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Redazionale

Anche al Santa Caterina dall’inizio dell’anno scolastico è approdata la “rivoluzione digitale”: registro on line, presenze, voti, registrazione colloqui, materiale didattico, compiti e quanto altro sono solo alcune delle voci che fanno riferimento ad una “nuova frontiera” della scuola italiana. E il nostro Istituto non si è lasciato sorprendere, anzi ha anticipato i tempi con sensibilità e lungimiranza. (continua all’interno)

In questo numero : 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

Redazionale : la rivoluzione digitale Dall’Infanzia con sorriso Indovina indovinello (soluzioni e classifica) Un eroe mai cantato Il sentiero della Primaria Il diario di Marghe Anche Santa Caterina a 2.0 I colori della vita Incontro a Firenze con Visco

Istituto Arcivescovile Paritario Santa Caterina 56127 – Pisa, Piazza S.Caterina n. 4. tel. 050.55.30.39 e_mail : info@scaterina-pisa.it; http//www.scaterina-pisa.it

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Qui Scuola dell’Infanzia Lunedì 7 gennaio siamo tornati a scuola dopo le vacanze natalizie con il ricordo dei nostri disegni, esposti durante il Presepe Vivente, e della gioia per i canti della nostra Festa di Natale, trascorsa festeggiando con i genitori ed i nonni dei nostri bambini. I bambini di 3 anni hanno trovato ad accoglierli una nuova maestra, R.Chiara. La nostra Benedetta infatti è stata sostituita perché in dolce attesa: AUGURI BENEDETTA Tutti i tre gruppi hanno ripreso le loro attività didattiche ed i bambini di 5 anni inizieranno adesso il tanto atteso percorso di pre-scrittura e pre-calcolo, che li avvierà verso la Scuola Primaria. Infatti inizieremo presto anche il programma di continuità Infanzia-Primaria, che porterà i bambini di 5 anni a conoscere i locali e le insegnanti che frequenteranno il prossimo anno scolastico. A fine gennaio, prenderà inizio il Progetto di giocoscherma, riservato ai bambini di 5 anni.

( E . ELENCO BAMBINI

AUTORI DEI DISEGNI PER IL PRESEPE VIVENTE

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Riportiamo qui di seguito i nominativi di tutti i bimbi che d hanno contribuito alla realizzazione dei bellissimi disegni sul presepe, pubblicati nel numero speciale di metà gennaio. AUn plauso da parte di tutti noi della redazione

Dall’Infanzia col sorriso …

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- Durante l’attività didattica con le tempere…. I bambini stanno dipingendo una scheda del libro di testo… M.(4 anni) si avvicina alla maestra e le dice:<< Maestra, devo fare anche questo pesce con la dipinta? >> Elena Marroni

Maestra… Ieri sono andato dal Dottore e mi ha detto che in gola ho due ghiande grosse! >>

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Anni 5 Alice C., Brenda C., Camilla B., Eleonora M., Augusto B.D.P., Agata 4 G., Francesco S., Nicola L., Rafael F., Jacopo R., Marta B., Emanuele L., Lavinia M., Aurora M..

a Anni 4 n Martina T., Caterina C., Ginevra B., Costanza B.C., n Edoardo R., Giovanni Ortensio S., Federico S., Alessandro D., iAntonio M., Anna T., Giorgia M., Lucrezia

Bona C.N., Giulia D., Carlotta B., Margherita M., Nicole B.

(M. 4 anni) << Maestra… ma J. Prima di andare a dormire aveva tutti i denti…ora gliene manca uno!!! >> (L. 5 anni) ( E . e d A .

