neurodegenerative, integrandosi in maniera razionale ad altri interventi terapeutici.

Bibliografia L.Colucci D’amato – U. di Porzio Introduzione alla Neurobiologia Ed. Springer-Verlag Italia 2011 V. Bonavita, G. Di Iorio Neurologia Clinica Diagnosi e terapia Edizioni Medico Scientifiche 2008 -J. Cambier, M. Masson, H. Dehen, C. Mariani, Neurologia 2009, Elsevier Harrison Practice. Neurologia. McGrawHill Companies 2009, G. Bruttomesso, U. Solimene Medicina Termale, 2010, Red Edizioni Patrice Queneau Médecine thermale, Faits et preuves Masson 2000


Dermatologia a cura del dr. Antonio Del Sorbo Spec. in Dermatologia

Il morbo di Darier White o malattia di Darier è una rara malattia della pelle, non contagiosa, a decorso cronico recidivante ed interessa almeno un individuo ogni 100.000 abitanti. Essa è causata da una o più mutazioni a carico della pompa del calcio SERCA2b, che nei cheratinociti soprabasali trasporta attivamente il calcio, dal citoplasma al reticolo endoplasmatico. I cheratinociti sovrabasali di cute e mucose, vanno incontro a discheratosi (morte cellulare prematura per apoptosi) e acantolisi (alterata coesione intercellulare) . Oltre alla cute, la malattia di Darier, può in alcuni casi interessare il cavo orale, la laringe, le ghiandole salivari, i genitali esterni e il collo dell'utero (varianti ectopiche della malattia di Darier). Quando si localizza al cavo orale, il morbo di Darier si presenta con piccole papule raggruppate e lievemente depresse al centro, distribuite a livello del palato, della lingua e della mucosa all'altezza delle guance. Nella variante classica del morbo di Darier, le piccole papule ipercheratosiche rosso brunastre e pruriginose, sono localizzate soprattutto alle pieghe cutanee e alle aree seborroiche e possono talora confluire in grosse placche ruvide, essudanti e talora maleodoranti, conferendo alla pelle un aspetto spesso definito dal paziente come "sporco".

Il morbo di Darier White

lampade abbronzanti, possono peggiorare il quadro clinico. Anche alcuni farmaci, come il litio ed il cortisone per uso sistemico, possono in alcuni casi peggiorare la sintomatologia. Nelle donne, si può talora osservare un peggioramento dei sintomi, in gravidanza o concomitanza delle mestruazioni. Le manifestazioni cliniche possono talora migliorare nei periodi di assunzione di estroprogestinici. Al palmo delle mani e alla pianta dei piedi, si possono talora osservare piccole depressioni, simili a quelle che si osservano nella cheratolisi punctata. Le papule, possono in alcuni casi associarsi a cattivo odore, prurito e qualche volta addirittura a bruciore. In base alla distribuzione delle papule (che possono anche confluire in placche) vi sono varianti cliniche cosiddette seborroiche, flissurali, acrali e segmentali. Nella malattia di Darier, le unghie possono talora presentare una striatura a bande

longitudinali rosse e bianche (eritronichia) , apparire indurite e ispessite (ipercheratosi subungueale) e presentare un'incisura a forma di "v" sul margine libero. La malattia di Darier può esordire in qualsiasi fascia di età, specie alla pubertà, con possibile peggioramento nei primi anni di comparsa, con successiva stabilizzazione della malattia. La cute, cronicamente discheratosica, è maggiormente esposta alle comuni infezioni dermatologiche (es. herpes simplex, mollusco contagioso, verruche, micosi, impetigine, etc) a causa di una riduzione delle difese cutanee. Il morbo di Darier può esordire anche in età pediatrica. Le cure della malattia di Darier, si basano sull'impiego di rimedi topici (es. emollienti, cortisonici, cheratolitici, antibiotici, antimicotici, antisettici, retinoidi, filtri e schermi solari, etc) e sistemici (es. retinoidi, ciclosporina, antibiotici, fotoprotezione sistemica, etc) e il tipo di risposta può variare da paziente a paziente, con periodi di miglioramenti che si alternano alle recidive.

