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All’inizio di quest’anno, il Consiglio Direttivo del Reale Yacht Club Canottieri Savoia decise di pubblicare un libro con le immagini dei Giochi Velici della XVII OLIMPIADE, svolti a Napoli tra il 29 agosto e il 7 settembre del 1960, e nessuno avrebbe potuto immaginare che l’anno Olimpico 2020 sarebbe stato funestato dalla terribile pandemia che si è poi estesa all’intero pianeta. Tuttavia, la macchina era ormai avviata: l’Archivio Fotografico Riccardo Carbone aveva iniziato il recupero e la digitalizzazione dei servizi fotografici, solleticando Sergio Pepe e Paolo Rastrelli, con il Centro Studi Tradizioni Nautiche, a identificare i personaggi e le barche, e il lavoro era a buon punto. Ha prevalso la convinta decisione di affrontare e battere il COVID – 19 con le migliori armi: entusiasmo, attaccamento allo sport, al mare e alla voglia di pensare positivamente al futuro, celebrando il passato. Un passato che è stato un gran bell’esempio di collaborazione tra il CIO, il CONI, la Marina Militare, i Circoli nautici napoletani e tutta la Città. L’Olimpiade fu l’occasione per ampliare i porticcioli, rinnovare le sedi dei Circoli e della SE.VE.NA. ma fu soprattutto l’affermazione del Golfo di Napoli come indiscutibile “stadio del vento.” L’apporto generoso dei Circoli nautici cittadini fu tale che la XVII edizione dei Giochi è sempre portata ad esempio di organizzazione efficiente e precisa, ma anche elegante, con l’accoglienza di tanti personaggi illustri e Reali, molti dei quali, proprio in concomitanza delle gare veliche, furono invitati dai Duchi Serra di Cassano e diedero vita a quello che ancor oggi è noto come “Il ballo dei Re” e che, come per le regate, ha meritato di essere ricordato in questo libro. Infatti, l’insieme di tutte quelle atmosfere hanno reso la XVII edizione una delle più belle, forse l’ultima vera Olimpiade “Decoubertiana”, prima che i grandi numeri e il business prevalessero sull’entusiasmo dilettantistico: quelli furono i Giochi in cui Abebe Bikila a Roma vinse la maratona correndo per 42,195 km a piedi nudi!!! Le pagine di questo libro vi porteranno in un mondo di sport e di semplicità: le immagini che scoprirete sfogliando il libro, rappresentano Uomini che amano lo Sport: atleti, marinai, dirigenti sportivi, giudici di regata; del pari, vi sono le ultime vele in cotone, alberi e barche ancora in legno, e poi i velisti scalzi, con solo una maglietta e un pantaloncino. Il mio augurio è che le immagini facciano riflettere sulla bellezza dello sport dilettantistico e possano essere, per la Città di Napoli e per il mondo sportivo, uno stimolo per superare di slancio i lunghi giorni della quarantena, con un ritorno ai valori più veri e semplici dello Sport. Ringrazio per il loro certosino lavoro Sergio, Paolo e il C.S.T.N., nonché Letizia dell’Archivio Carbone, senza i quali questo libro non sarebbe mai nato, ringrazio i Presidenti del CONI Giovanni Malagò, della FIV Francesco Ettorre e dell’UNASCI Bruno Gozzelino per l’apprezzamento manifestato; ringrazio il Presidente Onorario della FIV e Socio Benemerito del Savoia Carlo Rolandi e il Presidente Benemerito del Savoia Pippo Dalla Vecchia per i loro ricordi. Infine, ringrazio gli amici sponsor che hanno contribuito alla pubblicazione. Fabrizio Cattaneo della Volta - Presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia


Nel mese di settembre del 1959 l’U.S.V.I., l’Unione Società Veliche Italiane, con la supervisione di Beppe Croce, decide di organizzare a Napoli, sede della prossima Olimpiade della Vela, una prova generale della stessa, con la collaborazione della Marina Militare e dei Circoli nautici partenopei. La grande organizzazione viene denominata “Operazione Sole mio.” La preoccupazione più importante è la sistemazione dei tre campi di regata. Il Campo Rosso per i 5.50 e i Dragoni, il Campo Giallo per le Star e gli F.D., il Campo Azzurro per i Finn. Si decide così di posizionare otto boe per ogni campo. Il centro di questo specie di diamante verrà utilizzato da ciascuno dei tre Dragamine, con a bordo i Comitati di Regata, come punto fisso del rispettivo campo di regata. In relazione alla direzione del vento, il Comitato di Regata avrebbe utilizzato tre delle otto boe saldamente ancorate al fondo. I tre Dragamine saranno ancorati al centro del Campo di Regata e sarebbero intervenuti in caso di cambio di direzione del vento. Sono sicuro che questo stratagemma sia stato utilizzato unicamente per l’Olimpiade di Napoli e mai più. Nel 1960 io sono favorito con il monfalconese Adelchi Pelaschier a vincere le selezioni per la partecipazione all’Olimpiade nella Classe Finn. Al termine delle ultime regate di selezione svoltesi a Napoli nel luglio del 1960, io e Pelaschier ci classifichiamo secondi, mentre vince a sorpresa un altro monfalconese, Bruno Trani. Per aiutarmi a superare lo sconforto, l’U.S.V.I. decide di utilizzarmi come aiutante del Presidente del Comitato di Regata del Campo Giallo, il Comandante livornese Egisto Picchi, grande uomo di regate e di mare, stimato e benvoluto da tutti. Felice di questa mia partecipazione all’ Olimpiade, sebbene non più come regatante, ma come uomo di fiducia del Presidente di un Comitato di Regata, ho avuto la fortuna di seguire le sette prove delle Classi Star e F.D. nel migliore dei modi. Questa premessa mi serve per raccontarvi quello che è successo sul traguardo della seconda prova della Classe Star. Oggi sono l’unico che ricorda l’accaduto e restituisco a Timir Pinegin, timoniere russo della Star Tornado, la vittoria di quella prova. Pinegin poi vincerà la medaglia d’Oro con ben tre primi di giornata. Martedì 30 agosto 1960, alle ore 12,10 precise, parte la seconda prova della Classe Star. Prende il comando della flotta la Star Gem VII con a timone il bahamense Durward Knowles. Pinegin, marcato strettamente dai migliori timonieri della Classe, fatica a liberarsene. Alla fine dell’ultima bolina il Dragamine Timo non riesce a manovrare per allinearsi correttamente con la boa d’arrivo. Il vento ha cambiato direzione, spostandosi come di consuetudine a sud ovest. L’operazione di tonneggio sul lungo cavo d’ancoraggio ha delle difficoltà. Con il vento fresco due Star si accingono velocemente a tagliare il traguardo. Sono quelle di Knowles e di Pinegin. L’allineamento del Dragamine con la boa di arrivo diventa nel frattempo precario. Egisto Picchi chiede al C.F. Roberto De Martinis di mettere immediatamente a mare una scialuppa con la quale realizzare una corretta linea d’arrivo, e mi dice: “Pippo vieni con me, sbrigati, andiamo a prendere l’arrivo della regata.” Arriviamo in posizione con un attimo di ritardo. Il bahamense e il russo piombano sulla linea simultaneamente, ma Pinegin, secondo me, da sottovento aveva superato l’avversario. Il Presidente Picchi è dell’avviso contrario al mio, e decide che la regata è stata vinta dal bahamense Knowles con due secondi di vantaggio. Un vero e proprio battito di ciglia. Tento di convincere il Comandante Picchi a cambiare opinione, sono sistemato sulla scialuppa in una posizione migliore alla sua, ma per deferenza e rispetto non insisto più di tanto. Timir Pinegin con il fido prodiere Fyodor Shutkov ha vinto anche la seconda prova nella Classe Star all’Olimpiade di Napoli, ve lo dice un testimone oculare. Pippo Dalla Vecchia


