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Società Reportage sulla difficile battaglia per l’integrazione sociale delle comunità rom in Russia

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L’inserto è preparato e pubblicato da Rossiyskaya Gazeta (Russia) e non coinvolge le strutture giornalistiche ed editoriali di e

Inserto distribuito con The NYT International Weekly

LUNEDÌ 27 DICEMBRE 2010

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Diplomazia Oltre a danneggiare le relazioni bilaterali, le rivelazioni di WikiLeaks rischiano di scoraggiare gli investitori

Economia Alleanze dall’energia ai servizi

Mondiali 2018 La Russia nel pallone

Avanza su più fronti la collaborazione tra Italia e Russia sogno urgente anche di servizi, infrastrutture, beni di consumo e semplificazioni burocratiche. La forza dell’Italia risiede proprio in questo: nei suoi primati nel settore bancario, nell’industria meccanica, oltre che in quelli più classici della moda, della ristorazione e della manifattura. Negli ultimi anni Banca Intesa è cresciuta molto in Russia con l’acquisizione della russa Kmb. Ancor più rilevante la presenza di Unicredit, che nel 2000 ha acquisito l’International Moscow Bank, affermandosi sul territorio con circa 150 sportelli, 45 dei quali solo a Mosca.

Per modernizzare il Paese, Medvedev punta sulle eccellenze italiane nel settore bancario e nell’industria meccanica, oltre che nella moda e nella manifattura. LUIGI DELL’OLIO RUSSIA OGGI

Le relazioni italo-russe si stanno facendo sempre più strette grazie al programma di modernizzazione promosso dal capo di Stato Medvedev e agli interessi comuni dei due Paesi in settori strategici che spaziano dall’energia alla finanza, dall’industria pesante ai servizi. L’economia russa, pur essendo fondata sui suoi grandi giacimenti di gas e petrolio, ha bi-

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SERVIZI ALLE PAGINE 4 E 5

Modello dello stadio Spartak che verrà costruito nella capitale russa Dopo l’inaspettata assegnazione alla Russia dei Mondiali di calcio 2018, si inizia a fare stime sull’evento che dopo le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014 porterà la Federazione sul palcoscenico del grande sport interna-

zionale. Si calcola che, per potenziare le infrastrutture e costruire ex novo 13 dei 16 stadi dove si disputeranno le partite, il Cremlino dovrà investire oltre 7 miliardi di euro. Costi che però verranno compensati dagli indubbi

MARGHERITA BELGIOJOSO

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Tra incontri ufficiali in sedi istituzionali e quelli ufficiosi tra dacie nelle foreste di Russia o nelle piane brianzole, nel 2010 l’intesa tra Mosca e Roma, e tra Silvio Berlusconi e il suo omologoVladimir Putin, è proseguita imperturbabile. Nonostante

Il premier italiano Berlusconi e il presidente russo Medvedev

Se Babbo Natale arriva il trentuno GETTY IMAGES/FOTOBANK

Viaggio attraverso la Russia e le sue tradizioni. Qui Babbo Natale si chiama Ded Moroz, o Nonno Gelo, e vive nello sperduto villaggio di Veliky Ustyug. Il Natale si celebra il 7 gennaio, ma la festività principale è la vigilia dell’Anno Nuovo.

Si moltiplicano le organizzazioni nate dal basso e su Internet. È nella rete infatti che si sta formando una nuova generazione di giovani attivisti. Un movimento caotico e senza precedenti che sta sostituendo le ong finanziate dall’Occidente. SERVIZIO A PAGINA 7

Si chiude un 2010 di rinnovata intesa sull’asse Roma-Mosca i mugugni della diplomazia americana, rivelati da WikiLeaks, e le critiche dell’opposizione interna italiana. Del resto Berlusconi continua sul solco della tradizionale politica estera italiana, che vede nella Russia un partner economico e politico privilegiato. A cominciare dal governo Prodi, promotore di molti degli accordi firmati in questi anni. Niente di nuovo quindi sull’asse Roma-Mosca: il 2010 ha visto la conferma di una collabora-

il COMMENTO A PAGINA 6

Nuovi filantropi crescono in Rete

Politica Il tradizionale vertice intergovernativo annuale si è tenuto proprio questo mese a Sochi

Anche quest’anno ha visto la conferma di una collaborazione a tutto campo con incontri bilaterali e la sigla di accordi.

Dopo il summit di inizio mese scrive il politologo Yuri Solozobov - va gradualmente prendendo forma lo Spazio economico unico (Seu), basato sull’unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan come progetto di integrazione a lungo termine.

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ITAR-TASS

ITAR-TASS

benefici che porterà l’evento: un aumento dell’occupazione e quindi della crescita economica e l’opportunità di modernizzare il Paese e rilanciarne l’immagine.

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Prende forma la troika doganale

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Verso un anno nuovo di fitti scambi culturali Saranno una mostra a Roma dedicata al pittore russo Alexander Dejneka e l’inaugurazione del Bolshoi a Mosca con l’orchestra del Teatro alla Scala ad aprire e chiudere rispettivamente “Italia-Russia 2011”, l’anno della cultura e lingua italiana in Russia e della cultura e lingua russa in Italia. L’iniziativa voluta dai due Paesi rinnoverà quei legami culturali reciproci che risalgono ad almeno cinque secoli fa.

SU QUESTO NUMERO

zione a tutto campo, dai canadair italiani che d’estate hanno soccorso i moscoviti soffocati dai fumi, all’aumento delle adozioni di minori russi da parte italiana. Dmitri Medvedev, Putin e Berlusconi non risparmiano dichiarazioni di reciproca amicizia e in ambito internazionale l’Italia mira a essere riconosciuta come l’interlocutore privilegiato della Russia. SEGUE A PAGINA 2

SUL NOSTRO SITO RUSSIAOGGI.IT L’allarme nazionalismo ILYA VARLAMOV

L’uccisione il 6 dicembre di un tifoso dello Spartak ha riacceso lo spettro del nazionalismo scatenando a Mosca un’ondata di proteste degli hooligans contro le minoranze caucasiche.


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Politica

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Un anno d’intese sull’asse Roma-Mosca

L’annuale vertice intergovernativo si è concluso questo mese con grande soddisfazione la volta della Russia di ospitare i politici italiani: a luglio, a Mosca, Franco Frattini e Alexei Kudrin hanno presenziato al Consiglio di Cooperazione Economica, il più importante strumento per la cooperazione economica tra i due paesi, e il tradizionale vertice intergover-

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Protocollo sull’esecuzione dell’Accordo di Riammissione tra la Comunità Europea e la Federazione russa: sarà più facile espellere e rimpatriare i cittadini russi e italiani trovati illegalmente sui reciproci territori

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Dichiarazione congiunta tra il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e il vice-Presidente del governo russo Alexei Kudrin per la realizzazione del Partenariato bilaterale per la modernizzazione

Il premier italiano Berlusconi tra il presidente russo Medvedev (a sinistra) e il premier russo Putin

nativo - quest’anno alla sua settima edizione - si è appena concluso a Sochi con grande soddisfazione. Tra Medvedev e Berlusconi massima cordialità, segno che l’intesa tra i due Paesi non passa solo per il rapporto personale dei rispettivi primi ministri. Sette le intese firmate, quattro strettamente economiche, tre di carattere più politico: i convogli militari italiani diretti in Afghanistan passeranno sulle ferrovie di Mosca, l’accordo di Riammissione verrà attuato, e l’intesa bilaterale sulla modernizzazione significherà occasioni per le imprese italiane. Ultimo scoglio, la spinosa questione dei visti con la Rus-

IL COMMENTO

“Meno sostegno bipartisan” di Putin a leader autocratici come Lukashenko. Inoltre nella Ue non è più solo l’Italia a essere percepita come l’alleato di Mosca, ma anche Polonia, Germania e Francia hanno sviluppato una Ostpolitik molto attiva e dialogante con la Russia. Nonostante questo, le relazioni economiche fra Roma e Mosca rimangono ottime come anche gli affari conclusi al vertice di Soci dimostrano.

