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Periodico di informazione a cura dell’associazione “Longare di Più”

longaredipiu@libero.it

Il punto

Valaurie

L’u

Intervista a Luc Chambonnet, Sindaco di Valaurie. Pensavamo di fare una breve presentazione iniziale: ci puoi dare alcuni tuoi riferimenti, età, titolo di studio, attività lavorativa, data di elezione a Sindaco ed hobby? Ho 51 anni e lavoro nel gruppo “La Poste”. Sono stato eletto Sindaco nel marzo 2008 dopo aver compiuto 2 mandati come Primo Assessore, dal 1995 al 2008. I miei hobby sono la lettura, il cinema e le escursioni turistiche-culturali . E anche gustare buoni piccoli piatti”. Non è probabilmente un hobby, ma io sono molto goloso.

Francesco Scalzotto

P

er molte persone di Longare il nome di Francesco Scalzotto non dirà pressoché niente. Eppure per 20 anni è stata una presenza costante nel nostro territorio. Francesco Scalzotto, uno dei fondatori del Gruppo Presenza a Longare, che per più di vent’anni, assieme a Bruno Matteo Bonato, la Domenica mattina con una presenza silenziosa davanti alla Base Pluto di Longare ha testimoniato e ribadito l’ideale della non violenza e del contrasto alle spese militari. Purtroppo la sua tenacia è stata vinta da una malattia incurabile nel mese di Dicembre. Avendolo conosciuto, ho potuto apprezzare la sua competenza, il suo rispetto comunque dell’avversario, il suo modo di credere veramente nella pace e nella nonviolenza che riusciva ad esprimere proprio con il suo modo di testimoniare, senza la cultura dell’apparire che tanto và di moda adesso, ma con la sua presenza discreta, umile e silenziosa Chi passa per la pista ciclabile all’altezza della base Pluto, troverà un cippo di pietra dei Berici e un piccolo Tiglio, a testimonianza e ricordo di un uomo che con Il suo modo di “essere”, l’idea cui credeva, al di là di come ognuno la pensi sulla questione basi militari, potrebbe essere presa d’esempio in questo nostro tempo dove a volte la coerenza delle idee lascia spazio al servilismo verso i più forti e dove l’importante è gridare, comunque sempre più forte dell’altro.

sommario “i

Signor Sindaco ci può presentare brevemente il suo paese, Valaurie, gemellato con Longare? Valaurie è un piccolo paese della Provenza di circa 550 abitanti, situato in “posizione ideale”, ossia comodo alla Valle del Rodano con le sue attività commerciali e industriali, ma allo stesso tempo lontano dai rumori delle grandi città. A mezza strada tra la montagna e il mare, per le attività sportive e del tempo libero. Per il gemellaggio con Longare quali sono le sue impressioni, e quali iniziative si potrebbero mettere in campo? Ho l’impressione che ora il gemellaggio stia “perdendo fiato”, probabilmente a causa di una mancanza di interazione e di disponibilità, sia da una parte che dall’altra. A tal riguardo, abbiamo già provato nel passato che “ciò funzionerebbe” e i legami d’amicizia tessuti tra noi testimoniano le buone relazioni instauratesi tra le nostre due comunità. Per l’avvenire gradirei interporre più scambi concreti sul tema culturale ed artistico (spettacoli, concerti, mostre...), sviluppare una correlazione tra i giovani (dai 13 ai 16 anni per esempio), provare ad elaborare un progetto comune da realizzarsi a Longare e a Valaurie come, per esempio, un locale, una fontana, un riparo per attendere l’autobus, una piccola strada lastricata… Ed infine, perché non considerare degli scambi economici diretti? Com’è caratterizzato il tessuto sociale nei paesi dove vivete? Il tessuto sociale a Valaurie è per la maggior parte caratterizzato dalla classe media. In Francia esiste una classe sociale molto ricca detta “superiore”, una classe media molto importante ed altresì abbastanza vasta nella sua entità, ed una terza classe modesta che si ritrova, per esempio, nelle case popolari. Quali sono le categorie produttive che caratterizzano le vostre zone? L’attività economica di Valaurie si basa comunque sull’agricoltura, anche se in forte declino dato che oggi si contano solo 3 contadini attivi. Ma alcuni terreni di Valaurie sono lavorati da agricoltori di altri comuni. Si basa anche su un’importante attività artigianale composta da piccole e medie imprese: lavoro del calderaio, trattamenti di impermeabilizzazione, edilizia, fabbricazione di protesi, veicoli specifici per coltivare la vite, preparazione di sciroppi e liquori, restauro di oggetti antichi. C’è anche una forte attività turistica: Valaurie dispone di 3 alberghi-ristoranti, 2 ristoranti e di un villaggio-vacanza così come qualche camera per ospiti.

