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BUDDHA e SVASTICA

SVASTICA ETRUSCA

FIBULA ROMANA II sec. DC

se finalizzate al bene altrui, schema su cui si fonda l’accostamento della figura di Gesù al simbolo del Pellicano, come specificamente vedremo nella trattazione del simbolismo alchemico e rosacrociano. Per proseguire nell’esposizione delle manifestazioni del simbolo collegate alle religioni occorrerà segnalare che anche il simbolo di Odino, nella mitologia norrena, era una croce in un cerchio, croce runica, e che la svastika, ma sarebbe più corretto scrivere al maschile, lo svastika, prima di divenire tragicamente simbolo del nazismo, era la nordica rappresentazione del moto rotatorio che regola tutte le cose. La croce runica (da runa, nome delle lettere dell’alfabeto arcaico delle popolazioni germaniche) sovrappone due simboli, una croce a 4 bracci uguali ed un cerchio. La croce uncinata o svastika, invece, unisce quattro croci gammate riportando i quattro assi della croce ad un simbolo circolare (vedi immagine 128), con orientamento verso sinistra (la forma antica) o verso destra (la svastica moderna). La prima, diffusa tra le popolazioni indoeuropee in India e in Persia (culto del dio Mitra) e utilizzata anche in Giappone già in epoche antiche, rappresentava il moto apparente del sole da oriente a occidente (da de-

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RunaBianca aprile 2012

stra a sinistra, guardando verso Nord), a conferma della natura di culto solare della religione mitraica. La seconda, definita un antico simbolo ariano (anche se tale definizione è controversa) venne utilizzata da movimenti politici tedeschi antisemiti sin dal 1910, divenendo poi il simbolo principale e caratterizzante del III Reich. Ma prima di tale utilizzazione, che rese il simbolo definitivamente inviso ai contemporanei, la svastika venne adottata addirittura da un imperatore romano… Infatti l’imperatore Aureliano (che governò su Roma dal 270 al 275 d.C.) fu il primo ad utilizzare in occidente il simbolo medesimo. All’epoca di tale imperatore infatti era pressante la necessità di preservare l’unità dell’impero dopo la crisi del III secolo, conseguente alle guerre e alle invasioni barbariche. L’impero era minacciato anche dalle nuove religione misteriche e di orientamento monoteista, come il culto del dio Mitra e lo stesso cristianesimo, che rendevano infatti impossibile la tolleranza multireligiosa con la quale i romani avevano concepito il loro Pantheon, sempre aperto all’ospitalità degli dei delle popolazioni assoggettate. Aureliano decise di recepire, anche al fine di sottolineare la figura divina e quindi unificante dell’imperatore, il culto del dio Mitra, già popolare tra i soldati e molto seguito tra il popolo, nel quale la svastica, simbolo so-

lare per eccellenza, rappresentava proprio la divinità. Per tale scelta Aureliano, che voleva così affermare di essere il rappresentante di Mitra in terra, finì per indossare vesti ornate da svastiche orientate a sinistra. I simboli complessi come la croce runica furono successivamente, e precisamente dopo l’affermazione del cristianesimo come religione di stato, adottati anche da sette eretiche di origine orientale, legate alla credenza della circolarità della vita come eterno ritorno (sette dei monotoni o anulari). A tale riguardo occorre precisare che la credenza dell’eterno ritorno (cioè la necessità di attraversare più cicli di vite), o della reincarnazione, è tipica delle religioni buddiste e tibetane. Tale significato di circolarità del tempo e della vita configura un’autentica eresia tanto per la religione cristiana che, in generale, per le religioni monoteiste (islamica ed ebrea), che vedono la vita terrena come passaggio senza ritorno (se non nella catarsi del Giudizio universale, alla fine dei tempi). In effetti, le eresie incentratesi sui simboli della croce runica e della svastica hanno probabilmente innestato nella tradizione cristiana credenze preesistenti di origine pagana, orientali e nordiche, legate ad un più intenso rapporto di compenetrazione dell’uomo con la natura. Concludendo, per schematizzare il segno, almeno per come si è manifestato in ambito religioso, la croce può essere commissa o greca, cioè a Τ (lettera

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RUNA BIANCA n°9 - Aprile 2012  

RunaBianca rivista di libera consultazione su : Archeologia, Scienza, Benessere, Medicina, Filosofia e Misteri

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