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La Rete degli Studenti è un’associazione di stampo sindacale. Presente in tutta Italia, ha come obiettivo la difesa dei diritti degli studenti dentro e fuori la scuola, come singoli e come componente scolastica, dal livello del singolo istituto a quello regionale e nazionale. Democratica, antifascista, pacifista, multietnica, laica, ambientalista, antirazzista, apartitica, contro le discriminazioni di ogni genere, non violenta e contro tutte le mafie, la Rete degli Studenti è da anni dedita ad ottenere spazi sempre maggiori di democrazia all’interno delle scuole, nonché spazi di partecipazione e protagonismo degli studenti nella società civile e nella vita democratica del paese e delle realtà locali. Un’associazione fatta dagli studenti per gli studenti. Schierati per un autentico diritto allo studio per tutt*, e quindi impegnati nella lotta per una scuola pubblica, che elimini disuguaglianze sociali ed economiche, una scuola diversa da quella a cui siamo abituati, una scuola che ci possa davvero garantire i mezzi per crescere, imparare e sognare. Ogni studente che condivida queste linee basi, indipendentemente dalla tua nazionalità, religione, appartenenza ideologica o di partito, orientamento sessuale, può aderire alla Rete degli Studenti… ...anche tu!

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Per l’uso:

istru zioni

p.2 Lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse p.10 Gli organi collegiali p.16 Regolamento per la disciplina delle iniziative complementari e delle attività integrative nelle istituzioni scolastiche. p.24 La Consulta Provinciale degli Studenti

Lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse (D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, integrato dal D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235) Art. 1 (Vita della comunità scolastica) 1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. 2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e con i principi generali dell'ordinamento italiano. 3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnantestudente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva. 4.La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale. Art. 2 (Diritti) 1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome. 2. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza. 3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. 4. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.

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5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori. 6. Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti. 7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali. 8. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare: a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità; b) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni; c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica; d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap; e) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica; f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica. 9. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto. 10. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni. Art. 3 (Doveri) 1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio. 2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi. 3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono

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tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all'art.1. 4. Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti. 5. Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola. 6. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola. Art. 4 (Disciplina) 1. I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comporta-menti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati. 2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica. 3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto. 4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità. 5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. 6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono adottati dal consiglio di classe. Le sanzioni che comportano l'allontanamento superiore a quindici giorni e quelle che implicano l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi sono adottate dal consiglio di istituto. 7. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni. 8. Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni deve essere previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. Nei periodi di allontanamento superiori ai quindici giorni, in coordinamento con la

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famiglia e, ove necessario, anche con i servizi sociali e l'autorità giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri all'inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica. 9. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tale caso, in deroga al limite generale previsto dal comma 7, la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8. 9-bis. Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico, la sanzione è costituita dall'allontanamento dalla comunità scolastica con l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi o, nei casi meno gravi, dal solo allontanamento fino al termine dell'anno scolastico. 9-ter. Le sanzioni disciplinari di cui al comma 6 e seguenti possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l'infrazione disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato. 10. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola. 11. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni. Art. 5 (Impugnazioni) 1. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia Interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante eletto dagli studenti nella scuola secondaria superiore e dai genitori nella scuola media, che decide nel termine di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed è presieduto dal dirigente scolastico. 2. L'organo di garanzia di cui al comma 1 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento. 3. Il Direttore dell'ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato,

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decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell'ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell'ufficio scolastico regionale o da un suo delegato. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori. 4. L'organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, svolge la sua attività istruttoria esclusivamente sulla base dell'esame della documentazione acquisita o di eventuali memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall'Amministrazione. 5. Il parere di cui al comma 4 è reso entro il termine perentorio di trenta giorni. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere, o senza che l'organo di cui al comma 3 abbia rappresentato esigenze istruttorie, il direttore dell'ufficio scolastico regionale può decidere indipendentemente dall'acquisizione del parere. Si applica il disposto di cui all'articolo 16, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. 6. Ciascun ufficio scolastico regionale individua, con apposito atto, le modalità più idonee di designazione delle componenti dei docenti e dei genitori all'interno dell'organo di garanzia regionale al fine di garantire un funzionamento costante ed efficiente dello stesso. 7. L'organo di garanzia di cui al comma 3 resta in carica per due anni scolastici. Art. 5-bis (Patto educativo di corresponsabilità) 1. Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. 2. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1. 3. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità. Art. 6 (Disposizioni finali) 1. I regolamenti delle scuole e la carta dei servizi previsti dalle diposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media. 2. Del presente regolamento e dei documenti fondamentali di ogni singola istituzione

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scolastica è fornita copia agli studenti all'atto dell'iscrizione. 3. È abrogato il capo III del R.D. 4 maggio 1925, n. 653.

I Diritti dello Statuto Lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse rappresenta il testo fondante della cittadinanza studentesca e mette le basi per un impianto normativo atto alla legittimazione del sistema di rappresentanza e partecipazione. Entrato in vigore a giugno del 1998, ha da sempre rappresentato certezza delle regole, riconoscimento dei diritti, rispetto dei doveri ed assunzione di responsabilità in una scuola che ha come principale finalità l’educazione alla democrazia ed alla cittadinanza delle nuove generazioni. Per la prima volta vengono riconosciuti una serie di diritti imprescindibili, dopo anni di battaglie portate avanti dalle associazioni studentesche. Si può finalmente parlare di libertà d’espressione, diritto alla riservatezza ed alla privacy, diritto di consultazione, a una valutazione trasparente e tempestiva. Si può finalmente parlare di cittadinanza studentesca. Libertà di espressione Per costruire una scuola realmente democratica la libertà di espressione non può assolutamente venir meno. Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti sancisce all’articolo 1, comma 4 e all’articolo 4, comma 4, come “la vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero,(..) sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono” e che “in nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva della altrui personalità”, ragion per cui nessuno può penalizzarvi nella valutazione per le opinioni espresse sugli argomenti trattati nell’orario di lezione oppure con provvedimenti disciplinari per le vostre proteste, se correttamente portante avanti, contro presidi ed insegnanti. Riservatezza e diritto alla privacy L’articolo 2, comma 2, stabilisce che “la comunità scolastica (…) tutela il diritto dello studente alla riservatezza”. Ogni qualvolta che ricevi una valutazione per una prova scritta o orale oppure richiedi di accedere a facilitazione per il reddito è tuo diritto farlo in riservatezza. Ricorda che puoi anche ricorrere agli organi di garanzia rispetto a violazioni di questo tipo. Informazione e pubblicità degli atti Fondamentale nella scuola dell’autonomia è la trasparenza degli atti. Avere accesso alla grande quantità di informazioni che riguardano il proprio percorso formativo è

