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essere coraggiosi che perfetti! 4 INFORMAZIONI&NEWS Servizio aziendale di Reumatologia 6 Procedimenti disciplinari 7 L'ambita professione 7 No risk, more fun 8 Unico per tutti 9 Symposium a Bolzano 9 MEDICINA & ASSISTENZA Storie vere 10 Più sicurezza grazie alle simulazioni 12 MANAGEMENT & AMMINISTRAZIONE „Ne vale la pena“14 SABES 007 Un finale alla grande ed eventi 16 DAI COMPRENSORI BRUNICO “Giornata della tiroide” 33 Ambulatorio Podologico 33 Serata informativa: Menopausa – la danza degli ormoni 34 Presentato il Servizio reumatologico dell’ospedale di Brunico 34 MER ANO L’Euregio-Tour fa tappa a Merano 35 Giornata della menopausa 35 BOLZANO La salute vien correndo! 36 Fotografie in Medicina nucleare 36 I progetti di Montagnaterapia 37 BRESSANONE Un simposio per l‘addio 37 PERSONALIA 38 SALUTE IN RETE 39 GRAFICO INFORMATIVO 40 IT

EDITORIALE 3 ARTICOLO DI FONDO Meglio

CONTATTI & COLOPHON 40

PETER A. SEEBACHER

„Un finale alla grande per SABES 007 Roadshow l'11 ottobre a Castel Firmiano presso Bolzano.“

SABES 007

PAGINA 16

06.12.2017 # 0 3 / 1 7

IL M AG A ZINE DELL'A ZIENDA SANITARIA DELL'ALTO ADIGE


FOTO SABES

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Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Le sedie rosse posizionate presso le hall d’ingresso degli ospedali di Merano, Bressanone e Brunico hanno l’intento di ricordare quelle donne decedute a causa di una violenza subita. Titolo dell’iniziativa: Besetzter Platz – Posto occupato.

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L’organizzazione degli eventi era principalmente nelle mani della Ripartizione Comunicazione, Marketing e Relazioni con il Pubblico - con l’importante e dinamico supporto delle collaboratrici e dei collaboratori dei vari comprensori ed ospedale. Gli elementi che portano al successo, solitamente, sono molteplici ed in questo caso è stata propria l’unione delle forze a fare la differenza. Cogliamo dunque l’occasione per ringraziare tutti e tutte coloro che, sia dall’esterno che dall’interno dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, hanno contribuito al successo della serie di eventi SABES 007, in particolare gli sponsor, senza il cui sostegno non sarebbe stata possibile la realizzazione di quanto pianificato. Nello specifico si tratta delle ditte ACS, IBT, Markas, Waldner, Archicom e NTS.

EDITORIALE

Per questo motivo abbiamo deciso di “eliminare” molte delle abituali pagine di one e dedicare una gran parte dell’attuale numero alla serie di eventi SABES 007 - dieci anni di Azienda sanitaria dell’Alto Adige, che si sono svolti nei mesi di settembre e ottobre in occasione del decimo anniversario della nostra Azienda. In totale ci sono stati sette eventi - uno in ogni ospedale - più la serata di chiusura che si è tenuta a Castel Firmiano. Le 16 facciate di testi e foto dedicate agli otto eventi sono pubblicate dalla pagina 16 in poi.

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Il decimo compleanno è sempre un momento speciale per gli esseri umani, ma può esserlo anche per le aziende.

“From the people for the people” era il nostro motto, e questo obiettivo, vale a dire organizzare eventi interessanti per le collaboratrici ed i collaboratori dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, dal nostro punto di vista è stato raggiunto. Ogni evento aveva le sue peculiarità ed ogni partecipante - ne sono convinto – ha avuto la possibilità di apprendere qualcosa, di lasciarsi ispirare o portare via con se qualche spunto di riflessione. Ma in questa uscita ci sarà anche dell’altro? Sì, certamente. Info e news che riguardano tutta l’Azienda sanitaria si trovano da pagina 6 a pagina 9, le notizie dai vari comprensori sono a pagina 32 e alle pagine 38 e 39 sono pubblicate una serie di comunicazioni sul personale.

Vi auguro una buona lettura.

PETER A. SEEBACHER

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ARTICOLO DI FONDO

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Qualche giorno fa, presso l’ospedale di Bolzano, si è svolto un convegno di spicco sul tema della "Salute 4.0". È stata l’occasione di aprire una stimolante ed interessante finestra verso il futuro rivelando quanto dinamica ed imprevedibile sia la trasformazione digitale nella sanità, quanto radicali e profondi saranno i cambiamenti in arrivo.

ARTICOLO DI FONDO LUK AS R AFFL

Meglio essere coraggiosi che perfetti!

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l convegno ha rappresentato anche l’opportunità di fare il punto sulla situazione: dove si colloca, in termini di Sanità digitale, l’Azienda sanitaria rispetto ai vicini del Trentino e del Nord Tirolo, quali sono le attuali problematiche in Germania, Austria ed Italia? È emerso che l’Austria, ad esempio, pur avendo con largo anticipo dato il via allo sviluppo della “Cartella clinica elettronica” (la cosiddetta “ELGA”), sta attualmente faticando ad ottenere risultati concreti, mentre in Germania questo settore si rivela eterogeneo e frammentato, avendo il “Bund” poche possibilità di indirizzare in maniera uniforme il relativo sviluppo; di conseguenza la maggior parte degli erogatori sanitari, privati, pubblici o ecclesiastici che siano, seguono percorsi indipendenti a mala pena collegati e coordinati tra loro. Assolutamente interessante anche l’analisi su quanto avviene in Israele esposta da Nili Appleton, Direttrice dei Servizi di telemedicina della CLALIT, il più grande fornitore di prestazioni sanitarie del paese. Da tempo Israele ha percepito la necessità di sviluppare servizi di telemedicina per le cittadine ed i cittadini che vivono dislocati in zone periferiche del paese, per

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offrire anche a loro la stessa valida assistenza erogata nei grandi centri urbani. Lunghi viaggi e tempi di attesa possono così essere evitati ai malati cronici che, grazie a CLALIT possono ottenere prenotazioni, prescrizioni, informazioni cliniche e persino tele-visite via app. Alcuni gruppi di pazienti e di persone, come pazienti dermatologici, donne in gravidanza e genitori, possono facilmente accedere anche ad una serie completa di prestazioni tramite applicazioni mobili attive 24 ore su 24. In questo modo le mamme in dolce attesa, partecipando al forum di medicina dedicato alle donne incinte, possono parlare delle loro paure e preoccupazioni, ma anche condividere le conoscenze e le esperienze acquisite. Grazie a questo sistema, monitorato da medici, vengono alleggeriti anche i professionisti in corsia. Un altro esempio: le giovani madri, avvalendosi delle visite pediatriche in telemedicina, possono contattare direttamente i medici e chiedere consigli senza doversi alzare durante la notte, salire in macchina e guidare fino all'ospedale. A meno che il medico curante, connesso tramite webcam, non lo ritenga necessario. Le eventuali prescrizioni al termine della visita vengono inviate direttamente alla farmacia più vicina e


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LUK AS R AFFL

ARTICOLO DI FONDO

FOTO PETER A. SEEBACHER

„In questo modo le mamme in dolce attesa, partecipando al forum di medicina dedicato alle donne incinte, possono parlare delle loro paure e preoccupazioni, ma anche condividere le conoscenze e le esperienze acquisite.“

possono essere ritirate dopo la ricerca automatica in magazzino. È quasi superfluo affermare che, ovviamente, ormai da anni in Israele è possibile accedere alla cartella clinica personale ed al proprio “diario della salute” per scaricare referti e documenti clinici.

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el corso del congresso è emerso chiaramente che fino ad ora i “driver” per questo tipo di sviluppi, almeno in Europa, spesso non erano né i medici né le loro associazioni professionali. Markus Müschenich, lui stesso medico e proprietario della Flying Health, una società che aiuta giovani e promettenti startups a decollare, ha spiegato che spesso la richiesta per sviluppare nuovi servizi viene dai/dalle pazienti. Le loro esigenze vengono interpretate in modo agile dalle giovani startups del settore IT che poi programmano migliaia di tools ed apps in tutto il mondo. In questo modo i confini del settore vengono superati indossando gli stivali dalle sette leghe. Così, ad esempio, l’azienda Gyant, che opera a livello mondiale e che originariamente era attiva nell’industria ludica, ha sviluppato i cosiddetti “bots” o "robot sanitari"; si tratta di applicazioni che permettono di racco-

gliere feedback e osservazioni di milioni di pazienti su patologie, terapie e prescrizioni farmaceutiche che poi vengono strutturate semanticamente e valutate statisticamente mediante degli algoritmi. Gli algoritmi vengono costantemente adattati e migliorati, rianalizzati e confrontati da clinici sulla base di linee guida all'avanguardia. Tali "bots" offrono già ora, per determinate malattie, valide ed immediate informazioni 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Müschenich ha concluso il suo intervento al congresso "Salute 4.0", che si è tenuto il 28 e 29 novembre all'ospedale di Bolzano, con un appello ai clinici presenti affinché prendano al volo la palla lanciata dall’industria e dalla politiche per mettersi in gioco. Altrimenti l’evoluzione rischia di andare avanti senza il sostegno dei veri esperti. Non c'è nulla da aggiungere.

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INFORMAZIONI & NEWS REDAZIONE

Servizio aziendale di Reumatologia 6

A metà ottobre è stato presentato al pubblico il nuovo Servizio aziendale di Reumatologia. Grazie a tale servizio l’assistenza ai/alle pazienti altoatesini con malattie reumatiche sarà ulteriormente rafforzata e migliorata.

INFORMAZIONI & NEWS

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a sede del Servizio aziendale di Reumatologia si trova presso l’ospedale di Brunico. Nel gennaio del 2017 vi era già stato aperto un ambulatorio di reumatologia. Il Servizio Reumatologico è un servizio a livello provinciale con diverse sedi ed il cui obiettivo è quello di offrire un’assistenza di qualità ai/alle pazienti altoatesini/e affetti/e da malattie reumatiche. Le sedi già esistenti sono l’ambulatorio reumatologico dell’ospedale di Brunico e quello dell’ospedale di Bolzano. Direttore di tale Servizio è il dott. Christian Dejaco, medico 37enne originario di Valdaora.

Il dottor Christian Dejaco, Direttore del servizio di reumatologia

Il Servizio di Reumatologia offre prestazioni ambulatoriali e di ricovero, sia

ordinario che in day hospital, terapia delle malattie reumatiche ed in particolare delle patologie infiammatorie, incluse connettiviti e vasculiti. Si occupa, inoltre, di ricerca e formazione in ambito reumatologico. In caso di sospetto di una malattia reumatica infiammatoria il paziente viene inviato alla visita reumatologica dal medico di Medicina Generale o dal medico specialista. La/il paziente può prenotare la visita telefonicamente. Per Bolzano la visita si prenota al numero 0471 457 457 (CUP), per Brunico al numero 0474 581 040 (CUP). I/Le pazienti dovrebbero eseguire la prenotazione presso il Comprensorio sanitario di appartenenza poiché anche le visite successive, per quanto possibile, verranno effettuate dallo stesso medico reumatologo e le/i pazienti non saranno così costretti a spostarsi.

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pazienti e le pazienti di Bolzano e dintorni dovrebbero quindi essere inviati preferibilmente all’ambulatorio di Bolzano, quelli/quelle della Val d’Isarco e della Val Pusteria all’ambulatorio di Brunico, quelli/quelle della Val Venosta e del Burgraviato per il momento possono essere inviati a scelta a Bolzano o a Brunico. Inoltre, le visite reumatologiche sono possibili anche presso gli ambulatori di medicina interna di Bressanone, Vipiteno, Silandro e presso il servizio di riabilitazione di Brunico (incluso l’ambulatorio per l’osteoporosi). L’ambulatorio di reumatologia di Bolzano, che attualmente fa parte del-


la Medicina Interna, verrà gradualmente distaccato da quest’ultima ed aggregato al Servizio Reumatologico aziendale. Nei prossimi anni è prevista anche l’istituzione di un ambulatorio di reumatologia a Merano e l’assistenza reumatologica presso il comprensorio sanitario di Bressanone. A Bolzano, nell’ambito del Servizio di Reumatologia, sono stati istituiti un centro di reumatologia pediatrica ed un ambulatorio per l’osteoporosi (2° livello). In Alto Adige si stima che circa il 20-25% della popolazione soffra di disturbi reumatici e circa il 5% sia colpito da una malattia reumatica “autoimmune”.

Già lo scorso anno, con apposita delibera, era stato approvato il nuovo regolamento aziendale per i procedimenti disciplinari. Ora sono stati nominati i componenti dell’Unità organizzativa aziendale competente per i procedimenti disciplinari. Con delibera n. 354/2016 avente per oggetto “Approvazione del regolamento aziendale procedimenti disciplinari”, già nell’autunno del 2016 erano state nuovamente regolamentate le responsabilità in caso di procedimenti disciplinari. Ora tale decisione è stata completata grazie alla delibera di “Nomina dei componenti dell’Unità organizzativa aziendale competente per i procedimenti disciplinari” (n. 368/2017). Con quest’ultima sono stati nominati il Coordinatore, i due componenti dell’Unità operativa competente per i procedimenti disciplinari a livello aziendale nonché i loro sostituti: Coordinatore: Marco Cappello Sostituto: Enrico Wegher Effettivo: Evelin Reinstaller Sostituto: Silvia Manzini Effettivo: Stefan Dejaco Sostituto: Peter Volgger. L’attività di segreteria per i procedimenti disciplinari è stata assegnata alla Ripartizione Legale e Affari Generali, nominando Sonia Gasparri quale componente effettivo e Julia Peterlini come sostituto. Entrambe le delibere citate sono disponibili sul sito web dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige: Albo pretorio Archivio delibere e determine.

