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Una rivista digitale dedicata all’arte e alla cultura. Un’esplorazione della cultura visuale attraverso la fotografia, la grafica, l’illustrazione e la musica. Saguro in giapponese significa “Esplorazione”, per questo Saguru Magazine è per noi Una revista digital dedicada innovazione, al arte y a la cultura. ispirazione, Una exploración de la cultura ‘visual riflessione, a través de la fotografía, la gráfica, tendenza la ilustración y la música. avventura. Saguro en japonés significa “exploración”, por ello Saguru Magazine es para nosotros innovación, inspiración, reflexión, tendencia, aventura.

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SAGURU ART DIRECTOR Roberta Lo Porto

GRAPHIC DESIGNER Roberta Lo Porto, Victor Monfort

EDITOR Ana Redon, Bea Sarrion Soro, Marta Ibáñez, Roberta Sernicola, Sara Braga

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Eric Mansuell

Produced in collaboration with

Alessandro Marchese, photographer Eric Mansuell, photographer Amanda Claire Monnet, photographer Another Studio,photographer Nello Di Palma, photographer Michele Maccarrone, photographer Elisabeth Cataldo, photographer Teresa Arroyo, designer Fiammetta D’Aversa, illustrator Mauro Pace e Saverio Villirillo, noideaLab Manuel Llorens, skate home Domitilla Dardi, design curator Nicola Auciello, architect Sara Morant Ferrer, interior designer Domenico Marcella, journalist Bea Sarrion Soro, psychologist Francesca Gigante, dancer

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B&W Nautilus MAGAZINE

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Oggetti sonori Gli oggetti sono i muti testimoni delle nostre esistenze. Siamo abituati a usarli, servircene, osservarli. Cosa succede però quando l’interazione non è solo visiva ma diretta a colpire altri sensi? Immediatamente veniamo richiamati in una dimensione sinestetica, l’attenzione si risveglia, la fruizione si affina e siamo più disposti a partecipare all’uso, a quel progetto che il designer consegna nelle mani vive del nostro quotidiano. Se poi si tratta di attivare un senso centripeto, che entra in noi, come quello uditivo, ecco che tutto si accende.

Domitilla Dardi

OBJETOS SONOROS

Los objetos son testimonio mudo de nuestra existencia. Estamos acostumbrados a usarlos, a servirnos de ellos, a observarlos. Pero ¿qué pasa cuando la interacción no es solo visual sino que golpea directamente a otros sentidos? Inmediatamente nos sentimos atraídos hacia una dimensión de sinestesia, la atención se despierta, el placer se refina y estamos más dispuestos a utilizar en nuestra vida cotidiana este proyecto que el diseñador nos ofrece. Si además se trata de activar un sentido centrípeto, que entra dentro de nosotros, como el oído, es aquí donde todo se enciende. http://www.dosdesign.org

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Yuri Suzuki, Barcode Book, 2010, (photo credit Hitomi Kai Yoda)

DOS-Disegnare Oggetti Sonori è una ricerca che è sfociata in una mostra all’Auditorium di Roma, curata da chi scrive insieme a Elisabetta Pisu e prodotta grazie allo straordinario impegno della IMF Foundation. Ha raccolto più di 50 designer internazionali che attraverso oggetti, radio, strumenti musicali, speaker e installazioni interattive hanno raccontato il loro modo di sentire il design. Dimostrandoci che, per chi è disposto ad ascoltarli, gli oggetti hanno molto da dire.

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DOS-Diseñar Objetos Sonoros, es una investigación que ha desembocado en una muestra en el Auditorium de Roma, gestionada por una servidora junto a Elisabetta Pisu y producida gracias al extraordinario empeño de la IMF Foundation. Dicha muestra ha reunido a más de 50 diseñadores internacionales que, a través de objetos, radios, instrumentos musicales, altavoces e instalaciones interactivas expresaron su forma de sentir el diseño; demostrando que, para quien está dispuesto a escuchar, los objetos tienen mucho que decir.


Marco Zanuso e Richard Sapper Radiocubo TS 502-522, BRIONVEGA COLLECTION

Paul Cocksedge, Change the Record, 2011. Šmark.cocksedge

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Frozen nature

noideaLab, Mauro Pace, Saverio Villirillo NoideaLab propone una riflessione sulla relazione tra “tempo naturale” e “tempo tecnologico”. Fermare il flusso costante di una cascata per osservarne la sua essenza nello spazio, in una frazione di tempo definita attraverso la tecnologia, permette di porre l’attenzione su un singolo elemento in un momento preciso come in un attimo congelato. Il tempo dell’uomo nell’era della tecnologia, della velocità dell’informazione elettronica e della frenesia, è scandito da una successione di attimi che si susseguono ad intervalli regolari, sempre uguali a se stessi, ma per la natura, dal ritmo variabile e ciclico, tale concezione

NoideaLab propone una reflexión sobre la relación entre “tiempo natural” y “tiempo tecnológico”. Parar el flujo constante de una cascada para observar su esencia en el espacio, en una fracción de tiempo definida a través de la tecnología, permite poner la atención en un único elemento y en un momento concreto, como un momento congelado. El tiempo del hombre en la era de la tecnología, de la velocidad de la información electrónica y del frenesí, está marcado por una serie de momentos que se suceden en intervalos regulares, siempre iguales a sí mismos, pero por naturaleza, debido a su ritmo variable y cíclico, tal

http://www.noidealab.com

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concepción del tiempo es absolutamente relativa. La naturaleza es protagonista: el movimiento del agua que fluye o el vuelo armónico de una bandada de pájaros son irregulares, casuales, hasta que el hombre interacciona con ellos, modificando el ritmo y la armonía. De este modo, es posible congelar el fluir del tiempo. Parar el flujo constante de una cascada para observar su esencia en el espacio, en una fracción de tiempo definida mediante la tecnología, permite poner la atención en un único elemento y en un momento concreto, como un momento congelado. De hecho, cada pequeño componente de la naturaleza es importante y vive individualmente además de como colectivo, para así poder alcanzar la belleza pura. En este mundo, descomponiendo el todo, se puede aislar una sola gota de agua y seguir su recorrido.

del tempo è assolutamente relativa. La natura è protagonista: il moto dell’acqua che scorre, o il volo armonico di uno stormo di uccelli sono irregolari, casuali, fino a quando l’uomo non interagisce con essi, modificandone il ritmo e l’armonia. Così è possibile congelare lo scorrere del tempo. Fermare il flusso costante di una cascata per osservarne la sua essenza nello spazio, in una frazione di tempo definita attraverso la tecnologia, permette di porre l’attenzione su un singolo elemento in un momento preciso come in un attimo congelato. Del resto, ogni piccolo componente della natura è importante e vive come singolo ma anche come insieme per raggiungere la bellezza pura. In questo modo, scomponendo il tutto, si può isolare una sola goccia d’acqua e seguirne il percorso.

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Interactiv performanc MAGAZINE

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ve ce

Un concerto è uno scambio: l’artista regala al pubblico la sua musica e chi ascolta regala all’artista l’emozione che prova ascoltando quelle note. In un insolito teatro questo scambio virtuale diventa reale, visibile: le note improvvisate di un violino, insieme al battito del cuore dell’artista e degli spettatori si trasformano in tempo reale in immagini, luci e colori in un’esibizione totale e completa, in cui si fondono l’estro dell’improvvisazione dell’artista e l’emozione del pubblico che ascolta quelle note.

Sound Performance: Alessandro Librio Interactive&video: noideaLab Un concierto es un intercambio: el artista regala al público su música y quien escucha regala al artista las emociones que siente percibiendo aquellas notas. En un insólito teatro este intercambio virtual se hace real, visible: las notas improvisadas de un violín, junto al latido del corazón del artista y de los espectadores se transforman en tiempo real en imágenes, luces y colores en una exhibición total y completa, en la que se funden la capacidad de improvisación del artista y las emociones del público que escucha esas notas.

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Eric Mansu


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Mr e miss Eric

Non è facile capire che aspetto abbia esattamente se chiediamo alla gente che lo ha visto in opera. Le descrizioni appaiono contrastanti e alle volte ambigue, tutto fa sembrare che Eric sia come un immagine in movimento decifrabile solo se si osserva la complessità delle immagini che lo compongono. Ma il concetto e: Non è indispensabile sapere esattamente ed in maniera nitida chi c’è dietro ad una macchina fotografica per dare dignità all’idea e allo stile che vediamo nell’immagine ripresa, forse è proprio questo il punto che più risulta essere stimolante nell’identità ambigua di Eric, ciò che vince è l’istante dello scatto, l’idea costruita su di un immagine più dell’autore stesso. La pluralità di Eric affascina chi ne sente parlare, lo spinge a delineare autonomamente una descrizione del personaggio mettendo a fuoco i contorni di chi si cela dietro gli scatti.”

No es fácil entender qué aspecto tiene exactamente, si preguntamos a la gente que lo ha visto manos a la obra. Las descripciones se muestran contrarias y a la vez ambiguas. Todo apunta a que Eric sea como una imagen en movimiento, descifrable solo si se observa la complejidad de las imágenes que lo componen. Pero el concepto es: no es indispensable saber exactamente y de forma nítida quién hay detrás de una cámara de fotos para otorgar dignidad a la idea y al estilo que vemos en la imagen captada. Puede que sea justo esta la cuestión que resulta más estimulante en la identidad ambigua de Eric. Lo que gana es el instante del disparo, la idea construida sobre una imagen más que el propio autor. La pluralidad de Eric fascina a quien escucha hablar de él, lo empuja a delinear de forma autónoma una descripción del personaje enfocando las siluetas de quien se esconde detrás de las instantáneas. http://www.behance.net/ericmansuell

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CORPO CONDUTTORE DI INTENTI-TRASMETTITORE DI IMPULSI, MENTE RECETTORE DI SUONI-TRASMETTITORE DI INTENTI. CIRCUTI DI ELETTRICITA’ VITALE, GENERATORI DI AMORE.

