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babymagazine - allegato alla rivista salutare

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Salutare dedica a mamme e papà un nuovo prodotto per poter meglio comprendere e affrontare il percorso della genitorialità, dalle cure mediche alla scelta dei migliori prodotti in commercio. Fornisce un servizio a 360 gradi che abbraccia tutti gli aspetti legati alla nascita e alla crescita di un figlio senza trascurare nessuna sfumatura. Valuta i prodotti per mamme e bambini favorendo una scelta consapevole. Si avvale della professionalità di medici, pediatri, ginecologi, puericultori specializzati in infanzia e maternità, per discutere e confrontarsi su ogni aspetto legato alla crescita del proprio figlio . Le esperienze, i consigli dei nostri esperti saranno un sostegno per quanti vivono questa meravigliosa esperienza. Scrivete, comunicate, informate su tutto ciò che riterrete opportuno divulgare, scambiamo idee e consigli, facciamo della rivista uno strumento informativo a disposizione di tutti. Il tuo contributo e la tua partecipazione consentiranno di diffondere più informazioni a più persone.

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Sommario

Redazionale Cosa accomuna tutti i bimbi del mondo? Oltre al fatto che sono bellissimi, ovviamente, è la curiosità. Quella gioia di scoprire, sapere, chiedere, osservare in continuazione, a volte ci stanca ma tante volte ci fa riflettere: eravamo anche noi cosi? certamente! Non è fantastico osservare la luce negli occhi di un pargolo, la prima volta che vede il suo primo pupazzo, o vederlo rapito quando gli raccontiamo una storia? Bene, questa è la nostra natura. Tutti noi siamo cosi, solo che non ci diamo più peso, sopraffatti dalle vicissitudini, siamo un pò come Nino... (chi è Nino? corri a pag. 14 ndr.) Il bisogno che spinge loro a imparare è l’innata consapevolezza che tutto potrà servire ad affrontare il futuro. Non vogliamo farvi tornare bambini, ma vorremmo che vedeste con i loro occhi per apprezzare le piccole cose che spesso sono le più importanti. Non abbiamo la pretesa d’insegnarvi il mestiere più difficile al mondo, ma se uno dei consigli scritti di seguito vi tornerà utile, beh, potremo dire di non aver lavorato invano.

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Inserimento nella scuola dell’infanzia

Alimentazione in gravidanza

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Congedo di maternità

Il ruolo del padre dopo lo svezzamento

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La tosse

Rivolgiamo un particolare augurio a due membri del nostro Comitato Scientifico, il prof. Aberto G. Ugazio per la riconferma ad altri tre anni a capo del Dipartimento dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma e al dr. Elio Caggiano per la candidatura a consigliere Nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP). Alla prossima

e poi... Cellule staminali Quinta Giornata ABIO Cose curiose

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La favola del mese

Le caratteristiche del dislessico Sale? Meglio se scende Baby Link Calendario Baby

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lo azine offre Baby Mag cutere, is spazio per d orre domanp i, rs ta confron le risposte. el d e er de e av re per Ecco come fa re con noi. a comunic Come è possibile ricevere a casa la rivista Baby Magazine? Per ricevere la rivista Baby Magazine a casa basta compilare in tutte le sue parti il form a pag. 25. Sono un medico specialista, come posso inviare i miei contributi redazionali? Per poter inviare articoli redazionali basta inoltrare la richiesta, allegando il curriculum a: redazione@babymagazine.it Sono una mamma e vorrei segnalare un prodotto e/o servizio utile o dare qualche suggerimento, a chi posso scrivere? Per comunicare le vostre opinioni, esigenze, proposte, esperienze oppure un parere sulle strutture e i servizi di

cui avete usufruito potete scrivere una mail a comunica@babymaga zine.it oppure segnalarlo www.facebook.com/salutare.babymagazine lutare.babymagazine. Le segnalazioni saranno preziose per orientare gli articoli e i dossier che pubblicheremo sulla rivista. Desidero contribuire alla vostra iniziativa e far crescere il progetto, posso sostenervi economicamente? è possibile fare un libero versamento sul c.c. 55117402 intestato all’Ass. Salutare via Due Principati, 278 (ex 210) Av. Sono titolare di un'Azienda/ struttura del settore maternità e infanzia. Come posso informare i lettori circa prodotti, servizi e iniziative? Partecipare a Baby Magazine significa sostenere un’iniziativa culturale intrapresa per sensibilizzare alla salvaguardia del benessere comune e di fornire ai lettori oltre ai servizi, il supporto da consultare per essere sempre aggiornati. Per poter usufruire di Baby

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Baby Magazine è un allegato della rivista Salutare Reg. Tribunale Av in data 15/01/2004 N° 419 Editore: Ass. Culturale Salutare allegato Salutare 54 Anno I, n°5 Distribuzione gratuita Segreteria: Angela Romano Collaborazioni: dr. Elio Caggiano, dott.ssa A. Venezia, dr.ssa M. Dello Russo, dott.ssa L. De Varti, dott.ssa V. Funicelli, dott.ssa N. Santoro, Fondazione ABIO Italia Onlus. sito: www.salutare.info e-mail: info@babymagazine.it contatto skype: babymagazine Tel.: 0825.74603 Contributi: c/c postale n° 55117402 intestato all’Ass. Salutare via Due Principati, 278 (ex 210) Avellino Progetto Grafico: Carmine Serino Stampa: Csd - Na Crediti immagine: Copertine: © Anatoly Tiplyashin - Fotolia © Anetta | Dreamstime © Safer - Fotolia.com

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Comitato Scientifico: Prof. Emerito Giuseppe Roberto Burgio - San Matteo (Pavia) Prof. Pasquale Di Pietro Ospedale Gaslini (Genova) Pres. Nazionale SIP Prof. Pietro Ferrara - Università Cattolica Sacro Cuore (Roma) Prof. Alfred Tenore - Direttore Dip. Pediatria Università di Udine Prof. Alberto G. Ugazio Ospedale Bambino Gesù (Roma) Prof. Alberto Villani - Ospedale Bambino Gesù (Roma) dr. Elio Caggiano - specialista in pediatria - presidente dell’Associazione pediatrica “Per il Bambino” dr.ssa Angela Carrino -specialista in pediatria


I Piccoli protagonisti di questo mese sono...

Gaia Angelica

Carlo Mario

Carlo Mario Sorrentino, nato il 27/08/2008 Papà: Sorrentino Romualdo Mamma: Rongo Carmela

Gaia Giannotti Papà: Tomaso Giannotti Mamma: Annalaura

Angelica De Martino Nata a Salerno il 20/02/2009 Papà: Diego De Martino Mamma: Silvia Catania

Aurora Maria Tedesco Papà e Mamma: Luigi e Lina Tedesco

AURORA MARIA Per inviare le foto:

V.I.B. (Very Important Baby)

Nome del bambino ___________________________________data nascita__/__/____ Nome e cognome della Mamma_____________________________________________ Nome e cognome del Papà ________________________________________________ Indirizzo ______________________________________________________________ _____________________________________________________________________ mail o tel: _____________________________________________________________ Autorizzo la pubblicazione della foto firma del genitore

___________________________

V.I.B.

Fai diventare il tuo bambino protagonista di Baby Magazine! Inviaci le sue foto specificando il nome e la sua data di nascita, il nome e cognome dei genitori all’ indirizzo mail:

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oppure al nostro indirizzo: via due Principati, 278 (ex 210) - 83100 Av Le più simpatiche entreranno a far parte dei nostri Vib!


