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RULE BRITANNIA ZINE ANNO: 01

NUMERO: 7

fanzine autoprodotta dal forum rulebritanniauk.forumfree.it


Eccoci al numero 7 della nostra fanzine, edizione che ci portera’ a zonzo per tutto il Regno,spaziando da Londra con il Leyton Orient e la sua storia antica ed affascinante,come quella di non-league del Blackstones di Stamford nelle Midlands occidentali. Storica anche la finale del PNE che battendo l’Huddersfield si porto’ a casa la seconda FA cup nel 1938. London rules e’ invece la recensione di un interessantissimo libro di Giacomo Mallano ,specialista di calcio britannico,in particolare degli anni ’70. Mallano ci porta idealmente ad Highbury, ad Elland Road, ad Anfield e così via per vivere le partite più importanti che hanno fatto la storia di quella stagione calcistica. Mallano non ci parla solo del calcio giocato, ma anche di aspetti curiosi e culturali che impreziosiscono la sua descrizione di aspetti riguardanti l'Inghilterra di quei tempi. Passeremo poi in Irlanda per conoscere la storia dello stadio Glenmalure Parl, storica casa dello Shamrock Rovers dal 1926 al 1987, che venne po i purtroppo demolito,al suo posto venne costruito il nuovo Tallaght Community Stadium, Nel 2012, per celebrare i 25 anni dalla scomparsa del campo, i tifosi hanno organizzato una lunga marcia da Milltown Road, storica via su cui era situata il campo, fino alla nuova casa di Tallaght. Infine una affascinante gita a Edimburgo,al Tynecastle,casa dei mitici Hearts of Midlothian,storia vissuta dal nostro amico McMillan. Come sempre,storie e racconti che ci portano nella nostra terra adottiva,storie di passione,amore,vittorie,sconfitte,dolori e gioie…come la vita stessa. E siccome sono un Red,vi lascio con l’augurio piu’ bello che uno scouser possa fare…. YOU’LL NEVER WALK ALONE. BUONA LETTURA. Cody-wan-kenobi

INDICE Guardando a Oriente Blackstones FA Cup: 1938 PNE-Huddersfield 1-0 Recensione Libro: London Rules 1970-71 di Giacomo Mallano Stadi: Glenmalure Park Domenica ti porto... Al Tynecastle


GUARDANDO AD ORIENTE Vicino alla fermata della metropolitana della Central Line una sequela di manifesti annunciano un nascente centro commerciale, mentre poco più avanti caseggiati di edilizia popolare degli anni settanta incorniciano strade severe e vagamente decadenti dove spuntano discount, fast-food e takeaway indiani. Paesaggio urbano frammentato. Umanità varia. Le divise da lavoro sotto giacconi pesanti, pantaloni sporchi di vernice e fango, oppure completi eleganti e cellulari di rito. File di linde casette a schiera per lo più con tre stanze, qualcuna del tardo periodo vittoriano, abitate da comunità di svariate etnie. Abissi popolari dello sterminato East End londinese. Il Canary Wharf, che ammicca in lontananza con i suoi lucenti grattacieli e migliaia di nuovi posti di lavoro di prestigio, ha forse risollevato l’economia londinese ma non è riuscito a ricucire il fragile tessuto spaziale e sociale di questa zona. Leyton. Quartiere di Waltham Forest. Dove si calpesta una Londra reale e dove se siete alla ricerca di un affitto a prezzo modesto potreste realizzare un buon affare, non prima però di aver controllato alloggio e via. Una zona dal passato decisamente povero fatto di mescolanze etniche contrastanti, culture alternative ed esperimenti musicali. Come quello del poeta giamaicano Oku Onuora che nel 1978 coniò il termine “dub Poetry” per identificare lo stile unico che coniugava la poesia del suo paese al ritmo reggae. E forse chissà se l’8 aprile di quell’anno sulle gradinate di Stamford Bridge fra le genti colorate e pittoresche che avevano accompagnato l’Orient alla sua prima semifinale di FA Cup si cantasse anche “Dread beat an’ blood” . Quel giorno grigiastro di un anonima primavera inglese c’erano 49698 spettatori alla sfida fra gli O’s e i favoriti d’obbligo dell’Arsenal, guidato in panchina da Terry Neill. Quel pomeriggio il capitano dell’Orient era Phil Hoadley alla sua ultima stagione con la splendida maglia rossa dalle bretelle bianche ai lati e le due leggendarie viverne, o dragoni, custodi del Tamigi in mezzo. Aveva giocato più di 250 partite segnando solo nove reti, ma da un difensore centrale dall’aspetto composto e lo sguardo fiero di una squadra che navigava nelle perigliose acque della seconda divisione, era normale attendersi maggiormente più un eroica difesa del fortino che non un assalto all’arma bianca nell’area avversaria. Hoadley era nato a Battersea nel cuore della capitale, e quel pomeriggio per quella semifinale tutta londinese, all’uscita degli spogliatoi entrò in campo accompagnato da i Cockney Pearly King & Queen, una sorta di mascotte cittadina, a simboleggiare le due squadre della capitale che si sarebbero sfidate per andarsi a giocare la finale a Wembley. Quell’Orient che ancora non si chiamava Leyton e non più Clapton come nel 1898, fece innamorare e palpitare tanta gente nella sua avventura di coppa pilotato da Jimmy Bloomfield, altro londinese nativo di Notting Hill, che era tornato l’anno precedente a Brisbane Road dopo una parentesi di sei anni alla guida del Leicester City. Il sorteggio per le semifinali fu trasmesso in diretta TV e anche se a quel punto del torneo non ci si può certo aspettare grossi aiuti dalla dea fortuna, l’esclamazione spontanea del centrocampista Tony Grealish fu senza dubbio esplicativa: “Maledizione”. Corretta qualche attimo dopo da un più


