Issuu on Google+

Marzo 2014 • www.saison.ch

PREZZO DI COPERTINA FR. 4.90 ABBONAMENTO ANNUALE (12 NUMERI) FR. 39.–

La rivista gastronomica del buon gusto

Fast food I classici della cucina rapida assaporati con lentezza

Torte in vasetto

Idee fresche Condimenti inediti per insalate croccanti

So gg I N Gu Bou io P ar ti rno A L da qu p I O in e H er d E n ot u ga el d e a di i l na

Dolci sorprese sotto vetro da regalare o gustare


EDITORIALE |

Fast food in slow motion FOTO: CLAUDIA LINSI, ZVG

Cara lettrice, caro lettore

L

’esperta di vini francese Gabrielle Vizzavona mi piace molto. È una giovane donna molto attraente che sa il fatto suo. A soli ventotto anni è già un’enologa affermata che di vini se ne intende parecchio. La sua «missione» è far scoprire il pregiato nettare a chi ancora

non lo conosce e insegnare a fidarsi del proprio istinto per scegliere. In Francia la giovane enologa è molto richiesta negli show televisivi di cucina, possiede una casa vitivinicola e tutti i suoi fan la seguono su Youtube. Noi l’abbiamo incontrata e ve la presentiamo nell’intervista a pagina 20. Oltre all’articolo sulla giovane enologa, in questo numero vi proponiamo un servizio sul fast food, ma invece di assaporare queste specialità in tutta fretta, perché non gustarsele comodamente a casa? Il mio collega Daniel Tinembart ha Christine Kunovits, caporedattrice

creato una serie di ricette classiche come l’hamburger, le patatine fritte e gli hot dog. Naturalmente per bilanciare questi golosi piatti abbiamo scelto quattro insalate da realizzare in quattro e quattr’otto che portano un tocco di primavera in casa. Sperando che la primavera faccia presto capolino vi auguro buona lettura. Cordialmente

Christine Kunovits lì L’hot dog sembra posato ece casualmente, inv rd il fotografo Lukas Lienha i ogn o and cur ato em sist lo ha minimo dettaglio.

3 | 2014

3


| SOMMARIO

03/14 10 FAST FOOD I tipici cibi della cucina rapida per cui vale la pena di prendersi il tempo.

10 

50 Alla scoperta di Belgrado, tra un giro in battello sul fiume Sava e una passeggiata in città, per assaggiare i famosi cevapcici.

Gabrielle Vizzavona è giovane, è bella e ha un gran fiuto per i vini.

20 CONVERSAZIONE A TAVOLA Insieme con Gabrielle Vizzavona, appassionata enologa francese. 28 INSALATE Croccanti e fresche, ancor più saporite con raffinate vinaigrette. 42 COTTURA SOTTOVUOTO Piatti sani e gustosi con la cucina al vapore sottovuoto. 44 TORTE IN VASETTO Un’idea allettante e pratica per un picnic o da regalare. 50 BELGRADO Vita notturna e cevapcici vanno alla grande nella capitale serba. 60 LOCALI DA SCOPRIRE I falafel del Noon di Zurigo hanno lo stesso gusto di quelli in Libano.

A tutto vapore!  Tutto ciò che occorre sapere su questo metodo di cottura dolce.

42 28

Insalate, erbe e delicati condimenti per assaporare la primavera.

Vasetti gourmand da regalare agli amici o a se stessi.

20

E INOLTRE... 6 24 34 36 48 64

Sul fuoco TerraSuisse Migros aha! Migros Cucina quotidiana Offerta per i lettori Concorso/Soluzione del mese di gennaio e vincitrice 65 Sigla editoriale/Assaggi 66 Cibo per gli occhi: Cavolo rapa di Manfred W. Jürgens 65 Abbonamenti e servizi per i lettori

44 4

3 | 2014

FOTO: LUKAS LIENHARD, NEMANIA PANCIC/ANZENBERGER AGENCY, SÉBASTIEN AGNETTI, PIA GRIMBÜHLER, CLAUDIA LINSI; ILLUSTRAZIONE: RAHEL EISENRING; COPERTINA: PIA GRIMBÜHLER

Hot dog, cheeseburger & Co. fatti in casa. Troppo buoni per essere consumati velocemente.


  

La risposta alla domanda online di febbraio: preferisci la moussaka o le lasagne?

