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Arte

Visita il sito lunedì 30 agosto 2010

Nell’inferno delle fiamme

russiaoggi.it

Storia

Si è aperta ieri in Italia la Biennale di architettura 2010. Sergei Tchoban ci illustra il Padiglione russo

Venezia-Sebastopoli: il viaggio a ritroso dei discendenti degli ufficiali russi dell’Armata bianca emigrati nel 1920

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vostock-photo

L’inserto è preparato e pubblicato da Rossiyskaya Gazeta (Russia) e non coinvolge le strutture giornalistiche ed editoriali di e

Inserto distribuito con The NYT International Weekly

Sopraffatti dal fuoco

su questo numero

Tassi d’interesse finalmente positivi fotolia_photoxpress

Il protrarsi di temperature torride ha arroventato il clima russo e favorito oltre 26mila incendi rendendo l’aria densa di fumo e irrespirabile, provocando oltre 50 morti e mandando in fumo oltre 810mila ettari di terre e foreste, compreso un terzo delle coltivazioni di grano del Paese. Ora che gli incendi iniziano a placarsi e che la soffocante nube che ha avvolto Mosca si è dissolta, i russi si trovano a dover fare i conti con i danni causati dall’eccezionale ondata di caldo: migliaia di persone hanno perso la casa, mentre gli agricoltori sono sull’orlo della bancarotta. I roghi hanno messo a nudo i punti deboli delle strutture nazionali a far fronte a emergenze simili e i cittadini inveiscono contro le autorità che hanno risposto con lentezza alla crisi.

Per la prima volta in vent’anni i tassi d’interesse reali sono positivi.“I cambiamenti - spiegano gli economisti - saranno profondi seppure senza scossoni traumatici. Significa che i soldi stanno tornando nelle tasche dei russi”. servizio a PaGINA 3

L’equilibrio Mosca-Kiev

Oltre 810mila ettari di terre e foreste sono stati distrutti dai roghi, compreso un terzo delle coltivazioni di grano

alexandr rumin_itar tass

servizio a pagina 4

AP

Regioni La nuova strategia del Cremlino

A scuola di Sufismo per un Caucaso senza estremismi Per opporsi al proselitismo dei fondamentalisti, il governo ha creato un fondo per promuovere l’insegnamento di un Islam moderato. C’è chi teme che l’iniziativa possa però alimentare nuovi conflitti. anna nemtsova Russia oggi

Una recente mattina sei giovani donne con lunghi abiti variopinti e il capo coperto dal velo attendevano con impazienza il bus che le avrebbe portate all’Università: il Centro universitario islamico di istruzione e scienza del Caucaso settentrionale, a Makhachkala, capitale della Repubblica russa del Da-

ghestan. Serie e taciturne, le studentesse del primo anno si stavano preparando alla loro prima ziyarat, “visita pia”,importante rituale del sufismo, corrente mistica dell’Islam. «Questo è il giorno più importante della mia vita», ha detto Renata, studentessa diciottenne, seguace del Sufismo. «Finalmente saprò se potrò diventare una murid (discepola, ndr)». Renata e le sue colleghe sono seguaci di una corrente moderata dell’Islam che lo Stato russo ha iniziato a sostenere e finanziare nel tentativo di sconfiggere l’estremismo religioso che ha preso piede in Daghestan e in altre Repubbliche russe nel Caucaso del Nord.

Società Le battaglie quotidiane dei disabili

segue a pagina 5

Liliana Fyodorova deve scendere sei scalini di calcestruzzo, ripidi e angusti, per uscire di casa. È disabile ed è già caduta tre volte. Una di queste ha sbattuto la testa talmente forte da dover essere ricoverata. Essere disabile in Russia comporta un’eroica battaglia quotidiana. Per il lavoro, per un appartamento, per l’assistenza sanitaria. Spesso ci si scontra con l’indifferenza pubblica o con una velata discriminazione. Tuttavia l’impossibilità di accedere alle infrastrutture urbane è la barriera più difficile da oltrepassare. Negli ultimi anni la situazione è migliorata, ma solo lievemente. Con la caduta del sistema sovietico, i gruppi di pubblica difesa si sono potuti organizzare liberamente. Sono state prese

ury kozyrev

L’Università islamica di Gubden, in Daghestan, frequentata da circa 500 studenti di ogni età

La vita a ostacoli di chi è costretto su una carrozzina In Russia vivono 13 milioni di disabili. Dimenticati dalle autorità, devono lottare ogni giorno per uscire di casa, trovare lavoro o ricevere assistenza. Candige Hughes Russia oggi

misure che, almeno sulla carta, alleggeriscono i problemi dei disabili e l’arrivo di Internet, infine, ne ha alleviato l’isolamento. Ad ogni modo i passi avanti sono lenti e dolorosi come il tragitto che fa Fyodorova per scendere in strada e spesso ricevono un sostegno solo grazie alla volontà e all’intelligenza di persone che costituiscono un’eccezione. «In Russia una persona disabile viene esclusa dalla vita normale tranne rare eccezioni», spiega Fyodorova. Aveva 27 anni ed era moglie e madre di una bambina di cinque anni quando rimase paralizzata dalla vita in giù a seguito di un intervento di riparazione dell’ernia del disco. «Arrivai in ospedale con i tacchi alti; me ne andai su una sedia a rotelle», ricorda. Era così disperata che arrivò a supplicare i medici affinché le iniettassero una dose mortale di sedativi. Un anno dopo, quando era ancora a letto sconsolata, suo marito l’ha lasciata e ha chiesto la custodia della figlia. segue a pagina 7

Sei giorni fa si è ricordato il 19esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina da Mosca. Dopo l’elezione del presidente ucraino filo-russo Viktor Yanukovich, qualcosa nei rapporti tra i due Paesi sta cambiando. commento a pagina 6

sul nostro sito russiaoggi.it

Forte dei Marmi invasa dai russi legion media

I toscani non riescono a trovare casa a Forte dei Marmi, scalzati come sono dai paperoni russi che, come Abramovich, sono disposti a pagare cifre da capogiro per una villa vista mare. Sul nostro sito, l’inedita proposta del sindaco.


02

Politica

RUSSIA OGGI WWW.RUSSIAOGGI.IT SUPPLEMENTO REALIZZATO DA ROSSIYSKAYA GAZETA (RUSSIA) PER LA DISTRIBUZIONE CON NYT INTERNATIONAL WEEKLY

Leggi Il termine “milizia” introdotto dai bolscevichi nel 1917 verrà rimpiazzato da quello d’era zarista, ma ai cittadini non basta

Nuovo nome, vecchi vizi Come cambia la polizia Il presidente Medvedev ha presentato l’atteso disegno di legge sulle forze dell’ordine, ma non è chiaro se preveda modifiche sostanziali oltre al cambiamento del nome. ALEXANDER BRATERSKY THE MOSCOW TIMES

Questo mese il presidente russo Dmitri Medvedev ha presentato il suo tanto atteso progetto di legge sulla riforma delle forze dell’ordine russe che dovrebbe rimpiazzare una legge del 1991. La riforma definisce tutti i diritti e le responsabilità della polizia racchiudendo in un unico testo le mansioni al momento regolamentate da centinaia di norme. In questo modo, sostiene Medvedev, non ci saranno più scappatoie per potenziali abusi di potere. Perché i cittadini possano valutare e commentare il testo prima che venga discusso alla Camera in autunno per poi essere presentato alla

Duma ed entrare in vigore il primo gennaio 2011, la bozza è stata pubblicata online sul sito zakonoproekt2010.ru che ha ricevuto 2mila commenti nelle sole prime 24 ore. La principale novità introdotta è il cambiamento del nome delle forze dell’ordine da“milizia”(come erano state battezzate nel 1917 dal governo bolscevico per differenziarle dalla polizia zarista) a “polizia”. Gli internauti però sono più interessati al modo in cui la polizia potrà trattare i cittadini che non a come si chiamerà. Del resto, in base ai sondaggi, la polizia risulta la più disprezzata tra le istituzioni pubbliche e circa il 70% della popolazione non ha fiducia in essa. Secondo Eduard Sukharev, un avvocato civilista, il progetto di legge, scrive, non offre alcuna spiegazione sui meccanismi di controllo delle forze

Contenuti multimediali su www.russiaoggi.it

Alcuni agenti a cavallo della “milizia”, la più impopolare e disprezzata istituzione pubblica secondo i sondaggi LEGION MEDIA

Il testo della riforma è stato pubblicato su un sito Internet: duemila i commenti nelle sole prime 24 ore

Difesa In forte crescita la spesa militare per gli armamenti

Putin rafforza l’Armata russa un nuovo arsenale entro il 2020

Secondo gli scettici, “l’approssimazione rischia di vanificare la volontà di trasparenza del Cremlino”

di polizia. AlexeiVolkov, vicecapo del Comitato Sicurezza della Duma nonché ex generale di polizia in pensione: secondo lui, l’approssimazione di certi capitoli rischia di vanificare la volontà del Cremlino di combattere la corruzione con la trasparenza. Gli attivisti dei diritti umani invece lamentano che

non sia stata prevista l’eleggibilità dei dirigenti dei commissariati locali come avevano chiesto. In molti poi osservano che Medvedev non ha rimpiazzato l’impopolare ministro degli Interni Rashid Nurgaliyev e sono scettici su una riforma «attuata dalle stesse persone che hanno coperto di disonore la polizia».

