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DEL MONDO

Periodico di collegamento del Tempio Universale della Devozione al Sacro Cuore

Papa Francesco al Sacro Cuore

Anno Diciottesimo gennaio/febbraio 2014

CU RE 1


CU RE DEL EL MONDO MONDO

Direttore responsabile Gian Luigi Pussino

Promosso dalla

Periodico di collegamento del Tempio Universale della Devozione al Sacro Cuore NUMERO 1 - ANNO DICIOTTESIMO - GENNAIO/FEBBRAIO 2014

in questo numero

Pia Opera del Sacro Cuore

Editore e proprietà

pagina

1 Lettera del Rettore

Ispettoria Salesiana Romano Sarda

Collaboratori Valerio Baresi, Antonio Sperduti

Direzione, redazione e amministrazione Via Marsala, 42 - 00185 Roma Tel. 06.444.83.403 - 06.444.83.411

Fotografie BS, ANS, Ispett. Romana Bruno Gherbassi Art direction Nevio De Zolt

Vita del Santuario

4 Papa Francesco al Sacro Cuore

6 Papa Francesco viene a casa nostra!!! Cuore in preghiera

8 Primo venerdì nel mese di Gennaio 10 In alto i cuori 12 Primo venerdì nel mese di Febbraio Vita di San Giovanni Bosco

Della riproduzione parziale o integrale degli scritti, fotografie e illustrazioni, non si restituiscono gli originali, salvo previa intesa con il Direttore.

14 Infanzia e Adolescenza

Pubblicazione bimestrale gratuita. Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 00053/97 del 31-01-97

Corso di Dottrina Sociale della Chiesa

18 Una speranza per l'Europa

CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA

Diffusione gratuita Spedizione in abbonamento postale C/C postale n° 914010

Cuore in missione

19 Dio ci chiama ad amarci e ad aiutarci a vicenda

Tipolitografia Istituto Salesiano Pio XI Via Umbertide, 11 • 00181 Roma Tel. 06.78.27.819 - tipolito@donbosco.it Finito di stampare nel mese di Gennaio 2014

Associata alla Unione Stampa Periodica Italiana

GARANZIA DI RISERVATEZZA In conformità alla Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Pia Opera del Sacro Cuore garantisce la massima riservatezza dei dati da lei forniti. Il loro trattamento viene realizzato dalla Ispettoria Salesiana di Roma, che amministra le offerte. I dati vengono utilizzati per comunicazioni a lei personalmente dirette da parte della Pia Opera. Può comunque chiedere la rettifica di eventuali errori o di essere escluso da ogni comunicazione, scrivendo a: PIA OPERA DEL SACRO CUORE - Via Marsala, 42 - 00185 Roma


CUORE

del Mondo

Papa Francesco viene a casa nostra Davvero!!! Il Papa viene al S. Cuore Domenica 19 Gennaio 2014. È una di quelle notizie che devi confermare più di una volta perché rimani incredulo, anche se questo Papa, ci sta abituando a gesti e parole di grande familiarità e vicinanza.

Sì!

Pensate che S. Giovanni Bosco, proprio quando aveva accettato, nel 1880, su desiderio di Leone XIII, di edificare la nostra Chiesa del S. Cuore, confidava a Mons. Giovanni Marenco: “Sai perché abbiamo accettato la casa di Roma? L’abbiamo accettata perché quando il Papa sarà quello che ora non è, e come deve essere, metteremo nella nostra casa la Stazione Centrale per evangelizzare l’agro romano. Sarà opera non meno importante che quella di evangelizzare la Patagonia. Allora i Salesiani saranno conosciuti e risplenderà la loro gloria” (Memorie Biografiche XIV, 592). Noi ci sentiamo un po’ dentro questa profezia di Don Bosco. Oggi davvero il papa è come deve essere”, come tutti noi cristiani sogniamo e ci aspettiamo. Proprio come Gesù! Affabile, povero e vicino ai poveri, ricco di umanità e di misericordia. Tutta la gente di ogni condizione sociale, culturale, economica è conquistata da quest’uomo di Dio.

Quando abbiamo cominciato a scrivere due righe di saluto al Papa, con i nostri amici senza dimora buttando giù alcune frasi “di getto” è uscito: “Santo Padre, preferiamo darti del tu e chiamarti Francesco perché ti sentiamo vicino come un amico, anzi un fratello, un padre... è bello avere il Papa come amico!”. Parlando con persone che dichiarano di non essersi mai interessati della chiesa o di religione, spesso (ma davvero “spesso”) ho sentito affermare: “Io prima mi disinteressavo di Fede, oggi,

LETTERA DEL RETTORE

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CUORE

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LETTERA DEL RETTORE

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tutti i giorni vado a cercare su internet cos’ha detto Papa Francesco nell’Omelia”. Quante persone, venendo a confessarsi dichiarano: “Ho risposto all’invito del papa di riscoprire il sacramento della Riconciliazione”. Il Card. Agostino Vallini, Vicario della Diocesi di Roma ha detto nell’incontro con i Parroci del Settore Centro: “Negli ultimi mesi io faccio il postino del Papa: mi vengono consegnati numerosi biglietti e lettere per lui. E li accoglie sempre volentieri!”. E ha aggiunto ancora: “Il Papa dice le stesse cose che diciamo noi da sempre, ma in maniera così semplice, vicina e credibile che tutti lo ascoltano e lo seguono”. Al S. Cuore ci stiamo preparando con emozione e gioia grandi! Il Papa desidera incontrare le diverse realtà della Parrocchia e in modo speciale “giovani, poveri e rifugiati”: li avvicinerà in ambienti appartati per avere un dialogo speciale con loro. Inoltre avvicinerà malati e disabili, i bambini battezzati nell’anno, coi loro genitori, i ragazzi del Catechismo e dell’Oratorio coi loro genitori. Quando ho presentato la domanda al Papa la prima volta, è stato un mese circa dopo la sua nomina e precisamente il 16 Aprile 2013, per invitarlo a presiedere la festa del S. Cuore dell’ormai vicino 7 Giugno. Inizialmente ha risposto che non intendeva venire nelle chiese del Centro di Roma: preferiva dare la precedenza alla periferia. Quando ha compreso il nostro impegno per “giovani, poveri e rifugiati” e la nostra vicinanza alla Stazione Termini ha accettato. Mi è caro condividere alcune parti del contenuto: Beatissimo Padre, con gioia grande e con emozione filiale mi rivolgo a Lei, sollecitato dalla nostra Comunità Salesiana e dalla gente della nostra Parrocchia del S. Cuore di Gesù a Castro Pretorio in Roma. Abbiamo seguito con grande attenzione e ascoltato con profonda gioia i gesti e le parole che Lei ha donato alla Chiesa e al mondo in questo primo mese del suo pontificato. La sua attenzione alla Chiesa di Roma e alle persone

