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Collana "Sussidi pastorali" 1. Giovanni Russo, Per la vita / Pro-life. Riflessioni e preghiere per l'anima. 2. Michelangelo Spallina, Non ti conoscevamo... ma ci hai conquistati... I giovani parlano di Nino Baglieri.

Pubblicazioni Istituto Teologico "S. Tommaso" Messina Aggregato alla FacoltĂ di Teologia dell'UniversitĂ  Pontificia Salesiana


a cura di

Michelangelo Spallina

Non ti conoscevamo... ma ci hai conquistati... I giovani parlano di Nino Baglieri


Š 2013 Editrice Coop.S.Tom. a r.l. Via del Pozzo 43 - Cas. Post. 28 - 98121 Messina Tel. 090 3691 - fax 090 3691103 e-mail coopstom@itst.it Sito www.itst.it Tipolitografia Stampa Open Viale R. Margherita, 61 - Messina - Tel. 090346173 Giugno 2013 ISBN 978-88-86212-80-9


PRESENTAZIONE INTRODUZIONE


I giovani parlano di Nino Baglieri

Presentazione Con gioia abbiamo appreso del Nulla Osta della Santa Sede, datato il 31 gennaio 2013 e trasmesso a don Luigi Cameroni il 22 marzo c.m. per l’avvio dell’Inchiesta Diocesana per la causa di beatificazione di Nino Baglieri. Con eguale gioia vi presento questo lavoro di don Michele Spallina che nasce dalla sua personale conoscenza e frequentazione di Nino e dal suo desiderio di farlo conoscere tra i giovani siciliani. Il lavoro di don Michele consta della presentazione grafica delle "pagine" elettroniche da lui composte per facilitare la conoscenza della testimonianza di Nino tra i ragazzi e i giovani con un linguaggio a loro più consono. Si tratta di spunti sintetici ed efficaci che scolpiscono il senso di una grande sofferenza e il suo recupero nella conversione come testimonianza luminosa di fede. Dalla sofferenza Nino è passato, nella fede riconquistata, alla testimonianza quotidiana di un amore costantemente donato. Le immagini e il volto di Nino che viene frequentemente riproposto hanno stimolato la sensibilità dei ragazzi e degli adolescenti che don Michele ha incontrato e a cui ha posto alcuni semplici, ma coinvolgenti quesiti. Le risposte sono raccolte nella seconda parte dell’opera e costituiscono uno spaccato di come la mente e il cuore dei giovani si pongono di fronte alla fede in Dio e in Gesù e alla testimonianza unica di Nino. È interessante rilevare che le risposte sono di segno diverso evidenziando la commozione e il trasporto di molti ragazzi, ma anche l’atteggiamento critico e dubbioso di tanti giovani che sentono Dio lontano e faticano a lasciarsi coinvolgere. Anche attraverso la musica e il canto alcuni giovani hanno voluto esprimere l’impatto diretto della testimonianza di Nino. Il volume contiene anche il testo, lo spartito e gli accordi di una

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canzone che ripercorre musicalmente l’esperienza con cui si sono confrontati. Tutte sfaccettature di un lavoro che nasce da una testimonianza di fede unica e che intende provocare la ricerca di senso e di germi di speranza di tanti ragazzi e giovani oggi. A don Michele il merito di aver colto questo anelito incrociandolo con l’esperienza eloquente di un uomo che ha testimoniato l’amore di Dio da un letto di dolore. Catania, 30 marzo 2013 Don Gianni Mazzali Ispettore


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Introduzione Il seguente lavoro è frutto del mio affetto e riconoscenza a Nino Baglieri, di cui ho avuto la fortuna e la gioia di sperimentarne l’amicizia. Tale esperienza mi ha colpito così tanto da sentire il bisogno di farlo conoscere: ecco il diapofilm, diventato poi power point che ho fatto vedere a tanti ragazzi, giovani ed adulti. Ultimamente, nel 2012, alla proiezione ho fatto seguire la riflessione degli uditori, i quali sono stati invitati a rispondere a due domande: Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? Secondo te, che cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani? Dall’elaborazione delle risposte "è venuto alla luce" questo libro che presento molto sinteticamente. Ci tengo ad affermare che autore del libro non sono io; autori del libro sono i giovani che hanno accettato di rispondere alle domande che sono state loro poste dopo la visione del power point ed in particolare: i giovani del CNOS "Oscar Romero" di Catania, i giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania - Via Vincenzo Giuffrida, i membri del gruppo "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT), autori della canzone CORRERE COME VOLARE, inserita nel libro, gli studenti di alcune classi del Liceo statale "Spedalieri" di Catania ed una giovane dottoressa. Autore del libro è senza dubbio Nino Baglieri che nel libro parla attraverso i suoi numerosi interventi, quali il racconto della sua vita, la lettera ai giovani, il messaggio da Loreto e le numerose poesie-messaggio. Il mio ruolo è stato semplicemente quello di mettere insieme e coordinare il lavoro dei vari "autori" che ho citato, cosa che il lettore stesso potrà sperimentare nel corso della lettura.

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Il libro è formato, oltre che dalla presentazione, dall’introduzione, da due parti, dalla conclusione, da un’appendice e da una raccolta di foto-messaggio. Nella prima parte presento un breve profilo di Nino Baglieri, dopo di che ripercorro il mio cammino di conoscenza e di "annunzio" della sua esperienza, rivolgendomi particolarmente ai ragazzi e ai giovani ma anche agli adulti; segue la presentazione del power point con le relative slides; espongo il lavoro svolto dai giovani attraverso l’elaborazione delle risposte alle due domande e infine concludo con la lettera del Rettor Maggiore dei Salesiani Don Pascual Chavez Villanueva che commenta il lavoro da me svolto. Nella seconda parte espongo le risposte dei giovani divise per argomenti, senza eventuali correzioni, evidenziandone così la massima spontaneità. Nella conclusione presento una significativa testimonianza su Nino Baglieri, seguita da un mio immaginario "dialogo" con lui. Della canzone "Correre come volare" vengono presentati il testo, lo spartito e gli accordi; faccio dono ai lettori anche della canzone "Sulle ali della Croce" (con testo, commento e spartito), che è stata l’inno ufficiale della FESTA GIOVANI svoltasi il 4 marzo 2012 a Modica (Ragusa). Nell’appendice presento le date fondamentali della vita di Nino Baglieri, un articolo autobiografico inviato nel 1980 alla rivista "IL MESSAGGERO" dallo stesso Nino, il messaggio da lui inviato ai giovani provenienti da tutta Europa in occasione del CONFRONTO GIOVANI al Colle Don Bosco (TO) il 17 luglio 2004, il messaggio di Nino ai giovani da Loreto e una testimonianza del Rettor Maggiore; seguono alcune sue poesie-messaggio ed una poesia a lui dedicata da una giovane. Invito, infine, il lettore a completare il libro rispondendo, in due pagine appositamente predisposte, alle due domande. Don Michelangelo Spallina


PRIMA PARTE

• Profilo di Nino Baglieri • L'incontro con Nino Baglieri • Power Point su Nino Baglieri • La presentazione di Nino Baglieri ai giovani e le loro impressioni • Lettera del Rettor Maggiore Don Pascual Chavez


Cortile dell'Istituto salesiano di Pedara (CT) Don Spallina con Nino Baglieri e la Mamma


I giovani parlano di Nino Baglieri

Profilo di Nino Baglieri Nino Baglieri è nato a Modica (RG) il 1° maggio 1951. Dopo le scuole elementari inizia a lavorare facendo il muratore. Il 6 maggio 1968, alle ore 11.00, mentre si trovava su una impalcatura, essendosi rotto un tavolone precipita dall’altezza di 17 metri. È tutto paralizzato. Dopo due anni di degenza in vari ospedali (Modica, Siracusa, Roma-Ostia Lido) ritorna a casa su una sedia a rotelle. Dopo i primi giorni di gioia per essere ritornato a casa, assistito amorevolmente dalla mamma, vive dieci anni di solitudine, di disperazione e di bestemmie per la triste situazione in cui era venuto a trovarsi. Ai primi di marzo del 1978 conosce dei giovani, membri del gruppo di Rinnovamento nello Spirito, che gli parlano del Signore; il Venerdì Santo dello stesso anno, essendo presente il sacerdote guida del gruppo, gli vengono imposte le mani e riceve la forza dello Spirito Santo. Si sente totalmente trasformato e rinnovato. Inizia a leggere la Parola di Dio per un anno intero e la sua vita cambia radicalmente. Avendo ritrovato Dio, ritrova anche sé stesso e decide di dare un senso alla sua vita fisicamente inutile. Impara a scrivere con la bocca, fa trasmissioni alla radio, compone poesie, trasmettendo così a tante persone la gioia del suo incontro con il Signore. Entra a far parte del gruppo di Rinnovamento nello Spirito della sua parrocchia, ricevendo nel giorno di Pentecoste del 1980 l’effusione dello Spirito Santo. Avendo partecipato nel 1980, a Como, ad un concorso di poesia, vince il premio CANTON TICINO 1980. Nel 1983 viene pubblicato dalla Setim Editrice il suo primo libro "Dalla sofferenza alla gioia" costituito da tre parti: nella prima parte, sottotitolata "Diario di un paraplegico", parla della svolta e della nuova vita; la seconda parte, sottotitolata "Il dono d’un po’ d’amore", comprende una raccolta di versi: la terza parte, sottotitolata "Pensieri", è costituita da una serie di riflessioni. Un volume simile, quasi una nuova edizione, anche questo autobiografico, viene pubblicato nel 2001 dalla Editrice LDC con il titolo "In cammino verso la luce": nella parte conclusiva della premessa così si

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esprime: "Spero tanto che questo scritto possa essere utile a quanti lo leggeranno". Anche questo volume è diviso in tre parti: la prima è intitolata "Nino … si racconta", la seconda "Riflessioni all’ombra della Croce", la terza "La Croce, nostra gioia e nostra forza". Il 29 gennaio 1984 fa la promessa di Cooperatore Salesiano; il 4 febbraio 1996 emette la prima professione come "Volontario con Don Bosco" (CDB) e il 31 agosto 2004 la professione perpetua. Muore il 2 marzo 2007 alle ore 8. Il funerale è un trionfo, la festa della gioia perché ha concluso la sua corsa verso il Signore. Nel suo Testamento spirituale suggerisce le letture della sua liturgia funebre come anche i canti. In esso si trovano scritte, inoltre, tra le tante, queste espressioni: … In dormiveglia spesse volte ho visto questa scena. Una bara che contiene le mie spoglie mortali per la celebrazione eucaristica per il mio ritorno alla casa del Padre, per occupare il posto che Lui ha preparato per me. La celebrazione non sia un triste funerale ma un momento di gioia. Facciamo festa, è il mio incontro con il Signore. Finalmente potrò vederlo così come Egli è, per contemplarlo in eterno e cantare le Sue lodi. Finalmente il mio Spirito è libero dalla prigione di questo corpo, finalmente ho lasciato la mia carrozzina; posso correre nei verdi prati fioriti e saltellare come una cerva lungo i corsi d’acqua. Libero in tuta e scarpette. Per tanti anni le mie gambe sono state ferme; ora posso correre come quando ero bambino, nelle campagne, e mi arrampicavo sugli alberi. Non siate tristi, unitevi alla mia preghiera di lode e di ringraziamento, cantiamo il Magnificat, così anche Maria, si unisce alla lode … Non esiste più la sofferenza, il dolore. Non ho bisogno più di niente, né del letto né della carrozzina o di qualcuno che mi spinge. Ora sono libero, posso andare e correre dove voglio. La mia storia sulla terra finisce, ma continua a vivere nel vostro cuore, accanto ad ognuno che mi vuole bene. Ora mi sento ancora più utile, perché posso aiutare tutti con la mia Preghiera, anche se non la posso accompagnare più con la mia sofferenza, ma dal mio Amore per Voi. … È stata una vita tutta in salita, fatta di sofferenze. La porta è stretta per entrare nel Regno di Dio e la sofferenza è la via che porta alla salvezza. La croce è la chiave che ci apre la porta del Paradiso ed io ho avuto la forza e la gioia, giorno dopo giorno di salire il Calvario per essere crocifisso con Gesù, morire con Gesù sulla croce e avere nel cuore la certezza della Resurrezione e vivere in Eterno.


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Non piangete, siate lieti nel Signore. Come dice Don Bosco, vi aspetto tutti in Paradiso. Alleluia. Gesù è il Signore. Vostro per sempre, Nino Baglieri CDB.* Il 3 marzo 2012 nella cattedrale di Noto, durante la celebrazione della Parola presieduta dal Vescovo Mons. Antonio Staglianò, essendo presenti il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chavez Villanueva ed il Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, Don Pierluigi Cameroni, è stata presentata la richiesta ufficiale per l’avvio della causa di Beatificazione di Nino Baglieri. Il giorno dopo, 4 marzo, a Modica Alta, al Pala Rizza si è svolta la Festa GIOVANI con la presenza di circa tremila ragazzi e giovani provenienti da tutta la Sicilia. Lo slogan della giornata era: " Corro verso la santità, come Nino, atleta di Dio ". Don Chavez, parlando alla imponente assemblea giovanile, tra l’altro ha detto: "Questa è la terza festa giovani a cui partecipo in Sicilia. Ma questa ha un significato straordinario … Non ho mai visto un messaggio così toccante come quello visto oggi. Qui è una vita che parla, la vita di Nino Baglieri, uno dei vostri, uno dei nostri della Famiglia Salesiana". E facendo riferimento alla vita di sofferenza di Nino Baglieri ha invitato i presenti " a prendere sul serio la vita, anche nella sua durezza. Perché senza croce non c’è santità … La vita va affrontata così com’è. Non è determinante il punto di partenza, ma quello di arrivo. L’importante è arrivare al traguardo, ed il nostro traguardo è Dio ". Il 31 gennaio 2013 viene emanato il Nulla Osta della Santa Sede alla Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Antonino Baglieri. Nino, il bestemmiatore, ora è il Servo di Dio Nino Baglieri …… e ci auguriamo che in un futuro prossimo o remoto possa essere beato …… e santo !!! Dopo essere caduto da cavallo, Paolo, da persecutore di Cristo e dei cristiani, è diventato l’Apostolo delle genti Dopo essere caduto dall’impalcatura del palazzo dove lavorava, Nino Baglieri è diventato da indifferente e bestemmiatore l’atleta di Dio, l’atleta della santità, un modello di santità per i giovani. * tratto da: Nino Baglieri, Testamento Spirituale, Diocesi di Noto, pp. 7.14.15.

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L’incontro con Nino Baglieri

Durante la mia permanenza di un anno nella comunità salesiana di Modica, ho avuto la possibilità e la fortuna di conoscere Nino Baglieri che, quando sono stato trasferito nella comunità di Pedara, mi ha fatto dono del suo volume "Dalla sofferenza alla gioia" con dedica


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e con una lettera, scritta con la bocca, nella quale mi diceva:

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Essendo stato inviato a Pedara come catechista, cioè animatore spirituale dei ragazzi aspiranti, mi è sembrato opportuno farglielo conoscere. In occasione di una mia visita a Modica, il 26-01-1985, sono andato a casa di Nino Baglieri munito di registratore, e gli ho chiesto di farmi dono della sua testimonianza, che è stata espressa con queste parole: Cari fratelli, giovani, tutti quanti, io ringrazio il Signore per la gioia che mi dà attraverso Don Spallina di poter comunicare con tutti voi, raccontarvi la mia esperienza, un’esperienza di dolore, ma anche di gioia, soprattutto di gioia, che questa gioia l’ho trovata nel dolore. Ringrazio il Signore per questa occasione che mi dà: potervi parlare. Io all’età di 17 anni ho avuto un infortunio sul lavoro: sono caduto dal quarto piano mentre lavoravo. Facevo il muratore. Era un’altezza di un 17 metri. Ad un tratto ho sentito il vuoto e sono caduto e mi sono paralizzato tutto. Ho girato diversi ospedali: sono stato quasi tre anni in giro per gli ospedali. Ho sofferto tanto, ho avuto tantissime piaghe sul mio corpo, ma la sofferenza più grande era quella di non avere il Signore, di non conoscere il Signore. Non conoscendo Lui c’era la disperazione: bestemmiavo dalla mattina alla sera, odiavo tutti, non potevo vedere nessuno e non avevo nessuno, non avevo né amici, non avevo niente. Quando mi alzavo mi mettevo in un angolo per non farmi vedere dalla gente perché mi vergognavo di farmi vedere. Così mi restavo isolato, nascosto, e questo è durato per dieci lunghi anni. Io bestemmiavo dalla mattina alla sera, e la mamma pregava per me, pregava affinchè il Signore mi potesse dare la forza di accettare questa sofferenza, mi potesse dare la serenità, un po’ di pace. E questo è durato dieci anni, questa disperazione. Dopo dieci lunghi anni, ecco come il Signore ha cambiato la mia vita: così come in pochi secondi è cambiata la mia vita da uno che ero alto, robusto, pieno di salute e poi in un attimo sono diventato niente, così in pochi secondi il Signore ha cambiato tutti questi dieci lunghi anni di sofferenza in una grande gioia. E tutto è avvenuto attraverso un gruppo di Rinnovamento dello


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Spirito. Questi fratelli sono venuti qui a pregare per me, mi hanno imposto le mani, hanno invocato lo Spirito Santo affinchè scendesse dentro il mio cuore. In quell’attimo ho sentito un grande calore invadere tutto il mio corpo e come una forza nuova fosse entrata dentro di me e qualcosa di vecchio fosse uscito: è entrata una grande gioia facendo uscire tutta quella disperazione che avevo; in poche parole, sono diventato un uomo nuovo veramente con un cuore nuovo, e così in me si accese il grande desiderio di conoscere il Signore. Ho letto la Sacra Bibbia dalla mattina alla sera per un anno intero senza stancarmi per niente. E in me la gioia aumentava, aumentava sempre di più, e dopo un anno il Signore mi ha voluto premiare: mi ha dato il dono di scrivere con la bocca, e quando mi ha dato questo dono, per me è come se il Signore mi avesse affidato una missione: testimoniarlo, farlo conoscere a tutti quanti, scrivere tutto quello che sentivo nel mio cuore e poi comunicarlo agli altri. Ecco, allora ho cominciato a scrivere le prime preghiere, le prime poesie, poi piano piano le prime trasmissioni alla radio, e poi le lettere, tante lettere, e piano piano la mia testimonianza adesso con la grazia di Dio è arrivata in tutti i cinque continenti. Adesso ricevo tantissima posta, sono in comunicazione con tanti, e questo mi dà tanta gioia, perché mi sento utile, utile agli altri, perché attraverso la mia esperienza tanti possono capire quant’è grande l’amore di Dio, quanto il Signore ci vuole bene. E adesso io ho capito che il Signore mi ama, e se ha permesso la mia sofferenza, se ha permesso che io cadessi dal quarto piano, lo ha fatto per il mio bene, per farmi conoscere il suo grande amore, per farmi vivere la vera vita, perché la vita senza il Signore è una vita che non ha senso, è una vita inutile. E adesso io posso affermare da questo mio letto, diciamo di sofferenza, perché la sofferenza c’è, non è che non c’è, però la gioia che dà il Signore è più grande della sofferenza; e quando c’è questa gioia più grande, la sofferenza va a finire che poi passa in secondo piano, non si ci pensa più, anche se c’è. E così, come dicevo, il Signore mi ha dato tanta, tanta gioia, la gioia di poterlo testimonia-

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re, di essere un suo servitore, umile servitore. E così io spero che il Signore attraverso questa mia testimonianza possa toccare i vostri cuori, possa far capire anche a voi che il Signore ci ama, Lui ci vuole a suo servizio, Lui ci vuole vicino a Lui con tutto il nostro cuore, con tutto noi stessi. Il Signore ha permesso questa mia sofferenza proprio per darmi tanta gioia. Adesso io in questo letto posso assicurare: "Sono felice!", anche se tanta gente resta proprio meravigliata; dice: "Ma come è possibile essere felici in queste condizioni, in questa sofferenza? ". Eppure io posso affermare: "È la verità!", perché quando c’è il Signore nel cuore tutto diventa gioia, ogni cosa, anche la sofferenza diventa gioia. E io ringrazio e lodo il Signore continuamente perché mi ha chiamato a Sé attraverso la sofferenza e attraverso la sofferenza mi fa gustare la vera gioia. È questo che io voglio far capire anche a tutti voi giovani: il Signore bussa continuamente al nostro cuore, continuamente, istante per istante non cessa mai di bussare al nostro cuore. Lui si aspetta che noi apriamo questo nostro cuore, che noi Gli diciamo di sì. E allora io invito tutti quanti ad aprire il cuore al Signore, a dire questo sì, che è un piccolo sì, un piccolo e semplice sì, però se è un sì detto con tutto il cuore, tutto cambia per noi. Il Signore viene dentro il nostro cuore, viene a liberarci da tutte le nostre iniquità, i nostri peccati, i nostri difetti, i nostri attaccamenti, vizi, che ce ne sono tanti tanti tanti, anche dentro di me ce ne sono tantissimi ancora, e quando noi abbiamo fatto entrare il Signore dentro di noi, allora Lui lavora dentro di noi, e comincia a farci capire, a farci conoscere gli attaccamenti, i vizi, e piano piano comincia a farci liberare da questi attaccamenti e vizi o peccati, quelli che sono. Quindi noi facciamo entrare il Signore dentro di noi, e poi il Signore lavora, e quando Lui lavora dentro di noi, ci purifica e piano piano che ci purifica diamo spazio a Lui, e quindi quando Lui prende più possesso di noi, allora la gioia diventa ancora sempre più grande, più immensa, una gioia che non finisce mai. E più diciamo di sì al Signore e più grande diventa questa gioia. Io invito tutti quanti ad assaporare veramente la gioia del Signo-


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re, perché la gioia non si può trovare nelle cose del mondo, non si può trovare la gioia nei piaceri, nei divertimenti o, non so, o andando magari al cinema o fare qualche passeggiata con gli amici. Questo non dico che non ci devono essere, ci devono essere anche queste cose, però l’importante è che noi non siamo attaccati a queste cose, ma il nostro unico attaccamento deve essere il Signore. Il nostro cuore deve essere aperto soltanto a Lui, la nostra vita deve essere dedicata solamente a Lui. Solo così allora possiamo assaporare la gioia di nostro Signore. Io pregherò per tutti voi affinchè il Signore vi possa arricchire sempre di amore, di carità, di umiltà, di tutti i suoi doni, affinchè possiate sempre accettare e fare la sua volontà, perché è importante fare la volontà di Dio, è la cosa più importante, perché il Signore va messo al primo posto sempre, in tutto, prima di ogni cosa; e quando una cosa si fa secondo la volontà di Dio, allora quella cosa acquista più valore, ha il giusto valore, il valore che dà il Signore. Anche per me... queste mie sofferenze, il Signore dà un grande valore a queste mie sofferenze, perché attraverso le mie sofferenze io posso aiutare tante anime a salvarsi. E così anche voi, attraverso le vostre preghiere, i vostri sacrifici, attraverso anche le vostre sofferenze tanti fratelli che sono lontani dal Signore, possono ricevere la sua luce e così crescere dentro di loro la fede e così potersi salvare anche loro; perché tante cose che vanno storte nel mondo è per colpa nostra, non è ch’è colpa di qualcuno, è colpa nostra, perché se noi fossimo più docili al Signore, se noi tutti quanti ci amassimo gli uni con gli altri, tutto questo non ci sarebbe. E allora impegnamoci di più a conoscere il Signore, impegniamoci di più nella preghiera, nello studio, a essere più docili, più ubbidienti magari verso i superiori, genitori, tutti quanti, perché noi dobbiamo essere di esempio per gli altri, perché se noi diamo buon esempio, gli altri vedendo che noi ci comportiamo bene, gli altri si possono convertire. Ma se noi diamo cattivo esempio, gli altri faranno le stesse cose che facciamo noi. Quindi apriamo il nostro cuore al Signore, abbandoniamoci nelle sue mani, lasciamo che sia Lui a guidarci in questa vita fatta di

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sacrifici, di dolori, affinchè Lui possa cambiare tutto in grazia, tutto in bene, tutto in gioia. E quando c’è la gioia di Dio nel nostro cuore, c’è la pace, c’è la serenità, c’è tutto perché Dio è dentro di noi. E soprattutto cerchiamo poi di impegnarci anche di fare qualcosa per i nostri fratelli sofferenti, per i nostri anziani magari, che ci sono tanti anziani che sono soli, hanno bisogno un po’ di compagnia, una parola di conforto. Cerchiamo di fare qualcosa per loro, cerchiamo di impegnarci, di andarli a trovare così da poter recare un po’ di sollievo a queste persone che soffrono. E poi non dimentichiamo che Gesù è nei sofferenti, è nei bisognosi, negli anziani in un modo particolare. Quindi ogni cosa che noi facciamo a queste persone lo facciamo a Gesù stesso. E quindi donando la gioia agli altri noi riceviamo gioia dal Signore, e quindi tutta la nostra vita diventa gioia. E allora lodiamo e ringraziamo il Signore per la gioia che ci dà e per quello che ancora ci darà, perché non è che il Signore dà una gioia per pochi mesi o anni e poi finisce, ma la gioia del Signore è una gioia continua, una gioia che non ha fine: più si va avanti, più si conosce Lui e più grande diventa la gioia. Quindi è una gioia senza fine. E allora stringiamoci tutti nel cuore del Signore per ricevere tutti quanti la sua gioia, il suo amore. Io vi ricordo nelle mie preghiere, offrirò le mie sofferenze per tutti voi affinchè il Signore vi possa concedere tutte le grazie che voi desiderate, ma soprattutto le grazie spirituali perché sono quelle più importanti: la fede, la fede in Dio. E voi pregate per me che il Signore mi dia la forza di potere accettare sempre le mie sofferenze e di potergli dire sempre di sì, anche quando le sofferenze si fanno più pesanti, la croce diventa più pesante a portarla sulle spalle; allora sarò sostenuto dalle vostre preghiere, così il Signore mi darà una forza nuova da poter camminare sempre al suo fianco fino alla fine. Vi abbraccio tutti di cuore. Grazie! Viva Gesù, viva Maria e viva Don Bosco anche. Grazie!


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Questa meravigliosa testimonianza è stata accompagnata da un'altra meravigliosa e toccante lettera ai ragazzi scritta con la bocca.

