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diversi programmi di elaborazione digitale quali:

utilizzare come importante riferimento. Abbiamo quindi effettuato un paio di ingrandimenti alle due foto iniziali. (fig7)

- S-Spline 2 per l’aumento della dimensione dei file. - Photoshop per tutto il lavoro di elaborazione ( luminosità, contrasto, ecc ). - Neat-Image per l’eliminazione del “disturbo” digitale che ne era scaturito. L’osservazione di questa foto ci porterebbe quasi immediatamente a confermare l’ipotesi dell’artificialità dell’oggetto posto a sinistra nella foto, soprattutto se si confronta con la “casualità” della forma dei tre sassi sulla destra. ( fig.3) Ma senza voler prendere delle decisioni avventate da una prima impressione cerchiamo di analizzare bene i diversi dettagli che si vedono in questa e nelle foto successive al fine di capire come è composto questo strano “oggetto”. Vi sono certi particolari che farebbero propendere per l’ipotesi di una parabola. Se si osserva bene infatti si puo’ notare come ci sia una parte CONICA appoggiata su una BASE che finisce al suolo con un’angolo di 90°. Questa forma è COERENTE con l’ipotesi di partenza, ma una sola foto non può portarci ad alcuna certezza. Occorre andare avanti di circa un mese, al 21 Giugno del 2000, quando la Near ripassa sullo stesso posto e scatta una seconda foto agli oggetti che stiamo analizzando. (fig.4) Il punto di vista è però diverso (quasi verticale ) ed anche l’inclinazione del sole è cambiata. Questi fatti li ritengo molto positivi per la nostra analisi, in quanto aggiungono particolari che ci consentono di effettuare confronti interessanti tra le due foto,una volta schiarite le ombre. La prima cosa che scopriamo se studiamo le ombre portate da uno dei tre sassi sulla nostra “parabola” è che “curiosamente” l’ombra del sasso sulla destra PASSA SOTTO la parte illuminata dal sole della parabola. (fig.5) Questo può succedere solo se l’oggetto studiato si sia SOLLEVATO dal suolo in quel punto ( altrimenti l’ombra avrebbe dovuto “sbattere” sulla sua superficie e lasciar traccia sulla foto ). Se si confronta la foto ( schiarita ) della parabola nella foto del 22 maggio con quella del 21 giugno, ci si accorge come lo stesso “oggetto” si sia GIRATO di 180°, e dalla stranezza del comportamento dell’ombra di cui sopra, nel ruotare intorno ad un “perno” si sia anche SOLLEVATO dal suolo.

4 21 Giugno 2000

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Ma la rotazione, come si era già detto DEVE avere anche comportato un’avvicinamento verso i tre sassi che continueremo ad

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RunaBianca aprile 2012

Ma si è voluto fare un’ulteriore prova, utilizzando un metodo comunemente usato in astrofisica per determinare lo spostamento di un oggetto rispetto al piano delle stelle fisse ( è il metodo che è stato usato per scoprire Plutone ).Si sono ricavati due ingrandimenti delle due foto e si sono SOVRAPPOSTE. Giocando con la trasparenza dei livelli si è creato un filmato scaricabile da internet a questo indirizzo: http://www.screencast.com/users/kingleo/ folders/Jing/media/46866504-d532-418e8187-fc067c58da6f ( cliccare sul link, se collegati con internet ). Dopo che il vostro computer ha scaricato il filmato, è possibile “giocare” col cursore per far apparire la prima foto e sovrapporla con la seconda. Lo spostamento e la rotazione della parabola è decisamente NETTA ed incontrovertibile. L’unico suggerimento che ci sentiamo di dare a chi voglia cimentarsi in queste verifiche è di non lavorare con i file originali della Nasa in quanto molto piccoli, bensì partire da quelli per arrivare ad ingrandimenti in cui anche le più piccole variazioni possano essere notate e VERIFICATE. Seconda “anomalia” Il 3 Maggio del 2000 la sonda Near ha scattato una foto ad una zona di 433-EROS caratterizzata da diversi crateri da impatto. Sul fondo di uno di questi giace un’anomalia che chiameremo per ora “SASSO” che ha diversi aspetti degni di essere approfonditi. ( fig.8) Innanzitutto è l’oggetto più luminoso dell’area inquadrata. Pur essendoci diversi altri sassi e crateri illuminati dal sole questo “SASSO” è sicuramente quello che ha l’albedo maggiore. Ciò può avere due cause: la prima è che sia fatto di un materiale “diverso” dagli altri sassi più luminoso, o che abbia un’inclinazione tale che rifletta maggiormente la luce solare verso la sonda. L’ombra portata del “sasso” ci indica però che è saldamente infisso al suolo ORTOGONALMENTE alla sua superficie e che rivolge verso la sonda una parte piccola del sua reale dimensione.

La conferma di quanto scoperto ci viene anche dall’osservazione che l’ombra portata dalla “parabola” sul suolo sia considerevolmente piu’ STRETTA della larghezza della parte esposta al sole (fig.6). Questo fenomeno può succedere solo se la porzione infissa al suolo della parabola fosse MINORE di quella che espone al sole nella parte destra. L’ipotesi che sia un “errore ottico” dato dal forte “albedo” della parte illuminata dal sole sulla destra della “parabola”, non può essere accettata, in quanto anche nei tre sassi vi sono zone di forte illuminazione ma le ombre seguono fedelmente le normali leggi della fisica e son lì dove ci si aspetterebbe che siano. Lo studio delle ombre, non ci da però molte informazioni sull’effettiva rotazione del SASSO/PARABOLA, ma ci fornisce importanti indizi che lo stesso oggetto si sia rialzato dal suolo, almeno parzialmente.

Poiché le foto inserite dalla Nasa son state scattate ( come si è già detto ) ad un mese di distanza l’una dall’altra, con angolazioni diverse e con un rapporto di ingrandimento diverso…le due foto non sono SOVRAPPONIBILI se non dopo qualche operazione digitale. Abbiamo quindi estrapolato la zona che ci interessa e si è cercato, per quanto possibile, di utilizzare i tre sassi posti sulla destra della foto come riferimento sia delle proporzioni sia dell’allineamento. Da questa semplice operazione, e tirando delle linee di riferimento, risulta molto chiaramente lo spostamento del SASSO / PARABOLA

7 Confronto tra la foto del 22 Maggio e quella del 21 giugno, dove si vede come la “parabola” si sia girata di 180 gradi ed avvicinata ai tre “sassi” presi come riferimento per il raffronto.

Di quest’OGGETTO non abbiamo purtroppo una seconda foto come la “parabola” da cui si potevano trarre molte interessanti considerazioni dal confronto reciproco. Ci siamo quindi dovuti accontentare di un suo ingrandimento. Ma quel poco che abbiamo riteniamo sia sufficientemente interessante. In quest’analisi si dovrà parlare di LUCE e OMBRE, positivo e negativo. Infatti quando non si riesce ad avere di un corpo un’immagine chiara, a volte è possibile ricostruirne la sua forma dallo studio della sua OMBRA. Ci siamo quindi rivolti alla cosiddetta “teoria delle Ombre”, branca non di poco conto della cosiddetta “geometria descrittiva” che codifica con leggi matematiche il tipo di ombra che viene proiettata da un corpo su un altro.

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RUNA BIANCA n°9 - Aprile 2012  

RunaBianca rivista di libera consultazione su : Archeologia, Scienza, Benessere, Medicina, Filosofia e Misteri

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