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Distribuzioni GNU/Linux... - Parte I Iniziamo!

Questo articolo è pensato non come il vaso di Pandora sulle distribuzioni, ma come una chiacchierata fra me ed un possibile utilizzatore di un sistema libero, il quale ha curiosità di conoscere un mondo affascinante e pieno di novità. Prima fra tutte, quella di poter pensare che tutto quello che gli viene proposto nasce da un profondo sentimento di libertà, uguaglianza, conoscenza, condivisione e collaborazione fra gli esseri umani, cosa di non facile realizzazione oggigiorno. La scelta di quale sia la distribuzione migliore da installare sul nostro computer non è delle più facili e non può essere presa a cuor leggero se vogliamo avere un sistema ben impostato. Cerchiamo innanzitutto di definire cos'è una "distro". Linux in se stesso è solo un singolo componente del sistema operativo, necessario ma non sufficiente: il cuore/nucleo (kernel). Molti dei programmi che circondano il kernel sono stati sviluppati dal progetto GNU e sono distribuiti sotto licenza GPL o LGPL. Quindi una distribuzione GNU/Linux offre la possibilità di installare un sistema operativo completo, fornito di programmi di utilità e di tutta una serie di software applicativi. Il panorama attuale mette a disposizione oltre 300 distribuzioni (per farsi un'idea si può visitare distrowatch.com). Prima di cimentarsi in un'installazione completa di un sistema GNU/Linux, è importante conoscere bene l'hardware presente nel

calcolatore come, ad esempio, il tipo di scheda wireless e wired, il modello della scheda video e audio presente nel pc, l'utilizzo di particolari periferiche ed, infine, di cosa si potrebbe aver bisogno in futuro. A questo proposito, si potrebbe iniziare facendo una ricerca su Google di report, più o meno dettagliati, riguardanti esperienze ed installazioni da parte di altri utenti o, meglio, consultare il sito relativo alla propria distro ed in particolare i forum. Un altro aspetto importante è decidere se installare il sistema su un computer desktop o su un portatile: il primo offre una facilità maggiore nel sostituire hardware non compatibile e a poco prezzo; il secondo, invece, potrebbe presentare maggiori difficoltà. Quindi fate molta attenzione nell'acquistare il pc di grido dell'ultima ora, magari spendendo anche parecchi euro, poiché potrebbe contenere qualche periferica non ancora supportata da linux. Meglio orientarsi su pc non proprio recentissimi, ma con pieno supporto, anche se, d'altro canto, lo sviluppo di nuovi driver è sempre in aumento, per cui è possibile che, dopo poco tempo, venga rilasciato un aggiornamento che risolve qualche problema, ad esempio, con la vostra scheda wireless. Uno dei siti di riferimento per quanto riguarda i laptop è www.linuxlaptop.net dove vengono recensiti dettagliati report sull'installazione di quasi tutte le distro più importanti, suddivisi per marca e modello. C'è da aggiungere che,

mentre vi sto scrivendo, il riconoscimento hardware di molte distribuzioni ha raggiunto soddisfacenti livelli di qualità, rendendo quasi immediato il funzionamento della maggior parte dell'hardware presente oggi nei nostri calcolatori. La prova del nove sarebbe quella di testare il sistema GNU/Linux mediante un LiveCD, senza installarlo fisicamente sulla macchina. In pratica basta impostare il BIOS in maniera tale da effettuare l'avvio del sistema dal lettore CD, inserire il LiveCD e riavviare la macchina. Vi starete chiedendo perché fino ad adesso non ho fatto il nome di nessuna distribuzione e non pensiate che venga fatto in seguito. Ebbene, fatevelo dire da chi per fortuna o sfortuna le ha provate quasi tutte, dannando alcune e benedicendone altre, fino a che la scelta si è ridotta a due, una delle quali si è aggiudicata (per adesso) il privilegio di essere installata sul mio computer. Devo dire che ha riconosciuto tutto l'hardware presente, ma era un po' dura d'orecchio: l'audio non ne voleva sapere di funzionare ma, con l'aiuto della comunità, il problema è stato risolto nell'arco di una giornata visto che era comune a molti altri. Per orientarvi nella scelta, nel prossimo articolo verranno descritte alcune tra le più note distribuzioni.

Curiosita'...

Con un piccolo test potrete avere una panoramica delle distro adatte a voi: www.zegeniestudios.net/ldc

Distribuzioni GNU/Linux... Iniziamo! - Marco "gux" PAGLIARA


Emacs - parte I

L'editor di testo con la E maiuscola... da oltre 30 anni...