Serena Giusti RICERCATRICE ISPI

Nel corso del 2010 il sostegno bipartisan a un approccio pragmatico e privilegiato verso la Russia si è indebolito, Berlusconi sconta l’opposizione interna, da Fini a Casini, che critica la sua personalizzazione delle relazioni con Mosca. Frequenti sono gli accostamenti

Diplomazia Le indiscrezioni diffuse avranno ricadute economiche più che politiche

Le soffiate di WikiLeaks raffreddano relazioni e mercati L’ambasciatore americano a Mosca ha tratteggiato un ritratto poco lusinghiero della Russia definendola una “cleptocrazia” e uno “Stato mafioso”. Il Cremlino ha scelto di reagire con distacco. JULIA KOUDINOVA

«I criminali godono di protezione presso la polizia, l’Fsb (il servizio federale russo, ex Kgb, ndr), il ministero degli Interni e i servizi della procura generale», avrebbe scritto ai suoi colleghi l’ambasciatore americano a Mosca John Beyrle secondo WikiLeaks. Nessuno dei cablogrammi diplomatici diffusi dal

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Julian Assange fondatore del sito WikiLeaks

sito contiene delle prove formali, si limita a riferire voci che circolano in Russia. L’ambasciatore statunitense in Kazakistan, per esempio, se la prende con il monopolio di Stato Gazprom, che «si comporta come un avvoltoio» perché intende mettere le mani sui giacimenti dell’Asia centrale. A prescindere dal fatto che le osservazioni degli ambasciatori americani siano giuste o sbagliate, rischiano di avere riperc u s s i o n i n e g a t iv e s u l l e relazioni tra i due Paesi, nel momento stesso in cui i presidenti Dmitri Medvedev e Barack Obama si sono impegnati a «riprendere» i loro rapporti diplo-

matici. Il loro ritegno durante lo scandalo delle spie russe aveva consentito di evitare un nuovo congelamento dei rapporti. Di contro, il ritorno al Senato americano di una maggioranza repubblicana potrebbe modificare le relazioni bilaterali. E non proprio verso una maggiore armonia. In questo contesto, le rivelazioni di WikiLeaks rappresentano un prete-

Le rivelazioni rappresentano un pretesto per i falchi contrari al dialogo tra Medvedev e Obama

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Una manifestazione dei sostenitori del sito WikiLeaks

sia: Roma spinge a Bruxelles perché vengano aboliti. L’ufficio consolare di Mosca è tornato a sfornare visti a pieno regime, raggiungendo i livelli del 2008 pre-crisi, quando Roma diede il benvenuto a ben 400mila cittadini russi. Il prossimo anno promette di segnare il record di presenze russe in Italia.Voci ufficiose promettono che gli eserciti di tifosi che nel 2018 si rovesceranno negli stadi di Mosca per la Coppa del Mondo entreranno solo con un timbro sul passaporto. Ma per questo Farnesina e Mid devono ancora lavorare, visto che sull’argomento alcuni dei 27 membri dell’Ue hanno il freno tirato.

sto perfetto per i falchi di entrambe le parti sulle opposte sponde dell’Atlantico, contrarie al riavvicinamento compiuto da Medvedev e Obama. La faccenda è seria perché, anche se non provocherà danni diretti alle relazioni diplomatiche, non potrà non avere conseguenze sugli investitori, sempre molto sensibili nei confronti dell’immagine negativa di un dato Paese, parametro noto nell’ambiente con il termine di “Paese a rischio”.Come spiega il politologo russo-americano Nikolai Zlobine, «a mettere in discussione il Paese non sono i giornalisti, bensì i diplomatici. Le loro raccomandazioni e i loro consigli arrivano nel cuore di Washington, influenzano e pesano sulle decisioni del governo, per poi condizionare gli uomini d’affari meglio introdotti. Tutto ciò nuoce alla reputazione della Russia negli ambienti imprenditoriali, diventando motivo di allontanamento dal mercato russo». Sullo scenario politico interno russo le “rivelazioni” non rischiano di provocare movimenti d’opinione. I media hanno ampiamente coperto lo scandalo e una parte dei commentatori filo-Cremlino ha affermato che WikiLeaks è uno strumento che Washington utilizza nella sua guerra di informazione contro la Russia. Tra le autorità, invece, è di rigore il distacco. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha dichiarato che la diplomazia russa non si basa sulle “soffiate” , ma sulle azioni concrete dei propri partner. E il presidente Medvedev si è detto convinto che in nessun modo tali “rivelazioni” potranno influenzare le relazioni con gli Usa.

"Sono i bambini l’investimento più sicuro" Il Presidente Dmitri Medvedev ha dedicato alle generazioni future il suo messaggio all’Assemblea Federale. VIKTOR KHAMRAEV KOMMERSANT

È ai «26 milioni di bambini e adolescenti che vivono nel nostro Paese» che Dmitri Medvedev ha dedicato il suo ultimo messaggio all’Assemblea Federale. La modernizzazione - ha osservato il Presidente - non «è fine a se stessa» e «prendersi cura delle generazioni future è l’investimento più sicuro, intelligente e nobile che si possa fare». Da qui l’esortazione a comunicare ai giovani i principi di una vita sana, dal momento che l’80% dei cittadini russi «non pratica alcun tipo di sport» e a tutelare il territorio per garantire alle generazioni future un «ambiente pulito in cui vivere».

ITAR-TASS

Del resto Mosca ha inaugurato in quest’ultimo anno e mezzo una politica estera caratterizzata da dialogo e apertura. È da gennaio che il ministero degli Esteri (Mid) di Sergei Lavrov miete successi: il netto riavvicinamento con gli Usa di Barack Obama, ad aprile la firma a Praga del nuovo Start, il trattato sul disarmo per finire con una ripresa delle pratiche per l’agognato accesso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio. Nel vertice UeRussia di dicembre è stato firmato il trattato bilaterale economico tra Mosca e Bruxelles che apre una nuova fase nelle trattative: presto l’anomala assenza russa dalla più importante organizzazione economica mondiale sarà forse sanata. Sempre che Tbilisi mandi giù il rospo, e non voti contro l’ingresso russo: ma anche su questo fronte Mosca ha fatto passi avanti. Dopo l’abisso in cui erano caduti i rapporti con la Nato a seguito della guerra con la Ge-

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Accordo sul transito per via ferroviaria in territorio russo di materiale e personale militare italiano diretto in Afghanistan

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orgia nell’agosto 2008, oggi le relazioni sono quanto mai rosee. Il summit di Lisbona di fine novembre ha risvegliato lo spirito di Pratica di Mare - il vertice del 2002 promosso dall’Italia che inaugurò il Consiglio NatoRussia - e Medvedev e Rasmussen si sono salutati promettendosi un partenariato strategico. Una svolta epocale. A livello bilaterale, si è mantenuto il solito fitto calendario di incontri, con decine di missioni di ministri tra capitali. Quest’anno era

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

GLI ACCORDI POLITICI SIGLATI

Il Presidente russo Dmitri Medvedev


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Economia

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Sempre più stretti gli affari con l’Italia SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

LA NOTA

Debito in calo male i consumi Ben Aris RUSSIA OGGI

Il debito pubblico sta mettendo in seria difficoltà la maggior parte dei paesi sviluppati, mentre la Russia gode di un rapporto debito/pil sotto controllo. Secondo un rapporto di Goldman Sachs, il deficit potrebbe essere azzerato nel 2011, mentre l’economia crescerà intorno al 4%. L’economia russa richiede profondi cambiamenti ma, a differenza degli altri Paesi occidentali, ha spazi di manovra per realizzarli. Resta il problema dei consumi, che languono e andrebbero incentivati. Inoltre, la ripresa è guidata soprattutto dalle aziende statali, mentre quelle private annaspano. Il Cremlino sembra essere consapevole di questi problemi e il prossimo sarà un anno chiave per capire se il governo russo riuscirà a realizzare il cambiamento atteso.

