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Innanzitutto abbiamo verificato la COERENZA delle ombre della nostra “anomalia” con quelle presenti sulla stessa foto. (fig.9) Si è quindi misurata l’ombra trasmessa da un sasso posto sulla sommità di un cratere vicino, e si è determinato l’angolo di incidenza (circa 43 gradi). Stessi gradi li riscontriamo anche sulle ombre della nostra anomalia. Ciò ci corrobora nel fatto che l’oggetto raffigurato sia REALMENTE presente all’atto dello scatto sulla superficie di 433-EROS (non aggiunto DOPO), evento forse “improbabile” ma sempre possibile. Stiamo quindi analizzando un oggetto posizionato sul suolo di un asteroide al centro di un cratere/ avvallamento. La superficie curva del terreno circostante può alterare la linearità delle ombre ma essendo lieve non lo ha fatto in maniera tale da alterare alcune “informazioni” sull’oggetto della nostra indagine. Osservando l’immagine POSITIVA ad un’ingrandimento spinto si constata un’anomala suddivisione in zone che trasmettono al suolo ombre PARALLELE di altezza diverse. (fig.10)

LE SFERE Ci occuperemo adesso di un altro tipo di anomalia/e riscontrate , quella della presenza di GROSSI “sassi” a forma Sferica delle dimensioni ragguardevoli dai 30 ai 50 metri di diametro.Questa misura ci viene fornita direttamente dalla Nasa che ce ne indica le dimensioni di una di queste sfere nella didascalia riportata sotto la foto dell’8 Maggio del 2000.

8 3 Maggio 2000

La Nasa definisce la sfera all’interno del cratere come “IL MACIGNO”. Un “macigno” abbastanza curioso, in quanto oltre la forma curiosamente sferica ha anche due proturberanze sull’asse orizzontale .

L’ortogonalità che “sembrerebbe” esistere dall’osservazione dell’oggetto in “positivo” trova una CONFERMA nello studio delle ombre portate al suolo. Abbiamo tentato una sua ricostruzione con tutte le attenuanti del caso, al fine di far meglio capire come si possano formare quel tipo di ombre. Dalla nostra ricostruzione si tratta di TRE corpi che s’innestano tra loro ad altezze diverse. (fig.11)

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Il primo è più basso ( stretto e lungo ) e s’incastra su una base leggermente più alta, ma sicuramente più larga. Per comodità di descrizione chiameremo A il primo elemento e B il secondo. Sopra il corpo B si può notare un altro elemento più alto di una volta e mezzo il corpo B. Le altezze sono facilmente ricavabili dalle loro ombre e dal rapporto reciproco.

Uno di questi li possiamo “ammirare” in una foto scattata il 27 giugno 2000.

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Essendo l’inclinazione dell’ombra molto prossima al 45° , avendo l’ombra che detrmina l’altezza dell’oggetto all’incirca la stessa misura della lunghezza dell’immagine “positiva”,ne consegue che quest’”anomalia” sia lunga circa 80 metri ed alta altrettanto.

Per migliorarne la comprensione abbiamo realizzato una ricostruzione tridimensionale dello strano oggetto, che riassume quanto sopra esposto: cioè che trattasi di una “costruzione” artificiale costituita da tre corpi intimamente connessi tra loro e di altezze e larghezze diverse. (fig.12) C’è chi ha ritenuto questo “sasso” una stranezza e su un giornale a distribuzione nazionale è stato ache detto che si tratta del CRISTALLO più grande del sistema solare. Ci permettiamo di esprimere molto scetticismo su affermazioni di questo tipo tese a far rientrare l’anomalia in un’ambito “naturale”. Un “cristallo” da 80 metri di altezza ? ...in un asteroide privo di aria ed acqua ???!!!!

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RunaBianca aprile 2012

Se la confrontiamo col “macigno” di prima notiamo come questo appaia APPOGGIATO sul fondo del cratere e non profondamente infisso al suolo come ci si aspetterebbe vista la velocità d’impatto. Anche in questo caso l’ombra portata del “macigno” ci conforta in questa convinzione. Ma non solo l’ombra...da un suo successivo ingrandimento si può notare come questi “MACIGNI con Peduncoli”, siano proprio APPOGGIATI per un punto al suolo. (fig.15 ) Considerando che le dimensioni siano quelle che ci ha indicato la Nasa 30/50 metri , è quantomeno curioso che un “macigno” assuma una forma sferica a mezzo di “rotolamenti” ( ? ) in quasi totale assenza di gravità, di aria acqua, o quant’altro che possano nei secoli o millenni levigarlo sino a portarlo a quella forma.

Se si guarda il disegno : A+B è uguale a B+C. La complessità delle ombre , la loro “proporzione” ci induce ad escludere che quest’oggetto possa essere un “comune” sasso. In ogni caso è l’UNICO di questo tipo, e con queste caratteristiche che si può osservare nelle oltre 100 foto da noi messe a disposizione dalla Nasa.

Un suo ingrandimento ci fa apprezzare questa curiosa caratteristica ( macigno con “bitorzolo” )(fig14). Certo che se fosse l’unico, sarebbe una semplice “curiosità”, ma purtoppo su Eros433 sembra che sia pieno di “macigni con bitorzoli”...forse TROPPI !!! ( fig.15-1617). E’ interessante comunque il confronto con altri MACIGNI che solitamente si possono trovare al centro di crateri formatisi a causa di collisione con meteoriti o corpi celesti che impattano a velocità di migliaia di chilometri orari.

Denominato in X l’altezza del corpo B, il C è alto 1,5 di X, mentre A è circa 0,8 di X. Da un riferimento alle dimensioni di altre foto scattate dalla sonda Near alla stessa altezza si è determinato ( con una certa approssimazione ) le dimensioni di questo “oggetto”. L’altezza complessiva dell’ombra ( C + B ) è di circa 80 metri.

Citiamo letteralmente ( fig. 13) : “Questa immagine, presa l’8 maggio 2000, da una quota orbitale di 50 km , mostra una varietà di caratteristiche di piccola superficie. L’intera scena è di circa 1,8 km in tutto. Per migliorare la visualizzazione della dimensione degli elementi, è stato inserito come scala le dimensioni dell’Empire State Building nella parte inferiore dell’immagine… Il macigno sul fondo del grande cratere a destra è di 30 metri in tutto, mentre il cratere stesso misura circa 800 metri in tutto “.

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Le stesse “forze” misteriosi levigatrici, poi lo ADAGIANO sul fondo di profondi crateri facendogli superare qualsiasi tipo di ostacolo. Ma ammettiamolo solo nel puro campo delle ipotesi…ed osserviamo anche questi: Tutti “MACIGNI” dalle stesse identiche caratteristiche : Rotondi,con un paio di protuberanze ai lati,adagiati sul fondo di crateri da impatti, ma appoggiati al suolo virtualmente per un punto. Ma le sfere non son finite.. Su Eros433 sembra essere la forma preferita dei “macigni”. Analizziamo alcune curiose caratteristiche di alcune. La capacità di RIFLETTERE nelle zone d’om-

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RUNA BIANCA n°9 - Aprile 2012  

RunaBianca rivista di libera consultazione su : Archeologia, Scienza, Benessere, Medicina, Filosofia e Misteri

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