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Periodico del “Comitato Rinascita Aulla-Lunigiana” - COPIA GRATUITA

CHI SONO I RESPONSABILI?

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a società contemporanea è oggi definita come la ‘società del rischio’. Sia il rischio, sia il pericolo presuppongono un’incertezza in riferimento a danni futuri, ma mentre il rischio è la conseguenza di un atto decisionale, il pericolo proviene dall’esterno. Il rischio coincide con l’incertezza: un’incertezza qualificata dal momento che essa non deriva dallo sfasamento temporale dell’accadimento futuro quindi non conosciuto, bensì perchè connessa ad aspetti di ignoranza non ammessa o di mancata diligenza. Fondamentale l’aspetto del passaggio dal pericolo al rischio: chi agisce senza mitigare il rischio è responsabile delle conseguenze, sapendo che esiste un pericolo. Se dietro c’è sempre l’uomo, se il rischio è sempre riconducibile in modo mediato o anche immediato ad una o più decisioni del potere, allora è sempre possibile trovare un responsabile, è una deduzione logica non è la caccia alle streghe. Se in passato molti eventi potevano essere attribuiti al caso o al destino, ora per ogni calamità si può individuare uno o più responsabili. Interpretare gli eventi dannosi come prodotto dell’attività dell’uomo, piuttosto che come incidente o disgrazia porta con sé la necessità che si squarci il velo su ciò che è successo in Lunigiana e altrove. L’alluvione del 25 ottobre 2011 ha causato perdite di affetti e ha creato solchi profondi sulla stabilità psicologica, economica e sociale delle persone colpite e dell’intera comunità, le storie raccontate in questo numero lo testimoniano, sarà lungo il processo che porterà al recupero, alla ricostruzione e ad alla rinascita. Ma affinché ciò avvenga, per voltare pagina, è necessario che si faccia chiarezza, che emerga un’affermazione di responsabilità, questo è ineludibile e ormai improcrastinabile. Sarebbe meno incerta questa società se il potere agisse con un’etica, in cui la responsabilità sia proporzionata al potere, il potere sia proporzionato alla conoscenza sociale, economica e tecnica e abbia come unica missione il benessere dei cittadini. Emanuela Ferrari

Anno 1 Numero 4 - Ottobre 2012

“Vogliamo dare un contributo alla nostra città”

Il Comitato Rinascita fa un bilancio tra attività, iniziative, proposte e… giornalismo Ad un anno da quel 25 ottobre il Comitato si interroga su quanto avrebbe potuto fare di più, su quanto ha fatto, ma anche sulla bontà di quella intuizione, sullo spirito volontaristico e solidaristico che lo ha animato e guidato lungo quest’anno. Fermo il ricordo per le vittime, nell’immediatezza, il Comitato si è impegnato perché le persone più colpite avessero il maggior risarcimento possibile, in tempi più contenuti. I nostri interventi, le nostre pressioni in Regione, Comune non sempre sono stati visti bene e capiti dalle Pubbliche Amministrazioni, soprattutto a caldo, quasi che un Comitato non avesse necessariamente questo primario compito, o come se dietro questo impegno ci fossero altri obiettivi. Il Comitato ha operato anche una raccolta di fondi che ha interamente devoluto alle famiglie alluvionate. Si è fatto portavoce delle istanze della gente, non ha mollato dalle posizioni che riteneva giuste e ha ottenuto ascolto per il parco fluviale, per la risagomatura dell’alveo per una serie di scelte che fossero condivise con la collettività aullese. Ha insistito per la salvaguardia del Poliambulatorio, anzi per la costruzione di un Polo Sanitario ad Aulla, si è battuto per la conservazione del Liceo, unico Istituto Superiore. Ha realizzato iniziative di forte aggregazione, incontri, dibattiti, presenza vigile nei confronti delle Istitu-

zioni che, nel tempo, hanno mutato atteggiamento riconoscendone il ruolo di stimolo, di proposte e di costruttiva e non pregiudiziale critica propositiva. La stessa realizzazione di questo periodico “Rinascita Aulla Lunigiana - Il Ficcanaso” non è stata cosa da poco per dar voce alla gente e per esprimere un pensiero libero e contenuti veri alla gente. In molti aullesi il sottotitolo “Ficcanaso”, dopo tanti anni dalla Liberazione, ha richiamato alla mente un momento, ora come allora, di rinascita, di voglia di ripartire, di non conformismo e di libertà di pensiero. Ed ora? Il nostro impegno è solo agli inizi, ripresa, sviluppo economico non possono essere disgiunti da uno sviluppo e da una ripresa morale, sociale e culturale. Il nostro ambizioso obiettivo, il nostro concreto impegno è di coniugare queste due facce di una stessa moneta. Saremo felici se riusciremo a dare un contributo in questo paese, che oggi si chiama città, affinchè tutti i cittadini comprendano come i due aspetti del rilancio di questo territorio siano intimamente e sinergicamente collegati; la storia ce lo insegna, noi ne facciamo tesoro e garantiamo tutto il nostro impegno e tutto il nostro entusiasmo in questa direzione. Roberto Valettini

