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Memorandum MAGGIO 4 Maggio 2014 COLLEMAR-ATHON - Da Barchi a Fano (42km) www.collemar-athon.com € 40,00 - fino al 30 aprile 2014 SETTEMBRE 14 Settembre 2014 RUN TUNE UP - Bologna (21 km) www.runtuneup.it/maratona2014 € 17,00 - fino al 31 Luglio € 22,00 - fino al 31 Agosto € 27,00 - fino al 13 Settembre 14 Settembre 2014 MEZZA DI MONZA - Monza (21km) www.mezzadimonza.it € 20,00 - fino al 30 giugno – per i non tesserati aggiunta di € 7,00 € 23,00 - fino al 31 agosto – per i non tesserati aggiunta di € 7,00 € 26,00 - fino al 11 settembre – per i non tesserati aggiunta di € 7,00 OTTOBRE 5 Ottobre 2014 VERONA MARATHON (42/30/10 km) www.veronamarathon.it € 35 fino a 500 iscritti

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501 a 1000 iscritti 1001 a 1500 iscritti 1501 a 2000 iscritti 2001 in poi iscritti

26 Ottobre 2014 VENICEMARATHON - Venezia (42km) www.venicemarathon.it € 52,00 - fino al 6 aprile 2014 € 57,00 - fino al 3 giugno 2014 € 62,00 - fino ad esaurimento NOVEMBRE 16 Novembre 2014 TURIN MARATHON - Torino (42km) www.turinmarathon.it (Alla data di stampa quote di iscrizione non ancora aggiornate sul sito ufficiale) 30 Novembre 2014 FIRENZE MARATHON - Firenze (42km) www.firenzemarathon.it € 40 - fino al 30 giugno 2014 € 50 - fino al 30 settembre 2014 € 60 - fino al 31 ottobre 2014 € 70 - dal 1 novembre al 15 novembre 2014

RUNNING EVOLUTION MAGAZINE Trimestrale sportivo a diffusione gratuita. Anno 3 numero 9 Registrazione n°1/2012 al Tribunale di Velletri Direttore Responsabile: Marco Caroni Proprietario ed Editore: Running Evolution a.s.d. Redazione: Via Piave, 1 - Frascati redazione@runningevolution.it Responsabile della Redazione: Antonella De Nardo Hanno collaborato: M. Regina Bortolato, M. Teresa Cannuccia, Andrea Cardinali, Francesco Cataldi, Valeria Colonna, Giuseppe Costantini, Andrea De Felici, Antonella De Nardo, Liliana Farronato, Ivana Oldani, Salvatore Paolini, Mr. Farronato. Non si riconoscono compensi o attestazioni per foto e articoli pubblicati anche se firmati. Progetto grafico: M.G.S. srl Via Piave, 1 00044 Frascati Stampa: Emmezeta srl Via San Sebastiano, 2 Rocca Priora Foto di copertina: Trofeo Uva Italia Mini Run Chiuso in redazione il 29/03/2014


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LINEA DI PARTENZA di Antonella De Nardo

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arissimi runners, è il terzo compleanno del RE Magazine, che si veste di nuovo, pur mantenendo le interviste e le rubriche di sempre. Questa volta troverete la rivista nel pacco gara della 5° edizione dei Granai Run, un appuntamento immancabile non solo per gli ‘habitué’ ma anche per i bambini dai 6 ai 14 anni: una vera festa dello sport. La redazione ha deciso di riorganizzarsi per assaporare quello spirito di condivisione ‘orange’ che ci contraddistingue nella corsa. ‘Corsa’ intesa non solo come uno spazio percorso con movimento veloce, ma anche come il perseguimento di un obiettivo a cui si cerca di giungere a ogni costo, superando i propri limiti. Del resto è quello che insegna da molti anni Mario Bonanno con il suo rito Maori, che ci ha resi famosi nell’immaginario collettivo, e cui va un pensiero affettuoso: lo aspettiamo presto nel nostro cerchio ‘magico’. Speriamo che chi scorrerà queste pagine possa percepire il profondo impegno di tutti noi della redazione e che, per una volta, quanto si vede con gli occhi corrisponda a quello che si sente nel cuore.

Gocce di diritto

Avv. Liliana Farronato

Nella seduta del 31 gennaio 2014 il Consiglio Federale FIDAL ha approvato il testo della nuova convenzione tra la Fidal e gli EPS-Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI che vorranno sottoscriverla e aderirvi. La Convenzione avrà la durata di due anni (dalla sottoscrizione) e si intenderà tacitamente rinnovata di anno in anno fino al completamento del quadriennio olimpico. Per quanto riguarda le nostre amate gare, la nuova convenzione contiene importanti novità che certamente contribuiranno a dissipare parecchi degli attuali contrasti creando un clima più favorevole allo sviluppo dell'atletica leggera. La nuova convenzione chiarisce che alla Fidal spetta l’organizzazione ed il controllo delle manifestazioni competitive-agonistiche di atletica leggera sul territorio italiano mentre gli EPS possono organizzare autonomamente solo manifestazioni di “promozione sportiva”, vale a dire manifestazioni “che prevedano una classifica e dei premi purché tali premi per gli atleti, compresi eventuali atleti tesserati Fidal, e le società partecipanti non contemplino nessuna forma di elargizione di denaro o generici buoni valore, bonus, ingaggi, rimborsi spese di qualsiasi genere ed a qualsiasi titolo”. La spiegazione di tale accordo è fornita direttamente dal testo della nuova convenzione laddove chiarisce che “La semplice competizione è uno strumento anche della promozione sportiva” mentre “L’elargizione di denaro o generici buoni valore, bonus, ingaggi, rimborsi spese di qualsiasi genere ed a qualsiasi titolo legati ad una prestazione sportiva o ad una classifica sono elementi che qualificano l’agonismo e non la promozione sportiva. Le gare organizzate autonomamente dagli EPS, dunque saranno competizioni non agonistiche con “riconoscimenti che possono consistere in premi in natura o trofei e medaglie di controvalore economico complessivo limitato”. La nuova convenzione riconosce anche agli EPS la facoltà di “organizzare manifestazioni competitivo-agonistiche esclusivamente cooperando con la Fidal (o con società affiliate) oppure, autonomamente, affiliandosi alla Fidal ed operando con l’ausilio della gestione tecnica della manifestazione da parte del Gruppo Giudici Gare, previo il rispetto dei regolamenti federali e l’assolvimento degli obblighi contributivi previsti (affiliazione della società, pagamento della tassa di approvazione gara, eventuale omologazione del percorso o altri servizi richiesti o concordati)”. Le diciture “Campionati Italiani” e “Campione Italiano” nonchè, con riferimento all’attività internazionale, “Squadra Italiana” o “Nazionale” (Atleti Azzurri)”, possono essere utilizzate esclusivamente dall Fidal mentre l’Eps può utilizzare diciture similari aggiungendo il proprio nome: ad esempio Campionati Nazionali UISP o “Rappresentativa Nazionale dell’ ACSI. Clausola importante questa: i tesserati Fidal possono partecipare alle manifestazioni di atletica leggera organizzate sotto l’egida dell’EPS in virtù del proprio tesseramento presso l’EPS, oppure tramite la propria Società Fidal, se affiliata all’EPS; analogamente “i tesserati per l’EPS potranno partecipare alle manifestazioni Fidal (ad eccezione dei campionati federali) ed essere inseriti in classifica, ma non potranno accedere ad eventuali montepremi che contemplino elargizione di denaro o generici buoni valore o rimborsi spese. Infine la Fidal, di concerto con gli Enti di Promozione Sportiva, ha istituito un “Gruppo di Monitoraggio Manifestazioni” costituito dal Presidente della Fidal o suo delegato;da un incaricato del Settore Tecnico Nazionale o dell’Area Organizzazione della Fidal; da un Giudice federale e dai rappresentanti designati dagli EPS. Il Gruppo, chiamato a vigilare sul rispetto delle normative sportive e della nuova convenzione, è la più concreta espressione dell’assunzione di reciproca responsabilità tra Fidal ed Enti.