IN BREVE

IL SONDAGGIO

A proposito di Russia e Ue... “QUALI SONO SECONDO LEI LE TRE PRIORITÀ NELLA COOPERAZIONE TRA RUSSIA E UNIONE EUROPEA?”. LE RISPOSTE DEI CITTADINI RUSSI A QUESTA DOMANDA SONO CAMBIATE NEGLI ULTIMI SETTE ANNI.

Le auto italiane senza piloti arrivano a Mosca

Il rafforzamento dei rapporti economici e commerciali

La riforma delle forze armate e il rinnovo degli equipaggiamenti militari sono tornati in cima all’agenda della politica interna. BEN ARIS

RUSSIA OGGI

«Se non adotteremo delle misure, l’esercito russo si trasformerà nel corpo di guardia pontificia, che è carino sì, ma non è affatto pericoloso», aveva protestato mesi fa il generale Yuri Baluyevsky, vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo all’inizio ed ex viceministro della Difesa russa e capo di Stato maggiore della Difesa. Preoccupazione condivisa tanto che pochi giorni dopo la Russia, da un lato siglava sì con gli Stati Uniti un nuovo trattato di riduzione delle armi nucleari strategiche, ma parallelamente correva ai ripari dando il via a un programma da 341 miliardi

di euro per rinnovare il 70% del proprio arsenale ed equipaggiamento militare entro 15 anni. Già nel corso di quest’anno verrà rimpiazzato il 10% dell’obsoleto arsenale, residuato dell’Unione Sovietica. Per farlo, ha detto il primo ministroVladimir Putin, verranno spesi 30 miliardi di euro. Una cifra notevole, ma in ogni caso incomparabile con la spesa dei Paesi della Nato: gli Stati Uniti, ha osservato Baluyevsky, investono oltre 555 miliardi di euro l’anno nelle loro forze armate. L’obiettivo dello stanziamento, parte integrante del programma di modernizzazione voluto

Stanziati miliardi di euro. “Ma la popolazione è preoccupata per la leva obbligatoria” ALEXANDER ZEMLIANICHENKO_AP

Dal 2012 i militari avranno stipendi più alti e nuovi alloggi

dal presidente Medvedev, è ambizioso: impossessarsi della tecnologia di alcuni dei Paesi produttori di armi più competitivi al mondo per migliorare il proprio arsenale. «Crediamo che valga la pena prima acquistare sistemi a tecnologia avanzata per poi imparare a utilizzarli e magari anche a produrli sul nostro stesso territorio», ha detto il ministro della Difesa Anatoly Serdyukov commentando le trattative con la Francia sull’acquisto di quattro navi portaelicotteri Mistral. Di pari passo con il rinnovo degli arsenali, procederà la riforma delle forze armate che sono state ridotte di numero portando gli effettivi dal milione di euro del 2008 agli 800mila attuali. Di contro quanti resteranno a partire dal 2012 potranno beneficiare di stipendi più alti e nuovi alloggi. Secondo l’analista indipendente della Difesa Pavel Felgenhauer, soltanto orientandosi verso un esercito di soli professionisti si potrà conquistare il consenso dell’opinione pubblica russa che vede con preoccupazione i propri figli chiamati alle armi per prestare un anno di servizio militare in un esercito che ha una pessima reputazione sul trattamento delle giovani reclute. «La leva obbligatoria è una questione che riguarda direttamente la vita di tutti, mentre l’idea di una nuova corazzata che costa svariati milioni per la maggior parte della popolazione è del tutto astratta», ha concluso.

Lo sviluppo di un sistema di sicurezza comune europeo e la cooperazione militare e tecnologica Il rafforzamento delle posizioni della Russia nel mercato energetico europeo (petrolio e gas naturale) La cooperazione nell’ambito della lotta all’immigrazione illegale Lo sviluppo degli scambi culturali La cooperazione nella lotta al terrorismo internazionale La realizzazione di progetti scientifici e tecnologici congiunti (nell’ambito dell’aviazione, dell’astronautica, etc.)

2003

ZERO-RACE.COM

L’eliminazione della barriera dei visti per i cittadini russi che si recano nei paesi dell’Ue La conformità della legislazione russa a quella dell’Unione Europea Non saprei

2010

2008

FONTE: WCIOM

Il rafforzamento dei rapporti commerciali ed economici: da sette anni resta questa la massima priorità nella cooperazione tra Russia e Unione Europea secondo i russi interpellati da Wciom. Anzi, questa cooperazione diventa sempre più importante: dal 24% delle preferenze nel 2003 quest’anno ne ha raccolte il 35. Cresce anche l’attualità della lotta congiunta al terrorismo (dal 22 al 24%) e di un avvicinamento tra le legislazioni (dal 3 all’8%). Al contrario, negli ultimi due anni agli

occhi degli intervistati è diminuita l’importanza di progetti scientifici e tecnologici congiunti (dal 24 al 17%), di rafforzare le posizioni russe nel mercato energetico europeo (dal 21 al 16%) o di sviluppare un sistema comune europeo per la sicurezza (dal 24 al 13%). Rimane relativamente stabile la percentuale di quanti sottolineano l’urgenza di superare la barriera dei visti. L’aspetto considerato meno prioritario resta invece la cooperazione nella lotta all’immigrazione clandestina.

Da due settimane per le strade russe si aggirano auto insolite: macchine robotizzate alimentate a energia elettrica e - quel che è più straordinario - senza conducente al volante. Si tratta delle automobili della tredicesima spedizione italiana Overland realizzate dall’istituto di ricerca VisLab dell’Università di Parma. Partite da Milano il 20 luglio, le auto giungeranno in ottobre a Shanghai dopo aver percorso la Via della Seta per 13mila chilometri. Grazie a sofisticate apparecchiature , i veicoli stanno registrando in tempo reale la concentrazione di anidride carbonica presente nell’atmosfera su un apposito profilo di Twitter, @Greenhaviour, dove chiunque può seguire la spedizione. I dati russi non sono confortanti: complici gli incendi boschivi estivi, nella regione diVoronezh la concentrazione di CO2 è di circa 900 parti per milione contro le 400-500 delle altre regioni. Le auto di VisLab lasceranno la Russia il 24 settembre per proseguire verso la Cina. A cura di Anna Leonova Seguite la spedizione su www.russiaoggi.it


Economia

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L’analisi A 19 anni dal passaggio a un’economia di mercato, in Russia i tassi d’interesse sono diventati positivi al netto dell’inflazione

NICK WATSON RUSSIA OGGI

Ci sono voluti 19 anni, ma lo scorso anno la crescita dell’economia russa è diventata reale. Dal passaggio a un’economia di mercato, in Russia i tassi d’interesse erano rimasti al di sotto del tasso di inflazione: in altre parole il Paese aveva sempre avuto tassi di interesse reali negativi. Lo scorso mese sono divenuti positivi: una svolta con grandi implicazioni. «I cambiamenti saranno profondi, sebbene senza scosse traumatiche», ha commentato Peter Westin, capo economista della Aton Investment Bank di Mosca. «Stiamo parlando di circa meno dell’1 per cento. Nessuno si arricchirà, ma sono le aspettative degli investimenti a essere mutate profondamente». È il risvolto argenteo della crisi economica globale: il crollo verticale nella domanda ha fermato la spirale inflazionistica. Il governo prevede un tasso d’inflazione del 6% entro la fine dell’anno, un valore modesto rispetto ai canoni russi e chiaramente al di sotto dei tassi di interesse della Banca Centrale della Russia (Cbr) che si attestano al 7,75%.

