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anno IX - n. 20 24 maggio 2011

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Stupidario della destra estremista + Ci manca solo che qualcuno tiri fuori la notizia di Pisapia sorpreso a cibarsi di bambini. Servono emozioni forti, e non basta più neanche lo spauracchio del pericolo comunista. Allora evocano il ritorno del brigatismo rosso, oppure l'invasione dei nuovi terroristi islamici. Hanno scritto addirittura che dietro quel candidato così mite e ben educato si nasconderebbe l'Anticristo. C'è chi prevede una Milano avamposto dell'Islam in Europa, popolata di moschee e minareti, e chi la vede già invasa da frotte di zingari sporchi e questuanti, o trasformata nel paradiso del vizio, della droga e di ogni perversione. Chi più ne ha più ne metta. Magari, perché no, un governo cittadino in mano ai centri sociali, con tutto il Leoncavallo trasferito in massa a Palazzo Marino. C'è da non credere ma questi sono i toni con cui la destra sta cercando di risalire la china in vista dei ballottaggi. Quando non si hanno più argomenti per un normale confronto politico si sceglie di far leva sugli istinti peggiori, si gioca la carta della paura, si costruiscono nemici dietro cui nascondere la propria inconsistenza. Non ci sorprende che manchino di senso del ridicolo, è lo specchio dell'incultura di cui si nutre questa destra. Non ci stupisce che usino ogni mezzo anche illecito, come l'indecente blitz televisivo del presidente del consiglio a reti unificate, o che alternino offese e scemenze con rozze promesse propagandistiche. Ci preoccupa la volontà di esasperare il clima di questa campagna elettorale col chiaro intento di alzare la tensione dello scontro. Scelgono di metterla in rissa perché hanno paura di perdere. Milano, capitale europea di grandi potenzialità mortificata dalla cialtroneria e dall'affarismo che la governano da vent'anni, è la trincea non solo simbolica di una destra a pezzi, ormai incapace di offrire risposte ai problemi del paese. L'incredibile disputa che impegna gli esponenti del governo sul decentramento dei ministeri è la rappresentazione più efficace di una classe dirigente disperatamente attaccata al suo potere e pronta a scannarsi per quel che c'è ancora da spolpare intorno all'osso. Molti cittadini, e non solo di sinistra, l'hanno capito e vogliono il cambiamento. Con loro dobbiamo parlare nei pochi giorni che ci separano dal voto, senza cedere alla rissa, discutendo dei problemi reali e del futuro delle nostre città. Perché ciascuno possa convincersi, da Milano a Napoli, da Cagliari a Grosseto, che stavolta si cambia davvero.

Il 12 e 13 giugno tutti al voto per decidere il nostro futuro on l'ennesima fiducia il votificio di piazza Montecitorio, circondata dalle bandiere referendarie, ha trasformato in legge il decreto omnibus che contiene la finta moratoria sul nucleare. Ora la parola passa alla Cassazione, cui spetta decidere su cosa gli italiani voteranno il 12 e 13 giugno. Ad essa sono legate le speranze per evitare lo scippo del decreto. La soluzione c'è. Basterebbe concentrare il quesito su quella parte del testo di legge che prevede il carattere puramente transitorio della rinuncia al nucleare e a ogni cittadino verrebbe restituito un potere di decisione definitiva. Nello stesso tempo si eviterebbe che la liquidazione o lo snaturamento del quesito sul nucleare possa servire, come è nelle

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intenzioni del governo, da ostacolo al raggiungimento del quorum sugli altri quesiti, dall'acqua al legittimo impedimento. Il referendum sull'acqua di per sé non è assolutamente aggirabile dalla introduzione di un'Authority che non scioglierebbe il nodo della proprietà pubblica, anzi certificherebbe l'esistenza del mercato. A giugno si gioca però una partita ancora più ampia: quella della democrazia. Questa si difende non solo evitando che tutti i poteri vengano sottomessi a quello governativo, ma soprattutto sviluppando in tutte le sue forme la democrazia diretta, ove i cittadini possono non solo esprimersi ma decidere concretamente. Comunque vada, tutti al voto il 12 e 13 giugno!

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internazionali

In Egitto, dopo decenni di dittatura, occorre imparare l’esercizio della democrazia Un articolo di Giuliana Sgrena, giornalista de il manifesto rrivare a piazza Tahrir al Cairo e non vedere una donna senza velo è uno choc. Non perché non ci siano donne rivoluzionarie velate, ma le immagini che avevamo visto alla televisione, nei giorni più accesi della rivolta, mostravano donne in prima fila, con e senza velo. Questo è solo un segno della difficoltà che sta vivendo l'Egitto nella transizione ‘tra caos e stabilità’, come titolava il settimanale di al Ahram. Innanzitutto si vive uno stato di grande insicurezza, molti i posti di blocco rimasti senza nessun controllo e anche quelli che ci sono non servono da deterrente. Eppure la transizione affidata a un Consiglio militare lascerebbe supporre un eccesso di autoritarismo piuttosto che di lassismo. Evidentemente tra le forze dell'ordine vi è chi rema contro e non vuole spianare la strada al dopo-Mubarak, quindi non fa nulla per bloccare la ‘baltaga’. Un termine diventato corrente nel linguaggio egiziano. Che cosa significa ‘baltaga’? L'uso della

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violenza, delinquenza, molestie, comprese quelle sessuali diffuse dopo la rivoluzione del 25 gennaio. Una conseguenza della rivoluzione? No, «è un risultato normale dell'oppressione che i cittadini hanno vissuto negli ultimi 30 anni», secondo lo psicologo Mustapha Tolba. E poi non è nemmeno un fenomeno nuovo in Egitto anche se ora ha assunto dimensioni preoccupanti. Dopo decenni di dittatura occorre un apprendimento dell'esercizio della democrazia. Un problema che si è posto anche in Tunisia, dove però fin dalla caduta di Ben Ali si sono formati comitati di cittadini per la salvaguardia della rivoluzione che hanno assunto anche il controllo del territorio. Ma il processo di democratizzazione in Tunisia, pur con molti ostacoli, è più avanzato di quello egiziano. L'Egitto è un paese molto più popolato e con problemi più gravi, la cui evoluzione determinerà cambiamenti nell'area, soprattutto potrebbero cambiare - e sta già cambiando - il rapporto con Israele. In Egitto, contrariamente a quanto avviene in altri paesi in

rivoluzione, vi è una grande mobilitazione della piazza a favore dei palestinesi. Tornando ai problemi vi è quello economico: la fine del regime ha comportato una paralisi economica, innanzitutto si è bloccato il turismo, una delle più importanti entrate del paese. Nonostante gli impegni anche gli aiuti occidentali restano promesse. La mancanza di risultati portano a delusioni tra i giovani che pur essendo i principali fautori della rivoluzione per ora non vedono soddisfatte le proprie aspirazioni. Anzi. E poi vi è l'islamismo che pur essendo rimasto fuori dalla rivoluzione ora sta cercando di occupare spazi alleandosi con i militari. L'accordo con i Fratelli musulmani ha permesso al Consiglio militare di far passare con il referendum gli emendamenti alla costituzione, cui si sono opposte le forze della sinistra perchè costituiscono un cambiamento di facciata ma non di sostanza. E dietro il pragmatismo dei Fratelli musulmani si nascondono diverse anime islamiste che arrivano fino agli ultraconservatori salafiti. Questo probabilmente spiega la diffusione del velo.

Gli Indignados A Roma si incontrano gli esponenti occupano la Spagna della società civile afgana ‘Democrazia reale ora!’ È lo slogan del movimento 15 M, gli Indignados. Dal 15 maggio (per questo il nome 15 M) sono in migliaia a protestare in tutta la Spagna, da Madrid a Santiago, da Barcellona a Siviglia. Tende, sacchi a pelo, persino divani per una protesta che non si ferma e che si richiama a quella di Piazza Tahrir. In tutta Europa crescono le manifestazioni di solidarietà. Attraverso il web si diffonde l'invito a non lasciare sola la Spagna e già si parla di 'rivoluzione europea'. Il movimento, fatto da giovani (lì sono il 40% della popolazione), lavoratori, disoccupati, anziani ha richieste precise, sintetizzabili nella rivendicazione «più welfare e più giustizia sociale per tutti», anche in tempo di crisi. Si cerca di stabilire un collegamento stabile con gli altri movimenti sociali europei e a tutti si chiede che gli unici simboli di appartenenza siano magliette e palloncini bianchi. In Italia è prevista una manifestazione il 29 maggio, ma per ora gli Indignados italiani faticano a decollare, dopo una lunga stagione di mobilitazioni studentesche che non sono riuscite a bloccare la Gelmini.

Il 24 e 25 maggio, ventitrè delegati in rappresentanza della maggiori organizzazioni della società civile afgana si riuniranno a Roma, con esponenti di organizzazioni italiane ed europee, per approfondire alcuni temi di interesse comune ed elaborare una strategia in grado di rafforzare il ruolo della società afgana nei processi decisionali, in particolare per il raggiungimento della pace. La conferenza di Roma è l'ultima tappa di un percorso promosso dalla Rete italiana Afgana.org, che raccoglie associazioni (tra cui l'Arci), ong, accademici, ricercatori, operatori dei media. Sono previsti importanti contributi di istituzioni nazionali e internazionali attive, direttamente o indirettamente, nel processo di ricostruzione del Paese. Sarà una conferenza innanzitutto degli afgani, per discutere, in un momento internazionale così importante, del futuro del proprio Paese. Le due giornate si svolgeranno presso la sede del Cnel, in via Lubin 2. Nella prima giornata, dopo i saluti del presidente dell'ente ospitante e gli interventi di apertura delle istituzioni italiane e dell'ambasciatore afgano in Italia, si prose-

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guirà con le comunicazioni sulla situazione locale e regionale, sullo stato reale della società civile afgana, sulle relazioni con comunità e istituzioni e sulla sua reale rappresentatività. Alle 10,45 è prevista la sessione dedicata al ruolo della società civile, con un'analisi delle principali organizzazioni esistenti e un focus sull'importanza della cultura e dei media indipendenti. Nel pomeriggio il tema sarà quello della funzione della società civile nel promuovere il dialogo, la pace e lo sviluppo. Alle 15.30 i lavori si interromperanno per consentire ai delegati di recarsi al Quirinale, dove saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica. Il giorno dopo si comincerà analizzando il ruolo della comunità internazionale per rafforzare la società civile afgana come promotrice di pace, dialogo e sviluppo condiviso. Nel pomeriggio si discuterà di come rafforzare la cooperazione tra organizzazioni sociali afgane, italiane ed europee. Dopo il dibattito e il 'dialogo con i media', alle 17 si concluderà con la lettura della Dichiarazione di Roma della Società civile afgana.


