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TEATRO • MUSICA • DANZA • PERFORMANCE

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Ufficio Stampa Marina Saraceno @gmail.com - tel. 349.3602434

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I Teatri nero del Sacro è una rassegna di 25 nuovi spettacoe 20C+100M+70Y nero li prodottiee20C+100M+70Y sostenuti mediantespettacoli un Bando di Concorso 25 nuovi

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I Teatri del Sacro è la premessa per un rinnovato incontro tra compagnie professionistiche e compagnie amatoriali, per un teatro che ritorni ed essere popolare e comunitario

25 nuovi spettacoli un’avventura dello spirito RASSEGNA CARTELLA STAMPA Informazioni: una città come palcoscenico Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) federgat@federgat.it www.federgat.it - tel. 331.6906345

UFFICIO STAMPA Marina Saraceno Ufficio Stampa marinasaraceno@gmail.com - tel.349.3602434 Marina Saraceno

marinasaraceno@gmail.com - tel. 349.3602434

INFO Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) www.federgat.it - tel. 331.6906345

con la collaborazione ed il patrocinio di

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Antonio Pizzicato

Canzone al Vangelo È partita bene questa prima edizione dei Teatri del Sacro di Lucca, il neonato festival - diretto da Fabrizio Fiaschini - che si propone di esplorare il rapporto fra la scena e la spiritualità in tutte le sue possibili varianti. Non è facile, per l'osservatore laico, accostarsi a un progetto così dichiaratamente orientato: ma resta l'impressione di una manifestazione dotata di una forte ragion d'essere, che tutto concorre a rendere vitale, la compresenza di artisti e gruppi di generazioni diverse, la molteplicità degli stili e degli approcci al tema, il pubblico, certo "di parte", ma folto e attento, la città stessa, con le sue bellissime chiese e le sue piazze. Molte, non a caso, sono state le proposte legate soprattutto alla voce e al canto, attingendo a un repertorio che va dai riti calabresi di liberazione dalla possessione alle nenie dei cantastorie siciliani per la Settimana Santa. In questo ambito è parsa alquanto suggestiva la Canzone al

Vangelo di Cristian Ceresoli, con Silvia Gallerano e Antonio Pizzicato. Ceresoli e Pizzicato, qualche anno fa, avevano creato una straordinaria performance sonora, Voce sola, in cui la vicenda di Edipo veniva precipitata nell'inferno di un'odierna metropoli. Lo stesso tipo di intervento, seppure in altra chiave, viene ora ripetuto con la materia evangelica. Due sono i tratti caratterizzanti dell'operazione: dal punto di vista musicale la Gallerano e Pizzicato - accompagnati da un esuberante fisarmonicista, Gianluca Casadei - intonano in italiano, in greco, in aramaico delle trascinanti melodie mutuate dalle cadenze elementari dei canti popolari, trasformando la storia del Cristo in una sorta di operina folk. Anche i testi hanno le ripetitività e le assonanze tipiche della cultura popolare. Dal punto di vista drammaturgico, invece, Ceresoli cala episodi come le nozze di Cana o la moltiplicazione dei pani e dei pesci sullo sfondo della Palestina attuale, fra eserciti contrapposti, mine, campi profughi. Non è facile compiere simili accostamenti senza cadere nel banale, ma lo spettacolo rivela una scrittura sfumata quanto basta per tenere a distanza la retorica, lasciando che il sovrapporsi di epoche e linguaggi avvenga quasi naturalmente. Nell'insieme, colpisce il senso di dinamismo, di insolita forza fisica che emana da quel Battista "grande e grosso, tutto rosso", o da quel Gesù che sembra percorrere grandi distanze portandosi la madre sulle spalle. Ed è agghiacciante l'invenzione finale di un Cristo in croce che ritorna all'improvviso bambino, diventando di fatto, emblematicamente, uno dei tanti bambini bombardati e dilaniati in quella terra. di renato palazzi (15:26 - 28 set 2009)


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spettacoli

Domenica 4 Ottobre 2009

| Evento | La prima edizione di un festival nazionale incentrato sulla spiritualità con venticinque spettacoli teatrali

A Lucca di scena il sacro Un momento dello spettacolo «Scientia CrucisEdith Stein»

Lorenzo Maffei nostro servizio da Lucca

All’interno del suo «arborato cerchio» di dannunziana memoria, Lucca ha fatto da palcoscenico per la prima edizione del festival nazionale «I Teatri del sacro»: la rassegna teatrale dedicata ai temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare attraverso l’universale linguaggio della scena. E infatti, quello vissuto nelle piazze, nei teatri e nelle chiese del centro storico di Lucca per una settimana, dal 21 al 27 settembre, è stato un dialogo continuo sulla spiritualità con giornate davvero intense. Piene di musica, danza, teatro, ma anche di incontri cultu-

rali e presentazioni di libri. Il tutto inserito nel più vasto panorama culturale del cosiddetto Settembre lucchese, mese di forte richiamo turistico per la città toscana. L’evento, promosso dal Servizio nazionale per il Progetto culturale

FAMIGLIA I QUADERNI DI PUNTO

PREGAREINFAMIGLIA

ore dei famiglia per riscoprire il val Un percorso dedicato alla le io sid Cristiana. In questo sus sacramenti dell’Iniziazione lla de e o, della Prima Eucarestia celebrazioni del Battesim sione rilette alla luce della dimen Confermazione vengono in cui no ello di delineare un cammi familiare. L’obiettivo è qu ondo fec e cino insieme un legam famiglia e parrocchia intrec . nell’educazione alla fede.

IN OMA CON PUGGIO N FAMIGL TO IA

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li 2 euro potrai ricevere Con il contributo di so a e in omaggio il primo a casa tua Punto Famigli i”. numero de “I Quadern .71 .80 15 1.5 08 x Tel./fa amiglia.net iglia.net / www.puntof redazione@puntofam

della Cei e dalla Federgat, in collaborazione con l’Acec (L’Associazione cattolica esercenti cinema), ha coinvolto intellettuali, artisti e un pubblico proveniente da tutta Italia per assistere ad un cartellone di venticinque nuovi spettacoli, i migliori di un bando di concorso indetto dai promotori stessi del festival, rivolto sia alle compagnie professionistiche che ai semplici gruppi amatoriali con l’obiettivo di restituire al teatro il suo carattere popolare e comunitario. Dopo il debutto lucchese gli spettacoli, at-

Sostenere il Kenya

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abato 3 ottobre, alle ore 21, presso il teatro Elios di Santena (To) la compagnia Vetta di Chieri porterà in scena «La Terapia dël C.R.E.P», commedia brillante in due atti, in larga parte in lingua piemontese, scritta e diretta da Bruno Baj, regista del gruppo e presidente dell’associazione. La commedia descrive le situazioni che, nell’arco di un paio di giorni, si creano nella sala d’aspetto di uno studio medico di paese e introduce una vasta galleria di personaggi, ognuno dei quali mostra, sia pure grottescamente, caratteri e situazioni della vita reale. Il biglietto d’ingresso costa 6 euro (prevendita tel. 011/81.11.921, riferimento: sig.ra Rosalba Menzio). Tutto il ricavato andrà a beneficio dell’opera del missionario salesiano don Felice Molino, da molti anni presente in Kenya e impegnato a migliorare la vita di numerosissimi ragazzi delle zone di Embu, Makuyu e Nairobi attraverso l’istruzione, l’educazione e il mantenimento. L’obiettivo è la costruzione di una casa di accoglienza per i ragazzi di strada a Nairobi che si chiamerà «Don Bosco Family», il cui costo complessivo è stimato in 450 mila euro.

Le esibizioni delle compagnie professionistiche ma anche dei semplici gruppi amatoriali Ora la tournée in tutta Italia traverso la vasta rete di palcoscenici e di sale della comunità, saranno in replica in tutta Italia. Tra le venticinque esibizioni il pubblico ha potuto evidenziare dei veri e propri percorsi tematici. Prima di tutto un approfondimento sulla mistica: come in «Dal Vangelo secondo Giovanni» di Giuliano Vasilicò, nome storico del teatro di ricerca italiano; o come in «Abbandono alla Divina Provvidenza», lo spettacolo di Alessandro Berti tratto dall’opera omonima di Jean Pierre De Caussade; o anche in «Il Beato Pellegrino», drammaturgia di Mario Mascitelli, incentrato sul tema del viaggio inteso come cammino di ricerca interiore, dove il pellegrino è un individuo che lascia il proprio quotidiano per affrontare un itinerario, spesso difficile, che gli permetta di connettersi al sacro e alla sua essenza profonda. Rilevanti le forme di religiosità popolare e famigliare messe in scena negli spettacoli «Ex Voto», «Ammaliata», «Föch», «Maria Nera», «Pan Pepato», dove dialetto, passione, amore e dolore si mescolano senza sosta. Oppure quei titoli su figure femminili carismatiche tratte dalla contemporaneità, come Bakhita, Edith Stein, Etty Hillesum, o dai Testi sacri (come «In nome della Madre», dall’omonima opera di Erri De Luca, oppure «Donne del Vangelo»). In scena anche storie di santità, come in «Sant’Alessandro» «Euphoria», «Montemurro», «C’era una rosa…», e trasposizioni sceniche di vicende bibliche («Storia di Abramo»,«Il Vangelo visto da un cieco», «Il libro di Tobia»). Infine, allestimenti incentrati sul canto e sulla musica («Cantu di Passioni», «Canzone al Vangelo», «In corpore» e i già citati «Libro di Tobia» e «Maria Nera») fino a giungere a visioni trasversali del sacro come quelle di «Oibò son morto» e «Le stanze di Amleto». Se ricerca, passione, dubbio sono state le parole chiave del festival, il pubblico è stato reso attivo protagonista nei due laboratori collaterali agli spettacoli, dove chiunque ha potuto confontare se stesso e le proprie emozioni rispetto al sacro e alla spiritualità. Con «Visioni e condivisioni», ideato e condotto da Giorgio Testa, coordinatore del Centro teatro educazione dell’Eti,

lo spettatore è stato invitato a riflettere sul significato profondo della messa in scena, intesa prima di tutto come esperienza umana attorno ad un filo conduttore e, solo in secondo luogo, come restituzione artistica del tema del sacro. Simile anche il laboratorio «I 5 sensi dell’attore-Le stanze di Amleto», ideato e condotto da Teatro del Lemming, che da molti anni conduce un percorso che si caratterizza per il coinvolgimento drammaturgico e sensoriale degli spettatori e per la necessità, nell’attore, di affinare le proprie capacità di ascolto, adeguamento e dialogo. A latere di questa intensa attività teatrale gli approfondimenti culturali serali, da «Il Silenzio di Dio, dialogo tra credenti e non credenti» alla presentazione de «L’incendio dei sogni», l’ultimo romanzo di Luca Doninelli. Ultimi tasselli, ma non per questo meno importanti, di un vero “corpo a corpo” con la fede e con le sue affascinanti, millenarie domande.

Errata corrige Nell’intervista a Magda Olivero, a cura di Giorgio Gervasoni, pubblicata sul n° 34 del 27 settembre scorso, per uno spiacevole refuso redazionale la prima domanda («Signora Olivero, cosa avvenne quella sera del 1959?») reca un’errata indicazione della data. Il riferimento corretto, infatti, non è al 1959, anno in cui la grande cantante fu protagonista alla Scala della «Francesca da Rimini» di Zandonai, bensì alla primavera di quest’anno, quando in una serata milanese l’artista ha ricevuto l’omaggio della città. Ce ne scusiamo vivamente con la signora Olivero e con l’autore dell’articolo.


TEATRO: LUCCA, AL VIA LA RASSEGNA 'I TEATRI DEL SACRO' = IN SCENA IN 7 DIVERSI SPAZI DAL 21 AL 27 SETTEMBRE Lucca, 15 set. - (Adnkronos) - Venticinque nuovi spettacoli gratuiti in prima nazionale in 7 diversi spazi nel centro storico di Lucca. Questo il programma della prima rassegna teatrale dedicata ai temi della spiritualita', della tradizione religiosa, del rito e della religiosita' popolare ''I Teatri del Sacro'' che andra' in scena dal 21 al 27 settembre. Dalla prosa alla musica, dalla danza al clown, la rassegna e' l'occasione per avviare un dialogo sulla spiritualita' nel senso piu'ampio del termine. Tra i professionisti da segnalare, il nuovo allestimento di Giuliano Vasilico', nome storico del teatro di ricerca, che affronta l'umanita' descritta da Giovanni nel Vangelo (21settembre). Danilo Nigrelli e Patrizia Punzo, sono rispettivamente regista ed interprete di "In nome della madre" (27 settembre), toccante spettacolo tratto dall'omonima opera di Erri De Luca. Laura Curino vestira' i panni di Bakhita (23 settembre) nell'intenso percorso dalla schiavitu' alla santita' mentre troveremo Jacob Olesen e Giovanna Mori travolti dall'amore nell'aldila', per lo spettacolo "Oibo' son morto" (25 settembre). Il Teatro del Lemming presentera' un laboratorio sull'Amleto (27 settembre). Tra gli spettacoli si possono evidenziare dei veri e propri percorsi tematici: a partire dalle riflessioni sulla mistica come in Dal Vangelo secondo Giovanni, Abbandono alla Divina Provvidenza e Il Beato Pellegrino, fino alle forme della religiosita' popolare e famigliare come in Ex Voto, Ammaliata, Foch, Maria Nera, Pan Pepato. Spettacoli su figure femminili carismatiche tratte dalla contemporaneita' come Bakhita, Edith Stein, Etty Hillesum o dai Testi Sacri (In nome della Madre, Donne del Vangelo In scena anche storie di santita' come per Sant'Alessandro, Euphoria, Montemurro, "C'era una rosa..." e trasposizioni sceniche di vicende bibliche (Storia di Abramo, Il Vangelo visto da un cieco, Il libro di Tobia). Infine allestimenti incentrati sul canto e sulla musica (Cantu di Passioni, Canzone al Vangelo, In corpore e i gia' citati Libro di Tobia e Maria Nera) Fino a giungere a visioni trasversali del sacro come quelle di Oibo' son morto e Le stanze di Amleto. In occasione della rassegna si terranno due laboratori: I 70 visioni e condivisioni, curato da Giorgio Testa dell'Eti, dedicato agli spettatori, e I 5 sensi dell'attore, curato dal Teatro del Lemming, rivolto ad attori, registi, danzatori, appassionati. Nei giorni della rassegna inoltre si terranno varie iniziative dedicate all'approfondimento e al confronto fra le tante realta' e visioni intorno alla spiritualita' con incontri, dibattiti, presentazioni. Gli spettacoli nel Teatro del Giglio, nel Teatro San Girolamo, nell'Oratorio San Giuseppe, nella Chiesa di San Cristoforo, nel Cortile degli Svizzeri, nella Chiesa di Santa Maria dei Servi, e nel Baluardo San Regolo - Orto Botanico. (Clt/Pn/Adnkronos)


Appuntamenti MOSTRE

IL MURO DI BERLINO

United Artists of Italy 1

A 20 anni dalla caduta del muro, una storia attraverso 80 foto dell’agenzia Ullstein Bild e dell’archivio del quotidiano Süddeutsche Zeitung. Le immagini di pazienti reporter hanno offerto la rappresentazione della città divisa e costruito negli anni il nostro immaginario sulla cortina di ferro. Berlino: la libertà oltre il muro. Torino, Sala Bolaffi, via Cavour 17, dal 2/10 al 9/11.

200 immagini di 22 fotografi italiani – da Basilico a Berengo Gardin, da Ghirri a Giacomelli, da Jodice a Mulas – che ritraggono i volti dei più significativi artisti contemporanei, italiani e internazionali. United Artists of Italy. Milano, Fondazione Stelline, dal 24/9 al 31/1/10.

ricco di immagini e atmosfere lunari, con la performer Silvia Sassetti. Dall’iniziale cumulo da dove affiora, alla plasticità di un corpo sempre in trasformazione che fa emergere, tra sonorità, voci e visioni, l’universo poetico della scrittrice americana Sylvia Plath. Non ha convinto il Don Chisciotte della compagnia Vicolo Corto. Con al centro un’altalena basculante che funge da cavallo e da asino, Sancio si divide in tre interpreti – marionette staccate dal muro al quale ritornano –, ma non aggiunge nessuno sguardo nuovo all’universo immaginifico del personaggio di Cervantes. Più contemporaneo After the end del Teatro Argo. Il testo claustrofobico di Dennis Kelly, ci offre una spietata analisi dell’incomunicabilità tra due esseri umani costretti dentro un bunker, che conoscono il solo linguaggio della sopraffazione per sentirsi amati ed accettati dall’altro. Incalzante come un thriller, la messinscena si appesantisce per la prolissità dei dialoghi che potrebbero benissimo ridursi alla metà senza far perdere senso e ritmo al testo.

ARTE E SPETTACOLO

Giorgio Ramella

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Il titolo racchiude le suggestioni nelle grandi tele dei suoi viaggi, dove “l’altrove, la sua Africa, il suo Oriente da Mille e una notte sono magnifiche invenzioni letterarie”. A Oriente verso Sud. Giorgio Ramella. Torino, OGR Officine Grandi Riparazioni, fino al 31/10.

l’open day con visite alla collezione guidate da filosofi, artisti, architetti. “Punti di vista e visioni inedite”. La collezione d’arte contemporanea della Banca in Italia. Milano. Info: 02.40242346

Natural Perspective Tobias Rehberger

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Il ciclo di eventi che accompagneranno il rush finale verso l’apertura del museo Maxxi s’inaugura il 3/10 con un’istallazione di luci di Tobias Rehberger, dalle forme fluide e dinamiche con cui l’artista sembra guardare al cinema, ma in modo rarefatto. Maxxi vede la luce. Roma

L’incontro di due artiste: la pittrice Foresi e la fotografa Gist, che si scambiano giochi di colori nel far dialogare il loro modo di esprimere l’arte. Natural Perspective. Mostra di Stefania Foresi e Laura Gist. Roma, Torretta Valadier, dal 26 al 30/9.