Con i tassi d’interesse reali positivi i russi possono tornare a depositare i loro soldi in banca

RIFINANZIAMENTO VS INFLAZIONE

6% il tasso d’inflazione previsto per il 2010 dal governo russo, un valore modesto rispetto ai canoni russi e chiaramente al di sotto dei tassi d’interesse della Banca centrale russa (Cbr) che al momento si attestano al 7,75%

Finanza Approvata la legge attesa da anni

Fine dei giochi per i Gordon Gekko russi l’insider trading è reato Dopo dieci anni di consultazioni, la Duma ha infine vietato di trarre profitto in Borsa dal possesso d’informazioni privilegiate.

rientra nel più ampio tentativo del presidente russo Dmitri Medvedev di trasformare Mosca in un centro della finanza internazionale, grazie a un’iniziativa lanciata nell’aprile del 2008 poco prima che i mercati iniziassero la loro caduta libera. Troppe persone si sono arricchite in Russia traendo profitto da informazioni privilegiate. La nuova legge descrive

TIM GOSLING

chiaramente quale tipo d’informazione può essere considerata “privilegiata” e chi tra dirigenti e personale autorizzato può essere considerato insider. Quanti manipolano i prezzi rischiano un’ammenda che va dai 20mila al milione di rubli (tra i 523 e i 26mila euro) o sino a sette anni di reclusione. Multe analoghe, o il carcere da due a sei anni, sono invece previste per chi fa uso improprio o rende pubbliche delle informazioni riservate. «La nuova legge rappresenta un significativo passo avanti commenta Kim Iskyan, uno dei direttori di Eurasia Group, società di consulenza - ma prima d’investire gli investitori vorranno vedere dei risultati duraturi che dimostrino come Mosca sia un centro finanziario affidabile».

STANISLAV KRASILNIKOV_ITAR-TASS

RUSSIA OGGI

Gordon Gekko avrebbe amato la Russia. Mentre il sequel del film Wall Street di Oliver Stone divenuto ormai un classico sta arrivando nelle sale del Paese, la Duma ha finalmente approvato il progetto di legge che vieta l’abuso di informazioni privilegiate, le cosiddette operazioni di insider trading. Le stesse che nel film uscito nel 1987 portavano all’arresto di Gekko e del suo protetto Bud Fox. Era da più di 10 anni che le autorità russe discutevano su una delle più elementari leggi che governano i mercati azionari. Sino a oggi però, gli interessi in gioco avevano impedito di raggiungere qualunque decisione. La nuova legge

IL NUMERO

Per la prima volta i russi hanno convenienza a depositare i propri soldi in una banca. «Gli istituti di credito stanno accumulando capitali e questo accresce il loro peso giorno dopo giorno», rivela Westin. «Siamo ancora all’inizio di un ciclo. Ogni rublo che la banca prende in deposito rende 50 copechi; i mercati sono ancora molto nervosi, ma presto si sentiranno fiduciosi per finanziare la crescita nuovamente». Il configurarsi di rendimenti “normali” per un’economia di mercato dovrebbe assicurare una serie di benefici. «I tassi negativi sono come una perdita dal serbatoio della vostra auto. Non importa cosa facciate, prima o poi finirete la benzina e vi fermerete», aggiunge Westin. «L’arrivo di tassi positivi significa che la benzina (i soldi) sta aumentando nel vostro serbatoio (le vostre tasche)». Le banche saranno in grado di gestire il proprio contante meglio, distribuendolo tra equity, bond e liquidità, rendendo così il sistema finanziario più robusto. Tassi di interesse con un rendimento reale permetteranno, inoltre, di allungare la maturazione dei bond così da rendere più semplice progettare piani di investimento a lungo termine. Infine faranno sì che il tasso overnight della Cbr abbia un valore nell’economia reale, con la possibilità quindi di controllare at-

traverso questo strumento sia l’inflazione che il livello del rublo. Tuttavia, secondo gli economisti, la banca centrale dovrà anche sostenere il sistema finanziario con una maggiore iniezione di liquidità e introdurre maggiore flessibilità per il tasso di cambio. Nonostante i passi in avanti compiuti, la liquidità disponibile nell’economia russa resta meno della metà di quella che caratterizza la maggior parte dei paesi occidentali. «C’è bisogno di una base monetaria (intesa come quantità di banconote e monete circolanti, ndr) molto liquida e nella fattispecie di un mercato dei bond liquido prima di riuscire a usare i tassi d’interesse come strumento per incoraggiare la popolazione a investire o risparmiare», chiosa Westin. La buona notizia è che il mercato delle obbligazioni si sta allargando. Le compagnie private stanno emettendo titoli e lo Stato prevede di offrire agli investitori bond domestici per un valore di 1,2 trilioni di rubli (30,8 miliardi di euro) quest’anno per finanziare il deficit pubblico. Il caldo che ha fatto crollare il raccolto di grano purtroppo inceppa il meccanismo virtuoso che si stava realizzando. «Una conseguenza potrebbe essere un rialzo dell’inflazione», avverte Chris Weafer, capo strategista alla banca d’investimenti UralSib di Mosca.

IN BREVE Il Caspio nuova provincia del gas ALEXEY DRUZHININ_RIA NOVOSTI

“I soldi stanno tornando nelle tasche dei russi”, dicono gli economisti. È il risvolto argenteo della crisi economica globale: Il crollo della domanda ha fermato l’inflazione.

PHOTOXPRESS

La crescita dell’economia è diventata reale

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Una piattaforma nel settore Juri Korchagin nel Mar Caspio

Il Caspio ha tutte le carte in regola per diventare la nuova provincia del gas e una nuova riserva di idrocarburi per diversi Paesi. Il suo sottosuolo desta l’interesse non solo della

Russia, ma anche dell’Azerbaijan, del Turkmenistan, del Kazakistan e dell’Iran. Questi Paesi mirano a esportarne il prima possibile le risorse petrolifere verso i mercati dell’Europa, della

Cina e dell’India. Quest’anno il gigante del petrolio e gas russo Lukoil ha iniziato le estrazioni di petrolio dal giacimento scoperto nel 2000 nel settore russo del Mar Caspio intitolato a Juri Korchagin. Si tratta del giacimento più grande per quantità di risorse tra quelli scoperti in Russia negli ultimi 25 anni. Per metterlo in funzione Lukoil ha investito oltre 87 milioni di euro negli ultimi cinque anni. «Le trivellazioni nella zona settentrionale del Mar Caspio sono state un vero successo. Siamo di fronte alla scoperta di una nuova considerevole sottoprovincia del petrolio e del gas nel settore russo del Mar Caspio, sebbene fino a pochi anni fa alcuni esperti si dicessero dubbiosi», dice il presidente di Lukoil Vagit Alekperov. Entro la fine di quest’anno dal giacimento è prevista l’estrazione di 343 migliaia di tonnellate di greggio.

Quanti rubli mi costa un Big Mac...

Medvedev vuole trasformare Mosca in un centro della finanza internazionale

Il rublo russo è una delle valute più deprezzate del mondo: lo dice anche l’Indice Big Mac del settimanale Economist che, per determinare il potere d’acquisto della valuta di un Paese, confronta il prezzo in dollari

di un Big Mac, il panino più venduto dalla multinazionale McDonald’s, con quello locale. In Russia un panino Big Mac costa 72 rubli (1,8 euro). Secondo l’Indice, la moneta russa dovrebbe essere quindi scambiata

a un tasso di 19 a 1 contro il dollaro, ossia circa al 38 percento in più rispetto al tasso attuale. In base all’Indice dell’Economist, inoltre, l’anno scorso il rublo era deprezzato del 43 per cento.


04

Incendi

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Emergenza Temperature record hanno favorito l’insorgere di oltre 26mila incendi, ma le autorità hanno reagito alla crisi con lentezza

MAXIM BOGODVID_RIA NOVOSTI

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SASHA MORDOVETS_GETTY IMAGES_FOTOBANK

REUTERS/VOSTOCK-PHOTO

Dalla furia del fuoco un’amara lezione

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Il primo ministro Vladimir Putin visita una città colpita dai roghi. A destra, cittadini assediati dalle fiamme o costretti a indossare mascherine per non inalare i fumi sprigionati dai roghi

Il protrarsi di un’ondata di caldo eccezionale ha provocato roghi in tutto il Paese uccidendo oltre 50 persone e mandando in fumo un terzo delle coltivazioni di grano.