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molto importante. Ogni studente dovrebbe ricevere all’atto dell’iscrizione lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, il Piano dell’Offerta Formativa ed il Regolamento d’Istituto, come pure dovrebbe aver diritto a visionare e a discutere il programma didattico delle singole materie all’inizio di ogni anno. La legge sulla trasparenza (L. 241/90, art. 21-25) stabilisce che gli studenti hanno diritto ad accedere agli atti amministrativi che abbiano interesse personale o giuridico per la loro persona e dunque possono richiedere: . I verbali dei consigli di classe, inclusi gli scrutini e non solo la parte riguardante la propria persona; . I verbali del Collegio dei docenti; . I registri dei docenti; . Le verifiche scritte; . I verbali delle Commissioni d’esame; . I verbali del Consiglio d’Istituto; Valutazione Ogni volta che si sostiene una prova scritta o orale si ha diritto ad una valutazione tempestiva e comprensibile. Conoscere il voto non è tuttavia la parte più importante: cioè che conta è capire quali sono i meccanismi di valutazione applicati, ovvero la ragione di quel voto, cosi da poter migliorare la propria preparazione o constatare un voto ritenuto iniquo. Diritto di consultazione Gli studenti hanno diritto non solo ad essere informati delle scelte prese dagli organi di rappresentanza, ma hanno diritto di parola su tutte quelle scelte ritenute rilevanti nella vita della loro scuola attraverso una consultazione. Può essere una soluzione indire un vero e proprio referendum su temi che possono interessare gli studenti e variare dalla destinazione dei viaggi d’istruzione, all’utilizzo delle aule il pomeriggio, ai cambiamenti d’orario fino ad esprimere pareri sui provvedimenti relativi al diritto allo studio previsti dalla Regione o anche riguardo a provvedimenti presi dal Ministero. Provvedimenti disciplinari Le sanzioni disciplinari non possono essere assegnate arbitrariamente da un docente ma devono essere disciplinate dal regolamento d’istituto sia nella gravità, che nella forma e nella figura che le assegna. Pertanto cercate subito di conoscere cosa prevede il regolamento del vostro istituto a riguardo. Ricordate che per ogni sanzione potrete chiedere la conversione in attività per la scuola e, in caso crediate che la sanzione sia ingiusta, potete constatarla agli organi di garanzia e contattarci per essere difesi.

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Gli organi collegiali (D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione) Cosa sono? Gli organi collegiali sono organismi di governo e di gestione delle attività scolastiche a livello territoriale e di singolo istituto. Sono composti da rappresentanti eletti dalle varie componenti scolastiche e sono strumenti di partecipazione democratica, nati allo scopo di promuovere la partecipazione di tutte le componenti nella gestione della scuola, affinché venga caratterizzata come una comunità che si apre ed interagisce con la più vasta comunità civile.

Conquistarsi un diritto un più! Lo Statuto è molto generico e bisogna tenere presente che spesso enuncia solo in via di principio diritti che sono contenuti in altri testi legislativi, quindi aspettatevi forti resistenze da parte di qualche docente o dirigente scolastico, ma non demordete e non scoraggiatevi: l’esistenza stessa dello Statuto dimostra che non siete soltanto utenti di un servizio ma protagonisti e cittadini della vostra scuola.

Perché rappresentare gli studenti? La rappresentanza è la voce degli studenti all’interno degli organi collegiali e nasce da anni ed anni di lotte del movimento studentesco per costruire una reale cittadinanza studentesca e rivendicare un ruolo di vero protagonismo nelle scuole. Consiglio di Classe I Consigli di Classe sono composti da tutti i docenti della singola classe, da due rappresentanti eletti dai genitori e da due rappresentanti eletti dagli studenti. E’ presieduto dal Dirigente Scolastico, o da un docente della classe da lui delegato. Esso si riunisce in orario extra-scolastico e ha il compito di formulare proposte al Collegio docenti. Ma soprattutto decide sulla programmazione didattica e la valutazione degli studenti. Deve inoltre curare i reciproci rapporti tra docenti, alunni e genitori. Il Consiglio di classe può riunirsi in sede politica, a cui partecipano tutte le componenti scolastiche, oppure in sede tecnica, a cui partecipa esclusivamente la componente docente in quanto sono sessioni dedicate alla valutazione. Elezione dei rappresentanti di classe La prima assemblea di classe dell’anno scolastico dovrebbe essere convocata dal Dirigente Scolastico con modalità identiche per tutte le classi dell’Istituto. In quella assemblea vengono eletti, all’interno della classe due rappresentanti degli studenti. Ogni studente ha diritto di voto e può esprimere una sola preferenza. Risultano eletti i due studenti che otterranno il maggior numero di voti; qualora più studenti risultassero eletti con lo steso numero di voti, si procede al sorteggio. E’ necesario garantire la libertà e la segretezza del voto, quindi niente voto per alzata di mano.

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Assemblee di classe E’ consentito lo svolgimento di una assemblea di classe al mese, della durata non superiore a due ore. Non sono ammesse assemblee nell’ultimo mese di lezione.

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L’assemblea di classe non può svolgersi nello stesso giorno della settimana nell’arco di tutto l’anno scolastico. Le procedure con cui richiedere le assemblee di classe spesso variano da scuola a scuola, ma generalmente è necessario un ordine del giorno, in cui bisogna elencare i motivi ed i temi della discussione, l’autorizzazione del dirigente scolastico e la firma dei docenti titolari delle ore di lezione in cui si svolge l’assemblea di classe. Né l’autorizzazione del preside e né la firma degli insegnanti non possono essere negate. Nelle assemblee di classe si discute dei problemi inerenti al gruppo classe, al rapporto coi docenti e in generale di tutto ciò che i rappresentanti degli studenti dovranno riferire a questi ultimi in sede di Consiglio di Classe. Il Comitato Studentesco Tutti i rappresentati di classe, i rappresentanti d’Istituto ed i rappresentanti alla Consulta Provinciale degli Studenti compongono il Comitato Studentesco di una scuola. Per svolgere le sue attività, il Comitato Studentesco, nella prima riunione dell’anno, convocata dal Dirigente Scolastico su richiesta dei rappresentanti d’Istituto, si dota di un proprio regolamento interno. Il Comitato elegge un suo Presidente, che è anche incaricato di garantire la gestione democratica delle assemblee. Formula proposte ed esprime pareri al Consiglio d’Istituto ed al Collegio dei Docenti, in particolare per quello che riguarda le attività previste dal D.P.R. 567/96 inerente le attività integrative. E’ necessario che le proposte di progetti e attività siano presentanti con il relativo piano di spesa e di utilizzo degli spazi della scuola. Per seguire quelle attività, inoltre, il Comitato esprime dei gruppi di gestione, coordinati da studenti maggiorenni che si rapportano con gli altri organi della scuola e curano la realizzazione dei progetti. I risultati di queste iniziative possono essere verificati e sia il Consiglio d’Istituto che il Collegio dei Docenti possono valutarli. Il Comitato Studentesco ha a disposizione le somme stanziate dal D.P.R. 567/96. Considerata la sua grande importanza, è necessario che si riunisca periodicamente in quanto garantisce una partecipazione democratica degli studenti alla gestione della scuola. Il Comitato nomina gli studenti che fanno parte dell’organo di garanzia d’istituto. Consiglio d’Istituto In ogni scuola superiore è costituito un Consiglio di Istituto, la cui composizione può variare a seconda della popolazione studentesca presente. Negli istituti con una popolazione studentesca inferiore a 500 unità, il Consiglio d’Istituto è cosi composto: . 6 rappresentanti dei docenti; . 3 rappresentanti dei genitori;