Le papule possono interessare il viso, il cuoio capelluto, il collo, le ascelle, il tronco, gli arti e il distretto anogenitale. Il caldo umido, l'esposizione al sole, il sudore, alcune infezioni, la febbre, lo stress e le

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La malattia di Darier può talora interessare la cute, il cavo orale e i genitali esterni ed essere intensamente pruriginosa


Fobie

Quali sono le fobie e le ossessioni più comuni? C’è chi evita l’ascensore e chi scappa davanti a un ragno. Chi più e chi meno, tutti abbiamo un’avversione verso un oggetto, un animale, o una situazione. Ma per parlare di vere e proprie fobie occorre valutare alcuni punti. La fobia è tale quando è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o della situazione, non può essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti e il soggetto, nonostante riconosca che la paura è irragionevole e che non è dovuta ad effettiva pericolosità, non riesce a controllare il proprio stato d’animo. La fobia diviene una vera e propria malattia quando ci impedisce il regolare svolgimento delle attività o ci condiziona la vita.

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Le 'classiche' fobie sono quelle sociali come l'agorafobia (paura degli spazi aperti), la claustrofobia (paura degli spazi chiusi), l'ereutofobia (paura di diventare rossi), la zoofobia (paura degli animali). Le ossessioni, invece, riguardano temi di violenza, di contaminazione, dubbi sull'affidabilità di cose o persone. Moltissime persone possono ammalarsi di fobie, ma in particolare ne soffrono le donne. Con la psicoterapia a orientamento cognitivo comportamentale è possibile sconfiggerle. Questo spazio è dedicato ad una classificazione delle fobie, dalle più comuni a quelle più insolite. Scoprite anche voi se siete veri e propri fobici, ossessionati o solo dei gran fifoni.

Elurofobia:

La paura per i gatti. Coincide anche con il termine ailurofobia. E’ una fobia molto comune. Durante il Medioevo i gatti erano associati al soprannaturale, alle streghe e al demonio. Vi è una credenza che dice che i gatti possano predire il tempo, dando un aspetto soprannaturale al gatto. In alcuni casi, la fobia si limita ai gatti neri di cui si credeva fossero streghe trasformate. Di fronte a un gatto, le persone con elurofobia possono iniziare a sudare, avere difficoltà respiratorie e perfino soffrire di un attacco di panico. Molta gente soffre di questo tipo di fobia e si sente incompresa, poiché i gatti sono animali normalmente inoffensivi e una grande quantità di gente gode della loro compagnia. La paura può risalire a una cattiva esperienza con un gatto nella prima infanzia, un’età impressionabile in cui un piccolo graffio di un animale che tentava di difendersi dalle mani irrequiete di un bambino lo segni sensibilmente.


www.salutare.info Francofobia:

Avere paura per la Francia, dei francesi o della loro cultura. Conosciuta anche come Galliofobia. Non si tratta in realtà di un timore quanto di un pregiudizio verso i francese e la loro cultura. In alcuni casi si fanno delle barzellette su di loro, o si boicottano i loro prodotti commerciali. L’antonimo è francofilia, o l'amore per la cultura francese. Il pregiudizio contemporaneo verso i francesi con frequenza deriva da critiche del periodo immediatamente posteriore alla Seconda Guerra Mondiale e, la forma di vita dell'elite artistica e filosofica dell'epoca. Benché questi pregiudizi siano particolarmente estesi dagli Stati Uniti, la francofobia è esistita in varie forme e in diversi paesi da secoli.

Fagofobia:

Paura di mangiare. Coloro che patiscono di questa fobia hanno timore di inghiottire alimenti, pasticche ecc. Si tratta di una disfagia (difficoltà a inghiottire) di tipo psicologico, dal momento in cui esaminando l’esofago i medici non trovano niente di anormale. Questa fobia rientra in ciò che si conosce come disordini alimentari, poiché può provocare malnutrizione o perdita di peso dovuto alla paura di mangiare. In casi estremi i fobici vogliono solo assumere liquidi o cibo facile da inghiottire senza masticare eccessivamente. Si descrivono gli stessi sintomi come la sensazione di stringimento della gola, rendendo difficile in questo modo l’inizio della deglutizione e producono il timore che il cibo resti di traverso in gola oppure che devii verso la trachea e produca soffocamento.

