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La Storia

Il Pirata dello Spazio Capitan Harlock è la prima serie organica che ha per protagonista Capitan Harlock, il personaggio del manga creato da Matsumoto.

Capitan Harlock quando non è in combattimento, trova il tempo di scendere sulla Terra e fare visita a Mayu, figlia del suo migliore amico. Mayu ha sette anni e vive in un collegio, dove viene spesso maltrattata a causa della sua amicizia con il pirata spaziale (che legalmente è il suo tutore) e viene spesso utilizzata come esca dal ministro della difesa Kirita per cercare di catturare Harlock.

Secondo la narrazione della voce fuoricampo, la storia ha inizio “Tanto tempo fa, nel lontano 2977”. Il Governo Unificato della Terra guida un pianeta in pace, in cui le persone vivono in uno stato di perenne indifferenza rispetto a quello che accade nel mondo ed intorno ad esso. Le macchine hanno sostituito l’uomo nei lavori più comuni. Il prezzo che ha pagato la Terra per l’avidità dell’uomo è stato lo spreco di tutte le sue risorse, i mari sono stati quasi prosciugati e molti beni vengono attinti da altri pianeti, perché ormai la Terra non è più produttiva.

Nonostante i trucchi e le trappole organizzate dagli umani e dalle Mazoniane per distruggere Harlock e l’Arcadia, egli riesce sempre a sfuggire e vincere le battaglie. Aiutato anche dallo spirito dell’amico morto Tochiro Oyama (padre di Mayu e costruttore dell’Arcadia), rimasto nella nave pirata, egli riesce a danneggiare fortemente la flotta mazoniana e a salvare la Terra. Infine Harlock si scontra in duello con la regina delle Mazoniane chiamata Regina Raflesia, e dopo averla ferita la costringe ad abbandonare i suoi propositi di conquista.

La classe dirigente, rappresentata dal Primo Ministro, è intenta solo a racimolare voti alle elezioni e a negare l’evidenza di gravi problemi. Le persone che non condividono questo tipo di mentalità sono tenute ai margini della società, considerate fuorilegge (Capitan Harlock e la sua ciurma) o idealisti fuori di senno (il professor Dayu e la sua famiglia). Questo stato di apatia non viene turbato nemmeno dall’arrivo sulla Terra di una misteriosa e gigantesca sfera nera, chiamata Pennant, che precipitando causa un immane disastro, oltre che la morte di alcuni eminenti scienziati, tra cui il professor Dayu. Harlock inizia ad indagare su questa sfera e scopre che l’oggetto, coperto da strane iscrizioni, è stato inviato come monito dal potente pianeta Mazone, che vuole conquistare la Terra e trasformarla nella sua seconda patria. Comincia quindi una guerra solitaria a bordo della sua astronave Arcadia contro le Mazoniane, per salvare la Terra. A lui si unisce, per spirito di vendetta e ribellione verso la società indifferente, Tadashi Dayo, figlio dello scienziato morto.

“I SOGNI NON

SVANISCONO, FINCHE’ LE PERSONE NON LI ABBANDONANO” 2


Le belle donne che bruciano come carta Le Mazoniane, il popolo che dallo spazio profondo si avvicina alla Terra, appaiono per la prima volta nel corso del secondo episodio, ma ancora il mistero su di esse è ben lungi dall’esser risolto. La loro natura sarà meglio rivelata nel terzo episodio, quello in cui il padre di Tadashi viene ucciso da una di loro. La domanda che si potrebbe fare è se le Mazoniane siano ‘cattive’. Questa è una domanda per nulla banale, che tormenta l’equipaggio dell’Arcadia come anche lo spettatore. L’ambiguità di fondo della storia e del concetto di ‘bene’ e ‘male’ assoluto la rende, nonostante la sua ambientazione fantastica/fantascientifica, priva di una risposta univoca. Va considerato, in termini di fatti, che le Mazoniane sono una società aliena rispetto alla Terra, hanno una mentalità e una civiltà diversa, e possiedono un sovrano disprezzo per i deboli e stupidi uomini che abitano il pianeta, mentre questi ultimi non fanno nulla per ridurre la sensazione di superiorità che hanno le Mazoniane verso di loro. Oltretutto queste vivono anche sulla Terra da tempo immemorabile, e conoscono bene le debolezze degli umani. La loro ostilità è la somma di tutti questi fattori, cui si aggiunge la loro condizione attuale. Infatti, vi è un motivo per cui hanno intrapreso la conquista della Terra: la loro civiltà è antica, per gli standard umani, in maniera straordinaria. Nessuno sa da quanto tempo esiste, avendo raggiunto una perfezione tale da consentirne la stabilità a lungo termine, forse centinaia di milioni di anni fa già popolavano la Terra. Ma il pianeta Mazone, come la nostra Terra tra 5 miliardi di anni, è stato coinvolto dalla distruzione della sua stella, che nel frattempo ha finito il ciclo vitale: sempre il 26mo episodio mostra un sole enorme vicino a Mazone, segno che si sta trasformando in una supernova. Considerando tutto, la distanza, la diffidenza, il disprezzo e la necessità, le Mazoniane non si comportano diversamente dai popoli terrestri quando avvengono guerre e migrazioni armate. La loro non è crudeltà gratuita, ma è una buona riproduzione di quello che succede quando due civiltà si scontrano in una lotta per la sopravvivenza. Peraltro, la caratterizzazione che hanno subito ha mostrato un deciso incattivimento nella trasposizione animata, che sebbene le raffiguri belle e giovani come nel fumetto, cerca di fare di tutto per renderle, se non cattive, quantomeno odiose.

