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CittĂ di Lecce

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EDITORIALE

Salento Review LA PROMOZIONE DEL TERRITORIO si può declinare in vari modi, fino a diventare l’espressione più abusata. Salento Review ha scelto di farla con il racconto: della storia, dei luoghi, dei gusti, delle persone. Attraverso l’occhio delle firme che hanno voluto contribuire all’esordio della rivista, abbiamo puntato sul filo della narrazione che nasce nel cuore prima che nella testa, cercando di aggirare i luoghi comuni per andare dritti all adella bellezza e anche alla contraddittoria complessità insita in un lembo di terra che è sempre stato luogo di arrivo e di partenza, di contaminazioni, di un radicato senso di identità sensibile a ciò che è diverso, aperto come le immense distese pianeggianti sulle quali il visitatore, seguendo la parabola del sole, può vedere l’alba in direzione del suggestivo faro della Palascìa, ma anche il tramonto oltre le spiagge caraibiche dello Ionio e l’orizzonte del mare cristallino. Condannato ad essere per decenni terra d’emigrazione, come tutte le altre zone del Meridione d’Italia, il Salento ha conosciuto in ritardo la modernità, assimilandola con l’indolenza del tipico carattere mediterraneo. Costretta poi, in un certo senso, ad uno sviluppo industriale che proprio in questi mesi sta dimostrando, drammaticamente, il suo corto respiro – soprattutto nel basso Salento – e eccessivamente polarizzata su un contrasto tra città “borghesi” e dei servizi – Lecce, Maglie – e “paesi” rurali, la provincia di Lecce ha tardato, come del resto la Regione Puglia, a trovare una visione d’insieme che ne esaltasse le potenzialità convertendole in moltiplicatore del prodotto interno. “È proprio la crisi a portare il progresso” diceva Albert Einstein. Il Salento può fare molto per superare la fase di stagnazione economica con un rinnovato slancio, deve “solo” ricordarsi chi è e tornare a fare ciò che gli è sempre riuscito meglio: offrire al visitatore la genuinità della sua terra, la varietà del suo mare, lo spirito di accoglienza della sua gente. La lungimiranza delle istituzioni sta nel capire che l’unica via d’uscita possibile non è da ricercarsi altrove, ma nelle pieghe della storia di questa terra che diventa presente e futuro con l’organizzazione di servizi efficienti – trasporti, banda larga, strutture ricettive – e investimenti a tutela del territorio. Turismo per tutto l’anno e cultura della conoscenza, artigianato di qualità e imprese ad alta specializzazione. Questo è il destino del Salento, questo il racconto che vorremo scrivere insieme a voi. Gabriele De Giorgi

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trimestrale di turismo, cultura, arte, informazione

anno I • n. 0 - 2012 • copia omaggio

in attesa di Registrazione www.salentoreview.it info@salentoreview.it

salento review fa parte del progetto

Editore, Direzione e Redazione Password AD Srl Viale Lo Rè, 14 • 73100 Lecce Tel. 0832.1693637 www.pwad.it - info@pwad.it Direttore Responsabile Gabriele De Giorgi Coordinamento Editoriale Mariella Tamborrino Progetto grafico e impaginazione Valentina Prontera Collaborazione grafica Michele Ortese Grafica web Fernando Rugge Foto di copertina Pierpaolo Schiavone

Hanno collaborato a questo numero Lucia Accoto Angela Beccarisi Damiano De Luca Antonio Greco Ubaldo Villani-Lubelli Fabrizio Venturini Pubblicità Password AD Srl Stampa Officine Grafiche Distribuzione Password AD Srl È vietata la riproduzione anche parziale dei testi e delle foto senza il permesso dell’Editore. Chiuso in tipografia il 30 novembre 2012

www.365giorninelsalento.it

SOMMARIO //CULTURA //Lecce Lecce Capitale Europea della Cultura nel 2019 //LUOGHI //Cerrate Santa Maria a Cerrate, gioiello d’architettura e simbolo d’identità //LUOGHI //San Nicola di Casole Un centro di cultura nel cuore del Salento medioevale //ENTROTERRA //Galatina l’ombelico del Salento tra arte e mito

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PUBBLIREDAZIONALI

//Artigianato LA Casa della Cartapesta Leccese 23 //In cucina Crem, non la solita gelateria!

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//In cucina Blu Notte. Dove cucinare è un’arte e la qualità è di casa

42

//Fashion Anna Valentini. Un viaggio nell’universo femminile, fra stile e bellezza

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//Hotel&Resort Doubletree Resort. Raffinato e suggestivo

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//Olio Le Saittole. Una fiaba moderna all’ombra degli ulivi 70 //In Viaggio Agenzia Crusi. È sempre un nuovo viaggio

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//Pub Road 66: la movida è nata così

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//TRADIZIONI //Novoli a Novoli, si ripete la magia del fuoco //Otranto Alba dei Popoli Il saluto al nuovo anno dalla “porta d’oriente”

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//PERSONAGGI //Giorgio Panariello Pulcino Giorgio INMEZZ@VOI!, con il Salento nel cuore 34

Rubriche In libreria Beauty Piccole pesti Fashion style moda//HIGH-TECH//regali Numeri utili

51 53 54 56 58 96

//ECONOMIA TERRITORIO //Enogastronomia Il marchio Puglia punta sulla qualità e seduce i mercati internazionali

66

//VIAGGI //Da Roma a Otranto La strage dei martiri di Otranto: un false flag come a Pearl Harbor //Dal Salento all’Europa Berlino, la capitale che sa reinventarsi rimanendo se stessa

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//PAGINE ROSA Leuca, il fascino della leggenda e la seduzione del mare del sud

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//CULTURA

LECCE

Il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone. A destra il logo del progetto.

Lecce Capitale Europea della Cultura nel 2019 Lecce per l’Europa, con un passaporto culturale degno della sfida di Mariella Tamborrino

È QUELLO SCELTO ATTRAVERSO UN SONDAGGIO SU FACEBOOK dopo un apposito concorso. Essenziale e stilizzato, accompagnerà tutti i progetti che saranno redatti per l’obiettivo più importante che l’amministrazione Comunale di Lecce si sia mai prefisso finora: la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura nel 2019. Perché puntare su Lecce? La risposta vien da sé: non mancano le ricchezze, artistiche e culturali, e soprattutto non mancano le iniziative che nel tempo ne hanno promosso le tradizioni rendendola celebre non solo in Italia, ma anche in Europa. In altre parole, ci sono tutti i numeri per strizzare un occhio alla candidatura che, per il 2019, investirà una città italiana. La proposta, avanzata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea nel 1985, negli anni ha assunto un significato sempre più importante, tanto da ritagliarsi un ruolo di primo piano nell’agenda degli appuntamenti culturali in ambito europeo. La designazione sarà doppia, nel senso che, insieme a quella italiana, sarà proclamata Capitale Europea anche una città bulgara. La selezione avverrà sulla scorta dei progetti e delle iniziative che, per quell’anno, l’aspirante capitale intende realizzare e per le quali sono previsti appositi finanziamenti da parte dell’Unione Europea. Chiaramente, per Lecce, la tradizione e il background avranno comunque Sopra un particolare della chiesa di Santa Croce.

un loro peso, ma bisognerà puntare sull’innovazione, sulla fantasia e sulla creatività. Bisognerà “fare sistema” perché le idee, vincenti sulla carta, si trasformino in successi e realtà apprezzate.

4//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


A tal proposito sono chiamati a dire la loro un po’ tutti: istituzioni, associazioni, privati. La parola chiave per raggiungere l’obiettivo è “coinvolgimento”. L’amministrazione comunale leccese ha costituito un’apposita struttura, l’Ufficio Lecce 2019, un luogo comune dove poter pianificare, elaborare e mettere a frutto tutte le idee ed i progetti che verranno proposti. L’Ufficio sarà supportato dal LUAC, il Laboratorio Urbano Aperto Creativo. “Il LUAC”, sottolinea il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, “è stato attivato al fine di creare un sistema partenariale non semplicemente formalizzato da atti e intese interistituzionali, ma aperto all’adesione volontaria degli attori economici, sociali e culturali, incentrato sull’operatività e sulla condivisione. Questo coinvolgimento è pensato in modo diretto, consapevole e soprattutto democratico, con l’idea di facilitare e rafforzare i meccanismi di decisione pubblica.” Perrone spiega meglio il concetto, chiarendo il principio fondamentale di questa candidatura: “Non è l’amministrazione Comunale di Lecce, intesa come organo di governo ed amministrativo della Città, a candidarsi, ma la città in generale e con essa l’intero tessuto territoriale, in tutte le sue componenti ed espressioni, istituzionali, sociali, culturali ed economiche.

Accanto il Sedile in Piazza Sant’Oronzo con all’interno l’installazione dell’iniziativa.

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//LUOGHI//LECCE

Una panoramica notturna di Lecce del Sedile e di Piazza Sant’Oronzo. Sotto Uno scorcio del Castello di Carlo V e della fontana dell’Armonia in Viale Marconi.

Questa amministrazione crede fortemente nella can-

ristiche storiche, che vanno dal periodo messapico a

didatura, così come nelle capacità e qualità dei nostri

quello romano, dal Medioevo al Rinascimento, che la

operatori culturali, e quindi si impegna a svolgere

rendono particolarmente ricca e appetibile. È inserita

con senso di responsabilità il miglior lavoro possibile

in un contesto, il Salento, con caratteristiche paesag-

insieme a loro”.

gistiche e storiche molto ricche e con una forte identità

Certo, la concorrenza sembra essere piuttosto serrata.

culturale. È una bella città in una bella provincia. A

Basti pensare che al prestigioso titolo ambiscono città

contraddistinguerla è il suo patrimonio culturale e

come Firenze, Venezia, Amalfi, Perugia, Assisi, Genova,

monumentale. Abbiamo organizzato delle manife-

tanto per citarne alcune. Se la scelta ricadesse su

stazioni che hanno avuto un grandissimo successo e

Lecce, questo creerebbe un lusinghiero precedente. Il

riscontro di pubblico. Nell’ultimo anno abbiamo la-

sindaco Paolo Perrone ha le idee chiare in proposito:

vorato sodo su manifestazioni che hanno registrato

“Le capitali della cultura in Italia sono sempre state

grandi presenze di turisti. Questo significa che la co-

nel Centro-Nord: Firenze, Bologna, Genova. Riteniamo

munità di Lecce inizia a beneficiare dell’attenzione

che la prossima debba essere una città che rappresenti

che il mondo ha nei confronti della nostra città. Per

il Mezzogiorno. Inoltre aggiunge “Lecce ha le caratte-

questo proseguiremo su questa strada”.

Dunque, i numeri ci sono. Facile intuire quali sarebbero i vantaggi legati al riconoscimento europeo. “I vantaggi sarebbero innumerevoli” prosegue il primo cittadino.” L’idea è nata dal riscontro avuto in termini di affluenza turistica che ha confermato quanto alta sia l’attenzione che personalità del mondo della cultura hanno nei confronti di Lecce e del Salento. Certo, la sfida è impegnativa, tuttavia il percorso della candidatura dà valore e lustro alla nostra città che, naturalmente, ambisce ad arrivare fino in fondo, proprio come tutte le altre concorrenti. Questo riconoscimento, se Lecce dovesse farcela, consoliderebbe il nome di una città già indissolubilmente legata all’arte, alla storia e alla cultura, portandola alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali”. ● 6//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


//LUOGHI

CERRATE

Santa Maria a Cerrate, gioiello d’architettura e simbolo d’identità

8//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


Il Fondo Ambientale italiano, nel mese di settembre, ha ricevuto in concessione trentennale uno dei siti architettonici di epoca normanna più suggestivi dell’Italia meridionale. L’obiettivo è restituirlo ai salentini e ai turisti con un progetto da tre milioni e mezzo di euro di Gabriele De Giorgi

È STATA AFFIDATA ALLE CURE DEL FONDO AMBIENTALE ITALIANO l’abbazia di Santa Maria a Cerrate, un esempio di architettura di stile romanico tra i più suggestivi di tutta la Puglia e non solo. La fondazione senza scopo di lucro – presieduta da Ilaria Borletti Buitoni – ha ricevuto la chiesa e il relativo complesso in concessione trentennale dalla Provincia di Lecce che aveva predisposto un apposito bando. La suggestiva cerimonia di consegna è avvenuta il 28 settembre 2012, data che potrebbe segnare una svolta nel percorso di valorizzazione del bene avviato nel 1965 con un parziale intervento di restauro e con la creazione del Museo delle arti e della tradizioni popolari del Salento. L’abbazia fu fondata in epoca normanna, nel XII secolo, quando Boemondo d’Altavilla – figlio di Roberto il Guiscardo – lo affidò ai monaci basiliani, praticanti il culto bizantino, che ne fecero uno dei centri di massima rilevanza di tutta l’Italia meridionale: costruito in prossimità della strada romana che univa Lecce a Brindisi, fu sede di una biblioteca e di uno scriptorium.

Formata da tre navate, con un portale che esibisce altorilievi di pregevole fattura, la chiesa fu arricchita successivamente con una loggia sorretta da ventiquattro colonne. Tra gli affreschi rinvenuti al suo interno, da segnalare su tutti una Damnatio Virginis presumibilmente della fine del Duecento. Nel 1531 passò sotto il controllo della Santa Sede e Papa Clemente VII la concesse all’Ospedale degli incurabili di Napoli. Questa nuova destinazione comportò la costruzione di altre strutture come le stalle, i ricoveri per i

“Grazie a questa concessione il Fai avrà un nuovo bene nel Sud Italia e il primo bene in Puglia, in una zona – il Salento – di grande sviluppo turistico. Una straordinaria opportunità per far conoscere un altro “pezzo” del nostro importante patrimonio agli italiani e agli stranieri che frequentano questa regione e una grande possibilità di ampliare la presenza del Fai sul territorio”. Ilaria Buitoni Borletti, presidente Fai

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//LUOGHI//CERRATE

“Oltre ad avere un valore inestimabile di per sé, Cerrate rappresenta una parte fondamentale delle radici e dell’identità storica di tutto il Salento. Ecco perché ci siamo impegnati a lungo e con costanza per arrivare a questa scelta. Consegnare temporaneamente questo luogo sacro al Fai significa avere la duplice garanzia che i lavori di restauro saranno effettuati con competenza, nel rispetto del contesto storico e di quello naturale, e che Cerrate diventerà un sito culturale vivo”. Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce

Sopra, vista laterale del colonnato e il pozzo.

contadini, un mulino e due frantoi. Dopo aver subito

dei visitatori. Obiettivo del Fai è infatti quello di re-

un saccheggio da parte di pirati turchi, il complesso

stituire nella sua interezza e bellezza il complesso

cadde nel più assoluto degrado fino al 1965.

monumentale ai salentini, molti dei quali ignorano la

La straordinarietà del complesso sito nel territorio di

presenza di un sito architettonico così tanto rilevante,

Squinzano non è solo nel suo indiscusso valore di

e ai turisti che negli ultimi anni hanno eletto la

bene culturale, ma nel contesto paesaggistico nel quale

provincia di Lecce a meta delle proprie vacanze,

è inserito, fatto di uliveti e frutteti. Non a caso, il

attratti sia dalla ricchezza del patrimonio culturale

progetto di recupero da tre milioni e mezzo di euro,

che dalla varietà delle sue coste, dove ampie distese

prevede la destinazione di trecentomila euro alla si-

sabbiose si alternano a suggestive scogliere nella parte

stemazione delle aree esterne e un intervento per fasi

più meridionale della penisola.

successive e suddiviso in un’operazione di vero e

Per il Fai si tratta di una sfida avvincente: l’abbazia di

proprio restauro e in un ripensamento della funzionalità

Santa Maria a Cerrate è infatti il primo bene che la

su alcune strutture da adibire a locali per l’accoglienza

fondazione riceve in Puglia. ●

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//LUOGHI

SAN NICOLA DI CASOLE

Un centro di cultura nel cuore del Salento medioevale di Atarattico Salentino foto di Pierpaolo Schiavone

Sopra: i resti del complesso monastico (lato nord).