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migranti

Un progetto europeo per elaborare strategie e modelli comuni di supporto alle vittime di violenze e torture dologie atte a consolidare una collaborazione attiva e l'utilizzo di strumenti e pratiche comuni. Nonostante sfugga ai dati quantitativi certi il fenomeno dei rifugiati/vittima di tortura - poiché le sofferenze e le lesioni non sono solo di tipo fisico ma si riflettono anche nell'ambiente di vita sociale e familiare della persona - alcuni studi condotti in Europa segnalano come fino al 35% dei rifugiati abbiano subito tortura e tale percentuale andrebbe abbinata al numero crescente dei/lle richiedenti. I richiedenti asilo/vittime di tortura non sono riferibili esclusivamente ad aree di guerra o di conflitto civile ma anche a zone ritenute a basso rischio le quali sono tuttavia caratterizzate da tensioni politiche, repressione e da una reale mancanza di democrazia: ciò pone il problema di contestualizzare il vissuto traumatico delle singole persone per individuare specifici percorsi di riabilitazione e supporto. L'elemento innovativo del progetto emerge nella connessione specifica dei tre paesi prescelti (Italia, Spagna e Ungheria), i quali presentano distinte prospettive d'accoglienza e una vasta eterogeneità dei gruppi di rifugiati/vittime di tortura. La fascia meridionale dell'Europa, rappresentata dalla Spagna e dall'Italia presenta modalità d'accoglienza più simili oltre che comuni gruppi culturali (Nigeria, Costa D'avorio), con la sola differenza che in Italia il primo gruppo è rappresentato dall'Eritrea e per la Spagna A maggio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la dalla Colombia (differenze dovute ai Giornata mondiale della diversità culturale per il dialopassati rapporti coloniali). È interesgo e lo sviluppo, proclamata dalle Nazioni Unite nel sante, in tal senso, operare un para2002. Quest'anno la Commissione nazionale italiana gone con l'Ungheria, Paese interessaper l'Unesco e la Fondazione Roma - Mediterraneo to da flussi migratori statisticamente in hanno scelto di dedicare la Giornata alla Diversità culcrescita (UNHCR 2010) che abbraccia turale del Bacino del Mediterraneo. la zona est/neo-comunitaria ove i La Giornata si svolgerà sabato 28 maggio a Palermo, gruppi target sono rappresentati dalla presso la sede della Società siciliana per la Storia Serbia e Montenegro. Tale singolarità Patria. Rappresentanti delle istituzioni italiane ed esponazionale risponde all'esigenza di nenti della società civile italiana ed internazionale implementare la conoscenza e con(scrittori, docenti, giornalisti, registi, storici) si riuniranfrontare modelli, approcci di integrano sulle rive del mare nostrum, a pochi chilometri da zione diversi e coerenti con le politiche quel luogo di accoglienza e conflitto, di miracoli e tranazionali, con l'obiettivo di far emergegedie che è oggi l'isola di Lampedusa per confrontarsi re e codificare linee comuni allo scopo sui temi dell'immigrazione, dell'integrazione, delle pari di sostenere il processo di scambio e opportunità, degli stili di vita e del dialogo interreligioso contaminazione degli approcci in una e interculturale, ribadendo con forza la pari dignità di dimensione europea. Nei tre Paesi ogni cultura. Alla prima sessione, dedicata alle Migrasono stati ipotizzati percorsi formativi zioni mediterranee, interviene tra gli altri Filippo Miraspecifici che hanno fornito consulenze glia, responsabile immigrazione Arci. approfondite. Il prossimo momento Tra gli altri partecipanti ai dibattiti ci saranno il regista formativo è previsto nell'abito del Andrea Segre e il giornalista Jean Lèonard Touadì, che Meeting Antirazzista di Cecina ove interverranno nella sessione dedicata a Integrazione, avranno luogo 2 giornate di formazioistruzione e pari opportunità, e la giornalista e storica ne, il 28 e 29 giugno, rivolte ad opePaola Caridi su Stili di vita, culture e identità. ratori/trici di progetti Sprar. L'idea è

l progetto We Care. Strategies and Models of well-integrated support to victims of violence and torture, finanziato dalla Commissione europea grazie ai fondi European refugee fund 2009, nasce per rispondere ai bisogni e alle criticità emergenti nel complesso lavoro di presa in carico e tutela per rifugiati e vittime di tortura. Le istituzioni, le associazioni, i servizi sociali e soprattutto i servizi sanitari non appaiono ancora sufficientemente preparati ad offrire risposte adeguate alle problematiche di cui le persone che hanno subito tortura sono portatrici. In particolare, l'idea è stata quella di sviluppare competenze e strumenti comuni oltre che nel campo della diagnosi e della cura, anche in ambito di relazione primaria (accoglienza, orientamento, ascolto attivo, sostegno psicologico, mediazione linguistica e culturale). Dallo scorso gennaio il progetto ha avviato una prima sperimentazione a livello transnazionale, allo scopo di confrontare e condividere tra i principali attori coinvolti (del pubblico e del privato) esperienze e meto-

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La Giornata Unesco della diversità culturale

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A Roma ‘Immigrazione: il tempo delle scelte!’ Sabato 28 maggio Arci Roma e Cgil Roma e Lazio saranno in piazza con la giornata di festa e mobilitazione dal titolo Immigrazione: il tempo delle scelte!, che ha per obiettivo indicare un cambiamento di rotta in merito alle politiche sull'immigrazione. Ad un’amministrazione ed un governo che sono in grado soltanto di utilizzare il fenomeno migratorio come strumento di propaganda elettorale, evocando invasioni di criminali e disperati, vogliamo rispondere con le nostre proposte concrete in materia di lavoro, accoglienza e diritti. Pensiamo al coraggio dei rom che hanno occupato la Basilica di San Paolo o ai ragazzi tunisini che abbiamo incontrato in questi giorni alla stazione Termini in attesa di un biglietto che cambiasse loro la vita, per raccontare problemi e aspirazioni di un mondo che, come dimostrano le vicende del nord Africa, sta cambiando sempre più velocemente. I migranti prenderanno la parola per parlare di cittadinanza e casa, di lavoro e intercultura, di antirazzismo. Diritti negati oggi agli stranieri, ai rom, ma anche e sempre di più a tutti e tutte, dentro una crisi sempre più drammatica dove abitare, lavorare e studiare ci vede tutti dalla stessa parte. Sarà una giornata piena di colori, un’intera giornata di festa e di discussione e che - è nostra intenzione diventerà un appuntamento stabile nella città di Roma. Animazione per bambini, una lezione aperta su xenofobia, razzismo e convivenza civile, un’assemblea dei migranti e un concerto sono le iniziative in programma nel corso della giornata. Ci saranno inoltre spazi informativi delle associazioni e spazi servizi all’immigrazione. Info: claudiograzianoit@yahoo.it

quella di mettere a confronto le cornici teoriche di riferimento dell'entopsischiatria contemporanea, le pratiche della psicologia transculturale. È previsto anche un momento di studio sulle pratiche di violenza e tortura al femminile. Si partirà dalle metodologie condivise per arrivare all'analisi dei casi, pratiche e strumenti come: 1) un'attenta ‘analisi della domanda’ per delineare i bisogni di cui la persona è portatrice a livello diretto e indiretto; 2) una buona relazione di fiducia operatore/utente. Info: gatta@arci.it


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amministrative

A Cagliari e Iglesias è successo agliari - Iglesias. Ebbene è successo! In tutte e due le accezioni della parola successo. 1) È successo perché è accaduto; 2) è successo perchè si è vinto. Non era affatto scontato. Poteva non succedere e si poteva anche non andare ai ballottaggi. Cagliari è da sempre una roccaforte del centrodestra e a Iglesias non tirava di certo aria buona. Dopo molti anni di predominio di centrodestra che avevano lanciato nella arena nazionale personaggi come Mauro Pili, sei anni fa il centrosinistra conquistava l’amministrazione comunale. Una buona amministrazione è stata quella del Sindaco Carta ma minata da liti furibonde, uscite dalla maggioranza, dichiarazioni pubbliche velenose e così la buona amministrazione non ha mai potuto fare un colpo d’ala nella immaginazione dei cittadini iglesienti. Risultato? Elezioni dello scorso anno: liste al 24%; il candidato sindaco al ballottaggio ma con solo il 29% dei voti. Il ballottaggio fu vinto ma il centro destra preferì far cadere il sindaco alla prima riunione di consiglio, certo che un anno di commissariamento lo avrebbe portato in carrozza a governare al città. Ma… C’è sempre un ma