CUERPO CONDUCTOR DE INTENTOS-TRANSMISORES DE IMPULSOS, MENTE RECEPTORA DE SONIDOS - TRANSMISORES DE INTENTOS. CIRCUTOS DE ELECTRICIDAD VITAL, GENERADORES DE AMOR

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utopya Eric Mansuell

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Coesione interazione fra persone. Attraverso l’utilizzo del corpo far suonare i dischi come sua una consolle, per fare questo i protagonisti della foto assolvono i compiti di ricezione e trasmissione, con i loro corpi.

Cohesión, interacción entre personas. Mediante el uso del cuerpo hacer sonar los discos como sua consola, para hacer esto los protagonistas de la foto se liberan de la tarea de recepción y transmisión, con sus cuerpos.

La composizione è l’evoluzione dell’immaginario utopico che vede due persone una difronte all’altra: La prima con la punta dell’indice tiene il disco, la persona che ha difronte appoggia il proprio dito come fosse una puntina di un giradischi sul disco; da qui nasce l’attuazione e la trasmissione del suono, trasmissione che avviene utilizzando la mano di chi sorregge il disco come una cuffia, appoggiata sull’orecchio trasmette quello che il dito “puntina” sta leggendo sul disco.

La composición y la evolución del imaginario utópico que ven dos personas una enfrente de la otra: la primera con la punta del dedo índice sostiene el disco, la persona que tiene enfrente apoya su dedo como si fuera una aguja del tocadiscos sobre el disco: de aquí nace la actuación y la transmisión del sonido, transmisión que tiene lugar utilizando la mano de quien sostiene el disco como un gorro, apoyado sobre la oreja, transmite lo que el dedo “aguja” está leyendo en el disco.

Il concetto quindi è: l’interazione che rende possibile l’attuazione dell’idea e dell’azione.

El concepto por tanto es: la interacción que hace posible la materialización de la idea y de la acción. dell’idea e dell’azione.

La foto è la declinazione del concetto su cinque elementi: due sotto che sono la consolle, due subito sopra, che sono i dj, e un elemento alla sommità che percepisce ciò che scaturisce dall’interazione, riceve e sente quello che gli altri fanno.

La foto es la visión del concepto en cinco elementos: dos debajo que son las consolas, dos justo encima, que son el Dj y un elemento en el vértice que percibe todo aquello que deriva de la interacción; recibe y siente lo que los otros hacen.

I cinque elementi che fanno parte di una crew a cui siamo molto legati, che organizza eventi disco a roma, si chiamano beat up.

Los cinco elementos que forman parte de un equipo al que estamos muy unidos, que organiza eventos en discotecas de Roma. Se llaman “Beat Up”.

http://www.behance.net/ericmansuell

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http://www.beatuproma.blogspot.it


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dysfunction Eric Mansuell

Il progetto “Dysfunction” ha l’ambizione di giocare con la gravità, fisica o morale, ingannando l’occhio dell’osservatore e disturbando le regole della ragione. Il legante delle opere è un concetto estetico, una patina o un filtro che unisce idealmente tutte le opere. Gli scatti sono ricchi di stimoli e tanto immediati da far pensare che Eric voglia che l’osservatore goda nell’istante stesso in cui guarda. Ricorre la figura femminile, stimolo primario per le opere di Eric.

El proyecto “Dysfunction” tiene la ambición de jugar con la gravedad, física o moral, engañando al ojo del observador y confundiendo las reglas de la razón. El nexo de unión de las obras es un concepto estético, una pátina o un filtro que une idealmente todas las obras. Las instantáneas son ricas en estímulos y tan inmediatas que hacen pensar que Eric quiere que el observador disfrute en el momento justo en que mira. Recorre la figura femenina, estímulo primario en las obras de Eric.

http://www.behance.net/ericmansuell

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Dysfunction - modella: Laura Garofoli , make up artist: Katia Orlandelli

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Eric Mansuell, o sea Mr e Miss Eric. Dos fotógrafos, un hombre y una mujer. Dos grandes amigos con un proyecto en común. No es equilibrio de pesos iguales, ni de tareas delineadas, sino el compartir ideas y capacidades, sin límite de propiedad entre Miss Eric y Mr.Eric. El momento real en que la idea se esboza y toma forma en toda su complejidad y entereza es el compartir. Mágico e intenso, ericmansuell es el momento justo en el que el pensamiento de uno toma forma al compartirlo con el otro.

Eric Mansuell ossia mr e miss Eric. Due fotografi, un uomo ed una donna, due strepitosi amici, con un progetto comune Non è equilibrio di pesi uguali, di compiti delineati, ma condivisione di idee e capacità, senza limiti di proprietà tra miss. Eric e mr.Eric. Il momento reale in cui l’idea si delinea e prende forma in tutta la sua complessità ed interezza è : la condivisione Magico e intenso ericmansuell è il momento stesso in cui il pensiero di uno, prende forma nella condivisione con l’altro.

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http://www.amandaclairemonnet.ch

<Sono amante dei dettagli, ogni foto è stata studiata nei minimi particolari: abbigliamento, oggettistica, colori. In tre scatti il soggetto sono io. L’autoritratto è una tecnica che utilizzo molto spesso, mi permette di cogliere l’attimo fuggente, di mettere in pratica all’istante un’idea che mi sfiora la mente. Il primo della serie, quello con l’aspirapolvere, l’ho realizzato a casa mia, volevo stravolgere il clichè della donna casalinga. Gli altri scatti sono meno concettuali, rispecchiano la personalità del soggetto ritratto, la sospensione è un valore aggiunto>. Amanda Claire Monnet è nata nel 1977, figlia d’arte, con madre inglese e padre svizzero francese. Inizia come autodidatta e riesce a trasformare la sua passione in una professione. Amante della perfezione, Amanda mette in serie difficoltà i suoi modelli e per ottenere un buon risultato si assicura che tutti siano coscienti che uno scatto equivale ad un’ora di palestra.

<Soy amante de los detalles, de cada foto ha sido estudiado hasta el más mínimo elemento: vestuario, decoración, colores. En tres instantáneas el sujeto soy yo. El autorretrato es una técnica que utilizo con bastante frecuencia, me permite captar el instante que se desvanece, poner en práctica al instante una idea que pasa por mi mente. El primero de la serie, el del aspirador, lo realicé en mi casa; quería alterar el cliché de la mujer ama de casa. Las otras instantáneas son menos conceptuales, reflejan la personalidad del sujeto retratado, la suspensión es un valor añadido>. Amanda Claire Monnet nació en 1977, hija de arte, con madre inglesa y padre suizo-francés. Comienza como autodidacta y consigue transformar su pasión en una profesión. Amante de la perfección, Amanda en estas instantáneas exige mucho a sus modelos y para obtener un buen resultado se asegura de que todos sean conscientes de que un disparo equivale a una hora de gimnasio.

Amanda Claire Monnet MAGAZINE

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Roma Elisabeth Cataldo

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Ho sempre viaggiato molto per poi tornare a Roma, la sento ormai un po’ come la mia città, come casa. Roma ha un anima grigia, è caotica priva di organizzazione piena di odori forti.Ti divora senza che te ne accorgi, è diretta, è viva. Il tema chiave del mio progetto è la crescente urbanizzazione, l’accumulo di servizi e strutture urbane sempre più in contrasto con la natura dell’uomo. La metropoli si trasforma, colma di abitazioni, colma di strade e strutture imponenti, ma priva di spazi liberi.A questo fenomeno corrisponde una trasformazione dell’uomo, l’uomo rapido, connesso con il mondo ma sempre più lontano da se stesso. Cerca di andare avanti, di sopravvivere alla città alla ricerca di spazi nuovi solo per lui. Io il mio rifugio l’ho trovato sui tetti, osservo la città, le sue mille antenne e il traffico. Da li appare tutto diverso, ti senti quasi distaccato da ciò che vedi sotto di te, così inizi a guardare in alto il cielo alla ricerca di una profonda libertà.

http://bettygrooveworks.wordpress.com

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He viajado mucho y siempre he vuelto a Roma; la siento como mi ciudad, como estar en casa. Roma tiene un alma gris, es caótica, carente de organización y llena de olores fuertes. Te devora sin que te des cuenta, es directa, está viva. El tema clave de mi proyecto es la creciente urbanización, la acumulación de servicios y estructuras urbanas cada vez más opuestas a la naturaleza del hombre. La metrópolis se transforma, atestada de viviendas, atestada de calles y estructuras imponentes, pero pobre en espacios libres. A este fenómeno corresponde una transformación del hombre, el hombre rápido, conectado con el mundo pero cada vez más lejos de sí mismo. Intenta tirar hacia adelante, sobrevivir a la ciudad en búsqueda de espacios nuevos solo para él. Yo he encontrado mi refugio en los tejados; observo la ciudad, sus mil antenas y el tráfico. Desde allí todo parece distinto, te sientes casi aislado de lo que ves debajo de ti y así empiezas a mirar en lo alto al cielo en búsqueda de una profunda libertad.

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Transport MAGAZINE

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Alessandro Marchese Un appassionante reportage fotografico realizzato in occasione di un lungo viaggio itinerante nelle più importanti città del Giappone.Le persone, con le loro abitudini quotidiane sono il soggetto fotografico verso cui Alessandro Marchese ha puntato il suo obbiettivo: ad ogni scatto possono corrispondere infinite storie di cui lui traccia impercettibili contorni.

Un apasionante reportaje fotográfico realizado con motivo de un largo viaje itinerante por las ciudades más importantes de Japón. Las personas, con sus costumbres cotidianos, son el sujeto fotográfico hacia el que Alessandro Marchese ha dirigido su objetivo: a cada instantánea podría corresponder infinitas historias de las que esboza contornos imperceptibles.

http://www.alexmarchese.it


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la cultura japonesa es la representación de una complementariedad de principios solo aparentemente opuestos

Realizando fotografías “movidas”, el autor devuelve esa idea de movimiento y de dinamismo, en sentido literal como desplazamiento por lugares y en sentido figurado como actitud y transporte, impulso vivo del ánimo. Su enfoque le permite ejercitar una lectura visual de Japón, un sentir que es ver y no solo reconocer. Alessandro Marchese ha experimentado y descrito la cultura japonesa como representación de una complementariedad de principios solo aparentemente opuestos.

la cultura giapponese é come la rappresentazione di una complementarità di principi solo apparentemente antitetici

Il fotografo, tramite l’uso del mosso restituisce quell’idea di movimento e di dinamicità, in senso letterale come spostamento nei luoghi e in senso figurato come attitudine e trasporto, moto vivo dell’animo. Questo suo approccio gli ha permesso di esercitare una lettura visiva del Giappone, un sentire che è vedere e non solo riconoscere. Alessandro Marchese ha attraversato e descritto la cultura giapponese come rappresentazione di una complementarità di principi solo apparentemente antitetici.