Il Presidente

Un grande evento sportivo contribuisce in maniera significativa allo sviluppo e all’immagine del territorio. Non c’è dubbio che Napoli seppe cogliere nel modo migliore questa opportunità in occasione delle gare veliche che si disputarono nel golfo in occasione dei Giochi Olimpici di Roma 1960. La città, che tanto aveva sofferto per le conseguenze del periodo bellico, così crudamente descritta da Curzio Malaparte, seppe rinascere sul finire degli anni ‘50 consegnandosi all’appuntamento Olimpico con una veste elegante, una capacità organizzativa eccellente, uno charme colto e raffinato, tanto che negli anni a venire divenne un importante centro turistico e culturale, non solo nazionale. Non è stato un miracolo ma il frutto della volontà e della lungimiranza dell’imprenditoria partenopea che ha voluto mettersi al servizio della città. Il risultato fu eccellente. Non solo Napoli riuscì in quell’occasione a crearsi un volto nuovo, attraente e ricettivo, ma sviluppò anche la certezza di poter competere per altre sfide. Quell’esperienza olimpica poi consentì, appena tre anni dopo, l’organizzazione della quarta edizione dei Giochi del Mediterraneo. Napoli ottenne questa investitura, senza dubbio, grazie all’eccellente impressione suscitata nel mondo sportivo internazionale dalla qualità e dall’accoglienza riservata ai partecipanti nel 1960. Sessanta anni dopo quelle regate la città conserva ancora, anche attraverso questa pubblicazione, un piacevole ricordo di quell’indimenticabile evento. Fu una grande occasione a cui si cominciò a lavorare già tre anni prima con la costituzione del Comitato Organizzatore locale, impreziosito dal contributo di tutti i circoli velici partenopei, che misero a disposizione la loro indiscussa preparazione tecnica. La macchina organizzativa coinvolse l’intera comunità. In mare le diverse operazioni, prima e durante la settimana di regate, furono assolte con un gioco di squadra tra barche civili e militari. Nei tre campi realizzati di fronte a Mergellina gareggiarono - in rappresentanza di 46 nazioni - 361 atleti su 138 imbarcazioni, divisi in cinque classi diverse. Erano barche in legno che oggi guarderemo come dei cimeli senza dubbio più difficili da governare. Ma l’agonismo e la capacità dei velisti in gara resero quel bacino teatro di uno spettacolo inimitabile. II sole, il mare del Golfo, quelle vele spiegate, furono l’attrazione per tutta la città e non solo. Napoli si scoprì capace di grande accoglienza. Ricevimenti e mostre arricchirono il programma degli eventi. Tanti rappresentanti illustri di case regnanti si precipitarono nella città partenopea attratti da questo evento che si arricchì anche di un tocco di mondanità. Non posso quindi non ringraziare i curatori di questa pubblicazione e gli autori degli scatti che la caratterizzano, oltre a chi ha avuto la dedizione di conservarli rendendo al pubblico un grande servizio. Ricordare quei giorni fantastici, sono certo, offrirà un illuminante spunto a tutti coloro che non erano presenti allora e che oggi sono protagonisti della Napoli del nuovo millennio. Giovanni Malagò - Presidente del CONI


Questa fantastica iniziativa di una raccolta fotografica su l’Olimpiade “Napoletana” del ‘60, ben si pone nella straordinaria testimonianza sportiva, storica, sociale e culturale che il Savoia, senza sosta, persegue, dalla sua fondazione nel lontano 1893, attraverso le discipline del mare in nome ed a favore di Napoli e dell’Italia. Riproporre in modo esemplare e sistematico immagini dell’Olimpiade del 1960, in previsione dei prossimi Giochi di Tokyo, che proprio in questi giorni hanno subito un differimento temporale di un anno, causa la spaventosa pandemia virale, è una ulteriore conferma della consapevolezza del ruolo che il Savoia sa di dover e poter interpretare non solo nel panorama sportivo nazionale ed al di là dei prestigiosi risultati dei propri Soci Atleti. Riandare al passato è la più importante testimonianza di credere nel futuro. In questo drammatico momento per il nostro Paese e per il Mondo intero, è un segnale che, seppur attraverso un “percorso sportivo”, interpreta tutta la fiducia, la consapevolezza e l’impegno da parte di un “gruppo di uomini”, rappresentanti la parte migliore della società, per superare questa drammatica calamità. Grazie, dunque, per questa realizzazione che è, oltre ad una straordinaria testimonianza storica, un beneaugurante augurio per tutti. Davvero grandi complimenti per questa pubblicazione e… Buon Vento al glorioso R.Y.C.C. Savoia Francesco Ettorre - Presidente della Federazione Italiana Vela

L’Olimpiade di Napoli 1960: era questa per me la terza Olimpiade della Vela avendo partecipato nel 1948 a Londra ai primi Giochi del dopoguerra ed a Melbourne nel 1956 dove si regatava nella Baia di Sagami. A Napoli mi ritrovavo coinvolto sotto ogni aspetto: come sportivo locale che sapeva come muoversi a casa sua, come membro dell’equipaggio di Tino Straulino che avrebbe regatato nella prossima competizione, come referente delle Autorità impegnate nei Giochi. Plaudo alla iniziativa del Reale Yacht Club Canottieri Savoia che ha voluto dedicare questo splendido libro ad un evento così particolare che resterà pietra miliare nelle biblioteche dei diversi Circoli Velici. Ho sfogliato con attenzione ogni pagina e devo concludere ringraziando gli Autori per aver saputo diligentemente rintracciare ogni particolare corredandolo di perfette didascalie. Le 63 foto incluse nella pubblicazione rappresentano la cronistoria di un Evento che resterà unico nella vita mondana di Napoli. Carlo Rolandi - Presidente Onorario della Federazione Italiana Vela