LA CITTÀ DI OTRANTO È NOTA A TUTTI

sparsi intorno al complesso portano a pensare che sia

PER LA BELLEZZA del borgo, per la splendida

stato abitato almeno dal IV-V secolo d.C.. Qui esisteva

cattedrale che conserva il mosaico bizantino più

probabilmente qualche dimora rurale d’epoca tardo

grande dell’Italia meridionale e per gli ottocento

antica, come del resto indicherebbe il nome Casole:

abitanti martirizzati dai Turchi nel 1480. Ma a molti

agglomerato di piccole casa, ovvero costruzioni semplici,

sfugge che cosa sia o meglio che cosa sia stata l’abbazia

simili alle “pagghiare”, di cui è ricca la campagna sa-

di San Nicola di Casole.

lentina. In queste dimore verso la fine dell’VIII secolo

Non lontano da Otranto, a circa 1,5 km dal centro

d.C., ma forse anche prima, si insediò un gruppo di

abitato in direzione della Palascìa, si trova una masseria

monaci greci provenienti da Costantinopoli o da

di proprietà privata, sorta sui resti di uno dei luoghi

qualche altro centro dell’Impero bizantino, turbato

di cultura più importanti dell’Europa medioevale:

da furibonde lotte religiose.

l’abbazia di San Nicola di Casole, dove hanno vissuto

Ma una svolta alla storia di Casole fu data dalla

sino al Seicento monaci greci obbedienti alla regola

conquista normanna di Otranto nel 1064. I Normanni,

di San Basilio. Il sito di Casole ha avuto una frequen-

gli uomini venuti dalla penisola scandinàva, braccio

tazione molto antica: i numerosi frammenti di ceramica

armato della Chiesa di Roma, una volta che sottrassero

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RIngraziamo la famiglia Cursano per averci gentilmente concesso gli scatti e la pubblicazione delle foto

Nelle foto piccole da sinistra in senso orario: particolare di una nicchia; la parete nord: colonna a fascia, monofora e nicchia; un muro recente costruito sui crolli del lato meridionale.

all’Impero d’Oriente Puglia e Calabria, in accordo col

Tra il XIII e il XV secolo l’abbazia divenne un centro

Papa si mostrarono astutamente molto benevoli e ge-

importante di circolazione libraria: a Casole giungevano

nerosi nei confronti delle comunità religiose greche

manoscritti da Bisanzio e da altri centri dell’Italia meri-

dell’Italia meridionale per evitare sommosse popolari.

dionale per essere ricopiati; a Casole molti monaci, che

Forse per iniziativa personale del principe normanno

padroneggiavano tanto il greco quanto il latino, trascri-

Boemondo I il monastero venne rifondato tra il 1098

vevano testi sacri e opere della letteratura classica. In

e il 1099 e il segno materiale di questa rinascita fu

questa maniera si formò col passare degli anni una ricca

l’erezione di una chiesa in stile tardo romanico affrescata.

biblioteca, che era aperta alla consultazione e al prestito

Sotto i Normanni il monastero di sicuro assunse un

esterno. Parte di questa biblioteca venne salvata grazie

ruolo dominante in Terra d’Otranto, che comportò

all’intervento del potente cardinale Bessarione. Il prelato,

notevoli vantaggi. Iniziò una fioritura economica,

già monaco basiliano e amante dei libri, temendo un’im-

durata grosso modo fino all’arrivo dei Turchi nel

minente espansione turca in Italia meridionale, nel 1468

1480, che permise la nascita di uno scriptorium, luogo

si recò a Casole, da dove prelevò un considerevole

dove si ricopiavano libri, di una biblioteca nonché la

numero di manoscritti, la maggior parte dei quali poi

fondazione di una scuola di greco.

confluì nella Biblioteca Marciana di Venezia. SALENTO REVIEW//13


//LUOGHI//SAN NICOLA DI CASOLE

Alla vivacità intellettuale dell’abbazia contribuì anche la presenza, già dal momento della rifondazione normanna (XII-XIII secolo), di una scuola per l’insegnamento del greco, un unicum nell’Europa occidentale prima dell’Umanesimo. La scuola-convitto di Casole era aperta a tutti: l’insegnante e l’alloggio erano gratuiti; l’allievo, invece, doveva contribuire al vitto. Un’istituzione del genere nasceva non tanto per fini meramente culturali, ma soprattutto per mantenere vivo il rito greco in una terra dove il volgare, derivato dal latino, dominava come lingua d’uso e la maggior parte dei fedeli, analfabeti, ripeteva a memoria le parole greche degli uffici religiosi senza comprenderne con esattezza il significato.

del rito greco era terminato. Il rito latino ormai si era

Nonostante l’interesse primario dei monaci fosse la

facilmente imposto: la Chiesa di Roma approfittò

lettura delle Sacre Scritture e le opere dei Padri della

della caduta dell’Impero bizantino in mano ai Turchi

Chiesa, a Casole circolavano gli scritti di Aristotele,

nel 1453 per assorbire definitivamente nell’ordinamento

l’Odissea di Omero, diverse tragedie greche e altre

liturgico romano le molte comunità religiose greche

opere poetiche. Inoltre tra il XII e XIII secolo si

dell’Italia meridionale, che peraltro stentavano a com-

affermò una raffinata scuola poetica greca, di cui fa-

prendere una liturgia celebrata in greco.

cevano parte Nettario, teologo basiliano, che fu abate

A metà del Seicento le chiesa, le celle dei monaci e i

di Casole tra il 1220 e 1235, e altri dotti personaggi

vari locali dell’abbazia risultavano abbandonati e

gravitanti intorno all’abbazia.

ridotti a ricovero per animali o a deposito di attrezzi

Il declino iniziò quando i Turchi arrivarono a Otranto

agricoli. La distruzione del complesso monastico, ma

nel 1480. Dopo la conquista della città le truppe di

soprattutto della chiesa normanna e degli affreschi,

Akmet Pascià, il feroce rais albanese al servizio di

di cui alcuni frammenti erano ancora visibili fino a

Maometto II, saccheggiarono l’abbazia, uccisero quasi

qualche decennio fa, non fu – come erroneamente si

tutti i monaci e bruciarono i manoscritti della biblioteca.

ritiene – opera delle truppe di Akmet Pascià, ma del

In verità nell’abbazia i monaci basiliani ritornarono

terribile terremoto scatenatosi nel canale d’Otranto

all’indomani della liberazione aragonese di Otranto

il 20 febbraio 1743, che provocò ingenti danni in

nel 1481, ma il ruolo religioso di Casole come baluardo

tutto il Salento. ❖

Da sinistra in senso orario: particolare decorativo della base della colonna; ingresso originario dell’abbazia (ovest); particolare (dall’alto) della base di una colonna cui è stata asportato il fusto.

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//LUOGHI

GALLIPOLI

Museo civico “Emanuele Barba”

Dove si riuniscono epoca messapica, romana e medioevale Un ricco e variegato contenitore culturale nella “Città bella” tra reperti archeologici e incunaboli tutti da scoprire di Atarattico Salentino

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UNA DELLE ATTRAZIONI CULTURALI E TURISTICHE PIÙ IMPORTANTI DI GALLIPOLI è il Museo Civico “Barba”, allocato nel pieno centro storico della “Città Bella”, a due passi dalla cattedrale, in un complesso che in origine ospitava un ospedale. La storia della fondazione del museo è stata abbastanza travagliata. Agli inizi dell’Ottocento il canonico Fontò diede vita ad una biblioteca pubblica mettendo a disposizione i circa 2.800 volumi della biblioteca personale, donata per testamento alla città. Al “fondo Fontò” si aggiunsero 5.000 altri libri provenienti dalle biblioteche di alcuni ordini religiosi presenti sul territorio gallipolino, smantellate in séguito alle due leggi antiecclesiastiche del 1867. Su iniziativa del bibliotecario Emanuele Barba, nel 1878, fu istituito un Museo naturalistico, ospitato dapprima nel Semiario Diocesano, cui Barba donò le sue collezioni naturalistiche, mineralogiche e archeologiche. La biblioteca del Fontò e il Museo

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//LUOGHI//GALLIPOLI

Particolari dell’esposizione di oggetti e animali imbalsamati.

del Barba nel 1899 vennero dopo varie traversie spostate nella sede attuale di via De Pace. Il museo è oggi costituito da una serie di sezioni raggruppate in cinque collezioni. La Collezione storico-artistica è caratterizzata da oggetti di natura eterogenea: armi e sciabole, abiti d’epoca, ceramiche e vetro, oggetti singolari di pregio, numerosi dipinti (paesaggi, ritratti, episodi biblici) risalenti ad un periodo compreso tra XVI e XX secolo. Importantissima è la collezione archeologica, dove sono messi insieme reperti archeologici e numismatici. Quasi tutti questi oggetti appartenevano alla raccolta

zona gallipolina. Della collezione fanno parte anche

privata di Emanuele Barba, fondatore del museo. Essa

esemplari di fossili e minerali di varia provenienza.

è costituita soprattutto da materiali di epoca messapica,

Assolutamente unica nel Salento è la collezione di

rinvenuti nell’area gallipolina: non mancano manufatti

patologia fetale umana e animale, che si caratterizza

di epoca romana (anfore e lucerne) e di epoca medioevale

per diversi esemplari di feti (macrocefali, ciclopi, ce-

(ceramiche, orecchini e fibule). Della collezione fanno

falopaghi, toracopaghi) immersi nella formaldeide.

parte anche un migliaio di monete di varia provenienza

Di grande interesse è la collezione libraria, una col-

che coprono un arco temporale che va dall’età repub-

lezione importantissima e pregevole del Museo. Del

blicana (II-I secolo a.C.) all’età contemporanea.

consistente fondo librario fanno parte anche volumi

Una parte fondamentale del museo è rappresentata

di grande valore, tra cui cinque incunaboli (libri rea-

dalla collezione naturalistica. In essa sono raccolti

lizzati a stampa nel Quattrocento) e ben cento cin-

esemplari di conchiglie, pesci e uccelli soprattutto della

quecentine (libri stampati nel Cinquecento). ●

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//ENTROTERRA

GALATINA

l’ombelico del Salento tra arte e mito di Angela Beccarisi - Foto di Pierpaolo Schiavone

GALATINA, NOTA FINO AL 1861 come San Pietro in Galatina è una cittadina in provincia di Lecce, situata ad appena venti chilometri dal capoluogo salentino. La sua posizione strategica al centro della piana leccese le è valso il titolo di umbeliculus del Salento, poiché equidistante dalla costa ionica e dalla costa adriatica.

Galatina è la città che non ti aspetti per la ricchezza del suo centro storico, caratterizzato da un barocco elegante

e mai ostentato: coinvolgente la grande piazza San Pietro su cui si erge maestosa la grande chiesa matrice intitolata ai SS. Pietro e Paolo, patroni della città. I suoi ricami, gli splendidi profili della facciata in pietra leccese si stagliano netti contro l’azzuro intenso del cielo di Puglia. Le strade sono larghe e lastricate con le antiche chianche ed ogni angolo è un guizzo architettonico con i ricchi portali bugnati, i balconi rococò e le semplici case a corte, cariche di dignità popolare. Ma, soprattutto, a Galatina è possibile leggere il medioevo che fu, nella splendida basilica di Santa Caterina d’Alessandria, eretta nel 1385 dal principe di Taranto Raimondo Orsini del Balzo. Un edificio in stile romanico-gotico che conserva al suo interno il più ricco patrimonio pittorico dell’Italia meridionale del XV secolo. Altrettanto ricchi sono gli affreschi del contiguo chiostro seicentesco. E così passeggiare nel centro storico di Galatina è un’eperienza non solo per gli occhi, ma anche per l’olfatto, perché in questa cittadina altissimo è il

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Accanto: ingresso della pasticceria Ascalone e i suoi famosi pasticciotti. Sotto: la Cappella di San Paolo, la facciata della chiesa matrice di San Pietro e Paolo, un’affresco e interno della navata della chiesa di Santa Maria Novella infine la cappella di San Paolo.

livello dell’arte dolciaria e di prima mattina il profumo dei pasticciotti appena sfornati è irresistibile. Il dolce che poi è diventato tipico di tutta la Provincia di Lecce, caratterizzato da pasta frolla ripiena di crema pasticciera, venne creato per la prima volta a Galatina sul finire del XVIII secolo, nella celebre pasticceria Ascalone che ancora oggi delizia i palati dei galatinesi e dei tanti visitatori.

liberati dal morso della tarantola, in occasione della

Ma Galatina è nota anche per esser stata “il centro di

festa patronale dei SS. Pietro e Paolo, che si celebra il

cura del tarantismo”. Su un lato della scenografica

dal 28 al 30 di giugno. Per tre giorni e tre notti

piazza San Pietro, nel cuore del centro storico, sorge

all’interno della cappella si ballava al ritmo ossessivo

la settecentesca cappella di San Paolo, meta di pelle-

della pizzica, sperando nell’intercessione del Santo.

grinaggi per oltre duecento anni dei tarantolati e delle

Ancor oggi si rievoca quel rituale nella notte del 28

tarantolate che invocavano l’aiuto del santo per esser

giugno, nei pressi della piccola cappella. ●

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A

spetto delicato, cuore robusto, la cartapesta ha conosciuto gli impieghi più svariati, anche se resta il materiale per eccellenza degli arredi sacri.

Un’anima di fil di ferro, attorno al quale viene disposta la paglia per dare forma alla scultura che si vuole realizzare. Viso, mani e piedi sono di terracotta. Se la statua supera il metro di altezza, per un discorso di peso e dimensioni si ricorre alla cartapesta. Una volta modellata l’anatomia, il “manichino” viene incartato con la cartapesta, che si ottiene bagnando la cartapaglia, con la ponnula, colla particolare fatta con acqua, farina e solfato di rame. Si fa asciugare e si modella.

SALENTO REVIEW//23


PUBBLIREDAZIONALE

//ARTIGIANATO

Si passa poi alla fuocheggiatura: sette ferri,

naldis e Maria Arcona Ratta hanno unito

«Per Antonio era un hobby – racconta

di dimensioni diverse, una volta arroventati

le loro competenze ed i loro cuori. Insieme

Maria – lui faceva tutt’altro, ma l’amore e

in apposite fornaci, si usano per stirare la

nella vita, così come nel lavoro, Antonio e

la passione per la cartapesta, lo hanno let-

carta, eliminando l’aria che si è creata fra

Maria sono l’esempio di un felice connubio

teralmente rapito. Così abbiamo deciso di

uno strato e l’altro. Si modella ancora, poi

artistico oltre che personale.

unire le nostre forze e di aprire questo

si passa alla gessatura, per irrobustire il

Lui, maestro statuario, forgia con abile

punto d’arte che portiamo avanti con or-

manufatto. Con la cartavetrata si raffina il

maestria statue di santi, cherubini e Ma-

goglio da 20 anni».

prodotto finito, poi si procede con la de-

donne che poi andranno ad adornare chiese

«Lo abbiamo chiamato Casa dell’Artigianato

corazione.

o altri luoghi di culto.

Leccese perché praticamente trascorrevamo

La lavorazione è certosina, richiede la mas-

Lei, specializzata in oggettistica, presepi e

qui dentro quasi tutto il nostro tempo, oc-

sima precisione. Per realizzare una scultura

in tutto ciò che ruota attorno alla Natività, è

cupandoci della lavorazione e dell’esposi-

di dimensioni medio-piccole, si impiegano

sempre pronta a cogliere nuove ispirazioni.

zione. Insomma, era diventata la nostra

dai 25 ai 28 giorni.

Due generi diversi che viaggiano insieme,

‘casa’. Inoltre ospitavamo anche altri artisti,

Nel cuore di Lecce, a due passi dalla basilica

sulla scorta di una tradizione che hanno

amici e colleghi artigiani che volevano

di Santa Croce, in Via Umberto I, c’è la

respirato sin da ragazzi, formandosi nei la-

esporre da noi, quindi ci è sembrato naturale

Casa dell’Artigianato Leccese. Non una

boratori in città.

pensare a questo luogo come ad una casa

semplice bottega artigiana, ma un vero e

E proprio in una di queste officine d’arte

dell’artigianato».

proprio laboratorio dove Antonio De Ri-

nasce la loro storia.

Entrando in questi locali non riesci a guar-

Nella pagine precedente: l’ingrosse del negozio con una statua quasi a grandezza reale, una natività e la statua di Papa Giovanni Paolo II con, in secondo piano, Madre Teresa di Calcutta. In questa pagina altre statuine raffiguranti due nativià con colori e drappeggi diversi, una pastorella con i un fascio di legana tra le braccia e un pastore seduto sotto un albero.

24//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


Via XXV Luglio, 47/49 - Tel. 0832 241000 LECCE


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//ARTIGIANATO

In alto a sinistra una classica campanella della fortuna con il disegno del tipico gallo salentino. In alto a destra alcune statuine di pastori, a sinistra una natività con i Re Magi.