Un momento delle prove di recita per il Natale 2012

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4 a n


Qui Scuola Primaria Indovina indovinello … Ecco la seconda batteria di indovinelli; a seguito la classifica di chi ci ha fornito le prime risposte. 6. Cosa fanno 2 cani quando incontrano 3 cani? 7. Lavora soltanto se c'è qualcuno che la segue. 8. Qual è la stella che non risplende? 9. Appena lo alzi, vai in confusione. 10.Scende dalla nave prima dei passeggeri e dei marinai. La classifica provvisoria Nominativi Ludovico Lami Ada Di Bartolo Virginia Bellarmini Rizzo Martina Pietro Niccolini Sofia Pratesi Lucrezia Savoia Lavinia Canepa Matilde Presta Ludovica Pedetta Elena Sofia Mazzotta Francesco Venturi Federico Manghesi Federico Volpe Geanfranco Tobar Chafla Maria Migliori

Punti 5 5 5 5 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2

La nostra classe quest’anno partecipa ad un concorso che si chiama “Eroe Mai Cantato”. Lo scopo del concorso è quello di far conoscere le gesta compiute da qualcuno di speciale. Per questo, per partecipare, bisogna scegliere una persona che ha fatto (o fa ancora) qualcosa di bello durante la propria vita. Noi abbiamo scelto Maria Rita Tarquini, una maestra italiana che, da molti anni, si dedica ai poveri in Kenya. Il suo motto è una parola keniota: “Harambè” che significa “tutti insieme”. Infatti lei non lavora mai da sola, ma con tutta la comunità: lei aiuta a patto che tutti collaborino insieme, ciascuno con le sue capacità. Maria Rita dice che se abbiamo un sogno (e lo abbiamo tutti) lo possiamo realizzare! Tutti abbiamo una possibilità! Inoltre lei non solo realizza il suo sogno, ma aiuta gli altri a realizzare il proprio!! A noi piace quello che ci insegna e quello che fa e per questo vi chiediamo di aiutarci a farla vincere votandola e di spargere la voce! Per darle e darci il vostro voto: www.eroemaicantato.org – sezione VOTA e segui le istruzione per votare Maria Rita Tarquini – Istituto Santa Caterina di Pisa. FATELO DA TUTTI I COMPUTER CHE AVETE!!! I bambini della Classe IV Primaria

Le soluzioni: 1. Ha le ali, ma non le piume, vola nell'aria ma non cinguetta. L’aereo 2. Anche se ha la coda, non gliela pesti mai. Il pianoforte 3. Chi è che parla tutte le lingue del mondo? L’eco 4. Quando sono le ultime, sono sempre le prime. Le notizie 5. Arrivano di notte senza essere chiamate, spariscono di giorno senza essere mandate Le stelle

L’eroe mai cantato (V edizione) Cari amici, questo progetto è molto importante perché ci aiuta a trasmettere dei valori che ormai, nella nostra società, sembrano quasi dimenticati! Aderendo a questo progetto io, i miei bimbi e l’intero Istituto, vogliamo raggiungere tre obiettivi fondamentali: - contrastare la convinzione pericolosissima serpeggiante tra i giovani (e non solo) che l'agire umano è e sarà sempre insufficiente, facendo sperimentare alle classi un fare incisivo e ricco di conseguenze; - contrastare la percezione di una società fatta soprattutto di gnomi corrotti e opportunisti, facendo scoprire ai giovani le tante belle persone che ci vivono impercettibilmente accanto, e che costituiscono il vero grande tesoro della nostra società; - contrastare la convinzione che solo il denaro ha potere illimitato e testimoniare come la forza dell’AMORE verso il prossimo e la COLLABORAZIONE possa smuovere le montagne! Mi fa molto piacere condividere con voi l’entusiasmo dei miei bimbi che già stanno facendo propaganda non solo ‘sfruttando’ le reti dei propri genitori e amici (vedi Youtube, Facebook. Twitter ecc..) ma anche direttamente ed autonomamente negli ambienti che loro frequentano (parrocchia, corsi di teatro, attività sportive ecc..). Per questo mi associo alla loro voce e vi chiedo di sostenere il nostro progetto con il nostro stesso entusiasmo!! Divulgate il più possibile!! Harambé!!