Contributi solo alle imprese che hanno reinvestito Liquidati oltre tredici milioni di euro dalla Regione e Fidi Toscana

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ono 289 su 315 le pratiche ammesse ai contributi regionali destinati ad imprese e professionisti della Lunigiana colpiti dall’alluvione del 25 ottobre 2011. Queste imprese dovranno rendicontare tutte le spese inserite nella richiesta di contributo presentata a Fidi Toscana, riceveranno 13 milioni e 362mila euro, una boccata di ossigeno non solo per le imprese ma anche per tutta la comunità tutta, un volano di liquidità che si spera generi un effetto moltiplicatore. Il Commissario Enrico Rossi ha firmato l’ordinanza con cui si approva l’elenco delle domande ammesse a contributo e nelle due prossime settimane sarà pubblicata sul Burt. Le imprese in elenco potranno completare l’iter per l’incasso nel caso non abbiano ancora fornito le fatture e i relativi pagamenti. Ad un anno esatto dall’alluvione chi ha investito nella ricostruzione incasserà il 75% di contributo in conto capitale a fondo perduto per impianti, strutture, macchinari, attrezzature, autovetture e motocicli e il 30% per le scorte. ll 30% per le scorte però non è una percentuale sufficiente ad indennizzare il danno delle imprese commerciali che è la stragrande maggioranza delle imprese alluvionate. In prossimità del Natale infatti avevano i magazzini pieni di merce. Purtroppo sull’ordinanza ministeriale il Governo non ha voluto porre mano, proprio perché aveva già in programma di annientare i contributi per le calamità naturali sostituendoli con le assicurazioni private, sollevandosi quindi da future responsabilità finanziarie. Rimangono quindi senza alcun tipo di finanziamento le 26 imprese non ammesse a contributo e quelle che non sono riuscite a reinvestire, visto che non si è seguita la doverosa logica risarcitoria bensì quella meno onerosa per lo Stato che è quella del reinvestimento. Marco Pinelli


Partecipare alla ‘cosa pubblica’ ai tempi di internet Come l’alluvione ha cambiato il pensiero e il modo di agire della cittadinanza

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n tempi in cui si fa un gran parlare di democrazia diretta, c’è soltanto uno strumento formidabile per avvicinarsi ad una partecipazione sempre più ampia dei cittadini alla vita pubblica, il social network. Le potenzialità del web possono rovesciare governi, infiammare rivolte, scoperchiare segreti imbarazzanti. Anche il Comitato ha dato vita da subito ad una pagina Facebook che raccogliesse ogni tipo di news, critica, contributo e suggerimento, da parte di tutti gli iscritti, che oggi sono circa 550. Una bacheca digitale dove informare velocemente anche sulle iniziative interne al Comitato e pubblicare ogni tipo di materiale, dai verbali, allo statuto, ai contributi ricevuti, per raggiungere da subito trasparenza ed efficacia. Passato il disastro e la fase della risistemazione della città, è iniziata la fase della rifondazione e della ricostruzione, non soltanto negli edifici, ma anche nella gestione di una comunità che ha troppe volte accettato passivamente qualunque tipo di azzardo politico-amministrativo. Da quel terribile 25 ottobre, la pagina di Facebook, è diventata luogo di contributi, di idee, proposte, reportage più o meno tecnici e professionali, da parte di tutti quei cittadini che hanno smesso di delegare totalmente ad altri la “cosa pubblica”, per

provare ad essere loro stessi parte in causa. Del resto, lo spirito della rete è l’esistere per tutti, ma è anche il suo rischio principale. Chiunque può scrivere qualunque cosa e sentirsi direttamente lanciato nell’agorà pubblica, al centro di una piazza virtuale ma concreta nelle conseguenze che può portare una parola. Il Comitato non ha la pretesa di affermare che l’angolo mediatico creato possa essere la soluzione dei molti mali della nostra terra, né vuole sostenere che la partecipazione aperta a tutti lo sia poi effettivamente fatta da ogni componente del gruppo, ma è pur vero che ogni giorno, a disposizione di tutti, ci sono occasioni per informarsi e dare voce alle perplessità. Se non è la fine del percorso è di certo almeno un inizio. Sarà forse il caso che ci si inizi a convincere che la rete può essere veicolo non solo di qualche polemica facile e aiutata dall’anonimato del web, ma anche di una rinascita davvero, di quel pensiero libero dai tristi e consueti giochi di favori e convenienze, che hanno portato ai risultati che il 25 ottobre non ha fatto che sottolineare in modo crudele e impetuoso. Achille Fiorentini

Dalla nostra pagina Facebook...

