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JAZZIT NEWS I GENNAIO 2014

JAZZ IN ITALY

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STEFANO MASTRUZZI IL DIRETTORE DEL SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC È dal 1998 il direttore del Saint Louis College of Music. Laureato in Giurisprudenza, diplomato in Composizione e Chitarra Classica, ha ottenuto una borsa di studio in Chitarra Jazz presso il Berklee College of Music di Boston. Nel suo percorso artistico annovera composizioni di musica per orchestra, documentari, cortometraggi e ha realizzato, oltre alle produzioni discografiche, molti arrangiamenti per la RAI e per artisti del mondo della musica pop e jazz. Nel 2005 è autore dell’Italian Jazz Real Book, la prima raccolta di partiture di jazz italiano dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, distribuito in Europa dalla Carisch. È inoltre fondatore e direttore dell’agenzia artistica Saint Louis Management, ideatore delle etichette Jazz Collection, Urban49 e della neonata Camilla Records. Nel 2012 consegue il Premio Iseo Jazz, grazie all’attività culturale svolta nell’ambito del jazz, e realizza l’Archivio Nazionale del Jazz insieme al saggista Adriano Mazzoletti. Dirige la produzione artistica di numerosi festival e rassegne, come l’European Jazz Contest.

Alta formazione musicale

STEFANO MASTRUZZI

SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC LA SCUOLA, DIRETTA DAL M° STEFANO MASTRUZZI, È L’UNICA ISTITUZIONE PRIVATA DI ALTA FORMAZIONE ARTISTICA MUSICALE AUTORIZZATA IN ITALIA, DAL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA, A RILASCIARE DIPLOMI ACCADEMICI DI I E II LIVELLO DI ROBERTO PAVIGLIANITI FOTOGRAFIE DI VALENTINO GRISCIOLI

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asce nel 1976 il Saint Louis College of Music di Roma, in un momento storico dove l’insegnamento del jazz in Italia era poco considerato, e visto con diffidenza dai non molti musicisti affermati che praticavano questo genere di musica. Oggi, a distanza di quasi quarant’anni, la scuola è una realtà istituzionale che può vantare un corpo docente di grande livello, che opera in tre sedi nel centro storico della Capitale, tra il rione Monti, via Nazionale e il Colosseo, con oltre trenta aule di formazione e tre studi di registrazione, utilizzati sia per la didattica sia per le produzioni discografiche. Al Saint Louis fanno anche riferimento un’agenzia artistica, la Saint Louis Management, due collane discografiche, come Jazz Collection e Urban49, un centro di produzione artistica, il free press Music In, la collana

editoriale Saint Louis DOC e il centro studi e ricerche sul jazz patrocinato dalle biblioteche di Roma. Gran parte delle affermazioni conseguite in questi anni dal college sono dovute alla direzione di Stefano Mastruzzi, in carica dal 1998, che con una politica di impegno e di costante miglioramento lo ha portato a essere l’unica istituzione privata in Italia autorizzata dal MIUR a rilasciare sia i diplomi accademici di I livello, equivalenti alla laurea triennale (come la Fondazione Siena Jazz e la Milano Civica Scuola di Musica), sia quelli di II livello, equivalenti alla laurea specialistica biennale, spendibili in Italia, in tutta Europa e nei Paesi extraeuropei con cui l’Italia ha rapporti bilaterali. Un obiettivo di grande prestigio e difficile da raggiungere, come ci ha raccontato il direttore del Saint Louis: «È stato un percorso arduo, anche perché nessuno lo aveva affrontato prima, quindi non era semplice capire quale doveva essere la direzione da prendere. Per ottenere queste autorizzazioni le scuole devono avere certe caratteristiche specifiche, riferite alla struttura, al corpo docente, alle aule e alla strumentazione. È una qualifica molto importante, con la quale i nostri corsi di diploma si sono trasformati in corsi accademici che rilasciano una sorta di laurea in musica».

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JAZZ IN ITALY A distanza di quasi quarant’anni, la scuola è una realtà istituzionale che può vantare un corpo docente di grande livello, che opera in tre sedi nel centro storico della Capitale tra il rione Monti, via Nazionale e il Colosseo, con oltre trenta aule di formazione e tre studi di registrazione