New York Minute Db Collection Italy Una serie di incontri e visioni sull’arte contemporanea. S’inizia il 22 con la critica d’arte Angela Vattese che insieme a Frank Bohem, converserà sul tema “Sculture ambientali come luoghi di transito e d’uso”. Seguirà il 3/10 la terza edizione del1

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60 artisti di base a New York, il cui lavoro cattura e riflette le tendenze oggi principali dell’arte newyorkese: Street Punk, Wild Figuration e New Abstraction. New York Minute: 60 artisti della scena artistica newyorkese. Roma, MacroFuture, fino all’1/11. 3

IN SCENA

Biennale Musica Il 53° Festival Internazionale di Musica contemporanea diretto da Luca Francescani si basa sul rapporto uomo-macchina. Musiche di Varèse, Kourliandski, Beste, un omaggio a Gyorgy Kurtàg e grandi orchestre. Il Corpo del suono. Venezia, varie sedi, dal 25/9 al 3/10. www.labiennale.org

Teatri del sacro 150 artisti da tutta Italia, 25 spettacoli gratuiti in prima assoluta. In scena i vincitori di un bando di concorso nazionale dedicato al rapporto tra il teatro e il sacro, che animeranno l’area storica della città toscana. Tra i molti artisti, Giuliano Vasilicò, Laura Curino, Jacob Olesen e giovani compagnie quali Yupiter!41 e il Teatro dell’Orsa. I teatri del sacro. Lucca, dal 21 al 27/9. 4

a cura di G.D.

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Giuseppe Distefano

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Città nuova • n.18 • 2009


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LA TERZA PAGINA

Il Corriere Apuano 3 ottobre 2009

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di Antonio Ricci

Per una settimana Lucca palcoscenico dei “Teatri del Sacro”

La promessa dichiarata alla vigilia era impegnativa: la rassegna “I teatri del sacro” - promossa dalla Fondazione comunicazione e cultura del Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI assieme alla Federazione Gruppi Attività Teatrali (Federgat) e sostenuta da diversi enti e istituzioni laiche ed ecclesiali, tra le quali l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) – si proponeva, infatti, nella presentazione, come “una grande festa fatta di teatro e di musica” che “accenderà dal 21 al 27 settembre la città di Lucca”. Di incendi, fortunatamente, non se ne sono poi visti, ma quella che era definita anche come “un’avventura dello spirito” avente “una città come palcoscenico” ha risposto in pieno alle attese. Venticinque nuovi spettacoli teatrali, selezionati a seguito di un concorso indetto a livello nazionale, scritti e interpretati da professionisti, ma anche da filodrammatiche amatoriali, sono stati rappresentati in sette diversi luoghi all’interno del centro storico di Lucca. Tra i professionisti significative le presenze di Giuliano Vasilicò, esponente del teatro di ricerca, con Dal Vangelo Secondo Giovanni, poi Danilo Nigrelli e Patrizia Punzo, rispettiva-

Una rassegna teatrale alla riscoperta della tradizione religiosa popolare mente regista ed interprete di In nome della madre, tratto dall’omonima opera di Erri De Luca; Laura Curino in Bakhita: storia meravigliosa, sulla vita straordinaria della santa sudanese; infine Jacob Olesen e Giovanna Mori nello spettacolo sull’aldilà Oibò son morto. Di spessore anche le proposte provenienti da parrocchie o da altri gruppi amatoriali: riflessioni sulla mistica (Abbandono alla Divina Provvidenza), sulla santità (la vita di Santa Rosa da Viterbo), su figure femminili di rilievo (Edith Stein), racconti biblici (Storia di Abramo), alcuni allestimenti basati sul canto e sulla musica (Cantu di Passioni). Una scelta ampia, capace di soddisfare le diverse sensibilità. Altro punto qualificante del progetto è l’idea di creare per gli spettacoli della rassegna un circuito nazionale, da proporre all’interno della fitta rete delle sale della comunità, con il supporto economico ed organizzativo del Centro nazionale sullo spettacolo sacro e religioso della Fe-

“Scientia Crucis” la storia di santa Edith Stein

SCIENTIA CRUCIS - EDITH STEIN con testo Corrado Sorbara, Don Francesco Furlan drammaturgia e regia Corrado Sorbara costumi Sartoria Dedalo video Daniele Cipolletti, Corrado Sorbara

Essenziale nella scenografia e nelle luci, recitato da tre donne (Elena Succhiarelli, Antonella Quadraccia, Leilani Weiss) in omaggio al femminismo del personaggio principale, “Scientia crucis – Edith Stein”, proposto a Lucca dalla compagnia Opzione Teatro, riesce a calamitare l’attenzione del pubblico non solo per il rilievo del personaggio in sé, ma anche per le atmosfere che un giusto intreccio tra proiezioni di filmati, musiche e coreografie sa creare attorno allo spettacolo. Questa santa riunisce in sé caratteristiche che normalmente si possono ritrovare distribuite tra diverse persone: filosofa allieva di Husserl poi suora carmelitana; ebrea di origine poi convertita al cattolicesimo; fiera oppositrice del nazismo (al punto da scrivere una lettera al Papa Pio XI per chiedergli di intervenire contro le prime persecuzioni degli ebrei operate da Hitler) poi martire essa stessa in un campo di concentramento. Impossibile sviscerare tutti i risvolti di una personalità così forte e complessa; eppure “Scientia crucis” (titolo derivante dal nome dato al suo testamento spirituale) riesce a far intendere la forza di Edith nel rifiuto di

dergat. Secondo il programma stabilito, tali rappresentazioni dovrebbero avere luogo nel primo semestre del 2010. Chiara l’intenzione di rilanciare un teatro che non abbia paura di affrontare i temi legati alla spiritualità e alla tradizione religiosa popolare. Non occorre ripercorrere in modo dettagliato la storia del teatro – italiano, ma non solo – per ricordare l’importanza delle sacre rappresentazioni medievali ispirate agli episodi più significativi della Bibbia: per lungo tempo sono state proprio queste a mantene-

sottostare ai limiti imposti dall’appartenenza a una razza o ad una religione. Dal distacco dalla famiglia (prima con la conversione al cattolicesimo, poi con la scelta di andare in convento) fino al martirio, non ci sono esitazioni in Edith, che segue con fermezza la strada indicata da Teresa d’Avila. Così lei, ebrea di origine, giunge a caricarsi della croce portata da un altro ebreo, Gesù Cristo. Lo scoppio della guerra e l’inasprimento delle persecuzioni razziste contro gli ebrei la vedono fieramente impegnata a fare di tutto pur di riuscire a fermare Hitler. Le scene che la vedono impegnata con la madre superiora per ottenere il permesso di chiedere un colloquio al Papa rivelano un determinazione che, è facile intuirlo, la porterà a non cedere a compromessi né, tanto meno, alla paura del martirio. Ad un certo punto le parole non servono più ed allora sono la musica e la danza – sullo sfondo di filmati d’epoca – a farci cogliere la sua immedesimazione con il sacrificio della croce. Uno spettacolo ben strutturato e recitato, che contrappone la complessità dei temi alla semplicità della messa in scena. Una figura di santa che emerge da eventi storici e politici che sconvolsero il mondo. (a.r.)

re viva nella società la voglia e la capacità di “fare teatro”, al di là delle incomprensioni riservate ad una forma di arte che ha dovuto faticare prima di riuscire a vincere tutte le diffidenze di cui era oggetto. Superati i periodi in cui gli attori erano in odore di scomunica, ma giunti nel frattempo ad una società che tutti riconoscono come “secolarizzata”, è fuori di dubbio che il tentativo di riavvicinare il teatro al sacro, se da un lato appare proposito arduo, dall’altro è anche iniziativa che va nel senso di un servizio offerto a quanti sono interessati ad una riflessione su tutto ciò che ha a che vedere con la fede. Esemplare nel tentativo di offrire anche ai non credenti, la possibilità di avvicinarsi ai testi sacri è “La storia di Abramo”, opera derivante dall’impegno della Associazione culturale Ariel di Magenta, a mettere in scena le “storie” della Bibbia in modo non confessionale, affinché tutti ne possano fruire. Il racconto si snoda attraverso gli interventi di tre attori (Alberto Baroni, Mauro Colombo e Luigi Galli) che guidano gli spettatori alla conoscenza di un uomo che, pur avendo risposto alla chiamata di Dio, è assalito da dubbi e angosce che lo inducono a rimettere continuamente in discussione le sue scelte. Fino alla prova decisiva del sacrificio del suo unico figlio Isacco.

La collezione d’arte del pontremolese Vittorio Rosa in mostra a Viareggio Ha avuto molta risonanza sulla stampa e su un canale nazionale Rai ed è stata molto visitata la mostra dal titolo “Le costellazioni della figura, del paesaggio, della forma, della materia” che è stata importante nell’estate culturale viarregina. É stata aperta dall’8 agosto al 2 settembre nella bella villa Borbone e curata da Floriano De Santi, al quale si deve nel catalogo un’introduzione di critica d’arte di alto spessore, impegnativa ma molto utile per accompagnare il lettore e il visitatore in un itinerario del “sapere per immagini”, con citazioni del pensiero filosofico e dei linguaggi estetici di due “mostri sacri” del Novecento: Michel Foucault e Roland Barthes, studiosi anche del diverso e del devastante nelle figure e forme e paesaggi della pittura contemporanea. Il curatore Floriano De Santi in sapienti paragrafi spiega che in

maestri come Giorgio De Chirico o Mario Sironi la loro opera “si deterge di tutte le tracce di un’interpretazione soggettiva, si giunge alla impersonalità o alla schematicità del tipo, dell’archetipo”. Si cerca di cogliere un’iperrealtà annullando la condizione storica della cosa rappresentata per coglierne l’essenza: se uno cerca nell’arte novecentesca la raffigurazione della realtà come la vedono i suoi occhi fisici rimane sgomento e deluso, ciò a cui l’artista vuol dare figura è l’invisibile nel visibile. Ad esempio, l’olio su tela “Cinque Terre” di Renato Birolli, in mostra della Collezione Vittorio Rosa, raffigura un paesaggio che non ha nessuna identità fotografica della costa ligure, è un paesaggio ricreato su un’immagine mentale e mnemonica che però esprime l’essenza di quel luogo d’incanto e di infinito che sono le Cinque Terre, col

giallo dei limoni di suggestione montaliana, gli azzurri e le tante tonalità verdicanti delle acque marine, i piccoli moli. Il nostro grande storico dell’arte e critico Carlo Ludovico Ragghianti afferma che “chi in un’opera d’arte visiva vede la figura e non vede il processo della forma, non vede”. Il curatore della mostra estiva a Viareggio spiega bene le definizioni di elementi distinti della pittura, che sono appunto la figura, il paesaggio - che conduce verso un’incognita molteplicità di orizzonti - la forma, la materia e su queste “costellazioni” è stata suddivisa la mostra attraverso 95 quadri dei quali ben 38 sono di proprietà di Vittorio Rosa. I nomi degli artisti sono tutti importanti e famosi (De Chirico, Sironi, Birolli, De Pisis, Mattioli, Crippa, Munari, Vedova) per citare soltanto i più divulgati.

Chi è Vittorio Rosa? Di lui abbiamo già parlato nel numero 38 del Corriere Apuano del 2008 in occasione della mostra della sua collezione organizzata a Brescia promossa d’Associazione artisti bresciani. É uno di Pontremoli che ad un certo punto della sua vita ha cambiato lavoro e dimora, si è affermato a Brescia, ha frequentato un ambiente artistico vivace e importante e ha coltivato il suo amore per il bello, che lo ha portato ad “investire” in opere d’arte, ha acquistato

quadri di qualità. Ad un certo punto ha fatto il ragionamento che sia bene organizzare non solo le mostre personali o collettive di artisti, ma anche mostre delle collezioni che gli amatori possiedono. Idea semplice e brillante per condividere con tutti il bello: le opere d’arte vivono se sono esposte a tutti, sono, per così dire, inutili se stanno rinchiuse in stanze inaccessibili o sigillate in casseforti o intercapedini. É pur vero che l’arte è un bene sociale! (m.l.s.)


martedì 22 settembre 2009

Firenze

La miniera delle Oblate

Nello spazio biblioteca (e non solo) di via dell’Oriuolo 26 Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica per la Toscana chiamano a raccolta docenti, esperti e appassionati da tutta Italia su un tema che rinvia alle fatiche, ai pericoli, alle atmosfere, alle culture, alle tecniche di un lavoro che oggi non esiste più, almeno nelle forme che lo hanno visto svilupparsi per secoli in tutte le zone minerarie del mondo: l’attività dei minatori, il mondo “sotto-sopra” della miniera. Il particolare aspetto che fa da sfondo alla due giorni (oggi e domani, a partire dalle 10) cerca di evidenziare i possibili aspetti museali di queste antiche attività, specie nelle aree minerarie dismesse. In molte zone della Toscana mineraria all’interno delle antiche miniere sono sorti, anche con siti web e relative visite virtuali, musei sulla storia delle attività estrattive e del lavoro. “Anche perché le miniere, per il microclima, il silenzio, la luce, la particolarità degli ambienti sotterranei, in effetti sembrano predisposte per diventare musei”. Si cercherà di fare il punto sulle tantissime, ma fra loro scollegate, memorie orali su miniere e minatori, saranno proiettati brani da documentari sulle miniere di cinabro a Castell’Azzara, su quelle di zolfo in Sicilia, su quelle di carbone in Sardegna. Sarà proiettata una videoballata su un canto dei minatori nelle valli alpine della Lombardia e saranno presentate esperienze, non solo toscane, sulla cosiddetta “musealizzazione” del patrimonio minerario e delle aree minerarie dismesse. Chiude domani una intervista ai rappresentanti dei musei e dei parchi minerari toscani dopo una doppia relazione sulle problematiche di questa particolare musealizzazione nelle miniere di Gavorrano e Montecatini val di Cecina. Mentre stasera è in programma un reading a cura di Kulturificio n.7, “L’uomo più forte del mondo” scritto da Tommaso Santi, diretto da Valeria Banchi con Francesco Borchi, Carlo Monni e Maria Santi alla fi sarmonica, basato su fonti orali e audiovisive raccolte da Giovanni Contini. Per non farsi mancare nulla ecco la prima edizione di una nuova rassegna, “I teatri del sacro”, dedicata ai temi della religiosità e spiritualità. Un fi tto cartellone fi no al 27 con artisti provenienti da tutta Italia, 25 titoli in prima nazionale e a ingresso gratuito, sparsi in sette spazi del centro storico (il Giglio, San Girolamo, l’Oratorio San Giuseppe, San Cristoforo, il Cortile degli Svizzeri, Santa Maria dei Servi, l’Orto botanico). Non solo prosa ma anche musica, danza, clownerie. Perché “il teatro torni a essere popolare e comunitario”. Fra i protagonisti il redivivo Giuliano Vasilicò che affronta l’umanità del Vangelo di Giovanni, Danilo Nigrelli e Patrizia Punzo (“In nome della madre”) dal testo di Erri De Luca, Laura Curino, il Teatro del Lemming. Ambiziosa carrellata ricca di spunti e riflessioni. Programma completo su www.federgat.it


TOSCANA OGGI 6 settembre 2009

Incendi: triste primato per la lucchesia N

on è un caso che la Provincia di Lucca ha prorogato fino al 30 settembre il periodo di alto rischio per gli incendi dei boschi, eventualità prevista dalla Legge regionale forestale. La provincia di Lucca è la più colpita da incendi rispetto alle altre province della Toscana. La proroga, valida su tutto il territorio provinciale, è stata decisa in virtù della situazione climatica complessiva, caratterizzata da elevate temperature, con precipitazioni scarse in montagna e pressoché assenti nelle aree collinari e di pianura: tutte condizioni di alta pericolosità per gli incendi boschivi. Nonostante queste condizioni ad alto rischio si sono verificati comunque, nelle settimane scorse, alcuni episodi di fuochi di scarti di giardinaggio o residui agricoli che, in più casi, sono poi degenerati in incendi boschivi. Questi casi, ove accertata la responsabilità soggettiva, sono stati sanzionati dal personale del Corpo Forestale dello Stato, che ha anche provveduto a

La nostra Provincia è la più colpita in Toscana. Particolarmente grave la situazione nel Comune di Camaiore. Situazione dei boschi attenzionata con il massimo allarme fino al 30 settembre denunciare i soggetti per incendio colposo, ai sensi dell’articolo 323 bis del Codice di Procedura Penale. Al di là della sanzione e della denuncia penale va poi considerato il grave danno economico che tale comportamento implica, sia in termini di costi di spegnimento che di danno ambientale. Inoltre occorre anche considerare che condotte irresponsabili mettono a rischio la sicurezza delle

decine di persone chiamate ad intervenire per spegnere l’incendio, sia che operino da terra che sui mezzi aerei, oltre che degli abitanti delle case che si trovino ad essere interessate dalle fiamme. «Gli incendi di quest’estate – commenta l’assessore provinciale alla protezione civile Emiliano Favilla – hanno causato ingenti danni a vegetazione e fauna, con possibili ripercussioni sulla

stabilità idrogeologica dei versanti e sul degrado della vegetazione esistente, già provata dal riscaldamento terrestre e dalle scarse precipitazioni. Si tratta di azioni, talvolta sconsiderate, altre casi veramente criminali, che contribuiscono a impoverire l’ambiente naturale. La cultura della cura del territorio dovrebbe essere stimolo per spingere la cittadinanza a

comportamenti rispettosi delle aree in cui vivono. Ritengo che tutti siano più gratificati a vivere in un ambiente ricco di una vegetazione come quella della macchia mediterranea che molti ci invidiano, piuttosto che essere circondati da superfici carbonizzate o degradate dal fuoco». L’assessore Favilla coglie inoltre l’occasione per reiterare l’appello alla popolazione. «La collaborazione dei cittadini – afferma – è necessaria oltre che preziosa, affinché tali azioni possano essere prevenute o limitate. Mi auguro che la sensibilità, il senso civico e un comportamento maggiormente responsabile contribuiscano ad arginare questi fenomeni». La Provincia di Lucca ricorda, infine, che nel periodo di alto rischio sono vietate le accensioni di fuochi a distanze inferiori ai 200 metri dal bosco e che comportamenti non rispettosi della norma possono essere sanzionati e comportare in caso di incendio boschivo anche denuncia all’autorità giudiziaria.