Nella vita bisogna avere un sogno, se il sogno è piccolo la realizzazione è piccola, se il sogno è grande la realizzazione è quasi grande, ma se il sogno è IMMENSO […] riusciremo a fare delle cose grandiose, perché l’importante è CREDERE.. -

Maria Rita Tarquini

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Maestro Iman


Qui Scuola Primaria I disegni pubblicati nel Magazine Trimestrale Bambino

sarai tu !

Che cosa è per i bambini della I elementare “Il sentiero” di Gloria Rosa

Ai bambini che da sempre chiedono il perché delle cose è stato chiesto di fornire una spiegazione fantasiosa di alcune caratteristiche dei fenomeni che riguardano l’ambiente e la natura. La leggenda ‘Perché le lucciole brillano di notte’ è un esempio di come i bambini siano capaci di intrecciare piacevolmente la realtà con la fantasia.

Alessandra Putignano 4

Perché le lucciole brillano di notte Un giorno, quando ancora le lucciole non brillavano, un bimbo molto simpatico di nome Alby passeggiava in un bosco. Dopo un paio di metri incontrò un nido di lucciole e poi udì una vocina che gli disse:<<Non avere paura, noi siamo amiche dei bimbi!>>. Alby si spaventò e disse con voce impaurita:<<Vuoi venire a trovarmi?>> e la lucciola di nome Mougul rispose più forte che poteva:<<Sì!!!>>. Quella notte la lucciola, tenendo tra i denti una torcia per farsi luce, andò a casa di Alby, a fare un’ abbondante cena. Alby mangiò più veloce che poteva perché aveva la bocca molto più grande di Maugul. Alla fine della cena i due amici si salutarono e per sbaglio Alby diede una manata a Mougul, le fece ingoiare la torcia che aveva e il suo pancino brillò a più non posso, senza fermarsi mai. Da allora le lucciole ebbero il corpo che brilla di notte.

L.D. Classe III sezione B


Qui Scuola Secondaria di 1° grado Il diario di Marghe (4^puntata) Sabato 28 luglio - Le Olimpiadi di Londra

Venerdí 27 luglio - Al Bioparco di Roma

Caro diario, ieri ho visto in televisione la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra. Di solito non guardo lo sport in tv, ma visto che si trattava delle Olimpiadi questa volta ho fatto un'eccezione. Quello che ho visto mi é piaciuto tantissimo, soprattutto la sfilata degli atleti provenienti da tutto il mondo e il count-down con i palloncini bianchi che esplodevano. Però le due cose che mi sono piaciute di più sono state il filmato con la Regina Elisabetta e James Bond che si paracadutavano sullo stadio e la gag che Mr. Bean ha fatto con l'orchestra. Ho riso tantissimo e non vedo l'ora di guardare le gare degli atleti con mio padre.

Caro diario, oggi sono andata con mia madre a Roma e visto che ero già stata in questa bellissima città e avevo visitato tutti i suoi monumenti, abbiamo pensato che potesse essere bello fare un giro al Bioparco. La cosa interessante di questo zoo é che gli animali non sono chiusi in una gabbia ma stanno in zone che ricostruiscono il loro habitat naturale. Così, dopo aver fatto il biglietto, siamo andate a vedere il primo recinto dove ci sarebbe dovuto essere l'armadillo, ma noi non riuscivamo a vederlo. Alla fine abbiamo capito che questo si era seppellito a zampe all'aria sotto la sabbia. Infatti faceva molto caldo e tutti gli animali facevano a modo loro qualcosa per rinfrescarsi: l'armadillo si era seppellito, gli elefanti si ricoprivano di polvere con la proboscide e la leonessa si era sdraiata all'ombra in attesa di un po' di vento. A proposito: lo sai che quando siamo andate per vedere il leone abbiamo notato con grande preoccupazione che a dividere l'enorme felino da noi c'era soltanto un piccolo recinto di legno? Solo più tardi mia madre ha scoperto che in mezzo al leone e al recinto c'era un enorme fossato che ovviamente quella bestiaccia non poteva saltare. Ma lo spavento più grande del giorno mi é capitato al recinto delle scimmie: infatti mentre ero seduta a guardare questi animali dispettosi un orango ha tirato una botta al vetro con la mano facendomi perdere dieci anni di vita. Dopo di che io ho urlato disperata: "Mi serve un cuori-gramma, anzi no, mi serve un elettrik-shock!" Poi ho cominciato a insultare pesantemente la scimmia e me ne sono andata furiosa. Peró la cosa che mi é più piaciuta é stato il rettilario dove ho visto tanti bei ragni, serpenti e coccodrilli. Mi sono divertita tantissimo e spero di tornarci presto.