ROLAND LINDER

Redattore di Cucina di Stagione

Mangiato a…

19 %

I due cuochi nella cucina a vista del locale, lavorano così in armonia che sembra quasi che suonino un pianoforte a quattro mani. E altrettanto armonici sono i loro piatti da bistrot. Ho mangiato un fegato d’anatra su un letto di porri profumati alla limetta, seguito da un filetto di merluzzo in crosta di prosciutto crudo e purè di patate e topinambur. Ogni piatto era abbinato a un vino consigliatoci dal personale giovane e molto professionale. L’offerta, anche di vini aperti, è considerata una delle migliori di Parigi.

Il dei nostri lettori preferisce la moussaka.

81 %

L’ dei nostri lettori preferisce le lasagne.

saison.ch

Le 6 Paul Bert, 6, rue Paul Bert, Parigi

Partecipa al nostro sondaggio di marzo: preferisci le uova al tegamino o le uova strapazzate? www.saison.ch

VINI DEL MESE Riesling Federspiel Bruck 2013 Tenuta Wachau, Dürnstein Le uve di questo Riesling provengono da un appezzamento di terreno roccioso esposto a sud e danno un vino bianco elegante e fresco. Il suo bouquet ricorda le mele cotogne, mentre al palato risulta minerale. Servito con un’insalata di formentino, condita con una salsa cremosa e guarnita con salmone affumicato, il bianco è ancora più gustoso. Fr. 14.60 www.martigastro.ch

6

3 | 2014

Blaufränkisch Hochäcker 2011 Tenuta Iby-Lehrner, Horitschon Nel Mittelburgenland, in Austria, cresce il Blaufränkisch, il più importante vitigno austriaco. Michael Lehrner vinifica un vino dagli aromi marcati di ciliegie, frutti di bosco e un tocco di cannella. Tannini e acidità conferiscono al vino la sua buona struttura. L’Hochäcker si beve bene e si abbina a meraviglia al gratin di pastinache e spinaci. Fr. 19.80 www.alexander-weine.ch

TESTI: ANETTE THIELERT, HELENA ZAUGG; FOTO: ISTOCKPHOTO (2), SS (11); ILLUSTRAZIONE: FELICE BRUNO

Le 6 Paul Bert, Parigi


ALLA SCOPERTA DELLE ERBE SELVATICHE

Iniziano i corsi proposti da Meret Bissegger, la specialista delle erbe selvatiche. I partecipanti imparano a riconoscere i vari tipi di erbe selvatiche commestibili nel loro habitat, a raccoglierle e a usarle per realizzare piatti prelibati nella cucina della casa Merogusto a Malvaglia. Le giornate dedicate ai corsi si concludono con una cena preparata da tutti i partecipanti. Il primo corso di 4 giornate inizia il 18 marzo e continua il 1° aprile, il 15 e il 29, 14-22.30, fr. 540.– per 34 ore di lezione, vitto e materiale didattico compreso. www.meretbissegger.ch

DOLCE PASQUA

Torte guarnite a regola d’arte e dolcetti fanno parte del pranzo pasquale come le uova variopinte e il coniglio di Pasqua. Erica Lepori, cake designer, insegna come realizzare decorazioni con la pasta di zucchero, per stupire gli ospiti con le proprie creazioni. 11 marzo, alle 19, fr. 40.–. Spazio Alice, Villa Alta, Novaggio, iscrizioni su www.spazioalice.ch

    Molti preferiscono non usare ricettari in cucina per evitare di sporcare una bella edizione con delle macchie. Per avere a portata di mano la ricetta preferita, ecco un pratico raccoglitore dotato di buste trasparenti che permettono di conservare la raccolta di ricette e le proteggono da eventuali macchie d’unto. Raccoglitore per ricette, DIN A5, fr. 36.– www.artebene.com oppure su www.thalia.ch

NOVITÀ ALLA

MIGROS DON’T WORRY EAT CURRY Per tutti coloro che durante la pausa pranzo desiderano fare un pasto esotico, ora c’è la vellutata di zucca al curry Anna’s Best. Basta scaldare la cremosa zuppa in un forno microonde (quale ufficio oggi non lo possiede?), mescolare i semi di zucca contenuti nel coperchio e godersi la pausa pranzo in tutta tranquillità. Vellutata di zucca al curry Anna’s Best, vasetto di 300 ml, fr. 3.90