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. 3 rappresentanti degli studenti; . 1 rappresentante del personale A.T.A.; . Dirigente scolastico;

Negli istituti con una popolazione studentesca superiore a 500 unità, invece, il Consiglio d’Istituto è cosi composto: . 8 rappresentanti dei docenti; . 4 rappresentanti dei genitori; . 4 rappresentanti degli studenti; . 2 rappresentanti del personale A.T.A.; . Dirigente Scolastico; Tutti i membri, eccetto il Dirigente Scolastico, sono eletti democraticamente dalle rispettive componenti. Il voto è personale, libero e segreto. La componente studentesca si rinnova annualmente, mentre le altre componenti ogni tre anni. Quando un membro del Consiglio d’Istituto perde i requisiti di eleggibilità, ad esempio uno studente che si diploma, un docente entrato in pensione o trasferito ad altra scuola oppure un rappresentante dei genitori il cui figlio si è diplomato, viene sostituito dal primo dei non eletti all’interno della lista con cui era stato candidato. Le elezioni dei rappresentanti d’istituto Ogni anno, tutti gli studenti partecipano all’elezione dei loro rappresentanti nel Consiglio di Istituto con diritto di voto attivo e passivo; possono cioè votare, ma anche candidare e farsi eleggere. Queste modalità valgono anche per l’elezione dei rappresentanti alla Consulta Provinciale degli Studenti e le due cariche sono cumulabili. Le elezioni si svolgono presentando liste contrapposte, composte da un numero di studenti non superiore al doppio dei rappresentanti da eleggere. Le liste possono essere composte anche da un solo studente. All’interno della lista compaiono, in ordine, i candidati, di cui vengono indicati: nome, cognome, luogo e data di nascita, ecc. Ogni lista deve essere sottoscritta da 20 studenti non candidati. E’ vietato sottoscrivere o candidarsi in più di una lista. Ogni lista è contraddistinta da un numero romano, che indica l’ordine in cui sono state presentane le liste alle segreterie. Tutte le liste devono essere presentante personalmente da uno dei firmatari alla segreteria dal 20esimo al 15esimo giorno antecedente a quello fissato per le votazioni. La data delle elezioni è fissata dal Dirigente Scolastico o dal Consiglio d’Istituto nel rispetto dei termini fissati annualmente con Ordinanza Ministeriale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ogni dirigente scolastico nomina una Commissione Elettorale, composta da 5 membri: 2 docenti, 1 genitore, 1 studente e 1 membro del personale A.T.A. che è presieduta da un membro eletto dai componenti. Dura in carica due anni. La Commissione Elettorale

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verifica la validità delle liste, cioè che il numero dei sottoscrittori corrisponda e che dati dei presentatori e dei sottoscrittori siano giusti e le firme autentiche. Ai candidati è consentito presentarsi ed esporre il proprio programma sia mediante documenti e volantini che durante lo svolgimento di un’assemblea d’istituto. La campagna elettorale in vista delle elezioni studentesche può svolgersi dal 18imo al 2ndo giorno antecedente la data delle elezioni. In ogni istituto viene obbligatoriamente istituito un seggio per le votazioni, ed eventualmente ne vengono costituiti altri, nelle proporzioni di un seggio ogni 300 alunni. E’ composto da un presidente e due scrutatori, scelti tra docenti, personale A.T.A. e studenti, in modo da garantire la rappresentanza di tutte le componenti. Non possono far parte dei seggi i candidati. Ciascuna lista nomina un proprio rappresentante di lista per ogni seggio, che può assistere e controllare tutte le operazioni di scrutinio dei voti e segnalare eventuali irregolarità. Le operazioni di voto e di scrutinio devono essere accompagnate dalla stesura del verbale. Il giorno delle elezioni si vota su schede elettorali su cui sono stampati i nomi dei candidati sotto il motto ed il nome della lista a cui appartengono. Si può votare una sola lista ed al suo interno esprimere preferenze per massimo due candidati al Consiglio d’Istituto e un solo candidato alla Consulta Provinciale degli Studenti. Gli eletti devono essere proclamati entro 48 ore ed insieme alla loro proclamazione dev’essere reso pubblico il numero di voti validi, i voti ottenuti da ciascuna lista e le preferenze ottenute da ciascun candidato. Qualora vi fossero delle irregolarità, i rappresentanti di lista, o gli stessi candidati, possono fare ricorso alla Commissione Elettorale entro 5 giorni dalla proclamazione degli eletti. I ricorsi devono essere decisi egualmente entro 5 giorni dalla proclamazione degli eletti. Le riunioni del Consiglio d’Istituto La prima riunione del Consiglio d’Istituto è convocata dal Dirigente Scolastico ed avviene entro 20 giorni dalla proclamazione degli eletti. Al suo interno, il Consiglio d’Istituto elegge a maggioranza il Presidente, che deve necessariamente essere uno dei rappresentanti dei genitori. Il Presidente convoca e dirige le sedute del Consiglio d’Istituto. Tuttavia ognuno dei membri del C.d.I. può proporre un argomento da inserire all’ordine del giorno della seduta successiva. L’ordine del giorno deve essere sempre incluso nell’avviso di convocazione del C.d.I. che deve arrivare con un preavviso stabilito dal Regolamento d’Istituto, di norma 5 giorni. E’ comunque possibile, in casi di necessità urgente, convocare il Consiglio d’Istituto d’urgenza, con preavviso ridotto. Il C.d.I. può essere convocato anche su richiesta della maggioranza dei suoi membri. Le sedute del Consiglio d’Istituto si svolgono in orario non coincidente con l’orario di

