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Periodico del “Comitato Rinascita Aulla-Lunigiana” - COPIA GRATUITA

Anno 1 Numero 2 - Agosto 2012

Ora è tempo di fare

Aziende non risarcite perché… alluvionate

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opo la preoccupazione, l’emozione, l’attesa per l’uscita del nostro primo numero, ora è tempo di lavorare sul serio. Di impegnarsi, trovare nuove idee, incuriosire ed anche provocare. Questo è un momento particolare per Aulla, è tempo di grandi progetti, di ponti, di scuole, tempo di costruire una parte importante della città. Aulla entro la fine del prossimo anno cambierà volto, ci saranno un nuovo polo scolastico, case per chi ha perduto la sua, un nuovo poliambulatorio ed anche un argine. Già perché è tempo di fare prevenzione, di proteggere quella parte di città costruita pericolosamente vicino al fiume Magra. Anche perché la gente ha paura, teme che possa accadere di nuovo quello che è successo lo scorso ottobre. Un evento eccezionale, a tratti inspiegabile che ha lasciato tutti sconvolti e spaventati. Come affrontare il periodo invernale? Come affrontare le prime piogge che verranno? Osservare il fiume e avvertirlo come una minaccia non è più possibile. Questo numero di agosto sente le voci di tutti, degli imprenditori che non sono stati risarciti, dei genitori che hanno paura di mandare i loro figli a scuola a settembre, degli insegnanti che vorrebbero un unico polo scolastico moderno e adeguato alle esigenze degli studenti. Ma è anche il numero dedicato agli interventi, abbiamo aggiunto quattro pagine per mostrarvi la mappa con tutti i progetti che stanno interessando la Lunigiana. Abbiamo raccolto testimonianze, ascoltato e cercato di approfondire diversi argomenti, sempre con occhio critico e curioso. Con gioia e un pò di lavoro in più abbiamo raddoppiato il numero di pagine rispetto a quello di luglio, per noi è stata una sfida cercare di realizzarlo al meglio per non deludere le aspettative dei nostri lettori. Speriamo che sia stata una sfida vinta. Buona lettura. Monica Leoncini

Il paradosso che ha esasperato gli imprenditori aullesi iscossione dei crediti maturati nei confronti degli enti pubblici, richiesta di risarcimento o di finanziamento a Fidi Toscana, accesso ai cantieri in esecuzione di appalto. Questi alcuni dei casi per i quali alle aziende viene richiesto il DURC (Documento di Regolarità Contributiva). E fin qui niente di nuovo. Peccato, però, che la tardiva emanazione dell’ Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso inapplicabile, fino al 13 luglio scorso, la sospensione dei contributi e dei tributi, prevista dall’Ordinanza del 5 novembre 2011 e sancita dalla Legge del 24.02.2012, facendo apparire, agli “occhi” degli Istituti le aziende alluvionate come irregolari, pregiudicandone il rilascio del Durc. Quante volte ci capita di rinunciare ad un diritto semplicemente perché il costo da sostenere per ottenerlo è inferiore del beneficio atteso oppure il percorso per raggiungerlo è impraticabile? Il caso citato è soltanto uno dei casi paradossali con i quali le aziende ed i cittadini sono costretti a convivere quotidianamente, in conseguenza di

un sistema burocratico inaccettabile per un paese che pretende di definirsi civile. L’importanza del significato di questa meritevole iniziativa editoriale del nostro comitato parte proprio da qui: mantenere la forza di indignarsi di fronte a simili situazioni, per scongiurare la rassegnazione di fronte a questo sistema. Contribuire al risveglio delle coscienze, attraverso il superamento di miopi logiche individualistiche, a favore dell’affermazione di una logica di giudizio e di azione meritocratica, è ciò che, di importante, siamo chiamati a fare tra le righe e le colonne del “Ficcanaso”. “Invitare chi pensa di saperne di più a farsi avanti?” Niente di tutto questo. Invitare tutti, nessuno escluso, ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire secondo coscienza civica, questo si. Cogliere questa opportunità di Rinascita, per contribuire ad una presa di coscienza civica collettiva, come unica nostra speranza per un futuro da vero paese civile. Marco Pinelli