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“Io... mi batto solo per quello in cui credo. Non per uno stato o un pianeta in particolare. Lotto solamente per gli ideali che ho nel cuore. Io erro lungo le rotte delle stelle... la gente mi chiama CAPITAN HARLOCK... nell’oscuro mare stellare, nello spazio infinito e senza domani, finchè ci sarà anche un unico sole che arde nel cosmo, io vivrò in libertà sotto il mio vessillo. Io vago per i confni dello spazio... la gente mi chiama CAPITAN HARLOCK... il “black jack” è issato sulla mia nave, e con questa bandiera che sventola tra le stelle, io vivo in libertà. L’universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di libertà.”

L’universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi

invoca e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera

è un simbolo di libertà. 4


L’Equipaggio dell’Arcadia Le uniche persone ritenute degne di considerazione, sono quelle ospitate sull’Arcadia, la sua nave pirata. Sulla nave vige una sorta di sconclusionata anarchia: i marinai dormono, spesso ubriachi, lungo i corridoi della nave; il vicecapitano Yattaran si rifiuta spesso di prendere posizione in plancia, preferendo giocare con modellini di navi ed aerei nella sua stanza; il dottore Zero addestra il gatto a rubare sakè dalla mensa. Rispetto all’ordinata Yamato, un notevole cambiamento di “stile”. L’Arcadia appare disordinata, disorganizzata, abbandonata a sé. E’ solo apparenza, dato che è nelle situazioni di crisi che l’equipaggio dimostra l’abnegazione ed il coraggio pretesi dal capitano Harlock. Daiba, l’ultimo arrivato sull’Arcadia, a domanda: “Cosa potrei fare a bordo di questa nave?” ottiene in risposta dal Capitano, “Puoi anche non fare nulla. Gira un po’ e divertiti... Comincia a familiarizzare e vedrai che ci capiremo di più”. Disarmato da tanta accondiscendenza, e stupito da tanto caos, Daiba dovrà ricredersi sulla qualità dell’equipaggio e sulla tempra del suo capitano. Sarà lo stesso Harlock a spiegargli: “... Pur trattandosi di una nave di pirati... pur essendo esposta a molte battaglie, l’Arcadia rimane sempre la nostra casa. Quando si è in casa propria, capita a chiunque di sbadigliare o fare un pisolino, oppure gridare... La regola ferrea di questa nave dice che nel solo momento del bisogno si deve applicare la disciplina... Lo spazio è immenso e la sua traversata lunga. Capisci perché ritengo che questo modo di fare sia quello giusto?” L’Arcadia, innanzi tutto, è dunque una casa. Contrariamente alla Yamato, nave militare, il cui equipaggio è composto da soldati con precisi compiti da svolgere (anche nel momento della dolorosa rottura con il governo terrestre, la Yamato rimane una nave da guerra con equipaggio militare: solo, non più equipaggio subordinato ai gerarchi dell’esercito terrestre), l’Arcadia è più simile ad una fortezza, ad un rifugio. Tra la truppa dell’Arcadia vigono regole e rapporti di tipo familiare e non militare. Non, dunque, un “seme” da diffondere, ma piuttosto una speranza ed un ideale da preservare dagli attacchi esterni. Questo, quanto meno, all’inizio delle avventurose vicende. Agli occhi di Harlock, l’umanità è già condannata e non c’è nulla che possa salvarla; anzi, arriverà a pensare: “Forse sarebbe meglio che gli uomini spariscano subito invece di attendere che la Terra si riduca come Venere” Come detto, non bisogna pensare ad Harlock come ad un capitano accondiscendete o facilmente malleabile: Harlock sa essere dispotico, autoritario, e pretende totale fiducia e devozione da parte del suo equipaggio. Viene detto a Daiba: “Capitan Harlock ti ha detto che saresti potuto scendere a tuo piacimento, qualora le tue idee fossero risultate differenti dalle sue. Però ha evitato di dirti un particolare importante. Tu puoi scendere solo se lui riconosce di sbagliare... Finché lui non riconosce il suo errore... tu non puoi abbandonare la nave. I fuggiaschi sono condannati a morte. Qui sulla nave pirata Arcadia vige una disciplina di ferro!! Si tratta di una nave dove salgono solo coloro che sono risoluti a combattere, e non temono la morte...”.