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40A ROMA OSTIA 2 marzo 2014 di Antonella De Nardo Quest’anno ho deciso di non correre questa magnifica gara, ma di vivere questo evento da un’altra prospettiva. Quella del ristoro dell’11°chilometro. Alle 7.15 del mattino, 46 ‘orange’ si sono ritrovati all’incrocio tra la Cristoforo Colombo e via di Malafede, in attesa di un camion contenente tavoli, cartelli, sali minerali in polvere, bottiglie di acqua, bicchieri, nastro adesivo, striscioni da mettere a mo’ di tovaglia (“A regà, tovaglie nun ce ne stanno: stamo in crisi”). Dopo aver condiviso una brioche di ‘solidarietà’, l’orange di lungo corso Gabriele si è issato su un piedistallo di fortuna per darci le dritte del caso. Dalle sue parole ognuno di noi ha tratto le conclusioni della ‘missione impossibile’: poco tempo e poche persone per un’impresa del genere, cioè riempire 13 mila bicchieri. Il tutto condito da una temperatura non proprio ideale, raffiche di vento e qualche goccia di pioggia. La Colombo è stata chiusa 5 minuti prima della partenza e non alle 8.30 come previsto: inutili le rimostranze del nostro capitano, pardon presidente, con la polizia stradale. Il vigile strillava che aveva degli ordini da seguire, di conseguenza dal suo volto traspariva che dei corridori e del manipolo orange gliene importava meno di zero.

Non so per quale strano destino mi sono trovata al tavolo n. 7 (ultimo a destra dedicato ai sali) dove eravamo in cinque e un ragazzo della protezione civile ha deciso di unirsi a noi per aiutarci. Senza conoscerci bene (non tutti sapevamo il nome degli altri), siamo riusciti in uno dei fenomeni molto studiati dalla sociologia contemporanea (la ‘polarizzazione’ di Sorokin). Tutti con la medesima esigenza, un meccanismo che unisce tutti coloro che si sentono accomunati in una spirale di altruismo, che supera ogni barriera. Non saprei dire quanti bicchieri siano stati messi sul tavolo e riempiti o quanti litri di acqua con sali minerali siano stati preparati o quante volte abbiamo strillato ‘Sali!!!’. Il raggiungimento di un obiettivo con mezzi scarsi e tempo limitato è un esercizio che si fa solo nei corsi post laurea all’estero o nei periodi bellici. Se fosse una materia di insegnamento, o meglio ancora un esame da superare, forse non ci troveremmo in questo momento storico. Insomma con poco di tutto (tempo, bicchieri, braccia) siamo riusciti in un miracolo. Quel miracolo cui, in realtà, avremmo rinunciato volentieri per evitare la morte di un runner che aveva appena tagliato il traguardo. Doveva essere la Roma-Ostia dei record: infatti, oltre al primato dei partecipanti (13.500) si è stabilito il record della gara (i 21.097 km che collegano l'Eur al mare sono stati corsi in appena 59'25"). Noi, però, ce la ricorderemo per il cielo plumbeo e la tragedia: e voglio credere che la vita sia un sogno dal quale ci si sveglia morendo.


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di Salvatore Paolini

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un passaparola c h e ormai da q u a l ch e anno circola in internet, nei pre o post gara oppure, come è capitato a me, in pizzeria tra una chiacchiera a l’altra. Si tratta di Marathon Truppen, un gruppo podistico trasversale, senza colori sociali, senza una sua maglia, senza schede o moduli di iscrizione, solo voglia di correre, di divertirsi e di trasmettere le proprie esperienze. Insomma la vera essenza della corsa. Mauro Firmani, uno dei fondatori (oltre 100 maratone, ultramaratone, trail e infinite gare da 10 Km… tanto per dare il suo biglietto da visita) ci parla del gruppo, pardon della Truppen. Mauro, a chi è nata l’idea di creare un gruppo trasversale e perché ? L'idea è mia e di Gianluca. Da tempo costituivamo un gruppo di Pace Maker nelle varie maratone e ad un certo punto abbiamo deciso di darci un nome e così è nata la Marathon Truppen. Sturmtruppen, i famosi personaggi creati da Bonvi che imperversavano negli anni 70 e 80. Perché proprio loro ? Per una serie di coincidenze. Un nostro amico carissimo, Marco D'Innocenti (campione a squadre nella 100 Km amico-rivale di Giorgio Calcaterra), per scherzo lo chiamavamo Schiappetta. Poi un giorno, per caso, lo abbiamo chiamato Skiappetten. Quando poi dovevamo trovare un nome per questo gruppo:Skiappetten... Sturmtruppen... Marathon Truppen, il passo è stato breve e poi anche la mia compagna è tedesca e da qui la scelta del nome e del logo. Quali sono i requisiti per essere arruolati nella Marathon Truppen ? Ci sono anche i gradi? I requisiti sono ... assolutamente nessuno. Devi essere solo un runner con la voglia di mettersi in gioco, che capisca lo spirito di questo gruppo e la condivisione della passione che ci

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accomuna. Quando si entra a far parte della truppa, a prescindere dal livello di preparazione, si entra con il grado di "skiappetten" . Lo stesso Giorgio Calcaterra è stato arruolato con il grado di skiappetten. Per avanzare di grado valgono solo i Km percorsi nelle gare. Sito internet e gruppo su Facebook? Si. Abbiamo sia il sito internet sia il gruppo Facebook dove la truppen può condividere le gare fatte. I successi, i nuovi traguardi e il divertimento. Ma Marathon Truppen non è solo corsa. Ha una marcia in più. Parlaci della Maratona di Roma del 2012 e del 2013. Nella Maratona di Roma del 2012 ho festeggiato la mia centesima maratona. Il direttivo della Maratona di Roma, oltre ad assegnarmi il pettorale n. 100, mi ha chiesto di legare questo mio traguardo a un'iniziativa benefica. Grazie a Renato Biagiutti ci siamo messi in contatto con l'Associazione "La Casa di Andrea Tudisco" che si occupa di dare ospitalità a bambini affetti da gravi patologie, che vengono a Roma per le cure. Nel corso di questa iniziativa, la Truppen, che ha corso portando una carriola con 25 kg di caramelle e armata di trombe, palloncini e parrucche, ha raccolto oltre duemila Euro. Nel 2013 abbiamo replicato e superato il nostro precedente traguardo organizzando anche una piccola lotteria mettendo in palio magliette donate da grandi campioni come: Giorgio Calcaterra, Valentino Rossi, Mario Fattore, Marco D'Innocenti, Genny Di Napoli, Max Biagi, Baldini e altri, incassando, in totale oltre 3200 Euro. Oltre alla solidarietà è stata una giornata di festa. Siamo arrivati al traguardo entro il tempo limite (sei ore e mezza) consentendo anche ai meno esperti e allenati di diventare Maratoneti. Altre iniziative in ballo? La Truppen non sarà presente come gruppo alla Maratona di Roma 2014, lo saremo soltanto individualmente. Ci siamo presi un anno di riposo ma ci rifaremo sicuramente nel 2015.