Italia, maglia nera in Europa per la burocrazia

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e imprese spendono 70 miliardi per assolvere ai diversi adempimenti amministrativi, un costo stimabile in 4,6 punti di Pil, per costituire un’impresa costi tra i 2.500 e i 4 mila euro in Italia, a fronte dei 400 della media europea. Inoltre le ore occupate da un’impresa in procedure burocratiche sono 285 l’anno, ossia più di 35 giorni, sempre secondo la ricerca Unindustria, per ottenere un permesso di costruzione occorrono mediamente 285 giorni e 11 permessi in Italia, a fronte di 30 giorni e due permessi in Europa. Il tempo di allacciamento per l’energia elettrica è pari a più di sei mesi contro le due settimane della Germania, i ritardi dei pagamenti della Pubblica amministrazione e tra clienti privati, durante la crisi lo Stato italiano ha allungato i tempi dei pagamenti da 128 giorni a 180, quando va bene, mentre li hanno ridotti quello tedesco (da 40 a 35) e quello francese (da 70 a 64). Anche i tempi dei pagamenti tra imprese si sono dilatati nel nostro Paese, da 88 a 103 giorni, mentre sono scesi da 63 a 59 in Francia e da 46 a 37 in Germania.


Cresce la preoccupazione per il Classico di Aulla

Il Comitato per la Rinascita chiede risposte sull’istituto Leopardi e sulla viabilità

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resce la preoccupazione sul futuro delle scuole di Aulla. Nonostante l’ultima visita di Enrico Rossi e l’attenzione costante che mostra verso le proposte del Comitato, non mancano elementi di preoccupazione. Guardiamo con apprensione alla situazione delle scuole, che non appare ancora tranquilla per molti genitori e che vede una fase di transizione dagli esiti incerti. Al tempo stesso, riterremmo analogamente grave se, in assenza di una concreta programmazione durante questo periodo di transizione, dovessimo perdere il liceo classico, una eventualità che temiamo molto. Senza dimenticare il discorso sulla viabilità, è urgente che i cittadini vengano a conoscenza di quale potrà essere la viabilità dell’intera città, ne possano discutere, così da dare il loro contributo, visto che sono prima di tutto i cittadini che vivono la loro città. L’amministrazione comunale, farà le scelte che riterrà giuste, ma queste scelte, se partecipate, possono essere sicuramente scelte migliori e

più democratiche, perché condivise. In tale nuovo contesto urbanistico, un significativo polo sanitario sarebbe non solo per Aulla, ma per tutta la Lunigiana di importanza vitale e su questo auspico si apra un’approfondita riflessione. Infine, ci dichiariamo disponibili a dare il nostro contributo all’Amministrazione comunale, se lo vorrà, per operare sinergicamente un rilancio di Aulla come centro commerciale della Lunigiana; riteniamo sia necessario un concorso di idee, unitamente ad una riqualificazione dell’arredo urbano e, in prospettiva, nel quadro di una mirata politica urbanistica. Ad Aulla c’è il vezzo antico di pensare che se qualcuno fa qualcosa per la collettività, lo fa sempre per secondi fini; ma perché non pensare, almeno una volta, che se qualcuno lo fa, lo fa solo perché vuol bene al suo paese? Questa è la sola ragione dell’impegno del Comitato.

Soliera saranno trasferiti in container alle professionali di Fivizzano mentre il Liceo di Villafranca resta un’opera incompiuta ormai da decenni, le medie e le elementari di Aulla, che sono state colpite dalla piena del 25 ottobre, dovranno essere ricostruite fuori dall’area a rischio idraulico. Questi solo i casi più clamorosi, ma l’elenco è molto più lungo. Alla luce di tutto questo è arrivato il momento di pensare ad una riorganizzazione complessiva delle scuole della lunigiana, magari puntando sulla costruzione di uno o due poli scolastici, in grado di ospitare tutte le strutture del comprensorio, unitamente ad una revisione del sistema dei trasporti che potrebbe dare ai ragazzi, di Vinca quanto di Aulla, la possibilità di istruirsi in ambienti moderni, sicuri e adeguatamente attrezzati. Aulla proprio per la sua particolare posizione geografica potrebbe essere un sito da tenere in considerazione anche perché è principalmente in questa città che a causa degli errori commessi in passato, si dovranno ricostruire tutte le scuole. Non perdiamo anche quest’opportunità. Alfredo Madeddu

