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RULE BRITANNIA ZINE ANNO: 01

fanzine autoprodotta dal forum rulebritanniauk.forumfree.it

NUMERO: 4


EDITORIALE Ebbene lo ammetto, non ho mai scritto un editoriale. E' compito arduo e non sempre facile rendere ancora più appetibili gli argomenti che troverete sfogliando il nuovo numero di Rule Britannia Zine. Forse non a caso è il numero 4. Un numero impegnativo. Come lo sono molti dei temi trattati. Una volta quando le maglie dei calciatori raccontavano la loro vera storia, questo numero significava il mediano, uno dalla faccia grintosa e spesso nemmeno troppo bella, colui che corre per gli altri, che fatica a recuperare palloni ormai persi, fra fango, sudore, e erba bagnata. Un ruolo da autentico gregario, di quelli che a fine partita se ne ritornavano silenziosi negli spogliatoi lasciando le luci della ribalta al nove, o al dieci di turno. Loro si che sono divi, loro si che sanno ammaliare le folle, fra tocchi di classe e reti da capogiro. Eppure magari hanno toccato solo un pallone, solo un misero dannato pallone in tutti e novanta i minuti. Ma il calcio è anche questo. Miseria e nobiltà. E questo nostro numero 4, proprio come un arcigno mediano vi si vuole incollare addosso con nuovi e avvincenti scorci negli splendidi corridoi del palazzo del calcio britannico. Nuove camere, nuovi saloni tutti da vivere e da gustare. Non vado in ordine cronologico degli argomenti perché per primo voglio regalare il tributo che si merita a Roberto Gotta e al suo meraviglioso “Le Reti di Wembley” uno dei libri che ha contribuito a innalzare in me e non solo in me quella famosa “Febbre” ben descritta da Nick Hornby per i club e il calcio di quelle latitudini. Il libro è una sorta di passeggiata romantica e per molti aspetti nostalgica fra gli stadi della capitale inglese, alla ricerca di aneddoti, piccoli ricordi, storie curiose, sensazioni e odori. Il tutto in un assoluto disordine organizzato senza criteri o premesse dovute, come se chi legge sa bene di cosa si parli e le domande che nascono trovassero a breve la risposta dovuta. Le Reti di Wembley, quello vero, quello delle due torri, con le sue porte ampie e quasi materne, spazia per tutti i club di Londra, dai più grandi e famosi a quello meno conosciuti ma non meno affascinanti delle categorie inferiori, un capitolo per ogni squadra, fra nomi dimenticati, maglie d'epoca, giocatori che hanno fatto fortuna e altri dimenticati, il tutto visto in una prospettiva inedita e accattivante. Ma largo poi alle storie degli iscritti, il cuore pulsante di questo forum, coloro che con i loro racconti e le loro avventure animano e regalano emozioni sempre nuove. Emozioni vere, perché dettate dalla passione, e dalla voglia di scoprire lati sempre nuovi di queste terre dove il goal e il campo da gioco sono forse solo la punta dell'iceberg di un mondo magico e straordinario. E allora se di magia trattiamo voliamo in Irlanda, luogo di fate e folletti, dove un club schiacciato dai debiti rinuncia ad iscriversi al campionato e un altro composto dai propri tifosi si candida a prenderne il posto e continuarne la storia, e a perpetuarne i colori adottando una sorta di modello cooperativo. Si tratta del caso del Galway United già ex Rovers, una causa fondamentale e importante in un calcio e in un paese in crisi come l'Irlanda, da ammirare e sostenere da chi sogna un calcio diverso e più umile. Un calcio lontano dai soldi di Premier e Champions, come quello per esempio dei Corinthian Casuals Football Club, zona di Tolworth, diciotto Km dalla stazione di Charing Cross. Un club che oggi milita nei campionati della Non-League ma che ha contribuito non poco a fare la storia del calcio inglese. Un misto d'autore, Casulas più Corinthian, rosa antico e cioccolato, 1878 i primi, 1882 i secondi. Poi l'atto d'amore che ne sancisce l'unione nel 1939. Si gioca al King George's Field ma alle volte sembra una piccola San Paolo. Ecco un altro motivo per cui leggere questa storia. Il filo “verde oro” che lega questa squadra al Corinthians brasiliano. E di fili se ne sta per legare un altro, quello che legherà il nostro Forum a questo club grazie a un accordo di sponsorizzazione che se da un lato darà una piccola mano economica alla squadra, dall'altro magari servirà per farci


conoscere e apprezzare anche nei luoghi che tanto amiamo. Scendiamo poi a Southampton per ricordare uno stadio che in barba ai concetti del sommo Euclide proponeva un improbabile e originale stand obliqua. Il primo stadio a ospitare un illuminazione permanente e che ha visto le gesta di quel Mattew Le Tissier, che i tifosi dei Saints in vena non di fanatismo religioso ma di sconfinata ammirazione avevano soprannominato niente meno che “Godâ€?, si Dio in persona. Da Southampton suoni lontani di cornamuse ci trascinano in Scozia. Sedetevi con una pinta di Tennent's in mano e godetevi la grande avventura del Queen of the South che arriva alla finale di coppa di Scozia. La squadra di Dumfries, un piccolo paesino non troppo lontano dalla frontiera inglese che nel 2008 sfidò i Rangers, e per poco non riuscirono nella grande impresa. E infine il viaggio di tre amici del gruppo Italian Celts CSC che raggiunge l'Hampden Park di Glasgow per seguire dal vivo la loro squadra del cuore, la loro passione. Un viaggio duro ma appagante. Insomma un atto di fede. Come quello di Fratello Walfrid. Buona lettura. Sr Simon

INDICE Galway United FC, Passato... e (si spera) futuro Corinthian Casuals Queen of the South..Dumfries Recensione Libro: "Le reti di Wembley" Stadi UK: The Dell Celtic - Falkirk @ Hampden Park


