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fu ricavato il legno della Croce nacque da uno dei tre semi (cedro, cipresso e pino) posti nella bocca di Adamo alla sua morte. Secondo un’altra versione del mito, nella bocca di Adamo alla sua morte fu posto un ramoscello dell’Albero della Vita donato al figlio Set dall’Arcangelo Michele, che poi crebbe dando vita ad un nuovo albero. L’interpretazione del simbolo cristiano della Croce più eloquente è quella contenuta nella Imitazione di Cristo, testo di Tommaso da Kempis scritto nel 1400. L’importanza del testo in oggetto è consolidata, tale da venire nel basso medioevo utilizzato, come previsto dallo stesso autore, per l’educazione pastorale del clero, tale da avere come estimatori la mistica carmelitana Santa Teresa di Liseux e, addirittura, Voltaire, che nonostante fosse notoriamente ateo, espresse il suo riconoscimento del valore assoluto dell’opera; tale, infine, da essere ancora oggi considerata come un capolavoro di meditazione e ascesi cristiana. “…quando verrà per noi il giorno del Giudizio, non ci sarà domandato che cosa avremo letto, ma che cosa avremo fatto, né con quanta dottrina ed eleganza avremo parlato, ma quanto santamente avremo vissuto.” Sulla croce specificamente tratta nel Libro II, capitoli 11 e 12: “Gesù ha, in questo mondo, molti che amano il Suo Regno celeste, ma pochi pronti a portare la Sua Croce. Ha insomma molti amanti della Sua Conso-

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RunaBianca aprile 2012

lazione, ma poche della Sua Tribolazione… Non c’è speranza della vita eterna per la nostra anima, senza la Croce. Prendi la tua croce, dunque e segui Gesù: entrerai nella vita eterna. Vedi dunque tutto sta nella Croce… Non c’è altra via che questa… per arrivare alla vita e alla vera pace dell’anima. Portati dove vuoi, cerca tutto ciò che desideri: non troverai nessuna strada più alta e insieme più sicura di questa della Santa Croce. Disponi e ordina ogni tua cosa secondo la tua volontà e il tuo gusto; non troverai che da soffrire in tutti i modi, o spontaneamente tuo malgrado: e così ti troverai sempre dinanzi la Croce, perché o avrai qualche dolore fisico o ti tormenterà qualche sofferenza morale. Talvolta subirai l’abbandono di Dio, talvolta dovrai sopportare il tuo prossimo e, peggio ancora, spesso sentirai il peso di te stesso, senza che tu possa a tutto questo trovare un rimedio o una mitigazione o una consolazione… La Croce, insomma è pronta... Dovunque tu vada, non puoi sfuggirle, perché avrai sempre te stesso con te... A molti riesce duro il sentirsi chiedere di rinnegare sé stessi, prendere la propria croce e seguire Gesù… ma, se tu porti la croce volentieri, essa porterà te e ti condurrà alla meta desiderata… se invece porti la croce controvoglia, ti creerai un peso superiore alle tue forze, che dovrai sostenere lo stesso. Se tu getti via una croce, subito ne troverai un’altra, forse più pesante. Speri infatti di evitare ciò che nessun mortale ha mai potuto evitare? Ma,

se tu tieni gli occhi sempre su te stesso, non potrai mai arrivare a capire tutto ciò… Fortunato chi comprende che cosa sia amare Gesù e per Lui disprezzare sé stessi… L’amore della creatura è ingannevole e malsicuro; l’amore di Gesù è fermo e costante. E perciò chi si fa creatura, che ha fine, avrà fine con essa; ma chi abbraccia Gesù, non potrà più essere scosso per tutta la vita. Ama Lui, dunque, e tientelo sempre amico: quando tutti ti abbandoneranno, Lui solo non ti abbandonerà, e sarà lui a salvarti dalla rovina Se tu guarderai soltanto alle apparenze esteriori, proverai presto la tua delusione: potrà infatti capitarti di cercare nei tuoi simili consolazione o guadagno, e ritrarne invece un danno… Ma se in ogni cosa tu cerchi Gesù, non potrai trovare che Gesù, così come, cercando in ogni cosa te stesso, troverai sempre te stesso, con tuo grande discapito: perché, quando non cerca Gesù, l’uomo è a se stesso più dannoso che tutto il mondo e tutti i nemici messi insieme.” Abbiamo riportato questo brano non per scopi catechistici, che non potrebbero trovare collocazione in questa trattazione, quanto per porre in evidenza come il cristianesimo abbia posto in evidenza nella croce due significati etici, oltre che archetipici, ma pur sempre simbolici: la didattica etica dell’esempio, consistente nella cristiana accettazione delle sofferenze insite nella vita, come nel supplizio ad imitazione del Cristo, nonché il valore intrinseco delle sofferenze stesse, specialmente

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RUNA BIANCA n°9 - Aprile 2012  

RunaBianca rivista di libera consultazione su : Archeologia, Scienza, Benessere, Medicina, Filosofia e Misteri

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