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Appuntamento con l‘ambita professione Nell’ottobre scorso 300 studenti di scuole medie superiori dell’Alto Adige hanno avuto la possibilità di sbirciare dietro le quinte di alcuni ambiti come ricerca, sociale, economia, marketing ed innovazione. Anche l’Azienda sanitaria ha dato il meglio di sé, dato che si è trattato di interessare i giovani alle professioni sanitarie. Il progetto è stato organizzato dal Dipartimento Istruzione e Formazione tedesca, area innovazione e consulenza, in collaborazione con le istituzioni-partner di cui fa parte anche l’Azienda sanitaria. Gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico, tra il resto proprio nel periodo della campagna di reclutamento, hanno accompagnato per una settimana i giovani partecipanti verso un approccio alla ricerca di personale.

INFORMAZIONI & NEWS

Regolamento aziendale procedimenti disciplinari

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INFORMAZIONI & NEWS PETER A . SEEBACHER

I giovani hanno potuto visitare ogni giorno ambiti dell’Azienda sanitaria diversi: reparti, servizi ma anche strutture esterne come la Croce bianca o la Scuola Prov. Superiore di Sanità Claudiana e strutture psichiatriche protette. Il feedback di studenti e delle studentesse è stato molto positivo, non pochi di loro sono rimasti stupiti per il grande impegno percepito e per il numero di reparti e servizi esistenti negli ospedali, che però normalmente restano sconosciuti. Il successo di quest’iniziativa è stato confermato da una lettera che al termine del tour è stata inviata agli organizzatori: ”…lo stage non ci è soltanto piaciuto molto, ma ci ha fornito effettivamente una visione in queste professioni. Ci è stato d’aiuto nella scelta della nostra professione e ci ha insegnato ad apprezzare maggiormente l’Azienda sanitaria altoatesina. Grazie per quest’iniziativa e complimenti per la preparazione ed l’organizzazione!” (SF)

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FOTO EVELYN GRUBER-FISCHNALLER

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A nessuno piacciono i controlli, mentre tutti apprezzano la sicurezza. E così le regole per garantire l’amata sicurezza vengono applicate nei cantieri e nelle scuole, per strada e a casa. Nel settore sanitario esiste una doppia sfida: la sicurezza dei pazienti, ma anche la sicurezza e la salute dei/delle dipendenti sul luogo di lavoro. INFORMAZIONI & NEWS EVELYN GRUBER-FISCHNALLER

No risk, more fun Riferimenti legislativi: D.Lgs. 81/2008 Legge 119 del 31 luglio 2017 Un controllo di sicurezza è un controllo sulle persone in luoghi diversi, come musei, agenzie governative ed eventi. In questo caso, il personale autorizzato interviene nei diritti della personalità individuale. Nel traffico aereo commerciale e in alcuni collegamenti ferroviari ad alta velocità, i passeggeri e i loro bagagli vengono ispezionati negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie per gli articoli relativi alla sicurezza in un portale prima di salire sull’aereo, sul treno o in un’area correlata alla sicurezza. WIKIPEDIA

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el contesto dell’attuazione della legge sulle vaccinazioni di prevenzione nei bambini e negli adolescenti, è tornato alla ribalta un argomento che riguarda anche la medicina del lavoro: la questione dell’atteggiamento delle collaboratrici e dei collaboratori rispetto alle vaccinazioni. Angela Merseburger è la Direttrice facente funzioni del servizio di Medicina del Lavoro. Secondo la dott.ssa Merseburger “le persone che lavorano a contatto con pazienti e/o con materiali potenzialmente infetti sono esposte al rischio di contrarre malattie infettive. Tale rischio potrebbe essere evitato attraverso la vaccinazione. La prevenzione praticata grazie ai vaccini svolge quindi un ruolo importante nel settore della Medicina del Lavoro.” E prosegue: “L’immunizzazione attiva del personale sanitario costituisce una misura sicura ed efficace per controllare le malattie infettive professionali, protegge il personale e tutela indirettamente coloro che non possono

essere vaccinati. Al tempo stesso protegge i pazienti assistiti dal contrarre un’eventuale malattia infettiva con possibili gravi conseguenze per la salute, che potrebbero causarne anche la morte. Esattamente come lavarsi le mani o indossare guanti, mascherina e indumenti protettivi, la vaccinazione è una misura precauzionale importante in questo senso.”

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n alcune aree sanitarie è maggiore il rischio di esposizione biologica per i/le dipendenti . “Queste includono pronto soccorso, sala operatoria, pediatria, laboratorio di microbiologia, terapia intensiva, anestesia, il reparto di malattie infettive ed il servizio di emergenza provinciale, emodialisi, ginecologia, istologia e anatomia patologica”, spiega la dott.ssa Merseburger. Attualmente manca un quadro completo dei dati relativi allo stato vaccinale delle collaboratrici e dei collaboratori. Per rimediare a questa mancanza, qualche settimana fa l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha richiesto i dati sulla situazione vaccinale del personale sanitario. La legge sulle vaccinazioni di prevenzione per i bambini e gli adolescenti da 0 a 16 anni rende obbligatoria questa rilevazione. Merseburger: “Lo stato vaccinale deve essere reso noto per permettere il monitoraggio sanitario del dipendente e l’emissione delle successive idoneità medico-professionali. La situazione vaccinale rappresenta un’informazione di base molto importante anche per i Servizi Igiene.” La Direttrice del Dipartimento di Prevenzione, Dagmar Regele, sottolinea:” Si tratta soprattutto di far crescere la consapevolezza che il personale del Servizio sanitario pubblico ha una grande responsabilità verso la collettività: i/le pazienti con malattie croniche e patologie oncologiche oppure immunocompromessi per qualsiasi altra ragione necessitano di particolare protezione e il personale non vaccinato rappresenta un ulteriore fattore di rischio per questi gruppi di persone.” Controlli sulla sicurezza? Check!


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a nuova Centrale unica di emergenza è situata presso la sede dell’Agenzia per la Protezione Civile. Per il Servizio è previsto un totale di 21 posti di lavoro, attualmente vi operano 16 cosiddetti “call taker”. La Centrale unica di emergenza è operativa 24 ore su 24 – con un maggiore o minore numero di persone in servizio a seconda che sia giorno o notte. Come valore aggiunto del nuovo servizio, accanto alla possibilità di localizzare le chiamate, vi è anche la traduzione simultanea in 37 lingue. In una prima fase, gli operatori della Centrale unica di emergenza riceveranno tutte le chiamate in entrata ai numeri 118 (ambulanza), 115 (Vigili del Fuoco), 113 (Polizia) e 112 (Carabinieri), ma dopo il periodo iniziale rimarrà attivo solamente il numero unico europeo di emergenza 112. Alto Adige e Trentino avranno due sedi separate per la Centrale unica di emergenza, rispettivamente a Bolzano e Trento, che nei casi normali funzioneranno in completa autonomia. In casi eccezionali, dovuti a guasti o sovraccarico di chiamate, però,

grazie all’utilizzo di una tecnologia standardizzata le due centrali regionali potranno supportarsi a vicenda. Insieme alla chiamata di emergenza vengono inviati anche i dati di localizzazione. La localizzazione della chiamata è garantita anche dalla app “Where ARE U” che invia in automatico la posizione GPS della persone. Il numero unico di emergenza 112 può essere deviato gratuitamente da un operatore telefonico all’altro qualora non vi sia copertura di rete. Negli incidenti in montagna la posizione approssimativa di colui che esegue la chiamata può così essere determinata rapidamente senza perdere tempo con domande. Nel complesso, l’introduzione della Centrale unica di emergenza 112 rappresenta “un grande salto di qualità per il servizio alla popolazione e una conquista dell’autonomia”, come dichiarato dal Presidente della Provincia Arno Kompatscher in occasione dell’inaugurazione del nuovo servizio.

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Da metà ottobre è attivo anche in Alto Adige il numero unico di emergenza europeo 112. Si tratta di un numero di telefono riservato a tutte le emergenze. Il personale è stato messo a disposizione dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, mentre il supporto tecnico è di competenza dell’Agenzia per la Protezione Civile.

Dal 26 al 28 gennaio 2018 a Bolzano si svolgerà per l’ottava volta il Symposium of Plastic Surgery. Organizzatore dell’evento è nuovamente Lorenz Larcher che, dalla primavera del 2016, è a capo del Servizio aziendale di Chirurgia Plastica dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Il programma del simposio può essere scaricato su www.plastischechirurgie.bz.it. Anche l’iscrizione al congresso può essere effettuata tramite la stessa homepage.

INFORMAZIONI & NEWS

Unico per tutti

Symposium of Plastic Surgery a Bolzano

FOTO HELMUTH PIRCHER

INFORMAZIONI & NEWS REDAZIONE

FOTO LPA

Lorenz Larcher

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MEDICINA & ASSISTENZA REDAZIONE

Al centro della campagna di sensibilizzazione vi sono quattro storie vere. Quattro persone raccontano, in altrettanti video, le loro esperienze e si esprimono in maniera critica sul tema alcol.

MEDICINA & ASSISTENZA

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Storie vere

“Diventare madre è una delle esperienze più belle della vita. Per questa ragione dico no all’alcol. La mia decisione: senza compromessi”. Con queste parole la giovane futura-madre invita a conoscere la sua storia sul sito web zerocompromessi.it. Questo vale anche per le altre persone che raccontano le loro storie: un sanitario del servizio di emergenza, un non-bevitore per convinzione ed una coppia di genitori che ha perso il proprio figlio in un incidente stradale nel quale era coinvolto un guidatore ubriaco. Si tratta di storie vere che raccontano aspetti critici ed in parte oscuri dell’alcol. Si tratta di storie che toccano la sensibilità dello spettatore. La regia dei filmati è stata affidata al noto documentarista Andreas Pichler il quale è stato in grado di creare un rapporto di vicinanza con i narratori che parlano apertamente delle loro esperienze ed illustrano anche le loro personali strategie per la soluzione del problema. Al centro della nuova edizione della campagna vi è la riflessione e la sensibilizzazione in merito al rapporto con l’alcol nella società altoatesina. Oltre ad evidenziare i rischi connessi con l’alcol la campagna vuole dare il proprio contributo anche in merito alle norme di carattere sociale: ad esempio le persone che non bevono alcol o ne consumano molto poco non devono giustificarsi. La campagna è articolata in una serie di inserzioni e banner che compariranno nei media stampati e digitali e nei treni del trasporto pubblico provinciale. I quattro video

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Due manifesti della nuova campagna per la prevenzione alcol del forum prevenzione e la Provincia Autonoma di Bolzano


La campagna è parte integrante del Piano provinciale per la prevenzione sostenuta dalla Ripartizione alla salute e realizzata dal Forum prevenzione. La campagna è già nota a molti grazie al suo logo rappresentato da un punto esclamativo bianco su di un tappo a corona rosso. Per ulteriori informazioni e per scaricare il materiale illustrativo della campagna gli interessati possono consultare il sito www. zerocompromessi.it e la pagina Facebook trinkenmitmass/bereresponsabile

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fatto che alcuni di loro siano anche disposti a raccontare le loro storie personali in merito a questa problematica. A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento” ha affermato l’assessora provinciale alla salute ed alle politiche sociali, Martha Stocker, nel corso del suo intervento.