SETTEMBRE

IL LIBRO DEL DOTTOR ORESTE FENILI n medico che scrive. Sì, proprio un medico, come Tobino, che racconta il suo attaccamento alla città dove è nato. Sono pagine ricche di emozioni, di momenti storici, vissuti attraverso la commovente testimonianza del padre Alfredo, di momenti familiari, rivissuti attraverso la lente nostalgica di quel ragazzo, Oreste Fenili, nato prima della guerra, che di Lucca vuole mostrare il modo di vivere, gli impegni, la cordialità. Non mancano autentici momenti goliardici, su cui l’autore indugia volentieri per ricordare gli amici con cui ha condiviso le fatiche universitarie,ma non tralascia nessuno. Così come non tralascia di ricordare luoghi e, soprattutto, personaggi, quelli che a Lucca hanno fatto epoca. Fenili, testimone fedele, si sofferma a narrare la sua Lucca e ci porta in mezzo a quella gente, e ci fa condividere passioni e situazioni a volte belle, a volte difficili da narrare. E poi affida alle foto, vere icone di un tempo passato, di continuare a dire quello che, forse, lui stesso teme di non sapere esprimere. Il collage si apre con l’immagine del padre e si dipana negli affetti più cari, nei volti e nei luoghi che hanno segnato la sua vita. La facilità espositiva e la duttilità del linguaggio sono la costante che accompagna il lavoro di Fenili. Il libro si intitola: Lucca amore mio, ed è stato stampato presso la SanMarco Litotipo. Rita Camilla Mandoli

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Lucca: tanti eventi da non perdere

ntorno alla Festa religiosa dell’Esaltazione della Santa Croce, si organizza tutto un corollario di eventi, manifestazioni, incontri, iniziative che fanno prendere vita alla città di Lucca più che in altri periodi dell’anno. È il settembre lucchese, nè più, ne meno. Sul sito internet del Comune di Lucca (www.comune.lucca.it), nella sezione settembre lucchese 2009, è possibile consultare tutto il nutrito programma di appuntamenti che ricoprono tutto il mese di settembre e oltre. Eventi culturali, mercati, iniziative di solidarietò, musica e spettacoli, eventi sportivi. Insomma ce n’è per tutti i gusti. Tra i vari eventi da non perdere segnaliamo già da ora il festival «I Teatri del Sacro» che ogni sera alle 21 dal 21 al 27 settembre proporrà eventi di grande livello culturale e spirituale. Questo evento è promosso dall’Associazione Federgat e Fondazione Comunicazione e Cultura. Sui prossimi numeri torneremo su questo importante evento.

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LUCCA: EX REAL COLLEGIO

MOSTRA DI ARTISTI LOCALI ella foto, l’inaugurazione della mostra d’arte «Lucca Contemporanea» aperta all’ex Real Collegio (dietro la basilica di S. Frediano a Lucca) e promossa dall’associazione «Arte in Lucca» con il sostegno della Provincia, del Comune di Lucca e di numerosi sponsor. Il taglio del nastro ha dato il via a una rassegna (ad ingresso gratuito) che riunisce le opere di 45 artisti locali (lucchesi doc o lucchesi d’adozione), una simpatica iniziativa che dà spazio ai talenti artistici e offre un’occasione in più nell’ambito della tante manifestazioni del Settembre Lucchese. La mostra rimarrà aperta fino al 15 settembre, tutti i giorni dalle 11 alle 20.

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Il Sindaco di Lucca Mauro Favilla insieme al Presidente della Provincia Stefano Baccelli, all’inaugurazione della mostra

AVVENIMENTI

Montecarlo in festa rosegue «Montecarlo in festa», la manifestazione che presenta il vino indiscusso protagonista e che è in programma fino all’8 settembre. Alla festa del vino che è l’elemento principe del territorio e che sarà da gustare attraverso un percorso gastronomico che valorizza ambiente, paesaggio, storia e cultura, si affianca un programma ricco e variegato. Per undici giorni, quindi, vari spettacoli, mostre di pittura e di cultura oltre alle degustazioni con abbinamenti di prodotti e vini locali e con gli stand enogastronomici in Piazza d’Armi. La kermesse, che si è aperta sabato 29 agosto con la sesta edizione della marcia podistica ludico motoria intitolata ad Alberto Tintori e organizzata dalla Misericordia di Montecarlo con i Gruppi Fratres Montecarlo e San Salvatore, vede quest’anno anche la celebrazione di un evento molto importante per l’ antico borgo, ossia il 40° anniversario del riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino «Montecarlo bianco» con approvazione del relativo disciplinare di produzione avvenuta il 13 agosto 1969. Da ricordare inoltre che nel 1985 al bianco si è aggiunto il riconoscimento della DOC anche al vino rosso mentre nel 1994 c’è stata una modifica al disciplinare che diminuiva la percentuale del Trebbiano a favore dei vitigni francesi per rendere i vini più adeguati ad un mercato che stava chiedendo prodotti sempre migliori. Ciascuna delle ultime quattro serate, a partire da sabato 5 settembre, offre appuntamenti da non perdere con le degustazioni dei vini di Montecarlo e delle Colline Lucchesi in Piazza Garibaldi, con le prelibatezze e i prodotti tipici offerti dagli stand. La sera di sabato 5 settembre presentazione al Teatro dei Rassicurati di «Amo la vita», un libro di Luca Dachille ambientato a Montecarlo e seguito da «In…canto per le vie del borgo», un percorso guidato tra le forme musicali del rinascimento italiano con Sergio Nelli e il Coro della Collegiata di S. Andrea. Inoltre da ricordare nell’ ex chiesa della Misericordia la rassegna «Essenza del gusto», le scene di vita quotidiana con tamburini e figuranti per le vie del centro storico ad opera del Gruppo Storico Montecarlese oltre allo spettacolo itinerante per bambini. La sera successiva poi ancora nell’ex Chiesa della Misericordia in Via del Cerruglio per la Rassegna «Essenza del Gusto»: Montecarlo DOC: quarant’ anni tra sorsi e discorsi, un incontro con i produttori per scoprire i nuovi disciplinari. Infine in Piazza Carrara Concerto Bandistico della Filarmonica G. Puccini con brani classici e moderni diretti da Pietro Moschini mentre le vie del centro storico faranno da suggestiva cornice ancora allo spettacolo itinerante per bambini. La serata di lunedì 7 settembre sarà caratterizzata anche dalla Tavola rotonda al Teatro dei Rassicurati «Quarant’ anni Montecarlo Doc», l’evoluzione dei vini e del loro territorio con l’intervento di enologi, giornalisti ed operatori del settore mentre sarà il gruppo «Doowoop» a presentare brani di musica dagli anni 60 ad oggi. Infine martedì 8 settembre chiusura della manifestazione con i solenni festeggiamenti e la processione in onore della Madonna del Soccorso per le vie dell’ antico borgo con la partecipazione della Filarmonica «G. Puccini» di Montecarlo. Da ricordare collateralmente pure la mostra «I colori dell’anima», una personale di pittura di Roberto Pasquinelli a Palazzo Genovesi oltre all’esposizione di dipinti di Dania Picchi «Paesaggi» presso il Palazzo del Vescovo. Invece il Teatro dei Rassicurati ospita la personale di pittura di Margherita Biondi dal titolo «La forma del colore» mentre nel centro storico ritorna anche quest’anno con la sua Personale di Pittura Giorgio Carezzi. Nubia Fanucchi

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TOSCANA OGGI 13 settembre 2009

«I Teatri del Sacro»: nel centro storico di Lucca, una rassegna in prima assoluta

TORRE DEL LAGO

Festival Puccini: l’annata dei grandi numeri e le cifre hanno un valore – come effettivamente hanno – i 2.023,865,61 Euro incassati dal «Festival Puccini» di Torre del Lago nell’estate di quest’anno, vogliono pur dire qualche cosa. Questo a fronte dei circa 48 mila spettatori paganti provenienti da ben 39 paesi, quindi – si può dire – da tutti i continenti. Sotto il profilo del successo di pubblico non c’è nulla da eccepire, anche se insistere a parlare di «Festival», vuol dire continuare in un equivoco che ormai si perpetua da sempre. La parola «Festival», infatti, vuol dire ricerca, confronto, innovazione, proposta, non pedissequa ripetizione di un repertorio che stancamente si ripete girando intorno a quattro titoli – Turandot, Boheme, Tosca e Madama Butterfly – per lasciarne fuori uno ogni anno per far posto a Manon Lescaut, La Fanciulla del West e – più raramente – La rondine. Ed a questo proposito c’è da dire che quando si rappresentano queste ultime opere, non si fanno le quattro o cinque repliche delle precedenti, ma solo tre, perché è notorio che il «Gran Teatro» all’aperto – ma anche quello precedente – si riempie a metà, raramente per i due terzi. Ne abbiamo avuto la riprova proprio questa estate, quando della «Manon Lescaut» – certamente l’opera meglio rappresentata – ne sono state fatte, appunto, tre repliche, proprio per ragioni di cassetta. Ma non basta, perché la «cartina di tornasole» ci viene offerta dalla programmazione del 2010, dove – malgrado cada il centenario della sua prima rappresentazione – di «La Fanciulla del West» non si va oltre le tre serate, contro le cinque di «Tosca» e le quattro di «Turandot» e di «Madama Butterfly». Come volevasi dimostrare, sia pure con l’aggiunta di una rappresentazione dell’opera-balletto «Le Villi» e di «Carmina burana» di Carl Orff. Ora, a prescindere dal fatto che – come più volte sottolineato anche dal maestro Nicola Luisotti, che di partiture pucciniane se ne intende, avendole dirette in tutto il mondo – per gustare a pieno la musica di Giacomo Puccini è necessario e indispensabile ascoltarla in un teatro vero e proprio, e non in un’arena all’aperto – sottoposta a condizioni atmosferiche non sempre ideali, oltre che ambientali – secondo noi è giunto il tempo (data la limitatezza del repertorio pucciniano) di ampliarne l’orizzonte, inserendo nel cartellone almeno un’opera dell’altro grande lucchese Alfredo Catalani, o di compositori contemporanei di Puccini come Mascagni, Cilea, Giordano e Ponchielli. Tutti operisti che anche loro – come minimo– hanno un titolo di indiscusso successo. Cosa che, senza scandalo, già avviene a Salisburgo per il compositore dei compositori: Wolfgang Amadeus Mozart. In compenso, è stato annunciato – e lo ha confermato di persona – che una prossima regia di «La boheme» verrà affidata a Vittorio Sgarbi; questo personaggio eclettico che, partendo dalla critica figurativa, sta spaziando in tutto lo scibile umano, pronunciando sentenze e dissacrando tutto ciò che può dissacrare con la parola, la penna e la televisione. Ivi compreso il nuovo «Grande Teatro» di Torre del Lago, nel silenzio di tutti i responsabili del «Festival Puccini» e di quanti lo stavano ascoltando nella conferenza stampa conclusiva della manifestazione 2009. Una manifestazione che se ha fatto riscontrare un successo di pubblico veramente eccezionale – a dimostrazione che la musica di Giacomo Puccini – esercita sempre un forte richiamo, è anche vero che per rispettare l’etimologia della parola «festival» occorre ben altro, e non certamente la «novità» del balletto classico che con il nostro Puccini non ha proprio nulla a che fare. A parte l’errore giovanile di «Le Villi». Mario Pellegrini

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Attraverso il teatro, un altro tocco di spiritualità dentro le iniziative del Settembre lucchese 2009

a prima edizione di «I teatri del Sacro», promossa dal Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, si terrà a Lucca. Obiettivo della rassegna è promuovere proposte teatrali di qualità, dedicate alla riflessione e alla comunicazione del sacro, dando spazio alle nuove creatività e ad una circuitazione nazionale degli spettacoli all’interno della fitta rete delle sale teatrali di prossimità e delle sale delle comunità. Saranno 150 gli artisti che provengono da tutta Italia, 25 gli spettacoli gratuiti in prima nazionale

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assoluta, 7 spazi di rappresentazione per 6 giorni di rassegna: insomma sarà una grande festa che accenderà di teatro e musica la città di Lucca dal 21 al 27 settembre prossimi. Gli spettacoli in scena, vincitori di un Bando di concorso nazionale dedicato al rapporto tra il teatro e il sacro, animeranno tutta l’area storica della città: dalle chiese alle piazze, dagli spazi di archeologia industriale ai chiostri, i cortili, le scuole. Tra i tantissimi artisti in scena Giuliano Vasilicò, Laura Curino, Jacob Olesen e giovani compagnie quali Yupiter!41 e il Teatro dell’Orsa, e ancora: le

migliori compagnie italiane di teatro amatoriale, concerti, incontri e approfondimenti. «I Teatri del Sacro» sarà un momento di aggregazione, un evento che unisce professionisti della scena ed amatori, un’occasione per raccogliersi intorno ai temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare grazie all’universale linguaggio del teatro. Nel contesto della rassegna è riservato uno spazio speciale alla valorizzazione dello spettatore come interlocutore fondamentale di un evento che in prima

istanza vorremo che fosse un’esperienza umana di senso. Per questo motivo è stato dunque ideato «I 70 visioni e condivisioni», progetto destinato al pubblico, in cui 70 spettatori, coordinati da Giorgio Testa dell’ETI, saranno coinvolti in un viaggio di ricerca dentro tutti gli spettacoli della rassegna, in un «corpo a corpo» continuo con il sacro. Un viaggio che permetterà di raccogliere impressioni, parole, immagini, sensazioni, racconti sul teatro e il sacro, ma anche sulla vita, l’esperienza spirituale, il dubbio, la paura, la passione. I materiali che verranno prodotti dai 70 spettatori saranno poi raccolti in una pubblicazionedocumento che si porrà come diario, come cronistoria della

rassegna dal punto di vista dello spettatore. Dopo il debutto lucchese, gli spettacoli verranno supportati dal Centro nazionale sullo spettacolo sacro e religioso della Federgat nel reperimento di piazze dove allestire i propri lavori. «I Teatri del Sacro» è un’iniziativa ideata e realizzata dalla Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) e della Fondazione Comunicazione e Cultura – Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l’ACEC e con il patrocinio dell’ETI Ente Teatrale Italiano. Prossimamente saranno resi noti i dettagli dell’evento e il programma completo della rassegna.

