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L’Eco dal Santa Caterina n. 4 – Anno II, Gennaio 2014

22 dicembre 2013

Redazionale Abbiamo più volte sollecitato tutte le componenti del nostro Istituto a contribuire fattivamente all’iniziativa di questo periodico, che rimane un punto di riferimento per le attività della Scuola e di informazione per chi all’esterno di essa vuole sapere di più. Non abbiamo fino ad oggi trovato una risposta positiva, quell’entusiasmo che nasce dalla condivisione di un progetto finalizzato non ad “apparire” personalmente, ma ad informare, a rappresentare un riferimento per temi ed opinioni degni di essere dibattuti, ad affermare il senso di appartenenza ad una realtà scolastica che troppo spesso è giudicata dal “gossip cittadino” e non dalla realtà dei fatti. In un precedente numero i ragazzi del Liceo hanno avanzato delle proposte, che poi non si sono concretizzate in partecipazione attiva e consapevole (costume italico !). E allora, siccome riponiamo fiducia in questa pubblicazione, che in altri istituti sarebbe ben più valorizzata e considerata, effettuiamo un “blitz” per questo numero, inserendo le informazioni che alcuni hanno ancora la bontà di inviarci e gestendo gli altri spazi con nuove rubriche, al momento gestita dalla Redazione, ma volutamente provocatorie nella speranza di far capire l’importanza della comunicazione che stiamo producendo. Riusciremo nel nostro intento ? Non lo sappiamo, ma intanto lanciamo la sfida a docenti e ad alunni affinché ciò che è stato fatto non vada perduto per ignavia. f.to Mario Bruselli In questo numero : 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

Buon Anno dalla Scuola dell’Infanzia Il cinese a scuola I crucipuzzle per bambini Robofesta : un riconoscimento a Emma Giunchi Perché studiare latino ? Il latino nella società moderna Violetta : ultimo fenomeno in TV Recensione film : “sole a catinelle” di Cecco Zalone

Istituto Arcivescovile Paritario Santa Caterina

56127 – Pisa, Piazza S.Caterina n. 4. tel. 050.55.30.39 e_mail : info@scaterina-pisa.it; http//www.scaterina-pisa.it

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SCUOLA DELL’INFANZIA

Buon Anno a tutti …… e ben ritrovati!!! Il nuovo anno è iniziato ed i nostri bambini sono rientrati a Scuola con ancora vivo il ricordo della Festa di Natale che venerdì 20 dicembre scorso, li ha coinvolti insieme agli amichetti del Nido “Il Birichino”, in una giornata all’insegna dei canti e della gioia del Natale insieme alle proprie famiglie. I nostri bambini si sono esibiti nell’ Aula Magna dell’Istituto con canzoni festose insieme alle insegnanti principali, l’insegnante titolare del progetto di madrelingua inglese e l’insegnante titolare del progetto di musica. Dopo l’esibizione, bambini e familiari hanno potuto ammirare la mostra dei lavoretti dei bambini dell’ Asilo Nido “Il Birichino” lungo i corridoi dell’Istituto e insieme a loro, hanno proseguito i festeggiamenti consumando il buffet gentilmente offerto dai genitori ed allestito presso la Scuola dell’Infanzia. Questo festoso evento è stato una piacevole occasione per promuovere la continuità tra Asilo Nido e Scuola dell’Infanzia ed è stato reso speciale dall’arrivo a sorpresa di Babbo Natale che ha distribuito piccoli doni a tutti i bambini presenti. Attualmente i bambini di 4 e di 5 anni hanno iniziato il Progetto di Disegno, mentre i bambini di 3 anni inizieranno a febbraio il Progetto di Pittura. Le insegnanti sono state impegnate sabato 11 e domenica 12 gennaio scorso, nell’ Open Day organizzato dall’Istituto. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 1° febbraio e la Scuola dell’Infanzia rimarrà aperta dalle ore 15,00 alle ore 18,00…Vi aspettiamo numerosi !!!