I rinforzi internazionali

NORA FITZGERALD ARTEM ZAGORODNOV RUSSIA OGGI

Antonio Urbano UNO DEGLI OTTO PILOTI INVIATI DALL’ITALIA

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Il fuoco covava nel sottobosco. A bruciare erano i muschi e la torba. Da qui la coltre di fumo. Si parlava di migliaia di chilometri quadrati in fiamme. Di fronte a queste estensioni capita di sentirsi impotenti”

IL RACCONTO

I piloti dei Canadair italiani: “Mai visti incendi così estesi” I piloti Antonio Urbano e Fabio Carnicchia, due degli 11 uomini degli equipaggi dei due Canadair inviati il 6 agosto in Russia dall’Italia per contribuire allo spegnimento degli incendi causati dall’eccezionale canicola estiva in Russia, sono concordi: «Incendi così estesi come i vostri non li avevamo mai visti». Sono tornati in Italia con il resto della delegazione il 13 agosto dopo essere riusciti a estinguere i roghi divampati nei boschi della regione di Samara ed essere stati insigniti per questo dal governatore locale dell’Ordine dell’Amicizia nella sicurezza in segno di riconoscimento, ma prima di lasciare Togliattigrad hanno raccontato la loro esperienza a Russia Oggi. «Le nostre giornate iniziavano molto presto. Sveglia alle 6.30. Alle 7 eravamo già sul pullman che ci portava all’aeroporto dove alle 8 si teneva un briefing con le autorità locali e alle 9, dopo alcune ricognizioni in elicottero, era fissato il primo volo», spiega

UFFICIO STAMPA DEL MINISTERO DELLA PROTEZIONE CIVILE

VOSTOCK-PHOTO

Ora che gli incendi si sono placati e che la nube che per giorni ha avvolto Mosca si è dissolta, i russi si trovano a dover fare i conti con i danni ambientali, sanitari ed economici causati da un’ondata di caldo senza precedenti e a valutarne le ripercussioni politiche sul Cremlino così come sul municipio del più remoto villaggio. Il protrarsi di temperature torride, superiori ai 37 gradi Celsius (una circostanza che negli ultimi 130 anni, da quando cioè si registrano i dati meteo, non si era mai verificata) ha arroventato il clima e favorito l’insorgere di oltre 26mila incendi, molti dei quali nei pressi della capitale. Qui alcune torbiere, sfruttate in passato dai sovietici per alimentare le loro centrali energetiche, hanno preso fuoco sprigionando un fumo denso che ha avvolto la capitale. Le fiamme hanno ucciso più di 50 persone nel Paese e il tasso di mortalità a luglio a Mosca è stato il doppio rispetto alla norma. Un corrispondente della Nezavisimaya Gazeta ha raccontato di cadaveri ammucchiati uno sull’altro in un obitorio della regione di Mosca per mancanza di spazio. Gli uomini delle ambulanze e dei servizi di emergenza hanno lavorato senza sosta per prestare soccorso al crescente numero di persone che chiedevano aiuto in città dove gli edifici residenziali di epoca sovietica sono quasi sempre sprovvisti di impianti ad aria condizionata. I cittadini che non hanno trovato scampo ad Ovest o a Sud si aggiravano nell’aria spettrale con il volto coperto da mascherine. «Era come trovarsi in un film dell’orrore, con l’impressione che quando il fumo si sarebbe diradato avremmo trovato solo cadaveri», ha detto Anastasia Shishkova, una liceale di Mosca. Circa 810mila ettari di terre e foreste sono andati distrutti,

Un pilota italiano si consulta con i colleghi russi prima del volo il generale di divisione dell’Aeronautica italiana Urbano. «Ogni giorno — prosegue — effettuavamo tre voli di tre ore l’uno e in media riuscivamo a effettuare 30 prese d’acqua a volo». «Il nostro principale nemico è

stato il vento. Faceva estendere gli incendi a grande velocità e diffondeva un denso fumo nero che ostacolava le operazioni», ricorda il maggiore Carnicchia, responsabile della delegazione italiana e coordinatore delle azioni

di soccorso, mentre Urbano osserva: «Il fuoco covava nel sottobosco. A bruciare erano i muschi che la siccità aveva reso facile appiglio per le fiamme e la torba. Da qui la coltre di fumo». Un’altra sfida per i piloti italiani erano le estensioni dei roghi. «Si parlava di migliaia di chilometri quadrati. Di fronte a queste estensioni capita di sentirsi impotenti», commenta Urbano. Gli fa eco Carnicchia: «Sono il coordinatore delle operazioni antiincendio della Protezione civile italiana. Di incendi ne ho visti. Ma grandi come i vostri mai: i territori invasi dalle fiamme probabilmente coprivano una superficie più grande della stessa Italia». È stato effettuando sino a 200 sganci al giorno che i piloti italiani sono riusciti a salvare dalle fiamme le riserve naturali di Samara nell’arco di cinque giorni, complice anche «l’affiatamento con i colleghi russi che, cosa rara - osserva Urbano - è stato pressoché immediato».

compreso un terzo delle coltivazioni di grano. Migliaia di persone hanno perso la casa, mentre molti agricoltori si trovano sull’orlo della bancarotta. I politici hanno risposto alla crisi con lentezza. I commenti lasciati su Internet trasudavano rabbia e sia il premier Putin che il presidente Medvedev hanno repentinamente cambiato atteggiamento ma, quando lo hanno fatto, hanno dovuto fare i conti con una popolazione furibonda. Putin si è dato da fare recandosi di persona nelle regioni più colpite promettendo alle vittime generosi risarcimenti e facendosi riprendere dalla tv a bordo di un Canadair. Costretto a interrompere la sua vacanza a Sochi, il presidente Medvedev ha invece redarguito le autorità indolenti o corrotte e ha promesso inchieste. Ma, come ha fatto notare Nikolay Zlobin dalle pagine della Rossiyskaya Gazeta, gli incendi hanno sollevato alcune questioni fondamentali sul livello di preparazione del Paese di fronte ad emergenze non militari che minacciano la sicurezza dei cittadini. In breve, gli incendi hanno messo a nudo, a tutti i livelli, i punti deboli delle strutture governative di fronte a un’emergenza nazionale. In alcuni casi, gli abitanti dei villaggi sono stati lasciati soli a fronteggiare le fiamme con ciò che avevano a disposizione: pale e forconi per aprire delle fragili brecce. Le attrezzature versavano in stato di abbandono, mentre i vigili del fuoco hanno constatato che nei boschi una fitta vegetazione, mai sfoltita, bloccava le vie di uscita e che i laghetti da cui avrebbero dovuto attingere acqua erano pieni di rifiuti e detriti. Nel 2007 una legge a suo tempo sostenuta dal governo aveva decurtato di circa 70mila unità le guardie forestali, la prima linea nella difesa contro gli incendi. Adesso le autorità russe propongono – e non è la prima volta – di inondare nuovamente le torb i e re e d i m i g l i o r a re l e capacità del Paese di far fronte agli incendi. Mettendo avanti lo spettro del riscaldamento globale, intanto gli scienziati russi avvertono che a questa lunga, calda estate potrebbero farne seguito altre.


Istruzione

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05

Riforme Negli ultimi anni il Cremlino ha varato diverse riforme per adeguare il sistema scolastico russo agli standard europei

Addio alle mazzette, ora i test universitari li corregge il computer La corruzione è una pratica dilagante nella pubblica istruzione russa. Per combatterla il governo ha introdotto misure che hanno sollevato un acceso dibattito.

Pagare per ottenere ottimi voti, essere ammessi a un corso o superare un’esame è un’industria da un miliardo di dollari l’anno: una prassi che erode la coesione sociale alle radici