Monica Leoncini

Roberto Valettini

Scuole in Lunigiana tra riforma e crisi economica

Nasce l’esigenza di istituti comprensoriali per evitare migrazioni studentesche

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uovo look per il parco giochi la Camilla. Zona storica, l’acqua della sorgente fu condotta ad Aulla verso la fine dell’ottocento, oggi è in stato di semiabbandono e l’alluvione ha contribuito a renderla scarsamente fruibile dai bambini. Ad occuparsi della sua riqualificazione sarà l’associazione Aulla per il futuro dei bambini, la onlus che si è già occupata di riqualificare il parco giochi Don Guidoni, inaugurato ai primi di giugno. “Il parco della Camilla sorge in una zona densamente popolata della città - racconta il presidente della onlus Emmanuele Lupi - comprende una piccola area pic-nic, un parco giochi per i più piccini, giostrine, un piazzale in cemento in gran parte occupato dal campo da basket, panchine ed altalene. Scarsamente utilizzato nel corso degli anni potrebbe invece offrire grandi possibilità alla città. Il nostro progetto è stato richiesto ad ASFArchitettura Senza Frontiere Piemonte Onlus, che lo ha sistematizzato. Loro si avvalgono dell’esperienza e della collaborazione della cooperativa SuMisura riguardo la progettazione partecipata”. Partecipazione infatti è la parola d’ordine, visto che tutta la cittadinanza è invitata a proporre idee per la sua sistemazione. Bambini compresi. “Il parco della Camilla ha bisogno di essere sistemato - continua - ma soprattutto ha bisogno di persone, di bambini, ragazzi e famiglie che se ne prendano cura. Per fare questo la nostra associazione propone che i giardini vengano ripensati insieme con i futuri fruitori”. Gli interventi prevedono il ripristino della fonte Camilla danneggiata, il potenziamento dell’area giochi per i piccolini, un’area di raccolta differenziata, la messa in sicurezza dell’intera zona, sistemazione dell’aree pic-nic esistente con nuovi tavoli e panchine.”I soggetti che vogliamo coinvolgere nel percorso di progettazione partecipata - conclude - sono bambini e famiglie, ragazzi e adulti, le associazioni cittadine, le organizzazioni sportive. Con i bambini in particolare prevediamo un percorso di progettazione degli spazi del parco, tramite incontri con il Consiglio di Istituto, genitori e insegnanti coinvolti, laboratori di progettazione e costruzione per classi, ma questo procedimento è previsto anche coinvolgendo ragazzi che frequentano il parco e genitori”

La nostra proposta... La realizzazione di un Polo Scolastico in Località Quercia

uale sarà il futuro delle scuole lunigianesi? Da circa vent’anni lo stato sociale in Italia ha subito parecchi ridimensionamenti; prima per una sorta di scambio con la riduzione delle aliquote fiscali, meno spesa pubblica uguale meno tasse, ora per la crisi. La scuola è stata costantemente sacrificata dai vari governi che si sono succeduti, rendendo particolarmente difficili le condizioni di lavoro per alunni, docenti e personale ATA. Senza dimenticare le classi “pollaio”, risultato della logica utilizzata nell’ultima riforma, vale a dire concentrare più alunni possibili in una classe per avere meno classi e di conseguenza ridurre anche il personale. Scelta che oltre a pregiudicare la qualità degli insegnamenti, mette in seria difficoltà diversi istituti lunigianesi che faticano a trovare il numero di alunni sufficiente per formare le classi e quindi sono a rischio chiusura. A questo si aggiungono il precario stato in cui si trovano le diverse strutture scolastiche che ora, per effetto della crisi del sistema economico nazionale e della conseguente limitazione di trasferimenti agli enti locali, difficilmente saranno adeguate alle vigenti normative sulla sicurezza. E così via a cambiamenti e chiusure: l’istituto agrario e il convitto di