E l e n a M a r r o n i

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Good-bye Qian-Qian! Qianqian è una ragazzina cinese di dieci anni ed ha frequentato la nostra scuola per circa due mesi. I suoi compagni di classe hanno interagito con lei giocando e conversando in inglese, a gesti e in un fantasioso italocinese. Durante le settimane di permanenza di Qian-Qian a scuola è stato attivato un corso pomeridiano di lingua cinese rivolto agli alunni delle ultime classi della scuola primaria e agli alunni della scuola secondaria di I grado e tenuto dalla professoressa Shan Lingling, madre di Qian-Qian e docente presso il Centro Linguistico Interdipartimentale dell’Università di Pisa. L’insegnante madrelingua, affiancata a turno da un docente del nostro istituto, ha acceso l’interesse, la curiosità e l’entusiasmo per la nuova lingua con professionalità e simpatia. Le settimane con Qian-Qian a scuola e il corso di cinese sono volate in un battibaleno e in classe è rimasto un banco vuoto e tanti origami nascosti tra i quaderni. Il vento d’oriente ci ha rallegrati, arricchiti, entusiasmati. Un bel ricordo d’autunno. Un’apertura, quella del nostro Istituto, che sicuramente segna l’inizio di un percorso di avvicinamento ad un mondo culturale ricco di fascino. Una promessa, quella che il nostro Preside ha strappato all’insegnante di cinese, che ci lascia sperare in un ritorno, a primavera, del vento d’oriente.

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Un riconoscimento dovuto ad una allieva esemplare. La redazione

Emma Giunchi

Il Ministro Carrozza alla Robofesta: «È bello vedere tanti giovani sfidarsi a colpi d'ingegno». Il video Tra tecnologia, agonismo e divertimento, si è svolta la 19.ma edizione all'Ipsia Fascetti. Anno II – 2013/2014

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Perché studiare latino ? E' questa la domanda, che quasi puntualmente ogni docente si sente rivolgere dai propri alunni, nel momento in cui sta dando inizio ad un corso di latino in un istituto superiore. Una domanda da non considerare impertinente o inopportuna perché, quasi sempre, o frutto di una conoscenza alquanto superficiale della nostra stessa lingua, l'italiano, che del latino è un discendente diretto, oppure conseguenza di una scarsa conoscenza della storia. Infatti la storia d'Italia, ed in particolare la storia di Roma, registra le tappe compiute dalla civiltà e dalla lingua di Roma, dalla nascita di questa città al suo lento declino. La lingua latina, come è noto, al culmine della sua diffusione nel mondo antico, rappresentò una vera lingua universale, parlata e scritta da popoli diversi fra loro per stirpe, cultura ed origini. Infatti essa si diffuse entro gli ampi confini costituiti dall'Impero Romano, e ne seguì le varie complesse vicende. Il latino, parallelamente all'espandersi della potenza romana, divenne lingua universale, cioè parlata o compresa da tutti, al punto che un africano poteva benissimo capire un abitante della Gallia, così come, ad esempio, un abitante dell'Europa orientale poteva agevolmente conversare con un cittadino della penisola Iberica. La lingua, successivamente, subì un lento processo di trasformazione ed evoluzione (fenomeno comune a qualsiasi lingua, sia antica che moderna), legato soprattutto al dissolversi di questo immenso organismo creato dai Romani. Una traccia ben visibile di tale processo rimane tuttora nel patrimonio linguistico di tante lingue parlate e diffuse nel mondo, quali lo spagnolo, il portoghese, il francese e soprattutto l'italiano. Tutte queste lingue, a cui se ne possono aggiungere altre di più limitata diffusione, hanno, dunque una comune origine facilmente avvertibile nel momento in cui se ne esamina un testo scritto e talvolta anche parlando, poiché si ritrovano termini ed espressioni a noi familiari.