• L’uovo oggi PAG. 1 • La scuola riparte • Giovani d’oggi • Campo da calcio di Lumignano: quale futuro? PAG. 2 • 5x1000, riflessioni • Una rotonda sul Bacchiglione PAG. 3 • INCONTRI del mercoledì PAG. 4 • Francesco Scalzotto PAG. 5 • Valaurie PAG. 6

Ma è vero che alcuni agricoltori stanno sostituendo la coltivazione della vite con la coltivazione della lavanda? È vero che certe coltivazioni di viti sono state sradicate e sostituite da altre colture come quelle dei cereali e della lavanda.

Alla luce della crisi economica che ha coinvolto anche la Francia, qual è stato l’impatto nella vostra comunità e quali azioni sono state messe in campo per contrastare la crisi? Abbiamo la fortuna di trovarci in una regione che non ha risentito troppo della crisi economica. Alcune attività locali, però, soffrono inevitabilmente. Come giudica la ‘qualità della vita’ in Francia e in particolar modo a Valaurie? Considerando non solo il benessere economico ma anche i livelli di servizi offerti, la scuola, la cultura, i livelli di servizi sanitari e così via? Questa domanda, come la precedente, è molto vasta e non può ottenere una risposta concisa. Al contrario meriterebbe un dibattito… Ma, a Valaurie, siamo coscienti di beneficiare di una qualità di vita privilegiata grazie all’ambiente naturale e al clima. È oggi sempre più complicato proporre nuovi servizi ai nostri abitanti a causa dell’indifferenza sempre più evidente del Governo francese attuale. La cultura e la vita artistica sono le prime ad esserne compromesse. I servizi pubblici, sia in termini di impieghi professionali che finanziari, sono sempre più ridotti. Questa linea politica tende ad aumentare la disuguaglianza economica tra i cittadini.