Da Pietro Surgente, soprannominato il “maestro dei Cristi”, perché specializzato nella realizzazione di crocifissi (uno dei quali esiste ancora, a Lizzanello), a Malecore, da Guacci a Maccagnani. La tradizione è ricca di grandi nomi. Non semplici artigiani, ma eccellenti artisti che hanno contribuito a rendere famosa, nel mondo, la cartapesta leccese. dare in faccia il tuo interlocutore. Non per

incantati davanti ai presepi che, entrando,

È un’arte appresa dai maestri francesi, spa-

scortesia, ma semplicemente perché lo

ti fanno respirare la vera aria di Natale.

gnoli, veneziani, napoletani. La prima opera

sguardo si posa su tutte le opere, non solo

È arte pura.

si trova a Bologna, ma è a Lecce che si ra-

in cartapesta, ma anche in terracotta, che

«Il cartapestaio – afferma Maria – è un

dica, cresce e si raffina. Siamo intorno al

abitano questa “casa”.

artista, un creativo, un passionale».

XIV secolo. Altari e facciate di chiese e ba-

C’è un busto di Papa Giovanni Paolo II che

La storia della cartapesta lo insegna. Si

siliche vengono adornati con statue di car-

ti lascia a bocca aperta, per non parlare

parte da materiali umili, poveri, ma il vero

tapesta, che ancora oggi, a dispetto del

degli angioletti che sembrano sorriderti

maestro sa trasformarli in piccoli grandi

tempo, mantengono intatto il loro fascino

dalle pareti. Impossibile, poi non restare

capolavori.

e la loro freschezza. ●

26//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


Nuova Ampa


16/17/18 gennaio:

a Novoli, si ripete la magia del fuoco Tra sacro e profano si festeggia sant’Antonio Abate, un appuntamento ormai consolidato nel calendario degli eventi salentini. La tradizione diventa un tutt’uno con l’innovazione. E al pubblico piace di Mariella Tamborrino

Foto di Antonio Zaccaria “Focara 2012”, dal sito www.fondazionefocara.com

È UNA MAGIA CHE SI RIPETE OGNI ANNO e che, come ogni anno, incanta ed appassiona credenti e non solo. La Fòcara di Novoli rappresenta ormai un appuntamento fisso con la tradizione salentina. Un’occasione per celebrare il Santo a cui è dedicata, Sant’Antonio Abate, e per accendere i riflettori su una realtà fatta di lavoro, di legami e di storia. Già, perché la Focara affonda le sue radici in un passato lontanissimo. La sua nascita risalirebbe al 1664, quando il Vescovo Luigi Pappacoda proclamò Sant’Antonio Abate protettore di Novoli. Il Santo è raffigurato, nelle immagini sacre, con un bastone alla cui estremità è legato un campanello per richiamare le bestie. È sempre accompagnato da un maialino, ed è considerato il protettore degli


//TRADIZIONI

NOVOLI

La locandina dell’evento 2013.

animali, soprattutto quelli da stalla e da cortile. Per questo motivo i contadini e gli allevatori nutrono da sempre, nei suoi confronti, una venerazione particolare. Devozione che si rinnova di anno in anno con la stessa forza e la stessa energia. E proprio in virtù di questo potere taumaturgico riconosciuto a Sant’Antonio, prima del fuoco c’è la benedizione degli animali, che solitamente avviene davanti al sagrato della chiesa a lui dedicata. A seguire c’è la processione, poi la messa solenne e infine, in Piazza Tito Schipa, l’accensione della Fòcara. Migliaia di fascine di tralci di vite secca, raccolte per l’occasione dai fedeli e dai contadini novolesi, vengono accatastate fino a formare una pira maestosa. La più grande del bacino del Mediterraneo: 25 metri d’altezza per 20 di diametro. Per poterla realizzare, centinaia di persone lavorano, senza sosta, per oltre un mese. La suggestiva scultura fatta di ramoscelli e legno, piano piano prende forma fino a diventare il simbolo della festa. Il 16 gennaio, vigilia della festa del patrono, la luce del falò illumina il cielo di Novoli e scalda il cuore di quanti, ammaliati da un rituale che mette insieme sacro e profano, assistono alla cerimonia dell’accensione. Il fuoco si spegnerà solo nei giorni successivi, e comunque i festeggiamenti proseguono anche il 17 ed il 18 di gennaio. Le vie del paese si animano con spettacoli e concerti, senza dimenticare l’aspetto eno-gastrono-

La rassegna musicale presenta un cartellone ricco e

mico legato all’appuntamento che da sempre coniuga

interessante, con ospiti illustri a partire da Mori

l’aspetto sacro con quello profano.

Kantè (autore del singolo africano più venduto al

Tra le novità legate all’edizione 2013, vi è il gemellaggio

mondo, il celeberrimo Yéké Yéké), Enzo Avitabile,

con il Comune di Oria. Un connubio perfetto fra la

che si esibirà insieme ai Bottari di Portico di Caserta

tradizione novolese e quella del Palio dei Rioni. Una

che, dal palco, proporranno sonorità suggestive ricavate

delegazione della città messapica parteciperà al momento

da strumenti particolari quali botti, tini, falci in grado

dell’accensione. Sarà uno spettacolo da non perdere,

di riprodurre i ritmi delle tarantelle.

con le coreografie degli sbandieratori ai piedi della

Sempre da Napoli, arriva Raiz, l’ex front man degli Al-

pira. Dal fuoco alle note musicali, il passo è breve.

mamegretta. Il ritmo diventerà ancora più incalzante

Torna anche quest’anno il “Fòcara Festival”, curato da

con le fanfare dei Balcan Beat Box, fino a trasfromarsi

Loris Romano.

ulteriormente con le note elettroniche degli Asian Dub SALENTO REVIEW//29


//TRADIZIONI//NOVOLI

Sindaco di Novoli, Oscar Marzo Vetrugno

Culto religioso e pagano, diventa una festa per tutti

Foundation. Non macheranno, e non potrebbe essere altrimenti, i Sud Sound System con il loro reggae made in Salento. E ancora, per gli appassionati dell’arte, intesa nella sua accezione più pura, c’è l’appuntamento con “FocArte”. Sarà allestita una mostra dedicata alle opere di Ugo Nespolo (autore, tra l’altro, del manifesto della Fòcara) ed un’altra dedicata agli scatti di Mario Cresci. È prevista anche la presenza di Letizia Battaglia, indicata quale vincitrice del Premio Fòcara Fotografia 2013. Negli ultimi tempi, nei confronti dell’evento di metà gennaio, è stato registrato un interesse sempre più ampio e condiviso. Sarà per l’attenzione mediatica, sarà per la sempre maggiore diffusione della manifestazione, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione (internet in primis), fatto sta che ormai sono in tanti a non voler rinunciare all’appuntamento novolese. Pellegrini, fedeli o semplici curiosi, giungono da ogni parte d’Italia, e anche d’Europa, per vivere la magia dei “Giorni del Fuoco”. Che la Fòcara sia un simbolo della salentinità è ormai una certezza, ecco perché è stata inserita fra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e partecipa alla catalogazione ministeriale per il riconoscimento, da parte dell’Unesco quale “bene immateriale intangibile”. Un obiettivo importante per il piccolo comune salentino così come per tutto il territorio. La “Fondazione Fòcara”, presieduta dal sindaco di Novoli, Oscar Marzo Vetrugno, nata per tutelare e tramandare il valore e lo spirito legati alla Festa, è al lavoro affinchè il riconoscimento giunga quanto prima. “La festa racconta l’identità culturale di questa terra con un evento unico e carico di simboli legati alla cultura popolare e contadina del territorio, che si muove tra sacro e profano, ed è diventata ormai da anni occasione di incontro tra culture e religioni diverse, che si riuniscono idealmente intorno al fuoco della grande pira, il fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo”. ● 30//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE

Si attende dall’Unesco il riconoscimento di “bene immateriale intangibile”. A che punto è il processo? Il nostro lavoro è stato completato e la richiesta è pervenuta negli uffici competenti, nei quali ovviamente le proposte sono tante e di qualità come la Fòcara. Sappiamo che le modalità di valutazione sono condizionate da priorità per tipologia o settore, ma finora non ci sono pervenute comunicazioni ufficiali sulla specifica pratica. Quello che ritengo sia importante fare in ogni caso è potenziare le azioni di comunicazione per acquisire nuove manifestazioni d’interesse alla proposta di riconoscimento, poiché è proprio la volontà di tutela popolare e territoriale della tradizione che sostanzia e potenzia la richiesta in atto. Sono tante le novità legate alla Fòcara di quest’anno. Prima fra tutte il gemellaggio con Oria. Come nasce questa collaborazione? L’incontro nasce dalla volontà di creare una potente sinergia fra i territori molto simili fra loro. Oria e Novoli hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere congiuntamente la loro cultura immateriale, scambiandosi la ricchezza della stessa con la mutua presenza dei significativi elementi identitari in occasione delle rispettive ricorrenze della Fòcara e del Torneo dei Rioni, facendo anche riferimento alle affini caratterizzazioni dei Santi festeggiati, fulcro delle stesse ricorrenze, Sant’Antonio Abate e San Barsanofio. Sacro e profano insieme per dare alla manifestazione un timbro di salentinità riconosciuto a livello europeo, se non addirittura mondiale. La Fòcara è a buon titolo uno fra i migliori biglietti da visita del nostro territorio? Molta parte della sua forza risiede nella sua popolarità e nell’essere autentica espressione della terra di appartenenza. I significati che sono scaturiti dalle attività collaterali, messe in campo nel corso di questi anni, per il rilancio e la sua valorizzazione, attestano il perdurare di quei valori, approdati al riconoscimento della Fòcara come bene della cultura immateriale di Puglia e del suo fuoco quale “fuoco buono di Puglia ambasciatore di pace e dei diritti umani nel mondo”. Il nostro stimolo è stato proprio quello di convincere quanti hanno da sempre partecipato all’evento, ad essere non solo ospiti graditi nel senso della cultura mediterranea, ma anche protagonisti e investitori a tutela e sostegno di una tradizione popolare che, da sempre, rappresenta al meglio la cultura popolare collettiva e l’identità di un intero territorio. Sarebbe riduttivo e sterile confinarla alla sola comunità novolese a cui comunque va il merito di aver tutelato un così potente e forse unico rito che mette insieme sacro e profano, materialità ed immaterialità, fede e passione in maniera altrimenti irripetibile. Il biglietto da visita della Fòcara può sicuramente interpretare nuovi input per il territorio, se a quel biglietto da visita si associano altri simboli territoriali di qualità, credibilità, oltre ad investimenti di altri soggetti nel campo delle azioni di rilancio e nel settore della cultura, fino a costruire, proprio come noi, fascina dopo fascina, una grande fòcara della cultura immateriale pugliese che potrà proiettare oltre confine, da protagonista nel mondo, la qualità della nostra nuova cultura, producendo nuova economia.●


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//TRADIZIONI

OTRANTO

ALBA DEI POPOLI

IL SALUTO AL NUOVO ANNO DALLA “PORTA D’ORIENTE” di M.T.

A sinistra la piazza e una parte del lungonare di Otranto, uno dei migliori affacci sul mare dove si può aspettare ed osservare lo spettacolo pirotecnico della notte di San Silvestro. Nella pagina accanto, due momenti della manifestazione.

UNO SGUARDO AL SOLE CHE SORGE. Al primo

Unica nel suo genere, la manifestazione sin dal suo

raggio del nuovo anno. Al suo significato di pace e

esordio ha puntato sull’originalità, per dare un segnale

speranza.

forte del suo carattere. Gli ingredienti per farlo c’erano:

Nasce da questi presupposti l’Alba dei Popoli, evento

un luogo suggestivo, Otranto, la città più a est di tutta

che affonda le sue radici nel 1999, creato proprio per

la penisola italiana; le risorse culturali e le risorse

salutare solennemente il nuovo millennio. Suggestione,

umane. L’esordio è come un terremoto culturale.

magia, fascino. Otranto, incantevole perla dell’Adriatico,

Il primo appuntamento con l’Alba dei Popoli piace,

porta d’Oriente per eccellenza, si trasforma nella

conquista, rapisce.Impossibile non proseguire seguendo

culla di riti che vanno dalle celebrazioni culturali a

questa direzione. E così la rassegna cresce, si forma,

quelle più squisitamente popolare, culminando nel-

assume connotati sempre più precisi, coinvolge enti

l’atteso concerto del 31 dicembre. Il filo conduttore è

pubblici, privati, volontari. È una corsa a fare parte di

uno solo: esaltare la terra salentina quale crocevia di

questo progetto dal respiro sempre più ampio.

culture, di dialogo, di incontro. Guai a intendere la

Questo spiega la presenza, in tutti questi anni, di per-

rassegna di fine anno come un semplice contenitore

sonaggi di spicco del mondo dello spettacolo e culturale.

di eventi. L’Alba dei Popoli nasce principalmente per

Artisti di fama nazionale ed internazionale, ambasciatori

magnificare il rapporto fra i popoli del Mediterraneo.

a loro modo di quella cultura che è emblema del Me-

È come un ponte ideale su cui costruire e rafforzare il

diterraneo: da Goran Bregovic a Ferzan Ozpetek, da

legame fra tutte le etnie che lo attraversano.

Emir Kusturica a Manuel Pradal.

32//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


di anno in anno un anello dopo l’altro, ha consolidato la sua presenza rafforzando il messaggio iniziale, diventando un appuntamento fisso. Concerti, cori gospel, intrattenimento per i più piccoli, rassegne eno-gastronomiche con annesse degustazioni, intrecci di musiche mutuate dalla tradizione sacra che si fondono con quelle profane, il tocco della tradizione che, sfiorando i tamburelli, porta la pizzica in piazza. E poi il concerto di fine anno che trasforma il Lungomare degli Eroi in un unico grande salotto dove si attende il primo sole del nuovo anno come una benedizione. Anche se il vero abbraccio con il primo Un lungo elenco, che comprende anche artisti del

raggio avviene al Faro della Palascìa, uno dei luoghi

calibro di Lou Reed, Pino Daniele, Roy Paci, Mario

simbolo di Otranto, e del Salento tutto.

Biondi, Giuliano Palma, Nina Zilli, gli Avion Travel,

Ma non finisce qui. Gli appuntamenti sono ancora

Vinicio Capossela, i Sud Sound System, Nicola Piovani,

tanti. Dall’1 al 6 gennaio è un susseguirsi di spettacoli

Eugenio ed Edoardo Bennato, gli Stadio.

teatrali, mostre fotografiche e incontri organizzati

Negli anni, l’amministrazione comunale ha perfezionato

per animare le serate idruntine.

l’organizzazione dell’evento che, nato come un ap-

La “Città dei Martiri” sfoggia il suo lato migliore e il

puntamento di soli tre giorni, adesso si protrae per

pubblico premia ogni sforzo profuso per dare corpo

quasi un mese. Nel suo cammino, l’Alba dei Popoli è

ad una manifestazione impegnativa ma a cui, ora,

diventata come una sorta di catena che, aggiungendo

sembra difficile, se non impossibile, rinunciare. ● SALENTO REVIEW//33


//PERSONAGGI

GIORGIO PANARIELLO

PULCINO GIORGIO INMEZZ@VOI!, CON IL SALENTO NEL CUORE di Antonio Greco

Riparte lo show di Giorgio Panariello che si traveste da Pulcino Pio e strizza l’occhio al Salento, “una terra meravigliosa”

RIECCOLO. VOILÀ À VOUS, GIORGIO PANARIELLO. Non sarà Sylvie Vartan (altri tempi, quelli del mitico varietà) ma il toscanaccio non si smentisce. Non cambia mai. Un occhio al futuro, sì, perché è necessario sempre stare al passo coi tempi (vorrei diventare, quello che si dice, un comico ‘moderno’), acchiappare sfumature, fare da cassa di risonanza alle tragicomiche dei “poveri” italiani, ma senza perdere di vista il passato, le gag che resteranno scolpite per sempre nel cuore degli italiani. E anche dei salentini a cui Panariello è assai affezionato per il calore dimostratogli quando è giunto nella nostra splendida terra. “INMEZZ@VOI!”, il nuovo spettacolo di Giorgio Panariello, ha debuttato venerdì 30 novembre al Nelson Mandela Forum di Firenze, prima di toccare i principali teatri e palasport italiani. Un tour lungo ed estenuante che si concluderà a marzo del prossimo anno. Con “INMEZZ@VOI!” l’eclettico showman riporta in scena la sua fantasia dopo il grande successo del one man show di Canale 5 Panariello Non Esiste che ha registrato una media di 5.500.000 telespettatori. Attore e autore, istrionico e imprevedibile, Giorgio Panariello torna a “dipingere” la Le tante espressioni dello showman Giorgio.

realtà con personaggi vecchi e nuovi, per raccontare con la sua amabile ironia vizi, ca-

34//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


SALENTO REVIEW//35


//PERSONAGGI//GIORGIO PANARIELLO

La locandina del nuovo tour che sta riscuotendo grande successo.