Celebrare i 60 anni dei XVII Giochi Olimpici di Roma, quelli che furono definiti gli ultimi “a misura d’uomo”, è un’iniziativa assolutamente importante e meritoria: a nome dell’Unione Nazionale delle Associazioni Sportive Centenarie d’Italia (UNASCI, Associazione Benemerita del CONI) con grande piacere rivolgo le più vive felicitazioni al Reale Yacht Club Canottieri Savoia 1893 di Napoli per l’opera tesa a rinnovare il ricordo dei Giochi Velici che si svolsero a Napoli. Il saluto dell’UNASCI è rivolto al Presidente, ai Dirigenti, ai Tecnici, agli Atleti ed a tutti i Soci del Reale Yacht Club Canottieri Savoia 1893. È particolarmente gratificante per l’UNASCI constatare che il Reale Yacht Club Canottieri Savoia 1893 è Socio Fondatore dell’UNASCI, avendo chiaramente dimostrato di tenere in adeguata considerazione i valori socio-culturali-storici che l’UNASCI promuove e tutela, aderendo all’UNASCI fin dal suo primo anno di attività (e cioè fin dal 2001) e condividendone gli scopi e le finalità. L’UNASCI è convinta che le pubblicazioni sulla storia di una società sportiva siano documenti preziosi non soltanto in ambito sportivo ma anche in campo sociale e culturale, data la valenza che lo sport ha avuto ed ha nello sviluppo della vita sociale di una Nazione: per questo motivo, l’UNASCI incoraggia concretamente le società affiliate a pubblicare volumi e pubblicazioni nell’ambito del suo progetto “Celebrare gli Anniversari - Onorare la Nascita e la Vita della Società Sportiva”. Altrettanto significativa è la stampa di un libro che un’associazione sportiva ultra centenaria decide di realizzare dedicandolo ad avvenimenti sportivi che hanno fatto la Storia non solo di una Nazione ma dell’intero mondo, quali sono i Giochi Olimpici: ne è un fulgido esempio questo volume, curato da Sergio Pepe, Presidente del Collegio dei Probiviri dell’UNASCI, e da Paolo Rastrelli, animatore e Direttore del Centro Studi Tradizioni Nautiche (istituzione nazionale della LNI con sede a Napoli), perché rinnova il ricordo della preparazione dei Circoli nautici partenopei e della Città di Napoli, dello svolgimento e della conclusione dei Giochi Velici: momenti indimenticabili per coloro che li vissero ma che meritano di essere fatti conoscere a tutti coloro che amano lo Sport ed i Giochi Olimpici, in particolare. Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia 1893 rappresenta un esempio della valenza sociale e culturale dell’attività sportiva all’interno di una comunità e dimostra che è sempre attivamente al passo con i tempi, senza dimenticare il passato: ed al riguardo si può dire che questo libro ben si inserisce in continuazione degli eventi attuati due anni or sono per celebrare i 125 anni dalla fondazione della società, che vennero festeggiati con diversi appuntamenti e con la realizzazione di un CD sulla storia della società. La lungimiranza dei Dirigenti del Reale Yacht Club Canottieri Savoia 1893 è la migliore garanzia per il futuro della società, che - si è certi - potrà contare sempre sulla presenza di Soci, Dirigenti, Tecnici e Atleti altrettanto validi e appassionati. L’UNASCI rivolge a tutti Loro ed al Reale Yacht Club Canottieri Savoia 1893 per un presente splendido e un radioso futuro un forte triplice HURRA!!! Patrizia Longo - Segretario Generale UNASCI

Bruno Gozzelino - Presidente Nazionale UNASCI


11 febbraio 1958 Battesimo del Dragone Venilia, affidato dall’U.S.V.I. Unione Società Veliche Italiane al Circolo Savoia. Il Venilia e il suo equipaggio del Savoia Nino Cosentino, Antonio Ciciliano e Giulio Di Stefano, furono designati il 30 maggio 1960 dal Consiglio Direttivo dell’U.S.V.I. a rappresentare l’Italia ai Giochi Olimpici, aggiudicandosi la Medaglia di Bronzo. In primo piano da sinistra il Presidente avv. Eduardo Pepe, il Parroco della Chiesa di Santa Lucia Mons. Antonio Bruno e il Vice Presidente sportivo Col. Luigi Ciampa. Venilia era una divinità romana connessa ai mari e ai venti, e fu ritenuta sposa di Nettuno.


La madrina Silvia Stella con il papà Neri - riserva all’Olimpiade di Helsinki nel 1952 e futuro mitico Consigliere alla Vela del Circolo Savoia - e Nino Cosentino, già olimpico a Helsinki su Ciocca (classe 6 m. S.I.) e riserva all’Olimpiade di Melbourne nel 1956, per essere poi il timoniere di Venilia (I-19) a Napoli. 9


2 marzo 1958

Al Circolo Savoia si svolge la prima riunione dei Presidenti dei Circoli nautici partenopei con il CONI e l’U.S.V.I. per l’organizzazione della Olimpiade della Vela del 1960. L’organizzazione fu denominata Operazione Sole mio. Al centro il Presidente del Comitato organizzatore locale avv. Eduardo Pepe, Presidente del Circolo Savoia dal 1947, improvvisamente deceduto il 23 gennaio 1959; a sinistra il Vice Presidente Sportivo Col. Luigi Ciampa; a destra l’ing. Piero Ferrari, Vice Presidente dell’U.S.V.I. dal 1951 al 1960, Vice Presidente del Comitato organizzatore dei Giochi Velici, Presidente del Circolo Savoia nel 1959 e proprietario del Dragone Ausonia (I-1) che partecipò ai Giochi Olimpici di Londra nel 1948, ed è ora di proprietà del Circolo Savoia. In seconda fila, al centro dell’angolo a sinistra, l’avv. Guido Pepe che sarà Presidente del Circolo Savoia dal 1966 al 1984, Presidente Benemerito, Consigliere della FIC e della FIV, Presidente del Comitato di Zona della FIC e Presidente del Comitato Regionale del CONI; a sinistra l’avv. Corrado Masola, Consigliere al Canottaggio del Circolo e a destra il giornalista de Il Mattino Gino Palumbo, futuro Direttore della Gazzetta dello Sport.