n°3 settembre 2010

ovo oggi

L’uovo oggi o la gallina domani“ è una metafora contadina tuttora molto efficace. Le società dominanti della terra scelgono sempre più il vantaggio immediato, l’uovo oggi appunto, e le persone sono culturalmente indirizzate a non preoccuparsi del futuro, poiché il modello economico basato sullo sviluppo continuo dei consumi impone questo atteggiamento. Non è necessario ricordare tutte le conseguenze, alcune già tangibili, di un modello basato sulla crescita continua e mercato aperto, e sul consumo sempre più veloce di risorse non rinnovabili, basta dire che il pianeta è già sovrappopolato e le risorse vitali come la terra, l’aria, l’acqua e l’energia sono limitate. Cosa resterà ai nostri nipoti? Il problema è globale ma soprattutto locale, perché tutte le azioni si sommano e nessuno può evitare di prendersi la sua parte di responsabilità. Anche nelle nostre zone abbiamo agito finora con poco criterio: edificazione diffusa e disordinata, sia residenziale che produttiva, con conseguente traffico difficile da incanalare in reti di trasporto pubblico ma che genera continuamente esigenze di nuove strade, le quali a loro volta consentono la realizzazione di nuovi insediamenti… e il circolo diventa vizioso. Il risultato di questo modello lo conosciamo: consumo insensato di territorio agricolo, tempo e denaro persi con gli spostamenti in auto. L’agricoltura, fondamentale per il territorio e per il futuro di tutti, viene aggredita su tutti i fronti: prezzi troppo bassi dei prodotti, contributi che aumentano, governi che non si curano, se non per annunci, di salvare il lavoro agricolo. In questo quadro si inserisce anche l’ultima notizia del possibile insediamento di un deposito Despar, su 45 o 60 ha di buon terreno agricolo, a Longare in prossimità del futuro casello della A31 sud. Gli elementi per considerare tale scelta come uno spreco inutile del territorio ci sono tutti: - l’autostrada in costruzione che, oltre a generare traffico, favorirà nuovi insediamenti, in primis legati alla logistica (molta superficie e poco lavoro). Nonostante i politici, in fase di approvazione del progetto della A31, avessero tentato di negare questo effetto, ciò si sta puntualmente verificando e aree produttive già urbanizzate vengono abbandonate per crearne di nuove vicino ai caselli; - l’agricoltura non più redditizia porta a vendere il terreno per altri usi più remunerativi; - l’interesse avido dei Comuni ad avere risorse subito, da oneri ed ICI, date le magre finanze, porta gli amministratori ad accettare e favorire questi interventi senza preoccuparsi del lungo periodo; - gli enti di governo territoriale, Provincia e Regione, si comportano in modo contraddittorio. Tutti ricordiamo le campagne della provincia di Vicenza contro il proliferare dei capannoni. La legge urbanistica Regionale proclama lo sviluppo sostenibile, ma poi possono ignorare e vanificare la pianificazione con gli accordi di programma, se gli interessi economici sono abbastanza forti. Viene da chiedersi se con tutte le zone produttive dismesse o sottoutilizzate, che esistono anche vicino ad alcuni caselli autostradali, sia proprio necessario sacrificare del terreno coltivato, tra l’altro classificato nel PTCP come: “aree di agricoltura mista a naturalità diffusa e ad elevata utilizzazione agricola (terre fertili)” nelle quali i Comuni, in sede di PRC “evitano di norma lo sviluppo insediativo” e dove viene individuato un corridoio faunistico. Ma i meccanismi di scelta sullo sviluppo non sono, neanche nella nostra regione, quelli di una corretta e razionale pianificazione, ma quelli sopra elencati, legati ad un immediato e momentaneo guadagno per alcuni soggetti. Perciò c’è chi sceglie l’uovo oggi e… solo per alcuni! Di galline domani, per i nostri nipoti, non se ne parla proprio!

Ultima domanda, quali sono state le sue impressioni su Longare e sull’Italia? Abbiamo apprezzato molto i paesi di Lumignano, Costozza, Castegnero e Nanto. Ci sembra che fa “buon vivere” (come si dice in Francia) nei vostri paesi, dove il vostro stile di vita non è lontano dal nostro. Dell’Italia, in generale, abbiamo apprezzato l’accoglienza, la disponibilità e la pazienza degli Italiani che si sono prodigati per farci conoscere il loro paese. Ci verrà a trovare presto? Speriamo vivamente di rendervi visita nel 2011.

EDITORE CRZ - LONGARE Registrato presso il Tribunale di vicenza n° M-1112 Direttore Responsabile: Michele Boato - Stampato e distribuito in proprio dall’Ass.ne “Longare di più”