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Modernizzato, ricco e potente ma anche fragile, formale e impenetrabile, postmoderno e allo stesso tempo intessuto di un passato lontanissimo che rispettosamente resiste senza intralciare. Questo è il Giappone su cui lâ&#x20AC;&#x2122;occhio e il pensiero occidentale stentano a soffermarsi e a carpirne lâ&#x20AC;&#x2122;essenza e che invece Alessandro Marchese rende magicamente visibile dietro i volti, i costumi e gli sguardi delle persone che lo popolano, che riempiono le metro, le strade, i locali. MAGAZINE

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Modernizado, rico y potente pero también frágil, formal e impenetrable, postmoderno y al mismo tiempo hecho de un pasado lejanísimo que respetuosamente resiste sin obstaculizar. Esto es Japón, un país cuya esencia es difícil de comprender para la mirada y el pensamiento occidental, pero que sin embargo Alessandro Marchese hace mágicamente visible detrás de los rostros, atuendo y miradas de las personas que lo habitan; que atestan el metro, las calles, los locales. MAGAZINE

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I mulini di

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i Kinderdijk

raphy by Nello Di Palma, writing by Roberta Sernicola

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Es difícil intentar imaginar cómo sería el skyline holandés en el siglo XIX, cuando en el país existían más de diez mil molinos de viento en funcionamiento. En vías de extinción, como si fueran criaturas prehistóricas, hoy quedan solo 950 de estas majestuosas y fascinantes construcciones. Pero basta detenerse en Kinderdijik, a pocos kilómetros de la ciudad de Rotterdam, para ayudar a la imaginación a reconstruir la imagen del antiguo y típico paisaje de pólder holandés. Esta localidad, incluida en 1997 en la lista de lugares patrimonio de la humanidad de la Unesco, conserva 19 molinos aún en perfecto estado, rodeados de un paisaje silencioso y sugerente. El mejor periodo para visitarla dicen que es la primavera, cuando los prados están en flor, los pajaritos cantan y las hojas de nenúfar flotan sobre el agua de los canales. Yo prefiero en invierno, cuando no hay nadie, si te pierdes en los 7 km de excursión no puedes pedir ayuda, los colores son como los de una polaroid de los 70 y la niebla va desapareciendo lentamente, para ir dejando ver muy poco a poco la silueta de los molinos. Una visión onírica que con una atmósfera sorprendente se convierte en un viaje atrás en el tiempo.

http://www.nellodipalma.com

È difficile riuscire a immaginare come si doveva presentare lo skyline olandese nel XIX secolo, quando nel paese c’erano oltre 10mila mulini a vento funzionanti. In via di estinzione come fossero creature preistoriche, oggi ne restano soltanto 950 di queste maestose e affascinanti costruzioni. Ma basta recarsi a Kinderdijik, a pochi chilometri dalla città di Rotterdam, per aiutare l’immaginazione a ricostruire la visione di un antico e tipico panorama di polder olandesi. Questa località, inserita dal 1997 nella lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco, conserva 19 mulini ancora in perfetto stato circondati da un paesaggio silenzioso e suggestivo. Il periodo migliore per visitarla dicono che sia in primavera, quando i prati sono in fiore, gli uccellini cantano e le foglie di ninfea galleggiano sull’acqua dei canali. Io preferisco di inverno, quando non c’è nessuno, se ti perdi nei 7 km di escursione non puoi chiedere aiuto, i colori sono quelli di una polaroid anni settanta e la nebbia si dirada lentamente a poco a poco per lasciar intravedere le sagome dei mulini. Una visione onirica che con un’atmosfera stupefacente diventa un viaggio indietro nel tempo.

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D/R Catalogazioni sistematiche

writing by Ottavio Celestino, photography by Another Studio

La città si allarga, la città si smargina, la città si ridisegna e ritrae nuove geografie, nuove mappe. È un racconto, questo, di linee rette, curve, superfici, è un’osservazione profonda e chirurgica del rapporto tra vecchi e nuovi “contenitori urbani”, con al centro le nuove geografie della metropoli: uno sguardo multisoggettivo sulla pluralità urbana sempre più complessa e consistente. Questo progetto fotografico nasce analizzando i lavori di Bernd & Hilla Becker, Thomas Ruff, Andrea Gursky, Thomas Struth, Candida Hofer, autori che hanno innegabilmente impresso nuovi linguaggi alla fotografia contemporanea con un’attenzione esclusiva e particolare verso i mutamenti in corso nelle città. Partendo da queste fondamentali esperienze D/R Catalogazioni sistematiche tenta di sviluppare una lettura della metropoli non ispirata esclusivamente da criteri di rappresentazione e/o documentazione, ma che vada oltre il confine tra volumi, parallassi, diagonali, dando vita a una lettura personale della metropoli e della moltitudine che la anima.

Catalogaciones sistemáticas

La ciudad se ensancha, la ciudad se difumina, la ciudad se rediseña y describe una nueva geografía, nuevos mapas. Es un relato, este, de líneas rectas, curvas, superficies; una observación profunda y quirúrgica de la relación entre viejos y nuevos “contenedores urbanos”, con las nuevas geografías de la metrópolis como núcleo temático: una mirada “multisubjetiva” hacia la pluralidad urbana siempre más y más compleja y consistente. Este proyecto fotográfico nace analizando el trabajo de Bernd & Hilla Becker, Thomas Ruff, Andrea Gursky, Thomas Struth y Candida Hofer, autores que han innegablemente impreso nuevos lenguajes a la fotografía contemporánea, con una atención exclusiva y particular hacia las incesantes mutaciones de las ciudades. Partiendo de estas experiencias fundamentales, D/R Catalogaciones sistemáticas intenta desarrollar una lectura de la metrópolis no inspirada exclusivamente por criterios de representación y/o documentación, sino que vaya más allá de las fronteras entre volúmenes, paralajes, diagonales; dando vida a una interpretación personal de la metrópolis y de la multitud que la anima.

http://www.anotherstudio.org

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Per dare un più alto valore di approccio attento e analitico al progetto, gli scatti sono stati realizzato con il banco ottico 10x12, un linguaggio e una disciplina che non permette scorciatoie e semplificazioni. I protagonisti di questo progetto sono strutture mute e solitarie quasi isolate, con un’assenza evidentemente ricercata dell’uomo. È proprio qui la forza interpretativa del lavoro: l’uomo è assente, ma solo in apparenza, poiché si avverte invece la sua presenza e la sua relazione con lo spazio. C’è quasi un’impossibilità di separare il paesaggio urbano dell’uomo, inesorabilmente l’uno trasforma l’altro. Un dialogo continuo che emerge silenzioso dalle immagini. Gabriele Basilico, riferimento imprescindibile della fotografia interpretativa degli spazi contemporanei, parla

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Para dar un enfoque más perspicaz y analítico al proyecto, los disparos han sido realizados con el banco óptico 10x12, un lenguaje y una disciplina que no permiten atajos ni simplificaciones. Los protagonistas de este proyecto son estructuras mudas y solitarias, casi aisladas, con una ausencia evidentemente buscada del hombre. Justo aquí radica la fuerza interpretativa de la obra: el hombre está ausente, pero solo en apariencia, ya que sin embargo se intuye su presencia y su relación con el espacio. Es casi imposible separar el paisaje urbano del hombre; inexorablemente uno transforma al otro. Un diálogo continuo que emerge silencioso de las imágenes. Gabriele Basilico, referente imprescindible de la fotografía interpretativa de los espacios contemporáneos,


e scrive di “paesaggio come corpo” trasferendo questi significati e queste intenzioni a tutta la sua complessa produzione. Questo lungo e articolato progetto fotografico non nasce per rendere più appetibili immagini e scorci dell’architettura metropolitana, ma è il tentativo di pensare ad una fotografia protesa a diventare una degli strumenti di lettura del contemporaneo. Il fotografo non è colui che osserva il mondo che è altro da sè, ma colui che entra attivamente in relazione con la realtà, una realtà che lo attende, instaurando con essa un rapporto che si esplicita in una relazione tra il mondo visibile e una più sofferta e coinvolgente ricerca del mondo invisibile.

habla y escribe sobre “paisaje como cuerpo”, transfiriendo estos significados y estas intenciones a toda su compleja producción. Este largo y articulado proyecto fotográfico no nace para hacer más apetecibles las imágenes y los escorzos de la arquitectura metropolitana, sino que es un intento de pensar en una fotografía que pretende convertirse en uno de los instrumentos de lectura de lo contemporáneo. El fotógrafo no es aquel que observa un mundo ajeno a sí mismo, sino aquel que interactúa activamente con la realidad, una realidad que lo espera, estableciendo con ella un vínculo que se explicita en un nexo entre el mundo visible y una más complicada y comprometida búsqueda del mundo invisible.

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Skate Home

Skateboard & Design Manuel Llorens & Maria Tamarit Skate – Home surgió a partir de dos pasiones. Por un lado, mi pasión por el skate y por otro, la pasión que me llevó a unir mi camino, me presento, soy Manuel Llorens (arquitecto y skater) con el de mi mujer, María Tamarit (decoradora de interiores). Como todas las grandes ideas, surgió a partir de intereses compartidos, de encontrar una necesidad, de dejar volar la imaginación, y con una idea pequeña ,que cada vez, se fue haciendo más grande. Mi pasión por el Skate viene de lejos. Juntos hemos recorrido Europa “sobre patines” de competición en competición. Por otro lado, mi mujer había tenido una tienda de muebles, así que tenía muchas ideas. El siguiente paso vino de la necesidad de hacer un zapatero para los zapatos de nuestros hijos. Así que, a María se le ocurrió utilizar las tablas de Skate para construir uno. Después de ver el resultado, decidimos ponernos manos a la obra.