Ma ci sarà spazio anche per i vecchi personaggi? «Penso che la novità di questo show sia che almeno l’80% dello spettacolo sarà fatto di monologhi. Ho ricercato altri sistemi per strappare la risata attraverso delle caratterizzazioni che non necessariamente sono dei personaggi: magari solo rappresentando una camminata, un modo di fare, oppure un vizio, un accento particolare. I personaggi quelli storici ci saranno, soprattutto se richiesti, però vorrei fare un percorso un po’ diverso questa volta e scoprirmi un Giorgio diverso». Hai scelto il nome INMEZZ@VOI perché consideri il teatro il tuo habitat naturale? «Anche per quello, però soprattutto per il fatto che questa volta ho voluto veramente trovarmi, anche fisicamente, in mezzo alla gente. Prendo spunto da loro e da quello che vedo. Mi piace sentire cosa le persone pensano della situazione economica, dei disagi sociali, ma anche di che cosa le diverte, che cosa le fa soffrire e cosa le fa arrabbiare. Ho preso spunto dal tormenpricci e peccati della nostra Italia. L’attualità e la quo-

tone di un mio personaggio di qualche tempo fa, Lello

tidianità saranno ancora protagoniste dei suoi mono-

Splendor, quindi è anche un’operazione nostalgica, ma

loghi esilaranti, ritratti brillanti del nostro tempo in

che ben rappresenta il mio stato d’animo».

cui ognuno potrà ritrovare un po’ di se stesso e ridere,

Ma lo sai che anche il Salento ti aspetta a braccia

sorridere e riflettere.

aperte?

Porterai in scena il vero tormentone dell’estate

«Purtroppo questa volta non riuscirò a fare uno spet-

2012: il Pulcino Pio.

tacolo nella vostra splendida terra. Ma mi riprometto

«È il personaggio più rappresentativo: servirà per far

di farlo al più presto, anche perché il Salento mi è ri-

capire a che livello siamo, anche in quanto a prepara-

masto nel cuore: il calore della vostra gente e inegua-

zione musicale, rispetto agli altri paesi. Perché, in-

gliabile. Mi mancano tanto i colori e le passioni, gli

somma, bisogna fare i conti anche con lui, che con

odori e i sapori di questa terra, la generosità dei leccesi

tutti gli “scaricamenti” e i “cliccamenti” che ha po-

e le bellezze di una città che a buona ragione ho saputo

trebbe diventare, dopo Grillo e dopo Renzi, il nuovo

essersi candidata a Capitale Europea della cultura».

fenomeno politico italiano. Sta riscuotendo larghi

Insomma, quasi un’isola felice…

consensi e, visto che oggi la politica va a pescare anche

«Ebbene sì. E poi, non dimentichiamo un altro

tra igieniste dentali pur di avere rappresentanti che

aspetto: nel Salento le donne sono splendide. Ma que-

possono far aumentare i voti, io credo che anche il

sto non scriverlo, altrimenti rischio guai grossi…»

Pulcino Pio possa dire la sua».

Arrivederci, allora, Giorgio, ti aspettiamo a Lecce. ●

36//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


Tutti insieme è meglio

Lecce Cavallino presso il Parco commerciale Conad Leclerc s.s. 16 Lecce-Maglie - 73020 Cavallino (Le) Telefono 0832/614654 - Fax 0832/614525 ore 9.00-21.00 (lun-sab) - ore 9.30-21.00 (dom)

Lecce Surbo Parco Commerciale Salento Via Gobetti ang. Via Almirante - 73010 Surbo (Le) Telefono 0832/365991 - Fax 0832/366494 ore 9.00-21.00 (lun-dom)

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CREM, NON LA SOLITA GELATERIA! Crem Bar, Viale Marconi, 19 angolo Viale Lo Rè - Lecce • Tel. 0832 246516 38//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


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//IN CUCINA Al centro insieme al suo staff Crocifisso Degli Angeli, primo proprietario dello storico Bar degli Angeli.

di Mariella Tamborrino - foto di Pierpaolo Schiavone

N

on la solita gelateria,

st’angolo di piacere inaugurato meno di

cercati, più particolari: pinolo; malaga,

non la solita pasticceria.

un anno fa.

come quella che si faceva una volta, man-

Chi ha voglia di assag-

“Il nostro obiettivo” dice “era quello di

dorle e fichi caramellati, noci e pistacchio.

giare qualcosa di diverso e originale può

realizzare una gelateria e creare un marchio

Per quest’ultimo facciamo arrivare il prodotto

entrare da Crem, a Lecce, e farsi rapire dai

da esportare anche all’estero”.

direttamente da Bronte, la città del pistac-

sapori e dai gusti più particolari. Tutto ri-

chio per eccellenza. Per la nocciola facciamo

gorosamente di qualità e con un occhio ri-

Perché Crem? Il nome ha un significato

arrivare i frutti dal Piemonte e sono le noc-

volto alla tradizione.

particolare?

ciole genuine, quelle IGP.

Nato dall’incontro fra tre soci, Crocifisso

«Avevo pensato a Cremoris, che in latino

E poi i gelati alla frutta. Per prepararli

Degli Angeli, Fausto Negro e Mario Quarta

significa pannoso, cremoso, e che poteva

usiamo solo e soltanto frutta fresca di sta-

Colosso, Crem sorge in un angolo strategico

ben rappresentare i nostri prodotti. Poi,

gione.»

della città, fra Viale Marconi e Viale Lo Re.

visto che era troppo lungo, l’abbiamo ac-

Un motivo in più per sorseggiare un caffè,

corciato. Così è nato Crem.»

o assaporare una delle tante specialità che

Quali sono i vostri prodotti più rappre-

le cremeria offre, è la splendida vista sul

sentativi?

Castello Carlo V o la Fontana dell’Armo-

«Innanzitutto i nostri gelati. Produciamo

nia.

anche quelli per così dire di “nuova gene-

Lo assicura Crocifisso Degli Angeli, uno

razione”, gusto Mars o Kinder, però i nostri

dei soci, che ci racconta la storia di que-

fiori all’occhiello sono quelli un po’ più ri-

Un primo piano dei tanti prodotti freschi esposti nelle vetrine.

SALENTO REVIEW//39


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//IN CUCINA

A destra una panoramica dalla parte della gelateria. Sotto: una sbirciatina in cucina per vedere la preparazione dei dolci e un semifreddo pronto per essere portato a casa.

E il cioccolato? Non può mancare! «Il cioccolato arriva dalla Francia. Abbiamo anche un’apposita fontana con cui rivestiamo i coni prima di riempirli.» Lei ha elencato una serie di prodotti

Usate anche ingredienti locali”? «Certamente. I fichi, per esempio, ce li fornisce un’azienda locale. E per la rosticceria abbiamo altri fornitori in loco. Però tutto viene rigorosamente preparato da noi, nei

foto: archivio Crem

reperiti in altre zone d’Italia e all’estero.

nostri laboratori. Garantiamo la freschezza di ogni singolo pezzo. Una golosità dopo l’altra, ma soprattutto una ricercatezza nei prodotti che la dice lunga sulle attenzioni che riservate alla clientela. Proprio così. Vogliamo andare incontro alle esigenze di tutti offrendo solo il meglio. Inoltre i nostri prodotti sono senza glutine e privi di lattosio. Un accorgimento in più per chi fosse intollerante. Non meno importanti sono i prodotti dietetici: facciamo gelati con latte di soia e fruttosio, più leggeri ma ugualmente buoni.» Qual è il prodotto più rappresentativo, quello che racchiude la “filosofia” di Crem? «Sicuramente il pasticciotto Crem. È una rivisitazione del tipico pasticciotto leccese in chiave decisamente golosa. È fatto di

Abbiamo altre specialità. Per esempio il

Crem è una deliziosa realtà leccese pronta

cioccolato puro, con un ripieno di marmel-

cornetto alla francese, il classico croissant,

a spiccare il volo?

lata di fichi e scorza di limone. Ho preso

quello fatto esclusivamente col burro; pre-

«L’intenzione è quella. In questa struttura,

spunto dai tradizionali fichi secchi, quelli

pariamo torte, spumoni, mattonelle. Tutto

ad oggi, lavorano 19 persone, vorremmo

preparati con la mandorla dentro, ricoperti

rigorosamente di nostra produzione, così

poter investire ancora in questo settore e

di cioccolato, e ho rielaborato la ricetta.

come i prodotti di rosticceria.

magari aumentare i posti di lavoro. La vo-

Ovviamente c’è un ingrediente segreto

E ci tengo a sottolineare che non usiamo

lontà c’è, la qualità pure e, a quanto pare,

che non posso rivelare.

mai grassi vegetali idrogenati.»

anche il consenso della clientela.» ●

40//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


di Andrea Licci & C.

Forniture per: Alberghi - Ristoranti - Bar - Enti - Comunità Articoli da regalo - Liste nozze Viale Marconi, 5 - 73100 Lecce • Tel. 0832.301515 • Fax 0832.301430 www.alberghierasas.it • info@alberghierasas.it


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//IN CUCINA

Dove cucinare è un’arte e la qualità è di casa Cotto o crudo il pesce è di tendenza e al Blu Notte è sempre e solo freschissimo di Mariella Tamborrino foto di Pierpaolo Schiavone Blu Notte, Via Marino Brancaccio • Lecce Tel. 0832 304286 • www.ristoranteblunotte.com

42//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


A

ppena entri nel risto-

città. C’è addirittura una coppia di Torino

rante Blu Notte, a

che ci raggiunge sempre per festeggiare

Lecce, in Via Bran-

l’anniversario di matrimonio ed il comple-

caccio, a due passi da Porta San Biagio, la

anno della moglie.»

prima cosa che ti colpisce è l’ambiente.

Ecco, questo la dice lunga sull’aria che si

Sale eleganti, raffinate, atmosfera intima,

respira qui al Blu Notte dove due sono le

arredamento curato in ogni dettaglio e la

parole chiave: cortesia e qualità.

consapevolezza che di lì a poco verrai coc-

«Su questo non si discute – continua Sonia –.

colato.

La qualità è il nostro marchio di fabbrica.

Il sorriso e la disponibilità del titolare, Mau-

Offriamo solo prodotti freschi, piatti semplici

rizio Vergara, ma soprattutto i manicaretti

ma gustosi, senza troppi pasticci. Del resto,

preparati dalla moglie, Sonia Gaetani, l’in-

se un cliente chiama per prenotare un

discussa regina dei fornelli, sono la vera ri-

tavolo vuol dire che ha scelto noi e sta a

cetta per il successo di questo ristorante.

noi non deludere le sue aspettative.»

«Del resto – spiega Sonia – noi ci prendiamo

Quando Sonia parla di freschezza lo fa a ra-

cura dei nostri clienti, leccesi e non. Ci

gion veduta. Il menù del ristorante è infatti

sono persone che vengono puntualmente,

prevalentemente composto da pesce, e la

ogni anno, da Milano, da Roma e da altre

genuinità del prodotto è sempre garantita.

Due immagini del Blu Notte, l’ingresso e la sala, raffinata ed elegantemente arredata.

SALENTO REVIEW//43


PUBBLIREDAZIONALE

//IN CUCINA

Aragoste, frutti di mare, gamberoni, scampi.

vera delizia. L’ispirazione è nata proprio

C’è solo l’imbarazzo della scelta. E se il

dalla crema al pistacchio, così saporita ma

prodotto è buono di suo, Sonia ne sublima

al tempo stesso così neutra, poi ho provato

il sapore con ricette sempre nuove e az-

con gli abbinamenti e alla fine è uscito

zeccate.

questo primo che, vi assicuro, è davvero

«L’ultimo piatto nato in casa Blu Notte –

gustoso.»

dice – è un tortello fatto a mano da noi,

Oltre ai primi, ottimi e raffinati, il menù

con ripieno di carciofi e ricotta, preparato

propone piatti a base di pesce. Cotto o

su un salsa di pistacchio e gamberetti. Una

crudo, a seconda dei gusti anche se, a quanto pare, la tendenza del momento propende più per la seconda opzione. «È vero – dice Sonia – in questo periodo c’è molta richiesta di pesce crudo, frutti di mare

Piatti raffinati e freschezze del mare, anche questo è il Blu Notte.

in particolare, e noi sappiamo come soddisfare

la nostra clientela: offrendo solo e soltanto prodotti rigorosamente freschi.» La qualità la si ritrova ovunque. Anche nei calici. Il Blu Notte, infatti, vanta una cantina pregiata e assortita, con una vasta scelta fra vini bianchi, rossi e rosati delle migliori aziende vinicole. «È un lavoro che facciamo con passione – aggiunge Sonia – anche perché i sacrifici che affrontiamo sono stati tanti. Ma la vera energia ci viene non solo dalla passione, ma anche dall’affetto e dalla stima con cui veniamo ricambiati dai nostri clienti. Sapere che si parla di noi, e in termini entusiastici anche fuori dai confini salentini, ci riempie di orgoglio e ci fa capire che stiamo operando nella direzione giusta.» Un ulteriore tassello che si aggiunge alla costruzione di questa realtà di successo è il Marchio Ospitalità Italiana, ovvero la certificazione che la Camera di Commercio conferisce al strutture particolarmente meritevoli. Il Blu Notte ne ha una collezione. ●

44//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


LEONE DI MESSAPIA **** Hotel & Conference Prov.le Lecce Cavallino, 73100 Lecce tel. +39 0832 613102 www.leonedimessapia.it e-mail: info@leonedimessapia.it


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//FASHION

46//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


Anna Valentini, Via Renato Imbriani, 36 - Lecce tel. 0832.389063 - valentinianna@hotmail.com

Un viaggio nell’universo femminile, fra stile e bellezza di M.T.

Innovativa, eclettica, sempre pronta a cogliere nuove sfide e a dettare moda. Anna Valentini si racconta

G

uardarsi allo specchio

Insomma, belle dentro e belle fuori.

forse è il mio tratto distintivo e i miei colla-

e sentirsi belle. Un so-

A confermarlo è Anna Valentini, hair stylist

boratori lo sanno e mi seguono. Professio-

gno, questo, accarez-

di successo.

nalità e serietà mi hanno fatto guadagnare

zato da tutte le donne.

«È vero – afferma – bellezza vuol dire pren-

credibilità e nel tempo la mia azienda è

Non c’è niente di meglio che sorridere

dersi cura di se stessi. Lo vedo con le mie

cresciuta. Molto importante è stato l’incontro

soddisfatte alla propria immagine riflessa.

clienti, quando vengono da me hanno le

con Anna Pellegrino, la sua collaborazione

E non è certo un segno di vanità. Essere

idee chiare, molte seguono le nuove ten-

mi ha accompagnato per undici anni ed

belle oggi significa essere in pace con se

denze e vogliono il meglio.»

ora è mia socia e mia grande amica.»

stesse, sentirsi bene, guardando oltre l’ap-

Anna è in questo settore da 29 anni. Nel

Non solo cura dei capelli.

parenza.

tempo ha costruito un’azienda forte, è co-

«Chi viene da noi sa già cosa vuole, ma so-

Negli ultimi anni è cambiata la percezione di

nosciuta e stimata, ha creato mode, continua

prattutto sa cosa offriamo. Il mio team ed

noi stessi. C’è più attenzione all’immagine,

a farlo ed è sempre attenta a cogliere

io creiamo look per giovani donne e eleganti

la cura del look è diventata più precisa, più

nuovi stimoli che le arrivano dal mondo

signore che, sempre alla moda, vogliono il

accorta e si è più preparati in un settore a cui

del fashion e della moda che la circondano,

taglio del momento. Ci prendiamo cura

prima ci si rivolgeva con minore interesse.

coniugandoli con il suo personale gusto.

dei capelli, del viso, della pelle e del trucco.

La donna di oggi sa cosa vuole. Ha una

Come definiresti lo stile “Anna Valentini”?