GALINA MASTEROVA

ILYA PITALEV_RIA NOVOSTI

RUSSIA OGGI

Uno dei personaggi più amati di La nostra Russia, popolare serie tv russa, è un’insegnante di provincia di nome Snezhanna Denisovna che mette a punto sempre nuovi stratagemmi perché i suoi studenti possano raggranellare soldi per lei. La commedia non è molto lontana dalla realtà: il sistema scolastico russo è caratterizzato da una diffusa corruzione e necessita di un cambiamento drastico. Per questo in anni recenti sono state approvate varie riforme della pubblica istruzione: i controversi esami di fine anno scolastico l’anno scorso sono stati estesi a tutta la nazione, mentre nel 2011 le Università introdurranno corsi quadriennali più flessibili al posto di quelli quinquennali più vincolanti. «Si era soliti pensare che l’istruzione russa, o per meglio dire sovietica, fosse molto buona, se non addirittura la migliore», commenta Masha Lipman, esperta del Carnegie Center. «La verità è che è molto indietro rispetto al resto del mondo». Nel mondo dell’istruzione la Russia semmai primeggia per la corruzione: pagare per ottenere ot-

timi voti, essere ammessi ai corsi universitari o per passare gli esami è un’industria da un miliardo di dollari l’anno secondo Mark Levin della Scuola superiore di economia di Mosca. Le recenti riforme sono state concepite per adeguarsi agli standard fissati dalla Dichiarazione di Bologna, un trattato che mira ad armonizzare i sistemi d’istruzione superiore europei. Una volta portate a termine, una laurea conseguita in Russia sarà riconosciuta anche nell’Ue, non solo nell’ex Urss. Inoltre gli stipendi degli insegnanti (che al

momento si aggirano intorno ai 222 euro al mese) dovrebbero aumentare. Il cambiamento più controverso è però l’introduzione di esami nazionali standard d’ammissione alle Università: test a risposta multipla corretti da un computer, niente di più diverso dal sistema di esami orali in uso in precedenza. Secondo i sostenitori delle riforme in atto, oltre a eliminare la corruzione, i test sono più “democratici”. Chi si oppone invece afferma che di fatto stiano squalificando l’istruzione russa con domande nozionistiche come “Di che colore erano gli occhi di Anna Karenina?”,mentre gli esami orali consentivano di valutare non solo le conoscenze, ma anche il talento. È troppo presto per dare ragione agli uni o agli altri. Quel che è certo è che non esiste altra strada se non vincere la corruzione che «erode alle radici la coesione sociale» insegnando agli studenti non solo le materie di studio, ma anche a pagare mazzette.

LE TESTIMONIANZE

Dalla Russia con amore... storie di studenti italiani a Mosca Le relazioni tra l’Italia e la Federazione Russa crescono anche sui banchi di scuola. Ogni anno migliaia di studenti italiani si recano in Russia per studiare la lingua russa o seguire dei corsi specialistici, grazie anche a una vivace tradizione di scambi tra i due Paesi. Tradizione che verrà sicu-

ramente rilanciata nel corso del 2011 che lo scorso 3 novembre è stato dichiarato “Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia e della Cultura e della Lingua russa in Italia”. Due studenti italiani hanno raccontato a Russia Oggi la loro esperienza di studio in Russia.

“La lingua è stato uno shock!” Cinzia Lazzarini Comparin

Ho studiato in Russia nell’estate del 2008 all’Istituto Pushkin di Mosca. Ho deciso di andare a seguire un corso estivo di lingua russa dopo due anni di studio alla facoltà di Lingue dell’Università di Venezia. Anche se è durata solo un mese, è stata un’esperienza molto intensa. Seguivo sei ore di lezione al giorno dalle 9 del mattino alle 15 del

pomeriggio. I primi giorni sono stati difficili: il docente come è ovvio parlava solo in russo e per me è stato uno shock! Ma solo all’inizio: i professori alternavano le lezioni di grammatica a lezioni di cultura generale integrandole con attività di gioco per non annoiarci e non appesantire le nostre giornate di studio. Ora sono innamorata sia della lingua russa che della Russia tanto che il prossimo anno proverò il test d’ammissione all’Istituto Pushkin. Speriamo bene!

“Tornerò, nonostante la burocrazia” Matteo Benussi

D’ora in poi per essere ammessi all’Università bisognerà superare un test a risposta multipla

Ho scelto la Russia per vari motivi: interesse personale per l’Est europeo, necessità di studio e di ricerca, semplice curiosità e perché a volte non sei tu a scegliere i luoghi ma sono loro a scegliere te. Anche se Mosca non è la Russia, non credo si possa comprendere la Russia senza Mosca. Qui studio all’Università statale di

Mosca (Mgu). L’ho scelta un po’ per caso (l’alternativa era l’Istituto Pushkin che però non ha risposto alle mie mail) e un po’ perché è un posto leggendario. Quando si arriva, le dimensioni degli edifici, gli immancabili problemi logistici, la burocrazia e l’aspetto decadente dei dormitori spaventano, ma l’ambiente è così stimolante che ci si sente a casa dopo un paio di settimane. Sono determinato a tornare. Vorrei venire d’inverno, credo sia tutto diverso.

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Devastato da conflitti etnici, corruzione, povertà e disoccupazione, il Daghestan è teatro di attentati suicidi, uccisioni e rapimenti. Nel tentativo di opporsi al proselitismo dei fondamentalisti islamici, il governo russo ha stanziato 13 milioni di dollari per formare insegnanti e leader religiosi moderati destinati alle sette università islamiche di Mosca, del Tatarstan, del Bashkortostan e di quattro Repubbliche del Caucaso settentrionale, tra cui il Daghestan. Come le altre, anche l’Università che frequenta Renata mira a diffondere una forma d’Islam considerata“accettabile”dal governo. «Dobbiamo formare gli almeno 2500 Imam delle moschee del Daghestan, centinaia di docenti per le scuole elementari islamiche, le madrasse e le università nonché consulenti che aiutino polizia e Servizio di sicurezza federale contro l’estremismo», spiega Maksud Sadikov, rettore del Centro e presidente del Consiglio russo per l’Educazione islamica di recente fondazione. Tuttavia, stando ad alcuni attivisti, sostenere una versione“ufficialmente approvata”dell’Islam sta alimentando – anziché arginarlo - uno spietato estremi-

URY KOZYREV

A scuola di Sufismo per contrastare i fondamentalisti I NUMERI

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milioni i russi che professano fede islamica, ossia circa l’11 percento della popolazione. Le stime però variano

30

milioni i dollari stanziati dal governo russo per formare insegnanti e leader religiosi moderati destinati a sette Università islamiche

2,5 Contenuti multimediali su www.russiaoggi.it

Musulmani intonano una litania in arabo: lo zikr, un canto estatico del Sufismo

Mosca finanzia sette Università islamiche per arginare il proselitismo degli estremisti nel Caucaso

smo. «Per riformare l’Islam in Russia, le autorità dovrebbero sforzarsi di dare ascolto a tutti i leader religiosi, non solo a quelli che considerano loro fedeli», dice Tatyana Lokshina, vicedirettrice di Human Rights Watch in Russia. Secondo alcuni abitanti del Daghestan, invece, non è possibile seguire correnti conservatrici senza subire delle re-

pressioni. Aisha Yusupova, ad esempio, ha divorziato dal marito per allentare la pressione della polizia sulla sua famiglia salafita, ossia seguace di una corrente fondamentalista dell’Islam. «Ero stanca di vederlo continuamente arrestato e perseguitato perché accusato di aiutare estremisti clandestini», racconta. Il divorzio non le

milioni i musulmani, per lo più immigrati, che si stima abitino a Mosca. Dopo Istanbul, è la capitale europea a ospitare la comunità islamica più numerosa

ha reso la vita più semplice, continua a essere tenuta costantemente sotto controllo. «È vero, sono salafita ma sono pacifica e, se non posso essere compresa, vorrei almeno essere lasciata in pace». Non tutte le Università islamiche del Daghestan desiderano ricevere i fondi o il sostegno di Mosca. A Sud di Makhachka-

la, a Gubden, città fondata 5mila anni fa, la comunità musulmana sopravvive ai cambiamenti politici. In epoca sovietica la madrassa fu trasformata in un circolo culturale, ma gli alim (“uomini di cultura”) continuarono a trasmettere gli insegnamenti in segreto nelle proprie case utilizzando antichi testi arabi. Dieci anni fa la madrassa è stata ricostruita, ma lo scorso anno l’Università ha perso la sua licenza statale. Akram, il rettore della madrassa e della locale Università, dice che questo non ha però impedito ai suoi circa 500 studenti di frequentare le lezioni. «Noi chiediamo solo che lo Stato ci lasci in pace». Come Lokshina, ancheYuri Mikhailov, autore di opere religiose, ritiene che le diverse versioni dell’Islam debbano poter trovare espressione sebbene egli stesso abbia incoraggiato il Cremlino a promuovere i programmi e gli istituti islamici. «Il Daghestan - dice - non può risolvere i propri problemi ricorrendo esclusivamente alla forza; così facendo riporteremo l’opposizione religiosa nelle braccia della guerriglia. Una stampa libera e la società civile dovrebbero essere i canali dove poter manifestare anche le emozioni più infiammate».