Skate – Home nacque da due passioni. Da un lato , la mia passione per lo skate e dall’altro, la passione che mi ha portato a unire il mio cammino - mi presento sono Manuel Llorens (architetto e skater) - con quello di mia moglie, Maria Tamarit - decoratrice di interni. Come tutte le grandi idee, nacque da interessi comuni, dall’incontro tra necessità, dal lasciar volare l’immaginazione e grazie a una piccola idea che, poco a poco, si è fatta più grande. La mia passione per lo skate viene da lontano. Insieme abbiamo attraversato l’Europa “sui pattini” da competizione. D’altra parte, mia moglie aveva un negozio di mobili e molte idee. Il passo successivo è venuto dal bisogno di costruire una scarpiera per le scarpe dei nostri figli. Così che a Maria venne in mente come usare le tavole per costruirne uno. Dopo averne visto il risultato, decidemmo iniziare. E così iniziò tutto. Tutti gli inizi sono complicati, e noi non abbiamo fatto

http://www.skate-home.com

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Y ahí empezó todo. Todos los principios son difíciles, así que nosotros no fuimos la excepción, pero, al final, con esfuerzo conseguimos hacer llegar la recompensa. La idea creció gracias a los medios de comunicación. Publicaron un artículo en un periódico local y a partir de ah, comenzamos a recibir llamadas de varias cadenas de televisión. Y así, la idea creció y gracias a la publicidad llegó a mucha más gente. Recientemente, hemos empezado a ver artículos que hablan del Skate – home en algunas webs de EEUU y estamos orgullosos de que nuestra idea haya cruzado el charco porque precisamente hacia allí es hacia donde queremos dirigirnos en el futuro. El proceso creativo empieza con el boceto de una idea. A partir de ahí y con programas de diseño lo pasamos a escala y sacamos medidas para hacer un primer prototipo. Si nos parece que el producto merece la pena, viene la siguiente fase, la fabricación, que se lleva a cabo en empresas especializadas. Nuestra primera oficina está en Valencia. Sin embargo, pronto vimos que la idea tenía muy buena acogida fuera de España. Nos dimos cuenta de que el mercado internacional estaba funcionando mejor que el nacional y que la cultura del skate era mucho más fuerte fuera de nuestras fronteras, por lo que

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eccezione, ma alla fine, agli sforzi sono seguite le ricompense. La idea crebbe grazie ai mezzi di comunicazione. Pubblicarono un articolo in un giornale locale e a partire da questo momento iniziammo a ricevere telefonate da varie emittenti televisive. Così che il progetto continuò a crescere e grazie alla pubblicità lo conobbero molte persone. Recentemente, abbiamo iniziato a vedere articoli che parlino di Skate – Home in alcune riviste statunitensi e siamo molto orgogliosi che la nostra idea sia sbarcata oltre oceano, perchè è li dove precisamente vogliamo dirigerci in futuro. Il processo creativo inizia con il bozzetto di un idea. A partire da quello e con programmi di design lo passiamo in scala e creiamo le misure per un primo prototipo. Se ci sembra che il progetto valga la pena, entra alla fase seguente, la fabbricazione, che si termina in imprese specializzate. Lo studio principale si trova a Valencia. Anche se, presto ci siamo resi conto che il nostro progetto era accolto molto positivamente all’estero. Ci rendemmo conto che il mercato internazionale stava funzionando meglio di quello nazionale e che la cultura dello skate era molto più forte all’esterno delle nostre frontiere, così che decidemmo trarre il massimo beneficio da internet per


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decidimos sacarle el máximo partido a las ventajas de Internet para llegar a más personas y decidimos poner la web en más idiomas. Ahora nos llegamos pedidos de muchos países diferentes y hemos abierto una nueva oficina en Francia para que nos ayuden con los pedidos europeos. Sobre el futuro, no nos queremos marcar una mercado como principal, así que, a pesar de la buena acogida que está teniendo en España, estamos trabajando para abrir una nueva oficina en Berlín y en los últimos meses nos hemos centrado en el mercado estadounidense. Así, que de momento, esta es una parte de la historia, pero todavía quedan muchos capítulos por escribir porque las buenas ideas nunca dejan de crecer.

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arrivare a più persone, decidemmo costruire la pagina web in differenti lingue. Ora ci arrivano ordini da molti paesi diversi e abbiamo aperto uno studio in Francia affinché ci aiutino con gli ordini che riceviamo dall’Europa. Sul futuro, non vogliamo sbilanciarci definendo un mercato principale, così che, nonostante la ottima accoglienza che stiamo avendo in Spagna, stiamo lavorando all’apertura di un nuovo studio a Berlino, come anche ci siamo concentrati sul mercato statunitense negli ultimi mesi. Al momento, questa è una parte della storia, mancano ancora molti capitoli da scrivere perché le buone idee non smettono mai di crescere.

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Cas/al/Palocco

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Nicola Auciello

Identità, Ritmo, Equilibrio Una casa normale. Un impianto distributivo tipico degli anni ’70. Una Committente affittuaria. Una ristrutturazione totale. Un vincolo: applicare il minimo stravolgimento planimetrico. Una richiesta: posizionare e rileggere alcuni arredi d’epoca di famiglia. Una scommessa (in fase progettuale): svelare l’identità delle singole stanze (spazio intimo) ad un ipotetico passaggio-corridoio (spazio condiviso).

Una casa normal. Un diseño distributivo típico de los años 70. Un cliente arrendatario. Una reestructuración total. Una cláusula: intentar cambiar lo menos posible los planos. Una petición: ubicar y dar una nueva lectura a algunos elementos decorativos de época heredados de la familia. Una apuesta (en la fase de planificación): revelar la identidad de las habitaciones individuales (espacio íntimo) a un hipotético pasillo (espacio compartido)

http://www.na3.it

Watch short-movie!

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Questi i presupposti di una casa, di circa 90 mq + 150 mq di giardino, in zona Casal Palocco (Roma): seriale poiché facente parte della tipologia a schiera ma allo stesso tempo unica, con una sua identità (una casa è sempre contrassegnata dall’identità delle persone che vi abitano). La distribuzione dell’appartamento è canonica ed avviene in quattro sezioni, a due a due assemblabili: (1-2) il corridoio separa l’appartamento in zona servente (bagno e cucina) e zona servita (soggiorno, camere, giardino); (3-4) a metà corridoio, una porta a scomparsa, crea la classica suddivisione in zona giorno e zona notte.

Estos son los antecedentes de una casa, de unos 90 m2 + 150 m2 de jardín, ubicada en la zona Casal Palocco (Roma): de serie porque forma parte de la tipología de bloques pero al mismo tiempo única, con una identidad propia (una casa siempre viene marcada por la identidad de las personas que la habitan). La distribución del apartamento es canónica y se da en cuatro secciones, que se integran dos a dos: (1-2) el pasillo separa el apartamento en una zona de servicios (baño y cocina) y una zona confort (salón, habitaciones y jardín); (3-4) en mitad del pasillo, una puerta corrediza crea la clásica división en zona de día y zona de noche.in zona giorno e zona notte.

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Varcando l’ingresso, la percezione della luce e del bianco potente ricettore di ogni altro colore, dalle pareti, dalle porte, dagli arredi presenti si contrappone al grigio opaco in resina, del percorso-corridoio, quasi a simulare “l’asfalto di una strada” (effetto ottico raddoppiato dallo specchio sulla parete di fondo). Il ritmo ed il colore, neutro, ove presente, e appena accennato, sono disegnati da una boiserie contemporanea in vetro lucido che riveste parzialmente le stanze (colore grigioceleste per lo spazio servente e grigio-oliva per quello servito), per poi svoltare sul corridoio a cui rivelarne, a porte chiuse, l’essenza (il contenuto/la funzione); non è un trattamento fine a se stesso ma atto anche a segnalare i numerosi incassi di porte scorrevoli presenti. Le porte sono bianche e fuori misura (2.70 m), dischiuse, quando non servono, scompaiono del tutto, evocando in qualche modo un’idea di leggerezza e di linearità, a volte, inattesa e inusuale. La porta-diaframma della cucina, totalmente trasparente, può scorrere a chiudere e non interrompere mai la visione di continuità con il soggiorno, il deck e il giardino adiacenti ricordando che “mangiare è una cosa seria”. Gli arredi di famiglia, inseriti uno per ogni ambiente, posizionati per essere specchiati, riflessi e riletti, attraverso la luce e la materia, si raccontano con ironia. La boiserie, visibile da ogni zona della casa, dunque, rimane un trait d’union che comunica continuità spaziale attraverso rimandi visivi: interno/ interno, interno/esterno. La materia, vetro all’interno/ peperino all’esterno, crea contrasti tramite il relativo comportamento con la luce risultando: leggera-pesante, lucida-opaca, riflettente-assorbente; le finiture naturali integrate con quelle artificiali (parquet in rovere, resina), le linee rette in pianta e sezione (porte a scomparsa, boiserie bicolore, zoccolo a filo muro), la pavimentazione continua, accrescono il senso di sconfinamento tra i singoli ambienti, ove rimangono vive la riflessione e l’opacità oltre all’attenzione del dettaglio, negando ogni riferimento decorativo. L’ambizione è donare equilibrio ed un auspicio di benessere che resti impresso nell’animo.