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e ci son sempre puntini di sospensione quando l’arroganza del potere si sostituisce all’agire politico. E mentre il centrodestra a Iglesias come a Cagliari dava sfoggio di sicurezza e prometteva posti e miracoli, l’elettorato di centrosinistra imponeva ai suoi dirigenti una radicale svolta. C’è molta polemica sulle primarie, però sono l’unico strumento che permette una selezione della classe dirigente fuori dai giochi e giochini di un vecchio modo di far politica. Permette di presentare nuovi quadri, giovani e, udite udite, persino donne, non provenienti da vecchie appartenenze. Le primarie permettono così di candidare aspiranti sindaci credibili e competenti, di questo l’elettorato è consapevole premia la scelta. Ma vi sono altre e più profonde motivazioni che dobbiamo ricercare. Ancora una volta dopo Prodi e tante altre esperienze, l’unità è la carta vincente. Il centrosinistra, se vuol vincere, deve puntare ad unirsi. PD, IdV, SEL e Federazione della sinistra assieme possono guardare al centro e proporre anche politiche che non ‘spaventino’ i moderati per conquistare l’elettorato di centro, ma un solo partito di questi, fosse anche il più

grosso, da solo non sarà attrattivo né nei confronti del suo elettorato di sinistra né, tanto meno, nei confronti dell’elettorato di centro. Con buona pace degli strateghi raffazzonati e dei ‘sottili’ analisti dell’Istituto Cattaneo i dati del primo turno premiano tutti i partiti della coalizione (ad Iglesias il PD quasi raddoppia i suoi voti rispetto ad un anno fa arrivando a circa il 21%, SEL quasi li triplica raggiungendo circa l’11% resta stabile la lista del Sindaco e aumenta anche la Federazione della Sinistra), e ad Iglesias e Cagliari i due candidati ‘radicali’ conquistano più voti delle liste mietendo consensi fra l’elettorato di centro. Altro elemento non meno significativo è la storia personale dei candidati e l’adesione alla realtà italiana. Marta Testa è una giovane donna di 34 anni che ha alle spalle dieci anni di emigrazione. Acquisisce master ed esperienza professionale là dove pulsa l’economia del mondo. Vi ricorda qualcuno? È l’esperienza di decine di giovani di Iglesias, di centinaia di sardi, di migliaia di italiani costretti ad emigrare per far valere la loro professionalità. A volte ritornano e aprono una speranza. Info: marino.canzoneri@tiscali.it

In Liguria un risultato complessivamente positivo Elezioni in Liguria. Giovanni Durante e Lorenzo Peruzzo sui risultati a Savona e ad Alassio ueste le valutazioni di due dirigenti della nostra associazione Giovanni Durante, presidente di Arci Savona, e Lorenzo Peruzzo, presidente del circolo Brixton di Alassio - sul positivo risultato elelttorale in Liguria. Giovanni Durante. «A Savona il risultato è andato oltre ogni aspettativa, merito di un'alleanza ampia, di un giudizio sostanzialmente positivo dell'amministrazione Berruti e anche di un candidato delle destre come Marson, direi veramente inviso ai Savonesi. Marisa Ghersi invece non ce l'ha fatta, la concorrenza dei cacciatori di preferenze è stata spietata, ma si è battuta con onore e ha svolto una campagna elettorale comunque utile per il centro sinistra. Varrebbe la pena di aprire un'analisi sulla nostra assoluta incapacità, come associazione, di sostenere i nostri candidati quando ci sono. L'anno scorso toccò a me candidato alle regionali, con 590 preferenze, un risultato che oserei definire quantomeno scar-

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so!» C'è poi il risultato importante del movimento 5 stelle, che seppur criticabile per certi elementi di antipolitica demagogica, pone temi utili anche per il centro sinistra.. come fa notare con onestà intellettuale lo stesso presidente Burlando. Lorenzo Peruzzo. «Innanzitutto si è palesata la voglia di cambiamento degli alassini, una voglia di cambiare cauta, ma al tempo stesso decisa. Avogadro è tornato ad Alassio con un piano ed un programma all'insegna del rinnovamento, mantenendo però la sua posizione e la sua identità politica che di fatto non è molto distante da quella della coalizione di centrodestra rappresentata da Pdl e Lega.» Netto il giudizio sulla sconfitta del candidato Pdl - «significa che non c'è soddisfazione per come è stato governato il nostro paese in questi anni» - e quello su Jan Casella (Sinistra Alassina) e il Partito Democratico: «Il primo ha dimostrato che ad Alassio c'è una grande voglia di cam-

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biamento e una grande voglia di sinistra.» Per lui 763 voti contro i 234 del PD, a cui va «il merito di aver indovinato il carro dei vincitori e di esserci salito per tempo.» Per finire, la riflessione sul Brixton:«la sua importanza è consolidata da anni, diciamo che la si inizia a riconoscere anche a livello istituzionale. Chi non si ricorda gli attacchi usciti sui giornali locali da parte di Melgrati (sindaco uscente di Alassio, ndr) in questi anni? Beh, vedere che a questa tornata tutti i candidati hanno chiesto incontri col circolo e speso belle parole al riguardo, a partire dallo stesso Melgrati, non può non essere motivo di soddisfazione. All'interno del Brixton si sono sviluppati molti dei temi che sono emersi in questa campagna, sono stati ascoltati e son diventati promesse elettorali, speriamo possano diventare anche dei fatti. Ad Alassio esiste un luogo di confronto, cultura ed aggregazione senza pari, i nuovi amministratori sapranno far tesoro di quanto hanno già ed invece di combatterlo, valorizzarlo al meglio?» Info: alfredo.simone@arciliguria.it


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referendum

Grande affluenza e voto quasi unanime in Sardegna per dire no al nucleare nche in Sardegna i risultati raggiunti nelle elezioni amministrative della scorsa settimana hanno offuscato l'esito del referendum consultivo sul nucleare: la vittoria al primo turno a Olbia (risultato eclatante nella Arcore sarda) e il ballottaggio a Cagliari (dove il centrosinistra non guadagnava questa meta da tempo immemore). Questo referendum consultivo, istituto peculiare della regione a statuto speciale, offre due ordini di riflessioni. La prima, quantitativa, si riferisce all'affluenza del 60% dei votanti, segno di grande interesse per l'indicazione politica che da questo pronunciamento sarebbe derivata. Si pensi solo che i cittadini sardi chiamati alle urne per le elezioni amministrative non avrebbero raggiun-

notizieflash

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INIZIATIVA IN ITALIA Il 27 maggio si terrà la Notte gialla per i referendum, evento auto-organizzato a livello nazionale. Incontri pubblici, conferenze, reading, assemblee, proiezioni, flash mob... spazio alla fantasia e alla creatività!

to il quorum previsto (33%) neanche se fossero andati tutti a votare. Un gran lavoro di mobilitazione grazie anche all'impegno dei comitati unitari formatisi in tutta l'Isola, con il sostegno della società civile organizzata (Legambiente, Arci, Acli, Italia Nostra e molte altre locali), dei sindacati (Cgil in testa), tutte le forze politiche (tutto il centrosinistra, indipendentisti e nazionalitari, e buona parte del centrodestra) e persino il Presidente della Regione sceso in campo senza esitazione. La seconda considerazione è qualitativa e si riferisce al 98% dei ‘sì’ al referendum, risultato inequivocabile che solo la stoltezza di qualche Ministro in cerca di interviste poteva chiosare con dei distinguo. È un esito che trova la sua ragione in una profonda avversità che la società sarda tutta ha sempre manifestato rispetto al tema del nucleare con motivazioni che vanno dalla difesa del patrimonio ambientale, alle preoccupazioni per le conseguenze sulla salute pubblica, alla rivendicazione della sovranità territoriale, le stesse sviluppatesi qualche anno fa in seguito alla ventilata ipotesi di fare della Sardegna un luogo di stoccaggio delle

Continua il boicottaggio: a Novellara vietato esporre le bandiere dell’acqua Novellara verrà probabilmente ricordato come il primo comune italiano che vieta una bandiera sul balcone. Tutto ha inizio con un esposto del Pdl che contesta la legittimità di esporre le bandiere dell'acqua sui balconi di casa. Viene ripescata una circolare del ministero dell'Interno che risale a 31 anni fa e che, facendo riferimento a una norma del '56, vieta l'esposizione di pubblicità elettorale in luoghi non consentiti. La sanzione per chi trasgredisce può arrivare a 1032 euro. Il sindaco di Novellara - che, ironia della sorte, è promotore e firmatario dei referendum - pur nell'imbarazzo all'inizio si è dovuto adeguare, pena la denuncia per omissione di atti d'ufficio. Ma non si arrende, interpella un giurista e salta fuori una sentenza della Corte costituzionale che nel '95 ha ritenuto irragionevole estendere alla propaganda referendaria il divieto relativo a quella elettorale nei 30 giorni precedenti il voto. Il sindaco può dunque ora invitare i vigili a occuparsi di cose più serie. L'episodio potrebbe essere archiviato con una risata, tanto appare paradossale. Se non fosse che è invece un sintomo di

quanto l'esercizio della democrazia faccia paura a questo centrodestra. In tutti i modi sta cercando di impedire che ai cittadini giunga persino l'informazione che il 12 e 13 è indetta una consultazione referendaria, boicottando il diritto costituzionalmente garantito all'esercizio consapevole del voto. Mai si era assistito a un simile balletto da parte della Commissione di Vigilanza Rai che, bloccata dall'ostruzionismo dei parlamentari di maggioranza, solo dopo innumerevoli mobilitazioni e il richiamo formale del Presidente Napolitano, è riuscita a varare con grandissimo ritardo il Regolamento per i messaggi elettorali radiotelevisivi, iniziati a meno di un mese dal voto. E che dire del tentativo del governo di far saltare il referendum sul nucleare -martedì la Camera voterà la fiducia al decreto che contiene la moratoria - e pure quello sull'acqua attraverso la costituzione di una Authority? Anche se non dovessero ottenere lo scopo voluto, sicuramente molta confusione l'avranno creata. Allora diamoci ancor più da fare in questi ultimi giorni, perché la posta in gioco è davvero la tenuta democratica di questo paese.