diplomatico: “ Ok non importa contro chi giochiamo, alla fine non temiamo nessuno”. Certo dall’urna potevano anche uscire i meno nobili nomi di Ipswich Town e soprattutto WBA, ma d’altra parte se si guarda al fascino della sfida, quella contro i gunners regalava brividi e stimoli sicuramente superiori. Per la fiera dei personaggi londinesi anche Grealish, baffo curato e capelli da moschettiere, aveva avuto natali in zona, più precisamente a Paddington, anche se sceglierà per i soliti appigli parentali la nazionale della Repubblica d’Irlanda. “Io personalmente non riuscì a dormire molto nella settimana che precedette l’evento”- disse ancora Grealish- “Avevamo fatto una cavalcata incredibile e ora c’era un attenzione e una pressione enorme nei nostri confronti, e poi andare a giocare una semifinale a Stamford Bridge di fronte a quel pubblico era certo ben diverso che presentarsi un sabato pomeriggio a Rotherham davanti a gente che ti mangia fish&chips in faccia”. Se vogliamo fare un passo indietro nella storia di questo club senza perderci troppo nelle nebbie della fondazione e degli spostamenti logistici va comunque ricordato che le prime tracce del Leyton Orient risalgono al 1881 quando i membri del Glyn Cricket Club formarono una squadra di calcio con lo scopo ormai consolidato in Inghilterra di mantenersi in discreta forma nei mesi invernali. Se si prende per buona questa data di fondazione va dato atto di un origine piuttosto antica che si pone a soli due anni di distanza dalla nascita del Fulham e quindi si può parlare con buona certezza del secondo club più vecchio della capitale. Sette anni dopo su suggerimento di un giocatore che lavorava nella compagnia di navigazione "Orient Schipping", il sodalizio prese il nome di Orient che era simpaticamente appropriato con il loro quartiere collocato come detto in apertura nell’est cittadino. I nomi della squadra variarono da Eagle Cricket Club nel 1886 per poi passare appunto a Orient Football Club nel 1888. Nel 1898 nel tentativo di guadagnarsi le simpatie locali arriva la furbesca denominazione in Clapton Orient. Questo fino al 1937 quando si spostarono nella loro attuale sede del Brisbane Road a Leyton, ma è solo dopo la seconda guerra mondiale che divenne Leyton Orient. Anzi solo Orient. Una guerra che fra l’altro in quella zona di Londra aveva veramente lasciato il segno in quanto teatro di violenti bombardamenti tedeschi. Da squadra di seconda divisione l’Orient entra in scena nel terzo turno il 6 di gennaio in casa contro il Norwich City. I canarini imporranno il pareggio e torneranno nel Norfolk con il chiaro intento di giocarsela con buone chance di qualificazione a Carrow Road. Ma qui entra in scena quello che senza alcun dubbio è stato il personaggio chiave nell’avventura di questa coppa per gli O’s, ovvero Peter Kitchen. Chioma ribelle e baffo proletario. Nell’estate del 1977 passa dal Doncaster Rovers a Leyton per 40000 sterline. In quella stagione, la prima delle due a Brisbane Road siglerà 21 reti in campionato e 7 in FA Cup. Il primo di questi ultimi lo firma proprio a Norwich infilandosi fra le maglie della difesa dei gialloverdi su un cross proveniente dalla destra e toccando quel tanto che basta per l’1-0 finale dei suoi. A fine mese la sorte accoppia l’Orient al Blackburn Rovers. Il 28 gennaio fra le mura amiche la squadra di Bloomfield vincerà 3-1 con Kitchen ancora sugli scudi. La vera impresa però sarà quella successiva, infatti il quinto turno mette di fronte il Chelsea ai ragazzi in maglia biancorossa. Dopo il pari a reti inviolate del Brisbane Road si va al replay di Stamford Bridge, dove il sogno degli O’s sembra abbia notevoli possibilità di essere interrotto. Possibilità che incominciano a diventare certezze quando un pasticcio difensivo sull’out di sinistra del terzino Bill Roffey, quello che nel 1974 segnò un goal strepitoso al Fulham, permise a Walker di battere con un pallonetto il portiere John Jackson. Ma Kitchen è in serata di grazia, il fascino della platea lo aiuta. Dapprima entra in area di rigore saltando in serpentina tre difensori avversari e infila alle spalle di un incredulo Peter Bonetti la rete del pareggio, poi sull’onda dell’entusiasmo arpiona un cross di Joe Mayo deviandolo in fondo alle capienti porte del “bridge” per il 2-1. L’Orient guadagna i titoli dei giornali e il quinto turno da giocarsi nel freddo marzo del nord inglese all’Ayresome park di Middlesbrough. Finirà 0-0 e nella