più semplici e povere ci spingono a chiederLe di venire nella nostra Parrocchia in occasione della Festa del S. Cuore di Gesù il prossimo 7 Giugno 2013. I motivi? Primo: perché Le vogliamo bene come nostro Vescovo e Papa! Don Bosco ci ha insegnato ad amare Gesù sacramentato, Maria Ausiliatrice e il Papa. Le vogliamo bene, ne sia certo, e sempre desideriamo che i giovani imparino da noi Salesiani, a voler bene al Papa e all’intera Chiesa. Secondo: perché la nostra missione in questo settore della città, proprio al centro di Roma, accanto alla Stazione Termini, ci pone accanto a tante persone che vivono nella povertà e sono preda, purtroppo, della disperazione. Non sempre riusciamo a risolvere i loro problemi, ma sempre ci disponiamo all’ascolto e all’accoglienza. Saremmo felici di presentarglieli, caro Padre, permettendo loro di sentirsi considerati e riconosciuti nella loro dignità. Vorremmo, anche con questo gesto, dare di più a chi ha avuto di meno. Insieme agli amici senza dimora, raggiungiamo molti giovani ‘Rifugiati’ che trovano nella nostra casa, un punto di riferimento speciale per imparare la lingua, accedere a titoli di studio, cercare lavoro, prendere la patente, incontrare, per un reciproco arricchimento, giovani studenti e lavoratori italiani.


Roma Termini: intendiamo cogliere la sfida dell’evangelizzazione delle circa settecentomila persone che qui transitano quotidianamente. Ci è caro anche presentarLe la citazione di una profezia di Don Bosco, che, a nostro parere, parla anche di Lei... “quando il Papa sarà quello che ora non è e come deve essere, metteremo nella nostra casa la stazione centrale, per evangelizzare l’agro romano. Sarà opera non meno importante che quella di evangelizzare la Patagonia” (MB XIV, 592). Ci faccia dono della Sua presenza, nel nome di Don Bosco! Gradisca il nostro filiale abbraccio unito alla richiesta della Sua apostolica benedizione! Don Valerio Baresi Rettore e Parroco della Basilica del S. Cuore di Gesù a Castro Pretorio con l’intera Comunità Salesiana e la Comunità Parrocchiale

uniti a S. Em. Cardinale Giuseppe Versaldi che ha il Titolo della Basilica Diaconale del S. Cuore di Gesù a Castro Pretorio.

Ora vi lascio immaginare quante telefonate e richieste stan stanno arrivando, di persone che affermano: “Ma io abi abitavo nella Parrocchia del S. Cuore... io ho fatto il cchierichetto al S. Cuore... Io venivo all’Oratorio… mi mia nonna ci tiene tanto e abita lontano...”. Pur Purtroppo gli spazi che abbiamo, ci consentono di accogliere al massimo circa mille persone in Basilica e 1500 in cortile. Bas Consegneremo i pass ai parrocchiani da Lunedì 13 Co Gennaio 2014. Ge Consideriamo parrocchiani non solamente coloro Co che abitano giuridicamente nel territorio, ma anche coloro che fanno parte ‘pastoralmente’ della Parrocchia (ragazzi del Catechismo/Oratorio e famiglie, gruppo sposi, bambini battezzati nell’anno e loro famiglie, membri della Famiglia Salesiana del S. Cuore, gruppi di preghiera parrocchiali, giovani e adulti che seguono le attività della Parrocchia e appartengono ai diversi Organismi di partecipazione, comunità filippina). Desideriamo di cuore che questo evento sia un’occasione speciale di evangelizzazione e di “incontro con Gesù” e ci faccia crescere sempre più come Chiesa che vive e annuncia gioia e comunione.

LETTERA DEL RETTORE

Terzo: perché abbiamo avviato un progetto missionario insieme alle Missionarie di Cristo Risorto che Lei ben conosce, in quanto le ha seguite in Argentina, a Buenos Aires. Stiamo vivendo con loro una bella esperienza di Chiesa, dove vita consacrata maschile e femminile, con famiglie e giovani, uniscono le forze in obbedienza ad un unico progetto che accompagna i giovani a fare esperienza di Risurrezione, incontrando personalmente Cristo Risorto. Quarto: qui ha soggiornato Don Bosco dal 30 aprile al 18 maggio 1887, nel suo ultimo viaggio a Roma, compiuto per la Dedicazione della Basilica voluta da due Papi: Pio IX e Leone XIII. Saremmo onorati di condividere con Lei la gioia del dono di carisma e santità che Dio ha donato alla Chiesa universale attraverso San Giovanni Bosco, che Lei ben conosce e ama. Quinto: la nostra Parrocchia comprende anche p l’intera struttura della Stazione Ferroviaria di

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CUORE

del Mondo

VITA DEL SANTUARIO

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Papa Francesco al SACRO CUORE S

iamo certi di annunciarvi con questa lettera una bella notizia. Il pomeriggio di Domenica 19 Gennaio 2014 Papa Francesco visiterà la Parrocchia, la Basilica e la Casa del S. Cuore a Roma. Il primo Papa che visitò la nostra Opera il 29 Novembre 1987 fu Giovanni Paolo II, il “Papa venuto da lontano”. Poco più di 26 anni dopo a visitarla sarà Papa Francesco: “venuto dalla fine del mondo”... Giovanni Paolo II, obbedendo alle ragioni del cuore, venne

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La tradizionale processione per le vie del Rione Castro Pretorio durante la festa del Sacro Cuore.

28 marzo 2013. Papa Francesco lava i piedi ad un giovane detenuto del penitenziario di Casal del Marmo durante la messa in Coena Domini del Giovedì Santo.

quasi in pellegrinaggio al S. Cuore nella Basilica dell’Amore Misericordioso di Dio, su cui aveva scritto la seconda sua Enciclica: “Dives in Misericordia”, Dio ricco di Misericordia, dopo la prima grande Enciclica: “Redemptor Hominis”: Cristo redentore dell’uomo. E i temi da Lui affrontati in quell’occasione riguardarono soprattutto questi argomenti. Papa Francesco troverà una realtà molto diversa da quella vista dal suo predecessore. Allora l’Opera si identificava con la Parrocchia, la Scuola e l’l’Oratorio, e stava affermandosi in mo modo sempre più pre prestigioso il Cen-

tro Assistenza Minori. Ora la realtà è un’altra. Nel bene e nel male il tempo è sempre portatore di grandi novità sulle quali sarà poi la storia a giudicare se solamente nuove o anche vere. Non troverà il Centro Minori e la Scuola, che hanno seguito, diciamo così, altre logiche, ma il Papa sarà certamente lieto di incontrarsi con la dura realtà degli emarginati, dei senza fissa dimora, dei rifugiati di ogni nazione, con la “carne di Cristo”: il mondo delle periferie esistenziali, che gli sta tanto a cuore e che fa riferimento alla nostra Opera. Il S. Cuore, infatti, situato di fronte al grande porto che è la Stazione Termini di Roma,