Un anno fa la scomparsa di Carlo Gabrielli Rosi l 4 settembre dell’anno scorso moriva all’età di 84 anni – era infatti nato il 21 febbraio 1924 – Carlo Gabrielli Rosi, nota figura di scrittore, archivista e – soprattutto – di storico della Resistenza in Provincia di Lucca, di cui era stato indiscusso protagonista. Cattolico osservante, alieno a qualsiasi compromesso politico, attento osservatore e quindi critico di tutti i trasformismi avvenuti negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, Carlo Gabrielli Rosi è stato sempre una spina nel fianco di coloro che, per calcolo egoistico o semplice opportunismo, non furono capaci di seguire la via tracciata dalla Lotta di Liberazione per la Democrazia. Alcuni giorni prima della sua scomparsa mi giunse per posta un plico contenente alcuni documenti accompagnati da una lunga lettera che così concludeva: «Poiché porti amore per le vicende della Lotta di Liberazione, ti allego in fotocopia alcuni scritti che certamente conserverai, e saprai valorizzare al momento adatto». Ebbene, nel primo anniversario della sua morte, ho scelto di pubblicare la lettera di Adolfo Bonuccelli – inviata al Presidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà – che testimonia dell’atti-

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Un testimonianza ricorda il noto lucchese: scrittore, archivista e storico della Resistenza in Provincia di Lucca, di cui era stato indiscusso protagonista vità partigiana di Carlo Gabrielli Rosi sulle Pizzorne e sui monti della Val di Lima. E questo a dimostrazione che la sua fu attività vera, prolungata e – purtroppo – anche causa di una malferma salute che, comunque, non gli impedì di essere strenua sentinella su alcune delle pagine più belle della guerra contro i nazi-fascisti. «Io feci parte del II Distaccamento della Formazione XI Zona Patrioti nel periodo compreso fra il 10 giugno e il 7 ottobre del 1944. Conobbi in quel periodo Carlo Gabrielli Rosi che dipendeva dallo stesso

Distaccamento, e assieme a Girolamo Pieri faceva opera di collegamento fra il Distaccamento di Fontana a Troghi r il Comando della Formazione coi numerosi paesi delle vallate del Camaione e della Fegana. Mi risulta che, oltre all’opera di collegamento che già di per sé era molto utile, Carlo Gabrielli Rosi e Girolamo Pieri, che avevano per nome di battaglia, rispettivamente, quelli di "Santo" e "Dona Ventura", presero parte ai combattimenti del giugno ed agli altri sostenuti dalla Formazione nei mesi di settembre ed ottobre, per

la liberazione di Bagni di Lucca. Ricordo poi esattamente che durante il periodo in cui il Gruppo Comando della Formazione si spostò nello stesso territorio, mentre il nostro Distaccamento ebbe ordini di non effettuare attività bellica, il Gabrielli Rosi ed il Pieri svolsero il duro e difficile incarico di andare giornalmente sulle Pizzorne per seguire le operazioni che i tedeschi svolgevano per fortificare la Linea Gotica. Quasi ogni sera il Maggiore (non è indicato il nome - ndr.) che comandava il Distaccamento, o un suo incaricato, avevano appuntamento con il Gabrielli Rosi per essere aggiornati sul procedere della strada che i tedeschi facevano costruire per portare le artiglierie sulle Pizzorne. Ricordo anche che lo stesso Maggiore aveva molta stima e rispetto per il Gabrielli Rosi, che operava a vantaggio della Formazione XI Zona Patrioti sin dai primi tempi della sua organizzazione, quando non era stato ancora costituito il II Distaccamento. Mi trovai molto spesso ad assistere agli incontro fra il Maggiore e il Gabrielli Rosi, e posso affermare in piena coscienza che l’opera di quest’ultimo fu in quel periodo di grandissima utilità, anche per l’opera di persuasione che egli, insieme al Pieri, condusse tra le mi-

gliaia di rastrellati che i tedeschi facevano lavorare sulle Pizzorne per costruire quella strada che, se fosse stata terminata durante la guerra, avrebbe potuto causare gravi distruzioni sia nei paesi della Val di Lima che nella Piana di Lucca. Sia l’uno che l’altro, infatti, riuscirono con grave rischio personale a spiegare a quegli uomini che lavorassero poco e male in modo da ritardare il completamento della strada che, una volta terminata, avrebbe permesso ai tedeschi di portare le artiglierie sul crinale già fortificato delle Pizzorne per bombardare l’intera zona sottostante. Ciò avrebbe determinato la reazione degli alleati che per distruggere le retrovie tedesche, avrebbero anche bombardato il centro di Bagni di Lucca ed i paesi addossati alle Pizzorne e al versante toscano dell’Appennino. Ben volentieri faccio alla Presidenza dell’Associazione questa dichiarazione, che corrisponde alla verità delle cose. In fede Adolfo Bonuccelli». Questa testimonianza – come le numerose altre di cui sono in possesso – sta a dimostrare che Carlo Gabrielli Rosi fu attivo protagonista della Resistenza in Lucchesia, e di cui è diventato storico fino agli ultimi giorni di vita. M.P.

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14/09/2009 - 15:49 - LUCCA, «I TEATRI DEL SACRO», PROFESSIONISTI E AMATORI IN SCENA “Un progetto costruito insieme agli operatori sul campo”. Così Vittorio Sozzi, responsabile del Servizio nazionale della Cei per il Progetto culturale, ha definito “I teatri del sacro”, la rassegna teatrale dedicata ai temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare, in programma a Lucca dal 21 al 27 settembre per iniziativa del citato Servizio Cei, della Federgat (Federazione gruppi attività teatrali) e dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), con il sostegno dell’Eti (Ente Teatrale Italiano). 25 testi teatrali, tutti inediti – ha reso noto Sozzi, presentando oggi a Roma l’iniziativa ai giornalisti – “popoleranno” la città di Lucca, definita “la città delle cento chiese”, proprio nel periodo dedicato alle tradizionali feste per il “Volto Santo”, appuntamento molto sentito dalla cittadinanza. Dopo un bando di concorso, cui hanno partecipato ben 167 compagnie, sono stati scelti 25 spettacoli (10 spettacoli vincitori più altri 15 segnalati dalla giuria) che debutteranno nel corso della rassegna lucchese, ma saranno poi “rilanciati” dal circuito delle “sale della comunità”, diffuse sul tutto il territorio italiano. Caratteristica della rassegna, la presenza sul palcoscenico sia di compagnie di attori professionisti, sia di compagnie amatoriali. “Fare teatro oggi – ha detto Fabrizio Fiaschini, presidente della Federgat, illustrando le motivazioni di questa scelta – è diventato uno dei linguaggi più praticati, in controtendenza rispetto alla grande diffusione del linguaggio della realtà virtuale”. Di qui la necessità di “rompere la barriera tra chi fa teatro da professionista e chi fa teatro per il piacere di farlo, visto che entrambi – sia pure naturalmente con modalità differenti – si abbeverano alla stessa fonte e hanno lo stesso orizzonte: il lavoro fatto per il pubblico e con il pubblico”. Le pièces che saranno messe in scena a Lucca, ha assicurato Fiaschini, sono dotate di “alta qualità” e di “grande varietà”, nel loro modo di accostarsi al tema del sacro, che “oggi suscita grande attenzione ed interesse, in maniera non strumentale ma autentica”. Dalla mistica alle figure femminili carismatiche, come Bakhita o Edith Stein; dalle personalità che hanno lottato con il sacro, come Etty Hillesum, fino agli allestimenti teatrali che partano dalla “lettera”, seguendo il filone dei temi evangelici o biblici; per arrivare agli spettacoli che affrontano gli aspetti più tradizionali del sacro, quelli legati alla religiosità popolare, caratteristici soprattutto del Sud ma presenti anche al Nord, spesso con l’intento di recuperare il dialetto per riaccostarsi alla matrice popolare della religiosità. Non mancano i temi “inevitabilmente connessi” con il sacro, con spettacoli che riflettano sulla morte, o laboratori tematici dedicati al problema del sacro all’interno di un’opera come l’Amleto di Shakespeare. Altro aspetto originale della Rassegna lucchese, l’intento di coinvolgere il più possibile lo spettatore: ne ha parlato Giorgio Testa, coordinatore del Centro teatro educazione dell’Eti, illustrando il laboratorio “I Settanta”, all’interno del quale 70 spettatori vedranno tutti e 25 gli spettacoli in programma. “Abbonati a tutti”, il loro compito sarà di “vedere insieme l’intera rassegna, per poi testimoniarsi reciprocamente il modo in cui ciascun spettatore ha ‘tradotto’ l’opera vista, come abbia parlato alla sua realtà”. Ma la Rassegna di Lucca non vuole “finire” a Lucca: avrà una speciale “circuitazione” grazie alle mille “sale della comunità” diffuse su tutto il territorio nazionale, il 60% delle quali è ubicato in comuni con meno di 10 mila abitanti. Ad illustrare il progetto è stato Francesco Giraldo, segretario generale dell’Acec, anticipando che

http://www.toscanaoggi.it/news.php?IDNews=17580&IDCategoria=1 (1 of 3) [14/09/2009 17.25.28]

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Oggi è lunedì 14 settembre 2009 Esaltazione della S. Croce IL SONDAGGIO

Nuova legge elettorale regionale Giusto non reintrodurre il voto di preferenza


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TOSCANA OGGI

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20 settembre 2009

LUCCA 21-27 SETTEMBRE

I Teatri del Sacro Il programma, giorno per giorno: Lunedì 21 settembre: ore 19 Teatro del Giglio, Dal Vangelo secondo Giovanni, Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale SCARL; una riflessione sull’immagine dell’Uomo Nuovo nella visione cristiana: il testo biblico si trasforma in partitura scenica amplificando il misticismo e la radicalità del Vangelo di Giovanni. Ore 22 Teatro San Girolamo, Il Vangelo con gli occhi di un cieco, Teatro dell’Orsa/Compagnia Bella; il Vangelo attraverso lo sguardo dei personaggi minori, figure di gente semplice ed emarginata che forse possiamo percepire più vicine a noi, partecipi di un sentire profondamente umano che ci avvicina, tra il riso e il pianto, al mistero della Passione. Martedì 22 settembre: ore 17 Teatro San Girolamo, Beato Pellegrino, Teatro del Cerchio; il pellegrinaggio è un viaggio che conduce prima di tutto alla ricerca interiore, alla profonda riflessione su se stessi e sull’essenza del mondo, fino ai confini della Fede. Ore 18.30 San Cristoforo, Ammaliata, Yupiter! 41; un particolarissimo viaggio intorno alle tradizioni e alla cultura popolare, fra fede e magia, alla scoperta di un’energia antica che travolge il quotidiano e lo conduce in una dimensione «altra». Ore 21 Cortile degli Svizzeri, Montemurro: un medico santo, Gruppo Parrocchia NS di Lourdes; La vita e le opere di Don Eustachio Montemurro che dedicò la vita all’aiuto e sostengo dei malati e dei poveri prima come medico e consigliere comunale e poi come sacerdote. Mercoledì 23 settembre: Ore 10 Teatro San Girolamo, La storia di Sant’Alessandro raccontata ai piccoli, Teatro Prova Sant’Alessandro, è un eroe antico ma sorprendentemente attuale, molto vicino alle giovani generazioni perché rifiuta l’aggressività la violenza scegliendo invece l’abbraccio ed il perdono. Ore 18.30 Oratorio San Giuseppe, Le Donne del Vangelo, Almadeira; le donne raccontate nel Vangelo parlano in prima persona della loro femminilità, dei loro peccati, e del cambiamento che l’incontro con il Cristo ha generato nel loro intimo. Ore 21 San Cristoforo, Bakhita – Storia Meravigliosa, Teatro in-folio; la vita di Bakhita, donna sudanese vissuta da schiava che grazie alla Fede ha superato la propria condizione divenendo uno straordinario esempio di speranza e cambiamento. Ore 23 Teatro San Girolamo, Canzone al Vangelo, POP 451; nell’ordine in cui vengono letti durante la Messa, i Testi Sacri vengono proposti al pubblico in forma di canto, non solo nel loro significato liturgico ma anche nella loro forza lirica e poetica e nella loro scandalosa e attuale provocatorietà. Giovedì 24 settembre: ore 17, Teatro San Girolamo, La Storia di Abramo, Ariel; la storia di Abramo è quella di un uomo che conosce la gioia e la paura, la Fede e l’incredulità, il benessere e la sofferenza in un percorso che lo avvicina al sacro e a Dio a partire dalla carne. Ore 18.30 San Cristoforo, Scentia Crucis-Edith Stein, Opzione Teatro; la vita di Edith Stein, ebrea di nascita e cattolica per vocazione, attraverso i dubbi, la Fede e l’incontro con gli scritti di Santa Teresa D’Avila e con la Scienza della Croce. Ore 21 Cortile degli Svizzeri, C’era una rosa, Astarte; la storia di Santa Rosa, Patrona di Viterbo, rielaborata attingendo a testi di tradizione popolare in viterbese antico, in una festosa e schietta sintesi agiografica. Il programma continua a pagina III

Dalla cattedra della Croce una lezione per i discepoli di oggi Nell’omelia dell’arcivescovo per la Santa Croce affrontate le molte domande che interpellano il nostro tempo «

a Festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, non è un rito fine a se stesso, che ritorna annualmente: è la disponibilità rinnovata di un popolo a camminare alla luce del Volto Santo, come recita il salmo: "alla tua luce, Signore, vediamo la luce"» è con queste parole che l’arcivescovo mons. Italo Castellani, nell’omelia che ha pronunciato lunedì 14 settembre durante la messa solenne delle ore 10.30 in Cattedrale, inquadra la festa grande dei lucchesi. «Ma che significa far memoria della fede dei nostri padri nel Figlio di Dio e della devozione verso il Volto Santo, da oltre dodici secoli simbolo della fede della Città di Lucca e della Lucchesia?» si chiede mons. Castellani «dalla Cattedra della Croce - che è il mistero di Cristo Crocifisso e Risorto - quale lezione per noi discepoli oggi? Venerando il Volto Santo, il "Re dei Lucchesi" che ha come trono una Croce, una città, un popolo nella Festa liturgica della Esaltazione della S. Croce ribadisce la chiara volontà e impegno di essere suoi discepoli fino all’ultimo, imitando il nostro Signore e Re Crocifisso, cercando in Lui la risposta ai nostri interrogativi, per una vita umana degna di essere vissuta». Poi mons. Castellani durante l’omelia ha ricordato che «questi mesi sono stati segnati da dolorosi eventi che ci hanno costretto a guardare in faccia la realtà e a confrontarci più che mai con la sofferenza. A partire dal mio seppur piccolo osservatorio personale, arricchito dall’incontro e dall’ascolto di tanta gente, mi sono sentito più volte domandare: "Cosa sta succedendo nella società di oggi, sul nostro territorio, nella nostra Città, all’interno delle nostre famiglie, tra i nostri giovani? E mi sono trovato così a condividere con Voi diversi fatti di sofferenza per la malattia fisica di persone

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care e conoscenti; disagi spirituali che segnano quotidianamente singole persone e, soprattutto, famiglie. E, a livello del nostro territorio, la tragedia di Viareggio che ci ha sconvolti. Tra l’altro, tutto questo poco dopo che, allargando il nostro sguardo sull’Italia, ci eravamo appena ripresi per il terremoto dell’Aquila. Per non parlare, aprendo lo sguardo a livello planetario, delle conseguenze della crisi economica, del tremendo carico di sofferenza legato alle guerre e al terrorismo, le contraddizioni legate ai flussi migratori e le calamità connesse al degrado ecologico… Dove rivolgersi? Dove trovare risposta ai grandi e misteriosi ’perché’ di fronte a questo scenario di disagio diffuso, di sofferenza, e, in definitiva, di fronte al mistero del dolore che spesso tocca il mondo dell’innocenza? Personalmente, come Vescovo, guida spirituale di un popolo affidatomi da Dio e che amo sopra ogni cosa in tutte le sue componenti - giovani e adulti, sani e ammalati, giusti e peccatori, praticanti la vita della comunità cristiana o meno - sono preoccupato delle scorciatoie che a volte siamo tentati di imboccare e perseguire: dalla adesione ad una cultura superficiale strisciante indotta dai mass media, al tentativo di stordirsi per non affrontare con sano realismo la fatica di una vita bella davvero, come Dio ci ha scritto nel cuore e nel Suo Vangelo. Mi spiace, in particolare, che le prime vittime di questo modo di vivere e di pensare siano i nostri adolescenti e giovani: loro che sono, indiscutibilmente, il nostro futuro! Dove rivolgersi, dunque? "Signore da chi possiamo andare?", mi viene spontaneo dire con l’Apostolo Pietro, che con fede professa: "Tu solo hai parole di vita eterna" (Gv. 6,68)». L’arcivescovo poi ha sottolineato come solo in Gesù Cristo, Dio Padre anticipa la nostra

M Ricardo Martinelli Berrocal SOTTO I RIFLETTORIL

Il presidente di Panama riscopre le sue origini lucchesi i è commosso più volte il Presidente della Repubblica di Panama Ricardo Martinelli Berrocal durante la mattinata trascorsa in Corte Palazzaccio e nella vicina chiesetta dedicata alla Immacolata Concezione della Vergine Maria. È da questo spicco ancora agricolo del quartiere di S. Anna, sulla sponda sinistra del fiume Serchio, che ha origine il Capo di Stato panamense ed è infatti stato accolto come un familiare dei tanti anziani residenti in corte. Non sarebbe potuto essere che così visto che – anche se è a Capo di uno stato di interesse mondiale per avere nel suo territorio il canale che unisce Atlantico e Pacifico – è comunque un Martinelli come tanti altri residenti a S. Anna ed in particolare proprio nella corte del Palazzaccio. La mattinata dei palazzieri ha inizio molto presto con l’abbellimento della via con fiori, addobbi, tricolori e bandiere panamensi lungo la strada. Al suo arrivo non potevano mancare i campanari che hanno intonato in quel momento, prima dell’ingresso in chiesa, le campane. La funzione religiosa è stata celebrata in lingua spagnola, ma i santannesi hanno potuto ugualmente seguire i vari riti con i libretti fatti preparare in doppia lingua. Ha celebra-

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to, assistito dai chierichetti di S. Anna, il sacerdote agostiniano Jafet Ramòn Ortega Trillo, il quale, ben documentato, ha ricordato i costruttori della chiesina (costata enormi sacrifici economici e di tempo) come persone che «seppero utilizzare i propri talenti per rendere omaggio a Dio». A seguire la visita alla

corte che ancora conserva tratti di antica tradizione agricola e legata alla pastorizia. La sosta più lunga è stata quella presso la casa di «nonna Assuntina» lontana parente di Ricardo Martinelli con cui ha scambiato chiacchiere, rivisto vecchie foto di avi comuni e fatto un piccolo rinfresco aperto a tutti gli altri presenti. Momento commovente per i

presenti e per lo stesso presidente panamense è stato quello delle foto con i palazzieri e in particolare con tutti quelli che come lui portano il nome Riccardo Martinelli: segni evidenti di una comune quanto lontana parentela. Il Capo di Stato di Panama è tornato a casa con due regali, presentati dal Priore di S. Anna, mons. Pierluigi D’Antraccoli. Il primo è un documento con la rappresentazione dell’albero genealogico della famiglia da cui egli discende. La notizia più antica dell’albero genealogico risale al 1665, anno di nascita del tenente Filippo Martinelli in S. Anna. Filippo era padre di Lorenzo, nato nel 1696 che sposò Anna e da cui si espande la famiglia. Il secondo è il libro «Notizie Storiche Cronologiche sul quartiere di S. Anna» in cui, oltre alla storia del quartiere e le sue vicende dal 1800 ad oggi, è dedicato ampio spazio alla storia della Corte del Palazzaccio e della chiesina. Sfogliando il libro e leggendo il nome dei Martinelli che intorno al 1860 si impegnarono per realizzare la chiesina del Palazzaccio, il presidente commosso ha esclamato: «Qui c’è mio bisnonno!». M.C.