Domenica 5 agosto - Uno dei miei soliti sogni inquietanti Caro diario, scusa se ti sto scrivendo alle 03:00 del mattino, ma ho appena fatto un sogno inquietante e te lo voglio raccontare. Ho sognato di trovarmi in montagna, in mezzo ai boschi, in un posto tetro e scuro senza un'abitazione o un'anima in giro. Stava per diventare notte e il cielo grigio era ricoperto da una serie di nuvoloni che si muovevano velocemente. Io stavo camminando dove tirava più il vento, dove le foglie ancora verdi erano cadute dagli alberi e strisciavano per terra facendo un rumore sottile. Indossavo uno strano abito verde e nero, anche i miei occhi erano di un verde scuro e i miei capelli scuriti dall'ombra volavano spettinati accompagnati dal vento. All'improvviso un colpo di fulmine illuminò in lontananza una cappella costruita interamente in marmo, sopra di essa c'erano delle scritte nere. Mi avvicinai per guardare meglio e vidi che le scritte cominciavano a colare dalla pietra come se si sciogliessero, poi una raffica di vento mi spinse dentro la costruzione e la porta della cappella si aprì e si chiuse velocemente per farmi entrare. All'interno di essa c'era una specie di cimitero per giocattoli: le bambole, le trottole, i pupazzi e molti altri oggetti vecchi, rotti e bruciati si trovavano li. Ad un tratto mi venne da piangere per la tristezza, ma poi vidi uno specchio con una crepa ad un lato, ci guardai mentre mi asciugavo le lacrime e vidi un sacco di bambini che si divertivano con i loro giocattoli; vidi in particolare una bambina che allungò la mano attraverso lo specchio e mi diede la sua bambola. Questa aveva i capelli tagliati malamente, il viso sporco e un buco scuro al posto di un occhio. La bambina mi disse che la bambola si chiamava Abby e che forse io le avrei voluto bene. Poi ci fu un colpo di fulmine più forte degli altri e allora mi sono svegliata.

Margherita S. – classe III B

Nota di redazione. Il prossimo numero le pagine della Scuola Secondaria di 1° grado saranno dedicate alla giornata della memoria in uno speciale dedicato proprio a questo importante evento. Al momento non abbiamo quindi altro materiale da inserire se non quello che state visualizzando. Grazie della vostra cortese attenzione.

(n.d.r.)

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Qui docenti In questo ultimo periodo leggiamo spesso sulla cronaca dei quotidiani locali articoli che affrontano il tema della scuola italiana che deve adeguarsi ai tempi, rimodernando sistemi di informazione e comunicazione tra docenti, genitori ed alunni. Siamo di fronte a quella che è stata definita una “rivoluzione digitale”. in questo contesto non è nostra intenzione porre attenzione su altri aspetti sostanziali della questione che coinvolgerebbero l’alfabetizzazione informatica di docenti e genitori in modo capillare, le strutture, la didattica e i materiali, temi, come si può ben intuire, di maggiore portata rispetto ad una esigenza indubbiamente utile e necessaria sotto il profilo della trasparenza e della gestione. Vogliamo invece fornire alcune informazione relative al nostro istituto che senza toni magniloquenti ha già messo in pratica all’inizio di questo anno scolastico quanto previsto dal Ministero della Pubblica Istruzione per il prossimo anno. In questo articolo cercheremo di evidenziare l’utilità del “Registro elettronico” come mezzo di informazione e allo stesso tempo porremo l’accento su alcuni piccoli problemi emersi dall’uso di tale strumento. Ovviamente non potremo esaurire tutti gli argomenti e tutte le domande che potrebbero generarsi, ma potremo aprire in queste pagine un “forum” per alunni e genitori, attraverso il quale ognuno potrà portare un contributo di esperienza su questo tema.