Enoclofobia:

La paura nel trovare o di trovarsi tra la folla. Il famoso Albert Einstein una volta disse “odio la folla e fare discorsi”. Questo sentimento è molto comune per molte persone ed è conosciuto come enoclofobia. Quelli che soffrono faranno il possibile per evitare luoghi quali i centri commerciali, i teatri o qualsiasi luogo in cui vi sia folla. Tra le cose che gli accadono quando si trovano a tanta gente, sono: sentirsi in trappola fino alla morte, contrarre un virus mortale, perdersi nella folla, sentirsi piccolo e insignificante attorniato di gente. Coloro che patiscono di enoclofobia possono superarla nei seguenti modi: - Iniziare assistendo a eventi di gruppi piccoli e gradualmente incrementare le dimensioni. - Visitare un quartiere del centro, facendo uno sforzo consapevole per non giudicare coloro che vivono là. - Avere presente l’affermazione "sono più sicura tra la folla”. - Respirare lentamente e profondamente in maniera controllata. - Mantenere l’attenzione ascoltando musica soave nelle cuffie. - Parlare con gli altri con maggior frequenza in diverse situazioni. la paura è reale e dipende dal fobico prendere il controllo su di essa, educare sé stessi imparando tutto ciò che è possibile, su ciò che si sente e cosa si può fare per cambiarlo.

Fotoaugliafobia Paura delle luci brillanti

Fronemofobia Paura di pensare.

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scrivi a: fobie@salutare.info

Salutare 31


Informazione sociale @

Segnalate le campagne a: sociale@salutare.info

La comunicazione e la prevenzione sociale per definizione, aumentano il livello di consapevolezza e conoscenza dei cittadini relativamente a problemi di interesse generale, nella prospettiva di modificare comportamenti o atteggiamenti.

Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi 18/04/2012 Le malattie cardiovascolari da Trombosi si chiamano Infarto, Ictus, Embolia Sono la prima causa di morte e di grave invalidità dei Paesi industrializzati. La Trombosi in sé non si può pertanto definire una malattia: è piuttosto la causa che determina diverse malattie, che prendono il nome dall'organo colpito. Quali sono i numeri della Trombosi? In Europa, 55 DONNE SU 100 e 43 uomini su 100 muoiono per malattie determinate dalla Trombosi. In Italia, le malattie cardiovascolari nel loro insieme

BONSAI AID AIDS 2012 - Associazione Nazionale per lotta contro l'AIDS DAL 6 ALL'8 APRILE 2012 TORNA BONSAI AID AIDS Quest'anno la manifestazione si svolgerà nei giorni 6, 7 e 8 aprile. In circa 3000 piazze italiane saranno allestite postazioni ANLAIDS

sono responsabili del 44% di tutti i decessi: la trombosi da sola e nelle sue manifestazioni d'organo uccide ogni anno 200.000 ITALIANI e ne rende invalidi altrettanti. La Giornata, è promossa da ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari, con il patrocinio del Ministero della Salute. L'iniziativa si svolgerà ogni anno il terzo mercoledì del mese di aprile. L’Italia è il primo Paese al mondo a dedicare una giornata al tema della prevenzione, della cura e della ricerca nel campo delle malattie da trombosi. Per ulteriori informazioni contattate: alt@trombosi.org

per informare e sensibilizzare la popolazione sull'infezione da HIV, sulla prevenzione, sulla ricerca e sulla lotta allo stigma. Tutti coloro i quali offriranno il proprio contributo ad ANLAIDS Onlus potranno avere un Bonsai, da sempre simbolo dell'Associazione. www.anlaids.org