VIVE LA BAGUETTE In Francia la baguette è la protagonista di ogni pasto, che sia la prima colazione, il pranzo o la cena. Non c’è dunque da meravigliarsi se i francesi acquistano questo pane più volte al giorno. Ora è possibile farlo anche in Svizzera, alla Migros. Le fragranti baguette vengono sfornate più volte ogni giorno nelle filiali Migros, dove sono vendute ancora calde e croccanti. Baguette, 260 g, fr. 1.35*

BIANCA DOLCEZZA La confezione è bianca immacolata come il cioccolato che avvolge. L’aroma di vaniglia affina la deliziosa tavoletta. E come tutto il cioccolato Frey, anche Blanca è prodotta in Svizzera ed è certificata UTZ. Gli ingredienti provengono da aziende che promuovono la coltivazione sostenibile a livello sociale ed ecologico. Cioccolato bianco Blanca Frey, 100 g, fr. 2.10

* In vendita nelle maggiori filiali

3 | 2014

7


| FAST FOOD

a m l a c Con a r o c n a è o n o u b più KO SUGAYA D | STYLING: AYA O: LUKAS LIENHAR TINEMBART | FOT RICETTE: DANIEL

cibo essere tradotto con be eb tr po od fo st Fa take te, acquistato in un en m ce lo ve o at um cons volta piedi. Ebbene questa away e mangiato in ro io per gustare il vost ar ss ce ne po m te il prendetevi ratelo o voi stessi e assapo el at ar ep Pr . od fo st fa anno. assici vi sorprender cl ti es Qu x. la re tto in tu

10

3 | 2014


Crocchette di pesce con maionese all’aneto

Patatine fritte

Ricetta a pagina 17

Ricetta a pagina 17


| CONVERSAZIONE A TAVOLA

«Annusare il tappo è una mania» A una francese come lei dovrebbe piacere parlare di vini in modo ampolloso. Ma l’enologa Gabrielle Vizzavona non ama i paroloni sofisticati. Preferisce sedurre chi di vino non se ne intende con un linguaggio chiaro. INTERVISTA: SILKE BENDER | FOTO: SÉBASTIEN AGNETTI

Gabrielle Vizzavona 28 anni, è nota in Francia per la sua partecipazione a trasmissioni gastronomiche e a un canale online. Inoltre collabora con produttori e distributori del settore vinicolo come esperta di vini e rappresentante. Prima di intraprendere la sua formazione enologica a Parigi e a Londra, ha studiato scienze economiche e finanziarie.

20

Gabrielle Vizzavona diffonde le sue conoscenze in materia di vino attraverso visite di degustazione, la televisione o Internet. Oltre a collaborare con rinomate aziende vinicole, mette le sue competenze a disposizione della regione della Borgogna, da cui probabilmente deriva anche la scelta del suo ristorante: il Les Climats, nei pressi del Musée d’Orsay, è specializzato in vini della Borgogna. Cucina di Stagione: quanti anni aveva quando ha assaggiato il vino per la prima volta? Gabrielle Vizzavona: a otto anni circa, ne assaggiai un sorso molto piccolo nella tenuta vinicola di mio nonno. A nove anni ebbi un’insegnante appassionata di vini, la maestra Michelle, che si dilettava a fare il vino a scuola con noi bambini. E le piaceva? Non proprio. È un po’ come con il caffè: alcuni sapori si apprezzano solo a un’età più matura. Infatti, ho imparato ad assaporare il piacere sottile e complesso del vino a 15, 16 anni. Oggi, a scuola, il vino viene demonizzato, e credo sia un vero peccato. Penso sia più facile consumarlo con moderazione se si mette in primo piano il gusto e non il suo effetto. Molti giovani oggi sono più propensi a bere cocktail. Ma sono già riuscita a riconvertire al vino alcuni dei miei amici. E lei, come ha scoperto il piacere del vino? Grazie a mio padre, che lavora nel settore finanziario, ma ha un debole per il vino. Io sono sempre stata una buongustaia, amo soprattutto la buona cucina. I ricordi delle mie prime vacanze sono legati quasi esclusivamente al cibo. Infatti, ho iniziato molto presto a cucinare. Mia madre è farmacista, specializzata in nutrizione. Pertanto, in casa abbiamo sempre mangiato in modo sano e molto equilibrato. Le scorpacciate me le permettevo solo