ripetizione di tre giorni dopo ancora un fantastico goal di Kitchen sotto l’incrocio dei pali e un tiro da fuori di Mayo faranno approdare l’Orient alla storica semifinale. Una gloria pareggiata e forse superata solo da quella della stagione 1961/62 quando l'Orient di Johnny Carey viene promosso alla First Division, dopo essere arrivato secondo dietro al Liverpool di Shankly alle prese con le prove generali per diventare grande. In ogni caso l’8 di aprile del 1978 Arsenal e Orient si affrontano per la prima volta dal dopoguerra. Chi vince se la sarebbe giocata con l’Ipswich di Bobby Robson che nel frattempo a Highbury aveva regolato il WBA per 3-1 grazie alle reti di Talbot, Mills e John Wark. La formazione dell’Arsenal quel giorno in maglia gialla su pantaloncini blu, andrebbe snocciolata a memoria e i cultori di questo club sicuramente se la ricorderanno bene. Jennings, Rice, Nelson, Price, O’Leary, Young, Brady, Sunderland, MacDonald, Stapleton, Hudson. Sarà stata l’emozione, sarà stato che quell’Arsenal era davvero troppo forte anche per i coraggiosi ragazzi di Bloomfield, ma la partita non ebbe troppa storia ma solo qualche recriminazione. Dopo appena un quarto d’ora “SuperMac” aveva già colpito due volte, poi Graham Rix che nella finale partì dalla panchina, chiuse l’incontro. E chiuse anche l’avventura di quelli del Brisbane Road, che oggi chiuso agli angoli da quattro condomini si chiama Matchroom Stadium, ma io personalmente nel mio squilibrio nostalgico, ho molta difficoltà a chiamarlo così..