MANAGEMENT & VERWALTUNG MEDICINA & ASSISTENZA

si potranno vedere consultando la pagina zerocompromessi.it appositamente creata. La campagna mette a disposizione ulteriori strumenti come, ad esempio, un autotest riguardante l’autoconsumo di alcol, informazioni sul tema, suggerimenti in merito a “Festa responsabile” ed una nuova app per la ricerca semplice e rapida dello shuttle per il rientro a casa. La pagina web offre inoltre l’opportunità di raccontare le proprie storie individuali e le esperienze legate all’uso dell’alcol. “Con questa nuova edizione della campagna di prevenzione contro l’alcol caratterizzata dallo slogan ‘Zero compromessi’ vogliamo usare dei toni più forti rispetto al passato per risvegliare la consapevolezza che l’alcol non è legato solamente ai concetti di divertimento e di piacere, ma anche con il dolore e l’esclusione” ha affermato il direttore di Forum prevenzione, Peter Koler. “Negli ultimi 12 mesi numerosi altoatesini hanno preso posizione personalmente a favore della campagna di prevenzione contro l’alcol e ciò per noi rappresenta una conferma che siamo sulla strada giusta. È ancora più convincente il

Dati relativi alla diffusione dell’alcolismo in Alto Adige In base ai più recenti dati resi noti dall’ISTAT (2017) in Alto Adige il consumo quotidiano di alcol si colloca al di sotto della media nazionale attestata al 21,4%. Il 17% degli altoatesini - il 25,8% degli uomini e l’8,5% delle donne - fanno uso quotidianamente di alcol. D’altro canto il consumo nel corso di un singolo evento di sei o più bevande standard, il cosiddetto “binge drinking” è maggiormente diffuso. Nella nostra provincia si tratta del fattore di rischio più elevato. Secondo l’ASTAT (info: 29/2017) nel corso del 2016 sono state ritirate complessivamente 666 patenti a causa di guida in stato d’ebrezza. Nel 2008 questo dato aveva raggiunto le 1.160 unità. Dopo anni di calo di questi valori l’anno scorso è stato nuovamente registrato un aumento del 10,8% del numero delle patenti ritirate rispetto all’anno precedente. Questo dato è ascrivibile soprattutto alle classi d’età centrali (tra i 40 ed i 49 anni). Tra i giovani in età compresa tra i 14 ed i 25 anni, in base ai dati pubblicati dallo Studio ASTAT sui giovani (2017), cala il consumo, anche per quanto riguarda il bere occasionale, nell’arco di 12 anni il calo è di circa 13 punti percentuali (da 89,0% a 76,1%). È particolarmente significativo il calo del consumo di alcol nella classe d’età più giovane: per quanto riguarda i 14 – 16enni tale consumo si riduce di 23,7 punti percentuali. Attualmente si registra una percentuale del 3-5% di persone alcoliste o alcoldipendenti rispetto alla popolazione complessiva (in Alto Adige 15 – 25.000 persone). Un ulteriore 10 – 15% evidenzia un comportamento rispetto

al consumo di alcol parzialmente problematico (50 – 75.000 persone). Circa il 10% delle persone con problemi di alcol trova assistenza in una struttura provinciale per lo specifico trattamento di questa patologia. Una malattia legata al consumo di alcol può essere trattata con successo. In questo senso si deve rafforzare la sensibilizzazione e la consapevolezza della popolazione, vanno inoltre ridotti sia i tabù su questa tematica che la stigmatizzazione degli alcolisti. Nell’ambito dell’Azienda sanitaria provinciale il trattamento degli alcolisti è demandato ai servizi per le dipendenze ed al Centro terapeutico di Bad Bachgart. Sono inoltre convenzionati con l’Azienda sanitaria l’ambulatorio Hands ed il Centro di consulenza psicosociale della Caritas. Il Forum prevenzione sostiene misure e campagne nel campo della prevenzione dell’alcolismo.

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FOTO PETER A. SEEBACHER

FOTO PETER A. SEEBACHER

12 MEDICINA & ASSISTENZA

MEDICINA & ASSISTENZA PETER A . SEEBACHER

Più sicurezza grazie alle simulazioni Recentemente è stato istituito un Centro provinciale per la sicurezza del paziente. Incontro con la Dirigente Sandra Girardi ed il Presidente del Consiglio direttivo, Direttore sanitario facente funzioni Thomas Lanthaler, sulle necessità e sugli obiettivi del Centro.

Definizione Human Factors: „Human Factors“, cioè fattori umani, comprende tutti quei fattori che determinano la sicurezza e l’efficienza delle persone soprattutto in situazioni o sistemi complessi. Fondamentalmente possono essere caratteristiche positive (che favoriscono la sicurezza) o negative (che la sicurezza la limitano). Definition Crisis Ressource Management: „La capacità, il sapere cosa si deve fare anche in reali condizioni sfavorevoli e poco chiare di un’emergenza medica e saper effettivamente applicare le misure in team“ (secondo David Gaba, Stanford). NACH DAVID GABA , STANFORD

Definition Critical Incident Reporting System CIRS: L’obiettivo è il rilevamento di problemi ed errori di sistema prima che questi conducano a complicazioni o danni ai pazienti.

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Perché serve un Centro provinciale per la sicurezza dei pazienti? Finora non erano sicuri i pazienti? Sandra Girardi: Nell’assistenza sanitaria sorgono sempre più spesso situazioni in cui è necessario agire criticamente rispetto ai tempi. Soprattutto nelle emergenze i team multidisciplinari ed interprofessionali devono collaborare rapidamente in maniera coordinata ed efficace. Pensiamo soltanto ad un’improvvisa e necessaria rianimazione, ad un’intubazione complessa, all’assistenza di un neonato in criticità o all’esecuzione di un parto cesareo urgente. È soprattutto quando il personale sanitario è sotto pressione che deve saper comunicare efficacemente all’interno del team, nonché agire in modo professionalmente corretto. Un buon lavoro in team costituisce un importante fattore di successo che deve essere allenato per ridurre le probabilità di errore. La procedura viene esercitata regolarmente al simulatore del Centro per la sicurezza dei pazienti.

Come è strutturato il Centro per la sicurezza dei pazienti (PSZ) e dove ha la sede? Sandra Girardi: Il Centro per la sicurezza dei pazienti ha sede presso la Scuola Provinciale Superiore di Sanità “Claudiana” a Bolzano. Il consiglio direttivo è formato dal Direttore sanitario insieme alla Direttrice tecnico-assistenziale che annualmente si alternano alla presidenza. Fanno inoltre parte del direttivo la Dirigente del Centro per la sicurezza dei pazienti, il Direttore della Scuola Provinciale Superiore di Sanità “Claudiana” (LFHS) ed il Presidente del Comitato scientifico. Le quattro sezioni del Centro sono: simulazione in medicina, formazione di medicina d’urgenza, Critical Incident Reporting (CIRS) come pure fattori umani „Human Factors“. Gli ultimi due settori sono ancora in allestimento. Che obiettivo si è prefissato il Centro per la sicurezza dei pazienti? Thomas Lanthaler: Il Centro per la sicurezza dei pazienti sviluppa e promuove la sicurezza dei pazienti nell’Azienda sanitaria. L’obiettivo è quello di offrire, in cooperazione con la Scuola Provinciale Superiore di Sanità “Claudiana” - all’interno e all’esterno dell’Azienda sanitaria - dei corsi periodici di formazione ed aggiornamento aziendali per personale sanitario qualificato, sul tema della sicurezza dei pazienti. Oltre a corsi di rianimazione, Team-Training-Simulation e formazioni CIRS dovrebbero venire offerti anche corsi di formazione e di aggiornamento aventi come obiettivo la promozione della cultura della sicurezza nella sanità altoatesina. Dovrebbe essere creata una rete di sinergie e di condivisione di conoscenze negli ambiti della sicurezza dei pazienti all’interno del Comitato scientifico, insieme allo Staff per la ricerca ed innovazione dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, con il Centro per la ricerca e sviluppo pratico per professioni sanitarie, come pure con altri centri e strutture di ricerca nazionali ed estere. Con il Centro per la sicurezza dei pazienti l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige vuole offrire ai suoi collaboratori e alle sue collaboratrici la possibilità di sperimentare e sviluppare regolarmente le loro competenze tecniche, vale a dire il “technical skills”, così come i fattori umani attraverso l’allenamento basato su Crisis Ressource Management.


Qual è la differenza col centro di simulazione esistente già da anni? Girardi: Nel 2012 in collaborazione con la Scuola Provinciale Superiore di Sanità, nell’ambito del progetto „Sale parto sicure“, è stato istituito il “Centro di simulazione Claudiana” (CSC). Inoltre l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige disponeva di un centro di formazione e aggiornamento per la medicina d’urgenza della centrale di emergenza 118. Ora, attraverso l’istituzione del Centro per la sicurezza dei pazienti, i due centri sono stati riuniti in un unico “Centro per la sicurezza dei pazienti”. Un Centro per la sicurezza dei pazienti unico offre la possibilità di sviluppare la sicurezza dei pazienti con formazioni ed aggiornamenti tramite una rete di esperti. Ne viene così favorita una più snella organizzazione dei corsi, una meglio coordinata pianificazione delle diverse attività in tale ambito, un miglior utilizzo dei locali e dei materiali, un più efficiente impegno dei collaboratori e delle collaboratrici così come la collaborazione multidisciplinare- e professionale aziendale. Chi sono i collaboratori e le collaboratrici del Centro per la sicurezza dei pazienti? Girardi: I collaboratori e le collaboratrici del Centro per la sicurezza dei pazienti si compongono da un lato dell’unità di coordinamento (referenti medici specializzati per gli ambiti Simulation-Training e medicina di urgenza con i rispettivi coordinatori degli ambiti di specializzazione) e dall’altra degli istruttori per i diversi corsi. Nell’ambito della medicina di urgenza gli istruttori (personale medico ed infermieristico dell’ASDAA) vengono formati secondo le linee guida IRC/ERC e ricevono un certifica-

Quali sono i problemi che devono essere affrontati oppure superati? Lanthaler: Nell’ambito degli sforzi per il miglioramento della sicurezza dei pazienti in primo piano sta soprattutto un cambiamento di mentalità in relazione agli errori. La diffusione di una cultura dell’errore aperta, che cerca di individuare la causa dell’errore non nell’individuo ma nel sistema, rappresenta senz’altro una grande sfida. Questo cambio di mentalità nel concepire gli errori deve avvenire passando però da tutti i livelli gerarchici! Il sostegno a questi progetti attraverso i livelli dirigenziali dell’Azienda sanitaria è perciò indispensabile. Quali sono i passi pianificati per i prossimi mesi? Lanthaler: Per i prossimi mesi c’è in programma un ampliamento dell’offerta di corsi soprattutto nei settori del CIRS e dei fattori umani. Nell’ambito della simulazione l’offerta deve essere estesa anche ad altri settori.

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Un plus in sicurezza – come può essere raggiunto? Lanthaler: Gli obiettivi di formazione nelle esercitazioni favorite dal simulatore sono i cosiddetti „fattori umani“, come la comunicazione, la procedura decisionale ed il lavoro di gruppo, dato che nelle situazioni di emergenza una grande parte di questi – circa il 70% - sono determinanti. Ai collaboratori e alle collaboratrici vengono sottoposti diversi casi di emergenza in scenari molto realistici. Nel briefing conclusivo con gli istruttori, nucleo centrale di questa metodica innovativa, si riflette su punti deboli e di forza delle performance del team e si discute su nuove informazioni conoscitive che vengono integrate nell’esercizio quotidiano della propria professione. Oggigiorno rappresenta la migliore possibilità di una duratura riduzione di evitabili errori.

Potenziamento Dai primi di ottobre Simon Frings è manager per il rischio clinico nello Staff per la qualità della Direzione sanitaria. Dal 2004 Frings lavora per l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige come dirigente medico del Servizio di emergenza provinciale ed è anche membro del gruppo di lavoro aziendale per il risk-management. Compiti questi che il 43enne continuerà ad assolvere. È stato nominato già nell’aprile del 2017 quale referente tecnico per la medicina d’urgenza del Centro per la sicurezza dei pazienti.

MEDICINA & ASSISTENZA

A chi si rivolgono le offerte del Centro provinciale per la sicurezza dei pazienti? Lanthaler: Le offerte sono in linea di principio rivolte a tutti i collaboratori e collaboratrici dell’Azienda sanitaria. Gli esercizi di simulazione ed i corsi avanzati („advanced“) di rianimazione vengono attualmente offerti al personale attivo nell’ambito delle emergenze. Ci sono però anche corsi di base accessibili a tutti i collaboratori.

to valido a livello internazionale, che deve essere rinnovato ogni quattro anni.

Frings si è laureato in medicina a Vienna ed ha conseguito, sempre in Austria, anche il diploma di medico d’urgenza. Inoltre Frings ha superato l’esame di formazione di ALS Instructor/Advanced Life Support dell’Italian Resuscitation Council (IRC) cosí come quello di PALS-Instructor (Pediatric Advanced Life Support) della American Heart Association (AHA). Il certificato di formazione ISO a manager per il rischio clinico l’ha ottenuto presso l’Accademia di management del rischio clinico della Euteneier Consulting GmbH ad Herrsaching sull’Ammersee.

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Come può essere raggiunto quest’obiettivo? Lanthaler: L‘incremento della sicurezza dei pazienti deve essere raggiunto soprattutto attraverso corsi di rianimazione, esercizi di simulazione in team e formazioni CIRS, vale a dire imparare dagli errori.

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MANAGEMENT & AMMINISTRAZIONE SABINE FL ARER

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„Ne vale la pena“ L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige cerca personale medico e per attirare candidati per le sue strutture sanitarie sceglie dei percorsi creativi come fiere di settore, riviste specializzate e non per ultimo piattaforme social. Abbiamo intervistato tre collaboratori dell’area medica arrivati recentemente in Alto Adige proprio grazie alla campagna di reclutamento ASDAA.

Maria Elena Gorra ed Alessia Bianchini sono anestesiste all’ospedale di Merano, Alessandro Zecchin è ginecologo all’ospedale di Bressanone. Lei si è accorta dell’Azienda sanitaria attraverso la campagna di reclutamento: qual è stata la sua prima impressione? Gorra: avevo già preso contatto con l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige in passato ma siccome allora era obbligatorio il patenti-

„I punti di forza stanno senz’altro nella qualità delle strutture, dei mezzi e delle prestazioni che ogni giorno cittadini e cittadine ricevono. “

Bianchini: fino a due anni fa lavoravo in Belgio e su “Linkedin” ho inserito semplicemente “Italia” e “Anestesia”. Sono stata contattata già dopo soltanto mezz’ora, cosa che lì per lì mi ha fatto persino pensare ad una “bufala”. Anche il Primario responsabile mi ha contattata velocemente e mi ha incoraggiata; sono rimasta impressionata da tanto impegno. Cos’è stato determinante per lei? Cosa l’ha indotta a venire in Alto Adige? Gorra: conoscevo l’Alto Adige per averci passato periodi di ferie, tuttavia non è stato questo a farmi decidere di venire qui. Sono emiliana di nascita dove prevalgono alta qualità e grande efficienza. Per me era importante che il cambio comportasse anche questo, far parte di un team altamente qualificato ed orientato al paziente.