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Abbiamo ricevuto molte richieste di solidarietà. Dicci qualcosa sui tuoi Kommilitonen. Gianluca, il co-fondatore, è un mio grandissimo amico, il mio compagno delle merende. Una persona fantastica. Per scherzo dico sempre che io sono l'unico ad avere per segretario un avvocato. Mi affianca e mi supera nelle idee. Sua è stata l'idea di correre la Maratona di Torino in 4h:09:43 (l'ora dello scoppio della bomba alla Maratona di Boston) e di ricordare Beppe Togni (761 maratone) alla Maratona di Terni 2014. E poi il resto della Truppen, iniziando da Ivan Trianella il designatore del logo, Ciro, Enrico, Luca, Raffaele, Roberto (in ordine alfabetico) che rappresentano la spina dorsale del gruppo, fino a Christine, EMCA, la nostra brava e bella fotografa che tanti ci invidiano che ha lanciato un nuovo modo di immortalare il maratoneta, passando però per gli oltre cento iscritti alla Truppen. Bravissimi ! Un saluto a tutti. Sei un trita chilometri, tra le tue ultime imprese la ultra maratona lungo il tracciato dell'ex Muro di Berlino (160 Km). Cosa diresti a chi muove i suoi primi passi nel mondo del podismo? Non bisogna pensare che le mie siano delle "imprese". Sono traguardi che ottengo con la forza della volontà. Una volon-

tà che è comune a tutte le persone. Basta solo cercarla in noi stessi e tirarla fuori mettendosi sempre degli obiettivi nuovi, del resto come dico sempre "Tutto è relativo" E a chi ha letto questa intervista e vuole arruolarsi nella Truppen? Benvenuto... Skiappetten !

Marathon truppen su Fb Marathontruppen.com http://www.assandreatudisco.org

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Quattro c Oggi c'è molto meno da conquistare, sembra che i sogni possano diventare in breve tempo realtà, si può comprare quasi tutto. Quali sono le caratteristiche fisiche e mentali per diventare un campione di atletica? Ci vuole talento, e questo te lo regalano mamma e papà, poi passione, costanza, un pò di forza di volontà e tanta fortuna. Nello sport la differenza la fanno le persone e le scelte.

L

a Maratona, il sogno più ambizioso di ogni runner. Stefano Baldini é andato oltre, vincendo quella olimpica sullo stesso percorso dove la maratona è nata, Atene. Per lui una storia semplice, familiare, ricca di quella serenità che solo la vita della provincia ti sa dare; con la presenza di dieci fratelli, Stefano vede nella corsa quello che prima é un gioco, che poi é diventato il suo futuro. Una carriera lineare la sua. Dapprima in maniera amatoriale e poi via via, con i risultati che crescevano, verso primati e record. Perché, nell’albo delle medaglie, per Stefano, oltre ripetere l’impresa che fu di Filippide c’è il primato italiano sulla distanza, ancora oggi ineguagliato. Quando è nato il tuo amore per l'atletica? E' nato presto, a 10 anni andavo al campo con i miei fratelli più grandi ad imparare l'atletica, le gare sono arrivate di conseguenza e mi sono piaciute da subito.

Ci sarà un "nuovo" Baldini? Ti rivedi in qualche giovane? A mio parere ci sono un paio di potenziali maratoneti di livello top, che si divertono a correre, ma sarà molto difficile perchè il mondo va veloce. Cosa si prova durante l'ultimo giro del Panathinaiko e soprattutto nel tagliare il traguardo Olimpico? Al momento non c'è ancora la consapevolezza, ma tanta emozione, orgoglio, soddisfazione. Sapevo che il giorno migliore dovesse ancora arrivare, è stato bello mettere nelle 2h più importanti tutto quello che avevo imparato in tanti anni di sport. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo nell'ottobre 2010, che cosa ti manca di più dello sport "attivo"? Corro ancora per star bene e divertirmi, ma la quotidianità e le tensioni agonistiche di un atleta di alto livello mi mancano tanto. Ad ogni ragazzo spiego di non perdere tempo, perchè il privilegio di fare sport ad un certo livello è una breve parentesi della propria vita.

I tuoi genitori ti hanno agevolato nel momento in cui il tuo talento si è manifestato? I miei sono stati sempre alla giusta distanza, si sono fidati degli educatori che mi hanno accompagnato nella crescita sportiva, un grandissimo vantaggio.

Cosa ha rappresentato per te la maratona? E' stato un modo per esprimere me stesso e imparare la connessione tra mente e corpo, a gestire con la testa i segnali che il fisico ti da.

Quanto è importante per un bambino praticare sport? Fondamentale, per sviluppare capacità motorie e imparare a vincere, perdere, a superare le difficoltà. Non c'è palestra di vita migliore.

Se non fossi stato un "runner" professionista, in quale altra specialità dello sport ti saresti cimentato o ti cimenteresti oggi? Mi piacciono i motori e le motociclette in particolare, quindi tutt'altra fatica.

Quali differenze noti tra la tua generazione e quelle dei ragazzi di oggi?

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La maratona di Roma é la prima in Italia, ma a livello di numeri, ancora lontana dalle più importanti


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o c h i a c c h i e r e c o n . . . STEFANO BALDINI di Andrea De Felici e Ivana Oldani maratone internazionali. Perché secondo te? Se ci confrontiamo col resto del mondo in Italia ci sono tante maratone e pochi maratoneti: normale che i numeri non siano gli stessi. In più organizzare in "centri storici" come quelli delle nostre città non è logisticamente facile. Ci sono tante motivazioni. Come scegliere la maratona giusta? In base alle proprie esigenze di data, di percorso, di preparazione, l'importante è essere pronti e non improvvisare. La maratona è comunque lunga 42 km e si fa dare del "lei". Il mondo dell'atletica amatoriale é in crescita; di contro l'atletica italiana é in crisi. Come mai? I numeri sono in crescita perchè correre va di moda, è pratico e da risultati apprezzabili dal punto di vista salutistico. Di contro fare atletica ad alto livello è invece molto più complicato. Tutto il mondo esprime atleti top, per questo alle Olimpiadi o ai Mondiali di atletica partecipano oltre 200 paesi, cosa impensabile per gli altri sport. Cosa ci puoi dire del tuo nuovo ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile della Fidal? Mi sto trovando bene, ho ereditato un settore giovanile che funziona e esprime tanti bei ragazzi. Il mio obiettivo è quello di accompagnarli nella crescita per essere pronti a far sport ad alto livello quando è il momento giusto, a 20 anni circa. Dopo l'addio al professionismo hai deciso di correre solo per fini benefici, donando i tuoi chilometri a coloro che ne hanno più bisogno. Così lo scorso novembre sei tornato a New York per vivere questa maratona con spirito e motivazioni diverse. Com'è andata la gara? Non avevo tanto allenamento perchè per motivi di lavoro non riesco a correre tutti i giorni, ma la gara è andata bene, ho corso ancora in 2h43' senza particolari problemi. Quali le sensazioni? Mi sono divertito tantissimo, soprattutto nella seconda parte, si è anche risvegliato un pò di agonismo che credevo sopito dopo che ho smesso di gareggiare.