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Opinioni

russia oggi www.russiaoggi.it Supplemento realizzato da Rossiyskaya Gazeta (Russia) per la distribuzione con NYT International Weekly

una nuova politica estera a servizio dell’innovazione

telemosca

esercizi di equilibrio tra mosca e kiev

Fyodor Lukyanov

analista politico

A

Stefano Grazioli

I

Il disegno di dmitry divin

vendo ormai esaurito le risorse di epoca postsovietica nei campi della tecnologia, delle infrastrutture e dell’istruzione, la Russia ha innegabilmente bisogno di un’urgente modernizzazione. Altrettanto innegabile è il fatto che la politica estera russa sia improntata sull’opportunismo. Eppure, malgrado le affermazioni del presidente Dmitri Medvedev, ancora non è chiaro cosa si nasconda dietro le “alleanze per la modernizzazione” da lui promosse. Lo scorso mese, con il discorso tenuto dinanzi ai diplomatici, il presidente ha confermato le sue priorità. L’idea di fondo è chiara: la politica estera dovrebbe essere messa al servizio delle esigenze nazionali. E considerando che la modernizzazione occupa il primo posto dell’agenda domestica è in quella direzione che i diplomatici dovranno indirizzare i propri sforzi. La maggior parte dei commentatori interpreta le affermazioni di Medvedev, anche nel campo della politica estera, come un’apertura nei confronti dell’Occidente. La modernizzazione, secondo Mosca, richiede la selettiva cooperazione nelle aree di maggior interesse nazionale anziché basarsi su un’estesa integrazione con l’Occidente. Tale orientamento, che per qualche tempo ha guidato la politica estera russa, è stato in seguito accantonato per diversi motivi: la Russia è e rimarrà una grande potenza e i suoi interessi sono

destinati a scontrarsi con quelli degli altri protagonisti della scena globale. Il tentativo di Mosca di operare un “reset” nei rapporti con Washington e di estendere i rapporti di cooperazione con l’Unione Europea sono motivati dal desiderio di attrarre nel Paese nuove tecnologie e investimenti. Durante la presidenza diVladimir Putin le tensioni politiche impedirono la realizzazione di molti progetti economici vantaggiosi; ma le “alleanze per la modernizzazione”non sono necessariamente collegate a nuovi equilibri di politica estera. Per attrarre investimenti e capitali esteri, il clima economico e lo stato di diritto - aree in cui i diplomatici non hanno alcuna in-

fluenza - contano decisamente più delle questioni di politica estera. E il pragmatismo, benché di moda, sembra talvolta un eufemismo dietro a cui Mosca cerca di nascondere la propria incapacità di definire il ruolo del Paese a livello globale. Al tempo stesso la Russia si trova di fronte a scelte importanti e il pragmatismo da solo non basta a compiere scelte giuste. Lo sviluppo interno può essere associato alla politica estera, ma sino a un certo punto. Esiste il rischio che l’alleanza economica con le nazioni occidentali per la creazione di “oasi di innovazione”prenda il posto della reale democratizzazione dello Stato e della società. Ai primi posti di ogni programma di politica

il perché delle “flagship”, università ammiraglie della ricerca russa Igor Fedyukin

I

politologo

l governo russo vuole che il Paese abbia delle Università di livello internazionale ma per prima cosa dovrebbe chiarire il fatto che non tutti gli istituti sono uguali per qualità dell’insegnamento e potenziale di ricerca. Questo punto potrebbe sembrare ovvio a un lettore statunitense, ma in Russia la tradizione egalitaria dell’istruzione accademica è molto consolidata. Per questo è stata una vera sorpresa sentire Andrei Fursenko, il ministro dell’Istruzione e della Scienza, dibattere

della necessità di riconoscere una “serie A” tra le Università, non solo tra i club calcistici. Seguendo l’esempio dato anzitutto dalla Cina, ma anche da altri Paesi dalla Germania al Pakistan, il governo russo sta promuovendo un ambizioso programma di miglioramento e modernizzazione di un selezionato gruppo di Università, denominate flagship. Oltre una ventina, vincitrici di un concorso tenutosi lo scorso inverno, stanno ricevendo più fondi e maggiore libertà nei piani di studio. In compenso, queste Università flagship (letteralmente, “navi ammiraglie”, ma anche “fiori all’occhiello”) dovranno miglio-

Negli Anni duemila gli atenei si erano di fatto convertiti in diplomifici svalutando i titoli conseguiti nel Paese rare la propria governance, attrarre ricercatori più giovani, mantenere le attuali facoltà. In definitiva, produrre più ricerche d’alto livello e rendersi più visibili nel panorama accademico globale. A dire il vero, esiste un grande bisogno di differenziazione. Paradossalmente, uno dei proble-

estera si trovano sempre la pace e la sicurezza ed è a queste che i diplomatici russi dovrebbero indirizzare i propri sforzi, anziché alle priorità di modernizzazione che il presidente sta promuovendo. Oggi, stando a Medvedev, la tendenza generale è diretta all’armonizzazione dei rapporti, al dialogo e alla riduzione dei possibili contrasti. Eppure, tra istituzioni internazionali in declino, il venir meno di un duraturo ordine mondiale e politiche nazionali imprevedibili, solo un irriducibile ottimista può credere a dei rapporti equilibrati e a una ridotta conflittualità. L’autore è il direttore della rivista Russia in Global Affairs

mi che affliggevano l’istruzione superiore negli anni post-sovietica era la scarsa competizione tra gli atenei. Per prima cosa, la mobilità accademica era a livelli bassissimi. Secondo fattore, addirittura più influente, la Russia fu colta di sorpresa dall’imponente aumento della domanda di istruzione superiore con una popolazione studentesca più che raddoppiata. Quasi la totalità di questa crescita fu guidata da studenti “paganti” (ossia opposti a quelli – in teoria, i migliori – la cui istruzione è a spese dello Stato). Molti di loro consideravano l’istruzione superiore soprattutto come un sistema per evitare il servizio di leva. Altri erano i primi nella loro famiglia a frequentare l’Università e non erano in grado di valutarne la qualità. Questo ha creato ovvi incentivi per le Università ad accettare il maggior numero di iscritti possibile per corso a scapito della qualità dell’insegnamento e di ogni tentativo di dedicarsi alla ricerca. Agli inizi degli

Russia oggi

l 24 agosto scorso si é ricordato il 19esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina da Mosca. Allora, nel 1991, nel referendum che si tenne a dicembre per confermare la decisione presa dal Parlamento ucraino in estate, oltre il 90% degli ucraini votò per la separazione dalla Russia. Se si rivotasse oggi, dicono i sondaggi, solo il 59% degli ucrani sarebbe a favore dell’indipendenza. Qualcosa nei rapporti tra i due Paesi sta cambiando dopo che Victor Yanukovich ha vinto le elezioni presidenziali sconfiggendo al ballottaggioYulia Tymoshenko. L’ex capo di stato Yushchenko ha racimolato nell’occasione poco più del 5 per cento e subito un’umiliazione da record. Mai in nessuna elezione al mondo un presidente che si è ricandidato ha collezionato così poco. Uno dei motivi di questa batosta e del cambio della guardia è stata la politica estera di Yushchenko, non tanto perché filoeuropea, quanto perché troppo antiCremlino. Il protagonista della rivoluzione arancione, premendo per l’adesione alla Nato, ha guidato una battaglia non solo contro Mosca, ma contro buona parte degli ucraini, ai quali dell’Al-

Anni duemila, molte delle Università statali e private della Russia si erano di fatto convertite in “diplomifici”. La conseguenza è stata una radicale svalutazione di alcuni titoli universitari russi. Questa situazione però sta per cambiare. Il mercato stesso introdurrà, inevitabilmente, un

Il programma voluto dal governo vuole promuovere un’offerta accademica di “serie A” certo livello di competizione, poiché l’istruzione superiore in Russia ha davanti a sé anni di grandi ristrettezze. A causa del calo demografico, la base di potenziali iscritti in tre anni si dimezzerà, secondo le previsioni più rosee, rispetto a due anni fa. Questo, si spera, dovrebbe finalmente obbligare le Univer-