A Martinelli, un richiamo sulla situazione delle minoranze indigene che abitano a Panama

UN FATTO NON SOLO SIMBOLICO lla fine è stato il Sindaco di Lucca a parlarne con il Presidente di Panama, Martinelli. Dopo la sollecitazione avvenuta con una lettera firmata da vari cittadini e da alcuni consiglieri comunali di Lucca (sia di centrodestra che di centrosinistra), Favilla ha colto l’occasione per far sapere al Presidente di Panama che i lucchesi conoscono la situazione di difficoltà degli indigeni che abitano nel piccolo Stato centroamericano. Una condizione comune a varie popolazioni dell’America Latina. In particolare a Panama a chiedere giustizia e dignità sono i popoli Naso, Ngobe e Buglé, i quali, come si legge in un documento della Conferenza Episcopale Panamense (inviato nei mesi scorsi a Martinelli), rivendicano «l’ancestrale diritto di possesso delle terre che abitano» e «il rispetto delle terre interessate da progetti idroelettrici, di allevamento e turistici. Chiediamo al governo» hanno scritto i vescovi di Panama «di affrontare con urgenza questa problematica per evitare situazioni di violenza a scapito della vita e della dignità di questi popoli». Il presidente di Panama ha accolto con favore il richiamo del Sindaco di Lucca, e comunque non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito. Come sempre, in questi casi, parleranno le scelte politiche e le azioni di governo del Presidente. Nella Lettera di sollecitazione al Sindaco si parlava proprio dei vari appelli che si sono susseguiti negli ultimi anni da parte di «organizzazioni non governative, associazioni internazionali e infine dall’ultimo documento della Conferenza episcopale panamense». La lettera che ha sollecitato il Sindaco di Lucca a compiere un atto di richiamo, non solo simbolico, era stata firmata da: Luca Pighini, Michele Citarella, Serena Ricci, Federico Teani, Matteo Garzella, Celestino Marchini,Vincenzo Giorgi, Serena Mammini, Cecilia Carmassi,Alessandro Venturi,Teresa Leone,Antonio Bertini, Massimiliano Luporini. Lorenzo Maffei

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TOSCANA OGGI

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20 settembre 2009

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LUCCA 21-27 SETTEMBRE

SANTA CROCE: UNA FESTA CHE UNISCE ome ogni anno la gente ha risposto all’invito ed al richiamo della Santa Croce: anche quest’anno la Città è stata invasa - la vigilia - da moltissime persone per partecipare ed assistere alla Luminara, così come il giorno della festa della Santa Croce per rendere omaggio, proprio con la presenza, al Volto Santo e per partecipare alle «funzioni» in Cattedrale, malgrado il tempo non certo favorevole. É una storia antica che si ripete e che quest’anno ha corso il rischio di essere un po’ banalizzata - su diversi fronti da un contorno che sfocava il centro e l’essenziale di questa Festa. Poi il buon senso e la proverbiale pacatezza dei lucchesi hanno ridimensionato tutto e si è vissuto, come sempre, questo straordinario appuntamento dove le tante anime della nostra Città e del nostro territorio si incontrano e riconoscono la loro identità e le loro radici, pur mantenendo le specificità e le differenze. E questa è la ricchezza e la risorsa che questa Festa offre a tutti: il riconoscimento di una profonda unità - certamente da attualizzare e rileggere alla luce dei tempi, e questo può essere un bel percorso da intraprendere - insieme alle originalità e caratteristiche che ciascuno porta con sè. Nella semplicità e nella quotidianità della «fatica dei giorni» questa Festa ci riporta alla gioia dell’incontro e alla visibilità di una ricchezza spirituale che ha segnato in modo indelebile la nostra Chiesa ed il nostro territorio. E che a nessuno è consentito sciupare e compromettere. Red.

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stessa domanda di liberazione dal dolore, il grande interrogativo ’perché’, ’perché la sofferenza’ e, soprattutto, ’perché la morte’, nel fatto che, mentre eravamo peccatori, "Cristo è morto per noi" (Rm. 5,8). Proseguendo l’omelia il vescovo ha ricordato che «Gesù Cristo non ha elaborato alcuna teoria per spiegare l’esistenza del dolore e della sofferenza del mondo. Per questo "la risposta cristiana al Mistero della sofferenza non è una spiegazione, ma una presenza": Gesù Cristo, Vangelo di Dio». L’opera compiuta dall’amore di Cristo non resta riservata alla sua singolare persona. Tanto meno può essere ridotta a pura sorgente di ammirazione. Essa ha la forza di contagiare ogni umana sofferenza per mutarla in opera di amore e di speranza. «La sofferenza dell’uomo, -ha

proseguito mons. Castellaniinvestita dall’amore del Crocifisso, diventa a sua volta feconda. Mentre rendiamo omaggio al Volto Santo mi sembra che -a ciascuno di noi personalmente, come comunità ecclesiale, società civile- il Cristo rivolge la stessa domanda indirizzata a Marta: "Credi tu questo?". Questo interrogativo diventa occasione propizia, e qui il senso della celebrazione della Festa del Volto Santo, per una rinnovata scelta di Dio nella fede, nell’adesione al Suo Vangelo e al Magistero della Chiesa, nella testimonianza feconda di nuovi stili di vita evangelici». Concludendo la sua riflessione il vescovo ha affermato che «Gesù Cristo, figlio di Dio, ci chiama ad andare controcorrente, come ha affermato recentemente Papa Benedetto XVI: "Oggi come duemila

Nuovi finaziamenti per la Cattedrale razie ad un mutuo di 3.762.000 euro G concesso dalla Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, sarà possibile, entro il 2012, completare i lavori di restauro della Chiesa Cattedrale di San Martino. A fronte del mutuo, la Fondazione Cassa di Risparmio, nell’ambito dei propri interventi diretti, erogherà un contributo pluriennale di 5.700.518 euro. Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa, è stato l’Arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, il quale, intende così offrire all’intera comunità lucchese, un motivo di grande soddisfazione per l’accelerazione che l’operazione finanziaria approvata dalla Cassa consente di imprimere al tanto atteso completamento dei lavori. Un’opera - come si ricorderà - che è iniziata nel 2001 con la riqualificazione degli apparati decorativi della chiesa cattedrale, una parte forse da tempo "dimenticata" di San Martino, e che progressivamente si è estesa all’intero complesso del Duomo. Per quest’opera di recupero, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno hanno destinato notevoli risorse: «un impegno ha affermato il presidente della Cassa, Alberto Varetti - che testimonia l’interesse per la valorizzazione di un patrimonio di assoluta preziosità, che, accanto a motivi artistici e storici di grande rilievo, unisce contenuti di altissimo ordine morale e religioso». Anche per il completamento dei lavori, dunque, appare fondamentale il ruolo sia della Fondazione che della Cassa di Risparmio: il mutuo di 3.762.000 euro concesso dall’istituto di credito cittadino, infatti, corrisponde al contributo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha confermato tra gli interventi previsti dal proprio Documento programmatico previsionale 2009. E proprio questo contributo consentirà all’Ente Cattedrale

di rimborsare completamente le rate del mutuo. Al completamento dei lavori di ristrutturazione - previsto per il 30 giugno 2012 - sarà erogato in unica soluzione un mutuo a 15 anni con rate semestrali, utilizzato esclusivamente per il rimborso integrale dello scoperto di conto corrente concesso ed utilizzato nella prima fase. Il mutuo andrà in ammortamento il 1° luglio 2012 e scadrà il 30 giugno 2027. Il Presidente della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, dott. Alberto Varetti, ha dichiarato di essersi adoperato con impegno, assieme alla struttura della Banca, per il buon esito dell’operazione che consentirà in tempi relativamente brevi il ritorno ad una fruibilità quasi totale della Cattedrale tanto cara ai lucchesi. Per i restauri nel Duomo di Lucca, la Fondazione ha già erogato, dal 2005 a oggi, contributi pari a 1,8 milioni di euro, ai quali si aggiungono i 5,7 milioni previsti dal Documento programmatico previsionale 2009. «L’opera - ha affermato il presidente della Fondazione, avvocato Giovanni Cattani risponde pienamente agli obiettivi e, più in generale, alla stessa missione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, orientata a conferire agli interventi un corretto e duraturo valore sociale, testimonianza non solo di una volontà di generica conservazione, ma soprattutto di valorizzazione e di restituzione al godimento pubblico dei suoi beni». Un intervento che vuol essere anche un segnale per le stesse Istituzioni cittadine: «realizzare programmi capaci di imprimere forza all’avvio di circoli "virtuosi" sull’economia e sulla cultura della città costituisce il presupposto fondamentale per lo sviluppo complessivo del territorio».

anni fa molti si scandalizzano davanti al paradosso della fede cristiana. C’è chi rifiuta Cristo, chi lo adatta ai tempi. Ma lui non vuole compromessi… Al Signore non basta un’appartenenza superficiale e formale. Ci chiede di prendere parte per tutta la vita al suo pensare e al suo volere". Desidero, in questa luce e prospettiva, rinnovare al Volto Santo la preghiera da me rivolta, a nome di tutto il nostro popolo, al Crocifisso nello stadio di Viareggio durante il commiato cristiano dalle vittime della strage. "O Padre, noi sappiamo che il ’Volto Santo’ del Figlio di Dio riassume il volto di dolore dell’uomo di ogni tempo, ma la morte del Tuo Figlio, Gesù, non è il venir meno della vita; anzi ne è l’inizio pieno, eterno!, il dilatarsi di una vita nuova che scaturisce dal Tuo Amore».

ESALTATA LA BELLEZZA DELLA CATTEDRALE

OCCORRE ANCORA IMPEGNO PER COMPLETARE I LAVORI ome tutti posso constatare, proseguono i restauri nell’interno della Chiesa Cattedrale. Sono stati risanati: tutta la parte absidale con le pitture, la settima e l’ottava campata con le pitture delle volte, tutto il transetto destro e le Cappelle della Libertà, di san Regolo e del Sacramento. Ora si procede all’intervento nella quinta e sesta campata che sarà concluso nel primo semestre del prossimo anno. Adesso, dopo la festa della Santa Croce, sarà montato un ulteriore ponteggio soltanto nella navata centrale comprendente la terza e la quarta campata per rendere libera quasi tutta la navata centrale per la Santa Croce del 2010. Nel 2011 si interverrà sulle ultime due campate. Quello che è stato realizzato suscita l’ammirazione di quanti lo stanno vedendo ed accresce il desiderio di vedere così tutto l’interno. Si prevede che entro il 2012 la cattedrale possa essere liberata da i grandi ponteggi. Però questo non significa la fine dei restauri, perché alcuni interventi non potranno essere compiuti in questi tre anni, se non si trovano ulteriori fonti di finanziamento. Le risorse messe auualmente a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca hanno un limite. Questo ha costretto a redigere un nuovo cronoprogramma che lascia fuori restauro -almeno per il momento- le cantorie dei due

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grandi organi, gli altari delle navate laterali, l’affresco della Croce nella controfacciata nella navata di sinistra, la tarsia centrale, in parte la cappella del Santuario ed anche il restauro già iniziato delle magnifiche lumiere settecentesche. Se poi in questi anni, come si spera, si risolverà il problema del transetto sinistro, anche tutta la superficie lapidea della zona verrà a trovarsi fuori del programma finanziario. A questo punto saranno la Comunità ecclesiale che vede nella Cattedrale il suo segno più eloquente e la Comunità civile che considera il Duomo come il monumento più importante a farsi carico delle necessità, perché l’opera restauratrice non rimanga incompiuta e tutto il maestoso tempio, in tutti i suoi particolari, possa risplendere nella sua bellezza. Nel 1894 fu costituita l’«Associazione per restaurare la Metropolitana»: nel regolamento era scritto: «I nostri padri, che con cure indefesse in epoche molto disastrose, incominciarono e condussero a termine il tempio di san Martino come ora noi lo vediamo, ci siamo di esempio per intraprendere i restauri occorrenti concorrendo alla spesa nel modo stesso che vi contribuirono i nostri maggiori». Questa parole conservano ancora oggi tutta la loro forza! Giampiero Bachini

I Teatri del Sacro ... continua: Ore 21 Oratorio San Giuseppe, L’abbandono alla Divina Provvidenza, CSS Udine; un cammino spirituale che parte dalla conoscenza di sé stessi fino allo stato di pura fede: l’abbandono alla volontà di Dio istante per istante, nell’intimo di una predicazione tra attore e spettatore. Ore 23 Santa Maria dei Servi, Cantu di passioni, Piccolo Teatro umano / L’Arlesiana; la figura del cantastorie nella tradizione dell’Italia meridionale che, durante la Settimana Santa, intona ancora oggi canti, nenie, orazioni sulla Passione di Cristo. Venerdì 25 settembre: ore 17 Oratorio San Giuseppe, L’abbandono alla Divina Provvidenza; CSS Udine. Ore 18.30 Teatro San Girolamo, Pan Pepato, Teatro Popolare Europeo; il pane che nutre il corpo e lo spirito è l’elemento concreto e simbolico che racconta la profonda relazione dell’uomo con Dio, la natura e i suoi simili, attraverso la cura e la lentezza di una lievitazione che si nutre della relazione. Ore 21 San Cristoforo, Oibò son morto, Liberarte Orvieto; una surreale, divertente e delicata riflessione sul senso della vita e della morte, sul superamento della paura attraverso la fede nell’uomo, nella curiosità e nell’incontro. Ore 23 Santa Maria dei Servi, In corpore, Orma Fluens; un lungo lavoro di ricerca è alla base di questo concerto-spettacolo che vuole celebrare il canto come parte della vita quotidiana dell’uomo e come strumento per elevare lo spirito. Sabato 26 settembre Ore 10 Oratorio San Giuseppe, L’abbandono alla Divina Provvidenza, CSS Udine. Ore 17 Teatro San Girolamo, Euphoria, Cosa sono le nuvole; partendo dalle notizie storiche e dalla tradizione, un ritratto di San Cristoforo, raccontato con i toni della fiaba grottesca in bilico fra agiografia e leggenda popolare. Ore 18.30 San Cristoforo, Föch, Araucaìma Teater; la ritualità della vita contadina che diventa un esilarante canto corale familiare in dialetto, riattualizzando l’antica tradizione del focolare, intorno a cui si snoda, in un crescendo comico drammatico, la vita, l’amore, il lavoro e la morte. Ore 21 Santa Maria dei Servi, Maria Nera, Nuova Atlantide Teatro; l’antica devozione popolare femminile verso le rappresentazioni di Maria dal volto nero ci svela un mondo misterioso intriso di Fede e speranza, a partire dalla Madonna Nera di Viggiano: un miracolo antico ma anche drammaticamente attuale, dopo la scoperta dei giacimenti petroliferi. Ore 23 Oratorio San Giuseppe, Ex Voto, Vocabolo MacchiaAss. Ippocampo; pegni di gratitudine per la Grazia ricevuta, gli Ex Voto sono piccoli luoghi narrativi di memoria collettiva, che raccontano con semplicità il mistero della vita e della Fede. Domenica 27 settembre: Ore 10-17 Sotterraneo S. Regolo - più repliche Le stanze di Amleto, Teatro del Lemming; ciascuno spettatore è chiamato a vestire drammaturgicamente i panni del Principe di Danimarca, a rivivere sulla sua pelle i suoi conflitti, i suoi percorsi, il suo rapporto con la morte e col fantasma del padre. Teatro del Lemming: i cinque sensi dell’attore, indagati separatamente e poi in continua sinestesia fra loro, sono, oltre che un appello alla pienezza della vita, una via d’accesso all’altrove del teatro e alle capacità creative dell’attore. Ore 17 Teatro San Girolamo, Nella notte un giglio nel campo, Macedonia Clown; l’ultimo anno di vita di Etty Hillesum, giovane ebrea nel campo di Auschwitz, raccontato attraverso la narrazione dell’attore intrecciata con quella del clown. Ore 18.30 San Cristoforo, In nome della madre, Creativamente; raccontare la storia della madre di Gesù non più come narrazione ma come un mistero umano che ci tocca intimamente, un percorso vissuto da tutti e per tutti. Ore 21 Cortile degli Svizzeri, Il libro di Tobia, Gruppo in Cammino/Spring Time/Wos; un vero e proprio musical con partiture e testi originali ispirato al libro biblico che celebra il rapporto fra genitori e figli e l’amore coniugale.