GALWAY UNITED FC, PASSATO... E (SI SPERA) FUTURO I primi passi del calcio a Galway Come abbiamo visto, la rinascita della città di Galway avviene con la fine del dominio Britannico e la nascita della Repubblica d'Irlanda. La prima squadra da calcio di Galway furono i Galway Rovers, fondati nel 1937 nel quartiere Claddagh, quartiere pittoresco dove il fiume Corrib sfocia nella Galway Bay e quindi nell'Oceano Atlantico. La squadra partecipò per i primi 40 anni della propria storia a competizioni amatoriali e giovanili, finchè nel 1976, visto gli ottimi risultati tra cui la vittoria della FAI Youth Cup, venne invitata a partecipare alla League Cup, gettando le basi per la trasformazione a tutti gli effetti della squadra a livello Senior. Nel 1977 la squadra esordì nella League of Ireland, ospitando al Terryland Park, storico stadio della città (che approfondirò nell'apposita sezione) il St.Patrick's Athletic. Nei primi anni la squadra fece fatica ad ottenere risultati di rilievo, ma comunque evitò sempre la retrocessione. Nel 1981 il Galway Rovers ottenne la prima finale a livello Senior, perdendo ai rigori contro il Dundalk. A fine anno la squadra, assorbendo il settore giovanile di due squadre amatoriali del luogo, cambiò nome in Galway United. L'era del Galway United La squadra, con il cambio di nome, cambiò anche marcia, ottenendo risultati di rilievo a livello nazionale e non solo. Nel 1985, primo anno dalla fondazione della League of Ireland, la squadra arrivò sesta in campionato, e soprattutto arrivò in finale di FAI Cup: anche in questo caso il Galway perse, per 1-0, contro lo Shamrock Rovers, che però avevano già vinto il campionato, permettendo dunque al Galway la prima storica qualificazione in Coppa delle Coppe. Il Galway si presentò ai nastri di partenza della competizione Europea con minime speranze di qualificazione, ma dopo la sconfitta nel primo turno per 0-1 a Copenaghen contro il Lyngby, le speranze aumentarono a dismisura: fu necessario trasferirsi da Terryaland park allo Sportsground, stadio del Rugny (dove gioca la squadra del Connacht) da 10.000 posti che furono tutti esauriti in breve tempo. Nonostante tanto entusiasmo, il Galway sfiorò solo l'impresa, perdendo 2-3. La stagione 85-86 però sarà ricordata dai tifosi del Galway anche per lo splendido testa a testa, sempre contro lo Shamrock Rovers, per la vittoria del campionato: le squadra arrivarono allo scontro diretto al Terryland con gli stessi unti a 3 giornate dalla fine. Ancora una volta vinsero i Rovers, che poi non avrebbero avuto difficoltà nelle altre due gare vincendo il loro quarto titolo consecutivo. Il Galway arrivò secondo, con la consapevolezza di essersela giocata alla pari con una squadra che ha scritto la storia del calcio Irlandese. La stagione successiva il Galway vincerà il primo titolo, ossia la League Cup, battendo il Dundalk, trovando cosi la rivincita dopo 5 anni dalla prima finale persa. Con il piazzamento dell'anno prima il Galway United partecipò alla Coppa Uefa, dove affrontarono gli Olandesi del Groningen, troppo forti per i Tribesmen, che


persero 1-5 in Olanda e 1-3 in casa. La squadra nei successivi 5 anni non ottenne grossi risultati, consolidandosi al centro della League of Ireland, trovando però il risultato migliore della ropria storia nel 1991, quando batterono in una storica finale di FAI Cup lo Shamrock Rovers, con un goal di Johnny Glynn che vendicò, anche in questo caso a 5 anni di distanza, la doppia beffa subita dai Rovers stessi. La stagione successiva lo United giocò in Europa, contro i Danesi dell'Odense, che vinsero 0-3 a Galway e 0-4 in casa. La stagione però sarà soprattutto quella della prima retrocessione in First Division della storia. Tornerà ad allenare lo storico allenatore Tony Mannion che riporterà la squadra in Premier al primo tentativo. Nel 1994 Terryland Park venne ammodernato, e la partita contro il Cork, la prima giocata in notturna, attirò 7000 spettatori, record per la squadra delle 14 tribù. Gli anni a cavallo del 2000 segnarono il Galway come squadra yo-yo, alternando promozioni in Premier a retrocessioni in First, trend terminato con la retrocessione del 2002 sempre con Mannion alla guida.Nel 1997 la squadra vincerà la sua seconda League Cup battendo 2-1 il Cork. Nel 1999 e nel 2000 il Galway arrivò in semifinale di FAI Cup, perdendo da Finn Harps e Shelbourne. La squadra non riuscì a salire in Premier fino al 2006, quando ottenne la promozione con il terzo posto in classifica. La lenta decaduta Nel 2007 venne inaugurata a Terryland Park una nuova stand che portò la capienza "seated" a 2500 spettatori. I risultati sul campo però non corrispondevano alle aspettative, comunque la squadra si salvò. Nel 2008 venne affidata a Jeff Kenna, che come player-manager riuscì a salvare di nuovo la squadra nonstante le prime avvisagli di problemi economici: la squadra fu costretta a vendere Derek O'Brian, il prezzo pregiato della roas, per andare avanti e riuscire a salvarsi nell'ultima giornata. Nel 2009 la squadra arrivò penultima, ma evitò di giocare il playout salvezza grazie alle retrocessioni di Cork e Derry per motivi finanziari. Nick Leeson, il discusso presidente della squadra, già indagato negli anni precedenti per il fallimento di una nota banca, tagliò i fondi per la stagione 2010, mettendo a rischio la permanenza del Galway nella Premier, che però partecipò e si salvò senza grossi patemi. Nel 2011 la squadra confermò il lento declino, e dopo una partenza titubante venne messa in vendita dallo stesso Leeson nel pieno della stagione. Tutti i giocatori abbandonarono la squadra, e il Galway fu costretto a chiamare ragazzini per completare il campionato: arrivarono 22 sconfitte consecutive, tra cui gli umilianti 8-0 e 7-1 subiti dai rivali storici dello Sligo Rovers. Il pareggio contro il Dundalk per 2-2, che mise fine all'infame serie di sconfitte, fu celebrata con una spontanea pitch invasion dei tifosi del Galway, che continuarono a tifare e sostenere la squadra nonostante i risultati e la situazione economica a dir poco fallimentare. La squadra concluse il campionato con 6 punti, 1 vittoria, 3 pareggi e 32 sconfitte, segnando 20 goal e subendone 115. La squadra riuscì a finire il campionato, ma il fallimento era ormai imminente: nel Dicembre del 2011 venne dichiarata fallita, e il GUST (Supporters Trust del Galway United) si mise in moto per ottenere i diritti sportivi e storici del