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leanza Atlantica non è mai importato nulla. E difatti è stato rispedito a casa. Yanukovich ha iniziato il suo mandato chiudendo di fatto la porta alla Nato e siglando a Kharkov con il presidente russo Medvedev gli accordi sul prolungamento della permanenza della flotta russa nella base di Sebastopoli sino al 2042. Una mossa che la maggior parte degli ucraini ha sostenuto con le dovute differenze nelle varie regioni: se all’Ovest i più si sono dichiarati contrari, nelle altre parti del paese la maggioranza è stata favorevole. La nuova linea politica di Kiev ha insomma riportato tranquillità in casa propria e nei rapporti con il Cremlino. La Russia vorrebbe relazioni più strette e una maggiore integrazione anche a livello economico, come sta accadendo con l’Unione doganale insieme a Bielorussia e Kazakhstan. L’Ucraina guarda però anche verso l’Europa e lo stesso Yanukovich è alla ricerca di un equilibrio tra Mosca e Bruxelles. Un banco di prova importante è quello del gas e della modernizzazione del sistema di gasdotti ucraino: al Cremlino interessa risolvere la questione in due, Kiev spinge invece per un consorzio internazionale con i russi, ma anche gli europei. La soluzione va cercata insieme. L’autore è giornalista e vive in Ucraina. Ha fondato il sito di informazione East Side Report

sità a entrare in concorrenza. Infine, l’introduzione degli Esami di stato unificati promuoverà ulteriormente la competizione rendendo la qualità degli studenti iscritti comparabile. Il programma delle Università flagship è inoltre pensato per promuovere la competizione. Il titolo di “polo nazionale di ricerca”o di“università federale” offrirà, si spera, un chiaro contrassegno di qualità, obbligando le altre Università ad alzare i propri standard per non perdere gli studenti migliori. Naturalmente, le sfide sono enormi, ma è probabile che il panorama dell’istruzione accademica russa cambi nell’immediato futuro. Soprattutto, si spera che sarà molto più facile per le nuove generazioni di diplomati capire su quale titolo vale la pena investire tempo e denaro e su quale no. Igor Fedyukin è direttore dell’Istituto di Studi politici presso la New Economic School di Mosca

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Società

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IN BREVE

ULLSTEIN BLID/VOSTOCK-PHOTO

Storia Sessantasette emigrati hanno ripercorso a ritroso l’esodo compiuto novant’anni fa dai loro genitori

I traduttori e le parole altrui

IL RICORDO

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Tamara Schukhovskoy

Dopo oltre un anno e mezzo di preparativi, il primo Congresso internazionale dei traduttori della letteratura russa è diventato realtà: rappresentanti di oltre 25 Paesi, come Italia, Stati Uniti, Brasile e Giappone, sono attesi a Mosca tra il 2 e il 4 settembre. Alcuni dei più eminenti scrittori contemporanei russi, come Lyudmila Ulitskaya e Tatiana Tolstoj, leggeranno stralci dei loro testi che verranno immediatamente confrontati con la lettura della loro traduzione.

NIPOTE DI UNO DEI 150MILA RUSSI BIANCHI CHE NOVANT’ANNI FA LASCIARONO SEBASTOPOLI A BORDO DI 126 NAVI PER SFUGGIRE ALLA REPRESSIONE BOLSCEVICA

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VASILY SHAPOSHNIKOV_KOMMERSANT

Ho letto sul diario di mia nonna della sua fuga da Sebastopoli, delle violenze che vide, dei bambini che morirono d’epidemia, del coraggio e della devozione che mostrarono gli ufficiali. I Bianchi furono i primi a cadere vittima del mostro della rivoluzione”

ANNA NEMTSOVA(4)

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IL NUMERO

67 Sopra, i 150mila ufficiali in partenza da Sebastopoli novant’anni fa. Sotto, immagini del ritorno in Crimea dei loro discendenti

Da Venezia a Sebastopoli sulle orme dei “Bianchi” Una catartica traversata ha portato in Crimea i discendenti degli ufficiali dell’Armata bianca che nel 1920 lasciarono la Russia per sfuggire alla repressione bolscevica. ANNA NEMTSOVA RUSSIA OGGI

Quest’estate una nave da crociera di sette piani è scivolata nel porto di Sebastopoli dopo una lunga traversata da Venezia alla Crimea. Portava a bordo i discendenti dei russi nobili e aristocratici costretti all’esilio all’indomani della Rivoluzione. Dopo aver ripercorso al contra-

rio la stessa rotta dell’esodo dei loro avi, il loro viaggio si è concluso al molo Grafski, lo stesso da cui erano salpati i loro genitori e nonni novant’anni prima. Qui hanno pregato insieme ad oltre 200 tra politici, imprenditori e storici in memoria dell’Armata bianca massacrata durante la guerra civile. «Avevo solo un anno quando i miei genitori fuggirono da Sebastopoli. Ho aspettato tutta la vita il momento in cui avrei potuto rivedere il molo Grafski. Purtroppo non potrò vedere altro», ha detto Rostislav Don, novant’anni, il più anziano dei 67 passeggeri, attraverso le sbarre di una postazione doganale. Cittadino francese, aveva tralasciato di procurarsi un visto per l’Ucraina ed è dovuto ripartire il giorno stesso. Era la mattina del 14 novembre 1920, quando il generale Petr Vrangel, comandante dell’Arma-

ta bianca (l’esercito controrivoluzionario che combatté contro l’Armata rossa bolscevica durante la guerra civile russa dal ’18 al ’21), giunse a questo molo per ispezionare le 126 navi russe, francesi, inglesi e italiane. A bordo, stipati anche su ponti e stive, 150mila suoi ufficiali e loro familiari che aspettavano di lasciare il Paese per di sopravvivere. In qualità di Commissario del Popolo, Leon Trotsky si era rifiutato di mettere piede in Crimea sino a quando “tutti i Bianchi non se ne fossero andati”.Così i bolscevichi iniziarono le esecuzioni di massa: stando alle testimonianze, tra il novembre del 1920 e il marzo del 1921 furono uccise decine di migliaia di persone. Ma la storia, che non è mai prevedibile, ha nuovamente cambiato il proprio corso: mentre nel novembre del 1920 fu la leadership della Mosca Rossa a

gli emigrati russi arrivati in Crimea novant’anni dopo l’esodo dei loro genitori e dei loro nonni

ordinare la cacciata dei Bianchi dalla Crimea, quest’anno sono stati i moderni leader russi a invitare a proprie spese i discendenti dei Bianchi a tornare. Perché adesso? «Per ricostruire la verità storica e sanare le ferite causate dallo scisma che agli inizi del XX secolo spaccò la nostra società», ha dichiarato Vladimir Yakunin, pubblico ufficiale attivo nel movimento Mondo Russo (che mira anche a far tornare in patria degli emigrati russi) nonché amico del premier Vladimir Putin. L’impresa di riallacciare i rapporti tra i figli della vecchia e della nuova Russia si è rivelata più difficile del previsto, ma gli attivisti moscoviti di Mondo Russo hanno fatto del loro meglio per spiegare ai loro ospiti che anche molti dei“padroni di casa”russi avevano perso i loro cari durante le repressioni staliniane degli anni Trenta.

Ekaterina Ghenieva, direttrice della Biblioteca della letteratura straniera

Organizzato dalla Biblioteca statale della letteratura straniera, l’evento è un vecchio sogno della sua direttrice, Ekaterina Ghenieva, per riunire quanti hanno la responsabilità di tradurre i grandi nomi della letteratura russa e mondiale. «Sì, puoi scoprire il mondo in un secondo, puoi chiamare o inviare email a chiunque. Ma con quanto entusiasmo i nostri traduttori hanno appreso che avrebbero avuto l’opportunità di incontrarsi faccia a faccia per la prima volta», ha raccontato. «Tenuto conto che riceveremo oltre 150 traduttori da 25 Paesi, possiamo concludere che la letteratura è sì traducibile».

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

«Diceva che una persona disabile non dovrebbe crescere un bambino». Una violenta indignazione dissolse la disperazione. «Mi dissi: “Vivrò!”». I disabili in Russia sono invisibili. Alexey Nalogin non aveva mai visto una persona sulla sedia a rotelle, dice, prima di ritrovarcisi egli stesso. Come Fyodorova si è risvegliato paraplegico dopo una serie di fallimentari trapianti di ossa che gli avevano procurato una scoliosi talmente pronunciata da impedirgli di stare seduto diritto. Aveva solo 14 anni. Il sistema lo ignorò e gli negò ogni assistenza sperando che morisse giovane. Passò i successivi otto anni e mezzo a letto. A 19 anni trovò dei medici disposti a operarlo ma gli diedero solo il 5

per cento di probabilità di sopravvivenza. Il rischio era troppo grande. A quel punto Nalogin accettò la realtà e cioè che non sarebbe più riuscito a camminare. Ma per una porta chiusa, se ne aprì un’altra: Internet. A letto Nalogin ha imparato da sé a usare il computer e ha fondato un’azienda di web design. Ispirandosi alle fotografie di gambe ortopediche trovate in rete, ha creato il busto che gli permette di utilizzare una sedia a rotelle. Ma, come Fyodorova e gli altri 13 milioni di disabili russi, si trova a dover affrontare una intimidatoria corsa a ostacoli solo per uscire di casa. Quando Nalógin ricevette la sua prima sedia a rotelle nel 2000, chiese all’amministrazione comunale la lista dei luoghi con acces-

so per i disabili. «Mi risposero che i disabili non vanno al ristorante né a teatro», ricorda. «La gente crede che queste persone siano un peso», spiega Denise Roza, a capo di “Prospettiva” che aiuta i disabili a trovare lavoro: su 5 milioni di disabili in grado di lavorare secondo il governo, meno di un milione ha un impiego. Simili barriere, architettoniche e culturali, fanno sì che l’integrazione scolastica sia ancora un obiettivo lontano. Quando si è iscritta a Giurisprudenza, Fyodorova è stata la prima studentessa su sedia a rotelle della sua Università che per lei ha montato una serie di rampe. Ora vuole dedicare la sua vita a ottenere una legge sulla disabilità. «Ci sono tante persone come me in Russia!».

