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Aleksandra M.

[Polonia]

SCUOLA MEDIA N°3, APPARENTEMENTE TRANQUILLA

Scuola Media nr.3, apparentemente tranquilla. Però da un paio di giorni ne parla tutta la Polonia. È lì che si è svolto il tragico incidente. Guardati attorno e te ne accorgi di quello che succede, altre notizie e di nuovo tragedie. Quattordici anni è veramente poco per lasciare questo mondo. Qual era la punizione? Una persona innocente diventa la vittima della situazione. In mezzo agli amici? Questo è il vero disprezzo. Vai a scuola e lì perdi la speranza. La sua bella vita l’hanno trasformata in tragedia. Come si fa a umiliare una così brava ragazza alla quale somma si avvicina la fine del suo viaggio!? In un secondo è cambiato il suo mondo, un mondo pieno di speranze. Lì voleva realizzare i suoi più piccoli sogni, così doveva essere, ma adesso è solo un ricordo. Sono rimasti solo nei nostri cuori. È arrivata qui. Il suo Angelo custode l’ha portata via. Non capisco perché in questo mondo c’è sempre più ingiustizia. Sono senza una punizione. Nessuno ha il coraggio di parlare. Poche prove per dimostrare veramente cosa è accaduto quel giorno. Si sentono sempre più liberi, ogni giorno uno nuovo ne fa parte. Adesso cosa succede, lei non c’è più qui con noi. Il suo sorriso, la sua timidezza e la serenità con cui affrontava i problemi, colpivano davvero tutti. Solo bei ricordi sono rimasti, tutto è svanito, così nel nulla senza un valido motivo. Genitori, aprite gli occhi, prima che un altro così brutalmente finisca. Ogni giorno questa onda di aggressioni aumenta. Nonostante sia in mezzo alla confusione, oggigiorno non riceverai aiuto da nessuno. Ognuno ha paura per sé. Così è stato anche quel maledetto mattino. È facile umiliare innocenti ragazze, ma chi ne paga le conseguenze? Quel giorno c’erano ventisei persone, venti di queste sono il pubblico di questo tragico spettacolo, nessuno ha reagito. Era la terza settimana di novembre quando è successo. Registrando un video, hanno violentato brutalmente questo angioletto. Una giovane, innocente ragazza ci hanno portato via. Non si meritava di provare sulla propria pelle il significato della vergogna e dell’umiliazione. Non proprio lei, la ragazza dolce che non disturbava nessuno. Rispettava tutti così com’erano, ma loro non lo capivano, non hanno ricambiato allo stesso modo quello che provava per loro. È scappata dalle lezioni, trattenendo le lacrime per non fare vedere agli altri com’era debole, com’era fragile dentro di sé. Non voleva più aspettare, non in questo mondo. Pensieri suicidi e lacrime versate, poi la fine. Finalmente incontra il Dio, è stato lui a chiamarla, purtroppo a quale costo? La mattina la porta aperta della sua stanza, le lacrime del padre. Lei non vorrebbe questa fine, gli voleva davvero bene. Non sapeva controllare la situazione, non è colpa sua. Il male di questo mondo e la vergogna sono riusciti a portarcela via.


Il dramma, e poi si viene a sapere com’è accaduto. La settimana dopo il suo funerale. Noi siamo qui. Ognuno di noi può cambiare qualcosa nella sua vita, basta solo un gesto per superare le proprie paure e vincere il destino con cui combattere. Adesso dobbiamo stare vicine alle persone che hanno bisogno di noi, se lo meritano. Un solo gesto, potrà cambiare il senso della sua vita e non farà versare più le lacrime. È questo il nostro scopo, fare di tutto per aiutarla. Lei adesso ha bisogno di noi. Dobbiamo far ritornare la giustizia, in modo che si svegli e ringrazi il Signore. Per credere ed essere felici per noi, che viviamo di desideri, per avere i sogni tranquilli. E non smetterò di ripetere che in questo mondo non sempre c’è giustizia. È così facile togliere la vita in un secondo, ed è per questo che io ancora mi chiedo, chi ha la colpa? Il temporale ha portato con sé una sofferenza, ma tutti sappiamo bene che dopo un brutto temporale arriverà l’arcobaleno pieno di speranze. Ci metteremo in una fila per aiutarla a combattere questa guerra, saremo qui ad aspettare. Perché arriverà quel giorno in cui arriverà di nuovo il sorriso. Quei brutti momenti passeranno, adesso siamo noi a decidere cosa fare. Andare avanti e combattere, oppure fermarci qui. Lei adesso ha ricevuto un dono da Dio, è lì davanti a lui. Sarà lui da oggi in poi a prendersene cura. Ed è per questo che noi dobbiamo fare conoscere al mondo quello che conta veramente nella vita, perché la sofferenza non tocchi più così innocenti. Anche se nella vita capitano spesso le cadute, dobbiamo avere il coraggio di rialzarci e continuare il nostro viaggio per raggiungere il nostro destino. Per tornare alla felicità manca soltanto un passo, un passo che ci farà oltrepassare questa linea del male. E pregheremo il Signore che lei sia nel Paradiso, anche se in fondo sappiamo tutti che gli angeli così belli vanno sempre lì. E anche se adesso non siamo in grado di vederla, percepiamo la sua presenza nei nostri cuori e pensieri.


Scuola media n.3, apparentemente tranquilla di Aleksandra M.