La scuola … riparte!!! Anno scolastico 2010/2011, la scuola è ripartita anche nelle nostre frazioni, nonostante la riforma, i tagli e le mille difficoltà con le quali i genitori devono confrontarsi: libri nuovi o usati, insegnanti che cambiano, problemi di orari se non quando anche i capricci dei propri figli alle prime esperienze con una nuova scuola, con una nuova classe e nuovi compagni, ma che tutto sommato durano poco, la nostra scuola sa dare le giuste risposte anche a questi piccoli grandi problemi iniziali. Un’altra novità, senz’altro positiva, riguarda la mensa, dove il costo sarà sotto i 4,00 euro, dovuto al passaggio dello scodellamento, ovvero di chi prepara le portate, dalla ditta che effettua la ristorazione al personale della scuola, per il quale l’amministrazione ha rimesso in campo quei 10.000 euro/anno, che erano destinati alle cd ‘funzioni miste’ e che l’anno scorso erano stati cancellati dal bilancio per esser impiegati solo in parte per un contributo ad alcune fasce di utenti. Spiace pensare che questo contenimento della spesa generalizzato venga affrontato solo dopo un anno e che, dopo una serie di no, non so, forse, si scopra che non sono stati ‘celati’, ma impiegati nel finanziamento del completamento della mensa della scuola primaria di Longare. Risultato atteso e sperato! Ma almeno un ringraziamento da parte dell’amministrazione è dovuto a tutti i genitori, che con il loro contributo straordinario sulle spese della mensa hanno permesso il completamento di un opera pubblica. Probabilmente se l’amministrazione avesse glissato meno e fosse stata un po’ più di chiara e trasparente, non avrebbe guastato. Comunque buon anno scolastico a tutti gli alunni, genitori, insegnanti, personale amministrativo ed ATA (precario e non) delle nostre scuole di Longare.

Giovani d’oggi L’estate che abbiamo alle spalle è stata funestata da numerose perdite di vite umane. Catastrofi ambientali, violenze, riacutizzarsi di conflitti, hanno fatto si che in questo nostro mondo purtroppo continuino ad esserci lutti e disperazione di persone Un evento in particolare ha richiamato la mia attenzione , la tragedia di Duisburg dove 32 giovani hanno perso la vita e altri 300 e passa giovani sono rimasti feriti. Nei media dopo un primo momento di solidale vicinanza con chi ha perso la vita, si è scatenato un dibattito fatto di lettere articoli dove esimi luminari della “sentenza “ prendevano in esame soprattutto la precarietà del mondo giovanile , arrivando spesso alla conclusione che siamo di fronte ad una gioventù dedita alla perdizione, senza valori e difficile da redimere. Addirittura c’è chi come il vescovo d ausiliario di Salisburgo afferma che “Partecipare alla “ripugnante” Love Parade è “peccato”. Morire alla Love Parade è la “punizione divina” mettendo nero su bianco la sua convinzione che i morti della terribile ressa scatenatasi alla Love Parade di Duisburg lo scorso 24 luglio, costato la vita anche alla giovane italiana , altro non sia se non il castigo di Dio contro la perdizione di una gioventù impossibile da redimere. Lascia molto perplesso di come il mondo degli adulti sia molto più portato a percorrere la via più semplice della della “ condanna” della trasgressione , piuttosto di fare la fatica di rifletterne e risalirne alle cause. Risulta molto più impegnativo avere l’umiltà di riconoscere gli errori di noi adulti, genitori, educatori e rendersi conto che i giovani sono lo specchio nel quale possiamo vedere gli insuccessi della nostra società. Forse questo ci fa paura. Allora ci limitiamo ad interventi, normalmente di tipo punitivo, nei quali l’idea di ascoltare in silenzio i giovani per capire cosa li porta a certi comportamenti nemmeno viene presa in considerazione. Eppure molti giovani che hanno infranto il muro dell’egoismo e della paura sono diventati persone che hanno intrapreso una loro strada , sono diventati amministratori, insegnanti, artisti, operai, imprenditori illuminati e responsabili , volontari che si dedicano agli altri, ai più bisognosi, persone buone con un grande avvenire davanti. Questi sembrano una minoranza , ma non è così ma è soprattutto il segnale che se c’è terreno fertile i giovani portano frutto e producono speranza per loro e per gli altri. Purtroppo però esiste però anche una fetta di giovani ingannata dal mondo degli adulti dal miraggio del benessere e del successo facile, vittime che non sanno rifiutare le nuove schiavitù : dalla droga, ai falsi miti, dalle mode ai costumi con un pensiero dominante che condiziona la maggior parte delle scelte di questi giovani: “libertà è fare quello che voglio”, “rendo conto solo a me stesso”, “non devo preoccuparmi di nessun altro”. Questa convinzione, frutto di una cultura superficiale, amplificata acriticamente dai giornali e soprattutto dalle televisioni, ha portato molti giovani a credere che si possa vivere senza principi, senza purezza, senza mitezza, senza onestà. Quanti giovani vivono solo una notte alla settimana: il sabato sera! Ma esiste un grande mondo di giovani che non viene mostrato da chi fa informazione perché probabilmente perché non fa audience. Sono giovani che . vogliono affermare e mostrare con i fatti che non c’è libertà senza responsabilità, senza rispetto reciproco, senza fatica. La libertà è un valore, è un bene di tutti e per tutti. Si costruisce con la pace, con il lavoro, con la solidarietà, con il rispetto fino alla rinuncia: questi valori rendono la vita degna di essere vissuta. Oggi molti di noi non conoscono più il significato della parola “dovere” o lo ignorano deliberatamente. Il ribadire la responsabilità di ognuno nello svolgere il proprio lavoro. E’ la chiave e l’inizio di ogni cambiamento. Per fare questo bisogna però che mondo degli adulti assuma essenzialmente l’ atteggiamento dell’ascolto , invece di dilettarsi a distribuire sentenze, perché le parole degli adulti oggi non sono più credibili: perche il più delle volte a queste parole non seguono atteggiamenti consoni. Chi ha responsabilità nelle pubbliche amministrazioni, che decide il bene e il futuro di migliaia di persone, chi ha responsabilità religiose che determinano la crescita di molte coscienze, ci presentano ogni giorno uno spettacolo più desolante dove proprio le parole non contano niente perché i comportamenti non hanno più dignità. Questi devono fare un profondo esame di coscienza , modificare il proprio stile di vita, essere di esempio di quei valori che professano ognuno nel suo campo e soprattutto offrire ai giovani occasioni crescenti di responsabilità pubbliche, non solo a parole. Condizione necessaria e indispensabile, però, è che gli stessi giovani lottino con coraggio, con determinazione, senza violenza, per costruire un domani migliore