Meglio correre da amatore o da top runner? Meglio da top runner, però stavolta sono riuscito a godermi percorso e pubblico, cosa che mentre corri per vincere non hai tempo di fare. A un campione di maratona chiediamo qualche consiglio su questa specialità: come prepararsi al meglio per affrontare una maratona? Come gestire la gara? Quali errori evitare? Queste risposte sarebbero troppo lunghe, ti consiglio di prendere spunto da "Maratona per tutti" che ho scritto per Mondadori. É vero che il tuo vecchio allenatore con un atto di generosità ti ha ceduto al professor Gigliotti rendendosi conto di non essere all'altezza? Il mio primo allenatore, Emilio Benati, era all'altezza (ha ancora oggi ragazzi nel giro della nazionale) ma ha un'azienda con 80 dipendenti, quindi gli mancava proprio il tempo


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materiale di seguirmi nel quotidiano. Lo ringrazio ancora oggi perchè la scelta è stata perfetta. É vero che il tuo reale obiettivo erano le olimpiadi di Sidney del 2000 ma poi per un infortunio non hai potuto realizzare il tuo sogno? Vero, ma nello sport c'è sempre una prossima volta, e io sono stato bravo a non mollare e a continuare a credere che il meglio dovesse ancora venire. Il momento più bello e quello più brutto della tua carriera. I Giochi olimpici sono per noi il top, quindi dico Atene e Sydney. Il doping negli ultimi anni ha toccato anche le Olimpiadi. Come vivi questo problema? Mica solo negli ultimi anni. C'è un problema culturale: dobbiamo scardinare il meccanismo che fa passare il messaggio per cui se non fai doping non puoi arrivare ad alto livello. Non è assolutamente vero. Lo sport è una delle poche cose che può salvare i nostri ragazzi dall'appiattimento verso il quale stiamo andando. Una medaglia olimpica é il massimo a cui si possa ambire. Ti è rimasto qualche sogno nel cassetto? Ce ne sono tanti per fortuna, per primo vedere crescere felici e sani i miei figli. Poi rivedere lo sport come base didattica già dalla scuola elementare. Quale canzone/brano useresti per la colonna sonora della tua carriera? Luciano Ligabue "Il meglio deve ancora venire".

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GARE – La “gara” podistica per antonomasia è la maratona ma ogni corsa è una gara fosse pure per non perdere l’autobus. La gara è, prima di tutto, con sé stessi; poi con(tro) gli altri. Ho sentito di qualcuno che partecipa alle gare per allenarsi. Ritengo questa affermazione totalmente errata: in gara si corre con l’impegno richiesto (teoricamente) per vincere. Che ci siano circa 500 persone più veloci di voi è solo una situazione contingente. La volta successiva l’obiettivo è fare di più e meglio. In gara non ci si “risparmia” anche per un obbligo morale assunto con il Gruppo che si aspetta la massima resa possibile di ognuno dei suoi atleti. Siamo, tutto sommato, il “capitale” del Gruppo e mi sembra del tutto naturale che si voglia fare ‘fruttare’ questo “gruzzolo”.

Il Gazebo viene allestito da un manipolo di atleti (detti “Gazebisti”) il cui incarico, prestigiosissimo, si tramanda di padre in figlio (o qualcosa del genere). In detto manufatto è collocata la postazione del Presidente e di quanti collaborano con Lui alle operazioni pre-gara, che sono: la consegna del pettorale, del chip, del pacco-gara e di quanto serve agli iscritti. Al suo interno viene allestito di solito uno spettacolo – molto gradito agli spettatori – consistente nella vestizione degli atleti che espongono le proprie grazie, secondo quanto donato da Madre natura. Nelle immediate vicinanze del Gazebo si svolgono le consuete gare di pettegolezzo e il chiacchiericcio diffuso che poi viene riportato – senza alcun rispetto della privacy – nel sito del Gruppo da parte di appositi scrivani.

GARMIN – Questa non è una pubblicità. Peraltro sarei fesso a farla gratis. Per “Garmin” s’intende – quale termine idiomatico – tutti gli strumenti, generalmente realizzati a foggia di orologio, in grado di fornire al podista alcune importanti informazioni. Questi strumenti, collegati ad un sistema satellitare geostazionario (lasciatemi assumere un tono: non ho la più pallida idea di cosa significhi la frase precedente ma sembra seria), sono in grado di “individuare” dove si trovi il corridore e, soprattutto, dove si trovi non appena comincia a correre. Dove si trovi alla fine della corsa è intuibile e non serve alcuno strumento: fa una doccia e beve come un cammello (o il contrario). Il sistema, calcolando costantemente la distanza percorsa, è in grado di indicare, per l’appunto, la distanza e la velocità con la quale si sono raggiunti dei ‘punti’ indicati come “termine” del giro (lap). Basta, insomma, stabilire quanto deve essere lungo un “giro” e il nostro strumento fa il resto. Per esempio, Giorgio Calcaterra – se glielo chiedete – vi dirà che fa più o meno una decina di giri; solo che i “suoi” giri sono di 10 km ciascuno. Esistono poi delle particolari ed utili funzioni accessorie, del tipo “Allenamento con il partner virtuale”, in cui state tutto il tempo a cercare di superare un omino che compare sullo schermo che, però, inevitabilmente, sta sempre avanti a voi. Questi, infatti, mica ha il fiatone! Durante le gare, tale supporto é in grado di consentirvi il mantenimento di una certa media (cosa difficile senza), ovvero di sapere quanta strada manca per il termine dell’agonia. Scoprirete che la lunghezza indicata dagli Organizzatori della competizione non coincide quasi mai con il vostro strumento.

GONFIABILE – Nelle gare solitamente viene eretto un arco composto da materiale plastico, con il quale (oltre al nome dello sponsor) diventa ben visibile l’arrivo. E’ detto gonfiabile perché viene gonfiato come uno strano aerostato. Nonostante abbia faticato molto, sono riuscito a far capire alla mia figliola che sul “gonfiabile” non si può giocare né scivolare.

GAZEBO – il Gazebo (familiarmente detto il “Gazzebbo” per segnalarne l’origine capitolina) è un manufatto composto da materiali plastici e metallici che serve quale “base” mobile per le attività del Gruppo. E’ associato – ma non sempre – al Furgone o Ducato.

(continua sui prossimi numeri)


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L’INTERVISTA ‘ORANGE’ Dr Paolo COLLETTI - Medico Chirurgo, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, dirigente Medico Ospedale San Carlo di Nancy, di Roma 2001-2012, libero professionista, staff medico Storm MMA. Sportivo amatoriale running, cross fit, arti marziali miste. Nella tua esperienza professionale, in quanti infortuni sportivi (e, specificatamente, dovuti al running) ti sei imbattuto? Avendo lavorato in pronto soccorso ho prestato assistenza a numerosi pazienti infortunatisi durante l’attività sportiva. Per iniziare con una battuta, direi che gli infortuni più frequenti sono dovuti agli incidenti in strada per i praticanti di attività sportive poco attenti ed imprudenti, per lo più sportivi non agonisti con lesioni muscolo-tendinee da “over use” come rotture tendinee sottocutanee di tendini degli arti inferiori: achilleo, quadricipitale; ma anche distacchi di tendini quale bicipite brachiale; fratture degli arti e della clavicola da caduta in strada. Le lesioni più frequenti che ho osservato per chi pratica la corsa riguardano inevitabilmente gli arti inferiori e sono appunto tendiniti della benedelletta ileo tibiale al ginocchio, la cosiddetta tendinite del marciatore, fasciti plantari, tendiniti achillee, rotulee, metatarsalgie fino a fratture da stress delle ossa del piede, patologie cartilaginee sia del ginocchio che della caviglia, nonché borsiti della regione trocanterica dell’anca, e pubalgie. Cosa si può fare per prevenire gli infortuni muscolari? Secondo la mia opinione, gli sportivi purtoppo si spingono sempre un po’ oltre la loro preparazione atletica. Sappiamo però che questo fa parte dello spirito agonistico. Il trofismo musclare protegge in un certo senso l’articolazione dal trauma: più è forte il muscolo più è stabile l’articolazione; i muscoli forti poco possono fare sul micro trauma ripetuto nel gesto sportivo. Ribadisco ancora una volta l’importanza della preparazione atletica, del riscaldamento ma soprattutto dello stretching poiché lo stress viene trasmesso sia ai muscoli che ai tendini, ed il recupero dopo il gesto atletico, inteso come quel tempo necessario all’attività metabolica muscolare di compiere il proprio lavoro di ripristino muscolare. Estendendo quindi il discorso a tutto l’apparato muscolo-tendineo, credo che uno dei temi chiave nel running sia rappresentato dallo studio della deambulazione e dell’appoggio plantare. Scegliere la calzatura più adatta è fondamentale, poiché la maggior parte delle lesioni incorrono in situazioni di mal appoggio plantare da calzatura non idonea con conseguente scarico articolare scorretto che innesca la tendinite.