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lezione. Il Consiglio d’Istituto delibera solo se è presente il numero legale, cioè la maggioranza dei suoi componenti: su 19 membri ne devono essere presenti almeno 10 affinché la seduta sia valida. In caso di parità, il voto del Dirigente Scolastico vale doppio. Una volta che si è assicurati che sia presente il numero legale, durante la seduta si procede a trattare gli argomenti all’ordine del giorno. Il primo punto riguarda sempre la lettura e l’approvazione del verbale della seduta precedente. Tutti gli atti delle sedute del Consiglio d’Istituto devono rimanere depositati presso la scuola e, in quanto atti pubblici, sono consultabili da chiunque ne abbia interesse. Le sedute del C.d.I sono pubbliche e vi possono assistere docenti, studenti, genitori e personale A.T.A. naturalmente senza diritto di parola o di voto. Il ruolo del Consiglio d’Istituto Il C.d.I. Detta gli indirizzi generali di gestione della scuola. Vota ogni anno il bilancio preventivo e poi il conto consuntivo. Approva il Piano dell’Offerta Formativa e decide quale budget assegnare ai progetti e alle attività previste dal D.P.R. 567/96 e presentanti dal Comitato Studentesco. Il C.d.I. Adotta il Regolamento d’Istituto, decide sul calendario scolastico, sull’orario di lezione, sull’acquisto di attrezzature e materiali didattici, sui viaggi d’istruzione, sui criteri riguardo i corsi di sostegno e di recupero. Il Consiglio d’Istituto individua, inoltre, il criterio per la formazione delle classi (ed anche per eventuali sdoppiamenti/ accorpamenti) e sull’assegnazione delle classi ai docenti. Esprime inoltre il proprio parere sull’andamento generale, sia didattico che amministrativo, dell’Istituto. Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) Il programma contiene anche i singoli progetti e non solo le spese e ognuno di questi è sintetizzato in una scheda dove vengono stabiliti obiettivi, durata, e soldi necessari. Per presentare un progetto dovete compilare una di queste schede. E convincere il consiglio d’istituto che la vostra idea può essere realizzata e ha un fine sentito dagli studenti . Abbiamo riportato di seguito 3 spunti di proposte da inserire nel POF. 1) Essendo carente all’interno del programma di storia lo spazio dedicato all’educazione civica e allo studio dei diritti del cittadino, e in particolare dello studente, risulta necessario un percorso di formazione relativo ai suddetti ambiti. Questo percorso verrà sviluppato su due livelli: A) Formazione studentesca, che interesserà gli studenti del primo biennio e dovrà essere possibilmente tenuto dagli studenti stessi; essendo fortemente necessario dovrà svolgersi obbligatoriamente, in orario scolastico. Per quanto riguarda le classi del triennio, non essendo necessaria una formazione completa, eventuali corsi potranno essere organizzati solo per gli interessati (e su richiesta) in orario pomeridiano. E’

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necessario che questa formazione avvenga nei primi mesi di scuola, possibilmente prima delle elezioni dei rappresentanti studenteschi. B) Difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini, tramite incontri con esperti (docenti universitari e d’istituto) da tenersi in orario scolastico. 2) E’ opportuno legittimare alcune date importanti della storia recente. Limitarsi ad una semplice esposizione di avvenimenti (per quanto drammatici) riferiti ad una stessa data non ha più la risonanza necessaria al coinvolgimento della generazione studentesca: è necessario pertanto rinvigorire i valori legati a date come il 25 Aprile e il 27 Gennaio. Avvalendosi dell’esperienza di associazioni direttamente coinvolte, i docenti dovranno supportare questo lavoro con integrazioni nella proprie materie. 3) E’ opportuno avvicinare gli studenti a realtà compromesse sociopoliticamente: pertanto, mediante un ciclo di conferenze tenute possibilmente dagli studenti, la finalità di questo percorso sarà quella di mettere in relazione il singolo studente con l’associazione di volontariato a lui più consona. A seconda delle tematiche, che sceglieranno direttamente gli studenti stessi, i metodi per affrontarle saranno decise in consiglio d’istituto. Il D.P.R. 567 del 10 ottobre 1996 E’ un decreto del Presidente della Repubblica, emanato il 10 ottobre 2006 che interessa molto particolarmente noi studenti. Riguarda le attività extracurricolari e la possibilità di organizzarne su richiesta degli alunni: la scuola è tenuta a mettere a nostra disposizione un locale attrezzato per riunirci in attività pomeridiane.

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Regolamento per la disciplina delle iniziative complementari e delle attività integrative nelle istituzioni scolastiche. Art. 1 (Finalità generali) Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia, definiscono, promuovono e valutano, in relazione all’età e alla maturità degli studenti, iniziative complementari e integrative dell’iter formativo degli studenti, la creazione di occasioni e spazi di incontro da riservare loro, le modalità di apertura della scuola in relazione alle domande di tipo educativo e culturale provenienti dal territorio, in coerenza con le finalità formative istituzionali. 1. Le iniziative complementari che tengono conto delle concrete esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, si inseriscono negli obiettivi formativi delle scuole. La partecipazione alle relative attività può essere tenuta presente dal consiglio di classe ai fini della valutazione complessiva dello studente. 2. Le iniziative integrative sono finalizzate ad offrire ai giovani occasioni extracurricolari per la crescita umana e civile e opportunità per un proficuo utilizzo del tempo libero e sono attivate tenendo conto delle esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, delle loro proposte, delle opportunità esistenti sul territorio, della concreta capacità organizzativa espressa dalle associazioni studentesche, nonché, per la scuola dell’obbligo, dalle associazioni dei genitori. 3. A richiesta degli studenti la scuola può destinare, sulla base della disponibilità dei docenti, un determinato numero di ore, oltre l’orario curricolare, per l’approfondimento di argomenti anche di attualità che rivestono particolare interesse. 4. E’ compito del Ministro avvalersi dei suoi poteri programmatici e direttivi per individuare, di tempo in tempo e sulla base delle esperienze maturate, le specifiche finalità e tipologie delle iniziative da assumere nell’ambito del presente regolamento. Art. 2 (Spazi e tempi per la realizzazione delle iniziative) 1. Gli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado predispongono almeno un locale attrezzato quale luogo di ritrovo per i giovani dopo la frequenza delle lezioni. 2. I servizi di mensa o di caffetteria o snack a prezzi controllati, eventualmente esistenti, possono funzionare nel periodo di apertura del locale attrezzato, senza oneri aggiuntivi a carico dell’istituzione scolastica. 3. Le iniziative di cui al presente regolamento si svolgono in orari non coincidenti con quelli delle lezioni e, ove possibile, nei giorni festivi e nel periodo di interruzione estiva. 4. Per la realizzazione delle iniziative previste dal presente regolamento gli edifici e le attrezzature scolastiche sono utilizzati, anche in orari non coincidenti con quelli delle lezioni, nel pomeriggio e nei giorni festivi, secondo le modalità previste dal