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I ragazzi sono stati profondamente scossi dalla sua testimonianza e dal suo messaggio. Alcuni anni dopo ho ricevuto da Don Angelo Dominici, che ha trascorso parecchi anni a Modica, un centinaio di diapositive su Nino; ne ho scelto una cinquantina secondo un certo ordine ed un progetto ben chiaro, a cui ho inserito un commento musicale che, aggiornato e completato, è arrivato a questa forma: da diapofilm iniziale è diventato power point. Tutti coloro che lo hanno visto sono rimasti attratti dal coraggio di Nino, dalla forza di volontà, dalla fede, dalla felicità e dal messaggio. Nessuno si distraeva, nessuno bisbigliava, ma tutti con profondo silenzio si confrontavano con questo loro coetaneo che nel pieno della sua giovinezza si era ridotto a un nulla, ma che a causa dell'incidente aveva ritrovato Dio ed era riuscito a dare un senso alla sua vita, a vivere nella gioia, ad essere un apostolo di questa gioia ritrovata. L’Alleluia, con cui concludeva tutte le sue lettere ed i suoi messaggi, era uno sprone per tutti a fidarsi di Dio e ad affidarsi a Lui. Grandi cose ha fatto il Signore in lui ed in tanti che dal suo coraggio, dalla sua forza di volontà e dalla sua fede hanno saputo ritrovare il senso della loro vita. Le lacrime versate da varie ragazze e giovani durante la proiezione sono state seme di una fede ritrovata, vivo messaggio a vivere con coraggio e forza di volontà la propria vita in tutte le sue varie situazioni. L’esperienza ed il messaggio di Nino Baglieri si sono talmente impressi nella mia vita che in occasione del 25° della mia ordinazione sacerdotale, celebrata a Pedara (CT) il 4 settembre 2001, ho sentito il bisogno, nell’omelia, di presentarlo come «un giovane che attraverso la sofferenza ha ritrovato Dio e la felicità, Dio e felicità di cui è diventato testimone entusiasta. La sua convinzione è che non conta tanto essere sani o malati, ma amare il Signore e diventare "ostia" per i fratelli».


POWER POINT SU NINO BAGLIERI

Il volto di una vocazione

Si’ all’amore

L’esperienza di vita ed il messaggio di NINO BAGLIERI Il volto di una vocazione Sì all'amore è il titolo del power

point, che viene presentato nelle pagine seguenti con le immagini ed il commento scritto


I giovani parlano di Nino Baglieri

1 Che saremmo noi senza di Te che ci dai di vivere le realtà del Ciel. Quest’è la strada, sì la strada, che ci porta a Te: amarti sempre quando c’è la gioia, quando c’è il dolor …

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Che sarebbe oggi Nino Baglieri,

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se lungo la strada della sua sofferenza non si fosse fidato di Dio e affidato a Lui!

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Ăˆ nato a Modica Alta, una bella e caratteristica cittadina in provincia di Ragusa,

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presso questa casetta, il primo maggio 1951.

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Nel 1959 ha ricevuto per la prima volta l’Eucaristia.


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La sua fanciullezza e preadolescenza è stata così segnata dalla presenza di Cristo,

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che però è stato progressivamente dimenticato e abbandonato nella sua giovinezza,

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e le note della sua vita spirituale diventavano sempre più stonate: più frequenti della lode a Dio erano le bestemmie.

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10 Si inserì nel mondo del lavoro facendo il muratore. Mentre lavorava alla costruzione di questa palazzina, giunse il momento che cambiò la sua esistenza: erano le ore 11,00 del 6 maggio 1968:

11 All’età di 17 anni ho avuto un infortunio sul lavoro: sono caduto dal quarto piano mentre lavoravo; facevo il muratore.

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Era un’altezza di un 17 metri. Ad un tratto ho sentito il vuoto e sono caduto, e mi sono paralizzato tutto.


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Da allora è cambiata la mia vita!

14 Ero sano, forte, robusto, in vita, pieno di salute, che lavoravo, e in pochi secondi sono diventato un nulla, non buono neanche a me stesso.

15 Ăˆ cambiata la mia vita: mi sono trovato nella sofferenza, una vita fatta di sofferenza. Sono paralizzato tutto. Sono rimasto fermo, e cosĂŹ da allora è cominciato il mio calvario.

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Fu l’inizio del suo duro calvario: gli ospedali, particolarmente quello per paraplegici di Ostia Lido, divennero la sua casa.

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Ho girato diversi ospedali: sono stato quasi tre anni in giro per gli ospedali.

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Ăˆ stato molto duro il rientro a casa!


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19 Ho sofferto tanto, ho avuto tantissime piaghe sul mio corpo. Ma la sofferenza più grande era quella di non avere il Signore, di non conoscere il Signore. Non conoscendo Lui c’era la disperazione: bestemmiavo dalla mattina alla sera, odiavo tutti e non potevo vedere nessuno non avevo né amici e non avevo niente.

20 Quando mi alzavo, mi mettevo in un angolo per non farmi vedere dalla gente, perché mi vergognavo farmi vedere. Così mi restavo isolato, nascosto. E questo è durato per dieci lunghi anni. Io bestemmiavo dalla mattina alla sera, e la mamma pregava per me, pregava affinchè il Signore mi potesse dare la forza di accettare questa sofferenza, mi potesse dare la serenità, un po’ di pace.

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Dopo dieci lunghi anni di disperazione, sul suo volto è tornata la serenità, la pace, perché è tornato Dio.

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22 Dopo dieci lunghi anni, ecco come il Signore ha cambiato la mia vita. Così come in pochi secondi è cambiata la mia vita da uno che ero alto, robusto, pieno di salute, e poi in un attimo sono diventato un niente, così in pochi secondi il Signore ha cambiato tutti questi dieci lunghi anni di sofferenza in una grande gioia.

23 E tutto è avvenuto attraverso un gruppo di Rinnovamento dello Spirito. Questi fratelli sono venuti qui a pregare per me, mi hanno imposto le mani, hanno invocato lo Spirito Santo affinchè scendesse dentro il mio cuore.

24 In quell’attimo ho sentito un grande calore invadere tutto il mio corpo, e come una forza nuova fosse entrata dentro di me e qualcosa di vecchio fosse uscito. È entrata una grande gioia facendo uscire tutta quella disperazione che avevo. In poche parole, sono diventato un uomo nuovo, veramente con un cuore nuovo.


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25 E così in me si accese il grande desiderio di conoscere il Signore: ho letto la Sacra Bibbia dalla mattina alla sera per un anno intero, senza stancarmi per niente, e in me la gioia aumentava, aumentava sempre di più.

26 Questa esperienza forte della fede ritrovata ha sentito il bisogno di comunicarla agli altri. Non potendo muovere gli altri, si è servito della sua bocca, non solo per parlare ma anche per scrivere

27 E dopo un anno il Signore mi ha voluto premiare: mi ha dato il dono di scrivere con la bocca; e quando mi ha dato questo dono, per me è come se il Signore mi avesse affidato una missione: testimoniarlo, farlo conoscere a tutti quanti, scrivere tutto quello che sentivo nel mio cuore e poi comunicarlo agli altri.

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28 Ecco, allora ho cominciato a scrivere le prime preghiere, le prime poesie, poi piano piano le prime trasmissioni alla radio e poi le lettere, tante lettere, e piano piano la mia testimonianza adesso con la grazia di Dio è arrivata in tutti i cinque continenti.

29 Adesso ricevo tantissima posta, sono in comunicazione con tanti, e questo mi dà tanta gioia perché mi sento utile, utile agli altri, perché attraverso la mia esperienza tanti possono capire quanto è grande l’amore di Dio, quanto il Signore ci vuole bene.

30 Ogni domenica invia in parrocchia la sua preghiera da far leggere durante il momento della preghiera dei fedeli, come segno della sua partecipazione alla vita ecclesiale, anche dal suo letto.


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Oltre che per lettera, si è messo a comunicare con il telefono munito di particolari congegni ed adattamenti,

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facendo cosĂŹ dono, oltre che del suo scritto, anche della sua voce.

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Nel corso della giornata gode spesso della compagnia della mamma, dopo che si è liberata delle faccende di casa.

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È lei che gli sostiene la Bibbia per leggerla, e al momento opportuno volta le pagine.

35 Questo è un momento molto particolare della mia vita, della mia giornata, che la mamma, nonostante tutti i servizi di casa che ha e la tanta gente che viene, trova anche un momento per leggere la Parola di Dio insieme.

36 Io non posso utilizzare le mani, però la mamma mi tiene la Sacra Bibbia e così io La leggo, La leggo forte e la sentiamo tutti e due in modo che ci possiamo arricchire l’uno con l’altro della Parola di Dio per trovare la forza di portare la nostra croce.


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Ecco, la mamma è il mio Cireneo.

38 Come Gesù ha avuto sulla via del Calvario il Cireneo che lo aiutava a portare la croce, così Gesù mi ha dato la mia mamma che fa da Cirenea per portare la mia croce fino alla fine.

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Sentendosi parte viva della parrocchia, presta la sua opera preparando alla Cresima gruppi di adolescenti.

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Quando il tempo glielo consente, trascorre dei momenti sotto questo meraviglioso albero, in compagnia dei familiari, di amici e visitatori. E sono tante le visite che riceve.

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Non mancano le visite di altre oceano:

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Quando le condizioni della sua salute glielo permettono, è lui che fa visite: eccolo qua con i giovani dell’Oratorio Salesiano di Gela, alla premiazione sportiva.

48 Nel 1983, ricorrendo il 15° anniversario della caduta, ha ricevuto la visita del suo vescovo, monsignor Nicolosi. In quell’occasione si è consacrato al Signore e si è offerto per tutta la Chiesa.


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Questo è il giorno del 6 maggio, quando ho compiuto 15 anni dalla mia sofferenza, quindi nell’83. È venuto il mio vescovo a casa mia, monsignor Nicolosi.

50 E questo è stato un momento molto bello, molto particolare, perché in quel momento ho consacrato, attraverso le mani del mio vescovo, la mia vita, le mie sofferenze, offrendomi vittima per il papa, i vescovi, i sacerdoti e per le vocazioni.

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Nel gennaio del 1984 ha fatto la promessa di Cooperatore Salesiano,

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promessa che poi ha rinnovato dinanzi al Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Egidio Viganò.

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Nino oggi è felice, e della sua felicità vuole farne un dono per tutti.

54 E adesso io ho capito che il Signore mi ama, e se ha permesso la mia sofferenza, se ha permesso che io cadessi dal quarto piano, lo ha fatto per il mio bene, per farmi conoscere il suo grande amore, per farmi vivere la vera vita, perché la vita senza il Signore è una vita che non ha senso, è una vita inutile.


I giovani parlano di Nino Baglieri

55 E adesso io posso affermare da questo mio letto, diciamo di sofferenza, perché la sofferenza c’è, non è che non c’è, però la gioia che dà il Signore è più grande della sofferenza; e quando c’è questa gioia più grande, la sofferenza va a finire che poi passa in secondo piano, non si ci pensa più, anche se c’è.

56 E così, come dicevo, il Signore mi ha dato tanta, tanta gioia, la gioia di poterlo testimoniare, di essere un suo servitore, umile servitore. E così io spero che il Signore, attraverso questa mia testimonianza, possa toccare i vostri cuori, possa far capire anche a voi che il Signore ci ama, Lui ci vuole a suo servizio, Lui ci vuole vicino a Lui con tutto il nostro cuore, con tutto noi stessi. Il Signore ha permesso questa mia sofferenza proprio per darmi tanta gioia.

57 Adesso io, in questo letto, posso assicurare: "Sono felice!", anche se tanta gente resta proprio meravigliata. Dice: "Ma come è possibile essere felice in queste condizioni, in questa sofferenza?". Eppure io posso affermare: "È la verità!". Perché quando c’è il Signore nel cuore, tutto diventa gioia, ogni cosa, anche la sofferenza diventa gioia.

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58 E io ringrazio e lodo il Signore continuamente, perché mi ha chiamato a Sé attraverso la sofferenza, e attraverso la sofferenza mi fa gustare la vera gioia!

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È questo che io voglio fare capire anche a tutti voi:

60 Il Signore bussa continuamente al nostro cuore; continuamente, istante per istante non cessa mai di bussare al nostro cuore. Lui si aspetta che noi apriamo questo nostro cuore, che noi Gli diciamo di sì.


I giovani parlano di Nino Baglieri

61 E allora io invito tutti quanti ad aprire il cuore al Signore, a dire questo "sì" che è un piccolo "sì", un piccolo e semplice "sì", però se è un "sì" detto con tutto il cuore, tutto cambia per noi.

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La vita di Nino Baglieri è un messaggio di fede profonda in Dio: Chi trova Dio trova la gioia e il vero senso della sua vita.

63 Io voglio lanciare un messaggio a tutti quelli che ascoltano questa mia registrazione e vedono queste diapositive. È un messaggio di gioia, di amore, che io voglio comunicare a tutti quanti, perché si può essere felici anche nella sofferenza:

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64 basta avere Gesù nel cuore, basta dire il nostro "sì" al Signore, basta farlo entrare dentro di noi, e per noi tutto cambia, tutto diventa facile e bello, perché Gesù è amore, vuole amore e dà amore.

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E anche noi dobbiamo essere amore, anche noi dobbiamo cercare di servirlo, amarlo, lodarlo, testimoniarlo ovunque, ovunque Lui ci chiama.

66 Quindi apriamo il nostro cuore al Signore, facciamo sì che Lui entri dentro di noi, affinchè ci liberi dal nostro egoismo, dal nostro odio, da tutte le nostre iniquità, dal nostro io. E quindi, quando Lui è in noi, per noi tutto cambia, tutto diventa facile e bello.


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Quindi cerchiamo di stare sempre in comunione con GesÚ affinchè insieme a Lui possiamo affrontare tutte le difficoltà della vita.

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Cerchiamo di donarci agli altri. Come Lui si fa ostia per noi, noi facciamoci ostia per i fratelli

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La presentazione di Nino Baglieri ai giovani e le loro impressioni Dal 2 al 4 aprile 2012, invitato dal Direttore del CNOS di Catania "O. Romero", Signor Francesco Cauchi, a preparare i ragazzi alla Pasqua, ho creduto opportuno presentare loro la figura di Nino Baglieri attraverso il power point di cui sopra, che la maggior parte ha seguito con molta attenzione. Dopo la visione della presentazione è stato consegnato loro un foglio contenente due domande a cui sono stati invitati a rispondere. Le domande erano le seguenti: - Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? - Seconte te, cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani? Lo stesso lavoro è stato svolto con il gruppo giovanile dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania, con il gruppo giovanile "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT) e con tre classi del Liceo classico statale "Spedalieri" di Catania. Dall’analisi delle risposte date sono stati evidenziati i tratti salienti della personalità e del messaggio di Nino Baglieri.

Allievi del CNOS "O. Romero" di Catania Attraverso la risposta alla prima domanda Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? i giovani del CNOS (che prima non avevano sentito parlare per nulla di lui) ne hanno tracciato un profilo completo come uomo e come cristiano: ♦ Un bestemmiatore che però ha cambiato rotta. ♦ Una vita piena di sofferenza in seguito all’incidente sul lavoro. ♦ Seguito amorevolmente dalla mamma. ♦ Aiutato dal gruppo che è andato a trovarlo. ♦ Un uomo di grande fede, che ha ritrovato il Signore, si è affidato a Lui e gli ha dedicato la sua vita.


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♦ A motivo della sua fede • Non si è arreso, non ha "mollato" mai, con coraggio è andato avanti nonostante le sue difficoltà. • Ha scritto con la bocca. • Un uomo felice col sorriso sempre sul volto. • Ha pensato in positivo e non in negativo. • Ha saputo "trasformare" la sua sofferenza in gioia. • Ha cercato e trovato la felicità in Dio e l’ha trasmessa a molte persone. • Ha letto la Parola di Dio e l’ha trasmessa con i suoi messaggi. • Ha partecipato alla vita della parrocchia. • Ha raggiunto il mondo con i suoi scritti. • Dà forza ai giovani col suo esempio. • È un grande uomo, che suscita la stima per lui. Le risposte alla seconda domanda Secondo te, cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani? sono una ricaduta della vita e del messaggio di Nino sulla loro vita di giovani. La risposta di un giovane, il quale sapientemente scrive "che nonostante le sue sofferenze non perdeva il coraggio di lottare ogni giorno non facendosi mai mancare il sorriso e regalando così un esempio di vita a tutti noi giovani", evidenzia così gli insegnamenti che i giovani riconoscono di avere ricevuto e di ricevere: ♦ Non mollare mai (ben 21 ragazzi usano l’espressione "non mollare") e non arrendersi mai, non abbattersi dinanzi alle difficoltà. ♦ Saper affrontare la sofferenza. ♦ Non bestemmiare. ♦ Avere fede nel Signore e aprirgli il cuore dicendogli un piccolo "sì" e pregarlo. ♦ Leggere la Parola di Dio. ♦ Essere felici. Anche se è difficile si può essere felici solo con l’amore di Dio. ♦ Un avvenimento terribile può trasformarsi in una grande gioia con la fede.

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♦ Bisogna prendere esempio da lui. Concludendo, si può affermare che questi giovani, senza averlo conosciuto se non in maniera indiretta, hanno scritto una semplice e significativa biografia di Nino Baglieri.

Giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania Anche i giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania di Via Giuffrida non conoscevano Nino Baglieri. La visione delle immagini li ha fatto molto riflettere, sia il gruppo di 16-17 anni che quello di 18-27 anni. Il primo gruppo è stato colpito dal suo stato di sofferenza, dalla forza di volontà, dalla forza della sua fede e, di conseguenza, dal cambiamento spirituale. Anche il secondo gruppo è rimasto profondamente impressionato dalla sua accettazione della sofferenza in seguito all’incontro con il gruppo che andò a trovarlo, dalla forza di volontà e dalla costanza nel cammino di conversione, dall'accostamento non superficiale, ma profondo, alla Parola di Dio e, di conseguenza, dalla forza della sua fede e quindi dalla sua testimonianza. In poche parole vedono in lui un esempio luminoso da imitare. Ed avendolo riconosciuto come esempio da imitare, dalla sua profonda esperienza di vita hanno ricavato vari insegnamenti di vita, quali (gruppo 16-17 anni) il non arrendersi, il saper affrontare ed accettare la sofferenza, la capacità di ritrovare la pace interiore e il vivere nella fede. I giovani più grandi hanno visto in lui un esempio che li può sostenere nel capire il piano di Dio su sé stessi, nel dire di sì al Signore, nel vedere Cristo come la propria forza nonostante tutto, nel saper apprezzare ogni momento della propria vita, nel non arrendersi e quindi nell’affrontare le sfide della vita, nel saper cercare la vera felicità. Anche da questi giovani Nino Baglieri ha avuto un significativo riconoscimento. È aumentato il numero dei suoi simpatizzanti, dei suoi amici!


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Membri del Gruppo "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT) Anche le risposte del gruppo giovanile di Maletto (CT),"Giovani Orizzonti", appartengono a due categorie: adolescenti tra i 14 e i 17 anni e giovani dai 18 ai 28 anni. Le risposte date dagli adolescenti denotano una attenta visione del power point, in quanto nelle loro risposte si accenna varie volte ad espressioni pronunziate da Nino Baglieri, quale quella in cui dice: "Il Signore ha cambiato dieci anni di sofferenza in gioia" e l’espressione di un altro ragazzo: "Mi hanno colpito le sue parole che non riesco a esprimere". Questi adolescenti sono stati colpiti dal "miracolo" della sua conversione da bestemmiatore ad amico di Dio, dalla forza di volontà e dal coraggio di vivere, dalla felicità e dalla gioia e dal bisogno profondo di far conoscere in tutto il mondo la sua esperienza di fede scrivendo con la bocca e telefonando. Essi non solo sono stati colpiti da Nino Baglieri per la sua esperienza di vita e di fede ritrovata, ma hanno anche scoperto un singolare modo di vivere e credere attraverso i suoi insegnamenti: nella vita si può cambiare, non bisogna mollare mai e non ci si deve arrendere, capire il progetto di Dio su di sé, ricercare il Signore rispondendo alla sua chiamata, con la fede tutto è gioia e tutto cambia, Gesù dà la forza di andare avanti. I giovani, dopo la visione delle immagini hanno riflettuto insieme sulla personalità di Nino Baglieri e sugli insegnamenti che oggi dà ai giovani, fornendo delle risposte collettive. Alla domanda Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? hanno così risposto: "La vita di Nino Baglieri è una vita di sofferenza; mentre però la sua sofferenza fisica lo accompagnò fino alla morte, nell’ambito della sua vita spirituale un’importante rivoluzione caratterizzò la sua esistenza. Ciò che più ci ha colpito della sua vita è quindi il passaggio netto dalla sofferenza e dalla solitudine alla gioia e all’amore e tutto ciò accadde solo grazie alla rinascita in Cristo". All’altra domanda Secondo te, cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani? si sono espressi così: "Nino Baglieri, prima di ogni cosa, invita i giovani a dire di sì a Cristo. Ed è solo grazie alla rinascita in Cristo che per l’uomo è possibile ottenere le virtù e il suo aiuto, uni-

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ci mezzi per resistere alle mille peripezie fisiche e spirituali della vita quotidiana. Infine, con la sua stessa vita, ci insegna che anche nella sofferenza fisica si può avere una profonda gioia spirituale". Ma la loro riflessione più bella è rappresentata dalla composizione di una canzone, dal titolo "Correre come volare", alla realizzazione della quale hanno contribuito tutti i membri del gruppo, suddivisi in tre sottogruppi. Ecco il testo della canzone:

Correre come volare 1.

Fermo immagine di quel giorno in cui mi sono perso e ho capito che la mia vita non ha senso e lo sconforto ha il sopravvento.

2.

Ho sofferto, ho bestemmiato ma col tempo a Lui son ritornato. La Sua luce mi ha folgorato ed il mio cuore a Lui ho donato.

Rit.

Occhi per vedere Voci per cantare Cuori per pregare Nino Baglieri sui nostri sentieri.

3.

Da questo letto posso dire io son felice perchè ho trovato Te... Ti fai Ostia Tu per noi così saremo Ostia per gli altri... Rit.

4.

Un sorriso così immenso tanto grande ed intenso così forte da affrontare un mondo da dimenticare. Rit.


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Tu mi guardi e magari ti domandi, da dove viene questa gioia che mi illumina, questa gioia che accende il mio viso sofferente... Amico, gioisci col Signore, che se Lui rende felice un diverso come me ancor di più renderà felice te...

Lui è la forza... Lui è la vita... Lui è il mio mondo... Rit.

Studenti del Liceo classico statale "SPEDALIERI" di Catania Oltre ad aver presentato il messaggio di Nino Baglieri a giovani dell’ambiente salesiano, mi è stato proposto di fare la stessa cosa con giovani di una scuola statale. Ed ecco che, tramite un mio amico docente presso il liceo classico "Spedalieri" di Catania, il power point è stato presentato in tre classi, primo, secondo e terzo liceo; dopo la proiezione gli studenti hanno risposto alle due domande riguardanti le impressioni sull'esperienza di Nino Baglieri e gli insegnamenti che si pensa di ricevere. Alcuni studenti delle tre classi, che si professano non credenti, dichiarano di non essere stati profondamente colpiti dalla figura di Nino Baglieri, che viene considerato uno che "venendogli a mancare la padronanza del proprio corpo, si rifugia nella religione, optando quindi la scelta meno impegnativa", motivo per cui uno studente viene colpito dalla "trasformazione di una vita normale in una riluttantemente bigotta". Uno studente non riesce a capire "come quest’uomo creda in un dio buono che gli vuole bene lasciandolo precipitare da una impalcatura". Afferma un altro studente di essere stato colpito dalla "triste storia" e dalla "cieca credenza". Secondo il pensiero di un altro giovane, Nino, rispetto ad altre persone paralizzate che non si arrendono dinanzi alla malattia, "si è appoggiato alla fede cristiana, tutto qui".

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La fede la dovrebbe avere, a detta di un altro studente "nella scienza, nella medicina, perché magari tra un po’ di anni arriverà anche a curarlo. La fede in Dio, invece, non risolverà certamente i suoi problemi di salute … Per quanto mi dispiaccia per il suo incidente, trovo sbagliato usare la fede in dio come antidepressivo". Un altro studente, che si dichiara ateo, afferma di essere stato colpito dal fatto che "la vita di una persona possa cambiare drasticamente attraverso la fede in Dio, che, nel suo caso, gli ha permesso di ritrovare la felicità". Pensa un altro studente "che le condizioni in cui si è trovato Nino Baglieri, dopo dieci anni, abbiano comportato l’avvicinamento ad una religione in ultima spiaggia, dopo la disperazione e la sofferenza". Riguardo all’insegnamento di Nino Baglieri ai giovani, le risposte convergono sul fatto che la fede non risolve i problemi dell’uomo: " la "fede" in Dio, sicuramente non porta alla guarigione o alla risoluzione di alcun problema … Insegna una illusione, una bella illusione. Non è grazie alla fede che scrive con la bocca, non è grazie a Dio che può ancora parlare, non è grazie all’amore se può ancora respirare e non è e non sarà grazie a Dio che un giorno forse vicino o lontano tornerà a camminare. L’unica cosa che insegna è il catechismo". Secondo un altro studente "non insegna niente poiché ogni disgrazia può essere vissuta in modo personale; non tutti potrebbero trovare conforto nella fede come lui ha fatto". Sulla stessa linea si pone un altro studente: "Secondo me non dà un vero e proprio insegnamento. La sua vita testimonia come la fede lo abbia aiutato nell’affrontare questa situazione, ma io personalmente non credo che sia qualcosa di universalmente condivisibile, dal momento che ognuno reagisce in modo diverso e trova qualcosa in cui appigliarsi". Una studentessa afferma di non essere "sicura che la sua storia possa colpire i giovani". Per un altro studente non credente "Il suo messaggio può essere ricevuto e può risultare utile solo a chi ha una sensibilità religiosa. Chi, come me, non ne è dotato non può riuscire a mettersi nella sua ottica e ricevere un’utilità dal racconto della sua vicenda". Infine uno studente afferma che l’esperienza di Nino Baglieri lo "ha lasciato sconcertato e traumatizzato, non positivamente".