Le best practices per affrontare una gara? Sicuramente l’alimentazione ed ancora l’importanza del recupero muscolare dopo l’allenamento pre gara. Lo stress è il peggiore nemico dell’atleta: sullo stress mentale poco si può fare se non cercare di riposare, mentre su quello fisico possiamo agire a 360 gradi. Cosa pensi dei runner (visto che lo sei anche tu)? Lo sport in generale libera endorfine, la nostra droga biologica, ma se devo rispondere in prima persona direi che la corsa rappresenta una sorta di psicoterapia gratuita. Correre mi permette di stare a contatto con l’ambiente esterno e liberarmi dallo stress della routine. Ovviamente come in tutti gli aspetti della nostra vita eccedere non porta a risultati sempre positivi, ed inoltre rischia di vanificare la psicoterapia che ho descritto. Ti iscriverai mai a qualche squadra di running? Mi piacerebbe sicuramente per migliorare le tecniche di allenamento. Credo che per correre non basta correre, ma è necessario prepararsi alla corsa e, soprattutto, per correre ci vuole metodo. Amo correre ma alcuni piccoli infortuni mi impediscono di farlo con maggiore frequenza. C’è qualcosa da migliorare nella cultura dello sport e, in particolare, per le giovani generazioni? Lo sport è benessere, il troppo sport è deleterio sia fisicamente che mentalmente. Il doping ne è l’esempio più eclatante. Abbiamo assistito, negli anni, a squalifiche di atleti pluridecorati che hanno motivato l’uso si sostanze dopanti per incrementare la prestazione oltre quel limite che il solo allenamento non era in grado di superare. Addirittura alcuni atleti sono morti. L’uso di steroidi anabolizzanti per aumentare la massa muscolare si rivela in tutti i casi distruttivo. L’agonismo e la competizione sono aspetti molto importanti per l’autostima e la determinazione nel gesto sportivo, ma dovrebbero restare confinati nel campo di gioco in senso lato. Lo sport nasce come “gioco” , da qui i giochi olimpici, il gioco del calcio ecc., non bisognerebbe dimenticarlo. Quello che rovina lo sport è il business di chi non lo pratica ma lo sfrutta.


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IN ITALIA IL 25% DEI BAMBINI NON FA SPORT NEL TEMPO LIBERO In Italia una fetta crescente di minori non fa sport con regolarità, non ha un’alimentazione completa e non gode dei positivi effetti fisici ed emotivi di corretti stili di vita. A documentarlo è la ricerca su “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos e presentata a Roma il 15 gennaio 2014, in occasione dei 3 anni di attività di “Pronti, partenza, via!”, progetto promosso da Save the Children nelle aree periferiche di 10 città italiane a favore della pratica motoria e dell’educazione alimentare dei bambini. L’intervento proseguirà per tutto il 2014 ed è realizzato in partnership con Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) e Centro Sportivo Italiano (CSI). I RISULTATI DELLA RICERCA Un quarto dei ragazzi italiani non fa attività motoria nel tempo libero. Tra le principali cause vi sono il disinteresse dei bambini (secondo il 35% di genitori intervistati), il costo eccessivo delle strutture (28%), gli orari incompatibili (13%). A conferma dell’impatto crescente delle difficoltà economiche sugli stili di vita delle famiglie parla anche il dato su cosa fanno i genitori nel tempo libero: fra le attività in ridimensionamento vi è infatti lo sport (a cui rinuncia il 44% dei genitori, +7% rispetto al 2012). Tra i ragazzi colpisce l’incremento di coloro che assegnano scarsa rilevanza all’attività fisica (39%, +7%). La crisi invece non ha scalfito l’utilizzo dell’automobile, anche per percorsi brevi come l’andare a scuola: il 40% dei minori si muove in auto, mentre solo il 24% a piedi e il 9% in bici. Gli adolescenti, più autonomi nello spostamento e non ancora “motorizzati”, impiegano i mezzi pubblici in misura superiore agli studenti più piccoli ma anche qui l’uso della bicicletta è limitato (12%). Permane l’abitudine a camminare poco (massimo mezz’ora per il 66% dei ragazzi, più di un’ora solo per il 4%). L’ascensore, infine, si conferma la scelta di 1/3 dei ragazzi.

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A incentivare alcune abitudini sedentarie dei ragazzi c’è poi la fruizione dei media: • il tempo trascorso davanti alla TV si conferma significativo: quasi la metà dei giovani telespettatori ne fa uso da 1 a 3 ore al giorno; • analogo discorso vale per i video-game: la metà dei ragazzi vi gioca da 1 a 3 ore; • Internet è legato all’età: lo utilizza il 100% degli over 14 (1/3 di essi vi passa anche più di 3 ore), contro l’80% degli 11-13 enni e il 60% degli under 10, che ne fanno un uso più morigerato (rispettivamente 1 ora e mezz’ora). L’obesità minorile è un problema ben noto alle famiglie, che in generale ritengono che più di 1/3 di bambini italiani sia in sovrappeso. Tuttavia, quando si tratta di valutare lo stato di salute del proprio figlio, solo il 10% dei genitori ammette un sovrappeso. Anche per quanto riguarda l’alimentazione sembrano consolidarsi delle tendenze poco sane, come non mangiare la frutta e verdura, saltare la colazione, concentrare i pasti piuttosto che fare i 5 consigliati al giorno, mangiare con la TV accesa.