“MA QUALCUNO I SOLDI DI RISARCIMENTO DELL’AUTO LI HA RICEVUTI? IO HO PRESENTATO DOMANDA E FATTURA NUOVO ACQUISTO DA MESI E NON HO RICEVUTO NESSUNA COMUNICAZIONE NE TANTOMENO I SOLDI…” “TANTE PERSONE MI HANNO CHIESTO DEL PERCHÈ UNA RUSPETTA NEL FIUME E SE LA STESSA HA UN COSTO O QUANTOMENO UNA RAGIONE DI ESSERE LÌ...” “OGGI IN QUEI POCHI ISTANTI È COME SE IL TEMPO SI FOSSE FERMATO, ABBIAMO RIVISSUTO QUEI MOMENTI DELLO SCORSO 25 OTTOBRE, QUANDO SI SONO PERSE X SEMPRE LE SPERANZE DI UN FUTURO MIGLIORE. DA QUEL GIORNO È RIMASTO TUTTO UGUALE, IL FANGO NON C’È PIÙ MA AL SUO POSTO SI È INSEDIATA LA PAURA CHE POSSA SUCCEDERE DI NUOVO…”

Facebook e siti internet: il dopo alluvione scorre sul web Tanti i gruppi ‘virtuali’ nati dopo il 25 ottobre per diffondere idee e informazioni

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l dopo alluvione scorre... sul web. Facebook, siti internet, post e commenti: tutto per tenersi aggiornati su eventi e progetti. La rivoluzione dei nuovi mezzi di comunicazione investe la Lunigiana e fioriscono siti e gruppi facebook dedicati a comitati o onlus nati dopo l’alluvione di ottobre. Aulla è il comune più ricco: ci sono il gruppo del Comitato per la Rinascita di Aulla e della Lunigiana che conta ben 548 membri, quello di Aulla per il futuro dei bambini con 273, ma ci sono anche altre pagine come Aulla ti amo e Vivi Aulla. E sembra sul serio che tutte le informazioni passino di lì. Nel mese di settembre piovevano i commenti sulle scuole, ma c’è stato il momento in cui sui faceva ‘propaganda’ per il referendum dei genitori e molti post dedicati a varie iniziative ed inaugurazioni. Ma l’argomento che ha destato più interesse tra gli aullesi è stato quello sulla cittadinanza onoraria ad Enrico Rossi che ha registrato oltre quaranta commenti sulla pagina del Comitato per la Rinascita. Senza dimenticare l’allerta dello scorso mese, tanti i commenti negativi sulla sorta di ‘allarmismo’ che è stato creato dalle telefonate arrivate nelle case degli aullesi. Nel gruppo della onlus Aulla per il futuro dei bambini, associazione voluta soprattutto da genitori ed insegnati, si parla prevalentemente di scuole, parchi gioco e iniziative dedicate ai più piccoli. Aulla ti amo

è invece una sorta di ‘piazza’ per discutere dei problemi del territorio, affrontare discussioni che siano in grado di stimolare idee sulla pubblica istruzione, il rapporto scuola-territorio ma anche arte e cultura mentre Vivi Aulla si dedica agli appuntamenti del territorio. Anche il comitato per la Rinascita di Mulazzo ha una pagina facebook. Meno interattivi ma di certo più dettagliati i siti internet: tutti i comitati ne hanno uno, all’interno video, fotogallery, news, eventi di beneficenza ma anche contatti e indicazioni per le donazioni. Monica Leoncini

Sono arrivati i contributi per le auto

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i sono quasi del tutto conclusi i pagamenti a contributo delle automobili alluvionate. Solo nel comune di Aulla sono state 289 le domande ammesse per l’acquisto di una nuova auto e in questi giorni si è conclusa la seconda fase della procedura per i pagamenti. Le prime domande erano 221, complete della documentazione necessaria, erano state liquidate durante il mese di luglio, quando i beneficiari hanno ricevuto sul loro conto corrente il contributo al quale avevano diritto, con mandati di pagamento effettuati direttamente dal commissario straordinario Enrico Rossi. I contributi pagati a luglio erano di oltre 900mila euro, ai quali si devono aggiungere i nuovi contributi per 35 automobili. L’istruttoria è stata portata avanti dagli uffici regionali, comunali e dalla struttura unica della Polizia municipale, questa sinergia tra enti ha consentito una rapida soluzione della variegata casistica ed anche uguaglianza di trattamento per tutte le domande di contributo, esaminate in modo coordinato e uniforme per tutti i cittadini lunigianesi. In tutto i contributi erogati dal Commissario Rossi superano il milione di euro. Non solo, in questi giorni il comune sta inviando una lettera ad altri 33 cittadini che hanno perso la loro automobile durante l’alluvione, con l’invito a provvedere all’integrazioni non ancora effettuate. Bisogna consegnare il certificato di rottamazione e la fattura di riacquisto o riparazione, entro il due gennaio prossimo. Ad integrazione eseguita anche loro avranno diritto al contributo. Non finisce qui, sembra che ci siano altri soldi proveniente dalla Regione che ha predisposto un proprio decreto con il quale è stato concesso un contributo fino a mille euro per le auto e le moto rottamate che non avevano i requisiti per ottenere i contributi previsti dall’ordinanza della Protezione civile nazionale. I cittadini destinatari di questo contributo regionale sono 114, a loro l’assegno verrà elargito dal comune di Aulla entro il mese di novembre, appena saranno pervenute le risorse. In tutto sono 403 i cittadini aullesi che hanno avuto il contributo con risorse pubbliche. M. L.