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I vertici dei Circoli nautici partenopei. Da sinistra: Angelo Cerbone Presidente del Circolo Nautico Posillipo, Eduardo Pepe Presidente del Circolo Savoia e del Comitato organizzatore locale, Gennaro Carafa di Roccella Presidente del Circolo del Remo e della Vela Italia, Adriano Falvo Vice Presidente del Club Nautico, Presidente dell’Associazione Provinciale della Stampa e del Circolo della Stampa, Luigi Rotondo Presidente del Circolo Canottieri Napoli. 12


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19 maggio 1960 Lavori di rifacimento alla sede del Circolo Savoia


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19 maggio 1960 Lavori di allargamento della scogliera del porticciolo di Santa Lucia

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Maggio 1960 Tino Straulino su Merope III (Marina Militare) al Molosiglio. Di spalle, lo storico attrezzista di fiducia Salvatore Chianese, detto Piscione, nostromo della Sezione Velica di Napoli della M.M.


Tino Straulino e Carlo Rolandi su Merope III, equipaggio e barca selezionate per rappresentare l’Italia nella Classe Star. Agostino (Tino) Straulino, Medaglia d’Argento e di Bronzo al Valor Militare (Volontario e Comandante di mezzi d’assalto, violò due volte Gibilterra), era stato nella Classe Star Campione Europeo nel 1938, dal 1949 al 1956, nel 1959; Italiano nel 1938, 1946, dal 1948 al 1956 e nel 1959. Con Nico Rode, Oro a Helsinki e Argento a Melbourne e Campione Mondiale nel 1952,1953 e 1956, Carlo Rolandi era stato riserva alle Olimpiadi di Londra e di Melbourne, Campione Italiano nel 1957 a prua di Roberto Ciappa e Campione Europeo nel 1959 a prua di Straulino.

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Maggio 1960 Nino Cosentino, Costantino di Grecia e Paul Elvstrøm sulla banchina del Circolo Savoia (due future medaglie d’oro e una di bronzo). Durante la Settimana Velica Elvstrøm fece parte dell’equipaggio di Costantino sul Dragone Nirefs (GE 3).


Maggio 1960 Settimana velica internazionale

Partenza della Classe 5.5. 21


Maggio 1960 Settimana velica internazionale: Classe 5.5 in regata. 22


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Maggio 1960 La Regina di Grecia Federica con il Presidente del Comitato organizzatore e dell’U.S.V.I. Beppe Croce e Carlo de Zerbi, Dirigente dell’U.S.V.I. e socio del Circolo Savoia, a bordo di Rondine II.


Maggio 1960 Le Principesse di Grecia Irene e Sofia e altri ospiti a bordo di Rondine II assistono alle regate della Settimana Velica Internazionale di Napoli.


Rondine II, giĂ Fiammetta II, commissionata nel 1947 dal Comm. Mario Pratolongo, yawl progetto e costruzione n.17 di Cesare Sangermani, varata nel luglio 1948, poi di proprietĂ  di Paolo Matarazzo e nel 1960, armata a sloop, di proprietĂ  del C.R.V. Italia.

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Maggio 1960 Le Principesse di Grecia Sofia e Irene al termine delle regate sbarcano da Rondine II.

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13 luglio 1960 Sulla banchina del Circolo Nautico Posillipo i concorrenti alla regata di selezione per rappresentare l’Italia alla Olimpiade nella Classe Finn. Da sinistra: Pippo Dalla Vecchia; Bruno Trani, vincitore della selezione; Adelchi Pelaschier; Nicola Fago; Antonio Mautarelli; Edgardo Altran.


Il giornalista avv. Aniello Di Martino, penna d’oro della vela napoletana, con il vincitore della selezione Bruno Trani e Nino Cosentino.

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Agosto 1960 Arrivo della squadra olimpica dell’Unione Sovietica, in primo piano Aleksander Tšutšelov, futura Medaglia d’Argento nella Classe Finn.


Agosto 1960 Arrivo della squadra olimpica della Gran Bretagna.

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20 Agosto 1960 La CittĂ di Napoli riceve la bandiera olimpica, con la consegna a Palazzo San Giacomo da parte del Delegato Provinciale del CONI Conte Ermelino Matarazzo di Licosa al Commissario Straordinario al Comune di Napoli, Prefetto Alfredo Correra. 36


Agosto 1960 Il tabellone, progettato dall’avv. Gaetano Catalano, componente del Comitato Organizzatore, e allestito dal Comune di Napoli in Piazza del Plebiscito, sul quale saranno riportati giornalmente i risultati delle regate. 38


Agenzia turistica in via Partenope e i manifesti con il simbolo ufficiale dei Giochi ideato dal noto disegnatore e grafico pubblicitario Armando Testa.

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Agosto 1960 Sistemazione del tripode alla Rotonda Armando Diaz.

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Il tripode attende la fiamma olimpica


23 agosto 1960


23 agosto 1960 ore 21 Il tedoforo n. 942 Salvatore Costantino percorre via Caracciolo, ultima frazione della staffetta per l’accensione del tripode olimpico posto alla Rotonda Diaz. Salvatore Costantino, pluricampione italiano di Maratona, era stato maratoneta alla XIV Olimpiade del 1948 a Londra. La fiaccola, dalla linea decisamente classica con lesene slanciate e leggermente coniche, ispirata a fiaccole riprodotte su monumenti antichi, fu concepita dal famoso archeologo Prof. Amedeo Maiuri, Soprintendente alle Antichità della Campania, e realizzata in alluminio bronzato dalla Curtisa di Bologna.


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23 agosto 1960 La Principessa di Grecia Irene, il Principe di Grecia Costantino e la Principessa di Grecia Sofia, riserva della squadra olimpica greca.


23 agosto 1960 ore 21,30 Il Delegato Provinciale del CONI Conte Ermelino Matarazzo di Licosa, il Commissario Straordinario Prefetto Alfredo Correra e il tedoforo n. 943 Alfonso Caggiano che sta per dare inzio alle successive frazioni per portare la fiamma, accesa con gli specchi ustori il 12 agosto a Olimpia e trasportata a Siracusa dall’Amerigo Vespucci, sino alla sommità dello Stadio Olimpico di Roma dove il tripode sarà acceso alle ore 17,35 del 25 agosto dal tedoforo n. 1199, il mezzofondista Giancarlo Peris. 47


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Agosto 1960 Il fuoco olimpico e le navi a vela Gorch Fock e Amerigo Vespucci.