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Personaggi Capitan Harlock:

è il protagonista della storia, un pirata misterioso e taciturno, che viaggia sulla nave spaziale Arcadia attraverso lo spazio. Il suo aspetto è inconfondibile, con un enorme mantello nero e la cicatrice sul volto. Di lui, della sua vita passata, si conosce poco, se non che è stato amico di Tochiro Oyama, il geniale costruttore della nave spaziale. Harlock è una persona idealista, romantica, ma anche capace di azioni violente e coraggiose. La sua visione della società terrestre è molto critica, ma si sforza di credere ad un mondo migliore per pochi meritevoli.

Mayu: è la figlia di Esmeralda e di Tochiro a cui Harlock giurò di

prendersene cura in punto di morte. La bambina vive sulla Terra, in un orfanotrofio, allontanata dai coetanei e maltrattata dalle autorità in quanto amica di Harlock (in pratica è prigioniera a scopo “difensivo”). E’ una bimba forte d’animo, ma soffre soffre tremendamente per la mancanza di affetti. In certi casi le stesse autorità, rappresentate da Kirita e dal Primo Ministro non esitano ad usarla come esca per attirare il pirata sulla Terra Mayu Oyama (questo il suo cognome) è un personaggio assente nella versione a fumetti della storia ed è stata inserita nell’anime come figura “ancora” per affascinare i bambini.

Tadashi Daiba (o Daiwa): Tadashi è il figlio del professor

Daiba, uno degli scienziati terrestri uccisi dalle Mazoniane per coprire il loro imminente viaggio di riconquista della Terra. Accetta solo dopo un’attenta meditazione la possibilità di entrare nell’equipaggio dell’Arcadia e il suo ruolo sarà quello di pilota di “Space Wolf”. Tadashi rappresenta, in realtà, tutti gli spettatori, visto che nella storia è il destinatario di tutti gli insegnamenti di Harlock (in pratica, ha la stessa funzione di Masai in “Galaxy Express”). Nell’adattamento italiano il suo cognome venne mutato in Dayu.

Yuki Kei:

ufficiale di rotta dell’Arcadia, si unisce alla ciurma di Harlock dopo che il suo presunto fidanzato uccide per conto della Mazoniane i suoi genitori (il padre era un noto scienziato). Sembra molto affascinata dal suo Capitano ma la storia non verrà mai presa in considerazione nello sviluppo della storia. Per Tadashi dimostra qualcosa di più che una fraterna attenzione, ma almeno durante i 2 anni a bordo non accade nulla, con il ragazzo troppo immaturo e rabbioso per pensare ad altro che alla vendetta del padre.

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Yattaran: è l’ufficiale incaricato degli armamenti. Yattaran, oltre ad

essere davvero un genio nel suo campo, è abbastanza infantile come personaggio ed è un appassionato di modellini. In fondo rappresenta la passione di Matsumoto per i residui bellici della seconda guerra mondiale (spesso gioca anche con la “Corazzata spaziale Yamato”).