Campo da calcio di Lumignano: quale futuro? Da alcuni mesi, a Lumignano, circolano voci che il campo da calcio verrà, in occasione dei lavori di ampliamento dei locali del Centro Comunitario, riconvertito in parte in piazzale/parcheggio. Non bastasse questo, la seconda notizia che circola sarebbe quella di una richiesta formale, da parte della Parrocchia di Lumignano all’Amministrazione Comunale, di poter acquistare la metà del campo da calcio di proprietà del Comune di Longare. Visti i presupposti, alcuni residenti sensibili al caso, si sono mossi chiedendo informazioni agli interessati. Da qui è cominciata una confusione di spiegazioni e risposte contraddittorie. C’è chi sostiene che il campo verrà ridotto solo di alcuni metri (4/5 metri) e che comunque il progetto dei lavori al Centro Comunitario è stato presentato un Sabato sera dopo la S. Messa (scelta alquanto insolita!!) altri che smentiscono la possibilità di vendere la metà in proprietà in quanto il Campo Sportivo di Lumignano è l’unico rimasto nel comune, oltre agli impianti di via dei Martinelli a Longare, e quindi da preservare. Qualcosa che non quadra di sicuro c’è. Resta il fatto che pensare di dover rinunciare ad un luogo in cui per tutta l’estate si sono svolti dei tornei di calcetto organizzati da un gruppo di giovani del paese ed ogni giorno ragazzi di tutte le età ed in qualche caso anche qualche papà, si ritrovano a giocare a pallone, fa nascere un sentimento di rabbia. Siccome non si vogliono trarre conclusioni errate, forse sarebbe il caso che gli interessati alla questione organizzassero un’assemblea pubblica, per dare la possibilità a tutti di poter visionare (finalmente!!) e informarsi sul progetto di ampliamento del Centro Comunitario e sulle sorti del Campo da Calcio. Queste due realtà sono pur sempre patrimonio dei cittadini di Lumignano ed è quindi doveroso informarli nelle forme più opportune. Un suggerimento: l’incontro sarebbe il caso di organizzarlo in una delle serate tra lunedì e giovedì.