Il parco della Camilla cambia volto


Scelti gli studi preliminari per i ponti di Stadano, Mulazzo e Castagnetoli Il Commissario Enrico Rossi ha presentato i progetti che coniugano l’ingegneria con la tutela paesaggistica

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ronto il progetto per i tre ponti che saranno costruiti in Lunigiana. Il commissario Enrico Rossi è tornato ad Aulla ed ha presentato ad un folto pubblico il preliminare dei ponti di Stadano, Mulazzo e Castagnetoli. I tre ponti sono stati spazzati via dall’alluvione di ottobre, causando non pochi disagi ai cittadini. A soffrire di più gli abitanti di Stadano che, senza accesso al paese, hanno dovuto utilizzare un tratto della carreggiata dell’autostrada, con un senso unico alternato regolato da un semaforo. Tempo un anno comunque il nuovo ponte dovrebbe essere pronto. E sarà un ponte progettato da un raggruppamento temporaneo di impresa composto da due studi associati, De Miranda associati di Milano e Architetti Ricci &Val di Conegliano Veneto. I loro progetti si sono piazzati al vertice di una graduatoria, superando molti altri progetti preliminari. “Il crollo dei ponti - ha detto Rossi - è stato uno dei segni più forti e drammatici di quanto avvenuto in Lunigiana. Ricostruirli seguendo un taglio innovativo, ma con una linea uniforme, è un modo allo stesso tempo per ricordare quanto avvenuto ma anche per guardare oltre, in un quadro di ritrovata sintonia con la natura e con il paesaggio”. Dopo l’approvazione della graduatoria dei progetti, il prossimo passaggio sarà l’affidamento dell’incarico per la progettazione necessaria per il bando di

appalto dei lavori che partirà a metà ottobre. Denominatore comune dei tre ponti è lo stile, le soluzioni progettuali sono state pensate anche per integrarsi nel contesto ambientale e paesaggistico. A questo fine è stata scelta dalla commissione la tipologia di ponte sospeso, con metodologia di costruzione, di tipo modulare, pertanto rapida ed efficace, che permetterà di prefabbricare gran parte dei pezzi altrove per poi assemblarli in loco. Questo favorirà tempi veloci e ridurrà l’impatto delle aree di cantiere. Complessivamente i tre interventi rientreranno nella previsione di spesa indicata nel programma di ricostruzione, che ammonta a circa 17 milioni di euro. Il ponte di Stadano è il più grande, sarà ad unica campata e sul ponte verrà montata una turbina eolica con pannello fotovoltaico che genererà energia rinnovabile a sufficienza per l’energia del ponte, in particolare per l’impianto di illuminazione. Il ponte di Mulazzo sul Mangiola permetterà di ricongiungere Mulazzo con il fondovalle, attualmente le sue funzioni vengono surrogate dal guado di Mulazzo mentre il ponte di Castagnetoli sul Teglia, al confine tra Mulazzo e Pontremoli è il più piccolo dei tre. Monica Leoncini

Stadano chiede aiuto, troppi i disagi nella frazione dopo l’alluvione di ottobre I cittadini lamentano la mancanza di illuminazione pubblica, asfalto, marciapiedi e strade adeguate

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ono passati nove mesi dall’alluvione di ottobre, ma a Stadano la situazione di disagio è ancora forte. Il collegamento con l’esterno del paese, che fino all’evento alluvionale era garantito dal seppur disagevole ponte, andato completamente distrutto a seguito della piena del fiume, è garantito da un passaggio provvisorio lungo la corsia di emergenza del viadotto dell’autostrada A15, fruibile mediante un senso unico alternato regolato da semafori temporizzati. Questo passaggio, inizialmente di larghezza adeguata al transito anche dei mezzi di soccorso, è stato in seguito ristretto, nonostante una forte opposizione degli abitanti di Stadano, per consentire a chi percorre l’autostrada in direzione sud lo scorrimento su due corsie. Tale viabilità ridotta crea non poche preoccupazioni agli stadanesi poiché in caso di necessità il transito di eventuali mezzi di soccorso dovrebbe avvenire tramite un varco di emergenza accessibile unicamente dall’autostrada, con conseguente allungamento dei tempi.