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Difficoltà legate all’inserimento nella scuola dell’infanzia

Ognuno con i suoi tempi, secondo tappe prefissate.

In coincidenza con l’ingresso alla scuola dell’infanzia le redazioni giornalistiche e i forum femminili sono invasi dagli S.O.S. di donne che in preda all’angoscia cercano risposte e soluzioni al pianto disperato che caratterizza i primi giorni di scuola.

Non è facile per un bambino separarsi dalla mamma, così come altrettanto difficile e complesso è per una madre separarsi dal proprio figlio. Ma chi ha più paura di entrare alla scuola dell’infanzia: il bambino, la mamma, il papà oppure i nonni? Sembrerebbe una domanda retorica, ma in realtà non lo è, e chi opera all’interno di questo segmento educativo lo sa bene. Per un bambino il primo ingresso a scuola è un passo verso l’autonomia, un’importante fase della crescita che come tutti i cambiamenti si accompagna a naturali difficoltà. In questo caso la reazione di pianto è una reazione più che normale. Molti genitori invece vivono la scuola all’insegna di dubbi e incertezze, da un lato sono contenti che i loro figli facciano questa esperienza ma dall’altro hanno paura che non si trovino bene, che soffrano abbandonati in un angolo della sezione e che restino senza la loro protezione. Succede così che molte mamme nel descrivere il pianto del loro bambino suppongono che questi stia subendo un grave trauma psicologico e su questa base regolano la loro condotta. Immaginate per un attimo di essere voi al posto di quel piccolo che si sta cimentando nell’ardua impresa che

a cura della dott.ssa Nanda Santoro

è il primo ingresso a scuola e che ad accompagnarvi sia vostra madre, la persona di cui più vi fidate. Lei vi stringe tra le sue braccia e continua a ripetervi: ”Non preoccuparti, mammina non ti lascia…non preoccuparti... torno subito…” intanto un’illustre sconosciuta (l’educatrice) viene verso di voi e più questa si avvicina più vostra madre vi stringe a sé. “Signora non si preoccupi, può lasciare a me il suo bambino!” “ma come faccio, lui piange, non è abituato” e mentre parla vi accarezza e voi percepite così tutte le sue ansie e le sue paure, le avvertite in quell’abbraccio sempre più forte e le sentite nel tono di voce tremante e spaventato. Cosa penserete mai di quel posto che tutti chiamano scuola? Che sia forse un luogo sicuro e piacevole? Non credo proprio. C’è poi la madre che per evitare lo strazio del pianto ricorre ad uno stratagemma che fa parte di quei comportamenti assolutamente vietati: profittando di un attimo di distrazione del figlio sgattaiola via. Anche questa volta immedesimarvi nel bambino può essere d’aiuto. Vi guardate intorno e scoprite che vostra madre è sparita, magari penserete che sia tutta colpa di quelle signore cattive e che forse non tornerà mai più a riprendervi… Alcuni genitori hanno invece difficol-


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tà a comprendere il pianto dei loro figli perché ritengono che questi siano già abituati alla loro assenza giacché assistiti da nonni o da babysitter. In realtà si tratta di una falsa credenza, perché la scuola è un ambiente completamente diverso, con persone adulte che non conosce e bambini che possono anche invadere il suo territorio, perché lo provocano, gli portano via i giochi, a volte lo picchiano. La scuola è una comunità in miniatura e come tale presenta tutte quelle dinamiche che la rendono un’importante palestra di vita, un luogo di crescita e di grandi conquiste. Le fatiche legate all’inserimento scolastico implicano che questo dovrà realizzarsi con assoluta gradualità, nel rispetto di tempi che sono unici per ogni bambino.

Non abbiate quindi, fretta di lasciarlo a scuola per l’intero orario e soprattutto affidatevi all’esperienza delle educatrici per stabilire come e quando cominciare a pranzare a scuola.

Molti di questi bambini piangeranno nell’andare alla scuola primaria e vi assicuro che in quel pianto vi è una carica di dolore e di paura che non è per nulla paragonabile a quella di un bambino di 2 o 3 anni.

Il cibo, infatti, a causa delle implicazioni psicologiche che gli sono proprie, può rappresentare il canale attraverso il quale il bambino esprimerà tutto il suo disagio con forme di rifiuto ed inappetenza.

Ma continuiamo con il nostro role plaiyng ed immaginiamo ancora di essere al posto di quel bambino che sta scoprendo per la prima volta la scuola.

Per un bambino superare le difficoltà significa guadagnare in autostima, sentirsi sempre più adeguato, vivere con gioia il rapporto con gli altri, ponendosi come soggetto autonomo all’interno del gruppo dei pari, e non come gregario. I bambini che non frequentano la scuola dell’infanzia e che per una serie di vicissitudini, magari legate alle debolezze dei genitori, sono costretti a vivere una dimensione non socializzante perché circondati dai soli adulti, avranno probabilmente in futuro difficoltà nel relazionarsi con gli altri. Quando poi, causa forza maggiore, dovranno essere inseriti nella scuola dell’obbligo mostreranno tutte le loro inadeguatezze e patiranno il distacco da quel mondo ovattato che è la loro casa.

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Tutto può cambiare quando la mamma si mostra contenta e piena di entusiasmo per questa nostra esperienza (anche se dentro di lei non è proprio così). è un’iniezione di forza e di ottimismo che ci consentirà di superare con serenità questa nuova tappa e ci sosterrà nell’affrontare le fatiche del diventare grande .


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Guida all’alimentazione in gravidanza a cura della dott.ssa Antonella Venezia Biologa - Nutrizionista Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Si avvicina con grande gioia il momento di far nascere il bambino. Non manca molto all’evento è finalmente potrete guardare il visino su cui per nove mesi avete fantasticato. Vediamo cosa succede durante gli ultimi tre mesi di gravidanza.

La consapevolezza del ruolo fondamentale ricoperto dall’alimentazione in gravidanza, emerge chiaramente dai numerosi studi (1,2,3). Infatti, è stato dimostrato che un’alimentazione insufficiente, non equilibrata, predispone il feto a malformazioni (4) e ad una sensibilità maggiore, una volta adulto, ad eventuali errori alimentari. Il vecchio luogo comune del “mangiare per due” è ormai ampiamente superato; le motivazioni per cui le “voglie” dovrebbero essere sempre soddisfatte sono assolutamente inconsistenti. L’alimentazione ideale della gestante dipende dal suo stato di salute e dal suo peso corporeo al momento del concepimento e non è diversa da una normale dieta equilibrata e varia, che deve soddisfare le particolari esigenze nutrizionali secondo quanto definito dalle Linee Dietetiche nazionali ed internazionali (LARN e RDA). In gravidanza non bisogna stravolgere le proprie scelte alimenta ri, ma solo riequilibrarle, seguendo indicazioni utili per il proprio benessere psicofisico e quello del bambino. L’aumento di peso e il nuovo fabbisogno energetico in gravidanza devono essere determinati individualmente e differiscono da donna a donna in funzione dell’IMC (indice di massa corporea) pre- gravidanza. In condizioni fisiologiche le donne sottopeso all’inizio della gravidanza necessitano di quantità di energia superiori a quelli delle donne che iniziano la gravidanza in condizioni di peso ottimale o in sovrappeso. Le prime infatti (IMC < 18,5 kg/m2) dovrebbero aumentare il loro peso di 12,5-18 kg, le normopeso (18,5 kg/m2 < IMC < 25