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ALESSANDRO ZECCHIN, GINECOLOGO ALL’OSPEDALE DI BRESSANONE.

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no ho lasciato perdere. Dopo un po’ di tempo ho visto l’annuncio sulla piattaforma “Linkedin” e mi ha sorpreso molto perché sono solitamente le ditte private ad utilizzare questi sistemi moderni.

Bianchini: Mi ha colpito l’impegno dimostrato da tutti per farmi venire in Alto Adige. Trovo anche super il fatto che qui si venga coinvolti da subito operativamente, ma tuttavia senza essere soli. Inoltre mi sono venuti molto incontro per conciliare il lavoro con la mia vita privata. Zecchin: conoscevo la realtà altoatesina ma ho lavorato per tanto tempo a Verona. Per me e la mia partner, anche lei gineco-


loga, decisivo per venire qui è stato soprattutto il trovare un posto dove poter rimanere come famiglia, genitori di un bambino piccolo.

Alessia Bianchini (sin.) e Maria Elena Gorra sono anestesiste all’ospedale di Merano

Bianchini: un punto a favore dell’Alto Adige è sicuramente la pulizia degli edifici pubblici, in Belgio erano sudicie persino le maniglie delle porte…qui, inoltre, sono disponibili determinate condizioni strutturali, come ad esempio una stanza per i medici in reperibilità. Per me, che vengo da fuori, è una bella agevolazione. Come punto debole ritengo le ripetute discussioni sui contratti e modalità di assunzione. Zecchin: i punti di forza stanno senz’altro nella qualità delle strutture, dei mezzi e delle prestazioni che ogni giorno cittadini e cittadine ricevono. Trovo inoltre un arricchimento che in un’area prossima al confine come l’Alto Adige, i medici di entrambe le scuole, tedesca ed italiana, possano lavorare gomito a gomito. Come vede il suo „work-balance“ nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige? Gorra: ciascuno lavora innanzitutto per i soldi e la carriera, tuttavia se questi due parametri vengono soddisfatti allora si ambisce ad altri valori, tempo per sé e per la famiglia. Un orario di lavoro flessibile ed una puntuale e coordinata pianificazione dei turni mi permettono di trascorrere più tempo con la famiglia e ciò mi rende molto felice. Bianchini: qui ho trovato colleghi e colleghe molto simpatici, un primario estremamente premuroso ed un ambiente molto ben dotato. Si tiene conto delle mie esigenze familiari e mi sono venuti molto incontro, dato che faccio la spola fra qua e

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Gorra: penso che le risorse finanziarie ed una certa flessibilità date dall’autonomia locale costituiscano inequivocabilmente dei punti a favore. Trovo invece negativa la burocrazia che non rende affatto semplici le assunzioni. Sono convinta che se si riesce a trattenere e a reclutare del buon personale l’Alto Adige può vantare un’enorme ricchezza sia culturale che professionale.

FOTO SABINE FLARER

Secondo lei quali sono i punti di forza nonché quelli deboli delle strutture sanitarie altoatesine?

il Veneto. Una scelta che in retrospettiva rifarei. Zecchin: trovo sia molto valido che l’Azienda mette a disposizione un proprio asilo-nido, una bella agevolazione soprattutto per giovani genitori che lavorano. Se volesse far venire un/una collega qui in alto Adige che cosa le/gli direbbe? Gorra: a chi è all’inizio della carriera consiglierei subito di venire in Alto Adige e di rimanerci. Se l’interessato fosse un po’ più in là con gli anni allora consiglierei di offrire ancora delle possibilità di carriera. Bianchini: in ogni caso ne vale la pena. Proprio nel mio ambito si viene veramente accompagnati e non lasciati soli, tutti si sono interessati a me, dal Primario alla segretaria. Zecchin: consiglierei di venire in Alto Adige già solo per la qualità di vita. Ma anche per la qualità delle prestazioni e non per ultimo per la retribuzione un po’ più alta. Qui si può crescere professionalmente in un ambiente favorevole.

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FOTO ALEX ABBASCIANO

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L'Assessora Martha Stocker insieme ad alcune collaboratrici dell'Azienda sanitaria a Castel Firmano

SABES 007 PETER A. SEEBACHER

Un finale alla grande A

lla festa conclusiva erano invitati tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Molti di loro hanno colto al volo l’occasione per visitare gratuitamente il Messner Mountain Museum, qualcuno è giunto a Bolzano anche dai luoghi più remoti della provincia. Cielo blu e temperature tardo estive hanno reso l’atmosfera ancora più piacevole, per non parlare dell’ospitalità del team del “Burgschenke”, coordinato da Kurt Brugger, che ha contribuito a donare una piacevole sensazione di benessere ai numerosi ospiti. A dare al tutto un tocco di magia c’erano i gruppi musicali S.O.S. di Bressanone e Radio Swing di Bolzano - che sono in parte (Radio Swing) o completamente (S.O.S.) composti da dipendenti dell’Azienda sanitaria. Il clou dell’evento è stata la relazione dell’alpinista italiana Nives Meroi, la seconda donna al mondo a scalare tutti gli ottomila senza bombole d’os-

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sigeno, durante la quale sono state proiettate una serie di immagini spettacolari della sua ultima impresa.

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ltre al grande lavoro svolto dalle collaboratrici e dai collaboratori dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, hanno dato il loro supporto anche le ditte ACS, IBT, Markas, Waldner, Archicom e NTS offrendo un contributo significativo al successo della serie di eventi. Al termine della serata conclusiva tutti hanno compreso quanto fosse valsa la pena darsi tanto da fare: un totale di circa 1.000 spettatori hanno partecipato agli otto eventi organizzati per SABES 007. Alla celebrazione per i 20 anni potrebbero essere 2.000


Il buffet di benvenuto offerto alle collaboratrici ed ai collaboratori

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Non a caso la serata organizzata a Castel Firmiano per l’11 ottobre scorso era stata battezzata con il termine “Gran Finale”. Il padrone di casa Reinhold Messner aveva messo a disposizione il suo museo per l’evento di chiusura di SABES 007 - dieci anni di Azienda sanitaria dell’Alto Adige.

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Suggestiva immagine di Castel Firmiano al tramonto

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Nives Meroi ha incantato il pubblico con il suo racconto in immagini

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SABES 007 – SAN CANDIDO SABINE FL ARER

Le foto nella testa

Circa 50 collaboratrici e collaboratori hanno colto l‘opportunità per assistere alla conferenza di Erwin Brunner che raramente fa ritorno nella sua terra d’origine. Dopo i saluti dell’Assessora alla Salute Martha Stocker, del Direttore sanitario facente funzioni Thomas Lanthaler e del Direttore di Comprensorio Walter Amhof, Brunner ha dato il via alla proiezione di una carrellata di meravigliose immagini sulla natura. “Il motto che spesso pronunciavamo al National Geographic era: ‚We care the planet‘ - ci prendiamo cura del pianeta, invece qui vi prendete cura delle persone e per questo vi ringrazio a nome di tutti”, ha affermato Brunner.

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FOTO PETER A. SEEBACHER

runner ha raccontato della sua ascesa che, da redattore, lo ha portato fino al ruolo di editor di testi per il prestigioso settimanale “Zeit”, diventando in seguito redattore di immagini per “Merian” ed approdando infine alla rivista internazionale „National Geographic“ in qualità di caporedattore. “Il cambiamento è importante,” ha spiegato Brunner, “tuttavia il cambiamento deve sempre portare con sé anche le persone”. Egli stesso,

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SABES 007 – SAN CANDIDO

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Il primo della serie di eventi “SABES 007” per celebrare il decimo anniversario dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige si è svolto a San Candido con l’intervento di Erwin Brunner, ex caporedattore del National Geographic Germania ed originario proprio di San Candido.

come editor di testi, si è dovuto cimentare con molti stili di scrittura diversi. Anche se a volte doveva intervenire per rendere più omogenei i testi, ha sempre ritenuto importante non distorcere la personalità dell’autore: “Di questo vive un magazine - chi desidera qualcosa di monotono? Credo che questo valga per ogni ambiente di lavoro, dobbiamo imparare a rispettarci e a trattare gli uni con gli altri. Attraverso i media seguo con interesse la situazione in Alto Adige e purtroppo noto che noi sudtirolesi soffriamo ancora un po’ per la cultura del conflitto “. L’uomo dell’età della pietra non è stato stimolato dalla mancanza di pietre per passare alla successiva fase di sviluppo, ma ha compiuto un salto intellettuale spinto da nuove idee: “Anche noi dobbiamo evolvere, perché altrimenti rimarremo sempre fermi”, ha spiegato Brunner.

Una piacevole serata per i/le partecipanti


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Il potere delle immagini Una breve intervista con Erwin Brunner Il potere delle immagini - in cosa consiste? Probabilmente per noi esseri umani le immagini sono – accanto al dolore - l’incontro più impattante con il mondo. Muovono, incantano, disturbano. Possono essere vere - ma anche mentire. Le immagini sono il linguaggio universale che tutti comprendono: il mezzo di comunicazione più diretto ed efficace. Incontrano allo stesso modo le emozioni e l’intelletto, con la massima sostenibilità. Avere potere sulle immagini, sia nel presente che nel passato, significa avere potere sulle persone. Le immagini modellano i nostri sentimenti ed i pensieri e - nel vero senso della parola - la nostra visione del mondo. Grazie a 2000 anni di cultura dell’immagine, crediamo di sapere che aspetto ha Dio in cielo, ma anche come potrebbero essere il paradiso e l’inferno. Lo sbarco sulla Luna e l’11 settembre sono diventati “indimenticabili” grazie alle immagini. L’avanzata, prima della televisione e poi dello smar-

tphone, non sarebbe stata così trionfale senza la forza delle immagini. Ed un selfie è in grado di fermare per miliardi di volte il tempo di un momento magico, immortalando per sempre l’attimo in cui eravamo proprio di fronte alla Basilica di San Marco o sulla Piazza Rossa. Le immagini sono ancora affidabili nell’era digitale di oggi? Sì, più o meno. Ogni immagine rimane comunque un “artefatto” creato dall’uomo, cioè un dettaglio intenzionalmente riprodotto di una realtà ritrovata, arrangiata o immaginata. Le immagini di animali dipinte 30.000 anni fa e scoperte nella grotta di Chauvet non sono diverse dalle immagini televisive o dai post di Facebook del matrimonio di Philipp e Nicole. Solo da 200 anni, vale a dire dopo la nascita del mezzo della fotografia, si è imposta l’equazione “documentario = verità”. Ma già solo attraverso la composizione dell’immagine

e l’esposizione ogni fotografo potrebbero e può creare e gestire la sua immagine – cioè: manipolarla. Oggi questo avviene in maniera spontanea e scherzosa grazie a due strumenti: il menu delle macchine fotografiche digitali ed il magico programma chiamato Photoshop. Tuttavia le immagini continuano ad essere affidabili tanto quanto l’autore e/o il mittente lo vogliono, anche se la tentazione digitale per un uso “alternativo” è onnipresente e smisurata.

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Le signore delle liste: Gisella Webber (s.) e Claudia Montresor

Enorme flusso di immagini e iperstimolazione: siamo ancora pronti per accogliere belle foto? Belle o migliori: le immagini abbellite sono solo la droga della creatività digitale, quindi potrebbero passare come un qualcosa che appartenga alla bellezza. Ma l’immagine buona, credibile non perderà mai il suo potere, perché è in grado di toccarci nel profondo.

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SABES 007 – VIPITENO SABES 007 – VIPITENO PETER A . SEEBACHER

FOTO PETER A. SEEBACHER

FOTO PETER A. SEEBACHER

Andare per la propria strada

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Dopo molto tempo Alex Schwazer rilascia la sua prima intervista pubblica


Il periodo successivo alla squalifica è molto difficile, ma: “In quel periodo ho imparato ad ascoltarmi. Non puoi aspettare che qualcuno ti dica cosa fare o cosa non fare. Devi decidere per te stesso e seguire la via prescelta”. A un certo punto Schwazer decide di non leggere più critiche che lo riguardino. Anche una leggera critica riportata dai media ha un forte im-

patto: “I media stanno sempre agli estremi: o qualcosa è eccezionale o assolutamente pessimo, non esiste una via di mezzo.”

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’atleta ha commentato anche il suo secondo caso di doping: “Il processo presso il Tribunale arbitrario sportivo si è ormai concluso, ora spero che sia fatta luce sulla verità grazie ai successivi procedimenti giudiziari”. La Direttrice di Comprensorio Christine Zelger ha ringraziato Alex Schwazer per le sue parole aperte, che probabilmente non hanno lasciato indifferente nessuno tra il pubblico. Soprattutto per quanto riguarda il tema principale della serie di eventi - la motivazione e la resilienza in tempi di cambiamento – ognuno si è portato a casa qualcosa su cui riflettere.

