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IL CAFFE

GENNAIO 2021

1 A.S 2020/21 I


Gennaio 2021

IL CA Editoriale .....................2

IL CAFFÉ

Intervista alla dirigente .....................4 Planisfero .....................7 Politicando ...................16 News of the world

Giove e saturno: i due pianeti che si abbracciano per noi ...................18 Luce sulle notizie

“24 pianeti super abitabili” ...................20 Ieri e oggi

Pandemie a confronto ...................22

Indice

Sondaggio ...................25 Sapere aude ...................28 Resilienza ...................30 Crescendo

Il deficit dell’attenzione ...................32 Psuche ...................34 Un caffé con...

...un commerciante teramano ...................36 Turisti per caso

La Cina: meraviglioso connubio di antichità e innovazione ...................37 Iter per nostrum aprutium ...................39

II


AFFE

GENNAIO 2021

Indice

Curiosando

Positivi sì! Ma non al Covid ...................40 ...................41 ...................43 ...................44 ...................45

De re coquinaria

De regina Margherita ...................46

IL CAFFÉ

Melting pot

Storia del cinema Cineforum: The Greatest Showman Moda: semplicemente Giorgio La musica nel 2020

Sport

Sport nel 2020: ecco per chi quest’anno è stato indimenticabile ...................48 Tea time

Quarantine vs teens ...................50

Fitness per neuroni ...................52 Oroscopo ...................53

Gennaio 2021

Il poeta

Un campo di luna ...................51

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Editoriale 2020...

Editoriale

IL CAFFÉ

Gennaio 2021

l’anno che passerà alla storia Il 17 novembre 2019 a Wuhan, nella provincia cinese dell’Hubei, è stato individuato il primo caso di Covid-19, denominato inizialmente “malattia da nuovo coronavirus”. I primi contagiati sono stati principalmente i lavoratori del mercato umido, dove si vendono animali, anche vivi. Il 31 dicembre 2019 l’OMS, organizzazione mondiale della sanità, è stato informato circa l’esistenza di questo nuovo virus. Il semplice coronavirus si presenta solitamente negli uomini come un comune raffreddore, ma in passato ci sono state epidemie causate da ceppi di coronavirus molto più aggressivi che, in alcuni casi, hanno portato anche alla morte, basti pensare alla SARS del 2002 (che ha causato 700 decessi in tutto il mondo) o alla MERS nel 2012 (che ha causato 850 decessi in tutto il mondo). Nei primi di gennaio 2020 il ceppo che ha innescato l’epidemia di Wuhan è stato denominato come SARS-COV-2, conosciuto poi come “COVID-19”. Il contagio avviene e per contatto e per via aerea (tosse, starnuti, sudorazione, ecc). I sintomi più comuni della malattia sono: febbre, tosse secca e difficoltà respiratoria, fino a giungere a polmoniti. Il COVID-19 mira a distruggere gli alveoli ed

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è per questo che ci sono stati milioni di decessi. Il 20 gennaio 2020 vi fu una conferenza stampa nella quale l’epidemiologo Zhong Nanshan esortò la popolazione a non uscire o entrare nella città di Wuhan se non per motivi di vitale importanza e in quel caso di indossare obbligatoriamente le mascherine, tenendosi a debita distanza dagli altri, il giorno seguente la corporazione nazionale della sanità riferì pubblicamente che una nuova infezione da coronavirus si era diffusa a Wuhan. La mattina del 23 gennaio il governo impose l’isolamento totale di Wuhan ed altre città dello Hubei per poter contenere i contagi. Il 30 gennaio 2020 due turisti cinesi a Roma sono risultati positivi al coronavirus e successivamente ricoverati allo Spallanzani; il governo italiano ha deciso così di interrompere i voli da e per la Cina dichiarando lo stato di emergenza.


La stessa sera lo stato di quarantena è stato esteso a tutta l’Italia e l’11 marzo è stato dichiarato lo stato di pandemia…tutto si è fermato.

Sicuramente in ogni rubrica troverete segni del covid poiché ha segnato il nostro tempo e la storia, in molti hanno perso la vita e la nostra si è fermata il 9 marzo.

IL CAFFÉ

Con lo scoppio di questa enorme bomba noi studenti ci siamo ritrovati a dover svolgere lezioni online in DAD, didattica a distanza, in questo primo numero tratteremo di ciò che il COVID-19 ha portato nelle nostre vite e nel mondo che ci circonda, dal distanziamento sociale all’uso di mascherine e agli infiniti decreti che hanno scandito lo svolgersi di questo anno.

Editoriale

Il 22 febbraio è stato emanato un decreto per contenere l’epidemia che prevedeva la quarantena di 50.000 individui provenienti da 11 comuni nell’Italia settentrionale. Il 4 marzo, dopo la registrazione di 100 decessi a causa del virus, è stata ordinata la chiusura immediata di tutte le scuole di ogni ordine e grado in tutto il paese, mentre il 9 marzo lo sport è stato completamente sospeso.

Tassoni Stefano, Degnitti Francesca. Gennaio 2021 3


IL CAFFÉ

Gennaio 2021

Intervista alla Dirigente COME HA PROVVEDUTO AD ORGANIZZARE IL RIENTRO A SCUOLA DURANTE LA SECONDA ONDATA DEL COVID-19? “Abbiamo fatto un piano dettagliatissimo che ho inviato all’ufficio scolastico provinciale che prevede lo scaglionamento sia delle entrate a scuola (ci sono infatti due orari, uno alle otto e uno alle nove), sia delle uscite. Queste vengono attuate a rotazione, in modo tale da assicurare la presenza del 75% dei ragazzi. Non abbiamo modificato, invece, gli orari del Musicale e dell’Artistico, in quanto le loro lezioni si protraggono anche nel corso del pomeriggio.”

Intervista alla dirigente

E’ STATO DIFFICILE ORGANIZZARE IL TUTTO?

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“A dire il vero no, la mia unica preoccupazione riguarda il fatto che ci sono dei ragazzi che, arrivando da fuori città e, avendo mezzi di trasporto limitati, giungono da noi alle otto anche se la loro entrata prevista sarebbe alle nove: cosa dovrebbero fare? Ovviamente non possono entrare a scuola. Ed è per questo che nella prima stesura di questo piano abbiamo fatto entrare tutti gli studenti alle otto”.

COSA POSSIAMO IMPARARE DA QUESTA ESPERIENZA CHE HA COINVOLTO TUTTI INDISTINTAMENTE? NE VENGONO FUORI LATI POSITIVI? “Tutto questo che ci sta accadendo è una lezione di umiltà perché ci fa capire che ci sono delle cose che potrebbero sempre scombinare i tuoi piani. Quello che andava bene prima, ora non va più bene. La situazione attuale ci insegna che bisogna avere un grande spirito di adattamento, ma non solo: stiamo imparando ora ad apprezzare quello che prima ci sembrava scontato, l’essenziale, come una passeggiata all’aria aperta, oppure incontrarsi con gli amici. Un aspetto positivo è il ritrovamento della “vita in famiglia”: io credo che questo Natale passato solo con i familiari sia stato più intimo, più vero. In tutto ciò si può anche dire che grazie al lockdown abbiamo acquisito nuove competenze per quanto riguarda l’ambito del digitale: io stessa, non essendo una nativa digitale, mi sono dovuta adeguare. E’ sempre bello apprendere nuove cose; credo che nella vita, ma soprattutto in ambito scolastico o lavorativo, la curiosità sia fondamentale, perché ci permette di apprendere cose a noi sconosciute ogni giorno. Chi è munito di grande curiosità, è un vincente.”


COSA SENTE DI DIRCI RIGUARDO A QUESTO PERIODO E AL FUTURO PROSSIMO?

Intervista alla dirigente

IL CAFFÉ Gennaio 2021

L’importante in questo periodo, ma anche per il futuro di tutti, è il rispetto delle regole. Purtroppo noi Italiani non siamo molto portati a seguirle, ma dobbiamo capire che non rispettando le semplici regole che ci hanno dato viene a mancare il rispetto verso gli altri. Inoltre, quando si parla di legalità, intendiamo il rispetto e l’attuazione della legge: perché quindi dovremmo violarle? Ma noi Italiani siamo così, abbiamo un animo festaiolo, siamo sempre solari e sorridenti ma anche molto chiacchieroni e polemici: abbiamo sempre da sottolineare qualcosa che secondo noi non va. In questo momento, ad esempio, siamo tutti medici, tutti diciamo la nostra su questo virus, come quando, nel caso del terremoto dell’Aquila, siamo diventati tutti architetti. Abbiamo questa nostra libertà di espressione che, finchè non si cade nell’insulto, ci sta e mi fa anche sorridere. Ricordiamoci anche che noi “deriviamo” da popoli, come quello dei Latini ma soprattutto quello dei Greci, che avevano già capito che alle parole corrispondeva un pensiero (ed infatti λόγος significa sia parola che discorso), in cui l’attività oratoria era diffusissima e apprezzatissima, e quindi “l’arte del parlare” è nella nostra indole.”

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Intervista alla dirigente

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Gennaio 2021

UN ARGOMENTO MOLTO ATTUALE E’ QUELLO DEL FEMMINISMO E DELLE PARI OPPORTUNITA’: QUAL E’ IL SUO PENSIERO AL RIGUARDO E COSA SI PUO’ FARE PER CERCARE DI ABBATTERE ALCUNE IDEE RADICATE NEL PENSIERO COLLETTIVO?

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Io sono molto attiva in questo ambito, essendo anche vice-presidente della Consulta comunale per la parità e le pari opportunità. Un punto per cui mi batto sempre è quello della denuncia per qualsiasi tipo di illecito: per me il silenzio uccide la verità. Inoltre quest’anno ho voluto fortemente nella scuola il progetto STEM, che aveva lo scopo di superare il pregiudizio che le donne non riescono nel campo scientifico: questo per me non è assolutamente vero ma queste idee sono fortemente radicate nella nostra generazione. Noi dobbiamo cercare di sradicarle, e lo facciamo anche con questo progetto, in cui abbiamo dimostrato che le donne non hanno nulla da invidiare agli uomini, anzi, hanno una caratteristica fondamentale che le contraddistinguono: la caparbietà. Purtroppo i media e le televisioni non sempre aiutano, anzi: sono rimasta allibita da uno spezzone di un programma in cui veniva spiegato, da una ragazza stessa, come fare la spesa in modo sexy, quasi a rendere un oggetto il corpo della donna. Per non parlare delle pubblicità in cui tutti i corpi (non solo quelli femminili) sono sempre belli, allenati, attraenti, “lanciando” e ricordando stereotipi che invece non corrispondono alla realtà. Un modo per combatterli è l’educazione familiare, ma che non sempre è presente: lì dove mancano i genitori ha un ruolo importantissimo la scuola che deve formare, appunto, la società del futuro.

CI PUO’ DIRE IL SUO PENSIERO SUI SOCIAL? “In questo momento ci sono stati molto utili per sentirci vicini e non abbandonati. Per me, inoltre, il libro e il computer sono fondamentali, se nessuno dei due esclude l’altro, in quanto sviluppano due tipi di intelligenza, ovvero, rispettivamente, quella sequenziale e quella simultanea. I social però sono un’arma a doppio taglio: bisogna saperli utilizzare e farne quindi buon uso. Questo mondo tecnologico dona la celerità: noi dobbiamo stare attenti a non farle prendere il sopravvento sulla riflessione, che deve dominare la nostra testa. Per fare ciò è anche molto utile leggere, azione che forma e costringe ad assumere diversi punti di vista. Una cosa che non mi piace dei social è il fatto che ci si trovino con estrema facilità insulti o parolacce, condite con un alto livello di disinformazione e un’alta rotazione e condivisione di fake news; inoltre non mi piace neanche troppo l’idea di fare acquisti on-line: preferisco infatti fare acquisti nei negozi, dove posso sempre vedere cosa sto comprando.”

Tassoni Stefano, Degnitti Francesca.


Planisfero

Planisfero

Situazione internazionale

IL CAFFÉ Gennaio 2021

I consulenti linguistici dell’istituto inglese che redige l’edizione annuale del vocabolario Collins hanno eletto tra le 10 parole dell’anno la parola “Pandemia”. Entrata nel lessico comune a partire dall’11 marzo 2020, quando il direttore dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Tedros Adhanom ha dichiarato il COVID-19 una pandemia, la parola rivela già a partire dalla sua etimologia un carattere universale. Dal greco παν, “tutto” e δῆμος “popolo”, indica l’universalità dell’epidemia che il mondo sta attraversando dai primi mesi del 2020 alle prese con restrizioni sociali, quarantene e difficoltosi distanziamenti. La parola “lockdown” è un’altra tra le 10 più pronunciate dell’anno, che indica la condizione di “reclusione” dei mesi che abbiamo passato nelle nostre case per evitare la diffusione dei contagi da coronavirus. La parola è talmente universale che in Italia non ne è stata proposta una traduzione dall’inglese, mentre in Francia si parla di “confinement” e in Germania di “Ausgangssperre”, tutte espressioni che indicano i limiti entro i quali gli abitanti di tutto il pianeta sono stati spinti a restare per la salute comune. Il Coronavirus è da un anno a questa parte l’argomento centrale di dibattiti politici in tutto il mondo, e la sua gestione a livello sanitario, economico e governativo è stata e continua a essere la sfida dei governi di tutto il mondo.