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Consiglio di circolo o di istituto, in conformità ai criteri generali assunti dal Consiglio scolastico provinciale, nonché a quelli stabiliti nelle convenzioni con gli enti proprietari dei beni. Art. 3 (Raccordi con la realtà sociale e con il territorio) 1. Le istituzioni scolastiche favoriscono tutte le iniziative che realizzano la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile del territorio, coordinandosi con le altre iniziative presenti nel territorio anche per favorire rientri scolastici e creare occasioni di formazione permanente e ricorrente. A tal fine collaborano con gli enti locali, con le associazioni degli studenti e degli ex studenti, con quelle dei genitori, con le associazioni culturali e di volontariato, anche stipulando con esse apposite convenzioni. 2. La collaborazione con le associazioni culturali e di volontariato, che può comportare oneri solo nei limiti del rimborso delle spese vive, può riguardare attività educative, culturali, ricreative, sportive, anche nei confronti di studenti di altre scuole e di giovani in età scolare. 3. Le Regioni, gli Enti locali, gli enti pubblici, gli enti o soggetti privati possono offrire alle scuole progetti finalizzati per la realizzazione di iniziative rientranti nelle finalità di cui al presente regolamento, con relativi contributi. Per la realizzazione di tali progetti nell’ambito delle istituzioni scolastiche si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4. 4. Le amministrazioni statali nei limiti delle disponibilità, di bilancio, le Regioni, gli Enti locali, istituzioni pubbliche e private possono assegnare somme alle scuole per la realizzazione di tutte le iniziative previste dal presente regolamento. 5. L’accettazione di somme provenienti da privati, deliberata dal Consiglio d’istituto, è subordinata al parere favorevole del comitato studentesco. Art. 4 (Organizzazione e gestione) 1. Le iniziative di cui al presente regolamento sono deliberate dal Consiglio di circolo o di istituto che ne valuta la compatibilità finanziaria e la coerenza con le finalità formative dell’istituzione scolastica. 2. Le iniziative complementari dell’iter formativo, che negli istituti o scuole di istruzione secondaria superiore possono essere proposte anche da gruppi di almeno 20 studenti e da associazioni studentesche, sono sottoposte al previo esame del Collegio dei docenti per il necessario coordinamento con le attività curricolari e per l’eventuale adattamento della programmazione didattico educativa. 3. Tutte le proposte, complementari o integrative, debbono indicare le risorse finanziarie e il personale eventualmente necessario per la loro realizzazione. Alle iniziative possono essere destinate risorse disponibili nel bilancio delle istituzioni scolastiche, anche provenienti da contributi volontari e finalizzati delle famiglie.

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Questi ultimi sono iscritti nel bilancio dell’istituto, con vincolo di destinazione. 4. Negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore il Comitato studentesco di cui all’articolo 13, comma 4 del decreto legislativo 16 febbraio 1994, n. 297, integrato con i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di istituto, formula proposte ed esprime pareri per tutte le attività disciplinate dal presente regolamento. 5. Il Comitato di cui al comma 4 adotta un regolamento interno di organizzazione dei propri lavori, anche per commissioni e gruppi, ed esprime un gruppo di gestione, coordinato da uno studente maggiorenne, che può assumere la responsabilità della realizzazione e del regolare svolgimento di talune iniziative. 6. Le iniziative di cui al presente regolamento, da realizzare o direttamente dalla scuola o mediante conven-zioni con associazioni di studenti, devono favorire la familiarizzazione operativa dei giovani nei procedimenti relativi alla gestione e al controllo delle attività. 7. Nelle iniziative gestite direttamente dalla scuola il Comitato studentesco elabora un piano di realizzazione e gestione delle attività, con preventivo di spesa da determinare nei limiti delle disponibilità indicate dal Consiglio di istituto e delle somme eventualmente raccolte con destinazione e con indicazione degli interventi necessari per l’attuazione del piano. 8. Per la realizzazione delle iniziative il Comitato studentesco può anche realizzare, previa autorizzazione del Consiglio di Istituto, attività di autofinanziamento, consistenti nella promozione di iniziative che non contrastino con le finalità formative della scuola e non determinino inopportune forme di commercializzazione. Le somme ricavate da tali attività sono iscritte nel bilancio dell’istituto, con vincolo di destinazione. 9. Alla eventuale partecipazione dei docenti e del personale A.T.A. alle iniziative di cui al presente regolamento si applicano rispettivamente le disposizioni di cui agli articoli 43 e 54 del CCNL del comparto scuola, secondo quanto previsto dal progetto dell’iniziativa, ovvero dalla convenzione. 10. Le iniziative di cui al presente regolamento possono sempre essere sospese, in caso di urgenza, dal Capo d’Istituto, salva tempestiva ratifica del Consiglio di circolo o d’istituto. Art. 5 (Convenzioni) Per le iniziative non gestite direttamente dalla scuola, la convenzione che ne costituisce strumento formale di attuazione prevede esplicitamente la durata massima della concessione in uso dei locali; le principali modalità d’uso; i vincoli nell’uso dei locali e delle attrezzature da destinare esclusivamente alle finalità dell’iniziativa; le misure da adottare in ordine alla vigilanza, alla sicurezza, all’igiene, nonché alla salvaguardia dei beni patrimoniali e strumentali; il regime delle spese di pulizia dei locali e di altre spese connesse all’uso e al prolungamento dell’orario di apertura della scuola; il regime delle