vecchio United, sullo schema dei FORAS del Cork che riuscirono a salvare la squadra prima e ad ottenere in un secondo momento pure i trofei e il patrimonio storico. Il presente e il futuro La Maroon Army si presenta nei primi mesi di gennaio alla FAI con il progetto di ristabilire la storia del Galway United, fondando una nuova squadra (Il GUST FC) che avrebbe partecipato alla First Division, assorbendo i colori e la storia del vecchio United in un secondo momento. Il 24 Gennaio avvenne la doccia gelata: la FAI negò la licenza al GUST, giustificando il fatto che il Trust non avesse sufficienti soldi per partecipare al campioanto. Per continuare la tradizione calcistica nella città, la FAI suggerì al Trust di unirsi con una delle altre due squadre della città, ossia al Mervue e al Salthill Devon, cosa che però venne ovviamente rifiutata dal GUST, che decise di concentrare le proprie forza per ottenere una licenza nel 2013 e partecipare dal prossimo alla rinnovata First Division, che dovrebbe riassorbire squadre storiche come il Cobh, il Kilkenny e il Carlow. Qua avvenne però una cosa inedita e clamorosa: il 26 gennaio il presidente del Salthill Devon, Pete Kelly, ottenne un accordo con la Federazione per cambiare il nome della squadra in SD Galway, cambiando i colori sociali da biancoazzurro a Granata (i colori del Galway United) e giocando non al Drom Showgrounds, il loro stadio, ma al vecchio Terryland Park. Un colpo durissimo da digerire per tutti i tifosi del Galway United, che nonostante l'invito dello stesso Kelly e della FAI di supportare il Salthill (il calcio a Galway è ancora vivo, bisogna accettare i cambiamenti le frasi più gettonate), decisero di boicottare la squadra che attualmente ha medie di spettatori di circa 100 persone. La speranza, nonostante i rapporti non certo idilliaci tra Federazione e GUST, è quella di vedere di nuovo il vero Galway United, quello dei tifosi, quello della gente, di nuovo nei campi da calcio di tutta la nazione dal 2013, non quello camuffato che sta diventando la barzelletta di una nazione intera. Anche i tifosi delle altre squadre si sono schierate apertamente al ritorno del vecchio Galway United, una squadra storica che manca a tutto il movimento calcistico nazionale. Il GUST si è prefissato un ritorno alle origini, ponendo la sede sociale a Claddagh, la dove il calcio a Galway ebbe inizio nel 1937. La strada è ancora lunga, ma il Trust sta lavorando bene per cercare di ottenere il loro risultato. A fine anno dovrebbero esserci nuovi sviluppi, e una cosa è certa: tutti i tifosi del vero calcio sono con il Gust e con la città di Galway, che ha deciso di non mollare, di andare contro questo calcio moderno che, vendutosi al business, sta cancellando storia e tradizione! Ghiraz


CORINTHIAN CASUALS CASUALS FOOTBALL CLUB Il club viene fondato nel 1878, ed era formato da ragazzi troppo vecchi per giocare nelle scuole di Eton School, Westminster School e Charterhouse School, ma piano piano si estesero, prendendo giocatori da tutte le universita' e scuole pubbliche. Nei primi giorni potevano contare su ben cinque squadre. Nella FA Cup 1890/91 arrivarono al 1 Turno perdendo 13-0 contro Aston Villa. Ma la stagione successiva hanno vinto 3-0 contro lo Stoke e 4-0 al Nottingham Forest. I Casuals probabilmente in maniera saggia, hanno deciso di abbondare la competizione. Ma fecero ottime figure nella FA Amateur Cup, perdendo la finale innaugurale 1894 contro Old Carthusians 2-1 a Richmond. Vinsero la London Senior Cup nel 1886/87, battendo Old Westminsters, invece la persero in cinque occasioni. La London Charity Cup fu vinta in sei occassioni in breve tempo.Nel 1905 furono tra i fondatori dell'Isthmian League e nel 1907 della Southern Amateur League. Vinsero la prima AFA Senior Cup nel 1908 e ancora nel 1913. Ritornarono nella Isthmian League nel 1919. Furono membri e vinsero la Surrey Senior Cup nel 1930, battendo 2-1 Nunhead. Nel 1936, vinsero la prima FA Amateur, il piu' grande successo del club, battendo 2-0 Ilford al replay giocato ad Upton Park, dopo 1-1 a Crystal Palace Arrivo' secondo nell'Isthmian League, tre anni dopo arrivo' la storica fusione con il Corinthians. INTERNAZIONALI INGLESI I giocatori del Casuals, che vantano almeno una presenza in nazionale Richard Raine Barker (1 cap),Fred Ewer (2 caps),Bernard Joy (1 cap),Arthur Topham (1 cap),Robert Topham (1 cap) SALA TROFEI Winners London Charity Cup: 1891, 1894, 1897, 1901, 1904, 1905 AFA Senior Cup: 1908, 1913 Surrey Senior Cup: 1930 FA Amateur Cup: 1936