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Sono grato a questi studenti per la loro voce "critica" che rispetto. Se Nino Baglieri fosse stato ancora qui sulla terra, sarebbe stato disponibile e felice di confrontarsi con loro e di colmarli della sua felicità di vivere e della gioia della sua fede. Magari la profondità del suo sguardo li avrebbe colpiti più di qualsiasi altra parola. Gli altri studenti, credenti, attraverso le loro risposte hanno guardato a Nino Baglieri come ad una persona di una profonda maturità umana e cristiana. Di Nino, in quanto persona umanamente matura, hanno evidenziato le seguenti caratteristiche: - La forza di volontà con cui ha affrontato la sua dolorosa situazione di vita "trovando in essa uno scopo di vita". - L’aiuto che ha ricevuto da molti, in primo luogo dalla mamma "la grande forza d’animo della madre nel sostenerlo". - Ha avuto di conseguenza "la forza e il coraggio di affermare la propria felicità". - Il cambiamento dalla disperazione alla pace interiore e quindi al senso ritrovato della sua vita che ha voluto "condividere con il mondo intero" riuscendo così "a sentirsi realmente utile per la società" e ha saputo "regalarci le sue idee e i suoi sentimenti". - La sua felicità: "La cosa che mi ha colpito è stata la sua frase "Sono felice" perché dopo essere stato per dieci anni nella più completa sofferenza è riuscito a trovare la pace con sé stesso riuscendo a sentirsi utile per la società". - Ammirazione per lui: "Come può essere un uomo felice con tutto quello che gli è successo? Lui dice grazie al Signore. E io lo ammiro tanto". In quanto cristiano maturo, di lui viene fatto risaltare il riavvicinamento al Signore per mezzo di un gruppo del Rinnovamento nello Spirito e la fede nel Signore che ha dato un nuovo senso alla sua vita "Mi ha colpito il fatto che lui si è affidato totalmente a Dio ed è stato ripagato con la gioia di vivere". L’ammirazione per lui, infine, diventa accettazione di insegnamenti vari per la loro vita quotidiana:

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- Andare avanti e non fermarsi dinanzi ai vari ostacoli che si incontrano nella vita quotidiana e quindi non abbattersi. - Credere in Dio, aprirgli il cuore ed avere fiducia in Lui così come ha fatto Nino. - Non allontanare Dio dalla propria vita. - La fede è importante. - La vita è più bella, più felice grazie a Gesù. - La vita è un dono meraviglioso che il Signore ha dato. - Anche attraverso la sofferenza si può conoscere la felicità e ci si può sentire figli di Dio. Per quanto riguarda il power point in sé stesso, tre studenti non danno un giudizio altamente lusinghiero. Afferma uno che attraverso le diapositive non si percepisce il vero significato profondo dell’esperienza di Nino Baglieri, perché non ritiene che "queste diapositive possano spingere a dir di sì al Signore. Si nota la sofferenza ma non la drammaticità della sua adesione a Cristo". Un altro studente si esprime dicendo di aver trovato "la presentazione alquanto inadatta e superficiale e dottrinale per descrivere e trasmettere l’intensità nonché il Mistero della vicenda". Per un altro studente il messaggio di Nino Baglieri "non traspare in modo chiaro dal video, secondo me troppo dottrinale e dogmatico".


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Lettera del Rettor Maggiore Don Chavez È stato per me un grande dono ed una immensa gioia aver ricevuto, in risposta all’invio della bozza di questo volume, la seguente lettera del Rettor Maggiore Don Pascual Chavez Villanueva, che ha pure conosciuto e si è incontrato con Nino Baglieri. Egli si sofferma su alcune sue espressioni che denotano la sua statura spirituale, ed anche, particolarmente, sulle risposte di alcuni studenti che si dichiarano non credenti, in base alle quali afferma che Nino è "segno di contraddizione". Roma, 18 febbraio 2013 Carissimo Don Michelangelo, grazie per il lavoro che mi hai inviato dedicato a Nino Baglieri. Incoraggio queste iniziative mirate a far conoscere questa bella figura di cristiano ai giovani di oggi. Colpisce fin dalla prima pagina le parole che Nino ti ha rivolto nel momento in cui lasciasti Modica per Pedara: "Ti ricordo nelle preghiere e nelle sofferenze". Se è comune assicurare il ricordo nella preghiera, certamente è inusuale quello "nella sofferenza". Questa espressione dice un contributo di vera amicizia che accetta il mistero della croce perché l’amico possa vivere con autenticità. Nella lettera scritta con la bocca e "con il cuore" del 6 settembre 1983 Nino canta il vangelo della gioia tipicamente salesiano e che stiamo vivendo in questo secondo anno di preparazione

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al bicentenario della nascita di Don Bosco: "Lui mi rende felice anche nel dolore, il mio cuore esulta di gioia, devo donare a tutti la gioia che mi dà il Signore". È quella gioia che Nino ha sperimentato in modo unico nel momento della guarigione spirituale, quando degli amici hanno invocato su di lui la potenza dello Spirito Santo. La testimonianza e la missione di Nino è di annunciare con la sua vita il vangelo della gioia: "E io ringrazio e lodo il Signore continuamente perché mi ha chiamato a Sé attraverso la sofferenza e attraverso la sofferenza mi fa gustare la vera gioia. È questo che io voglio far capire anche a tutti voi giovani: il Signore bussa continuamente al nostro cuore, continuamente, istante per istante non cessa mai di bussare al nostro cuore. Lui si aspetta che noi apriamo questo nostro cuore, che noi Gli diciamo di sì". E questa buona notizia ha toccato il cuore di tanti ragazzi e giovani che hanno sentito parlare di lui e hanno risposto al suo invito e sono entrati in rete con lui. Ma nella lettura delle risposte emerge che Nino è "segno di contraddizione" e soprattutto si conferma come per tanti giovani di oggi la fede non dice nulla, è un’alienazione, una fuga, una compensazione. Ma credo che anche questo fa parte della storia di Nino che per tanti anni è stato nel buio, nella notte della disperazione, fin al giorno in cui in modo unico Dio l’ha visitato con il suo amore. Sono convinto che anche nel cuore di quei giovani che hanno espresso critica e perplessità davanti alla testimonianza di Nino è stato posto un seme che a suo tempo fiorirà. Ti saluto con il cuore di Don Bosco e ricordami nella tua preghiera. D. Pascual Chavez V. SDB Rettor Maggiore


SECONDA PARTE

La parola ai giovani • Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? • Secondo te, cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani?


I giovani parlano di Nino Baglieri

La parola ai giovani Dopo l’esposizione sintetica delle riflessioni significative e profonde su Nino Baglieri ricavate dalle loro risposte*, vengono ora esposte in maniera analitica tutte le risposte raggruppate in base a delle tematiche che costituiscono le sfaccettature della sua personalità di uomo e di cristiano.

Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? Allievi del CNOS "O. Romero" di Catania Un bestemmiatore che però ha cambiato rotta ◊ Il fatto che lui prima bestemmiava. ◊ Il fatto che un giovane come lui, per giunta un bestemmiatore, abbia avuto così tanta fede e voglia di vivere per il Signore. Un esempio per molte persone. ◊ Che nonostante quando era adolescente fosse un bestemmiatore, nel momento in cui si è trovato fra la vita e la morte ha ritrovato la sua fede. ◊ Che dalle bestemmie è passato all’amore per Dio. Una vita piena di sofferenza in seguito all’incidente sul lavoro ◊ Che ha avuto una vita piena di sofferenza. ◊ La sfortuna. Comunque l’importante è che alla fine ha ritrovato la sua pace. ◊ Che ha avuto una vita molto difficile ◊ Che siccome non poteva usare le mani, era paralizzato. ◊ Il fatto che ha vissuto per 39 anni in quella maniera soffrendo * Le risposte sono state trascritte nella loro forma originaria, seppur con qualche imperfezione letteraria, rivelandone pertanto l'estrema spontaneità comunicativa.

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Seguito amorevolmente dalla mamma ◊ Sono stato colpito profondamente dalla sua situazione, ma più che altro da sua madre; deve essere un dolore inimmaginabile vedere la propria creatura in quello stato, vederlo soffrire ogni momento anche se Nino Baglieri ha la forza di andare avanti nonostante tutto. ◊ Credo che soffra più la madre che lui; dopo un po’ si ci rassegna alle cose accadute a se stessi, ma a vederlo sulla persona che si ama più di qualsiasi cosa al mondo (non sono padre non posso capirlo fino in fondo) credo sia la peggior tortura che si possa subire. ◊ Mi ha colpito l’amore della madre che appena aveva un secondo gli leggeva la Bibbia e stavano in compagnia madre e figlio. ◊ Mi ha colpito anche sua mamma che gli è stata accanto in ogni circostanza fino alla fine. Un uomo di grande fede, che ha ritrovato il Signore, si è affidato a Lui e gli ha dedicato la sua vita ◊ La sua grande fede, che anche se gli è successo questo incidente, lui è sempre fedele al Signore e non è da tutti. ◊ Il fatto che la sua vita è cambiata, ovviamente non per volontà sua, e che quando pensava che poteva finire, gli è arrivata l’illuminazione del Signore facendolo diventare una persona religiosa e credente. ◊ Che lui anche se ha avuto queste sfortune ha reagito in positivo e ha trovato l’amore di Dio. ◊ Che in tanti anni che era in quello stato non si è arreso mai anzi ha trovato il Dio che non aveva tanto trovato. ◊ Il coraggio e la fede che ha avuto perché lui è riuscito a gioire anche se aveva questa sofferenza. ◊ Che ha ritrovato il Signore dentro di lui, ha trovato la forza di andare avanti e poi siccome egli voleva fare sapere a tutti che non si deve mai perdere la fede in Dio. ◊ Si è affidato al Signore ed egli gli ha dato il dono di scrivere con la bocca. ◊ Che ha saputo affrontare la vita anche grazie a Cristo.


I giovani parlano di Nino Baglieri

◊ Mi ha colpito il fatto che grazie a Dio non si sia arreso e abbia trovato la felicità anche in un letto di sofferenza. ◊ Che anche se era ridotto in quel modo è riuscito a dare un senso alla sua vita dedicandola a Dio. ◊ Mi hanno colpito diversi avvenimenti della vita di quest’uomo; mi chiedo quanto abbia sofferto prima di uscire dal tunnel della sofferenza grazie all’aiuto del Signore, e che sia riuscito a trasformare il suo dolore in gioia. ◊ Che nonostante non poteva fare niente e non si poteva muovere aveva la fede e stava bene. ◊ Con tutta la sofferenza non ha mollato mai e ha amato di più Dio e gli altri e dà la forza a tutti noi giovani. ◊ che ha scoperto la fede che lo ha fatto continuare a vivere. ◊ Il fatto che un giovane come lui, per giunta un bestemmiatore, abbia avuto così tanta fede e voglia di vivere per il Signore. Un esempio per molte persone. ◊ Che nonostante tutto crede in Dio seriamente e non si lascia trasportare dal dolore e dalla sofferenza verso il male ma nel bene. ◊ Mi ha colpito molto la fede che ha avuto dopo il brutto incidente. Ha imparato ad amare Dio. Dio è Amore, ci ama ed è giusto che anche noi ricambiamo il suo amore. ◊ Che dopo tutto il suo dolore lui si affidò nelle mani del Signore e lesse la bibbia giorno e notte per un anno. ◊ La forza di vivere e la fede di credere ancora in Dio dopo tutto il dolore che ha sofferto. ◊ Che pur soffrendo ed avendo avuto quella disgrazia, ha creduto nel Signore e non ha perso la voglia di vivere. ◊ Quando Nino Baglieri ha detto che forse quello che è successo è successo per il suo bene. ◊ Che nonostante la sua sofferenza ha creduto in Dio e non si è arreso. ◊ Che anche se lui era malato riusciva ad essere felice perché aveva incontrato Gesù. ◊ Soprattutto l’amore per il Signore, la serenità con la quale viveva la sua sofferenza insieme a Dio…

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◊ È stato il semplice fatto che pur non potendo vivere la vita come fanno la maggior parte dei giovani come lui, Nino non si è arreso ed ha affidato la propria vita a Dio invece come sicuramente avrebbe fatto qualsiasi altra persona nelle sue condizioni che si sarebbe tolto la vita senza pensare di conoscere il Signore. ◊ Che nonostante quello che gli è successo ha creduto in Dio e non si è scoraggiato e ha continuato a lottare in quello che crede cioè nella fede in Dio e ha cercato in tutte le maniere di trasmetterlo anche agli altri. Ha avuto la forza di andare avanti ◊ Che nonostante tutto trova la forza di andare avanti con la vita e che non si è arreso a questo ostacolo. ◊ Il fatto che abbia avuto la forza di volontà dopo una disgrazia del genere. ◊ Molto la sua forza di volontà e il fatto che non si è abbattuto di fronte a nulla. ◊ La forza che ha avuto di andare avanti, pur sapendo che non poteva fare tante cose, ma ha capito che anche se era immobilizzato nel letto poteva comunicare e fare le altre cose che gli poteva fare godere la vita. ◊ Il suo incoraggiamento, cioè dopo il suo incidente sul lavoro e poi si è affidato al Signore perché poteva muovere solo il collo. E allora sua mamma ha incominciato a chiedere aiuto al Signore, pregando. Da lì Nino ha ricevuto la chiamata del Signore e ha dedicato la vita alla chiesa, all’oratorio. Lui con il collo ha avuto la forza di scrivere, di scrivere testimonianze ecc. e lui non ha più smesso di vivere la sua vita. ◊ La sua forza di volontà per andare avanti, non si è arreso. Dopo 10 anni ha continuato la sua vita e penso che ha trovato la felicità. ◊ Che dopo l’incidente che ha avuto è riuscito ad andare avanti. ◊ La sua forza di volontà nonostante non si poteva muovere. ◊ Che nonostante era paralizzato andava avanti lo stesso e si viveva la sua vita perché ancora era giovane.


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◊ Che anche se è caduto da 17 metri ha avuto la forza di vivere. ◊ Che essendo caduto dal 4 piano è rimasto paralitico, ma lui essendo paralitico ha combattuto con tutta la forza e non ha mollato mai. ◊ Quando nonostante non poteva muoversi lui non si è dato per sconfitto ma ha continuato a combattere senza arrendersi mai. ◊ La sua grande forza nonostante l’incidente che ha avuto. ◊ Che siccome non poteva usare le mani, era paralizzato; nonostante queste sofferenze lui ha lottato. ◊ È la forza di volontà, la forza di continuare a vivere nonostante le sue condizioni. Nonostante non potersi muovere, lui ha fatto qualcosa di grande, ha provato a farsi valere, ha continuato a vivere facendosi conoscere nei cinque continenti. Mi ha colpito tantissimo questo modo di fare, il modo di scrivere e di pensare in positivo anziché al negativo. ◊ Ci sono molte cose che mi hanno colpito della vita di Nino Baglieri. La prima è stata la forza che ha avuto nell’andare avanti, nonostante fosse paralizzato e quindi la forza e il coraggio che ha avuto; la seconda cosa che mi ha colpito di Nino è stata quella di aiutare dei ragazzi a confessarsi, a prendere l’eucaristia (il corpo di Cristo), quindi l’aiutare gli altri nonostante la sua situazione. ◊ Che nonostante tutto ha avuto la forza di affrontare tutto grazie al Signore. ◊ Con tutta la sofferenza non ha mollato mai e ha amato di più Dio e gli altri e dà la forza a tutti noi giovani. ◊ La sua voglia di vivere pur soffrendo per la sua malattia. ◊ Che non si è arreso, che ha cambiato vita pregando e credendo in Dio. ◊ Che nonostante la sua sofferenza non ha mollato e ha cercato la felicità in Dio e l’ha trasmessa a molte persone. ◊ Quella forza di andare avanti, di trovare in una situazione negativa lati positivi attraverso l’amore e la fede verso il Signore nonostante non avesse inizialmente fede in lui. ◊ Come ha affrontato la situazione, non si è arreso a nessun ostacolo, ha affrontato con coraggio e con forza la sua vita. ◊ La forza di volontà che aveva era tale da non farsi fermare anche se era paraplegico e scriveva con la bocca.

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◊ Che nonostante tutto per il trauma che ha avuto, per quello che gli è successo è stato coraggioso e sereno a continuare la sua vita in quello stato perché se ero io non riuscivo più a continuare a vivere. ◊ Sicuramente la forza di volontà, continuare a vivere e raggiungere un obiettivo importante: il progresso. Ha sviluppato un’arte, quella di progredire, sviluppando delle capacità di comunicazione che gli ha permesso di farsi conoscere in tutto il mondo. Spargendo la parola di Dio attraverso la sua disgrazia, usandola non come un modo ad autodistruggersi, ma un modo per creare una forza di volontà trasmessa con i suoi messaggi a noi giovani. ◊ Mi ha colpito la forza che ha avuto Nino, una forza ovviamente che veniva da Dio. Ha sperimentato in una maniera incredibile quello che è l’amore di Dio per noi, quello che significa stare in comunione con lo Spirito Santo che è una delle persone più importanti della nostra vita. La sua nuova esperienza con Dio l’ha cambiato e talmente è tanto l’amore di Dio per noi che Nino ha sentito il bisogno di testimoniare anche attraverso la bocca, non solo per parlare ma anche per scrivere. Questo è quello che mi ha colpito di più. ◊ Mi ha colpito la forza che ha avuto di andare avanti essendo immobilizzato. Mi ha pure colpito quando l’ho visto scrivere con la bocca, una cosa eccezionale e sicuramente pure un dono di Dio perché non è facile scrivere con la bocca, e mi ha colpito pure il fatto che è caduto dal 4° piano: ho immaginato la situazione e i brividi mi sono venuti. ◊ Ciò che mi ha colpito principalmente è stata la storia della sua vita perché mi fa pensare che potevo esserci io al suo posto. E poi la sua forza di andare avanti facendo delle cose straordinarie come scrivere con la bocca. ◊ Che nonostante tutto ha avuto la forza di cambiare vita perché anche se ha passato 10 anni di sofferenza ha avuto la forza di reagire. Grazie ad una cosa brutta ha ritrovato la vita di sé stesso e anche la forza del Signore. ◊ Che nonostante le sue sofferenze non perdeva il coraggio di lottare ogni giorno non facendosi mai mancare il sorriso e regalando così un esempio di vita a tutti noi giovani.


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◊ Che non ha mollato mai e che ha cercato il Signore. ◊ La sua volontà di non mollare mai, ha avuto fiducia e la forza di lottare. ◊ Che dopo che sono passati dieci anni in cui è stato depresso per la sua disgrazia, non si è abbattuto e credendo in Dio ha cercato la forza di reagire e di accettare la sua condizione. ◊ Che nel momento di difficoltà non si è abbattuto ed è andato avanti. ◊ Mi ha colpito il fatto che anche se il dolore era grande lui trovò il coraggio di cercare la strada, il senso della sua vita… scrivendo usando la bocca e riuscì a farsi conoscere e a far capire alla gente quanto Dio ci ama e la sua voglia di vivere nonostante tutto. ◊ La forza, il coraggio di andare avanti, la forza che ha avuto, la speranza, e la lotta continua di credere sempre nel Signore e il Signore gli ha risposto. E scommetto che se n’è andato con la voglia di vivere ogni giorno di più. Ha scritto con la bocca ◊ Il fatto che ha scritto con la bocca la sua storia. ◊ Che ha avuto una vita molto difficile, però ce l’ha fatta a recuperare tante cose, ad esempio scrivere con la bocca e nello stesso tempo a stare vicino agli altri. ◊ Che anche se stava male trovava la forza di scrivere con la bocca. ◊ Quando ha incominciato a scrivere con la bocca e ha avuto molta forza a superare questa cosa. ◊ Quando lui scrive con la bocca; a me mi dispiace perché è caduto dal quarto piano. ◊ Quando dopo tutto quello che gli è successo si è saputo dare forza, ma soprattutto quando si è messo a scrivere con la bocca, con tutto ciò che non si poteva muovere. ◊ La sua grande forza nonostante l’incidente che ha avuto, si è affidato al Signore ed egli gli ha dato il dono di scrivere con la bocca. ◊ La forza di volontà che aveva era tale da non farsi fermare anche se era paraplegico e scriveva con la bocca. In poche parole mi ha colpito il fatto che scriveva con la bocca. ◊ Che nonostante l’incidente abbia imparato a scrivere con la bocca.

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◊ mi ha colpito il fatto che anche se il dolore era grande lui trovò il coraggio di cercare la strada, il senso della sua vita… scrivendo usando la bocca e riuscì a farsi conoscere e a far capire alla gente quanto Dio ci ama. Un uomo felice col sorriso sempre sul volto ◊ ◊ ◊ ◊ ◊

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La sua forza nel sorridere anche se non poteva muoversi. Che ha saputo diciamo "trasformare" la sua sofferenza in gioia. È che nonostante tutto il suo dolore era felice e che aveva trovato Dio. Che dopo tutto quello che ha avuto nella vita era felice. Mi hanno colpito diversi avvenimenti della vita di quest’uomo; mi chiedo quanto abbia sofferto prima di uscire dal tunnel della sofferenza grazie all’aiuto del Signore, e che sia riuscito a trasformare il suo dolore in gioia. È la capacità e la facilità con la quale Nino ammetteva che anche la sofferenza per lui diventava gioia perché Dio lo ha avvicinato a sé pur con una tragedia. Che pur non camminando, non potendo muoversi amava la vita ed era felice. Dopo aver scoperto la fede ha continuato a lottare e ha superato le difficoltà grazie alla fede lottando fino alla fine con un bel sorriso pieno di gioia. Mi ha colpito la gioia che provava quando raccontava del suo riavvicinamento con Dio. Che è un uomo che la vita l’ha presa con il sorriso e con tante difficoltà con il coraggio che ha avuto le ha superate con forza e con tanta difficoltà che alla fine la vita gli ha regalato. Che nonostante le sue sofferenze non perdeva il coraggio di lottare ogni giorno non facendosi mai mancare il sorriso e regalando così un esempio di vita a tutti noi giovani. Che nonostante le sue condizioni non ha smesso di essere felice e pieno di gioia. Che è stato felice anche dopo la sua tragedia. Che anche se lui era malato riusciva ad essere felice perché aveva incontrato Gesù.


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◊ Il suo saper cambiare dopo quella disgrazia che gli era successa e di saper dire di essere felice anche se essere felice era una cosa quasi impossibile. Un testimone della fede ◊ Ci sono molte cose che mi hanno colpito della vita di Nino Baglieri. La prima è stata la forza che ha avuto nell’andare avanti, nonostante fosse paralizzato e quindi la forza e il coraggio che ha avuto; la seconda cosa che mi ha colpito di Nino è stata quella di aiutare dei ragazzi a confessarsi, a prendere l’eucaristia (il corpo di Cristo), quindi l’aiutare gli altri nonostante la sua situazione. ◊ Che con tutte le sofferenze che aveva ha avuto la forza di aiutare sé stesso e gli altri. ◊ Che nonostante la sua sofferenza non ha mollato e ha cercato la felicità in Dio e l’ha trasmessa a molte persone. ◊ Il fatto che ha vissuto per 39 anni in quella maniera soffrendo e ad avere molto coraggio a stare in quel modo e ad avere il coraggio di stare con bambini e con adulti senza avere paura di quello che la gente avrebbe detto di lui. ◊ Mi ha colpito molto questo ragazzo che parla del Signore passando la sua vita con una calma… Fa capire ai giovani quanto ci ama il Signore. ◊ Che dopo l’incidente che ha avuto ha iniziato ad amare Dio e la Chiesa e i ragazzi che dovevano fare la cresima. ◊ Mi ha colpito il fatto che anche se il dolore era grande lui trovò il coraggio di cercare la strada, il senso della sua vita… scrivendo usando la bocca e riuscì a farsi conoscere e a far capire alla gente quanto Dio ci ama. ◊ Che nonostante non si poteva muovere cercava lo stesso di fare le cose, e una cosa bellissima era quando si riuniva con i giovani, e che racconta la sua storia in un modo non triste ma felice. ◊ Che da quando è caduto da 17 m. dopo le sue sofferenze da quando ha letto la bibbia ha ritrovato la felicità e ha scritto tante belle lettere che sono arrivate in tutti 5 i continenti le ha scritte con la bocca perché gli mancavano le mani che non le poteva utilizzare.

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◊ Anche se non poteva camminare fisicamente è riuscito ad arrivare molto lontano precisamente in tutti i 5 continenti a far conoscere la sua esperienza agli altri. ◊ La forza di volontà di questo uomo che incontrando Dio ha cambiato atteggiamento e ha anche mandato dei messaggi ai giovani. Dà forza alle persone, ai giovani col suo esempio e suscita stima per lui ◊ È un esempio per tutte le persone malate. Dobbiamo avere la forza di volontà per andare avanti nella vita qualunque cosa accada e questo signore è andato avanti con l’aiuto di Dio dopo essere caduto da ben 17 metri. ◊ Con tutta la sofferenza non ha mollato mai e ha amato di più Dio e gli altri e dà la forza a tutti noi giovani. ◊ Sono stato molto confuso a vedere lui in quelle condizioni, anche la sua sofferenza. L’importante è che tutti lo vogliamo bene e lo penserò sempre. Capisco quello che ha trascorso. ◊ Mi ha colpito molto questo ragazzo che parla del Signore passando la sua vita con una calma… Fa capire ai giovani quanto ci ama il Signore. ◊ La forza di volontà di questo uomo che incontrando Dio ha cambiato atteggiamento e ha anche mandato dei messaggi ai giovani.