Il Sukhoi Superjet-100 realizzato in collaborazione con una società del gruppo Finmeccanica

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Inoltre Federico Ghizzoni, da poco amministratore delegato del gruppo di piazza Cordusio, ha annunciato l’apertura di 180 filiali tra Russia, Bulgaria e Serbia. La Fiat ha raggiunto un accordo con l’oligarca Deripaska (specializzato nell’acciaio) per la realizzazione della prima vettura di serie, la Fiat Albea, e altre joint venture sono in corso per la creazione di motori, di telai Iveco e per assemblaggi di altri modelli Fiat. Finmeccanica collabora da tempo con la Sukhoi per la realizzazione di un aereo all’avanguardia. Ma il settore della meccanica è quello che vanta la più numerosa presenza di imprenditori italiani. Pur in un contesto reso a volte complicato dalle differenze culturali tra i due paesi, imprenditori medi e piccoli esportano macchine per la pasta, per la lavorazione dei metalli, della plastica e del legno, per l’imballaggio, l’imbottigliamento, macchinari elettrici e tipografici. Sul fronte energetico, nel 2006 Eni e Gazprom hanno sottoscritto un accordo strategico per progetti comuni nel midstream e downstream del gas, nell’upstream e nella cooperazione tecnologica, che è stato rafforzato da successive intese. La chiave del successo nel campo della moda è stata, invece, nella capacità del made in Italy di interpretare i gusti e le esigenze di una popolazione segnata da grandi differenze sociali, fornendo a seconda dei consumatori prodotti super lusso o estremamente economici. Il risultato è che nell’immagi-

Dall’Eni a Unicredit, passando per Parmalat e Ferrero, la pattuglia italiana in Russia è sempre più nutrita Sul versante opposto sono molti gli investitori russi interessati al mercato della penisola

nario russo la moda italiana è sinonimo di abbigliamento di buona qualità, gusto e stile. Passando all’alimentare, Parmalat e Ferrero hanno costruito in Russia stabilimenti di produzione, aprendo la strada ad altri operatori minori, mentre negli elettrodomestici Indesit e Ariston sono presenze consolidate. Le relazioni commerciali si svolgono anche nel versante opposto, con molti investitori russi che negli ultimi anni si sono af-

facciati sul mercato italiano. La storica acciaieria bresciana Lucchini è stata salvata nel 2004 grazie alla ciambella di salvataggio lanciata dal colosso Severstal (uno dei gruppi siderurgici più grandi al mondo) e successivamente la quota di controllo è passata nelle mani del magnate Alexey Mordashov, attualmente impegnato in un piano di ristrutturazione debitoria che è al vaglio di un pool di banche e che prevede nuovi capitali per 150 milioni di euro.

Nei mesi scorsi Wind Italia è stata ceduta dall’egiziano Naguib Sawiris alla russa VimpelCom. E anche per la Roma calcio si vocifera dell’interesse espresso da Leonid Fedun, vice presidente di Lukoil. Un’operazione che comporterebbe un esborso di oltre 200 milioni di euro, ma che offrirebbe al magnate russo una straordinaria vetrina per farsi conoscere a livello internazionale.

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IN BREVE L’alta velocità firmata Alstom Il Pendolino Allegro di Alstom Italia ha inaugurato a inizio dicembre l’alta velocità Helsinki-San Pietroburgo. Quattro treni realizzati dal gruppo francese negli stabilimenti italiani percorrono quotidianamente la distanza che separa le due metropoli nordiche in tre ore e mezza, il 40% in mEno di quanto avveniva prima del loro debutto. I viaggiatori possono contare anche su spazi business per le riunioni di lavoro, aree bimbi con trenini in miniatura e zone riservate agli animali. Anche il controllo dei passaporti avviene a bordo.

Interscambio, vola l’export L’Istat rileva che a ottobre le esportazioni italiane in Russia hanno registrato un’impennata del 41,2% rispetto a un anno prima, contro il +17,6% di tutte le vendite oltreconfine. Fatto 100 il totale delle esportazioni nella Federazione, il 37% riguarda prodotti della meccanica, il 24% la moda e l’11% l’arredamento. Seguono a distanza la categoria pelli, cuoio e calzature (7,5%) e metalli (7%). Diverso l’andamento dell’import dalla Russia, risultato sostanzialmente stabile (-0,1%) contro un incremento del 22% registrato dal mercato in generale.

Pepsi diventa leader in Russia

Sport&Business L’organizzazione dell’evento richiederà un ammodernamento strutturale del Paese

Oltre sette miliardi di euro per i Mondiali di calcio 2018

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Le 13 città nel pallone ITAR-TASS

In vista della manifestazione sportiva, la Federazione si appresta a realizzare un piano straordinario di opere pubbliche.

LA REAZIONE

Guus Hiddink

TIM GOSLING RUSSIA OGGI

I mondiali di calcio del 2018 si svolgeranno in Russia. Si tratta di un nuovo successo della diplomazia sportiva della Federazione, che si era già aggiudicata le Olimpiadi invernali del 2014, in programma a Sochi, cittadina del Mar Nero destinata a ospitare dallo stesso anno anche il Gp di Formula Uno. Nonostante gli oltre sette miliardi di euro che il Cremlino dovrà investire nelle infrastrutture, l’evento porterà indubbi benefici alla Russia e al suo programma di sviluppo economico. «Per l’occasione strade, ponti, ferrovie, aeroporti, porti e impianti sportivi saranno portati ai più alti standard qualitativi», afferma Plamen Monovski, chief investment officer di Renaissance Asset Managers. «Questo consentirà di aumentare l’occupazione, contribuendo alla crescita del Paese. Gra-

L’EX COMMISSARIO TECNICO DELLA NAZIONALE RUSSA

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La Russia è sotto pressione perché è consapevole di avere addosso gli occhi di tutto il mondo. Da questo momento in poi occorre parlare meno e lavorare di più per mostrare a tutto il mondo di essere all’altezza dell’impegno assunto”.

IL NUMERO

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gli stadi che ospiteranno le partite: 13 da costruire ex novo e tre da rinnovare. Ma a cambia e sarà il volto stesso delle 13 città ospitanti e la rete di infrastrutture per l’accesso ai grandi centri urbani

zie a questo evento e ai prezzi elevati delle materie prime, pilastro fondante dell’economia russa, la Federazione potrà rientrare tra i paesi ad alta crescita nel mondo», aggiunge l’analista. Il Governo procederà ad ammodernare gli impianti turistici e a mettere a punto 16 stadi, 13 da costruire ex novo e tre da rinnovare. Chris Weafer, chief strategist della banca russa Uralsib, riflette: «Non c’è

dubbio che il costo dell’evento sarà ingente, ma la Coppa del Mondo contribuirà al programma di modernizzazione del Paese». I lavori per il potenziamento delle infrastrutture fatiscenti della Russia sovietica sono già cominciati, ma gli accordi con la Fifa impongono un rigido calendario. La rete autostradale russa dovrà essere ripensata radicalmente e sono previsti interventi massicci sugli

aeroporti di Mosca e San Pietroburgo, mentre un nuovo scalo verrà costruito a Rostov-sulDon entro il 2017. Il Paese trarrà dall’evento anche vantaggi intangibili, come il miglioramento della sua immagine nel mondo. Il Governo ha già promesso visti gratuiti e condizioni di trasporto fortemente agevolate per i tifosi che si sposteranno tra le 13 città che ospiteranno l’avvenimento.

La Pepsi Cola ha acquistato per 4 miliardi di EURO il gruppo russo dell’alimentare Wimm-Bill-Dann. L’azienda, nata 18 anni fa, conta 16 mila dipendenti e 38 stabilimenti. La transazione renderà PepsiCo leader in Russia nei settori lattiero-caseario e succhi, rafforzando al contempo la sua presenza nei mercati dell’Europa Orientale e dell’Asia Centrale. L’operazione si inserisce nel piano a lungo termine messo a punto lo scorso anno dal management del gruppo statunitense, che punta a raggiungere i 22 miliardi di EURO di fatturato entro il 2020, anche attraverso una serie di acquisizioni riguardanti aziende locali, con una forte presenza nei rispettivi mercati di riferimento. L’acquisizione di Dann è letta dagli analisti come un duro colpo per l’avversaria di sempre, la Coca Cola, con cui la Pepsi conduce una battaglia decennale per conquistare il predominio del mercato russo e, più in generale, nei mercati emergenti, che continuano a crescere nonostante la debolezza del contesto internazionale.


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Johan Botha nel ruolo di Don Carlo e Olga Borodina in quello della Principessa Eboli in una prova generale dell’opera “Don Carlo” di Verdi

La prossima estate il museo Pushkin di Mosca ospiterà una mostra dedicata al pittore rinascimentale italiano Sandro Botticelli

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ITAR-TASS

ITALIA-RUSSIA 2011 TUTTO È PRONTO PER DARE IL VIA ALLA MANIFESTAZIONE VOLUTA DAI DUE PAESI DODICI MESI DI APPUNTAMENTI PER CELEBRARE UN’AMICIZIA CHE SI RINNOVA DA CINQUE SECOLI

È fatta. Dopo un intenso lavoro tra le due parti, tutto è pronto per l’anno di celebrazioni dell’amicizia italo-russa, scandito, sin da gennaio, da un fitto calendario di appuntamenti. Tra i più importanti, Caravaggio e Botticelli al museo Pushkin di Mosca, oltre a Giotto e Antonello da Messina e i grandi maestri del ’900 in altri importanti spazi cittadini. Le famose uova Fabergé viaggeranno lungo la penisola, il tesoro del Cremlino sarà al Pitti di Firenze. Il Belpaese, inoltre, sarà rappresentato a Mosca e San Pietroburgo dalla compagnia del Piccolo Teatro di Milano, che, a sua volta, ospiterà il Balletto del Bolshoi e il Teatro Taganka. Insomma, eventi, mostre, concerti, spettacoli per tutti i gusti, inseriti in un proficuo scambio di ricchezze tra l’uno e l’altro territorio. Ma non solo. Sono previsti anche stage per i giovani e l’apertura a Roma di un Centro russo di scienza e cultura. Un anno intero, insomma, che Italia e Russia trascorreranno