L'epica lotta

Gli utenti di Emacs sono da sempre al centro di un acceso confronto con gli utenti dell'altro storico editor Vi

Un po' di storia Emacs è un editor di testo libero nato nel lontano 1976 come insieme di editor di macro per TECO (Emacs sta infatti per Editor MACroS). Emacs è nato nei laboratori del MIT ed è stato scritto niente di meno che da Richard Stallman, padre del progetto GNU. TECO era un editor dal funzionamento leggermente simile a quello di Ed, ancora oggi utilizzato. A questo, nel 74, venne aggiunta una modalità di editing più semplice ed il supporto alle macro (ques'ultimo da Richard Stallman). Come potrete immaginare sono in breve tempo nate numerose macro per svariati compiti e nel giro di pochi anni sono state unificate all'interno del progetto che ora conosciamo come Emacs, che, risultando talmente diverso dal progetto di partenza (TECO), viene quindi considerato come un'applicazione a sè stante. Curiosamente attorno ad Emacs sono nati editor simili nel funzionamento, come ad esempio EINE (EINE Is Not Emacs). La prima versione di Emacs funzionante su Unix fu scritta da

James Gosling e si chiamò per l'appunto Gosling Emacs, scritta in C ed estendibile con Mocklisp, uno dei milioni di dialetti del Lisp. Fu solo nel 1984 che, sempre per mano di Richard Stallman, GNU Emacs vide la luce in maniera ufficiale, come prima applicazione del neonato progetto GNU. Anche GNU Emacs era scritto in C e girava su Unix, ma a differenza di Gosling Emacs era estendibile con Emacs Lisp (un dialetto del Lisp appositamente ideato) ed era molto più completo. Questo impose GNU Emacs come l'unico editor Emacs su Unix. Attualmente 2 sono gli editor emacs: GNU Emacs e XEmacs (nato come fork di GNU Emacs dalla versione 19 con il nome di Lucid Emacs). Fra le curiosità c'è da segnalare che il primo applicativo per il progetto GNU sarebbe dovuto essere un compilatore, ma per problemi relativi alla gestione dello stack su Unix per processori 68000, Richard Stallman accantonò temporaneamente quel progetto per dedicarsi alla realizzazione di GNU/Emacs. Stallman fino a quel momento non aveva usato nessun editor di testo su Unix perchè non aveva la minima intenzione di utilizzare Ed o Vi (altri storici editor).

Personalizzare Emacs Personalizzare GNU/Emacs permette a qualsiasi utente di cucirsi addosso il proprio editor.

Per modificare il comportamento dell'applicazione si possono seguire principalmente due vie: scrivere del buon codice elisp nel file di configurazione .emacs o avviare customize che guida l'utente nel processo. Le vedremo entrambe nel corso delle prossime edizioni.

L'interfaccia Se non avete modificato la configurazione originale, avviandolo vedrete in alto le classiche barra dei menu e barra degli strumenti. In basso invece ci sono invece la barra di stato (la modeline) ed il minibuffer (o echoarea dal momento che è possibile ottenere informazioni e leggervi l'output di alcune funzioni). Nel minibuffer è previsto l'inserimento di comandi e l'interazione con le funzioni più socievoli. Emacs può avere più buffer aperti contemporaneamente, non tutti necessariamente visualizzati nello stesso momento e non tutti i buffer servono a contenere testo, come vedremo presentando alcune delle estensioni. Quelle che abitualmente chiameremmo "finestre" vengono chiamate in Emacs frame. Se vengono visualizzati più buffer nello stesso frame, questi vengono mostrati in oggetti chiamati window (finestre). Per completare l'interfaccia di Emacs si può avviare la speedbar, un ulteriore frame in cui scorrere

GNU/Emacs - L'editor con la E maiuscola... da oltre 30 anni... - Fabio "valvo" VIOLA


Emacs - parte I

L'editor di testo con la E maiuscola... da oltre 30 anni... l'albero dei files o acquisire informazioni da estensioni, come nel caso di ERC (il client IRC di Emacs) che la utilizza per visualizzare gli utenti presenti nei vari chan.

Modes... Un major mode modifica l'attuale comportamento di Emacs a seconda dei files che vogliamo editare. Vi può essere solo un major mode attivo per volta. Il nome del major mode attivo è visualizzata nella mode-line. Vi sono major mode che modificano l'ambiente per editare file C,

per file ruby, lisp o anche dei major mode per la scrittura di email ecc... A questo proposito, normalmente si classificano i major mode in 3 categorie: - per l'editing di testo normale (include anche l'html, l'sgml...) - per linguaggi di programmazione - per particolari buffer creati da emacs o sue estensioni (vedere dired...) In ogni major mode possono essere definite delle scorciatoie particolarmente utili in quella modalità. I minor mode sono invece delle caratteristiche che si possono attivare o disattivare a seconda delle nostre esigenze. Ad esempio un mi-

nor mode è l'Auto-fill che serve ad allineare automaticamente il testo. Questo minor mode può risultare molto utile nella modalità text-mode ma può non esserlo ad esempio nella ruby-mode in quanto verrebbe falsata l'indentazione. Possiamo avere attivi diversi minor mode contemporaneamente. Alcuni minor modes possono essere globali, altri attivabili solo in determinati buffers. Per sapere se un minor mode è globale basta leggere la documentazione della funzione che ne effettua il toggling; Es.: per il minor mode relativo alle scroll-bar basta un C-h f scroll-bar-mode.