SAINT LOUIS CHIAMA EUROPA

Per il college romano si tratta di una grande opportunità di ulteriore crescita, soprattutto riguardo alle collaborazioni con l’estero. Mastruzzi ha da sempre voluto instaurare rapporti con i conservatori europei, e questo è testimoniato dai diversi scambi culturali avvenuti negli ultimi anni, come l’organizzazione di contest internazionali. Il Saint Louis gode già di una credibilità a livello europeo, e a breve entrerà a far parte del progetto Erasmus, attraverso il quale i propri studenti potranno completare parte degli studi all’estero e il college potrà ospitare allievi provenienti dagli altri Paesi. La differenza tra gli istituti italiani con le maggiori realtà europee, secondo il direttore, sta: «Nella mancanza di strutture adeguate. Di recente sono stato in visita al conservatorio di Maastricht, dove hanno delle strutture bellissime, veramente importanti, come auditorium, sale concerti e sale prove molto professionali. Anche se, per la verità, non credo siano molto sfruttate, perché non ho notato una grande vitalità artistica. In Italia, in tal senso, c’è grande fermento, ma non abbiamo luoghi deputati per svolgere le attività nella maniera migliore. Da noi c’è poca attenzione per questi aspetti, mentre all’estero c’è un’altra mentalità». Il Saint Louis è una delle realtà didattiche più importanti a livello europeo, e può vantare più di millecinquecento allievi, che frequentano i corsi di jazz, pop music, musica elettronica, musica per film, e anche corsi personalizzati e corsi junior riservati ai più piccoli. A differenza di quanto avviene all’estero non ha nessun contributo statale, e le entrate riguardano esclusivamente l’attività privata, divisa tra didattica e l’organizzazione di eventi. Ogni anno sono messe a disposizione borse di studio per gli studenti più meritevoli, ma sempre in base all’economia del college che, anche negli ultimi anni, continua a registrare un costante aumento degli iscritti. FORMAZIONE E LAVORO

Riguardo alla crisi che ha investito negli ultimi anni l’intero mondo del lavoro, Mastruzzi ha una sua idea ben precisa: «Da una parte, in Italia, fare il musicista è visto come un ripiego o come un’occupazione secondaria, ma dall’altra, in un momento di crisi come quello che viviamo, si cerca di investire nella formazione. Noi non abbiamo risentito di cali, il numero di iscrizioni ai corsi è in crescita, anche perché chi esce dall’università non ha subito un posto di lavoro, mentre uscire dal Saint Louis vuol dire aver imparato un mestiere

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ed essere all’altezza di metterlo in atto, come insegnante, compositore o in altri ambiti musicali». Uno dei tratti che contraddistingue il college è la grande preparazione richiesta in ingresso, e di conseguenza il livello che gli allievi hanno in uscita risulta molto elevato. Questo è un aspetto sul quale il Saint Louis punta da sempre, e che ha dato ottimi risultati, come testimoniato dai tanti artisti di spessore che sono usciti dai corsi del college come, tra i più recenti, Enrico Zanisi e Francesco Diodati. Molto importante è anche l’attività svolta dalla Saint Louis Management, attraverso la quale si sono messi in evidenza diversi nuovi talenti. In tal senso vengono organizzati più di duecento concerti l’anno, e alla fine della sessione accademica i migliori studenti sono proposti ai vari festival, in modo da farli conoscere e suonare con professionisti già affermati. Il momento di passaggio tra lo step formativo e quello del mondo del lavoro è in questo modo seguito nella maniera più adeguata possibile. Inoltre, grazie all’etichetta Jazz Collection, il Saint Louis produce alcuni album degli artisti emergenti, dando così agli allievi più rappresentativi la possibilità di avere visibilità e ottenere ingaggi.

STUDIARE PER ESPRIMERSI

Alcuni tra i musicisti jazz della vecchia guardia affermano che l’attività didattica delle scuole sta provocando un’omologazione del genere, a discapito della fantasia e dell’espressività personale. Sull’argomento Mastruzzi ci ha dichiarato che: «Loro si sono formati sulle proprie capacità, e in quella fase storica era giusto che accadesse cosi. In seguito sono nati i metodi di insegnamento. Credo si tratti di una cultura di fondo che debba essere comune a tutti i jazzisti, un po’ come accade nella musica classica. Oggi è essenziale studiare per crearsi uno strato importante dal quale partire per spingersi oltre. Un musicista che pensa di formarsi come accadeva trent’anni fa non è più credibile». L’obiettivo che il Saint Louis si è posto per il futuro, è quello di continuare a costruire una didattica sempre all’altezza degli standard più elevati, in modo tale che gli studenti possano affrontare il mondo del lavoro con competenze specifiche, e di inseguire nuove vie di comunicazione e di divulgazione della propria attività, come testimoniato dall’imminente apertura della web radio, curata e diretta da Adriano Mazzoletti, con un gruppo affiatato di giovani autori e speaker.

IL CORPO DOCENTE DEL SAINT LOUIS QUANDO L’ECCELLENZA SALE IN CATTEDRA Il corpo docente del Saint Louis si contraddistingue per essere composto sia da molti insegnati storici, che hanno contribuito a dare alla scuola una continuità e un’importante tradizione, sia da elementi scelti durante gli ultimi anni. La selezione per insegnare presso l’istituto diretto da Stefano Mastruzzi è molto dura, come lui stesso ci ha confermato: «Abbiamo una precisa filosofia di ricerca del docente. Guardiamo al suo curriculum di studi per sapere che tipo di formazione ha alle spalle, anche perché sarà in gran parte quella che andrà a trasmettere agli allievi. Poi, chiaramente, valutiamo la carriera artistica, che è un parametro molto importante. I nostri docenti sono musicisti e professionisti che, oltre ad avere un titolo, operano sul campo in maniera attiva». Scorrendo la lista degli insegnanti attualmente in carica si incontrano, tra gli altri, i nomi di Lorenzo Feliciati, Claudio Mastracci, Adriano Melchiorre, Eddy Palermo, Nina Pedersen e Amedeo Tommasi.

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