Finalists London Senior Cup: 1889, 1893, 1895, 1896 FA Amateur Cup: 1894 AFA Senior Cup: 1909 Isthmian League: 1937 CORINTHIAN FOOTBALL CLUB Il Corinthian, vede la luce nel 1882 fu fondato da N. Lane Jackson, assistente segretario della Football Association, con l'intento di creare una squadra che superasse la supremazia scozzese. La squadra all'inizio giocava solo partite amichevoli, contro altri club amatoriale e maggior parte della zona londinese. Hanno anche fornito un largo numero di giocatori alla nazionale inglese. Durante il 1880, nei match della nazionale contro la Scozia, la maggior parte dei convocati militavano nel Corinthian, mentre contro il Galles, furono chiamati due giocatori nel 1894 e 1895. Tutta la squadra era composta da membri del club, perche' i giocatori del Corinthian provenivano da altri club, la maggior parte da team universitari. Il Corinthian, inizialmente rifiuto' di entrare nella Football League o di giocare la FA Cup, una delle loro regole presente nel statuto "Divieto di disputare competizioni o coppe con soldi in palio". Ma nel 1900, sconfissero la forte Aston Villa al Sheriff of London Shield, in quello stesso anno Aston Villa vincera' il campionato. Il Corinthian avrebbe avuto le capacita' di vincere la coppa, nella stagione 1894 il Blackburn Rovers vinse la FA Cup, battendo 8-1 il Queens Park. Il Corinthian vinse con il Rovers col medesimo risultato. Simile contro il Bury che vinse 10-3, quel stesso Bury che nel 1903 vinse 6-0 la finale di FA Cup contro il Derby County. Dopo esser entrati nell'Amateur Football Alliance, gli fu proibito di giocare qualsiasi amichevole contro squadre di Football League. La squadra inizio' a girare il Mondo per diffondere il calcio, il Real Madrid decise di adottare la maglia bianca. Durante la loro tournee' in Brasile, avvenuta nel 1910. Partirono da Southampton il 5 Agosto, arrivando a Rio il 22 Agosto. La prima partita la giocarono due giorni dopo, contro il Fluminense vincendola 10-1 con Vidal(4), Day(3), Brisley(2), Thew(1). Il successivo match fu contro il RIO XI, il Corinthian si impose 8-1 con Coleby autore di sei reti. La partita finale a Rio, fu contro il Brasile, ma il Corinthian era troppo forte, anche per la nazionale verde/oro e si impose 5-2. Il club si trasferi' a San Paolo, qui gioco' altri tre match, ma in campi piccoli, ma il Corinthian vinse entrambi i match. Palmeiras 2-0, Paulistano 5-0 e Sao Paulo 8-2. A San Paolo dei ragazzi cercavano il nome da dare ad una squadra e videro questi inglesi, battere tutte le forze brasiliane, da qui nacque una nuova leggenda il Corinthians San Paolo I giocatori che presero parte al tour furono: M.Morgan-Owen, S.H. Day, W.U. Timmis, R.L.L. Braddell, V.G.Thew, R.Rogers, C.C.Page, F.N. Tuff, J.C.D. Tetley, I.E. Snell, C.E. Brisley, A.T. Coleby, L.A. Vidal, H.C. Howell-Jones, A.H.G. Kerry. Anche della tournee' in Svezia, nacque' in onore a loro il Corinthian Bowl. Nel 1904 il Corinthian sconfisse 11-3 il Manchester United(considerata ancora oggi la peggior sconfitta della storia).


Dopo la Prima Guerra Mondiale entrano nella FA Cup, ma con scarsi risultati. Nel 1927 giocarono la Charity Shield perdendo 2-1 contro il Cardiff City Nel 1939 si unirono al Casuals e formarono il Corinthian-Casuals INTERNAZIONALE INGLESI Ecco i giocatori del Corinthian, che hanno giocato in nazionale Claude Ashton (1 cap), Alfred Bower (5 caps), Bertie Corbett (1 cap), Norman Creek (1 cap), Graham Doggart (1 cap), Tip Foster (4 caps), C. B. Fry (1 cap), Kenneth Hegan (4 caps), Arthur Henfrey (4 caps), Cecil Holden-White (2 caps), Anthony Hossack (2 caps), Vaughan Lodge (2 caps), Bernard Middleditch (1 cap), William Oakley (12 caps), Basil Patchitt (2 caps), G.O. Smith (7 caps), Geoffrey Plumpton Wilson (2 caps) CORINTHIAN CASUALS FOOTBALL CLUB Formato nel 1939 dall'unione dei due club amatoriali, Corinthian e Casuals. Ma subito dopo ci fu l'inizio della Guerra e anche la nuova squadra sospese l'attivita'. Nel 1945, il Casuals venne inserito nell'Isthmian League e pian piano inizio la sua scalata verso le posizioni alte. Nel 1988 il team acquisto lo stadio a King George's Field in Tolworth, e nel Tour in Brasile, il campione Socrates, gioco' una partita con la maglia del Corinthian. A proposito il Corinthian Casuals si sposto' dal Queen's club. Fu casa del Corinthians dal 1922. Nel 1954, il Corinthian batte 2-0 Epsom e vinse la Surrey Senior Cup, nel 1956 arrivo' la finale nella FA Amateur Cup, il match di Wembley contro il Bishop Auckland fini' 1-1 con rete di Norman Kerruish. Al replay fu vita facile per il Bishop che si impose 4-1. L'anno dopo raggiunse la semifinale dell'Amateur Cup. Dopo questo punto alto, il club ebbe un declino, ci fu solo qualche momento d'orgoglio, come nel 1965/66 quando il club raggiunse il primo turno di FA Cup, contro il Watford, ma perse 5-1. Nel 1973 il Corinthian Casuals retrocesse nell'Isthmian Division Two dove rimase fino al 1978, quando avvenne un'altra retrocessione. il Casuals dalla stagione 1983/84 furono ospiti in diversi stadi e Isthmian la espulse dal suo campionato. Ironicamente furono degli anni fantastici, con il club che raggiunse il 1 Turno di FA Cup, dopo il pareggio 0-0 in casa col Bristol City, partita giocata a Dulwich, persero 4-0 al replay. Nella stessa stagione il club fini' quinto ed arrivo al 5 Turno di FA VASE. La prima stagione nella Spartan League fu un disastro con il club che retrocesse un altra volta. Ma nella successiva stagione il club risorse ed ottenne la promozione. Rimase nella Premier Division per 12 anni. Nel 1988 fu un anno storico con il club che ottenne la sua casa a Talmworth e fece la tournee' in Brasile. Nel 1993 arrivarono secondi, nel 1995 vinsero la League Cup e nel 1996 dalla Spartan League i Casuals passarono alla Combined Counties League. Alla prima stagione nella nuova serie arrivarono subito secondi, conquistando cosi' la promozione nell'Isthmian League. Nelle prime tre stagioni in Isthmian Division 3, il club si piazzo' 10th, 11th e 10th ed il club vinse la Coppa Disciplina della Ryman League nella stagione 1999/00.