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RUSSIA OGGI

Franco Frattini MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI

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L’italiano è appreso in 16 Università e in varie scuole a Mosca, San Pietroburgo e altre città. L’Italia è fra le principali mete di destinazione dei turisti russi. Ci sono tutte le premesse perché l’Anno della cultura italiana in Russia e della cultura russa in Italia si riveli un successo”. SOCHI, 2 DICEMBRE 2010

a braccetto, per consolidare in pompa magna, com’è nell’intento di entrambi i Paesi e per la prima volta in maniera così varia e completa, quei legami culturali reciproci che sembrano perdersi nella notte dei tempi. O almeno si fanno risalire a cinque secoli fa. L’opportunità, allora, è da cogliere al volo, magari immaginando

ITAR-TASS

I due Paesi a confronto

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la chiesa di San Gregorio Magno nell’omonimo paesino, saranno riportati al loro splendore grazie al contributo degli esperti della Federazione russa. Anche questo può servire a non spezzare quel sottile filo rosso che unisce da sempre Italia e Russia.

Il maestro Vladimir Fedoseyev dirige la Gra

Città sorelle

LORI/LEGION MEDIA (2)

GABRIELLA PERSIANI

Roma si potrà visitare la mostra dedicata a Aleksandr Dejneka, uno degli esponenti più originali del realismo sovietico, ribattezzato il Guttuso russo. A chiudere il gemellaggio, a dicembre 2011, il balletto del Teatro alla Scala e il “Requiem di Verdi” dell’orchestra scaligera, di scena al Bolshoi di Mosca nella prima esibizione di stranieri dopo il restauro del tempio moscovita della danza. Nel frattempo, riflettori accesi anche su lirica e scienza e altre eccellenze. L’intento è «di allargare i rapporti: tutta la Russia è interessata dall’anno della cultura», ha ribadito il ministro della Cultura italiano Sandro Bondi. In particolare, gli ha fatto eco il collega russo Alexander Avdeev, «si cercherà di rafforzare e sviluppare i legami diretti tra 10 regioni russe e altrettante italiane, per incentivare l’attività creativa di giovani attori e pittori, poeti e scrittori». Una chicca in calendario è, tra l’altro, il gemellaggio tra scacchisti. A siglarlo saranno una repubblica caucasica sul mar Caspio e Marostica (Vicenza), dove ogni anno si ripete in piazza la tradizione della partita vivente a scacchi. «Ci sono tutte le premesse – ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini il 2 dicembre a Sochi - perché l’Anno si riveli un successo. Ciascun Paese avrà anche modo di far conoscere e apprezzare le proprie eccellenze». Tra le sorprese, inoltre, uno spettacolo con un regista russo di 92 anni che metterà in scena un testo del coetaneo italiano, il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, che ha ricevuto la laurea honoris causa a San Pietroburgo. Ma i rapporti solidali tra Italia e Russia non si esprimeranno solo con i numerosi eventi culturali. Due gioielli architettonici dell’Aquila, sfregiati dal terremoto del 6 aprile 2009, il Palazzo Ardinghelli nel centro del capoluogo abruzzese e

San Pietroburgo-Milano A partire dagli Anni Sessanta le relazioni tra Milano e San Pietroburgo si sono concretate in reciproche visite di studio, scambi di delegazioni ufficiali e pubbliche

manifestazioni. Da tali rapporti è scaturita una sempre più proficua collaborazione che ha portato le due città a siglare un patto di gemellaggio il 2 ottobre 1967.

LORI/LEGION MEDIA (2)

IL COMMENTO

di indossare di nuovo i panni di quella schiera di architetti italiani, capitanata da Bartolomeo Rastrelli che trasformò San Pietroburgo e altre importanti città russe, Odessa per tutte, nelle splendide località che sono oggi. O di guardare lo Stivale con gli occhi dei pittori Kandinsky,Vrubel o Jawlensky, residenti a lungo in Liguria. In quanti, poi, sanno che il simbolo di Mosca, il Cremlino, fu progetto e realizzato a partire dal 1474 dall’architetto italiano Ridolfo Fioravanti? Anche se il primo italiano a mettere piede nella capitale russa fu, prima di mastri e costruttori del tempo di Ivan il Grande (1440-1505), un fonditore di campane, che prese il nome di Boris. Questi lacci di storia e cultura così stretti sono stati ufficialmente messi nero su bianco nell’accordo intergovernativo del 1998 e permettono ancora oggi lo sviluppo di programmi bilaterali di scambio culturale tra Italia e Russia e viceversa. Così, è in questo humus che sboccia l’Anno 2011, ai nastri di partenza. L’antipasto della kermesse è stato servito il 20 dicembre con l’esposizione dei presepi della Reggia di Caserta al Cremlino (fino al 29 marzo), mentre c’è trepidante attesa attorno al grande evento inaugurale: dal 20 gennaio a

Tambov-Genova Situata 480 chilometri a SudEst di Mosca, Tambov è nota come “la città degli studenti”. Il prossimo anno la sua galleria d’arte ospiterà una selezione di opere

d’arte moderna italiana, mentre studenti della locale Università in autunno si recheranno nel capoluogo ligure, da anni città sorella di Tambov.

ITAR-TASS

Sono oltre 300 gli eventi in programma per rinnovare quei lacci reciproci di storia e di cultura messi ufficialmente nero su bianco nell’accordo intergovernativo del 1998.

RIA NOVOSTI

UN ANNO NUOVO DI CULTURA

Il Lago dei cigni interpretato dalla compagnia di ballo del Bolshoi. A sinistra, l

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Il 20 gennaio verrà inaugurata a Roma una mostra sul pittore Aleksandr Dejneka che darà il via all’Anno della cultura russa in Italia

I capolavori di Michelangelo Merisi da Caravaggio saranno in mostra in autunno presso il museo Pushkin di Mosca

RIA NOVOSTI

DA NON PERDERE LAVORARE, COSTRUIRE E NON LAMENTARSI

I TESORI DEGLI ZAR APRILE-OTTOBRE 2011 PALAZZO PITTI, FIRENZE

ande orchestra sinfonica russa Cajkovskij

I NUMERI

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gli eventi in programma per l’Anno della cultura italiana in Russia e della cultura russa in Italia

Verrà esposta una selezione della splendida collezione delle uova Fabergé commissionate per decenni dalla famiglia zarista alla celebre famiglia di gioiellieri di San Pietroburgo in occasione della Pasqua.

LA FIERA DEL LIBRO

Mikhail Shvidkoy EX MINISTRO DELLA CULTURA

“La kermesse ci offrirà una vetrina nella terra degli zar” modernità dell’Italia di oggi, che conoscono meno». In modo innovativo. «La kermesse offre all’Italia una vetrina importante nella terra degli zar – continua Urbani -. E sarà una vetrina interattiva, che favorirà il dialogo tra chi espone e chi osserva». Un esempio? «In Russia presenteremo la galleria delle“Eccellenze italiane” di oggi, in design, moda, scienza e tecnologia: per quasi tutto ciò che sarà in mostra sarà possibile, per il pubblico, vederne il funzionamento. Sorpren-

“È stato difficile decidere in un mare di proposte”, confessa il coordinatore del gruppo di lavoro italiano per l’Anno 2011. “Le difficoltà però sono state anche di tipo economiche ma gli sponsor ci hanno aiutati”. Fasti del passato in grande spolvero, e non solo. Nell’Anno 2011 Italia-Russia il Belpaese indossa il suo vestito migliore e punta, in casa russa, su tecnologia e innovazione nostrane. «L’interesse primario – spiega Giuliano Urbani, ex ministro della Cultura, professore emerito dell’Università Bocconi di Milano e coordinatore del gruppo di lavoro italiano per l’Anno 2011 - è mostrare ai russi non solo la grande tradizione e la grande cultura del nostro passato, ma anche la vivacità e la

Si punterà su tecnologia e innovazioni nostrane come la pillola con microcamere interne

C

gli anni trascorsi dal ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Mosca e Roma

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le città russe che presenteranno capolavori cinematografici italiani contemporanei