Meeme: è un’extraterrestre che fu salvata da Harlock allorché la

sua razza era sull’orlo dell’estinzione a causa dalla mutazione della sua vegetazione del suo pianeta. La sua razza razza si nutre di alcool e non ha le labbra. E’ una creatura emblematica, eterea, senza alcuna funzione apparente all’interno dell’Arcadia; in realtà il suo compito è quello di umanizzare la figura di Harlock.

Dott. Zero: è il medico di bordo dell’astronave. Fa parte degli ele-

menti comici dell’anime visto che è perennemente ubriaco ed è in eterno contrasto con Mazu-san (a causa del fatto che il suo gatto Miu ha la brutta abitudine di rubare dalla cucina). Da giovane esercitava la professione di medico ma finì in disgrazia a causa del fatto che curava la gente povera e spesso non si faceva pagare.

Maji: è il grande motorista dell’Arcadia, riesce a riparare l’astronave

anche nelle situazioni più critiche e nel minor tempo possibile. Della sua vita sappiamo che venne ingannato da una mazoniana con cui ebbe anche una figlia. Quando non è impegnato in battaglia ama giocare a mahjong e a shoji.

Mazu-san: è la cuoca di bordo ma è anche uno degli elementi

comici della serie. Irresistibili sono le “battaglie” e colpi di coltello contro Miu, il gatto del Dottor Zero, e con Tori-san (il pennuto che Harlock ha ereditato da Tochiro) colpevoli di furto ai danni della cucina! Ovviamente non riuscirà mai a mettere a segno uno dei suoi fendenti anche a causa dell’intromissione del Dottor Zero.

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Tokiro Oyama: nato nel 2948, è il 34° discendente di Toshiro Oya-

ma. Il suo aspetto è piuttosto buffo: piccolo di statura, veste sempre un ampio mantello e un cappello enorme da cui spuntano solo il naso e gli occhiali, nella sua prima apparizione è anche scalzo. Ingegnere spaziale di rara abilità, lascia la Terra deluso e si dirige verso i confini dello spazio alla ricerca di sogni e libertà insieme all’amico Harlock. Costruisce la nave da battaglia Death Shadow, che va perduta durante la guerra contro Illumidus. E proprio sotto il Quartier Generale di Illumidus progetta e costruisce segretamente la prima Arcadia (quella verde). Sposa la pirata Emeralda dalla quale avrà una figlia: Mayu. Sul pianeta Heavy Melder (Hog Melder nell’edizione italiana) costruisce l’Arcadia (quella blu), ma viene colpito da una sindrome spaziale incurabile, che gli ruba la vita in modo lento ma inesorabile. Nel 2970, sentendo che la fine si avvicina, trasferisce la sua coscienza nel computer dell’Arcadia, diventando di fatto il 42° membro dell’equipaggio dell’astronave.

Esmeralda: Di origine terrestre, è figlia di Yayoi Yukino (nome ter-

restre di La Andromeda Promesium, Regina dei Mille Anni). Cresciuta su Lametal, fugge dal pianeta insieme alla sorella gemella Maetel a bordo del Galaxy Express 999. Ricompare anni dopo, indurita e determinata, di fronte ad Harlock e Tochiro, che salva dalla prigionia nelle miniere di Baad (chiamato il Pianeta del Male nella versione italiana). L’incontro con Tochiro è un colpo di fulmine e dal loro matrimonio, nel 2970, nasce una bambina: Mayu. Alla morte di Tochiro, decide di seguire il suo feretro spaziale per rimanere sempre accanto all’uomo che ama, affidando Mayu ad Harlock. In seguito, diventerà una cacciatrice di taglie temuta con il soprannome di Strega dello Spazio e solcherà il cosmo a bordo dell’astronave Queen Emeraldas.

Arcadia: la bellissima astronave di Harlock è il “quarantunesimo”

membro dell’equipaggio in quanto racchiude l’anima di Tochiro, il grande amico di Harlock (ma anche costruttore dell’astronave e padre di Mayu). E’ la fusione tra un galeone pirata, una portaerei ed un’astronave. All’interno ospita gli Space Wolf, i caccia da combattimento. E’ armata con cannoni laterali, torrette superiori e ha un’arma segreta: un rostro a forma di lama che fuoriesce dalla prua.