La miglior posizione in questi anni fu un 5 posto nel 2000/01 per tre punti manco' la promozione, le riserve vinsero la Suburban League South e London Intermediate Cup. In Maggio andarono in Tournee' in Brasile, conquistando la São Paulo Athletic Invitation Cup. Vinsero contro Paulistano e São Paulo AC, ma subirono una sconfitta 2-0 Corinthians Paulista U21. Nella stagione 2001/02 Isthmian League si riorganizzo i primi sei avrebbero guadagnato la promozione. Per quasi tutta la stagione il Corinthian lotto nella parti alte, ma ebbe un calo e chiuse al decimo posto. Ma grazie ad un astuto piano, che ha portato ad un ritocco dello stadio, il Corinthian riusci' a guadagnare la promozione. Nella nuova Division One South, il club fini' per due volte tra le ultime quattro classificate. La stagione 2004/05 a Capodanno il Corinthian si trovata al terzo posto, ma una sconfitta pesante con Horsham, portarono la squadra ad una crisi pazzesca, solo due vittorie in 18 partite e chiusura della stagione al 18 posto. La stagione 2005/06 fu terribile con i Casuals che chiusero all'ultimo posto, ma la fortuna arrivo' in soccorso, grazie a fallimenti rimasero nel 4 step. Le successive stagioni 2007/08, 2008/09 e 2009/10 furono di grande sofferenza, ma il Casuals riusci’ a mantenere la categoria Sala Trofei 1939 – Merger of the Corinthians and the Casuals, took Casuals' Isthmian League place on its resumption after War 1955–56 – FA Amateur Cup runner-up 1974 – Relegated to Division Two 1977–78 – Division Two renamed Division One; Relegated to (new) Division Two 1984 – Left Isthmian League 1996–97 – Joined Combined Counties League. Combined Counties League runner-up 1997–98 – Rejoined Isthmian League, in Division Three 2001–02 – Promoted to Division One South on league re-organisation Best league position: 5th in Southern League, Premier division (then level 6), 2002–03 Best FA Cup performance: 1st round replay, 1983–84 Best FA Amateur Cup performance: Runners-up (after replay), 1955–56 Best FA Trophy performance: 2nd round, 2002–03 Best FA Vase performance: 5th round, 1983–84 Hibees 1875


QUEEN OF THE SOUTH... DUMFRIES Dumfries, Scozia, dal gaelico scozzese Dun Phris. Città vibrante e vivace, che il poeta David Dunbar definì la “Regina del Sud”. Case di arenaria dall'aspetto severo e boschetti incastonati tra prati verdi e campi coltivati. Trenta miglia circa dal confine inglese. Qui, nei Borders, la frontiera non è mai stata una semplice traccia su una mappa geografica. Occorre interrogarsi sul senso da dare alla parola “Unito” nella locuzione “Regno Unito”. E' una questione complicata, difficile da gestire, spinosa come il cardo simbolo del paese. Non è passato un eternità da quando sopratutto in questo lembo di Scozia si facevano saltare in aria le cassette della posta fabbricate in Inghilterra e marcate Elisabetta II. Con un libro di storia in mano e un candelotto nell'altra gli scozzesi facevano notare (se vogliamo con una discreta logica) che l'Elisabetta originaria non era la sovrana del Regno Unito ma solo dell'Inghilterra. Dunque il ragionamento in un certo senso scorre. Se la presente regina è Elisabetta II, deve essere anzi tutto Elisabetta I di Scozia, e conseguentemente del Regno Unito.. Ma alla fine questo tipo di argomentazioni da ferventi nazionalisti alla Hugh Mac Diarmid, lasciano gli inglesi perfettamente imperturbabili. A Dumfries il poeta nazionale Robert Burns nativo di Alloway, visse gli ultimi tre anni della sua vita. Oggi all'estremità nord della High Street, campeggia la sua statua a eterno omaggio all'artista. Dalla dimora del poeta, oggi adibita a museo, a Palmerston Park casa del Queen of the South Football Club ci sono circa un paio di miglia e il Devorgilla Bridge da attravesare sul serpeggiante andamento del fiume Nith. Precedentemente l'impianto dei ”Doonhamers” era una fattoria chiamata Palmers toun, il cui terreno fu acquistato dal club nel 1921 per 1500 sterline grazie alla vendita di quattro giocatori, tre al Blackburn Rovers e uno all'Astonvilla. Per la cronaca e in ordine, Jimmy Mc Kinnell, Tom Wylie, Willie Mc Call e Ian Dickson. Il Queen of the South F.C. era nato due anni prima frutto di una riunione pubblica in cui cinque giovani appassionati proposero di unificare le società calcistiche locali e quelle della vicina Maxelltown. Dumfries Fc, Kings Borderers, e Arrol Johnston. L'appellativo Regina del Sud si deve come detto in precedenza al poeta locale David Dunbar che nel 1857 in un discorso pre elettorale così definì l'amena cittadina. A dire il vero pare che il Dumfries Fc abbia declinato l'invito e il compito di organizzare il nuovo sodalizio spettò agli altri due club. Ad ogni modo il 16 agosto 1919 le autorità locali e la banda musicale cittadina inaugurarono la prima partita amichevole della squadra contro il Nithsdale Wanderers terminata con un salomonico pareggio per 2-2. Venti giorni dopo è già tempo invece per il primo match ufficiale di coppa. Arriva il Thornhill, e arriva il secondo pareggio questa volta per 1-1. Divisa blu con pantaloncini bianchi, e una sentenza in testa: “A lore Burne”. L'etimologia del motto va ricercata nel fatto che Dumfries sorgeva in passato su una palude e questo incitamento ne rappresentava il grido prestabilito di battaglia in caso d'attacco nemico. Ma a questo punto occorre infilarci nel tunnel del tempo, perché se la storia di un club si misura dalle imprese grandi e piccole che siano, il Queen of The South la sua impresa l'ha sicuramente compiuta nel 2008 quando arrivò a sfiorare il successo nella FA Cup scozzese. Il presidente Davie Rae decise di dedicare più tempo alla sua avventura nel mondo del calcio, e come prima mossa annuncia l'ingaggio di manager Gordon Chisholm e del suo assistente Kenny Branningan. Chisholm proviene dal Dundee United e in carriera è stato un discreto difensore centrale con il vizio del goal come testimoniano le sue stagioni sopratutto al Sunderland e al Dundee FC, con un intermezzo non male neppure a Easter Road con gli Hibs. Nato a Glasgow nel 1960, città di fazioni confessionali, Gordon ha un po' il volto da pastore prebiteriano, ma il moto perpetuo del verbo lo usa non nei sermoni domenicali ma nelle beghe dello spogliatoio il sabato