3 | 2014

dai nonni durante le vacanze (ride), ma in questo modo ho imparato ad apprezzare il gusto naturale dei prodotti. E ancor oggi quasi non consumo dolci, biscotti o bevande gassate. Come cucina a casa? In maniera semplice e veloce, cucina mediterranea. Preferisco dedicare più tempo al mercato alla ricerca del miglior olio d’oliva o delle noci più fresche, che ai fornelli. Non cucino mai la stessa cosa, mi piace improvvisare. Faccio spesso variazioni anche del mio piatto preferito, le linguine alle vongole. Inoltre, cucino molti piatti thailandesi e messicani. Come tiene a bada il peso con tutti gli impegni gastronomici legati al suo lavoro? Con lo sport. Almeno 5-10 ore la settimana. È solo una questione d’equilibrio tra cedere e sapersi controllare. Chi è costantemente fissato sulla salute e sulle calorie non si gode nulla veramente. Io non riuscirei a rinunciare per lungo tempo al vino, al formaggio, al pane e alla carne. Una volta all’anno, però, faccio una cura depurativa, che non è particolarmente divertente, perché di notte mi sogno tutte le cose che non posso mangiare. Ci servono il primo vino, un Savigny-Lès-Beaune Premier Cru del 2010, Château Génot-Boulanger. Gabrielle Vizzavona agita il bicchiere, esamina il colore giallo brillante in controluce e ne beve un sorso. Allora? Le piace? È molto aromatico. Leggermente citrino, con una nota di nocciola e una vena tostata che proviene dal legno delle botti e dalle uve Chardonnay. Si sposa bene con il ragù di capesante dal gusto fruttato, sul guacamole di avocado e frutto della


Gabrielle Vizzavona: «La forma del bicchiere, lo stato d’animo e l’atmosfera influiscono sul gusto.»


MARGARE RICETTE:

ER THA JUNK

HL A GRIMBÜ | FOTO: PI

ER

salate ggere, le in le e e h c s e arrivo occanti, fr egustare l’ r p r Tenere, cr e P . e ti r condimen no a piace i o c d is ie d r n e o s c a si ov i u n avera, ecc . im r p a ll e d cco in più to l e u q o n risco che confe

28

3 | 2014


INSALATE |

Dente di leone in insalata con dressing all’aceto di vino rosso ANTIPASTO O CONTORNO PER 4 PERSONE

50 g di prosciutto crudo a dadini 2 fette di pane, ad es. alle olive 300 g di dente di leone 40 g di acetosa 1 mazzetto d’erba cipollina Dressing 2 scalogni 3 cucchiai d’olio di colza 0,5 dl di brodo di verdura 4 cucchiai di aceto di vino rosso sale, pepe 1. Per il dressing, tritate finemente gli scalogni e fateli appassire in poco olio. Sfumateli con il brodo. Unite l’aceto e l’olio rimasto agli scalogni e mescolate fino a ottenere il condimento. Condite con sale e pepe. 2. Rosolate i dadini di prosciutto in una padella senza aggiungere grassi, finché diventano croccanti. Estraeteli e met­ teteli da parte. Tostate le fette di pane e tagliatele a dadini. Spezzettate il dente di leone in bocconi. Tagliate l’acetosa a striscioline di 1 cm, sminuzzate l’erba cipollina. Mescolate le insalate e le erbe con il dressing. Cospargete i dadini di prosciutto e pane sull’insalata. SUGGERIMENTO Il dente di leone può essere raccolto nei campi non conci­ mati in primavera. Talvolta al mercato si trova anche il dente di leone giallo. PREPARAZIONE ca. 20 minuti Per persona ca. 7 g di proteine, 12 g di grassi, 11 g di carboidrati, 750 kJ/180 kcal


Ralph Schelling alla ricerca di un buon tartare di manzo. Il 27enne ha lavorato per lo Schloss Schauenstein di Andreas Caminada nei Grigioni e per il Kunststuben di Horst Petermann nel canton Zurigo. Per saperne di più: www.saison.ch/it/la-cucinaquotidiana

h p l a R i d i t a m r i f i I p i att | FOTO: ORNELLA CACACE

(RITRATTO), PIA GRIMBÜ

HLER (FOOD)

Sono così le ricette ù. pi in o cc to un n co a Semplici m cucina moderna. di Ralph Schelling per la