Un aiuto instancabile dietro le quinte Il giorno 8 novembre 2017, in occasione della giornata internazionale degli operatori delle pulizie, il quotidiano “Dolomiten” ha intervistato la collaboratrice Markas Frieda Hofer. Lei è in forza da più di otto anni presso l’Ospedale di Bolzano insieme ad altri 300 addetti alle pulizie. “Come operatrice delle pulizie in Pronto soccorso, naturalmente ho sempre tanto da fare”, racconta Frieda. “Non mi occupo solo di mantenere le superfici pulite: una parte importante del mio lavoro consiste nell’assicurare il benessere dei pazienti”. Il suo stimolo costante per fare un buon lavoro è pensare a come vorrebbe trovare la sua stanza se fosse al posto del paziente. Prestare servizio in Pronto soccorso rappresenta una sfida non indifferente, che può anche mettere in crisi alcuni operatori. Tuttavia Frieda, grazie alla sua esperienza pluriennale, si considera una persona ormai temprata e affronta il suo lavoro quotidiano con grande ottimismo: “Sicuramente non ho il tempo di annoiarmi!”. Il pensiero di gettare la spugna e cambiare lavoro non l’ha mai sfiorata, nemmeno nelle situazioni più difficili. Al contrario, Frieda si dice molto fiera del suo lavoro, perché le permette di fare ciò che le sta più a cuore: aiutare concretamente le persone.

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n una conversazione con la moderatrice Sigrid Flenger, Alex Schwazer ha raccontato apertamente e senza mezzi termini di quanto accaduto negli ultimi anni in seguito all’accusa di doping: “Avrei avuto bisogno di una pausa dopo aver vinto alle Olimpiadi di Pechino del 2008, ma non me la sono concessa, cominciando invece ad allenarmi con ancora più forza. Questo mi ha portato alla fatale decisione di doparmi. Anche a causa della convinzione che tutti i concorrenti praticassero il doping. Da parte mia si è trattato di una sorta di sfida, secondo il motto: allora lo faccio anch’io.”

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SABES 007 – VIPITENO

Di come sia possibile superare le sconfitte ed i momenti bui ha parlato Alex Schwazer in occasione dell’evento “SABES 007 - dieci anni di Azienda sanitaria” di Vipiteno.

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La musica degli "Sterzing junge Volksmusik"

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No, questa volta eccezionalmente non si parla di „Ötzi“, la mummia rinvenuta sul ghiacciaio, perché l’interessato è ancora in vita. Si parla di Armin Zöggeler, il sei volte campione olimpionico di slittino, che conosce la pista gelata sin dalla sua infanzia.

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L’uomo venuto dal ghiaccio

„La calma è la virtù dei forti“ – era il tema della serata e con lui si è colpito nel segno. Tranquillo, serio ma con una leggera vena di umorismo il fuoriclasse Zöggeler ha raccontato della sua vita in una mensa dell’ospedale di Merano gremita di persone. La passione per lo slittino è iniziata per pura comodità, Foiana dove Zöggeler è cresciuto, sta su di una ripida collina ed il percorso fino alla scuola - almeno d’inverno - con la slitta era un bel po’ più veloce.

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’amore per questo sport è cresciuto lentamente ma in maniera costante e con gli anni sono arrivati anche i primi successi. All’inizio erano ancora inaspettati ma si classificava bene e Zöggeler subito dopo si allenava rigorosamente, talvolta anche troppo: “Ho dovuto imparare ad ascoltare i miei allenatori perché se esageravo con l’allenamen-

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giusto, poiché la sua stessa esperienza gli ha insegnato come si devono motivare le persone. “Tuttavia devo essere onesto, talvolta si tratta di dover comunicare decisioni amare – come ad esempio se un atleta non viene preso in considerazione per una gara. Lavorare ad un materiale è più facile che dover comunicare una brutta notizia a persone”.

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l successo ha comunque avuto il suo prezzo: ad esempio il trovarsi dall’altra parte del mondo mentre nasceva la figlia, sapendo che tornare a casa in piena stagione agonistica, fra un volo e l’altro, sarebbe stato impossibile. Poter vedere la figlioletta e la famiglia soltanto settimane dopo non è stato facile. Zöggeler sapeva che abbandonare il campo in quel momento non gli era consentito. Sono decisioni che con il senno di poi possono sembrare semplici da prendere ma danno l’idea di quanta forza di volontà debbano avere un atleta e la sua famiglia.

Un valido aiuto: Katja Trevisan prepara il materiale da distribuire ai/alle partecipanti SABES 007 – MERANO

to la mia schiena ne risentiva”. Gli anni a venire sono un susseguirsi di medaglie, di successi raggiunti che hanno reso “l’uomo venuto dal ghiaccio” sempre più famoso. La sua calma, divenuta proverbiale, è stato un requisito essenziale per evitare errori. Si è descritto un uomo solitamente affabile, tuttavia nelle gare un implacabile egoista. “Si vuole vincere, null’altro. Quando ho saputo che avrei smesso ho puntato con tutte le mie forze sull’ultima medaglia. Direi che di tutta la carriera quest’ultima medaglia rappresenta per me quasi più della prima”.

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Hanno allietato la serata il coro „VivaVoce“ e al pianoforte lo psicologo Michele Giro.

Grande interesse per Armin Zöggeler a Merano

La sua lunga esperienza l’ha portato dapprima allo sviluppo dei materiali, cosa che gli è piaciuta molto poiché “mi piace almanaccare ed ho sempre lavorato ai miei materiali personalmente”. Ma Zöggeler non sarebbe quello che è se non avesse raggiunto ancora un’altra posizione di riferimento. Ora è l’esperto per l’assistenza del team e sicuramente l’uomo giusto al posto

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Nel 2014 Zöggeler, come sportivo agonista, ha attaccato lo slittino come si suol dire „al chiodo“, mentre ora è attivo nell’associazione nazionale di slittino.

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„Voglio essere fortunato“

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Ulrich Wallnöfer è fondatore ed amministratoredelegato di Pur Südtirol. L'imprenditore era opsite dell'evento SABES-007 a Silandro.

Sigrid Flenger intervista Ulrich Wallnöfer

„Ich bin ein Glückskind“, stellte Ulrich Wallnöfer gleich zu Beginn des Gesprächs mit Moderatorin Sigrid Flenger fest, „ich ziehe das Glück geradezu an.“ Warum das so ist? Wallnöfers schlichte Antwort: „Weil ich es will!“ Positive Gedanken seien das Um- und Auf, so der Unternehmer. „In Sachen positives Denken können wir uns von den Amerikanern einige Scheiben abschneiden“, meinte der vielgereiste Pur-Geschäftsführer. „Die Amerikaner sind nicht schlauer oder besser ausgebildet als wir, aber sie haben diesen positiven Spirit, den sie auch beibehalten, wenn es mal nicht so gut läuft.“

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as Thema Veränderung machte der gebürtige Prader in dem sehr offen geführten Gespräch auch an sich selbst fest: „Als studierter Betriebswirt war ich früher sehr auf Zahlen und Ergebnisse fixiert, auch in Bezug auf Gefühle war ich eher so der Typ ‚Ein echter Tiroler weint nicht‘. Ich musste erst lernen, auch meine weibliche Seite zuzulassen und heute fühle ich mich als Mensch ‚runder‘ und zufriedener.“ Generell brauche heute die Gesellschaft mehr ‚weibliche‘ Eigenschaften:

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„Wir brauche mehr Mitgefühl, mehr Miteinander, mehr Verständnis füreinander“, so der Unternehmer, der sich stark für die Gemeinwohl-Ökonomie engagiert. Mit dem Thema Loslassen war Wallnöfer bereits als Student konfrontiert: „Als Jugendlicher war ich auf meine blonde, lockige Mähne sehr stolz, aber bereits Anfang zwanzig bekam ich langsam eine Glatze, die ich irgendwann nicht mehr kaschieren konnte. Der Entschluss, mich zu meiner Glatze zu bekennen, meine Haare sozusagen ziehen zu lassen, und mit glattrasiertem Kopf herumzulaufen, war sehr, sehr befreiend für mich.“

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ich selbst akzeptieren und auch einmal loslassen können, das seien zentrale Dinge, um ganz bei sich selbst sein zu können. „Wir sollten Veränderungen annehmen und nicht mit Groll gegenübertreten, vielmehr sollten wir diese als Chance für unsere Weiterentwicklung sehen und nutzen“, so die Schlussworte des Vinschger Unternehmers.


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Musica a cura del collaboratore Rudi Zangerle

IBT GROUP

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In virtù degli oltre 5 anni di proficua collaborazione, è con grande orgoglio che IBT ha partecipato alle celebrazioni per i 10 anni dalla fondazione dell’Azienda Sanitaria Dell’Alto Adige. In ASDAA abbiamo ritrovato quei valori di solidità e spinta all’innovazione che ci hanno permesso di riuscire a guardare oltre e progettare insieme sistemi pensati per migliorare, giorno dopo giorno, la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Tra i progetti recenti di cui andiamo più fieri, siamo davvero molto orgogliosi di aver collaborato alla realizzazione delle nuove centrali del 118 e del 112 di Trento e Bolzano e di aver potuto constatare, già dai primi mesi di installazione, le ricadute positive per il territorio e la sua messa in sicurezza.

„Dobbiamo accettare i cambiamenti e non reagire con rancore, anzi, dovremmo vederli come un’opportunità per una nostra ulteriore crescita“ ULRICH WALLNÖFER, L’IMPRENDITORE ED AMMINISTR ATORE DELEGATO DI PUR SÜDTIROL

Valentine Strobl da il benvenuto alle collaboratrici ed ai collaboratori di Silandro

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IBT Group, con sede a Klagenfurt e a Treviso, è una società di engineering nata nel 2000 con lo scopo di sviluppare soluzioni di Unified Communication basate sulle tecnologie più innovative per raggiungere la massima efficienza nelle comunicazioni aziendali. Dalla consulenza alla progettazione esecutiva, fino all’installazione dei sistemi e la loro manutenzione, sviluppiamo applicazioni su misura che garantiscano ai nostri clienti il valore del loro investimento nel tempo.

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Da 17 anni al fianco di ASDAA per raggiungere la massima efficienza nelle comunicazioni aziendali

Grazie al nostro accordo strategico con Unify, parte del gruppo ATOS, nata dal DNA ingegneristico di Siemens, che ci assicura di poter operare con una tecnologia affidabile e all’avanguardia, negli ultimi anni IBT si è focalizzata nell’offrire soluzioni di Clinical Governance specifiche per le strutture ospedaliere. Esse sono finalizzate al miglioramento continuo della qualità delle cure, attraverso software, collettori di dati e architetture che favoriscono il dialogo tra sistemi diversi per rendere quindi più semplice, facile e sicuro il lavoro degli oltre 9.500 collaboratori dell’Azienda Sanitaria, oltre che assicurare un maggior comfort del paziente.

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Buon compleanno ASDAA e ci auguriamo di essere al vostro fianco ancora per 100 di questi giorni!

Partner

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Il relatore ospite per la serie di eventi “SABES 007 - dieci anni di Azienda sanitaria dell’Alto Adige” di Bressanone è stato il giornalista Christian Welponer, che ha raccontato come è tornato alla vita dopo un grave incidente causato da una valanga, rimanendo quindi sempre in tema con il leitmotiv dell’iniziativa: motivazione, resilienza e gestione del cambiamento.

SABES 007 – BRESSANONE PETER A . SEEBACHER

Ritorno alla vita

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“Non so se prenderò più parte ad un tour sciistico”, ha risposta Welponer alla domanda di una spettatrice, “sono ancora lontano dall’essere pronto sia fisicamente che mentalmente, ma non lo voglio escludere.” Da qualche tempo l’alpinista 70enne è anche in terapia a causa dei ricorrenti incubi legati all’incidente. La diagnosi è “disturbo post-traumatico da stress”, ma lui è fiducioso che prima o poi supererà il trauma. “Sono uno che vede il bicchiere mezzo pieno e quotidianamente mi ripeto che le cose andranno sempre meglio. E questo mi aiuta.”

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FOTO PETER A. SEEBACHER

ll’inizio di marzo di quest’anno Christian Welponer viene travolto da una slavina durante un tour sciistico in Valle d’Aosta. Welponer rimane sepolto per circa 30 minuti sotto un metro e mezzo di neve prima di essere salvato. “Ero convinto”, ha affermato il bolzanino durante l’intervista condotta da Sigrid Flenger, “che sarei morto.” Welponer ha spiegato di essere stato pervaso da un’infinita tristezza per il fatto che non avrebbe più potuto portare a termini quanto pianificato, che non avrebbe più rivisto sua moglie e la sua famiglia.

Un divertente get-together ha concluso la serata


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opo l’incidente le sue priorità sono cambiate e afferma: “Ho sperimentato su di me la fragilità della vita umana. Statisticamente ho ancora undici anni di vita e desidero viverli appieno. Le montagne non sono più una priorità, prima vengono la mia famiglia, mia moglie ed i miei buoni amici.”

FOTO PETER A. SEEBACHER

Grande interesse a Bressanone per l'esperienza di vita raccontata da Christian Welponer

SABES 007 – BRESSANONE

Motivazione e resilienza in tempi di cambiamento - Christian Welponer è stato in grado di catturare le spettatrici e gli spettatori presenti all’ospedale di Bressanone con la sua visione di quanto gli è accaduto e con il suo modo emozionale ed aperto di raccontarlo.