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kg/m2) di 11,4-16 kg (0,5 kg / settimana nel 2° e 3° trimestre) e le sovrappeso (IMC > 25 kg/ m2) di 7-11,5 kg (4). Nelle donne obese (IMC > 30 kg/m2) il guadagno di peso raccomandato è di 7 kg (5). La sigla IMC significa indice di massa corporea, che si calcola in base al proprio peso corporeo e all’altezza, e si ottiene dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato della statura (in metri). Il fabbisogno calorico aumenta durante la gravidanza, ma principalmente nel secondo e terzo trimestre. L’apporto calorico complessivo è puramente indicativo, sono da considerare le variabili individuali come lo stile di vita, il lavoro, le abitudini alimentari, i fattori ambientali e sociali. Nel primo trimestre di gravidanza l’incremento di peso dovrebbe essere scarso, all’incirca 1,5- 2 kg, a volte alcune donne tendono a dimagrire, per la nausea ed il vomito. Nel secondo trimestre il peso dovrebbe aumentare da 4,5 a 5,5 kg, nel terzo trimestre l’aumento previsto dovrebbe essere di 2,5- 3,5 kg. Secondo le indicazioni dell’INRAN (4) nel 2° e 3° trimestre l’aumento calorico per la gestante deve essere di circa 300- 400 Kcal/die giornaliere in più, soltanto nel caso che l’attività fisica rimanga costante, poiché invece, spesso, la donna in gravidanza riduce l’attività fisica, in questo caso anche un incremento di 150 Kcal è considerato sufficiente (su un’alimentazione giornaliera media di 2000-2400 Kcal).

Piccoli consigli: 1. Fare pasti piccoli e frequenti (4-5 al giorno) 2. Aumentare il consumo delle proteine, circa 13 gr (es. quelle di 2 uova o 70 gr di carne magra o in 300 ml di latte) 3. Consumare cibi integrali per combattere stipsi e malattie emorroidali 4. Limitare i dolciumi, i cibi fritti e quelli molto elaborati 5. Ridurre il sale 6. Evitare superalcolici e limitare vino, birra, thè e caffè.

Bibliografia 1. Obstet Gynecol. 2007 Aug; 110 (ePt 1): 378-84 2. Diabetologia. 2006 Nov; 49(11): 2604-13 3. J Physiol 2009 Jul 15; 587 (Pt 14): 3423-4 4. Br J Nutr. 2008 Apr. 99 (4): 869-75 5. Linee Guida di una Sana Alimentazione Italiana, INRAN 2007


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Congedo di Maternità Per tutte voi donne che state iniziando il percorso più bello e particolare della vostra vita che vi lascerà ricordi e sensazioni indimenticabili, ecco come affrontare la maternità in modo consapevole, sereno ed informato. Una serie di norme tutelano la donna lavoratrice garantendo il diritto del bambino ad un’adeguata assistenza. Anticipazione del congedo di maternità Normalmente la lavoratrice gestante continua la sua attività fino al settimo mese di gravidanza ma in alcuni casi, espressamente previsti dalla legge, però, la Direzione Provinciale del Lavoro, sia di propria iniziativa, sia su istanza della lavoratrice, può disporre l’astensione anticipata dal lavoro, previ accertamenti sanitari. Le lavoratrici gestanti hanno diritto a questa forma di tutela in presenza di: - gravi complicazioni della gestazione o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; - condizioni di lavoro ed ambientali ritenute pregiudizievoli per la salute della donna o del bambino, quando non sia possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni. Per usufruire del diritto al congedo di maternità anticipato le lavoratrici devono presentare:

- specifica domanda alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio, allegando il certificato medico di gravidanza attestante le condizioni previste dall’art. 17, comma 2, lettera a) del Testo Unico n. 151/2001; - se la Direzione Provinciale del Lavoro non emette il provvedimento entro sette giorni, la richiesta si intende accolta; - alla propria azienda, la ricevuta della domanda inoltrata alla Direzione Provinciale del Lavoro. Per tutto il periodo del congedo di maternità anticipato, le lavoratrici hanno diritto all’intera retribuzione, comprese le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti relative alla professionalità e produttività nonché alla tredicesima mensilità. Congedo di maternità Le lavoratrici devono astenersi obbligatoriamente dal lavoro: - nei due mesi precedenti la data presunta del parto e comunque fino alla nascita del bambino; - nel mese precedente la data presunta del parto e sempre fino alla nascita del bambino, per scelta della lavoratrice a condizione che non vi siano pregiudizi per la salute della gestante e del nascituro. Prima dell’inizio dell’astensione obbligatoria le lavoratrici devono presentare in azienda: - certificato medico, rilasciato da un medico appartenente ad una A. S. L. attestante la data presunta del parto; la data indicata nel certificato fa stato, nonostante qualsiasi errore di previsione.

Continua --->

Tutti gli adempimenti necessari per la tutela dei vostri diritti e di quelli della vostra famiglia, compreso quelli dei figli, e del padre sempre più presente e partecipe nella gestione familiare .


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congedo parentale congedo parentale

Continua ---v

Nel caso in cui la lavoratrice scelga di limitare l’astensione ad un solo mese prima del parto, dovrà presentare inoltre: - certificato del medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato; - certificato del Medico competente in materia di prevenzione e tutela della salute sui luoghi di lavoro attestante le buone condizioni di salute della gestante e del nascituro. I due certificati devono attestare che la scelta non pregiudica la salute della gestante e del nascituro. Il congedo di maternità è calcolato a tutti gli effetti ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie ed è considerato attività lavorativa ai fini della progressione di carriera, quando i contratti collettivi non richiedono a tale scopo particolari requisiti. Per tutto il periodo del congedo di maternità, le lavoratrici hanno diritto all’intera retribuzione, comprese le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti relative alla pro-

congedo obbligatorio congedo obbligatorio

fessionalità e produttività nonché la tredicesima mensilità. Sono esclusi, naturalmente, tutti gli emolumenti la cui corresponsione, ai sensi delle vigenti disposizioni interne, è sempre strettamente connessa all’effettiva presenza in servizio. Tale disposizione si applica anche qualora la dipendente sia assente dal lavoro, senza diritto, in tutto o in parte, a retribuzione. Dopo il parto la legge garantisce alla lavoratrice madre il diritto al congedo di maternità nel periodo successivo al parto. Ciò allo scopo di assicurare al tempo stesso la tutela della donna e la protezione del bambino. Le primarie esigenze del bambino, fondamentali per un sano sviluppo psicofisico soprattutto nei suoi primi mesi di vita, devono infatti essere soddisfatte in maniera adeguata. Congedo di maternità Le lavoratrici devono quindi astenersi obbligatoriamente dal lavoro nei tre mesi successivi al parto oppure, se hanno fruito del congedo di un solo mese prima del parto, nei quattro mesi successivi. In caso di parto prematuro, la lavoratrice ha comunque diritto al congedo fino alla data presunta del parto. Potrà recuperare i giorni di congedo non goduti a causa dell’anticipazione dell’evento aggiungendoli al periodo di congedo dopo il parto. Se il figlio nato prematuro ha necessità di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera, pubblica o privata, la madre ha diritto alla sospensione temporanea del congedo di maternità. In questo caso la lavoratrice può chiedere di