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EUROPA

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In Italia ci siamo ritrovati a dover sacrificare molte delle nostre giornate chiusi in casa per i numerosi DPCM che il capo del governo ha emanato. L’Italia ha cercato di contenere la pandemia perlopiù tramite numerosi provvedimenti d’urgenza di natura amministrativa che entrano in vigore in tempi molto brevi. Giuseppe Conte ha sostenuto il Recovery Fund come valida soluzione per la crisi economica creata dal virus. La soluzione è stata approvata dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen come “Next Generation UE”, una risposta congiunta e condivisa dell’Unione Europea alla crisi economica da coronavirus. Si tratta di un finanziamento che avviene con l’emissione di “Recovery Bond”, titoli di debito garantiti dal bilancio UE 2021-2027, che consisterebbero in 750 miliardi di Euro di cui 500 stanziati dagli stati membri e 250 di prestiti. In questo modo, la condivisione del rischio sarebbe comune solo guardando al futuro e senza una condivisione del debito passato, accontentando anche i paesi del nord Europa che si sono opposti a una condivisione degli oneri legati ai debiti e hanno proposto l’emissione sia di finanziamenti che di concessioni a fondo perduto. L’Italia ad esempio, uno dei paesi più colpiti dal virus, potrà contare su 65,456 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto. Di queste risorse 44,724 miliardi, sarà destinato a progetti 2021-2022, i restanti 20,732 miliardi, ad impegni relativi al 2023. Nel complesso il “budget” italiano è di circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti, restituibili in 30 anni a partire dal 2027 fino al 2058. La parte più complessa è la “condizionalità” nell’erogazione delle risorse: i paesi beneficiari dei fondi europei devono dimostrare di rispettare lo stato di diritto e i basilari principi di democrazia nelle loro nazioni. Ogni paese Europeo deve infatti preparare un piano nazionale “Recovery Plan” che verrà valutato dalla Commissione Europea, per presentare come impiegherà i soldi del fondo europeo. L’Italia ha annunciato che spenderà i soldi del fondo in digitalizzazione, innovazione, rivoluzione verde e transizione ecologica, salute, infrastrutture, istruzione e formazione, ricerca e cultura, equità sociale, di genere, e territoriale. In Francia, Macron ha già presentato progetti che volgono a un sostegno dell’industria, delle imprese e dell’innovazione, affiancati da misure per l’aumento dell’occupazione e per un sostegno alle famiglie a basso reddito. Inoltre si è ritenuto importante l’isolamento termico degli edifici e degli ospedali e nuovi investimenti nell’idrogeno. In Germania si da invece priorità alle risorse per il digitale e alle infrastrutture. Sanità e sostenibilità all’insegna della decarbonizzazione, l’ammodernamento digitale della scuola, l’occupazione e le infrastrutture sono i temi che più interessano l’investimento tedesco. In primo piano secondo il team della Merkel ci sarebbero anche la riconversione degli impianti di condizionamento negli edifici e la riforma della burocrazia per una maggiore efficienza. Per risorse complessive infine, la Spagna è il secondo beneficiario delle risorse previste da Next Generation EU con 140 miliardi. Il governo di Pedro Sanchez prevede politiche a sostegno del lavoro, incentivi per le assunzioni, sostegno alla ricerca e all’innovazione con progetti diretti all’aumento di energia elettrica pulita ricavata da fonti rinnovabili.


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USA

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Il problema del COVID-19 è stato affrontato dai paesi extraeuropei con varie misure. Uno dei luoghi più colpiti del mondo con più di 20 milioni di contagi è stata l’America Settentrionale. La gestione della pandemia è stata costellata da numerosi altri eventi primo tra tutti le elezioni del nuovo presidente americano con la vittoria di Joe Biden. La forte campagna elettorale ha fatto sì che gli stati federali si dividessero in 2 parti: i pro Trump, repubblicani convinti che la pandemia fosse meno grave della realtà in una continua posizione di opposizione alla Cina, e i no Trump, i democratici che si battevano per il rispetto delle misure anti-contagio. Simbolo della gestione mal riuscita degli Stati Uniti è stato il presidente Trump che poche volte in pubblico ha indossato la mascherina. Oltre alle elezioni, gli Stati Uniti hanno vissuto un clima di grande tensione con le manifestazioni del movimento Black Lives Matter. Il movimento afroamericano impegnato contro la lotta al razzismo, contro le brutalità della polizia americana e le disparità a livello giuridico e sanitario, è tornato a farsi sentire con l’episodio di George Floyd il 25 maggio 2020, morto per asfissia a causa di una esagerata reazione da parte della polizia. L’abuso di potere della polizia americana è stata più volte denunciata dal movimento con violente proteste e gravi disordini causando anche la morte di ufficiali della polizia. Il “razzismo sistemico” in USA, così definito dal sindaco di Kansas City, causa disparità non solo a livello penale e giuridico ma ha gravi ricadute sulla salute delle persone nere. I dati del Center for Disease Control and Prevention mostrano infatti che così com’è maggiore il numero di neri nei carceri è maggiore anche il numero di neri contagiati rispetto ai bianchi. Questa disparità è causata da un reddito minore che influisce sulle condizioni di vita e di igiene, e di conseguenza dell’impossibilità di usufruire dei servizi di sanità che sono a pagamento. La povertà diffusa tra gli afroamericani gli impedisce di pagare medici, tamponi e di essere ricoverati. Per superare la crisi della pandemia, gli Stati Uniti hanno stanziato 900 miliardi di dollari da destinare alle piccole imprese, all’assistenza sanitaria, all’alimentazione e ai vaccini. Inoltre si cerca di curare il tasso di disoccupazione notevolmente aumentato.

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SUD AMERICA

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È spesso poco chiara la situazione del Sud America, che al momento ha il Brasile in terza posizione per il numero di contagi con oltre 7 milioni di positivi. Il tasso di povertà è aumentato notevolmente, il 37% della popolazione è povera e solo il 68% ha accesso a internet e per questo è difficile fare una stima dei contagi nei vari stati latinoamericani. Il virus è dilagato molto nelle favelas causando una vera e propria strage dei più poveri. Paesi come la Bolivia hanno ricorso a un rigido lockdown mentre altri come il Venezuela sono in preda al disordine e sono visti dai paesi confinanti come delle “Bombe a orologeria” nel caso gli abitanti iniziassero a emigrare. La situazione in Venezuela è critica a causa della crisi della politica autoritaria che fa uso di violenza e censura. I dati ufficializzati sono bassi e decisamente poco realistici. La situazione è grave a causa del mancato rispetto delle misure anti contagio ma soprattutto a causa del collasso del sistema sanitario. Gli ospedali non hanno acqua, sapone, tamponi, mascherine e il personale sanitario manca o è sottopagato. Un infermiere in media guadagna 3 $ al mese, somma pari al costo di una boccetta di disinfettante. In tutto il paese è presente 1 solo istituto nazionale che analizza i tamponi, nella capitale Caracas, che ne può processare solo 600 al giorno (in Italia se ne processano 60 mila al giorno). Inoltre manca la trasparenza del governo che non esita ad arrestare medici e giornalisti censurando la gravità della situazione, e a far chiudere cliniche private in quanto i risultati dei tamponi possono essere verificati solo da un ente governativo. Come raccontano alcuni medici, ci sono soldati in borghese che nelle strade reprimono violentemente ogni forma di opposizione e gestiscono l’uso del carburante dello stato e negli ospedali intervengono anche in decisioni mediche. La crisi sanitaria è affiancata dalla crisi politica in quanto il governo di Maduro non è riconosciuto a pieno dalla comunità internazionale che riconosce come presidente l’autore del colpo di stato Guaido e non provvede a dare aiuti di alcun tipo al governo ufficiale di Maduro. In Argentina, i contagi ufficiali sono pochi e la situazione appare sotto controllo. Il presidente Fernandez ha approvato una misura di “contributo solidale e straordinario” per mitigare gli effetti della pandemia a carico di persone in possesso di patrimoni superiori ai 200 milioni di Pesos (quasi 2 milioni di Euro) . Attraverso delle imposte il 2 % dei patrimoni più alti saranno raccolti e usati per aiutare la povertà e l’economia del paese. In realtà anche in Argentina, il governo tiene molto all’apparenza e non comunica il reale numero di contagi, si alternano periodi di restrizioni e altri di grandi assembramenti. La massiva partecipazione ai funerali di Maradona o alle proteste per la legalizzazione dell’aborto hanno causato grandi focolai che non sono stati tenuti sotto controllo anche per propaganda politica. La tassa per “i più ricchi” che contribuiscono all’aiuto del paese e dei suoi poveri è facile da evadere. Essa vale infatti solo per le persone fisiche, che ricorrono alla creazione di società per depositare i loro patrimoni e renderli intoccabili. Inoltre sembra che i soldi raccolti spariscano nelle tasche dello stato.


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INDIA

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Dal 24 marzo al 3 maggio 2020 l’India ha stabilito un pesante lockdown in tutto il paese e il governo di Modi ha esortato le aziende a non ridurre lo stipendio dei lavoratori per evitare una recessione economica. Il governo federale di Nuova Delhi ha attuato infatti un piano di 3 fasi per garantire supporti alimentari e aiuti economici ai singoli cittadini. La prima fase prevede l’impiego di 22,6 miliardi di dollari per i bisogni dei cittadini, la seconda l’impiego di 13 miliardi per le micro, piccole e medie imprese e la terza prevede un aiuto fiscale anche per le imprese maggiori. L’India è anche considerata il maggior produttore farmaceutico del mondo: è da qui che proveniva il famoso medicinale per il fegato che ha avuto risvolti positivi anche per i malati di COVID. In realtà la situazione che pare sotto controllo è anche qui negativa. L’India è piena di contraddizioni interne: si passa da realtà evolute e tecnologiche come Nuova Delhi a zone e comunità completamente rurali dove non c’è internet e manca ogni tipo di collegamento con il resto del mondo. Il maggior numero di contagi è avvenuto tramite i lavoratori delle grandi città che sono rientrati nei villaggi dopo aver contratto il virus e lo hanno così diffuso. La situazione più grave è nelle zone rurali dove i morti non si contano più sia a causa di impedimenti tecnici che per fattori culturali. Infatti la mancanza di termometri e tamponi e di medici ha fatto sì che molti morti di COVID restassero nell’ombra . Inoltre nel periodo di Lockdown numerosi sono stati i casi di giovani positivi al COVID che al rientro dalle famiglie non hanno comunicato la notizia per paura di essere ripudiati dai parenti. Molte altre famiglie non comunicano la causa di morte dei cari quando si tratta di coronavirus perché altrimenti verrebbero marginalizzate dagli abitanti del villaggio e anche dalle agenzie funebri che si rifiutano di fare i funerali e seppellire i morti di covid. I tamponi effettuati corrispondono al 10% della popolazione e vengono analizzati a Nuova Delhi e Calcutta, ma ai medici viene chiesto di escludere dal conteggio dei morti (più di 149.000) chi aveva patologie pregresse, in modo da mostrare una situazione migliore. Secondo il ricercatore Hernant Deepak, il reale numero di vittime sarebbe 6 volte superiore a quello comunicato e quello dei reali contagi 10 volte superiore con 88 milioni di malati. Lo stesso segnala la presenza sul territorio di diversi forni crematori che bruciano i corpi dei defunti. È difficile farne una stima perché già in condizioni normali solo il 18% circa dei decessi in India viene dichiarato dai medici.

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AUSTRALIA

In Europa, si è sentito davvero poco sull’Australia. Le misure adottate contro il covid sembrano essere state molto efficaci tanto che dal 30 ottobre 2020 Melbourne non ha segnalato nemmeno un nuovo caso di covid. Il governo Australiano ha avviato un lockdown di 111 giorni, una chiusura totale dei confini e un efficace tracciamento dei positivi per circoscrivere velocemente i focolai. I casi totali sono stati circa 28.000 e i morti poco più di 900 in un paese che conta 26 milioni di abitanti. L’efficace gestione della pandemia è avvenuta grazie a una forte coesione tra i partiti politici e ha mostrato come sia possibile contenere i contagi anche nei paesi che non hanno una gestione autoritaria come la Cina o il Vietnam. A partire da febbraio infatti, a differenza degli Stati Uniti, l’Australia ha chiuso tutti i confini dei suoi stati federali spiegando ai cittadini l’importanza di una momentanea “rinuncia” ad alcune libertà civili per la salute comune. Il premier australiano Scott Morrison ha provveduto a rendere possibili dei consulti medici tramite videochiamate e ha assicurato ultimamente la vaccinazione con tre possibili vaccini: Pfizer, AstraZeneca e uno australiano prodotto in Queensland. Pur essendo riusciti a rallentare e a quasi fermare totalmente il virus, in Australia l’attenzione è sempre molto alta e non è ancora possibile viaggiare all’estero. Inoltre dato il notevole cambiamento dello stile di vita, a causa del lockdown e della pandemia, il governo ha anche messo a disposizione di ogni abitante 10 sessioni di terapia psicologica con extra sedute per coloro che hanno riportato un trauma maggiore. Il piano chiamato “Better Access Pandemic Support”, sarà disponibile fino al 30 giugno 2022.

CINA

La Cina, forse lo stato più osservato di tutto l’anno 2020, pare aver sconfitto la pandemia. Come ha fatto? Innanzitutto c’è da sottolineare che la Cina aveva ricordi freschi di un’altra epidemia che l’ha segnata duramente, la SARS, e aveva già dei piani di emergenza nel caso di eventuali nuove pandemie. In secondo luogo la Cina è il maggiore produttore di dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti ed è stato facile aumentare la produzione. Ricordiamo che i cinesi sono stati capaci di costruire 3 ospedali covid prefabbricati nel giro di un mese. Inoltre il governo centralizzato e autoritario cinese, è riuscito a tenere severamente sotto controllo la popolazione, talvolta anche con metodi poco ortodossi, puntando alla salute pubblica e al raggiungimento della supremazia tecnologica ed economica.