VITA DEL SANTUARIO

da cui passa ogni giorno oltre mezzo milione di persone, è da sempre e per tanti aspetti, la periferia non solo di Roma ma del mondo. In senso sociologico, non certamente dantesco, “tutti convengon qui d’ogni paese” (Inf. 3,123). La realtà si capisce meglio non dal centro ma dalle periferie, ha detto Papa Francesco. Periferie che sono luoghi, ma sono soprattutto persone in situazioni di vita problematiche. Periferie dove domina la cultura dello “scarto”, opposta alla cultura dell’accoglienza. E le periferie da Lui raggiunte finora sono particolarmente significative: il Penitenziario giovanile di Casal del Marmo, dove lavò i piedi ai giovani carcerati, incoraggiandoli a non lasciarsi rubare la speranza; l’isola di Lampedusa, con la dura riflessione sulla globalizzazione dell’indifferenza; Cagliari, in un’altra isola, dove ha affrontato il grave problema del lavoro e della disoccupazione; il “Centro Astalli”, gestito dai

La cupola di San Pietro dal campanile della Basilica del Sacro Cuore. La grande statua dorata del Cristo benedicente appena restaurata, nel settembre del 2011.

ul Gesuiti, impegnato sul e. fronte dell’emarginazione. e, Ed ora la periferia, forse, più dolorosa, quella del S. a, Cuore, al centro di Roma, a un passo dal Vaticano... La presenza del Papa sarà perciò particolarmente interessante. Sarà estraneo al suo discorso una Chiesa “babysitter”. Non verrà, certamente, a “pettinare le pecorelle”, ad “accarezzare i cristiani da salotto”, i “fedeli inamidati”, “quelli da museo”, i cristiani di “pasticceria, come belle torte”... Non si servirà dello spray per velare il grande peccato di chi dà da mangiare ai propri figli il “pane sporco frutto della dea tangente”... Non tollererà il furto allo Stato con l’essere benefattori della Chiesa... È il Papa imprevedibile in tutti i suoi interventi. E la realtà del S. Cuore sarà per Lui particolarmente stimolante. Forse, non tutti sanno che tra

i Salesiani Salesiani, il Sacro Cuore in modo particolare e l’Argentina di Papa Francesco, c’è un rapporto profondo: Don Bosco, infatti, i primi missionari della Congregazione appena nata li mandò in Argentina, alla fine del mondo... nel novembre del 1875. E dagli ex-allievi argentini fu offerta la grande statua dorata del S. Cuore che dal tempo della beatificazione di Don Bosco nel 1930 è stata collocata sul campanile della Basilica, da cui domina su tutta la Città. È, poi, a tutti noto che due sono i punti più alti di Roma, divisi dal Tevere: il Vaticano e la Basilica, sui quali, con la sua venuta, il Papa, da Pontefice, lancerà un ponte... ideale. La Redazione

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PAPA FRANCESCO Viene a casa nostra!!! Domenica 19 gennaio 2014 • Per confermarci nell’Amore di Gesù Cristo • Per proclamare la Misericordia del Suo Cuore • Per aiutarci ad essere custodi dei nostri fratelli più poveri • Per incoraggiarci ad essere Parrocchia missionaria che annuncia con gioia Gesù Risorto


.00 Venerdì 17 gennaio 2014 - ore 18

PROGRAMMA della visita

caristica Santa Messa con Adorazione Eu e per la venuta del Papa ar eg pr r pe ne zio di ne Be e ri sp Ve

• Arrivo di Papa Francesco nel cortile dell’Istituto Sacro Cuore • Incontro del Santo Padre con le diverse realtà della Parrocchia • Il Papa confessa alcuni penitenti • Il Santo Padre presiede l’Eucaristia (che potrà essere seguita anche dal maxischermo posto in cortile) • Il Papa incontra la comunità salesiana e le suore missionarie del Cristo Risorto • L’incontro finale con i giovani

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Usciamo, usciamo ad offrire la vita di Cristo Gesù. Ripeto qui per tutta la Chiesa ciò che molte volte ho detto ai sacerdoti e laici di Buenos Aires: preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita nelle strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti. Se qualcosa deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita. Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37).

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(Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 49) [accentuazioni della Redazione]


CUORE IN PREGHIERA

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LA PAROLA Dal Vangelo secondo Matteo

(4, 12-25)

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Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea 13e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14 perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 15 Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; 16 il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. 17

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. 19E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. 21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. 22 Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. 23 Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 24 La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva. 25E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. 18

per meditare... [Il brano del Vangelo che viene proclamato insieme alla chiamata dei primi apostoli ci parla della “buona novella”, della gioia e di gran luce: come commento riportiamo alcune definizioni di gioia fatte da uomini e donne di gioia]. A Anche se pensiamo poco alla gioia, il cristiano è ottimista perch ché convinto della parola del Signore: “Vado a prepararvi un p posto” (Lv. 14,2). “S “Sovrabbondo di gioia in ogni mia tribolazione” (Paolo, 2Cor. 7 7,4). ““Per il cristiano la gioia è un dovere” (Agostino d’Ippona). ““C’è una gioia ignorata dai cattivi, ma che tu Signore dai a chi ti serve generosamente. Questa gioia sei tu stesso, ed essa rrende felice la vita” (Agostino d’Ippona). Caravaggio: “La vocazione di Pietro e Andrea”

Primo venerdì del mese di

Gennaio


CUORE

del Mondo

“Noi valiamo quanto vale la nostra gioia” (Giovanna d’Arco). “La gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio, dopo l’amore” (Don Bosco). “La gioia è il gigantesco segreto del cristiano” (Chesterton). “La gioia è espressione di una vita sana e tranquilla, abbellita e animata dalla grazia divina” (Giovanni XXIII). “Chi è colmo di gioia predica senza predicare” (Madre Teresa di Calcutta). “La gioia è la più grande potenza cosmica” (Padre Piene Teilhand de Chardin).

per pregare...

Nella gioia dell’adorazione...

Cristo, Signore del dono senza contraccambio, illumina le nostre giornate. Nel vuoto di questo mondo che passa apri il nostro cuore al tuo amore. Sì, insegnaci ad ascoltare nella gioia dell’adorazione. Ci vuoi felici, concedici di renderti grazie! Cristo, tu sei il capo e la vite, noi le membra e i tralci. Il tuo Spirito ci irrighi, perché portiamo frutto.

Sii benedetto per le tante vocazioni al servizio, che giungono, per grazia e amore, fino ai limiti dell’impossibile. Ricevi la lode del popolo santo, a gran prezzo strappato alle lacrime. Ricevi la lode dei risorti, che vanno verso la tua dimora. Cristo, solo nella lode possiamo riconoscere questo mondo che passa e il regno di gloria che viene per chiamarci alla gioia senza nome. (Pierre Griolet)

frasi da ripetere • Signore, dacci la tua gioia. • Signore, solo in te è la gioia. • Signore, fa’ che trasmettiamo gioia.