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Musica a cura degli S.O.S di Bressanone con Giorgia Bracchi, Martin Ogriseg, Christoph Zöschg e Alois Zöschg

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Motivazione ma senza stress

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a relazione di Monika Niederstätter era incentrata sulle tematiche della motivazione e del successo: come posso motivare me stesso? Cosa mi impedisce di raggiungere i miei obiettivi? Quali mezzi semplici posso usare per superare la mia pigrizia interiore? Perché dovrei essere motivato ​​a tutti i costi? Queste sono state le domande che la Niederstätter ha posto alle persone presenti, dando anche un piccolo consiglio: “Lavorate sui vostri punti di forza e non cercate di essere come qualcun altro.” Le tecniche per accrescere la motivazione e gestire lo stress possono essere utilizzate tanto nello sport quanto durante il lavoro quotidiano. Niederstätter: “Non importa che io mi trovi a dover sostenere un’importante competizione sportiva o che debba affrontare un colloquio con un superiore o un cliente, la strategia può essere utilizzata in tutti i settori.” Qui entra in gioco il proprio “stato interio-

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FOTO PETER A. SEEBACHER

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Presso l’ospedale di Brunico si è svolto il penultimo della serie di eventi dedicati alle collaboratrici ed ai collaboratori dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige per “SABES 007- dieci anni di Azienda sanitaria dell‘Alto Adige”. Relatrice ospite è stata l’ex ostacolista e velocista sudtirolese nonché psicologa Monika Niederstätter.

re”. “Sii perfetto”, “sii forte”, “affannati”, “sii popolari” e “sii veloce” – queste sono chiacchiere interiori che sulle persone possono avere un effetto stressante. “Chiunque creda di dover lavorare duramente o di dover sempre essere perfetto perché altrimenti non vale abbastanza, si dovrà inevitabilmente confrontare con i propri limiti. Coloro che conoscono i propri meccanismi interiori possono lavorare su se stessi e combattere le cause di stress. Perché - ha concluso l’ex atleta - a volte il corpo e la mente dovrebbero poter riposare.”


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FOTO PETER A. SEEBACHER

Come posso gestire al meglio il mio tempo? A questa domanda hanno cercato di rispondere i/le dipendenti di Brunico

FOTO PETER A. SEEBACHER

FOTO PETER A. SEEBACHER

Sigrid Flenger intervista Monika Niederstätter

„Non importa che io mi trovi a dover sostenere un’importante competizione sportiva o che debba affrontare un colloquio con un superiore o un cliente, la strategia può essere utilizzata in tutti i settori.“ MONIK A NIEDERSTÄT TER, PSICOLOGICA

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SABES 007 – BOLZANO SABES 007 – BOLZANO PETER A . SEEBACHERV V

Pessima sanità? I caporedattori della provincia di Bolzano a dibattito in occasione della tavola rotonda SABES-007 che si è svolta il 27 settembre scorso all’ospedale di Bolzano sul tema “Sanità e mass-media”.

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erché il settore dell’assistenza sanitaria è così interessante per i media? Perché c’è una tendenza a parlare negativamente della Sanità altoatesina? È veramente così? Queste erano alcune delle questioni discusse durante la serata. Tutti e sette i caporedattori/redattrici hanno accolto l’invito dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige: Alberto Faustini, Direttore dell’Alto Adige, Toni Ebner, Caporedattore del Dolomiten, Heidy Kessler, Caporedattrice della RAI locale, Arnold Tribus, Direttore del quotidiano Neue Südtiroler Tageszeitung, Christoph Franceschini, Caporedattore di salto.bz, Christian Pfeifer, Caporedattore del quotidiano di economia Südtiroler Wirtschaftszeitung, e Roberto Magurano, Direttore del Corriere dell’Alto Adige. Un importante tematica affrontata durante la discussione è stata quella della percezione spesso negativa che emerge dai media della provincia nei confronti della Sanità altoatesina. Il Direttore del quotidiano Alto Adige Faustini era del parere che non sia compito dei mezzi d’informazione quello di

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FOTO PETER A. SEEBACHER

preoccuparsi dell’impatto che può avere una notizia. Parola chiave. Faustini: “Noi riceviamo delle informazione, facciamo le nostre ricerche e poi riferiamo”. Christian Pfeifer del Südtiroler Wirtschaftszeitung, quotidiano economico altoatesino, ha invece affermato che spesso è l’Azienda sanitaria ad essere colpevole per la cronaca negativa: “I conflitti e le divergenze all’interno dell’Azienda vengono immediatamente divulgate al pubblico. Ciò non sarebbe mai tollerato in un’azienda privata. L’Azienda sanitaria dovrebbe essere più attenta a non portare immediatamente all’esterno i suoi conflitti interni.” Il Caporedattore del Dolomiten Toni Ebner ha sottolineato che il suo giornale riporta spesso anche notizie positive sul tema della sanità, ne è un esempio la pagina settimanale dedicata a consigli e informazioni per la salute. Arnold Tribus della Neue Südtiroler Tageszeitung ha dichiarato: “Salute e sanità prima o poi interessano ognuno di noi e per tale motivo spesso si parla di questi argomenti.”

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l termine della discussione il Primario della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale di Bolzano, Hubert Messner, ha preso la parola: “Non è possibile pensare che gli articoli negativi sulla sanità che compaiono nei media non abbiano ripercussioni sullo stato d’animo delle collaboratrici e dei collaboratori. Di questo dovrebbero essere consapevoli coloro che fanno cronaca.”

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Il Primario Messner e la segretaria particolare dell'Assessora Stocker, Astrid Pichler

Barbara Franzelin conversa con Bruno Giacon

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MER ANO L’Euregio-Tour fa tappa a Merano 35 Giornata della menopausa 35 BOLZANO La salute vien correndo! 36 Fotografie in

La salute vien correndo!

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Fotografie in Medicina nucleare

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Medicina nucleare 36 I progetti di Montagnaterapia 37 BRESSANONE Un simposio per l‘addio 37

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successo della “Giornata della tiroide” 33 Ambulatorio Podologico 33 Serata informativa: Menopausa – la danza degli ormoni 34 Presentato del Servizio reumatologico dell’ospedale di Brunico 34 MER ANO L’Euregio-Tour fa tappa a Merano 35 Giornata della menopausa 35 BOLZANO La salute vien correndo! 36 Fotografie in Medicina nucleare 36 I progetti di Montagnaterapia 37 BRESSANONE Un simposio per l‘addio 37

MERANO

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Gran successo della “Giornata della tiroide”

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delle sue analisi. Agli stand d’informazione ed alle ecografie della tiroide c’è stata una grande affluenza. Sono state presentate anche metodiche sicure degli interventi chirurgici e materiale video. Una donna, venuta in treno da Vipiteno, ha manifestato grande soddisfazione per l’iniziativa: “Nelle relazioni ho capito bene la tematica e poi ho avuto la possibilità di parlare con il primario dei miei problemi, adesso vado a casa tranquilla”. Anche il primario Sitzmann ha espresso sorpresa per il successo: “In colloqui personali ho parlato con molti pazienti di tutta la Val Pusteria. Sono venute persone da tutte le parti dell’Alto Adige. Questa attenzione ci dimostra che la popolazione apprezza la professionalità e l’empatia di tutti i profili professionali coinvolti.

La Podologia è una materia interdisciplinare e le patologie trattate possono essere dermatologiche, ortopediche o di medicina interna. Il Podologo valuta, cura e previene le patologie del piede, quali il trattamento delle onicodistrofie o onicomicosi, i trattamenti conservativi delle unghie incarnite, l’escissione delle ipercheratosi dolorose, l’istruzione e la prevenzione del piede diabetico, la medicazione delle ulcere diabetiche in collaborazione con il medico dermatologo e la correzione delle deviazioni assiali delle dita con l’uso di ortesi in silicone.

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Gli appuntamenti possono essere assegnati tramite ricetta medica dal medico di base o specialista chiamando il centro unico di prenotazione, tel. 0474 581040 (ANDREA MINERBI)

FOTO MARIA E. RIEDER

he la tiroide sia un grande tema si è visto nella manifestazione della “giornata della tiroide” organizzata nella hall d’entrata dell’Ospedale di Brunico. Oltre alle interessanti relazioni del Dott. Siegfried Weger e del Primario Dott. Günther Sitzmann si sono messi a disposizione per colloqui personali medici di base, internisti, radiologi, chirurghi, ed esperti di laboratorio. “Con la giornata della tiroide vogliamo attirare la vostra attenzione sulle particolarità della funzione tiroidea, sulle malattie della tiroide ed informarvi sulle diverse possibilità terapeutiche”, ha affermato l’organizzatrice Dott. ssa Monika Niederkofler. Il Dott. Siegfried Weger ha parlato delle malattie più diffuse della tiroide, l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo. Il primario Günther Sitzmann ha illustrato le terapie chirurgiche delle malattie tiroidee. Più di 250 interessati si sono presentati alle relazioni che hanno avuto inizio alle ore 14 e circa 70 persone alla ripetizione delle ore 17. Molti cittadini hanno colto l’occasione per un colloquio personale, qualcuno ha portato i risultati

Il Dott. Andrea Minerbi si è laureato nel 2014 presso la Scuola Provinciale Superiore di Sanità Claudiana di Bolzano dove ha frequentato il primo corso di Podologia. Per due anni ha quindi esercitato la professione presso una Clinica Podologica privata di Monaco di Baviera ed ha concluso nel dicembre 2016 il master di primo livello in posturologia clinica. Tramite concorso pubblico è stato infine assegnato all’ospedale di Brunico.

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BRUNICO MARIA ELISABETH RIEDER

Trattamenti podologici in provincia venivano offerti finora solamente presso il reparto di Diabetologia di Bolzano. Dal 6 giugno 2017 anche l’ospedale di Brunico ha un proprio ambulatorio podologico. Istituito presso il reparto di Dermatologia a cura della Dott. ssa Carla Nobile e della dirigente infermieristica Edith Dorigo, è stato affidato al Podologo Dott. Andrea Minerbi.

DAI COMPRENSORI

La tiroide è un piccolo organo, ma di importanza vitale, che produce ormoni che influenzano molteplici funzioni corporee. Le malattie della tiroide sono comuni e possono causare vari problemi di salute.

Ambulatorio Podologico

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BRUNICO MARIA ELISABETH RIEDER

Serata informativa: Menopausa – la danza degli ormoni In occasione dell´Open Day dell´Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, presso l´ospedale di San Candido ha avuto luogo una serata informativa dal titolo “Menopausa- la danza degli ormoni”. Le esperte della ginecologia/donne. salute val Pusteria sono state a disposizione per fornire informazioni e rispondere a domande su questo delicato argomento. Molte donne si sentono insicure in questo momento della vita. La menopausa non è una malattia, ma una fase naturale della vita di ogni donna. Tuttavia alcune di loro possono soffrire di disturbi fisici o psichici causati dai cambiamenti ormonali. Ci sono tuttavia diverse possibilità per alleviare o eliminare tali disturbi, in modo da mantenere una buona qualità di vita. Le ginecologhe Sandra Ladstätter ed Ilse Beate Hess hanno spiegato cos’è esattamente la menopausa e quali sono i principali cambiamenti nel corpo di una donna. Hanno offerto, inoltre, spunto per gestire la menopausa come un’opportunità di cambiamento e come inizio di una nuova fase della propria vita.

L’alimentazione in menopausa, la prevenzione dell’aumento di peso e la prevenzione dell’osteoporosi sono stati i temi affrontati dalla dietista Bettina Ortner. Ha dato informazioni, inoltre, su come l’alimentazione può aiutare il corpo femminile in questa fase di cambiamento. Le psicologhe Doris Winkler e Christine Reiterer, attraverso un esercizio pratico, hanno mostrato l’effetto benefico che ha la consapevolezza di se stesse. L’obiettivo è far sì che le donne siano amichevoli, comprensive e premurose con se stesse. (MER)

Presentato il Servizio reumatologico dell’ospedale di Brunico In occasione della giornata delle malattie reumatiche, il Comprensorio sanitario e l’Associazione Reuma hanno invitato alla presentazione del Servizio Reumatologico nella hall dell’ospedale di Brunico Dal 01.01.2017 c’è un ambulatorio di reumatologia presso l’ospedale di Brunico. Il dirigente, Prof. Christian Dejaco, e il suo team hanno presentato il nuovo servizio. Che questo sia un servizio molto importante per la popolazione lo si capisce guardando i numeri presentati dal Prof. Dejaco: in Val Pusteria/Val d’Isarco ci sono più di 5000 persone colpite da malattie reumatiche. “Per assicurare un’assistenza ottimale è necessaria una stretta collaborazione con tutti i servizi dell’ospedale e del territorio”, ha sottolineato il Prof. Dejaco. Il dott. Giuseppe Zampogna ha tenuto una lezione e ha parlato delle malattie reumatiche infiammatorie autoimmuni e di quelle degenerative non infiammatorie. Ha sottolineato che dolori e perdita della qualità di vita sono comuni a tutte le malattie reumatiche e per questo motivo è importante una diagnosi precoce per poter iniziare al più presto la terapia ed evitare così i danni. L’infermiera Ingrid Ladstätter ha presentato il team del Servizio Reumatologico e descritto l’assistenza del paziente reumatologico dal punto di vista dell’assistenza infermieristica. Il fisiatra Konrad Steinhauser ha sottolineato l’importanza del movimento per i pazienti reumatologici. Anna Steger, la direttrice dell’Associazione Reuma della Val Pusteria ha espresso la sua soddisfazione per la realizzazione del Servizio aziendale di reumatologia. Ha presentato l’associazione e ha invitato tutti gli interessati a partecipare ai corsi di ginnastica e ginnastica in acqua, che si tengono in varie località della Val Pusteria. Più di 50 pazienti e persone interessate hanno partecipato all’evento, molti hanno colto l’occasione per fare domande e parlare personalmente con i medici presenti. (MER)

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Il famoso caricaturista Peppi Tischler, in occasione del pensionamento dei due primari di Merano, Hartmann Waldner (ortopedia e traumatologia) e Frediano Tezzon (neurologia) ha così espresso i suoi pensieri sul futuro di entrambi: mentre il ballerino per hobby Waldner d’ora in poi avrà finalmente più tempo per fare quattro salti, il neurologo non riesce ancora a capacitarsi di essere già in pensione, e si trova semplicemente - e come certamente si addice ad un neurologo – sottosopra.