Studiare il latino, allora, significa ritrovare le radici comuni di queste lingue. Ma non è tutto qui il valore ed il significato dello studio della lingua: una interpretazione così riduttiva creerebbe la erronea convinzione che il latino interessi solo una ristretta elite di specialisti e studiosi di fenomeni linguistici. Al contrario, esistono motivazioni valide e profonde perché gli studenti si avvicinino con interesse e senza prevenzioni a questa lingua. Fra le tante, desideriamo evidenziarne solo alcune. Anzitutto va detto che in latino furono scritti tutti i codici, ossia quelle raccolte di leggi che costituiscono la base per la civile ed ordinata esistenza della società, la base insomma, della stessa convivenza umana. Tali leggi rappresentano, tuttora, le fonti del Diritto vigente non solo in Italia, ma in tutto il mondo occidentale; in breve, un punto di riferimento obbligato. Studiare e conoscere le leggi, dunque, equivale a conoscere se stessi, le proprie radici storiche e culturali. Inoltre, è noto che in latino furono scritti tutti i più importanti testi di cultura, di letteratura, di filosofia ecc., testi che hanno trasmesso a noi moderni un inestimabile patrimonio di idee, di cui ancora sentiamo gli effetti. Ma non è tutto. Lo studio del latino, quando è condotto con amore e sensibilità, diventa una mezzo estremamente efficace per affinare e migliorare la nostra lingua madre. Infatti, quel processo mentale che viene messo in atto ogni qualvolta si affronta un testo latino per tradurlo ed interpretarlo, fa sì che la nostra capacità di esprimerci venga a risentirne positivamente, con un effetto di arricchimento del vocabolario, del lessico e specialmente della proprietà di linguaggio. Effetto, questo, ben noto a chi ha avuto una lunga pratica e dimestichezza con testi latini! In sostanza, non vogliamo, né possiamo attribuire al latino una funzione utilitaristica, mettendolo sullo stesso piano di una qualunque lingua moderna, come strumento quotidiano di comunicazione. D'altra parte intendiamo respingere fermamente l'opinione piuttosto diffusa, secondo la quale il latino "sarebbe" fine a sé 1 stesso, proprio in base a quanto è stato detto sopra. Riteniamo, comunque, che gli allievi sapranno valutare l'esatta importanza della lingua, non solo con i ragionamenti altrui, ma anche con la propria esperienza. L'essenziale è che i giovani non siano prevenuti nei confronti della lingua dei nostri padri, ma si accostino ad essa con l'interesse e la curiosità di apprendere, tipica della loro età.

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IL LATINO NELLA SOCIETA’ MODERNA

Sapreste formulare le domande in base alle risposte ? Scriveteci

Quale è la traduzione della vignetta ????

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Dalla serie è stato tratto anche uno spettacolo cinematografico, intitolato ‘Violetta – L’evento’, che è uscito nelle sale italiane lo scorso 18-19 maggio 2013. L’evento in due giornate ha dominato il botteghino di quel weekend portando nelle sale 300 mila spettatori e incassando 2 milioni di euro. Numeri record anche per la produzione musicale: i primi tre album hanno venduto più di 100 mila copie, riscuotendo ben tre dischi d’oro e attirando oltre 150 mila spettatori negli ultimi concerti Nell’ottobre del 2012, ha debuttato in Italia anche la rivista ufficiale della serie, diretta da Veronica Di Lisio, che vende ogni mese oltre 400 mila copie e offre gli stessi contenuti di quella argentina.
L’album di figurine Panini è già alla seconda edizione. E il ‘Diario di Violetta’, pubblicato dalla Disney, è stato tradotto in 6 lingue, seguito da ‘Violetta. Storia di un successo. Dietro le quinte della serie tv’. Libri che sono divenuti best seller e occupano le prime posizioni della classifica italiana di ‘Children Books

Il fenomeno di Violetta continua a crescere. Tv, web, cinema e concerti, la fortunata serie argentina ha raggiunto numeri impressionanti, come conferma l’infografica elaborata da Centimetri.

Tra i motivi del successo di Violetta, la figura della protagonista, che rappresenta il modello dell’adolescente ideale, e la scelta di inserire un talent show nella serie. Ma soprattutto il fatto di essere una fiction che trasmette valori positivi

La serie, prodotta da Disney Channel Latin America e da Disney Channels Europe, Middle East and Africa, in collaborazione con l’argentina Pol-ka, ha ricevuto fin dagli esordi un’accoglienza molto positiva da parte dei più piccoli e, soprattutto, dalle più piccole, che da allora si fanno chiamare ‘V-Lover’. La prima stagione ha debuttato in America latina nel maggio del 2012, arrivando in Italia nel settembre dello stesso anno. La prima puntata della prima stagione è stata la più vista dagli under 18 nella storia dei canali Disney. In media, la serie è stata vista da 200 mila telespettatori a puntata. La seconda stagione ha registrato una media di ascolti persino superiore alla prima, per un totale di 405 mila spettatori complessivi solo su Disney Channel Italia (ma è su Rai Gulp uno dei programmi più seguiti). Le riprese della terza stagione inizieranno ad aprile Su internet, ‘Violetta’ ha raggiunto 24,4 milioni di visualizzazioni Su YouTube, mentre la fan page di Facebook conta circa 800 mila iscritti. Nella community ufficiale, Violetta ottiene ogni mese oltre 220 mila nuovi fan e la pagina italiana è la quinta nel nostro Paese per interazione tra i membri. Anno II – 2013/2014 S u i