Usiamo prodotti di qualità e loro lo sanno.

forte consapevolezza di se stessa, e tutto

«È un concetto di bellezza abbinato alla

La nostra idea è Total Beauty.»

ciò si traduce in una sensibilità che traspare

qualità e alla professionalità. Io, almeno,

Quindi sposate in pieno il concetto di ar-

nell’immagine che offre all’esterno ma che

parto da questi presupposti. Alla base di

monia?

inevitabilmente è lo specchio di ciò che ha

tutto ci deve essere preparazione e forma-

«Esattamente. E proprio in virtù di questo

dentro.

zione, non amo l’improvvisazione e questo

che da alcuni anni lavoriamo in collabora-

SALENTO REVIEW//47


PUBBLIREDAZIONALE

//FASHION

zione con un’azienda francese, la Biosthe-

un’accentuata attenzione verso se stessi. Ci

Del resto, faccio questo lavoro da 29 anni,

tique, rinomata a livello internazionale che

sono più occasioni per incontrarsi, fra cene,

ho cominciato giovanissima, affrontando

ci fornisce prodotti di qualità e all’avan-

feste, pranzi e altro e la donna, si sa, vuol es-

anche tanti sacrifici, ma adesso sono sod-

guardia adatti ad ogni capello e, ci tengo

sere in ordine. Io, sinceramente, ho un con-

disfatta di quello che ho creato. La colla-

a dirlo, non testati su animali. Proprio

cetto di moda e tendenza tutto mio. La

borazione con la Biosthetique è fonda-

grazie alla Biosthetique la nostra idea di

moda è, secondo me, tutto ciò che una

mentale, un traguardo importante. Colla-

Total Beauty si concretizza.»

donna ha voglia di sentirsi addosso. Quando

boro con loro da sei anni, creo moda e

Quali sono le tendenze del momento? In

ho una richiesta che credo non sia adatta

partecipo ai Congressi Internazionali Bio-

questi giorni di festa, ci sono richieste

per quella cliente cerco sempre di indirizzarla

sthetique, chiamati anche show del capello.

particolari da parte delle clienti?

al meglio mantenendo i suoi personali gusti.

Le ultime mete sono state Stresa, Berlino

«Ovviamente in questi giorni particolari c’è

Ad ognuna di loro presto un’attenziona par-

e Parigi, dove ho avuto modo di arricchire

ticolare ed è per questo che con il tempo

il mio bagaglio di esperienze. E non finisce

subentra stima, fiducia e amicizia e per

qui!»

questo tornano».

Altre sorprese in futuro?

Quanta passione c’è in quello che fa?

«Proprio così. Voglio occuparmi di stile.

«Ho parlato di formazione, è vero, ma alla

Un progetto che ho nel cassetto e che

base di tutto c’è una passione fortissima.

molto presto tirerò fuori.» ●

Foto di gruppo per il team di Anna Valentini, giovane e affiatato.

48//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


C’è sempre o t n e m o m un buon e per legger

CASA DEL LIBRO Via Merine, 1/C - 73100 Lecce Telefax 0832/344609 Tel. 0832/524223 casadellibro.ricordi@libero.it


Nata nel 1953, Casa del Libro è divenuta nel tempo una solida realtà. Spaziando dalla narrativa, all'editoria scolastica, dalla manualistica alle edizioni musicali, divenendo punto di riferimento per un pubblico di professionisti, lettori e appassionati di musica.

Oggi, avvalendosi della consolidata esperienza e potendo contare su un vasto assortimento di titoli (circa 40.000) sempre presenti in magazzino, si pone come obbiettivo di fornire con professionalita' e in tempi ridotti, il miglior servizio possibile.

//in libreria Libri selezionati a cura della libreria

Il Palazzo e la piazza Bruno Vespa, Mondadori, 2012 € 19,00 Dopo il successo riscosso negli ultimi anni con libri rivolti a un pubblico soprattutto femminile, quest’anno Bruno Vespa ha deciso di tornare ai temi che gli sono più familiari, quelli di carattere storico-politico. Partendo dall’epocale crisi del 1929 e dalla Grande Depressione, il libro ripercorre i momenti più difficili della storia economica italiana (e internazionale) e approda al drammatico novembre 2011, con le inaspettate dimissioni del premier Silvio Berlusconi, la nomina a sorpresa di Mario Monti a presidente del Consiglio e il varo del cosiddetto “governo dei professori”.

Calico Joe John Grisham, Mondadori, 2012 - € 18,00 Due uomini diversi per età, carattere, personalità. Ma accomunati dalla stessa professione: il baseball. Uno è Warren Tracey, donnaiolo, alcolista e pessimo padre che, ormai sul viale del tramonto, gioca le sue ultime partite nei Mets di New York, appesantito dagli anni e dalla frustrazione per una carriera che avrebbe voluto diversa. L'altro è l’astro nascente Joe Castle, ventun’anni, originario di Calico Rock, nel profondo Arkansas, che sta mietendo successi nelle file dei Cubs di Chicago. La popolarità di Joe è alle stelle: il clamore dei suoi record e delle sue prodezze echeggia dalle tivù e dalle radio di tutto il paese, rendendolo in breve tempo l’idolo dei fan del baseball, primo fra tutti Paul Tracey, il figlio undicenne di Warren. È il 1973 quando suo padre si ritrova finalmente faccia a faccia con Joe sul diamante dello Shea Stadium di New York in una partita che passerà tristemente alla storia.

Casa del Libro

Il manoscritto ritrovato ad Accra Paulo Cohelo, Bompiani, 2012 - € 17,00 14 luglio 1099. Mentre Gerusalemme si prepara all’invasione dei crociati, un uomo greco, conosciuto come II Copto, raccoglie tutti gli abitanti della città, giovani e vecchi, donne e bambini, nella piazza dove Pilato aveva consegnato Gesù alla sua fine. La folla è formata da cristiani, ebrei e mussulmani, e tutti si radunano in attesa di un discorso che li prepari per la battaglia imminente, ma non è di questo che parla loro il Copto: il vecchio saggio, infatti, li invita a rivolgere la loro attenzione agli insegnamenti che provengono dalla vita di tutti i giorni, dalle sfide e dalle difficoltà che si devono affrontare. Secondo il Copto, la vera saggezza viene dall'amore, dalle perdite sofferte, dai momenti di crisi come da quelli di gloria, e dalla coesistenza quotidiana con l’ineluttabilità della morte. “Il manoscritto ritrovato ad Accra” è un invito a riflettere sui nostri princìpi e sulla nostra umanità; è un inno alla vita, al cogliere l'attimo presente contro la morte dell'anima.

La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti Carlo Pansa, Rizzoli, 2012 - € 19,50 Questa volta Giampaolo Pansa racconta e va oltre: supera gli accadimenti per toccare qualcosa che non è più narrazione ma, forse, il lancio di un'autentica sfida. O almeno, di sicuro, da qualcuno potrà essere ritenuta tale. Milioni di persone senza difese nella morsa di due fazioni senza pietà, i partigiani e i fascisti. Nella fase conclusiva del secondo conflitto mondiale, tanti italiani si trovarono scaraventati dentro l'inferno della guerra civile. E scoprirono che non esisteva differenza fra le parti che si scannavano. I partigiani e i fascisti si muovevano nello stesso modo. Alimentando tempesta di orrori, rappresaglie, esecuzioni, torture, stupri, devastazioni. “La guerra sporca” descrive il lato oscuro degli anni fra il 1943 e il 1945.

Il principe della nebbia Ruiz Zafon Carlos, Mondadori, 2012 - € 19,00 1943: il vento della guerra soffia impetuoso quando il padre di Max Carver decide di trasferire la famiglia sulla costa spagnola. Il luogo sembra protetto e tranquillo ma, appena arrivati, cominciano a succedere strani fenomeni: La sorella Alicia inizia a fare sogni inquietanti, compare una scatola piena di vecchi film mentre l’orologio della stazione va all'indietro. E ci sono le voci, sempre più sinistre. Quando un incidente colpisce la sua famiglia, Max è costretto, suo malgrado, a improvvisarsi detective. Assieme ad Alicia e al nuovo amico Roland, nipote dell'anziano custode del faro, inizia a indagare sull'oscuro naufragio di una nave che giace sui fondali della baia custodendo molti segreti...

Mariemma Alberto Diso, Carra Editrice, 2012 € 14,50 Moris, un uomo ormai sessantenne che d’estate vive in Grecia nella sua barca, incontra per caso, in uno sperduto villaggio greco, una donna, Mariemma. “…e quel volto… quel volto io lo conoscevo, l’avevo già visto”, questo pensava Moris. In seguito riesce a ricordare.

SALENTO REVIEW//51


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oi n a d o n n a a t’ r o c n Ques è a e l a t il Na nte e i n e nv o c ù pi

L’intramontabile di Giorgio Armani ACQUA DI GIO, fragranza floreale acquatica dedicata ad una donna vitale e seducente.

Antirughe Rivitalizzante Quotidiano con complesso multivitaminico. Una formula esclusiva ricca di vitamine e sostanze rivitalizzanti. COLLISTAR

Simpatica la rivisitazione del classico Pierrot che affascina da sempre grandi e piccini. Rotondi e morbidi, dall’aria sognante, al loro interno offrono colorati ombretti, rossetti e fard. PUPA

Crema Dermoplastica Antirughe a base di lipoplastidine di tuorlo d'uovo, ultranutriente, e olio di avocado, molto efficace per combattere l'invecchiamento cutaneo e l'eccessiva aridità. COLLISTAR

L L U F Y T BEAU Una crema vellutata che dona idratazione ed un immediato senso di benessere. Body lotion ROCCOBAROCCO

CK One Shock for Him La provocazione giovane e innata delle nuove generazioni. Nel confanetto profumo e crema corpo. CALVIN KLEIN

For man Eau de Toilette, deodorante e after shave tutto in un cofanetto regalo. CUBA BLACK

Per lui un gel doccia e shampoo da 400 ml Per lei un latte corpo. ALVIERO MARTINI

Un classico è l’eau de Parfum da donna confezione da 100ML di BURBERRY

SALENTO REVIEW//53


L’asilo LA MELA è tra i primi aperti a Lecce. Lo staff della signora Antonella è composto da giovani educatrici che ogni giorno con passione ed entusiasmo intrattengono i piccoli birbanti salentini. Pareti colorate e stanze colme di giochi di ogni tipo ospitano i bimbi quotidianamente ed una simpatica tavolata raccoglie intorno a sè i piccoli, sia nelle occupazioni quotidiane che nelle scoppiettanti feste di compleanno. Mentre la mattinata è dedicata ai giochi e alle canzoni accompagnate da balletti e risate, il pomeriggio, dopo la nanna, i piccoli sono impegnati nelle attività creative, quali disegni e costruzioni: l’asilo diventa così un baby parking per i genitori che hanno necessità di lasciare i proprio figli per alcune ore. Dedizione e professionalità al servizio del bambino: è questo che rende speciale l’asilo La Mela di 40 anni. Per info: Asilo La Mela, Via Carlo Massa, 21 - 73100 Lecce - Tel. 0832 314924

STI E P E L O C C PI TAMBURELLO ROCK'N'ROLL Ha due lati per giocare. Un lato con gli strumenti musicali con 6 melodie rock; le luci colorate lampeggiano a ritmo della musica. Nel lato opposto il tamburello elettronico. CHICCO

IMPARA L’INGLESE Un gioco elettronico adatto a tutti i bambini che vogliono divertirsi con colori, forme, animali oppure imparare nuove parole in inglese! SAPIENTINO

IL PULCINO DEL MOMENTO Fa moda ed è super colorato. Da BEBÈ STORE - Lecce.

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MI SCAPPA LA PIPÌ Arriva una simpatica rana verde che ogni bimbo adorerà. FISHER PRICE

TRIO CAM Perfetto sin da subito. Da BEBÈ STORE - Lecce. 54//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


LECCE - Via Carlo Massa, 11 (2ª trav. Viale della Libertà) Tel. 0832.520844


TYLE S N O I H S A F Maglione misto lana STONE ISLAND con collo a imbuto, zip anteriore nascosta da una chiusura con bottoni, con polsini a coste.

Abito lungo monospalla LIU JO per questa nuova collezione.

Rourke il bomber top di REFRIGIWEAR con cappuccio staccabile e bordato di pelliccia di marmotta.

Pantaloni uomo autunno/inverno 2012/13 in cotone blu, con due tasche laterali. POLO RALPH LAUREN.

Abito corto rosso con cinturino nero in vita per FORNARINA.

CARLA G in uno stile rock bianco&nero.

Scarpe mania Regina Amalia Cesaria Ankle boots su zeppa 90 ricoperta in suede con mix di materiali, cinturino decorativo e zip laterale interna. JANET&JANET

56//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE

LEMARĂˆ Sono totalmente Made in Italy. Metal pink è la rivisitazione invernale della sneakers, in tinta unita ma coperta di borchie per un look rock glam imbattibile.

BOOKMARK AND SHARE Scarpa in pelle nera church's, con una punta rotonda, davanti lacci di fissaggio, dettagli brogue impreziosiscono la scarpa completa, un tacco blocco di legno e cuoio.


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Cintura uomo CALVIN KLEIN in Vera Pelle Double Face Marrone/Nero

Cappello WOOLRICH donna, con un pelo bianco coniglio in due toni. In blu, Khaki o nero.

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Portachiavi gold a forma di cuore logato Liu Jo ornato da Swarovski. Oggi c'è un nuovo must per le fashion addicted: Key-Star il brioso portachiavi Liu Jo Luxury!

Dalla CHANEL CAMELIA COLLECTION, una linea elegante e molto raffinata, quest’anno arriva l’agenda, con decori ispirati proprio alla Camelia, il fiore preferito dalla fondatrice delle celebre griffe parigina.

Custodia Leggio Porta iPad PIQUADRO in Vera Pelle Rossa. La collezione Blue Square è realizzata in vitello con conciatura minerale al cromo e rifinito all'anilina.

SECTOR EXPANDER 90 Orologio da uomo in quarzo analogico, nero, vetro antigraffio, resistente all’acqua fino a 10atm. Il ritorno di un modello anni '90 sportivo che coniuga stile e prestazioni. Occhiali da sole e da vista dal gusto rock e glamour per il marchio di moda DIESEL, che ci propone la sua bellissima collezione di eyewear per l’autunno-inverno 2012/2013

58//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE

Effetto verniciato, tinta unita, chiusura a calamita, taschino interno con zip, logo. Vari colori. È la borsa che ARMANI ci riprone anche quest’inverno rivisitata e ancora più glamour.


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//HOTEL&RESORT

Raffinato e suggestivo il Doubletree by Hilton Acaya Golf Resort si trova al centro di uno scenario suggestivo e unico al mondo 62//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


DoubleTree Resort, Strada Comunale di Acaya Km 2 Acaya-Fraz. di Vernole (Le) Tel. 0832.861385 • www.acayagolfresort.it

S

ituato nel cuore del Salento, sulla costa

adriatica, il Doubletree by Hilton Acaya Golf Resort si trova al centro di uno

scenario suggestivo e unico al mondo. Immerso nella ricca vegetazione mediterranea, è affiancato dall’Oasi Naturale WWF delle Cesine da una parte e dal mare Adriatico dall’altra. Il Resort è il punto di partenza ideale per scoprire le bellezze della città barocca di Lecce e delle spiagge salentine.

ACAYA GOLF CLUB

Semplice, tradizionale e funzionale. Il campo al Doubletree by Hilton Acaya Golf Club, volto a rendere il golf un gioco accessibile a tutti è situato in prossimità di un’oasi naturale di circa 380 ettari. Nel verde della macchia mediterranea, “pregiata vegetazione spontanea” è stato realizzato uno splendido percorso 18 buche Par 71, terreno di confronto interessante per tutti i livelli di gioco, professionistico o amatoriale, di uomini, donne e juniores. Inoltre il Doubletree By Hilton Acaya Golf Club dispone di un Driving Range completo e funzionale. Il Campo Pratica con 22 postazioni, di cui 6 al coperto, 2 Putting Green e 2 Pitching Green, è l'ideale per i giocatori che intendono affinare la loro tecnica e per chi muove i primi passi. SALENTO REVIEW//63


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//HOTEL&RESPRT

SPA E BENESSERE

RISTORANTI E BANQUETING La ristorazione al Doubletree by Hilton Acaya Golf Resort unisce la tradizione culinaria salentina ai piatti più amati della cucina italiana, ed accompagna alle deliziose pietanze una accurata selezione di vini pregiati, anche prodotti da piccole cantine locali. Due eleganti ristoranti interni e quattro punti ristoro, di cui due esterni, offrono all’ospite la possibilità di scegliere il luogo più adatto per ogni occasione. Il Banqueting disposto per i soci del Golf Club e per tutti gli ospiti del Doubletree by Hilton Acaya Golf Resort, grazie ad uno staff altamente qualificato è in grado di organizzare qualsiasi evento, pianificarne ogni aspetto e gestire fino a 800 ospiti. Ambienti raffinati dove vivere indimenticabili esperienze enogastronomiche. 64//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE

Rifugio ideale per una perfetta remise en forme affidata alle sapienti mani di personale altamente specializzato, il Doubletree by Hilton Acaya Golf Resort seduce i suoi ospiti con percorsi di puro benessere. Tra i giardini profumati di uliveti e macchia mediterranea, 1.200 mq di SPA consentono un approccio olistico alla salute, al benessere ed alla forma fisica. Un’ampia scelta di trattamenti beauty si accompagnerà agli straordinari benefici dei bagni di vapore e a programmi personalizzati di esercizio, consentendo di rigenerare l’organismo e rivitalizzare i sensi.