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arà meglio che Marta vada a spostare la macchina parcheggiata lungo viale Lunigiana?”. “Penso di si. Dille di stare attenta”. Questo ci siamo detti mia moglie ed io pochi minuti dopo le 18,35 del 25 ottobre. Poi mi affaccio alla finestra dietro al mio studio, fra le poste e la Conad e vedo che dalla strada inizia ad arrivare l’acqua. Telefono a mia moglie, riesco solo a dirle di richiamare nostra figlia per farla tornare in casa, sta arrivando l’acqua. Poi cade la linea, riprovo a chiamare ma trovo occupato, riprovo, niente. Vedo la mia macchina che inizia a galleggiare e poi sparisce nel corridoio dei box dell’altro condominio. Dopo circa mezz’ora e decine di tentativi mia moglie risponde, mi dice cha Marta è tornata in casa perché appena uscita dal portone l’acqua le arrivava fino alle ginocchia. Dico loro di restare in casa senza muoversi e di salire al piano di sopra. Saltano tutte le linee telefoniche, non ho più notizie, dopo due ore, arriva mio figlio che viene a cercarmi, torno con lui a casa a piedi. Trovo tutti disperati ma incolumi. Per un attimo sono egoista penso che siamo stati fortunati, siamo tutti salvi e la casa non è danneggiata. Verso le due andiamo a letto, non dormiamo ma riposiamo, il mattino è tutta un’altra cosa, paesaggio lunare, desolazione, tristezza e rassegnazione. Nel pomeriggio iniziano ad arrivare tantissimi giovani che iniziano ad offrire il loro aiuto. Cambia tutto: una lieve serenità si insinua in noi e prende il posto della disperazione. I giovani ci contagiano con il loro ottimismo e la loro spensieratezza. Io e la mia famiglia c’eravamo, io ho fatto ben poco per i miei problemi di salute, ma c’ero ed ho respirato a pieni polmoni quell’atmosfera. Ciò che è successo ci ha toccati profondamente e penso che non riusciremo mai a dimenticarlo. Mi rattrista la morte delle due persone. Una, Claudio, lo ricordo con grande affetto, abbiamo giocato assieme da bambini, abitava a pochi passi da me. Un grazie ai “giovani del fango” di Aulla qualsiasi sia sta la loro provenienza. Antonio Mazzini

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stato terribile. Quella sera ero in negozio, al piano di sotto. All’improvviso ho visto uscire molta acqua dal bagno, che ha inondato anche l’antibagno. Non avevo mai visto una cosa del genere. In un attimo si è riempito tutto. Mi sono chiesto cosa stesse succedendo. Sono uscito di corsa per raggiunge le scale ma non potevo. L’acqua aveva sfondato anche la pesante porta tagliafuoco che abbiamo di sotto. La corrente era fortissima, non potevo né camminare né nuotare. Non era solo acqua, era fango, melma, nera e freddissima, impediva ogni movimento. La paura poi non mi dava tregua. Con tutte le mie forze mi sono aggrappato agli scaffali ma non potevo muovermi. Per fortuna c’era mio figlio che mi ha soccorso, lanciandomi una pentola alla quale mi sono aggrappato tenacemente. Con forza lui mi ha tirato sulle scale, verso il piano superiore, mi ha salvato la vita. Anche lì eravamo in pericolo perché l’acqua è arrivata quasi ad un metro e mezzo di altezza, spaccando tutto. Rientrare il giorno dopo in negozio è stata dura, non c’era più nulla. Abbiamo aperto dopo un mese dall’alluvione, facendo enormi sforzi. Per fortuna quel giorno avevamo tolto le automobili, le avevamo parcheggiate nella piazza di fronte al negozio. Così siamo riusciti a salvarle, scappando contromano, sui marciapiedi verso il comune. E in molti ci hanno seguiti, fuggendo dall’acqua che arrivava veloce. I giorni successivi sono stati duri, non ci siamo arresi e abbiamo lottato per riaprire. Non siamo ancora tranquilli e quando piove guardiamo il fiume con timore. I lavori sembrano lenti, ci piacerebbe che la nostra città fosse al sicuro e che non si ripetesse mai più un altro 25 ottobre. Elisabetta Pasqualini e Luigi Giromini - Gino Casa

Un numero speciale quello di ottobre, che vuole commemorare un anniversario.