LA VOCE DEL POPOLO 2 ottobre 2009

E Epica e intimismo, storia e magia, tragedia e burla. C’è la vita intera e anche di più in “Baarìa”, impegnativo affresco che in due ore e mezzo condensa il Novecento italiano. Comprimendolo nel microcosmo di Bagheria, il paese natale del regista Giuseppe Tornatore che – aiutato dalla felice ispirazione dello scenografo Maurizio Sabatini – ha ricostruito in Tunisia strade, case e paesaggi del borgo siciliano. Tornatore ama le metafore, e nell’avvio del suo film condensa l’intera storia. La macchina da presa segue un bambino che corre con foga; la visione si

di Nicola Rocchi

amplia fino a comprendere l’intero teatro del paese, le vicende collettive che incroceranno la corsa dei protagonisti verso il futuro. Improvvisamente il ragazzino si alza in volo: oltre la quotidianità, nelle sorprese della poesia. Il film narra l’esistenza della famiglia Torrenuova: il pastore Cicco, un uomo semplice toccato dalla passione per i libri, e soprattutto suo figlio Peppino (Francesco Scianna), giovane irrequieto che abbraccia nel dopoguerra l’ideologia comunista. Guardato con sospetto da molti, conquista e sposa l’amata

Mannina (Margareth Madé) contro la volontà della madre di lei. Fa vita grama, combatte per l’affrancamento dei braccianti rischiando anche la pelle. Dopo un deludente viaggio in Russia diventa riformista; organizza i comizi delle prime campagne elettorali e, mentre i giovani cominciano a contestare i padri, viene eletto consigliere comunale. Mette al mondo molti figli: uno di loro, Pietro (dichiarato alter ego del regista), lascerà il paese assecondando la propria passione per la fotografia e il cinema. La vicenda principale attraversa molte altre storie individuali, a volte solo bozzetti, in un intreccio del quale non è sempre facile seguire tutti i fili. Il montaggio rapido scompone la trama in brevi episodi, riduce in pillole la grande storia promettendo un riparo dagli eccessi della retorica. Lo stile di Tornatore, però,

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non procede per sottrazione e la sovrabbondanza di movimenti di macchina, articolate scene di massa, panoramiche dall’alto si sforza di dare al racconto un respiro epico che difficilmente viene raggiunto. Prevale la confezione sontuosa, di gran livello ma a rischio di superficialità, come il lezioso accompagnamento musicale di Ennio Morricone. Più convincente è il respiro etico del racconto. Il richiamo, appassionato e sincero, a non smarrire la memoria di una terra cresciuta nella povertà e nel conflitto. L’importanza e l’intensità degli affetti familiari; la difficile via della buona politica. Perfetta, poi, la scelta e la direzione degli attori: tra volti sconosciuti appaiono divi e comici famosi (folgoranti, fra tutti, Leo Gullotta, Michele Placido e Monica Bellucci) che restano in scena per pochi attimi cesellando personaggi veri e necessari.

Un’immagine dello spettacolo “Ammaliata” e gli attori Olesen e Mori protagonisti di “Oibò son morto”

“I teatri del sacro” A Lucca presentati 25 nuovi spettacoli

Sul palcoscenico la vita

I “Il Teatro non ha categoria ma si occupa della vita. È il solo punto di partenza, l’unico veramente fondamentale. Il Teatro è la vita” così si è espresso Peter Brook, noto regista teatrale inglese. Il teatro e la vita si incontrano e portano sul palcoscenico anche le aspettative, le inquietudini e le certezze che muovono nell’anima e nella spiritualità. In questa direzione è andata la prima edizione del festival, promosso da Federgat (Federazione gruppi animazione teatrale) “I Teatri del sacro” e svoltosi, nella sua fase conclusiva (una parte della se-

di Mauro Toninelli

lezione è avvenuta a Marone all’interno di “Crucifixus”) a Lucca. Dal 21 al 27 la cittadina toscana è stata la location per 25 spettacoli teatrali di argomento spirituale, declinato nelle sue mille sfaccettature, mixate con le molteplicità di possibilità che il teatro offre. Dalla prosa alla musica, dalla danza al clown, “I teatri del sacro” sono l’occasione per avviare un dialogo sulla spiritualità nel senso più ampio del termine. Tra gli spettacoli si possono evidenziare dei veri e propri percorsi tematici: a partire dalle riflessioni sulla mistica come in

“Dal Vangelo secondo Giovanni”, “Abbandono alla Divina Provvidenza” e “Il Beato Pellegrino”, fino alle forme della religiosità popolare e famigliare come in “Ex Voto”, “Ammaliata”, “Föch”, “Maria Nera”, “Pan Pepato”. Spettacoli su figure femminili carismatiche tratte dalla contemporaneità come Bakhita, Edith Stein, Etty Hillesum o dai Testi Sacri (“In nome della Madre”, “Donne del Vangelo”). In scena anche storie di santità come per Sant’Alessandro, Euphoria, Montemurro, C’era una rosa… e trasposizioni sceniche di vicende bibliche (Storia di Abramo, Il Vangelo visto da un cieco, Il libro di Tobia). Infine allestimenti incentrati sul canto e sulla musica (Cantu di Passioni, Canzone al Vangelo, In corpore e i già citati Libro di Tobia e Maria Nera) fino a giungere a visioni trasversali del sacro come quelle di “Oibò son morto” e “Le stanze di Amleto”.

Il progetto de “I teatri del sacro” non finirà a Lucca. In programma è prevista la circuitazione dei 10 spettacoli in tutta Italia nelle Sale della comunità. È previsto, da questo punto di vista, un contributo da parte dell’organizzazione alle Sale interessate a ospitare alcuni di questi spettacoli. La cifra (che sarà stabilità nei prossimi giorni) è sostegno concreto alle spese, offrendo anche pacchetti tematici di più spettacoli mirati a creare un evento culturale di approfondimento. Maggiori informazioni saranno disponibili a venire presso Voce Sas. Il teatro sacro si pone e propone come un’ottima potenzialità da sviluppare per le Sale della Comunità. Una potenzialità che si insinua fortemente e che può divenire stimolo riflessivo ma anche emulativo, come è già successo in passato per i musical; e può coinvolgere anche chi una sala non l’ha...


SmartPage la35LUC1.qxd NOTIZIARIO DELLA DIOCESI DI LUCCA 4 ottobre 2009 Via Arcivescovado 45 55100 Lucca tel. 0583 430948 fax: 0583 430949

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Direttore responsabile Andrea Fagioli Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

CULTURA

Lucca sotto i riflettori nazionali «I Teatri del Sacro»: nel nostro capoluogo un festival di successo, raccontato in tutta Italia ella settimana del Festival «I teatri del sacro», la stampa nazionale, più di quella locale, ha seguito con interesse lo svolgersi della manifestazione dando notizia quotidiana di quello che stava avvenendo nel palcoscenico della città di Lucca. Sono così state presenti e hanno seguito con interesse le varie manifestazioni le più grandi testate nazionali, quotidiani, settimanali e agenzie, spesso con l’invio di un loro referente. «Lucca, gioiello d’arte medioevale, città delle cento chiese – ha scritto Enrica Rosso in Liberal – assurge a culla di un nuovo stimolante progetto. E si trasforma, si apre, per accogliere gli spettatoripellegrini che vorranno condividere nell’urbe, divenuta palcoscenico, questa nuova avventura dello spirito». L’Osservatore Romano del 22 settembre fa riferimento alla prossimità temporale tra la festa del Volto Santo e questa iniziativa, facendo intuire quanto si pongano entrambe, pur nella loro diversità, come richiami forti alla spiritualità. Tra molti altri articoli, che hanno salutato con favore la nascita di questa manifestazione, ci piace riportare quanto ha scritto il Domenicale del Sole 24 ore, per la penna di Renato Palazzi, presente al festival: «che ci si riconosca o meno nei suoi contenuti, il neonato festival del sacro di Lucca va seguito con attenzione per una serie di ragioni: perché ha l’energia aurorale delle iniziative ai primi passi… per il fatto che accosta stili idee di teatro, generazioni diverse, dilettanti e professionisti, gruppi giovani e veterani della ricerca: un’efficace riprova di come un argomento comune possa servire a mettere in risalto la molteplicità di prospettive dalle quali lo si affronta, facendo si che la materia stessa risulti in qualche modo più articolata e meno invasiva». Ma sono soprattutto le domande finali, che il giornalista propone, ad essere degne di ulteriore riflessione: «più che i singoli spettacoli, sono le loro connessioni, i fili segreti che li uniscono e li dividono a porre interrogativi forse non proprio occasionali: perché l’idea della sacralità sembra sollecitare soprattutto interventi legati alla voce e al canto? La spiritualità si esprime più facilmente attraverso l’immaterialità del suono? O sono le sue manifestazioni liturgiche che tendono a escludere il corpo e il gesto? E la pratica diffusa dal teatro, fuori dagli schemi del mestiere, può essere ancora un modo di accostarsi alla religione senza un approccio dottrinario?». Altri servizi a Pagina V

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LA SETTIMANA DEL VESCOVO Domenica 4 ottobre Ore 10.30, Camigliano, festa parrocchiale degli anziani, presso la casa delle Suore di Camigliano; ore 16.30 Borgo Giannotti, Lucca: commemorazione visita S. Padre del 1989; ore 18.30, Corsagna: cresime. Lunedì 5-martedì 13 ottobre Stati Uniti d’America: San Francisco e Sacramento. Partecipazione alla Delegazione dei Lucchesi nel Mondo (vedi articolo a pagina II). Mercoledì 14 ottobre Ore 18 Lucca Oratorio San Giuseppe incontro «I Problemi dell’uomo e del suo habitat», a seguire preghiera ecumenica. Giovedì 15 ottobre Ore 10 Villa Volpi (Ponte a Moriano): incontro con il clero della Zona Pastorale di Moriano; ore 18 Seminario

Arcivescovile: incontro delle Aggregazioni Laicali. Venerdì 16 ottobre Ore 9-13 Vescovato, Lucca: udienze libere; ore 21 chiesa di S. Leonardo in Borghi: veglia missionaria. Sabato 17 ottobre Ore 10 vescovato: Commissione per gli ordini sacri. Domenica 18 ottobre Roma cerimonia conclusiva del giubileo di S. Giovanni Leonardi; ore 18: Antraccoli ingresso del parroco della Comunità di Antraccoli, Picciorana-Tempagnano di Lunata.

Incontro delle Aggregazioni Laicali, giovedì 15 ottobre in Seminario

I Laici e le nuove Linee Pastorali n questo anno pastorale che si apre, la nostra Chiesa, su indicazione dell’arcivescovo, affronta il modo con cui si diventa e si vive da cristiani. In particolare le Linee Pastorali 2009-2010 invitano a riflettere sull’iniziazione cristiana, su come questa viene vissuta nelle nostre comunità. Anche le Associazioni, i Movimenti e i Gruppi ecclesiali sono chiamati, secondo le proprie specificità, a dare dei contributi concreti e a rinnovare il proprio impegno». Così si esprime mons. Alberto Brugioni, delegato per le Aggregazioni Laicali, invitando di fatto tutte le associazioni a dare il proprio contributo alla diffusione degli spunti

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contenuti nelle Linee Pastorali 2009-2010, presentate dall’arcivescovo lo scorso 6 settembre. A questo appuntamento sono invitati tutti gli iscritti e aderenti alle varie aggregazioni laicali, e il programma dell’incontro che si terrà presso il Seminario Arcivescovile prevede questo ordine dei

lavori: ore 18.30 arrivi e accoglienza; ore 18.45 preghiera e Lectio guidata dall’Arcivescovo Italo Castellani; ore 19 introduzione al contributo che le Aggregazioni Laicali possono dare alle Linee: l’intervento sarà tenuto da don Mauro Lucchesi, Vicario episcopale per la Pastorale. Dopo questa

introduzione alle 19.30 previsto l’approfondimento in gruppi (uno spuntino sarà offerto e consumato durante il lavoro nei gruppi); alle ore 21.30 conclusione assembleare su contributi e impegni che associazioni, movimenti, gruppi ecclesiali possono dare al cammino che la chiesa locale ha intrapreso in questo nuovo anno pastorale. Mons. Alberto Brugioni tiene a specificare che «a questo incontro possono partecipare tutti gli iscritti

e gli aderenti alle varie realtà associative laicali presenti nella nostra diocesi, quindi non solo le rappresentanze e i direttevi. Infatti l’incontro delle Aggregazioni Laicali vuole essere il più aperto e condiviso possibile, dove ogni persona che fa il cammino che più si addice ai suoi carismi attraverso un gruppo specifico, possa comunque trovare in un momento come questo la possibilità di incontrare anche altre persone, che fanno altri cammini, per confrontarsi ed arricchirsi vicendevolmente».

Termina il giubileo di S.Giovanni Leonardi Il Papa nell’udienza generale del 7 ottobre dedica la catechesi a Giovanni Leonardi, Santo originario di Diecimo ercoledì 7 ottobre, durante la consueta Udienza Generale a Roma, Papa Benedetto dedicherà la catechesi a San Giovanni Leonardi. Lo ha annunciato, nei giorni scorsi, la Segreteria di Stato Vaticana. Un grande onore dunque per il Santo originario di Diecimo (Lucca), e un grande onore per tutta la nostra Chiesa diocesana che può annoverare tra i suoi figli appunto Giovanni Leonardi, patrono dei Farmacisti, fondatore dell’ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio e ispiratore di Propaganda Fide. Questi, di fatto, sono i giorni conclusivi delle celebrazioni del quarto centenario dalla morte del Santo, si chiude cioè l’anno del giubileo leonardino iniziato a Lucca l’anno scorso, ed oltre a vari appuntamenti romani, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 ottobre tre

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giornate speciali si terranno a Diecimo. Nella cittadina che diede i natali a San Giovanni Leonardi nel 1541, venerdì 9 ottobre (ricorrenza della morte nel 1609 e festa liturgica del Santo) alle 20.30 si terrà una messa presieduta dal Vicario Generale mons. Michelangelo Giannotti. Il 10 ottobre alle ore 17 si terrà nella Pieve di Santa Maria Assunta una solenne concelebrazione presieduta dal Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, già Arciprete della Basilica Papale di San Paolo e titolare della Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli a Roma, dove riposano le spoglie mortali del Patrono dei farmacisti. Al termine della liturgia il Cardinale insieme al Padre Generale dell’Ordine dei Chierici della Madre di Dio, padre Francesco Petrillo, inaugurerà sul piazzale della Pieve una statua

commemorativa di San Giovanni Leonardi opera del Maestro Paolo Cavallo alta quattro metri e nei tratti iconografici simile a quella posta il 30 aprile 2009 nell’abside della Basilica Vaticana. A Diecimo il Santo sarà rappresentato con un solo angelo e con a lato la sfera armillare, il segno dell’universale annunzio della fede a tutte le genti. È stata commissionata da Mons. Francesco Ambrogi e da uno speciale comitato di cittadini. Per l’occasione il Comune di Borgo a Mozzano ha riqualificato l’area che accoglierà l’effigie. Domenica 11 ottobre il padre Francesco Petrillo, alle ore 11 presiederà l’Eucaristia nella Pieve ed in questa solenne circostanza la Casa natale del Santo sarà dichiarata, per mandato dell’Arcivescovo di Lucca Italo Castellani, «Santuario Diocesano». Nel pomeriggio alle 17 si

Diecimo: 9, 10 e 11 ottobre celebrazioni a quattrocento anni dalla morte del Santo terrà la processione per le vie di Diecimo con il reliquiario che l’Ordine della Madre di Dio donerà al Collegio Urbano di Propaganda Fide a Roma domenica 18 ottobre, duran-

te la celebrazione presieduta presso San Pietro in Vaticano dal Cardinale Ivan Diaz Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. L.M.