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Pasando la entrada, la percepción de la luz y del blanco, potente receptor de cualquier otro color, de las paredes, de las puertas, de los elementos de decoración presentes; en contraposición al gris opaco de resina, del pasillo, casi simulando “el asfalto de una calle” (efecto óptico duplicado por el espejo en la pared de enfrente). El ritmo y el color neutro, donde está presente, apenas se intuye, están diseñados con un revestimiento contemporáneo en vidrio brillante que cubre parcialmente las habitaciones (colores grisceleste para las zonas de servicio y gris-oliva para el resto de habitaciones), para después girar hacia el pasillo al que le revela, a puerta cerrada, la esencia (el contenido/función). No es un tratamiento en sí mismo sino hecho para señalar la abundancia de puertas corredizas presentes. Las puertas son blancas y diferentes de la medida habitual (2.70m), desplegadas. Cuando no sirven desaparecen del todo, evocando de alguna manera una idea de ligereza y linealidad, a veces inesperada e inusual. La puerta-diafragma de la cocina, totalmente transparente, al ser corrediza puede cerrarse y no interrumpir nunca la visión de continuidad con el salón, la cubierta y el jardín adyacentes, recordando que “comer es una cosa seria”. Los objetos de decoración de familia, introducidos uno por cada ambiente, ubicados para ser reflejados y reinterpretados, a través de la luz y la materia, se narran con ironía. El revestimiento, visible desde cada zona de la casa, permanece como un vector de unión que comunica continuidad espacial a través de réplicas visuales: interno/interno, interno/externo. La materia, cristal en el interior/toba “peperino” en el exterior, crea contrastes mediante el comportamiento relativo con la luz, resultando: ligera-pesada, brillanteopaca, reflectante-absorbente. Los acabados naturales integrados con los artificiales (parqué de roble, resina), las líneas rectas en planta y sección (puertas corredizas, revestimiento bicolor, zócalo a ras de pared), el pavimento continuo, aumentan la sensación de invasión entre los espacios individuales, donde vive la reflexión y la opacidad más allá de la atención al detalle, negando cualquier referencia decorativa. La aspiración es dar equilibrio y un auspicio de bienestar que quede marcado en el estado de ánimo.


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Sopa Sara Morant

Uno spazio per gli amanti della lettura e del buon cibo. Un espacio para los amantes de la lectura y del buen comer

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INTORNO Il locale ristrutturato è ubicato in Calle Herman Cortes 12 – 14, nel prezioso quartiere di Eixample e Ciutat Vella, perpendicolare alla calle Colon e alla GranVia Marques del Turia. Grazie alla sua posizione, vuole rappresentare uno spazio in risposta alle necessità fisiche e intellettuali quotidiane. Alimentazione sana, riposo, riflessione, arricchimento intellettuale e spirituale sono tutti elementi indispensabili nel quotidiano di qualsiasi essere umano. I pasti e la la letteratura convergono in un meraviglioso spazio dove i clienti sono i protagonisti e riempiono di contenuto la funzionalità e la utilità dello spazio.

ENTORNO El local intervenido está situado en la Calle Hernán Cortés números 12 y 14, en el linde de los distritos de l’Eixample y Ciutat Vella, perpendicular a Colón y Gran Vía Marqués de Túria (Valencia). Dada su ubicación, se diseña un espacio en respuesta a las necesidades físicas e intelectuales del día a día. Alimentación saludable, descanso, reflexión,enriquecimiento intelectual y espiritual son elementos indispensables en la vida diaria de cualquier ser humano. La comida y la lectura convergen en un maravilloso ambiente donde los clientes son protagonistas y llenan de contenido la utilidad del lugar.

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PROPOSTA Il progetto nasce dalle necessità individuate nell’intorno che, nel tentativo di dare una risposta calda/umana a un contesto puramente commerciale, prende forma attraverso un’idea empresariale che offre due tipologie di servizi: Il ristorante e la libreria unite attraverso una zona comune denominata “zona di lettura” Questo spazio vuole che il cliente, una volta terminato il pranzo o la cena, possa fermarsi, riposare e approfittare di un momento di relax leggendo magari quella novella che tanto lo intrigava o uno dei libri a disposizione nel locale. Si tratta di uno spazio che vuole alimentare la lettura come passatempo a qualsiasi ora del giorno, contando per questo con differenti sezioni dedicate a periodici, riviste tematiche e libri, una sezione di lettura a libero accesso (quotidiani, riviste, flyers informativi, etc) e una programmazione di laboratori, inaugurazioni e presentazioni di libri.

PROPUESTA El proyecto nace a partir de las necesidades reconocidas en el entorno que, pretendiendo dar un tipo de respuesta cálida en un contexto puramente comercial, toma forma a través de una idea de negocio que ofrece dos tipos de servicios. El servicio de hostelería y el de librería conectados mediante una zona común denominada “zona de lectura“. Con este espacio se pretende que el cliente, una vez haya disfrutado de la comida, tenga la posibilidad de reposar, descansar y disfrutar de un momento de relax leyendo aquella novela que le ha dejado intrigado o cualquier libro del local. Se trata de un espacio en el que se fomente la lectura como actividad de ocio a cualquier hora del día, contando para ello con diferentes secciones de venta dedicadas a periódicos, revistas clasificadas por temáticas y libros, una sección de lecturas de uso público (prensa, revistas, folletos informativos, etc.) y una programación de actividades-taller, inauguraciones y presentaciones de libros.

http://www.saramorant.com

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IL CONCETTO Leggere ci permette di sognare, “sentire” per un istante la fantasia trasformarsi in realtà. La nostra immaginazione si libera e disegna una e mille personaggi, paesaggi, spazi unici, nostri, irripetibili e così, all’improvviso, ci incontriamo in un altro mondo, in un altro paese, in un’altra “testa”, in un’altra dimensione. Il libro è un fedele compagno di viaggio nelle nostre vite e come a tutti gli amici lo si riconosce per il suo profumo inconfondibile, le sue forme e il contatto con la sua “pelle”. La idea che generò il progetto sorge dagli spazi e dalle forme che disegna la mia immaginazione quando le pagine del libro iniziano a sfogliarsi. L’ambiente evoca le fronde di un bosco di libri, uno spazio che permette camminare ma che al tempo stesso ospita luoghi che il riposo, la lettura, la riflessione e lo studio non conoscono, con il valore aggiunto di poter risvegliare gusto e olfatto. Le curve sono le grandi protagoniste dello spazio, posto che in architettura le forme semplici, basiche, e in concreto le forme curve sono la interpretazione simbolica della natura. MAGAZINE

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Le materie prime dei prodotti che si offrono, libri e alimenti, provengono dalla natura e offrono essi stessi forme organiche. É successivamente la mano dell’uomo che trasforma le forme primitive in geometriche. Negli oggetti fabbricati convivono essenza organica e sapere umano. natura e umanità, linee rette e curve si intrecciano dando protagonismo agli elementi che poi comporranno del risultato finale. Nella distribuzione del locale, un gran cerchio presiede lo spazio centrale e genera, a partire dalla sua centralità ,le tracce e le forme che danno forma al progetto. Il cerchio si afferma come forma perfetta, simbolicamente relazionata al divino e all’infinito. Si impiega quindi con l’intenzione di ospitare e potenziare il valore aggiunto che offre SOPA, i libri


IDEA CONCEPTUAL Leer nos permite soñar, sentir por un instante la fantasía y transformarla en realidad. Nuestra imaginación se libera y dibuja una y mil imágenes de personajes, paisajes, espacios únicos, nuestros, irrepetibles y de pronto, nos encontrarnos en otro mundo, en otro país, en otra “cabeza”, en otra dimensión. El libro es un fiel compañero en el viaje de la vida y como a cualquier amigo se le reconoce por el aroma inconfundible, las formas y el tacto de su piel La idea generatriz del proyecto surge de los espacios y formas que se dibujan en mi imaginación cuando las hojas de los libros entran en movimiento. El interior evoca la imagen de estar dentro de un bosque de libros, un espacio que permite deambular pero que al mismo tiempo alberga lugares ocultos para el descanso, la lectura, la reflexión y el estudio, con el valor añadido de poder despertar los sentidos del gusto y el olfato. La forma curva es la gran protagonista del espacio, puesto que en arquitectura, las formas orgánicas

y en concreto las curvas son la interpretación simbólica de la naturaleza. La materias primas de los productos que se ofrecen, libros y alimentos, nacen de la naturaleza y presentan formas orgánicas. Es la manipulación del hombre lo que transforma las formas primitivas en geométricas. En los objetos fabricados conviven esencia orgánica y conocimiento humano. aturaleza y humanidad, líneas y curvas se entremezclan dando protagonismo a los dos elementos que forman parte en el resultado final. En la configuración del local, un gran círculo central preside el espacio y genera a partir de su protagonismo, el resto de trazos que dan forma al proyecto. Se afirma que el círculo es la forma que está relacionada con la perfección, con lo divino y lo infinito. Se utiliza pues con la intención de albergar y potenciar el valor añadido que ofrece SOPA, los libros.

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illustration Quando disegno non ho nessuna pretesa, eccetto divertirmi. Disegno da quando ho memoria e per me è sempre stato una forma di passare il tempo con me stessa. Nelle illustrazioni che preparo mi piace riprodurre storie risultino divertenti, per questo il mio stile favorito si avvicina al fumetto e ai racconti per bambini. Considero importante il movimento, così come le espressioni facciali. Credo che siano gli elementi che più apportano al significato di una immagine, specialmente se è un disegno per bambini. E’ difficile che i personaggi si muovano con libertà e delicatamente. Per me, questo aspetto è un obiettivo da compiere in ogni nuova illustrazione. Tuttavia direi anche che prediligo le tecniche tradizionali. Sebbene oggi i programmi di ritocco sono di grande aiuto ed è imprescindibile conoscerli, mi risulta difficile trarne soddisfazione. Una matita o un pennello sono strumenti con i quali lasciarsi andare è più semplice. A volte uso il PC per colorare, ma preferisco lasciare questa fase al ritocco.

Cuando dibujo no tengo ninguna pretensión, excepto la de divertirme. Dibujo desde que recuerdo y para mí siempre ha sido una manera de pasar el tiempo conmigo misma. En mis ilustraciones me gusta recrear historias que me resulten graciosas, por ello mis estilos preferidos son aquellos cercanos al cómic o a los cuentos infantiles. Considero importante el movimiento, así como las expresiones faciales. Creo que son elementos que aportan gran parte del significado de una imagen, especialmente si es un dibujo dirigido a los niños. Es difícil que los personajes se muevan con soltura y de manera grácil. Para mí, este aspecto es un reto que aparece en cada nueva ilustración. También diría que prefiero las técnicas tradicionales. Hoy en día los programas de retoque son de gran ayuda y es imprescindible conocerlos, pero me resulta difícil disfrutar con ellos. Un lápiz y un pincel son instrumentos con los que dejarse llevar es más sencillo. En ocasiones empleo el ordenador para pintar, pero prefiero dejarlo para el postprocesado.