Kirita: Comandante delle forze armate terrestri. Nella generale apatia

dei terrestri, si rivela un uomo straordinariamente attivo e determinato a catturare (se non uccidere) il pirata spaziale Harlock. In realtà, da bambino vide morire i suoi genitori e sua sorella Tami a causa del potere costituito e da allora decise che l’unico modo per combattere il potere era dal suo interno. Con volontà di ferro entrò quindi all’Accademia Militare e scalò i gradini della politica fino a raggiungere la sua attuale posizione. E’ l’unico esponente governativo a rendersi conto della minaccia mazoniana ma continua inspiegabilmente a concentrare la sua energia sul nemico sbagliato anche servendosi, talvolta con vera crudeltà, della piccola Mayu.

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Primo Ministro: Il Primo Ministro della Federazione Terrestre è

un uomo debole, inetto e incosciente, insomma un emerito imbecille più interessato alle corse dei cavalli che ai problemi del Pianeta Terra. Dell’invasione aliena non se ne interessa minimamente anzi crede l’attacco sia un’invenzione di Harlock per nascondere i propri crimini. E’ pronto a gettare addosso al pirata qualsiasi colpa ma non ha assolutamente il coraggio di affrontarlo.

Regina Raflesia: Regina delle mazoniane, che comanda a bordo

della sua gigantesca nave la splendida e terribile regina dell’onnipotente Mazone. Astuta, infida e invincibile! Risoluta e solida come Harlock, di cui ammira il valore, inevitabilmente ne rappresenta il nemico più grande. In realtà le due figure si rispettano ma, consapevoli del loro ruolo si combatteranno senza esclusione di colpi. Si potrebbe dire che Raflesia sia costretta a combattere contro Harlock di cui rappresenta lo speculare “negativo” (ma solo se si prendono le parti di Harlock). Infatti il suo obbiettivo, comprensibile dal suo punto di vista, è quello di riprendersi la seconda patria di Mazone (la Terra). In realtà la Terra è solamente un pianeta “vivificato” appositamente per utilizzalo come “seconda patria” in caso di necessità, verificatasi la quale la regina “deve” (per il bene del suo popolo) compiere l’invasione. Il suo limite è quello di non consentire lo sbarco della flotta su altri pianeti abitabili solo per non risultare sconfitta e perdere la faccia di fronte al suo popolo. Non vi svelo il finale della seria ma il loro duello finale è alla stregua di un duello tra Samurai.

La Mazoniane: Le Mazoniane...le “donne che bruciano come carta”,

il popolo di Mazone. E’ probabile che debbano il loro nome al popolo mitologico delle “Amazzoni”. Sono tutte donne bellissime ma fatali; hanno una struttura vegetale con il limite di essere troppo vulnerabili: appena vengono colpite bruciano come un “foglio di carta”. Hanno diverse facoltà (non ve le dico per non rovinarvi l’eventuale visione dell’anime). Sono le nemesi dei terrestri, fiere del loro impero, fedeli alla loro regina e disposte a morire per essa. La loro razza è progenitrice di quella terrestre e la nostra civiltà deve la sua origine alla loro. Sono una società di stampo “matriarcale” e non dovrebbero esistere uomini nella loro razza (credo che nascano artificialmente). Tra le guerriere di Mazone, alcune meritano almeno di essere nominate per l’importanza o la bellezza degli episodi che le vedono protagoniste: Catandra (comandante in capo della Terza Squadra), Cleo (Alto Ufficiale e stretto collaboratore di Raflesia), Tesius (Alto Ufficiale e stretto collaboratore di Raflesia), Namino Shizuka, Laura, George Belle e Akias.

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“Un pirata tutto nero, che per casa ha solo il ciel...” A differenza di altri Autori, Matsumoto è molto più attento alla suggestione che non al realismo. Come già detto e ripetuto, le sue trame sono piene di falle narrative, e non da poco; eppure ci affascinano, ci incantano, ci fanno sognare. Perchè? In un fumetto di Matsumoto, ogni cosa ha un significato simbolico. In Harlock, poi, nulla è lasciato al caso, da questo punto di vista. Tanto per cominciare, il fatto stesso che Harlock è un pirata. Il pirata, come già detto prima, per quanto possa essere fuorilegge, è una persona libera. Tanto per cominciare, non ha nazionalità: la sua bandiera se la sceglie lui, e, non avendo nazionalità, non ha nemmeno leggi. Sta solo al suo buon cuore se comportarsi da “bastardo” oppure da paladino dai nobili sentimenti, come Harlock. Inoltre, al dilà di questo, la figura del Pirata è una figura sostanzialmente romantica, che ha un fascino tutto suo; ci porta con la fantasia altrove, verso luoghi esotici, e il contrasto che si crea mettendo un pirata in stile settecentesco in un contesto fantascientifico, in un futuro aveneristico, rende il tutto molto suggestivo.