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scorie nucleari. A ciò ha certamente contribuito il contraccolpo del disastro giapponese, ma non bisognerebbe sottovalutare la grande mobilitazione popolare degli scorsi anni contro le basi militari e la recente indagine sul poligono di Quirra che fa luce sulle drammatiche conseguenze delle sperimentazioni belliche con l'uranio impoverito. Attualmente sono vive le proteste per la costruzione di radar in diverse parti del litorale, quasi una riedizione delle antiche torri costiere di difesa, oggi inspiegabili dispositivi per proteggersi-non-si-sa-da-cosa. Da un punto di vista politico oltre al buon viatico che questo risultato pone per la prossima tornata referendaria nazionale (questa di valore abrogativo), c'è da rilevare come la campagna non è stata caratterizzata dalla difesa egoistica del proprio territorio all'insegna di una logica ‘nimby’, ma ha saputo guardare ad una scelta che dovrà essere nazionale; inoltre i sardi presteranno grande attenzione alla coerenza delle prossime scelte del centrodestra e del Governatore sardo: o entreranno in conflitto con le opzioni romane o perderanno la faccia. Info: uda@arci.it

Istruzioni di voto per i fuori sede Una segnalazione importante per quanti vivono fuori sede: è possibile votare per il referendum del 12 e 13 giugno al di fuori dal proprio comune di residenza, previa nomina come rappresentante dei promotori. Basta avere con sè la propria tessera elettorale. A breve sarà attivato un meccanismo di iscrizione on-line per poter segnalare la propria disponibilità a svolgere la funzione di rappresentante dei promotori in un determinato seggio. In questo modo chi vorrà potrà votare nel seggio segnalato anche se diverso da quello in cui si è iscritti. Successivamente coloro che hanno segnalato la propria disponibilità riceveranno una delega dai promotori. La data ultima di iscrizione è il 5 giugno. È possibile anche, per chi rientra a votare nella propria sede elettorale, ottenere un rimborso parziale di viaggio, aereo e ferroviario. Tutte le informazioni, i form da compilare e le faq sono sui siti www.referendumacqua.it e www.acquabenecomune.org. È importante diffondere al massimo queste informazioni per dare a tutti la possibilità di partecipare a questa grande battaglia per la democrazia.


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cultura

Grande partecipazione alle due giornate degli Stati Generali della Conoscenza della pubblicazione del dispositivo finale unitamente ai report dei quattro seminari. Questa bella mole di idee, spunti, progetti vedrà ora una messa a verifica nei territori di quanto elaborato per andar poi a fine anno a tirare le somme e verificare la possibilità di una continuazione del percorso. Al momento, è certo che nei prossimi mesi avremo un bel da fare per tentare di capire se e come stare dentro questo percorso nuovo. Di sicuro è maturata una forte consapevolezza che il mondo della formazione, della scuola e dell'università ha bisogno come il nostro di tirar giù qualche muro per prendersi cura vicendevolmente di questa nostra società. Info: camuffo@arci.it

e n'era assolutamente bisogno. È questo il primo elemento emerso con chiarezza al centro congressi Frentani di Roma. La scommessa di rilanciare il problema scuola-università-formazione sul piano molto più generale, e culturale, della conoscenza andava giocata. Circa 800 persone hanno partecipato alle due giornate. Un numero sicuramente significativo. Tanti insegnanti, in assoluto la maggior parte dei partecipanti, dirigenti scolastici, operatori del sociale e dirigenti di associazioni impegnate in ambito formativo. Fino alla sera precedente serpeggiava ancora un po' di apprensione all'interno del comitato promotore. La preoccupazione non era relativa al risultato quanto piuttosto alla tenuta complessiva del percorso. In effetti è stato necessario mettere da parte qualsiasi piccolo egoismo di categoria e qualsiasi esagerato protagonismo dei singoli soggetti. Ed è stato inoltre necessario farlo un po' al buio: la formula ‘forum’ promossa dal comitato promotore era nuova per quasi tutti i soggetti della scuola, molto più avvezzi alla tipologia del convegno. Da questo versante è stato molto

utile il contributo di Marianella Sclavi nella plenaria di apertura per definire il perimetro del confronto. Un ottimo intervento sui metodi partecipativi e sulla centralità di un approccio creativo alla discussione (open space, facilitazione del dibattito etc). Ma il cuore vero dell'iniziativa sono stati i quattro seminari. Partecipazione altissima con l’intervento di quasi tutti gli iscritti, anche se bisogna ammettere che da questo punto di vista il mondo del terzo settore è rimasto un po' più marginale rispetto alla nutritissima compagine di insegnanti che sono intervenuti ripetutamente. Se è vero che il vizio di fondo è rimasto (aver parlato di conoscenza ma aver messo in moto soprattutto il mondo e le istanze della scuola) è pur vero che è emersa prepotentemente la necessità di una contaminazione reciproca profonda. In questo solco si è inserito anche il contributo di don Luigi Ciotti (come sempre applauditissimo) che ha proposto di cambiare la denominazione, dalla prossima edizione, in Stati generali della responsabilità e della conoscenza. Il risultato finale in termini di documenti lo vedremo tra qualche giorno, al momento

Un saluto a Roberto Morrione

BJCEM: scade il 31 maggio il termine per partecipare alle selezioni nazionali

Si è spento giovedì notte Roberto Morrione, giornalista, primo direttore di Rainews24, da qualche anno direttore di Libera Informazione. Pubblichiamo il messaggio di cordoglio inviato da Paolo Beni e Alessandro Cobianchi a don Ciotti. «Caro Luigi, abbiamo lottato insieme affinché i nomi delle persone che ci lasciano possano restare vivi nelle nostre menti. Oggi, la scomparsa di Roberto Morrione ha lasciato nello stomaco un dolore grandissimo che potremo superare solamente se saremo in grado di trarre insegnamento dalla sua conoscenza, dalla sua capacità di agire e di muoversi in un mondo difficile, dalla sua deliziosa forza vitale e da quella tenacia nel portare avanti un progetto indispensabile quale Libera Informazione. A partire da oggi, Roberto ci lascia un compito, e non la scelta, di difendere l'opera in cui si è tanto speso e di darne continuità. Il dolore per la perdita di Roberto Morrione, persona mite e non arrendevole, spinge tutti noi a non smettere di lottare perché le idee e le azioni di un singolo individuo possono far crescere spazi, percorsi, riflessioni e lotte condivise di cui racconteremo la bellezza. Grazie Roberto!»

C'è tempo fino al 31 maggio per presentare le candidature e accedere alle selezioni per la XV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, evento considerato tra le più importanti vetrine per la creatività giovanile. Le opere di artisti in età compresa tra i 18 e i 30 anni dovranno avere come tema centrale la ‘simbiosi’ e potranno essere presentate nelle seguenti discipline: arti plastiche, architettura, fumetto e illustrazione, cinema e video, grafica di comunicazione, design, moda, fotografia, letteratura, gastronomia, interventi metropolitani d'arte. A partire dalla data di scadenza del bando e fino al 16 giugno, tra tutte le iscrizioni, verranno selezionate le opere che parteciperanno all'evento. L'Arci, in particolare, curerà le selezioni nazionali in gastronomia (Roma), letteratura (Roma), cinema/video (Bari), arti visive Sud (selezione per le regioni Campania, Calabria, Molise, Sicilia, Abruzzo) a Lamezia Terme. Inoltre, sempre dal 31 maggio al 16 giugno, verranno selezionati i partecipanti ai workshop internazionali promossi dall'Arci su letteratura, gastronomia, arte pubblica. Quest'anno la

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Al Teatro Quirino il 26 maggio alle 20.45 lo spettacolo Il viaggio di Nicola Calipari, con Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani. Dopo lo spettacolo, intervengono Andrea Purgatori, Vincenzo Macrì e Giuliana Sgrena

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ROMA

Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo sarà caratterizzata da un nuovo formato: un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo che coinvolgerà diverse città - tra cui Thessaloniki, Roma e Casablanca - collegate tra di loro, durante il quale verranno organizzati eventi e workshop. L'appuntamento è promosso dall'Associazione Internazionale per la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo (BJCEM), che si è costituita nel luglio del 2001 a Sarajevo, durante la X edizione della Biennale, per rafforzare il lavoro comune tra Ministeri, Enti Locali, Istituzioni e associazioni culturali del Mediterraneo allo scopo di promuovere la creatività giovanile, gli scambi internazionali e lo sviluppo di relazioni pacifiche al di là dei confini politici e geografici dei paesi dell'area euromediterranea. La storia della Biennale è iniziata nel 1985 a Barcellona, dando vita a un percorso creativo che si è sviluppato in più di vent'anni. Sui siti www.arci.it e www.bjcem.org sono pubblicate tutte le informazioni ed è possibile scaricare i bandi per partecipare alle selezioni.


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‘C’è un mondo da reinventare, fondandolo sul valore dei beni comuni’ Articolo di Simone Siliani, Fondazione Culturale Responsabilità Etica beni comuni tornano al centro dell’agenda politica e culturale dei movimenti della società civile che da otto anni si ritrovano a Terra Futura, in quel crogiuolo di buone pratiche e idee alternative, che ha preso il testimone dell’European Social Forum (l’anno prossimo saranno 10 anni dall’appuntamento di Firenze) per dimostrare che un diverso mondo non solo è possibile, ma è anche in costruzione. Mentre scrivo avverto chiaramente il rischio dello ‘sloganismo’, ma almeno per i tre giorni della manifestazione hai la percezione che il rischio può essere corso perché Terra Futura è il precipitato di tanto lavorio quotidiano delle persone, dei gruppi, delle imprese e delle istituzioni più impensate. Non solo. Il tema posto al centro di questa edizione si è rivelato non solo di grande attualità politica, se non altro per la vicinanza dei referendum, ma anche un’occasione per reimpostare l’idea stessa dello sviluppo, della vita dell’uomo sul pianeta, dell’organizzazione della società, della produzione e del rapporto con il vivente. Non più l’ossessione della ‘tragedia dei beni comuni’ di cui per primo parlò

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Garrett Hardin nel lontano 1968, cioè quella erosione continua e irrimediabile di risorse naturali, di beni e valori che compongono la biodiversità naturale, sociale e culturale del pianeta. I relatori presenti ai numerosi convegni (cito per tutti Silke Helfrich, del Common Strategies Group della Fondazione H.Böll, che ha presentato un interessante e originale contributo sulla ‘cura dei beni comuni’), le pubblicazioni discusse (e qui dobbiamo segnalare l’uscita dell’edizione italiana del nuovo libro di Wolfgang Sachs, Futuro Sostenibile), hanno tutti messo in evidenza come queste risorse sono rese scarse proprio in funzione di un modello di sviluppo iniquo e dissipatorio, ma che sarebbero invece sufficienti in quantità e qualità per garantire ad ogni persona un uguale diritto di accesso ad essi e per essere la base di uno sviluppo comune di collettività e individui, solo che li si governi nella prospettiva pubblica e comune (e non in quella privatistica ed egoistica) e nell’attenzione per il loro valore e nella gestione in forme innovative e partecipate dagli stessi utenti e cittadini.