IL PROGETTO In 3 anni sono stati 70 mila i bambini e gli adulti raggiunti, 10 le aree anche pubbliche riqualificate per attività motorie e ricreative, 1.400 i professionisti coinvolti (insegnanti, pediatri, nutrizionisti) e cruciale è stato il contributo dei due partner che sin dall’inizio hanno partecipato alla definizione del progetto e ne hanno curato l’implementazione: il CSI e la UISP. L’intervento è consistito nel recupero di spazi (campi da gioco, percorsi sportivi, aree verdi, campi polivalenti, piste ciclabili) per farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di esclusione sociale. Inoltre nelle scuole primarie sono state organizzate sessioni informative su alimentazione e stili di vita e sono stati aperti punti informativi dove le famiglie possono incontrare nutri-


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di Francesco Cataldi

zionisti e pediatri. Attraverso la somministrazione di questionari ai genitori e agli operatori, sono state valutate le ricadute delle varie iniziative ed è emerso, tra l’altro, come nei bambini coinvolti sia aumentata sia la propensione a fare movimento quotidianamente sia la consapevolezza delle scelte alimentari. Per approfondimenti: http://www.uisp.it/nazionale/files/principale/approfondimenti/analisi_completa.docx

COSA POSSIAMO FARE NOI PODISTI? Dobbiamo certamente riflettere sull’opportunità di educare le persone cui più teniamo (figli, nipoti, amici) ad amare l’attività all’aria aperta, a limitare lo sport passivo davanti alla TV, ad assaporare il sudore della corsa sotto la pioggia. Sarebbe bello, insomma, che sempre più ragazzi possano apprezzare il sottile piacere della fatica che si prova nel podismo, magia che molti scoprono solo dopo i 40 anni. Ma c’è qualcuno che qui a Roma questa consapevolezza la dimostra nei fatti. Fernando Zinni, presidente dell’ASD “Sport & Natura“, da 10 anni organizza sempre più numerose iniziative per l’avviamento dei ragazzi all’atletica leggera (in particolare per le scuole elementari della zona Tuscolana): corsi gratuiti di atletica con istruttori qualificati, manifestazioni podistiche tese a valorizzare l’area del parco degli acquedotti, iniziative per la promozione delle tradizioni gastronomiche regionali. Fernando, in poche parole, è un atleta (ha conclu-

so la Roma Ostia del 2003 in 1h 10m) e tecnico istruttore che la sua passione per la corsa cerca di trasmetterla a tutti. L’ASD Sport & Natura (www.asdsportenatura.it) organizza altresì - in collaborazione con la Direzione del Centro Commerciale I Granai e la ASD Roma Road Runners Club - la AMAZING THAILAND I GRANAI RUN, classica gara podistica competitiva di 10 km della primavera romana ormai giunta alla 4^ edizione. La manifestazione, prevede in contemporanea lo svolgimento della LA SAETTA DE I GRANAI, gara di velocità di 100 e 200 metri riservate a ragazzi delle scuole primarie e secondarie.


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I FOTOGRAFI - L'OCCHIO CHE IMMOR TALA L'EVENTO di Ivana Oldani Sono una presenza discreta che ci accompagna in ogni gara. Centinaia di fotografie ogni volta. Sono l’occhio che immortala l’evento e lo tramanda a chi c’era e a chi non c’era. Cercano di fissare nella macchina il gesto atletico, la fatica, le emozioni e lo sguardo dell’atleta. Lo fanno per passione, la stessa per cui ogni domenica mattina ci svegliamo all’alba per gareggiare. Ve li vogliamo far conoscere meglio. Oana Constantin, nata in Romania, dopo gli studi decide di trasferirsi a Roma dove vive ormai da 10 anni. Appena arrivata si innamora della citta, del mare e di tutte le cose belle che la circondano. Per gioco, 5-6 anni fa, inizia ad avvicinarsi alla fotografia e nel tentativo di fermare il tempo, di poter riportare momenti ed emozioni dal passato al presente, il gioco diventa una passione. Inizia a dedicarsi sempre di piu’ alla fotografia e a febbraio 2012, a cura di Marco Appugliese, inaugura la mostra fotografica “Amici per sempre” negli spazi romani della UET(Scuola Universitaria Europea per il Turismo). Nel frattempo la passione per la fotografia e il caso la portano ad assistere in prima linea, con la macchinetta in mano, allo spettacolo della Maratona di Roma. E questo momento segna l’inizio di una bellissima avventura, del conoscere il mondo delle gare podistiche, l’entusiasmo e la carica che ti danno coloro che vivono la passione della corsa. All’inizio collabora per un anno e mezzo con la rivista on-line Running Passion, e nel frattempo conosce Roberto Dalmazi, uno dei professionisti della ROMACORRE che condivide la stessa passione. Con molto entusiasmo accoglie la sua proposta di far pare della loro “squadra” e in questa maniera, a partire da dicembre del 2013, nasce una nuova collaborazione. Torniamo un po indietro nel tempo, ovvero 67 anni fa, esattamente il 2 marzo.. nasce Gianni Marchese. Vive la sua infanzia nella città di Carbonia, provincia di Cagliari, all’età di 7 anni si trasferisce a Roma. Appassionato di tutto ciò che rappresenta l’arte, specialmente per la fotografia, comincia a fare tesoro di ciò. Finchè un giorno, il suo amico Salvatore Merico, Direttore della Running San Basilio gli propone di fare degli scatti per loro. L'emozione era tanta e da quel momento Gianni non ha più abbandonato quel ruolo. Nel 2012 l'incontro del destino, con il fotografo Roberto Dalmazi, conosciuti nella gara podistica “Corri per le Cerase”. Cominciano un percorso insieme che dura già da due anni, partecipando come fotografi ufficiali a moltissime di queste gare. La passione, l’amore, la devozione e la costanza accresce le sue conoscenze, ed entra a far parte della famiglia di ROMACORRE, grazie all'incontro con il Direttore del portale web Caterina Fusco. Da qui un nuovo percorso e nuovi scatti stanno per avverarsi. Roberto Dalmazi nasce 57 anni fa a Ronciglione (vt) e fin da ragazzo, coltiva la passione per la fotografia, studiando tutte le tecniche. Il tempo libero lo passa con la sua fotocamera, riprendendo tutto cio’ che il suo occhio cattura. Si avvicina al mondo della fotografia sportiva attraverso gli scatti di auto e moto che ama seguire a Vallelunga. Nel 2010 dopo essere stato 6 anni sulle strade di tutta Italia come runner, costretto da un infortunio, inizia a fare foto alle gare. Nello stesso periodo nasce un sito dedicato al podismo, ROMACORRE. Un giorno decide di presentarsi a Caterina Fusco, amministratrore del sito, chiedendole se fosse interessata ad una collaborazione temporanea finché non si fosse ripreso dall'infortunio. Roberto non riprese più a correre, la passione per la foto vinse,e da 4 anni con la sua fotocamera ci racconta emozioni, fatiche e gioie del podismo.

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ESPLORARE CORRENDO Ho sentito che qualcuno non ama correre per l’eccessiva percezione della propria pesantezza: “Quando corro mi sento un sacco di patate che rimbalza!” “La mia schiena non sopporta la corsa!” et similia. A parte problemi fisici accertati, c’è una certa probabilità che tutti, al primo passo di corsa, si siano resi drammaticamente conto degli effetti della gravità sul nostro desiderio di leggiadria. Non lasciarsi scoraggiare, però, dalle prime sensazioni, può portare a miglioramenti certi. Non è necessariamente la velocità che conta ma una certa facilità di corsa, una migliore efficienza biomeccanica, che permette di “mettere chilometri nelle gambe” ed acquistare una piacevole scioltezza. Arrivare a questo livello permette di godere appieno, a mio avviso, del piacere di correre. L’orologio è solo un riferimento e a volte neanche è in modalità cronometro, lo scopo dell’uscita non è migliorare la performance, con tutto il contorno di fatica e tensione ma, semplicemente, correre, in scioltezza, lasciando andare le gambe al ritmo preferito, senza forzare. Chi arriva a questo livello può permettersi una simpatica attività: esplorare attraverso la corsa. Ricordo come chiarissimo esempio di questo tipo di “esplorazione”, un giorno di vacanza all’estero, nel quale avevamo programmato di passare la notte in un paese lacustre. Attirati dal simpatico centro storico e da una sagra occasionale, non