5xmille

INCONTRI

riflessioni

All’atto della dichiarazione dei redditi il contribuente può destinare una quota pari al 5 ‰ dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) a finalità di sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni e associazioni riconosciute; finanziamento della ricerca scientifica e delle università; finanziamento della ricerca sanitaria; attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente; sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni. L’attuale Amministrazione Comunale ha provveduto ad effettuare un capillare volantinaggio con l’invito chiaro ad evolvere il 5 ‰ sulla dichiarazione dei redditi al Comune di Longare. Ovviamente questa richiesta nasce dalle difficoltà che i Comuni hanno nel reperire risorse finanziarie. Purtroppo, i continui tagli alle Regioni, alle Province e agli enti Locali, decisi e votati dal Governo, si riflettono molto sulla gestione dei Comuni e creano difficoltà alle Amministrazioni Locali. Nel merito del 5 ‰ si pongono alcune dovute riflessioni: Grazie al 5 ‰ molte associazioni di volontariato (associazioni sportive, culturali, oratori, e anche asili d’infanzia) traggono benefici, anche se non immediati (poiché passano diversi anni prima di vedere i frutti concreti delle raccolte ottenute e spesso il ricavato non è molto consistente) ma comunque utili. L’indicazione ad evolvere questa modesta aliquota al Comune rischia di diminuire gli introiti di tutte queste Associazioni ed inizia una specie di gara nel “tirare una coperta” del sociale, che è davvero molto corta. Riteniamo che gli Amministratori debbano premere politicamente per cercare di imporre delle regole nuove e diverse che portino maggiori introiti alle realtà locali. Ad esempio, la modifica del patto di stabilità: meccanismo economico curioso che impedisce ai Comuni di investire nel proprio territorio anche se hanno fondi inutilizzati. Oppure con l’aumento della quota spettante dalle imposte versate dai propri cittadini, oppure con leggi che consentono di utilizzare eventuali fondi derivati dalla verifica sugli evasori fiscali del proprio comune… o altre azioni politiche. Il rapporto con i politici “importanti” (provinciali, regionali e nazionali), che si instaura con gli Amministratori Locali, deve essere paritetico: tutti i politici devono collaborare per l’interesse comune del cittadino poiché non esistono cittadini nazionali, regionali, provinciali o comunali. Purtroppo, non è così. I “grandi amici” sono pronti a correre, felici di poter condividere l’aspetto conviviale degli incontri, gradiscono le cene a cui sono invitati, declamano parole ricche di estetica formale, ma prive di impegni concreti. Si amministra con l’attenzione a non proporre soluzioni che possano irritare gli “amici potenti”, confidando nella loro simpatia e nei loro favori. Bisogna riportare i politici, a tutti i livelli, alla concreta realtà delle legittime necessità quotidiane: il 5 ‰ da solo non può farcela!