riposi giornalieri per allattam riposi giornalieri per allattament

fruire del restante periodo di congedo obbligatorio post partum e del residuo periodo ante partum non goduto, a decorrere dalla data di effettivo rientro a casa del figlio. Durante il periodo di sospensione temporanea del congedo di maternità la lavoratrice può fruire dei riposi giornalieri per allattamento. Per usufruire del diritto al congedo obbligatorio la lavoratrice deve presentare, entro quindici giorni dall’evento specifica domanda in azienda, allegando il certificato di nascita del figlio. Per usufruire del diritto alla sospensione temporanea del congedo obbligatorio la lavoratrice deve presentare specifica domanda in azienda, allegando certificazione medica dalla quale risulti che le condizioni di salute della madre consentono il rientro al lavoro. Il congedo di maternità è calcolato a tutti gli effetti ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie ed è considerato attività lavorativa ai fini della progressione di carriera, quando i contratti collettivi non richiedono a tale scopo particolari requisiti. Per tutto il periodo del congedo obbligatorio, le lavoratrici hanno diritto all’intera retribuzione, comprese le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti, relative alla professionalità e produttività, nonché alla tredicesima mensilità. Sono esclusi, naturalmente, tutti gli emolumenti la cui corresponsione, ai sensi delle vigenti disposizioni rego-


mento to

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periodo di astensione facoltativa retribuito periodo di astensione facoltativa retribuito lamentari, è sempre strettamente connessa all’effettiva presenza in servizio. Il diritto all’intera retribuzione spetta anche alla lavoratrice che al momento dell’inizio del congedo obbligatorio é assente dal lavoro ad altro titolo senza diritto, alla retribuzione in tutto o in parte. Congedo parentale Astensione facoltativa per la madre Terminato il periodo di congedo di maternità, la lavoratrice può riprendere la sua normale occupazione. In alcune situazioni risulta necessario il prolungamento della presenza della madre accanto al bambino. In tali casi la legge prevede la possibilità di fruire di un ulteriore periodo di astensione dal lavoro che, in questo caso, è facoltativa. La Legge consente alla lavoratrice madre di assentarsi dal lavoro per un periodo di sei mesi, anche frazionabile, nei primi otto anni di vita del bambino. Se l’unico genitore è la madre, il diritto di astenersi dal lavoro compete per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a dieci mesi. Il periodo di astensione facoltativa, che comprende anche il sabato e la domenica, non può essere interrotto con assenze ad altro titolo (come per ferie, cure, malattie o simili). Conseguentemente l’insorgenza di uno stato di malattia non comporta alcuna modifica nella durata dell’astensione facoltativa in atto. La lavoratrice può rientrare in servizio prima del termine del periodo richiesto, avendo cura di darne preavviso al dirigente dell’Unità di appartenenza. L’astensione facoltativa non esclude

fare fronte alle spese da sostenere fare fronte alle spese da sostenere

la possibilità di fruire nello stesso anno di permessi retribuiti, quando ne ricorrano le circostanze (ad esempio permesso per matrimonio, partecipazione a concorsi, lutto di famiglia, gravi motivi personali). Non hanno diritto all’astensione facoltativa le lavoratrici sospese dal lavoro. Per fruire della astensione facoltativa le lavoratrici devono presentare in azienda specifica domanda con l’indicazione del periodo di astensione richiesto: la domanda deve essere presentata con preavviso non inferiore a 15 giorni, salvi i casi di oggettiva difficoltà, debitamente comprovati. Il periodo di astensione facoltativa retribuito interamente (i trenta giorni iniziali) è calcolato a tutti gli effetti ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie. Il periodo retribuito in misura ridotta (i cinque mesi al 30 %) incide sulle ferie, ma è comunque considerato ai fini dell’anzianità di servizio. Per i periodi di astensione facoltativa, il trattamento economico sarà fino al terzo anno di vita del bambino - retribuzione intera, per i primi trenta giorni, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e di quelli legati all’effettiva presenza. Tale periodo potrà essere goduto in via esclusiva dal padre o dalla madre, oppure frazionato tra il padre e la madre. - 30% della retribuzione per l’intero restante periodo di cinque mesi, riferito ad entrambi i genitori; - 30% della retribuzione per i periodi eventualmente eccedenti il semestre, se il reddito individuale del genitore in astensione è inferiore a due volte e mezzo l’importo del trattamento minimo di pensione. Dal terzo all’ottavo anno di vita del bambino - 30% della retribuzione per qualunque periodo residuo, se il reddito individuale del genitore in astensione è inferiore a due volte

e mezzo l’importo del trattamento minimo di pensione; - assenza di retribuzione. Gli eventuali periodi fruiti senza diritto a trattamento economico sono coperti da contribuzione figurativa mediante attribuzione di valore retributivo pari al 200% del massimo dell’assegno sociale, salva la facoltà di integrazione e riscatto da parte dell’interessato. Per fare fronte alle spese da sostenere durante i periodi di fruizione del diritto di astensione facoltativa, la legge prevede la possibilità di chiedere l’anticipazione del trattamento di fine rapporto. In tal caso l’anticipazione è corrisposta insieme alla retribuzione precedente alla data di inizio dell’astensione. Questa nuova disposizione non è ancora operativa in ambito INAIL, in attesa dell’emanazione delle relative norme di attuazione.


La Favola del mese Nino e il tempo che ci vuole

Nino andava sempre di fretta! Quando doveva mangiare non aspettava mai che l’acqua bollisse e quindi mangiava sempre la pasta cruda. “Aspetta”, gli diceva la moglie, ma lui niente, andava di fretta!!! Aveva comprato un campo e voleva coltivarlo con alberi di frutta. “Non ho tempo”, diceva e passava le sue giornate a zappare e seminare e innaffiare il campo. Correva sempre e quando seminava non si accorgeva che gli uccellini mangiavano tutti i semi che lui spargeva. Il suo vicino gli disse “i semi devi ricoprirli con pò di terra così gli uccellini non li mangiano.

“Vedi, così - gli disse - prese un semino e dopo fatto un buchino con il dito, lo mise nel terreno e lo ricoprì delicatamente. Nino niente. “Non ho tempo, devo piantare tutto il campo!

re perchè se ne era dimenticato. Fermati un attimo e mangia, mentre appoggiava il cibo su una zolla di terra, notò una piantina, guarda, (era quella che aveva piantato il vicino per fargli vedere).

Se mi metto a coprire i semi quando finisco?

Si girò per guardare il suo campo, completamente arido, si avvicinò a quel tenero germoglio e si commosse.

E così, ogni mattina si alzava presto e correva nel campo ma anche se correva avanti e indietro, di piantine nulla! Neanche una. Passarono giorni e Nino andava sempre più di fretta. Andò a comprare del concime ma non aveva il tempo per spanderlo sul terreno. Un giorno la moglie andò a trovarlo nel campo completamente spoglio, per portargli da mangia-

“Cosa ho fatto?” disse, “ho passato tutta la vita a correre quando bastavano pochi secondi di calma e attendere ciò che volevo! Sua moglie sorrise, “Torniamo a casa”gli disse, l’indomani si alzò, fece colazione e andò a seminare, piano piano con il tempo che ci vuole... Oggi ha un bellissimo frutteto, mangia dei meravigliosi pranzetti e da allora fa ogni cosa con il tempo che ci vuole.