ABITI: ON Y VA

ING RICETTE: RALPH SCHELL


CUCINA QUOTIDIANA |

Tartare di manzo con olio di noci Ricetta a pagina 41

            3 | 2014

37


Delizie i n va s e t t o A LINSI JER | FOTO: CLAUDI RICETTE: LINA PRO

dolci che fa Ăˆ la forma di questi tivi e pratici la differenza. Decora tto sono questi tortini in vase o da regalare. ideali per un picnic

Tortino marmorizzato alle castagne RICETTA A PAGINA 46


TORTE IN VASETTO |

Tortino di cioccolato al vino rosso e rosmarino RICETTA A PAGINA 46

Tortino inzuppato al succo di limetta e frutto della passione Pan di Spagna con composta di ciliegie e crema alla vaniglia RICETTA A PAGINA 46

RICETTA A PAGINA 47

Cheesecake ai frutti di bosco RICETTA A PAGINA 47

3 | 2014

45


LE IMBARCAZIONI DA TURISMO navigano sulla Sava davanti agli edifici storici della città vecchia.

La briosa Belgrado TESTO: URSULA ZENGER | FOTO: NEMANJA PANČIĆ / ANZENBERGER AGENCY

La «movida» della capitale serba è tra le più vivaci d’Europa. Ma quando si tratta di cibo, si prediligono i piatti tradizionali come i cevapcici. A Belgrado, questi rotolini di carne trita si trovano a ogni angolo.

I PEPERONI al Cubura accompagnano sia le polpette che i cevapcici.


SERBIA |

La carne macinata deve riposare a lungo.

I

cevapcici devono saltare sulla griglia», afferma Milica Perunovic, che nel suo ristorante, il Cubura, gira con cura sulla brace i rotolini di carne dello spessore di un pollice. Riconosce il perfetto punto di cottura dei cevapcici dal colore, dal profumo e da come rimbalzano sulla griglia. In Serbia, sono graditi sia come rapido snack sia come cibo per l’anima nell’atmosfera rilassata di un ristorante o dei barbecue privati dove, accanto ai pregiati tagli di carne non possono mancare. Nemmeno i turisti riescono a resistere alla tentazione di questa specialità, e trovano in questa parola scioglilingua una gioia per il palato. Cevapcici si rifà al termine kebab – in italiano carne alla griglia – ed è il retaggio di 350 anni di dominazione turco-ottomana. La città, con la fortezza Kalemegdan, è situata al di sopra della confluenza del Danubio e della Sava, e fu per secoli il pomo della discordia delle grandi potenze che si contendevano la supremazia sui Balcani.

CEVAPCICI IN OGNI KAFANA Da un punto di vista gastronomico, i serbi hanno acquisito una grande varietà di piatti dalle potenze straniere. Dai turchi, oltre ai cevapcici, hanno imparato l’arte di avvolgere delizie dolci e salate in sottilissimi fogli di pasta. Dagli ungheresi, hanno ereditato il gulash e la zuppa di pesce, e dagli Asburgo i prodotti farinacei come il kiflice, una specie di croissant, il krofne (krapfen) e varie torte. Anche la grappa nazionale, la slivoviz, è distillata da una varietà di prugne di origine ungherese. I cevapcici si trovano in qualsiasi kafana serba. Questi caffè sono luoghi d’incontro e socializzazione molto popolari. Al Cubura, Milica Perunovic utilizza per i propri rotolini pura carne di manzo, che il macellaio macina due volte e lascia riposare a lungo. Ogni giorno, le sue mani trasformano ottanta chili di carne insaporita solo con il sale in cevapcici o, con l’aggiunta di cipolle finemente tritate, in una sorta di polpetta appiattita chiamata plieskavica. Il Cubura, che Milica Perunovic gestisce con i suoi due figli dalla morte del marito, è una kafana di vecchio stile, ma non una

MILICA PERUNOVIC trasforma ogni giorno ottanta chili di carne di manzo, di cui la maggior parte diventa cevapcici.