Così potrebbe essere per l’acqua (ne ha parlato Susan George dimostrando come diritto di accesso universale e attenzione alla prevenzione degli sprechi possano trovare un equilibrio virtuoso; ma anche mons. Luis Infanti de la Mora che si batte per il diritto all’acqua delle popolazioni della Patagonia), per la terra e i suoi prodotti (di giustizia alimentare, produzione e biodiversità ha parlato Vandana Shiva), per l’energia (Agostinelli e Danaher); ma anche per l’informazione (Giulietto Chiesa e Giovanni Sartori), per l’economia (Enrico Giovannini, presidente dell’ISTAT, ha anticipato alcuni dei contenuti dell’indagine sugli effetti sociali della crisi economica), per i diritti di cittadinanza, per i beni comuni digitali, per l’etica; per la legalità (Pignattone, procuratore capo di Reggio Calabria, in prima fila contro la ndrangheta, in una equazione legalità=democrazia dimostrata, se non altro, per il suo contrario), per il lavoro. C’è un mondo da reinventare fondandolo sul valore dei beni comuni che è il messaggio di Terra Futura. Forse potrebbe essere anche un argomento nuovo e interessante per la politica, se non fosse troppo intenta a rimirarsi l’ombelico e a garantirsi il proprio breve domani, disinteressata del futuro.

E i circoli Arci... son sempre più verdi ilancio positivo per l’Arci presente come partner dell’ottava edizione di Terra Futura tenutasi alla Fortezza da Basso (Firenze) da venerdì 20 a domenica 22 maggio. Numerosi sono stati i visitatori della fiera e dello stand della nostra associazione, dove era possibile trovare materiale anche per i referendum del mese prossimo. Tra i tanti incontri, presentazioni, convegni e dibattiti promossi e ospitati, è stato di particolare rilevanza il convegno rivolto ai soci e ai dirigenti dei circoli sulle buone pratiche nel mondo Arci. Sabato mattina era gremito lo stand in cui il presidente Paolo Beni introduceva il seminario Azioni e modelli per un circolo sostenibile, presenti sia dirigenti nazionali che locali del mondo Arci. Il lavoro presentato è stato il frutto di una ricerca e di uno studio promosso da Arci Firenze durante i mesi dell’inverno scorso e finalizzato alla realizzazione del corso Oneri ed onori organizzato dal Comitato

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fiorentino e rivolto ai presidenti dei circoli Arci. Terra Futura, infatti, è un’ottima occasione per scambiare esperienze e idee per rendere le Case del popolo sempre più ecocompatibili e solidali: già in molte realtà associative si praticano il commercio equo e solidale, l’uso di stoviglie biodegradabili o lavabili, di prodotti biologici e a km zero, la costituzione o l’ospitalità di un gruppo di acquisto solidale. Dopo il consumo l’argomento affrontato è stato quello del risparmio energetico: dall’installazione degli aeratori alle cannelle dell’acqua, l’utilizzo di vernici di derivazione naturale, la sostituzione di caldaie vecchio stampo con le nuove a condensazione o degli infissi con serramenti termici. Quest’ultimi detraibili dalle tasse per i 10 anni successivi per una quota pari al 55% dell’investimento, così come l’installazione dei pannelli solari termici per la produzione di acqua calda e la collocazione di pompe di calore ad alta efficienza energetica. È emerso chiaramente dai vari interventi

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sollecitati dal lavoro mostrato in powerpoint che è sempre vantaggioso tenere in considerazione le migliorie energetiche dell’edificio anche se comportano un investimento maggiore: tale investimento però si ripaga in poco tempo permettendo di ridurre i consumi di un edificio magari molto energivoro. Sta crescendo anche il numero delle case del popolo che approfittano del Conto energia per l’installazione dei pannelli fotovoltaici: proprio sabato ne è stato inaugurato un altro in provincia di Firenze. Dopo tutto ciò è bene non dimenticare l’importanza della raccolta differenziata: è il gruppo dirigente di ogni circolo obbligato a dare il buon esempio ai propri soci. Lo stesso dicasi per l’effettuazione dei servizi di volontariato sia al bar, che in pizzeria, che negli uffici. Il mondo Arci è sempre più impegnato nella realizzazione delle buone pratiche e spetta ai dirigenti dare per primi il ‘buon esempio’. Info: marco.andrei1@gmail.com


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Si è conclusa a Sarajevo la tappa balcana della Carovana internazionale antimafie pronta a trasmettere la propria esperienza lunga 17 anni, ma anche di recepire e conservare i fondamentali contributi venuti da tutti i partners incontrati. Adesso che il viaggio di Carovana continua in Italia per finire a Corleone, c'è qualcosa di più a bordo dei due furgoni: sono le storie e le esperienze comuni e quelle singole di tutti gli amici incontrati. Si aggiunge quel sano umorismo cinico e punk incontrato in tutti i paesi dell'est Europa, una scuola di vita anche per noi italiani: difficile fare ironia davanti a Srebrenica e poi però vedere giovani serbi e musulmani che cercano un futuro comune, oppure arrivare a Berat, nella sede dell'Università, un cantiere di polvere e ferro con solo poche aule e trovare 100 studenti di scienze politiche che con umiltà ascoltano e fanno domande. C'è ancora tanto da imparare, ma adesso qualcosa in più c'è, deve essere conservato e praticato: è la responsabilità rispetto alle cose che, quando accadono e non si può tornare indietro, vanno prese e portate avanti. Buon proseguimento a tutti. Info: berniniphotojournalist@gmail.com

i è conclusa a Sarajevo la parte della Carovana internazionale antimafie che dal 2 al 21 maggio ha attraversato Albania, Bosnia, Serbia e Bulgaria. Tantissimi i chilometri percorsi e altrettanto numerose le persone e le storie incontrate, un gruppo di compagni e di amici che insieme hanno percorso tappe, promosso iniziative, organizzato eventi, ascoltato associazioni, istituzioni e cittadini. Carovana è questo, la possibilità di fare rete, promuovere diritti, comprendere le differenze per portarle su un piano di discussione comune, è un modo per intercettare ed essere intercettati del tutto trasparente e genuino. Ma non solo: Carovana è una pratica, uno strumento per costruire associazionismo e insieme raccogliere storie; spesso contano di più i chilometri che hai già percorso rispetto a quelli ancora da fare, perchè su quelli già attraversati ti porti dietro una responsabilità che non può venire meno, quella di aver connesso storie, persone, aspettative. È con questi elementi che il viaggio continua e trova di volta in volta nuovi spazi di azione, nuovi contenuti da proporre.

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È sulla base di quello che hai incontrato che Carovana costruisce le proprie strategie e ripensa quello che ancora deve essere fatto. Toccare i Balcani è stato importante per la Carovana. Forse parlare di legalità in paesi come la ex-Jugoslavia o l'Albania non è così immediato e chiaro come lo è stato per le tappe italiane; in questi territori, dove fino a 16 anni fa una guerra durata 4 anni ha visto vicini di casa spararsi e assediarsi spesso senza motivo, talvolta indotti dall'inerzia di una propaganda di regime che aveva calcolato scientificamente l'effetto delle proprie parole e azioni, deve assumere altri connotati; una grammatica diversa che sappia anche e sopratutto ascoltare e di conseguenza declinare una pratica comune di intervento. È importante intrecciare il nostro modo di fare antimafia con la disponibilità a cooperare anche su questioni come la corruzione, i diritti negati e connessi alla presenza di organizzazioni criminali strutturate, la presenza di una difficoltà oggettiva legata alla profonda povertà. La Carovana ha cercato di andare in questa direzione, di essere una pratica mobile,

Rientrano le navi della legalità

La bellezza di vivere la legalità come valore condiviso: i cinque giorni di iniziative a Bari

Sono rientrate da Palermo le navi della legalità, che hanno portato nel capoluogo siciliano, per la commemorazione della strage di Capaci, oltre 2500 tra professori e studenti di tutta Italia. I numeri della manifestazione, organizzata dal Ministero dell’istruzione e dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, sono imponenti: hanno partecipato in 15mila al corteo che ha attraversato Palermo, sono state mille le persone che hanno assistito al dibattito in aula bunker, sono arrivati ragazzi da 14 paesi europei, sulle navi sono salite 250 scuole. «Quando 150 anni fa arrivarono i Mille portarono anche la guerra in Sicilia - ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato, ai ragazzi voi siete di più e portate la pace». «È stata un’esperienza bellissima - hanno commentato gli studenti della scuola media Sinopoli di Roma - l’anno prossimo torneremo e saremo ancora di più». Il Ministro dell’istruzione ha infatti annunciato che il prossimo anno le navi saranno tre, una terza potrebbe partire da Genova. Le celebrazioni del ricordo della morte del giudice Falcone, inoltre, avranno una veste ancora più solenne: saranno infatti passati venti anni dalla strage.