IL TEATRO TAGANKA AUTUNNO 2011 PICCOLO TEATRO DI MILANO

derà molti, per dirne una, la pillola che, grazie a microcamere interne, sostituisce la gastroscopia ed è un prodigio italiano della miniaturizzazione attuale in campo medico». Il pensiero corre, così, ai mesi di preparazione e stesura del programma, ai tempi delle scelte su cosa mettere in cartellone per «svelare ai russi la straordinaria continuità che c’è tra la cultura italiana del passato e la cultura di oggi, non solo attraverso Leonardo, Michelangelo, Raffaello, ma anche attraverso il cinema (a proposito, ci sarà un’importante iniziativa itinerante sui capolavori cinematografici italiani contemporanei in 12 città russe e anche in televisione)». «È stato davvero difficile fare una selezione – confessa Urbani - in un mare di proposte: a tanti creativi italiani abbiamo dovuto dire di no, nella speranza di poterli accontentare la prossima volta. Le difficoltà, però, sono state anche di tipo economico, per il momento non propizio in cui versano l’Italia e il mondo, ma con l’aiuto anche di sponsor privati siamo riusciti a superarle». «Di tutta questa esperienza - conclude – rimane il piacere di una conferma: la splendida collaborazione con gli amici russi guidati da Mikhail Shvidkoy, che era ministro della C u l t u r a qu a n d o l o e r o anch’io».

Sophia Loren a Mosca nel 1965 insieme a Sergo Zakariadze La compagnia del Teatro Taganka solcherà il palcoscenico del Teatro Piccolo di Milano, mentre la compagnia del Piccolo porterà in scena a Mosca e San Pietroburgo “L’arlecchino servitore di due padroni” nella regia di Strehler. TUTTI GLI EVENTI SUL NOSTRO SITO

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’uovo Febergé “Bocciolo di rosa”

i principi di corporate La Russia ha adottato se. La parola ai lettori: l’Oc dal governance proposti realtà del Paese? alla sono disposizioni adatte russa? Faranno bene alla società

GP

L’EVENTO

Il “mondo russo” ha la sua casa a Roma «Un ente di coordinamento tra le facoltà dove studenti, docenti ed esperti delle discipline più disparate potranno approfondire le loro conoscenze sulla Russia e tenersi in contatto con i colleghi russi». Così il direttore esecutivo della Fondazione “Russkiy Mir” (Mondo russo) Vyacheslav Nikonov definisce il primo Centro italiano di studi russi inaugurato due settimane fa presso l’Università “La Sapienza” di Roma alla presenza anche dell’ambasciatore russo in Italia Aleksey Meshkov e del rettore Luigi Frati. Secondo Nikonov, il Centro di studi russi - il primo in Italia e il 66° nel mondo - «coinvolgerà non solo gli umanisti, ma anche i rap-

presentanti delle scienze esatte che vorranno sviluppare progetti congiunti con gli scienziati russi». Il 2011, ricorda Nikonov, vedrà l’inaugurazione di altre tre centri

a Pisa, Milano e Napoli. Intanto l’istituto romano sarà impegnato a promuovere decine di eventi nell’ambito dell’Anno Russia-Italia come forum e scambi accademici.

FONDAZIONE “RUSSKIY MIR”

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La Russia sarà il Paese ospite d’onore al 24° Salone Internazionale del Libro che si terrà da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2011, in un anno che vedrà nuovamente Torino, così come l’Italia sarà la nazione ospite alla fiera moscovita.

RIA NOVOSTI

le università e le scuole a Mosca, San Pietroburgo e altre città dove viene insegnato l’italiano

L’amore reciproco nasce dalla meraviglia

Il colloquio Parla l’ex ministro Giuliano Urbani

MAGGIO 2011 TORINO

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IL COMMENTO

REUTERS/VOSTOCK-PHOTO

GENNAIO-MARZO 2011 SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

L’inaugurazione della mostra dedicata a Aleksandr Dejneka, uno degli esponenti più originali del realismo sovietico, coinciderà con l’apertura ufficiale dell’anno della cultura russa in Italia e della cultura italiana in Russia.

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Vyaceslav Nikonov tra il rettore Luigi Frati (a sinistra) e il suo vice

on cosa potranno sorprendersi a vicenda la Russia e l’Italia nel 2011, l’anno dell’interscambio linguistico e culturale tra i nostri Paesi? Gli italiani presenteranno alla Russia il proprio retaggio spirituale e la loro arte contemporanea e i russi faranno altrettanto. In realtà i nostri rapporti sono antichi di quasi un millennio. Solo le relazioni tra Roma e Mosca durano da oltre 500 anni, nel corso dei quali gli architetti e gli artisti italiani hanno influenzato l’aspetto dei monumenti storici e culturali della Moscovia zarista e dell’Impero russo e le opere di scrittori, musicisti, drammaturghi, uomini e donne di teatro del ХIХ e del ХХ secolo sono state apprezzate in Italia non solo dai professionisti delle arti, ma anche dal grande pubblico. Grandi artisti russi, da Karl Brjullov a Josif Brodskij sono stati affascinati dall’Italia. La Russia ha attirato Pirandello, Luigi Nono, Giorgio Strehler. Insomma, ci conosciamo così bene che apparentemente l’anno di interscambio non può portare nuove impressioni. Ma è un’impressione ingannevole. È del tutto evidente che le nuove generazioni di russi e italiani non conoscono le reciproche culture. E anche le persone più mature non hanno visto, letto, ascoltato molte delle ricchezze dei nostri paesi. Nel 2011, appunto, queste lacune saranno colmate. Il pubblico italiano potrà visitare una mostra di proporzioni inedite del famoso pittore russo della prima metà del ХХ secolo Aleksandr Dejneka: l’inaugurazione della mostra a Roma coinciderà con l’apertura ufficiale dell’anno. Moscoviti e pietroburghesi potranno ammirare invece i capolavori del Caravaggio, le cui opere sono quasi del tutto assenti dalle collezioni russe. Il programma artistico si concluderà invece con la tournée del coro e del balletto della Scala di Milano a Mosca nel dicembre 2011, sullo storico palcoscenico del teatro Bolshoi, da poco ristrutturato. Gli attori italiani saranno i primi stranieri ad esibirsi su questo palcoscenico – un omaggio alla pluriennale collaborazione tra il Teatro Bolshoi e la Scala. Cercheremo insomma di meravigliarci a vicenda, perché, come scriveva Stendhal, l’amore nasce dalla meraviglia.

L’autore è a capo del comitato russo “Italia-Russia 2011”

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RUSSIA OGGI WWW.RUSSIAOGGI.IT

Opinioni

SUPPLEMENTO REALIZZATO DA ROSSIYSKAYA GAZETA (RUSSIA) PER LA DISTRIBUZIONE CON NYT INTERNATIONAL WEEKLY

IL POLSO FERMO DI MEDVEDEV SE ROBIN SCALZA BATMAN Aleksandr Podakin ANALISTA

I

l dibattito su chi sia il più importante tra i governanti della Russia – il presidente Medvedev o il premier Putin – che sembrava aver perso attualità è tornato alla ribalta in seguito alle recenti rivelazioni del sito WikiLeaks. I diplomatici Usa, cresciuti con i cliché hollywoodiani, rappresentano Putin e Medvedev rispettivamente come Batman e Robin, determinando così la loro posizione nella gerarchia russa. Va detto che per la maggior parte degli elettori russi la questione del primato non è fondamentale. Almeno per ora. Gli elettori però si sono già accorti che qualcosa sta cambiando, non tanto nella distribuzione dei poteri tra i due leader, quanto nel loro status. Naturalmente Putin viene considerato più maturo ed esperto, il che è naturale dopo otto anni di presidenza. Ma quanti amano speculare su chi sia il primo e chi il secondo negli ultimi mesi non hanno potuto fare a meno di notare che Medvedev negli ultimi tempi sta mostrando una grinta, una maturità e un’indipendenza mai viste prima. Si può dire che questo autunno Medvedev abbia imparato a volare e che ora possa scegliere in autonomia le correnti d’aria che lo portano sulle rotte più alte. Una delle mosse più importanti è stato il clamoroso congedo di Luzhkov dall’incarico di sindaco di Mosca. Nella maniera in cui è stato rovesciato l’uomo che per molti anni è stato il padrone della capitale, gli eletto-

NIYAZ KARIM

Qualcosa sta cambiando nei rapporti di forza tra i due governanti della Russia

ri russi hanno visto non solo la fermezza di carattere e la determinazione del Presidente, ma anche il più duro colpo dato alla corruzione negli ultimi anni. Tra gli altri avvenimenti-simbolo autunnali si può annoverare la scelta di fare tappa nelle isole Curili proprio alla vigilia della visita in Giappone, Paese che continua ad avanzare pretese su questi territori. Dopo gli “incontri senza cravatta” tra i leader russi e giapponesi, al Giappone è stato inviato un segnale chiaro: la Russia è dispo-