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Paolo D’agostini - la Repubblica:

Fabio Ferzetti - Il Messaggero: (…) Al terzo film l’irresistibile comico-cantante pugliese e il suo regista Nunziante alzano il tiro con una sceneggiatura molto più costruita, ma soprattutto sparano a 360 gradi. E il cafone che dice sempre la verità dei primi film diventa un cafone un po’ schizofrenico. Fatalmente fedele a se stesso, con gag e battute a piovere (meno cattive del solito). Ma anche perfetto trasformista, a modo suo s’intende, come uno Zelig levantino (…) Qui pesano il tentativo di superare le strette del comico “puro” evitando la facile satira, e l’ipoteca sentimentale. Maurizio Acerbi - il Giornale: (…) Una sceneggiatura troppo banalotta, che si perde per strada, con il sapore dell’occasione perduta. Si ride, comunque, ed è il motivo per cui la gente fa la fila per andarlo a vedere al cinema: le battute divertenti sono tante e strappano risate fragorose. (…) Un passo indietro per Zalone, ma la gente non ci farà troppo caso.

Checco Zalone è il fenomeno comico dell’ultimo lustro. Un po’ normalizzati o sterilizzati in senso meno dialettalbarese, i suoi cavalli di battaglia restano la lingua sgrammaticata, le oscenità porte con un certo stile, il sottile equilibrismo che gli fa sparare scorrettezze politiche (le donne bersaglio fisso) salvo subito suggerire con un sorriso che era solo una battuta. Sole a catinelle gioca intorno al dilemma dei valori. Il personaggio Checco è effettivamente vaccinato dalle cattive tentazioni e fedele all’ideologia del “resto umile” oppure fa sue le suggestioni individualiste dell’imprenditore di se stesso con qualche appendice poco pulita? Naturalmente siamo su un piano farsesco. Lo stesso di Totò cui non è improprio richiamarsi. In livrea di cameriere d’hotel, Checco s’intrattiene con i clienti manager per commentare l’andamento del Dow Jones. Ma la moglie operaia cassintegrata lo caccia. Lui non si abbatte e imbarcato il figlioletto se lo porta in giro per l’Italia. Zalone fa bene a sfruttare l’onda contagiosa della sua simpatia e del suo talento. Ma è intelligente e sa che il cinema è un’altra cosa. Paolo Mereghetti - Corriere: Difficile essere sempre all’altezza di Checco Zalone, soprattutto dopo gli straordinari successi dei primi due film. Ma è difficile soprattutto quando si lascia la «vecchia» strada — quella di una struttura narrativa ultrabasica che si annullava di fronte alle gag—per una nuova via, più ambiziosa. Più «cinematografica». (…) Per Sole a catinelle (un titolo che continua la—scaramantica?—«metafora » metereologica) Medici e Nunziante hanno immaginato una struttura se non più complessa certamente più ambiziosa. (…) Ed è qui che il film scricchiola, perché Zalone continua a far ridere ma le sue «spalle» lo fanno molto meno. (…) Mi sembra cioè che Luca Medici e Gennaro Nunziante non abbiano saputo portare fino in fondo le loro scelte: la storia che hanno scelto di raccontare non è né un semplice canovaccio su cui appoggiare le invenzioni comiche (sulla tradizione dei fratelli Marx, tanto per ricordare che può essere una strada di tutto rispetto) ma non permette nemmeno la creazione di un personaggio a tutto tondo, capace di reggere sulle sue spalle il peso intero di un film. Anche perché il mondo è molto cambiato e non siamo più ai tempi di Totò e Peppino, quando bastava dividere le persone in «buone» e «cattive»: Zalone richiama molto la comicità del principe de Curtis, e come lui spesso è irresistibile (indimenticabile la battuta sull’eutana-zia), ma c’è bisogno di un po’ più di spessore per reggere la crescita di ambizioni che si legge dietro Sole a catinelle.

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Nº 4 Anno 2 L'Eco dal Santa Caterina