pomeriggio. Evangelico a suo modo. E le prime dieci partite di campionato senza sconfitte rendono merito ai suoi metodi. La strada in coppa di Scozia incomincia in modo esaltante con un successo in trasferta per 5-0 con il Peterhead. Doppietta di Dobbie e O'Connor, e sigla finale di Paul Burns. Stephen Dobbie un po' come Chisholm si porta dietro lo spirito di Glasgow, biondino apparentemente ciondolante e assonnato magari appoggiato a un muro di George Square, in realtà prodigo e sveglio attaccante al momento del bisogno. O'Connor nasce invece a Wolverhampton nel 1981 è inizia la carriera nell'Hednesford Town prima di giungere a Dumfries. Assomiglia a un pilota della RAF, sempre sorridente in campo e vagamente ironico fuori, le sue “incursioni”porteranno 33 centri durante la sua permanenza a Palmerston. Archiviata la pratica Peterhead ne arriva un altra apparentemente più semplice contro i dilettanti del Linlithgow Rose. Finirà quattro a zero con le solite firme di O'Connor e Dobbie, un autorete sfortunata di Mc Arthur fra gli ospiti e un goal di Thompson. Jim Thompson, il capitano. Uno nato a Stirling, dove nelle notti di tempesta il vento urla intrighi e grida di battaglia. E lui la faccia del guerriero c'è l'ha tutta. Un guardiano silenzioso, un difensore di clan. Nel Queen of the South, arriva nel 2001 ma già aveva fatto un piccola esperienza nei “Queens” fra il 1997 e il 1999. Alle spalle una bella esperienza nel Clyde con 151 presenze e 11 reti. In coppa intanto si incomincia a fare sul serio. Il turno successivo prevede l'ostica trasferta al Cappielow Park contro il Greenock Morton. Dopo un primo tempo di timide schermaglie, O'Connor decide che è il momento di passare a fatti più concreti e al 46°, proprio in apertura di ripresa arriva il vantaggio, consolidato a tre minuti dal termine dalla rete di John Stewart che chiuderà i conti. Per i quarti di finale l'urna del sorteggio dice Dundee FC a Palmerston Park. Sarà il giorno di Ryan Mc Cann centrocampista di Blantyre, ragazzotto uscito dall'Oliver Twist, che segna un goal da quasi 80 metri all'ultimo minuto di gioco. Non sarà il goal decisivo perché il solito Sthepen Dobbie aveva già portato in vantaggio i Doonhamers al 52°, ma la prodezza resta eccome. A questo punto si va a Glasgow per le semifinali. Ad attendere il Queen of The South c'è l'Aberdeen e la magia dell'Hampden Park. Anche la camera dei comuni di Dumfries & Galloway si congratula con i ragazzi di Chisholm per il grande risultato raggiunto. Da Dumfries per la semifinale si muoveranno in 10000. Una carovana bianco blu, carica di entusiasmo e speranze. Sarà la grande esperienza di Stevie Tosh a aprire le marcature con i Dons al 22°. Tosh è un centrocampista che ha girovagato in lungo e largo per la Scozia fino a che nel 2007 la sua parabola tocca Dumfries. L'Aberdeen non ci sta e ribatte. Arrivano allora i goal di Burns e O'Connor. Ma i rossi pareggiano sempre i conti. Alla fine però John Stewart sigla la marcatura decisiva. Il tabellone recita 4-3, il risultato più ampio mai ottenuto in una semifinale di coppa di Scozia. La gioia è alle stelle. Il commentatore Sandy Jardine e il giornalista Hunter Davies, parlano di incredibile partita, e fanno i complimenti alla squadra. Robert Duvall leggenda di Hoolywood che a Dumfries aveva girato un suo film “A shot at glory” manderà un telegramma di in “bocca al lupo” per la finale al club. La finale già. Solo a nominarla l'altra finalista arriva un brivido lungo la pelle. Rangers, Glasgow Rangers. Il 24 maggio 2008 sono quasi in 50000 sugli spalti, ovviamente i “Gers” sembrano i padroni di casa. Il Queen of The South inizia con la stessa squadra che aveva battuto l'Aberdeen in semi-finale con Stephen Dobbie e Sean O'Connor up-front in un chiaro 4-4-2. Il centrocampo era composto da Paul Burns , Neil MacFarlane , Steve Tosh e Jamie McQuilken. La linea difensiva recitava, Ryan McCann (l'eroe del quarto di finale contro il Dundee con il suo goal che reclama il libro del Guinness dei