Ecco come si presenta al docente la pagina iniziale di un registro elettronico; le icone sulla parte sinistra hanno una didascalia che permette un’agile navigazione. Non ci soffermeremo ad illustrare i vari punti, alcuni strettamente legati alla funzionedocente e al consiglio di classe, ma ci limiteremo ad evidenziare solo due link importanti : quello dei colloqui con i genitori e quello relativo ai documenti didattici. La piattaforma dà la possibilità ai docenti e ai discenti di condividere esperienze didattiche, dare esercizi, mettere a disposizione materiale, valorizzare e divulgare esperienze di altre realtà scolastiche, come è possibile notare dalla schermata qui a fianco. Molti docenti hanno ormai la consuetudine di scambiare informazioni con i propri alunni tramite mail, alcuni hanno addirittura creato dei profili su Facebook per sfruttare al meglio la comunicazione. Tutto bello, tutto affascinante, tutto alla moda, ma siamo certi che tutto questo risolva l’importante interrogativo dello studium, che ricordiamo a tutti significa “amore per il sapere” ? Certo ! i mezzi per comunicare sono molteplici e decisamente efficaci, ma vanno saputi usare con attenzione e competenza e non potranno mai sostituire l’humanitas, base fondamentale della formazione.

Vi è poi il problema della trasparenza e dei rapporti tra scuola e famiglia. Tramite la piattaforma vengono facilitate le comunicazioni, come è possibile constatare dalla schermata sul lato sinistro: l’insegnante gestisce direttamente i contatti con i genitori, invia comunicazioni riservate e a loro volta i genitori possono accedere tramite password personalizzata a tutte le informazioni relative ai loro figli (assenze, voti, argomenti trattati, provvedimenti e altro). Senza dubbio un efficace strumento, confortato dal fatto che le statistiche dimostrano che Il 78,9% della popolazione italiana tra gli 11 e i

74 anni (38 milioni) dichiara di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento. Sono 15 milioni gli Italiani che possono accedere a internet da telefono cellulare/smartphone e 2

milioni da tablet. L’audience online da PC nel giorno medio cresce del 9,2% in un anno, con 13,3 milioni di utenti online a luglio 2012.(dati Audiweb ). Se questo è il futuro della scuola, molte cose dovranno cambiare e il nostro Istituto, ben consapevole di questo, ha risposto con i fatti : registro elettronico da questo anno e 10 LIM in buona parte delle classi; la rivoluzione digitale a scuola è iniziata proprio da noi !