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a copertura della rete tra la viabilità autostradale e quella comunale, che dovrebbe evitare l’abbagliamento dei veicoli incrociati sul lato autostrada, si stacca spesso dai supporti, svolazzando in mezzo alla carreggiata e creando forte disagio per il passaggio, in un tratto già stretto di suo. Recentemente la società Autostrade ha provveduto nuova-

I tre interventi sono stati progettati da “De Miranda Associati” di Milano, uno Studio di ingegneria specializzato nella progettazione di ponti e da “Architetti Associati Ricci & Val” di Conegliano Veneto che si occupa particolarmente dell’aspetto paesaggistico. La previsione di spesa indicata nel programma di ricostruzione, ammonta a circa 17 milioni.

Stadano Quello sul Magra è il ponte più grande: è fondamentale per i collegamenti

della frazione di Stadano, nel comune di Aulla, i cui abitanti utilizzano attualmente la corsia d’emergenza dell’autostrada. Dal progetto emerge, tra l’altro, che sul ponte verrà montata una turbina eolica con pannello fotovoltaico che genererà energia rinnovabile a sufficienza per l’energia del ponte,

mente al suo ripristino, ma, visti i trascorsi, a breve saremo alle solite. Questo è l’unico collegamento viario con l’esterno, le persone che non possiedono auto, sono costrette a percorrerlo a piedi, rischiando ogni volta l’investimento, visto che non c’è una banchina di sicurezza per loro. La strada di raccordo con la corsia del viadotto si deteriora con grande facilità, non c’è asfaltatura del manto stradale, che è dissestato e pieno di buche. L’illuminazione è del tutto assente, sia nel tratto di strada che conduce alla corsia del viadotto autostradale, sia in prossimità del semaforo che regola l’accesso a tale strada, creando una situazione di estremo pericolo: spesso siamo costretti a sostare alcuni minuti in prossimità del semaforo in attesa del verde, rimanendo completamente al buio in una zona isolata e lontana dalle abitazioni, l’eventuale presenza di malintenzionati potrebbe causare eventi drammatici. Alessandro Carpitella

in particolare per l’impianto di illuminazione.

Mulazzo Il ponte di Mulazzo sul Mangiola permetterà di ricongiungere Mulazzo con

il fondovalle (attualmente in quell’opera le sue funzioni vengono surrogate dal guado di Mulazzo) .

Castagnetoli Infine il ponte di Castagnetoli sul Teglia, al confine tra Mulazzo e Pontremoli, il più piccolo dei tre. Anche in questo caso la sua funzione viene attualmente svolta da un piccolo guado.


Obiettivo primario mettere in sicurezza gli abitanti dall’esondazione

I cittadini aspettano impazienti la realizzazione del nuovo argine definitivo sui fiumi Magra, Taverone e Aulella

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tragici fatti dell’alluvione di ottobre hanno lasciato segni profondi sulla città e nel cuore degli abitanti di Aulla. La percezione dei luoghi non è più la stessa: l’area delle scuole è off limits, Viale Lunigiana è a rischio diretto, Viale della Resistenza è retrostante alla linea rossa, la zona dell’ex stazione un’area per sfollati. È il momento del fare e di pensare al futuro. Le priorità d’intervento riguardano la messa in sicurezza della nuova Aulla, il Comitato Rinascita ha costituito un gruppo tecnico che si è impegnato per valutare quanto avvenuto, elaborare proposte e seguire l’iter dei lavori. I tecnici hanno partecipato ad incontri, assemblee pubbliche, tavole rotonde, per comprendere le cause del disastro e per contribuire alla progettualità della rinascita di Aulla. Dopo l’evento alluvionale e la pulizia dei luoghi e degli edifici dal fango, il Commissario Delegato ha subito trovato una risposta emergenziale per le scuole medie nell’area della vecchia stazione. In attesa di conoscere nel dettaglio i progetti per la riqualificazione di quella zona, nella quale sono previste le scuole, il poliambulatorio, le case popolari, la nostra attenzione è ora sulla messa in sicurezza dell’abitato di Aulla. Il progetto dell’argine è stato elaborato nella fase di metaprogetto ossia di indirizzo e l’esecuzione è stata scomposta in due fasi: la prima del consolidamento dell’attuale muro di protezione alla trentennale e la successiva per la realizzazione dell’argine alla duecentennale.