Mi ha colpito che nonostante la sua sofferenza non ha mollato e ha cercato la felicità in Dio e l'ha trasmessa a molte persone


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Giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania La sua sofferenza ◊ Che non si poteva muovere, comunque riusciva a stare insieme agli altri, anche se aveva dei grossi problemi. (17 anni) ◊ La sua sofferenza di 10 anni stando paralizzato in un letto, avendo solo la possibilità di muovere testa e collo, lo ammiro tanto per questo perché nonostante questo grande male è andato avanti con accanto chi gli voleva bene. La forza di volontà ◊ La forza di volontà. Infatti, dopo dieci anni, egli ha trovato la forza, la determinazione per ricominciare a vivere e dare un senso alla propria vita. Colpisce sempre quando da situazioni così dolorose nascono esperienze così belle, utili e valide. (17 anni) ◊ La forza con cui è riuscito a vivere un dolore così grande con serenità, una forza donatagli dal Signore e riconosciuta e apprezzata da Nino Baglieri dopo 15 anni, che gli ha permesso maggiore tranquillità interiore. ◊ Forse la sua forza nell’andare avanti e trovare una ragione per vivere nonostante tutto. Una forza che io non avrei avuto se tanto meno, al contrario suo, avrei pensato di rivolgere il mio pensiero a Dio perché probabilmente l’avrei incolpato di ciò che era successo. (16 anni) ◊ Il coraggio con cui affronta la sofferenza. (16 anni) ◊ Molto la sua capacità di reagire, attraverso l’aiuto del Signore, nonostante i suoi gravi problemi di salute. Mi ha colpito la sua forza di volontà dimostrata nel voler condividere con tutti la sua esperienza di conversione. (16 anni) ◊ Il fatto che, nonostante la sua grande sofferenza, egli abbia trovato la forza di vivere, considerando la vita che ha vissuto, durante la malattia, vera vita grazie al sostegno di Dio. (16 anni)

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La forza della sua fede ◊ La forza della sua fede, perché anche se aveva avuto quel suo sfortunato incidente è stato proprio grazie alla sua fede e a Dio che è riuscito ad andare avanti senza fermarsi. ◊ La fede che continua a mantenere nonostante tutto. (16 anni) Il suo cambiamento spirituale ◊ Il suo cambiamento spirituale. (17 anni) ◊ Il suo cammino lungo dieci anni che l’ha portato dall’essere un bestemmiatore contro Dio al suo avvicinamento forte e gioioso, grazie anche all’aiuto della madre, a Dio. La sua forte sofferenza è riuscita a trasformarsi, grazie a Dio e alla sua volontà, in amore e gioia. (17 anni) La forza di volontà ◊ Un giovane pieno di forza, di amore. Un uomo che nonostante tutto riesce a trovare la forza, la voglia di vivere. (24 anni) L’incontro con il "Gruppo" ◊ Il momento tra i più importanti penso sia l’incontro con il gruppo che gli fa visita per pregare. Il Signore ci chiama nei modi più diversi e, come nel caso di Nino Baglieri, più dolorosi. Sta a noi accettare la strada che lui ha per noi, e fidarci ciecamente che sarà in qualche modo ricca del Suo amore. È con quell’incontro che lui si incammina sulla via che Dio ha per lui e la sua vita cambia. L’accettazione positiva della sofferenza ◊ Come sia riuscito, seppur dopo 10 anni di sofferenze e "insofferenza" nei confronti della sua paralisi, non solo ad accettare la stessa ma anche a vederla come parte di un disegno più grande, un disegno del Signore appunto. Egli è riuscito a vedere la sua malattia come un mezzo del Signore per "correggerlo", per fargli capire che la vita che stava intraprendendo lontano dal Signore stesso, non era quella giusta da perseguire. (21 anni)


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◊ Mi ha colpito particolarmente il modo in cui si sia riavvicinato alla fede, cioè come la sofferenza gli abbia fatto capire che nella vita è la fede che ci fa sentire delle persone "complete". (27 anni) ◊ La forza con la quale si è rialzato dopo essere caduto. La piena certezza che Dio gli abbia offerto l’opportunità di conoscerlo tramite la sofferenza. La sofferenza vista con gioia, mi ha colpito ma non riesco a capirlo in pieno, non capisco come sia possibile. Posso affermare che non vorrei mai passare tutte le sofferenze che ha passato lui, ma vorrei tanto scoprire il Signore nel modo in cui l’ha fatto lui. (22 anni) L’accostamento alla Parola di Dio ◊ È impressionante (credo che questo sia l’aggettivo più appropriato) il modo in cui si è accostato alla Parola di Dio, alla lettura di essa. Purtroppo al giorno d’oggi penso siano pochi i cristiani che leggono con questa passione la Parola di Dio. (20 anni) La costanza nel suo cammino di conversione ◊ La voglia di dare, dimostrare ciò che si sente a tutto il mondo, ma soprattutto la costanza che ha messo dall’inizio alla fine della sua conversione. (18 anni) ◊ La costanza della sua testimonianza, nonostante sono sicuro non si sia sentito sempre tranquillo. È riuscito a sublimare l’ovvio dolore e a farlo diventare lievito per coloro che venivano in contatto con lui. Mi sarebbe piaciuto poterlo ascoltare; invidio coloro che hanno ricevuto il dono di prepararsi con lui alla Cresima. (20 anni) La citazione letterale di due sue espressioni ◊ Le seguenti espressioni: "Ho sentito un grande calore invadere tutto il mio corpo …", "… se ha permesso la mia sofferenza l’ha fatto per il mio bene, per farmi conoscere il suo amore …" (24 anni)

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La sua testimonianza ◊ Avevo sentito parlare già di Nino Baglieri, ma sinceramente avevo lasciato che la sua testimonianza di vita non mi risuonasse. Non avevo ascoltato mai con attenzione e col cuore il suo messaggio. Oggi sono felice di aver conosciuto quest’uomo. Mi ha colpito la sua energia, mi è sembrato che realmente potesse muoversi e abbracciare tutto il mondo per portare Gesù Cristo. Mi ha colpito la forza della sua fede che lo ha accompagnato sul suo letto fino alla morte, diventando i suoi piedi, le sue mani, il suo corpo, la sua vita intera. Mi ha colpita la gioia e la voglia di testimoniare l’amore di Gesù. Mi ha colpito il non pensare più, durante il video, che quest’uomo fosse un malato, un corpo immobile. Cristo è prevalso davvero su tutto. (21 anni) Un esempio luminoso da imitare ◊ Sono rimasta colpita di come il Signore ha per ognuno di noi un progetto, un disegno. È importante seguire le sue orme perché porteranno a Lui. Quindi nonostante le difficoltà che ci possono offuscare la strada è fondamentale ascoltare ciò che lui dice al nostro cuore. (23 anni)

Mi ha colpito la gioia e la voglia di testimoniare l'amore di Gesù


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Membri del Gruppo "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT) Forza di andare avanti ◊ Molto la sua voglia e il suo coraggio di vivere la sua vita nelle condizioni in cui si trovava, dopo essersi riavvicinato a Dio (16 anni) ◊ La sua forza, la forza di andare avanti e credere e fidarsi del Signore, perché il Signore è Onnipotente e Grande. Mi ha colpito anche la grande fede che Nino aveva, facendo conoscere la sua esperienza in tutti e cinque i continenti, scrivendo con la bocca preghiere e lettere. (15 anni) ◊ La sua grande volontà, gioia, perché pur avendo avuto un incidente grave lui ce l’ha messa tutta per raccontare e descrivere le gioie che il Signore gli aveva trasmesso e per farlo ha imparato a scrivere con la bocca. (14 anni) ◊ La sua forza di andare avanti anche nelle condizioni in cui era messo e di come sia riuscito a farsi conoscere e sentire da tutti i continenti e di come ha accettato la sua croce aiutato dalla sua Cirenea sua madre che gli è stata sempre vicina e lo ha sostenuto. (15 anni) Guidato dalla Parola di Dio ◊ Che dalla sofferenza dei dieci lunghi anni, attraverso la lettura della Bibbia è riuscito a capire il messaggio che Dio gli ha mandato e si è convertito! Anche se era in una condizione di paralizzato è riuscito attraverso la scrittura e attraverso il telefono a comunicare la Parola di Dio a tutto il mondo. (17 anni) Conversione da bestemmiatore ad amico di Dio ◊ Il suo totale cambiamento da bestemmiatore che odiava la vita al suo immenso amore per il suo più grande fratello, amico e padre, lo stesso che aveva permesso che Nino cadesse ma perché, come disse Nino, è successo perché il Signore voleva far conoscere il suo amore (17 anni) ◊ Il cambiamento che ha avuto: da un bestemmiatore è passato ad un servo di Dio. E dopo quello che gli è successo non si è demoraliz-

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zato più di tanto anche perché il Signore è entrato in lui. Lui dice gli ha dato una forza ed un cuore nuovo e ha voluto che la sua fede ritrovata lo scoprissero tutti e iniziò a scrivere e anche con delle registrazioni ha raccontato la sua esperienza. E vuole che tutti sappiamo che Dio ci ama e spiega che anche se nel cuore c’è sofferenza, con Dio diventa gioia. (14 anni) ◊ Nino ha un cuore puro. A 17 anni ha avuto quel bruttissimo incidente e forse la sua paralisi io non l’avrei mai accettata. La cosa che mi ha colpita di più è come abbia fatto a credere nel Signore dopo anni che bestemmiava, dopo tanto tempo che lo aveva abbandonato. Un’altra cosa è il cambiamento che ha avuto: prima si vergognava di chiunque lo vedeva o lo andava a trovare, successivamente invece era lui che andava a portare testimonianza e andava ad incontrare i giovani. (15 anni) ◊ Di Nino mi ha colpito proprio la sua felicità quando ha incontrato Dio per la prima volta. Di quanto è cambiata la sua vita, da bestemmiatore a Credente vivo dell’amore di Dio e che lui era lo stesso felice anche se soffriva lo stesso. Mi hanno colpito le sue parole che non riesco a esprimere. (14 anni) La gioia della fede ◊ Che lui grazie al ritrovamento della fede, del Signore, è riuscito ad essere felice soffrendo scoprendo la VERA GIOIA. (14 anni) ◊ Molto il fatto che dopo 10 anni dall’incidente ha capito che era "fortunato" perché era vivo, ma anche perché nella sua vita era entrato il Signore. Mi ha colpito una frase detta da lui: "Il Signore ha cambiato 10 anni di sofferenza in gioia", proprio per questa frase si può capire che proprio Nino ha capito il valore della vita. Inoltre "ringrazia in un certo senso il Signore" di averlo fatto cadere perché grazie a quel problema sul lavoro si è avvicinato al Signore, cercando di avvicinare altri ragazzi al Signore. (14 anni) ◊ La semplicità, la volontà, la consapevolezza di chiedersi perché è felice nonostante la sua sofferenza. E lui risponde che la gioia si trova dicendo "SÌ" al Signore. (16 anni)


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◊ Di Nino mi ha colpito proprio la sua felicità quando ha incontrato Dio per la prima volta. Di quanto è cambiata la sua vita, da bestemmiatore a Credente vivo dell’amore di Dio e che lui era lo stesso felice anche se soffriva lo stesso. (14 anni) Testimonianza scrivendo con la bocca ◊ Anche se era in una condizione di paralizzato è riuscito attraverso la scrittura e attraverso il telefono a comunicare la Parola di Dio a tutto il mondo. (17 anni) ◊ Mi ha colpito anche la grande fede che Nino aveva, facendo conoscere la sua esperienza in tutti e cinque i continenti, scrivendo con la bocca preghiere e lettere. (15 anni) ◊ La sua grande volontà, gioia, perché pur avendo avuto un incidente grave lui ce l’ha messa tutta per raccontare e descrivere le gioie che il Signore gli aveva trasmesso e per farlo ha imparato a scrivere con la bocca. (14 anni) ◊ Un’altra cosa è il cambiamento che ha avuto: prima si vergognava di chiunque lo vedeva o lo andava a trovare, successivamente invece era lui che andava a portare testimonianza e andava ad incontrare i giovani. (15 anni) La presenza della mamma nella sua sofferenza ◊ Di come ha accettato la sua croce aiutato dalla sua Cirenea sua madre che gli è stata sempre vicina e lo ha sostenuto. (15 anni)

Mi ha colpito che dalla sofferenza dei dieci lunghi anni, attraverso la lettura della Bibbia è riuscito a capire il messaggio che Dio gli ha mandato e si è convertito.

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Studenti del Liceo classico statale "Spedalieri" di Catania La forza di volontà e la capacità di non arrendersi Primo Liceo ◊ La forza con cui affronta la vita. Io non avrei mai avuto la sua forza e la sua determinazione se fossi stata al posto suo. Rispetto e stimo profondamente questa persona e se potessi essergli accanto gli chiederei da dove sprigiona tutta questa gioia di vivere, dopo la tragica esperienza che ha segnato e purtroppo segnerà per sempre la sua vita. ◊ Di Nino Baglieri mi ha colpito in particolar modo la forza che egli ha avuto nel superare quello stato di depressione che lo ha rovinato per dieci lunghi anni. Non è una dote di molti avere la capacità di riprendersi dopo traumi di questo genere, e lui ci è riuscito, ottenendo risultati positivi. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito maggiormente la sua forza di volontà, che gli ha permesso, grazie alla fiducia in Dio, di non arrendersi di fronte a tale sventura. ◊ La volontà di "rinascere" nonostante un’esperienza estrema come la paralizzazione del corpo. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito il fatto che nonostante tutto quello che gli è successo, ha trovato la forza di andare avanti con l’aiuto della fede. ◊ Sono rimasta colpita dalla forza che egli è riuscito ad ottenere dal suo incidente, dal fatto che sia riuscito ad accettare la sua condizione, seppur da dieci anni, ritrovando la fede perduta. Sono anche rimasta colpita dal fatto che egli non solo sia riuscito a trovare la serenità grazie al Signore, ma lo abbia quasi anche ringraziato per aver fatto sì che si verificasse l’incidente, visto come entrata del Signore nella sua esistenza. ◊ Mi ha colpito la sua forza di andare avanti, senza perdersi d’animo. trovare un modo tutto nuovo di svolgere quelle attività a cui ormai non può più dedicarsi a causa della sua terribile condizione. ◊ L’incidente accaduto a Nino Baglieri potrebbe avvenire a ognuno di noi, ma non tutti saprebbero reagire e risollevarsi come egli ha fatto.


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È proprio questo che mi ha colpito della vita di Nino Baglieri: la forza, la volontà di andare avanti, di accettare la propria disgrazia trovando in essa uno scopo di vita. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito maggiormente il fatto che dopo quello che gli è successo abbia avuto la forza e il coraggio di affermare la propria felicità. Mi ha colpito anche il fatto che nonostante prima bestemmiasse più di quanto pregasse, poi si è donato a Dio. Secondo Liceo ◊ Sicuramente la voglia di riscatto e la capacità e la forza di volontà con la quale è stato capace di andare avanti nella sua vita dopo l’incidente. ◊ Della vita di quest’uomo mi ha molto colpito la sua forza di volontà, la voglia di non arrendersi e continuare a vivere felicemente anche senza poter muoversi. Mi ha colpito anche la sua voglia di diffondere questa sua felicità agli altri, in modo da poter condividere questo suo sentimento. ◊ Mi ha colpito la sua forza di volontà, ad affrontare nuovamente la vita con l’aiuto di Dio. ◊ Sicuramente della vita di Nino Baglieri mi ha colpito la forza che egli riesce a trovare dopo la caduta che gli provoca la paralisi. La forza che gli permette di continuare a vivere e di essere felice. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito la sua grande forza d’animo, che ha avuto, di reagire e seguire Dio, dopo il terribile incidente che ha subito. ◊ Mi ha colpito il fatto che nonostante fosse paralizzato e si sentisse inutile, è riuscito ad andare avanti, a non farsi consumare dall’odio ed a dare un senso alla sua vita scegliendo la fede. Terzo Liceo ◊ A me della vita di Nino Baglieri ha colpito maggiormente la sua forza di vivere e di andare avanti nonostante l’incidente avuto. ◊ Se fossi stata al posto di Nino Baglieri non sarei riuscita a convivere con il mio handicap per più di quindici anni. La sua forza di affrontare il problema è straordinaria.

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◊ La sua grande forza di volontà che lo spinge ad andare avanti e ad essere utile per gli altri nonostante le sue condizioni e la capacità di aver trovato molteplici lati positivi nella vicenda successagli. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito di più la forza che ha avuto per andare avanti pur nelle gravi condizioni in cui si trovava, reinventando il suo stile di vita. ◊ Mi ha colpita la sua forza di volontà di esser riuscito a vivere una vita serena nonostante i suoi limiti credendo in Dio. ◊ La grande sofferenza e la forza che lo ha spinto ad andare avanti con dignità. ◊ Il suo coraggio nel continuare a vivere. Il suo voler far del bene e aiutare gli altri. ◊ Che ha avuto la forza di reagire a una tragedia come la sua e di condividerlo con gli altri. ◊ Mi ha colpito di lui la sua forza di volontà, il suo coraggio, il suo modo di affrontare in maniera positiva una realtà così tragica per lui. ◊ Colpisce lo stato di disperazione in cui si è ritrovato e come ha avuto la forza di reagire, di voler andare avanti! ◊ Mi ha colpito molto per il suo coraggio di continuare a vivere in quello stato. La forza del suo vivere. ◊ La forza con cui affronta la sua sofferenza. ◊ La sua capacità di affrontare la sua sofferenza. ◊ La forza di continuare a voler vivere nonostante la situazione in cui era. ◊ Che abbia avuto il coraggio di accettare le sue condizioni, di sopportare il dolore e continuare a vivere, non molti si sarebbero comportati come lui. L’aiuto che ha ricevuto, specialmente dalla mamma Primo Liceo ◊ Ciò che mi ha colpito di più è il fatto che sia stato aiutato da tutti, in primo luogo dalla madre, e che quindi non sia stato abbandonato. Terzo Liceo ◊ La grande forza d’animo della madre nel sostenerlo.


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Il cambiamento dalla disperazione alla pace Primo Liceo ◊ Mi ha colpito soprattutto il fatto di come sia cambiata in pochi secondi la sua vita e come egli abbia avuto la forza di andare avanti, di sopportare questa grande sofferenza soprattutto grazie a Dio. ◊ La cosa che mi ha colpito di più della vita di Nino Baglieri è stato il passaggio che è avvenuto nella sua personalità: all’inizio bestemmiava e poi anche con la sofferenza si è sentito veramente felice. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito maggiormente il fatto che dopo quello che gli è successo abbia avuto la forza e il coraggio di affermare la propria felicità. Mi ha colpito anche il fatto che nonostante prima bestemmiasse più di quanto pregasse, poi si è donato a Dio. ◊ Sono stata molto colpita dal cambiamento subito da quest’uomo e dalla sua grande forza di riuscire a trovare la felicità anche nelle sue condizioni e a volerla condividere con il mondo intero. Secondo Liceo ◊ Mi ha colpito il fatto che sia riuscito ad essere felice pur essendo paraplegico e soprattutto che possa amare Dio dopo averlo per tanto tempo disprezzato. ◊ Mi ha colpito come un uomo riesca a fare un cambiamento così forte dopo un episodio pieno di dolore. ◊ Ho seguito molto accuratamente la storia di Nino Baglieri e la cosa che mi ha colpito di più è stato sicuramente il suo incidente; di come si possa cambiare in pochi secondi; di come si possa diventare una persona diversa. La vita ti viene sottratta come se niente fosse e questo non è giusto. Un semplice giorno di lavoro si trasforma nel giorno più brutto della sua vita. ◊ Certamente mi ha colpito questo suo cambiamento, perché non è facile accettare una difficile condizione di salute come la sua ed è secondo me significativa la scoperta dell’amore per Dio. Forse durante questi dieci lunghi anni in lui è nato un processo, un cammino che lo ha portato a questa scoperta (dell’amore di Dio) ma io credo che per raggiungere o trovare l’amore di Dio non è facile da accettare in una condizione di questo genere.

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Terzo Liceo ◊ Il cambiamento repentino che ha subito nel suo spirito quando ha subito questa sorta di riconversione. La sua felicità Primo Liceo ◊ La cosa che mi ha colpito è stata la sua frase "sono felice" perché dopo essere stato per dieci anni nella più completa sofferenza è riuscito a trovare la pace con sé stesso riuscendo a sentirsi realmente utile per la società. Secondo Liceo ◊ Mi ha colpito il fatto che sia riuscito ad essere felice pur essendo paraplegico e soprattutto che possa amare Dio dopo averlo per tanto tempo disprezzato. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito di più il fatto che, pur essendo paralitico, lui è felice ed è riuscito a vivere felicemente ed è riuscito a regalarci le sue idee e i suoi sentimenti. La sua fede nel Signore a cui si è affidato totalmente Primo Liceo ◊ È riuscito a superare tutto quello che ha passato grazie alla volontà del Signore. È riuscito a sorridere nuovamente, a scrivere, addirittura parlare al telefono. Molto importante per lui la figura materna, che l’ha aiutato molto, anche a leggere la Bibbia. Penso che Nino Baglieri è stato miracolato dall’aiuto del Signore. ◊ Sicuramente la cosa che mi ha colpito di più è stata la sua forza e la sua enorme fede verso Gesù. Tramite questa è riuscito ad alleviare il dolore provocato dall’incidente e nello stesso tempo va diffondendo la parola di Dio raccontando la sua esperienza. ◊ La cosa che mi ha colpito di più in assoluto della vita di Nino Baglieri è la sua forza di volontà trasmessagli da Dio. Nino dopo un’esperienza tragica, con la fede, trova la speranza e inizia nuovamente a vivere.


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Secondo Liceo ◊ Mi ha colpito il suo riavvicinamento al Signore per mezzo di un gruppo del Rinnovamento nello Spirito durante un’invocazione allo Spirito Santo. Mi ha colpito perché io ho sempre pensato che questo gruppo fosse speciale e lo testimonia il fatto che un uomo, che ormai si poteva suicidare perché la sua vita non aveva senso, ha trovato la gioia di vivere. Io conosco una persona con un’esperienza simile e mi colpisce sempre la sua forza di andare avanti nonostante tutto, e, nel caso di Nino Baglieri, di testimoniarlo agli altri per aiutarli. Mi colpisce il fatto che una persona che sembra non possa fare nulla per gli altri può fare invece molto, addirittura aiutare qualcuno ad avvicinarsi a Dio. ◊ Mi ha colpito molto la sua fede nel Signore, la sua totale devozione, soprattutto perché lui vede che la sua vita prima dell’incidente non era vita, la vera vita è con Dio; mi ha colpito il fatto che lui prima si sentiva inutile essendo paralizzato, ma dopo la conversione ha capito che in realtà lui era utile, lui era testimonianza dell’amore di Dio, lui era un esempio per tutti quanti. Mi ha colpito anche il suo impegno per questa missione, inviando lettere, avendo delle trasmissioni alla radio, dedicandosi anche ai giovani facendo catechismo. Mi ha colpito il fatto che lui si è affidato totalmente a Dio ed è stato ripagato con la gioia di vivere. ◊ Sebbene io sia ateo mi ha colpito in particolar modo come la vita di una persona possa cambiare drasticamente attraverso la fede in Dio, che, nel suo caso, gli ha permesso di ritrovare la felicità. ◊ La cosa che mi ha colpito della storia di Nino Baglieri è stata la sua forza di trovare qualcosa che lo facesse vivere ancora, nonostante la sua totale immobilità, e avendo trovato questa forza si è affidato alle mani di Dio. Ha trovato l’amore di Dio, anche nelle sue tristissime circostanze. E ha continuato a vivere felice! Come può essere un uomo felice con tutto quello che gli è successo? Lui dice grazie al Signore. E io lo ammiro tanto. ◊ Della vita di Nino Baglieri mi ha colpito la sua grande forza d’animo, che ha avuto, di reagire e seguire Dio, dopo il terribile incidente che ha subito.

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◊ Mi ha colpito il fatto che nonostante fosse paralizzato e si sentisse inutile, è riuscito ad andare avanti, a non farsi consumare dall’odio ed a dare un senso alla sua vita scegliendo la fede. Terzo Liceo ◊ Sicuramente mi ha colpito la sua positività dopo aver capito che Dio è entrato a far parte della sua vita aiutandolo nell’affrontare la sua malattia. Credo che gli abbia dato una spinta in più per vivere la sua vita, nonostante le sue condizioni. ◊ Che quest’uomo sia riuscito a trovare la fede dopo il suo terribile incidente, io personalmente non credo che avrei potuto fare questo. Mi ha colpito il fatto che sia riuscito a non dare la colpa dell’accaduto a Dio e che sia riuscito a trasformare la sua disgrazia in una "gioia". ◊ Il riuscire ad aggrapparsi tanto alla sua fede nonostante questa sarebbe potuta, al contrario, essere continuata a negarsi. ◊ Mi ha colpita la sua forza di volontà di essere riuscito a vivere una vita serena nonostante i suoi limiti credendo in Dio. ◊ Ciò che mi ha colpito di più è stata la sua forza, il suo coraggio nell’affermare "Se Dio ha voluto ciò significa che quello che mi è successo è un bene per me".

Mi ha colpito la forza che egli riesce a trovare dopo la caduta che gli provoca la paralisi, la forza che gli permette di continuare a vivere e di essere felice.


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Studenti che si dichiarano non credenti Primo Liceo ◊ In tutta sincerità, ritengo che il signor Baglieri non sia stato l’unico uomo paralizzato a non arrendersi alla malattia. L’unica differenza è che lui, per liberarsi dalla sofferenza, si è appoggiato alla fede cristiana, tutto qui. Lo ammiro comunque per la sua forza d’animo. ◊ Molto sinceramente, ciò che mi ha colpito maggiormente è la mancanza di un’idea propria. Infatti, venendogli a mancare la padronanza del proprio corpo, si rifugia nella religione, optando quindi per la scelta meno impegnativa. Inoltre mi ha colpito la trasformazione di una vita normale in una riluttantemente bigotta. Mi ha colpito anche come quest’uomo creda in un dio buono che gli vuole bene lasciandolo precipitare da un’impalcatura. Non per niente Baglieri non era altro che un muratore. ◊ Mi ha colpito il fatto che abbia trovato gioia nella fede in Dio. Secondo me, la fede la dovrebbe avere nella scienza, nella medicina, perché magari tra un po’ di anni arriverà anche a curarlo. La fede in Dio, invece, non risolverà certamente i suoi problemi di salute. Per quanto mi dispiaccia per il suo incidente, trovo sbagliato usare la fede in dio come antidepressivo. ◊ La triste storia e la cieca credenza. Secondo Liceo ◊ Il fatto che lui sia riuscito a trasformare un oggettivo dolore fisico e mutarlo in qualcosa che possa soddisfare la sua vita e la sua esistenza stessa. Nonostante ciò, a mio parere, se questo cambiamento c’è stato, se davvero Nino Baglieri ha conosciuto l’esistenza di Dio, le persone che lo circondano non hanno davvero compreso, per me, ciò che egli spiega, ma si sta solo utilizzando la figura di quest’uomo a danno della sua sventura. ◊ Sebbene io sia ateo mi ha colpito in particolar modo come la vita di una persona possa cambiare drasticamente attraverso la fede in Dio, che, nel suo caso, gli ha permesso di ritrovare la felicità.