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Prof. Mario Bruselli


Qui Liceo Scientifico I COLORI DELLA VITA............ Il colore verde mi fa pensare alla felicità e alla speranza, rappresenta tutto ciò che rende felice una persona, soprattutto me. Ho sempre sperato di avere una vita migliore, perché all’inizio ero un bambino non uguale agli altri, ero venuto alla luce da una mamma che per problemi economici o chissà per quale motivo mi aveva messo in un istituto. Non posso sapere precisamente la causa di quella scelta, ma penso che per lei sia stata molto difficile e dolorosa. Ora parliamo un po’ dei primi anni della mia vita. Ero in un istituto e vivevo della speranza che un giorno arrivasse un regalo, che io chiamavo speciale, che arrivasse una famiglia che mi portasse con sé, che mi amasse e mi facesse crescere come tutti gli altri bambini che hanno vicino una mamma ed un papà. Dopo ben sei anni e mezzo di speranza, la mia felicità è andata a mille, il cuore mi batteva fortissimo, tanto che mi sono messo a piangere dalla contentezza, perché il regalo speciale era arrivato. Allora, in quel momento, in cui ero al massimo della gioia, gli saltai in collo dicendo "voi siete i miei genitori, mamma e papà". Da quel momento ho sempre sperato e cercato di essere felice perché la vita mi aveva dato una nuova possibilità. Dopo aver sbrigato le pratiche per venire in Italia, sono finalmente arrivato a Pisa. Giunto nella mia nuova casa, dopo i primi passi, una serie di nuovi odori mi è entrata dentro: odori di piante, di foglie, di fiori primaverili, e da allora ogni anno quando arriva l'equinozio di primavera mi torna alla mente il flashback della prima volta che ho messo piede in questo incantevole posto. Ogni anno a primavera ricordiamo questo mio arrivo con un risotto al sapore di rose. E' anche un modo per festeggiare la scelta coraggiosa che hanno fatto i miei genitori. Perché dico coraggiosa? Perché dopo tanti tentativi e dolorose delusioni hanno deciso di intraprendere la via dell'adozione. Non è stato un cammino molto facile, perché hanno dovuto abbattere tante porte e barriere: tanti test per vedere l'idoneità, tanti soldi, e lo scoglio più grande, la loro età. La felicità e l'euforia del mio arrivo però, non durò a lungo, perché, nonostante i miei genitori fossero molto premurosi nei miei riguardi, mi dovevo confrontare con una nuova realtà. Da un posto dove ero circondato da tanti altri bambini e con abitudini differenti, anche il cibo, i sapori e gli odori erano diversi, mi trovavo in un posto completamente estraneo e sconosciuto. Divenni molto timido e ci volle l'amore della mia mamma, della maestra e di un bambino che divenne mio migliore amico, per farmi uscire da quella timidezza che mi aveva assalito. Nell'istituto dove ero, avevo tanti amici ed ero molto benvoluto, ero un leader. Il mio disagio si manifestava mangiando tanto, cosicché sono ingrassato, e allora sì che sono diventato più timido, perché non mi piacevo; comunque con il passare del tempo questa grande timidezza si è ridimensionata, anche se qualcosa è rimasto anche oggi, infatti, quando incontro una persona che non conosco, sono impacciato, nel senso che non mi riesce subito socializzare, ma ho bisogno di studiare chi ho di fronte un pochino, di cercare di capire se davanti a me c'è una persona vera o finta: se mi posso fidare più o meno di lei. Però, pensandoci bene, questo mio atteggiamento, l’ho riscontrato in molti. Ritornando al tempo in cui ero arrivato da poco in Italia, mi ricordo che avevo una paura ricorrente, cioè quando veniva a trovarci qualcuno che io non conoscevo, temevo che questo fosse venuto per riportarmi all'istituto, allora correvo a chiudere le porte e le finestre e andavo sotto il letto. Avevo anche paura del buio, ma era una paura giustificata dal ricordo di un episodio che era successo in istituto.