LA “TROIKA DOGANALE” NUOVO CENTRO GEOPOLITICO Yuri Solozobov POLITOLOGO

L

o Spazio Economico Unico (Seu), basato sull’unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan come progetto di integrazione a lungo termine, va gradualmente prendendo forma. Il 9 e il 10 dicembre a Mosca i leader dei Paesi dell’area post-sovietica hanno completato la definizione delle basi giuridico-legali dell’accordo e hanno annunciato che il Seu entrerà in vigore dal 1° gennaio 2012. È la risposta della Comunità degli Stati indipendenti (Csi, il sodalizio di Repubbliche appartenute all’ex-Urss fondato nel

1991) alle sfide contemporanee: un progetto di integrazione profonda in più stadi proposto da Mosca. Il primo passo è stato l’avvio nel gennaio 2010 dell’Unione doganale fra i tre Paesi maggiormente sviluppati della Comunità. I vantaggi dell’unificazione sono evidenti: Russia, Bielorussia e Kazakistan, che contano una popolazione complessiva di circa 170 milioni di abitanti, detengono quasi l’83% del potenziale economico dell’ex Urss, un pil complessivo di 2 trilioni di dollari e un volume di scambi complessivo di 900 miliardi di dollari. Secondo uno degli ideologi dell’integrazione, il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev, «l’Unione doganale può

conquistare posizioni chiave sui mercati mondiali dell’energia e del grano, perché le riserve petrolifere congiunte dei tre Paesi membri sono di 90 miliardi di barili e la percentuale di esportazioni di grano è del 17%». Secondo l’Istituto per le previsioni economiche dell’Accademia delle scienze russa, grazie all’entrata in vigore del Seu, il ripristino di uno spazio economico comune porterà a un aumento di 1,5–2 volte del tasso di crescita economica e di circa il 40% del reddito medio dei singoli nuclei familiari dei Paesi dell’Unione doganale. L’1 gennaio 2012 si apriranno infatti nuove possibilità, come la libera circolazione di capitali, servizi, idee. «La creazione dell’Unione do-

sta a dialogare, ma non a cedere. Le isole Curili sono territorio russo e i risultati della seconda guerra mondiale non subiranno revisioni. Anche la ripresa del dialogo con la Nato può essere annoverata tra i meriti del presidente Medvedev che, con il suo intervento al vertice di novembre a Lisbona pare sia riuscito a mettere d’accordo sia quanti nell’opinione pubblica riconoscono che la collaborazione sia indispensabile, sia quanti giudicano l’Alleanza una macchina militarista e aggressiva. Se la Nato ascolterà l’appello di Medvedev a mettere al centro non gli interessi di un blocco, bensì la sicurezza internazionale, i russi non avranno più alcun dubbio sull’utilità del dialogo. Anche l’Osce, secondo l’intervento di Medvedev durante l’undicesima sessione che si è tenuta il primo dicembre nella capitale kazaka Astana, dovrebbe orientarsi verso la soluzione pacifica di qualsiasi conflitto. Quel che non è sfuggito agli osservatori è che in questi incontri internazionali Medvedev è intervenuto con sicurezza e portando sempre proposte concrete. Ne risulta che l’idea di modernizzare la Russia, di cui Medvedev parla spesso, ha un padre. Ed è a lui che spetta risollevare a un nuovo livello le fatiscenti infrastrutture urbane, l’istruzione, la sanità, i trasporti. Solo un leader veramente sicuro di se stesso può portare a temine questo programma tutt’altro che facile. L’autore è stato l’addetto stampa dell’ambasciata russa in Canada negli anni Ottanta.

ganale è la seconda tappa del processo di integrazione. La prima è stata la zona del commercio libero. La terza sarà rappresentata dal mercato comune, dallo spazio economico unico, a cui seguirà un’unione economica sul modello di quella europea, ma senza alcuna perdita di sovranità», ha dichiarato al summit della “trojka doganale” Nazarbaev. Ma il Seu non è un punto di arrivo. «Con il Seu, ci muoviamo nella direzione di costituire un’Unione economica eurasiatica», è scritto negli atti del summit. Aperta all’ingresso di altri Paesi. Se questi piani verranno realizzati con successo, nel cuore dell’Eurasia, esattamente al centro tra le due economie dell’Ue e della Cina, si formerà dunque un nuovo centro di forza geoeconomico.

TELEMOSCA

L’AUTARCHIA DI FACCIATA DI MINSK Stefano Grazioli GIORNALISTA

“N

on scegliamo tra Est e Ovest e non abbiamo intenzione di essere un’appendice di qualcuno. La Bielorussia ha il suo dignitoso posto in Europa e nel Mondo”. Parole di Alexander Grigoryevich Lukashenko, vecchio – e nuovo – presidente a Minsk. Qualcuno, dopo la fine di Slobodan Milosevic, l’ha definito “l’ultimo dittatore d’Europa”. Condoleeza Rice per sicurezza aveva classificato la Bielorussia tra gli “avamposti della tirannia” (non uno “stato canaglia”,ma quasi) insieme con la Corea del Nord, lo Zimbabwe e altri staterelli non propriamente democratici. Ora, passati cinque anni dalle parole della consigliera di Bush Jr e due elezioni presidenziali a Minsk, qualcosa è cambiato. A dire il vero è sempre Lukashenko a dettare le regole e a governare il Paese anche dopo la tornata elettorale del 19 dicembre, ma la Bielorussia non appare certo un membro dell’Asse del Male. Certo, il capo di stato è sempre lo stesso da oramai 16 anni e le elezioni non sono proprio un modello di standard democratici. Ma il Paese si sta lentamente aprendo. Per forza di cose. L’autarchia di Lukashenko è principalmente di facciata e il

presidente tenta di tenere il piede in due scarpe: da un lato senza irritare troppo la Russia e dall’altro sorridendo timidamente all’Europa. Ma Alexander Grigoryevich è più amato dai suoi concittadini che da chi comanda a Mosca e a Bruxelles, dove preferirebbero avere un partner più aperto al dialogo e al compromesso. La resa dei conti però si avvicina e anche la solidità politica può trarre in inganno. Anche se l’economia del Paese cresce al ritmo del 6-7%, il debito estero aumenta vorticosamente ed è più che raddoppiato negli ultimi anni. Di fronte alla crisi globale le riforme strutturali mancano e si allarga anche il buco nelle casse dello stato. Il deficit pubblico è cresciuto e i provvedimenti“elettorali” di Lukashenko, come gli aumenti degli stipendi del 30% per i lavoratori statali, rischiano di creare ulteriori problemi. I benefici politici che il presidente spera di ricavare nel breve periodo rischiano di tramutarsi insomma in un incubo economico durante il prossimo mandato. Oltre a rimettere in sesto l’economia, suo compito non facile sarà proprio quello di trovare un equilibrio proprio tra Est e Ovest.Tenendo conto anche che Minsk dista da Mosca nemmeno 700 chilometri e da Bruxelles oltre 1600. L’autore è giornalista e vive in Ucraina. Ha fondato il sito d’informazione East Side Report

IL SONDAGGIO

Il processo a Khodorkovsky

L’autore è un politologo russo e direttore dei progetti internazionali dell’Istituto di strategia nazionale russa.

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FONTE: LEVADA

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Società

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Tendenze Nasce un nuovo volontariato

La comunità rom in Russia alla ricerca di un’identità

Blogger e internauti ora i filantropi crescono in rete

Stretti dalla nostalgia del passato e dalla povertà, i rom che vivono alle porte di Mosca scontano il prezzo della discriminazione e di un’esistenza fatta di espedienti.

In Russia le organizzazioni nate dal basso e sul web stanno poco alla volta sostituendo il modello delle associazioni finanziate dall’Occidente degli Anni Novanta.