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Il metodo cinese contro la pandemia è stato definito “metodo delle tre T”: testare, tracciare, trattare. La Cina infatti ha effettuato numeri altissimi di tamponi (solo a Wuhan che conta 11 milioni di abitanti sono stati effettuati 9 milioni di tamponi) e a ogni nuovo positivo scattava un tracciamento accuratissimo tramite telecamere, applicazioni, analisi e dichiarazioni dei cittadini. Nelle città giravano anche dei droni che rimproveravano e segnalavano chi non rispettava le norme anti contagio. La privacy dei cittadini è stata inevitabilmente limitata e anche molte libertà sono state soppresse, molti dissidenti hanno documentato con dei video che persone sospettate di essere positive sono state prelevate dalle loro case e portate via a forza o addirittura incatenate. Un fattore positivo è che nella cultura cinese non sono affatto diffuse le case di riposo, gli anziani sono strettamente legati alle famiglie e restano nelle loro case. Per quanto riguarda l’economia, la Cina è stato l’unico paese al mondo che ha registrato una crescita del Pil e ora punta a un maggiore consumo interno con minore dipendenza dall’estero. Il popolo cinese si dice soddisfatto dell’esito del governo cinese ma all’estero sono numerose le critiche nei confronti della politica autoritaria di Xi Jinping. Molti europei e americani la considerano contro le libertà fondamentali. Il governo cinese ha esercitato un controllo quasi totale su tutti i cittadini tramite i cellulari, le applicazioni e varie tecnologie, 47 giornalisti cinesi sono stati incarcerati nel 2020, altri 13 del New York Times sono stati espulsi e altri ancora sono stati puniti o completamente scomparsi. La censura cinese è forte e violenta tanto che i residenti sono molto cauti nel parlare in pubblico del virus perché temono di poter incontrare funzionari dello stato sotto copertura che indagano sulle loro opinioni e hanno paura di mettere in pericolo se stessi e la loro famiglia. Non è la prima volta che il governo cinese viene accusato di violare i diritti umani. Sempre nell’anno 2020 si era diffusa la presenza nella regione dello Xinjiang di «campi di concentramento » per musulmani, in particolare la minoranza degli uiguri. La Cina aveva dichiarato la presenza di questi campi detti « centri vocazionali » che prevedevano una rieducazione della minoranza musulmana tramite il lavoro, prevalentemente agricolo, considerato diritto e dignità della persona. L’obiettivo di questi centri era secondo i cinesi risolvere i problemi di società, in particolare la presa del fondamentalismo islamico sui poveri e sugli ignoranti, aumentare il tasso di occupazione fornendo lavoro anche alle minoranze una volta uscite dai centri ed essere stati rieducati al lavoro. Effettivamente il tasso di occupazione è aumentato, specialmente nel settore agricolo, anche se questi dati non sono verificabili. L’UE e diverse organizzazioni per i diritti umani hanno infatti richiesto più volte la possibilità di visitare questi luoghi, ma la Cina non permette a osservatori indipendenti di circolare per la regione. I pochi che sono riusciti a testimoniare le realtà dei « centri di vocazione » hanno detto che l’unico reale risultato è il genocidio culturale e demografico. Oltre ai lavori forzati, veniva imposta agli uiguri la lingua cinese e si verificavano aborti forzati, severi controlli delle nascite e sterilizzazioni delle donne musulmane. Inoltre una volta sopravvissuti ai campi , i musulmani liberi erano sottopagati e abbandonati alla povertà. Tutto sommato, i cinesi si definiscono comunque soddisfatti di Xi Jinping nonostante tutte le notizie sensibili circolanti sul suo governo autoritario.

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RUSSIA

La Federazione Russa, ha riservato un lungo silenzio sui dati della pandemia di cui si era riusciti a ricavare comunque qualche numero, fino a quando il 29 dicembre 2020 l’agenzia statistica Rosstat ha ammesso che in Russia da gennaio a novembre 2020 ci sono stati 229.700 morti in più rispetto all’anno precedente, di cui l’81% è legata al covid. La Russia è stata costretta ad ammettere la sua debolezza davanti al covid a causa del poco equipaggiamento e dell’impreparazione. Sobyanin, il sindaco di Mosca aveva avvertito Putin delle difficoltà sul fronte pandemia già a marzo, sostenendo che nulla era sotto controllo e ha indetto un lockdown per la città di Mosca. Putin invece non ha mai parlato di lockdown, tutt’oggi le restrizioni sono legate alla diminuzione del numero di persone che possono accedere ai luoghi pubblici come teatri, cinema, parchi, bar e ristoranti, coprifuoco, limitazioni per i più anziani ma non si parla di chiusure rigide come nel resto del mondo. Putin sostiene che la situazione sia affrontabile con il vaccino Sputnik anche se, come il vaccino cinese è stato diffuso ancora prima di aver superato la terza fase di sperimentazione, e che non sia necessario il lockdown. I contagi hanno superato i 3 milioni di malati e la grande fiducia associata al vaccino spaventa gli abitanti delle regioni più colpite dove gli ospedali hanno bisogno di medici e infermieri.


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AFRICA

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Sull’Africa si hanno poche informazioni, anche prima della pandemia era impossibile contare i decessi. Molte famiglie infatti non sanno nemmeno di dover comunicare la morte di un proprio caro, non sanno cosa sia un certificato di morte e seppelliscono i deceduti nei pressi dei loro villaggi con riti rurali. Ciò avviene nelle zone più arretrate del paese, ma anche negli stati più sviluppati come la Nigeria, solo il 10% dei morti viene annualmente registrato. Il virus è comunque molto diffuso in tutti gli stati del nord Africa, del centro e del sud. Il virus potrebbe però essere meno diffuso di quanto lo sia nel resto del mondo per via delle temperature elevate, per la media giovane del paese, che potrebbe aver portato a un elevato numero di asintomatici piuttosto che morti, e secondo alcuni anche per dei particolari aspetti del patrimonio genetico africano. Inoltre sarebbe un fattore positivo anche il fatto che in africa continuano ad essere somministrati vaccini contro la tubercolosi e altre malattie di facile diffusione e pare che questo permetta al sistema immunitario di fornire alle persone una risposta immunitaria allenata nei confronti di vari virus e avrebbe reso più ostica la diffusione del covid. Infine, per via del clima caldo e mite, gli africani passano la maggior parte del tempo in aree aperte ma rimane sempre bassissima l’igiene sia nelle città che negli ospedali. L’OMS è comunque preoccupata per la difficoltà nel portare i vaccini anti covid in Africa a causa della difficile conservazione a -80°C.

Barbieri Caterina.

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Politicando

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Politicando

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Ormai giunti a conclusione di questo a dir poco travagliato 2020, si possono tirare le somme delle scelte politiche o le uscite pubbliche di esponenti politici di gran rilevanza fatte in termini di pandemia. Bisogna tralasciare le prime dichiarazioni riguardo il nuovo Coronavirus di Febbraio (come “Chiudiamo rapporti con la Cina” o “Tanto panico per un raffreddore”), quando i dati a nostra disposizione non erano sufficienti per decretare cosa fosse giusto o sbagliato fare. La reattività del governo italiano è stata ineccepibile: l’OMS ha dichiarato l’epidemia di coronavirus il 30 gennaio 2020 e in Italia, il giorno seguente, arriva la prima delibera a riguardo. Anche a Marzo, quando siamo entrati nel primo lockdown totale, il governo non ha ricevuto grandi critiche e il consenso del Presi-

dente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, a Maggio, era circa al 64%. Nonostante gli attacchi dell’opposizione (e non solo), Conte aveva conquistato gli italiani con i suoi DPCM, “i congiunti” e gli hashtag lanciati durante le dirette televisive. Durante l’estate, si sa, anche la politica va in vacanza: i contagi erano ridotti al minimo e si assaporava la ritrovata libertà. Peccato che le promesse fatte non siano state mantenute: a fronte di avvertimenti e preoccupazioni degli esperti, dei 3500 posti in più di terapia intensiva previsti dal fantomatico Decreto Rilancio, ne sono stati realizzati 1279 (poco più di un terzo); in alcune regioni gli obiettivi sono stati raggiunti, in altre invece sono stati lasciati nella lista dei buoni propositi. Anche in ambito economico, i €600 mensili promessi non sono stati così tempestivi: gli abruzzesi, per esempio, hanno dovuto aspettare fino a Luglio. La colpa dei ritardi va cercata sicuramente nelle Pubbliche Amministrazioni locali, che sono il braccio del potere esecutivo: senza ombra di dubbio, questa spiace-


vole situazione ha portato alla luce come in questo ambito siano presenti problemi che da troppo tempo rallentano e danneggiano il nostro Paese. Inoltre i tagli alla Sanità, che vanno avanti ormai da decenni in favore della sua privatizzazione, si sono fatti sentire, e non poco: in Italia il tasso di mortalità del Covid-19 è tra i più alti del mondo.

In ogni caso, il lockdown parziale è stato concepito per tutelare maggiormente l’economia del Paese, che ad oggi conta 390 mila imprese in meno rispetto all’inizio dell’anno. 390mila imprese e 74.000 cittadini in meno. Numeri che fanno piangere. Numeri che fanno riflettere.

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La risposta politica? All’italiana. Conte torna in diretta televisiva per informarci delle nuove restrizioni, esce su Netflix la serie “Commissario della Calabria cercasi”, De Luca in totale autonomia chiude la Campania (anche ad Allauin), Marsilio riapre l’Abruzzo e finisce al TAR, e tutto il lavoro fatto da Garibaldi nella seconda metà dell’Ottocento va in fumo: l’Italia è nuovamente divisa in tre zone (rossa, arancione e gialla). In tutto ciò si discute ancora della riforma del MES.

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Arriva Settembre e, quando la curva dei contagi inizia la sua risalita esponenziale, si scopre tutto il malfatto estivo, o per meglio dire il non-fatto. Riaprono le scuole ma è servito ben un mese prima di capire che il problema andasse ricercato soprattutto nei trasporti. Ma per tanto, troppo tempo si fa nulla o quantomeno davvero poco per ovviare a questa deficienza. Tra Ottobre e Novembre superiamo i 40.000 contagiati giornalieri. ll panico pervade nuovamente la popolazione tutta e le ASL collassano.

Colangelo Giulia, De Dominicis Francesca. Gennaio 2021 17


News of the world Giove e Saturno:

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i due pianeti che si abbracciano per noi In un momento così, dove ogni tipo di tenerezza viene meno, i pianeti più grandi del Sistema Solare, Giove e Saturno, sembrano abbracciarsi per noi. Una tale congiunzione tra questi due pianeti non si verifica da quattrocento anni, più precisamente l’ultima risale al 16 luglio del 1623, anno in cui Galileo Galilei approfondisce gli studi e le ricerche astronomiche. Qualche anno prima, infatti, nel 1610, l’astronomo italiano ha puntato il suo telescopio verso il cielo notturno, scoprendo le quattro lune di Giove: Io, Europa, Ganimede e Callisto. Nello stesso anno, Galileo ha scoperto anche uno strano ovale che circonda Saturno, che le osservazioni successive hanno determinato essere i suoi anelli. Queste scoperte sono riuscite a cambiare il modo in cui le persone comprendono i confini del nostro Sistema Solare. Tredici anni dopo, nel 1623, i due pianeti hanno viaggiato insieme attraverso il cielo. Giove ha raggiunto e superato Saturno, in un evento astronomico noto come “Grande Congiunzione”, la cui data è determinata dalle posizioni dei due “giganti” e della Terra nei loro percorsi attorno al Sole. Quest’anno Giove e Saturno, in realtà distanti precisamente 733 milioni di chilometri nell’infinita volta celeste, appaiono

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a soli 0,1 gradi di distanza l’uno dall’altro (1/5 del diametro apparente della luna piena), tanto che la congiunzione viene anche chiamata “avvicinamento angolare”. Alzando gli occhi al cielo in direzione sud-ovest, dopo il tramonto, si osservano ad occhio nudo Giove, più luminoso, e Saturno bassi sull’orizzonte. Questo effetto ottico è possibile ricollegarlo alla stella cometa che ha guidato nel 7 a.C. i re Magi verso la capanna di Gesù Bambino. La cometa di Natale, infatti, è solo un’invenzione di Giotto. Egli nel 1301 ha visto il passaggio della cometa di Halley e rimanendone affascinato, l’ha dipinta nell’ Adorazione dei Magi all’interno della cappella degli Scrovegni. Il professore e astrofisico Costantino Sigismondi, dice che questo fenomeno ci porterà a riflettere in merito all’ipotesi molto raffinata sulla stella di Betlemme di Keplero. Quest’ultimo ha osservato una congiunzione durante la quale è apparsa anche la super nova e da qui ha iniziato a studiare gli eventi celesti. L’avvicinamento però, in quel periodo all’interno della costellazione dei Pesci, era triplice, in quanto si è verificato tre volte in un anno. Parliamo quindi di un effetto astronomi-


co prestigioso, ma non così stretto come quello che si è verificato quest’ anno.

I due pianeti si guardano da lontano con il desiderio, sempre più forte, di avvicinarsi, proprio come noi che, per evitare il contagio, abbiamo stravolto le nostre abitudini e, rinunciando ai baci, agli abbracci, alle carezze e ai gesti quotidiani, troviamo un rifugio negli occhi delle persone e ci abbracciamo virtualmente.

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Nel corso del tempo l’avvicinarsi dei due pianeti ha sempre assunto un significato particolare nella lettura astrologica sia per la sua rarità (bisogna aspettare fino al 2040 o il 2060 per vederne un altro) sia perché Giove e Saturno sono associati alle due potenti divinità che, incontrandosi, si è pensato potessero mutare il corso della storia umana.

Lelii Giorgia, Colucci Anastasia, Lucchese Ilaria, Meco Francesco.

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Luce sulle notizie

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“24 pianeti super abitabili”

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Al mondo non accadono solo cose brutte! “24 pianeti super abitabili” questo è il titolo che il geobiologo della Washington State University Dirk Schulze-Makuch ha dato al suo studio quando pochi mesi fa ha individuato dei pianeti più adatti alla vita anche della stessa terra. Anche se nello spazio ci sono molti pianeti, tuttavia, essi devono essere abitabili. Cosa si intende per pianeta superabitabile? Un pianeta superabitabile è un tipo di pianeta (extrasolare = non appartenente al sistema solare) che potrebbe essere più adatto della terra circa l’evoluzione della vita. Trentanove anni luce è una distanza che nessuna persona può percorrere nel corso di un’esistenza, forse è proprio questo il fascino dell’esplorazione al di fuori del sistema solare :l’incompatibilità dei suoi tempi e dei suoi spazi, un progetto portato avanti da numerosi studiosi e dall’Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche meglio conosciuta come NASA che da sempre svolgono un lavoro di altissima qualità, scoprendo sempre di più il contesto spaziale portando l’attenzione a ciò che da sempre affascina: il cielo e lo spazio. Le ultime ricerche hanno stimato l’esistenza di circa 4350 pianeti extrasolari , che appartengono a sistemi planetari che ruotano attorno ad una stella. Il primo pianeta extrasolare di tipo terrestre, scoperto dal geobiologo Kepler, prende il nome di Kepler-22, ed è di-

stante circa 600 anni luce dal sistema solare. E’ stato classificato tra le “Super Terre” proprio per le sue caratteristiche così simili a quelle del nostro pianeta terra; esso ha una temperatura superficiale media di circa 22 °C, questo permette la presenza di acqua allo stato liquido necessario per la presenza di vita. Ovviamente per portare a termine tali ricerche e conseguenti scoperte si deve essere in possesso di particolari strumenti, realizzati appositamente per agire in un campo di ricerca così specifico . Sono in costruzione diversi telescopi progettati proprio per l’individuazione di esopianeti, attualmente conosciamo l’Automad Planet Finder, il CHEOPS e il telescopio spaziale TESS. L’ultimo pianeta extrasolare è stato scoperto il 17 febbraio del 2020, quando un gruppo di studiosi dell’università di Leigi (Belgio) annuncia, attraverso la Nasa, di aver scoperto che nell’orbita della stella nana rossa ultra fredda TRAPPIST-1 c’è un sistema planetario che comprende sette eso-


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La ricerca dei pianeti extrasolari è in continua evoluzione, grazie allo sviluppo notevole della scienza stessa che ogni giorno aggiunge una nozione in più al suo, infinito, bagaglio culturale.