Documentazione Emacs è attualmente una della applicazioni con la documentazione più completa e di alto livello. Accedere alla documentazione è semplicissimo. Basta un C-h e a quel punto scegliere su cosa e come ci vogliamo documentare. Ad esempio, queste sono le più importanti: C-h a (apropos): avete presente il classico apropos? Beh, allora non vi troverete spiazzati... C-h b (describe-bindings): tutte le combinazioni di tasti globali e del major mode attivo C-h f (describe-function): documentazione di una funzione: parametri, interattività, ecc... C-h v (describe-variable): documentazione relativa ad una variabile C-h m (describe-mode): descrive il major mode attivo (indica anche i minor-mode attivi). C-h r (info-emacs-manual): il manuale di Emacs in info mode C-h w (where-is): per di sapere quale scorciatoia è abbinata ad un determinato comando C-h C-c: Display Emacs copying permission (GNU General Public License). C-h C-f: Display the Emacs FAQ. C-h C-n: Display news of recent Emacs changes. C-h C-p: Display information about the GNU project. C-h C-t: Display the Emacs TODO list. Se vi va di contribuire...

Prossimamente...

Risorse utili... - http://emacswiki.org (il wiki degli utenti Emacs) - http://www.gnu.org/software/emacs (documentazione) - il canale #emacs su irc.freenode.net (ritrovo di molti esperti)

Vedremo come muoverci in GNU Emacs utilizzando le piu' frequenti scorciatoie e cominceremo a modificare il nostro ambiente.

GNU/Emacs - L'editor con la E maiuscola... da oltre 30 anni... - Fabio "valvo" VIOLA


OpenStreetMap

Tocca la mappa con mano!

Il Mondo Libero

I primi passi

Il progetto è nato proprio per questo scopo: creare delle mappe gratuite, libere, e compatibili con qualsiasi dispositivo, grazie al contributo dichiunque voglia raccontare le proprie passeggiate e fornire a tutti la possibiltà di poterle ripetere. Ma perché dovrei contribuire al progetto? Molti sono i motivi: primo fra tutti, OpenStreetMap non è solo un progetto, ma è un movimento di liberazione dell'informazione, controllata ormai dalle multinazionali. Potremmo addirittura correggere i loro stessi errori, realizzando mappe ben curate e più complete. E poi un po' di sport non ci farebbe male. Contribuire è facile e divertente. Di cosa abbiamo bisogno? Di un ricevitore GPS, di un pc, smartphone, palmare, e voglia di esplorare!

Carichiamo le tracce opportunamente convertite in formato GPX sul nostro pc e iniziamo a lavorarci. La conversione può essere fatta con gpsbabel. Per disegnare strade e punti di interesse abbiamo due modi per procedere: editarle direttamente online con l'aiuto dei tool grafici offerti da OpenStreetMap oppure con il programma JOSM [5]. Entrambi i metodi sono estremamente facili. Lavorando con i file GPX ci ritroveremo davanti un insieme di punti registrati dal nostro dispositivo GPS, che potremo seguire per creare le strade. Un consiglio è quello di portarsi dietro un foglio dove segnarsi i nomi delle strade e le cordinate di hotel, parchi, edifici pubblici e quant'altro possa essere d'interesse. Finita la procedura di modifica, possiamo caricare la

OpenStreetMap [1] è un progetto libero e collaborativo, nato con l'intento di realizzare la mappatura dell'intero globo terreste, fornendo a chiunque ne abbia bisogno mappe libere e gratuite! Va smentita la credenza popolare secondo la quale comprando un sistema gps le mappe incluse con il dispositivo siano gratis e liberamente utilizzabili. Niente di più sbagliato! Quest'ultime hanno restrizioni legali e tecniche per l'utilizzo a fini creativi e produttivi.