Teresa Arroyo

http://teresaarroyo.com

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Chef Mágico Era tranquillo il piccolo elfo in cucina Estaba el pequeño duende ocupado en la cocina

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Quando all’improvviso....!BA-DA-BOUM Cuando, de repente… ¡BA-DA-BOUM!

Croak, Croak! Una sorpresa per il piccolo chef ¡Croack, Croack! Sorpresa para el pequeño chef

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Francesca Gigante

http://www.wix.com/francescagigante/danza

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Potography by Dawis Pulga MAGAZINE

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La danza è entrata a far parte della mia vita alla tenera età di 4 anni. Finito il liceo ho deciso di seguire la mia passione trasferendomi dalla mia città natale (Trapani) a Milano. Lì ho studiato e mi sono diplomata presso la S.P.I.D.(scuola professionale italiana danza), di Milano, dove ho raffinato la mia tecnica artistica nei più svariati stili di danza. Ho partecipato come danzatrice/attrice/cantante in eventi, musical, video musicali, ma sentivo che non era la mia strada. Finalmente nel 2007 ho scoperto, quasi per caso, le danze orientali,nelle quali ho trovato il mio appagamento artistico, e da allora continuo la mia formazione nella tribal bellydance e nella danza orientale classica e moderna. Durante questi anni ho avuto modo di studiare con insegnanti riconosciuti in tutto il mondo : Rachel Brice, Francesca Pedretti, Sadie Marquardt, Urban Tribal, Jillina, Gypsy Caravan, Illan Riviere, Elisheva Elizabeth Gluck, Amanda Mendoza Zapata etc... Sono entrata a far parte della compagnia di Tribal Bellydance Emozionale “De Nova Luce” con direzione artistica di Francesca Pedretti, di Milano, con le quali mi sono esibita in vari spettacoli in giro per l’ Italia. Nel frattempo ho iniziato il mio percorso nell’insegnamento e nella creazione coreografica. Nel 2010 mi sono trasferita in Ticino, Svizzera, dove insegno e mi esibisco in svariati spettacoli come solista o insieme alle mie allieve. Nel 2012 sono entrata a far parte della compagnia internazionale Imajaghan con Illan Riviere, Patricia Alhazar, Éléonore Cribelier, Sylvia Gonzalez e Mouna Kurandy. Per me è un sogno che si realizza. Insieme alla compagnia ho avuto modo di esibirmi in Francia e in Germania e prossimamente saremo in Italia, in America, in Russia. Abbiamo tanti progetti e la presentazione del nostro spettacolo (“ Chaque Oiseau a la Couleur de Son Cri “)ha avuto un grande successo. Attualmente non potrei essere più felice, la danza mi sta donando emozioni indimenticabili...danzare con grandi artisti che stimo e con i quali è nata una forte amicizia è il massimo che potessi desiderare. Inoltre insegnare e vedere crescere giorno dopo giorno le mie allieve mi da un enorme gioia. In tutto questo, non posso non ringraziare le persone che mi appoggiano e credono in me, primo tra tutti il mio ragazzo, la mia famiglia, le mie allieve e i miei cari amici.

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La danza entró a formar parte de mi vida a la tierna edad de cuatro años. Acabado el instituto decidí seguir mi pasión, abandonando mi ciudad natal (Trapani) para mudarme a Milán. Allí estudié y me diplomé en la Scuola Professionale Italiana di Danza (S.P.I.D), en Milán, donde perfeccioné mi técnica artística en los más variados estilos de danza. Participé como bailarina/actriz/cantante en eventos, musicales, vídeos musicales, etc. Pero sentía que ese no era mi camino. Finalmente en 2007 descubrí, casi de casualidad, las danzas orientales, en las que he encontrado mi satisfacción artística y, desde entonces, continuo mi formación en tribal bellydance y en danza oriental clásica y moderna. Durante estos años he tenido la oportunidad de estudiar con profesores reconocidos a nivel mundial: Rachel Brice, Francesca Pedretti, Sadie Marquardt, Urban Tribal, Jillina, Gypsy Caravan, Illan Riviere, Elisheva Elizabeth Gluck, Amanda Mendoza Zapata etc. Entré a formar parte de la compañía Tribal Bellydance Emozionale “De Nova Luce” con dirección artística de Francesca Pedretti, de Milán, con la que he compartido escenario en varios espectáculos por toda la geografía italiana. Mientras, además, empecé mi andadura en la enseñanza y la creación de coreografías. En 2010 me mudé a Ticino, Suiza, donde enseño y actúo en diversos espectáculos como solista o junto con mis alumnas. En 2012 entré a formar parte de la compañía internacional “Imajaghan” con Illan Riviere, Patricia Alhazar, Éléonore Cribelier, Sylvia Gonzalez e Mouna Kurandy. Para mí es un sueño hecho realidad. Con dicha compañía he tenido la oportunidad de actuar en Francia y Alemania y próximamente estaremos en Italia, América y Rusia. Tenemos numerosos proyectos y la presentación de nuestro espectáculo “Chaque Oiseau a la Couleur de Son Cri” ha tenido un gran éxito. En la actualidad no podría ser más feliz, la danza me está haciendo sentir emociones inolvidables… Bailar con grandes artistas a los que aprecio y con los que ha nacido una fuerte amistad es lo máximo que podría desear. Además, enseñar y ver crecer día tras día a mis alumnas me da una enorme satisfacción. Aprovecho para mostrar mi agradecimiento a las personas que me apoyan y creen en mi: mi pareja, mi familia, mis alumnas y mis amigos.

Photography by Marie Troadec

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Imajagh MAGAZINE

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Nei Mad Photographies

La creazione si ispira alla purezza e alla simbologia dei colori, i danzatori si evolvono in scenari molto contrastanti, unendo la forza e l’umiltà della foresta ai momenti di festa e di gioia che animano le strade indiane durante la festa Holi.

Chaque Oiseau a la Couleur de Son Cri Watch short-movie!

La creación se inspira en la pureza y en la simbología de los colores. Los bailarines se transforman en escenarios con mucho contraste, uniendo la fuerza y la humildad del bosque en los momentos de fiesta y gozo que animan las calles de la India durante la fiesta Holi. http://imajaghan.wix.com/imajaghan

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Tango Argentino Michele Maccarrone = Mic Mac MAGAZINE

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Parar la vida en imágenes es una utopía magnífica, como lo es el mismo tango, que para la vida durante tres infinitos minutos. Es un inmenso reto el que se le presenta al fotógrafo que quiere aunar dos utopías. Pero existen temerarios del asunto y Michele Maccarrone, el MicMac del tango siciliano, es uno de estos valientes. Como en el tango, también para tal misión se necesitan en igual medida técnica y corazón, alma e instrumentos, para captar el instante sin destruir la belleza del momento. Fermare la vita in immagini è un’utopia magnifica, come un’utopia è il tango per intero, che ferma la vita per tre minuti senza fine. Così è una sfida terribile, quella del fotografo che voglia incapricciarsi a unire assieme due utopie. Ma ci sono temerari del genere, e Michele Maccarrone, il MicMac del tango siciliano, è uno di questi coraggiosi. Come nel tango, anche per tale missione ci vogliono in egual misura tecnica e cuore, anima e strumenti, per afferrare l’attimo senza distruggerne la bellezza in divenire.

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Non sappiamo mai, quando MicMac gira intorno alla pista con la sua macchina fotografica, cosa ci racconterà, cosa avrà visto che persino a noi – che talora siamo in quelle sue foto, e ci sorprendiamo ogni volta – era sfuggito. Non sappiamo mai del tutto cosa accade, quando accade il tango Per fortuna, ogni tanto, ci sono testimoni così…

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No sabemos nunca, cuando MicMac gira alrededor de la pista con su cámara fotográfica, qué nos contará, qué habrá visto que incluso a nosotros - que hasta puede que salgamos en esas fotos, sorprendiéndonos cada vez- se nos había escapado. Nunca sabemos del todo qué sucede, cuando sucede el tango. Por suerte, de vez en cuando hay testimonios así...


Anna Mallamo Giornalista e scrittrice Periodista y escritora Michele Maccarrone Vive e lavora a Catania Vive y trabaja en Catania http://www.michelemaccarrone.it

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. zero Paolo Coppolella

IL DISEGNATORE PAOLO COPPOLELLA PRESENTA UN EDITORIALE IN COLLABORAZIONE CON DUO ARTISTICO Per l’inizio della stagione primavera/estate 2013, il disegnatore paolo coppolella presenta un editoriale realizzato in collaborazione con il duetto artistico Simone Giara & Marta.