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pianeti rocciosi, con caratteristiche molto simili al nostro. Come vengono chiamati gli esopianeti quando vengono scoperti? Il pianeta prende il nome della stella madre, con accanto una lettera minuscola; Se il pianeta che viene scoperto è il primo, allora viene indicato con la lettera “b” e poi seguono le altre lettere (c, d…), se si scoprono altri pianeti ruotanti attorno a quella stessa stella. Se il pianeta ruota invece attorno ad un sistema binario riceverà il nome della stella con una lettera maiuscola che indica la componente attorno alla quale orbita il pianeta.

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De Camillis Cristina, Di Nicolantonio Aurora, Paciolla Michela.

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Ieri e oggi

Ieri e oggi

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Pandemie a confronto

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Stiamo scrivendo una imprevedibile pagina di storia a causa di un virus che ha cambiato le nostre vite, conviviamo infatti da mesi con il COVID19 di cui proprio ora stiamo assistendo ad una seconda ondata che ha portato nuove regole, nuove restrizioni e, a detta di molti, anche maggiori difficoltà rispetto alla prima. Quando una pandemia piomba così nelle nostre vite provoca grandi scompigli e preoccupazioni dal momento che nessuno avrebbe mai potuto immaginarselo. Diversa osservazione va fatta per le pandemie avvenute nel passato che pur preoccupando la popolazione non la stupivano dato che erano molto più frequenti di adesso. Le maggiori epidemie che sono passate alla storia sono quelle di peste; con questo termine di solito si intende la forma “bubbonica” che si suddivide in tre cicli pandemici: il primo è conosciuto come “peste di Giustiniano”, avvenuto nell’Alto Medioevo tra il 542 e il 767, diffusosi nei territori dell’Impero bizantino e produsse venti ondate; Il secondo che comprende il lasso di tempo tra la morte nera del 1300 e le pestilenze secentesche; Il terzo che interessò l’Asia a partire dalla seconda metà del 1800. La parola “pandemia”, ormai divenuta una parola comune, deriva dal greco “pandemos” (“pan”(tutti) +“demos” (popolo, popolazione)= “tutta la popolazione”). Generalmente questa parola viene utilizzata quando più Paesi sono interessati da epidemie ormai uscite dal focolaio originario con una trasmissione molto elevata. Le caratteristiche fondamentali di una pandemia sono la contemporanea presenza di diverse sorgenti di infezioni in molteplici località, la particolare resistenza e aggressività dell’agente patogeno e la facilità di trasmissione (sia quella diretta che quella indiretta). Come abbiamo potu-


to notare dalla crescita esponenziale dei casi e dalla diffusione notevole del contagio, purtroppo, il Coronavirus presenta tutte queste caratteristiche e non è tanto la gravità della malattia a causare una pandemia ma la sua diffusione e la sua rapidità che mette in ginocchio il sistema sanitario a causa dei troppi pazienti da curare in un ridotto lasso di tempo.

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Gestire una tale emergenza è molto difficile , oggi come allora, poiché ci si trova di fronte all’ignoto. Per evitare la diffusione del contagio è necessario ricorrere a delle piccole accortezze che se eseguite con rigore da tutti diventano un vera e propria arma per combattere queste malattie: distanziamento, pulizia e controlli sono i punti fondamentali. Queste malattie che colpiscono tutto il mondo, diventando delle vere e proprie pandemie ed epidemie, arrivano da lontano, infatti come la peste arrivò attraverso navi tramite marinai e soldati, il Covid è giunto a noi tramite i rientri da viaggi in località estere. Ai tempi della peste, quando una persona contraeva la malattia, veniva isolata e ricoverata nel lazzaretto (apposita struttura edificata nella città proprio per ospitare i malati). Analogamente anche

Ieri e oggi

Questa pandemia che tutti noi stiamo vivendo può essere associata per le sue analogie alla peste descritta dal poeta Manzoni nella sua nota opera “I promessi sposi”.

oggi quando una persona risulta positiva al COVID19 viene isolata e qualora si manifestino sintomi più gravi, come una scarsa ossigenazione, essa viene portata in terapia intensiva nell’ospedale della propria città o, in mancanza di posti, in quello più vicino alla località. I lazzaretti, così come le odierne terapie intensive, erano luoghi di morte o di guarigione, dove venivano portati i pazienti che versavano in una condizione di malattia già avanzata e, avendo un’aspettativa di vita molto inferiore a oggi e molte meno cure, erano in pochi ad uscirne. Come oggi gli ospedali, i lazzaretti erano un luogo ad alto rischio di contagio soprattutto per medici e infermieri che, come oggi, cercano di fare il possibile per salvare i malati; infatti, i pazienti ricoverati, venendo a contatto con le persone che li stanno curando, diventano “untori” di queste

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IL CAFFÉ Ieri e oggi 24

malattie. La quarantena dei malati è senza dubbio il periodo più difficile e per alcuni sta addirittura a significare solo il momento di attesa della morte. Ciò che lo rende atroce però è che in questo periodo si è soli, senza alcun tipo di affetto. Si guarisce o si conclude la propria vita in modo solitario e questo è l’aspetto più drammatico che va a coinvolgere non solo il malato ma anche tutti coloro che gli sono legati, a cui non è consentito neanche dare l’ultimo saluto.

solo per la salute individuale ma anche per l’economia del paese e personale, le stesse preoccupazioni verificatesi in seguito alla comunicazione della diffusione del COVID19 in Italia, comunicata dal governo.

Durante questo periodo dove il timore di entrare in contatto con il virus rappresenta una costante, gli spostamenti sono stati ridotti il più possibile. Per spostarsi vi è infatti bisogno di un’autocertificazione, un documento nel quale l’individuo certifica il motivo del suo spostamento che deve essere compatibile con le linee guida predisposte nel DPCM in vigore in quel momento, e nel quale attesta di non avere sintomi legati al COVID19. Essendo state diverse le fasi della pandemia, la diffusione del virus ha di volta in volta richiesto misure diverse per il contenimento del contagio e di conseguenza le autocertificazioni richieste hanno subito modifiche.

Inevitabili sono i confronti tra le stesse, l’elemento comune è sicuramente la paura che invade l’uomo, senso di vulnerabilità e preoccupazione per il futuro. La lettura della situazione deve essere fatta attraverso gli strumenti della storia ma attualizzandola al periodo contemporaneo. Questo ci aiuta ad analizzare meglio la situazione e ad affrontare con coraggio il momento difficile, consapevoli che l’uomo ha raggiunto traguardi in campo scientifico e tecnologico tali da consentire a noi tutti di guardare al futuro in modo non passivo, ma programmatico e costruttivo.

Anche nel periodo della peste per gli spostamenti vi era bisogno di un certificato, che a differenza dell’autocertificazione veniva rilasciato dalle autorità pubbliche e nel quale venivano attestate le condizioni di salute della persona. Queste autorità pubbliche hanno dovuto inoltre informare la popolazione della presenza della peste e comunicare loro un sistema di confinamento. Ciò ha gettato naturalmente la popolazione nel panico, non

Sicuramente tra questi due periodi le analogie sono molte, e questa non è la prima pandemia e non sarà nemmeno l’ultima ed ognuna di esse lascerà un segno indelebile sia nella civiltà che la vive che in quelle future.

Proprio da qui possiamo prendere atto di come da un giorno ad un altro queste malattie possano stravolgere la vita di molte persone e mai di un singolo individuo, e non solo dei malati , ma di tutta la popolazione mondiale costretta a rinunciare a socializzare vivendo in uno scenario di drammaticità quasi surreale per la sua brutalità.

Russi Marcello, Carinelli Giorgia, Bellini Francesca.


Il sondaggio 1) Hai paura del coronavirus?

Sondaggi

Nella televisione e nei social in modo particolare si è parlato molto del virus, a volte forse troppo arrivando a mettere paura tra le persone (79,9%). Da una parte è bene che la gente abbia paura cosicchè adotti comportamenti più sicuri e responsabili, dall’altra una malsana paura può incidere negativamente da un punto di vista psicofisico. 2) Dal punto di vista psico-fisico, è stato più difficile da affrontare il primo lockdown o quello parziale che stiamo vivendo adesso?

Con le misure di contenimento emanate dal governo già a partire da marzo quando furono resi noti i primi focolai, inevitabilmente i nostri comportamenti e le nostre abitudini si sono trasformate. Come si evince dal grafico ogni studente ha percepito diversamente il cambiamento delle proprie abitudini: in una scala da 1 a 10 la percentuale che pesa maggiormente è sull’ 8 (24%) e a seguire sul 10 (17%).

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3) Quanto ritieni che siano cambiate le tue abitudini in una scala da 1 a 10?

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Per via del numero dei contagi troppo elevato si è dovuto ricorrere nei mesi di marzo aprile e parte di maggio ad un lockdown generale per abbassare la curva di contagi e la pressione sulle strutture ospedaliere. A seguito di un rialzo della curva si è dovuto ricorrere ad un altro lockdown nei mesi di novembre e dicembre, questa volta parziale e con chiusure a macchia d’olio a seconda dell’indice di RT nelle singole regioni. Sicuramente per molti modificare le proprie abitudini pesa da un punto di vista psico-fisico. Per gli studenti come vediamo dal grafico è stato più pesante il lockdown parziale di novembre e dicembre nonostante le misure meno rigide adottate nei mesi di marzo aprile e maggio.

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4) Quanto ritieni che siano efficaci e utili i DPI (mascherine, guanti etc...)? Ritieni esagerato che la mascherina debba essere indossata in qualsiasi luogo all’aperto e al chiuso?

Si è discusso molto sull’efficacia dei DPI e soprattutto nella fase iniziale, si è discusso su chi dovesse utilizzarle e dove, fino a che non sono stati resi obbligatori per tutta la popolazione in qualsiasi ora e luogo all’esterno della propria abitazione. Il 61,5% degli studenti ritiene che la mascherina sia necessaria ovunque, dunque si confida molto sulla sua efficacia tanto che più della metà dei sondaggiati la ritiene necessaria al 100%.

IL CAFFÉ

5) Pensi che le persone usino nel modo corretto i DPI (mascherine etc..)? Utili e vivamente consigliati durante il periodo della prima ondata e della successiva sono stati i DPI. I dispositivi di protezione individuale sono utili chiaramente solo se usati nel modo corretto; purtroppo l’87,9% ritiene che i DPI non vengano usati correttamente dalle persone. Un dato di certo non incoraggiate.

Sondaggi

6) Cosa ti è mancato di più in questo anno? Durante questo 2020, pieno di limitazioni, ciò che è mancato di più a noi ragazzi è stata sicuramente la socializzazione e quindi gli amici (49,1%). Ma non solo: viaggi e feste hanno lasciato un grande vuoto; seguono scuole e parenti fattori che ricordano la tanto desiderata normalità. 7) Durante il periodo estivo abbiamo avuto maggiore libertà. Secondo te, è stato giusto o incosciente allentare le restrizioni?

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In molti pensano che la libertà concessa e gli atteggiamenti assunti dalla popolazione italiana durante il periodo estivo, siano stati incoscienti; ma un buon 35,8% ha ritenuto giusta la scelta del Governo, anche a favore della salute psicologica dei cittadini. 8) Pensi che il governo italiano abbia gestito bene l’emergenza?

Sondaggi

In merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus da parte del Governo, il 67,4% dei partecipanti al sondaggio si è espresso contrario; il restante 32,6% pensa invece che abbia saputo gestire la situazione. 9) Pensi che la scuola sia un posto sicuro? La scuola è un luogo sicuro secondo gli studenti? Il sondaggio non riesce a dare una risposta visto lo scarso distacco tra il si e il no.

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10) Il 7 gennaio 2021 rientreremo in presenza al 75%. Pensi che torneremo in DaD durante il pentamestre? La permanenza ininterrotta degli alunni tra le mura scolastiche durante il pentamestre è una domanda alla quale nessuno sa dare una risposta: tuttavia, l’86,8% degli studenti pensano che, almeno per un periodo, sfortunatamente torneremo in DAD.

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11) Ritieni che il vaccino debba essere obbligatorio? Vaccino, argomento caldo del momento. Il vaccino non è obbligatorio, per nessuna categoria, nel rispetto dell’art. 32 della nostra Costituzione. Tuttavia il 44% dei partecipanti al sondaggio ritiene che dovrebbe essere obbligatorio per tutti, il 28% ritiene che debba essere obbligatorio solo per alcune categorie (es. Operatori sanitari, over 80).

Di Berardo Manuel, Colangelo Giulia.

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Sapere aude

Sapere aude

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“L’esterno del corpo non era a toccare molto caldo, né pallido; ma rossastro, livido e gremito di pustolette ed ulceri; mentre le parti interne erano in tal bruciore che i malati non potevano sopportare d’avere indosso né i vestiti né le biancherie più fini; ma solo di star nudi.” Tucidide

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Abbiamo appena trascorso un anno nel quale nessuno vorrebbe esservi stato il protagonista, tuttavia anche i brutti ricordi sono destinati a vivere nei nostri pensieri. Ci consola il fatto che la nostra generazione non sia stata la prima : “la peste di Atene”, così era chiamata l’epidemia che, nel 430 a.C., colpì Atene. Le varie testimonianze ci hanno fornito elementi a sufficienza per capire come i Greci affrontassero le epidemie. Prima come ora, uno dei pilastri fondamentali era la figura del medico. Per quanto essa fosse esperta, vi erano dei limiti: il morbo, come il Covid, non si era mai presentato prima ad Atene, ciò portò un disordine generale che non la aiutò. Inoltre i medici caddero nella cosiddetta abnegazione: curarono i malati, ma allo stesso tempo si ammalarono e anche per loro arrivò la morte. I greci non avevano idea di cosa fosse un vaccino, a differenza nostra; così si disperse nella popolazione la rassegnazione e la consapevolezza che nessuno sarebbe riuscito a sopravvivere. Tucidide racconta che i misfatti ricorrevano sempre di più, per questo il concetto di società, che ad Atene era molto importante, iniziò ad affievolirsi. Secondo gli ateniesi, l’epidemia era stata scatenata dall’ira degli dei e per placarla gli ellenici seguirono i responsi dell’oracolo di Delfi, attuando la più grande sanificazione del mondo antico a Delo. La peste non attaccava due volte lo stesso soggetto, per questo colui che riusciva a salvarsi veniva definito “felice”. Molti corpi morti venivano abbandonati nelle strade e poi divorati dai cani; in altri casi la sepoltura consisteva nel bruciare il cadavere insieme agli oggetti più cari e lasciarlo lì. Nelle epidemie di peste seguenti, gli appestati furono isolati nell’isola di Renea, insieme ai cadaveri di Delo: “Proclamarono che da allora in poi nessuno morisse e nessuna donna partorisse a Delo” (Tucidide).


“Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.” Marco Aurelio

Gentila Angelica, Febbraio Stefano, Di Carlo Valentina, Di Giovanni Claudia.

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Il calo demografico fu inevitabile, il cibo iniziava a scarseggiare e quel poco che rimaneva costava parecchio. Stesso discorso per i beni di prima necessità. L’impero, per tentare di risolvere la situazione, fece entrare a Roma (con la forza) nuove tribù germaniche affinché fossero rimpiazzati tutti i deceduti. Inoltre, sfruttarono sempre di più la schiavitù per garantire la produzione di beni di prima necessità a tutta la popolazione. Fortunatamente tutte le civiltà sono uscite dalla peste, anche se cambiati interiormente. Questo è l’augurio che facciamo anche a noi, affinchè questo periodo così difficile per tutti possa terminare.

Sapere aude

La peste Antonina scoppiò a Roma nel 165, durante un periodo di grande splendore per il popolo sotto la guida di Marco Aurelio Antonino. L’epidemia, come la pandemia oggi, partì presumibilmente dalla Cina, infatti sono state trovate fonti cinesi che lo attestano. I Romani avevano una conoscenza della medicina più ampia rispetto agli altri paesi. Il loro rimedio, se bene non troppo efficace, era un miscuglio di erbe. Come per i greci ci si ammalava una sola volta. Il tasso di mortalità era alto, riusciva a sopravvivere solo un terzo degli appestati; la paura iniziava a diffondersi sempre di più nei cittadini: cominciarono ad accumulare oggetti e amuleti contro la peste, i maghi riscossero sempre più successo e i medici improvvisavano il loro mestiere.

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Resilienza

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Resilienza

RESILIENZA: la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Questa è la definizione che ci propone il dizionario ma cosa può rappresentare la parola resilienza per ognuno di noi? Per un bambino potrebbe essere imparare a scrivere, sappiamo bene che è stato difficile per tutti, o più semplicemente riuscire a farsi capire, impresa difficile anche ora per molti di noi. Per un adulto affrontare problemi lavorativi o non poter più trovare il proprio posto nel mondo. E per un adolescente? È riuscire a parlare, a farsi ascoltare, a volte molti pensano che non abbiano la giusta età per capire determinate problematiche e per questo spesso non vengono presi sul serio...ma trattati in maniera superficiale. Oggi un adolescente ha paura del mondo al di fuori di se, indossano una maschera pur di piacere alla massa. L’obiettivo di questa rubrica vuole essere dare voce a tutti, per cercare di far cadere quelle maschere. Francesca Degnitti. L’ascolto è una delle virtù più preziose possedute dall’uomo. Ascoltare significa comprendere le emozioni degli altri, significa dare valore ad ogni singola parola,

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ma significa anche dare voce a tutti coloro che non riescono a farsi sentire, offrendo la possibilità di esprimersi. Questo è uno dei principi su cui si fonda la nostra rubrica. Il nostro sportello è uno spazio dedicato esclusivamente agli studenti, che in assoluta privacy, possono esprimere le proprie difficoltà, problematiche o semplicemente sfogarsi liberamente in anonimato. Noi saremo pronti ad ascoltare e cercheremo di rispondere nel modo più adeguato possibile a tutti i vostri messaggi. Esprimersi è importantissimo, soprattutto in questo periodo: NON RESTARE IN SILENZIO! Luigi Clemente. Il termine RESILIENZA è uno dei vocaboli più belli della lingua italiana! Tutti conosciamo il suo significato ma vi siete mai soffermati su di esso? La resilienza è la capacità di ognuno di superare le difficoltà, di raggiungere gli obiettivi prefissati e di affrontare le sfide più grandi. Resilienza è uno dei termini simbolo di questo 2020: quante persone in tutto il mondo durante questo terribile anno, in un modo o nell’altro, si sono dimostrate resilienti? Le famiglie, intere città colpite dal maledetto virus, gli scienziati e i medici che si sono posti l’obiettivo di trovare un vaccino e finalmente ce l’hanno fatta! Essi hanno affrontato la più grande sfida degli ultimi decenni contro un nemico


La RESILIENZA è una caratteristica che tutti noi possediamo, ci siamo dimostrati resilienti in momenti della nostra vita duri, pieni di sfide, tristi e bui ma se siamo resilienti, se riusciamo ad andare avanti positivamente senza demordere, allora si che ne usciremo vincitori, anche se il periodo brutto che stiamo vivendo non è totalmente passato perché può non dipendere da noi, come per esempio una malattia fisica.

È condividendo i propri ostacoli che li si possono superare, specialmente durante il contesto pandemico in cui ci troviamo, in cui ogni minima azione influisce sulle nostre emozioni, scombussolando il nostro stato d’animo. È proprio nei momenti in cui vi sembrerà di aver raggiunto il limite, di esser destinati ad essere tristi che dovrete parlarne, dovrete combattere le energie negative e tornare a sorridere. Ricordate: il dialogo è la soluzione a tutto! Gabriella Faragalli.

Resilienza

invisibile che ha fatto tremare il mondo intero e continua a farlo. Certamente la resilienza si presenta anche in altri ambiti, per esempio chi vuole realizzare i propri sogni nonostante tutto, nonostante il giudizio della gente o dei propri cari o anche chi si trova a lottare contro una malattia ma non si perde d’animo.

É importante affrontare questi periodi con resilienza per non peggiorare ulteriormente la triste situazione. Giulia Giordani Paesani.

NB: per poterci inviare i vostri sfoghi, pensieri o problemi, basta andare sul compito gentilmente creato da Giulia Colangelo cliccando su questo link:

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Ci pensate mai a quanto sia bella quella sensazione di sollievo, dopo essersi sfogati con qualcuno e dunque dopo aver condiviso i propri problemi con persone di cui ci si fida? Non tutti però riescono ad aprirsi, ad esternare le proprie emozioni. Non tutti hanno qualcuno di cui si possano fidare del tutto o con cui possono parlare liberamente senza il timore di essere giudicati o semplicemente non compresi.

https://forms.gle/QovfSGHiiAroAWrc9 Speriamo di riuscire a dare conforto e aiuto ad ognuno di voi.

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Crescendo

Crescendo

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Il deficit dell’attenzione nei giovani

Partiamo col definire meglio questa sindrome. Il deficit dell’attenzione, abbreviato con ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), è un disturbo neurobiologico evolutivo invalidante, il che comporta una situazione persistente di disattenzione e problematiche nei processi cognitivi. Questo deficit conduce, soprattutto gli adolescenti, a soffrire di iperattività e impulsività. Nel periodo adolescenziale si riscontrano con minor frequenza comportamenti irrequieti, sostituiti da agitazione, nervosismo, impazienza ed esuberanza. Inoltre gli adolescenti e bambini affetti da ADHD sono incitati da un fortissimo desiderio di libertà. Specialmente in questo difficile anno, molti sono stati i peggioramenti nei soggetti affetti da ADHD. Il lockdown ha infatti causato la sospensione di tutte le terapie e le attività ludiche-sociali, come ad esempio la pet terapy, fondamentali per far sfogare i bambini e adolescenti e

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di conseguenza controllare meglio i propri impulsi. Quindi, in seguito a ciò, sono aumentate le dipendenze, andando dai videogiochi alle sostanze psicotrope, fino a causare disturbi del sonno, pensieri ossessivi e addirittura violenza domestica. Con l’ingresso della didattica a distanza le cose non sono di certo migliorate. Alcuni studi hanno riscontrato che, nel momento in cui i ragazzi ADHD avessero instaurato un buon rapporto con gli insegnanti prima della chiusura delle scuole, allora la DAD non avrebbe generato grandi problemi. Invece, in caso contrario, la difficoltà di mantenere la concentrazione sarebbe aumentata notevolmente. E’ molto semplice da comprendere quanto sia complicato mantenere viva la concentrazione in questo periodo. Già la stragrande maggioranza degli alunni senza alcun disturbo sta raggiungendo un punto in cui non riesce più a stare seduta e ascoltare le lezioni, figuriamoci questi ragazzi!


In conclusione, possiamo sicuramente affermare che la pressione emotiva del lockdown ha sconvolto le famiglie con soggetti disabili, per questo è importantissimo che il resto della popolazione, del governo, delle associazioni e istituzioni curanti dimostrino la propria vicinanza, affinché nessuno si senta abbandonato e che tutti abbiano le stesse possibilità di imparare, sperare e crescere in modo sano.

IL CAFFÉ

Scarpato Laura, Murin Stephanie, Capoccello Rachele.

Crescendo

Lo sconvolgimento di una routine quotidiana ben strutturata è il motivo principale dei peggioramenti nei ragazzi affetti da ADHD. Infatti i genitori si sono ritrovati a dover ricreare uno schema di vita simile a quello precedente, in modo da non far pesare loro la situazione di stress attuale. Ormai chiunque, anche i più rispettosi dei decreti, non vedono l’ora che tutto finisca e che si torni a vivere in modo più spensierato senza tutta questa tensione, quindi non possiamo nemmeno immaginare come debbano sentirsi queste persone con ADHD.

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Ψυχή

IL CAFFÉ

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Ψυχή Un altro anno volge al termine. Molti dicono che non è stato facile viverlo, affrontarlo o addirittura superarlo. Molti altri ancora hanno assunto una posizione ottimista per quanto riguarda il seguente, come diretta e naturale reazione a tutto ciò che il 2020 ha rappresentato. Una cosa è certa: gli avvenimenti che hanno preso piede in questo particolare anno sono stati vissuti, almeno in media, molto diversamente e molto più intensamente rispetto a come sarebbero stati vissuti avvenimenti ordinari in anni “normali”. Abbiamo dovuto fronteggiare una situazione atipica, e lo abbiamo fatto in diversi modi: chi resistendo più a lungo, chi meno. Nel dire questo non c’è alcuna intenzione di giudicare o sminuire quelli di noi che hanno avuto più difficoltà nel farlo, né di esaltare o in qualsiasi modo glorificare chi è stato segregato in casa per mesi e mesi ad oltranza, in quanto equivarrebbe a paragonare persone diverse tra loro, sarebbe come mettere sullo stesso piano caratteristiche e situazioni che non appartengono a un dominio comune. Se ci pensiamo, non è l’evento in sé a determinare una decisione forzata e unanime per tutti, in quanto sta tutto nella maniera in cui scegliamo di reagire: seguendo determinati fattori vincolanti, quali dubbio, insicurezza, ma anche senso del dovere o credenze etiche e morali. Alcuni di questi “vincoli” giovano alle

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nostre decisioni, altri no. Da un punto di vista imparziale ed askeptico (vale a dire privo di una visione condizionata), un individuo sarebbe potenzialmente capace di tutto. Questa è proprio una delle tante “lezioni”, se vogliamo presumere che un anno debba per forza insegnarci qualcosa, che questi mesi, molto simili a tutti gli altri eppure così distinti da essi e fra loro, dovrebbero impartirci. Eppure è paradossale, a pensarci, come tale considerazione venga attribuita a sua volta ad una porzione temporale limitata, quindi vincolata essa stessa da convenzioni e sistemismi che risultino a noi quotidianamente utili. L’uomo, da sempre, ha scelto di porsi limiti o confini, a cui noi ora faremo riferimento acriticamente come margini, per meglio gestire situazioni ed avvenimenti. In molte di queste occasioni questi margini sono stati frutto di una decisione comune, ragionata e condivisibile da una maggioranza. Nella nostra situazione invece, ognuno di noi, per quel poco che lo riguardava, si è trovato costretto a doversi assumere le cariche di giudice e giuria dei propri atteggiamenti e decisioni, che era portato a dover prendere o a dover non prendere. In sostanza, ognuno di noi potrebbe ora definirsi in un certo senso cresciuto, se non anche migliorato, nonostante la cosa sia esclusivamente soggettiva. Non è fe-


Ψυχή

nomeno comune fra i viventi riuscire ad adattarsi ad una situazione senza alterare la propria natura: essa è una capacità intrinseca dell’essere umano, che dobbiamo imparare, e che in parte abbiamo imparato, a sviluppare per la nostra stessa sopravvivenza, sia di carattere fisico che psicologico. Rinunciare ad essa vorrebbe dire rinnegare una ipotetica sopravvivenza del giudizio, e quindi rifiutarsi di considerare potenzialità che potrebbero anche risultare in opportunità favorevoli o rivoluzionarie. La rivoluzione, parola in sé oggi abusata e alla quale viene spesso attribuito un significato arbitrario, è parte dell’uomo: a volte è necessaria e giustificata, altre invece solo distruttiva. Non c’è un vero modo in cui tutti dovremmo comportarci, perché in fin dei conti agiamo tutti come meglio crediamo: questo risulta in tutti

Meco Francesco, Barbieri Caterina, Degnitti Francesca.

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Un caffé con...

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un commerciante teramano Chi è stato colpito maggiormente dalla crisi economica dovuta alla pandemia globale, se non un commerciante? Quali ripercussioni ha provocato l’emergenza da covid-19 nel suo lavoro?

Un caffé con...

IL CAFFÉ

L’emergenza da covid-19 ha provocato una sensibile diminuzione del fatturato e un conseguente eccesso di rimanenze di magazzino. Lo Stato vi ha aiutato durante il periodo natalizio? Lo Stato ha fatto e farà la sua parte, per quanto possibile, con i ristori economici e con il sostegno ai lavoratori con la cassa integrazione (anche se poco adeguata e non puntuale). Spiego meglio: ogni lavoratore ha perso con la cassa integrazione quasi il 50% dello stipendio e oltretutto, è stato erogato con mesi di ritardo. In molti casi noi datori di lavoro abbiamo dovuto anticipare alcune mensilità per i dipendenti in difficoltà.