Una notte, verso le due (sì, mi ricordo bene l'ora e quell'orologio panciuto, rosso attaccato alla parete blu), un ragazzo più grande mi fece uno scherzo mettendosi schiacciato al muro coperto da un lenzuolo bianchissimo tanto da sembrare un fantasma e quando lo vidi cominciai ad urlare dalla paura e mi feci tutto addosso. Questa paura mi si è presentata mentre dormivo per parecchio tempo, fino a quando verso gli undici anni ho avuto un sogno in cui vedevo che a un certo punto della notte mi sono alzato dal letto, mi sono guardato intorno e mi sono affacciato alla finestra e ho scagliato nel buio queste parole: “basta oscurarmi la mente, vattene dal mio cervello!". E dal quel momento fino ad oggi non ho più avuto quegli incubi che avevano turbato tanti miei sonni. Ero diventato bello cicciottello; sì, questo era dovuto in parte al mio non riuscire ad inserirmi nell'ambiente, ma anche al fatto che i miei genitori nel loro eccesso di amore mi avevano dato piena libertà di cibo perché sapevano che la mia conoscenza dei sapori e degli odori del cibo era piuttosto scarsa e volevano farmi degustare tutte le sue meraviglie. Mi hanno accontentato in tutto, mi hanno ricoperto di regali, bastava che aprissi bocca e loro già avevano soddisfatto quel mio desiderio. Ora, mi accorgo che mi avevano veramente viziato, ma solo per questo grande amore, e ricordo una frase della mia mamma che mi diceva che ero il figlio che aveva sempre desiderato e dopo tanto dolore, questa gioia della mia presenza era incontenibile e voleva darmi tutto!!! Mi rendo conto, adesso che sono più grande e vedo con occhio diverso, che ero un bambino un po’ troppo coccolato, ma forse quello era un passaggio che dovevo attraversare. Oggi, un dolore che ho nel cuore è legato all’aver saputo la storia della mia famiglia di origine: ho sei fratelli di cui non so niente e penso che non abbiano avuto la mia stessa fortuna di trovare una famiglia come la mia, dove sto bene, sono felice e ho tutto. Allora il mio pensiero più grande va a loro che si trovano in un paese molto povero e non so cosa fanno e come vivono. Comunque questo è qualcosa a cui penserò e che affronterò in futuro, perché ora devo vivere appieno questa mia adolescenza. L'adolescenza, trovo che non sia un periodo molto facile, perché mi accorgo di dover rivedere i rapporti con le persone. Anche nell'amicizia ho cominciato a capire quello di cui veramente un amico ha bisogno. Per me un amico/a è una persona che ti trovi accanto e condivide i tuoi pensieri, i tuoi desideri, è quella persona che non ti giudica, ma partecipa alle tue gioie e soprattutto ai dolori, ai momenti più cupi della tua vita, alle delusioni; che ti difende quando qualcuno ti aggredisce verbalmente o fisicamente, ti ascolta, ti aiuta, ti consiglia a prendere la decisione più giusta senza pregiudizio nei tuoi confronti e contemporaneamente non rivela i tuoi segreti. Capisco perfettamente che tutto ciò richiede tempo, pazienza e anche volersi mettere in gioco e accettare che ci possano essere persone che non si comportano così. Mi sto affacciando alla vita con uno sguardo un po’ ansioso perché vedo tanti aspetti che non mi piacciono: la violenza, la sopraffazione dei più deboli, le ingiustizie; però in me ho tanta speranza perché vedo anche che ci sono tante brave persone che aiutano gli altri e noto che anch'io, come tanti giovani che mi circondano, ho voglia di pace, di serenità, amore, e voglia di scoprire e conoscere quanto c’è di bello e di buono nel mondo che ci circonda.

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(continua)


Qui Liceo Scientifico Tanto verde, tanto giallo, tanto arancione, tanto rosa e spero tanto rosso seguito poi dal blu e viola e ci sarà sicuramente anche del grigio. Verde è speranza, la speranza di un mondo migliore. Il giallo e l'arancione il desiderio di viversi pienamente e gioiosamente la vita. Il rosa l’augurio di cominciare a trovare l'amore. Il rosso è la persona giusta da amare con la quale formare una famiglia. Il blu e viola sono la voglia di vivere insieme e crescere i figli. Infine il grigio, che ci sarà di certo nei momenti neri della nostra vita o nei momenti di prova, ma il verde riapparirà sempre perché ciascuno di noi quel briciolo di speranza ce l'ha nel profondo del cuore.

Marian Tarrini

Un gruppo di alunni della V liceo Scientifico del Santa Caterina alla conferenza di Firenze. Il giorno 20 gennaio 2013 alcuni studenti delle classi 4^ e 5^ del Liceo Scientifico paritario S.Caterina sono stati invitati a Firenze per partecipare al convegno promosso dall'Osservatorio Permanente Giovani-Editori e dall'Acri (associazione che riunisce le Casse di Risparmio e le Fondazioni di Origine Bancarie italiane) organizzato dal direttore Ceccherini. I giovani hanno avuto l'opportunità di un dialogo aperto e costruttivo con il Governatore della Banca d'Italia, Visco e il direttore del quotidiano il " Corriere della Sera ", Fontana, per quanto riguarda i temi dell'educazione alla cittadinanza dei giovani, della formazione della futura classe dirigente, della crisi economica-politica e dell'inclusione e integrazione sociale. Il dibattito ha rappresentato un momento di riflessione, di confronto e di crescita molto importante per i giovani che tutti i giorni sono chiamati a essere cittadini "attivi".