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Il ruolo del padre dopo lo svezzamento

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a cura della dott.ssa Leopoldina De Varti, Psicologa e Psicoterapeuta

“è grazie a mio padre che so migliaia di piccole cose: sui frutti selvatici, sugli abitanti dell’aria e dell’acqua. Sono conoscenze che ho accumulato da quando alla sera, mi proponeva: -vieni a fare le coccole? -…Era far pratica del mondo, dei giardini pubblici o privati delle ville, dei molteplici paesaggi... Pratica del mondo e allo stesso tempo felicità”. (Marie Rouanet) La scoperta della paternità è uno dei momenti più importanti nella crescita di un uomo e il ruolo di padre è rilevante per un sano sviluppo della personalità dei figli. Rispetto alla grandezza della madre che accoglie e dà la vita, il sentimento paterno è più legato all’istinto di conservazione della spe-

cie, che risveglia nell’uomo senso di responsabilità e protezione. Durante il primo anno di vita, se il bambino ha potuto vivere pienamente il rapporto con la madre, gradualmente, senza grandi traumi, può distanziarsene e rivolgere la sua attenzione al padre. Ecco allora, che il figlio o la figlia mostrano di cercare di più il padre, vogliono giocare con lui e spesso essere addormentati nelle sue braccia. Quando il bambino comincia a muoversi per terra, ad arrampicarsi su una sedia o un divano, è mosso dalla naturale e sana spinta di conoscere tutto ciò che lo circonda, cose e persone: è un vero esploratore, ma di fronte a mille stimoli è anche diffidente e timoroso. Chi cerca per essere aiutato? Il padre, che con uno sguardo rassicurante, o un gesto di incoraggiamento può accompagnarlo verso ciò che è nuovo e che lo incuriosisce: impara ad alzarsi o a saltare, perché dall’altra parte vede le braccia aperte del padre, pronto a prenderlo. Pian piano figlio o figlia imparano fin dai primissimi passi, insieme al padre, ad entrare in relazione con gli altri e con il mondo, perché è nel padre che essi possono percepire stabi-

lità e sicurezza e fiducia che più tardi servirà ad alimentare la fiducia in se stessi e la propria autostima. Il padre che ha consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo è capace di collaborare con la madre e di completare l’opera da lei iniziata, diventando una guida per il figlio, e vivendo la propria responsabilità non solo come un impegno, spesso faticoso, ma con gioia. Spesso i padri non riescono ad essere una guida autorevole e amorevole per i loro figli. Così incontriamo padri ansiosi, padri autoritari e duri, o all’opposto padri - amici, padri assenti fisicamente e/o affettivamente, padri ipercritici verso i figli e la moglie, padri tutto poltrona e televisione. Se vi riconoscete in uno di questi tipi, non fatevene un cruccio, piuttosto coglietelo come uno stimolo per guardare ai vostri limiti o disagi e date al vostro comportamento un’altra direzione; se da soli è un’impresa difficile, non rinunciateci, ma con serenità consultatevi con un esperto per la vostra specifica situazione.

Per il ben-essere del bambino e del genitore papà: non far mancare mai il tuo sorriso, le coccole e la voglia di giocare con i tuoi figli Una piacevole e arricchente lettura è: “C’è ancora un padre in casa?” di Jacques Arenes, ed. Magi. mamme: date più spazio ai momenti d’incontro e di gioco con il padre, e mostrate al figlio che siete felici quando lui è con il padre.


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Cellule staminali per la paralisi cerebrale infantile

Primo bambino italiano con esiti di stroke perinatale si sottopone negli USA a trapianto di staminali cordonali autologhe.

Lo scorso mese di luglio, una bambina italiana di 20 mesi affetta da paralisi cerebrale infantile da stroke perinatale è stata sottoposta ad infusione autologa di sangue da cordone ombelicale. Il trattamento è stato eseguito negli Stati Uniti D’America, presso il dipartimento di pediatria Blood and Marrow Transplant diretto dalla Dr. Joanne Kurtzberg del Medical Center della prestigiosa Duke University nel North Carolina. Ciò è stato reso possibile poiché, alla nascita, i genitori della piccola paziente italiana avevano conservato il sangue del suo cordone ombelicale utilizzando il servizio Cryo dell’azienda portoghese Hematos che, attiva da circa quattro, avvalendosi di strutture di crioprervazione d’avanguardia, si presenta in Italia come una delle tre biobanche europee leader del settore. La paziente trattata è stata inserita in uno studio clinico sperimentale relativo all’uso delle staminali cordonali per alcune malattie neurologiche infantili, che proseguirà in un trial a doppio cieco. Questa ricerca, iniziata nel 2008, ha come obiettivo l’analisi degli effetti delle cellule staminali da cordone ombelicale nella rigenerazione neuronale e, fino a due mesi fa, ha coinvolto solo bambini di nazionalità americana. Numero Verde

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Oltre la bambina italiana, nello studio è stata inserita una paziente di 18 mesi d’età, con paralisi cerebrale infantile di nazionalità portoghese, il cui cordone era stato anch’esso conservato alla nascita presso la stessa biobanca. Ad oggi, la paralisi cerebrale infantile viene trattata fondamentalmente solo con la fisioterapia. “La speranza che queste cellule possano aprire la strada a trattamenti innovativi per una patologia invalidante come la Cerebral Palsy che interessa in media uno ogni 700 nuovi nati - spiega Franco Accarpio, medico e direttore scientifico di Hematos - ci rende fiduciosi e conferma il nostro impegno nel far sì che ogni neonato abbia la possibilità di conservare le proprie cellule staminali”. In Italia, ogni genitore in attesa di un figlio può richiedere che il sangue cordonale del nascituro venga conservato, “ma all’estero, come nel caso di Hematos - conclude Accarpio - visto che nel nostro territorio non è ancora permessa a questo scopo l’istituzione di biobanche private“. I benefici sulle due bambine, potranno essere visibili non prima dei sei mesi dall’avvenuto trattamento e si auspica che le staminali cordonali possano dimostrare una nuova applicazione terapeutica.

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Appuntamento con i volontari ABIO Sabato 26 settembre è tornato l’appuntamento con i volontari ABIO per la Quinta Giornata Nazionale “perAMORE, perABIO”. Per l’intera giornata, nelle piazze coinvolte è stato possibile incontrare i 4.500 volontari ABIO, presenti tutto l’anno nelle pediatrie al fianco dei bambini, degli adolescenti e dei loro genitori. L’appuntamento della Giornata Nazionale è stato utile fin dalla prima edizione per avvicinare sempre più persone al volontariato ABIO e per sensibilizzarle sull’importanza dell’umanizzazione dell’ospedale. I volontari ABIO sono persone normali e insieme speciali, che trovano tra i vari impegni di studio, lavoro e famiglia, il tempo di rendere l’ospedale, con il loro servizio, un luogo più a misura di bambino. In particolare, a partire dalla scorsa edizione, è stata presentata la Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale, il documento scritto e

promosso da ABIO. In circa 100 piazze italiane i volontari hanno distribuito cestini di pere, a fronte di un’offerta minima di 7 euro. Le Sedi ABIO potranno così realizzare i corsi di formazione per introdurre nuovi volontari nei reparti e garantire così una presenza qualificata e costante, caratteristiche principali del volontariato ABIO. Grazie al successo delle edizioni precedenti, le Sedi ABIO hanno potuto concretizzare questo obiettivo: anche quest’anno, i volontari ABIO hanno chiesto la partecipazione di tutti per poter portare il sorriso di un volontario accanto ad ogni bambino in ospedale. Il sito di Fondazione ABIO Italia, www.abio.org, contiene tutte le piazze interessate dall’evento e tutte le informazioni ed i materiali di comunicazione sulla Giornata Nazionale. La quinta edizione di “perAMORE, perABIO” ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