Come ha affrontato le dure restrizioni inerenti alla sua attività? In conseguenza alla chiusura delle attività abbiamo dovuto attivare un servizio di “conversational-commerce”, ovvero la prenotazione e consegna a domicilio, e inevitabilmente abbiamo dovuto anticipare sconti e promozioni per incentivare gli acquisti per recuperare parte del fatturato perduto a causa dei lockdown. Ritiene che gli interessi delle persone sulla moda siano mutati o siano rimasti gli stessi? Non sono mutati, ma frenati sicuramente dalla paura e dalle poche occasioni di incontro e socialità. Quanto lo shop online e i social sono stati d’aiuto per affrontare la crisi? Lo shop online attraverso i social ha avuto un suo ruolo per mantenere il rapporto con la clientela e recuperare in minima parte gli incassi nei periodi di chiusura.

Speca Lorenzo, Di Francesco Eleonora, Casolani Beatrice.

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Turisti per caso La Cina:

meraviglioso connubio di antichità e innovazione Turisti per caso Gennaio 2021

era famosa per ben altri motivi, come ad esempio le arti marziali, che vantano una storia molto lunga e sono state esportate in tutto il mondo, il the, il particolare cibo, la medicina tradizionale, la poesia classica, l’opera, i costumi, le festività, come il particolare Capodanno Cinese, e la porcellana. Per quanto riguarda i paesaggi naturali, in Cina è possibile ammirare uno dei più ampi e diversificati luoghi naturalistici del mondo: grazie alle sue caratteristiche geografiche è il paese con la maggiore differenza di temperature atmosferiche e di altitudini sul livello del mare, è attraversata da fiumi possenti ed immensi deserti, ha paesaggi di roccia carsica unici in tutto il mondo e non mancano le immense metropoli tra le più popolose al mondo caratterizzate da progetti di urbanistica all’avanguardia. Tra le mete da visitare indiscutibilmente vanno annoverate: la “Grande Muraglia”, una delle più maestose e più lunghe costruzioni a scopo difensivo del mondo, costruita più di 2000 anni fa nella Cina settentrionale; il Bund, simbolo della storia di Shanghai, un agglomerato di

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Se da un lato la Cina, ad oggi, risulta uno dei paesi maggiormente digitalizzati al mondo, dall’altro non si può negare che conserva ancora tradizioni e usanze molto antiche. Infatti se è possibile da un semplice telefono cellulare acquistare i biglietti del treno, chiamare un taxi, noleggiare una bicicletta e utilizzare la rete ferroviaria più veloce al mondo, è altrettanto facile immergersi nell’antica storia di questo straordinario paese, con ben 55 siti protetti dall’UNESCO. viaggiando per questo paese si possono vedere tesori antichissimi e maestosi come la Grande Muraglia e l’Esercito di Terracotta oppure la citta proibita di Pechino, o città antichissime come Pingyao. La Cina vanta una storia di oltre 3000 anni, e il Cinese è la lingua scritta più antica ancora in uso oggi, che affascina milioni di studenti e di linguisti in tutto il mondo. Sebbene nel 2020 siamo portati naturalmente ad identificare questo paese come il colpevole del diffondersi della pandemia mondiale COVID-19, fino a poco prima di questo tragico evento la Cina

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IL CAFFÉ Turisti per caso 38

grattacieli dalle forme bizzarre, tra i quali spicca la Shanghai Tower (il secondo grattacielo più alto al mondo con i suoi 600 metri), che negli anni ‘90 hanno reso Shanghai una delle città più moderne del paese; il Fiume Li, che si trova in una regione orientale della Cina, contornato da un paesaggio bucolico, decorato da verdi colline, grotte, boschi di bambù e villaggi; il Palazzo Potala, sito a Lhasa, in Tibet e nominato nel 1995 patrimonio dell’UNESCO, il cuore del Buddhismo, un tempo anche residenza del Dalai Lama, con le sembianze di una fortezza, costruito a 4000 metri di altitudine, oggi sede di un museo che conserva nelle sue oltre 1000 stanze statue, reliquie, dipinti e tesori preziosissimi, la sua visita è un vero viaggio spirituale sul tetto del mondo; Victoria Harbor, che si trova nell’isola di Hong Kong, nella Cina meridionale ed è considerato uno dei più belli skyline del mondo con i meravigliosi grattacieli colorati dominati dal Victoria Peak dalla cima del quale si può godere di una vista mozzafiato della città e del suo porto. Cambiamenti climatici, guerre, pandemie e disastri vari non sono riusciti in 3000 anni a scalfire questo grande guerriero che è la Cina, che al contrario si è evoluto nel tempo preservando le sue grandi tradizioni, accogliendo il progresso tecnologico e tornando così ad essere una delle più grandi potenze al mondo. CURIOSITÀ SULLA CINA: -In Cina è inusuale portare la fede: c’è l’usanza dell’anello di fidanzamento ma questo viene riposto in un cassetto dopo il matrimonio. Un’altra particolarità del matrimonio è il vestito della donna colorato di rosso (colore portafortuna) e lo shooting fotografico fatto mesi prima delle nozze stesse, che servirà poi a decorare

la casa dei novelli sposi. - In Cina non si paga più come una volta: grazie alle nuove tecnologie ora si paga tutto attraverso lo smartphone e l’utilizzo di QR code, e, anche se il telefono è scarico, basta avvicinarlo ad un sensore per effettuare il pagamento. Per evitare ciò molti locali offrono un servizio di powerbank aggiungendo una piccola somma al totale. -In Cina la morte può offrire le gioie della vita: usuale infatti è il matrimonio fra defunti. Sono organizzati dai parenti di questi e sono basati su antiche credenze le quali dicono che dopo la morte da giovani si debba passare l’eternità da soli. - In Cina c’è una forte censura: la popolazione cinese non usa né whatsapp né google. Usano Line come app di messaggistica ma anche come social (un po’ come Snapchat ma ha anche i post come Facebook), come motore di ricerca hanno Bing (accessibile anche a noi in Italia) che viene controllato e censurato dal governo. -In Cina esiste il facekini: nella popolazione cinese c’è la credenza che la pelle più pallida sia segno di nobiltà e bellezza. Per questo molte ditte di bellezza hanno inventato questa maschera per lasciare il viso bianco porcellana anche nei giorni più soleggiati. Questa però non è un’usanza solamente cinese, nel ‘900 molte italiane spalmavano l’uovo crudo sulla faccia dopo le calde giornate al mare per lasciare la pelle bianca poiché la pelle scura, soprattutto nelle popolazioni basate sull’agricoltura, era simbolo di povertà e di villania.

Tassoni Marco, Martina Romano.


Iter per nostrum Aprutium

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Nonostante la situazione attuale, anche se non è possibile viaggiare liberamente, vogliamo valorizzare e segnalare a tutti alcuni luoghi e autori simbolo del nostro amato Abruzzo nella speranza di poterli scoprire ed apprezzare di persona, in futuro insieme ai nostri amici e parenti.

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trascritti gli articoli della Costituzione Italiana che hanno l’obbiettivo di riflettere le parole di Silone «L’uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto è libero. Si può vivere nel Paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l’assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi». Oltre a ciò è possibile ammirare altri murales di diverso stile e variopinti: tra i più degni di nota c’è l’opera dell’artista spagnolo Okuda San Miguel, che è stata inserita dalla galleria d’arte online Widewalls, come uno tra i 55 murales più belli del mondo del 2019. Il suo stile, caratterizzato da figure geometriche, lo ha reso street art simbolo di Aielli. L’artista ha scelto di dipingere coloratissimi murales su intere pareti per evitare ogni tipo di distrazione: bisogna mantenere lo sguardo alzato e non abbassarlo mentre si cammina.

Iter per nostrum Aprutium

Sapevate che in Abruzzo è nato e vissuto uno dei più grandi scrittori italiani del 900? Di chi stiamo parlando? Si tratta di Ignazio Silone, autore di “Fontamara”, romanzo rivoluzionario e coinvolgente. Il romanzo è ambientato in un paesino immaginario nei pressi di Pescina, in provincia dell’Aquila, luogo d’origine dell’autore. Tra mito e leggenda sono due i luoghi della nostra regione che richiamano la città immaginaria di Fontamara: da un lato c’è il luogo “concreto”, ossia Pescina, dall’altro invece la cittadina di Aielli, che risponde perfettamente alla descrizione di Fontamara fornitaci da Silone. In particolare ad Aielli, piccolo borgo arrampicato a 1050 metri sul livello del mare, è stato riportato su un muro che fiancheggia una antica torre medioevale, il romanzo “Fontamara”. L’artista Alleg è riuscito a trasformare, con questa sua idea, il suo sogno in quello di molti accaniti e appassionati lettori: con l’aiuto di Sbrama, Ema Jons e il supporto della folta comunità di lettori, che hanno dettato più di 300.000 caratteri, l’artista ha trascritto l’intera l’opera. Insomma, tutti nel loro piccolo hanno contribuito alla realizzazione dell’opera d’arte. Essendo egli stesso Marsicano, Alleg ha realizzato il murales con l’intento di denunciare la condizione del suo paese rimasta purtroppo invariata. In unione a quello con il romanzo di Silone vi è il murales nel quale sono stati

Quintiliani Laura, Mattucci Veronica, Piersanti Sheryl, Di Giacomo Giada, Di Massimo Giada

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Curiosando Positivi sì! Ma non al Covid

Curiosando

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Pillole di ottimismo dal 2020

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Il 2020 è stato un anno tragico, che ricorderemo soprattutto per la pandemia di Covid 19, le proteste contro il governo statunitense e l’Australia avvolta tra le fiamme. L’emergenza Coronavirus ha influenzato la vita di tutti noi dal punto di vista sanitario, economico, psicofisico e sociale, ma la speranza è l’ultima a morire, infatti case farmaceutiche come la Pfizer sono riuscite in tempi record a sviluppare un vaccino. Quest’ultimo, sviluppato nel minor lasso di tempo possibile, sarà somministrato in Italia dal 27 dicembre a partire dagli operatori sanitari e i soggetti a rischio. Durante il lockdown, il divieto di libera circolazione e l’arresto della maggior parte delle attività umane ha favorito una diminuzione dell’impatto ambientale. Nell’ultimo periodo degli scienziati americani hanno creato un enzima mangia plastica, in grado di deteriorare quest’ultima nell’arco di giorni e non in centinaia di anni! Nel 2016 in una discarica giapponese è stato rinvenuto un insetto divora plastica, ed è proprio da questo che gli scienziati hanno sviluppato l enzima PETase. Con la diminuzione dell’inquinamento, ottenuto anche a un aumento straordinario dell’energia rinnovabile al livello mondiale, alcuni animali considerati a rischio estinzione hanno iniziato a ripo-

polare il proprio habitat naturale. Dopo le proteste per l’omicidio di George Floyd, l’elezione di Joe Biden e Kamala Harris, prima vicepresidente donna di colore e figlia di immigrati nella storia degli USA, ha portato fiducia nello spirito degli americani. Un’altra vittoria per i diritti umani, e soprattutto per quelli delle donne, è il divieto di mutilazione dei genitali femminili in Sudan, pratica che porta infezioni, emorragie e complicanze durante il parto; inoltre il 2020 è stato l’anno con più CEO donne della storia. In conclusione di questo articolo vogliamo lasciarvi una citazione di Marco Tullio Cicerone: “Dum spiro, spero” (Finchè c’è vita c’è speranza.).

Zuccarini Lorenzo, Machetti Sofia.


Melting pot Storia del cinema:

dalle origini fino ai giorni nostri

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di divertimento accessibile a tutti, grazie appunto alle grosse sale e al prezzo contenuto del biglietto. Con l’avvento delle sale scomparì la figura del narratore e furono inserite le prime didascalie. Dopo la nascita delle sale è interessante capire che impatto ha avuto il cinema nella società. Non è più una narrazione priva di storia, ma è una narrazione che prevede addirittura l’ingaggio di attori preparati. Nascono dunque i primi grandi attori grazie alla divinizzazione di colui che recita, promossa da testate giornalistiche ed editori radiofonici. A questo punto della storia il cinema è anche uno strumento per raccontare il bene e il male della società, come l’alienazione delle fabbriche americane, raccontata da Charlie Chaplin in “Tempi moderni”. Infatti il cinema è sì macchina di emozioni, ma anche spunto di riflessioni e strumento di racconto di vicende vicine alla vita quotidiana. Fu pro-

Melting pot

La nascita del cinema, in particolare l’idea di proiezione di una pellicola davanti ad un pubblico pagante, la dobbiamo proprio ai fratelli Lumière e risale al 1895. Il cinematografo, quindi, costituisce l’alba del cinema. I fratelli Lumière, non immaginando il potenziale di questo mezzo per fare spettacolo, lo sfruttarono solo a fini documentaristici. I fratelli Lumière, dopo centinaia di cause in tribunale, volute da Thomas Edison, riuscirono a vendere varie copie del cinematografo che quindi sbarcò anche in America, negando dunque allo stesso Edison il diritto all’uso esclusivo dell’invenzione. Il cinema dei fratelli Lumière nasce con fini documentaristici. Le prime proiezioni, infatti, riguardano la vita quotidiana. La più famosa di tutte è l’uscita degli operai da una fabbrica, una volta finito il turno di lavoro. Una scena di vita quotidiana, una scena breve, semplice. Gli attori non sono professionisti ben pagati, ma operai, uomini e donne comuni. Potremmo definirlo cinema “popolare”. Poco dopo la proiezione di queste immagini si aggiunse alla pellicola un narratore presente in sala proprio per spiegare la pellicola, anche se erano sequenze create per catturare il movimento, non per raccontare una storia. Il cinema come lo conosciamo noi, ovvero la proiezione di una pellicola in una grossa sala, nasce nei primi anni del novecento. Nasce come mezzo

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prio per questo motivo che divenne così seguito e amato in tutto il mondo. Purtroppo il cinema con il tempo è destinato ad una serie di cambiamenti, ma non ha perso importanza, soprattutto in questo momento di forte crisi, i film, paradossalmente, sono diventati un punto di riferimento fondamentale per intrattenere miliardi di persone costrette a rimanere in casa. Con la chiusura delle sale cinematografiche in pochi mesi lo streaming è diventato il mezzo principale per vederli. In questo modo la pandemia ha accelerato drasticamente cambiamenti che erano già in atto, favorendo un modello di distribuzione più accessibile e vicino ai bisogni delle persone, ma che rischia anche di svantaggiare le realtà piccole e indipendenti rispetto ai colossi commerciali che dominano il mercato. Ma ora temiamo per il loro futuro. Invece in America, registi del calibro di James Cameron, Clint Eastwood e Martin Scorsese insieme ai proprietari delle sale cinematografiche statunitensi chiedono ai leader del Congresso americano di salvare i cinema che altrimenti “potrebbe non sopravvivere alla pandemia”. Anche il box office italiano ha subito perdite fenomenali: di oltre 70-75% tra gennaio e marzo 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In questo scenario, le principali piattaforme di video on demand, cioè di streaming di contenuti su richiesta, come Netflix, Amazon, Apple TV+ e Disney+, sono diventate praticamente le uniche fonti di cinema insieme a servizi analoghi ma più piccoli. Le principali piattaforme di video on demand erano già in lotta per il dominio del mercato. La posta in gioco, ora, è ancora più alta Mika Baumeister/Unsplash. La loro crescita è avvenuta in parallelo alla chiu-

sura dei cinema, che in alcuni casi, come quello di Regal cinemas, la seconda rete di sale più grande degli Usa, è diventata permanente. “Benché condividiamo una certa tristezza e nostalgia per questo avvenimento, sono sicuro che le persone abbiano provato le stesse emozioni quando le automobili hanno sostituito i carri trainati da cavalli”, è il commento pungente dell’investitore e filantropo Daniel Loeb. Un cambiamento, dunque, che viene attribuito alle logiche del “progresso”, soprattutto economico: quelle alla base della decisione di Disney, uno dei principali protagonisti del cinema mondiale, di riorganizzarsi per puntare sempre di più sullo streaming sull’onda del successo di Disney+, che ha raggiunto oltre 70 milioni di abbonati a un anno di vita, superando nettamente gli obiettivi dell’azienda.