lavori attualmente iniziati lungo il muro di Viale Lunigiana, riguardano il consolidamento dell’attuale muro e sono “Interventi di consolidamento statico temporaneo del muro d’argine in sinistra idraulica del Fiume Magra ad Aulla nel tratto tra le confluenze con il Torrente Taverone ed il Torrente Aulella”. Come si può intuire dall’oggetto dei lavori, si tratta di una messa in sicurezza provvisoria, i lavori veri dell’argine hanno necessità di essere elaborati ed approvati dai vari organi competenti ed i tempi non saranno certamente brevi. Dovendo realizzare anche il collettore principale previsto lungo Viale Lunigiana, a partire dal depuratore fino all’area delle ex scuole medie, la protezione dell’area, almeno alla trentennale sembra doverosa. L’opera di consolidamento prevista ha un costo di 160mila euro ed i lavori dovranno essere completati entro settembre. Aspettiamo fiduciosi gli altri interventi, compreso quello della risagomatura dell’alveo del fiume con l’asportazione del materiale ghiaioso. Come cittadini, associazioni, tecnici, nonché Amministrazione Comunale, ci spetta il compito di analizzare e discutere per trovare soluzioni adeguate per un inserimento armonioso dell’intervento di protezione. L’idea di parco fluviale prospettata necessita di elaborazione e il Gruppo Tecnico del Comitato è impegnato per avviare una fase di partecipazione della popolazione a questa discussione.

Bruno Pucciarelli

La nostra proposta...

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n argine come un parco fluviale che protegga ma valorizzi le risorse naturali, sia dotato di pista ciclabile e accesso ai canoisti, ristabilendo così una relazione virtuosa tra abitato e fiume Magra

Un città riqualificata crea valore turistico, commerciale e genera sicurezza Il decoro, l’arredo urbano e l’abbattimento delle barriere migliorano la qualità di vita dei cittadini Quando si visita una città o si cammina in quella dove si abita, si ricevono impressioni che concorrono a creare un’immagine soggettiva del luogo. Queste sensazioni sono significative per il visitatore, per la decisione di optare per un eventuale ritorno. Per i residenti la continua costruzione dell’immagine del luogo dove si vive è determinante nella percezione della qualità della vita e della sua conseguente comunicazione positiva ad altri, che è influenzata dalla città fisica e dai suoi servizi. La città fisica, nelle sue forme, nei suoi edifici, negli spazi pubblici, con i suoi colori, odori e funzioni si coniuga con la città dei servizi. Calandoci sulla città di Aulla, è evidente che il privato è rinato dopo l’alluvione con enormi sacrifici che devono essere premiati creando l’ambientazione favorevole. è altrettanto evidente da parte del pubblico la mancata manutenzione, l’incuria e l’abbandono della città. C’è un disordine fisico evidente: marciapiedi sconnessi e divelti, aiuole con erbacce, panchine impresentabili, piccole discariche a cielo aperto, ecomostri, parchi in stato di abbandono, scalette

fatiscenti e permanenza di assurde barriere architettoniche. Un ambiente degradato non è necessariamente più pericoloso di uno spazio ben curato e pulito, ma sicuramente è percepito come tale, quindi allontana invece di avvicinare e le statistiche sulle affluenze lo dimostrano. Questo perché come insegna la teoria dei vetri rotti, i luoghi abbandonati, degradati o danneggiati hanno un fortissimo impatto sulla percezione d’incolumità fisica del citta-