Sr Simon


BLACKSTONES Full name: Blackstones Football Club Nickname(s): The Stones Founded: 1920 (?) (Mirlees Blackstones) Ground: Blackstones Sports & Social Club, Lincoln Road, Stamford E’ qui a Stamford che nel 1920 si formò il Blackstones F.C., anche se una nuova versione ufficiale sostiene che la data di fondazione non è ben nota ma da per certo che il primo successo del club avvenne nel 1918-19 nella Peterborough League. Entrò nel 1984 a far parte della United Counties Football League Division One. Nel 1984 il nome del club era MIRRLEES BLACKSTONE per cambiare nome nel 1998 in quello attuale. Nella stagione 1987-88 si classificò 2° nella Division One e quindi per la gioia dei tifosi venne promosso nella Premier Division della United Counties Football League (9°livello) dove ci è rimasto fino ad oggi. Il miglior piazzamento in questa lega è un 4°posto conquistato l'anno scorso stagione 2007-08 dopo il 6° posto conquistato nelle stagioni 1991-92, 1993-94 e 1999-00 attualmente nel campionato 2008-09 si è classificata al 13°posto (5°posto invece conquistato dal Boston Town a soli 4 punti dalla promozione che sarebbe valsa l'avvicinamento ad un solo livello di differenza nei confronti dell'altra squadra cittadina del Boston United). Ma la stagione 2007-08 è stata sicuramente specialein quando il Blackstone ha disputato un’ottima FA Vase fermandosi il 19 gennaio 2008 al 4° turno perdendo in casa del Lowestoft Town FC (Eastern Counties League Premier Division 9°livello) per 3-2 davanti a 524 spettatori. Un pulman stracolmo di tifosi si è fatto ben 2 ore di strada per andare a sostenere la squadra. Anche i sostenitori dell’altra squadra locale dello Stamford hanno omaggiato di complimenti il Blackstone per questa importante e straordinaria esperienza di coppa. Una favola che purtroppo si ferma ma che rimarrà nella storia del club visto che nella sua esistenza non era mai andata oltre al 2°turno nel 2000-01 e nel 1997-98. Quindi un’esperienza che riempie di gioia il club ed i tifosi che hanno potuto sognare nell’incantevole favola della FA Vase verso la finale di Wembley. VEDREMO SE ANCHE IN FUTURO IL BLACKSTONE saprà fare sognare i propri tifosi nella MAGIA DELLA COPPA... Quante storie piccole ma infinitamente affascinanti si nascondono nel magico mondo della Non League e nelle coppe anglosassoni.

Filippo 1975


FA CUP 1938: PNE-HUDDERSFIELD 1-0 Il 30 aprile 1938 è una data storica per il Preston North End; a Wembley infatti conquistò la seconda, e per ora ultima, FA CUP della sua storia battendo in finale l'Huddersfield Town con il risultato di 1-0 grazie al rigore trasformato da George Mutch. Per il Pne fu anche una rivincita dato che le due squadre si affrontarono in finale a Stamford Bridge nel 1922 e fu l'Huddersfield a vincere in quell'occasione. Nel campionato inglese di First Division della stagione 1937-38 il Preston North End si classificò terzo con 49 pts alle spalle dei Campioni dell'Arsenal (52 pts) e dei Wolves (51 pts). Il North End schierava tra le proprie file, tra gli altri, il grande Bill Shankly divenuto poi uno dei più grandi manager nella storia del football guidando il Liverpool. Era quindi un PNE molto forte che giocò una delle migliori stagioni della sua storia (naturalmente la migliore fu quella del double vinto nel 1888-89) coronandola con la conquista della gloriosa Fa Cup. Questo fu il percorso che portò i Lilywhites fino alla finale di Wembley: 3° turno PNE-WEST HAM 3-0 (3 gol di Mutch) 4° turno PNE-LEICESTER 2-0 (Mutch-O'Donnell) 5° turno ARSENAL-PNE 0-1 (Dougal) 6° turno BRENTFORD-PNE 0-3 (R. Beattie 2 - O'Donnell) Semifinale (giocata a Bramall Lane) PNE-ASTON VILLA 2-1 (Mutch - O'Donnell) FINALE (giocata a Wembley) PNE-HUDDERSFIELD 1-0 (Mutch) Quindi un ottimo percorso, ogni partita vinta con 12 gol segnati e soltanto 1 subito in 6 partite giocate.


Le presenze e gol totali in Fa Cup: Holdcroft 6 Gallimore 6 Beattie A. 6 Shankly 6 Smith 6 Milne 5 Watmough 6 Mutch 6 + 6 gol Dougal 5 + 1 gol Batey 1 Maxwell 1 Beattie R. 6 + 1 gol O'Donnell 6 + 3 gol Mutch fu il bomber del Pne in questa Fa Cup con 6 gol, segnando gol decisivi come la tripletta al West Ham, il gol in semifinale contro il Villa e soprattutto quello segnato in finale, ma anche nella stagione completa segnando anche 12 gol in campionato.