EL DISEÑADOR PAOLO COPPOLELLA PRESENTA UN EDITORIAL EN COLABORACIÓN CON DÚO ARTÍSTICO. Con motivo del inicio de la temporada P/V 2013, el diseñador Paolo Coppolella presenta un editorial realizado en colaboración con el dúo artístico Simone Giara & Marta Modena.

http://www.paolocoppolella.com

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La collezione .ZERO S/S 2013 è stata presentata il passato Ottobre 2012 durante la XVI Edizione della Ningbo International Fashion Fair alla quale il disegnatore fu invitato in rappresentazione del design europeo. Dopo il successo ricevuto in Asia la collezione .ZERO S/S 2013 è ora ufficialmente alla vendita. Crédits: Direzione artistica e disegno grafico: Simone Giara & Marta Modena. Fotografia: Elena Jiménez Modelli: Amelia Yao, Ángela Gil, Axel Peiró e Saintbeau Sambou (Carmen Duran Model Agency) Scarpe: Dolfie

La colección .ZERO S/S 2013 fue presentada el pasado mes de Octubre de 2012 durante la XVI Edición de la Ningbo International Fashion Fair donde el diseñador fue invitado en representación del diseño europeo. Después del éxito conseguido en Asia, la colección .ZERO S/S 2013 ya está oficialmente a la venta. Créditos editorial: Dirección artística y diseño gráfico: Simone Giara & Marta Modena. Fotografía: Elena Jiménez Modelos: Amelia Yao, Ángela Gil, Axel Peiró and Saintbeau Sambou (Carmen Duran Model Agency) Calzado: Dolfie

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Vintage,

irresistibile fascino del vissuto Domenico Marcella

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Photography by Roberta Sernicola

Gli anni ’20. Le atmosfere noir. I velluti preziosi, scuri, e lucidi. Il gusto innato della sensualità, gli aspetti sofisticati, intriganti, estremamente sexy. La moda non è effimera. La moda ha solide radici. «Vintage» significa che ciò che è stato fatto in passato è ancora valido e può essere trasmesso anche alle generazioni future. Nel suo negozio di SoHo, a New York, Miuccia Prada espone tra le ultime novità di stagione dei Prada d’annata, quasi a sottolineare la continuità, nella diversità, del suo particolarissimo stile. Tom Ford, l’uomo che negli anni Novanta ha ridato nuova luce a Gucci, prima di passare lo scettro a Frida Giannini, ha rilanciato strategicamente la famigerata Jackie bag, la borsa prediletta di Jaqueline Kennedy, che da sempre è uno dei leitmotiv del prestigioso marchio. Ma non tutti i vintage sono uguali e la parola non basta a definirli. C’è il vintage autentico: l’abito d’annata e da autore. C’è il vintage nel senso di riedizione che ribadisce e afferma l’autenticità stilistica della griffe. C’è il vintage evoluto o customized, personalizzato. Vestire vintage da capo a piedi è complesso, richiede una ricerca pazienza, un gusto sofisticato e, soprattutto, una gran cura di sé. E’ un faro che si accende sui meravigliosi aspetti della cultura vintage la mostra ideata dal Museo del Tessuto di Prato: «Vintage, irresistibile fascino del vissuto». Un originale viaggio nell’abbigliamento di ieri, riscoperto e amatissimo dalla moda contemporanea, che parte dai manufatti antichi riadattati più volte, passa dalle divise di protesta giovanile come il denim usurato e il militare rivisitato, e si conclude tra i capi/pezzi-unici delle grandi maison. Aperta fino al 31 maggio 2013, la mostra è una vera celebrazione del vintage: fenomeno di costume che cresce, appassiona, affascina, e conquista.

Los años 20. La atmósfera noir. Los terciopelos preciosos, oscuros y brillantes. El gusto innato de la sensualidad, el aire sofisticado, intrigante, extremadamente sexy. La moda no es efímera. La moda tiene sólidas raíces. Vintage significa que lo que se hizo en el pasado es aún válido y puede ser transmitido a las generaciones futuras. En su tienda del SoHo, en Nueva York, Miuccia Prada expone entre las últimas novedades de temporada de Prada del año, casi subrayando la continuidad en la diversidad de su particularísimo estilo. Tom Ford, el hombre que en los años noventa dio un nuevo aire a Gucci, antes de pasar el bastón de mando a Frida Giannini, fue responsable del relanzamiento de la famosa “Jackie bag”, el bolso preferido de Jaqueline Kennedy y que es desde siempre uno de los leitmotiv de la prestigiosa marca. Pero no todos los vintage son iguales y la palabra no basta para definirlos. Está el vintage auténtico: la prenda de año y de autor. Está el vintage en el sentido de reedición que confirma y consolida la autenticidad estilística de la firma. Está el vintage evolucionado o customized, personalizado. Vestir vintage de cabeza a los pies es complicado: requiere una búsqueda escrupulosa, un gusto sofisticado y, sobre todo, mucha diligencia con uno mismo. La muestra creada por el Museo Del Tejido de Prato: “Vintage, irresistible atractivo de lo vivido”, supone un faro que ilumina ciertos maravillosos aspectos de la cultura vintage. Un original viaje en el vestuario de ayer, redescubierto y apreciadísimo por la moda contemporánea, que parte de manufacturas antiguas readaptadas varias veces pasando por los uniformes de protesta juvenil, como el denim desgastado y el militar revisado, y concluye entre piezas únicas de grandes mansiones. Abierta hasta el 31 de mayo de 2012, la muestra es una verdadera celebración del vintage: fenómeno de indumentaria que crece, apasiona, fascina y conquista.

http://vintage.museodeltessuto.it

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Literatura en pequeñas dosis

MICRO

RELATOS

Beatriz Sarrión

Il micro racconto è una costruzione letteraria narrativa distinta dalla novella o dallo stesso racconto. La sua caratteristica principale è essere breve. Non è un fenomeno nuovo, ma, sì è una scommessa su di una forma creativa diversa. In un mondo dove il tempo è denaro, dove tutto accade rapidamente e i lettori sono costantemente “bombardati” da messaggi, il micro racconto cerca di catturare l’attenzione del lettore in pochi istanti e lasciare il segno. La letteratura attualmente è accessibile a tutti, dai più ricchi e con molto tempo disponibile a coloro che, anche se rovistassero a fondo nelle proprie tasche, non incontrerebbero niente più che pochi minuti al giorno da dedicare alla lettura. Per loro e per tutti coloro a cui, per alcuna inspiegabile ragione , leggere tocca i tasti più profondi del cuore, nascono i micro racconti. Ma anche per quegli scrittori che vogliano mettere a prova la propria capacità di sintesi, che credono che un buon racconto, se breve, è doppiamente buono, Per coloro che vivono una generazione dove le nuove forme di comunicazione obbligano a condensare il messaggio in 140 caratteri . Scrivere un micro racconto è un obiettivo, giacche il semplice fatto di dover usare poche parole implica non poter usare “parole superflue”, devi scegliere e misurarle bene quelle che si rimarranno impresse nella carta e quelle, non necessarie, che resteranno solo nella tua immaginazione. Attualmente non solo i grandi scrittori hanno accesso al mondo editoriale, ma attraverso le nuove tecnologie possiamo apprezzare piccole grandi opere e gli scrittori hanno così la opportunità di condividere le loro creazioni che altrimenti rimarrebbero dimenticate nella cartella di un computer.

El microrrelato es una construcción literaria narrativa distinta de la novela o el cuento. Su característica principal es la brevedad.  No es un fenómeno nuevo, pero, sí es una apuesta por una forma de crear diferente. En un mundo donde el tiempo es oro, todo ocurre muy deprisa y los lectores están bombardeados de mensajes constantemente, el microrrelato trata de captar la atención del lector en un instante y dejar “huella”. La literatura, actualmente, es accesible para todo el mundo, desde personas adineradas y con mucho tiempo disponible, hasta personas que aunque rebuscaran en los bolsillos no encontrarían más de unos minutos al día para dedicar a la lectura. Para ellos y para todos los que disfrutamos cuando al leer algo, de alguna forma inexplicable, nos toca el corazón, se hacen los microrrelatos. También para aquellos escritores que quieren poner a prueba su capacidad de síntesis, que creen que “lo bueno, si breve, dos veces bueno”, para aquellos que viven en una generación donde una de los nuevas formas de comunicarse más extendidas obliga a condensar su mensaje en 140 caracteres y triunfa. Escribir un microrrelato es un reto, ya que el hecho de usar pocas palabras, implica que no puedes incluir “palabras superfluas”, tienes que elegir y medir bien las palabras que se quedan y aquellas que no son necesarias y se quedarán sólo en tu cabeza. Ya no tenemos sólo grandes escritores que tienen acceso al mundo editorial, a través de las nuevas tecnologías, podemos disfrutar de pequeñas grandes obras y los escritores tienen la oportunidad de compartir sus creaciones que de otra forma podrían quedar en el olvido en un archivo en un ordenador.

Letteratura in piccole dosi MAGAZINE

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Distanze insalvabili

Dopo averti rinfacciato il tuo oblio, ti dissi addio. Tu, insistivi nel del dire che mi amavi, ma le tue parole non potevano dissimulare la tua assenza. Io travestivo la mia fragilità con sorrisi. Quando arrivai a casa, lo specchio mi restituì la certezza di una nuova sconfitta. Mi chiedesti di sorreggerti, pero le mie braccia già non potevano coprire la distanza che ci separava, perché già non eri li.

E rimase ad aspettare

E rimase ad aspettare che succedesse qualcosa, e il tempo passò abbondante. Gli passarono accanto, senza sfiorarlo, le sue ambizioni, i suoi sogni, le sue illusioni, l’amore...senza riuscire ad allungare le mani per toccarli. E continuò ad aspettare, con una benda sugli occhi per non vedere le opportunità perse, il tempo sprecato, i silenziosi sorrisi e il cuore vuoto. E smise di aspettare, sparirono la tristezza e la voglia di piangere. Solo rimasero il silenzio e il tempo che non smisero di gridare, Smetti una buona volta di aspettare!

Paura alla paura

Conoscere l’inferno, ti permette di essere solo più cauto, ma non ti libera per sempre dalle sue fiamme. Ho la certezza che il pozzo osservi e continui ad aspettare che cada ancora. E all’ultimo , quando mi sono persa, il sorriso di un bambino, mi restituisce al mondo con la certezza che la paura della paura è una condanna, dalla quale ormai non riuscirò a scappare

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Distancias Insalvables

Después de reprocharte tu olvido, me despedí de ti. Tú insistías en decirme que me querías, pero tus palabras no podían camuflar tu ausencia. Yo disfrazaba mi fragilidad con sonrisas. Al llegar a casa, el espejo me devolvió la certeza de un nuevo fracaso. Me pediste que te sujetara, pero, mis brazos ya no podían cubrir la distancia que nos separaba, porque tú ya no estabas allí.

Y se quedó esperando

Y se quedó esperando a que pasara algo, y el tiempo pasó de largo. Y pasaron por su lado, sin rozarle, sus ambiciones, sus sueños, sus ilusiones, su amor... y no consiguió mover las manos para tocarlos. Y siguió esperando, con una venda en los ojos para no ver las oportunidades perdidas, el tiempo derrochado, las sonrisas calladas y el corazón vacío. Y dejó de esperar y desaparecieron la amargura y las ganas de llorar.Y sólo quedó el silencio y el tiempo que no paraban de gritar, ¡Deja ya de esperar!