a cura della Fondazione ABIO Italia Onlus

Gode inoltre del Patrocinio del Segretariato Sociale RAI. Fondazione ABIO Italia Onlus ABIO, Associazione per il Bambino in Ospedale ONLUS, è stata fondata nel 1978 per promuovere l’umanizzazione dell’ospedale. Da trent’anni i volontari ABIO si occupano di sostenere e accogliere, in collaborazione con medici e operatori sanitari, bambini e famiglie che entrano in contatto con la struttura ospedaliera. La Fondazione ABIO Italia Onlus coordina e promuove, sul territorio nazionale, l’attività delle Associazioni ABIO locali che con i loro 4.500 volontari offrono un valido e costante supporto ai bambini e alle loro famiglie. Scopo della Fondazione è sostenere le realtà pubbliche e private che promuovono l’umanizzazione dell’ospedale e l’accoglienza del bambino e della sua famiglia al fine di attenuare i fattori di rischio derivanti dall’ospedalizzazione. L’obiettivo primario è quello di ridurre al minimo il potenziale rischio di trauma che ogni ricovero presenta, collaborando

con le diverse figure operanti in ospedale per attuare, ciascuno nel proprio ruolo, una strategia di attiva promozione del benessere del bambino. L’attività dei volontari si rivolge al bambino e ai suoi genitori. Ogni anno ABIO realizza grazie ai suoi 4.500 volontari: • 650.000 ore di servizio di volontariato presso le pediatrie degli ospedali; • 2.000 ore di formazione per gli aspiranti volontari e aggiornamento per quelli in servizio; • fornitura di giocattoli e materiale ludico/ricreativo in tutti i reparti; • costituzione di nuovi gruppi ABIO.


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Consigli di puericultura: La tosse

La tosse è la risposta naturale dell’organismo per eliminare ogni ostacolo che impedisce la normale respirazione.

Compare quando si forma muco nell’apparato respiratorio, oppure quando un corpo estraneo, polvere, particelle di cibo, liquidi, è stato introdotto casualmente con l’aria inspirata; la tosse ha lo scopo di proteggere i polmoni da infezioni o infiammazioni.

Serve a espellere aria dai polmoni in modo acuto e violento; può essere secca e a colpi, oppure umida e produttiva; un attacco di tosse può durare fino a cinque minuti.

Di solito la tosse è causata da alcuni germi, i virus, che colpiscono le vie respiratorie e provocano faringite, laringite, tracheite e bronchite. I bambini che ne soffrono più frequentemente hanno tre o quattro anni e vanno alla scuola materna; anche bimbi più piccoli, se frequentano l’asilo o hanno fratelli maggiori, possono avere episodi ricorrenti di tosse e raffreddore, che si presentano soprattutto durante l’autunno e l’inverno. Non va infine sottovalutata la tosse dovuta alla sinusite: in genere provoca la formazione di muco denso color giallo-verde, e dura due settimane o più. In questi casi è bene ricorrere al consulto del pediatra. Quando chiamare il pediatra Immediatamente se: il bambino ha meno di un mese, salvo il caso che abbia uno o due colpi di tosse in tutto; il respiro difficile e non migliora pulendo il naso; la respirazione è frequente o difficoltosa anche in assenza di tosse; il bambino ha perso i sensi durante un eccesso di tosse; le labbra diventano bluastre durante la tosse; il bimbo, tossendo, espelle muco e sangue; si sospetta che il bambino abbia inalato corpi estranei (piccole parti di giochi, bocconi di cibo): in questo caso il bambino mostra im-

provvisi segni di soffocamento e immediatamente dopo inizia a tossire; il bambino appare molto sofferente. È bene prenotare una visita se: è presente febbre da più di tre giorni; la tosse dura da più di tre settimane; il bambino ha da uno a tre mesi di vita e ha tosse da due o tre giorni; si sospetta un’allergia (per esempio ai pollini); la tosse fa perdere parecchio sonno al piccolo e costringe a tenerlo a casa da scuola per diversi giorni; si associa a vomito per tre volte o più; è accompagnata da dolore intenso al torace; la situazione desta comunque preoccupazione.


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a cura del dr. Elio Caggiano specialista in pediatria

Pediatria in progresso 12° Giornata Pediatrica Cosa fare... Poichè la tosse serve a eliminare il muco, bisogna usare accorgimenti che aiutino a sciogliere il catarro. Vi sono alcune regole molto utili da applicare, prima di ricorrere all’uso dei medicinali, salvo che questi siano stati prescritti dal medico. • Per combattere gli accessi di tosse bisogna somministrare liquidi tiepidi. Poiché il catarro è attaccato alle pareti della gola, le bevande calde liberano le vie respiratorie e aiutano il muco a sciogliersi (l’acqua è il più potente mucolitico esistente in natura): si possono usare acqua, té, limonata. A volte, in particolare se la tosse è secca, è utile dare al bambino due cucchiaini di miele o di sciroppo concentrato di frutta; • bisogna umidificare l’ambiente dove vive il bambino, soprattutto se l’aria è molto secca: un’umidità relativa del 40-60 per cento è la più adatta. In commercio esistono umidificatori di vario tipo. Nell’acqua, però, non bisogna aggiungere nessuna sostanza balsamica: potrebbe aumentare l’irritazione delle vie aeree. Se il bambino soffre di allergia alla polvere di casa l’ambiente umido è controindicato,

perché favorisce lo sviluppo degli acari, organismi microscopici che vivono nella polvere e causano l’allergia; • si può umidificare direttamente l’aria che il bambino respira, mettendolo vicino a sorgenti di vapore acqueo caldo. Un bambino dai cinque ai sei anni può stare davanti a una sorgente di vapore; i più piccoli possono essere tenuti in un ambiente saturo di vapore, come il bagno, per circa 15 minuti: basta aprire i rubinetti dell’acqua calda fin quando non si appannano i vetri e lo specchio della stanza; • va evitato il fumo attivo e passivo. Il fumo infatti stimola la tosse; • non bisogna forzare il bimbo a mangiare; se vomita per la tosse, si può riproporgli qualcosa da mangiare ma in piccole quantità;

Convegno Nazionale di Aggiornamento Presidenti Prof. Armido Rubino Prof. Alfred Tenore Prof. Emerito G.R. Burgio Sabato 7 novembre 2009 ore 08:00 Hotel Serino Via Terminio, 119 - Serino (AV) Respiro sibilante nell'età prescolare Vaccini e vaccinazioni Perchè e quando è indicato vaccinare Antibiotico-Terapia e resistenza batterica E.C.M. è in corso la richiesta di attribuzione dei crediti formativi per l'educazione continua in medicina presso il Ministero della Sanità. Con il Patrocinio di: Università degli Studi di Napoli "Federico II" F.I.M.P. Nazionale S.I.P. Soc. Italiana di Pediatria S.I.M.R.I. Soc. Italiana Medicina Respiratoria Infantile S.I.M.A. Soc. Italiana Medicina dell'Adolescenza S.I.P. Regione Campania UNICEF Federazione Italiana Medici Pediatri Sez. di Avellino Associazione Pediatrica Irpina "Per il bambino"

• gocce o sciroppi che calmano la tosse vanno usati solo dietro consiglio medico, in bambini che abbiano almeno un anno di vita e quando la tosse è secca, stizzosa, senza muco, e provoca dolore al torace per gli accessi continui. Questi farmaci vanno presi soltanto per pochi giorni, e vanno somministrati prevalentemente la sera per far riposare il bambino. Segreteria Organizzativa: Studio Congressi e-mail: congressi@studiocongressi.it


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Uno spazio per farvi divertire e fornire idee fantasiose, per trascorrere il tempo in modo intelligente e trovare oggetti originali e introvabili utili per la crescita del bebè. Una serie di segnalazioni da parte del popolo dei genitori.