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ELLE PROSSIME PAGINE NON TROVERETE NOTIZIE MA TESTIMONIANZE E FOTOGRAFIE. TESTIMONIANZE DI CHI L’ALLUVIONE DEL 25 OTTOBRE L’HA VISSUTA SULLA SUA PELLE, HA NUOTATO, È SCAPPATO, SI È SALVATO O È STATO SALVATO. E POI LE FOTOGRAFIE. LE IMMAGINI SPESSO PARLANO PIÙ DELLE PAROLE, ABBIAMO VOLUTO FARE VEDERE COSA È CAMBIATO DA UN ANNO A QUESTA PARTE. SONO IMMAGINI CHE ABBIAMO VISTO E RICORDIAMO TUTTI. VOGLIAMO CHE SIANO UN MODO PER RICORDARE COSA È STATO MA ANCHE PER SPERARE IN UNA POSSIBILE RINASCITA.

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ro nel bar e ho visto il fiume arrivare. Mi avevano chiamato i miei colleghi perché era saltata la corrente, pensandoci ora è stata veramente una fortuna. Noi siamo abituati all’acqua, bastano poche gocce di pioggia che la nostra cantina si allaga subito. Ma quella sera c’era qualcosa di diverso. Abbiamo tolto subito quel che c’era sul pavimento, credevo in realtà che sarebbe andata come le altre volte. Quando sono entrato dentro il bar ho sentito gente che urlava disperata e poi persone che cercavano di salvare le loro automobili in strada. Ho subito detto a chi era con me di scappare, di corsa, ed io sono riuscito non so come a salvare la mia macchina, facendo manovre che neppure riesco a ricordare. Dopo averla parcheggiata lontano, ho deciso di tornare al bar, avevo lasciato tutto aperto, ma non ci sono arrivato. In via Resistenza l’acqua mi arrivava già al petto, era impossibile muovesi. Dentro al nostro bar il fango è arrivato a più di un metro e sessanta centimetri, conservo ancora le fotografie e ne ho appesa una fuori, a ringrazia-

mento di tutti quelli che mi hanno aiutato. Di quella notte ricordo solo il buio, il freddo dell’acqua, il rumore assordante degli antifurto delle automobili che venivano trascinate via dalla furia della corrente. E poi le grida delle persone che non riuscirò mai a dimenticare. Ricordo anche la paura, i miei genitori vivono a Quartiere Matteotti, non riuscivo a chiamarli, non sapevo dove fossero, ero disperato. Per fortuna poi ho scoperto che erano saliti al piano superiore e si erano salvati. Il giorno dopo? Era un paesaggio innaturale. Del bar si è salvato solo il bancone, il registratore di cassa e i gratta e vinci. Ci siamo rimboccati le maniche, eravamo in venti qui a lavorare. Per giorni abbiamo tolto fango, pulito, sistemato e siamo riusciti ad aprire venti giorni dopo l’alluvione. Non dimenticherò mai quella notte, è l’unico episodio della mia vita che ancora adesso faccio fatica a raccontare. Mario De Franco - Caffè degli Astri