Un calendario di appuntamenti di incontro e scambio di esperienze con e per la cittadinanza: si tratta di Insieme per la legalità, manifestazione organizzata dal comitato dell'Arci Puglia insieme alle associazioni pugliesi che lavorano per rafforzare la cultura della legalità democratica sul territorio. Nata a Bari nel 2010 come occasione per rilanciare l'importanza dell'impegno condiviso da cittadini, istituzioni ed associazioni nella lotta e il contrasto al diffondersi della cultura mafiosa, la cinque giorni si è presentata al pubblico il 23 maggio, dopo diciannove anni dalla strage di Capaci, presso la scuola Giovanni Falcone del quartiere Catino di Bari. Alla presentazione del percorso comune di progettualità sociale in tema di legalità ha fatto seguito un momento di raccoglimento e riflessione per l'antimafia tutta attraverso il gesto degli studenti di piantificazione di alberelli nel giardino Peppino Impastato. Per avvicinare il cittadino alla giustizia, è stato introdotto il progetto Giustizia a scuola incentrato sulla simulazione di un processo penale nelle scuole con il contributo dell'Associazione nazionale Magistrati, l'associazione

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Vivamente e la cooperativa I bambini di Truffaut. Anche il teatro ha espresso le sue voci indignate per l'uccisione di persone innocenti, e lo ha fatto attraverso una rappresentazione teatrale sulla storia di don Peppino Diana, ammazzato dalla camorra nel '94. Giovedì 26 maggio è la volta del racconto della bellezza di vivere la legalità come valore condiviso, tutelato e garantito. E non poteva esserci scenario più significativo che il lungomare barese: largo Giannella sarà infatti il luogo di festa della settimana della legalità. Occasione di scambio di idee, conoscenze ed entusiasmo, la festa in piazza coinvolgerà soprattutto le scuole di ogni ordine e grado. Le attività educative, le campagne di firme e le esperienze in viaggio per i diritti e la legalità perseguite dalle singole associazioni rappresentano la base dalla quale si è poi avviato l'intreccio di azioni di sensibilizzazione e di impegno collettivo che ha permesso alla rete pugliese di muoversi unita al fine di rendere sempre più inclusivo e condiviso il processo di conoscenza e consapevolezza dell'antimafia sociale. comunicazione.arcipuglia@gmail.com


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Network Giovani: un progetto per potenziare le realtà giovanili esistenti e crearne di nuove azione del centro di attivazione regionale emiliano romagnolo del progetto Network Giovani si sviluppa attorno ad alcune caratteristiche strategiche che l'Arci Emilia Romagna intende perseguire nelle attività rivolte ai giovani. L'intervento si pone nell'ottica di raggiungere due macro-obiettivi, da una parte quello di valorizzare e potenziare realtà esistenti, gestite dai giovani e rivolte ai giovani, dall'altro quello di favorire la creazione di nuove opportunità, nuovi modi di fare associazionismo con i giovani e per i giovani. Il primo aspetto da segnalare riguarda le tematiche, segnalate dai giovani dei circoli e delle associazioni dell'Arci, che s'intendono affrontare e che offrono diverse proposte culturali. Innanzitutto, il tema della legalità e del protagonismo giovanile nelle video inchieste e nella promozione di ‘giornalismo civile’ a Ravenna: l'obiettivo è quello di mettere in rete alcuni circoli cercando di condividere diverse iniziative e promuovendone una comune che abbia come tematica la legalità e la realizzazione di una video inchiesta sui beni confiscati alla mafia nella provincia ravennate. A Forlì si propone lo studio di nuovi linguaggi artistici e laboratori di fumetto: lo scopo è realizzare attività giovanili dedica-

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te al fumetto d'autore e al suo rapporto con altri linguaggi della cultura contemporanea, come la letteratura, l'illustrazione e il cinema, in particolare quello di animazione promuovendo mostre, incontri con artisti e giovani talenti, cineforum e proiezioni, laboratori espressivi sul fumetto, attività formative e workshop. A Piacenza, attività aggregative nei centri giovanili: si tratta di potenziare l'azione dell'Arci in due centri giovanili comunali della città sviluppando iniziative culturali e musicali, seminari tematici sul ‘fare musica oggi’, eventi musicali estivi gratuiti, approfondire il parkour e la break-dance, promuovere workshop gratuiti di fotografia. A Cesena, la proposta di creazione di una web radio e di un portale internet ad essa collegato: ‘luoghi’ in cui i ragazzi potranno esprimere se stessi, imparare ‘giocando’, sperimentare nuove forme di comunicazione e dare sfogo alle proprie velleità artistiche e attitudinali. Progettare programmi radio, interviste, inchieste o semplicemente condividere con altri buona musica. A Rimini si approfondiscono tematiche legate ai campi di lavoro della legalità nei luoghi confiscati alle mafie: in una prima fase, con l'organizzazione di momenti di formazione e sensibilizzazione, in una seconda con la partecipazione diretta di

alcuni giovani ai campi in Sicilia, Calabria e Puglia. I temi e i linguaggi proposti rappresentano gli aspetti di maggior interesse che i giovani, che frequentano i nostri spazi, prediligono e che grazie al loro impegno ci aiutano ad approfondire, sviluppare e, in certi casi, a creare settori del tutto nuovi e strategici per la crescita del territorio in cui sono inseriti. Tutte queste attività vengono, quindi, proposte con una forte impostazione di rete tra i progetti, che, non a caso ma frutto di una scelta politica forte dell'Arci Emila Romagna e dei suoi comitati, sono inseriti in aree della regione in cui crediamo ed in cui vogliamo fortemente crescere. Le cinque sedi di attuazione portano esperienze diverse ed hanno ciascuna un diverso e specifico obiettivo. La rete dei comitati di Cesena, Rimini, Ravenna, Forlì e Piacenza costituisce il fulcro del centro di attivazione regionale che sosterrà le diverse iniziative assieme ai circoli e ai centri giovanili comunali coinvolti; prevediamo inoltre che, anche quando saranno terminate le diverse attività previste dal progetto, la rete rimarrà in essere ed anzi potrà essere implementata anche da altri comitati ed esperienze provenienti dagli altri comitati emiliano romagnoli. Info: fornasari@arci.it

Il 76% dei giovani che hanno meno di 25 anni pensa di dover lasciare l’Italia per costruirsi un futuro giovani, secondo il 63% degli italiani, avranno un futuro economico e sociale peggiore di quello dei loro genitori e il 56% ritiene che per avere una speranza di futuro devono lasciare il Paese e andarsene all’estero. I primi ad aver maturato questa convinzione sono i diretti interessati: ben il 76% di chi ha meno di 25 anni. Ma la precarietà è un sentimento orami diffuso tra tutte le fasce di età e tra tutte le classi sociali. La crisi morde e l’ascensore sociale è in discesa da troppo tempo. E così cresce la parte di italiani che si colloca nella classe operaia o tra i ceti popolari, mentre simmetricamente cala il numero di coloro che si percepiscono come classe media. Così come cala la fiducia nella possibilità di trovare un lavoro e l’Italia diventa il primo paese in Europa per ‘inattività volontaria’. I Neet (Not in education, employment or training) toccano punte di quasi il 18% al Sud, mentre in Spagna - tanto per fare l’e-

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sempio di un paese dove la disoccupazione giovanile è più alta della nostra - sono appena lo 0,5%. D’altra parte in Italia la formazione non paga, al punto che per i laureati l’accesso al mondo del lavoro è più difficile che per i diplomati e addirittura metà della popolazione ha titoli di studio ‘incoerenti’ con l’attività svolta. Per chi può, non resta che andarsene. Nei primi dieci mesi dello scorso anno si sono trasferiti all’estero 65mila giovani, tutti sotto i trent’anni. Questo dato, unito a quello di una disoccupazione giovanile al 27,5%, indica che queste migliaia di ragazzi e ragazze non si spostano per fare un’esperienza e poi tornare. Sempre più spesso si va per restare e questo significa energie e intelligenze sottratte al futuro del paese. Sempre meno giovani dunque, e con un titolo di studio meno elevato: nel 2009 solo il 19% delle persone tra i 30 e i 34 anni

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risultava in possesso di una laurea, mentre l’obiettivo fissato dalla Comunità europea per il 2020 è del 40%. Un obiettivo irrangiungibile, visto che l’Italia destina all’istruzione solo il 4,3 per cento del Pil, contro il 5,6 della Francia o il 5,4 del Regno Unito. Né il dato sugli esodi all’estero può essere compensato da un movimento inverso, perché l’Italia non attira talenti stranieri. Gli immigrati con elevato livello di istruzione preferiscono altri paesi. Chi ha pagato maggiormente la crisi sono insomma le donne e i giovani, il cui tasso di occupazione specifico e' diminuito negli ultimi due anni di circa 6 punti percentuali. Per i giovani si e' poi ridotta la probabilita' di passare da un lavoro atipico a uno a tempo indeterminato, mentre la disoccupazione di breve durata osservata nel biennio 2008-2009 si e' trasformata, nel 2010, in disoccupazione di lunga durata. No, l’Italia non è un paese per giovani.