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Le caratteristiche del dislessico a cura della dott.ssa Valentina Funicelli - logopedista

“Perché questo bambino non riesce a leggere? Perché scrive così male? Perché sembra così confuso?”

La definizione della dislessia evidenzia innanzi tutto il fatto che fra i molti bambini che trovano difficoltà nell’apprendere a leggere e a scrivere, solo una piccola percentuale è dislessica. Alcuni bambini, come i sordi o i portatori di handicap psichico, presentano problemi di lettura uniti ad altri tipi di difficoltà di apprendimento. Altri bambini, invece, arrivano alla scuola elementare con lacune nell’area

percettiva da attribuire al non uso o al cattivo uso delle abilità di base: poco movimento, impacci psicomotori, scarsa attitudine al ritmo, alla segmentazione della parola in sillabe, limitata competenza linguistica di origine socio ambientale, insufficiente attitudine all’analisi del linguaggio e al suo uso, carenza di stimolazioni. Il dislessico è invece, in genere, un bambino dotato di un’intelligenza vivace e curiosa, si esprime con disinvoltura usando un linguaggio ben strutturato. Cambia completamente atteggiamento di fronte ad un testo scritto: si agita, è pervaso da uno stato d’ansia, diviene insicuro. La sfiducia in sé accentua le difficoltà di comprensione e nello stesso tempo lo distacca dal proprio gruppo classe. Nel leggere compie elisioni, sostituzioni, inversioni di fonemi, confonde i suoni omologhi. Assume atteggiamenti e posture anomali nell’esecuzione di un compito che per lui è troppo complesso e fonte di insuccesso. Il suo è un problema specifico relativo all’automatizzazione, velocizzazione, del processo di lettura. Non trova difficoltà particolarmente gravi nel linguaggio orale, ma nei compiti legati alla lingua scritta, sia relativi alla decodifica, sia relativi alla comprensione e all’espressione. I dislessici dimostrano una particolare lentezza nella ricostruzione dei significati, a mano a mano che aumenta la complessità e la lunghezza del brano da leggere. Solo se guidati riescono a cogliere il valore comunicativo e gli scopi del linguaggio come “comunicatore” di idee diverse, poiché mancano loro le capacità metalinguistiche, cioè le capacità di cogliere il significato della parola distaccandola dal contesto. Ciò che sembra inficiare lo studio e disincentivarne

la pratica, sono i tempi lunghi di lettura ed il dispendio di energia attentiva per controllare e correggere gli errori di decodifica; per questo il bambino dislessico evolutivo non accede a conoscenze che, dal punto di vista concettuale, potrebbe benissimo assimilare. Inoltre la disabitudine a frequentare il testo gli impedisce di raffinare i metodi attraverso i quali si apprende. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo soltanto impegnando al massimo tutte le sue capacità e le sue energie, perché per lui il meccanismo non diventa automatico, perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo. Pensano per associazioni di immagini e mostrano particolari abilità a comprendere i sistemi complessi negli affari economici e le scienze, se oggi sono gli ultimi della classe, diventeranno i primi nel mondo futuro all’insegna della tecnologia. Visualizzano in tre dimensioni: fattore importante nel campo della grafica. Hanno difficoltà nella lettura ma se questa viene presentata in modo diverso, che può essere una figura una mappa o altre forme di visualizzazione: tutto cambia. Possiamo definirli dei pensatori visuospaziali.


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Sale? Meglio se scende a cura della dr.ssa Marika Dello Russo Istituto di Scienze dell’Alimentazione, CNR

L’eccessivo apporto di sale (cloruro di sodio nell’etichetta) con la dieta è da tempo un problema nell’alimentazione dei paesi ad elevato standard socio-economico.

A fronte di un fabbisogno, nell’adulto, di circa 1 grammo/giorno, la quantità media giornaliera consumata a livello di popolazione è di circa 10 grammi.

raccomandati (tabella 1) a meno che non si abbia l’abitudine di aggiungere sale ai cibi preparati per il bambino, pratica questa regolarmente proibita dai pediatri.

Le più recenti linee guida per la popolazione italiana raccomandano un consumo giornaliero medio per l’adulto di circa 5-6 grammi: il sale assunto con la dieta in eccesso deve essere necessariamente eliminato attraverso il rene che è costretto così ad un “superlavoro” non necessario. Sale in eccesso nella dieta significa anche esporsi ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari e, in particolare, di ipertensione arteriosa.

A partire dal primo anno la dieta del bambino diventa più varia, con l’inserimento di alimenti trasformati o conservati (tabella 2) e pertanto a più elevato contenuto in sale.

Il sale nella dieta proviene in minima parte da quello naturalmente presente negli alimenti, e soprattutto da quello aggiunto artificialmente nella trasformazione e conservazione degli alimenti e quello aggiunto poi a tavola. Il gusto per il sale si consolida molto precocemente nel corso della vita e una volta acquisito, tende a mantenersi. Chi è abituato a mangiare salato avverte riduzioni anche minime della sapidità dell’alimento ed è portato ad aggiungere un’ulteriore quantità di sale. Per questo motivo, è importante che l’abitudine al consumo moderato di sale sia instaurata sin dall’infanzia, con differenze però nelle diverse fasi della crescita del bambino. Infanzia Allattamento e svezzamento non rappresentano abitualmente un problema per il contenimento dell’apporto di sale entro i limiti

A questa quantità di sale va sommata poi quella che i genitori forniscono aggiungendo sale alle pietanze per “insaporirle” - il divieto del pediatra per motivi misteriosi viene considerato automaticamente superato a quest’età - abituando il bambino alla preferenza per il gusto salato.


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Adolescenza Con la crescita, l’alimentazione tende a somigliare sempre di più a quella degli adulti con l’introduzione di nuovi alimenti e di porzioni più abbondanti. Considerata la preferenza in questa fascia di età verso alimenti precotti e da fast food, che abitualmente sono ricchi in sale (tabella 2), il suo consumo aumenta in maniera considerevole, superando facilmente i limiti raccomandati. Un maggiore consumo di sale comporta anche un aumento del senso della sete placato oggi, sempre più spesso, con bevande zuccherate che i bambini preferiscono in genere all’acqua, cosa questa che in sé può

contribuire ad un eccessivo apporto di calorie. A questa età quindi la dieta ricca in sale presenta anche alcuni “effetti collaterali”. Sale: che fare? Evitare l’uso della saliera a tavola e limitare la quantità di sale nella preparazione delle pietanze, sostituendolo con spezie e aromi che esaltano il sapore degli alimenti senza coprirlo, come invece fa il sale. Limitare il consumo di alimenti trasformati industrialmente, conservati o precotti, aiuta a mantenere l’apporto di sale entro le quantità raccomandate. E quando usiamo il sale, è meglio che sia iodato.