DRUGOI

La vita a ostacoli di chi è costretto su una sedia a rotelle

In Russia vivono 13 milioni di disabili. La maggior parte di loro si trova a dover affrontare decine di barriere architettoniche solo per arrivare sino al portone di casa

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Inchiesta sull’immigrazione clandestina in Russia e sulle proposte per combatterla

editore@russiaoggi.it russiaoggi.it/lettere


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Arte

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Lady Gaga e il Bolshoi: così Vezzoli incanta Mosca

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Le installazioni dell’artista bresciano sono in mostra sino a settembre al Centro di cultura contemporanea “Garage”.

Alcuni lavori di Tchoban: Casa Benoit a San Pietroburgo e, a destra, due immagini della Federation tower di Mosca

MIN PAI

STEFANIA ZINI RUSSIA OGGI

Classe 1971, originario di Brescia, formatosi a Londra, il giovane artista italiano Francesco Vezzoli è approdato in Russia. Maestro di performance, ha presentato la sua installazione in cui compaiono anche Lady Gaga e i ballerini del Teatro Bolshoi nell’ambito della mostra “100 anni di performance” in corso sino al 26 settembre presso il Centro di Cultura contemporanea “Garage” di Mosca. Come tutti i suoi lavori anche l’installazione moscovita riflette molti elementi eterogenei: la passione per il ricamo coltivata daVezzoli durante gli anni londinesi, la mondanità, il cinema, la storia dell’arte, la filosofia della cultura pop moderna. Questo “catalogare”,come dice Vezzoli stesso, sovrapporre in un’unica opera “frammenti”talora contrastanti è il suo tentativo di porre ordine in un mondo bello e decadente, affascinante e malinconico al tempo stesso. Come è del resto quello delle celebrità protagoniste delle sue opere. Pescando dal proprio “archivio di ricordi”un’inquadratura cinematografica, un gesto colto in un film o una foto d’archivio, Vezzoli costruisce una storia. I volti noti delle icone della cultura odierna nei suoi video sono “ricamati” da lacrime In questo modo Vezzoli corregge e libera i visi dei nostri miti dal lustro della fama e ce li restituisce umanizzati. «Noi tutti piangiamo». dice l’artista delle lacrime della Lady Gaga moscovita. «Vogliamo diventare famosi, poi cresciamo e comprendiamo che siamo soli».

Mostre Cinque progettisti chiamati a rivitalizzare Vyshny Volochyok Così la Russia trasforma le città post-industriali alla Biennale di Architettura

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La seconda Venezia della “Factory Russia”

INTERVISTA CON SERGEI TCHOBAN

“Prioritario recuperare le aree provinciali russe ci sono spazi anche per gli architetti italiani”

Si è aperta ieri a Venezia la Biennale di architettura 2010 . Il Padiglione russo guida il visitatore attraverso il presente e i possibili futuri delle aree post-industriali.

scorso anno dalla Galleria Antonia Jannone di Milano.

Maestro Tchoban, che rapporto ha con l’Italia?

EMANUELE NORSA

Vyshny Volochyok è una località situata strategicamente a metà strada tra Mosca e San Pietroburgo, nella provincia di Tver. Conosciuta soprattutto per l’enorme sviluppo dell’industria tessile nel diciannovesimo secolo, la città è stata attrezzata da Pietro I nel 1703 di una serie di canali che ne hanno favorito lo sviluppo successivo. Proprio la presenza di questo sistema di canali le è valso il soprannome di “la Venezia di Tver, che sorge sulle sette isole”. Certamente è anche per la sua somiglianza con la Serenissima che Pavel Khoroshilov, Sergei Tchoban e Grigory Revzin, i tre curatori del Padiglione russo della Biennale di Architettura 2010, inaugurata ieri a Venezia, hanno scelto Vyshny Volochyok come fulcro della loro esposizione. Nel corso degli ultimi decenni

BINA ENGEL

RUSSIA OGGI

CITTADINANZA: RUSSO ETÀ: 48 PROFESSIONE: ARCHITETTO L’architetto Sergei Tchoban (Leningrado, 1962) è uno dei tre curatori chiamati a ideare il Padiglione Russo per la XII Biennale di Architettura a Venezia. Il suo legame con la laguna veneta sembrava già scritto nella mostra dei suoi disegni intitolata “Aqua” presentata lo

Vyshny Volochyok si è andata deteriorando, lasciando i suoi complessi industriali in situazione di semi abbandono e sprecando le sue potenzialità come centro turistico e culturale tra le due grandi città Mosca e San

L’Italia è il Paese dove ancora oggi osservo e imparo le modalità di espressione architettonica. Mi colpisce il modo dignitoso in cui gli edifici invecchiano grazie all’accurata scelta dei materiali e dei dettagli. È fondamentale progettare costruzioni che possano adattarsi ai cambiamenti nel corso di molti anni. Venezia stessa ne è un esempio perfetto, così come gli edifici utilizzati come padiglioni per la Biennale.

ta una priorità per la Russia. Spero inoltre che possano restare affascinati dalla provincia del nostro Paese: dalla sua atmosfera poetica e dal suo potenziale di crescita.

Maestro Tchoban, In che modo può svilupparsi ulteriormente uno scambio tra Italia e Russia a livello architettonico?

Che il recupero delle zone che sono rimaste indietro rispetto allo sviluppo enorme di città come Mosca e San Pietroburgo rappresen-

La Russia deve elaborare grandi pianificazioni cittadine. In questo settore gli architetti italiani potranno trovare certamente spazio accanto agli architetti russi. Una collaborazione per i piani generali residenziali potrebbe giovare a tutti. Io stesso ho cercato di avviare questa collaborazione coinvolgendo di recente gli architetti Cino Zucchi e Paolo Desideri all’interno del progetto, sviluppato con Evgeny Gerasimov, per l’European Embankment di San Pietroburgo. EN

Pietroburgo. «Ci sono oltre 300 realtà simili a questa in Russia», recita il catalogo dedicato all’evento, sottolineando la necessità reale che il Paese ha oggi di affrontare la problematica del recupero urbanistico e architet-

tonico di situazioni in stato di degrado post-industriale. Il percorso espositivo si snoda attraverso tre grandi sezioni in cui il visitatore è guidato attraverso il presente ed il possibile futuro per la città. La terza se-

Quale messaggio vuole comunicare ai visitatori del Padiglione russo?

ALEKSEJ NARODIZKIJ

zione è senza dubbio la più ricca di spunti. Cinque progettisti, infatti, sono stati chiamati a presentare delle proposte per il recupero architettonico di alcuni edifici di Vyshny Volochyok. La scelta dei curatori ha voluto rievocare la posizione strategica della città e i nomi degli architetti chiamati a dare il loro contributo sono quindi egualmente divisi tra le due maggiori città russe: Vladimir Plotkin e Sergei Skuratov per Mosca, Evgeny Gerasimov e NikitaYavein per San Pietroburgo e infine Speech, un collettivo attivo in entrambe le città. “Factory Russia”, accattivante nome scelto per l’intero progetto, non è altro che un manifesto delle possibilità architettoniche per il futuro della Russia, un richiamo all’azione. «È necessario che oggi gli architetti offrano alla società un’idea che possa servire come ispirazione», recita il testo introduttivo al catalogo, ricordando che non sempre l’effettiva realizzazione dei progetti architettonici rappresenta la naturale conclusione di un percorso creativo, ma che anche la sola esposizione di idee con una chiara visione del futuro può essere costruttiva e di ispirazione.

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Il Padiglione russo curato da Sergei Tchoban, Pavel Khoroshilov e Grigory Revzin per la Biennale di architettura 2010 inaugurata ieri a Venezia

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