Uno strano giorno di scuola Entro in classe una mattina; sembra tutto come sempre, ma in realtà la classe da un giorno all’altro era stata dipinta tutta di nero, quella classe che fino al giorno prima emanava gioia e felicità, un’aula in cui faceva piacere stare. L’ulteriore stranezza era il fatto che tutti i miei compagni non sembravano essere per niente stupiti, anzi erano belli tranquilli e l’unica che si preoccupava per l’improvviso cambiamento ero io, che non riuscivo a capire il motivo di tutto ciò. Così nel frattempo, mentre mi ero persa nei miei pensieri, era arrivato il momento di mettersi seduti perché stava per suonare la campanella, caso strano però quel giorno la campanella ebbe un altro suono, un suono spaventoso, ma nessuno si accorse di nulla. Ci sedemmo e la professoressa entrò; il bello fu che anche lei non si era accorta di nulla, nemmeno del cambiamento della classe. Anche per lei era tutto normale. Da quel momento iniziai a farmi delle domande, soprattutto cominciai a chiedermi perché tutte queste stranezze e perché nessuno si accorgeva di nulla. Mentre mi facevo queste domande la professoressa d’italiano come sempre aprì il registro e incominciò a scorrere su e giù sull’elenco degli alunni e, come se non bastasse per quel giorno, decise d’interrogarmi. Così da quel momento iniziò decisamente il giorno più brutto di scuola che avessi mai passato. All’improvviso la professoressa, mentre mi stava interrogando, cambiò aspetto, diventò bassa, cicciona e con i capelli neri, diciamo che era diventata brutta, tipo una strega, non a caso quel giorno all’interrogazione ci presi un bel quattro. Per fortuna finì l’ora e la professoressa – che da quel momento diventò il mio incubo – se ne andò, ma per me quello era veramente il giorno peggiore di scuola. Arrivò la professoressa di matematica che non fece in tempo nemmeno ad entrare in classe che aveva detto il mio nome, io non riuscivo a capire; poi, quando si sedette alla cattedra e aprì il registro, compresi il motivo per il quale mi aveva chiamata: voleva interrogarmi. Cosi, come se non bastasse, mi toccò una verifica anche a matematica, scienze e storia. Durante le mie interrogazioni i miei compagni di classe si comportavano come pareva loro meglio: ascoltavano la musica, mandavano messaggi, stavano su facebook e ballavano. Decisamente un fatto molto strano, se durante la giornata le cose fossero andate normalmente, ma in quel giorno non ci fu nulla di normale, tanto che all’ improvviso tutti i miei compagni di classe sparirono e tornarono vestiti come se fossero andati a ballare. Pensate che le femmine portavano addirittura i tacchi alle scarpe. Sinceramente stavo diventando matta, così appena suonò la campanella dell’uscita mi fiondai subito a casa ed ero talmente stranita che mi rinchiusi in camera e uscii solo la mattina dopo per andare a scuola. Ma una volta giunta a scuola, tutto erea come il giorno prima; in classe anche la mia migliore amica non si era accorta di tutte quelle stranezze, cosi dopo aver passato un altro giorno di scuola un po’ particolare, tornai a casa e decisi di parlarne con i miei genitori, ma per fortuna, quando iniziai a raccontare questi fatti, mi svegliai e mi resi conto che era stato solo un brutto sogno. Infatti la mattina successiva quando arrivai a scuola era tutto nella normalità, cioè non molto meglio …

Aurora Baini (1^Liceo)

Federica Gambino (5^Liceo) 8

Nº 5 L'Eco dal Santa Caterina  

Periodico di informazione dell'istituto paritario arcivescovile "Santa Caterina" di Pisa

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