primati, Jim Thomson , Andy Aitken e Robert Harris . Jamie MacDonald a difendere la porta. Sean O'Connor fu l'unico giocatore non scozzese in quella squadra. L'unico invece a non essere in campo della squadra vittoriosa in semifinale è stato l'ex Rangers, il giovane Brian Gilmour, al suo posto Scott Robertson . I Rangers, del santone Walter Smith vanno dentro con questa formazione, mentre Hampden fa salire un Penny Arcade da brividi. Alexander, Whittaker, Cuellar, Weir, Papac, Beasley, Thomson, Ferguson, Mc Culloch, Boyd, Darcheville. La panchina avrebbe fatto le fortuna di un sacco di squadre della SPL e non solo..Ma il Queen of the South non appare timoroso nelle fasi iniziali tanto che prova subito a rendersi pericoloso con l'accoppiata Dobbie, O'Connor. Però saranno i Rangers a colpire per primi. La rete arriva al 33° grazie a una magistrale punizione di Chris Boyd. I “Queens” reclamano un rigore ma il sgnor Dougal non è d'accordo. Pare mettere tutti d'accordo invece la rasoiata di Beasley al 43° del primo tempo che sembra davvero mettere in ghiaccio la partita. Ma nel giro di due minuti fra il 50° e il 52°. Prima Steve Tosh in maniera rocambolesca, poi Thomson di testa, riagguantano un insperato e clamoroso pareggio. Ora a cantare è lo spicchio arrivato da Dumfries, “O when the South..oppure We know our Manners. Ma le gerarchie del calcio questa volta nonostante tutto verranno rispettate. E il goal di Boyd a venti dal termine mette definitivamente la parola fine ai sogni degli uomini di Chisholm. Il Queen of the South alla fine riceverà l'applauso sentito dei suoi tifosi e non solo. La coppa è sfumata, l'anno successivo ci sarà un breve ma storica apparizione in Uefa, resta il fatto che quei ragazzi, hanno lottato e creduto, virtuosi e leali. E poi se anche nella Bibbia c'è posto per questa squadra, attenti a come ci comportiamo con essa... Luca 11:31 "La regina del sud si leverà a giudicare gli uomini di questa generazione e li condannerà ..." Sr Simon


RECENSIONE LIBRO: LE RETI DI WEMBLEY "Le reti di Wembley" scritto da Roberto Gotta è in assoluto il mio libro preferito tra quelli che trattano l'argomento "calcio inglese". Questo libro non è una semplice narrazione di fatti, un semplice racconto o una descrizione di eventi.... le parole scritte da Gotta sembrano parole pronunciate da un amico con la mia stessa passione per il calcio britannico e per la Gran Bretagna, sembrano consigli, ricordi, aneddoti, impressioni e sentimenti di una persona che veramente ama queste passioni e che le vive in prima persona con grande trasporto. Mi è sembrato di leggere qualcosa di più di un semplice libro... per me "Le reti di Wembley" è una straordinaria raccolta di sentimenti puri che condivido e che mi è sembrato di vivere insieme all'autore. Il libro parla delle esperienze di Gotta durante le sue visite ai principali stadi di Londra, ma il suo modo di raccontare è talmente amichevole, scorrevole e semplice che la voglia di leggerlo tutto d'un fiato è inevitabile. Questo è sicuramente il libro che ho letto con più piacere senza mai momenti di noia, ma sempre incuriosito dalle dettagliate descrizioni di ogni cosa.... dalle persone, agli stadi, dalle zone di Londra visitate ad accenni sulla storia dei club. L'autore ci spiega come è nata la sua passione per questo calcio, che da bambino poteva seguire solo sporadicamente con poco, ma preziose immagini trovate su qualche magazine o qualche spezzone di partite trasmesso dalla tv. Erano ancora i tempi in cui non c'erano internet e sky e le cose preziose forse si apprezzavano ancora di più proprio perchè difficili da raggiungere e quelle poche piccole cose bastavano per far sognare e per immaginare quel calcio così bello e diverso. Gotta ci racconta in maniera semplice e diretta le sue emozioni, ma anche quello che ha visitato e che agli appassionati del football interessa parecchio... stupende descrizione degli stadi, dei tifosi, dell'atmosfera, della disponibilità della gente.. ed addirittura anche delle spiegazioni delle strade da prendere per raggiungere gli stadi.... Gli stadi che ha visitato e dei quali ci racconta sono Highbury per l'Arsenal, The Valley per il Charlton, Stamford Bridge per il Chelsea, Underhill per il Barnet, Craven Cottage per il Fulham, White Hart Lane per il Tottenahm, Vicarage Road per il Watford, Sellhurst Park per il Crystal Palace, The Den per il Milwall, Kingsmeadow per il Wimbledon, Upton Park per il West Ham, Griffin Park per il Brentford, Loftus Road per il QPR, Brisbane Road per il Leyton Orient e naturalmente Wembley. Quindi non solo le grandi blasonate squadre di Londra, ma anche quelle più piccole e meno conosciute, ma non per questo meno amate dai rispettivi fantastici tifosi. Questo è un bellissimo viaggio nel quale Gotta "ci accompagna per mano" attraverso stadi, pub, strade, ma soprattutto attraverso ricordi meravigliosi. Un capitolo per ogni squadra e stadio, un insieme, una raccolta, disordinata, come piace dire proprio a Gotta, di ricordi e piccole storie, una specie di discussione tra amici senza regole e criterio. Un libro da leggere e rileggere, da portare magari con sè a Londra, una guida per tutti noi italiani appassionati di calcio britannico.