Agosto 1960 Il Principe di Monaco Ranieri e la Principessa Grace con i figli Carolina e Alberto scendono dallo yacht Costa del Sol per assistere ai Giochi Olimpici. Il padre di Grace Kelly, John B. Kelly, vinse per gli Stati Uniti tre medaglie d’oro nel canottaggio alle Olimpiadi del 1920 e del 1924. Il fratello John B. Kelly Jr. partecipò alle Olimpiadi del 1948, 1952 e 1956, aggiudicandosi in quest’ultima la medaglia di bronzo. Nel 1960 partecipò alle gare che si svolsero dal 30 agosto al 3 settembre sul Lago Albano. La Principessa Grace è stata proprietaria dello Star Nibbly n.v. 3083, costruito nel 1956 dal cantiere monegasco Manzone e figli.


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Agosto 1960 La squadra olimpica italiana alla Centrale Olimpia. In alto da sinistra: Franco Zucchi, Bruno Trani, Florenzo Brattelli (capo delegazione), Beppe Croce, Tino Straulino, Marco Novaro, Giulio De Stefano, Sergio Sorrentino (riserva). In basso da sinistra: Antonio Ciciliano, Raffaele Solari (riserva), Nino Cosentino, Mario Capio, Tullio Pizzorno, Pietro Reggio. Assenti Carlo Rolandi e la riserva Vittorio Porta.

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L’equipaggio del Venilia: Antonio Ciciliano, Nino Cosentino (timoniere) e Giulio De Stefano.


Agosto 1960 Alla Centrale Olimpia, allestita nella sede del Tennis Club Napoli, Tino Straulino con le hostess Viki Cerri, Paola Gerini, Annamaria Giovagnoni.


Da sinistra: il Presidente dell’U.S.V.I. e del Comitato organizzatore, nonché Vice Presidente della Giuria Internazionale e futuro Presidente della FIV e dell’I.Y.R.U. dott. Andrea Giuseppe (Beppe) Croce, Nino Cosentino, Pietro (Pierino) Reggio, Antonio Ciciliano e Tullio Pizzorno.

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25 agosto 1960 I velisti partono dalla stazione di Napoli Mergellina per recarsi a Roma e sfilare alla Cerimonia di Apertura della XVII Olimpiade


Velisti della squadra olimpica dell’Uruguay.


Velisti della squadra olimpica della Finlandia.


Velisti della squadra olimpica degli Stati Uniti.

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Velisti della squadra olimpica della Gran Bretagna.


La Regina di Grecia Federica, con le figlie Irene e Sofia. La Principessa Sofia indossa la divisa della squadra olimpica in quanto riserva della squadra greca. Alla destra della Regina, Beppe Croce e alle sue spalle il Magg. Andrea Italo Manduca. 61


Velisti della squadra olimpica australiana.


Il treno con il simbolo della XVII Olimpiade parte per Roma. All’interno della carrozza si intravedono la Regina di Grecia Federica e la figlia Irene.

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29 agosto 1960 Iniziano le regate. Prima giornata

Partenza Classe 5.5.


Classe Star, Merope III con Tino Straulino e Carlo Rolandi.

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Partenza Classe Star.


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Classe Star: in primo piano Tornado - SR (Unione Sovietica) 3802 con Timir Pinegin e Fyodor Shutkov, future Medaglie d’Oro.


Classe Flying Dutchman: Aldebaran II con Mario Capio e Tullio Pizzorno.

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Partenza Classe Flying Dutchman.


30 agosto 1960 Seconda giornata


Dragone Venilia con Nino Cosentino, Antonio Ciciliano, Giulio De Stefano.

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Partenza Classe Dragone.

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Il Venilia al rientro dalla regata. Nino Cosentino con Antonio Ciciliano e a prua il marinaio Vincenzo Sisto detto Capa ‘e auciello. 75


30 agosto 1960 Il Dragone argentino Tango, poi Medaglia d’Argento, con Jorge A. Salas, Héctor O. Calegaris, Jorge A. del Río. Alle spalle il superyacht Shyraga, di mt. 28.96, progetto n. 227 di Laurent Giles, costruzione in acciaio con tecnica modulare n. 4915 dei cantieri Abeking & Rasmussen, varato nel 1955 e tuttora navigante, che fu messo a disposizione della Giuria Internazionale da parte di Enrico Piaggio.

Il Comitato Organizzatore della XVII Olimpiade fu presieduto dall’On. Giulio Andreotti, nominato per acclamazione dal XVI Consiglio Nazionale del CONI, riunitosi il 20 novembre 1958. Vice Presidenti avv. Urbano Cioccetti, Sindaco di Roma, avv. Giulio Onesti, Presidente del CONI, Conte Paolo Thaon di Revel, componente dell’Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale. Il Comitato Organizzatore dei Giochi Velici fu presieduto da Beppe Croce, Presidente dell’U.S.V.I., Vice Presidenti Piero Ferrari e Gennaro Carafa di Roccella, con il C.V. Agnello Maresca, Ufficiale di collegamento tra la M.M. e l’U.S.V.I.. Gli Affari Generali furono affidati a Bruno Bianchi (Segretario Generale del Comitato e dell’U.S.V.I., Medaglia d’Oro all’Olimpiade di Berlino del 1936 su l’8 m. S.I. Italia I-20, bene storico nazionale, tuttora navigante e ormeggiato al Molosiglio), Giulio Figarolo di Gropello, Giovanni Arciprete, Artù Chiggiato, Max E. Oberti, Mario Cavallo, Gian Luigi

Lagorio Serra, Franco Boido, Piero Petronio, Vittorio Bettoni Cazzago, Bruno Pangrazi, Gaetano Catalano, Cristoforo Bottiglieri, Giuseppe Volpi, Mario Schirru, Andrea Italo Manduca, Fortunato Marini, Ettore Rastelli, Bruno Ziravello, Giuseppe Ghibaudi, Gianfranco Bertelli, Carmine Magno. Ufficiali del Circolo Savoia: Presidente Renato Barendson, Vice Presidenti Agostino Anselmi e Giulio Gaito, Consigliere Segretario Guido Pepe. L’organizzazione a mare fu affidata al C.V. Giulio Figarolo di Gropello, Direttore di Marivela e delegato della M. M. nel Consiglio dell’U.S.V.I.. Determinante fu il larghissimo contributo di uomini e mezzi della Marina Militare e della Capitaneria di Porto di Napoli, così come per i Giochi di Roma fu l’apporto di tutte le Forze Armate, indubbiamente propiziati dall’ On. Giulio Andreotti, Ministro della Difesa dal 1959 al 1966, insignito nel 1990 dal CIO del prestigioso Collare d’ Oro all’Ordine Olimpico.