Ma veniamo al match report della finalissima:

30 APRILE 1938 - WEMBLEY STADIUM Referee: A.J. Jewell Attendance: 93,497 Formazioni: PRESTON NORTH END Holdcroft, Gallimore, A. Beattie, Shankly, Smith (capitano), Batey, Watmough, Mutch, Maxwll, R. Beattie, O'Donnell HUDDERSFIELD TOWN Hesford, Craig, Mountford, Willingham, Young, Boot, Hulme, Isaac, McFadyen, Barclay, Beasley RISULTATO: 1-0 GOL DI MUTCH SU RIGORE


Il Preston arrivò a Wembley nel 1938 anche per vendicare la finale persa a Stamford Bridge nel 1922 proprio contro l'Huddersfield, che in quell'occasione vinse, coincidenza, sempre per 1-0 e sempre grazie ad un calcio di rigore. L'Huddersfield iniziò meglio la partita con qualche azione soprattutto di Hulme, ex giocatore dell'Arsenal alla sua quinta finale, e sembrava proprio che il Preston fosse destinato ad una sconfitta a sorpresa. Ma verso la fine del match, a poco più di un minuto dal novantesimo quando migliaia di spettatori si stavano già avviando verso le uscite, Mutch partì per un lungo contropiede arrivando fino all'area di rigore avversaria dove Young, capitano dell'Huddersfield, intervenne fallosamente mandando il giocatore dei Lilywhites a terra: l'arbitro indicò il dischetto del rigore. Mutch si incaricò di battere il calcio di rigore e, tra la folla silenziosa, colpì la palla con forza contro la parte inferiore della traversa che, ricadendo, oltrepassò la line di porta!! Il Preston trionfò e nello stesso saldò un vecchio debito contro l'Huddersfield !! Fu una grandissima vittoria che naturalmente contribuì a fare la storia del Preston North End che, purtroppo, dopo quel trionfo non avrebbe più, fino ad oggi, conquistato altri trofei. Come già detto tra i giocatori più rappresentativi c'erano un giovane Shankly, ma con lui anche il bomber Mutch ed il capitano Smith che venne premiato dal Re a fine gara. I festeggiamenti iniziarono a Wembley e continuarono a Preston dove una grande folla accolse i Campioni tra l'entusiasmo e l'orgoglio al Flag Market, storica piazza del mercato della città!!