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Terzo Liceo ◊ Potrebbe essere che le condizioni in cui si è trovato Nino Baglieri, dopo dieci anni, abbiano comportato l’avvicinamento ad una religione in ultima spiaggia, dopo la disperazione e la sofferenza, e nonostante l’impossibilità di costruire una vita dettata dal desiderio di ognuno di noi di essere felice, sano, amato, abbia ritrovato una parte di questa felicità, dedicandosi totalmente ad essa. Ritengo improbabile che Dio abbia voluto che lui cadesse da un palazzo per avvicinarlo a sé.

Sebbene io sia ateo mi ha colpito in particolar modo come la vita di una persona possa cambiare drasticamente attraverso la fede in Dio, che, nel suo caso, gli ha permesso di ritrovare la felicità.


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Secondo te, cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani? Allievi del CNOS "O. Romero" di Catania Non mollare mai e non arrendersi mai, non abbattersi dinanzi alle difficoltà ◊ Di non mollare mai e di non arrendersi mai. ◊ A non mollare mai. ◊ Che non bisogna arrendersi davanti a nessun ostacolo e che credendo in Dio niente è impossibile. ◊ Non bisogna mai abbattersi neanche nei momenti più brutti della nostra vita. ◊ A non arrendersi e mollare in qualunque ostacolo e ci fa capire che la vita è un dono prezioso. ◊ Di non arrendersi mai. ◊ Di non arrendersi mai e di aiutare quando si ha di bisogno. ◊ Che anche se ti trovi in una situazione proprio pessima bisogna sempre sorridere e prenderla come viene, a non mollare mai e a resistere sempre. ◊ Di godersi la vita in modo giusto, cioè senza bestemmie, senza arrendersi alla prima difficoltà, e di andare sempre avanti. ◊ Ad avere la forza di andare avanti pure quando una persona è più morta che viva. ◊ A non mollare mai, ad avere forza per andare avanti anche se si è in un periodo brutto. ◊ Di non mollare mai e vivere sempre! ◊ Che nella vita non bisogna mai mollare. ◊ Ad andare avanti nella vita e non abbattersi alla prima difficoltà che si incontra perché la vita è bella e bisogna viverla. ◊ Che non bisogna mollare mai e si deve avere la forza di reagire. ◊ Di non mollare mai ed essere sempre forti.

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◊ A non arrendersi mai; anche se le cose sono brutte non ci dobbiamo abbattere mai ma bisogna andare avanti nonostante ciò. ◊ Che non bisogna mai arrendersi, anche dopo tutte le cose brutte che potrebbero capitare. Ha insegnato che con tutto ciò la vita è bella e bisogna viverla. ◊ A non arrendersi; nonostante tutte le difficoltà della vita si deve sempre andare avanti, ringraziando il Signore. ◊ A non arrendersi nelle difficoltà e di andare avanti nonostante tutto. ◊ Che nonostante i problemi, nonostante i dolori che scansiamo dobbiamo avere sempre la volontà di rialzarci più forti di prima; ci fa capire che non dobbiamo abbatterci mai, nonostante gli ostacoli che ci riserva la vita; ci fa pensare in modo positivo, ci fa pensare che non ci sono soltanto giornate brutte e piene di problemi, ma anche giornate in cui succedono cose bellissime e questo succede soltanto se noi lo vogliamo davvero. ◊ A non arrendersi mai davanti a delle difficoltà che si presentano e di non sfuggire dai problemi perché Nino mentre poteva ancora lavorare non credeva alla fede e quando accadde l’incidente e gli fu fatta la conversione giorno dopo giorno la sua fede aumentò sempre di più. Quindi oggi penso che se succede qualcosa non è colpa di Dio ma la colpa è nostra, perché lui si manifesta sempre, in ogni momento della nostra vita, e quindi quello che penso è che non c’è bisogno di avere delle disgrazie per credere. ◊ A non mollare mai. ◊ Secondo me insegna ai giovani a non arrendersi perché qualunque problema, anche il più difficile, si può superare. Nella completa oscurità si può trovare uno spiraglio di luce. ◊ Che con la forza di volontà si reagisce a tutti i problemi della vita. ◊ A non mollare e andare sempre avanti. ◊ A continuare ad andare avanti senza mollare mai. ◊ Di non bestemmiare, di non arrendersi mai, di continuare a studiare. ◊ Lui mi ha fatto capire che la vita è fatta di alti e bassi, cioè che dopo una cosa brutta ne arriva un’altra 100 volte più bella e di non perdere mai la fiducia. Che Dio è sempre con noi anche quando non sembra. Che nella vita non bisogna mollare mai, soprattutto nelle difficoltà che la vita ci pone.


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◊ Io non sono credente e non credo nell’amore di Cristo, quindi a me insegna a non mollare mai anche in situazioni in cui credi che non ci siano vie d’uscita. ◊ Di non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita e che non c’è niente di più bello di amare il Signore. ◊ Che non bisogna mai arrendersi nonostante le difficoltà che la vita ci fa incontrare e che bisogna avere la forza di superare tutto e andare avanti. ◊ Che bisogna combattere anche di fronte alle difficoltà. ◊ A non mollare mai, anche quando tutto sembra andare a degradarsi. Io personalmente, da giovane ma soprattutto da persona, ho capito che avendo un futuro davanti non devo arrendermi di fronte ai primi ostacoli, ma di cercare di andare avanti e raggiungere i miei sogni. ◊ Che non ci si ferma al primo ostacolo, e Dio c’è sempre. ◊ Che non importa se restiamo paralizzati o cose del genere ma che come lui troviamo la capacità di mostrarci forti e superiori alle nostre condizioni e sperare nella fede e nell’amore di Dio. ◊ A non arrendersi ai primi problemi che la vita ti pone. Anzi cercare di superare tutti i problemi e cercare di stare in pace con la vita ma innanzitutto con Dio. ◊ Che nonostante tutte le difficoltà non bisogna mai arrendersi. Basta che abbia un po’ di forza e la volontà di cambiare. ◊ Ad avere la forza di andare avanti anche se la vita ti porta ad affrontare delle difficoltà. ◊ Che bisogna credere in se stessi e alla propria fede qualsiasi essa sia… insegna che dagli errori che si fanno se si ha consapevolezza e onestà, dagli errori propri una persona si pente, si scusa anche se paga e si va avanti. ◊ A me ha insegnato (non essendo cristiano) che nonostante tutto si può sempre fare quello che veramente si vuole anche se con difficoltà in più… ◊ A reagire. ◊ Di andare sempre avanti nonostante tutte le sofferenze che ha avuto. ◊ A prendere la vita come viene, ad essere leali e onesti con tutti e a credere sempre in noi stessi e a Dio.

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◊ Secondo me, Nino Baglieri mi ha insegnato che i problemi vanno affrontati … ◊ Di non mollare mai anche se si sta per morire, di viverla al meglio la vita con allegria e positività, senza far caso ai problemi che si hanno qualunque essi siano. ◊ Che nella vita anche se arrivano situazioni brutte si devono affrontare sempre e di non mollare mai. ◊ Di non mollare mai e che la vita è bella e viverla fino in fondo. ◊ A reagire alle difficoltà della vita anche se per un bel po’ non lo aveva capito neppure lui … ◊ Che bisogna reagire ad ogni problema dal più piccolo al più grande. ◊ Che non bisogna mollare mai, e anzi, non bisogna mai allontanarsi dalla retta via. ◊ Che dobbiamo lottare ogni giorno e vivere sempre con sorriso e speranza perché il Signore è con noi. ◊ A non arrendersi e credere sempre in Dio. ◊ Che non ci dobbiamo mai arrendere. ◊ Che non si deve mollare mai nonostante uno sia immobile. ◊ Di non mollare mai pure in condizioni di sofferenza ma pregare Dio e aprire il proprio cuore a Lui. ◊ Insegna a far sì che tu trovi sempre la forza di andare avanti e credere in Dio. ◊ Di non arrendersi mai anche se stiamo male. ◊ Di non pensare alla sofferenza e di andare sempre avanti con la vita. ◊ Che non bisogna arrendersi e bisogna essere sempre con Dio. ◊ A non mollare mai nonostante tutto. ◊ Che non bisogna arrendersi mai. ◊ Di non arrendersi mai. Saper affrontare la sofferenza ◊ A saper resistere alle cose che succedono, a praticare la bibbia nei momenti difficili. ◊ Che anche nelle disgrazie della vita si deve reagire.


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Non bestemmiare ◊ Di godersi la vita in modo giusto, cioè senza bestemmie, senza arrendersi alla prima difficoltà, e di andare sempre avanti. ◊ Che non bisogna bestemmiare… Ci ha mandato un messaggio di accogliere quello che abbiamo. ◊ Che non bisogna bestemmiare e che devono credere che Dio esiste. ◊ Di non bestemmiare ma amare Dio perché Dio ti dà la forza di vivere. Il Signore ti parla di felicità e gioia. ◊ Di non bestemmiare, di non arrendersi mai, di continuare a studiare. ◊ Che si deve seguire la via della chiesa e che non si deve bestemmiare. Aver fede nel Signore e aprirgli il cuore dicendogli un piccolo "sì" e pregarlo ◊ Che bisogna avere fede nel Signore perché il Signore è grande, e non bisogna mai abbattersi neanche nei momenti più brutti della nostra vita. ◊ Che bisogna credere al Signore, ◊ Di non perdere la fede in Gesù. ◊ Ad avere più fede in Dio e ad avere il coraggio di andare avanti sempre. ◊ Che come nel suo caso, quando manca qualcosa nella vita di ogni giovane quella cosa che manca è il Signore e da lì si capiscono tante cose della vita. ◊ Di avere fede e di aprire il cuore. ◊ Di credere in Gesù perché esiste veramente, bisogna avere molta fede. ◊ A non arrendersi mai davanti a delle difficoltà che si presentano e di non sfuggire dai problemi perché Nino mentre poteva ancora lavorare non credeva alla fede e quando accadde l’incidente e gli fu fatta la conversione giorno dopo giorno la sua fede aumentò sempre di più. Quindi oggi penso che se succede qualcosa non è colpa di Dio ma la colpa è nostra, perché lui si manifesta sempre, in ogni momento della nostra vita, e quindi quello che penso è che non c’è bisogno di avere delle disgrazie per credere.

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Di aprire il cuore a Dio, dicendo un piccolo "sì". Ad amare il Signore. A credere e fare entrare Gesù nel proprio cuore. Che nonostante tutto il dolore la vita è bella se c’è Dio con te. Che Dio ci assiste sempre anche nei nostri momenti peggiori. Fa capire che Dio ci assiste ed è sempre vicino a noi, basta solo che noi apriamo il nostro cuore a Dio. Insegna anche che nella vita bisogna reagire qualsiasi cosa ti accade, e non mollare mai. Che con la forza di volontà si reagisce a tutti i problemi della vita e a rivolgerci a Dio e ad aprirsi a Lui. Che la cosa più bella e importante è Dio. Che qualsiasi cosa può avvenire nella vita il Signore ci sarà sempre. A credere in Dio e pregarlo ogni giorno. A conoscere Dio e portarlo con loro. Nino Baglieri insegna a noi ma soprattutto a noi giovani che Dio è vita, amore, pace e perdono verso gli altri e verso noi stessi. Ci insegna che ci sono problemi peggiori nella vita e anche se ci sono o ci saranno, ci sarà sempre il Signore accanto a noi che ci protegge e ci aiuta e che non ci lascerà mai soli perché siamo figli suoi e lui è il nostro pastore. Lui mi ha fatto capire che la vita è fatta di alti e bassi, cioè che dopo una cosa brutta ne arriva un’altra 100 volte più bella e di non perdere mai la fiducia. Che Dio è sempre con noi anche quando non sembra. Che nella vita non bisogna mollare mai, soprattutto nelle difficoltà che la vita ci pone. A credere in Dio e a non arrendersi alla prima difficoltà che ti si presenta. Di non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita e che non c’è niente di più bello di amare il Signore. Che anche nelle situazioni più difficili della vita bisogna non abbattersi e mantenere sempre alta la propria fede cristiana. Che bisogna credere nel Signore.


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◊ Secondo me Nino Baglieri insegna con la sua storia a tutti i giovani a parlare di Dio perché oggi come oggi i giovani hanno vergogna a parlare di Dio. E invece deve essere il contrario: secondo me tutti i giovani dovrebbero parlare della parola di Dio. ◊ Che non ci si ferma al primo ostacolo, e Dio c’è sempre. ◊ Che qualsiasi ostacolo con Dio si supera, che Dio è una persona meravigliosa sempre pronta a soccorrere. L’amore di Dio è immenso, tanto che ha donato il suo unico Figlio per noi, ma a volte abbiamo gli occhi chiusi, o meglio "il cuore" non disposto ad ascoltare. Ma Dio ci ama e solo in lui troviamo la nostra forza. ◊ Prima di tutto a credere e ricredere sempre in Dio perché la vita non si ferma perché rimani immobilizzato o per altre cose accadute; l’importante è credere a Dio e la vita vera la vivi anche quando non sei più vivo. ◊ Qualsiasi cosa che succeda ci dobbiamo fidare del Signore. ◊ Che non importa se restiamo paralizzati o cose del genere ma che come lui troviamo la capacità di mostrarci forti e superiori alle nostre condizioni e sperare nella fede e nell’amore di Dio. ◊ Di credere in Dio e testimoniare la Parola di Dio ed essere come Don Bosco. ◊ A non arrendersi ai primi problemi che la vita ti pone. Anzi cercare di superare tutti i problemi e cercare di stare in pace con la vita ma innanzitutto con Dio. ◊ Di avere fiducia e conoscere Dio, l’amicizia più bella del mondo, quella di Dio. Oggi purtroppo tante persone non conoscono e vanno contro Dio. Dio è Amore e va amato. ◊ Che nella vita anche se c’è tristezza, c’è Dio che è con noi. ◊ A prendere la vita come viene, ad essere leali e onesti con tutti e a credere sempre in noi stessi e a Dio. ◊ Ad amare Dio e avere rispetto verso gli altri. ◊ A credere più in Dio. ◊ Di credere di più in Dio. ◊ Che il Signore è sempre con noi e anche quando noi sbagliamo lui ci perdona. ◊ La vicinanza a Dio.

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◊ Di pregare ogni giorno il Signore. ◊ Che il Signore ci può aiutare sempre. ◊ Di credere in Dio e portare la fede anche quando le cose vanno male e sperare sempre in meglio. ◊ Di avvicinarsi sempre di più a Dio, visto che molti dei giovani credono che andare in chiesa sia una noia. Lui dice che senza Dio la nostra vita non ha senso, ed è vero perché lui ci sostiene e ci aiuta ogni giorno. ◊ Che dobbiamo lottare ogni giorno e vivere sempre con sorriso e speranza perché il Signore è con noi. ◊ A non arrendersi e credere sempre in Dio. ◊ Che bisogna conoscere il Signore per trovare la felicità. ◊ Che la sua sofferenza è stato un modo per avvicinarsi al Signore. ◊ Che uno deve credere in Dio nel bene e nel male perché Dio ci vuole bene. ◊ Che bisogna credere in Dio e avere fede in lui e che non bisogna perdere mai la fiducia in Dio perché lui c’è e ci sarà sempre per tutti noi. ◊ Che dobbiamo amare il Signore e dare la nostra testimonianza dicendo cosa ha fatto il Signore per noi. ◊ Di credere nel Signore e di leggere la Bibbia e di aiutare il prossimo. ◊ Che anche nel dolore il Signore è con noi, non solo nel dolore ma lui c’è sempre a bussare nel nostro cuore, e che con Dio si possono superare tutte le sofferenze. ◊ Di non mollare mai pure in condizioni di sofferenza ma pregare Dio e aprire il proprio cuore a Lui. ◊ Insegna a far sì che tu trovi sempre la forza di andare avanti e credere in Dio. ◊ Si può trovare la fede anche dopo tutto questo. ◊ Che nella sua sofferenza è nato l’amore verso il Signore. ◊ Di amare il Signore. ◊ Che non bisogna arrendersi e bisogna essere sempre con Dio. ◊ Che anche in un momento di sofferenza si può essere felici con Gesù.


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Leggere e vivere la Parola di Dio ◊ A saper resistere alle cose che succedono, a praticare la bibbia nei momenti difficili. Essere felici. Anche se è difficile si può essere felici con l’amore di Dio ◊ Che anche se ti trovi in una situazione proprio pessima bisogna sempre sorridere e prenderla come viene, a non mollare mai e a resistere sempre. ◊ Che anche se hai difficoltà nella vita anche ad arrivare al punto di essere paralizzato, si può essere lo stesso felici perché c’è sempre l’aiuto di Dio. ◊ Che anche se è difficile si può essere felici.. Solo con l’amore di Dio. ◊ Che quando accadono le cose anche le più brutte c’è sempre una parte bella e qui ci ha fatto capire che la vita è troppo importante per sprecarla. Dio c’è sempre con noi specialmente nei momenti di paura e sconforto. ◊ Che nella vita la gente può cambiare in qualsiasi momento e su qualunque cosa fa di sbagliato. ◊ Ad essere sempre felici ed accontentarsi delle cose che abbiamo ricevuto dalla vita e ringraziamo sempre il Signore perché è lui a darci la vita. ◊ Ad essere felici e non pensare alla sofferenza. ◊ Che anche in un momento di sofferenza si può essere felici con Gesù. ◊ Nino cerca di insegnare ai giovani che nella vita uno deve essere sempre felice perché qualunque cosa noi facciamo è una missione che ci ha dato il Signore. E che con tutti i nostri interessi doveri abbiamo sempre del tempo da dedicare al Signore. Un avvenimento terribile può trasformarsi in una grande gioia con la fede ◊ Oggi Nino Baglieri ai giovani, oltre a prepararli per la cresima, insegna come un avvenimento terribile possa trasformarsi in una grande gioia grazie alla fede.

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Bisogna prendere esempio da lui ◊ Secondo me, Nino Baglieri mi ha insegnato che i problemi vanno affrontati … e rivolgersi sempre a Dio, che lui saprà aiutarti e non ti lascerà mai da solo. Spero nella mia vita di prendere esempio da lui. Altri insegnamenti e messaggi ◊ Che ad ogni fine c’è un nuovo inizio. ◊ Che la vita è una sola, che non va sprecata e non va rovinata. Che bisogna vivere bene senza fare del male perché la vita è una sola e va vissuta sia nei momenti belli sia in quelli brutti. ◊ Che la vita va vissuta al Meglio perché non sappiamo mai cosa ci aspetta Domani. ◊ Che è meglio aprire il cuore adesso e non troppo tardi.

Insegna ai giovani a non arrendersi perché qualunque problema, anche il più difficile, si può superare. Nella completa oscurità si puà trovare uno spiraglio di luce.


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Giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania A non arrendersi, ad affrontare ed accettare la sofferenza ◊ Insegna a non allontanarsi da Dio, a credere in Lui e nel suo amore per noi. Insegna che non è mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita, e che il cuore di Dio non sarà mai chiuso per noi, nonostante tutti i nostri peccati. Insegna a non arrendersi e a non abbandonarsi alla sofferenza, ma a lottare, consapevoli di avere Lui accanto. (17 anni) ◊ Ad andare avanti e, per chi ci crede, ad aver fede. (16 anni) ◊ Che la vita è dura, accadono disgrazie senza che noi riusciamo a dare una spiegazione, a comprendere i perché. Lui insegna ad affrontarle e ad accettarle. (16 anni) ◊ Che anche nella sofferenza si può trovare una via d’uscita, una ragione per vivere. Insegna anche che la fede in Dio può rendere la propria vita più bella, più leggera. (16 anni) Ad avere fede ◊ Insegna a non allontanarsi da Dio, a credere in Lui e nel suo amore per noi. Insegna che non è mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita, e che il cuore di Dio non sarà mai chiuso per noi, nonostante tutti i nostri peccati. Insegna a non arrendersi e a non abbandonarsi alla sofferenza, ma a lottare, consapevoli di avere Lui accanto. (17 anni) ◊ Ad avere fede in Dio perché solo avendo fede in lui possiamo riuscire ad andare avanti come è riuscito a fare lui. ◊ Ad andare avanti e, per chi ci crede, ad aver fede. (16 anni) ◊ Oggi Nino Baglieri ci vuole fare capire che dobbiamo avvicinarci sempre di più a Gesù in ogni circostanza. (17 anni) ◊ L’avvicinarsi a Dio. (17 anni) ◊ Egli è un grande esempio per i giovani ed insegna a loro come da una brutta vicenda fatta di dolore e sofferenza si può riuscire ad

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estrapolare sempre delle cose positive. E lui ci è riuscito anche per merito di Dio e del suo forte amore per Lui. Inoltre insegna ad avere fede nel Signore. (17 anni) ◊ Che Dio è con noi! Che Dio ci ama e ci perdona proprio grazie al suo immenso amore per noi. Il Signore è stato vicino a un uomo che aveva peccato e ciò ci deve far capire come lui non ci lasci mai, anche se noi sbagliamo. (16 anni) ◊ Che anche nella sofferenza si può trovare una via d’uscita, una ragione per vivere. Insegna anche che la fede in Dio può rendere la propria vita più bella, più leggera. (16 anni) L’impegno nel ritrovare la pace interiore ◊ l’impegno che chiunque, in un momento di difficoltà, può avere per ritrovare la pace interiore. Esempio per i giovani ◊ Egli è un grande esempio per i giovani ed insegna a loro come da una brutta vicenda fatta di dolore e sofferenza si può riuscire ad estrapolare sempre delle cose positive. E lui ci è riuscito anche per merito di Dio e del suo forte amore per Lui. Inoltre insegna ad avere fede nel Signore. (17 anni) ◊ Penso che lui sia proprio un esempio da seguire: insegna a vivere con sofferenza e dolore. a non arrendersi, ad affrontare le sfide della vita ◊ Non soltanto a non arrenderci di fronte alle difficoltà che la vita ci pone davanti accettando e superando le stesse ma soprattutto, attraverso la sua testimonianza, dobbiamo capire che il Signore non ci abbandona mai, nemmeno quando, nei momenti bui della nostra vita, pensiamo che si sia dimenticato di noi e che non ci vuole bene. (21 anni) ◊ Mi insegna ad affrontare le sfide di ogni giorno con dedizione e coscienza di tutte le mie facoltà fisiche e mentali. Mi insegna che sono fortunato ad avere la possibilità di vivere in maniera convenzional-


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mente "normale". Nello stesso tempo però non riesco a sentire in pieno la presenza di Dio nella mia vita, sento che c’è ma lo tengo al margine, di lato. In tutto questo vedo che il vero "fortunato" sia stato lui. (22 anni) ◊ Nino ci insegna ad essere forti, a non avere paura di nulla, a non mollare. Grazie Nino, grazie per la forza che ci trasmetti attraverso i tuoi scritti, il tuo video. … (24 anni) ad apprezzare ogni momento della propria vita ◊ Ad apprezzare ogni momento, consapevoli di non dare nulla per scontato. Oltretutto, se Nino, nella sua situazione, ha avuto la capacità di entrare nella santità, perché non dovrei provarci io, ragazzo perfettamente sano e nel pieno delle mie facoltà? Credo mi abbia insegnato a portare un po’ di testimonianza in ogni esperienza che la vita mi propone. (20 anni) a saper cercare la vera felicità ◊ Nel mondo di oggi una figura come Nino Baglieri è molto significativa; nel corso della ricerca della felicità più facilmente ci si perde in false verità e false gioie. Lui è riuscito a mostrare come attraverso la gioia di Dio si trova la felicità. Tutto ciò che ci circonda di materiale, i falsi miti sono nulla rispetto all’amore di Dio; la sua santità consiste non semplicemente nel dirlo ma nell’averla testimoniata con la sua intera vita. (22 anni) a capire il piano di Dio su di noi ◊ Vuole portare la sua testimonianza a tutti noi di come Dio stravolga tutto e ci conduce lungo un percorso che all’inizio può sembrare scuro ma con il tempo Dio illuminerà, rendendo tutto più semplice. (18 anni) ◊ Ad ascoltare la voce di Dio, ad aprire il loro cuore a Cristo, ad aiutare gli altri a trovare o "ritrovare" la fede in Dio.

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a dire di sì al Signore ◊ A dire pienamente sì al Signore, ad aprire il cuore a Lui, nonostante i numerosi e alti ostacoli che si possono incontrare durante il cammino di vita e soprattutto di fede: non basta dire sì soltanto una volta, va rinnovato ogni giorno il nostro sì, il nostro amore per il Signore. (20 anni) ◊ Per me è un’importantissima testimonianza di Dio. Di come bisogna affidarsi completamente alla volontà del Signore, perché solo così si possono superare le difficoltà, e si possono affrontare le proprie croci che ognuno ha nella sua vita. È importante ringraziare il Signore per ogni singolo momento della giornata, perché tutto quello che ci succede, sia positivo che negativo è per la nostra gioia. (23 anni) ◊ Anche quando pensiamo che la nostra vita sia finita, quando pensiamo che tutto sta andando a rotoli o in famiglia o al lavoro … non è così. In realtà tutto si può superare, basta avere fede in Gesù e tener presente sempre in noi che lui è con noi, che non ci abbandonerà mai. (24 anni) che Cristo è la nostra forza nonostante tutto ◊ Mi insegna che Cristo è più grande di ogni cosa, che è immensamente potente. Lui solo può dare la vita vera, la gioia profonda di vivere. In lui posso trovare la felicità. Sta a me scegliere se correre verso di Lui, aprendogli il mio cuore. Oggi mi insegna che davvero essere santi non vuol dire fare cose straordinarie. Nino era un uomo semplice, con un cuore semplice, il suo sì è stato semplice, ma pieno. (21 anni)

Nino ci insegna ad essere forti, a non avere paura di nulla, a non mollare. Grazie Nino, grazie per la forza che ci trasmetti attraverso i tuoi scritti, il tuo video...