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Costantino di Grecia sul pontile del Circolo Savoia.


Il Re di Grecia Paolo e la Regina Federica sulla terrazza del Circolo Savoia.

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1 settembre 1960 Quarta giornata

Partenza della Classe Star.


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Classe Star: OE (Austria) 4194 May-Be Harald Musil e Franz Eisl, I-3810 Merope III Tino Straulino e Carlo Rolandi, L ( Finlandia) 3675 Bella Fredrik A. Ehrstrรถm e Rolf B. A. Zachariassen. 82


Da sinistra: Irene, Costantino e Sofia di Grecia.


Sulla terrazza del Circolo Savoia Aristotele Onassis con Renato Barendson, Presidente del Circolo Savoia e dell’Ente Provinciale del Turismo.


Aristotele Onassis e Costantino di Grecia.

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1° settembre 1960 Timir Pinegin davanti al tabellone riportante la sua vittoria nella quarta giornata, dopo che aveva già vinto due delle tre precedenti prove. Pinegin, con a prua Fyodor Shutkov, avrebbe poi conquistato la Medaglia d’Oro nella Classe Star, primo successo olimpico dell’URSS nella vela con una barca Tornado (3802) costruita nel 1956 dal cantiere statunitense Old Grenwich Boat, che nello stesso anno aveva costruito Merope III (3810). Sono indicati i seguenti altri primi di giornata: Classe 5.5, Danimarca; Classe Dragone, Germania (seconda Italia con Venilia); Classe Flying Dutchman, Italia (Aldebaran II con Mario Capio e Tullio Pizzorno); Classe Finn, Belgio (André Nelis).

Le regate si svolsero su sette prove dal 29 agosto al 7 settembre, con tre giorni intermedi di riposo o per eventuali recuperi. Il C.C. Napoli ospitò i 5.5 e gli Star, il Circolo Savoia i Dragoni, il C.N. Posillipo gli F.D. e l’attiguo Sea Garden i Finn. Nella Villa Comunale, il Tennis Club ospitò la Centrale Olimpia e il Circolo della Stampa la Centrale Stampa. Il dragamine Giaggiolo (M 5536) ospitò il Comitato di Regata del campo Rosso (5.5 e Dragoni) Presidente Luigi Mino Poggi, componenti C.V. Mario De Petris, Mario Farina, Pier Franco Gavagnin, Giuseppe Martinelli, Carlo Maria Spirito, riserva Franco Cavallo. Il dragamine Timo (M 5540) ospitò il C.d.R. del campo Giallo (Star e F.D.) Presidente Egisto Picchi, componenti C.F. Roberto De Martinis, Dino Anfosso, Gino Cenci, Renato Cosentino, Angelo Pelloli, riserva Giuseppe Dalla Vecchia. Il dragamine Gaggia (M

5534) ospitò il C.d.R. del campo Azzurro (Finn) Presidente Marino Tarabocchia, componenti C.F. Orazio De Fidio, Silvio Barigozzi, Marcello Campobasso, Franco Cigala Fulgosi, Cesare Quaggiotti, riserva Gabrio de Szombathely. La Giuria Internazionale era così composta: Presidente Onorario Re Olaf V di Norvegia; Presidente Peter M. Scott (U.K); Vice Presidenti Niels Benzon (DAN) e Beppe Croce; componenti Robert N. Bavier jr. (USA), Frantz Beaumaine (FRA), Edgar Beyn (GER), Bernardo Mendes de Almeida Conde de Caria (POR), Gerarld Sambrooke Sturgess (U.K.), Johan Otto Söderhjelm (FIN), Edward “Eddy” Stutterheim (NDL), segretario Bruno Bianchi, riserve Werner Bucher (SUI) e Frederik Horn (NOR). Il Comitato Internazionale di Stazza fu presieduto da Artù Chiggiato, componenti Jean Jaques Herbulot (FRA) e James Mc Gruer (U.K.).


5 settembre 1960 L’Amerigo Vespucci ormeggiato nella rada di Mergellina.

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5 settembre 1960 Quinta giornata

Classe Flying Dutchman: G (Germania) 199 Macky VI Rolf Mulka e Ingo von Bredow, I (Italia) 44 Aldebaran II con Mario Capio e Tullio Pizzorno.


Classe Flying Dutchman: B (Belgio) 5 Météore Jacques de Brouwere André Maes Mars, K (Gran Bretagna) 46 Beaver Slotty Dawes e James Ramus, OE (Austria) 17 Evita VI Carl Auteried e Harald Fereberger, KK (Kenia) 106 Kenia Antony W.Bentley-Buckle e Ronald J. Blaker.

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Classe Finn: 171 Yasuo Hozumi (Giappone), 142 Yves-Louis M. Pinaud (Francia), 168 Par Jordbakke (Norvegia), 159 Tonko Pivcevic (Jugoslavia).

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Classe Finn: 171 Yasuo Hozumi (Giappone), 142 Yves-Louis M. Pinaud (Francia), 168 Par Jordbakke (Norvegia), 163 Aleksander Tšutšelov (Unione Sovietica - futura Medaglia d’Argento).


Classer Finn: 147 Ralph Roberts (Nuova Zelanda), 153 Peter Jones Barrett (Austria).


Classe Finn 165 Reinaldo Conrad (Brasile - 18 anni, il più giovane velista), 156 Hans Kämmerer (Germania), 170 Hans Sleeswijk (Paesi Bassi), 173 Hans Peter Fürst (Austria), 161 Mostapha El Addad (Marocco), 159 Tonko Pivcevic (Jugoslavia). 95


7 settembre 1960 Cerimonia di Premiazione ai giardini del Molosiglio

Il Prefetto di Napoli Sergio Spasiano, il Presidente del Comitato Organizzatore e dell’USVI Beppe Croce, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il Presidente del Circolo Canottieri Napoli Francesco Merlino.

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Al Molosiglio un allievo dell’Accademia Navale accende il fuoco olimpico per la Cerimonia di Premiazione. La fiamma olimpica era stata trasportata da una scappavia della M.M. Sullo sfondo l’Amerigo Vespucci.