Conor Adam


RECENSIONE LIBRO: LONDON RULES 1970/71 DI GIACOMO MALLANO Questo libro scritto da Giacomo Mallano è frutto dell grande passione dell'autore per il calcio britannico ed in particolare per il football dei favolosi anni '70, e della sua voglia di andare a cercare ogni minimo dettaglio riguardante la stagione 1970/71 attraverso un grande lavoro di ricerca che ci ha portato a fare un bellissimo ed intenso viaggio nei campi di calcio inglesi protagonisti di quella storica stagione nella quale l'Arsenal si aggiudicò un meraviglioso Double vincendo campionato e FA CUP. Mallano ci porta idealmente ad Highbury, ad Elland Road, ad Anfield e così via per vivere le partite più importanti che hanno fatto la storia di quella stagione calcistica. Si parte da Stamford Bridge e dalla Charity Shield giocata l'8 agosto 1970 tra Chelsea e d i Campioni d'Inghilterra in carica dell'Everton. I Tofees si aggiudicarono il trofeo battendo i Blues per 2-1 e mettendo in mostra il loro talento più puro, Alan Ball, il quale, oltre ad essere un grande campione ed un mito di Goodison Park divenne protagonista anche per il fatto di aver indossato delle scarpe bianche, una novità all'epoca, che segnò simbolicamente l'inizio di un'era in cui i calciatori diventarono, oltre a ricchi e famosi, anche "di moda". Mallano non ci parla quindi solo del calcio giocato, ma anche di aspetti curiosi e culturali che impreziosiscono la sua descrizione di aspetti riguardanti l'Inghilterra di quei tempi. In occasione della partita ad Highbury tra Arsenal e Leeds, Mallano coglie l'occasione per parlare del mitico "Dirty Leeds" di Don Revie che in quegli anni era una squadra forte e vincente, anche se molto meno di quanto avrebbe potuto... Ma i protagonisti del libro sono tutti i personaggi che in qualche modo hanno reso questa una grande stagione, le partite, gli stadi e non solo le grandi sfide, i grandi calciatori, ma tutto quello che può risultare interessante e curioso per conoscere al meglio gli avvenimenti di quell'anno. Vengono toccati vari argomenti, tra i quali i Giantkilling in Fa Cup, una competizione sempre magica. Particolare risalto viene poi dato all'Arsenal che, come detto, vinse sia il campionato che la Fa Cup e grazie al libro di Mallano ogni tifoso dei Gunners può conoscere meglio la storia di quella stagione storica e vincente, conoscerne i dettagli, gli aneddoti ed i protagonisti. In campionato l'Arsenal si rese protagonista di un inseguimento ai danni del Leeds leader della classifica fino a quando, a tre turni dalla fine del campionato, riuscì a sorpassare gli uomini di Revie vincendo alla fine il titolo con 1 solo punto di vantaggio. Riusciamo a conoscere meglio Bertie Mee ed i suoi ragazzi tra cui i vari Rice, McLintock, Graham, Armstrong, George e Radford, tutti fantastici protagonisti di una squadra indimenticabile. L'Arsenal si aggiudicò la Fa Cup battendo in finale il Liverpool con il risultato di 2-1 a Wembley; dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari i Reds passarono in vantaggio con Heighway al '92, ma prima Kelly al '101 e poi il grande Charlie George con un tiro da fuori area al '111 portarono in vantaggio i Gunners. Fu celebre l'esultanza di George che, probabilmente stanco e non sapendo cosa fare, si sdraiò per terra con le braccia al cielo in attesa dei compagni che corsero ad abbracciarlo! Sono grato a Mallano perchè grazie ai suoi dettagliati racconti ho potuto conoscere meglio gli avvenimenti che portarono i Gunners a conquistare quel fantastico double passato alla storia. Un libro senz'altro consigliato e non solo ai tifosi dell'Arsenal, dato che, come già detto, il libro tratta di svariati argomenti riguardanti la stagione 1970/71.

Conor Adam


STADI: GLENMALURE PARK

Uno degli stadi piÚ amati e controversi della storia del calcio Irlandese, Glenmalure Parl, storica casa dello Shamrock Rovers dal 1926 al 1987, anno in cui la famiglia proprietaria, i Kilcoynes, decisero di vendere il campo. che venne demolito. Da quel momento iniziò il periodo da Homeless, 20 anni in cui i Rovers giocarono un po' su tutti i campi dublinesi emigrando stagione dopo stagione, fino al 2009 quando venne costruito il nuovo Tallaght Community Stadium, attuale casa degli Hoops irlandesi. Aperto nel 1926 con un amichevole contro i Belfast Celtic (la squadra dalla quale i Rovers hanno adottato la maglietta Hoops biancoverde), vinta 1-0 dai Rovers davanti a 18.000 persone, lo stadio era cos' denominato in onore delle colline del Glenmalure, che si trovano in lontananza dal campo nella vicina contea del Wicklow. Lo stadio ha sempre avuto circa 20.000 persone di capienza, l'ultimo sold out una sfida di Coppa Coppe contro il Celtic nel 1986. Poi, l'ultima sfida, l'anno dopo, una semifinale di FAI Cup contro lo Sligo Rovers. Poi la distruzione. Attualmente, in mezzo alle case sorte all'altezza del campo, è eretta una stele che ricorda i 60 anni di gloriosa storia dello stadio. Nel 2012, per celebrare i 25 anni dalla scomparsa del campo, i tifosi hanno organizzato una lunga marcia da Milltown Road, storica via su cui era situata il campo, fino alla nuova casa di Tallaght.