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responsabilità per danni correlati all’uso dei locali e allo svolgimento delle attività; la eventuale sospensione delle iniziative da parte del Capo d’istituto ai sensi del comma 10 articolo 4. Nelle iniziative in convenzione con associazioni studentesche la gestione delle attività è svolta secondo le norme del diritto vigente che regolano le attività delle associazioni di diritto privato e le disposizioni contenute nelle convenzioni. La responsabilità dell’ordinata gestione delle attività e della relativa vigilanza ricade sugli organi dell’associazione nominativamente individuati nella convenzione stessa, senza pregiudizio dei poteri di vigilanza ed intervento dell’autorità scolastica e del personale della scuola. Analogamente sono disciplinate le iniziative in convenzione con associazioni dei genitori nella scuola dell’obbligo. L’Amministrazione scolastica centrale e periferica può stipulare accordi qua-dro per lo svolgimento delle iniziative previste dal presente regolamento, ferma restando la libertà delle singole istituzioni scolastiche di aderirvi o meno. Art. 6 (Consulta provinciale) 1. Due rappresentanti degli studenti per ciascun istituto o scuola d’istruzione secondaria superiore, designati dal comitato studentesco eletto per l’anno in corso si riuniscono in consulta provinciale in una sede appositamente attrezzata e messa a disposizione dal Provveditorato agli Studi. La consulta è convocata dal Provveditore agli studi entro 20 giorni dallo svolgi-mento delle elezioni dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe. 2. La Consulta provinciale degli studenti ha il compito di assicurare il più ampio confronto fra gli studenti di tutte le istituzioni di istruzione secondaria superiore della provincia, anche al fine di ottimizzare ed integrare in rete le iniziative di cui al presente regolamento e formulare proposte di intervento che superino la dimensione del singolo istituto, anche sulla base di accordi quadro da stipularsi tra il Provveditore agli studi, gli enti locali, la Regione, le associazioni degli studenti e degli ex studenti, dell’utenza e del volontariato, le organizzazioni del mondo del lavoro e della produzione. 3. La Consulta formula proposte ed esprime pareri al provveditorato e agli enti locali competenti. Può collaborare, su richiesta del provveditorato agli studi, all’istituzione di uno sportello informativo per gli studenti, con particolare riferimento all’attuazione del presente regolamento. La Consulta provinciale può promuovere anche iniziative di carattere transnazionale. Art. 7 (Giornata nazionale della scuola) 1. E’ istituita la giornata nazionale della scuola. Il Ministro della Pubblica Istruzione, annualmente, d’intesa con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, ne individua la data.

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2. Durante la manifestazione le istituzioni scolastiche sono aperte al pubblico e svolgono manifestazioni e iniziative atte a sottolineare il valore dell’attività educativa e formativa. Sono organizzati incontri di carattere nazionale e locale per l’approfondimento di tematiche di interesse formativo. 3. Il Ministro della pubblica istruzione, su richiesta di associazioni o rappresentanti degli studenti della scuola secondaria superiore può promuovere appuntamenti nazio-nali a sostegno delle attività integrative svolte nell’ambito del presente regolamento, fatto salvo il numero di giornate di lezione previsto dalla legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. La Giunta Esecutiva Il Consiglio d’Istituto elegge al proprio interno una Giunta Esecutiva di cui fanno parte un rappresentante dei docenti, un rappresentante degli studenti, un rappresentante del personale A.T.A., un rappresentante dei genitori. Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico ed il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. I componenti della Giunta sono eletti con voto di tutto il Consiglio: gli studenti votano quindi non solo quale studente, ma anche quale docente, quale genitore e quale A.T.A. entrerà nella Giunta. Per essere eletto in Giunta, occorre però che lo studenti sia maggiorenne, in quanto la G.E. Ha il compito di preparare il bilancio preventivo ed il conto consuntivo come pure, più in generale, i lavori del Consiglio d’Istituto. Deve quindi riunirsi prima di ogni seduta del C.d.I.. Il bilancio d’Istituto Nonostante l’attività delle scuola sia regolata in base all’anno scolastico (settembregiugno), il bilancio e la contabilità sono calcolati in base all’anno solare (gennaiodicembre). Bilancio preventivo Il Bilancio preventivo è uno scema di previsione delle entrate e delle spese per l’interno anno. Deve essere approvato entro il 15 di dicembre dell’anno precedente: il bilancio preventivo per il 2011 deve essere approvato entro il 15 dicembre 2010. Chiamato anche Programma annuale, è modificabile attraverso integrazioni, sempre approvate dal Consiglio d’Istituto, inerenti le spese e le entrate che eventualmente possono avvenire nel corso dell’anno. Conto consuntivo Il Conto consuntivo è il bilancio che registra le tutte le spese e le entrate che sono realmente avvenute nel corso dell’anno in questione. Deve essere approvato dal Consiglio d’Istituto entro il 30 aprile dell’anno seguente: il conto consuntivo per il 2011 deve essere approvato entro il 15 aprile 2012.

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I compiti dei rappresentanti Non esiste norme che regolano ciò che i rappresentanti d’istituto devono fare. La buona volontà è l’impegno dei rappresentanti sono quello che permettono agli studenti di vivere attivamente la scuola e di partecipare ai processi decisionali: si tratta quindi di un lavoro importante. I rappresentanti devono gestire la comunicazione tra il Dirigente Scolastico e gli studenti, ma soprattutto devono portare i problemi degli studenti all’attenzione del C.d.I. per risolverli. E’ molto importante che i rappresentanti d’istituto facciano da tramite tra i vari organi, in particolare con il Comitato Studentesco, per prendere decisioni ed esprimere pareri condivisi con tutti gli studenti, o comunque con una loro rappresentanza più ampia. Anche le assemblee di istituto sono momenti da usare per raccogliere idee e confrontarsi sulle cose da fare. Le assemblee devono essere convocate con frequenza, usando tutto il tempo a disposizione, ed organizzarle in modo da poter garantire la massima partecipazione e il confronto. Una gestione ordinata delle assemblee permette a tutti gli studenti di partecipare e garantisce anche di tenere dei buoni rapporti col corpo docente e il preside. Le Assemblee d’Istituto “Gli studenti della scuola secondaria superiore (…) hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola. (…)” (Art. 12, Decreto Legislativo n° 297/1994) “La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l’esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.” (Statuto dei Diritti delle Studentesse e degli Studenti, d.p.r. 249/98) Le assemblee d’istituto sono un momento centrale nella vita degli studenti all’interno delle scuole. Saper usare bene le assemblee di cui abbiamo diritto vuol dire riuscire a far partecipare davvero gli studenti alla gestione della loro scuola, farli interessare all’attualità, alla politica e farli impegnare più concretamente. Portare la vita reale all’interno delle scuole, invitando esperti esterni alle nostre assemblee, impostandole sul dialogo, sul confronto, sull’approfondimento è il primo passo per abbattere quell’indifferenza che tanti studenti sembrano dimostrare verso l’impegno, la politica, la vita. Durante l’anno scolastico si possono svolgere al massimo 8 assemblee di Istituto, una al mese (eccetto il primo e l’ultimo mese di lezione), della durata massima di una giornata scolastica. Per un massimo di 4 assemblee all’anno è consentita la partecipazione di esperti esterni, indicati dagli studenti insieme all’o.d.g. dell’assemblea. Gli esterni devono essere approvati con il voto del C.d.I.. È possibile inoltre convocare altre assemblee al di fuori dell’orario di lezione. L’assemblea d’istituto può essere convocata autonomamente su richiesta (ad es., raccolta delle