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Podio della Classe 5,5. Medaglia d’Oro: Stati Uniti Minotaur – US 26 (progetto Hunt - costruzione Graves 1960 USA) con George O’Day, James Hunt, David Smith. Medaglia d’Argento: Danimarca Web II – D 10 (progetto Holson - costruzione Kungsör 1960 SWE) con William Berntsen, Steen Christensen, Søren Hancke. Medaglia di Bronzo: Svizzera Ballerina IV – Z 37 (progetto Henri Copponex - costruzione Chantier Naval de Corsier-Port 1960 FRA) con Henri Copponex, Pierre Girard, Manfred Metzger. 11° Voloira II (progetto H. Copponex - C. N. Corsier-Port 1958) Pietro Reggio, Franco Zucchi e Marco Novaro.

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Podio della Classe Dragone. Medaglia d’Oro: Grecia Nirefs – GE 3 con Costantino II di Grecia, Odysseus Eskitzoglou e Georgios Zaimis; Medaglia d’Argento: Argentina Tango – A 34 con Jorge Alberto Salas, Héctor Calegaris e Jorge Alberto del Río; Medaglia di Bronzo: Italia Venilia - I 19 con Antonio (Nino) Cosentino, Antonio Ciciliano e Giulio De Stefano. Tutti e tre i Dragoni furono costruiti dal cantiere danese Børresen Bådebyggeri.

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Podio della Classe Star. Medaglia d’Oro: URSS Tornado – SR 3802 con Timir Pinegin e Fyodor Shutkov. Medaglia d’Argento: Portogallo Ma’ Lindo – P 3954 con Mário Gentil Quina e José Manuel Gentil Quina. Medaglia di Bronzo: Stati Uniti Shrew II – US 3871 con William Parks e Robert Halperin. Per un differenza di 249 punti (6047 rispetto a 6296) restarono fuori dal podio Tino Straulino e Carlo Rolandi su Merope III - I 3810. Tutte le prime quattro imbarcazioni furono costruite dal cantiere statunitense Old Greenwich Boat. La Medaglia di Bronzo nella classe Star sarà riscattata da Franco Cavallo e Camillo Gargano su Romance - I 5023 alla XIX Olimpiade che per la vela si terrà nel 1968 a Acapulco. Straulino ritornerà a Napoli nel 1965, al comando del Vespucci, per vincere il Campionato Mondiale della Classe 5.5 su Grifone (I - 42) con Massimo Minervini e Bruno Petronio. Carlo Rolandi con Alfonso Marino, dopo aver vinto da timoniere quattro titoli italiani nella Classe Star, vincerà nel 1965 a Mohammedia (Marocco) su Caprice III - 4932 il Campionato Europeo e del Nord Africa. La sfuggita Medaglia di Bronzo olimpica sarà riscattata dal nipote Matteo Castaldo, canottiere del Circolo Savoia, all’Olimpiade di Rio de Janeiro del 2016, nel quattro senza maschile con Giuseppe Vicino, Matteo Lodo e Domenico Montrone. Carlo Rolandi sarà Presidente della Federazione Italiana Vela dal 1981 al 1988, insignito nel 1997 dall’ISAF del Premio Beppe Croce e ora è Presidente Onorario della FIV e Socio Benemerito del Circolo Savoia.

Al termine dei Giochi Velici, la rivista Vela e Motore pubblicò sul numero di novembre quanto segue: I locali del Royal Thames Yacht Club di Londra, aperti all’annuale conferenza dell’International Yacht Racing Union, hanno echeggiato di applausi e di lodi all’indirizzo dell’Italia per aver saputo consegnare alla storia un capolavoro di organizzazione olimpica salutata da tutti come la più grande rassegna agonistica e la più bella festa dello yachting che lo Sport ricordi. Una vera apoteosi, specialmente da parte degli inglesi, con aggettivi superlativi nei riguardi del binomio U.S.V.I. - Marina Militare per l’imponente realizzazione tecnica, apoteosi culminata nella dichiarazione del Presidente Onorario della I.Y.R.U.: “gli yachtsmen italiani attribuiscono, con un atteggiamento di modestia, alla Marina Militare il

successo della XVII Olimpiade dello Yachting, ma quello che è veramente encomiabile è che essi hanno saputo ottenere dalla Marina Militare quello che i nostri amici inglesi non sono mai riusciti ad avere dalla Royal Navy”. Pubbliche attestazioni come questa, formulate dai più autorevoli esponenti nella conferenza al vertice dello yachting, confortano il nostro Sport nella delusione avuta in campo agonistico, ne affermano la vitalità intellettuale, creativa e gli assegnano un posto di prestigio nella direzione. La frase «L’Olimpiade di Napoli dovrà esser presa come modello da tutto il mondo », ricorreva continuamente nelle discussioni dei delegati convenuti alle riunioni londinesi ed è lusinghiero rilevare come tutti i lavori, dai Sottocomitati al Comitato Permanente, si siano svolti facendo sempre riferimento a quanto fatto ed a quanto attuato a Napoli.


Podio della Classe Flying Dutchman. Medaglia d’Oro: Norvegia Sirene - N 5 (costruzione ALPA 1960 ITA) con Peder Lunde Jr. e Bjørn Bergval. Medaglia d’Argento: Danimarca Skum - D 4 (costruzione ND SBW 1958 GER) con Hans Fogh e Ole Gunnar Petersen. Medaglia di Bronzo: Germania Macky VI - G 199 (costruzione ND SBW 1959 GER) con Rolf Mulka e Ingo von Bredow. 12° Aldebaran II (Baglietto 1955) con Mario Capio e Tullio Pizzorno.

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Podio della Classe Finn. Medaglia d’Oro: Danimarca (n.v.167) con Paul Elvstrøm che a Napoli conquistò il quarto Oro olimpico consecutivo. Medaglia d’Argento: Unione Sovietica (n.v.163) con Aleksander Tšutšelov. Medaglia di Bronzo: Belgio (n.v.145) con André Nelis. 14° n.v. 154 Bruno Trani. Tutti i Finn partecipanti all’Olimpiade erano stati costruiti dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone con vele Velscaf del Comandante Dario Salata e furono poi assegnati a 50 Circoli velici italiani. Il Finn n.v.167 di Elvstrøm, di colore azzurro, fu assegnato al C.V. La Spezia e nel 2019, grazie a Paolo Rastrelli, è stato identificato e, su iniziativa dei Soci del Circolo Savoia avv.ti Filippo e Giuseppe La Scala, è stato restaurato e ora è in esposizione nel Cantiere della Memoria alle Grazie di Porto Venere.