Miedo al miedo

Conocer el infierno, sólo te hace ser más precavida, pero no te libra de sus llamas para siempre. Tengo la certeza de que el pozo acecha y sigue esperando que vuelva a caer. Y en el último instante, cuando me he perdido, la sonrisa de un niño, me devuelve al mundo, con la certeza de que el miedo al miedo es una condena, de la que ya nunca, lograré escapar.

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Taipei 101

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El gran Coloso de Taipei Superpopolato, tradizione, inquinamento e comunismo. Che paese ti viene in mente? E se dico modernità, evoluzione, innovazione tecnologica e grandezza? La risposta, in entrambi i casi è sempre la stessa, Cina! 9.596.961 de km2 y 1.39.724.852  habitantes constituyen la Republica popular de China. En mitad de toda esta gran masa se alza una de las construcciones arquitectónicas más geniales del mundo. TAIPEI 101. L’immenso grattacielo TAIPEI 101 corona il cielo di una delle città più popolose della Cina, Taipei a Taiwan. E’ un cocktail preparato in solo 5 anni dal 1997 al 2003 con “ingredienti come la tradizione, l’innovazione tecnologica, la grandiosità, modernità e la sfida per un valore di un miliardo e 800.000.000 dollari. Quest’ambizioso colosso ha 106 piani, 5 dei quali sotto terra. Con i suoi 509,2 metri d’altezza è stato disegnato e progettato per sfidare i frequenti terremoti che spesso toccano la zona considerata ad alto rischio sismico.

Superpoblación, tradición, contaminación comunismo. Qué ciudad te sugieren? Y modernidad, evolución, innovación tecnológica y grandiosidad? La respuesta en ambos casos es siempre la misma. China 9.596.961 de km2 y 1.39.724.852  habitantes constituyen la Republica popular de China. En mitad de toda esta gran masa se alza una de las construcciones arquitectónicas más geniales del mundo. TAIPEI 101. El gran rascacielos Taipei 101, corona la los cielos de la ciudad más poblada de China, Taipe en Taiwan. Es un cocktail preparado en tan solo 5 años (1997 – 2033) con ingrediente tales como tradición, innovación tecnológica, grandiosidad, modernidad y desafío. Su valor, 1.800 millones de dólares. Este ambicioso Coloso está estructurado en 106 plantas, 5 de las cuales se encuentran bajo tierra. Con 509,2 metros de altura está diseñado y proyectado para desafiar los terremotos de alta frecuencia que se podrían generar en esta zona, de alto movimiento sísmico.

Marta Ibáñez http://www.taipei-101.com.tw

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Con questa struttura, può sopportare terremoti fino a 7 gradi della scala Richter e venti fino a 420 km orari. Nelle membra di queste 700.000 tonnellate sfrecciano gli ascensori più veloci del mondo 16,82 metri al secondo o 60 km al minuto – oltre avere una capacità di 30 persone ciascuno grazie ai due piani su quali possono contare. Seppure sia l’edificio più tecnologicamente avanzato del mondo (la connessione a internet con fibra ottica e satellitare gli permette raggiungere velocità di connessione fino a 1 gigabite al secondo), la costruzione non sfugge allo stile e alla più antica tradizione cinese. La sua struttura cubica ricrea il simbolismo del fiore di loto e della canna di bambù e riformula così, con le sue enormi proporzioni, il concetto di Axis Mundi/Asse del mondo: il punto in cui cielo e terra si uniscono ai quattro punti cardinali. Ciascuna delle proiezioni ingenieristiche si basano nei principi definiti dal feng shui. Abbondanza, propietà, sorte e rinnovamento descrivono con poesia questo modernissimo grattacielo.

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Puede afrontar terremotos hasta de siete grados en la escala Richter y vientos de hasta 420 km/h. A través de sus 700.000 toneladas circulan los ascensores más veloces del mundo. 16,83 metros/segundo. 60 km/m. Además de tener una capacidad de 30 personas cada uno gracias a las dos plantas con las que cuentan. Siendo el edificio más avanzado tecnológicamente del mundo (conexiones a Internet de fibra óptica y por satélite, permitiéndole alcanzar velocidades de conexión de hasta 1 gigabit por segundo) la construcción no escapa al estilo y a la tradición chinas más antiguas. Su estructura cúbica, recrea el simbolismo de la flor de loto y de la caña de Bambú y reformula, por sus enormes proporciones, el concepto de Axis Mundi: un centro en el mundo donde el cielo y la tierra se unen juntos a los cuatro puntos cardinales. Cada una de las proyecciones ingenieriles se fundamentan en los principios del Feng Shui. Abundancia, properidad, buena fortuna y renovación del tiempo describen poéticamente este novísimo rascacielos.


Created by Fiammetta D’Aversa

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Art Base

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Marta Ibรก

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Outside View © Art Basel 2012

www.artbasel.com

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Se non conosci Art Basel, non sei al passo con l’avanguardia artistica. Art Basel significa avanguardia, genialità giovani promesse e soprattutto, arte all’ultima moda e allo stato puro. Pittura, scultura, fotografia, disegno e arte visiva si riuniscono in questo grande spettacolo artisticoculturale. Il festival Art Basel è stato descritto come l’olimpiade dell’arte mondiale. Circa 300 gallerie partecipano in questa macro esplosione artistica.

Si no conoces el Art Basel, no estás a la moda en cuestión de vanguardia artística. Art Basel significa vanguardia, genialidad, jóvenes promesas y sobretodo, arte en estado puro a la última moda. Pintura, escultura, fotografía, dibujo y arte audio visual se reúnen en este gran espectáculo artístico- cultural. El festival Art Basel, ha sido descrito como las olimpiadas de arte mundial. Alrededor de 300 galerías participan en esta macro explosión artística. MAGAZINE

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The Pace Gallery, New York © Art Basel 2012

Dall’America del Nord al Giappone in cerca di nuovi autori, correnti artistiche e grandi opere, esiste una piattaforma globale dove organizzare e esporre arte. Dal 1970, l’arte passando per più di 2000 artisti, si struttura con una programmazione diaria degli eventi, sintesi, film e interviste con gli autori e una speciale classificazione delle opere. Marc Spielberg dirige le tre mostre che si celebrano ogni anno. Ognuna in 3 distinti paesi dove anima e cultura sono molto diversi l’uno dall’altro. In Asia Hong Kong – 23 Maggio 2013 alla 1° Edizione - , in Europa Basilea il 13 Giugno 2013 dal 1970 e Miami Beach in Nordamerica dal 2002. Nel circuito ufficiale di Art Basel concentrato nel centro congressi di Miami Beach, in contemporanea si sviluppano almeno altre 20 diverse fiere satelliti nei quartieri circostanti di Midtown e Wynwood dove si installano grandi tendoni per le esposizioni. Sono 6 le aree espositive: Art Galleries, Art Nova, Art Kabinett, Art Video, Art Public y Art Salon & conversations.

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Desde América del Norte hasta Japón en búsqueda de nuevos autores, corrientes artísticas y obras maestras, existe una plataforma global donde organizar y exponer el arte. Desde 1970, el arte presentado por más de 2000 artistas, se estructura perfectamente con un programan diario de eventos, sinopsis, películas y entrevistas con los autores y una clasificación especial perfecta de las obras. Marc Spielger dirige las 3 ferias que se celebran al año. Cada una de ellas en 3 paises dónde el alma y la cultura son muy diversas. Asia en Hong Kong (23 Mayo 2103. 1ª Edición), Europa en Basilea (13 de Junio 2013. Desde 1970) y Norte América en Miami Beach (5 de diciembre de 2013 desde 2002). En el circuito oficial del Art Basel Miami del 2012, concentrado en el Centro de Convenciones de Miami Beach, contemporáneamente se desarrollan diversas ferias satélites donde, al menos otras 20, se instalan en grandes carpas en los barrios anexos de Midtown Miami y Wynwood. Seis son las áreas expositivas. Art Galleries, Art


Kathryn Andrews Voix de Ville © Art Basel 2012

Rappresentanti dell’arte spagnola si sono potute vedere esposte le proposte di undici gallerie partecipanti, tra le cuali le più acclamate sono state le opere di Elvira Gonzalez, Maisterravalbuena, Leandro Navarro, Noqueras Blanchard, Project SD e Elba Benitez. Hanno esposto, tra gli altri, anche undici gallerie con partecipazione italiane e tra gli artisti che più successo hanno riscosso ci sono stati Roberto Cuoghi e Paola Pivi. La Galleria Fonti, è stata la unica galleria italiana per la sezione “Art Positions”, presentando un progetto inedito dell’artista Christian Flamm. Il titolo “An Alphabet”. La sua opera si compone di un alfabeto luminoso appeso al tetto della sala esposizioni e nasce dall’ispirazione ottenuta dall’alfabeto umano inventato nel 1890 da William Nicholson. Durante ogni rassegna, più del 60% delle opere si vende e più di 40 giovani gallerie d’arte hanno l’opportunità di debuttare. CHISSA’ POSSA ESSERE TU IL PROSSIMO!!!!

Nova, Art Kabinett, Art Video, Art Public y Art Salon & conversations. Como fruto Español se pudieron ver las propuestas de las once galerías españolas participantes. De entre las cuales las más aclamadas fueron las obras expuestas por Elvira González, Maisterravalbuena, Leandro Navarro, NoquerasBlanchar, ProjecteSD y Elba Benítez. De entre las, también, once galerías de participación italiana, los artistias que más interés suscitaron fueron, sobretodo, Roberto Cuoghi y Paola Pivi. La Galería Fonti, fue la única italiana en la sección “Art Positions” presentando un proyecto inédito del artista Christian Flamm. El título”An Alphabet”. Su obra se constituye de un alfabeto luminoso que pende del techo de la sala expositiva. Este proyecto nace de la inspiración del alfabeto humano inventado en 1890 por William Nicholson. En cada festival, más del 60% de las obras son vendidas y más de 40 nuevas y jóvenes galerías tienen la oportunidad de debutar. QUIZÁS SEAS TU EL PRÓXIMO!!

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