//ECONOMIA E TERRITORIO

ENOGRASTRONOMIA

Il marchio Puglia punta sulla qualità e seduce i mercati internazionali Dario Stefàno, 49 anni, salentino doc, è assessore alle Risorse agroalimentari alla Regione Puglia. Con una lunga intervista ha voluto accompagnare il debutto editoriale di Salento Review Di Gabriele De Giorgi

LA PUGLIA È DIVENTATA UN BRAND. La varietà paesaggistica si sposa con la qualità dei prodotti dalla sua terra. Quali sono i riconoscimenti, dall’Italia e dall’estero, di questi ultimi anni? Eataly, la più famosa catena alimentare e specializzata in alimenti tipici e di altissima qualità, con punti vendita in Giappone e negli Stati Uniti, aprirà presto anche in Puglia. Se una esperienza di questo calibro fa questa scelta commerciale, senza alcun incentivo o agevolazione, è perché il brand Puglia è ormai apprezzato in tutto il mondo per gusto, qualità e autenticità. D’altronde lo abbiamo toccato con mano lo scorso anno, quando nel punto vendita di New York , Eataly dedicò un focus di un mese sulla Puglia e i suoi prodotti: turisti e newyorkesi impazziti, vendita dei prodotti tipici alle stelle, tanto che ci chiesero di allungare di due settimane la speciale Dario Stefàno, assessore regionale alle Risorse agroalimentari. Otrantino, da oltre dieci anni vive a Lecce. La sua attività amministrativa, fin dal primo giorno del suo insediamento, è stata finalizzata alla tutela delle tipicità regionali e all’esportazione dei prodotti del territorio sui mercati nazionali ed esteri dove il brand Puglia gode oramai di notevole considerazione.

promozione. Ma ancora: le famiglie Antinori e Zonin sono venute in Puglia per realizzare importanti impianti di produzione ed investire con noi sui nostri vitigni autoctoni. Sono solo due esempi che rendono la considerazione che investe la Puglia, ma sono sempre più numerosi i riconoscimenti alle nostre produzioni. Ormai la Puglia fa tendenza nel settore agroalimentare e gastronomico, lo testiamo ogni volta che portiamo i nostri cuochi e i nostri prodotti con i cooking show agli appuntamenti importanti di promozione come la Borsa internazionale del Turismo, il Sial di Parigi, il Salone del Gusto, dove negli ultimi due, tre anni è aumentato l’interesse degli operatori, della stampa

66//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


specializzata, degli opinion leader. Ma siamo riusciti

l’agricoltura: attraverso i nostri bandi si sono “insediati”

a fare tendenza anche con le nostre etichette: a Verona,

più di duemila giovani imprenditori agricoli, sempre

all’ultimo Vinitaly, non si faceva che parlare dei rosati,

più studenti scelgono le facoltà agrarie e sempre più

su cui abbiamo investito molto, anche con un concorso

giovani abbracciano l’idea che si possa ridare vitalità

internazionale che ha registrato un grandissimo suc-

alle aree rurali, avviando attività d’impresa, idee cul-

cesso. Il vino, va aggiunto, ci sta dando grandi soddi-

turali, veri e propri progetti di vita. Questo è uno

sfazioni, ormai nelle guide che “contano” la Puglia

degli aspetti fondamentali su cui abbiamo investito

cresce, quanto a numero di etichette premiate, ed è

molto, e non solo attraverso la programmazione del

sempre sul podio. E non dimentichiamo che il Primitivo

Psr della Puglia.

nel 2012 é stato eletto migliore vino rosso d’Italia,

Quali sono i prodotti che si esportano di più e per-

davanti ad etichette che per vent’anni hanno dettato

ché?

legge nelle classifiche internazionali.

Il vino pugliese è sempre più in evidenza sui mercati

Come ha retto la Puglia l’impatto prolungato della

internazionali: è questo un dato di fatto, merito della

crisi nei settori di sua competenza?

grande capacità di innovazione messa in campo nel-

Nonostante la crisi, e le emergenze climatiche che

l’ultimo decennio dai nostri produttori e dai nostri

hanno fiaccato segmenti del comparto nazionale,

bravi enologi, che abbiamo accompagnato con mirate

l’agricoltura pugliese tiene molto bene e, anzi, dimostra

azioni di promozione. Gusto e autenticità rendono

segnali di grande vitalità, una straordinaria capacità

ricercate le nostre etichette, valori di grande unicità

di reazione manifestata, ad esempio, nell’attuazione del Programma di sviluppo rurale della Puglia: le aziende agricole, infatti, partecipando ai bandi regionali hanno espresso una capacità progettuale innovativa ma anche economica e finanziaria, investendo cioè risorse proprie significative. È il primo segnale di un ottimismo che è linfa vitale per un sistema produttivo che vuole vincere la sfida del cambiamento e, quindi, con il futuro. Ma un altro segnale importante è anche il ritorno di attenzione delle nuove generazioni verso

SALENTO REVIEW//67


ORTAGGI FRESCHI • FRUTTA FRESCA • FRUTTA ESOTICA • FRUTTA SECCA • LEGUMI

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//ECONOMIA E TERRITORIO//ENOGASTRONOMIA

che solo il mix di elementi presenti in Puglia rende

Accanto ad essi prendono sempre più quota e divengono

possibili: in cima a tutto i nostri straordinari vitigni

assai interessanti i mercati americani ma, anche e

autoctoni, il Negroamaro, il Primitivo, il Nero di

forse soprattutto, i mercati della area Bric (Brasile,

Troia, giusto per citare i più noti. Ma anche l’ortofrutta

Russia, India e Cina) che sviluppano un potenziale di

pugliese, che rappresenta un quinto dell’ortofrutticoltura

domanda enorme e che si dimostrano assai sensibili

nazionale, sfonda sui mercati esteri: il 70% dell’uva

alla nostra tipicità.

italiana proviene proprio dalla Puglia così come un

Il nostro successo su questi mercati dipenderà certamente

terzo dei pomodori, dei cavolfiori e dei carciofi. O

dalla nostra capacità di tenerci ancorati alla bussola

ancora il nostro olio extravergine apprezzato per

della qualità e della autenticità ma accanto a questo

gusto, qualità e sicurezza alimentare, elementi che ci

dovremo mettere in campo uno sforzo straordinario

rendono ormai famosi come “brand” in tutto il mondo.

per adeguare il nostro modello organizzativo, renderlo

Ecco perché abbiamo voluto investire su un marchio

dimensionalmente più idoneo all’interlocuzione con

collettivo comunitario – e siamo la prima Regione a

un mercato enorme nel quale non sarà solo importante

farlo – per marchiare i nostro prodotti garantendone

produrre bene, ma anche comunicare ciò che c’è dietro

qualità e provenienza, considerato che quotidianamente

un’etichetta, quale territorio, quale tradizione.

combattiamo una battaglia spietata contro l’agropi-

Provi a convincere un turista a visitare la Puglia.

rateria. Più piaci e più sei imitato, funziona così: e

La Puglia è una scoperta continua, tanti (e tutti

allora ci siamo inventati il marchio “Prodotti di Qualità

diversi) i volti di un territorio straordinario che dalle

Puglia”, uno strumento che certifichi la qualità pugliese

Murge scivola sino al Salento: migliaia di borghi rurali

delle nostre produzioni ma anche la tracciabilitá, la

e storici, due mari sempre premiati per

reale provenienza, visto che l’Europa ci ha un po’ ab-

bellezza e limpidezza, una biodi-

bandonati su questo fronte.

versità ed un paesaggio rurale

I mercati esteri che offrono le migliori potenzialità

unici al mondo ed un pa-

per il prossimo futuro quali sono?

trimonio eno-gastronomi-

In generale i mercati del nord Europa continuano a

co che da solo vale una va-

rappresentare una parte importante del nostro export.

canza! ● SALENTO REVIEW//69


PUBBLIREDAZIONALE

//OLIO Az. Agricola Le Saittole, Via Puglia, 1 • Castrì di Lecce (Le) - Tel. 0832.826606 • www.lesaittole.com

FIABA MODERNA ULIVI

UNA ALL’OMBRA DEGLI Una giovane imprenditrice cresciuta fra ulivi secolari e terre baciate dal sole di Mariella Tamborrino

Sotto, Elena Georgopoulos nella sua azienda.

P

rovate ad immaginare

La principessa è Elena Georgopoulos, gio-

una fiaba ambientata

vane imprenditrice di successo che ha saputo

in un reame particolare,

fondere in un’unica creatura le sue radici el-

dove una giovane principessa trasforma in

lenico-salentine, dando vita ad un’azienda

oro tutto ciò che tocca. Con naturalezza e

olearia unica nel suo genere: Le Saìttole.

garbo, ma soprattutto con tanto amore:

Mamma italiana, papà greco, Elena ha avuto

quello per la sua terra. Non occorre andare

l’intuito di mettere insieme l’elemento agri-

molto lontano per conoscere una storia

colo con quello imprenditoriale. Mentre lei

moderna, ma dal sapore fiabesco, che si

cresceva, si estendevano anche i terreni di

snoda fra ulivi secolari e terre baciate dal

famiglia (oltre 100 ettari di superficie, eredità

sole, sul limitare della Grecìa salentina, nel

degli avi del ramo materno) e mentre il suo

verde delle campagne di Castrì.

papà impostava l’azienda in campagna, preparandola ad un futuro commerciale, lei già accarezzava l’idea di uno sviluppo più squisitamente imprenditoriale. “Alla base” ci spiega “c’è una preparazione agricola di altissimo livello. Senza di essa non avremmo potuto avviare l’attività di commercio e promozione, cioè la vera attività d’impresa, che abbiamo impostato successivamente”. “Anche dal punto di vista strutturale sono state gettate le basi pensando al futuro” prosegue Elena “perché abbiamo disposto i fondi in modo tale da consentire il passaggio delle macchine per la raccolte delle olive. Ciò che caratterizza la nostra produzione” dice “è un matrimonio ben riuscito fra tradizione e innovazione”. Quando Elena Georgopoulos prende in

70//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


e l o t t i a S e L o i l O za z e r u p in e n io z a r lavo

SALENTO REVIEW//71


PUBBLIREDAZIONALE

//OLIO A sinistra, i barattoli delle olive kalamata, le olive da tavola, preparate con una salamoia particolare, ricavata da olio e aceto. Sotto una panoramica dell’uliveto

mano il timone dell’azienda, nel 2004, ha solo 25 anni. Ha quindi la grinta sufficiente ed il giusto piglio per operare una svolta in un settore prevalentemente maschile. “All’epoca” ricorda “ero una mosca bianca. Ero la più giovane imprenditrice agricola nel Salento, l’unica under 30. Ma questo non mi ha ostacolato affatto, anzi, ad essere sincera ho avuto solo porte aperte, non ho subito pregiudizi di alcun tipo. Sapevo di avere un tesoro fra le mani e la mia gestione moderna e innovativa ha senz’altro avuto riscontri positivi”. L’azienda agricola “Le Saìttole” produce uno dei migliori oli d’oliva del Salento. A caratterizzarne la particolarità è la cosiddetta “lavorazione in purezza”, almeno per quel che riguarda le varietà autoctone del territorio, come il leccino e l’oliarola salentina, e come la cellina. Il prodotto non viene miscelato, ma creato direttamente in campagna. Il richiamo della seconda patria di Elena, la Grecia, è forte. E lei lo ha assecondato, importando la “koroneika”, cultivar ellenica che dà un olio dall’aroma freschissimo, un vero e proprio “succo di frutta” per usare le sue parole, buono da assaggiare e bello da vedere, con il suo colore verde brillante.

un’altra chicca: le olive kalamata. Gli alberi,

Per ammirarlo basta fare un salto a Castrì. I

Il microclima salentino non è diverso da

da cui vengono raccolte le olive da tavola,

visitatori sono sempre i benvenuti.

quello greco, quindi la pianta attecchisce

preparate con una salamoia particolare, ri-

“Se l’azienda funziona” conclude Elena “è

benissimo. L’unica differenza sta nella rac-

cavata da olio e aceto, vengono trattati

perché alla base c’è un lavoro di squadra.

colta.

come veri e propri alberi da frutto.

Fra agronomi, assistenti e collaboratori,

“Per avere un olio più delicato” sottolinea

Ma l’angolo più suggestivo dell’azienda è

siamo 17 persone. C’è mio padre, presenza

Elena “raccogliamo le olive in ritardo rispetto

il fondo dove sorge il Barone di Monte-

costante e di grande supporto, poi c’è An-

ai tempi greci”.

profico, un maestoso ulivo millenario, tal-

tonietta, il mio braccio destro. Ma la vera

La koroneika non è l’unica presenza trans-

mente raro da essere stato catalogato dal

energia, il motore che mi spinge a fare di

jonica nelle campagne di Castrì. C’è infatti

CNR, e che ancora produce ottime olive.

più, e meglio, è il mio piccolo Andrea.” ●

72//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


PUBBLIREDAZIONALE

//IN VIAGGIO Agenzia di Viaggi Crusi, Via Ernesto Alvino, 3 • Lecce - Tel. 0832.305522 • www.crusiviaggi.it

È sempre un nuovo

viaggio

agenzia di viaggi Crusi, una realtà salentina che vanta 21 anni di esperienza di Mariella Tamborrino - foto di Pierpaolo Schiavone

74//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


L’

agenzia di viaggi Crusi,

in Piazza Sant’Oronzo, a Lecce, non è solo un

punto di riferimento per i turisti in cerca di mete speciali, ma offre anche servizi per agevolare la vita del viaggiatore.

Il titolare, Giuseppe Crusi, ci spiega quali sono. «Non solo viaggi organizzati. – dice – La nostra azienda si occupa anche del settore trasporti. Sia per quanto riguarda il noleggio di autobus gran turismo-lusso, sia per quel che concerne l’ormai collaudatissimo Airport Shuttle, comodo e conveniente. È un servizio a domicilio: un nostro collaboratore passa a prendere il cliente per accompagnarlo all’aeroporto e viceversa. Inoltre” continua “abbiamo anche un servizio di biglietteria aerea, ferroviaria, marittima e low cost”.» Viaggi e crisi: un binomio difficile. «Viaggiare in tempo di crisi, secondo me, è più facile. Esistono numerose soluzioni per chi ha minori possibilità economiche. Ci si può spostare per periodi brevi, senza rinunciare al piacere di partire. In occasione delle festività natalizie, sono stati attivati voli diretti da Bari per le capitali europee: Monaco, Berlino, Istanbul, Parigi, tanto per citarne alcune. E poi, e questa è una novità, sono stati predisposti voli diretti anche dall’aeroporto di Grottaglie per Berlino.» Le capitali europee si confermano mete classiche del periodo natalizio? «In linea di massima sì. Tuttavia abbiamo numerose richieste anche per New York. La Grande Mela è gettonata più che altro nel periodo pre-natalizio dagli amanti dello shopping, ma abbiamo richieste anche per Capodanno.»

L’agenzia si affaccia di fronte l’anfiteatro romano, in Piazza Sant’Oronzo, il suo ingresso è accanto alla splendida e antica chiesa di San Giuseppe.

SALENTO REVIEW//75


PUBBLIREDAZIONALE

//IN VIAGGIO

Si può viaggiare “low cost” senza rinunciare

Basta prenotare con largo anticipo per usu-

alla qualità?

fruire di tariffe più convenienti.»

«Ci sono periodi dell’anno (purché non sia

Se dovesse promuovere una meta locale,

alta stagione) in cui, con i voli speciali, si

quale sarebbe?

ha la possibilità di ottimizzare il rapporto

«Sicuramente Lecce durante il periodo in-

qualità-prezzo. Esistono anche delle formule

vernale. La nostra città offre moltissimo dal

che permettono di anticipare la pre-

catini e tante altre iniziative legate, appunto, alle festività.» In che termini si può parlare della destagionalizzazione? «C’è ancora molto da fare. Negli ultimi tempi, a Lecce ma anche in provincia, c’è stato un incremento delle strutture alberghiere ed extralberghiere, però questo non basta. Il Salento adesso è di moda, e le mode come vengono possono anche passare. Ecco perché, a mio avviso, se non facciamo sistema rischiamo di perdere tutto quello che abbiamo realizzato finora.» Un segmento che non cede alla crisi quale potrebbe essere? «I viaggi di nozze. La luna di miele è il viaggio più importante per una coppia, quello che segna un momento fondamentale della vita, una magia che va vissuta fino in notazione, garantendo, in caso di offerta

punto di vista storico e culturale. A Natale

fondo. Chi si accinge a farlo vuole ovvia-

“last minute” l’adeguamento alla tariffa.»

diventa ancora più suggestiva, anche se

mente il meglio, ed è giusto che sia così.»