Una rotonda sul Bacchiglione Sono partiti i lavori del “bypass” di Longare, o “bretellina” o “strada schiva-semaforo”… chiamiamola come vogliamo, ma è un’opera pubblica messa in cantiere da anni e finalmente giunta ai primi colpi di ruspa. È stato, purtroppo, un iter lungo, troppo lungo, dove l’allora Assessore Provinciale Ciambetti e il Sindaco Walczer, nel dicembre 2004, in assemblea pubblica presentavano il progetto: risultato di una proposta di ben più di largo respiro che proponeva il collegamento Vicenza Est-Zona Artigianale di Longare, ma che per i limiti di spesa, considerava solo il centro di Longare e dove, tutti ne siamo coscienti, non avrebbe certo risolto il problema della quantità del traffico, ma avrebbe permesso un attraversamento migliore e soprattutto in sicurezza del centro di Longare. All’inizio l’iter è stato celere, tra incontri con i vari soggetti quali la Provincia di Vicenza, il Comune di Longare, AIM trasporti, FTV, privati e associazioni di categoria coinvolti per stilare le opportune migliorie tra cui, vista la differenza di quota della rotatoria, il sottopasso ciclopedonale che permetterà ai ciclo-pedoni provenienti da Secula di raggiungere il centro di Longare in sicurezza senza attraversare il piano stradale della Riviera Berica, passando sui marciapiedi e sui tratti pedonali in fase di progettazione e che adesso sono in fase di esecuzione. Ma inspiegabilmente la Provincia dal 2007 “rallenta il passo”, all’avvicendamento dell’Assessore Provinciale, fino ad arrestarsi nel 2008: le giustificazioni date si riferivano ad una revisione del costo dell’opera non previsto nel bilancio della Provincia, anche se i progetti esecutivi erano pronti già nel novembre 2008 e, se l’opera fosse stata messa in appalto da subito, questa non avrebbe subito quei ritocchi… e chissà perché sempre al rialzo! La strategia adesso risulta evidente: usare l’opera come trampolino di lancio per le elezioni regionali del 2010 e l’Amministrazione Comunale, che di mese in mese annuncia l’inizio dei lavori, viene presa in giro da questa attesa (attesa da “Deserto dei Tartari”). Ma a supporto della prima tesi, guarda caso, 10 giorni prima del voto ‘spuntano’ a far bella mostra di sé … due tabelloni ‘lieto evento’… ma delle ruspe neanche l’ombra! Bisogna arrivare al 1 luglio quando, a seguito anche di richieste verbali, il gruppo consigliare ‘Longare di Più’ sottopone al Consiglio Comunale una interrogazione chiedendo all’Amministrazione in primis la sicurezza dei tabelloni presenti sul piano stradale e poi l’applicazione delle sanzioni amministrative alla Provincia/ViAbilità e alla ditta appaltatrice per l’assenza di sicurezza del cantiere e dello stato di abbandono dello stesso… risulaperto a tato: nessuno ne è responsabile!!! Sarà stato il timore della figuraccia della sanzione? Ma almeno dopo 1 mezzogiorno mese iniziano i lavori!!! chiuso il martedì Dopo il periodo estivo ci auguriamo che i lavori possano riprendere con celerità, anche se le opere più impegnative sono i 2 ponti sul Bisatto, sia per il tempo di esecuzione sia per le opere edili, ma soprattutto per il disagio che recheranno al traffico e di conseguenza ai cittadini di Longare! Piazza Luigi Mazzaretto 19/21 …speriamo che il tutto si concluda in 2 anni … 200436023 Lumignano (VI) 2012 …otto anni per concludere un’opera! tel. 0444 555040 E ci viene da pensare: per analogia … il ponte sullo cell. 345 7758082 REA VI 0330734 Stretto di Messina?

Hanno collaborato:

MASSIMO CABRELLON MARCO CARLI CINZIA FOTI LUISA NANI

NICOLA PEGORARO FABIO TOMBOLAN ROBERTO WALCZER BENEDETTO ZACCARIA

del mercoledì Q

uando più di un anno e mezzo fa, alcuni cittadini del Comune di Longare hanno dato vita all’Associazione di impegno civico Longare di Più: Il sentire di tutti era quello di poter creare un luogo uno spazio dove tutti i cittadini , ognuno con le proprie specificità, possano contribuire per costruire una comunità di persone capaci di promuovere il bene comune al di là degli steccati ideologici, risvegliando la passione di occuparsi del bene di tutti e non solo ed esclusivamente del proprio. Ci è sembrato naturale inserire nel nostro statuto alcuni obbiettivi e strumenti da percorrere per realizzare ciò e li abbiamo individuati nel cercare, in primis, di costruire e formare una ricchezza culturale attraverso la conoscenza l’approfondimento e la discussione dei temi politico-amministrativi centrali per la qualità della vita e da lì poi sollecitare lo studio e la predisposizione di programmi o progetti mirati a servizio del Comune di Longare. Questo perché crediamo che, per lo sviluppo di una comunità, siano sicuramente importanti la costruzione di opere pubbliche quali strade ponti zone industriali e quant’altro, ma che questi non siano sufficienti per un vero sviluppo e una migliore qualità della vita, anzi, a volte, questi poi presentano più difetti che pregi, tra i primi anche la lenta (e quindi meno percepibile) cancellazione di tutti quei segni storici, siano essi concreti piuttosto che usi e costumi della società, che hanno segnato la vita dei nostri paesi per migliaia di anni e che in poco tempo soccombono davanti a colate di cemento ed insegne luminose trasformando il nostro vivere e come dice l’attore Paolini “saremo nude proprietà tra servitù di passaggio” Per questo riteniamo fondamentali che ad una crescita “infrastrutturale” venga stimolata anche una crescita ”culturale“ della comunità, che si attuerà attraverso la “conoscenza” delle varie tematiche che il nostro vivere attuale ci pone davanti, in modo da poter essere forza pensante e propositiva e non massa succube di messaggi più o meno artificiali calati dall’alto. La possibilità di conoscenza, il confronto fra idee, genera sicuramente un tessuto fertile per la crescita nell’ottica del bene comune, soprattutto perché questo da corpo proprio al senso letterario della parola comunità: attraverso il confronto e la partecipazione della gente si crea l’antidoto a quell’individualismo imperante nei nostri tempi, dove la chiusura sempre più in se stessi crea un mondo magari con più possibilità economiche , ma sicuramente molto più infelice. A questo proposito pertanto , come Associazione civica, intendiamo offrire alla comunità di Longare una serie di incontri che avranno luogo un mercoledì di ogni mese, proprio su alcuni temi che sono all’ordine del giorno del nostro vivere quotidiano. Cominceremo pertanto Mercoledì 22 Settembre con un incontro dal titolo “IL RUOLO DELLA SCUOLA NELLA SOCIETÀ - Serata di informazione e confronto sulle prospettive e i problemi della scuola italiana alla luce delle nuove riforme”. Ritenevamo di discutere di questo argomento all’inizio di un nuovo anno scolastico, per conoscere le principali novità, per andare oltre ai soliti steccati ideologici che vede la scuola non come bene primario da difendere ma a volte come uno dei tanti enti che sperperano il denaro. Alcuni esperti del settore, ci aiuteranno a capire come sarà la scuola che i nostri figli frequentano, in modo che la conoscenza possa generare partecipazione al percorso formativo dei nostri figli. Il secondo incontro che avrà luogo Mercoledì 27 ottobre dal titolo “IL PUNTO sulle PENSIONI” cercherà di spiegare e far conoscere la riforma "infinita" della previdenza pubblica in Italia, con analisi ed indicazioni per gestire la propria situazione previdenziale anche alla luce degli ulteriori tagli introdotti dal governo ( legge 122 del 30 luglio 2010.. Il terzo incontro avrà luogo Mercoledì 17 Novembre e avrà come titolo “LA MOBILITA? NEL NOSTRO TERRITORIO; QUALE FUTURO? Come ci muoveremo nelle città di domani? Aspetti ambientali e sociali di un tema fondamentale per il nostro quotidiano..” In questa serata cercheremo di analizzare con aiuto di esperti, quale sarà la ricaduta nel nostro territorio sia da un punto di vista strutturale-ambientale che sociale delle nuove opere viarie in costruzione. Il quarto incontro avrà luogo Mercoledì 15 Dicembre e avrà come titolo “GIOVANI – SOGNO O SPERANZA”. Parleremo di situazione giovanile in un incontro che avrà una forma diciamo ribaltata”, nel senso che non vi saranno adulti esperti a parlare di giovani, ma giovani che parleranno ed esporranno le loro aspettative i loro sogni e le loro speranze agli adulti, che decidono oggi per loro e dove gli adulti per una volta dovranno fare la “fatica” di impegnarsi nell’ascolto Gli incontri avranno tutti luogo presso la sala consiliare del Comune di Longare e saranno pubblicizzati nei vari periodi in cui avranno luogo. Tutte le persone desiderano approfittare di un momento di conoscenza per formarsi e crescere, sono invitati


IL PUNTO