In questo mese Leggiamo: • Vangelo secondo Matteo (capitoli 2-4). • Vangelo secondo Marco (capitoli 2-4).

Preghiamo: • Preghiere del buon cristiano al mattino e sera: [Padre nostro, Ave Maria, Gloria, Angelo di Dio, Ti adoro, Atto di dolore]. • Preghiere a e per intercessione di Don Bosco.

Primo venerdì del mese di

Intenzioni: • per un vero sviluppo economico, rispettoso della dignità umana; • per l’unità di tutti i cristiani.

Gennaio

CUORE IN PREGHIERA

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CUORE

del Mondo

CUORE IN PREGHIERA

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Il mese di Gennaio nel mondo salesiano è dedicato a San Giovanni Bosco: cogliamo l’occasione per riportare alcune invocazioni al Santo, perché sia nostro intercessore, presso Dio.

San Giovanni Bosco “O Padre e Maestro della gioventù, San Giovanni Bosco, che tanto lavorasti per la salvezza delle anime, sii nostra guida nel cercare il bene delle anime nostre e la salvezza del prossimo; aiutaci a vincere le passioni e il rispetto umano; insegnaci ad amare Gesù Sacramentato, Maria Ausiliatrice, e il Papa; e implora da Dio per noi una buona morte, affinché possiamo raggiungerti in Paradiso. Amen”.

IN ALTO Preghiera a S. Giovanni Bosco O Padre e Maestro della gioventù, San Giovanni Bosco, che, docile ai doni dello Spirito, hai trasmesso alla Famiglia Salesiana il tesoro della tua predilezione per i piccoli e i poveri. Insegnaci a divenire ogni giorno per loro segni e portatori dell’amore di Dio, coltivando nell’animo i medesimi sentimenti di Cristo Buon Pastore. Chiedi per tutti i membri della tua Famiglia un cuore buono, la tenacia nel lavoro, la saggezza nel discernere, il coraggio di testimone, il senso della Chiesa, la generosità missionaria. Ottienici la grazia della fedeltà alla speciale Alleanza che il Signore ha sancito con noi e fa’ che, guidati da Maria, percorriamo lietamente con i giovani la via che conduce all’Amore. Amen. Don Egidio Viganò 7° Rettor Maggiore

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DON BOSCO: AMI


“Miei cari, io vi amo tutti di cuore, e basta che siate giovani perché vi ami assai, e vi posso accertare che troverete libri propos itivi da persone di gran lunga più virtuose e dot te di me, ma difficilmente potrete trovare chi più di me vi ami in Gesù Cristo e che più desider i la vostra felicità... Vivete felici, e il Signore sia con voi”.

CUORE

del Mondo

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(Giovane Provveduto, Alla gioventù ).

Padre e Maestro della gioventù, San Giovanni Bosco, docile ai doni dello Spirito e aperto alle realtà del tuo tempo sei stato per i giovani, soprattutto per i piccoli e i poveri, segno dell’amore e della predilezione di Dio. Sii nostra guida nel cammino di amicizia con il Signore Gesù, in modo che scopriamo in Lui e nel suo Vangelo il senso della nostra vita e la fonte della vera felicità. Aiutaci a rispondere con generosità alla vocazione che abbiamo ricevuta da Dio, per essere nella vita quotidiana costruttori di comunione, e collaborare con entusiasmo, in comunione con tutta la Chiesa, all’edificazione della civiltà dell’amore. Ottienici la grazia della perseveranza nel vivere una misura alta di vita cristiana, secondo lo spirito delle beatitudini; e fa’ che, guidati da Maria Ausiliatrice, possiamo trovarci un giorno con te nella grande famiglia del cielo. Amen. “...sapete che cosa desidera da voi questo povero vecchio che per i suoi giovani ha consumata tutta la sua vita? Niente altro che tornino i giorni felici dell’Oratorio primitivo... i giorni della carità e della vera allegrezza per tutti”.

CUORE IN PREGHIERA

I CUORI!

Amore per i Giovani:

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Don Pascual Chávez Villanueva Rettor Maggiore

(Conclusione della Lettera del 1884)

ICO DEI GIOVANI!

SANTITÀ E GIOIA: di vita cristiano, “Io voglio insegnarvi un metodo contento addie gro che sia nel tempo stesso alle e i veri piaceri, enti rtim tandovi quali siano i veri dive feta Davide: pro to san talché voi possiate dire col ite Domiserv : gria alle serviamo il Signore in santa questo di po sco lo è no in laetitia. Tale appunto gri”. alle pre sem e libretto, servite il Signore e star uto). (Introduzione al Giovane Provved

nello stare “Noi facciamo consistere la santità molto allegri”. enico Savio). (Detto attribuito a Dom


CUORE

del Mondo

CUORE IN PREGHIERA

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LA PAROLA L Dal Vangelo secondo Matteo D

(5, 38-48)

38

Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; 39ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se d u uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; 40 e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41 4 E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui d due. 42Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un presstito non volgere le spalle. 43 «Avete Avete inteso che fu detto detto: Amera Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

per meditare...

Madre Teresa di Calcutta

[Il commento lo lasciamo a tre significativi episodi d’amore]. • Un giorno Madre Teresa di Calcutta, che ha mostrato con la sua vita d’essere innamorata di Dio, inciampò in una povera lebbrosa moribonda, disfatta dalla malattia che la ricopriva di piaghe. Madre Teresa si chinò e cominciò ad accarezzarla... «Perché fai questo» mormorò la lebbrosa con un soffio. «Perché ti voglio bene» rispose piano Madre Teresa. Un’espressione di gioia illuminò gli occhi della moribonda. «Oh, dillo ancora», implorò. «Perché ti voglio bene», ripetè Madre Teresa. «Dillo ancora, dillo ancora», continuarono a supplicare le povere labbra piagate. • In tempi di guerra fredda le pacifiste inglesi hanno combattuto le rampe di lancio missilistiche a modo loro, armate solo di sorriso e di garbata ironia. Un episodio: alcuni anni fa in Gran Bretagna i militari stavano montando un campo di missili Pershing e Cruise. I missili della distruzione e della morte. Le pacifiste si avvicinarono al campo con la borsa della spesa sotto il braccio. Le sentinelle ritenendole innocue casalinghe le lasciarono passare. Esse, giunte vicino al filo spinato del campo, estrassero dalle borse le cesoie, e tagliarono diversi tratti di filo spinato; poi tirarono fuori dei gomitoli di lana colorata, e sostituirono il filo spinato con fili della morbida pacifica lana. • Un altro esempio riguarda l’Apartheid in Sudafrica. Ora quell’ingiusto sistema politico e sociale è stato abolito. Ma una mano a superarlo la dettero anche i pacifisti della «Pax Christi». Essi fecero stampare e poi distribuirono a migliaia di copie una cartolina illustrata. Sull’il-