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Il 28 maggio torna Castelrock a Castel Bolognese con esibizioni di gruppi locali e un concorso astelRock è un festival di cultura musicale nato qualche anno fa con il nome di Rockfest negli spazi dell'Arci di Castel Bolognese (Ravenna), con l'appoggio dei gruppi castellani che muovevano i primi passi in regione tra locali, feste, manifestazioni e concorsi. L'evento ha poi avuto la sua consacrazione e la stima di un pubblico più vasto nel 2010 quando, unendo le forze, molte realtà locali appartenenti al mondo della musica, dell'arte e della danza hanno aderito propositivamente al progetto nato e ideato da Lucio Borghesi per l'Arci e dagli Harem, gruppo rock castellano che da tredici anni porta la propria musica e la storia del rock dentro e fuori regione. Circa 800 le perso-

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GUAGNANO (LE) Ultimo appuntamento con InCanti diVini, rassegna enomusicale d’autore: il 28 maggio alle 21 presso il Museo del Negroamaro si esibiscono i Virginiana Miller

ne che hanno partecipato all’evento, una decina i gruppi che si sono esibiti, grande successo per l’installazione creata per l'occasione da alcuni tra gli artisti del collettivo Jonahasfiveglobes. Con il patrocinio dell'Amministrazione comunale, la manifestazione si svolgerà quest’anno nella giornata di sabato 28 maggio 2011. L'intento di questa edizione è quello di creare un'aggregazione ancora più completa, in modo da poter abbracciare tutti coloro siano interessati al mondo dell'arte totale castellana e del comprensorio, col fine di poterla mostrare a un pubblico sempre più ampio. Due i luoghi in cui si svolgeranno, in contemporanea, gli eventi più attesi di Castelrock. La ‘terrazza etno-percussiva’ sarà animata dal collettivo di percussioni con contaminazioni elettriche ed elettroniche dei Johnny Maracas, che oltre ai brani del loro primo cd uscito nel 2010, costituiranno la jam session aperta al pubblico che vorrà partecipare con qualsiasi forma d'arte riesca a portare col corpo, lo strumento, le parole o i colori. A danzare sui ritmi tribali saranno inoltre il gruppo di danze africane delle Fronde, scuola di

danza castellana, e il centro di ricerca espressiva Ex macello. Nel frattempo nella ‘piazzetta live’, creata nel cortile del circolo Arci, a partire dalle 17 avrà luogo la finale del concorso di gruppi musicali avviato tramite facebook nel mese di aprile. I gruppi selezionati per la finale si esibiranno tra le 17 e le 21; i primi due gruppi, valutati da una giuria e dal pubblico, riceveranno un buono d'acquisto di materiale musicale per crescere nel loro percorso artistico. A completare la serata, le esibizioni dei tre gruppi più affermati di Castel Bolognese: i Koppertoni, accompagnati dalla Folkband, gli Herbamate e gli Harem, che vantano esibizioni in tutta Italia, produzioni proprie di brani inediti e un risultato che mescola rock'n roll demenziale, stoner e rock italoamericano. A seguire, avverrà la premiazione dei due migliori gruppi in concorso, il primo dei quali avrà la possibilità di esibirsi nuovamente, nel clou della serata, portando così a termine questa edizione di CastelRock2011. Entrambe le locations del CastelRock saranno colorate con gli allestimenti di artisti locali e/o alcune bancarelle a tema.

Notizie Brevi Workshop sul fumetto VITERBO - Arci Viterbo, Jesce Sole e Allimprovviso organizzano il workshop-laboratorio Intensivo di disegno e tecniche del fumetto tenuto dal fumettista Giorgio Santucci. Quattro appuntamenti, il 26 e 27 maggio e il 2 e 3 giugno, per un totale di 16 ore complessive, che si terranno presso la sede del circolo Arci Jesce Sole in via Santa Rosa 5. Info: culturavt@arci.it

Spettacolo su Ginsberg TORINO - Appuntamento al Caffè Basaglia il 27 maggio alle 21.30 con Vita (molta), morte (nessuna) e miracoli (alcuni) di Allen Ginsberg. Lo spettacolo, del gruppo teatrale ProgettOrlovsky, richiama le serate in cui i poeti della cosiddetta beat generation si immergevano in un intenso flusso di parole, musica ed emozioni; il reading alterna, infatti, letture ad improvvisazioni musicali e teatrali. La scelta dei testi vuole rendere omaggio a uno dei maggiori poeti statunitensi della seconda metà del ‘900. ProgettOrlovsky cerca di rispettare la ‘parola’ della poesia,

svincolandola da qualsiasi interpretazione indebita, isolando in quattro tematiche centrali la produzione lirica di Ginsberg: la droga, l'amore, gli amici, la madre. Info: www.caffebasaglia.org

Ultimo evento di Artincultura ROMA- Il 27 maggio dalle 18 in via Goito 35/b si terrà l’ultimo evento Artincultura 2011. In programma un concerto musicale del gruppo Hertz che eseguirà diversi brani acustici sul tema dell’interazione tra popoli e culture. Inoltre la fotografa Giuditta Martinicchio inaugurerà la sua mostra Noi con la quale l’artista ha deciso di documentare l’attività di servizio civile svolta dai volontari di Arci Solidarietà onlus quest’anno. La mostra rimarrà esposta dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 17.30. Info: www.arcisolidarietaonlus.eu

Recital sugli artisti del ‘900 COMO - Al circolo Xanadù il 25 maggio a partire dalle 15 va in scena il recital Il nostro secolo, artisti del ‘900 a teatro, testo e regia di Miriana Ronchetti, letto e interpretato da Alessan-

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dro Baito, Katia Trinca Colonel, Miriana Ronchetti. È un recital multimediale con tecniche di narrazione, proiezioni di volti, opere pittoriche, brevissimi flash cinematografici, musiche classiche del ‘900. 70 minuti di una rappresentazione composta con grande ammirazione e rispetto verso il mondo dell’arte ‘vera’, per condurre lo spettatore in un caleidoscopio di volti, suoni, parole, immagini che hanno fatto un’epoca. Info: www.arcixanadu.it

Libertà va cercando AREZZO - Il 25 maggio alle 21,45 presso il circolo Aurora Riccardo Marasco, testimone indiscusso del patrimonio musicale della tradizione toscana, presenterà Libertà va cercando, canti del Tricolore dal repertorio popolare del Risorgimento italiano. L'artista toscano ha scelto, ‘spigolando’ fra i canti sociali nati e propagatosi nei quasi 130 anni dell'impegno risorgimentale, un repertorio capace di tracciare un ritratto intimo del Risorgimento, lontano da ruffiani revisionismi e da retorici trionfalismi, centrato sull'uomo colto nelle sue

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umane quotidianità. Ingresso libero. Info: arezzo@arci.it

Serata sulla genitorialità LEGNAGO - Promossa dal comitato territoriale la serata incontro dal titolo Genitorialità tra radici e ali: crescere bambini autonomi, tra regole ed iniziativa personale, che si tiene martedì 31 maggio alle 20.45 presso la Sala civica di Legnago. Un’occasione di incontro e di riflessione con quanti hanno a cuore il benessere dei bambini, riconoscono la complessità e la delicatezza del ruolo educativo e sono consapevoli dell’importanza che rivestono i primi anni di vita. Conducono l’incontro le educatrici Cinzia Segala e Michela Tria. Info: legnago@arci.it

Con l’Arci Caos Jovanotti PARMA - Ultimo appuntamento con la rassegna Musica di primavera, promossa dall’Arci Caos in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Parma. Il 26 maggio attesissimo Lorenzo Jovanotti al Palacassa (Fiere di Parma). Info: parma@arci.it


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A Ronco Campo Canneto tra musica e buona cucina si tiene la prima Festa dell’estate

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A Ferrara torna il Festival dei diritti Sta per iniziare a Ferrara la IX edizione del Festival dei diritti, promosso tra gli altri da Arci Rer e Arci Ferrara. Tre giorni di incontri, dal 25 al 27 maggio, che coinvolgeranno le scuole della provincia ma anche tutti gli interessati al tema dei diritti. Gli eventi sono infatti a ingresso libero. Si comincia il 25 maggio alle 17.30 al Cafè de la Paix con la presentazione del libro Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l’economia, con la partecipazione dell’autrice Elena Sisti. Il 26 maggio stessa location, con appuntamento alle 18, per l’incontro Io donna e la Palestina con le testimonianze di alcune volontarie che hanno partecipato a progetti di sviluppo agricolo in Palestina, e a seguire la proiezione di Melograni e mirra, un film che affronta il modo in cui una donna deve fronteggiare le diverse realtà della vita nella Palestina contemporanea, rifiutando al contempo di dover essere definita dalla realtà stessa che la circonda. Si conclude il 27 maggio alle 21 con lo spettacolo teatrale In Khaim, presso la Sala Estense. Info: ferrara@arci.it

le serate sono ad ingresso gratuito. Come sempre, sarà la musica dal vivo la protagonista della due giorni di Ronco: musica e ottimo cibo, musica e ottima compagnia, connubi da anni perfettamente riusciti. Il 27 maggio si inizia alle 22.30 con gli scatenatissimi Divina, che proporranno una coinvolgente dance musical ad alto tasso adrenalinico con le migliori hits della dance 70/80. Fantastiche interpretazioni in rigoroso stile vintage di artisti indimenticabili quali Madonna, Village People e Bee Gees. Quello che una super live-show band come i Divina riescono a fare è proprio ricreare quell'atmosfera e quelle sensazioni, dove la musica è l'elemento centrale di un set e non solo una fredda colonna sonora. Portano uno spettacolo assolutamente coinvolgente, adrenalinico, in cui le coreografie ed i costumi fanno da contorno ad una elettrizzante scaletta di incredibili hits. Luci, colori e live music per una esaltante serata in movimento. Allo spettacolo musicale dei Divina seguirà la musica di Dj Frambo, che accompagnerà fino a tarda notte tutti i partecipanti.