25 ottobre 2011


25 ottobre 2012


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ra un giorno come tanti altri, pioveva ma nulla di allarmante. Quante volte aveva piovuto in quel modo, guardando fuori dalle nostre finestre, nessuno avrebbe potuto immaginare cosa si sarebbe scatenato. Vedevo dalla finestra tante persone spostare le macchine, ma io non potevo, la mia bimba aveva la bronchite, allora ho pensato di scendere da sola nel garage e mettere fuori la mia macchina per recuperare tempo. Ora se ci ripenso mi vengono i brividi, se l’onda fosse arrivata in quel momento per me non ci sarebbe stato scampo e la mia bimba era sola in casa. Una mia vicina di casa si offre di spostare le mie macchine, scende le scale e all’improvviso sento un boato. In quel momento è arrivata la “bomba d’acqua”, la mia auto è sopra quella di mio marito, già c’era un metro d’acqua. La mia vicina non ha fatto in tempo ad uscire dal portone e questo gli ha salvato la vita. La mia bimba invece ha visto tutta la scena e continuava a piangere e a urlare. Mio marito mi telefona e mi dice che è sull’autobus e che è tutto allagato cercheranno di arrivare alla Filanda. L’acqua continuava a salire, ora mancava un solo gradino a poi era in casa mia, ho chiuso la porta ho preso tutti i piumoni che avevo e li ho messi a terra vicino ai balconi con la speranza di riuscire a bloccare l’acqua. Ho preso tutte le lampade portatili che erano in casa, una l’ho messa al collo della bimba (l’avrebbero vista qualsiasi cosa sarebbe accaduto), il cappottino alla bimba e una coperta e sono scappata al piano superiore. Ma dove era mio marito? Ce l’avevano fatta? Continuavamo a vedere l’acqua che saliva, fin dove sarebbe arrivata? Ancora non ci sentivamo al sicuro. Poi finalmente mio marito mi chiama, era in salvo, nella casa cantoniera, ma nessuno sapeva cosa stava accadendo, i telefoni erano in tilt e riuscivo a comunicare solo con i miei genitori. Dopo un po’ sono riuscita a parlare con i vigili del fuoco e solo allora ho capito che era una catastrofe, dovevano venire i sommozzatori. Sentivo gli allarmi delle macchine, vedevo i loro fari e pensavo a quante persone erano lì. Mi sono affacciata alla finestra e chiedevo se c’era qualcuno giù che aveva bisogno di aiuto, nessuna risposta, per fortuna, le macchine erano vuote. Cercavamo di darci conforto l’uno con l’altro. Finalmente riesco ad entrare in casa e solo così ho capito che non avevo più nulla, sono riuscita a creare un varco e raggiungere le stanze, c’era fango dappertutto cosa avrei fatto da quel momento in poi ? Solo alle due di notte riesco ad uscire dal portone e portare mia figlia finalmente fuori da quel disastro, ma quando arrivo in via Resistenza non posso credere ai miei occhi: macchine accartocciate l’una sull’altra, il primo pensiero è stato “E’ l’apocalisse”. Solo chi c’era può capire cosa hanno visto i miei occhi, solo chi l’ha vissuto può sapere cosa ho provato in quel momento. Ad un anno di distanza non c’è un giorno in cui il mio pensiero non va a quel giorno. Oggi mi sento fortunata, le persone che amo sono ancora con me, mia figlia è riuscita ad elaborare quello che è accaduto. Ma quando riuscirò a chiudere gli occhi e non vedere più quelle immagini disastrose?

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on servono tante parole per raccontare un evento importante. Quelli che chiamiamo “grandi avvenimenti” spesso avvengono che quasi non ce ne accorgiamo, è l’attesa o la sopresa che danno densità alla cosa. L’evento in sé dura poco, nel suo inizio è già alla fine, l’importante sono le emozioni e le sensazioni che provoca in noi e il senso di vuoto che lascia dopo. Quale testimonianza è più vera e più pura, di un’emozione o di quello che sa ricrearla? Dunque, lascio la parola alla poesia.

ALLUVIONE Il soffio cresce, il cielo è rotto a squarci e il fiume rompe il muro d’argine che ci divide. Dilaga nelle nere vene della città, gelido di fango e la nafta brucia le narici che bramano un sorso d’aria fresca, mentre il gas invischia una realtà di fumo, che si mischia in un grumo di immagini confuse; solo una flebo d’urla ci lega al mondo, che cola da neri polmoni e lo stridulo canto delle sirene strazia il ventre ai loro naufragi sbarrati ai vetri delle finestre, e li culla. Sotto, il fiume rugge, dissacra e distrugge alberi case e care cose consuete che annaspano nel nero pantano del Lete. E quando tutto finisce, l’odore è quello dalla vita che già muffisce sotto il morto oceano d’acqua e sterco, mentre il Dio rugginoso torna nella sua bara di pietra e riapre la ferita che è ancora sangue nel fango - e la città di marmo si sente riavere. Ma oltre la notte è ancora sole. Fluisce l’acqua, nel mio cuore. Andrea Madeddu

Raffaella De Cristofaro

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l 25 ottobre 2011, è stato un giorno che ha segnato la mia vita e quella della mia famiglia. Le immagini di ciò che ho visto quel giorno sono limpide e le rivedo tutti i giorni nella mia mente. Alle 18,25 ero sull’autobus che arrivava da Massa via autostrada, siamo arrivati puntuali all’appuntamento con l’onda che ha invaso Aulla. Quando siamo entrati in paese la zona dell’uscita dell’autostrada era già allagata, l’autista, con molto coraggio, ha guidato in un mare di acqua e fango, le auto e i bidoni della spazzatura ci attraversavano la strada. E’ riuscito a portare l’autobus fino alla fine di Via Nazionale, all’altezza della Casa Cantoniera e del parcheggio del Penny Market. Arrivati lì non si poteva più andare avanti, troppa acqua. Le auto galleggiavano davanti a noi. In quei momenti pensavo che non saremmo usciti vivi da quell’avventura, anche perché io non so nuotare. Ho pensato che la parola fine alla mia vita sarebbe giunta in quel tratto di strada. Pensavo a chi era in quelle macchine: dove erano quelle persone? Erano scappati o erano ancora in balia della furia del Magra? Noi nell’autobus sentivamo l’acqua, fredda, salire: alle ginocchia poi ancora più su. Le porte erano bloccate, non si poteva uscire. Il mio collega è uscito dal finestrino e calandosi in quel mare di acqua, è riuscito a sbloccare la porta centrale del bus, grazie a lui potevamo catapultarci fuori da quella trappola. Io sono salito sul muretto su cui si trova la recinzione della casa cantoniera e poco dopo avevo l’acqua alla