SmartPage la35LUC4.qxd TOSCANA OGGI 4 ottobre 2009

«I Teatri del Sacro»: successo di pubblico per una proposta di alto profilo culturale Un bilancio del Festival nazionale che si è svolto a Lucca dal 21 al 27 settembre scorsi

ilancio davvero positivo per «I Teatri del Sacro», festival che Lucca ha ospitato dal 21 al 27 settembre scorsi. A confermarcelo è don Piero Ciardella, direttore del Centro Cultura diocesano, e referente lucchese per gli organizzatori di questa rassegna nazionale. «È da registrare una partecipazione numerosa di pubblico in gran parte costituito da giovani non solo lucchesi, ma provenienti da varie parti d’Italia» dichiara don Piero Ciardella «tutti i venticinque spettacoli in programma, una media di 4 al giorno, hanno avuto il tutto esaurito, ed alcuni di essi sono stati replicati per permettere al pubblico che non era riuscito ad entrare, per mancanza di posti, di seguire lo spettacolo». Ma, va detto, che il pubblico non è stato solo spettatore passivo. Infatti da parte degli organizzatori di questo festival (Progetto Culturale Cei, Federgat, Acec) c’è stata una particolare attenzione allo spettatore, costituendo un gruppo, il cosiddetto «gruppo dei settanta», che al mattino, sotto la guida di Giorgio Testa esperto teatrale dell’ETI, rifletteva sulle rappresentazioni viste il giorno precedente. Ma un altro motivo di soddisfazione è

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sicuramente il fatto di aver portato sulla piazza lucchese una proposta culturale di alto livello, che ha avuto per protagonisti oltre ad attori e compagnie amatoriali, e non per questo di minor valore «anche nomi storici del teatro di ricerca tra cui il regista Vailicò, che ha aperto la rassegna con una rivisitazione del Vangelo di Giovanni, l’attrice Laura Curino che nella suggestiva cornice della Chiesa di S. Cristoforo ha raccontato la storia di Bakhita, Patrizia Punzo che ha messo in scena il magnifico testo di Enri De Luca dedicato a Maria, Giovanna Mori e Jacob Olesen che hanno presentato uno spettacolo comico e brillante sul difficile tema della morte e del senso della vita». Qui bisogna evidenziare che anche i temi trattati negli spettacoli meritano una particolare considerazione. La forma espressiva ed efficace del teatro ha offerto l’occasione per riflettere su tematiche relative al senso della vita e della morte, della sofferenza e della compassione, della pietà popolare e della superstizione, della santità e del male «e tutto questo con leggerezza ma anche con la proposta di testi molto impegnativi» conferma don Piero Ciardella

Don Piero Ciardella: «venticinque spettacoli in anteprima. Molte repliche, anche per i testi più impegnativi»

Piazze, chiese e teatri cittadini aperti ad una riflessione sui molteplici aspetti della spiritualità «penso a "l’Amaliata", una rappresentazione comica di alcune credenze popolari del sud d’Italia, dove religione e magia si confondono senza facile distinzione, come pure al "Vangelo visto da un cieco", un dialogo divertente e coinvolgente tra alcuni personaggi minori del Vangelo che raccontano del loro in contro con Cristo. Ma penso anche ad altri testi più impegnativi, uno tra tutti, quello messo in scena da Alessandro Berti e tratto da un’opera di De Caussade, un gesuita del ’700, dal titolo "Abbandono alla divina provvidenza". Un’autentica meditazione sul cammino spirituale e

mistico dell’uomo che, incredibile a dirsi, ha avuto, durante la settimana, ben tre repliche». A dire questi titoli, a dare questi riferimenti, lo stesso don Piero Ciardella sorride un po’e dice «c’è da chiedersi se veramente non sia un luogo comune quello per cui le persone, e i giovani in specie, seguono oggi solo ciò che è effimero e superficiale, o se sia solamente una questione di avere il coraggio di proporre loro qualcosa di diverso e di più impegnativo. Questa era la scommessa del festival e ci pare sia stata vincente». La speranza è che a questa prima edizione possano

seguirne altre e che, come dice don Piero Ciardella, «ci possa essere una ancora maggiore considerazione sia dalla comunità diocesana che dell’intera città». Difatti se da una parte il pubblico è stato numeroso (oltre ogni più rosea aspettativa, diremmo con una frase fatta), dai lucchesi (o comunque dalle persone del nostro territorio) è indubbio che la proposta sia stata vissuta come qualcosa di strano all’interno del Settembre Lucchese, e quindi ha avuto maggiore risonanza in ambiti nazionali che non locali. Lorenzo Maffei

Gli incontri culturali a latere del Festival lle già numerose produzioni teatrali proposte in cartellone dal festival «I teatri del sacro», si sono aggiunti alcuni incontri culturali curati dal nostro Centro diocesano per la cultura. La loro presenza, voluta fin dall’inizio dai responsabili del Festival, ha avuto la funzione di accompagnare le rappresentazioni teatrali offrendo ai presenti un’occasione ulteriore per prolungare la riflessione e la messa a punto di alcuni problemi emergenti: la fede oggi, il senso della vi-

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ta tra sogno e realtà, l’accoglienza dello straniero. Il primo di questi ha visto la partecipazione dei filosofi Salvatore Natoli, Adriano Fabris e dell’attore e regista Silvio Castiglioni. Si è parlato di un tema che inquieta la coscienza di credenti e non credenti, ovvero quello del silenzio di Dio. Come si rapportano i credenti e i non credenti di fronte all’apparente assenza di Dio nei confronti della presenza del male e dell’ingiustizia nel mondo? È ancora possibile credere o dobbiamo consegnarci alla diffusa

indifferenza che sembra, più che il relativismo spesso criminalizzato, caratterizzare il rapporto dell’uomo con Dio? Queste e altre sono state le domande su cui i relatori hanno dialogato nella massima libertà e franchezza, senza proporre soluzioni definitive, ma rilanciando ai presenti la responsabilità di ripensare la loro fede e la loro non fede in Dio. Altri due incontri sono stati occasionati da due libri, differenti tra loro, ma in qualche modo in relazione con l’arte della rappresentazione: l’ul-

timo romanzo di Luca Doninelli, «L’incendio dei sogni» (Garzanti 2009) presentato dal critico cinematografico Silvio Danese e il saggio sul mito di Filemone e Bauci (Ospitare dio, Il Melangolo 2009) di Donatella Puliga presentato dal teologo Andrea Grillo. Ha concluso la serie degli appuntamenti culturali un incontro con il responsabile dell’Associazione Internazionale Europassio, che da anni è impegnata nella ricerca e raccolta dei racconti popolari della Passione presenti in tutta Europa.

PROVINCIA: PETRUCCI

«La Versilia diventi un sistema turistico unico e i sindaci collaborino per il bene dell’intera riviera» rmai non ci sono più dubbi sul fatto che il turismo, al di là della crisi economica che ha colpito un po’ tutte le nazioni, ha cambiato e sta cambiando i propri connotati, in particolar modo nella sua accezione di semplice svago. Di qui la ricerca e la scelta non tanto dell’ambiente in cui soggiornare, quanto dei luoghi dove la spesa è ritenuta più contenuta e comprensiva del «tutto compreso». Su questa linea appare quanto mai significativo l’intervento di Patrizio Petrucci, vice presidente della Provincia e assessore al Turismo (nella foto), sui problemi della Versilia. «Per dare una svolta e concepire il turismo all’interno di un sistema capace di attuare strategie di marketing mix» ha infatti affermato «il passaggio che deve essere fatto è quello di arrivare a considerare la Versilia come un unico sistema turistico. In questo senso, passi avanti sono stati fatti, però la crisi e i mutamenti del mercato impongono un’accelerazione dei processi. Perché il turismo è anche caratterizzato da problematiche trasversali che vanno dall’urbanistica alla sicurezza, alla qualità dell’ambiente fino alle infrastrutture. Sono convinto che l’obiettivo da raggiungere sia il Circondario, ma poiché i tempi previsti dalla legge per la sua costituzione non sono brevi, occorre verificare con i sindaci della Versilia la volontà di operare in maniera congiunta sulle politiche turistiche del territorio, per affrontare le questioni rimaste ancora in sospeso come, ad esempio, la collocazione del nuovo centro congressi sulla quale manca una scelta chiara e netta da parte dei primi cittadini». In questo mese di ottobre, infatti, le problematiche più urgenti che interessano il settore verranno dibattute in una giornata di studi e di confronto su come gestirle in maniera unitaria. Per poi arrivare in un secondo tempo, quando saranno resi noti i dati sull’andamento della stagione balneare, alla valutazione l’attuazione delle politiche turistiche da parte dei singoli comuni della riviera. «Il confronto» ha detto ancora Petrucci «sarà quindi l’occasione per definire i progetti da attuare per la prossima stagione in tema di accoglienza, e soprattutto, risolvere quei punti di debolezza quali, ad esempio, viabilità, parcheggi, arredo urbano, trasporti pubblici, che le indagini di "customer satisfaction" evidenziano come aspetti più sensibili». Come si può constatare, il turismo sta attraversando una fase di transizione, che dopo avere superato i vecchi schemi, non è riuscito ancora a trovare una via sicura su cui puntare, anche e soprattutto perché non si può più ragionare su scala generale, ma tenendo conto delle singole realtà sociali. Per quanto riguarda infatti la Versilia è necessario tener conto, ha infine concluso l’assessore provinciale al turismo «del peso in termini numerici ed economici del pendolarismo e dei "cittadini non residenti" e dunque delle case in affitto. Il sistema case condiziona tutto il sistema turistico: l’aspetto positivo è che questo assicura la base delle presenze in Versilia, quello negativo è che crea due tipi di clientela che non favoriscono una sinergia completa tra alberghi e stabilimenti balneari». È dunque necessario trovare il modo di affrontare in modo unitario il problema della prossima stagione balneare, e questo al fine di attuare una programmazione capace di guardare al futuro secondo una strategia comune e non al singolo orticello, che è poi quello dei quattro comuni rivieraschi che a seconda di come tira il vento sono pronti a collaborare ma anche a guardarsi in cagnesco nel momento in cui ci si sente defraudati da qualcosa. M.P.

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I teatri del sacro, ultimi appuntamenti con l'arte Giovedì 24 settembre 2009 Ultimi appuntamenti per la rassegna teatrale 'I teatri del sacro' - dal 21 al 27 settembre a Lucca - inaugurata lo scorso lunedì da 'Il vangelo secondo Matteo', spettacolo portato in scena dalla Compagnia Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale Scarl diretta dal grande drammaturgo e regista Giuliano Vasilicò. In questo spettacolo: Carlo Cinque, Andrea Adinolfi, Giuseppe Alagna, Manuela Boccanera, Simone Fusai, Andrea Lanciotti, Elena Lupacchini e Gianluca Testa. La manifestazione, durante la quale debutteranno in totale 25 spettacoli, è promossa dal Servizio Nazionale per il progetto culturale della CEI, dalla Fondazione Comunicazione e Cultura e dalla Federaget Federazione Gruppi Attività Teatrali.


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I Teatri del Sacro/ Prosa, musica, danza per il grande tema della spiritualità

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Il centro storico di Lucca per una settimana – dal 21 al 27 settembre diventa palcoscenico per ospitare la prima edizione di “I teatri del sacro”, una rassegna dedicata ai temi della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare, attraverso l’universale linguaggio della scena, tra prosa, musica, danza, clownerie. Un evento che coinvolge artisti da tutta Italia per 25 spettacoli in prima nazionale e ad ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili), che rappresentano l’esito di un bando di concorso promosso dalla Federazione Gruppi Attività Teatrali e dalla Fondazione Comunicazione e Cultura-Servizio nazionale per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana, rivolto sia ai professionisti sia agli amatori “per un teatro che ritorni ed essere popolare e comunitario”. Tutti gli allestimenti affrontano la spiritualità in una diversa accezione e rappresentano un vero “corpo a corpo” con la Fede e le sue domande. Tra gli spettacoli si possono evidenziare dei percorsi tematici: dalle riflessioni sulla mistica fino alle forme della religiosità popolare e famigliare, spettacoli su figure femminili carismatiche tratte dalla contemporaneità, storie di santità, trasposizioni sceniche di vicende bibliche, allestimenti centrati sul canto e sulla musica, fino a giungere a visioni trasversali del sacro. Previsti anche due laboratori: uno, curato da Giorgio Testa dell’Ente Teatrale Italiano, dedicato agli spettatori, l’altro, curato dal Teatro del Lemming, rivolto ad attori, registi, danzatori, appassionati. Nei giorni della rassegna inoltre si terranno varie iniziative dedicate all’approfondimento e al confronto fra le tante realtà e visioni intorno alla spiritualità con incontri, dibattiti, presentazioni. La rassegna è anche occasione per valorizzare la città di Lucca, gioiello dell’arte e della cultura medievale, conosciuta come Città delle cento chiese, per il suo ricchissimo patrimonio di edifici religiosi e di culto: un luogo ideale per accostarsi ai temi del sacro. Gli spettacoli saranno allestiti in sette diversi spazi tutti nel centro storico: Teatro del Giglio, Teatro San Girolamo, Oratorio San Giuseppe, Chiesa di S. Cristoforo, Cortile degli Svizzeri, Chiesa di Santa Maria dei Servi, Baluardo San Regolo – Orto Botanico.

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Obiettivo della rassegna è promuovere proposte teatrali di qualità, dedicate alla riflessione e alla comunicazione del sacro, dando spazio alle nuove creatività e ad una circuitazione nazionale degli spettacoli all’interno della fitta rete delle sale teatrali e delle sale della omunità. Per questo motivo, dopo il debutto lucchese, gli spettacoli saranno supportati dal Centro nazionale sullo spettacolo sacro e religioso della Federgat nel reperimento di piazze dove allestire i propri lavori. “I teatri del sacro” si svolge anche in collaborazione con l’Associazione Cattolica Esercenti Cinematografici e con il patrocinio dell’Eti, di Regione Toscana, Provincia e Comune di Lucca, Arcidiocesi di Lucca, Fondazione Campus Studi del Mediterraneo. Informazioni:Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) - www. federgat.it - tel. 331.6906345.

http://www.nonsoloteatro.it/palco/LuccaSacro.htm (2 of 2) [17/09/2009 19.21.22]


Continua con tre spettacoli la rassegna "I Teatri del Sacro" Cultura e Spettacolo : Teatro del 21/09/2009 di La redazione LUCCA – La seconda giornata de "I Teatri del Sacro", la rassegna teatrale in programma fino al 27 settembre dedicata ai temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare, propone tre allestimenti dedicati alla spiritualità dell’uomo è in programma domani (22 settembre). Si inizia alle 17, con lo spettacolo del Teatro del Cerchio "Il Beato Pellegrino" (Teatro San Girolamo) si interroga sul tema del viaggio inteso come esperienza spirituale di riflessione e ricerca interiore, dai Re Magi fino a T. H. Eliot. Protagonista è l’uomo che decide di abbandonare la propria quotidianità per superare se stesso, valicare i propri limiti, entrare in contatto con un luogo altro, diverso, profondo...

"Ammaliata" della compagnia Yupiter! 41 invece affronta il tema del malocchio: quella forza misteriosa, celebrata dalla tradizione popolare, che travolge il quotidiano e lo conduce in una dimensione dove sembrano vigere regole diverse e dove l’uomo è dominato da energie sotterranee e imperscrutabili. Lo spettacolo andrà in scena alle 18,30 nella Chiesa di San Cristoforo in via Fillungo, aperta nuovamente al pubblico per l’occasione dopo la chiusura per restauri. Il Cortile degli Svizzeri è lo sfondo per "Montemurro: un medico santo" (ore 21) spettacolo sulla vita del sacerdote e medico pugliese, allestito dal Gruppo Parrocchia NS di Lourdes. "I Teatri del Sacro" è un’iniziativa ideata e realizzata dalla Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) e della Fondazione Comunicazione e Cultura – Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l'ACEC e con il patrocinio dell’ETI Ente Teatrale Italiano, Regione Toscana, Provincia e Comune di Lucca, Arcidiocesi di Lucca, Fondazione Campus Studi del Mediterraneo.


A "I Teatri del Sacro" va in scena "Bakhita", una meravigliosa storia di rinascita Cultura e Spettacolo : Teatro del 22/09/2009 di La redazione LUCCA - "I Teatri del Sacro", la rassegna teatrale in programma fino al 27 settembre dedicata ai temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare, propone domani (23 settembre) quattro allestimenti che spaziano dal teatro ragazzi alla musica. Momento clou della giornata è lo spettacolo "Bakhita: storia meravigliosa" (Chiesa di San Cristoforo, alle 21), interpretato da Laura Curino, attrice che prima di altri ha messo in scena le orazioni civili, divenute poi un vero e proprio genere: il teatro di narrazione. Lo spettacolo ripercorre l’incredibile vita della sudanese Bakhita, nata schiava e divenuta santa dopo un percorso di grande sofferenza. Tutto il programma di questa nuova giornata di spettacoli

La giornata si apre con un appuntamento dedicato ai ragazzi alle 10 al Teatro San Girolamo con "La storia di Sant’Alessandro raccontata ai piccoli" che propone un messaggio di non violenza e coraggio grazie alla figura del Patrono di Bergamo. I racconti delle "Donne del Vangel"o (ore 18.30, Oratorio San Giuseppe), della compagnia Almadeira, sono la testimonianza di come l’incontro con il Cristo sia l’inizio di una nuova vita, grazie alla trasformazione generata dalla Fede. Ideato dalla compagnia POP451, Canzone al Vangelo è uno spettacolo che si ascolta come se fosse una canzone, una canzone che grazie alla musica esalta e ci fa riscoprire i Testi della Liturgia (Teatro San Girolamo alle ore 23).


"I Teatri del Sacro" si addentra nei temi "caldi" della spiritualità Cultura e Spettacolo : Teatro del 23/09/2009 di La redazione LUCCA - "I Teatri del Sacro" - rassegna sui temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare in programma a Lucca fino al 27 settembre – va domani (24 settembre) oltre il teatro e affianca alla normale programmazione una serie di incontri sui temi “caldi” della spiritualità. Per l’incontro "Il silenzio di Dio, dialogo tra credenti e non credenti" (ore 19, Chiesa di Santa Maria della Rosa in via della Rosa) Salvatore Natoli, filosofo propugnatore del neopaganesimo, ovvero di un'etica per la felicità terrena in contrapposizione con la tradizione religiosa, si “scontrerà” con Adriano Fabris, docente di Filosofia Morale, e Silvio Castiglioni, attore e regista dello spettacolo che ha ispirato il tema del dibattito: Il Silenzio di Dio. L’iniziativa è ideata e coordinata da Don Piero Ciardella. Il programma della giornata.