Primo venerdì del mese di

Febbraio


per pregare... Apri le nostre mani Padre, apri le nostre mani, affinché diano agli affamati, vestano gli ignudi, medichino le ferite e aiutino i deboli. Fa’ che i nostri occhi vedano la tua luce, e il nostro cuore riconosca la tua voce Dacci costanza e forza nel nostro impegno affin affinché non ci stanchiamo di fa farci prossimo, per adempiere la tua volontà. Pad Padre, ti pr preghiamo per la tua pace nelle nostre anime e ne nelle nostre famiglie, fra g gli uomini e fra i popoli. Colu Colui che è la pace dall’ dall’alto dei cieli dia a anche a noi pace pace, e a ttutto Israele, e a ttutti gli uomini di b buona volontà

Una parola, dilla oggi Non lo capisco, perché io ho così tanto, se tanti altri hanno così poco? Dio?... Ogni giorno passo davanti alla desolazione. Ma non voglio arrossire. Una parola al mio cuore, dilla oggi. La benevolenza fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta. Amicizia e un po’ di amore. Non voglio arrossire. Sorridere, amare. Intristire non è pericoloso. È pricoloso vivere. O Dio. Fa così freddo. Come sarà domani? (Ulla Christina Andersin)

(Schalom Ben-Chorin)

ffrasi da ripetere • Signore, apri le mie mani.

• Signore, fammi prossimo.

In questo mese Leggiamo: • Vangelo secondo Matteo (capitolo 5). • Vangelo secondo Marco (capitoli 5-8).

CUORE IN PREGHIERA

lustrazione si vedevano un bambino bianco e uno nero che si tenevano per mano. E si sorridevano. Sotto, la scritta: «Why not? – Perché no?». Le cartoline da ogni parte del paese vennero spedite al presidente Botha. Tutti i giorni si rovesciavano sulla scrivania del presidente, e gli ricordavano un sacrosanto dovere da compiere. E di fatto Botha finì col dare il suo contributo al superamento dell’Apartheid. p

Preghiamo: • Preghiere del buon cristiano a sera: Gloria, Padre nostro, esame di coscienza, 3 Ave Maria, affido a Gesù, Giuseppe e Maria.

Primo venerdì del mese di

Intenzioni: • Rispetto per i deboli e gli anziani; • Clero e laici collaborino all’evangelizzazione

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CUORE

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VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO

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In vista del bicentenario della nascita (16 agosto 2015) di Don Bosco, riteniamo fare cosa gradita ai lettori presentare, in grandi linee, i momenti più importanti della vita e della personalità del Santo. In questo numero accenniamo all’infanzia e all’adolescenza.

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agosto 1815: nascita di Giovanni Melchiorre Bosco a Morialdo, frazione di Castelnuovo d’Asti [oggi Castelnuovo Don Bosco] da Francesco e Margherita Occhiena di Capriglio. Nelle autobiografiche “Memorie dell’Oratorio” scrive come giorno della sua nascita il 15 agosto festa della Madonna Assunta: per dimenticanza o per riconoscere la protezione particolare della Vergine? Solo a due anni rimase orfano, per la morte del padre, a seguito di una febbre altissima presa per raffreddamento, l’11 maggio 1817: Margherita, donna di fede e di grande coraggio, si accollò il sostentamento della suocera settuagenaria, con molti acciacchi, di Antonio, nato dal primo matrimonio di Francesco con Margherita Cagliero († 1811), di Giuseppe (1813-62) e di Giovanni,oltre due servitori di campagna. Quell’anno fu particolarmente difficile a causa di una grave carestia: Margherita fu costretta ad uccidere un vitellino per nutrire la famiglia, perché era quasi impossibile rifornirsi, anche a prezzi esorbitanti, di derrate alimentari. Per esplicito riconoscimento di Don Bosco, la madre non fece mai mancare il necessario e, soprattutto una educazione religiosa seria e profonda, ferma e tenera. “Sua massima cura fu di istruire i suoi figli nella religione, avviarli all’ubbidienza e occuparli in cose compatibili a quella età... Mi ricordo che ella stessa mi preparò alla prima confessione, mi accompagnò in chiesa; cominciò a confessarsi ella stessa, mi raccomandò al confessore, dopo mi aiutò a fare il ringraziamento” [M.O.]. Nelle “Memorie dell’Oratorio” ricorda con simpatia che la mamma aveva messo in vista un bastoncino, come avvertimento, ma che non l’aveva mai usato con lui e con i fratelli. La vita di campagna: “tra gli otto e i nove anni, Giovanni comincia a partecipare più attivamente al lavoro della famiglia, a condivider-

ne la vita dura ed austera. Si lavora da sole a sole, e il sole d’estate si alza presto... La colazione del mattino è puro e semplice nutrimento: una fetta di pane e acqua fresca. Giovanni impara a zappare, a falciare l’erba, a maneggiare la roncola, a mungere le mucche. Un vero contadino. I viaggi si fanno a piedi. La diligenza passa lontano, sullo stradale di Castelnuovo, e costa. Alla sera si va a dormire sul pagliericcio pieno di foglie di granoturco” [Teresio Bosco, Don Bosco, p. 29]. I primi studi: Giovannino è molto intelligente e sveglio nell’apprendere; vorrebbe studiare, ma non può per l’opposizione del fratellastro Antonio, che riteneva inutile lo studio. Si venne ad un “accomodamento”: durante il periodo dei lavori agricoli, Giovannino aiutava nei campi, mentre nel periodo invernale si recava a Capriglio, [spesso restava presso la zia Marianna Occhiena, domestica del parroco] a studiare presso Don Giuseppe Lacqua, che l’accolse anche l’inverno successivo nella sua classe: anni 1824-25/1825-26. Il sogno dei nove anni: in questo periodo Giovannino fa un sogno, che segnerà tutta la sua vita in modo indelebile: pensiamo che il sogno sia sufficientemente conosciuto negli ambienti salesiani e, perciò da ricordare solo per sommi capi. Giovannino vede in un cortile vicino casa uno stuolo di ragazzi che giocano, rissano, bestemmiano... Si butta in mezzo alla mischia per farli tacere, ma viene richiamato da un misterioso e nobile signore: “non colle percosse ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti adunque immediatamente a far loro una istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù”. Il ragazzo dichiara la sua incapacità; il nobile Signore di rimando gli dice: “Io ti darò la maestra sotto alla cui disciplina, puoi diventare sapiente, e senza cui ogni sa-


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pienza diviene stoltezza”. Appare una signora di maestoso aspetto, mentre spariscono i ragazzi, che rissavano: in loro vece appaiono capretti, cani, gatti, orsi ed altri animali. “Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto; e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo per i figli miei”. Scompaiono tutti gli animali feroci e si strasformano in miti agnelli che belano e fanno festa intorno al Signore e alla Signora. Giovannino sempre nel sogno si mette a piangere perché non capisce il significato; la Signora gli pone la mano sul capo e gli dice: “a suo tempo tutto comprenderai”. Un rumore lo sveglia: al mattino racconta il sogno ai suoi: ognuno dà la sua interpretazione; alla fine la nonna sentenzia: “non bisogna badare ai sogni”.