Ci sono molte richieste in tal senso?

molti optano per Otranto per via del con-

Qual è la filosofia della vostra agenzia?

«Diciamo che mentre prima era più diffusa

certo di Capodanno, con l’Alba dei Popoli.

«È racchiusa in uno slogan chiaro e sem-

la richiesta di viaggi “last minute”, con

Comunque il Salento, in questi giorni, si

plice: Crusi Viaggi e Turismo, il piacere di

questa formula la tendenza è cambiata.

promuove da sé, fra Presepi Viventi, mer-

esserci.» ●

76//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


via Maremonti, 41 - Lecce - Tel.: 0832.1810125 Info e prenotazioni: +39 331.5875964 - Vincenzo +39 329.6190022 - Marco pagina

Off-Side-Lecce

www.off-sidelecce.it - info@off-sidelecce.it


PUBBLIREDAZIONALE

//PUB Road 66, Via Dei Perroni, 8 • Lecce - Tel. 0832.246568 • www.road66.lecce.it

Road 66:

la movida è nata così È il pub storico per eccellenza a Lecce, da qui sono passati tutti ...almeno una volta di Mariella Tamborrino - foto di Pierpaolo Schiavone

78//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


U

na storia lunga 18 anni,

«Quando aprimmo, qui in Via dei Perroni

clienti solo prodotti freschi e di qualità,

nata quasi per gioco.

(la via che da Porta San Biagio conduce a

mantenendo prezzi alla portata di tutti, of-

Per una scommessa fra

Piazzetta Santa Chiara) non c’era davvero

frendo un menù vario: steak house & grill,

quattro amici, Danilo, Fabrizio, Frank e Ro-

nulla.» Danilo Stendardo, attuale ammini-

cucina Tex-Mex, hamburger, hot dog, insalate,

berto, all’epoca poco più che ventenni. Da

stratore del Road 66, ripercorre quegli anni

bruschette, tanto per citare alcune delle

un lato c’era l’entusiasmo tipico di quell’età

col sorriso sulle labbra. «Siamo stati in un

molteplici varietà di piatti tra cui scegliere.

e la voglia di buttarsi a capofitto in una

certo senso i pionieri della cosiddetta ‘mo-

Ottima anche la birra. L’austriaca Eggenberg,

nuova avventura, dall’altro c’era già il sentore

vida’ leccese. Abbiamo creato un bel mo-

una birra naturale, non pastorizzata, a sor-

che qualcosa, in città, stava per cambiare.

vimento. E adesso su questa stessa strada

gente viva. Assolutamente alla spina. Chi

6 gennaio 1996: il Road 66 apre i battenti.

sorgono altri locali e la vita notturna ha

se ne intende sa di cosa stiamo parlando.

Nasce a Lecce il primo Pub in stile “Old

avuto uno sviluppo interessante.»

«Da tre anni – spiega Danilo – siamo impor-

America” di tutta la Puglia; uno dei primi

Il segreto del Road 66 è racchiuso in un

tatori di questa birra. Noi abbiamo l’esclusiva

ad animare il centro storico di Lecce.

concetto semplice e immediato: offrire ai

in tutta la Puglia. E quando dico ‘noi’ intendo

SALENTO REVIEW//79


Da sinistra in senso orario: il palchetto dove si esibiscono gli artisti, un particolare dei tavoli, il muro con tutte le foto dei proprietari e dei clienti affezionati, un particolare del bancone.

tutti gli altri locali associati a marchio Road

agli hamburger, lo offre il Tennent’s Grill,

della tradizione salentina, accompagnati da

66 che si trovano a Lecce ed in provincia».

in Via Taranto. I locali sono ampi, l’arreda-

ottimo vino. Un discorso a parte merita

In tutto sono cinque, diversi nella struttura

mento richiama quello dei pub inglesi, e

l’Old School. Locale ispirato all’America

ma identici nell’attenzione rivolta al cliente.

ovviamente la birra non manca. Da poco,

degli anni ’50, adesso sta per diventare

«Dalle nostre cucine – afferma ancora Da-

ai locali esistenti è stata aggiunta un’altra

una braceria. Il nome è ancora top secret.

nilo – sono banditi prodotti precotti o con-

sala, utile anche per organizzare feste di

Per conoscerlo basterà fare un salto in Via

gelati. Scegliamo sempre e solo prodotti

compleanno o altro.

dei Perroni, a due passi dal Road, e scoprire

freschi e di qualità».

Nel 2010, a Maglie, è stata aperta L’Allegra

cos’hanno inventato di nuovo Danilo & Co.

E su queste basi sono stati aperti gli altri

Scottona, per gli amanti delle grigliate,

«Alla base di tutto – conclude Danilo – c’è

pub.

ma con un menù pronto a soddisfare ogni

tanto entusiasmo. Ci dedichiamo a questo

Rubens Brasserie è una brasserie belga

tipo di richiesta.

lavoro con passione. I sacrifici non mancano,

che si trova in Via Matteotti, a Lecce. Un

Sempre in provincia di Lecce, nel “regno

ma non mancano nemmeno le soddisfazioni.

locale intimo ed accogliente dove poter

della Taranta”, ovvero a Melpignano, c’è

Con il Road siamo diventati un punto di ri-

gustare le famose birre trappiste associate

L’Osteria del Feudo. Una bomboniera in

ferimento della Lecce by night, un piccolo

a ricette tipicamente salentine, pizze, piadine

pietra leccese, che si trova proprio nel

grande merito che ci fa capire che abbiamo

ed altri piatti freddi. Un menù vario, dalle

centro del paese, ricavata da un antico con-

operato nel modo giusto, e con professio-

grigliate alla pizza, dai secondi spadellati

vento. Qui si possono gustare i piatti tipici

nalità».●

80//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


TAPAS

&

DREAMS Restaurant Tapas Wine Bar Cocktails Via ludovico Ariosto, 62 - Lecce info@tapasanddreams.com

www.tapasanddreams.com


365 GIORNI NEL SALENTO

“365 giorni nel Salento” è una guida di immediata consultazione che offre al turista, ma non solo, la possibilità di orientarsi puntando subito alla qualità in tema di gusto, accoglienza e servizi. Ristoranti, alberghi, resort, B&B, stabilimenti balneari, agenzie di noleggio: una breve descrizione corredata da fotografie e dalle indicazioni di tutte le informazioni necessarie per mettere il cliente in contatto con la struttura. Suddivisa in quattro sezioni – accoglienza, gusto, servizi, informazioni –, ha un formato ridotto che la rende maneggevole e praticamente tascabile e presenta un’impaginazione elegante impreziosita da una suggestiva foto a tutto campo in copertina. 84//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


“365 giorni nel Salento” è pensata per rendersi utile ai visitatori di tutte le età: turisti last minute in cerca di un bed and breakfast, giovani che vogliono bere qualcosa in un locale, comitive desiderose di gustare il piacere della tavola salentina, coppie che bramano la fuga dalla quotidianità per rifugiarsi in un resort di lusso. Dopo il successo della prima edizione, torna alla stampa in una versione ancora più accattivante. “365 giorni nel Salento” è anche sul web per consentire la consultazione da qualsiasi supporto dotato di connessione a internet.

“Dal 2013 disponibile anche su smartphone e tablet” SALENTO REVIEW//85


//VIAGGI

DA ROMA A OTRANTO La storia vista da un viaggiatore

La strage dei martiri di Otranto: un false flag come a Pearl Harbor Siamo davvero sicuri che l’eccidio degli 800 martiri, nel 1480, fu il portato di una fanatica guerra di religione? Con suggestivi parallelismi e riferimenti al lavoro di importanti storici, un giornalista innamorato del Salento presenta una chiave di lettura diversa e molto più attuale di Fabrizio Venturini

NON C’È RISENTIMENTO NÉ RANCORE nei sussurri che in tanti dichiarano di sentire intorno al castello di Otranto, quasi a picco sull’acqua turchese e cobalto del mare che a Punta Palascia divide lo Jonio dall’Adriatico nel punto più ad est d’Italia. Quando – tacitato il chiasso turistico – il silenzio invernale bisbiglia alle persone sensibili il brusio di sospiri malinconici e dolci, nel vento aleggia il mormorio di commosse inquietudini per i gravi errori continui e le crudeli follie dei viventi ignari o inconsapevoli delle feroci lezioni che la storia ha impartito in questo stupendo sito salentino. Che a parlare sia il mare, il vento, l’elettricità delle nubi o voci dall’aldilà, quel sommesso e melodico fruscio è l’omaggio della natura al migliaio di morti innocenti uccisi dai Turchi dopo un assedio di due settimane. In poche ore, le scimitarre colorarono il torrente Idro di rosso rubino ed il vescovo Stefano Pendinelli, guida di un gregge che non volle negare la fede nel Cristo, fu il primo martire al quale fu spiccata la testa dal collo. L’11 agosto 1480 la città salentina subì la carneficina detta “Strage degli 800 martiri”. L’antica tragedia è ancora agitata da un’aspra pubblicistica antiaraba e islamofoba a monito e diffida di chi non condivide interessi e timori che alimentano la teoria del “Conflitto di civiltà”. Con un serio riesame di fonti antiche e testi moderni sulla decapitazione dei difensori della rocca assediata da Gedik Ahmed Pascià (al servizio degli Ottomani, comandò da Valona a Otranto 150 navi con 18.000 armati), prima lo storico Franco Cardini e poi altri studiosi hanno corretto la lettura dell’episodio spostandola dal contesto delle Guerre di religione nel piu’ realistico ambito dei cosiddetti “false flag”. Così i servizi segreti chiamano le azioni più efferate e spettacolari (stragi, attentati, rivolte, esplosioni, bombardamenti) studiate a lungo e con cura per incolpare un nemico. Infame obiettivo strategico dei “pretesti di guerra” è forzar il rivale ad aprire le ostilità, esporlo alle altrui 86//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


sione dei fatti di Pearl Harbor invalida la folle simmetria dell’olocausto nucleare di Hiroshima. Lo stesso vale per l’ecatombe di Otranto che – seppur deprecata dallo stesso Sultano Maometto II – per i fedeli islamici del XV secolo non ebbe la rilevanza quantitativa delle stragi con cui in nome IL NOSTRO VIAGGIATORE FABRIZIO VENTURINI amante e frequentatore del Salento da più di 10 anni è giornalista professionista, ha scritto nella Cronaca di Roma de “Il Messaggero”, è ora Manager della comunicazione aziendale (Relazioni Esterne e Pubbliche Relazioni, Ufficio Stampa, Pubblicità) dopo essersi occupato da giovane di pubblicità (nelle vesti di copy writer), ma soprattutto di storia e critica della musica afroamericana alla Rai (in televisione e alla radio), su Musica Jazz. Attualmente è Direttore presso il Centro Agroalimentare Roma e responsabile del sito www.agroalimroma.it e periodico cartaceo “Il Diario della freschezza”. Ha scritto un libro di gran successo sulla storia del blues (Sulle Strade del Blues, Kaos Editore, Milano, 1984) ed ora ne ha in preparazione anche un secondo sull’antica matrice sabina della cultura agroalimentare romana.

di Cristo i Crociati immersero Gerusalemme in fiumi di sangue arabo ed ebreo nella prima Crociata che Boemondo iniziò imbarcandosi con i suoi proprio ad Otranto nel 1095. Da Otranto a Gerusalemme e da Gerusalemme ad Otranto... Ecco un’altra simmetria fondata su migliaia di cadaveri fatti a pezzi e scempiati con l’ombra dei “false flag” a confondere i giudizi morali della posterità ignara di “killer” eletti condottieri, sebbene nascondessero mani gron-

ritorsioni, attaccarlo con ampi consensi. I

stata annientata dai Giapponesi subito

danti sangue nei vessilli della croce e della

“false flag” sono antichi quanto il massacro

dopo la dichiarazione di guerra. Ma solo

mezzaluna.

della retroguardia di Carlo Magno sui Pi-

a tre portaerei si ordinò di salpare. Le

Dalle antiche cronache riemerge il coraggio

renei (nel 778) da parte dei Baschi, ma

altre 18 navi affondate e le 2.000 vittime

dei capitani del popolo Francesco Zurlo e

addebitato ai Mori da storici e letterati.

americane furono preventivate per enfa-

Giovanni Delli Falconi. Negli stretti pas-

Nelle pretestuose giustificazioni di Stato

tizzare l’infamia nemica e legittimare ven-

saggi intermurali del maschio aragonese

alle ritorsioni belliche spiegate all’opinione

dette della stessa forza con plebiscitari

violato oppongono la balestra – fuggiti i

pubblica come inevitabili per una dignitosa

consensi interni ed esterni.

militi spagnoli – al nemico che irrompe

opposizione alle insidie nemiche figura

Il perché l’atomica finì su Hiroshima spiega

urlando, poi spada e coltello. Infine, i loro

l’autoaffondamento dell’incrociatore Maine

anche la strage di Otranto e la sua estraneità

corpi feriti. Alle due spoglie esanimi

(1898) al largo di Cuba. Nella Guerra

alle guerre di religione. Era sulla portaerei

Ahmed Pascià ordina si mozzi il capo e

Ispanoamericana, gli Stati Uniti tolsero

Nagato a largo di Hiroshima l’Ammiraglio

sia infilato in aste condotte in città come

così Portorico, Cuba e Filippine alla Spagna

Yamamoto che ordinò di bombardare il

trofei di un sabba. Sul colle di Minerva,

irridendo il divieto costituzionale di attac-

porto hawaiano. Pearl Harbor, Hiroshima

detto Colle dei Martiri, quell’Apocalisse

care per primi. In queste astuzie rientra il

e Otranto non sono quindi città martiri

lascia 800 cadaveri senza la testa. Alcuni

siluramento del Maddox nel Golfo del

di guerre religiose o di scontri tra civiltà.

sarebbero di invasori turchi, albanesi e

Tonchino. Il Ministro Mac Namara smenti’

Ma vittime di una ragion di stato più

greci che, impietositi da alcuni ragazzi,

nel 2002 l’incidente al cacciatorpediniere

attenta ai vantaggi strategici e all’effetto

avrebbero tentato di salvarli finendo tru-

strumentalizzato nel 1964 per attaccare

delle notizie ufficiali sull’opinione pubblica

cidati. Non basta il loro sacrificio, né la

il Nord Vietnam: “Siluri? Neppure uno”.

che alla vita umana. Se è vero che Il bom-

cauta dissociazione del Sultano Maometto

Un altro pretesto svelato riguarda Pearl

bardamento delle Hawaii anticipò la di-

II dall’operato di Ahmed per attutire l’or-

Harbor (7 dicembre 1941). Intercettando

chiarazione di guerra (il ritardo non fu

rore. Cause e motivazioni della strage

radio nipponiche, l’intelligence della Ma-

colpa di Tokyo), atterrì l’America e nauseò

forse non saranno mai scoperte e capite

rina capì che la flotta delle Hawaii sarebbe

il mondo, l’ombra dei “false flag” sulla ver-

fino in fondo. Specie il ricatto agli idruntini SALENTO REVIEW//87


del Pascià di Valona – salverò chi rinne-

Napoli. Dopo la pace con Bisanzio del

Perciò il Re resta sordo alle staffette giunte

gando il Cristianesimo abbraccerà l’Islam

1479 la Serenissima combina con Mao-

da Otranto. Sbarcano i Turchi e i militari

– suscita dubbi e riserve in Franco Cardini.

metto II un attacco al Re Sigismondo per

aragonesi fuggono, mentre galee veneziane

“Fra i Popoli del Libro – spiega – questi

punirne le attività filosenesi e antimedicee

che in un’ora affonderebbero le barche

casi non sono frequenti né rari. La fede

in Toscana, il supporto ad ogni mossa del

turche – scrive un cronista – osservano.

coranica distingue chiaramente “pagani”

Papa, le ambizioni mediterranee (ha salvato

“Cosi’ nasce il sospetto – dice Cardini –

e “popoli del Libro”. Cristiani e Ebrei ebbero

dal Sultano i Cavalieri di Rodi assediati

che per capire la strage di Otranto non si

la loro rivelazione da Sacre Scritture e co-

nell’isola), la troppa autonomia di Otranto

debba guardare ai progetti del Sultano,

noscono il vero Dio. Se non c’è perdono

nel canale tra Adriatico e Jonio nella difesa

ma a tensioni e giochi diplomatici delle

per i pagani, è vietato obbligare Ebrei e

costiera, nei commerci e nella politica con

corti d’Italia. La volontà egemonica del

Cristiani alla conversione.

cui ricchi mercanti ebrei e levantini ren-

Re di Napoli sullo Stivale e lo scontro ve-

L’alternativa tra conversione e morte è

dono la città quasi neutrale e ribelle ai

neziano-aragonese sono forse la chiave di

per i pagani. A loro l’islam si avvicina con

vincoli feudali. Ma anche invisa alle Su-

tutto”. La prova è’la storia.

azioni critiche, ostili, belliche. Ebrei e Cri-

perpotenze.