gola. Siamo scesi in tempo dall’autobus per salvarci. In quei momenti ho provato ad andare verso il centro di Aulla, volevo raggiungere la mia famiglia: mia moglie e mia figlia erano a casa, in Viale Lunigiana al primo piano. Il mio pensiero andava a loro, cosa stava accadendo a casa? Purtroppo ho dovuto arrendermi: troppa acqua. Così i miei compagni di disavventura mi hanno aiutato a raggiungere la casa cantoniera abbandonata, dove loro già si erano messi in salvo. Ho telefonato a mia moglie: lei e la bambina erano salite al secondo piano del palazzo, il fiume aveva invaso casa nostra, ci aveva portato via le auto. Noi eravamo al sicuro, ma sentivamo gridare, c’era qualcuno sotto di noi che chiedeva aiuto, ma non potevamo fare niente per aiutarli. E i soccorsi per queste persone? Dove erano? Ho realizzato che era una grossa tragedia e per fortuna alla fine tante persone si sono salvate o sono state salvate, come me, da qualcuno che ha mantenuto la calma. Qualcuno non ce l’ha fatta e il mio pensiero va spesso a loro. Le auto, le case e i negozi distrutti, questo era Aulla il 26 ottobre. L’acqua e il fango hanno portato via i ricordi di una vita. Alcuni bambini, fra cui mia figlia, non avevano più la casa né i loro giochi. Una cosa era rimasta, però, agli alluvionati del 25 ottobre: la forza di ricominciare. Adriano Tretola


Il volontariato aiuta la ricostruzione

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’Avis di Aulla fa sentire la sua voce, con la sensibilità, l’idealità e la fecondità dell’inestimabile patrimonio del volontariato che, in silenzio, ha lavorato e continua a lavorare per la Lunigiana. Ci siamo subito attivati e, con il contributo della consorella di Villagrande Strisailli, abbiamo devoluto più di mille euro alla scuola Dante Alighieri per l’acquisto di materiale didattico. Nel segno della continuità, siamo ripartiti con la borsa di studio AVIS progetto “Il sangue e la vita”, in collaborazione con il comune di Aulla ed il sindaco dei giovani per la pubblicazione dell’elaborato che i ragazzi preparano durante l’anno. Al secondo trofeo AVIS ‘Corri per Aulla’ con testimonial Stefano Baldini, medaglia d’oro alle olimpiadi, hanno partecipato più di 300 atleti divisi tra le varie categorie. Come sezione abbiamo inoltre ospitato e premiato gli atleti promuovendo lo sport come socializzazione e corretto stile di vita che favoriscono l’avvicinamento dei giovani alla donazione del sangue. Tutto il ricavato è stato utilizzato per l’acquisto di materassini e cubi per ragazzi diversamente abili, una fotocopiatrice per la scuola elementare. A giugno si è svolto inoltre l’ultimo progetto AVIS “La donazione vien danzando nella palestra dell’impianto scolastico sportivo “Salvo D’Aquisto” di Quercia alla presenza di più di 350 persone. All’interno dello spettacolo, come sempre, è stato fatta promozione e divulgazione per la donazione. Gli scenari sociali che si delineano non sono dei più rosei e l’AVIS rappresenta un punto forte e strategico per la raccolta del sangue, è necessario condurre l’associazione con consapevolezza della missione, rigore etico e moralità. Un ringraziamento particolare va ai donatori che, nonostante le gravi difficoltà sostenute, hanno raggiunto 302 donazioni e si impegnano per aiutare il prossimo. Dorina Pietrini