Il piccolo saltimbanco: Giovannino ha ormai 10 anni e sa leggere e scrivere quanto basta per intrattenere i suoi amici, ma anche i contadini, con i libri che gli presta Don Lacqua: quelli più seguiti sono: Guerrin Meschino, La storia di Bertoldo e, soprattutto il “Best-seller” I Reali di Francia: “Nelle stagioni invernali poi tutti mi volevano nella stalla per farsi raccontare qualche storiella. [era frequente per i contadini radunarsi nelle prime ore di buio nelle stalle a recitare il Rosario, a fare lavori e riparazioni degli utensili, a raccontare e sentire racconti cavallereschi...]. Colà raccoglievasi gente di ogni età e condizione, e tutti godevano di poter passare la serata di cinque ed anche sei ore ascoltando immobili il lettore dei Reali di Francia, che il povero oratore esponeva ritto sopra una panca, affinché fosse da tutti udito e veduto. Siccome però dicevasi che venivano ad ascoltare la predica, così prima e dopo i miei racconti facevamo tutti il segno della santa croce con la recita dell’Ave Maria” [G. Bosco, Memorie dell’Oratorio, 1826]. Gli Spettacoli nelle domeniche estive: “quando ogni cosa era preparata ed ognuno stava ansioso di ammirare novità, allora li invitava tutti a recitare la terza parte del Rosa-

rio, dopo cui si cantava una lode sacra. Finito questo montava sopra una sedia, faceva la predica, o meglio ripeteva quanto mi ricordava della spiegazione del vangelo udita al mattino in chiesa; oppure raccontava fatti od esempi uditi o letti in qualche libro. Terminata la predica si faceva breve preghiera, e tosto si dava principio ai trattenimenti. In quel momento voi avreste veduto, come vi dissi, l’oratore un ciarlatano di professione. Fare la rondinella, il salto mortale, camminare sulle mani col corpo in alto; poi cingermi la bisaccia, mangiare gli scudi per andarli a ripigliare


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sulla punta del naso dell’uno o dell’altro; poi moltiplicare le palle, le uova, cangiare l’acqua in vino, uccidere e fare a pezzi un pollo e poi farlo risuscitare e cantare meglio di prima, erano gli ordinari trattenimenti. Sulla corda poi camminava come per un sentiero; saltava, danzava, mi appendeva ora per un piede, ora per due; talora con ambe le mani, talora con una sola. Dopo alcune ore di ricreazione quando io era ben stanco, cessava ogni trastullo, facevasi breve preghiera ed ognuno se ne andava pe’ fatti suoi”. Nelle “Memorie dell’Oratorio” Don Bosco spiega dove e come ha imparato il “mestiere del ciarlatano”: nei mercati e nelle fiere, nelle feste patronali mentre la madre faceva acquisti per la famiglia,con i pochi soldi regalatigli dalla mamma, dagli zii e dai parenti, andava a vedere gli spettacoli dei saltimbanchi: “Spesso sui mercati e sulle fiere vi erano ciarlatani e saltimbanchi, che io andava a vedere, osservando attentamente ogni più piccola loro prodezza; me ne andava di poi a casa e mi esercitava fino a tanto che avessi imparato a fare altrettanto. Immaginatevi le scosse, gli urti, gli stramazzoni, i capitomboli cui a ogni momento andava soggetto. Pure, lo credereste? Ad undici anni io faceva i giuochi dei bussolotti, il salto mortale, la rondinella, camminava sulle mani, camminava, saltava e danzava sulla corda, come un saltimbanco di professione” [Sac. G. Bosco, Memorie dell’Oratorio]. A undici anni, Giovannino Bosco, con il gioco [gli piaceva tanto giocare,come a tutti i ragazzi] realizzava il “Sogno” cercando di trasformare i suoi amici in miti agnelli.

La Prima Comunione: il 26-3-1826, giorno di Pasqua, Giovannino riceve la Prima Comunione, nella chiesa parrocchiale di Castelnuovo. Ecco come ricorda quel giorno: “Mia madre quel mattino mi accompagnò alla sacra mensa, fece con me la preparazione e il ringraziamento. In quella giornata non volle che mi occupassi di alcun lavoro materiale, ma che mi impegnassi a leggere e a pregare. Mi ripetè più volte: «per te è stato un gran

giorno. Dio ha preso possesso del tuo cuore. Ora promettigli di fare quanto puoi per conservarti buono fino alla fine della vita...» [Sac. G. Bosco, Memorie dell’Oratorio] Emigrante a 12 anni. Giovannino, nonostante la fatica della vita dei campi e le ristrettezze economiche, è felice per l’amore della mamma e del fratello Giuseppe: è l’anima dei giochi della zona dei Becchi, la campagna in cui abita. Aumenta, purtroppo, la tensione con il fratellastro Antonio, ormai diciottenne, che ritiene una perdita di tempo lo studio: una sera di febbraio del 1827 volano parole forti e degli schiaffi. Margherita, con la morte nel cuore, è costretta a inviare il piccolo a lavorare come ragazzo di stalla presso dei conoscenti. Luigi Moglia e la moglie Dorotea, una famiglia di contadini benestanti [sono presenti anche la sorella di Luigi, Teresa, e la piccola Anna] sono contenti del lavoro e dell’educazione di Giovanni, anche se non capiscono molto il suo incaponirsi per lo studio, trattano bene il ragazzo, che materialmente sta meglio che ai Becchi: soffre molto per la mancanza della famiglia e della possibilità di studiare. Non ha ancora compiuti 12 anni: per circa tre


2015 Don Giovanni Calosso in punto di morte consegna al giovane Bosco la chiave del cassetto con i suoi averi.

Giovanni Bosco saltimbaco sulla corda (N. Musio).

anni restò nella cascina dei Moglia, svolgendo i lavori che il “vaccaro” gli affidava. La sera o mentre controllava le mucche al pascolo leggeva i libri che Don Lacqua gli prestava volentieri. Ogni Domenica al mattino presto, con il permesso dei Moglia, si recava nel vicino paese di Moncucco [la sig.ra Dorotea, scoprì che andava da Don Cottino, il parroco, a confessarsi e a fare la Comunione, perché nella Messa “grande” della tarda mattinata, non c’era l’uso di comunicarsi]. Nel novembre del 1829, allo scadere dei contratti dei lavori agricoli, Giovannino viene raggiunto dallo zio Michele, che s’informa delle sue condizioni: – “Allora, Giovanni, sei contento di stare qui o no? – No. Mi trattano bene, ma io voglio studiare. Gli anni passano, ne ho già compiuti 14, e sono sempre allo stesso punto”. Lo zio Michele lo riportò a casa appianando il contrasto con Antonio: Giovanni potrà studiare senza gravare economicamente sul fratellastro. Lo zio cercò di collocare il nipote presso i parroci di Castelnuovo e di Buttigliera, ma incontrò notevoli difficoltà: la soluzione avvenne in modo imprevisto e provvidenziale.