dino, secondo il meccanismo psicologico per cui un luogo degradato è un luogo in cui a seguito di eventi calamitosi, incuria e atti impropri nessuno è intervenuto. Da qui diventa un luogo di cui nessuno si interessa, luogo in cui può accadere qualunque cosa, senza che nessuno intervenga generando rassegnazione e sfiducia. è importante e urgente che l’amministrazione comunale rilanci e riaffermi la ritualità collettiva e la riscoperta dello spazio urbano, come luogo di relazione tra persone locali e non, che tenga conto della “teoria dei vetri rotti” tramite un tempestivo e rigoroso programma di riqualificazione degli spazi degradati anche con l’introduzione d’innovativi e sostenibili elementi di arredo urbano capaci di restituire una giusta e decorosa immagine alla città. La riqualificazione agisce da deterrente al crimine e al vandalismo e da volano commerciale e turistico, innescando anche un virtuoso senso di corresponsabilità della comunità sugli spazi pubblici. Emanuela Ferrari


Solo una cosa è certa Solo una cosa è certa, sarà ancora autunno. Ne è preludio quest’estate che avanza in agonia rossa di papavero perfezione provvisoria della luce. Poi sarà pioggia, e vento a spezzare decaloghi consunti a spargere sale sulla pelle. Sarà autunno, stagione dolce che addomestica e dispone. Solo una cosa è certa, la sconfitta l’incrinatura la morte mascherata dietro un germoglio.

Marina Pratici

U

na lettera che non è solo una lettera, ma un racconto, uno sfogo di chi l’alluvione l’ha vissuta sulla propria pelle e ancora prova dolore cercando di ricordarla.

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ricordi di quel giorno toccano ancora i miei sentimenti. Pensavo di essere temperato ma mi sbagliavo, di fronte a tutto ciò non sono immune. Avevo una casa, fatta come la desideravo con tanti sacrifici, mi sentivo felice, nonostante una malattia che mi impedisce di lavorare. Ora mi ritrovo senza la mia vita quotidiana, ho odiato le istituzioni, dato la colpa a tutti. Oggi vivo ad Albiano, sono lontano da mia madre, dalle persone a me più care, dagli amici, dalla città che mia ha adottato. Non sempre riesco a darmi la forza necessaria dicendomi che poteva andare peggio. Ricordo ancora quella sera, ricordo la mia vicina, Emilia di 90 anni, io e mia moglie ci siamo allontanati con lei, che piangeva perché non voleva lasciare la sua casa. Dopo il 25 ottobre sono stato un mese in albergo, poi un mese in un residence, poi due mesi in un altro, dove ho sopportato grosse spese di utenze. Per mesi ho sentito il fango dentro i miei pensieri, addosso, nei pochi vestiti che si sono salvati, perchè stavano nella parte più alta dell’armadio. In cantina non sono neppure sceso, avevo tutto lì dentro, gli oggetti di una vita che custodivo gelosamente. Fango. Quante volte da dieci mesi il dolore mi affligge, sono debole di fronte a tutto questo. Quanto dolore sento ancora quando acquisto qualche oggetto che possedevo prima dell’alluvione. Ho dovuto vendere gli oggetti d’oro per poter sopportare le spese. Al fango si aggiungono i problemi economici, perchè con 500 euro mensili non si va lontano. Ho avuto sostegno dalle associazioni, dalla chiesa, dal Conad, il Comitato mi ha fatto sentire in famiglia perché ha capito cosa provavo ed ancora oggi è in prima linea e cerca di aiutare gli altri. Oggi non sto bene, nessun uomo merita questa sofferenza. Lucio Balsamo

Festival della Mente - Sarzana (EVENTO N.28) DOMENICA 02 SETTEMBRE 2012, ORE 12.00 Piazza Matteotti - euro 3.50

Gli introiti saranno devoluti alla biblioteca alluvionata del Liceo Giacomo Leopardi di Aulla