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Membri del Gruppo "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT) Nella vita si può cambiare ◊ Che intanto la sofferenza non sono le cose banali che succedono, ma soprattutto che si può cambiare, anche se si è già arrivati al limite e si può ritornare al punto di partenza (14 anni) Non bisogna mollare mai e non ci si deve arrendere ◊ non mollare mai e ad avere sempre fede in Dio perché è Lui che ci accompagna in tutta la nostra vita. (16 anni) ◊ La voglia di vivere è tanta in noi che siamo ancora giovani … Nino con la sua disgrazia non ha mai mollato… È un esempio per tutti noi il suo non arrendersi. (15 anni) ◊ A non mollare mai anche se ci sono degli ostacoli che ce lo impediscono (15 anni) ◊ Nino è diventato uomo nuovo con un cuore nuovo; per comunicare verbalmente ha usato la bocca, ma ha usato la bocca anche per scrivere, lui convinto che poteva scrivere perché fosse una "missione di Dio", allora non si è perso d’animo, è andato avanti. Per me Nino insegna questo ai giovani, a non arrendersi, insegna che il Signore ci sarà sempre per noi; insegna anche che se non amiamo il Signore ora, lo potremmo amare anche in futuro, quando ci sentiremo il bisogno di aprire la porta del nostro cuore (14 anni) ◊ Che non bisogna mollare mai, anche se ci sono mille difficoltà. Se c’è Dio dentro di noi, nessuno può fermarci. Ci insegna anche che l’amore di Dio è grande e ci invita a pregare e ad avvicinarci sempre più a Dio seguendo il suo esempio di chi ha avuto stravolta la vita. (14 anni) Capire il progetto di Dio su di sé ◊ Io penso che Nino Baglieri voglia insegnare, attraverso il suo esempio di vita, a capire ciò che Dio ha riservato per ognuno di noi! (17 anni)

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Ricercare il Signore rispondendo alla sua chiamata ◊ A ricercare il Signore. A vivere del Signore rispondendo alla sua chiamata (16 anni) Con la fede tutto è gioia e tutto cambia ◊ Che in ogni momento della nostra vita il Signore è presente nei nostri cuori e con lui tutto è gioia, anche i momenti più oscuri possono diventare luce; e anche che non bisogna mai dire di no al Signore quando bussa alla porta del nostro cuore (14 anni) ◊ Che dobbiamo amare Dio perché con la fede tutto cambia, tutto diventa una gioia, e come ho detto prima lui l’ha vissuta e grazie a lui noi abbiamo la testimonianza che con Dio tutto cambia, basta solo crederci (14 anni) Gesù dà la forza di andare avanti ◊ Ad amare Gesù e ad essere felici e gioiosi anche nella sofferenza perché è Lui che ci dà la forza di andare avanti (17 anni) ◊ A credere nel Signore, ad avere fede e continuare ad andare avanti nonostante tutte le difficoltà che ci sono (15 anni)

Per me Nino insegna questo ai giovani, a non arrendersi,insegna che il Signore ci sarà sempre per noi; insegna anche che se non amiamo il Signore ora, lo potremmo amare anche in futuro, quando sentiremo il bisogno di aprire la porta del nostro cuore.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Studenti del Liceo classico statale "SPEDALIERI" di Catania A credere in Dio e aprirgli il cuore perché la fede è importante Primo Liceo ◊ A mio parere, Nino Baglieri insegna non solo ai giovani, ma a tutti di aprire il nostro cuore a Dio, proprio come ha fatto lui. Oggi, gli adolescenti non pensano a Dio, è un periodo questo in cui lui non scompare definitivamente dai nostri cuori, ma non è una priorità. Nino mi ha insegnato che l’amore per Dio è importante e cercherò di andare più a messa, di aprirgli il mio cuore e di leggere la Bibbia. ◊ Nino Baglieri, tramite la sua esperienza, insegna che grazie alla vocazione del Signore è riuscito a superare tutte le sue sofferenze. Dio è Amore, questo è quello che ha appreso Baglieri e che vuole insegnare ai giovani. ◊ Insegna che si deve avere sempre fiducia in Dio perché lui ci protegge e ci vuole bene. ◊ Insegna a credere in Dio. Esiste Dio e lui ce l’ha dimostrato. Personalmente io credo, e anche molto, e con queste diapositive credo ancor di più. Nino ci ha insegnato che nulla è perduto, tutto si può aggiustare. Nino ce l’ha fatta. È stato miracolato dalla parola di Dio e da Dio. ◊ Nino Baglieri dice che se ha avuto quell’incidente è perché il Signore lo ha voluto poiché attraverso questo lui è riuscito a trovare la fede. Egli esorta i giovani a far entrare Gesù nel proprio cuore e ad affrontare con gioia le difficoltà della vita per mezzo dell’amore di Cristo. ◊ Secondo me Nino Baglieri oggi insegna ai giovani che anche attraverso la sofferenza si può conoscere la felicità e ad arrivare a sentirsi realmente "figli di Dio". ◊ Oggi Nino Baglieri vuole insegnare ai giovani che la fede è importante, perché anche se la vita ci riserva dei brutti tiri, la fede può aiutarci a vivere bene una vita diversa da quella che si aveva precedentemente, ma all’insegna dell’amore di Dio. ◊ Secondo me Nino Baglieri vuole insegnare a noi giovani che la sofferenza può essere schiacciata se si ha una gioia più grande perché, attraverso la pace con noi stessi, anche le sofferenze che ci possono sembrare più gravi e insuperabili possono essere messe in secondo piano (o almeno questo è quello che secondo me voleva comunicarci).

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Secondo Liceo ◊ Lui insegna il fatto di non arrendersi mai di fronte ad ogni problema, piccolo o grande che sia, insegna che tutti abbiamo un posto nel mondo, tutti hanno una missione, basta solo ascoltare, riconoscere ed accettare Dio. Insegna che una vita con Dio è una vera vita, il senso della nostra esistenza è Dio, ed insegna anche come è bello il messaggio di Dio agli altri, come è bello far conoscere agli altri ciò che Dio ci ha rivelato. ◊ Nino Baglieri insegna ai giovani che tutto è possibile nella vita, di avere fiducia in Dio, e che le vie del Signore sono misteriose. ◊ Io credo che lui voglia insegnare ai ragazzi che non è mai troppo tardi per essere delle persone migliori, di credere in Dio e nella fede cristiana. ◊ Secondo me lui insegna a capire e trovare in ognuno di noi quella voce che ci accompagna, che ci segue e lui vuole farla conoscere. ◊ Insegna ai giovani di non perdere mai la forza, di andare avanti, la gioia, e di avvicinarsi al Signore sempre, perché solo con lui si è veramente felici. Terzo Liceo ◊ Secondo me Nino Baglieri oggi insegna ai giovani di andare sempre avanti e di non smettere mai di sognare e sperare perché la vita è un dono meraviglioso che il Signore ci ha dato. ◊ A mio parere Nino Baglieri insegna ai giovani che anche se qualcosa nella vita non va per il verso giusto non bisogna mai perdere la fede in Dio perché è questa che dà la forza per continuare a vivere e fare grandi cose. ◊ Nino Baglieri può costituire oggi un esempio per tutti quei giovani che credono che la vita sia solo sofferenza. I giovani, molto spesso infatti non riescono ad apprezzare la vita, che sia questa un dono di Dio o meno, poiché non hanno alcun punto di riferimento al quale rivolgersi. Dio potrebbe esserne uno più che valido. ◊ Nino Baglieri insegna ai giovani a cercare la fede in ogni cosa; perché anche se non si vede, Dio è ovunque. ◊ Lottare e di avere fede in Dio.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Andare avanti, non fermarsi dinanzi agli ostacoli, non abbattersi Primo Liceo ◊ Insegna che nonostante le cose terribili che nella vita ci possono accadere, c’è sempre qualcosa per cui vale la pena ricominciare a star bene. ◊ Nino Baglieri insegna ai giovani che la vita non si ferma, e che se si "cade" bisogna trovare il coraggio di "rialzarsi" e non a piangersi addosso. ◊ Secondo me oggi Nino Baglieri insegna ai giovani come superare le difficoltà, come imparare a trarre vantaggio da eventi che potrebbero sembrare catastrofici, facendoli diventare quasi "privilegi". Insegna a non perdere mai la speranza, la fede nel Signore, che è e sarà sempre pronto ad aiutare coloro che non si lasciano condizionare da avvenimenti più o meno gravi. ◊ Secondo me, Nino Baglieri insegna ai giovani ad andare avanti, a non fermarsi ai vari ostacoli che troviamo sul nostro percorso. Ciò è possibile grazie a qualcosa cui credere che rende forte e fa superare le varie difficoltà. ◊ Nino Baglieri vuole insegnare ai giovani che ci può essere sempre speranza, anche in una situazione come la sua. ◊ Insegna a non abbattersi mai, che anche nei momenti più bui e terribili della nostra vita non saremo mai soli. Anche se si cade a terra bisogna avere il coraggio di rialzarsi. "Un vero eroe è quello che si alza anche quando non può". ◊ Nino Baglieri, al di là della fede religiosa, insegna ai giovani a trovare la forza di accettare il dolore e gli avvenimenti che ci potrebbero sembrare ingiusti e immotivati e, senza deprimersi e abbandonarsi al vittimismo, andare avanti. ◊ Insegna a non arrendersi mai, poiché ad ogni avvenimento, bello o brutto, corrisponde sempre un perché ed un messaggio da inglobare nel nostro essere. Secondo Liceo ◊ Lui insegna il fatto di non arrendersi mai di fronte ad ogni problema, piccolo o grande che sia.

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◊ Spesso tra i miei coetanei sento lamentele riguardo problemi di piccola entità; la vita di Nino Baglieri ci insegna che non solo le nostre lamentele spesso sono futili e insensate, ma anche, che, nei momenti difficili è importante non demordere e cercare qualche cosa per la quale andare avanti. ◊ Ci insegna ad accettare le sofferenze senza demoralizzarsi. ◊ A mio parere Nino Baglieri insegna, oltre la fede in Dio tramite la quale lui ha trovato la felicità, anche a non arrendersi ai colpi della vita, che a volte possono essere molto duri, ma noi dobbiamo accettare la nostra condizione e continuare a vivere con felicità, e dopo averlo fatto dobbiamo anche insegnarlo agli altri per renderli partecipi della nostra gioia e aiutarli a trovare la loro. ◊ È di grande esempio per noi, perché ci rende consapevoli delle nostre capacità e del modo con cui approcciarci alla vita e alle sue difficoltà. ◊ La storia di Nino Baglieri insegna ai giovani a non fermarsi subito davanti a una difficoltà e ad andare avanti con il proprio cuore e le proprie forze. ◊ Insegna ai giovani a non abbattersi, a non demoralizzarsi anche in situazioni come la sua; ad affrontare la vita con gioia e serenità! ◊ Quest’uomo secondo me oggi insegna ai giovani che in qualunque circostanza e in ogni momento della nostra vita, anche quando tutto ci appare buio, possiamo trovare la felicità. ◊ Insegna ai giovani di non perdere mai la forza, di andare avanti. Terzo Liceo ◊ Insegna a non abbattersi di fronte alle avversità della vita, ad essere sempre speranzosi. ◊ Secondo me Nino Baglieri oggi insegna ai giovani di andare sempre avanti e di non smettere mai di sognare e sperare perché la vita è un dono meraviglioso che il Signore ci ha dato. ◊ Che la voglia di vivere, in qualsiasi modo, è spesso più forte del desiderio di morte. ◊ Nino Baglieri insegna ai giovani che oggi si sentono prossimi alla disperazione per le ragioni più svariate, ad esempio la mancanza di un lavoro, che la fiducia in un ideale, qualunque esso sia, può dare la forza di andare avanti.


I giovani parlano di Nino Baglieri

◊ Secondo me Nino Baglieri insegna che per gli uomini basta trovare un punto di riferimento verso cui dirigere la propria vita, per poter andare avanti nelle difficoltà. ◊ Insegna a continuare a vivere e a non arrendersi mai, perché la vita riserva delle occasioni diverse per ognuno di noi. ◊ Che si può stare bene con sé stessi e con gli altri, anche se si soffre. La vita è più bella e più felice grazie a Gesù Primo Liceo ◊ Egli vuole insegnare ai giovani come la vita è più bella, più felice grazie a Gesù. E soprattutto di non cadere nel dolore, nella disperazione. Secondo Liceo ◊ A noi giovani secondo me, Nino Baglieri insegna che la felicità e la gioia non sono dati dai beni materiali ma invece dalla gioia d’animo, che grazie all’unione con Dio possiamo raggiungere. ◊ Insegna che per trovare la felicità bisogna credere in Dio ed avere fede. La vita è un dono di Dio Secondo Liceo ◊ Insegna a prendere la vita come un dono. Terzo Liceo ◊ Può insegnare che la vita è un dono prezioso, che ci viene fatto una volta sola, e dunque di accettarlo anche se non è come si vorrebbe. Non allontanare Dio dalla propria vita Terzo Liceo ◊ A non allontanare Dio dalla loro vita. E che anche in un momento di sofferenza Dio sia disposto ad aiutarli.

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Vivere bene la propria vita Secondo Liceo ◊ Nino Baglieri insegna ai giovani, ma secondo me a tutti, l’importanza di vivere una vita bene: sembrava, apparentemente, che la sua vita vera fosse quella prima della caduta, in cui poteva muoversi e fare tutto quello che fanno tutti, ma la vera vita per lui è quella successiva alla caduta, in cui riesce a trovare il bello della vita, il positivo, anche nella sua condizione.

Oggi, gli adolescenti non pensano a Dio, è un periodo questo in cui lui non scompare definirivamente dai nostri cuori; ma non è una priorità. Nino mi ha insegnato che l'amore per Dio è importante e cercherò di andare di più a messa, di aprirgli il mio cuore e di leggere la Bibbia.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Studenti che si dichiarano non credenti Primo Liceo ◊ Dovrebbe insegnare che la "fede" in dio, sicuramente non porta alla guarigione o alla risoluzione di alcun problema. Sempre con rispetto per l’avvenuto. ◊ Insegna una illusione, una bella illusione. Non è grazie alla fede che scrive con la bocca, non è grazie a Dio che può ancora parlare, non è grazie all’amore se può ancora respirare e non è e non sarà grazie a Dio che un giorno forse vicino o lontano tornerà a camminare. L’unica cosa che insegna è il catechismo. Secondo Liceo ◊ Può insegnare tutto e niente se il suo uditorio (in questo caso i giovani) non comprende la vera sua essenza e storia ma rimane fermo all’immagine che altri ha. ◊ A mio parere non insegna niente poichè ogni disgrazia può essere vissuta in modo personale; non tutti potrebbero trovare conforto nella fede come lui ha fatto. Terzo Liceo ◊ Il problema fondamentale è che Nino Baglieri, abbandonando la religione cristiana durante la sua giovinezza e ritrovandola solo dopo l’incidente, non si è dimostrato molto coerente. Certo, ha ovviamente "usato" Dio come appiglio inizialmente, ma poi ha ritrovato la via. Secondo me Nino Baglieri è "la pecorella smarrita", che insegna a tutti che chiunque può ritrovare la strada e andare avanti. ◊ Secondo me non dà un vero e proprio insegnamento. La sua vita testimonia come la fede lo abbia aiutato nell’affrontare questa situazione, ma io personalmente non credo che sia qualcosa di universalmente condivisibile, dal momento che ognuno reagisce in modo diverso e trova qualcosa in cui appigliarsi. ◊ Non sono sicura che la sua storia possa colpire i giovani. ◊ Onestamente non saprei: mi ha lasciato sconcertato e traumatizzato, non positivamente!

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◊ Secondo me nulla. Perché è vero che lui è stato paralizzato, ma per credere in Dio non bisogna avere una disgrazia, credere in Dio deve essere una... una volontà di ognuno di noi. ◊ Il suo messaggio può essere ricevuto e può risultare utile solo a chi ha una sensibilità religiosa. Chi, come me, non ne è dotato non può riuscire a mettersi nella sua ottica e ricevere un’utilità dal racconto della sua vicenda.

Secondo me insegna nulla. Perché è vero che lui è stato paralizzato, ma per credere in Dio non bisogna avere una disgrazia, credere in Dio deve essere una volontà di ognuno di noi.


CONCLUSIONE


I giovani parlano di Nino Baglieri

CONCLUSIONE

Concludo questa carrellata di confronto di tanti giovani con Nino Baglieri presentando la testimonianza di una giovane dottoressa del mio paese la quale, avendo partecipato tanti anni fa ad una giornata di ritiro in cui presentai la figura di Nino Baglieri, ne fu intensamente colpita. Col passare degli anni mi parlava di ciò che aveva suscitato e continuava a suscitare in lei la testimonianza di questo grande uomo. Avendole chiesto di mettermi per iscritto ciò che ancora rappresenta per lei Nino Baglieri, così si è espressa: La testimonianza di Nino Baglieri è stata per me fonte di inestimabile ricchezza. Nino Baglieri mi ha insegnato a guardare al di là di ciò che appare… a guardare con gli occhi del cuore. Nino “prigioniero” del suo corpo immobile ma libero di amare… Una vita giudicata da molti “inutile” e invece fonte di ricchezza per tanti uomini e donne e soprattutto per tanti giovani come me. Nino dal letto della sua stanza è riuscito a raggiungere il cuore di diverse persone… Una vita immaginata triste e buia da parte di tanti e invece radiosa e felice… Una vita privata delle forze fisiche ma spinta dalla forza dell’Amore!!! È questo ciò che mi ha sconvolto della sua testimonianza, e che cerco di tenere ben presente quando, come tanti giovani, mi interrogo sul senso della vita e su cosa sia la felicità!!!!

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Carissimo Nino, Uno dei giovani che ti ha conosciuto tramite il Power Point è stato colpito dalla mancanza in te di un’idea tua propria, in quanto venendoti a mancare la padronanza del tuo corpo ti sei rifugiato nella religione, optando quindi per la scelta meno impegnativa. Si è anche meravigliato come tu creda in un Dio buono che ti vuole bene lasciandoti precipitare da un’impalcatura. Un altro giovane invece è stato molto colpito dalla tua fede nel Signore, dalla tua totale devozione. Soprattutto è stato colpito perché hai considerato vera vita non quella prima dell’incidente ma quella dopo dell’incidente perché era con Dio. Veglia su tutti i giovani del mondo, su quelli che non ti capiscono e su quelli che sono entusiasti di te, o atleta della santità!


CANZONI CORRERE COME VOLARE SULLE ALI DELLA CROCE


I giovani parlano di Nino Baglieri

Correre come volare 1.

Fermo immagine di quel giorno in cui mi sono perso e ho capito che la mia vita non ha senso e lo sconforto ha il sopravvento

2.

Ho sofferto, ho bestemmiato ma col tempo a Lui son ritornato. La Sua luce mi ha folgorato ed il mio cuore a Lui ho donato..

Rit.

Occhi per vedere Voci per cantare Cuori per pregare Nino Baglieri sui nostri sentieri

3.

Da questo letto posso dire io son felice perchè ho trovato Te... Ti fai Ostia Tu per noi così saremo Ostia per gli altri... Rit.

4.

Un sorriso così immenso tanto grande ed intenso così forte da affrontare un mondo da dimenticare. Rit.

Tu mi guardi e magari ti domandi, da dove viene questa gioia che mi illumina, questa gioia che accende il mio viso sofferente... Amico, gioisci col Signore, che se Lui rende felice un diverso come me ancor di più renderà felice te..

Lui è la forza... Lui è la vita.. Lui è il mio mondo.. Rit.

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CORRERE COME VOLARE Correre come Volare Giovani Orizzonti

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I giovani parlano di Nino Baglieri Correre come volare La! ! Re Fermo immagine di quel giorno La! ! Re In cui mi sono perso e ho capito che La Re La mia vita non ha senso Fa! ! ! Mi e lo sconforto ha il sopravvento La Re Ho sofferto, ho bestemmiato La! ! Re Ma col tempo a Lui son ritornato La Re La Sua luce mi ha folgorato Fa! ! ! Mi Ed il mio cuore a Lui ho donato.. La Occhi per vedere Mi Voci per cantare Fa#Cuori per pregare Re! ! ReNino Baglieri sui nostri sentieri!

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Da questo letto posso dire io son felice perché ho trovato Te... Ti fai Ostia Tu per noi Così saremo Ostia per gli altri... Occhi per vedere... Un sorriso così immenso Tanto grande ed intenso Così forte da affrontare Un mondo da dimenticare. Occhi per vedere... [rap] Tu mi guardi e magari ti domandi, da dove viene questa gioia che mi illumina, questa gioia che accende il mio viso sofferente.. Amico, gioisci col Signore, che se Lui rende felice un diverso come me ancor di più renderà felice te.. Lui è la forza.. Lui è la vita.. Lui è il mio mondo.. Occhi per vedere...

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SULLE ALI DELLA CROCE Cuore gonfio, occhi grandi da quel ponte sogni infranti Piedi stanchi miei Dio dove sei? Come brace i miei rimpianti Da quel ponte sogni infranti Di me cosa farò? Cireneo per gli altri sarò! La tua croce prenderò donerò l’amore Tuo per me.

Chiodi a letto, croce al petto rabbia e spine, cerchi un fine Sul calvario mio Io Ti seguirò Suoni e danze, vesti bianche gioia e canto, giorno Santo Braccia aperte che corrono da te Il mio posto prenderò e con Te, Gesù, risorgerò!

Apri il tuo cuore al Signor vivi la sua volontà sulle ali della Croce alzati e corri da Lui

Apri il tuo cuore al Signor vivi la sua volontà sulle ali della Croce alzati e corri da Lui.

Apri il tuo cuore al Signor vivi la sua volontà sulle ali della Croce chiave per il Paradiso

Libera il cuore al Signor grida il tuo Sì alla Santità sulle ali della Croce chiave per il Paradiso.

Apri il tuo cuore al Signor Vivi la sua volontà sulle ali della Croce alzati e corri da Lui. Libera il cuore al Signor grida il tuo Sì alla Santità sulle ali della Croce chiave per il paradiso.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Oltre alla canzone CORRERE COME VOLARE, parte integrante del libro, ho voluto aggiungere il testo di un’altra canzone SULLE ALI DELLA CROCE, «cantata e danzata» dai DB FRIENDS, associazione che opera nell’Istituto delle FMA di Biancavilla (CT), davanti ai tremila ragazzi e giovani che il 4 marzo 2012 hanno vissuto la stupenda esperienza della Festa GIOVANI al Pala Rizza di Modica (RG). Autore del testo è il giovane salesiano Alfredo Michele Calderoni, SDB, mentre la musica e le voci sono dell’Associazione DB FRIENDS. L’autore del testo spiega in modo molto dettagliato il senso della canzone per farne comprendere il messaggio. È davvero difficile esprimere con il testo di una canzone la Santità di una persona ma ancor di più pensare di racchiuderla tra le righe di uno spartito per farne un canto. Questo, dunque, vuole essere un Inno alla vita che vola attraverso le parole, che penetra dritto al cuore di ogni giovane e che ci mostra, attraverso la figura di Nino Baglieri, che Vivere la Santità è possibile, anche nella sofferenza. Cari giovani, lasciamoci allora guidare da chi, come lui, ha fatto della sua vita un Modello per tutti noi, sposando il carisma salesiano, il carisma della Risurrezione, del Gesù morto ma Risorto per ciascuno di noi e che ancora oggi ci fa gridare quel “Da mihi animas” che ha impregnato tutta la vita di don Bosco. Proprio perché vuole essere un Inno alla vita che parte dall’incontro con Gesù Risorto, la musicalità travolgente del canto ci accompagna a scoprire i tratti salienti della vita di Nino e il suo modo di vivere, di sentire e di partecipare alla sofferenza. Una sofferenza che si trasforma in gioia. Ripercorrendo allora il “Calvario” di Nino, ognuno di noi si sentirà chiamato e condotto ad “aprire il proprio cuore al Signore” per “vivere la sua Volontà”, per fare della propria vita, insieme a Cristo e con Cristo, un Dono per gli altri. La prima strofa parte dall’incidente di Nino (6 maggio 1986). “Da quel ponte” dove cadono e si infrangono assieme a lui anche i suoi sogni, quelli di un giovane diciassettenne. Ed è da quell’incidente che inizia il

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suo “Calvario”. Un Calvario che gli fa sperimentare il “cuore gonfio”. Sì, gonfio di lacrime, gonfio di rabbia, gonfio anche di odio per un Dio che inizialmente non riesce a vedere e a trovare nonostante le forti grida, nonostante la sua ricerca e non gli resta che chiedersi: “Dio dove sei? Di me cosa farò?”. Sono le lacrime e i pensieri di un Santo del Quotidiano in cui la rabbia pian piano cede il passo ad un bagliore di speranza: amici, parenti, sacerdoti … tutti dividono con lui la sofferenza, portano lungo il suo Calvario il peso della sua croce. È possibile, sì, dice Nino, vivere la sofferenza con gli occhi di Dio, è possibile se cambio prospettiva, se vivo la mia sofferenza da “Cireneo”, se aiuto chi, come me, è costretto a vivere sospeso sulla croce del proprio quotidiano. C’è ancora un’ultima speranza per chi soffre: “Donare la vita per gli altri”, offrire le proprie sofferenze per la costruzione di un mondo migliore. A questo punto il grido di Nino approda alle sorgenti dell’Amore, del Vero Amore, di quell’Amore che si dona perché lo abbiamo ricevuto da chi alimenta quella Sorgente e anche noi, assieme a lui, canteremo: “Donerò l’amore Tuo per me!”. Per Te: un invito, una scelta, una chiamata … per Amore dell’Amore. Dunque “Apri il tuo cuore al Signor”, apri il tuo cuore all’Amore, al Dono che si fa dono, alla Novità della generosità, alla Speranza che ci fa Ri - Sorgere e “Vivi la Sua Volontà” sperimentando nella tua vita la Bellezza della Santità del quotidiano, fatto forse di sofferenze e croci, ma che vissute nell’ottica del Dono, hanno un sapore più dolce, colorano la tua esistenza di Infinita Bontà, lasciano il segno, la cicatrice della Misericordia di Dio, di un Dio che cammina accanto a Te per portarti tra le Dune del Suo Regno. Monta, allora, “Sulle ali della Croce” e insieme corri verso Lui poiché la Croce è “Chiave per il Paradiso”, chiave della gioia della tua Santità, chiave e passaporto per approdare sulle sponde della Felicità. “Alzati”, non aver paura, solleva il tuo sguardo, il tuo viso, sogna in grande e, con lo stesso desiderio che Nino portava in cuore, “Corri da Lui”, verso Lui, con Lui. Spesso e per molti, la croce è proprio il non poter muoversi, come Nino. Ma anche lì, il letto diventa il mezzo, lo strumento per la personale santificazione. Lì, nel letto “Inchiodato”, sperimentando i “chiodi” di Gesù, sentendo le piaghe come “spine” e cercando in tutto questo un “fine”, ancora una volta la scelta di seguire Gesù “sul Calvario mio” diventa il sentiero che mi fa giungere, come Gesù, alla Risurrezione,


I giovani parlano di Nino Baglieri

ma solo con Lui nel cuore, “nel petto”. Ecco il vero segreto della vita pienamente vissuta accettando la croce! L’accettazione, che non sa di rassegnazione, mi porta in “Paradiso”. È l’accettazione che fa “alzare il tono” alla mia canzone, alla mia vita, alla musica che permea la mia storia. Tra “suoni e danze, vesti bianche” ecco, dunque, la meravigliosa descrizione dell’approdo in Paradiso descritto da chi, come Nino, l’ha sempre sognato così. È così che sognava il suo esordio in Cielo Nino, tra “gioia e canto”, proprio come si fa in un “giorno Santo”, come si fa per un Santo, come ha imparato da quel Santo della Gioia che è don Bosco. “Braccia aperte” sono le braccia del Padre che accoglie tutti e ciascuno ma anche le braccia di ogni uomo, donna, di ogni giovane che nella sofferenza, cerca un aiuto nella Paterna Misericordia di Dio che Egli certamente non rifiuta! Fin dall’eternità il Signore ci ha pensati e ha anche scelto e preparato un posto per ognuno di noi e Nino, che ha corso più di tutti, ha già preso il suo posto ma aspetta, assieme a don Bosco e a S. Domenico Savio, che ognuno di noi possa prendere il proprio e che ognuno di noi possa testimoniare al mondo che “con Te Gesù, Risorgerò!”. Allora caro compagno di viaggio, allaccia le cinture e parti. Lascia dietro le tue spalle dubbi e paure, fai spazio nel tuo cuore, adesso puoi, adesso hai un Modello, una Guida, uno Stile di vita … Insegui i tuoi sogni, non lasciarti vivere ma vivi a pieno le tue giornate, le tue croci, le tue gioie, accoglile, donale e condividile! “Libera il cuore al tuo Signor”, lasciati sedurre e condurre da Lui per gridare “il tuo Sì alla Santità”. Osa, abbi il coraggio di non arrenderti, di non scoraggiarti di fronte agli ostacoli, di non vivere di rimpianti ma dai un senso a ciò che fai, che vivi, che senti, metti “le ali” alle tue croci e corri da Lui … c’è un Dio che ti aspetta, che crede in te, che ti ama! Ama, poiché nell’Amore troverai la forza per continuare a “volare alto”! Lasciamoci allora travolgere da questa canzone, facciamola nostra e rendiamo la nostra vita un Magnificat per le persone che Lui ci ha donato, gli esempi che in loro ci ha mostrato e l’amore che attraverso loro ci ha manifestato. Vivere con Gioia la sofferenza è possibile … è il mezzo per la tua Felicità, la chiave della tua Santità!