Non si ferma la rassegna teatrale che propone ben cinque allestimenti raggruppabili in due distinte visioni del sacro: la mistica per Abbandono alla Divina Provvidenza e Edith Stein e la religiosità popolare in "Storia di Abramo, C’era una Rosa e Cantu di Passioni. Ebrea di nascita, cattolica per vocazione, la figura di Edith Stein è una delle più affascinanti del Novecento: dagli studi con Husserl al martirio nel campo di Auschwitz, "Scientia Crucis - Edith Stein" di Opzione Teatro (ore 18.30, Chiesa di San Cristoforo) racconta la vita e il pensiero della Santa canonizzata e dichiarata compatrona d’Europa da Papa Giovanni Paolo II. Pensato per un ristretto numero di spettatori - come una predicazione fra attore e pubblico - lo spettacolo "L’Abbandono alla divina provvidenza" del CSS è un cammino che parte dalla conoscenza di sé stessi, fino al superamento dell’individualità per abbandonarsi alla volontà divina (ore 21, Oratorio San Giuseppe; altre repliche: 25 e 26 settembre rispettivamente ore 17 e ore 10). Al Teatro San Girolamo alle 17 "La storia di Abramo", primo esito di un progetto del gruppo Ariel per la diffusione e la conoscenza della Bibbia. "C’era una rosa… il miracolo de’ na fijarella povera e scalza" in scena nel Cortile degli Svizzeri alle 21 è il racconto in viterbese antico della vita di Santa Rosa, Patrona della città laziale. Il cantastorie che, durate i riti della Settimana Santa, intona orazioni e preghiere nella tradizione dell’Italia meridionale è il protagonista di "Cantu di Passioni" del Piccolo Teatro Umano /L’Arlesiana in scena alle 23 nella Chiesa di Santa Maria dei Servi.


"I Teatri del Sacro" continua affrontando il tema dell'aldilà Cultura e Spettacolo : Teatro del 24/09/2009 di La redazione LUCCA - La rassegna "I Teatri del Sacro" propone per domani (venerdì 25 settembre) un programma che alterna momenti divertenti alla musica e alla mistica. Fra questi segnaliamo alle 21 lo spassoso "Oibò son morto", messo in scena nella Chiesa di San Cristoforo da Jacob Olesen e Giovanna Mori di "Liberarte Orvieto". Lo spettacolo, tratto dai testi di due autori scandinavi di fede protestante, racconta con ironia surreale la poetica storia di due anime che si incontrano nell’aldilà, e vivono una delicata storia d’amore. Tutto il programma della giornata.

Alle ore 18,30 ci ritroveremo in una cucina, allestita nel Teatro San Girolamo, per "Pan Pepato Pan dei morti", divertente spettacolo proposto dal Teatro Popolare Europeo incentrato sulla preparazione del pane che trascende la semplice combinazione di acqua, farina e lievito e diventa simbolo di condivisione, preparato fra racconti e ricordi di famiglia. Pensato per un ristretto numero di spettatori - come una predicazione fra attore e pubblico - lo spettacolo "L’Abbandono alla divina provvidenza" del CSS è un cammino che parte dalla conoscenza di sé stessi, fino al superamento dell’individualità per abbandonarsi alla volontà divina (Oratorio San Giuseppe; ore 17). La giornata si chiude (alle 23 nella Chiesa Santa Maria dei Servi) con "In corpore", concerto-spettacolo ideato da Orma Fluens/Amaranta che celebra il canto come parte della vita quotidiana dell’uomo e strumento per elevare lo spirito. Continuano gli incontri di approfondimento correlati alla rassegna: alle 19.00 presso l’Hotel Ilaria in via del Fosso 26 Luca Doninelli presenterà il suo nuovo romanzo "L’Incendio dei Sogni", l’incontro sarà coordinato da Silvio danese, giornalista e critico cinematografico. L’iniziativa è ideata da Don Piero Ciardella.


Si chiude con gli ultimi spettacolo la rassegna "I Teatri del Sacro" Cultura e Spettacolo : Teatro del 26/09/2009 di La redazione

LUCCA – Domani (27 settembre) giunge alla fine la rassegna "I Teatri del Sacro",che ha acceso di 25 nuovi spettacoli il centro storico della città, in un percorso affascinante e coinvolgente sui temi della spiritualità nella sua accezione più ampia.Patrizia Punzo e Danilo Nigrelli, due nomi di primo piano della scena italiana, sono rispettivamente interprete e regista di "In nome della madre", incentrato sulla figura di Maria come viene descritta nell’omonima opera di Erri De Luca (Chiesa di san Cristoforo, ore 18.30). Lo spettacolo è strutturato come un rito collettivo dove lo spettatore è chiamato a partecipare, anche spazialmente, all’attualità di Maria come donna e madre di Cristo.

Dopo aver lavorato insieme per una settimana, domenica 27 settembre, in più repliche a partire dalle ore 15 fino alle ore 20, i partecipanti del laboratorio del Teatro del Lemming presenteranno al pubblico "Le stanze di Amleto" nei suggestivi sotterranei sotto il Baluardo San Regolo. Lo spettacolo è intinerante e prevede un coinvolgimento diretto dello spettatore. Toccante testimonianza dell’orrore dell’Olocausto, gli scritti della giovane ebrea Etty Hillesum, deportata e uccisa ad Auschwitz, hanno ispirato Macedonia Clown nella creazione di "Nella notte un giglio nel campo", uno spettacolo che intreccia il teatro d’attore con il linguaggio mimico del clown, in scena al Teatro San Girolamo alle ore 17. A chiudere la rassegna (ore 21, Cortile degli Svizzeri) il divertente "Libro di Tobia", un vero e proprio musical, tratto dal libro biblico che celebra la famiglia, ideato e realizzato dal Gruppo in Cammino con i cori Spring Time e Wos. Continuano gli incontri di approfondimento coordinati da Don Piero Ciardella: Domenica 27 settembre ore 11.00 Oratorio San Giuseppe, piazza degli Antelminelli 1 ci sarà la presentazione del volume "Ospitare Dio, il mito di Filemone e Bauci tra Ovidio e noi" (Melangolo, Genova, 2009) di Donatella Puliga. Oltre all’autrice sarà presente Andrea Grillo, filosofo e teologo, docente al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. "I Teatri del Sacro" è un’iniziativa ideata e realizzata dalla Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) e della Fondazione Comunicazione e Cultura – Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l'ACEC e con il patrocinio dell’ETI Ente Teatrale Italiano, Regione Toscana, Provincia e Comune di Lucca, Arcidiocesi di Lucca, Fondazione Campus Studi del Mediterraneo.


I teatri del sacro a Lucca per comunicare la gioia della fede

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14/09/2009 15.41.35

I teatri del sacro a Lucca per comunicare la gioia della fede

Ecumenismo Famiglia Giovani Giustizia e Pace Politica

Teatro, ricerca spirituale e tradizione religiosa. Questi gli ingredienti della

Religioni e Dialogo

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Lucca dal 21 al 27 settembre. L’iniziativa, aperta gratuitamente al pubblico, è stata promossa dalla Federgat (Federazione gruppi attività teatrali) e dalla fondazione Comunicazione e Cultura – servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, in collaborazione con l’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) e con il patrocinio dell’Eti, Ente teatrale italiano. Ce ne parla Alessandra De Gaetano. Venticinque spettacoli inediti di artisti italiani professionisti e compagnie amatoriali debutteranno in diversi spazi della città di Lucca; teatri, chiese,

14/09/2009 16.00.45 In Perù si "scommette sulla famiglia" per difendere la vita 14/09/2009 15.59.07 Carenza di medicine e contraffazioni nel sud del mondo: le responsabilità dell’industria del farmaco e dei governi

chiostri e piazze, in un palcoscenico dove l’azione teatrale diventa veicolo di testimonianze religiose. Il commento all’iniziativa nelle parole di Vittorio Sozzi, responsabile del servizio Cei per il progetto culturale:

13/09/2009 15.38.24 Russia: la cultura ortodossa diventa materia scolastica

“Io credo che sarà una grande opportunità per far cogliere come innanzitutto l’esperienza teatrale abbia ancora un grande influsso nel modo di stare insieme dei giovani, cioè molti giovani si ritrovano attorno a questa esperienza. Secondo, è uno strumento efficace anche rispetto all’evangelizzazione e alla comunicazione del senso del sacro e del valore del sacro”. http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=316352 (1 of 3) [14/09/2009 17.27.46]

13/09/2009 15.36.58 Arabia Saudita: tremila cinesi si convertono all'Islam per costruire ferrovia alla Mecca


I teatri del sacro a Lucca per comunicare la gioia della fede

Una grande varietà di opere che abbracciano temi legati al Vangelo, figure di santi e laici che hanno dato un contributo significativo alla comunicazione della fede come occasione di riflessione, educazione, condivisione, come conferma Fabrizio Fiaschini, presidente Federgat:

13/09/2009 15.35.36 Riscaldamento globale: il Polo Nord diventa circumnavigabile

“C’è chi ha manifestato un interesse molto intenso per la mistica, quindi ci sono spettacoli incentrati sui temi evangelici; altri sulle vicende bibliche e, per esempio, c’è uno spettacolo su Abramo e un altro sul libro di Tobia. Altri ancora, invece, hanno scelto di valorizzare le figure dei santi e c’è, ad esempio, uno spettacolo su sant’Alessandro, patrono di Bergamo, poi uno spettacolo su Santa Rosa, oppure spettacoli che hanno invece interessato più l’aspetto della religiosità popolare, soprattutto nel Sud. Il linguaggio teatrale è il linguaggio del corpo in scena, il corpo in scena è appunto quello che meglio trasmette anche un certo messaggio, il rapporto che la fede ha con l’uomo e che viene trasmessa anche attraverso l’uomo”.

Un’azione teatrale che si incarna nell’intimità dello spettatore in una commistione tra linguaggio ed emozione per avvicinare l’uomo ad un profondo rapporto con Dio, che trova la sua casa nelle parrocchie dove questi spettacoli saranno messi in scena. Ancora Fiaschini: “Dopo Lucca noi abbiamo intenzione di valorizzare una circuitazione di questi spettacoli perché ovviamente il teatro vive quando è visto, quando è partecipato. Allora, noi vogliamo che questi spettacoli escano da Lucca e girino nei teatri parrocchiali, nelle sale della comunità, perché attorno a una sala della comunità si può creare, si può ritrovare quella comunità che è il fruitore privilegiato dell’esperienza teatrale”. « Torna all'indice

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Spiritualità, riti e tradizione religiosa in scena a Lucca

Spiritualità, riti e tradizione religiosa in scena a Lucca | 21 Settembre 2009 Lucca - Si apre oggi a Lucca la prima edizione della rassegna “I teatri del sacro” , iniziativa realizzata e ideata dalla Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) e della Fondazione Comunicazione e Cultura . Spettacolo inaugurale “Il vangelo secondo Giovanni”, il nuovo lavoro del maestro del teatro di ricerca italiano, Giuliano Vasilicò , presso il teatro del Giglio alle 19. A seguire “Il Vangelo visto da un cieco” al Teatro dell’Orsa alle 22. Lo spettacolo verrà trasmesso il prossimo 29 settembre in 30 sale distribuite sul territorio italiano. In programma due laboratori teatrali per gli spettatori, “I 70 – visioni e condivisioni”, e “I 5 sensi dell’attore”, dedicato ad attori, registi, danzatori e appassionati


I Teatri del Sacro a Lucca 21-27 settembre 2009 lunedì, settembre 21, 2009 di Daniela Domenici

Da domani 21 settembre al 27 a Lucca si svolgerà la I edizione de “I Teatri del Sacro”, un evento interamente dedicato ai rapporti tra il teatro e la ricerca spirituale e religiosa. L’iniziativa è ideata e realizzata dalla Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) e dalla Fondazione Comunicazione e Cultura – Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l’ACEC e con il patrocinio dell’ETI Ente Teatrale Italiano. “I Teatri del Sacro” rappresenta la tappa finale di un bando di concorso volto a sostenere economicamente progetti teatrali inediti di compagnie professionali destinati alla scena e dedicati all’approfondimento del sacro. Nel corso dell’evento debutteranno quindi in vari spazi della città (teatri, chiese, chiostri, piazze) le proposte vincenti dando vita a una settimana di teatro che risulterà non solo tra le più rilevanti vetrine nazionali sul teatro sacro, ma anche uno dei più importanti appuntamenti teatrali. Tra i professionisti da segnalare, il nuovo allestimento di Giuliano Vasilicò, nome storico del teatro di ricerca, che affronterà l’umanità descritta da Giovanni nel Vangelo. Danilo Nigrelli e Patrizia Punzo sono, rispettivamente, regista ed interprete di “In nome della madre” (27 settembre), toccante spettacolo tratto dall’omonima opera di Erri De Luca. Laura Curino vestirà i panni di Bakhita (23 settembre) e Luigi Tabita, attore di origine augustana, sarà interprete di “Ammaliata”, un particolarissimo viaggio intorno alle tradizioni e alla cultura popolare, fra fede e magia, scritto e diretto da Giuseppe L.Bonifati, spettacolo vincitore del bando di produzione “ETI-I Teatri del Sacro 2009.


“Ammaliata” a Teatri del Sacro 2009 a Lucca lunedì, settembre 21, 2009 di Daniela Domenici

L’Associazione Culturale “Yupiter! 41” presenta “Ammaliata”, spettacolo vincitore del bando di produzione “ETI-I Teatri del Sacro 2009”; orchestra popolare per coro di sei voci (Luigi Tabita, Fabio Pappacena, Paolo Pollio, Roberta De Stefano, Lisa Severo, Andrea Panichi) e tre seggiole è composta e diretta da Giuseppe L. Bonifati con la collaborazione di Cecilia Di Giuli; le percussioni sono di Antonio Merola; le luci di Luca Migliaccio; le scene e i costumi di Giuseppe L. Bonifati e Cecilia Di Giuli; consulente linguistico letterario è il prof. Leonardo R. Alario. La ricerca drammaturgica di “Ammaliata” è partita come una larga spirale di lingue con certe assonanze della Calabria, della Campania e della Puglia che arrivano dal mare, dalla montagna a celebrare matrimoni di suoni, oscuri riti popolari. La scena si popola di voci, innanzitutto, che fioriscono nella forza interpretativa dei sei attori tra frasi e canti intonati dove la parola è il suono stesso, le luci corpo della parola. La messinscena non è spettacolo, non può esserlo soltanto, è anche la volontà espressiva e pittorica del sottoscritto, di un mondo, quello popolare, che dura ancora. Gli statuti arcaici della civiltà contadina non hanno subito grosse modifiche e le credenze vengono conservate come patrimonio memoriale non discutibile. “Ammaliata” è l’appellativo col quale viene designata una persona che è stata colta dal fascino a motivo della sua avvenenza o, semplicemente, per invidia; esistono formule di scongiuro in grado di placare il fascino subito. Questi riti sono molto praticati in tutta la Calabria e fanno parte di un gruppo di credenze popolari ben più ampio, ancora in vita, strettamente legate ad una complessa simbologia mitico – religiosa presente tutt’oggi. Vi è comunque uno scarto da notarsi tra le vecchie e le nuove generazioni: un gap generazionale che ha prodotto una mancanza di valori, usi e costumi della cultura del popolo basso. Questo è dunque un motivo per riafferrare ricordi, immaginare parole per evocare ricordi, la nostalgia di sensazioni in una sinfonia di “vitalismi” meridionali dove salta fuori ciò che è e ciò che più non è. L’idea di spettacolo è sicuramente quella di un teatro di viscere, di parole urlate, cantate, fortemente vitale attraverso le sue radici idiomatiche e i suoni forti e collettivi. Un gioco meridionale che chiude con una dolce sonata, malinconia e ombre. Il testo vuole inseguire il senso del suono, nella maggior parte dei casi, nella maniera più forte per esaltarne la potenza. Musica e parola sono una cosa sola; nessuna battuta è veramente naturale: la parola salta, sbalza, parte a linea dritta, schermisce, è tesa all’invenzione di ritorni musicali; è’ il ricordo di persone che non sono più ma che hanno lasciato un immenso vocabolario di lingue dal quale poter sempre attingere.


I TEATRI DEL SACRO Servizi su Emittenti Radio e TV RADIO •

RadioRAI 1 – Gr1 – 14/09/09 – intervista Ninni Cutaia, ETI

Radio Vaticana – Radio giornale - 14/09/09 – intervista Vittorio Sozzi, CEI

Radio Vaticana – Orizzonti – 17/09/09 – intervista Fabrizio Fiaschini, Federgat

Radio 24 – Radio giornale – 16/09/09 – intervista Francesco Giraldo, Acec

Isoradio RadioRAI – 26/09/09 – intervista Fabrizio Fiaschini, Federgat

Radio Rosa Toscana – 23/09/09 – intervista Fabrizio Fiaschini, Federgat

RadioRAI 3 – Aladino – 23/09/09 – intervista Laura Curino, attrice

Radio Duemila – 24/09/09 - intervista Fabrizio Fiaschini, Federgat

Radio Vaticana – 29/09/09 – intervista in studio Francesco Giraldo, Acec

Rai sat 2000 – Tg ecclesiae – 14/09/09

RAI 3 - tgr Toscana – 22/09/09 – ripresa Vasilicò + intervista Busti, Fiaschini,

TV

Giraldo •

NoiTV – tg – 22/09/09 - ripresa Vasilicò + intervista Busti, Fiaschini, Giraldo

Rai sat 2000 – Tg ecclesiae – 24/09/09

Rai sat 2000 – Retroscena – 19/10/09 – puntata interamente dedicata: intervista Fiaschini, Giraldo, Curino, Olesen&Mori. Riprese spettacoli: Bakhita, Canzone al Vangelo, Pan Pepato, Oibò son morto, In corpore


Teatri del Sacro - Lucca 21-27 settembre 2009