MERANO

Giornata della menopausa

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FOTO SABINE FLARER

FOTO CLAUDIA STEGER

20 anni di comunitá protetta Speckbacher: Sono 20 anni che a Merano esiste questa struttura per persone con malattie psichiche. Assieme al reparto per acuti, al servizio ambulatoriale e a Casa Basaglia il Burgraviato è ben dotato per questo tipo di malattie. Una rete ben funzionante grazie all’impegno di molti collaboratori, pazienti e sostenitori che la primaria Verena Perwanger (nella foto all’estrema destra) durante una festicciola estiva, organizzata con tanto impegno da parte degli ospiti lì residenti, ha voluto ringraziare. Per molti anni ancora, Speckbacher!

Per questo la ginecologa Tania Dalsass, su invito dell’associazione Onda, in una mattinata di ottobre si è resa disponibile ad informare le donne interessate sul tema della menopausa. Dei poster da lei personalmente realizzati hanno indicato le domande più frequenti. Come sempre, in occasione di iniziative come questa, all’inizio si è osservata una certa titubanza a porre delle domande, poi via via la specialista in ginecologia ha dovuto pazientemente informare e rispondere ai tanti quesiti posti. “Per la maggior parte delle donne, come comprensibile, è stata la situazione individuale il tema preponderante”.

DAI COMPRENSORI

FOTO SABINE FLARER

Gli ospedali „rosa“ si impegnano a mantenere viva l’attenzione sui temi femminili.

Tania Dalsass

MERANO SABINE FL ARER

L’Euregio-Tour fa tappa a Merano Anche quest’anno ciclisti e cicliste partecipanti al giro, hanno fatto tappa davanti all’ospedale di Merano. L’obiettivo del tour di tre giorni, che li ha portati da Innsbruck fino al lago di Garda, è stato quello di richiamare l’attenzione sul trapianto di organi. Medici,

politici e molte persone che hanno già subito un trapianto hanno pedalato per questa buona causa, con soddisfazione dell’Assessora Martha Stocker.

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BOLZANO

Montagnaterapia Wanderful – un progetto nato nel 2009 dalla collaborazione del Servizio Psichiatrico di Bolzano con il CAI Bolzano. BOLZANO ULRIKE K ALSER

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FOTO PRIVAT

I progetti di Montagnaterapia del Servizio Psichiatrico di Bolzano

La salute vien correndo! Di questo sono assolutamente convinti Andrea Girelli, psicologo e psicoterapeuta presso il SER.D- Servizio Dipendenze, e la moglie Elena Marafante, anche lei psicoterapeuta del Centro di Salute Mentale di Egna, che la sera dello scorso 1° settembre hanno preso parte alla manifestazione sportiva Firmenlauf di Egna classificandosi secondi alla gara di 2,6 km per coppie mixed (maschi e femmine). L’evento socio-sportivo Firmenlauf è stato pensato per offrire ai dipendenti delle aziende altoatesine l’occasione di scendere in pista con vero spirito di squadra e quest’anno, con tanto di logo sulle magliette, vi hanno appunto preso parte anche due dipendenti dell’Azienda sanitaria. “Mia moglie ed io abbiamo voluto dare il buon esempio sia al resto dei dipendenti dell’Azienda sanitaria che ai nostri ed alle nostre pazienti”, spiega Andrea Girelli, “perché correre è movimento e movimento è vita. Per il prossimo anno ci aspettiamo di avere molti piú colleghi al nostro fianco!” Per maggiori informazioni: https://www.firmenlauf.it

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Negli anni il progetto Wanderful ha coinvolto, in occasione di diverse uscite, numerosi utenti seguiti presso il Centro di Salute Mentale di Bolzano, i Centri di Riabilitazione Psichiatrica e Centri Diurni di Bolzano e Salorno, insieme a operatori sanitari, soci del Cai e accompagnatori volontari. Per 11 mesi all’anno viene proposta un’escursione mensile – in inverno con le ciaspole, durante i mesi caldi con itinerari di vario tipo, e una volta all’anno si effettua anche un’uscita di due giorni con pernottamento in rifugio e/o baita. Nel 2014 si è aggiunto anche il gruppo dei giovani che si sono battezzati “Wasserläufer“ (nome tedesco dell’insetto camminatore in grado di galleggiare sull’acqua senza affondare) ai quali è rivolta un’offerta più avventurosa: ferrate, arrampicate sportive, slittate, ciaspolate notturne, slittate. In queste attività vengono supportati dagli istruttori della Scuola di Alpinismo del CAI di Bolzano. A sud di Bolzano, presso il Centro Riabilitativo Psichiatrico di Salorno, è attivo il gruppo di montagnaterapia “El Prosac” (termine trentino che indica zaino, contenitore di materiale ma anche di esperienze ed emozioni) che a sua volta effettua un’uscita mensile in collaborazione con il CAI di Salorno. L’obiettivo principale delle uscite in ambiente montano è quello di favorire il contatto con se stessi attraverso la riscoperta del proprio corpo e attraverso l’incontro con gli altri e con la natura circostante. In montagna ci si rende conto di essere una parte importante della realtà che scorre, che le proprie azioni possono aiutare se stessi e gli altri; ogni persona diventa un anello importante

all’interno del gruppo, impara ad affidarsi agli altri ma anche ad essere lui in prima persona responsabile della sicurezza degli altri membri del gruppo, siano accompagnatori o pazienti. In montagna le differenze si annullano e ci si sente uguali a tutti gli altri; camminare in mezzo alla natura, affrontare piccoli inconvenienti come una discesa ripida, la pioggia improvvisa, l’affaticamento muscolare, può fare sentire ogni persona capace e in grado di superare gli ostacoli (Carpineta 2010). “Una delle esperienze più belle della mia vita” (Daniel Grotta Bus de la Spia). “Non avrei mai pensato di farcela e invece ce l’ho fatta” (Savio – Ferrata Roda di Vael) “Devo dire che ero preoccupato di non farcela , perché 5 ore mi sembravano tante per una ciaspolata. Però ho visto che ce l’ho fatta e sono contento di questo. La fatica maggiore era quando stavamo arrivando alla baita Contrin, c’era un attimo dove mi sono detto che non ce la faccio più, però mi sono sforzato e sono arrivato al traguardo” (Ralf – ciaspolata al Rifugio Contrin) “Un fine settimana che ci ha regalato incontri nuovi, interessanti e carichi di umanità. Siamo stati immersi nella nebbia, nel sole, con qualche goccia di pioggia che non ha rovinato l’atmosfera di una montagna non conosciuta. Ancora alla prossima! (Andrea – Rifugio Bolzano) “Al di là del posto che comunque è importante, è piacevole la condivisione di emozioni, sensazioni che lo stare insieme ci porta a fare” (Cesare - Rifugio Bolzano)


Il primario della Medicina nucleare dott. Mohsen Farsad ha ringraziato oltre all’artista e tutti i collaboratori anche l’ex primario dott. Luzian Osele, fondatore di questo Centro. Il PET-TC è uno strumento diagnostico, acquistato 10 anni fa dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, che combina la tomografia a emissione di positroni (PET) con la tomografia computerizzata (TC). Mentre la TC realizza con l’ausilio dei raggi X immagini anatomiche, la PET individua le cellule tumorali cancerose attraverso la loro attività metabolica evidenziata tramite traccianti (sostanze debolmente radioattive somministrate al paziente). L’elevata sensibilità della PET/TC nella valutazione della terapia ha permesso agli oncologi e agli specialisti di medicina nucleare di sfruttarne il potenziale a vantaggio dei pazienti. L’esame PET/TC effettuato dopo le prime somministrazioni del trattamento – ad esempio due o tre cicli di chemioterapia – rileva infatti una riduzione dell’attività metabolica cellulare a breve distanza dall’inizio della terapia, anche se la massa risulta invariata nelle dimensioni e nella forma. Le conseguenze di una tale valutazione sono di estrema importanza. È infatti possibile riconoscere la mancata risposta di un paziente poco dopo l’inizio della cura e interrompere immediatamente, ad esempio, una chemioterapia inefficace (riducendo effetti collaterali e tossicità) e attivare tempestivamente un trattamento di salvataggio, come la somministrazione di un farmaco diverso o della radioterapia. Per tali ragioni, la PET/TC apre la strada a terapie mirate in base alle condizioni e ai bisogni del singolo paziente. “I dati forniti dalla PET/TC, precisa il Primario del Servizio di Medicina Nucleare, Dott. Mohsen Farsad, permettono di effettuare scelte terapeutiche personalizzate e di stabilire la cura più adatta a ogni paziente, risparmiandogli allo stesso tempo inutili tossicità”. In questi ultimi 10 anni, oltre al tracciante più diffusamente utilizzato e cioè l’FDG (analogo radioattivo del glucosio), sono stati introdotti molti altri traccianti per la diagnosi dei tumori e dei disturbi neurodegenerativi, in particolare il tracciante per la visualizzazione di placche di amiloide utili per la diagnosi di demenza di Alzheimer.

BRESSANONE

Un simposio per l‘addio

“La vera conoscenza viene sempre dal cuore” - una citazione attribuita a Leonardo da Vinci – questo il motto dell’evento di mezza giornata che si è tenuto il 17 novembre scorso. Oltre alla Direttrice di Comprensorio Christina Zelger, al simposio erano presenti anche il Direttore sanitario f.f. Thomas Lanthaler e l’Assessora provinciale Martha Stocker. Sia i relatori che gli argomenti delle conferenze erano stati appositamente scelti per l’occasione. La relazione di apertura verteva su come si è sviluppato il Servizio psichiatrico di Bressanone secondo le necessità della popolazione e dell’assistenza territoriale. Otto Saurer, per molti anni Assessora alla Salute, ha parlato sia come protagonista che come testimone della nascita della psichiatria in Alto Adige negli ultimi decenni. Rodolfo Tomasi, ex Primario del Servizio psichiatrico di Bolzano, ha fatto un breve resoconto sui retroscena degli anni passati parlando di incontri e riunioni che hanno portato a risultati positivi. Wolfgang Fleischhacker, psichiatra, psicoterapeuta e docente presso l’Università di Medicina di Innsbruck nonché Rettore della stessa da ottobre 2017, ha augurato tutto il bene possibile alla Alma Mater di Schwitzer. Giulio Perugi, psichiatra e professore all‘Università di Pisa, ha portato i saluti dalla Toscana. L‘elogio ed il curriculum professionale del neo-pensionato sono stati letti da Hartmann Hinterhuber, nativo di Brunico ed ex Vice Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Innsbruck.

zer ha frequentato il Liceo Classico Francescani di Bolzano ed ha completato gli studi di medicina a Vienna, dove ha conseguito la laurea in medicina nel 1976. Nel 1987 è diventato professore assistente presso la Clinica universitaria di Innsbruck. Nei primi anni ‘80 Schwitzer, insieme ad Hartmann Hinterhuber, si è dedicato all’istituzione di un Servizio territoriale di salute mentale a Bressanone e Brunico. Dall’agosto 1997 Schwitzer era Primario del Servizio psichiatrico di Bressanone. Nello stesso periodo aveva collaborato alla pianificazione ed all’apertura del reparto psichiatrico dell’ospedale di Bressanone.

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Josef Schwitzer, Primario del Servizio psichiatrico di Bressanone, ha festeggiato il suo pensionamento con un simposio.

DAI COMPRENSORI

In occasione del decimo anniversario dell’apertura del centro PET-TC presso il Comprensorio Sanitario di Bolzano è stata inaugurata, nell’atrio del Servizio di Medicina Nucleare, una mostra fotografica della giovane artista bolzanina residente a Londra, Caterina Albarella.

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FOTO PRIVAT

FOTO URP BOZEN

Fotografie in Medicina nucleare

Fleischhacker (sin.) e Josef Schwitzer

Feste di Natale nel Comprensorio sanitario di Bressanone Ospedale di Vipiteno: martedì 12 dicembre 2017 alle ore 18.00 Ospedale di Bressanone: giovedì 14 dicembre 2017 alle ore 18.00

Josef Schwitzer è nato a Pennes, in val Sarentino, nel 1949. Schwit-

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FOTO PETER A. SEEBACHER

Riabilitazione Brunico: Nuova Primaria

PERSONALIA

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Nuova gestione per il Laboratorio L’austriaco Thomas Müller sarà il nuovo Direttore del Laboratorio Centrale di Patologia Clinica del Comprensorio sanitario di Bolzano. Müller è il successore di Markus Herrmann. Thomas Müller è nato nel 1964 a Mödling (Bassa Austria) e può vantare una lunga serie di diplomi ed un impressionante curriculum vitae. Tra le altre cose, Müller è anche medico specialista per la diagnostica chimico-medica di laboratorio nonché per la medicina trasfusionale. Attualmente Müller è impegnato come direttore medico e specialista per la medicina di laboratorio presso il “Konventhospital” del “Barmherzige Brüder und Barmherzige Schwestern” di Linz. Dal 1999 al

2005 Müller è stato responsabile della gestione della qualità dell’Istituto per la diagnosi di laboratorio medico e chimico presso lo stesso ospedale. Müller è anche docente privato e professore ospite presso l’Università di Medicina di Vienna ed al suo attivo ha una serie di pubblicazioni e presentazioni di rilevanza internazionale. Thomas Müller è inoltre membro di numerosi comitati redazionali nonché revisore di varie rinomate riviste mediche.