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APPENDICE

• Le date fondamentali nella vita di Nino Baglieri • Nino Baglieri si racconta... • Lettera di Nino Baglieri ai giovani • Messaggio ai giovani di Nino Baglieri dal Santuario di Loreto • Testimonianza su Nino Baglieri del Rettor Maggiore dei Salesiani Don Pascual Chavez • Poesie-messaggio di Nino Baglieri


I giovani parlano di Nino Baglieri

Le date fondamentali nella vita di Nino Baglieri 1 maggio 1951

Nasce a Modica (RG) da Pietro e Giuseppina Rivarolo

5 maggio 1951

È battezzato nella parrocchia S. Antonio di Padova di Modica Alta

2 giugno 1959

Riceve la Prima Comunione e, nello stesso giorno, la Cresima

6 maggio 1968

Precipita dal quarto piano da diciassette metri di altezza, un metro per ogni anno della sua età, come fa notare nelle sue Memorie

15 maggio 1979

Presso una radio di Modica racconta la sua storia e legge la sua prima poesia Sono un tetraplegico

1980

Partecipa, a Como, ad un Concorso di poesia vincendo il premio CANTON TICINO 1980

25 maggio 1980

Pentecoste. Riceve l’effusione dello Spirito Santo

6 maggio 1982

Da questa data in poi Nino festeggia l’Anniversario della Croce (della caduta)

1983

Viene pubblicato dalla SETIM Editrice il suo primo libro, autobiografico, Dalla sofferenza alla gioia

6 maggio 1983

Ricorre il 15° anniversario della caduta. Consacra alla presenza del suo vescovo, Mons. Nicolosi, la sua vita, le sue sofferenze, offrendosi vittima per il papa, i vescovi, i sacerdoti e per le vocazioni

29 gennaio 1984

Fa la promessa di Cooperatore Salesiano

4 febbraio 1996

Emette la prima Professione come "Volontario con Don Bosco (CDB)" presso il "San Tommaso" di Messina

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18 marzo 2004

Riceve la visita dell’urna di Domenico Savio, che viene introdotta nella sua stanza, entrando a millimetro per la porta

31 agosto 2004

Emette la Professione Perpetua tra i CDB presso la parrocchia salesiana "Maria Ausiliatrice" di Modica Alta

2 marzo 2007

Alle ore 8 muore, concludendo così la sua corsa di atleta di Dio

gennaio 2009

Nel commento alla Strenna 2009, il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez pone Nino Baglieri accanto ai santi e testimoni della Famiglia Salesiana

gennaio 2011

Nel commento alla Strenna 2011, il Rettor Maggiore Dan Pascual Chavez richiama esplicitamente la testimonianza di Nino Baglieri

3 marzo 2012

Cattedrale di Noto. Durante la Celebrazione della Parola, presieduta dal Vescovo Mons. Antonio Staglianò, essendo presente il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez ed il Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, Don Pierluigi Cameroni, viene presentata la richiesta ufficiale per l’avvio della Causa di Beatificazione di Nino

4 marzo 2012

Modica Alta-Pala Rizza. Si svolge la FESTA GIOVANI con la presenza di circa tremila ragazzi e giovani provenienti da tutta la Sicilia. Lo slogan della giornata è Corro verso la santità, come Nino, atleta di Dio

31 gennaio 2013

Viene emanato il Nulla osta della Santa Sede alla Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Antonino Baglieri


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I giovani parlano di Nino Baglieri

Nino Baglieri si racconta … All'età di 29 anni e dodici anni dopo l'incidente Nino Baglieri, ormai preso dal Signore da due anni, ha inviato alla rivista "Il Messaggero" la sua testimonianza scritta con una penna tenuta con la bocca. Ed ecco l’articolo pubblicato sulla rivista:

"

Dalla sofferenza alla gioia: Lode al Signore La storia di Nino Baglieri, un giovane di 29 anni, paralizzato mani e gambe, di Modica Alta (Ragusa), scritta da lui stesso con una penna tenuta con la bocca e spedita in esclusiva a "Il Messaggero". di Nino Baglieri Il mio nome è Nino Baglieri. Sono nato a Modica, una città della provincia di Ragusa, Sicilia. Sono nato il 1° maggio 1951. Ero un ragazzo alto e robusto; lavoravo facendo il muratore; non credevo in Dio, come tanti ragazzi d’oggi. Iniziai a lavorare all’età di 13 anni, dopo di aver finito la quinta elementare. Dopo quattro anni di lavoro, quindi all’età di 17 anni, un giorno mi recai a lavorare come tutti gli altri giorni. Era il lunedì del 6 maggio 1968. Era un tiepido giorno di primavera, ma quel giorno doveva essere un giorno importante per la mia vita: sarebbe stato il cambiamento della mia vita, dalla bella vita a una vita fatta di sofferenze. Erano le undici. Mi trovavo sopra un’impalcatura al quarto piano; dovevamo intonacare la parte esterna del palazzo, quando all’improvviso sentii il vuoto sotto i miei piedi; era caduto un tavolone. Precipitai dall’altezza di 17 metri. Non sentii niente; sentii solo un tonfo quando sbattei per terra. Mi risvegliai in ospedale. Mi accorsi che ero tutto paralizzato. Nella caduta avevo riportato la frattura


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della quinta, sesta e settima vertebra cervicale e la frattura del femore destro. Così è cominciato il mio lungo pellegrinaggio negli ospedali. A Modica restai solo un giorno e la stessa sera mi portarono a Siracusa. Le mie condizioni erano pessime. Si aspettava il mio decesso da un momento all’altro. Giunto a Siracusa in ospedale, mi misero in trazione, per tenere la testa ferma. Era come una museruola per cani, con cinque chili di peso, e altri cinque chili nella gamba fratturata per tenerla in trazione. Furono i giorni più lunghi e dolorosi della mia vita. In quei giorni tristi, mi ricordai di nostro Signore e lo pregavo. Era la prima volta che pregavo il Signore e la prima volta che lo cercavo. Lo pregavo affinchè facesse terminare quegli atroci momenti. Quante volte invocai la morte per liberarmi da quelle infermità! Oltre ai dolori, mi torturava il pensiero di restare fermo per tutta la vita. Restai in questa posizione per 15 giorni; e quando mi girarono, mi aspettava un’altra prova: si erano formate delle grandi piaghe su quasi tutto il corpo, la mia carne era cominciata a putrefarsi, mentre ero ancora in vita, e i primi vermi avevano cominciato la loro opera di distruzione. Il mio pensiero mi torturava ancora di più, e pensavo a quello che sarebbe stata la mia fine e se ce l’avrei fatta a ritornare come una volta. Restai a Siracusa 45 giorni. Le piaghe si aggravarono e mi trasferirono a Ostia, vicino a Roma. Così il maggio 1968 partii in treno con mia mamma per Ostia al Centro Paraplegici. Il personale era qualificato e mi trovai molto bene. In questo ospedale rimasi due anni. Ho visto tanti ragazzi nelle mie condizioni, seduti su una sedia a rotelle; e io ero sempre triste pensando di dover passare il resto della mia vita su una sedia a rotelle; ho visto tante persone soffrire e anche degli amici morirmi accanto vicino al mio letto; e la mia sofferenza diventava sempre più forte spiritualmente. Finalmente, dopo due anni potei tornare a casa. Le piaghe erano guarite ed io ero contento di ritornare a casa, anche se su una sedia a rotelle. Che grande gioia nel mio cuore vede-


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re dopo due anni la mia casa, i miei parenti e i miei amici. Ma quella gioia è durata poco. Difatti dopo qualche mese, i miei amici cominciarono ad allontanarsi e cominciai a conoscere la solitudine. Restavo sempre in casa perché mi sentivo emarginato da tutti, e vedevo solo i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella. Quando d’estate mi alzavo, mi mettevo in luoghi dove non mi vedesse nessuno. Odiavo la gente che camminava ed io invece no. Così ho trascorso tanti anni fino al mese di marzo del 1978, restando solo in compagnia della solitudine e della sofferenza e mi sfogavo bestemmiando. Chi l’avrebbe detto che dopo tanta sofferenza la mia vita sarebbe cambiata; e tutto cominciò così. Ai primi di marzo del 1978, conobbi dei ragazzi che appartenevano a un gruppo di Carismatici o gruppo di Rinnovamento nello Spirito, i quali cominciarono a parlarmi di nostro Signore e delle sue meravigliose opere. Io ero incredulo e restavo meravigliato di tutte quelle belle parole; e mi domandavo come ero potuto restare per tanti anni nelle tenebre, come avevo potuto bestemmiare quel nome per tanti anni. Eppure adesso il Signore mi chiamava a sé attraverso quel gruppo di Carismatici. Così il Venerdì Santo del 1978 venne a casa mia tutto il gruppo e anche Padre Aldo. Pregarono per me, e quando mi imposero le mani, qualcosa cambiò dentro di me; mi sentii rinnovato e come se in me fosse entrato qualcosa; e fu grande la mia gioia. Mi regalarono il Nuovo Testamento e mi dissero di leggerlo, così ebbi il primo contatto con Gesù. Incominciai a leggere il Vangelo. Leggevo quasi tutto il giorno senza stancarmi; e più leggevo e più volevo leggere; la mia sete di lettura aumentava sempre di più. Finii di leggere il Vangelo e mi comprai la Sacra Bibbia per saperne di più di questo Dio buono e generoso, che aveva avuto pietà di me anche se ero peccatore. Così trascorsi un altro anno; e ogni giorno mi arricchivo sempre più del Suo amore e la mia gioia aumentava sempre di più; ma non

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sapevo che ero ancora all’inizio del mio cammino spirituale e all’inizio di una grande gioia; ma ecco che nel mese di marzo del 1979 un grande miracolo il Signore operò in me. Avevo dei ragazzi ai quali facevo fare i compiti. In quel giorno avevano da fare dei disegni. Il Signore mi fece capire di prendere una matita in bocca, ed incominciare a fare dei segni su un foglietto, e così feci ed incominciai a disegnare; e per prima cosa disegnai i miei amici. Signore, quanto ti voglio bene! Poi feci delle barchette e delle casette e scrivevo il mio nome in ogni disegno; poi il Signore mi fece capire di lasciare il disegno e invece scrivere tutto quello che sentivo dentro il cuore. Così cominciai a scrivere delle poesie e tutto quello che avevo vissuto. E la mia scrittura giorno per giorno migliorava; e ogni giorno leggevo la sua Parola. Adesso il tempo passava presto, e la mia gioia aumentava. Non mi accorgevo più delle sofferenze perché la mia mente era sempre occupata; pensavo sempre al Signore e lo pregavo e lo ringraziavo per quella grande gioia che mi dava, il Signore, il mio Signore! Il mio cuore esultava di gioia e tutta quella gioia non la potevo contenere dentro di me; sentivo il bisogno di dare un po’ della mia gioia agli altri e così cominciai la mia missione. Cercavo in tutti i modi di parlare del Signore alla gente. Telefonai a una radio privata di Modica e su questa radio raccontai la mia storia e lessi la prima poesia. La gente accolse molto bene il mio intervento. Era il 15 maggio 1979. Continuai a telefonare alla radio tutta l’estate quasi ogni giorno e cominciai a raccogliere i primi frutti. Conobbi tanti amici. Tante persone vennero a trovarmi e altri mi telefonarono. La mia gioia aumentava sempre di più. La solitudine, che per tanti anni mi aveva fatto compagnia, adesso non esisteva più; e neanche la sofferenza esisteva più. Ero e sono sempre felice. Finalmente avevo capito perché vivevo e perché soffrivo.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Poi entrai a far parte del gruppo di Carismatici di Don Marino, quel parroco che io avevo odiato per tanti anni e che adesso con l’amore del Signore mi era diventato più di un amico, un fratello in Cristo. Così feci il mio ingresso in questo gruppo. Cominciai con Don Marino a fare i seminari insieme ai due miei amici più cari. Così nel giorno di Pentecoste il 25 maggio 1980 ricevetti l’effusione dello Spirito Santo. Adesso il mio contatto con Gesù era più completo e so di appartenere a Lui solo e la mia vita è dedicata a Lui, perché anch’io sono diventato un suo discepolo e devo continuare la mia missione che mi è stata affidata. Debbo essere un suo testimone e portare la mia testimonianza il più lontano possibile, perché molta gente soffre e molta gente non crede in Dio. Mi misi poi in contatto con una radio di Ragusa e incominciai anche qui a fare le mie trasmissioni. Cominciai a raccogliere altri frutti: tante telefonate, tante lettere da quasi mezza Sicilia; persone che mi chiedevano di pregare per loro, e io lo facevo con tutto il cuore, e il Signore ascoltava le mie preghiere e le esaudiva; e la mia felicità aumentava. Lode al Signore e alla sua grande gloria! Adesso sono qui felice di essere in queste condizioni e felice di offrire le mie sofferenze, per amore di nostro Signore. Continuo a fare le mie trasmissioni alla radio tre volte la settimana. Insegno anche catechismo a dei ragazzi della Cresima una volta la settimana. Due volte la settimana ho delle riunioni di preghiera con Don Marino e il gruppo; ricevo tanta posta e sono veramente felice. Alla grande felicità Dio ha aggiunto anche un premio che ho vinto con la mia poesia: il premio Canton Ticino 1980 a Como; mi hanno dato un Diploma e una medaglietta d’oro. Ho scritto anche un libro, che deve essere pubblicato per Natale e ho avuto tante altre soddisfazioni e sono sicuro che avrò tante altre gioie fino alla fine; e questo è tutto merito del mio Signore. Ma ogni persona può conoscere tanto amore. Basta solo aver fede in Dio, e tutto cambia, ogni cosa ci sembrerà più bella, e la sofferenza sarà cambiata in una grande gioia. Ognuno di noi deve essere un testimone di Dio. Ognuno di noi

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deve amare il proprio fratello e tutto il prossimo e dare una mano a quelli che hanno più bisogno, a quelli che sono meno fortunati di noi, che non hanno nemmeno da mangiare e a tanti altri che soffrono. Se ci amassimo l’un l’altro, non ci sarebbe su questo mondo questa violenza e questa ingiustizia; ci sarebbe solo pace e amore. Sarebbe una bella cosa se tutti insieme i popoli della terra diventassero come una grande famiglia con a capo nostro unico Signore Gesù e tutti insieme cantassero inni di lode al Signore. È una cosa buona e giusta lodare il Signore per tutto quello che ha fatto per noi. Egli vive in mezzo a noi, nei nostri cuori, e ci aiuta a sopportare i momenti più difficili della nostra vita. È una bella cosa saper accettare la sofferenza e offrire la nostra sofferenza per amore del prossimo; e il Signore ricompenserà tutto ciò che noi facciamo su questa terra. Il Signore ci ricompenserà in cielo e potremo così godere della felicità eterna e stare per sempre in comunione con Dio e godere il suo grande amore. Lode al Signore! La mia casa è diventata un continuo pellegrinaggio di gente, di ammalati; e tanti si affidano alle mie preghiere. La mia gioia ogni giorno aumenta sempre di più e continua il mio cammino spirituale. Spero che la mia testimonianza possa servire a tante persone e possa portar nei loro cuori un po’ di amore, affinchè tutti possiamo essere felici. La mia vita è dedicata tutta a nostro Signore. Vivo solo per Lui e per portar la mia testimonianza a tutti. La gioia che è nel mio cuore vorrei darla agli altri, in modo che tutti possano essere felici. Non importa essere sani o invalidi; l’importante è vivere, vivere con nostro Signore e gioire con il suo grande amore. Lode al Signore! Questa è la mia storia ed è merito di nostro Signore se adesso io sono felice. Scusate se c’è qualche errore, ma ho solo la quinta elementare e tutto ciò che ho scritto lo sento nel mio cuore; e spero che possa servire a far conoscere a tanti l’amore del Signore. Lode al Signore!


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Lettera di Nino Baglieri ai giovani * Il 17 luglio 2004 Nino indirizzava una lettera ai giovani di tutta Europa che dovevano recarsi al Colle Don Bosco (Torino) per partecipare al Confronto, nel 50° anniversario della canonizzazione di San Domenico Savio. Si può considerare la lettera, a conclusione di questo lavoro, come il messaggio di Nino Baglieri ai giovani che hanno parlato di lui attraverso le loro riflessioni e a coloro che hanno letto questo libro.

Cari Giovani, Aiutatemi a lodare e ringraziare Dio per tutto quello che opera nella mia vita. Mi trovo da 36 anni sotto il peso della croce, Gesù rende la mia croce leggera e soave cambiando la mia sofferenza in gioia. Sono tutto paralizzato, posso muovere solo la testa, ma il mio cuore è pieno di gioia e di tanta forza nel testimoniare il Signore al mondo intero. Lui mi fa camminare per il mondo pur restando fermo nel mio letto, mi fa abbracciare il mondo anche se le mie mani non si muovono. Sono felice di poter comunicare a voi tutta la gioia del Signore. Gesù è la vera gioia ed io vi invito ad assaporare la sua gioia. Aprite il vostro cuore al suo amore. Gesù è il compagno della vita, l’amico fedele che non vi lascia mai. Lui si prende cura di ciascuno di voi, vi conduce per mano per le vie di questo mondo. Credetemi: il mondo non dà la felicità. Fuggite dai venditori di morte. Quanti giovani si perdono per le vie del mondo, la droga, il sesso, il potere, divertimenti e piaceri che lasciano vuoti, delusi. Si va sempre in cerca di qualcosa che ci dà la gioia, ma poi finisce subito e ricomincia la ricerca. * tratta da: Sulle ali della croce. Nino Baglieri e… tanta voglia di correre, a cura di Giuseppe Ruta, Coop. S.Tom. - Elle Di Ci, Messina - Leumann (TO) 2008, pp. 248-249.

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La Vera Gioia è dentro di voi, basta scoprirla, Gesù è la vera gioia. Lasciatevi guidare dal suo amore e tutto sarà più facile, lui vi aiuta a superare tutte le difficoltà della vita. Nutritevi della sua Parola che è luce per i vostri passi, accostatevi spesso ai Sacramenti, specialmente quello della confessione e della comunione per avere forza e per essere autentici cristiani, figli di Dio. Il vostro cuore occorre che sia aperto all’Amore della Carità verso i fratelli. Siate portatori di Pace, sempre pronti a perdonare tutto e tutti… Non restate indifferenti davanti ai problemi dei fratelli, fatevi carico della loro sofferenza. Don Bosco disse: "MI BASTA SAPERE CHE SIETE GIOVANI PERCHÉ IO VI AMI ASSAI". Io vi voglio bene, vi sono vicino con la preghiera e la mia offerta di sofferenza; testimoniate con la vostra vita l’Amore di Dio agli altri giovani, dovrete essere Luce, Lievito e Sale della terra. Lo Spirito Santo vi darà la forza di essere suoi testimoni. Siamo chiamati tutti alla Santità, nessuno è escluso, dipende da noi, da come diciamo il nostro "Sì" al Signore. E se qualcuno sente nel proprio cuore la voce del Signore che lo chiama a seguirlo più da vicino, ad una vita Consacrata, non abbia paura di dire il proprio "Sì", totale, un Sì alla vita. Maria Ausiliatrice sia la Guida che vi porta a Gesù, la Maestra e la Compagna della vita. Auguri di ogni bene. Pregate per me… Alleluia! Nino Baglieri


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Messaggio di Nino Baglieri ai giovani dal Santuario di Loreto * In occasione della Giornata Mondiale del Malato, nel mese di febbraio del 1998, Nino Baglieri si reca a Loreto, dove era stato invitato a dare una testimonianza sul dolore. Il tema che gli era stato assegnato era il seguente: “Dio abita anche nel dolore”. Esordì con queste parole: «Voi mi guardate con un po’ di compassione, perché io sono bloccato e non posso più correre come voi». Commenta mons. Comastri, allora Arcivescovo di Loreto, che Nino pronunciò queste parole, disteso sulla barella e sforzandosi di alzare la testa per incontrare gli occhi dei giovani, che lo stavano ascoltando con interesse e lo interrogavano con i loro sguardi. E continuò a parlare: «Vedete in che condizione mi sono ridotto a motivo di un incidente, che mi è capitato trenta anni fa: ero muratore e sono caduto da una impalcatura! Ora non muovo più i piedi, non muovo più le mani, ho le piaghe quasi sempre aperte dietro di me … però … se qualcuno di voi è in peccato mortale … sta molto peggio di me». Afferma Mons. Comastri: «Questo messaggio fu la prima perla preziosa, che raccolsi nel primo incontro con Nino». E ci fa anche dono di una significativa confidenza che gli fece Nino, riguardante il suo anelito alla santità: «Ogni volta mi ha colpito la determinazione con cui Nino confidava: Voglio diventare santo! Mi aiuti a diventare santo!». Con Mons. Comastri * tratto da: Sulle ali della croce. Nino Baglieri e… tanta voglia di correre, a cura di Giuseppe Ruta, Coop. S.Tom. - Elle Di Ci, Messina - Leumann (TO) 2008, pp. 242-243.

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Testimonianza del Rettor Maggiore Don Pascual Chavez su Nino Baglieri * Nella testimonianza che segue, Don Pascual Chavez, che si è incontrato alcune volte con Nino e che da lui ha ricevuto varie lettere, ci comunica che cosa ha più ammirato in lui e che cosa, a suo parere, lo ha reso grande e santo: «… Così mi scriveva il 16 maggio 2006: "Continui a pregare per me. Ne ho tanto bisogno, voglio farmi santo e chiedo aiuto a lei, come fece Domenico Savio con Don Bosco. Mi aiuti a fare un bell’abito per il Signore"… mi aveva scritto una lettera, con data del 16 gennaio 2007, lamentando di non poter venire alle Giornate di Spiritualità … Tuttavia, all’ultimo momento, il Signore gli diede la grazia di un momentaneo recupero che gli consentì di fare il viaggio di andata e ritorno per parlare all’assemblea. Fu un momento di immensa commozione … Sono andato a congedarlo prima del ritorno per la sua Sicilia, ma fu un addio definitivo perché, mentre mi trovavo nel Paraguay a predicare gli Esercizi Spirituali a tutti gli Ispettori delle due Regioni dell’America, mi arrivò la notizia della nascita al cielo

* tratta da: Sulle ali della croce. Nino Baglieri e… tanta voglia di correre, a cura di Giuseppe Ruta, Coop. S.Tom. - Elle Di Ci, Messina - Leumann (TO) 2008, pp. 244-248.


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di Nino. Da quel momento non mi sono stancato di parlare di lui ai giovani e alla Famiglia Salesiana… Ma che cosa è quello che ho più ammirato in Nino? Che cosa è ciò che lo ha reso grande, santo? Che cosa è che lo rende attuale e valido modello da proporre ai giovani d’oggi? Innanzitutto la sua ribellione. I primi dieci anni della sua croce, quando gridava a Dio domandandogli il perché: perché a lui, perché proprio nella primavera della sua vita? Questo ci fa apprezzare molto di più il cammino che il Signore gli ha fatto percorrere e che egli ha saputo salire, perché non c’è dubbio che è stato come il Golgota, un cammino tutto in salita, una via crucis. "Non c’è Pasqua senza Venerdì Santo e non c’è Risurrezione senza la Morte in Croce con Gesù", mi diceva il 22 marzo del 2005. … A questa prima tappa della via crucis di Nino, che stando ai suoi propri ricordi si è prolungata per ben 10 anni, ne è seguita un’altra di purificazione e guarigione del cuore, in cui cominciò ad abbracciare la croce come un dono e a trovarvi gioia e a riempirsi di luce … Le sue parole sono la testimonianza più eloquente: "Lui mi sta privando di tutte le gioie che il mondo poteva darmi quando potevo uscire (da casa). Ora le piaghe mi costringono a letto da più di un anno. Mi dà grazie spirituali tra cui la celebrazione della Messa nella mia cameretta, la comunione tutti i giorni e la teca con le ostie vengono appoggiate sul mio cuore. Ecco che il mio corpo si fa Altare, non potrei avere gioia più grande". Non so quando Nino abbia iniziato a manifestare una fine sensibilità poetica, a descrivere la durezza della realtà con bellezza d’immagini. La verità è che da quando lo conobbi ho avuto la percezione di trovarmi davanti a un grande mistico. Chissà perché la sofferenza, mentre in alcuni produce rabbia che può arrivare fino all’odio, in altri produce dolcezza e una serenità umanamente inspiegabili. Sembrerebbe che per parlare delle grandi cose, della vita, della fede, della sofferenza, della speranza, dell’amore, di Dio, non si possa farlo in prosa ma in poesia. … Leggendo il suo testamento spirituale sono rimasto materialmente accattivato da questa anima mistica e poetica di Nino e mi sono lasciato trasportare dal suo inno di lode e di grazie a Dio per le meraviglie compiute in lui.