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auro Agnoletti, Ilaria Borletti Buitoni - Cultura, ambiente, paesaggio. Per un futuro sostenibile Il paesaggio italiano riflette non solo la storia recente, ma è la nostra identità. Urbano, naturale, agricolo il paesaggio ha subito mutazioni continue negli ultimi trent’anni senza attenzione né al patrimonio d’arte che lo rende unico, né ai fenomeni di abbandono e industrializzazione, né al consumo del suolo in favore della cementificazione. Ripartire dalla cultura significa non solo ritrovare l’orgoglio di una identità, ma anche sviluppare il “talento” di un paese. Infatti il moderno concetto di paesaggio, inteso non più come un fenomeno elitario, isolato dal contesto socioeconomico, ma piuttosto come risorsa economica, ambientale e sociale, richiede un cambiamento non solo nel modello proposto dalla politica, ma anche nella cultura della società. Il dialogo tra due grandi esperti, impegnati in prima linea, a dieci mesi dall’alluvione che ha devastato il territorio spezzino e della Lunigiana.

Mauro Agnoletti insegna Pianificazione del Territorio Rurale e Storia Ambientale alla Facoltà di Agraria - Università di Firenze, coordina il Laboratorio per il Paesaggio e i Beni Culturali e quello sul paesaggio presso il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, esperto del Consiglio d’Europa per la Convenzione Europea del Paesaggio, è nel comitato direttivo di International Consortium of Environmental History Organizations. Ha coordinato il Catalogo Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Ilaria Borletti Buitoni dal 2010 è Presidente del FAI - Fondo Ambiente Italiano. Nel 1993 è tra i fondatori di Amref Italia, ONG per programmi sanitari e scolastici in Africa, ha lavorato per il Summit della Solidarietà, che raggruppa i più importanti enti non profit nel campo socio-assistenziale e della ricerca scientifica e che si occupa di promuovere la cultura del non profit e della trasparenza nelle donazioni. È membro del Consiglio Superiore della Banca d’Italia dal 2012. Ha pubblicato Per un’Italia possibile. La cultura salverà il nostro Paese? (Mondadori Electa, 2012).


Ringraziamo per il prezioso contributo...

La Rinascita “Il Ficcanaso” Iscr. Reg. Tribunale di Massa al N°2 del 21 Giugno 2012 Anno 1 Numero 2 - Agosto 2012 Periodico: Mensile Tiratura: 3.000 copie Chiusura in redazione il 30.07.2012 Proprietà: Associazione Comitato Rinascita Aulla-Lunigiana Presidente: Roberto Valettini

V i a L uni g i a n a - Aull a

Editore: Comitato Rinascita Aulla-Lunigiana Direttore Editoriale: Emanuela Ferrari Direttore Responsabile: Monica Leoncini Responsabile Progetto Grafico: Lara Prea Redazione e Diffusione: Rodolfo Calabrò, Alfredo Madeddu Amministrazione: Bruno Angella Hanno collaborato: Rodolfo Calabrò, Alessandro Carpitella, Emanuela Ferrari, Monica Leoncini, Alfredo Madeddu, Massimo Pasquali, Marco Pinelli, Marina Pratici, Bruno Pucciarelli, Patrizia Testa, Antonello Trivelli, Roberto Valettini Circolo Fotografico Sarzanese Responsabile del trattamento dati personali Dlgs 196/2003: Emanuela Ferrari Sede Redazione: Viale Resistenza, 40 - Aulla (MS)

Farmacia Dr. Giannotti Corso Europa Unita, 1 - Località Masero 54016 Licciana Nardi - Tel. 0187 409073 Da oltre 30 anni al servizio

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vete dubbi? Volete chiarimenti? Prendete carta penna e scriveteci. Dal prossimo numero infatti una pagina del periodico “La Rinascita” sarà interamente dedicata ai nostri lettori, alle loro riflessioni, alle domande, ai pensieri e perchè no, anche alle critiche. Cercheremo di pubblicare ogni lettera che ci arriverà, quindi cercate di non scrivere più di 500 battute, così potremmo lasciare la lettera integrale e ci sarà spazio per tutti. Per essere pubblicate le lettere dovranno essere firmate, ma il mittente potrà decidere di non far comparire il suo nome, useremo la dicitura “lettera firmata”. È importante che questo venga specificato. Se invece preferite usare il computer, potete inviarci un’e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica.

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La Rinascita -Agosto 2012