La strage di Otranto è uno shock che fa

stiani invece possono accedere liberamente

Se Venezia maltollera la concorrenza ge-

orrore dovunque, anche a Venezia e Bi-

al perfezionamento”. Lo storico toscano,

novese e l’autonomia dei Cavalieri di Rodi,

sanzio. Il Papa chiede la Crociata. Ma

altri studiosi ed antichi cronisti accreditano

cassa le velleità idruntine. Inoltre è regina

apprezza un’altra mossa di Venezia, perchè

questi concetti svelando che Ahmed non

dei mari benché dopo secoli di primato il

Alfonso di Calabria, figlio di Sigismondo

era arabo, nè turco. Ma un neofita albanese

potente Sultano le sconsigli la forza e la

d’Aragona, riprenda Otranto il 14 set-

che forse usò la ferocia per tutelarsi da

porti ad intrecciare intese segrete, congiure,

tembre 1481. Gritti è la molla del con-

accuse di apatia verso agli ordini e di te-

giochi di sponda e giri di valzer con tutti i

gegno che allontana il Sultano da Gedik

pidezza con la fede. Ma Cardini rifiuta

partner. Alle soglie del Rinascimento, la

Ahmed. Crolla così il suo sogno di fare

scenari da guerra di religione. Sui fatti

diplomazia dell’intrigo trasforma l’Europa

di Otranto il caposaldo di una enclave

avrebbero inciso i “false flag” della Re-

in un gioco di specchi che confonde vittime

islamica in Italia protesa verso Roma.

pubblica di Venezia. Con Lorenzo il Ma-

e aggressori, assediati e assedianti, eroi e

Lasciati a cani e a corvi per un anno, il

gnifico (scampato alla congiura dei Pazzi

sicari. Si sa che l’Islam odia Otranto come

15 agosto 1481 i corpi degli 800 Martiri

e grato al Sultano per l’invio a Firenze del

l’inferno perché porto crociato; che il Re

sono sepolti nella Cattedrale. Nel 1771

sicario Bernardo Bandini preso a Bisanzio),

di Napoli detesta i fiduciari locali e le loro

furono beatificati e nel 1983 santificati.

il Re d’Ungheria, Genova, Milano, il Papa,

richieste di aiuto dalle scorrerie di pirati

Bello pensare che tra quei Santi ci siano

il Doge Mocenigo e il “bailo” a Bisanzio,

arricchiti da contrabbando ed elusione fi-

anche islamici uccisi per avere difeso

Andrea Gritti, congiurano contro il Re di

scale; che il popolo disprezza gli spagnoli.

adolescenti cristiani... ●

88//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


//VIAGGI

DAL SALENTO ALL’EUROPA

Berlino, la capitale che sa reinventarsi rimanendo se stessa Ubaldo Villani-Lubelli

L’ESPRESSIONE “POVERA, MA SEXY”

Berlino resta una città avvincente e un

è valsa a lungo come la più efficace de-

laboratorio sociale, politico, architettonico

scrizione di Berlino. Una città che dopo il

e culturale unico in Europa. È una città

crollo del Muro si è ritrovata per due de-

varia, eterogenea, policentrica e in movi-

cenni ad avere una bassa crescita econo-

mento.

mica, ma che è stata al contempo la meta

Dopo un secolo che l’ha vista protagonista

preferita di artisti e scrittori. Oggi il sindaco

indiscussa della storia dell’Europa e dopo

di Berlino Klaus Wowereit non ripeterebbe

aver superato il trauma della divisione e

quella stessa frase. La capitale tedesca non

della difficile riunificazione, Berlino si è

è più povera e non è più sexy. È una città

reinventata, senza, però, tagliare i legami

in forte espansione economica e molti

con la propria storia. Ha mantenuto quel

artisti preferiscono la vicina Lipsia. Eppure

sottile filo che unisce il suo passato di


IL NOSTRO VIAGGIATORE UBALDO VILLANI LUBELLI, saggista e blogger leccese, è un assiduo frequentatore della Germania. Cura il blog Potsdamer-Platz (http://potsdamer-platz.blogspot.it/) Di recente ha pubblicato il suo saggio "Piratenpartei. I pirati all'arrembaggio del Bundestag", disponibile in formato ebook.

Nell’altra pagina: foto grande una vista generale di Berlino; nella foto piccola Molecule Man, opera d'arte di Jonathan Borofsky. In questa pagina: alto a sinistra il Duomo di Berlino (Berliner Dom), sotto lo Jüdisches Museum (Museo Ebraico) realizzato da Daniel Liebeskind, è il più grande Museo ebraico d'Europa. Sopra, una dei moderni grattacieli di Berlino.

città monumentale che aveva prima della

costruzione della cupola, avvenuta soltanto

Non mancano, infatti, gli incidenti di per-

guerra a quello di città simbolo dell’inno-

dopo la riunificazione tedesca, ha assunto

corso, come il caso dell’aeroporto Ber la

vazione e della modernità. Potsdamer

un intenso significato simbolico. Nell’im-

cui apertura viene continuamente riman-

Platz, la “terra di nessuno” tra le due

maginario collettivo tedesco è il simbolo

data e i cui costi di costruzione lievitano

Berlino, è diventata una delle zone più

della riunificazione.

inesorabilmente. Berlino oggi è, forse,

belle d’Europa dove architetti di tutto il

È stato abbattuto, poi, il famoso Palast der

l’unica capitale europea senza un grande

mondo sono stati chiamati per realizzare

Repubblik, simbolo del potere comunista,

aereoporto ma con due piccoli scali evi-

un quartiere avveniristico e da visitare in

per ricostruire l’antico Berliner Schloss.

dentemente insufficienti.

ogni suo angolo.

Un progetto che lascia ancora una volta

Berlino non è una sola città, ma un in-

È stata costruita la grande stazione centrale,

intendere come Berlino voglia tornare ai

sieme di città che trovano la loro unità

che, per la quantità dei servizi offerti, non

fasti di un tempo, agli anni precedenti alla

nella continua contaminazione di forme

è solo una semplice stazione ferroviaria.

distruzione avvenuta con il nazismo e la

e strutture. Ogni quartiere vi sembrerà

Daniel Libeskind ha realizzato il bellissimo

seconda guerra mondiale. Berlino tende,

molto diverso dall’altro. Dalla strada dei

Museo Ebraico, un ‘opera importante e si-

naturalmente, a tornare la capitale otto-

negozi Ku’damm a Berlino Ovest, fino al

gnificativa non solo per la sua funzione di

centesca e dei primi anni del Novecento

quartiere giovanile Friedrichshain, pas-

ricordo, ma anche per il suo valore archi-

quale è sempre stata. Lo dimostra anche

sando per Mitte, simbolo della Berlino

tettonico. È stata ricostruita la suggestiva

l’imponente progetto per la creazione del

rinata, Prenzlauer Berg o Wedding (quar-

cupola del Reichstag (sede del Parlamento),

nuovo quartiere Europacity.

tieri residenziali) e, ancora, Kreuzberg o

un edificio bruciato in uno dei momenti

Ma il processo di rinascita e ricostruzione

Neukölln, Berlino vi stupirà continua-

chiave dell’ascesa al potere di Hitler. La ri-

è ancora oggi in corso e non completato.

mente. ● SALENTO REVIEW//91


//PAGINE ROSA

Leuca, il fascino della leggenda e la seduzione del mare del sud di Lucia Accoto

LA RICORDO BENE, DA SEMPRE. La ricordo davanti al tavolo infarinato. Al centro un vulcano che eruttava acqua e farina. Nessuno scrollava le spalle. Sapevano che sarebbe arrivato il momento in cui sulle loro mani scivolava, insieme ad una fetta di pane, anche la storia di una terra che accoglie, come ventre gravido, il valore dell’identità e della tradizione. Nelle voci sommesse sono cresciuti i pensieri, le idee ed i semi della robusta gente del Salento. Schiena curva ed alberi d’ulivo. Viso secco e barche sul profilo stagliato del mare che non conosce sfondo. Poi le storie, immutate e consacrate dagli anni. Fedeli a se stesse come suore devote a Cristo, eppure animate da sentimento nuovo e profondo, da spirito di orgoglio, fiero ed onesto. Una lampada incrostata di ruggine, sospesa ad una catena laccata d’argento, tracciava il filo tra passato e presente.

dell’orizzonte cambia senza sparire del tutto. Sfiora i

Scendeva da una trave del soffitto che chiamavano la

muri a secco ed abbraccia la costa in segno di resa. Un

nera, perchè più esposta al fumo che si alzava dal

sospiro che non si esaurisce mai. Il suo immenso mor-

camino che prendeva quasi un’intera parete. Ogni

morio si stende sul mare. Quello più a sud, nell’estremo

sera qualcuno aveva cura d’accenderla come se fosse

lembo del Salento, a Santa Maria di Leuca. Avverto

oro nel forziere. La luce avrebbe illuminato gli sguardi

l’alito caldo del sogno e l’emozione di un tramonto si

della famiglia, ma non i pensieri. Le parole, invece,

riepiga su se stessa aggrovigliando persino le parole.

andavano alle fatiche del domani. Un giorno uguale a

A leuca è legata una delle più belle leggende di Puglia.

tanti per riprendere il corso della vita.

Si dice che la regina dello specchi di mare dove si in-

A volte, sento il viso in fiamme. La mia non una febbre

contrano Jonico e d Adriatico fosse una bianca sirena,

di stagione, ma l’ardente desiderio di conoscere quello

chiamata Leucàsia, che attirava i marinai. Una volta

che un luogo racconta attraverso le sue pietre. La linea

volle attirare un pastore che stava sugli scogli. Il

92//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE


ragazzo le resistette perchè innomorato della sua donna. Leucàsia, offesa per il suo rifiuto, si vendicò quando li sorprese abbracciati sulla scogliera. Scatenò una tempesta con la sua coda e con il suo fiato. i due

LUCIA ACCOTO, leccese, giornalista. Dirige la rivista Up! il Magazine. È anche autrice e conduttrice di Libriamoci, programma affidato al web e selezionato da un’emittente regionale, Blustartv. Lucia Accoto, difatti, nasce e si forma nell'emittenza radiotelevisiva, dove si è occupata per moltissimi anni di cronaca, ma anche di inchiesta e di approfondimenti legati all'attualità.

fidanzati vennero trascinati giù. Li battè più volte sugli scogli fino ad ucciderli separandone definitiva-

Quando il sole spunta davanti, tutto rosso sulla linea

mente i loro corpi. La dea Minerva vide tutto e si im-

dell’orizzonte, e man mano che sale, ogni minuto più

pietosì. Decise di pietrificare i corpi degli amanti

luminoso fino a scivolare come olio, Leuca sembra

dando loro l’eternità. Nascono così dai loro nomi

svegliarsi, sorridere, scuotersi. Santa Maria di Leuca

“Punta Meliso” e “Punta Ristola”. Anche Leucàsia finì

ha sempre qualcosa da dirti, da sussurrarti. La bocca

pietrificata dal rimorso e si trasformò nella bianca

brucia di parole inespresse, aspettando l’ultimo verso

città di Santa Maria di Leuca.

che torni a riva.

SALENTO REVIEW//93


///////// LA TUA STAZIONE DI SERVIZIO /////////

Stazione di Servizio Q8 Viale della LibertĂ angolo Viale Roma del geom. Osvaldo Troso

Tel e Fax 0832 312665


NUMERI UTILI EMERGENZA

Santa Cesarea Terme Via Garibaldi

Carabinieri di Lecce Carabinieri pronto intervento Corpo Forestale Emergenza Sanitaria Ente Provinciale per il turismo Ferrovie Sud-Est Guardia di Finanza Pronto Intervento Guardia medica Ospedale Vito Fazzi Lecce Polizia Polizia Municipale Pronto Soccorso Vito Fazzi Pronto Soccorso C.R.I. Questura Centrale Soccorso Stradale A.C.I. Telefono Amico Telefono Azzurro Ufficio Informazioni Turistiche Vigili del Fuoco pronto intervento Vigili Urbani

0832 311011 112 1515 118 0832 304443 0832 668111 117 0832 665811 0832 661111 113 0832 301014 0832 661403-07 0832 243000 0832 6911 803116 080 5216888 19696 0832 248092 115 0832 301139

0833 555371 N.V. 800 456392

Tricase (LE) Via S. Spirito

0833 544118 N.V. 800 456390

FARMACIE 0836 947008 0836 922635

Gallipoli (LE) Corso Roma, 43 Viale Europa Corso Roma, 11 Via A. De Pace, 59

0833 266390 0833 276363 0833 266643 0833 266412

Strada Prov. per Alezio

Lecce Piazza Argento, 4 Piazza Napoli, 8 Piazza S. Oronzo, 18 P.zza S. Oronzo, 31 Viale Leopardi, 76 Viale Leopardi, 76 Via Gentile Giovanni, 20 Via Ariosto, 45 Via Leuca, 11 Via Palmieri Giuseppe, 6 Viale Della Repubblica, 84 Viale Della Libertà, 61

0832 307950 0832 311572 0832 307469 0832 309181 0832 390532 0832 390532 0832 346040 0832 311890 0832 340614 0832 307882 0832 305450 0832 397137

Via N. Ferramosca

Frigole Piazza Alberti L., 6

0832 376206

Via Armando Diaz

Melendugno Torre Dell’Orso (LE) - Piazza D’Acquisto, 1 turnazione a secondo del periodo San Foca (LE) - Via Abruzzi, 17 turnazione a secondo del periodo

Via Francesco Ferrari Piazza Filippo Muratore

Copertino (LE) Ospedale San Giuseppe

via Carmiano

Arigliano (LE) Ospedale di Gagliano del Capo

Via San Vincenzo

Galatina (LE) Ospedale Santa Caterina Novella Maglie (LE) Ospedale Michela Tamborino Poggiardo (LE) Ospedale Francesco Pispico Tricase (LE) Ospedale Cardinale Giovanni Panico

Via Roma

Via S. Pio X, 4

Lecce Piazza Bottazzi, 1 Marina di Andrano, Spongano Via Pigafetta, Andrano Castro (LE) Via IV novembre, 62 Gallipoli (LE) Via Lungomare Marconi

0832 841445 0832 881414

Morciano di Leuca-Torre Vado (LE) - Corso Venezia, 25 0833 712021 turnazione a secondo del periodo

GUARDIA MEDICA 0832 343460 0836 926015 N.V. 800 456636 800 456360 0833 266250 N.V. 800 456373

Melendugno (LE) Via D’Amely

0832 831002

Leverano (LE) Via Ciro Menotti

0832 925170

Nardò (LE) Via Bonfante, 2

0833 568371

Porto Cesareo e Boncore (LE) Via Cventosettantottesima, 18 - Porto Cesareo

0833 569545

Otranto (LE) Strada prov. per Uggiano

Ugento (LE) Piazza Italia

Diso (LE) Piazza Principe Umberto, 20

Casarano (LE) Ospedale Francesco Ferrari

Gallipoli (LE) Ospedale Sacro Cuore

Uggiano La Chiesa, Cocumola, Giurdignano, Minervino di Lecce Via Rubichi, Uggiano La Chiesa 0836 812361 N.V. 800 456393

Castro (LE) Via IV Novembre, 2

OSPEDALI Lecce (LE) Ospedale Vito Fazzi

0836 958153 N.V. 800 456387

0836 801676 N.V. 800 456379

96//TURISMO//CULTURA//ARTE//INFORMAZIONE

Nardò Via D’Orlando Donato A.

0833 871624

Otranto Via XXV Aprile, 1 Via Lungomare Kennedy, 73

0836 805299 0836 801036

Porto Cesareo/Torre Lapillo (LE) Via Sforza

0833 565255

San Cataldo Via Castellammare, 5

0832 650345

Santa Cesarea Terme (LE) Via R. Elena, 15 Via Extramurale Nord, 48

0836 954022 0836 958091

Tricase (LE) Piazza Vittorio Emanuele

0833 544374

Ugento (LE) Via D’Amato Emanuele, 2

0833 958243


Salento Review - numero zero  

Salento Review è un trimestrale di turismo, cultura, arte, informazione. anno I, n. 0 - 2012

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