di Valeria Colonna

ci siamo allontanati troppo dall’albergo ma del lago che doveva esserci, nessuna traccia. La mattina dopo studio bene la cartina, prendo l’orologio per non far aspettare troppo i miei compagni di viaggio, indosso completino e scarpette e vado di corsa alla ricerca del lago. Ebbene si trovava a circa 4 km dal nostro albergo. Con una quindicina di chilometri di corsa sono arrivata, tornata e mi sono vista un po’ di lungo lago. Io, gli altri dormivano. Volete provare poi, l’emozione di correre all’alba d’estate, lungo una pista di sci di fondo nel parco di Yellowstone? Per la prima volta in vita mia non dovevo temere uomini malintenzionati ma… orsi! Oppure allenarsi a Chicago lungo il lago Michigan, insieme a tanti, tantissimi altri. Svariati isolati più indietro ci sono persone che non hanno energie da perdere nella corsa ma lungo il lago, i borghesi capitalisti si allenano per una delle maratone più suggestive del mondo e tutti i loro simili possono aggregarsi. C’è però anche un’altra modalità di “esplorazione”, quella del viaggiare per partecipare ad eventi podistici sparsi per l’Italia o il mondo. In questi casi si partecipa dell’eccitazione collettiva per l’evento. Per un giorno si diventa protagonisti e tutta una città o un territorio ruota intorno a te. Tutta energia positiva che si incamera. Unico sforzo, arrivare allenati, in modo che la sgambata sia un lieto ed esaltante momento, senza incidenti e fatiche eccessive. Se si riesce a rimanere lucidi, poi, ci sono pur sempre nuovi luoghi da ammirare, opere umane e naturali che si ammirano correndo. L’agonismo è senza dubbio uno dei sapori forti dello sport ma non l’unico. Se si ha la curiosità di vedere cose nuove, farlo “di corsa” è solo un modo per unire due piaceri.

L’Angolo di Paolini Un record difficile da battere. Fauja Singh, indiano ma inglese di adozione, classe 1911, dopo un’infanzia difficile e due tristi eventi (la morte di un figlio e della moglie) nel 1992 decide di riavvicinarsi al suo primo amore: la corsa. Da allora raccoglie un successo dopo l’altro. La sua prima maratona è a Londra, nel 2000 cui seguiranno Toronto e New York, per un totale di 8 maratone, 3 mezza maratone e tante altre da 10 Km e poi ancora: tedoforo alle Olimpiadi di Londra del 2012, auguri personali della Regina Elisabetta in occasione dei suoi 100 anni nonché primatista del mondo over 90 di maratona (5:40 alla Toronto Waterfront, nel 2003). Nel 2013 ha dato il suo addio definitivo alle maratone ma non alla corsa... over 90, Km 42,195 in 5 h e 40’!


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DA SAN GIMIGNANO A SIENA : UN VIAGGIO TRA LE BELLEZZE a Terre di Siena Ultramarathon per essere una prima edizione ,si è rivelata agli occhi di chi l'ha corsa e quindi vissuta, una gara importante a livello muscolare, il percorso è costituito da continui saliscendi, principalmente di asfalto, interrotto da brevi tratti di sterrato corribile, con partenza dalla Torri di San Gimignano , e che percorrendo e ammirando la campagna senese,ci porta a Piazza del campo a Siena dopo ben 50,200 km. Duranti i primi km, si corre costeggiando vigneti ed uliveti,mentre corriamo sembra che le Torri di San Gimignano ci “guardino” le spalle ,ed il loro “sguardo” ci accompagna finché la visuale lo permette. Corriamo su una la strada bianca e il sole ci scalda, finchè non arriviamo alla porta di Colle Val D'elsa con il suo affascinante centro storico per poi percorrere parte della Via Frangigena che ci porterà all' interno del Castello di Monteriggione, attraversando questo piccolo borgo che sembra una cartolina, i km percorsi sembrano nulla in confronto alla visione dello spettacolo che i miei occhi, così come quelli dei molti runners hanno visto, e che sicuramente difficilmente dimenticheremo. Ma le più belle emozioni le ho provate quando si è entrato in bosco e qui le mie gambe sono senza controllo, mi diverto a saltare da una parte all' altra , il fango è poco, peccato, se fosse stato di più mi sarei divertita come non mai, ma vabbè , non si può avere tutto dalla vita. Mancano solo pochi km,da lontano si vede la figura elegante di Siena , ed anche questa gara verrà archiviata.

L

Coriandolo di Maria Regina Bortolato Il carnevale è passato da un pò. Uno dei simboli principali di allegria sono i coriandoli. Il nome oltre che alla festa ci riporta ad una spezia, poco conosciuta in Italia fino ad oggi, ma sempre più utilizzata e ricercata grazie al sempre maggiore interesse per la cucina internazionale, e soprattutto asiatica. L’origine del nome “coriandolo” per i pezzettini di carta tanto conosciuti risale già, a prima del 1557 a Venezia . I confetti erano chiamati anche coriandoli perché si utilizzavano semi di tale spezia al posto delle mandorle . Successivamente, i piccoli dolci furono sostituiti da piccoli pezzetti di carta o di gesso ma il nome è rimasto. Il coriandolo è una pianta aromatica che pur crescendo nel Mediterraneo ha un largo uso nella cucina indiana ed è uno tra gli ingredienti con il quale si realizza il curry. Del coriandolo vengono utilizzati sia le foglie che i semi, con la sola differenza che, mentre le foglie possono venire impiegate sia fresche che essiccate, i semi vanno esclusivamente sfruttati quando sono maturi. i semi contribuiscono al sapore delle ricette nei quali vengono impiegati sia interi che macinati in polvere, le foglie fresche invece accompagnano insalate, risotti o semplicemente arricchiscono il sapore di una fetta di pane.

di Maria Teresa Cannuccia

Quindi continuo a correre lasciandomi trascinare da quello che intorno mi circonda, e arrivo alla fortificazione che mi apre la porta e mi autorizza a calpestare il suolo di Siena , gli ultimi passi si corrono dentro Siena, attraversando giardini per poi arrivare all'imponente Battistero, una meraviglia per gli occhi e per il cuore. Finalmente è finita , Piazza del Campo sancisce la fine della gara e l'inizio delle più belle emozioni, la fatica si trasforma in rilassamento, gioia, orgoglio, tiro un sospiro e mi faccio i complimenti per aver scelto questo gara, ma sopratutto per lo spettacolo con cui la città e i sui abitanti ci ha regalato ed offerto senza chiedere nulla in cambio.