Il 28 maggio, dopo l’Ape-rock, aperitivo a suon di musica live a partire dalle 19, alle 22.30 si riprende con lo spettacolo di Alberto Camerini, re delle piste da ballo, icona del trash ed artista eclettico del rock amato da tutti i fan del punk e della disco music! Chi non ricorda la sua canzone Rock'n'roll robot? Il famoso tormentone che, presentato a Festivalbar nel '81, ha spianato a Camerini la strada per la vetta del successo. Oggi Alberto Camerini continua un percorso musicale di ricerca e sperimentazione della forma musica e a Ronco Campo Canneto presenterà il suo nuovo spettacolo In love with a killer, con Liudmila Markova e Chiara Napoli. Info: arci.rcc@libero.it

PALERMO Al Malaussène il 28 maggio a partire dalle 21.30 spettacolo di musica e letture sul tema del rapporto tra uomo e natura che vedrà l'esecuzione dal vivo dei brani, reinterpretati, della colonna sonora del film Into the wild

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l circolo Arci Ronco Campo Canneto di Trecasali, realtà associativa comunitaria, vivace e forte di centinaia di soci, dal 2003 inaugura la stagione estiva degli spettacoli all'aperto con la prima Festa dell'estate, evento che ha luogo presso il parco delle Scuole elementari del paese. L’evento, che ormai da tradizione si svolge nell'ultimo weekend di maggio, rappresenta un interessante appuntamento al quale prendono parte, oltre a grandi protagonisti della scena italiana, famosi artisti affermati a livello nazionale e giovani promesse musicali del territorio. Si tratta, inoltre, della prima traccia del progetto regionale Festa della Musica, organizzata in collaborazione con l'Arci di Parma. È inoltre da sempre un appuntamento gastronomico all'insegna dell'ottima cucina. Un incontro tra piatti e cibi della tradizione, socialità e musica da ballare. L'evento è organizzato in collaborazione con la sezione Aido di Trecasali, un modo per promuovere la cultura del volontariato locale. Quest'anno l'importante rassegna musicale si svolgerà venerdì 27 maggio e sabato 28 maggio; entrambe

All’Arci Bitte il Ragnarock Nordic Festival con scambio interculturale tra paesi Il 28 maggio all'Arci Bitte di Milano inizia la quinta edizione del Ragnarock Nordic Festival, la rassegna che invita allo scambio interculturale tra Italia e paesi nordici. Tante le attività che spaziano dalla cultura letteraria, alla gastronomia, alla musica. L’appuntamento comincia alle 17 con l’apertura dello stand dedicato al turismo e la possibilità di partecipare a lezioni di lingua svedese e delle altre lingue scandinave tenute dagli studenti di scandinavistica dell’Università degli Studi di Milano. Alle 18.30 Mikael Niemi, autore svedese, presenterà il suo nuovo giallo-poliziesco L’uomo che morì co-

me un salmone. Alle 19.30 il seminario sulla gastronomia scandinava Mangiare e bere in Scandinavia tenuto da Anna Brännstrom, docente della Statale di Milano con buffet a base di specialità della Lapponia svedese. Dalle 21.30 spazio alla musica con le band più in voga sulla scena musicale del nord Europa: At Mezzanine Level, band vincitrice del Ragnarock music contest; Basko Sthlm, giovane gruppo indie di Stoccolma; Lars and the hands of light, quartetto danese guidato dall’eclettico Lars Vognstrup. Si chiude a mezzanotte con Black Candy & Dave Rodriquez.

A Torino artisti per l’acqua bene comune A sostegno della campagna referendaria per l’acqua pubblica, l’Arci Torino ha organizzato per domenica 29 maggio una maratona musicale con alcuni dei moltissimi musicisti che hanno aderito all’appello che sostiene il referendum. In particolare, a partire dalle 17 si alterneranno sul palco del Lapsus, in via Principe Amedeo 8, i seguenti gruppi/artisti: Mao, Santabarba, El Tres, Republic Square,

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Sick Rose, Monelli Antonelliani, Klan Destyno, Eroi a tempo perso, Gigi Così e la Bandina. Sarà inoltre allestito un banchetto per sensibilizzare e informare tutti quelli che parteciperanno all’appuntamento. Interverranno rappresentanti del comitato torinese 2 Sì per l’acqua bene comune e Beppe Melchionna per l’Arci Torino. Info: www.arcitorino.it


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società

Arci Servizio civile presenta il VII Rapporto annuale. Un articolo di Licio Palazzini presidente ASC SC presenta a Roma il 26 Maggio il suo VII Rapporto Annuale che si riferisce all'anno 2010 quando 1786 giovani (erano 1581 nel 2009) hanno partecipato ai progetti messi a bando. Progetti per il 44% (era il 39%) facenti capo alle 5 associazioni nazionali che compongono ASC Nazionale. Questa presentazione segue di pochi giorni l'esplicito riferimento ai giovani del SCN e alla loro concreta cittadinanza attiva del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano a Firenze in occasione dell'incontro con i giovani universitari. I dati che emergono parlano di giovani soddisfatti del SCN e che ritengono di aver accresciuto il loro capitale sociale e umano. È interessante notare che i giovani che accedono al SCN si distinguono per il bagaglio culturale (circa un terzo è laureato, una quota quasi doppia rispetto ai coetanei italiani (18,1%), per l'attitudine alla condivisione delle esperienze in forme organizzate, per l'interesse per la politica, per una consuetudine con il mondo del volontariato e per l'interesse alla spinta formativa dell'esperienza di servizio civile. Significativo l'aumento della richiesta di certificazioni delle competenze acquisite poiché tra le molle che

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portano al SCN vi sono il desiderio di accrescere la propria formazione e quello di intraprendere un percorso di crescita personale. Attese che appaiono soddisfatte: il SCN consente di acquisire skill spendibili nel mondo del lavoro e, dando corpo alla solidarietà, di accumulare anche capitale civico. Capitali spendibili quindi non solo a livello individuale ma appannaggio della collettività. L'approfondimento tematico di questo Rapporto è dedicato agli OLP, cioè ai referenti dei giovani durante l'anno di SCN e, accanto alle prevedibili difficoltà, è emersa la capacità di trasmissione delle competenze e soprattutto la memoria sociale che essi hanno accumulato, consegnando alle associazioni una miniera di materiali culturali e organizzativi. Il contesto in cui questa presentazione avviene, se è tradizionalmente critico per i tagli alle risorse finanziarie, precipitate da 300 milioni nel 2008 a 110 milioni nel 2011, è invece più acceso sul piano delle prospettive culturali. L'avvio oramai imminente della sperimentazione di un progetto di SCN di difesa civile e nonviolenta, la riproposizione della mini naja, il vuoto governativo alla proposta dei giovani in SCN di attivarsi per l'acco-

Cultura... scontata i tanti vantaggi di avere in tasca la tessera Arci

www.arci.it/associarsi - convenzioni@arci.it

Slow Fish 2011 la specie in più: i pescatori

LOOK: Voci del futurismo. Trent’anni d’avanguardia

GENOVA - Fiera di Genova, dal 27 al 30 maggio. Torna alla Fiera di Genova Slow Fish, manifestazione internazionale a cadenza biennale giunta alla quinta edizione, dedicata al mondo ittico e agli ecosistemi acquatici. Attraverso convegni, incontri, laboratori e degustazioni si affrontano temi legati alla produzione sostenibile di pesce e al consumo responsabile. Info: www.slowfish.it

ROVERETO (TR) - Mart di Rovereto, fino al 12 giugno. Voci del Futurismo rappresenta un'originale rivisitazione di una parte del patrimonio del Mart. Opere di Fortunato Depero, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Enrico Prampolini, Gino Severini, Filippo Tommaso Marinetti, Tullio Crali, Luigi Russolo, Ardengo Soffici, Thayaht. Presenti anche artisti meno noti, la cui conoscenza è tuttavia fondamentale per comprendere la coralità di voci che caratterizzò l'avanguardia futurista. Info: www.mart.trento.it

Caporossi - Pirri. Hic lacet Corpus ROMA - Museo Carlo Bilotti, fino al 15 giugno. Il titolo Hic Iacet Corpus evoca scomparsa, sottrazione, assenza e nel contempo indica un luogo che è come una casa da cui il corpo è già andato via. Restano quindi solo le tracce, le impronte, i frammenti che ha lasciato. Riccardo Caporossi e Alfredo Pirri - due protagonisti dell'arte italiana, l'uno attivo sul fronte della perfomance teatrale, l'altro delle installazioni ambientali - in questa occasione ricoprono il doppio ruolo di artisti e curatori. Info: www.museocarlobilotti.it

glienza degli immigrati e il loro inserimento sociale mettono al centro del dibattito la relazione inevitabile fra SCN e pace. Anche per rifiutarla come emerge da alcune posizioni di Lega Nord ma che trovano consensi anche fra alcuni amministratori pubblici. Per questo ASC, nel prendere atto dello stallo della riforma parlamentare, chiede a Giovanardi e all'UNSC di inserire nella progettazione elementi più stringenti di collegamento fra ogni progetto di SCN e l'educazione alla pace dei giovani, facendo partire dal basso un processo culturale e esperienziale che davvero faccia assumere al SCN l'identità di istituzione della Repubblica che contribuisce alla formazione civica e alla pace dei giovani. Info: presidente@arciserviziocivile.it

Hanno collaborato a questo numero Marco Andrei, Federico Bernini, Francesco Camuffo, Marino Canzoneri, Enzo Di Rienzo, Alessandro Fornasari, Rosaria Gatta, Claudio Graziano, Licio Palazzini, Giuliana Sgrena, Simone Siliani, Alfredo Simone, Franco Uda In redazione Andreina Albano, Maria Ortensia Ferrara, Carlo Testini Direttore responsabile Emanuele Patti Direttore editoriale Paolo Beni Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Progetto grafico Sectio - Roma Cristina Addonizio Editore Associazione Arci Redazione Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005

Marcando la storia ROMA - MACRO Testaccio, fino al 28 maggio. La mostra, curata da Antonio Romano, uno dei maggiori esperti di marchi e design, divisa per decenni, rappresenta una finestra e un'osservazione sull'evoluzione della nostra società e dei suoi stili di vita negli ultimi cinquanta anni (1960-2010), con un occhio anche al decennio che ci porterà alle prossime Olimpiadi. Info: www.macro.roma.museum

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specialereferendumacqua

Pubblichiamo il manifesto, realizzato da Arci Torino, con gli artisti che sostengono la campagna referendaria per l’acqua pubblica

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arcireport del 24 maggio 2011  

Arcireport numero 20/2011: referendum, elezioni amministrative, ambiente, concerti e news dall'associazione e dintorni

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