Do Don Giovanni Melchiorre Calosso. Nel settembre del 1829 era arrivato come capp cappellano a Morialdo Don Calosso, un sacerd cerdote anziano, che per la salute malferma avev aveva rinunciato alla parrocchia di Bruino. In novembre fu predicata a Buttigliera una “mis “missione”: tornando Don Calosso nota tra la gent gente un ragazzo ed è stupito dalla sua intellige ligenza e memoria: gli ripete tutta la predica! Il vec vecchio prete l’avrebbe aiutato nello studio: Giov Giovanni sarebbe andato a casa solo a sera e ne nei momenti di maggiore impegno nei lavori dei campi. “Mi misi subito nelle mani di Don Calosso. Gli feci conoscere tutto me stesso, gli manifestai ogni parola, ogni pensiero. Conobbi allora che voglia dire avere una guida stabile, un amico fedele dell’anima, di cui fino a quel tempo ero stato privo. Tra le altre cose mi proibì una penitenza che ero solito fare, non adatta alla mia età. Mi incoraggiò a frequentare la confessione e la comunione, e mi insegnò a fare ogni giorno una breve meditazione, o meglio un po’ di lettura spirituale” [Memorie dell’Oratorio]. A Settembre del 1830, per evitare ogni contrasto con Antonio, si trasferì nella canonica di Don Calosso. Don Bosco ricorderà quei giorni con gioia ed entusiasmo: “Nessuno può immaginare la mia contentezza. Amavo Don Calosso come un padre, lo servivo volentieri in tutte le cose... Ero pienamente felice, quando un disastro troncò il corso di tutte le mie speranze”. “Con lui moriva ogni speranza”. Nel novembre del 1830 improvvisamente Don Calosso fu colpito da infarto: spirava ricevendo l’Estrema Unzione il 21 novembre; fu sepolto il giorno seguente. Prima di morire aveva indicato a Giovanni la chiave del cassetto in cui erano seimila lire: “vennero gli eredi di Don Calosso, e loro consegnai la chiave ed ogni altra cosa”. Ora Giovanni era di nuovo solo! Aveva 15 anni, e si trovava senza maestro, senza denaro, senza prospettive future; soprattutto rimase senza il suo “insigne benefattore”. a cura di Antonio Sperduti


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Corso di Dottrina Sociale della Chiesa Prefettura IV Settore Centro

14 gennaio 2014 ore 18,30 Saluti I Sua Ecc. Mons. Matteo ZUPP Roma Vescovo Ausiliare della Diocesi di Ve don Leonardo MANCINI sco Superiore del Salesiani di Don Bo e le ntra Circoscrizione Speciale Italia Ce “Sacro Cuore”

Sua Ecc. Mons. Mario TOSO stizia e Pace Segretario Consiglio Pontificio Giu Se

L’Evangelizzazione nel Sociale

A On. Savino PEZZOTTA

La Spiritualità del Laicato nell’Impegno Politico

12 1 2 ffebbraio ebbraio 2 2014 014 ore ore 18,30 18,3 30

11 1 1 marzo 2014 ore 18,30 Padre Paolo BENANTI TOR Do Docente di Teologia Morale e Bioetica L’Università Pontificia Gregoriana Assistente regionale AGESCI

Il Linguaggio Nascosto dei Media

30 aprile 2014 ore 18,30 3 Mons. Adriano VINCENZI Incaricato Confcooperative per la CEI In assistente UCID

La Parrocchia e la Cooperativa: Una U Nuova Start Up

Padre F Francesco OCCHETTA SJ Scrittore de “La Civiltà Cattolica” e Consulente Ecclesiastico dell’UCSI

Pr Leonardo BECCHETTI Prof. Ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata

La Nuova Politica dei Territori e delle Comunità

Modera Don Alessandro FADDA SDB

Una Nuova Economia


Anno scolastico 2013-2014 Carissimi Amici, prima di tutto un saluto cordiale a tutti voi e un ricordo affettuoso nella preghiera. Spero che il Signore vi dia sempre salute e forza per poter compiere il vostro dovere. Dio ci chiama ad amarci e ad aiutarci a vicenda perché il mondo divenga più giusto e fraterno! Troviamo la nostra felicità quando riusciamo a fare del bene, mentre quando ci chiudiamo in noi stessi, proviamo tristezza e amarezza.

Dio ci chiama ad amarci e ad aiutarci a vicenda Questo è il mistero di questa vita. Il Buon Dio ama tutti gli uomini senza eccezione, tutto quello che abbiamo passa, la nostra conoscenza, l’onore, la gloria, ecc. rimane solo la carità, l’amore che possiamo manifestare al prossimo, alla famiglia prima di tutto, ai vicini e anche a quelli che non abbiamo ancora conosciuto. Ringrazio con tutto il cuore tante persone che non hanno visto il Madagascar né visto

il nostro Centro, ma che di giorno e di notte, si danno da fare per aiutarci; è una grande testimonianza di carità. Alcuni dei nostri benefattori sono già passati all’altra riva; abbiamo il dovere di pregare per loro perché il Signore dia loro la luce eterna. Vorrei parlarvi di questo anno scolastico 2013-2014. Abbiamo cominciato la scuola: i ragazzi interni sono 120, gli esterni sono 160 e quel-