Il coriandolo svolge anche importanti funzioni terapeutiche: la sua azione principale si esplica a livello dello stomaco e dell'intestino. Stimola la digestione e l'appetito, calma i disturbi addominali, favorisce l'espulsione dei gas intestinali. L'infuso è molto gradevole. I semi, vengono impiegati anche nella preparazione di liquori e servono per aromatizzare il ragù, i bolliti, le selvaggine, gli arrosti, le carni marinate i sottaceti. Inoltre grazie al coriandolo si possono assaporare anche i manicaretti a base di aglio senza problemi, infatti masticando qualche seme di coriandolo l’alito di aglio magicamente sparirà. Nemmeno i dolci possono fare a meno del coriandolo, dal momento che viene utilizzato per profumare biscotti, torte e pasticcini, oltre ai confetti ed al "pan pepato". In aromaterapia l'olio essenziale di coriandolo si presta per bagni e pediluvi. Il primo incontro con il coriandolo io l’ho avuto molti anni fa, ero ospite a Londra presso una famiglia di Sri Lanka. Gli ospiti mangiavano come aperitivo coriandolo in foglie e peperoncino in semi, la cosa più stupefacente è che non bevevano nemmeno l’ acqua, mentre a me la gola bruciava. Il “profumo” era forte e penetrante al punto da impregnare i vestiti e la pelle; anche quando sono tornata, per molto tempo avevo l’impressione di sentire nei vestiti questo forte odore L’ho rincontrato due anni fa, la prima volta che ho seminato piante officinali. Conoscevo i semi, li avevo utilizzate per arrosti e marinature. Ma il profumo delle foglie me l’ero dimenticato, è

veramente molto intenso e penetrante e non tutti lo amano. L’anno scorso avevo provato a seminarlo in semenzaio, ed è stato un fallimento, invece con la semina diretta in campo è stata un’altra cosa. Quando portavo le persone a visitare la mia produzione cercavo di far sentire per ultimo l’odore del coriandolo altrimenti avrebbe coperto tutti gli altri. Anche quest’anno lo seminerò, se vorrete incontrarlo o rincontrarlo vi aspetto. POLLO AROMATICO CON CORIANDOLO, ZENZERO E CITRONELLA 250 g di petti di pollo tagliati a striscioline spesse, 1 spicchio d’aglio, un pezzetto da circa 3-4 cm di zenzero fresco, un mazzetto di foglie di coriandolo fresco, 1 stecca di citronella, 3 cucchiai d’olio, un cucchiaio di succo di limone, un cucchiaino di miele, sale. Tagliare longitudinalmente la stecca di citronella, estrarre la parte centrale morbida e tritarla Pulire lo zenzero e sbucciare lo spicchio d'aglio. Dare una frullata grossolana ad olio, succo di limone, coriandolo, zenzero, aglio, citronella più un pizzico di sale. Massaggiare con questo pesto la carne di pollo, coprire con pellicola trasparente e mettere in frigorifero a marinare per una mezz'ora. Cuocere il pollo aromatizzato in padella, a cottura ultimata aggiungere un cucchiaino di miele e far glassare e rosolare per un altro minuto. Servirlo ben caldo


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Running... und drang

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lcuni mi hanno chiesto il perché del nome di questa rubrica: lo ‘Sturm und d r u n g ’ (Tempesta e assalto) è un movimento letterario che parla di un’integrale rivalutazione dell’irrazionale nella vita e nell’arte, in opposizione all’intellettualismo illuministico. Lo sguardo di cui sono oggetto - quando mi sfugge di dire di aver corso 8 o 10 chilometri - mi ha – appunto- ricordato gli studi liceali.

Aprile 2014

di Antonella De Nardo

Nello scorrere degli impegni della settimana, tra lo stress lavorativo e del guidatore, andare a correre è come una piccola oasi nel deserto della quotidianità per il fisico, ma soprattutto per la mente. Sono convinta che - per fare una gara - non serve allenare solo il fisico, ma anche la testa. La gestione dei pensieri durante la fatica fa la differenza tra una prestazione positiva ed una negativa. Se in gara ad un certo punto si inizia a pensare: ‘Non mollare, non mollare!’ ci sono buone probabilità che, ad un certo punto, le forze vengano meno e si rallenta inesorabilmente. Se invece si pensa ‘ Devo riprendere quello con la maglia azzurra, devo mantenere il suo ritmo’ è facile che la velocità aumenti e addirittura si riesca a superare il rivale con la maglia azzurra. Del resto, ‘la magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa’ (Goethe).


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Fo r h a n s t e am

s p o r t d’e l i t e , o r g a n i z z a z i o n e d i e v e n t i e s p o r t am a t o r i a l e p e r u n a s o c i e tà c h e c re s c e d i a n n o i n a n n o

di Giuseppe Costantini

ltre dodici anni di esperienza nell’organizzazione di eventi. Più di cento gare organizzate in tre differenti discipline. Quattrocento tesserati tra triathlon, ciclismo e podismo. Con questi numeri il Forhans Team è oggi una delle realtà più importanti del panorama nazionale. “la società ha avuto una crescita costante negli anni – racconta il Presidente del Forhans Team Gianluca Calfapietra – anche e soprattutto grazie al contributo di aziende che, più che sponsor, sono dei veri e propri partner. Probabilmente abbiamo capito prima di altri che le aziende vanno coinvolte nei progetti e nelle iniziative. Siamo così riusciti a portare avanti un pool di aziende che da anni ci sostiene e ci aiuta a migliorare costantemente”. Di corsa .. dal lago di Vico a Rieti Nato come società di triathlon, il Forhans Team, organizzerà anche quest’anno due gare dedicate ai podisti: la mezza maratona del Lago di Vico e la mezza maratona di Rieti. “si tratta in entrambi i casi di gare che abbiamo ereditato e fortemente rilanciato –continua Calfapietra – la mezza di Vico, in programma il 26 ottobre, giungerà quest’anno alla sua settima edizione. E’ divenuta una classica del calendario del centro Italia, tanto che puntiamo a superare i 1500 iscritti. La 21 km di Rieti, invece, si disputerà il 25 aprile”. Lo scenario del Lago di vico e del Parco Naturale, il clima ancora mite che questa zona sa offrire ad ottobre, l’organizzazione curata in ogni minimo particolare, rendono l’appuntamento di fine ottobre adatto non solo agli specialisti, ma a tutti coloro che vogliono passare una giornata facendo sport in compagnia. La mezza di Rieti ha un percorso meno duro, più veloce, adatto a testare il proprio stato di forma in un periodo importante come il mese di aprile. Non solo podismo

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Ma il forhans Team non è solo podismo. Da Marzo ad ottobre, infatti dà vita alla Forhans Cup, circuito di gare di duathlon e triathlon che coinvolge ogni anno alcune migliaia di atleti, provenienti da diverse regioni d’Italia. “anche quest’anno partiremo con il duathlon di Formello, in programma ad aprile – prosegue Calfapietra – e chiuderemo il circuito dedicato alle multi-discipline con il triathlon sprint di Santa Marinella, previsto per ottobre. Abbiamo confermato le tappe di Cerveteri, Trevignano, Vico, Lago del Salto; si aggiungeranno invece le novità 2014, rappresentate dal triathlon del Marine Village (sul litorale romano) e, probabilmente, Anguillara. Inoltre, il 29 giugno, organizzeremo la Granfondo Cammino di Francesco; un appuntamento dedicato ai ciclisti, inserito nel neo - nato circuito “Sulle strade dei Sabini”. Sport e promozione del Territorio Il Forhans Team ha oltre ai 400 atleti tesserati che ogni domenica portano in giro per l’Italia i colori della squadra, ha anche una formazione di atleti Elite, impegnati nelle più importanti gare nazionali ed internazionali di triathlon e duathlon. Nel 2014 il Team Elite punterà al massimo risultato soprattutto nelle gare su distanza half ironman e nelle competizioni di duathlon. “Lo spirito del Forhans Team è guidato da una doppia anima –conclude Calfapietra – la voglia di competere ai massimi livelli e di organizzare competizioni importanti, infatti si concilia con il desiderio di promuovere il territorio e l’attività sportiva per tutti. Per il futuro, poi, abbiamo un piccolo – grande sogno: stiamo già lavorando infatti all’ipotesi di una mezza maratona in notturna a Roma; correre all’imbrunire sui ponti della città Eterna sarebbe incredibile!”

runningevolution.it


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Running Evolution Magazine 09  

Running Evolution Magazine, il magazine sulla corsa della Running Evolution. - Marathon Truppen - Stefano Baldini - Intervista Tripla

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