Giornata Mondiale senza Tabacco 2012 Il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per celebrare la Giornata Mondiale senza Tabacco, che si terrà il prossimo 31 maggio 2012 è: "Le interferenze dell’industria del tabacco" "Tobacco industry interference". La campagna si concentrerà sulla necessità di denunciare e contrastare i tentativi sempre più aggressivi dell'industria del tabacco di indebolire la Convenzione quadro dell'OMS sul controllo 32 www.salutare.info

del tabacco (WHO FCTC). L'uso del tabacco è una delle principali cause prevenibili di morte. L'epidemia mondiale di tabacco uccide quasi 6 milioni di persone ogni anno, di cui oltre 600.000 sono persone esposte a fumo passivo. Se non mettiamo in atto azioni di contrasto, l’epidemia mondiale di tabacco ucciderà fino a 8 milioni di persone entro il 2030, di cui oltre l'80% di paesi a basso e medio reddito. http://tinyurl.com/7xgw2eb osservatorio.fad@iss.it


www.salutare.info Questo spazio è dedicato alla segnalazione di campagne di informazione sociale, di prevenzione per rendere visibili tutte le iniziative volte a migliorare gli stili di vita.

X Edizione della "Giornata Nazionale per l’Epilessia"

Il tema che caratterizzerà la Giornata di quest'anno è: "Per sconfiggere l'epilessia fai correre la ricerca".

Il 6 maggio 2012 - Organizzata dalla Lega Italiana contro l'Epilessia (L.I.C.E.).

Per aggiornarsi sugli eventi in programma nelle varie regioni www.lice.it e www.giornataepilessia.it

Giornata Nazionale 2012: Contro limiti e barriere

Lo sport come integrazione, pari opportunità e diritti "Farfalle di peluche". Dedicata al tema Sport e Disabilità e al grande valore sociale che l’attività sportiva può assumere nella vita delle persone con disabilità, l’ottava Giornata Nazionale UILDM si svolgerà dal 26 marzo all’8 aprile prossimi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. «Liberi di essere Campioni». Obiettivi principali dell’iniziativa sono da un lato offrire ai giovani con disabilità l’opportunità di vivere esperienze di confronto e crescita e promuovere, quindi, il loro sviluppo personale, l’emancipazione e l’indipendenza, aiutandoli a migliorare notevolmente la qualità della propria vita. Dall’altro, sensibilizzare

Aprile: Giornata Nazionale A.I.D.O. S.I.S.M. 12 aprile 2012 Il 7 aprile 2005 è stato firmato dai Presidenti Nazionali dell’A.I.D.O. (Vincenzo Passarelli) e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina - S.I.S.M. (Silvio Sarubbo), a Caltanissetta, il protocollo di collaborazione tra le due Associazioni. Il S.I.S.M., associazione no-profit costituita da 28 sedi locali, rappresenta di fatto la più grande associazione studentesca di area medica. Nella stessa giornata

l’opinione pubblica sul tema dello sport rivolto alle persone con disabilità quale affermazione di pari opportunità e quindi di un diritto esigibile. L’edizione 2012 del principale appuntamento di raccolta fondi UILDM – il cui tema centrale si inserisce in un’ottica più ampia di integrazione sociale delle persone con disabilità, ovvero uno degli obiettivi statutari dell’Associazione – avrà come protagoniste, silenziose ma sorridenti, le Farfalle della Solidarietà. Ripieni di ovetti di cioccolato, questi simpatici peluche verranno distribuiti da migliaia di volontari UILDM nelle piazze italiane, a fronte di un contributo minimo di 5 euro l’una, assieme a materiale informativo sull’Associazione e sulle malattie neuromuscolari. www.uildm.org

si svolge la I Giornata Nazionale della donazione degli organi e dei tessuti in 29 Facoltà di Medicina. Nel corso della giornata di sensibilizzazione alla donazione degli organi e dei tessuti vengono realizzati incontri e tavole rotonde che coinvolgono docenti delle Facoltà di Medicina, Coordinatori della donazione, Direttori Sanitari, Operatori dei Centri Trapianto, Dirigenti delle due Associazioni. Telefono 0697614975 www.aido.it aidonazionale@aido.it