Tabella 1. Introito giornaliero di sale raccomandato in età pediatrica. Età

Introito di sale

(grammi al giorno)

0-6 mesi 7-12 mesi 1-3 anni 4- 6 anni 7-10 anni 11-14 anni

<1 1 2 3 5 6

UK Scientific Advisory Committee on Nutrition, 2003

Tabella 2. Quantità di sale contenuto in alimenti di uso comune in età pediatrica. Alimento (porzione standard) Sale (mg) Bastoncini di pesce (3 bastoncini) Biscotti infanzia (25g) Carne di vitello (1 fettina) Cereali da colazione (30g) Cheeseburger doppio (1 panino) Formaggino (1 pezzo) Formaggio alla frutta (1 vasetto) Frutta (1 frutto) Ketchup (1 bustina) Latte vaccino (250 ml) Legumi (1 mestolo) Omogeneizzato di carne (1 vasetto) Omogeneizzato di pesce (1 vasetto) Pane bianco (1 fetta media) Parmigiano(1 cucchiaio grattugiato) Patatine (1 sacchetto piccolo) Pizza margherita (1 pizza) Prosciutto cotto (2 fette) Prosciutto crudo (2 fette) Sogliola (1 sogliola) Verdura (1 piattino) Wurstel (1 pezzo) Yogurt intero alla frutta (1 vasetto)

750 130 250 280 2880 530 500 30 330 310 750 250 280 1500 150 1480 5150 2170 2970 350 130 500 150


28 Baby Link www.lefavole.org Le Favole: il sito totalmente dedicato alla favola. Le favole e le fiabe sono nate in tempi remoti e si sono tramandate oralmente di generazione in generazione e di paese in paese; in esse possiamo trovare tracce di tradizioni, credenze, riti antichissimi. Il piacere di ascoltare o leggere le favole e le fiabe non ha tempo né età: basta abbandonarsi alla narrazione fantastica che dà emozioni e divertimento pur nella ricchezza di significati importanti. Su lefiabe.org trovi la guida e la raccolta di favole per bambini. Puoi leggere le favole per bambini, scaricarle online sul tuo computer, disegnarle e stamparle, giocare o puoi soltanto consultare le sezioni di studio sulle origini e sull’evoluzione delle favole.

www.filastrocche.net Quella delle filastrocche è una lettura semplice e piacevole, non sempre ingenua, sicuramente radicata nella tradizione culturale dei popoli. Recitate a memoria dalle nonne ai nipotini o inventate lì per lì per giocare, le filastrocche costituiscono forse la forma poetica più semplice ed antica.

www.colorare.net Il sito è dedicato ai disegni, al colorare e al mondo dei colori! Il sito propone di offrire, anche con l’aiuto del navigatore, tutte le informazioni e il materiale didattico, informativo, multimediale, dedicato ai disegni e al colorare. Raccolte di disegni da colorare, gallerie di immagini, ma anche importanti sezioni didattiche dedicate alla formazione, all’infanzia ai bambini e al disegno. Il mondo in cui viviamo è spesso grigio e frettoloso, con colori cupi, qui il tempo si ferma i colori sono il mezzo con il quale sorridere e riscoprire

quei simboli e tecniche (pittoriche) in grado di colorare la vita e la realtà che ci circonda ogni giorno.

www.mdbr.it Explora è un museo strutturato come una piccola città a misura di bambino con i suoi spazi, le sue funzioni e i suoi mestieri; una città che mette in contatto i bambini con fatti e realtà quotidiane, dove tutto può essere osservato, toccato, sperimentato. Alla scoperta della tecnologia e dei mass media: si sperimenta come e perché si comunica, come si “fa” la televisione, qual è il valore di una banconota, come viaggiano le lettere attraverso la posta pneumatica e l’ufficio postale. Museo dei Bambini Società Cooperativa Sociale onlus ha ottenuto la certificazione di qualità EN ISO 9001:2000 per la Progettazione ed erogazione di allestimenti ed attività ludico-educative per bambini e ragazzi dai 3 ai 12 anni.

www.minori.it Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza. Il Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza si occupa di: raccolta e diffusione di normativa, dati statistici e pubblicazioni scientifiche; mappatura aggiornata dei servizi e delle risorse destinate all’infanzia a livello nazionale, regionale e locale; analisi della condizione dell’infanzia e valutazione dell’attuazione della legislazione; predisposizione degli schemi di rapporti e relazioni istituzionali; formulazione di proposte per l’elaborazione di progetti-pilota e di interventi; promozione della conoscenza degli interventi delle amministrazioni pubbliche.

in giro per la ret e


29 Calendario Baby Eventi e iniziative dedicate a infanzia, pediatria e ginecologia.

28-31 OTTOBRE 2009 BARI - FIERA DEL LEVANTE

Segnalate a: info@babymagazine.it

Milano, 5-6 Novembre 2009

14 Novembre 2009

28° Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in Età Pediatrica

Procreazione medico assistita

Centro Congressi Atahotel Executive Segreteria Organizzativa M. C. A. Events Srl info@mcaevents. org

Centro Integrato PMA Mestre ACAPPA Veneto Mogliano Veneto (TV) Hotel Villa Braida Segreteria Organizzativa Meeting Planner info@meeting-planner. it

12-13 Novembre 2009

Diagnostica per Immagini nelle urgenze in età neonatale e pediatrica Hotel Accademia Palace, Pisa Segreteria Organizzativa Meridiana Events & Education srl www. meridianaevents. it Ilaria. Tonelli@meridianaevents. it

Emozione donna tra luci ed ombre 4 Dicembre 2009

Dal Pap Test ai vaccini: le nuove opportunità nella prevenzione del cancro cervicale Auditorium al Duomo Via de' Cerretani 54/r Firenze formazioneesterna@ispo. toscana. it

Centro Congressi Villa Eur Parco dei Pini P. Le Marcellino Champagnat, 2 Roma Segreteria Organizzativa center - comunicazione & congressi e-mail: info@centercongressi. it

Hotel Serino Via Terminio, 119 - Serino (AV)

Pediatria in progresso 12° Giornata Pediatrica Convegno Nazionale di Aggiornamento Presidenti Prof. Armido Rubino Prof. Alfred Tenore Prof. Emerito G.R. Burgio

Roma 20-21 novembre 2009

Bambino e attività sportiva Stili di vita, prevenzione e terapia

Sabato 7 novembre 2009

21 e 22 novembre 2009

Bimbinfiera Bari - 21° edizione, Fiera del Levante Ingresso al pubblico 9, 00 euro Gratuito per i bambini fino a 10 anni Orario 10: 30 - 19: 30 Fiera del Levante Lungomare Starita 70123 Bari

Con il Patrocinio di:


Francesco Morante

Francesco Urciuoli

Ester Festa

Chiara Gaudenzi


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+ Spazio alla Fantasia!

Una sezione che dà spazio alla creatività, una galleria dedicata a tutti i piccoli artisti che amano disegnare, raccontare, inventare, sognare e creare. Se ti piace scrivere, disegnare se hai fantasia da vendere e vuoi mostrarlo a tutti, questa è l'area dedicata a te! Manda* i tuoi lavori all'indirizzo info@babymagazine.it oppure spediscili ad: Associazione Salutare Via Due Principati, 278 83100 Avellino, li pubblicheremo in una fantastica Galleria d'Arte junior. *puoi scannerizzare o fotografare le tue opere o mandare gli originali, (il materiale non verrà restituito); PS.: non dimenticare i tuoi dati. Vittorio Minerva


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Per mamma, papà e il bambino

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