Sposetti Alessandro


Cineforum

The Greatest Showman

Melting pot Gennaio 2021

che mettono nell’esibirsi, questi individui considerati “scarti” escono dal cono d’ombra, superano le loro paure e gli stereotipi generalmente diffusi, e infine si riscattano. Ovviamente tutto questo avviene all’interno del quadro complessivo dell’evoluzione sociale, caratterizzata da fenomeni quali la modernizzazione, la rivoluzione industriale, lo sviluppo tecnologico ecc. La pellicola, oltre ad essere ricca di colpi di scena, è resa ancora più travolgente dalle canzoni intrise di significato e alquanto orecchiabili. Purtroppo a causa della pandemia, e alla conseguente crisi del settore dello spettacolo, il circo ha dovuto calare il suo sipario, ma lascia nell’immaginario collettivo impressioni ed emozioni che accompagnano spettatori grandi e bambini. L’arte più nobile è quella di rendere gli altri felici (P.T.Barnum)

IL CAFFÉ

E’ una delle storie più avvincenti di sempre che rappresenta la rivalsa di coloro che in quel tempo erano definiti “scarti della società”, e nessuno voleva. Il musical celebra inoltre la nascita dell’industria dell’intrattenimento moderno, attraverso la storia dell’impresario P.T. Barnum e del suo circo. L’uomo comincia la sua impresa ricercando delle persone “speciali”: una donna barbuta, un individuo particolarmente alto, un uomo e una donna di colore… e da qui prende l’avvio il suo sogno, che lo porterà a diventare l’imprenditore circense più amato e odiato di sempre. Nel film vengono toccati molti dei temi che orbitano attorno alla discriminazione, come l’odio profondo a tal punto da far sentire sbagliata questa cerchia di persone ed anche una forte violenza fisica e verbale nei loro riguardi. Nonostante ciò, grazie alla visibilità che l’arte circense riserva loro e alla passione

Scarpone Leonardo, Di Pietro Chiara, Sposetti Alessandro.

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Moda

Melting pot

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Semplicemente Giorgio Con l’arrivo di questa pandemia anche il mondo della moda ha subito una metamorfosi , che ha portato a modificare i calendari delle uscite delle collezioni, quindi i singoli brand hanno deciso se rispettare la classica timeline oppure se seguire i loro ritmi. Ormai siamo alla fine della stagione e si vedono benissimo gli effetti che ha avuto sulla moda. Per la prima volta nella storia degli ultimi cinquant’anni città come Milano, Parigi, New York, capitali della moda non hanno visto sfilare le più grandi maison ormai delle vere proprie istituzioni. E’ per la prima volta nella storia della moda il “RE”Giorgio Armani ha portato la sua collezione 2020-21 all’interno di ogni casa d’Italia in diretta tv e permettendo a tutti di assistere ad uno degli eventi più importanti che fino a poco prima era solo per chi faceva parte di quel mondo elitista . Pensare che quest’uomo, dopo aver lasciato gli studi di medicina inizia a lavorare nella Rinascente di Milano senza uno scopo ben preciso . E’ con il passare del tempo inizia a farsi conoscere in un settore par-

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ticolare quello della moda caratterizzato da “luminari “ che vedono oltre un semplice vestito ,che non creano abiti ma delle vere e proprie opere d’arte . Crea una collezione per Nino Cerruti senza alcuna esperienza, forse questo è il caso dell’allievo che supera il maestro. Ormai la sua azienda Armani è simbolo di classe, eleganza e qualità made in Italy che hanno vestito le più grandi celebrità, ed ha portato in alto la moda italiana. Giorgio Armani è entrato per caso nel mondo della moda e ne è il protagonista. Citando le sue stesse parole dette in un’intervista degli anni 80 “L’importante è non farsi notare, ma ricordare.“

Ruggeri Valentino, Crescenzi Alessia.


Non solo musica La musica nel 2020

Quando, di fronte ad un periodo difficile come questo, le parole non bastano e non si può rimanere in silenzio in una realtà mutevole e condizionante, la musica si esprime per noi e con il suo linguaggio di note, pause ed accordi, esterna le idee, i pensieri e i sentimenti di ogni individuo. Da questo periodo di magra economica nell’industria dello spettacolo, c’è stata la diffusione nel mainstream dei concerti in streaming, in cui gli artisti si esibiscono i n diretta. Con il tempo, si ha avuto modo di organizzare in questa modalità veri e propri spettacoli, pagati e non, servendosi di piattaforme live streaming come Twitch e tanti altri.

Melting pot

Tra l’altro, per lasciarsi quest’anno alle spalle, sono stati organizzati in tutto il mondo per il 31 dicembre eventi musicali virtuali adatti ad ogni gusto: in Italia, si svolgeranno un concerto del Teatro dell’Opera di Roma e la proposta culturale romana “Oltretutto” che, al Circo Massimo di Roma, vedrà come partecipanti Manuel Agnelli, Carl Brave, Elodie e tanti altri musicisti. E così, in attesa di poter tornare negli Stadi e nei Teatri, possiamo accontentarci che i nostri artisti del cuore abbiano trovato un modo per farci godere comunque della loro musica.

IL CAFFÉ

Licani Iolandi, Caravano Martina, Caputa Maddalena, Cerdone Andrea.

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È fantastico pensare che una semplice melodia riesca a far suscitare in noi mille emozioni o magari riesca a far tornare nella nostra mente moltissimi ricordi, ed è altrettanto spettacolare riuscire con quella stessa melodia a rivivere gli stessi momenti e a riprovare le stesse emozioni. La musica è una certezza nella nostra vita, sappiamo di poter contare sempre su di lei in qualsiasi momento, quando il mondo fa troppo rumore lei è sempre lì, pronta a trasportarci nella serenità.

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De re coquinaria

De re coquinaria

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De regina Margherita

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Il 2020 è stato sicuramente un anno segnato da grandi cambiamenti. L’arrivo della pandemia inevitabilmente ha cambiato le abitudini di tutti noi che, trovandoci in casa per lungo tempo, abbiamo riscoperto non solo i valori fondamentali ma anche le nostre tradizioni. Se infatti prima noi Italiani eravamo abituati alla presenza di ristoranti i quali soddisfacevano ogni nostro sfizio, con la loro chiusura abbiamo ritrovato, o per alcuni scoperto , il piacere delle preparazioni casalinghe. Infatti come si evince dal grafico , gli alimenti più consumati al 74%, durante questo anno, sono stati pizza e focacce. Il sabato sera è diventato un momento , in cui le tradizioni si sono svolte all’interno del nucleo famigliare, preparare la pizza riesce a fermare il tempo e le preoccupazioni. Dalla persona più anziana a quella più giovane, ognuno si è cimentato, a modo proprio ,con la preparazione dell’impasto , aspettando con pazienza il lungo periodo della lievitazione. L’origine della pizza si colloca già nell’antichità. Infatti popolazioni come gli Egizi, i Greci e i Romani conoscevano già l’uso del lievito. Essi capirono che, con

la lievitazione di impasti di cereali macinati, diventavano più gustosi. Scoperto dunque il pane, i contadini romani iniziarono a preparare un impasto con farina, acqua e sale da cuocere sul focolare. Anche Virgilio nell’Eneide parla di questo pane appiattito, “da divorare per la fame”. Alcuni archeologi italiani e francesi hanno scoperto il pane risalente alla Sardegna , circa di 3.000 anni fa. Il termine “pizza” , inoltre, si deve alla discesa dei Longobardi in Italia. A quel periodo risale il termine “bizzo” cioè morso. I primi esempi, però, di vera e propria pizza sono datati nel periodo tra il ‘500 e il ‘ 600 nel regno di Napoli. Si diffusero la pizza Mastunicola e la pizza alla cecinelli. La prima comprendeva lardo, formaggio di pecora, pepe e basilico. La seconda, invece, era condita con i “cecinelli” cioè piccoli pesci. Fu nel ‘ 700, poi, che i pizzaioli iniziarono a fare uso del pomodoro arrivato da poco in Italia. Questo ingrediente aggiunto conquistò il palato non solo dei Borboni ma anche dei Savoia. Proprio ad una componente della dinastia dei Savoia si deve l’avvento della pizza margherita. I sovrani d’Italia Um-


INGREDIENTI:

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La pizza italiana era ed è oggetto di vanto e riconoscimento per l’Italia ma con le emigrazioni non è stato più così; infatti c’è stata una sostanziale diffusione, dapprima in Europa, precisamente in Francia e successivamente in tutto il mondo. Ciò è stato reso possibile grazie anche alla produzione cinematografica americana, che spinse poi il mondo ad imitare il procedimento di lavorazione della pizza. Ad esempio in Francia, a Marsiglia ci furono le prime pizzerie che suscitarono una grandissima affluenza di Napoletani e che attraverso loro portarono la preziosa usanza. Il tipo di pizza all’italiana, più o meno attinente alla tradizione, comunque prende lentamente forma ed è possibile assaggiarla anche in luoghi dove originariamente non era consumata. Il boom dell’ imitazione e riproduzione però, accadde negli Stati Uniti in cui ha avuto una sua evoluzione e innovazione principalmente a causa della carenza di molti ingredienti, che furono sostituiti. Essa si contraddistingueva da quella europea per lo spessore, per la morbidezza, per i gusti complicati e per delle varianti nell’impasto. Da qui nacquero i più estrosi gusti ad esempio la pizza al pollo, la famosa pizza all’ananas, la pizza con la pasta o addirittura con dolci. Insomma per alcuni può essere un’innovazione per altri non proprio. Come diceva Eugenio Montale “ Nei tempi più gloriosi dell’arte, gli artisti si esprimevano imitando i grandi artisti del passato, e imitando trovavano sé stessi. Troiani Beatrice, Un capolavoro era un’imitazione mal riuscita”. Ciprietti Camilla, Gatti Francesca.

IL CAFFÉ

Farina 400 g Acqua 300 ml Olio extra vergine di oliva 1 cucchiaino Sale fino 8 g Lievito di birra fresco 10 g PER CONDIRE: Polpa di pomodoro 500 g Fiordilatte 400 g Origano secco 1 cucchiaio Sale fino 1 cucchiaino di basilico Olio extra vergine di oliva

De re coquinaria

berto I e la regina Margherita durante la visita nella città campana furono accolti dal miglior pizzaiolo dell’epoca Raffaele Esposito. Egli realizzò per loro tre pizze: la pizza alla Mastunicola, quella alla Marinara, e quella pomodoro e mozzarella. Quest’ ultima fu realizzata proprio per la regina e fu un elogio al tricolore italiano. Dopo i ringraziamenti della regina al pizzaiolo, quest’ultimo denominò la pizza come “pizza Margherita”. Vincenzo Corradi, nel suo ricettario del 1773, presenta la “torta alla napoletana”, in particolare parla della farcitura racchiusa tra due strati di pasta. Successivamente nel 1828 a Napoli venne pubblicato un ricettario anonimo intitolato “La Cucina Casereccia” anche in questo caso la pizza napoletana veniva descritta come torta o dolce ripieno, concezione abbastanza lontana rispetto ad oggi. Il ricettario più famoso fu quello di Ippolito Cavalcanti , il cuoco storico più famoso tra quelli napoletani , che parlava invece di una pizza rustica o dolce. Attualmente gli ingredienti e i condimenti della pizza Margherita sono questi:

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Sport Sport nel 2020:

Sport

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Gennaio 2021

ecco per chi quest’anno è stato indimenticabile

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Il 2020, lo sappiamo, è stato un anno complicato per tutti, soprattutto per gli sportivi, che hanno visto imporsi restrizioni che impedivano loro di allenarsi correttamente o svolgere le proprie attività con continuità. Ma non per tutti è stato un periodo da buttare: per alcuni sportivi, infatti, è stato un anno pieno di soddisfazioni. Un esempio nel calcio, ad esempio, è il Milan, che nel post-lockdown ha trovato la condizione migliore tanto da arrivare a fare più punti di tutti nell’anno solare (79), seguito da Inter (73) e Atalanta (69); stupisce come la Juventus sia solo quarta in questa classifica, con “solo” 68 punti. Gli artefici di questo cambio di rotta sono più uomini: in primis, la dirigenza, Paolo Maldini e Massara che con un piccolo grande mercato di gennaio hanno cambiato il volto della squadra; poi il mister Pioli, che ha saputo dare un ordine al gioco della squadra ma anche continuità; infine Ibrahimovic, che a trentanove anni è ancora decisivo ed ha saputo dare le giuste motivazioni alla squadra. Riuscirà il Milan a tenere questo passo e a lottare per lo scudetto? Questo lo vedremo, ma ciò che è sicuro è che ci troviamo davanti ad un campionato spettacolare: l’Inter, uscita dalla Champions e dall’Europa, dovrà vincere a tutti i costi, poi la Juventus, partita male ma con un allenatore, Andrea Pirlo, certamente inesperto, ma

con un’idea interessantissima di calcio. E poi il Napoli, che ha una rosa da scudetto, poi c’è il bellissimo gioco dell’Atalanta, quello della Lazio e del Sassuolo, ma anche la Roma non è da sottovalutare. Insomma, questo virus ha cambiato molte cose nel mondo del calcio (e non solo) e per questo ci aspetta una delle stagioni più divertenti degli ultimi anni. Anche nel basket per quanto riguarda la stagione 2019-2020 c’è stata la sorpresa della vittoria del campionato da parte della Virtus Bologna, con l’Olimpia Milano arrivata invece solamente in quarta posizione. Questo però è l’anno di Benedetta Pilato: nuotatrice quindicenne nata a Taranto, è la più giovane italiana che ha preso parte ad un campionato mondiale (aveva quattordici anni e sei mesi). Lo scorso 16 ottobre, nell’International Swimming League di Budapest, ha realizzato, con il tempo di 28’’97, il nuovo record italiano in assoluto nei 50 metri rana, stile in cui lei è specializzata. Nella stessa competizione, il 14 novembre, migliora questo tempo facendolo


legate”. Insomma, un grandissimo prospetto per il nuoto italiano, affermatasi proprio in un anno complicato come quello che abbiamo passato. Da sottolineare invece il fallimentare anno della Scuderia Ferrari: neanche una vittoria e pochissimi podi. Nel prossimo Mondiale Binotto, il Team Principal, ha promesso miglioramenti, sottolineando come comunque sarà un anno di transizione.Ci aspetta un’annata molto interessante.