3 | 2014

51


Sapori autentici I falafel sono un elemento essenziale della cucina araba. A Zurigo, il ristorante libanese Noon propone le tradizionali polpette di ceci fritte a regola d’arte. TESTO: CHRISTIANE BINDER | FOTO: JORMA MÜLLER | ADATTAMENTO RICETTA: LINA PROJER

T

utti in Libano adorano i falafel, lo spuntino più apprezzato da tutti le classi sociali», afferma Firas Mousleh. «E i migliori sono quelli che hanno lo stesso sapore dei falafel che faceva mia mamma.» O che fa lui. I clienti libanesi che si recano al ristorante Noon di Zurigo, dove Firas Mousleh lavora come chef, fanno sempre una piccola pausa dopo il primo morso. Poi commentano con entusiasmo: «Questi falafel mi ricordano quelli che mangiavo da bambino.» Firas Mousleh parla in inglese perché in tedesco non è ancora abbastanza ferrato e spiegare tutte le raffinatezze della sua cucina sarebbe troppo complicato. «La maggior parte del tempo la passo ai fornelli e parlo poco.» E quando gli capita di parlare lo fa con il suo capo e amico Nasser Al Achkar. Quest’ultimo è andato personalmente a cercarlo in Libano. «Sapevo che Firas aveva svolto il suo apprendistato presso il cuoco stellato Ramszi, famoso per la sua cucina tradizionale», afferma Al Achkar. Lui stesso giunse a Zurigo nel 1990 da El Shouf, un paese situato nei pressi di Beirut. La sua prima formazione in Svizzerà la effettuò presso il Mövenpick. Dopo alcuni anni di carriera gastronomica, Al Achkar aprì il ristorante Noon, «per proporre i veri piatti libanesi». Perché la cucina libanese, che assaggiava di continuo in Europa, spesso non corrispondeva a quella della sua patria. «Ho visto di tutto in fatto di falafel: alcuni estremamente unti, altri talmente secchi o salati da essere immangiabili. Altri serviti con il ketchup.» Scuote la testa. «In Libano i falafel si servono sempre con una salsa di sesamo», afferma. «E le polpette devono essere morbide, succo-

60

3 | 2014

se e speziate con delicatezza.» Proprio come quelle che prepara il suo amico Firas Mousleh. Lo chef ha appreso un’astuzia dalle casalinghe libanesi: la quantità di ceci e fave deve essere uguale e i legumi secchi devono essere messi a bagno in acqua per dodici, quattordici ore. «La cottura dei legumi renderebbe l’impasto troppo molle.» UN CIBO PURAMENTE VEGETARIANO I ceci, dal sapore leggermente dolciastro, e le fave, dal sapore nocciolato, danno insieme un aroma particolare. Mousleh accentua la sua miscela speciale con l’aggiunta di coriandolo, cumino, pepe bianco e aglio: «Il prodotto di base dev’essere ben insaporito.» Dopo aver speziato i legumi, li passa al tritacarne per ottenere un impasto leggermente granuloso con il quale formerà le polpette usando l’apposito cucchiaio. I falafel vengono fritti in olio vegetale per due tre minuti e, molto importante, devono essere serviti caldi. «I falafel sono un cibo puramente vegetariano», afferma. «I libanesi cucinavano già vegano, prima ancora che esistesse questa parola.» La preparazione è semplice ma richiede tempo. «Per realizzare i falafel occorre almeno un’ora di lavoro», sostiene Mousleh, «senza contare il tempo di ammollo dei ceci e delle fave.» «Questo tempo le giovani donne libanesi che esercitano una professione nelle grandi città non se lo concedono più», afferma il patron. «Ma il fine settimana si va a trovare i parenti fuori città e quando ci si riunisce tutti, si arriva facilmente ad essere in una quarantina di persone a pranzo. E durante questi pranzi i falafel hanno lo stesso gusto di quelli fatti dalle mamme.» O dal cuoco del Noon.

GLI INGREDIENTI I falafel del ristorante Noon sono preparati con un mix di ceci e fave messi a bagno per una notte.

IL PATRON E IL SUO CUOCO Il titolare Nasser Al Achkar, 45 anni, (a sinistra) è originario di un paese vicino a Beirut. L’economista libanese giunge in Svizzera nel 1990 e lavora nel settore della ristorazione. Nel marzo 2006 apre il suo locale, il Noon, per mostrare agli europei la cultura e la gastronomia libanese. Nel 2008 Firas Mousleh, 36 anni, originario di Beirut, città dove ha svolto e concluso la sua formazione di cuoco, diventa partner del titolare del locale e lavora come chef de cuisine.


Locali da scoprire |

Ti è venuta l’acquolina in bocca? Nel nuovo numero di

troverai molte altre golose ispirazioni. ABBONATI SUBITO: http://www.saison.ch/it/shop-abbonamento

Il Professionista Al Noon Firas Mousleh prepara piatti tradizionali della cucina libanese.


cucina di stagione marzo 2014