Cinque sono i passi fondamentali, che troverete anche nella guida per beginners sul sito del progetto [2]. Intanto per iniziare abbiamo bisogno di un software che possa registrare i nostri spostamenti. Se utilizzate uno smartphone potreste utilizzare WhereAmI [3] o AFTrack [4]. Il primo è open source, mentre il secondo è software proprietario. Per qualunque dispositivo mobile esistono programmi appositi per registrare le tracce GPS. Finita la passeggiata, possiamo iniziare a lavorare sulla nostra mappa.

nostra mappa sul sito del progetto, previa registrazione. Prima di essere inserita nel database generale, verrà generata e valutata dai componenti della comunità per renderla il più accurata e precisa possibile. Se vogliamo invece vedere subito come la mappa si integra nel contesto possiamo utilizzare il servizio offerto da www.informationfreeway.org. Se invece si vuole fare il render della propria mappa, ovvero la generazione della stessa, senza aspettare che lo facciano i server di OpenStreetMap per noi, possiamo utilizzare due software open source: Osmarender e Mapnik [6], che in pochi passi "rifiniscono" il lavoro. I passi da seguire, per dare un contributo, sono veramente semplicissimi, ma per ogni problema ci si può rifare alla comunità di OpenStreetMap Italia [7] tramite il sito o nei canali IRC, dove troverete gente veramente gentile e paziente. Probabilmente utilizzando le mappe OSM, nelle nostre passeggiate non ci troveremo davanti un divieto, o addirittura un muro che ci sbarra la strada, perché sono realizzate da chi quelle strade le ha percorse veramente! Quindi... che aspetti a contribuire? ;-)

Riferimenti [1] openstreetmap.org [2] wiki.openstreetmap.org [3] nagiprojects.crosscity.com/TheWhereIsProject [4] afischer-online.de/sos/AFTrack [5] josm.openstreetmap.de [6] mapnik.org [7] blog.openstreetmap.it

OpenStreetMap! Tocca la mappa con mano! - Angelo "sydro" D'AUTILIA


Neuromante (1984) Un libro di William Gibson

Matrici, proiezioni tridimensionali di grandi basi di dati, allucinazioni extra-sensoriali frutto del simstin e della Betafenetilammina, fantasmi ROM e Intelligenze Artificiali. E' questo il Cyberspazio per Case e quelli come lui, cowboy da tastiera. A leggerlo oggi, il libro di William Gibson edito nel 1984 sembra una copia letterale di vari spezzoni presi da film di fantascienza, ma restituendolo al suo tempo non si può pensare altro che, Neuromante, sia stato un precursore e una miniera di spunti per gli autori di quegli stessi film: spinotti cranici, accesso neuronale alla rete, cyborg, simulazioni sensoriali, ecc. Neuromante rappresenta la prima parte della "trilogia dello Sprawl", e narra le vicende di Case, cowboy del Cyberspazio ormai finito in disgrazia. Un tempo uno dei migliori, non ha più le capacità di una volta, fisicamente menomato dai suoi aguzzini, contrabbanda qualche banco di RAM di tanto in tanto con Linda, la sua ex. E' nel locale di Ratz, barista cyborg, dove Case è solito bere una birra buttando giù qualche bel derma azzurro per spiccare il volo, la matrice ormai non la cavalca da tempo. E' per colpa di Wage, forse, che Case non può più interfacciarsi con la rete. Quando freghi il Boss, come minimo ti ritrovi il sistema nervoso depauperato e l'accesso alla matrice tramite l' OnoSendai, il più cool dei deck, è giusto un lontano ricordo. A Chiba lo sanno tutti che Herr Case

è disperato: lo sa Wage, lo sanno Lonny Zone e Julius Dean magnaccia e trafficante, ma, soprattutto, lo sa Armitage. Armitage, l'ultima speranza di Case. E' dopo l'incontro dei due che il libro lentamente prende forma. Niente è dato per scontato fino all'ultima pagina. Gibson miscela trama e personaggi sempre originali. Armitage ex soldato controllato e manipolato da un'Intelligenza Artificiale di livello superiore assolda Case per l'hack definitivo. Innanzitutto lo cura, un bel pancreas "drogarepellente" nuovo di zecca, come nuova è anche l'interfaccia nervosa riabilitata per il collegamento con la matrice, ed infine delle fantastiche sacche di veleno nelle arterie, l'assicurazione di Armitage. Solo ad hack completato Case sarà depurato e ricompensato.

Il lavoro che Case dovrà svolgere per conto di Invernomuto l'IA che controlla Armitage, lo porterà a farsi dei compagni di avventura quali "Rasoio Danzante" Molly, samurai di strada con lame sottocutanee e specchi riflettenti al posto degli occhi, Finn, ricettatore dello Sprawl rifornitore di deck, Maelcum, pilota rasta del Marcus Garvey rimorchiatore spaziale ed altri più o meno psichedelici amici del calibro di Pauley "Dixi Flatline" McCoy, coscienza ROM di uno dei maestri di Case nelle scorribande del Cyberspazio. Insomma questo bel libro di Gibson è l'archetipo del genere Cyberpunk, ottimo per gli amanti della letteratura tecnologica, ma essendo anche un bel thriller è sicuramente una lettura consigliata a tutti. Happy reading.

Informazioni autore anno genere

William Gibson 1984 Fantascienza

sottogenere

Cyberpunk

editore

Editrice Nord

Neuromante (1984) - Enrico "bongy" TRAMACERE


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