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messaggio.

perché non anche i suoi precetti?

La struttura del termine divinazione, nella lingua semitica, è identica a quella di serpente, poiché diviene «nekhash».

Se l’uomo non viola una regola, come può egli comprendere il perché essa possa cagionargli male?

In un altro testo della Bibbia compare una situazione simile.

E soprattutto, perché all’uomo deve esser precluso qualcosa?

Nel Libro di Giona il protagonista principale, lo stesso Giona, trasgredisce le regole dell’Onnipotente e si ritrova in mare aperto, in piena tempesta, su di un’imbarcazione che rischia il naufragio. L’aver eluso gli ordini del Signore ha generato avversione tra lui e i marinai, ed essi pretenderanno di sapere: «Perché hai fatto questo?» (Gn 1,10).

Ogni qual volta facciamo qualcosa che in teoria non dovevamo fare, veniamo poi interrogati con questa frase: «Perché hai fatto questo?»

Giona spiegherà in seguito le sue motivazioni, ma ciò che più conta è che anche in questo caso vi sia un elemento «bacchettone» che tenta in tutti i modi d’insinuare la colpa nel protagonista della vicenda. I marinai, viene descritto, fecero cadere la colpa su Giona; lo stesso farà Yhwh con la coppia primordiale. Nella Genesi è dio a fare le veci di vigilante delle regole, in Giona è la società stessa rappresentata dai marinai. Nel mio libro Giona affermo che la nostra società continua a essere determinata da leggi obsolete, che i grandi del passato hanno sempre cercato di scardinare. Gesù affermava a chi gli rimproverava di fare miracoli il Sabato, giorno di riposo, Shabbah, contravvenendo alle mosaiche norme dettate dal Signore, che esiste un’unica legge istituita dal Padre, che segue linee consone alla natura dell’uomo, e non il contrario. Einstein, molti anni dopo, sosteneva: «Risulta più facile spezzare un atomo che un preconcetto». Gli stereotipi e i pregiudizi si basano su norme che l’uomo non deve violare, regole che non vengono alterate con il tempo, ma stranamente il tempo altera l’uomo. Allora perché continuare a rispettarle? Se l’uomo cambia, e tutto intorno a lui muta,

Voi rispondete: «Perché necessitavo di comprendere!» Non si può comprendere una cosa se non la si vive!

La cultura filosofica indù legata all’«advaita vendanta», la sapienza del non duale, afferma che il male non è separato dal bene, e viceversa, un connubio perfetto che, separato, diviene deleterio per coloro che vogliono apprendere la verità. Eva necessita d’apprendere, e l’unico modo per farlo è quello di vivere le esperienze in prima persona. Il morso del frutto proibito equivale all’esperienza che lo spirito fa nella materia, per cui contravvenire alle regole corrisponde a conoscere ciò che ci circonda, ma soprattutto sé stessi. Affermando ciò, consiglio a tutti d’ascoltare il proprio serpente, così rischierete di venire a conoscenza di qualcosa…

Questa è una regola che possiede fondamenta e radici nel tempo. In Oriente, la cultura buddista e la filosofia legata all’induismo impregnano le loro radici di questo principio. L’evoluzione passa attraverso la conoscenza dell’errore, dello sbaglio. Apprendere cos’è giusto non avviene soltanto attraverso le ragionevoli intuizioni, ma mediante gli errori che mi hanno condotto fino ad esse. L’Iliade e l’Odissea, il vate cantore Omero le descrive come una sequela d’errori, eppure esse vengono considerati dei testi infallibili per comprendere sé stessi, lo sapevano bene Porfirio ed Eraclito. Pensate ai Promessi Sposi: l’opera è una serie infinita di malintesi, ma il Manzoni ben sapeva ciò, perché unicamente dall’errore si può giungere alla verità! La nuda verità ci giunge tramite l’apprendimento del bene e del male, attraverso la loro comprensione. Essi, notati, vengono prodotti dalla stesso albero, tuttavia li consideriamo separati, come la mela dalla pera. Soltanto assaporandone i frutti possiamo apprendere che le due essenze sono in realtà una cosa soltanto. Gustandoli!

Giona viene vomitato dalla balena miniatura tedesca del medioevo

Biografia : Paolo Rinaldini Scrittore, giornalista freelance, Esegeta, esperto in Filosofia e Teosofia, studioso di Simboli e Archetipi, Ricercatore, Alchimista, Esoterista, Operatore Tuinà, Radioestesista. Tiene seminari e corsi, nonché sedute individuali. Scrive per differenti mensili e riviste, con cui collabora e tiene conferenze. Il suo sito web è www.paolorinaldini. com. Delle sue pubblicazioni ricordiamo:

Michelangelo ( 1475 - 1564 ) Il Peccato Originale 41

RunaBianca aprile 2012

Giona, come una colomba nella pancia di una balena - Anima Edizioni, 2011

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RUNA BIANCA n°9 - Aprile 2012  

RunaBianca rivista di libera consultazione su : Archeologia, Scienza, Benessere, Medicina, Filosofia e Misteri

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