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li della scuola elementare dell’oratorio sono 215. Quelli che hanno finito gli studi nel mese di giugno dell’anno scorso, hanno fatto lo stage nelle imprese. Alcuni sono stati assunti come operai. La situazione è però allarmante! In questi giorni, in Madagascar c’è troppa agitazione. La crisi politica dura già da cinque anni, e quanto succede in politica non dà fiducia; non si sa se il domani sarà migliore. Preghiamo per il Madagascar. La comunità è tutta cambiata come lo dicevo nell’ultima lettera: il centro professionale è ormai guidato da padre Nirina che ha sostituito Paolo Sapienza, Richard, polacco ha sostituito don Salon all’economato, il diacono Doudou ha preso il posto di don Jean Crisostomo all’internato. Don Venance che era all’oratorio sta per partire per la comunità di Mauritius, e don Lorenzo come vicario della comunità. La squadra dei nostri insegnanti ed educatori è ben allenata, e il lavoro è già cominciato. La grande miseria dei ragazzi che vengono da noi ci pone sempre il problema della loro educazione, che non consiste soltanto nello studiare e mangiare; per diventare buoni cristiani e onesti cittadini, ci vuole di più. Formare l’uomo integralmente e colmare i vuoti in tutti i sensi non è semplice. Ci vuo-

le l’amore, la capacità e la pazienza. Carissimi, con queste povere parole, spero di condividere con voi le nostre gioie e le nostre paure. Il Signore è buono; eterna è la sua misericordia. C’è scritto qua nel Centro e dapertutto, “Tsara fo Andriamanitra” (Dio è buono). Ne facciamo l’esperienza. La vostra solidarietà è prova di tutto questo. Per finire vi racconto la storia di uno dei nostri ragazzi. Jean Claude ha 14 anni, ed è figlio unico, la mamma è ammalata di epilessia e la nonna è morta alcuni giorni fa! Jean Claude mi ha fatto tremare quando sulla strada dell’oratorio mi ha preso la mano e mi ha detto: padre aiutami a essere santo. Una signora che passava accanto ha sentito il discorso ed è venuta a trovarmi per chiedere se esistono ancora ragazzi così. Purtroppo la sofferenza di Jean Claude è così grande: dopo la morte della nonna, che si occupava di lui, la mamma non si fa vedere e ha sempre le crisi. È difficile sapere che la sua situazione è così drammatica perché ha sempre il sorriso sulle labbra. Comunque Jean Claude ora rimane sereno e il futuro ci farà sperare in bene! Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia e che il buon Dio vi benedica tutti. Vi promettiamo la nostra umile preghiera. don Innocent Bizimana


il

PIA OPERA DEL SACRO CUORE

SEGNA LIBRO

via Marsala, 42 - 00185 Roma

ieri

«Ai benefattori della chiesa del voto internazionale, dedicata al S. Cuore di Gesù al Castro Pretorio di Roma, era già stata promessa, quando detta chiesa fosse compiuta, la celebrazione di una messa ogni venerdì dell’anno e la recita quotidiana del S. Rosario con altri esercizi di pietà. Ad ampliare questi vantaggi spirituali e farne partecipare più altre persone, venne stabilita nella suddetta chiesa la PIA OPERA DEL S. CUORE DI GESÙ...”.

(Da un programma della Pia Opera, durante il Rettorato di Don Rua, 1° successore di Don Bosco)

Come ci si iscrive: Con una offerta libera, presso gli uffici della Basilica o mediante conto corrente postale sottoindicato con causale “Iscrizione alla Pia Opera del Sacro Cuore”, specificando il cognome e nome di chi si vuole iscrivere, vivo o defunto. La Pia Opera promuove il periodico Cuore del Mondo.

ELEMENTO CENTRALE La celebrazione quotidiana di una S. Messa concelebrata in perpetuo per gli iscritti vivi o defunti. Le offerte: • • • • •

Per lo sviluppo e la diffusione della devozione al S. Cuore, anche tramite pubblicazioni. A favore delle missioni e delle vocazioni sacerdotali; Per la promozione e la cura delle vocazioni, sacerdotali e salesiane; In favore dei salesiani anziani e malati; Per ragazzi e giovani in situazione di particolare disagio.

N° conto corrente postale: 914010 codice IBAN: IT03 P076 0103 2000 0000 0914 010 Per informazioni: •

Segreteria (orario ufficio da lunedì a venerdì normalmente 9-12) Tel. 06.444.83.423 - 06.444.83.411 - 06.492.83.403

Portineria dell’Istituto (dalle ore 6.00 alle 22.00), lasciando un messaggio per Don Antonio: Tel. 06.492.72.21. Per qualsiasi richiesta: antonio.sperduti@tiscali.it

oggi

“La Comunità salesiana che il servizio pastorale nella Basilica del S. Cuore s’impegna a celebrare la SS. Eucarestia, una volta tutti i giorni, secondo le intenzioni degli offerenti, i quali in tal modo, unendosi spiritualmente alla celebrazione del sacrificio di Cristo, potranno beneficiare di quel dono di grazia che scaturisce dalla rinnovazione del memoriale di Cristo”. Il ricordo riconoscente per i benefattori avviene anche nella recita quotidiana del S. Rosario e delle Litanie lauretane e in quei pii esercizi che si attuano secondo i ritmi dell’anno liturgico.

“ USCIAMO, usciamo ad offrire a tutti la vita di Cristo Gesù

(Papa Francesco)

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Santuario internazionale

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SEGNA LIBRO

www.basilicadelsacrocuore.it - sacrocuore-parroco@donbosco.it Tel. segreteria 06.49.27.22.56 (ore 9-12: giorni feriali) • Tel. 06.44.53.257 (parroco) Nel Santuario, le celebrazioni della SANTA MESSA si tengono nei seguenti orari: ✂

ORARIO INVERNALE FERIALI: ore 6.30 • 7.00 7.30 • 8.00 (Lodi Messa) 9.00 • 18.00 FESTIVI: ore 7.00 • 8.00 9.00 • 10.00 11.30 (Messa parrocchiale e dei giovani) 16.00 (in lingua filippina) 18.00

ESTIVO

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO FERIALI: ore 6.30 • 7.00 • 7.30 8.00 (Lodi Messa) • 9.00 • 18.00 FESTIVI: ore 7.00 • 8.00 9.00 • 10.00 • 11.30 • 18.00

MUSEO DON BOSCO e “CAMERETTE” (tutti i giorni) ore 9.00-12.00 • 16.00-19.00

“USCIAMO, usciamo ad offrire a tutti la vita di Cristo Gesù

(Papa Francesco)

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• PRIMO VENERDI: ore 10.30-17.30 Adorazione silenziosa ore 18.00 Solenne Concelebrazione cui segue (circa 19.00) Adorazione animata da un gruppo della Famiglia Salesiana ore 19.30 Vespri e buona notte altri VENERDI: Adorazione Eucaristica silenziosa: ore 18.30-19.15 ore 19.30 Vespri, benedizione eucaristica e buona notte • I GIOVEDI: Adorazione Eucaristica animata: ore 18.30-19.15 ore 20.30-22.00: da e per i giovani • IL 24: Commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice • ULTIMO GIORNO DEL MESE: Commemorazione mensile di san Giovanni Bosco • SACERDOTI PER LE CONFESSIONI: lingua italiana, spagnola ore 6.30-8.00 (giorni feriali) ore 17.00-18.00 inglese tutti i giorni ore 9.00-12.00; 17.30-19.00

Cuore del mondo 2014 1  

In questo numero: Papa Francesco al Sacro Cuore! Cuore in preghiera Vita di S. Giovanni Bosco - Infanzia e adolescenza Corso di Dottrina soc...

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