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Eventi

CONGRESSI, CONVEGNI, EVENTI e manifestazioni per la Salute e il Benessere

Napoli, 29 marzo 2012

XI Congresso Regionale FADOI Campania Il medico immaginario e il malato per forza La Medicina Interna nella complessità quotidiana Sede del Congresso Auditorium Ospedale Fatebenefratelli “Buon Consiglio” Via Manzoni 220, Napoli Il Corso è a numero chiuso per un numero massimo di 40 Infermieri. Per i Soci A.N.I.M.O. in regola con la quota associativa 2012, la partecipazione è gratuita. La ricevuta del pagamento della quota 2012 dovrà essere esibita al desk registrazioni, la mattina del 29/03/2012. L’iscrizione deve essere effettuata on-line Segreteria Organizzativa: Planning Congressi srl Via Guelfa, 9 - Bologna BO Tel. 051300100 int. 183 - Fax 051309477 v.belleri@planning.it - www.planning.it Sorrento 30 e 31 marzo 2012

L'approccio multidisciplinare e di equipe nella gestione del paziente con sclerosi multipla Acquisizione competenze di processo: l'intervento formativo si propone di fornire ai partecipanti conoscenze e approcci per migliorare la comunicazione all'interno del gruppo di lavoro di cui fanno parte. Dove verranno affrontate le principali tematiche legate al lavoro di gruppo e saranno proposti alcuni contributi applicativi che il modello delle energie colore insights può offrire in questa direzione. La metodologia didattica prevede l'alternanza

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di docenza frontale a workshop in sottogruppi, per stimolare una riflessione ed un confronto sulle tematiche affrontate, che favorisca l'apprendimento e l'eventuale implementazione nel proprio contesto professionale. Luogo di svolgimento: Hilton Sorrento Palace Indirizzo: Via Sant'antonio, 13 - Sorrento Napoli Crediti assegnati: 8 Durata del corso (in ore):3 Quota di partecipazione: nessuna Organizzazione: www.planning.it/eventi.aspx?an=2012 Mercogliano (Av), 31 marzo 2012

1° Giornata di studio Ks sull'osteoporosi I sessione - Epidemiologia e costo sociale Focus sulla diffusione della patologia e dei costi sociali imputati alle conseguenze dell’Osteoporosi. II sessione - Eziopatogenesi: Teorie a confronto Valutazione delle cause e concause che determinano l’insorgenza della patologia Osteoporotica III sessione - Trattamento e stili di vita Consigli utili sulla terapia farmacologica e sulle modifiche delle abitudini di vita quotidiana per prevenire l’Osteoporosi e le sue complicanze. IV sessione - Casi clinici Interverranno Docenti di diverse Università italiane con presentazione anche di lavori sperimentali e nuove proposte terapeutiche. L’incontro, aperto a medici e fisioterapisti, è completamente gratuito ed è accreditato presso il Ministero della Salute con 8 crediti formativi.

Per comunicare congressi, convegni, eventi e manifestazioni per la Salute e il Benessere Tel.: 0825 74603 e-mail: info@salutare.info

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Presso l’Albergo Heaven e del Benessere Via Ammiraglio Bianco, 2 - Mercogliano (AV) tel. 0825-789278; mail: info@unipav.it Udine, 13 e 14 aprile 2012

Management del paziente con melanoma: dalla ricerca alla terapia

Argomenti del congresso: presentazione e discussione casi clinici, prevenzione e diagnosi, biologia molecolare, anatomia patologica e classificazione ajcc, target therapy, chirurgie e terapie loco-regionali, trattamento delle metastasi in transit, terapia adiuvante e chirurgia del IV stadio, terapia immunomodulata della malattia in IV stadio, integrazione e prospettive future. Specifiche evento Acquisizione competenze tecnico-professionali: Diagnostica e terapia del melanoma Acquisizione competenze di processo: Dermatoscopia in epiluminescenza, tecnica del linfonodo Acquisizione competenze di sistema: Diagnostica e terapia del melanoma Luogo di svolgimento: salone del consiglio, provincia di Udine, Palazzo Antonini-Belgrado Indirizzo: piazza Patriarcato 3 Crediti assegnati: 9 Durata del corso (in ore): 9 Quota di partecipazione: nessuna Organizzazione: Intergruppo Melanoma Italiano - IMI Segreteria organizzativa: Events Comunication Via F.lli Bandiera 51-60019 Senigallia (AN) Tel 071.7930220 - Fax 071.7938406 segreteria@events-communication.com


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Centro Acustico dr. Nicola Topo



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