Ghiraz


DOMENICA TI PORTO... AL TYNECASTLE " Domenica ti porterò sul lago ... o mare ..." Forse mia moglie avrebbe preferito questa opzione, e invece no: eccoci qui a Gorgie Street ! Cinque giorni a Edimburgo ( stupenda, incantevole ...) , la domenica come da programma decidiamo di andare a vedere per la prima volta una partita di campionato scozzese: Hearts- Dundee. Sinceramente ero convinto di assistere ad una vittoria sicura e invece... La domenica inizia con un ottimo brunch nella new town a pochi passi dall'albergo, intorno alle 12 prendiamo ( io, mia moglie e il mio bimbo di quattro anni) il bus n'25, circa venti minuti e già ci siamo. Appena scesi ci si trova davanti al pub piu' famoso dei Maroons, qualcuno seppur presto e' già sulla porta come di vedetta. Acquisto subito il programma del match odierno, ancora vendono quello appena passato in coppa contro i Reds. Entriamo nello store e qualcosina non si può non comprare, come la magliettina celebrativa della vittoria in coppa. Qualche foto qua e la e ci guardiamo un po' in giro, subito la voglia di tuffarmi nel famoso pub ad angolo e' tanta, ma non e' forse l'ideale entrarci con moglie e bimbo, anzi non si può proprio e allora ... "parcheggio" in un vicino parchetto giochi la famiglia e mi faccio due birre al pub. Oooh che bella atmosfera che si respira !!! Pieno zeppo quasi di soli uomini e di qualche donna un pochino mascolina. Non oso fare foto, voglio rispettare l'ambiente. Qualcuno al banco probabilmente mi da l'impressione che si sia accorto di una mia presenza. In effetti sembra si conoscano tutti e tra le facce scorgo quelle di alcuni cinquantenni tatuati che parlano solo a vederle. Ad un certo punto mi avvicino al bancone mentre alle tv danno Liverpool- Arsenal si avvicina un signore per appoggiare la sua pinta appena scolata e così mi sposto, mi ringrazia e da li comincia a parlare. Capisco ben poco anche per colpa del discorso abbastanza "impastato". Faccio così conoscenza e di colpo se ne aggiunge un altro. Con fare sorpreso per la mia presenza per la partita si inizia a farsi una bevuta insieme. So a cosa vado incontro ... cerco di spiegargli che fuori mi aspetta mio figlio e senza pensarci troppo e vedendolo fuori che davvero mi aspettava, mi regalano una sciarpa appena comprata al negozio. " For your child ! " Uauhh che gesto !!! Orgoglioso la metto subito al collo a Jacopo. All'interno scattiamo qualche foto e mia moglie si stupisce per quanto ancora vuoto sia lo stadio nonostante manchi meno di un ora. Eh ci credo son tutti a bere o quasi ! La partita e' importante anche perché il giorno prima gli Hibs hanno pareggiato a Glasgow con il Celtic e quindi in caso di vittoria si andrebbe primi da soli. Prima che inizi il match faccio scorta di viveri al bar tra cui un tortino di carne che avevo gia' provato in occasione di un RangersFiorentina di qualche anno fa. Fischio di inizio lo stadio a parte la zona ospite e' stracolmo. Inno gran battimani e ... due minuti e si prende subito rigore contro e conseguente gol. No non ci credo .


Invece si, la partita risulta un continuo attaccare degli Hearts ma senza riuscire a concludere anche grazie ad un cinque o sei paratone del portiere BiancoBlu. Probabilmente risentono anche dell'ottima gara di coppa a Liverpool. Il pubblico pian piano si spegne e si sentono cosĂŹ ancor di piu' gli increduli tifosi del Dundee esaltati anche dal fatto che riescono pure a neutralizzarci un rigore che forse avrebbe riscritto le sorti dell'incontro. Esordio cosĂŹ al Tynecastle con una sconfitta per lo piu' contro gli ultimi in classifica. Niente ciliegina sulla torta dunque. Comunque a me basta, bella esperienza davvero !!! Spero di tornarci presto a sostenere gli Hearts. HEART & SOUL of EDINBURGH.

Mc.Millan


Questo viaggio nella storia del calcio Britannico e non solo e’ finito, vi ricordo di venirci a trovare sul nostro forum, ma di visitare anche i siti amici Quindi vi diamo tutti i nostri indirizzi http://rulebritanniauk.forumfree.it http://www.ukcalcio.com http://londracalcistica.blogspot.com http://rulebritannia.blogspot.com http://englishfootballstation.wordpress.com/

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