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“Il suo vessillo è un teschio bianco in campo nero...” La bandiera dei pirati ha un nome: “Jolly Roger”. La sua forma, i suoi colori non sono sembre stati gli stessi; ogni pirata aveva la sua bandiera con il proprio simbolo, anche se i teschi la facevano da padrone, e il colore predominante era il ROSSO, che ricordava il sangue. I francesi denominarono queste bandiere con il nomignolo sarcastico di “Jolie Rogue” (Rosso Grazioso), che venne poi deformato dagli anglosassoni come “Jolly Roger”. Ma esiste anche un’altra denominazione: “Black Jack”. Questa comparve tra il 1660 e 1700 quando molti capitani pirati cominciarono a disegnare le proprie insegne bianche su campo nero, e si diffuse moltissimo l’uso della figura del teschio con le ossa incrociate, spesso con un occhio bendato. Ebbene, tale figura assunse il triste appellativo di “Black Jack” (Jack il nero), ed era molto spesso presagio di sventure o di morte sicura per mano dei pirati che si fregiavano di tale vessillo. Ed è proprio questo l’appellativo usato da Matsumoto per indicare la bandiera di Harlock, ma con un significato diverso. Harlock non è uno spietato fuorilegge, come mostrano le sue insegne, tutt’altro. Per cui, per Harlock, il “Black Jack” non è più simbolo di “morte”, come in passato, ma assume il significato di “libertà”, la libertà che egli difende.


Harlock il Ribelle Nel messaggio di Matsumoto, Harlock è l’emblema di un’autentica libertà, una ferrea volontà di non scendere mai a compromessi con una società che imprigiona gli animi. La sua essenza di ribelle e il suo spirito lo spingono a battersi sempre e comunque, anche contro i “mulini a vento”. Un autentico Waldganger, il ribelle che nell’antica Islanda si ritirava nei boschi, e nei quali conduceva un’esistenza libera e rischiosa. Figura esaltata da Ernst Jünger nel Trattato del ribelle del 1951 nel quale va ad analizzare e cercare «quei singoli che, nei periodi, magari anche lunghi, di puro dominio della forza, pur con notevole sacrificio personale conservano la nozione del diritto. Anche quando tacciono, sono scogli sommersi intorno ai quali le acque continuano ad agitarsi». La figura del ribelle entra in un ordine diverso, «dove non fa alcuna differenza se l’opinione del singolo contrasta con quella di cento o mille individui. Alla stessa stregua il suo giudizio, la sua volontà, la sua azione possono fare da contrappeso a dieci, venti o mille altre persone». La descrizione che Jünger fa del ribelle calza alla perfezione il personaggio creato da Matsumoto: «Chiamiamo ribelle chi nel corso degli eventi si è trovato isolato, senza patria, per vedersi consegnato all’annientamento. Ma questo potrebbe essere il destino di molti, forse di tutti, perciò dobbiamo aggiungere qualcosa alla definizione: il ribelle è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata. Ribelle è dunque colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell’intenzione di contrapporsi all’automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo». E il mondo, descritto nella serie e purtroppo molto simile al reale che viviamo è ancora ben descritto da Jünger: «L’inevitabile assedio dell’essere umano è pronto da tempo, e a disporlo sono teorie che tendono a una spiegazione logica e completa del mondo, e avanzano di pari passo con il progredire della tecnica. L’accerchiamento del nemico è prima razionale, poi anche sociale, e infine,al momento opportuno, lui, il nemico, viene sterminato. Non vi è destino più disperato che essere catturati in questa spirale, dove il diritto è usato come arma». Ognuno dovrebbe avere un Capitan Harlock dentro di sé. Un Capitan Harlock che spinga a rompere l’accerchiamento, che desti gli animi e decida che è giunta l’ora in cui si salta fuori dal cerchio e si faccia la propria parte nella costruzione di quella società ideale che tanto nei fumetti come nella storia vera dell’umanità, ha contraddistinto i sogni di molti.

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Capitan Harlock: è il protagonista della storia, un pirata misterioso e taciturno, che viaggia sulla nave spaziale Arcadia attraverso lo spa...

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