MASHA FOGEL

GALINA MASTEROVA

RUSSIA OGGI

RUSSIA OGGI

«Siamo onesti: il problema è che non c’è un solo rom che lavora», afferma un giovane poliziotto russo in visita al campo di Possiolok Gorodishy, a circa 150 chilometri da Mosca, rivolgendosi a Gendar, il“baro”,ossia l’anziano del villaggio. Gendar, a cui manca qualche dente, tenta di difendere la sua comunità, ma il poliziotto incalza: «I rom non hanno nessun livello di scolarizzazione e al giorno d’oggi è impossibile che si integrino nel mondo del lavoro». Questo campo della regione di Vladimir ospita rom del gruppo etnico dei Koldiary che più di altri hanno preservato le loro tradizioni. Originari dell’Europa orientale, tradizionalmente commercianti di cavalli o lavoratori di metallo, erano nomadi sino a quando nel 1956 l’Unione Sovietica obbligò tutti i rom a condurre un’esistenza stanziale. Caduto il comunismo, alcuni di loro sono riusciti a dedicarsi con successo all’installazione e manutenzione d’impianti di riscaldamento centralizzato. In questo villaggio invece non ci sono successi da festeggiare. «Durante il giorno non facciamo nulla. Stiamo con le mani in mano aspettando che il tempo passi», dicono una decina di gio-

Marina Litvinovich, 36 anni, nota blogger dell’opposizione, stava navigando online quando scoppiarono i roghi estivi. Notò subito due tipologie diverse di commenti su Internet. «C’era chi diceva: “Brucia tutto!” e chi rispondeva“Come possiamo aiutarvi?”. Quello che ho fatto è stato mettere in contatto queste due categorie di utenti aprendo un blog». Nel giro di pochi giorni la risposta è stata tale che, con l’aiuto di altri volontari, Marina ha però dovuto aprire un sito web apposito. È solo un esempio di come in Russia si stia affermando una generazione di giovani attivisti locali. «La maggior parte - spiega Marina - ha meno di 40 anni,

IRINA POPOVA

Minoranze Secondo gli esperti, l’integrazione passa attraverso la scolarizzazione

Contenuti multimediali su www.russiaoggi.it

Un’abitazione in un campo rom

vani. Alle loro spalle passa un treno lungo i binari che attraversano il campo, le cui abitazioni sono ordinate attorno a una strada principale secondo la tradizione russa. «Chi ha un’automobile ogni tanto va e torna portando ciò di cui la famiglia ha bisogno», spiega Gendar. E chi non ce l’ha cosa fa? «Bah, va a rubare. Per i bambini è facile». L’inattività e la mancanza di occupazione dei rom in Russia tra i 180 e 400mila - sono dovute in gran parte alla loro mancata integrazione nell’economia urbana. Durante l’era comunista alcuni gruppi di rom si erano specializzati in un mercato di nicchia: il contrabbando. «Dopo la Perestroika però,

tutti hanno iniziato a darsi al commercio e i rom, spesso analfabeti, non hanno saputo tenere il passo», spiega Marianna Seslavinskaya, un dirigente del sindacato dei rom che insieme al marito Georgiy Tsvetkov lavora a Mosca in un laboratorio di ricerca presso l’Istituto federale per lo sviluppo dell’istruzione. Ma le loro iniziative non ricevono finanziamenti sufficienti. «Ciò di cui c’è bisogno - sostiene - è un’iniziativa che inizi con l’insegnare ai rom la propria lingua per poi passare alla cultura russa. Un rom che perde la propria cultura non diventa russo, ma solo un emarginato. È questa l’unica strada che può aiutarli a trovare un impiego».

cura blog, non appartiene a partiti o organizzazioni». Le organizzazioni nate dal basso stanno poco alla volta sostituendo il modello delle associazioni finanziate dall’Occidente degli Anni ’90. Un movimento caotico, senza precedenti: prima della Rivoluzione il volontariato esisteva, ma fu spazzato via con i bolscevichi. «Le signore della buona società - racconta Maria Chertok, direttrice dell’ong Caf Russia - si adoperavano per poveri e orfani, soprattutto durante la seconda guerra mondiale, ma con il nuovo ordine questi valori andarono perduti». Oggi stanno ritornando. Soprattutto grazie a Internet. È grazie al suo blog, ad esempio, che Anastasia Severina, 23 anni, è riuscita ad aiutare una coppia con sette figli. «Ne ho parlato sul blog e immediatamente sono giunti loro vestiti e cibo», racconta Anastasia. «Ci sono tante situazioni di difficoltà, ma grazie alla rete possiamo cercare di affrontarle».

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FYODOR TELKOV

Un campo nomade alle porte di Mosca. La Federazione russa ospita tra i 180 e i 400mila rom

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Un sit-in in Russia per la Giornata internazionale del volontariato

Burocrazia Ma l’obsoleto passaporto interno potrebbe venire abolito

“Senza propiska, qui non sei nessuno”

A cura di Orietta Moscatelli

dernizzaNIYA Z KA RIM zione in atto, il governo ha annunciato che le pratiche di iscrizione anagrafica saranno presto drasti-

FARMACI SDOGANATI GRAZIE AD APPELLO SUL WEB

AUTO BLU SOTTO INCHIESTA DOPO DENUNCIA SUI BLOG

I “SECCHIELLISTI” PEDINATI SU INTERNET

UNA WIKILEAKS PER I RUSSI CONTRO GLI AFFARI LOSCHI

E ANCHE I POLITICI CADONO NELLA “RETE”

Aeroporto Vnukovo: la dogana blocca la collaboratrice di una ong che porta dalla Germania medicine per bambini malati di tumore. I doganieri applicano scrupolosamente la legge, ma i piccoli pazienti attendono. Scatta un appello via blog, parte la mobilitazione mediatica. E i farmaci possono entrare in Russia.

A fine novembre un automobilista bloccato nel traffico della capitale russa non riesce a far passare una “vip-auto” con lampeggiante. La scorta tenta di aggredirlo, poi gli tampona la macchina. La storia è finita su un blog e di lì è rimbalzata sui media, con grande sdegno: aperta immediatamente un’inchiesta. Si attende l’esito.

Contro lo strapotere delle auto con lampeggiante lotta l’Associazione dei secchielli blu che organizza azioni di disturbo con falsi lampeggianti (secchielli blu, appunto) e blitz stradali. Il capo dei vigili di Mosca ammonisce: attenti, “seguo da vicino la situazione”. Come? Ma su internet dove i “secchiellisti” sono attivissimi.

Una WikiLeaks russa dedicata agli affari poco trasparenti delle aziende statali? La minaccia Alexej Naval’nuj, blogger diventato famoso a colpi di denunce di affari di dubbia correttezza. Presto, dice, metterà a disposizione di tutti «una risorsa Internet con cui poter segnalare informazioni sospette» sul business statale.

Anche i vertici si mobilitano. Il capo di Sberbank, prima banca russa, German Gref, discuterà con i cittadini tramite un suo diario-web e apre un blog anche il discreto “ideologo del Cremlino” Vladislav Surkov. Il presidente Medvedev ha bruciato tutti sul tempo: video-blog, Twitter, non perde un colpo.

RIA NOVOSTI

A volte umiliati, ogni tanto offesi, sempre più spesso armati di collegamento internet. La blogosfera in cirillico sta diventando l’ultima frontiera della protesta e dell’autodifesa del diritto del cittadino russo. Dai blog ai mezzi di informazione: il caso è fatto. E i politici seguono l’esempio.

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LA RUSSIA CHE NON CONOSCI

lare gli spostamenti delle persone all’interno dei vasti confini dell’Unione Sovietica, quest’arcaico strumento d’identificazione continua ancora oggi a complicare la vita dei cittadini russi. Per trasferirsi da una città all’altra occorre iscriversi a nuova anagrafe e la procedura può trasformarsi in vero e proprio incubo burocratico. Nell’ambito del processo di mo-

KOMMERSANT

RUSSIA OGGI

Olesya Melnikova ha 28 anni e lavora con successo nel campo delle pubbliche relazioni. Cinque anni fa è arrivata a Mosca dalla nativa Omsk, in Siberia,

per l’espatrio. Venuto a sapere che la giovane non era iscritta all’anagrafe moscovita, l’ha portata in commissariato: «Senza questi documenti, lei non è nessuno!». Il passaporto interno, o nazionale, è un documento che indica la propiska, o registrazione del luogo di residenza, legando i russi a una città. Introdotto all’epoca di Stalin per control-

RIA NOVOSTI

DARINA SHEVCHENKO

spinta dalla possibilità di maggiori guadagni e dall’opportunità di lavorare con clienti stran i e r i . D i r e c e n t e s t av a sorseggiando un caffè prima di imbarcarsi su un volo per l’Italia, quando è stata avvicinata da un agente di polizia che le ha chiesto di mostrare il suo “passaporto interno”,una sorta di carta di identità che non ha nulla a che fare col passaporto

ITAR-TASS

Per favorire la mobilità interna, verranno presto allentate le barriere burocratiche che regolano i cambi di residenza.

camente semplificate. Il dir e tt o r e d e l S e r v i z i o federale per le migrazioni (Fms) Konstantin Poltoranin ha addirittura lasciato intendere che la pratica potrebbe essere abolita annunciando che presto i russi potranno cambiare residenza per posta o via Internet. Il Cremlino auspica così di favorire una maggiore mobilità lavorativa visto che, stando alla Banca mondiale, i russi cambiano città al massimo due volte nella vita, mentre gli americani cambiano domicilio anche oltre una decina di volte.