Dal 1° agosto 2017 l‘infermiera Loredana Rodighiero è la coordinatrice del distretto Centro Piani Rencio a Bolzano. Dopo aver conseguito la laurea in Infermieristica nel 2000 alla Claudiana, ha prestato servizio per cinque anni presso il reparto di Ortopedia ed in seguito ha lavorato presso il reparto di Riabilitazione sempre all’Ospedale Centrale di Bolzano. Negli ultimi 11 anni ha lavorato come responsabile tecnica-assistenziale, in comado, presso l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano e precisamente alla Residenza per Anziani Villa Armonia. Questa esperienza le ha consentito di conoscere l’ambito sociale, tali conoscenze ed esperienze sono fondamentali per il Suo attuale ruolo di coordinatrice presso il distretto, che prevede l’integrazione socio-sanitaria. Nata e vissuta sempre a Bolzano, Loredana Rodighiero è mamma di due bambini. Tra i mille impegni riesce anche ad andare in palestra. Le piace molto stare in compagnia e festeggiare.

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La specialista, bolzanina di nascita ed ora residente a Brunico, ha conseguito la maturità al liceo classico „Walter von der Vogelweide“ di Bolzano e assolto gli studi di medicina presso l’Università di Innsbruck. Nell’ambito della sua specializzazione in fisiatria è stata anche assistente medico presso la nota clinica di riabilitazione „Medical Park St. Hubertus“ di Bad Wiessee (D). Bettina Wachtler è specializzata soprattutto nella terapia extracorporea ad onde d’urto. Da febbraio 2016 dirige il progetto del centro multidisciplinare di terapia ad onde d’urto del Comprensorio di Brunico e coordina la collaborazione tra i reparti di riabilitazione, ortopedia, dermatologia e chirurgia. Per la nuova Primaria è una sfida collaborare bene con i vari profili professionali nell’ambito della riabilitazione: „Sono lieta dell’onore conferitomi. Abbiamo un team di vari gruppi professionali che collaborano benissimo e sarà nostro obiettivo offrire anche in futuro prestazioni ad alto livello nel Comprensorio di Brunico“, afferma la neo-Primaria. La 43enne è madre di due bambini e nel tempo libero si dedica molto allo sport.

FOTO MARIA E. RIEDER

Nuova coordinatrice

Dopo aver svolto dall’1.12.2015 la propria attività come Primario presso il reparto di Medicina dell’ospedale di Vipiteno, dall’1.11.2017 Othmar Bernhart è Primario del reparto di Medicina dell’ospedale di Bressanone. Dopo gli studi in medicina, conclusi nel 1989 all’Università di Innsbruck, e dopo l’esame di stato Bernhart ha maturato numerose esperienze come medico assistente in diverse cliniche sia nazionali che estere. All’ospedale di Bressanone Bernhart è già molto conosciuto in quanto vi ha svolto la propria attività dal 1991 alla fine di novembre 2015. Presso questa struttura era stato dapprima medico in formazione e poi medico specialista, negli ultimi 6 mesi aveva svolto anche l’attività di dirigente medico presso il reparto di Medicina. Bernhart, nativo dell’Alta Val Venosta, da anni è responsabile per l’Endoscopia interdisciplinare. Le eccellenze cliniche di Bernhart sono la reumatologia, l’endoscopia e la gastroenterologia. Bernhart è anche responsabile per lo screening del tumore del colon-retto presso il Comprensorio sanitario di Bressanone.

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Othmar Bernhart Primario a Bressanone

A fine ottobre Bettina Wachtler è stata nominata Primaria del reparto di Riabilitazione del Comprensorio sanitario di Brunico. La Wachtler succede al Primario Claudio Corradini.


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Walburga Cassar è stata nominata Primaria del reparto di Pediatria a Brunico. Cassar, bolzanina di nascita, vanta una lunga carriera all’interno dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Dal 1996 ha prestato servizio presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Bolzano, dal 2014 era sostituta della primaria. Ancor prima era medico all’ospedale di S. Candido ed in quello di Bressanone. La Cassar ha studiato presso l’Università di Medicina ad Innsbruck ed ha conseguito la specializzazione in Pediatria a Verona. Dispone di formazione specialistica in nefrologia ed ecografia pediatrica, in psicoterapia sistemica e di una formazione nell’ambito delle cure palliative pediatriche. Cassar svolge anche attività didattica per corsi di formazione di terapia alimentare, igiene dentale e infermieristica, tra l’altro dal 2002 al 2017 presso la Scuola Superiore di Sanità Claudiana, ma anche di scienze della salute, informatica e tecnica medica presso la UMIT GmbH – Università Privata di Hall. La nuova Primaria è entrata in servizio a Brunico l’1.12.2017. La durata dell’incarico è di cinque anni.

Merano ha un nuovo primario Matthias Bock è nato nel 1965 a Norimberga ha lavorato nelle cliniche universitarie di Gießen e Heidelberg. Docente a Salisburgo (A), si è poi trasferito in Italia lavorando per 14 anni all’ospedale di Bolzano. Dal 2016 dirige, da facente funzioni, il reparto di anestesia e rianimazione all’ospedale di Merano e col 1° dicembre è primario. Con Matthias Bock - oltre a vantare una grande esperienza e molte

Dal 1° ottobre 2017 Stefan Brugger è Primario del reparto di Medicina Interna dell’Ospedale di Brunico. Il 51enne nativo di San Candido ha acquisito la propria esperienza lavorativa presso diverse cliniche. Dal 1992 al 1997 era dipendente dell’Allgemeinen Krankenhaus (AKH) di Vienna prestando servizio in diverse cliniche e in vari reparti come, ad esempio, presso la Clinica Universitaria di Medicina Interna I, Medicina Nucleare e Dermatologia – reparto di Immunodermatologia. Dal 1997 al 1998 Brugger ha lavorato presso l’Ospedale di Hollabrunn della Clinica universitaria per la Medicina Interna I Macro-trapianti di Ossa ambulatorio pre- e post-operatorio; così come presso la Clinica universitaria di Medicina Interna I Oncologia. Dal 1999 è stato dirigente medico all’ospedale St. Pölten, prima di trasferirsi nel 2006 all’ospedale St. Josef di Vienna sempre come dirigente medico. Dal 2008 Brugger era dirigente provvisorio del 1° reparto di Medicina. Nel 2010 Brugger è diventato dirigente medico di unità e direttore di ambulatorio presso il Wilhelminenspital della città di Vienna nel reparto di Medicina 1 e Centro per l’Oncologia e l’Ematologia. Brugger è sposato ed ha cinque figli.

specializzazioni, come ad esempio nella medicina di urgenza e in management di sala operatoria - punta soprattutto sulla minimizzazione del rischio orientata alla consapevolezza dei costi. La sicurezza dei pazienti ed un costante studio e formazione su come reagire correttamente in casi di emergenza, sono essenziali per lo specialista di anestesiologia. Non per nulla, presso la Scuola Provinciale Superiore di sanità Claudiana, ha fatto parte anche dei promotori della simulazione di emergenza, un modello preso dall’aeronautica dove è radicato ormai da anni. Bock mette il suo sapere anche al servizio degli studenti: dal 2009 il neo nominato primario è docente all’Università Paracelsus di Salisburgo dove tiene regolarmente lezione in ambito specialistico di anestesiologia. Il neo-primario si è stabilito in Alto Adige; sposato con un’altoatesina ha tre figli e vive a Merano. Nel tempo libero si dedica alla fotografia ed allo sport all’aperto.

Sito web per persone affette da tumore Una diagnosi di cancro significa grande dolore per coloro che la ricevono. Sorgono domande e incertezze: E ora? Cosa succede dopo, guarirò? Quali trattamenti dovrò eseguire? L’Azienda sanitaria, in stretta collaborazione con le organizzazioni dei pazienti, ha progettato una pagina web che ha lo scopo di fornire informazioni e assistenza in questo difficile momento. Il sito http://www.asdaa.it/infotumori è un portale dedicato ai/alle pazienti affetti da una malattia tumorale ed alle persone loro vicine oppure interessate al tema. Il contenuto è stato sviluppato in stretta collaborazione con gli specialisti. Per ogni malattia oncologica inserita nel progetto di Certificazione di chirurgia oncologica, sono state messe a disposizione delle informazioni che riguardano, per esempio, la prevenzione, il trattamento, i reparti che collaborano e come si impara a vivere con la malattia. Per la prima volta i cittadini possono anche vedere chi sono i chirurghi dedicati e autorizzati ad operare ogni singola patologia. Ci sono anche informazioni circa i tumorboard aziendali.

SALUTE IN RETE

Nuova Primaria alla Pediatria di Brunico

SALUTE IN RETE PETER A. SEEBACHER

FOTO PRIVAT

FOTO WALTER SCHGÖR

Nuovo Primario per la Medicina di Brunico

In Alto Adige circa 27.000 persone sono colpite da tumori, ogni anno ci sono circa 3.000 nuovi casi. Per il sito sono stati prodotti anche dei video. In tali filmati gli esperti rispondono a domande concrete. Sono medici, ma anche personale di altri gruppi professionali, che svolgono un ruolo nel corso del trattamento. Il sito fornisce informazioni affidabili e certificate secondo i migliori standard scientifici. Il sito vuole dunque essere un faro d’informazioni nel mondiale mare delle mezze verità e fornire alle persone interessate ed ai loro familiari informazioni veramente attendibili. Informazioni: http://www.asdaa.it/infotumori

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Homepage: www.asdaa.it Prenotazione prima visita (Dermatologia, Cardiologia, ORL e Urologia): www.asdaa.it/prenotazioneonline Dove è possibile usufruire di una prestazione nel più breve tempo possibile?: www.asdaa.it/tempidiprenotazione Offerte di lavoro, novità sui trattamenti sanitari, modalità di prenotazione, servizi presso ambulatori/reparti: www.asdaa.it/news Consigli pratici per la salute: www.asdaa.it/prevenzione Questa edizione è online su: www.issuu.com/sabesasdaa L’AZIENDA SANITARIA DELL’ALTO ADIGE ONLINE

CONTATTI Redazione one: one@sabes.it Redazione Comprensorio sanitario Bressanone: Marina.Cattoi@sabes.it Redazione Comprensorio sanitario Bolzano: Ulrike.Kalser@sabes.it Redazione Comprensorio sanitario Meranoo: Sabine.Flarer@sabes.it Redazione Comprensorio sanitario Brunico: MariaElisabeth.Rieder@sabes.it

INFOGRAFICA

Contro la razionalità Fumare costa anni di vita, studi e statistiche lo dimostrano chiaramente e così alcuni fumatori e fumatrici grazie a queste conoscenza hanno cambiato le loro abitudini rinunciando al fumo. Secondo il recente rapporto annuale 2017 dell‘Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE), il consumo di tabacco è in calo in quasi tutti i paesi dell‘OCSE. Nella media calcolata dall’OCSE la percentuale di fumatori nella popolazione totale è scesa dal 26% del 2000 al 18% del 2015. In Italia questa cifra è scesa dal 24,1% al 20% nello stesso periodo. Brasile e Messico sono i luoghi dove si fuma meno e dove la percentuale di fumatori è rispettivamente del 7,2 e 7,6 per cento.

BRA

USA

OECD34

ITA

DEU

SLK

AUT

2000 2015

I fumatori e le fumatrici di un esiguo numero di paesi non sembrano essere impressionati dalle statistiche - o non si preoccupano degli anni di vita persi. Il numero di fumatori in Slovacchia (+0,8 per cento) e in Indonesia (+ 8,8 per cento) è ad esempio aumentato. Anche gli austriaci non vogliono lasciare il fumo e qui il tasso di fumatori è rimasto al 24,3%, stabile dal 2000. (PAS)

COLOPHON one–il magazine dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige NUMERO 4 /2016 (Aut. Pres.Trib. BZ Nr. 17/2002

Azienda sanitaria dell‘ Alto Adige, via Cassa di Risparmio. 4, 39100 Bolzano Lukas Raffl COORDINA ZIONE : Peter A. Seebacher REDA ZIONE: Evelyn Gruber-Fischnaller (EGF) , Ulrike Kalser (UK ) , Maria Elisabeth Rieder (MER) , Marina Cattoi (MC) , Sabine Flarer (SF) , Lukas Raffl (LR) , Peter A. Seebacher (PAS) TR ADUZIONI: Tatiana De Bonis, Emanuela Covi, Ulrike Kalser, Peter A. Seebacher, Martin Karbon,Evelyn Gruber-Fischnaller, Sabine Flarer GR AFIC A: Gruppe Gut Gestaltung OHG, via Cappucini 8/15, 39100 Bolzano PUBBLIC A ZIONE: trimestrale INDIRIZZO DELL A REDA ZIONE: Ripartizione Comunicazione, Marketing e Relazioni con il Pubblico, via Cassa di Risparmio 2, 39100 Bolzano TEL: +39 0471 907138 E-MAIL: one@sabes.it WEB: www.sabes.it STAMPA: Tezzele by Esperia, c/o CoWorking Bolzano, Marie-Curie-Str. 17, 39100 Bolzano R.ST.17.09.02)

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