Tassoni Stefano.

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diventare di 28’’86, che poi diventerà 28’’81 solo qualche giorno dopo, il 21 novembre, raggiungendo il record europeo della Meilutyte. Non contenta, dopo aver anche abbattuto un altro record italiano nei 100 metri vasca corta con il tempo di 1’03’’55, il 17 dicembre, questa volta in Italia, a Riccione, stabilisce il nuovo primato italiano sui rana 100 metri in vasca lunga (1’06’’02), ottenendo anche il pass per i Giochi di Tokyo 2020. Tutto questo a soli 15 anni; addirittura sembra non sentire alcuna pressione. Ed infatti, in un’intervista rilasciata a Rai Sport il 30 settembre, dice che l’improvvisa popolarità e le sfide che essa comporta non la spaventano: “Pensavo peggio, ma riesco a gestirla nonostante sia arrivata all’improvviso”. Popolarità, questa, che avrebbe potuto non arrivare mai in quanto i genitori erano contrari a farla gareggiare: “Ad un certo punto – afferma Pilato – il mio allenatore ha cercato di convincere i miei e ci è riuscito dicendo che sarebbe stata solo una gara, ma poi le gare sono diventate due, tre...”. Nella stessa intervista scopriamo che il suo motto è “gareggiare e vincere senza ansia”, che sogna di diventare un medico e che in casa ha due pappagalli, Pluto e Leo. “Gli unici pappagalli muti al mondo” scherza così Benedetta. Infine, ha un pensiero anche per la nonna scomparsa: “Guardava sempre le gare a cui prendevo parte, dicendomi sempre cosa avevo sbagliato. Erava- mo molto

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Tea time

Tea time

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Quarantine vs teens

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2020 was a tough year for everyone, especially for young people. As a teenager you don’t expect to be spending a whole year with your family 24/7, but teens managed to make the most out of this situation. They tried to change themselves for the better by working out at home, improving their family relationship and by learning new skills such as cooking, drawing, gardening and playing instruments; many people also found the time to do basic things they ignored or didn’t have time to do before like cleaning or doing their skincare routine. An activity that took away most of teenagers’ time is online classes, an initiative that the government introduced in their lives to ease this period. There were positive and negative aspects about this choice; on one side there are the timid students, that were unable to demonstrate their potential at school due to their anxiety, who

had the chance to show their abilities. On the other hand there are students that saw their grades drop during online classes because of motivation loss and the lack of a proper environment to study. This, added to the obligation to stay at home and the social distancing from friends, induced a state of anxiety and depression. However this period made teenagers more responsible about collective well being: in fact their will to go back to normal life made them respect the anti-covid norms as well as they could. Even though this pandemic is not over yet, young people are psychologically prepared to face the new lockdowns that will come. Let’s see with what they’ll come up with!

Sbraccia Cristiana, Ruscio Clara.


Il poeta Un campo di luna Il poeta

IL CAFFÉ

Un vagabondo va errando sulla luna, una lanterna, pari al sole, dona luce e speranza. Solo canta, ride, sogna. Sogna la vita prima del viaggio interstellare… La figlia che corre e lo abbraccia, la moglie, sempre raggiante, che lo bacia. Il loro amore, più forte di ogni male. Una stella gialla li rende diversi, un cuore rosso li rende felici. Il vagabondo fa il suo lavoro, alza il piccone, lo lascia cadere sulla felicità e ricomincia…come nei campi. Non ha più un’anima, non ha più la sua famiglia, non riderà più con il suo piccolo amore. Una lacrima disperata cade, seguita da una cascata, i lamenti del povero trafiggono il cuore di tutti… Lui scappa nell’oblio e non torna più.

Francesca Degnitti

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Fitness per neuroni Giugno Chiara.

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SOLUZIONI:

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Oroscopo

ARIETE (21 MARZO – 20 APRILE) Maniaco del controllo, testardo ed impulsivo, l’Ariete dovrà imparare a lasciar andare il passato e a vivere nel migliore dei modi il presente, affinché il 2021 sia un anno propizio. In amore non deve volere tutto e subito ma deve saper aspettare il momento giusto e la circostanza migliore per non finire pazzo per amore come il paladino Orlando. Nell’ambito lavorativo le stelle sono favorevoli e arriveranno buone novità.

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PESCI (20 FEBBRAIO – 20 MARZO) Questo segno, sensibile e ancorato al passato, in questo anno cercherà stabilità emotiva. Chi intrattiene una relazione con un partner Pesci farebbe bene a non sottoporlo a pressioni o tensioni. Riguardo il lavoro non si torturi come Jacopone Da Todi poiché l’impegno ripaga; arrivano conferme e buone notizie.

IL CAFFÉ

ACQUARIO (21 GENNAIO – 19 FEBBRAIO) Questo segno anticonformista e che non ama sentirsi in gabbia verrà portato, a causa della congiunzione astrale, ad esaltare il suo individualismo ma, allo stesso tempo, si deciderà ad intraprendere rapporti importanti. Infatti, in amore troverà qualcuno che lo supporterà e accetterà il suo carattere nonostante le difficoltà. La sua situazione lavorativa migliorerà e porterà a termine i suoi obbiettivi. Nel 2021 sarà un perfetto mix tra Eracle e Ulisse.

Oroscopo

Se nel 2020 sulla Terra si sono verificati tantissimi accadimenti, anche nello spazio è avvenuto qualcosa di raro. A dicembre ha avuto luogo la congiunzione tra Giove e Saturno nella costellazione dell’acquario. Questi due pianeti, nonché grandi simboli nella mitologia, sono molto diversi: Saturno, dio del tempo e personaggio molto rigoroso,Giove dio del sole e della positività. Questa congiunzione avviene all’incirca ogni 20 anni ma i due pianeti non erano arrivati ad essere così vicini dal lontano 1623. Lo stesso Keplero testimonia che questa congiunzione ci fu anche nel 7 a.C quando si vide la Stella Cometa che portò i Re Magi alla capanna. Ma andiamo a vedere come tutto ciò influenza i segni in questo nuovo e, speriamo, fortunato 2021.

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Oroscopo

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TORO (21 APRILE – 20 MAGGIO) Questo segno ha concluso l’anno precedente travolto dall’ansia e dalla rabbia. Nelle relazioni sociali, che siano d’amore o di amicizia, deve dar meno peso ai difetti del partner o dell’amico e concentrarsi sui propri errori. C’è bisogno di un lungo lavoro di autoanalisi, di labor limae…proprio come quello di Tasso sulla sua Gerusalemme Liberata. Nel lavoro, attenzione alle finanze! GEMELLI (21 MAGGIO – 21 GIUGNO) Guidato dai soliti sentimenti contrastanti, il Gemelli cerca rapporti semplici e vuole rimanere lontano dalle liti e dalle discussioni. Ha concluso il 2020 con un pianto tanto disperato quanto quello di Dante davanti a Paolo e Francesca. In amore le decisioni prese non cambieranno. Non si può dire lo stesso del lavoro poiché porterà molte sorprese, alcune delle quali spiacevoli e frutto di ansia e malcontento personale. CANCRO (22 GIUGNO – 22 LUGLIO) La lunaticità di questo segno è stata accentuata nell’ultimo mese dell’anno concluso a causa della congiunzione dei pianeti. Nelle relazioni si sente escluso e messo da parte ma è importante ricordare che non si devono mai cercare attenzioni da una Lesbia, se non ci si vuole ritrovare a scrivere struggenti carmina sulle delusioni d’amore. LEONE (23 LUGLIO – 22 AGOSTO) E’ ora di parlare. Gli amici e le persone che circondano questo segno di fuoco si sono accorti che qualcosa non va e necessitano spiegazioni. Nelle amicizie vengono scoperti molti scheletri nell’armadio. Se in amore non ci sarà dialogo, uno dei partner arriverà ad uccidere l’altro come Tancredi fece con Clorinda in duello. Nell’ambito lavorativo si otterranno molti risultati anche senza troppo sforzo, ma è importante non procrastinare! VERGINE (23 AGOSTO – 22 SETTEMBRE) In questo periodo l’attenzione al dettaglio si fa sentire piu’ che mai. Nel lavoro ci sarà bisogno di adattarsi al modo di fare altrui e all’impegno comune e non solo individuale perché quest’anno l’unione farà la forza. In amore, com’è solito fare da questo segno, si fugge dai sentimenti e dalle situazioni piu’ complesse per evitare un anno nefasto; ma è arrivato il momento di sfogarsi.

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BILANCIA (23 SETTEMBRE – 22 OTTOBRE) La congiunzione tra i pianeti porta i coraggiosi della Bilancia a compiere scelte ritenute fino a quel momento irraggiungibili. L’egocentrismo sarà parte integrante della quotidianità ma non dovranno essere trascurati gli altri se non si desiderano le veneri e i cupidi contro. Nel lavoro si sfruttino alleanze favorevoli e non se ne facciano di sbagliate come quella del primo triumvirato tra Cesare, Crasso e Pompeo.

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CAPRICORNO (22 DICEMBRE – 20 GENNAIO) Nonostante sia solitamente terrorizzato dall’abbandono, in questo periodo si sente totalmente travolto dall’amore e la congiunzione tra Giove e Saturno lo renderà talmente affettuoso da arrivare a sembrare quasi un poeta del Dolce Stil Novo. Chi ha una relazione con un Capricorno, farebbe bene a non esagerare negli atteggiamenti. Per il lavoro il 2021 sarà un grande anno.

IL CAFFÉ

SAGITTARIO (23 NOVEMBRE – 21 DICEMBRE) Il sagittario rimane fedele sempre alle stesse persone, per quanto il rapporto possa risultare tossico. La Venere favorevole condurrà questo segno di fuoco nel mondo perfetto, nell’Eden, lontano dalla realtà. Ma, finito l’incantesimo, tornerà con i piedi a terra e noterà dei nuovi problemi che lo porteranno a cambiare idea su molte cose. In amore non sono escluse nuove relazioni. Nell’ambito lavorativo dovrà essere piu’ diplomatico poiché i cambiamenti affrettati potrebbero portare a pessime soluzioni.

Oroscopo

SCORPIONE (23 OTTOBRE – 22 NOVEMBRE) Questo 2021 porterà la scarsa sensibilità di questo segno a scomparire del tutto, lo Scorpione diventerà piu’ crudele del serpente di Adamo ed Eva a causa delle infinite paranoie e dei mille problemi interpersonali. La luna contraria porterà sventure in amore ma anche molti risultati nell’ambito del lavoro.

Catalini Elena, Sciullo Martina, Di Martino Ilaria, Mercante Angelica

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Responsabili del progetto: Caporedattori: Responsabili alla grafica:

Verzilli Monia e Fillo Claudia Degnitti Francesca e Tassoni Stefano Russi Marcello e Gentile Angelica

Partecipanti al progetto: Barbieri Caterina, Bellini Francesca, Capoccello Rachele, Caputo Maddalena, Caravano Martina, Carinelli Giorgia, Casolani Beatrice, Catalini Elena, Ciprietti Camilla, Clemente Luigi, Colangelo Giulia, Colucci Anastasia, Cordone Andrea, Crescenzi Alessia, De Camillis Cristiana, De Dominicis Francesca, Degnitti Francesca, Di Berardo Manuel, Di Carlo Valentina, Di Eusanio Francesca, Di Francesco Eleonora, Di Giacomo Giada, Di Giovanni Claudia, Di Marino Ilaria, Di Massimo Giorgia, Di Nicolantonio Aurora, Di Pietro Chiara, Faragalli Gabriella, Febbraio Stefano, Gatti Francesca, Gentile Angelica, Giordani Paesani Giulia, Giugno Chiara, Lelii Giorgia, Licani Iolanda, Lucchese Ilaria, Machetti Sofia, Mattucci Veronica, Meco Francesco, Mercante Angelica, Murin Stephanie, Paciolla Michela Arcangela, Piersanti Sheryl, Quintiliani Laura, Romano Martina, Ruggieri Valentino Rudy, Ruscio Clara, Russi Marcello, Sbraccia Cristiana, Scarpato Laura, Scarpone Leonardo, Sciullo Martina, Speca Lorenzo, Sposetti Alessandro, Tassoni Marco, Tassoni Stefano, Ticchi Giulia, Traini Beatrice, Zuccarini Lorenzo.

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Profile for Russi Marcello

Il caffé gennaio 2021  

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