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RUSSIA OGGI WWW.RUSSIAOGGI.IT

Costume

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Tradizione La “maratona” di una famiglia russo-americana per conciliare le diverse usanze

REUTERS/VOSTOCK-PHOTO

Se Babbo Natale arriva a Capodanno In Russia il 7 gennaio si celebra la Natività e il 13 il Vecchio nuovo anno, discrepanza dovuta al calendario ortodosso e alla campagna bolscevica contro la religione.

Ded Moroz, o Nonno Gelo, e sua nipote Snegurochka JENNIFER EREMEEVA

«Ma questo è un albero di Natale o un albero per l’Anno Nuovo?», ha chiesto mia figlia Velvet, cinque anni, mentre ero intenta a districare un groviglio di luci. «È entrambe le cose» ha risposto AMR, il mio Affascinante Marito Russo, impegnato a contorcersi sul pavimento nel tentativo di far stare l’albero ben dritto. «Nastia dice che Babbo Natale non si chiama così. Si chiama Ded Moroz e arriva alla vigilia dell’Anno Nuovo», ha aggiuntoVelvet riferendosi alla sua infallibile amica del cuore. «Riferisci pure a Nastia - ho risposto a denti stretti - che nella nostra famiglia Babbo Natale arriva il 24 dicembre e poi, alla vigilia dell’Anno Nuovo, arriva anche suo cugino Ded Moroz». «Nastia dice che Natale è il 7 gennaio…», ha detto ancor più

AFP/EASTNEWS

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Una coppia si scambia un bacio in Piazza Rossa allo scoccare della mezzanotte di Capodanno

confusa Velvet. «È vero anche questo», ha risposto AMR levandosi dalle mani gli aghi di pino. «Perché?» ha giustamente interloquito Velvet che poi mi ha fissato in attesa di risposta. Nella nostra famiglia russo-americana Natale è una maratona, non una corsetta e via. Da quando è nata Velvet, AMR e io ci

siamo impegnati – AMR compilando assegni, io selezionando gli ingredienti a crudo – per fondere le differenti tradizioni dei nostri rispettivi Paesi. Ne è nata una sfacchinata vera e propria, che si protrae per un mese intero dal 15 dicembre, quando la mia amica Gail ci obbliga a comperare i biglietti per il “Messia”

Fuochi d’artificio di Capodanno sulla Piazza Rossa

di Handel interpretato dall’Oratorio di Mosca, al 13 gennaio, il “Vecchio nuovo anno” russo. Questo perché i cristiani russi seguono il calendario ortodosso orientale che è in ritardo di 13 giorni rispetto a quello moderno. Questa discrepanza venne emendata nel 1918 dal regime bolscevico che però sostituì le

date delle festività tradizionali con analoghe feste sovietiche. Così Natale slittò alla Vigilia dell’Anno Nuovo. All’inizio furono presi provvedimenti molto severi: gli alberi di Natale, introdotti in Russia dallo zar Pietro il Grande nel XVII secolo, erano stati messi al bando già nel 1916 dal Santo Sinodo perché“troppo tedeschi”e i bolscevichi mantennero il divieto, mentre Stalin dichiarò illegale Ded Moroz perché “alleato di preti e kulaki” (contadini indipendenti). Finché nel 1935 Pavel Postyshev, artefice del programma di “collettivizzazione” di Stalin, pubblicò una lettera sulla Pravda chiedendo che nei Palazzi dei pionieri tornassero gli “Alberi del Nuovo Anno”e che Ded Moroz e la nipote, nonché collaboratrice, Snegurochka ottenessero il permesso di tornare a

Sulla tavola del cenone di Capodanno Secondo una tradizione caucasica le noci portano fortuna

“Il nostro Santa Claus abita qui” A tu per tu con Ded Moroz Viaggio nella residenza ufficiale del Babbo Natale russo, o Nonno gelo: una dimora di legno nel villaggio di Veliky Ustyug sperduto in mezzo a una foresta di abeti. PHOEBE TAPLIN RUSSIA OGGI

Ded Moroz, detto anche Nonno Gelo, vive a oltre mille chilometri a Nordest da Mosca, in mezzo a foreste di abeti su un’altura che si affaccia sul fi u m e S u k h o n a . Fu Yu r i Luzkhov, il sindaco di Mosca rimpiazzato di recente, a dichiarare 12 anni fa che la piccola ma idilliaca cittadina di Veliky Ustyug fosse la dimora ufficiale russa di Babbo Natale. Di colpo l’antico centro monastico e mercantile si trasformò in una meta turistica: solo nell’anno in cui fu inaugurata, la casa di Babbo Natale attirò

3mila turisti. Oggi è visitata ogni anno da 200mila visitatori e offre un’occupazione stabile a quasi tutti gli adulti che vivono a Veliky Ustyug. «Forse siamo solo una piccola cittadina, ma di fatto la nostra cittadina è “grande”», dice Nikolai Ilyushin, capo dell’amministrazione regionale locale, riferendosi con orgoglio all’attributo“Veliky”che significa “grande”, acquisito chissà quando dalla città nel corso del XV secolo. La residenza di Ded Moroz, nota con il nome di “Votchina”, è ubicata fuori città in mezzo a una spettacolare distesa di abeti. Al centro vi è Terem, una casa di legno nella quale si dice sia vissuto Ded Moroz. Il copriletto di satin, i poggiatesta scolpiti e le pantofole morbide e soffici non sono granché convincenti, ma Ded Moroz in

persona – alto quasi due metri, voce tonante e stretta di mano forzuta – è una presenza che non passa certo inosservata. Il Babbo Natale russo ha una sensibilità molto più antica di quello occidentale, diventato orami un marchio quasi commerciale. Anche se anch’egli ha una lunga barba bianca e un cappotto rosso, è più serio che allegro e indossa vesti ricamate diverse a seconda delle stagioni. Anzi: pare quasi che Ded Moroz abbia un guardaroba degno di Ken in “Toy Story 3”, compresi abiti in velluto blu scuro, argento brillante, seta azzurra per l’estate, lino Vologda e stivali di feltro detti Valenki. Una delle attrazioni presenti è il “sentiero delle favole” lungo il quale i turisti possono incontrare alcuni personaggi del folklore russo come la strega

“Se mangi caviale a Capodanno, sarai ricco tutto l’anno”

I bambini associano i mandarini al primo dell’anno

La cosiddetta insalata russa, un must sulle tavole della Federazione

Con la vodka non mancano i kholodet a base di carne e gelatina

Baba Yaga o il suo l’alter ego buono Baba Yaga,“Zhar Baba” (“Nonnina calore”), che pare sia stato inventato di sana pianta per far accomodare i visitatori accanto a un camino in una casa di tronchi di legno. Intorno alla metà di novembre

i fiumi e i laghi locali si ghiacciano ed è allora che si apre la stagione delle feste, compreso il compleanno di Ded Moroz. È dopo averlo festeggiato che parte per una sorta di viaggio che culmina con il suo arrivo a Mosca dove accende le illu-

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far visita ai bambini dell’Urss allaVigilia dell’Anno Nuovo. Così Ded Moroz e gli alberi furono riabilitati nel 1937. E benché nel 1992 Natale e altre festività ortodosse siano tornate nel calendario russo, la Vigilia del Nuovo Anno rimane tuttora la festività principale. Per dar vita alle tradizioni del loro Anno Nuovo i russi riciclarono le tradizioni pagane e cristiane natalize. Nella vecchia Russia, comparsa in cielo la prima stella che simboleggiava quella di Betlemme, le famiglie interrompevano il digiuno con una cena di 12 portate, la“Santa Cena”.Dopo tornavano in chiesa per una veglia notturna. Oggi, invece, i russi si sistemano di fronte alla tv per ascoltare il Presidente. Poi ci si scambia tre baci e tre auguri: “Buon anno, tanta felicità, buona fortuna!”.

minazioni dell’albero di Natale principale. Anche nella capitale ha una casa, più piccola, dove ricevere visite. A Veliky Ustyug, tuttavia, c’è qualcosa di particolare e suggestivo che pare aver catturato l’antico spirito natalizio.

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