Un semaforo ‘intelligente’ aiuterà gli abitanti di Stadano

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oi abitanti di Stadano chiediamo aiuto. Dopo l’alluvione abbiamo perso l’unica via di accesso al paese e siamo preoccupati perché quando arriva l’ambulanza perde troppo tempo al semaforo rosso. Per raggiungere il paese infatti bisogna utilizzare una parte dell’autostrada, regolata da un semaforo. Diverse volte però l’ambulanza si è dovuta fermare al rosso, oppure passando ha incrociato gli altri veicoli, perdendo troppo tempo. Così la nostra associazione Stadano Bonaparte ha chiesto un incontro con Antonino Melara, responsabile della Protezione Civile della Regione. Valutate le possibili alternative si procederà mantenendo l’attuale percorso, attivando se possibile, un sistema di semaforo “intelligente” manovrato dall’operatore dell’ambulanza. La nostra proposta di fare intervenire le ambulanze direttamente da Aulla è stata scartata perché i tempi di rimozione e ripristino delle barriere a protezione dell’autostrada, da parte del personale dell’ambulanza, inficerebbe i minori tempi di percorrenza. La decisione è stata presa in seguito, durante un altro incontro con Melara, il primo cittadino di Aulla e l’assessore Giovanni Chiodetti. La soluzione è l’utilizzo di un impianto semaforico intelligente, abbiamo suggerito che questo dovrebbe essere attivato alla partenza dell’ambulanza dalla Croce Rossa di Albiano, magari segnalando l’intervento di un mezzo di soccorso con luci lampeggianti. È stato inoltre richiesto un maggior controllo perché molte auto non rispettano il semaforo rosso, mettendo in serio pericolo chi transita regolarmente. Melara ha poi informato i cittadini sul progetto del ponte, i lavori dovrebbero cominciare a febbraio per poi concludersi nell’arco di circa otto mesi. Speriamo che non ci siano ulteriori slittamenti e che per il prossimo autunno vengano terminati i lavori. Abbiamo segnalato altri problemi, ad esempio lo stato di degrado dell’area demaniale in prossimità dell’imbocco lato Stadano del vecchio ponte e la mancanza di un blocco inamovibile che protegga da eventuali cadute verso l’alveo del fiume Magra, nonché la sistemazione delle buche che da mesi sono presenti nel tratto di strada che si raccorda con il passaggio provvisorio sul viadotto autostradale. Alberto Valentini

Il comitato lamenta la mancanza dell’amministrazione comunale Anno difficile per i cittadini di Mulazzo che si sono sentiti soli e abbandonati durante la ricostruzione

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ifficile fare un bilancio ad un anno dall’alluvione. Di certo non è stato per la comunità di Mulazzo capoluogo, un anno entusiasmante: può sembrare stupefacente dirlo, ma, alla popolazione alluvionata, è mancato proprio l’appoggio della nostra amministrazione comunale. Amministrazione che invece ha visto, nell’evento distruttivo, una ulteriore possibilità di gestione più profonda del consenso politico in risposta ai nuovi bisogni degli abitanti dei territori colpiti. Perciò la sofferenza delle persone è stata volutamente scansata, non c’è stata né una comprensione, né un’accoglienza di ciò che una parte della propria comunità aveva subito, ma bensì un mero calcolo di opportunità elettorale. Voglio ricordare che la comunità di Mulazzo capoluogo, oltre la prova dell’evento alluvionale, è stata l’unica a dover abbandonare le proprie case per circa una settimana. Per sei lunghi mesi, a parte la si-

stemazione iniziale compiuta dai volontari, nulla è stato fatto né dall’amministrazione locale, né da parte della Regione per alleviare le nostre condizioni. Siamo stati noi cittadini che, rimboccandoci le maniche, abbiamo dato inizio alla vera ripulitura del borgo. La ricostruzione, se sta avvenendo, procede con estrema lentezza e senza curarsi dei disagi che essa provoca nei miei concittadini con opere provvisorie, lavori lasciati a metà, ristrutturazioni appena iniziate. Tutti noi abitanti del paese non siamo fiduciosi di ciò che ci riserverà il futuro e temiamo che ciò che é avvenuto con la complicità delle cattive politiche del passato, causa anche una nostra mancata vigilanza, si possa ripetere, visti i presupposti, in un prossimo futuro. Stefano Giudice


Ringraziamo per il prezioso contributo...

La Rinascita “Il Ficcanaso” Iscr. Reg. Tribunale di Massa al N°2 del 21 Giugno 2012 Anno 1 Numero 4 - Ottobre 2012 Periodico: Mensile Tiratura: 3.000 copie Chiusura in redazione il 10.10.2012 Proprietà: Associazione Comitato Rinascita Aulla-Lunigiana Presidente: Roberto Valettini Editore: Comitato Rinascita Aulla-Lunigiana Direttore Editoriale: Emanuela Ferrari Direttore Responsabile: Monica Leoncini Responsabile Progetto Grafico: Lara Prea Redazione e Diffusione: Rodolfo Calabrò, Alfredo Madeddu

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Hanno collaborato: Rodolfo Calabrò, Raffaella De Cristofaro, Mario De Franco, Emanuela Ferrari, Achille Fiorentini, Luigi Giromini, Stefano Giudice, Monica Leoncini, Alfredo Madeddu, Andrea Madeddu, Antonio Mazzini, Massimo Pasquali, Elisabellta Pasqualini, Dorina Pietrini, Marco Pinelli, Adriano Tretola, Alberto Valentini, Roberto Valettini Responsabile del trattamento dati personali Dlgs 196/2003: Emanuela Ferrari Sede Redazione: Viale Resistenza, 40 - Aulla (MS) Contatti: redazione@comitatorinascita.it Stampa: PIXARTPRINTING SRL Quarto d’Altino (VE) - Italia Tutti i diritti sono riservati. è vietata la riproduzione di testi e immagini di proprietà senza il permesso scritto dell’editore.

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La Rinascita - Il Ficcanaso / Ott. 2012  

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