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Infine, un elemento non indifferente nel cammino di santificazione di Nino è stata senza dubbio la sua appartenenza alla Famiglia Salesiana di cui si sentiva fiero, il suo incontro con Don Bosco che gli ha aperto stupendi traguardi, con il suo carisma di santità giovanile nella gioia, con la sua missione a favore dei giovani, con la sua spiritualità. Ricordo ancora con viva emozione la sua gioia quando mi scrisse una lettera … in occasione della sua Professione Perpetua come Volontario con Don Bosco. "Il Signore ha esaudito il mio desiderio di tanti anni: dire il mio "sì" al Signore per sempre, appartenere solo a Lui per amarlo, servirlo e testimoniarlo con la vita e con la croce. Nino è stato un uomo consacrato totalmente a Dio per un atto pubblico di consegna a Lui attraverso la Professione. Nino è stato un uomo pienamente inserito in questo mondo, assumendo fino in fondo la sua realtà secolare. Nino è stato un uomo spinto da un dinamismo tipicamente salesiano con cui viveva e testimoniava la sua fede. Era normale che lui finisse le sue lettere dicendo Le voglio bene, preghi per me affinchè mi faccia santo».

Voglio farmi santo e chiedo aiuto a lei, come fece Domenico Savio con Don Bosco. Mi aiuti a fare un bell'abito per il Signore


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Poesie-Messaggio di Nino Baglieri Nino ha comunicato anche con le poesie che sono uno stupendo e significativo messaggio di incoraggiamento, di fede e di pace interiore. Il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez, come si afferma nelle pagine immediatamente precedenti, parla al riguardo di "fine sensibilità poetica"*. Dopo la sua conversione Nino ha iniziato i suoi programmi alla radio declamando la sua prima poesia Sono un tetraplegico. Le poesie che seguono, assieme a tante altre, sono pubblicate nei volumi autobiografici di Nino Baglieri: Nino Baglieri, Dalla sofferenza alla gioia, SETIM Editrice, Modica 1983 pagg. 49-95; Nino Baglieri, In cammino verso la luce, LDC Leumann (Torino) pagg. 73-107, e nel volume di Don Giuseppe Ruta, Sulle ali della Croce. Nino Baglieri e… tanta voglia di correre, Coop. S. Tom. – LDC, Messina – Leumann (Torino) pagg. 161-179. Il mio augurio è che il messaggio poetico di Nino, che è un messaggio di vita e di fede, possa penetrare nel profondo di ciascun lettore e di ciascuna lettrice.

Como

Premio Canton Ticino 1980

* espressione tratta da: Sulle ali della croce. Nino Baglieri e… tanta voglia di correre, a cura di Giuseppe Ruta, Coop. S.Tom. - Elle Di Ci, Messina - Leumann (TO) 2008, p. 247.

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Sono un tetraplegico Ho voglia di stringere tra le mani il viso caldo di mia madre. Accarezzare i suoi morbidi capelli e tenerla stretta stretta al mio petto. Ma non posso, perché sono un tetraplegico. Ho voglia di correre nei prati, tuffarmi tra le azzurre acque del mare, passeggiare con gli amici tra la gente, stringere la mano e da tutti sentirmela stringere. Ma non posso perché sono un tetraplegico. Ho voglia di nutrirmi della Parola di Dio, pregare per tanti fratelli sofferenti, vedere gli altri sorridere e sorridere a loro, testimoniare a tutti quanto è grande l’Amore di Dio. Questo sì che posso farlo, anche se sono un tetraplegico.


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Il ritorno a casa Signore, quando dall’Ospedale per paraplegici di Ostia fui dimesso, ero felice. Dopo due anni finalmente a casa ritornavo! Su una sedia a rotelle… ma ero ugualmente felice. Il mio paese potevo rivedere, i miei parenti, gli amici… Appena a casa sulla carrozzina per le strade sono andato che un giorno percorrevo. Ma la gente che mi conosceva mi salutava: "povero ragazzo" e conversava col "povero ragazzo"… Così mi sentii emarginato e più non uscii. Adagiato sulla carrozzina me ne stavo appartato dove nessuno mi vedeva. E gli amici che prima accanto sempre avevo con il passar del tempo io non vidi più. E cominciarono i lunghi anni della mia solitudine… Ero lontano da Te, Signore. Ma ora t’ho conosciuto e la mia vita è cambiata. E son tanti gli amici, tuo dono. Io non sono più solo!

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Alla mia mamma Tu, mamma mia, sei la donna più bella che ci sia. Lo devo a te, al tuo grande amore se adesso sono qui a scrivere queste parole. Quante volte ho visto i tuoi occhi pieni di pianto… Quante notti hai passato al mio capezzale, soffrendo in silenzio e facendomi coraggio per farmi superare i momenti più difficili della mia vita. Come vorrei asciugare con queste mie mani le tue lacrime, accarezzare il tuo viso, accarezzare i tuoi capelli… Come vorrei stringerti al mio cuore, prenderti per mano e camminare insieme a te. Questo non potrò mai più. Ma il mio cuore, mamma, sarà sempre con te.


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La donna della mia vita Mamma, sei la donna della mia vita. Cosa farei senza di te… senza il tuo amore… Quanti anni hai sacrificato per me! A tutto hai rinunciato per restare accanto a me. Tutta la vita m’hai donato per soffrire con me!... Quante notti con gli occhi pieni di lacrime hai passato al mio capezzale mentre Dio invocavi perché m’aiutasse!... Quante volte il tuo grande amore m’ha dato coraggio e superare m’ha fatto i momenti difficili di questa mia vita!... Quando verrà quel momento… prego il Signore che il primo ad andare sia io… Mamma, cosa farei senza di te?...

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Alla mia mamma Ti guardo, o mamma, seduta accanto al mio capezzale. Il viso segnato da rughe, un velo d’argento è sceso sui tuoi capelli. E la stanchezza pesa sui tuoi dolci occhi. Il tuo respiro è affannoso. Un tubicino ti lega sempre alla bombola d’ossigeno. Gli anni passano, mamma, e le tue forze vengono meno. La fede in Dio ti dà forza e la corona del rosario scorre tra le dita, unendoti sempre al tuo Signore. Quanto hai sofferto per me, o mamma, quante preghiere hai innalzato al Signore perché io accettassi la croce! La tua vita per me hai sacrificato. Notte e giorno con affanno sempre pronta ad aiutarmi nelle mie necessità, sempre pronta a curare le mie ferite, ad asciugare il sudore del mio dolore. Ti fai Cirenea, aiutandomi a portare la croce. Martire d’amore sei, o mamma, su questa terra. Ora sei debole, o mamma, tale da non potermi accudire come tu vuoi, ma nel tuo cuore non si è ridotto il materno amore. Grazie, o mamma, per quello che hai fatto, per quello che fai e per quello che ancora farai per il tuo figlio infermo.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Al mio amore Amore mio, quante volte la notte t’ho sognata, quante volte nei sogni t’ho inventata illudendomi di averti qui vicina… Quante e quante ore ho qui passato specchiandomi nei tuoi begli occhi verdi… E quante e quante volte ho qui giocato coi tuoi capelli biondi. Adesso tu ami un altro e non t’importa più di me e del cuore mio che soffre… No, non provo alcun rancore e mi accorgo di volerti ancora bene, tanto bene, forse più di prima… Perdendo te ho trovato un altro amore, un Amore che non potrà mai più finire, che non mi fa soffrire più: l’Amore del Signore!

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Un amore nuovo Signore, sono stato tanto solo e nessuno ha mai chiesto di me. Ho passato tanti anni tristi e nessuno è mai venuto a cercarmi… Sono stato in compagnia della solitudine e della sofferenza, ma nessuno è venuto a consolar questa mia vita. Un giorno, Signore, una cara e dolce fanciulla di Te mi parlò. Uscirono dalla sua bocca tante belle parole che suscitarono in me un grande amore, un amore che non avevo mai conosciuto, l’amore per Te, mio Signore. Non avevo mai provato tanta gioia come quella che m’hai dato Tu! Adesso il mio cuore è pieno d’amore… È tanto bello vivere con Te, mio Signore.


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Io camminerò Un giorno quando Dio vorrà, io camminerò. Questo mio corpo libero sarà, e il mio cuore di gioia esulterà. Un giorno io camminerò e questa sedia per sempre lascerò. Tanta strada io percorrerò… In viaggio mi metterò e fino alla fine di questi miei giorni camminare vorrò. Allora, ormai stanco, sopra un letto mi adagerò… Pian piano mi addormenterò e tra le braccia di Dio il riposo cercherò per l’eternità.

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Butta via quella siringa Amico, perché ti rifugi nella droga? Cerchi di fuggire la realtà avvelenandoti il sangue con quella siringa? Per questa via vuoi forse incontrar la felicità? Non puoi trovar felicità avvelenando il sangue e rischiando la vita che Dio t’ha donato. Ai richiami bugiardi del mondo corrotto non prestar mai fede… Tendi l’orecchio alla voce di Dio che ti chiama… E vedrai quant’è grande il suo Amore per noi e la Vita avrai in dono anche Tu.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Una dose d’Amore O fratello che buchi le tue vene, perché distruggi la tua vita illudendoti di trovare gioia nella droga? Il mondo certo ti ha deluso ma quanto male fai a te e alla tua famiglia! Dio ti ha donato la vita per amarla e rispettarla. Fuggi lontano allora dai venditori di morte, rifugiati nel Sacro Cuore di Gesù, affida a Lui la tua vita. Fatti iniettare nel sangue la sua gratuita dose d’Amore. Amico, butta via quella siringa, àrmati della Parola di Dio e avrai nel tuo cuore la gioia di vivere insieme al tuo Signore.

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Non ti conoscevamo... ma ci hai conquistati...

A voi innamorati A te, o giovane dal cuore innamorato che con una ragazza condividi il tuo amore. Insieme formate una sola persona. Gioia grande è nel vostro sguardo e ancor più gioia c’è nel vostro candido sorriso. Dolci parole d’amore sussulta il vostro cuore per giurarvi per l’eternità amore. Giovani innamorati, non rischiate di finire il vostro amore alle prime difficoltà. Aprite il cuore e guardate in faccia la realtà, là dove sta la vera felicità. Affidate il vostro amore a Colui che è Amore. Lui vi rafforzerà abitando per sempre in voi. Il vostro amore sarà incrollabile, ogni giorno si consoliderà e sarete pronti per sfidare il mondo insieme per l’eternità.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Un mondo a colori Vivi nella gioia del Signore, a te spalanca il Suo Cuore. Non perdere questo attimo d’Amore, entra nell’armonia del Signore. Liberati da tutto ciò che è terreno, spezza le catene del peccato. Esci dal tunnel delle tenebre, cammina verso lo splendore della Luce. Nonostante il cammino sia molto faticoso non scoraggiarti, confida nel Signore, Lui ti darà forza per rialzarti dalle cadute. Sulle Sue spalle porterà il tuo peso rendendo più sicuro il tuo andare. Rivestiti della luce del tuo Signore, sii libero di andare dove lo Spirito ti porta. In un mondo tutto a colori dove regna la Gioia, la Pace, l’Amore, tutto in armonia col Nostro Signore.

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Messaggio Amico, se il tuo cuore è triste e vuoto, se il tuo cuore non ha mai conosciuto il vero Amore, ma solo solitudine e sofferenza, se hai vissuto sempre nelle tenebre, sappi che puoi vivere una vita nuova fatta di pace, d’amore, di luce, di gioia. Amico, è Gesù che t’offre questa vita nuova, la vera vita. Ascolta la sua voce, che non si stanca di chiamarti… Segui Gesù, con purezza di cuore: conoscerai il suo Amore e saprai cos’è la felicità.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Gesù ci chiama Gesù passa lungo le nostre strade, per nome ci chiama a seguirlo. Sa cosa c’è nel nostro cuore, le nostre debolezze umane conosce. Sa quali sono le nostre difficoltà, ma a seguirlo continua a chiamarci. Rispondiamo un sì totale e Gesù del suo regno d’amore partecipi ci farà. Ci guida nelle sue vie, le nostre colpe sempre perdona, il nostro spirito guarisce, un cuore nuovo ci dona. Fratello, Gesù ci chiama, seguiamolo e avremo in noi la vita.

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Non ti conoscevamo... ma ci hai conquistati...

Ama la Croce Amico, se ti senti triste e scoraggiato, se la sofferenza ti schiaccia con il suo peso, alza lo sguardo verso Gesù crocifisso, medita in silenzio la Sua Passione, Lui ha versato il Suo Sangue anche per te, è morto in croce per amore tuo. Ha sofferto nel silenzio senza un lamento, accettando tutto per amore, perdonando anche i suoi crocifissori. Amico, confronta le tue sofferenze con le Sue. Unisciti alla sua Passione e troverai conforto nelle sue sofferenze. La croce ti sembrerà leggera e soave, tutto ti sarà cambiato in gioia. Accetta tutto con amore, tieni fisso lo sguardo al Crocifisso. Da Gesù attingerai tanta forza per portare con gioia la tua croce. Soffri e offri con amore e sarai amato da Gesù nostro Signore.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Grazie, Signore Grazie, Signore, per tutto quanto hai fatto per me. Hai cambiato il mio lamento in gioia, ero disperato e mi hai dato la serenità, ero solo e mi hai dato tanti amici, ti ho tanto offeso e mi hai dato il tuo perdono. Ero triste e mi hai riempito di gioia, ero povero e mi hai arricchito del tuo amore, non potevo più lavorare e mi fai lavorare nella tua vigna. Mi hai dato il dono di scrivere con la bocca, per testimoniarti al mondo. Le mie gambe non si muovono eppure mi fai camminare per il mondo intero. Tutto è dono tuo, o Signore, ti lodo e ti ringrazio per tutto quello che mi dai. Il grazie più grande è perché tu mi ami, o Signore.

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Non ti conoscevamo... ma ci hai conquistati...

O dolce Mamma Nelle tue mani, o Maria, mi abbandono come un bimbo in braccio alla sua mamma. Fiducioso nel tuo amore materno, sicuro mi abbandono a te. O dolce mamma del cielo riparo c’è sotto il tuo manto stellato. Intercedi per noi presso tuo figlio Gesù per essere da Lui perdonati e amati. O dolce mamma, accarezzaci con il tuo sguardo misericordioso. Della nostra vita sei compagna, guida sicura che ci porta a Gesù. Sii la nostra Maestra per dire il nostro sì alla volontà del Padre, come tu lo hai detto all’annuncio dell’Angelo e ai piedi della Croce. Tienici sempre vicini, o dolce Mamma del cielo.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Il tempo è prezioso Amico non sprecare il tempo inutilmente, la vita passa in fretta e se ne va. Arricchisci la tua vita di tanta carità. Apri il tuo cuore ai bisogni dei fratelli, fatti carico della croce altrui, ama, aiuta chi ti tende una mano, conforta, sostieni chi è debole. L’amore e la gioia del Signore passi attraverso te per riversarsi nel cuore di tanti fratelli in difficoltà. Quando unisci le tue mani per pregare, siano esse piene di carità. Beato sarai tu al cospetto di Dio, accompagnato dalla lacrima di un fratello sofferente, accudito con tanto amore sulla terra. Il tempo è prezioso sfruttalo al massimo per guadagnare l’eternità.

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Un amico per tutti Se ti senti solo, abbandonato, emarginato dalla società, se credi che nessuno ti voglia bene, volgi il tuo sguardo verso nostro Signore. Lui è l’amico di tutti, sempre pronto a prendersi cura di ognuno, anche di te. Lui ti ama di un Amore infinito, Lui asciuga le tue lacrime, sana le tue ferite, colma la tua solitudine. Amico, accetta il Signore nella tua vita, lasciati guidare dal suo Amore, accetta e vivi la sua Volontà, e quest’Amico mai più ti lascerà.


I giovani parlano di Nino Baglieri

La vera felicità Amico, che cammini per le vie di questo mondo, sfiduciato e senza meta, vai in cerca di qualcosa che ti dia felicità. Il piacere, il denaro, il potere, il sesso, la droga, non danno autentica gioia. Fermati un momento e non girare di qua e di là, ti dirò io dove sta la vera felicità. Il Signore ne è la fonte, scoprilo in te e invoca il suo nome. Abbandonato a Lui, lasciati guidare, poni in Lui la fiducia e troverai la vera felicità. Il Signore ti darà tutto quello che il mondo non ti ha saputo dare, Amico, hai raggiunto la tua meta, vivi sempre insieme al Nostro Signore e avrai tanta gioia nel tuo cuore.

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Una vita nuova Amico, apri il tuo cuore al Signore, abbandonati nelle sue mani, lasciati guidare dal suo amore e vedrai quanta gioia conoscerà il tuo cuore, quanti attaccamenti, vizi ti separano da Lui. L’egoismo, l’invidia, l’io, la disperazione ti impediscono di vedere e gustare il suo grande Amore. Lui è morto sulla croce anche per te, Lui è risorto per te e per tutti. Ti offre una vita nuova, di pace, gioia e amore. Il Signore è la Vita, apri il tuo cuore alla nuova vita, cammina nelle vie dell’amore, invoca spesso il suo santo nome. Fai che viva nel tuo cuore e rinascerai a vita nuova insieme al tuo Signore.


I giovani parlano di Nino Baglieri

Non tardare Amico, il Signore bussa alla porta del tuo cuore, notte e giorno bussa senza stancarsi. Non farlo aspettare, non perdere questa occasione, non essere sordo al suo invito d’Amore. Apri invece la porta del cuore, non aver paura se sei macchiato da iniquità. Lui viene a liberarti da tutto ciò, il Signore ti ama di un immenso Amore, vuole la salvezza dell’anima tua. Il Signore ti vuole arricchire del Suo Amore, ti vuole dare una vita nuova, perché Lui ti ama. È morto in croce anche per te, anche per i tuoi peccati il Suo Sangue è stato versato. Amico, non tardare ad aprire la porta del tuo cuore, non aspettare domani perché può non esserci un domani. Fallo oggi, subito, apri il tuo cuore e il Datore della Vita sarà in te.

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Preghiera per le vocazioni O Dio, Padre di misericordia, che ascolti il povero e l’umile, accogli, Ti prego, la mia preghiera, accompagnata dalla mia offerta di sofferenza. La messe è grande e gli operai sono in pochi. Manda operai nella Tua Vigna. Fa’ che tanti giovani possano sentire nel cuore il Tuo invito d’Amore. Fa’ sbocciare in loro la vocazione. Che possano dire il loro sì continuo e lasciare ogni cosa del mondo per seguirti. Dona, o Padre, tante vocazioni alla Tua Chiesa, religiosi, suore e laici consacrati. Dona santi sacerdoti affinchè ci possano guidare nelle vie della santità. Ascolta, o Padre, questa mia preghiera che sale a Te da un letto di dolore unita alla croce di Gesù nostro Signore.


I giovani parlano di Nino Baglieri

OMAGGIO POETICO A NINO BAGLIERI Mi piace concludere questa carrellata in versi con una dedica poetica di una giovane a Nino Baglieri.

Come un’onda Sentivi il buio e vedevi le grida, ti nutrivi di angoscia e percepivi la fame. Il Nulla.   Quando d’improvviso con lo sguardo mille schegge afferravi, con la parola mille gocce raccoglievi.   Il Tutto.   Ed uno svantaggio fu linfa per le tue labbra, garante, tu, dell’amore divino, stracolmo, il cuore, di luce esplosiva che come un’onda propagavi fra le candide nuvole.   Il Santo.   Corri, Nino, corri! Corri con noi! La tua croce è nostra, e la nostra croce è tua. Insieme il cammino più leggero sarà.

Marika Rapisarda

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GoAl e non autorete nella partita della vita e della fede Giovanni Paolo II, avendo ricevuto in udienza i giocatori del Milan, dopo averli invitati ad essere, per i giovani stanchi e segnati dalla tristezza e da esperienze negative, amici saggi, guide esperte ed allenatori non solo sui campi sportivi ma anche sulle vie che conducono ai traguardi dei veri valori della vita, ha loro augurato che «Vi conceda il Signore Gesù quel goal, cioè quel traguardo finale, che è il vero ed ultimo destino della vita». Nino Baglieri, dopo aver detto il suo sì al Signore ha segnato il goal della sua vita, e certamente quando si è recato dai giovani dell’Oratorio salesiano di Gela (CL) invitato per la premiazione sportiva, come si vede nella foto sottostante, avrà certamente loro proposto, e propone anche oggi a me, a te Lettore e a tutti i giovani di giocare bene la partita della vita e della fede per segnare il goal della propria realizzazione umana e cristiana.


Nino Baglieri e i giovani nelle immagini


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31 Agosto 2004

Professione perpetuatra i CDB Chiesa Maria Ausliatrice - Modica Alta (RG)

Firma dell'Atto di Professione Perpetua


NINO BAGLIERI E I GIOVANI NELLE IMMAGINI

Don Spallina a casa di Nino Baglieri con gli animatori del Grest 2001 di Pedara

Con Nino Baglieri

Con la mamma


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NINO BAGLIERI E I GIOVANI NELLE IMMAGINI


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NINO BAGLIERI E I GIOVANI NELLE IMMAGINI


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LA PAROLA AL LETTORE


I giovani parlano di Nino Baglieri

LA PAROLA AL LETTORE

Carissimo Lettore, giovane e non, giunto alla fine della lettura di questo libro, ti sarai certamente confrontato con questo gigante della santità, con questo testimone della gioia di vivere anche nella sofferenza, testimone di una fede radicale e profonda. Sono sicuro che hai saputo ricavare un messaggio per te, così come lo ha saputo recepire una mia exallieva, giovane laureata, che così si è espressa dopo aver letto la bozza del libro: Un primo obiettivo è stato raggiunto, e cioè riuscire a scuotere per l’ennesima volta la mia sensibilità attraverso la lettura dell’esperienza di Nino Baglieri. Sono certa che la sua opera sarà di grande aiuto per tutti: ogni lettore farà sicuramente tesoro del suo operato e non potrà che volgere un pensierino a lei ogni qualvolta gli tornerà in mente una riga del libro. Molto piacevole la lettura e molto scorrevole il testo, così come interessanti sono risultate le risposte dei ragazzi. Sicuramente non deve accontentarsi di affascinare l’animo di un credente attraverso la lettura: il suo obiettivo, a mio avviso, deve essere soprattutto quello di convertire e travolgere la sensibilità dei non credenti, scuotergli l’animo. Una missione difficile, ma non impossibile!

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Certamente avrai letto con attenzione le risposte dei giovani che hanno risposto alle due domande loro poste, e ti sarai reso conto che le due domande sono rivolte anche a te. Per cui non puoi non rispondere anche tu. Questo volumetto sarĂ incompleto fino a quando non saranno "riempite" le pagine assegnate a te. Anche tu quindi sei invitato a rispondere: Cosa ti ha colpito di piĂš della vita di Nino Baglieri? Cosa insegna oggi Nino Baglieri a te? Se avrai risposto anche tu, allora questo volume ha raggiunto il suo scopo: renderti fortemente attaccato alla vita e a Dio nonostante tutto. Buona risposta!


I giovani parlano di Nino Baglieri

Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………................................................................................................................................................... ...............……………… ………................................................................................................................................... ...............................……………… ………................................................................................................................... ...............................................……………… ………................................................................................................... ...............................................................……………… ………................................................................................... ...............................................................................……………… ………................................................................... ...............................................................................................……………… ………................................................... .......................................................................................................................……………… ………........................... .......................................................................................................................................……………… ………........... .......................................................................................................................................……………… ………...........

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Cosa insegna oggi Nino Baglieri a te? ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................……………… ………..................................................................................................................................................................………………


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I giovani parlano di Nino Baglieri

INDICE Presentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . "

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PRIMA PARTE Profilo di Nino Baglieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " L’Incontro con Nino Baglieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " Power Point su Nino Baglieri: "Il volto di una vocazione. Sì all’Amore" . " La presentazione di Nino Baglieri ai giovani e le loro impressioni . . . . . " Lettera del Rettor Maggiore Don Chavez . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . "

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SECONDA PARTE La parola ai giovani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 63 Cosa ti ha colpito di più della vita di Nino Baglieri? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 63 Allievi del CNOS "O. Romero" di Catania . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 63 Giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania . . . . . . . . . . . . " 73 Membri del Gruppo "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT) . . . . . . . . . . . . " 77 Studenti del Liceo classico statale "Spedalieri" di Catania . . . . . . . . . . . . " 80 Studenti che si dichiarano non credenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 87 Secondo te, cosa insegna oggi Nino Baglieri ai giovani? . . . . . . . . . . . . . . . . . " 89 Allievi del CNOS "O. Romero" di Catania . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 89 Giovani dell’Oratorio "San Domenico Savio" di Catania . . . . . . . . . . . . " 99 Membri del Gruppo "Giovani Orizzonti" di Maletto (CT) . . . . . . . . . . . . " 103 Studenti del Liceo classico statale "Spedalieri" di Catania . . . . . . . . . . . . " 105 Studenti che si dichiarano non credenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 111 Conclusione: Testimonianza di una giovane dottoressa . . . . . . . . . . . . . " 115 Carissimo Nino …… . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 116 CANZONI Correre come volare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 119 Sulle ali della Croce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 122 APPENDICE Le date fondamentali nella vita di Nino Baglieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 129 Nino Bagleri si racconta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 131 Lettera di Nino Baglieri ai giovani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 137 Messaggio ai giovani di Nino Baglieri dal Santuario di Loreto . . . . . . . . . . . . " 139 Testimonianza su Nino Baglieri del R. M. dei Salesiani . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 140 Poesie-messaggio di Nino Baglieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 143 Goal e non autorete nella partita della vita e della fede . . . . . . . . . . . . . " 168 Nino Baglieri e i giovani nelle immagini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 169 La parola al Lettore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 177


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