Page 64

7. Se l’euro si apprezza

dinamica dell’export sarebbero nell’ordine del 30% per tutti gli altri raggruppamenti, con quello degli intermedi che registrerebbe il calo relativo minore (dal 9,2% al 6,6%). In questo raggruppamento vi sono i settori più legati all’andamento delle commodity, che quindi beneficerebbero di maggiormente dell’impatto del cambio sul costo delle materie prime. Nel caso l’apprezzamento fosse accompagnato da una maggiore flessibilità dello yuan, le esportazioni dei raggruppamenti si ridurrebbero del 20% circa (30% per i beni di consumo). I settori più colpiti nello “scenario euro”, all’interno di ogni raggruppamento sarebbero: alimentari, per i beni agricoli; tessile e abbigliamento, per i beni di consumo; metalli e meccanica strumentale per quelli intermedi e di investimento (Fig. 33). I tassi di crescita delle esportazioni rimarrebbero comunque superiori o pari al 6% per la chimica, i prodotti in gomma e plastica e gli apparecchi elettrici. Fig. 33 Export di beni per settore: scenari alternativi Scenario base

Tassi di var. % medi 2011-2012 su dati in valore

14

Scenario euro

12 10 8

Media beni

6 4 2 0

Fonte: SACE.

Nord Africa e Altri Europa meno colpiti dall’euro forte.

62

La crescita dell’export italiano di beni verso i mercati nord americani e medio-orientali sconterebbe gli effetti peggiori (Fig. 34). Il risultato non è del tutto ovvio, considerato che nel caso dei paesi del Medio Oriente, specie per Arabia Saudita e Qatar, il tasso di cambio con il dollaro è mantenuto pressoché fisso. Il tasso di crescita delle nostre vendite nelle due aree si ridurrebbe, rispettivamente, di 2,8 (dal +6,5% al +3,7%) e 2,1 punti percentuali (dal +5,8% al +3,7%). La dinamica delle esportazioni negli altri paesi europei (dal +7,6%

SACE Rapporto export 2010-2014  

Le prospettive per le esportazioni italiane

SACE Rapporto export 2010-2014  

Le prospettive per le esportazioni italiane