Forse è proprio il fatto che sia stato "uno di noi" ad aver scritto questo libro a rendere "Le reti di Wembley" unico nel suo genere ed appassionante. Gotta ha scritto proprio "interpretando se stesso e tutti noi" e quindi ognuno di noi può facilmente immedesimarsi nei suoi racconti, perchè sono frutto di passioni che anche noi condividiamo e possiamo capire ed interpretare alla perfezione. Dalle sue parole traspare un grandissimo amore per questo tipo di calcio, per questa città e per questa gente, questi tifosi, così diversi e lontani da quelli presenti in Italia. Vorrei ringraziare Roberto Gotta per aver scritto questo libro ed averci così resi partecipi di queste bellissime emozioni e lo vorrei ringraziare anche per avermi fatto conoscere tante nuove cose e per avermi fatto appassionare, se possibile, ancora di più, sempre di più al caro vecchio football!!


STADI UK: THE DELL(SOUTHAMPTON) Fu la casa del Southampton dal 1898 fino al 2001. Conteneva 15,200 spettatori e come non possiamo dimenticare le telecronache di Tele + con le belle tribune in legno, che trasudavano vero calcio inglese


CELTIC-FALKIRK @ HAMPDEN PARK Il racconto di 3 ragazzi dell'Italian Celts CSC andati ad Hampden Park a seguire il Celtic nella semifinale di Coppa di Lega lo scorso weekend. Un viaggio incredibile: Bergamo - Dublino Glasgow - Manchester - Bergamo, a seguito di una fede...cosa ti fa fare l'amore per i Bhoys!!! Tralasciando i 2 giorni precedenti a Dublino, la trasferta ufficialmente sarebbe dovuta iniziare con la serata al pub del padre di Stokes, che sfortunatamente per "oscuri" motivi era chiuso. All'arrivo all'euro hostel ci comunicano che la stanza sarebbe stata disponibile dalle 3 del pomeriggio, dopo un piccolo spuntino ci dirigiamo verso Gallowgate destinazione il Bairds dove dopo un paio di birre giunge l'ora di trasferirci ad Hampden Park, cerchiamo un taxi e non trovandolo chiediamo a dei tifosi se sapevano com arrivare ad Hampden o dove potevamo prendere un taxi, dopo aver girato a vuoto per un pò veniamo letteralmente rapiti e caricati su questo furgone dai tifosi a cui avevamo chiesto informazioni fra cui c'era anche la nostra vecchia conoscenza del Bairds, il bello, che di nome fa Joe. Dopo varie peripezie arriviamo in prossimità di Hampden, dove dovevamo incontrarci con Conor (ragazzo delle Green Brigade conosciuto a Udine) per recuperare i biglietti che avevamo comprato ( un particolare ringraziamento a lui ). Enratati allo stadio siamo andati a far sistemare la bandiera degli Italian Celts a bordo campo, cosa molto lunga a causa di un supervisor che non aveva la minima voglia di venire ad esporlo. Sulla partita nulla da dire a parte chenonè stata la nostra miglior partita e qua il merito va al falkirk che si è schierato in campo molto bene una nota di merito ai tifosi e alla Green Brigade in particolare per aver cantato e lanciato cori per tutto il match. A fine partita avendo perso ilnostro passaggio di ritorno coni nostri rapitori aspettiamo il bus che ci riportain ostello, pulman pieno di tifosi che continuano i festeggiamenti con cori anche sul bus per la "felicità" dell'autista. Dopo una doccia e un kebab dal mitico italo-afgano dietro l'ostello ci dirigiamo nuovamente a Gallowgate per festeggiare la vittoria e la qualificazione, ci buttimao in questo nuovo pub, "the hoops", dove framusica e birra passiamo la serata( l'unico neo non capivano mai che birra volevamo ma pazienza). Uscendo dal Hoops ci spostiamo al 67 che stava chiudendo, dove troviamo due signori concui iniziamo una conversazione sul celtic, mentre la proprietaria dice a francesco che a me e ghido ci aveva visto mentre lui non lo avevamai visto (molto bello il fatto che si ricordasse di noi, peccato la non presenza dell'altra barista eheh). Quando il pub chiude Ziggy (il fratello della propretaria) e l'altro signore ci invitano ad andare a bere qualcosa, ma ormai stanno chiudendo tutti i pub e non ci fanno entrare,al che ci portano al pub di un loro amico tale Joe Berlusconi, dopo un 'ultima birra ci separiamo e Joe e presubilmetne il figlio ci accompagnano ad un Celtic club in London road, mai ci sarebbo aspettati di trovarci nella sede del Celtic Supporter Association;dopo ancora un paio di birre e la visita della sede mostrataci da Joe che sembrerebbe essere una persona piuttosto importante (come il cognome dimostra del resto eheh)ci riaccompagna in ostello dove lo ringraziamo e dove ci invita la mattina dopo a passare dal suo pub ( purtroppo non abbiamo fatto in tempo e gli abbiamo amndato le nostre scuse per questo ). Cosi si conclude un altra trasferta precisamente da Manchester dove siamo andati a prendere l'aereo per il ritorno a casa. HH PS grazie a Ghido e Francesco per la compagnia e grazie a tutti quelli che abbiamo incontrato e soprattutto grazie al Celtic perchè solo in una squadra cosi con questi tifosi possono succedere certe cose! Mc Giro


RULE BRITANNIA ZINE

Vi ricordo che se volete interagire con noi, potete scrivere a londracalcistica@libero.it oppure venirci a trovare sul nostro forum http://rulebritanniauk.forumfree.it Prima di salutarvi, vi ricordo i nostri siti amici http://londracalcistica.blogspot.co.uk/ (le avventure di un italiano che vive a Londra, nei piccoli campi londinesi) www.ukcalcio.com (ottimo sito, dove trovare news in italiano sul nostro calcio) Arrivederci al prossimo numero

Profile for marco parmigiani

Numero Quattro  

Galway United FC, Passato... e (si spera) futuro Corinthian Casuals Queen of the South..Dumfries Recensione Libro: "Le reti di Wembley" Stad...

Numero Quattro  

Galway United FC, Passato... e (si spera) futuro Corinthian Casuals Queen of the South..Dumfries Recensione Libro: "Le reti di Wembley" Stad...

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