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3 Settembre 1960

Il Ballo dei Re a palazzo Serra di Cassano

In occasione dei Giochi Olimpici, i Duchi Francesco ed Elena Serra di Cassano aprono, per la prima volta dal 1799, il maestoso portone di via Egiziaca del palazzo posto sulla collina di Pizzofalcone. Re e Regine, Principi e Principesse, Maharajah e Maharani e i protagonisti delle pagine patinate dell’epoca sono gli invitati d’eccezione di quello che passerà alla storia come Il Ballo dei Re e delle Regine.


Arrivano gli invitati. Da sinistra: Lilletta Imperiali di Francavilla, Gerarda de OrlĂŠans-Borbon, Beatriz de OrlĂŠans-Borbon e il Conte Tomaso Farini.

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Il Duca di Casalnuovo Federico Berlingieri, la Principessa Maria Cristina d’Aosta, Amalia de Grenet e Sandro del Balzo.


La Contessa Neera Citterio, la Principessa Doris Mayer Pignatelli della Leonessa e Francesca Sersale.

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Le Principesse di Svezia Margaretha, Brigitta e DesirĂŠe accompagnate da Mimosa Parodi Delfino.


Il tavolo con le livre d’honneur. 111


Il Duca Francesco Serra di Cassano, il Re di Grecia Paolo e la Regina Federica.


La Duchessa Elena Serra di Cassano e le Principesse dei Paesi Bassi Beatrice e Irene. 113


Aristotele Onassis stringe la mano al Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Avery Brundage.


La Maharani di Jaipur Gayatri Devi con Elsa Maxwell. 115


Guendalina Giannantoni con il Principe di Strongoli Vincenzo Ferrara - Pignatelli.


Il Duca Francesco Serra di Cassano, la Duchessa Anna d’Aosta e il Presidente del Circolo Savoia dott. Renato Barendson.


Il ventenne Mario D’Urso, futuro Senatore e Sottosegretario di Stato, con le Principesse dei Paesi Bassi Irene e Beatrice e Carla de OrlÊans- Borbon.


Maria Callas.

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Bibliografia e sitografia

AA.VV. (1939) “Roma Olimpica” http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14513&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1958) “Olimpiade 1960” E.N.I.T. http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14502&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1960 )“ Napoli Olimpica”, E.P.T. e A.A.S.C.T. Napoli AA. VV. (1960) World Sport, fascicolo agosto 1960 http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14530&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1960) World Sport, fascicolo settembre 1960 http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14531&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1960) World Sport, fascicolo ottobre 1960 http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14532&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1960) World Sport, fascicolo novembre 1960 http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14533&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1960) World Sport, fascicolo dicembre 1960 http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14534&p=1&c=1#page/1/mode/2up AA. VV. (1960) “1960 I Giochi di Roma”, Stadio AA. VV. (1960) “Giochi della XVII Olimpiade.Roma 1960 - Rapporto Ufficiale del Comitato Organizzatore” vol. I Organizzazione http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14501&p=218&c=8#page/1/mode/2up - la vela da pag. 183 a 194 (da 189 a 200 del pdf). Vol. II Concorrenti e Risultati http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&f=14529&p=1&c=1#page/1/mode/2up - la vela da pag. 963 a 1023 (da 978 a 1038 del pdf). AA. VV. (2010) “Era il 1960 - L’Olimpiade di Roma ” SPQR Sport fascicolo n.3/2010, https://issuu.com/alfacomunicazione/docs/ss03_sito AA. VV. (2010) “50 anni fa la nostra Olimpiade” Notiziario dell’APEC fascicolo n. 50/2010 https://issuu.com/aurosat/docs/speciale_testo_per_il_sito AA. VV. (2011) “Le Olimpiadi del “miracolo” cinquant’anni dopo”, Franco Angeli Abrahams Harold (a cura di) (1960) “Giochi Olimpici 1960”, Feltrinelli Andreotti Giulio (2010) “Roma 1960 - L’Olimpiade che univa un mondo diviso” 30 giorni, fascicolo n.6/7 2010 http://www.30giorni.it/articoli_id_22788_l1.htm

Frasca Augusto e Loriga Vanni (2010) “Roma olimpica. La meravigliosa estate del 1960”, Roberto Vallardi Impiglia Marco (2010) “L’Olimpiade dal volto umano. Tutti i giochi di Roma 1960”, Eraclea Irsifar (a cura di) (2011) “Le Olimpiadi del “miracolo” cinquant’anni dopo”, Franco Angeli Maraniss David (2010) “Roma 1960. Le Olimpiadi che cambiarono il mondo”, Rizzoli Martellini Nando e Valenti Paolo (1960) “Olimpiadi 1960”, Eri www.leolimpiadiditalia.it/roma-1960_.html www.roma1960.it/it/le-olimpiadi/roma-1960

Sui Giochi Velici

AA. VV. in riviste Vela e Motore e Yachting Italiano AA. VV. in Notiziario del C.S.T.N., fascicoli n. 39, 53 e da 80 a 95 https://www.cstn.it/notiz_search.php Belloni Franco (1999) “70 anni della Federazione Italiana Vela”, Federazione Italiana Vela Belloni Franco, Rastrelli Paolo, Rolandi Carlo (2005) “Agostino Straulino con la Vela nella Storia” Centro Studi Tradizioni Nautiche Besana Davide (2018) “Elvstrøm e il suo Finn alle Olimpiadi di Napoli del 1960”, Yachting Library Croce Beppe (1960) “Relazione sulle regate veliche della XVII Olimpiade”, U.S.V.I. Dalla Vecchia Giuseppe, La Posta Laura (1993) “ Yacht Club Canottieri Savoia 1893 - 1993” Franco Carlo e Rastrelli Paolo (2017) “Quando Napoli andava a vela. Racconti di mare e di un tempo che fu”, Pironti Rolandi Carlo (1999) “La vela a Napoli”, Edizioni 10/17 Zivarello Bruno e Camoriano Attilio (1969) “Storia dei Giochi Velici”, Yachting Italiano

Filmografia

Marcellini Romolo (regia di) (1960) “La Grande Olimpiade”, Istituto Nazionale Luce www.youtube.com/watch?v=Kx8mGG7KYBk - la vela è tra i min. 56,07 e 58,44.

Sul ballo dei re

Prunas Hobart Masha (et al.) (2010) “1960 L’anno dei re a Napoli”, Electa www.youtube.com/watch?v=N97YoWctjIg www.youtube.com/watch?v=Mj0mO9lU0PE www.youtube.com/watch?v=SEh9_gKtnZY

Gli interi servizi fotografici sono consultabili sul sito dell’Archivio Fotografico Riccardo Carbone www.archiviofotograficocarbone.it inserendo la voce “Olimpiade”

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1960 Napoli Olimpica  

1960 Napoli Olimpica  

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