firme) della maggioranza dei rappresentanti di classe o dal 10% degli studenti dell’istituto. Di norma sono i rappresentanti d’istituto a occuparsene ma il Comitato Studentesco può offrire un percorso più partecipato e continuo nella organizzazione delle assemblee. Inoltre il preside deve preventivamente autorizzare la data di convocazione e l’ordine del giorno, ma se presentate tutto in regola ed entro i tempi stabiliti, non può rifiutarsi di convocarla! Le assemblee di istituto rientrano di diritto tra i giorni di lezione (ogni scuola è obbligata a fare almeno 200 giorni di lezione in un anno scolastico) e quindi le ore di assemblea non devono assolutamente essere recuperate! Anche le assemblee d’istituto devono avere un loro regolamento, per regolarne il funzionamento. Il preside ha facoltà di interrompere lo svolgimento dell’assemblea se viene violato il regolamento o se è impossibile svolgerla in modo ordinato. È buona norma concordare con il preside e/o il Consiglio di Istituto le modalità di svolgimento delle assemblee. Ad esempio, se c’è un numero elevato di alunni è possibile svolgere l’assemblea per classi parallele. Tenete sempre presente che su richiesta degli studenti, le ore delle assemblee possono essere usate per attività di ricerca, seminari o lavori di gruppo. Le assemblee sono essenzialmente incentrate sulla discussione e sul confronto tra gli studenti, eventualmente aiutati dalle esperienze e dalle competenze degli esterni. Le assemblee sono anche il luogo in cui i rappresentanti di Istituto comunicano agli studenti le scelte della scuola e in cui raccolgono le proposte degli studenti stessi. È possibile accorpare le ore disponibili per due o più assemblee, ed organizzare il monteore: più giorni consecutivi di assemblea, in cui organizzare progetti, attività, corsi autogestiti, interventi di esterni. La possibilità di concentrare alcune assemblee in un preciso periodo deve essere consentita dal regolamento di istituto. Questa scelta si rileva molto produttiva, perché concentra il dibattito in un periodo preciso e riesce anche a dare dei risultati in termini di interesse e impegno degli studenti. Servono però grande capacità di organizzazione e delle buone idee. Tenete conto che anche cose banali come la distribuzione degli studenti su più sedi distanti tra loro può influire in modo pesante sull’organizzazione del monteore. I Viaggi d’Istruzione Sicuramente uno dei ricordi più intensi della vostra classe sarà la gita ed è giusto che oltre a pagarcela noi studenti possiamo anche scegliere come strutturarla e dove andare. I viaggi d’istruzione sono parte integrante del P.O.F. e pertanto non possono negarvi il viaggio come non possono arbitrariamente sospendere un laboratorio o una materia,

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tenetelo bene a mente quando vi minacciano della seria “se non entrate non andate in gita!” (tanto più che il comportamento e la manifestazione di un pensiero non può incidere sulla rendita scolastica o essere valutato o punito come dallo statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse). Ogni collegio dei docenti predispone in genere una commissione viaggi che delibera e organizza in merito ai viaggi d’istruzione: una buona pratica può essere chiedere che siano presenti in essa anche rappresentanti degli studenti che vigilino sulla correttezza dell’operato e rendano partecipi nelle scelte gli studenti. Ricordate che spesso le agenzie di viaggi predispongono delle gratuità ogni certo numero di partecipanti e questo può aiutare a far calare il costo complessivo del viaggio o, previo accordo della classe, ad aiutare qualche compagno veramente in difficoltà ad usufruire di un suo diritto. Edilizia Scolastica Nelle nostre scuole spesso guardare il soffitto non è distrarsi, ma stare ben attenti: stare attenti che non ci caschi sulla testa! Il nostro paese vive una situazione disastrosa rispetto all’edilizia scolastica : in alcune aree (al nord come al sud) una scuola su cinque non ha i regolari certificati di agibilità e spesso manca la più elementare strumentazione didattica (cucine per alberghieri, laboratori di chimica per scientifici,ecc..). Inoltre spesso non vengono rispettate le regole più elementari previste dalla legge per la sicurezza sui luoghi di lavoro (legge 626) e tutto quello che non va viene sospeso o rimandato a data da destinarsi il più lontano possibile. Ogni scuola deve essere dotata di un certificato d’usabilità (equivalente all’abitabilità) e di agibilità rilasciato dal Comune dopo la costruzione (tale certificato deve essere rinnovato in caso di lavori di ampliamento, consolidamento di struttura o rifacimento parziale), deve essere inoltre presente un Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dal comando provinciale dei vigili del fuoco. Se non siete certi che la vostra scuola sia in regola chiedete al Dirigente Scolastico di prendere visione di tali certificati. Normalmente sono gli stessi Dirigenti a dover segnalare l’urgenza di intervenire sulle singole scuole alla provincia che dispone di fondi per la manutenzione ordinaria ed è responsabile dei fondi stanziati dalle regioni per interventi straordinari. Ma se il vostro preside tarda a segnalare non sareste i primi a dover segnalare direttamente alla provincia il vostro disagio e a chiedere un incontro con l’assessore competente. Non dimenticatevi di cercare la collaborazione della consulta provinciale che dovrebbe avere attivato un “osservatorio permanente sullo stato dell’edilizia scolastica” e che può aiutarvi a capire come mai non vengono assegnati fondi al progetto di messa a norma della vostra scuola.

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La Consulta Provinciale degli Studenti Le elezioni dei rappresentanti di Consulta Ogni Consulta Provinciale degli Studenti (CPS) è composta da due rappresentanti per ciascun istituto, eletti con le stesse modalità dell’elezione dei rappresentanti degli studenti nei Consigli d’Istituto. L’elezione dei rappresentanti di Consulta deve avvenire ogni anno entro il 31 ottobre. La Conferenza nazionale dei Presidenti di Consulta e la Rete degli Studenti ha richiesto e ottenuto nel dicembre 2007 che il mandato dei rappresentanti alla consulta fosse portato a due anni per garantire continuità al lavoro svolto. Gli eletti che, ad esempio, trovandosi all’ultimo anno e diplomandosi non potranno più rimanere nella Consulta vengono sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive liste e, soltanto in caso di esaurimento delle liste si procede a nuove elezioni. La prima riunione della Consulta Una volta eletti i rappresentanti di ogni scuola all’interno della CPS, e comunque entro 15 giorni dal completamento delle elezioni, gli Uffici Scolastici provinciali devono convocare la prima seduta della CPS. Nella prima riunione plenaria è presente il Presidente uscente della Consulta, anche se non rieletto o non presente nella Cps neo-eletta. Nella prima riunione si elegge il Presidente della Consulta, e gli eventuali altri organi elettivi, come da regolamento. Ai candidati presidenti è consentito fare una presentazione del proprio programma di lavoro. Dopo l’elezione del Presidente, si procede a eleggere gli altri organi e a nominare le commissioni. Il funzionamento La Consulta può decidere di riunirsi in commissioni tematiche e/o territoriali, ognuna delle quali porta avanti il lavoro in un ambito specifico. Sono più flessibili (perché più informali) e possono riunirsi con più frequenza e in luoghi diversi rispetto alla plenaria. Le commissioni territoriali sono particolarmente utilizzate nelle Cps delle grandi province o in quelle province dove le differenze sul territorio rendono necessari diversi tipi di interventi. Le commissioni tematiche intervengono in modo specifico sul loro ambito di lavoro. Tutte le commissioni devono riferire all’assemblea plenaria ed eventualmente sottoporre il loro lavoro al voto dell’intera Cps. Alcune procedure possono differire da Consulta a Consulta e sono spiegate all’interno del regolamento interno. Ogni consulta è obbligata ad avere un suo regolamento. Se la vostra consulta è sprovvista di regolamento, occorre assolutamente approvarne uno prima di cominciare i lavori dell’anno scolastico. Un organo democratico, come la Cps dovrebbe essere, non può funzionare senza regole! Per le Consulte che già hanno un

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regolamento, ma che presenta problemi di funzionamento o semplicemente è un po’ datato, è sempre possibile modificare il regolamento, attraverso una commissione specifica o un gruppo di lavoro. La CPS si deve riunire con regolarità sulla base di un ordine del giorno. L’ordine del giorno deve contenere tutti gli argomenti da trattare in quella seduta e deve essere inviato insieme alla convocazione della plenaria. L’odg serve a dare modo a tutti i rappresentanti di farsi un’opinione sui punti che verranno trattati ed è importante che sia comunicato con anticipo per permettere ai membri della Consulta di elaborare delle proposte. Le risorse della Consulta Le CPS dispongono di una sede attrezzata, messa a loro disposizione dagli Uffici Scolastici Provinciali. Le CPS inoltre hanno a disposizione delle risorse utilizzabili per le iniziative e i progetti. Questo fondo è costituito da una quota pari a non meno del 7% dei finanziamenti provinciali destinati alle scuole per le attività previste dal dpr 567/96. L’entità di questi finanziamenti è proporzionale alla popolazione studentesca, cioè al numero di studenti delle superiori presenti in quella provincia. Gli Uffici Scolastici Provinciali designano al loro interno un docente referente, incaricato di seguire e supportare il lavoro del Presidente e della CPS. Il ruolo della Consulta Il compito principale delle CPS è quello di mettere in rete gli studenti e le scuole della provincia, soprattutto realizzando progetti ed iniziative. Ma la Consulta deve anche essere una voce autorevole degli studenti (è il più alto organo di rappresentanza studentesca!) e rapportarsi con gli Uffici Scolastici Provinciali e gli Enti Locali, soprattutto le Province, formulando proposte e pareri. In particolare, la CPS può avere un ruolo incisivo sull’edilizia scolastica, che è di competenza della Provincia. È importante inoltre, che le Cps si integrino con i loro territori collaborando con gli Enti locali, le associazioni e le organizzazioni presenti nella loro realtà, per costruire iniziative e progetti che coinvolgano il maggior numero di studenti possibile. Giornata dell’Arte e della Creatività Studentesca Le Cps promuovono e organizzano annualmente la Giornata dell’Arte e della Creatività Studentesca, come previsto dal d.p.r. 567/96. Le iniziative di questa giornata sono organizzate coi fondi della Cps e devono avere come obiettivo quello di dare spazio alle forme di arte e di creatività che gli studenti, in varie forme, possono esprimere. Si tratta di organizzare concerti, mostre, iniziative, spettacoli, eventi che diano visibilità alle capacità degli studenti, rendendoli protagonisti.

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La Giornata dell’Arte, se realizzata bene, diventa uno strumento importante per dimostrare che gli studenti hanno grandi qualità da esprimere: una scuola che riesce a impostare i propri ritmi di insegnamento e apprendimento mettendo al centro la creatività e l’originalità degli studenti ottiene risultati di gran lunga migliori. La Giornata dell’Arte sulla base del D.P.R. 156/99, è da considerarsi attività scolastica a tutti gli effetti e gli studenti devono essere incoraggiati ed agevolati a parteciparvi. Coordinamento Regionale delle Consulte In tutte le Regioni d’Italia è costituito un Coordinamento Regionale delle Consulte Provinciali degli Studenti. Del Coordinamento fanno parte tutti i Presidenti delle Consulte della rispettiva Regione, come pure i Docenti Referenti delle singole Consulte e un delegato del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, spesso un docente comandato presso l’USR e avente la delega alle politiche giovanili, con il compito di presiedere le riunioni del Coordinamento e di agevolarne l’operato. Ogni Coordinamento Regionale elegge tra i Presidenti delle Consulte un Coordinatore Regionale che rappresenterà il Coordinamento stesso all’interno dell’Ufficio di Coordinamento del Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte. La principale funzione del Coordinamento è quello di dare all’azione delle CPS un’ottica regionale e di mettere in rete le iniziative che le varie Consulte portano avanti. Il Coordinamento Regionale delle Consulte nomina gli studenti membri dell’Organo di Garanzia Regionale. Il Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte Il CNPC è un organo consultivo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si autoregola attraverso un regolamento interno, modificabile dallo stesso Consiglio Nazionale. E’ composto da tutti i Presidenti delle Consulte d’Italia e si suddivide in Ufficio di Presidenza e Commissioni Tematiche. Elegge al proprio interno due moderatori ed un segretario. Deve riunirsi almeno due volte nel corso di ciascun anno scolastico. L’Ufficio di Presidenza è composto da tutti i Coordinatori Regionali delle CPS, dai Moderatori del CNPC e dal Segretario ed ha il compito di preparare i lavori del Consiglio d’intesa con la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione del MIUR. Il Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte, essendo il massimo organo di rappresentanza studentesca a livello nazionale, ha le seguente funzioni: Coordinare e curare lo scambio di informazioni relativamente alle attività delle CPS; Promuovere l’ideazione e la realizzazione di attività progettuali di rilevanza nazionale, comunitaria e internazionale; Esprime su richiesta del Ministro o di propria iniziativa, pareri su azioni attinenti il mondo della scuola e in particolare la partecipazione studentesca; Promuove indagini conoscitive sulla condizione studentesca i cui risultati formano oggetto di relazioni al Ministro; Elabora proposte ed indicazioni progettuali con particolare attenzione al funzionamento del sistema di partecipazione e rappresentanza degli studenti.

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Qui termina il nostro manuale. Ciò che vorrete farne è affar vostro.

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CONTRO GUIDA  

Tutto quello che avresti voluto sapere sulla rappresentanza, ma non hai mai avuto il coraggio di chiedere.