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PRESS Review June 2013

RSens srl, Via Vignolese 905/b - 41125 Modena ; Via Segantini 23 – 38122, Trento – C.F. / P.IVA. 02197570225 Tel. +39 059 2056262 - e-mail: info@rsens.it - home: www.rsens.it


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Main Prizes & Awards July 2009 Financing Spinner 2013 "Interventions for the qualification of human resources in research and technological innovation" for the start-up of innovative companies. April 2010 First Prize Business Plan Competition "Intraprendere a Modena, L’idea diventa Impresa" edition 2009 (RSens project). October 2010 Obtain Impat Impresa financing round for the start–up of innovative projects. October 2010 Obtain Aster We Tech Off financing round for the start–up of innovative projects. November 2010 First prize Business Plan Competition StartCup Spinner Emilia Romagna region 2010 & subsequent participation to the PNI (National prize for the Innovation) 2010.

December 2010 & June 2011 First prize at the InnovaDay event 2011 & the Third prize at InnovaDay 2010.

June 2011 PREMIO MADE IN E.R.

Prize MADE IN E.R. for high innovative project presented at SMAU Bologna 2010 edition, sponsored by “Il Resto del Carlino” & SMAU. December 2010 Selected by business plan matching TechnoScouting Regione Lombardia. January 2012

StartUp Innovative Regione Emilia Romagna

IL TALENTO DELLE IDEE Special Mention

NUOVE IMPRESE ban of Regione Emilia Romagna – contribution for investments of innovative companies. May 2010 Special mention for “High social and Environmental value project” from Unicredit Group & Confindustria. (Talent of ideas – with the RSens project).

September 2010 Selected for the StartUp Initiative Intesa San Paolo event & executive program.

RSens srl, Via Vignolese 905/b - 41125 Modena ; Via Segantini 23 – 38122, Trento – C.F. / P.IVA. 02197570225 Tel. +39 059 2056262 - e-mail: info@rsens.it - home: www.rsens.it


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October 2010 & October 2011 Selected for the participation at Percorsi dell’Innovazione at SMAU fair edition Bologna & Milan 2010 and at the FEST 2010 by Trentino Sviluppo & IBAN. July 2011 The RSens innovation project has been selected by the committee of the Italian Government for the Italia degli Innovatori project 2011 - first edition. November 2011 Selected Finalist at the first edition of the PREMIO GAETANO MARZOTTO 2011. March 2012 Selected by Confindustria (Giovani Imprenditori di Confindustria) at the first edition of START ME UP. Winner of a recognition and a business development path financed & assisted by Banco Popolare.

June 2012 The book “STARTUP INITIATIVE, The Emotion of Innovation” is printed and published by Intesa Bank. Luca Bidinelli, president of RSens, is one of the co-author selected for the book. RSens is one of the most successfully Start-up stories selected in Italy.

January 2013 Approved and registered as INNOVATIVE ITALIAN STARTUP by Italian Government & Italian Law

June 2013 Approved and awarded the title of “COACHED Company” by the European Institute of Technology – EIT ICT Labs

RSens srl, Via Vignolese 905/b - 41125 Modena ; Via Segantini 23 – 38122, Trento – C.F. / P.IVA. 02197570225 Tel. +39 059 2056262 - e-mail: info@rsens.it - home: www.rsens.it


Tutto Green Blog Online 3/5/13

http://www.tuttogreen.it/radon-in-casa-uno-strumento-e-in-grado-di-rilevarlo-marco-grilli/

3-5-2013

Radon in casa? Uno strumento è in grado di rilevarlo… di M A R C O G R I L L I il 3 M A G G I O 2 0 1 3

Seppur in un periodo di crisi economica, il “Made in Italy” mostra ancora vitalità e capacità d’innovazione. Uno spin off congiunto tra l’Università degli Studi di Modena, di Reggio Emilia e quella di Trento, denominato RSens, ha dato vita al primo dispositivo in commercio per la rilevazione della concentrazione del gas radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Come sappiamo, il radon è un gas altamente nocivo alla salute umana, tanto da esser considerato il secondo fattore di rischio per l’insorgenza del tumore al polmone. Ma da oggi chiunque potrà essere in grado di rilevarne la presenza con lo strumento messo a punto dai ricercatori dei tre atenei italiani. RStone, questo il nome del dispositivo, è di piccole dimensioni, programmabile, alimentato a batteria e facile da utilizzare. Il sensore permette di mostrare le informazioni relative alla concentrazione istantanea e a quella media di radon. Secondo una Raccomandazione dell’Unione europea (90/143 Euratom) la 3 concentrazione media annua di radon in aria non deve superare i 200 Bequerel/m negli edifici di nuova 3 costruzione e i 400 Bequerel/m in quelli già esistenti. Disponibile in tre varianti per avere informazioni direttamente sul display, lo strumento può essere dotato di un software per la programmazione e il controllo in remoto e in simultanea di più dispositivi, dando così informazioni complete, che consentono ulteriori analisi e approfondimenti. RSens si pone ora l’obiettivo di produrre su vasta scala il dispositivo per distribuirlo in Europa e negli Usa. Un’esportazione del “Made in Italy” nel mondo all’insegna dell’ innovazione e alla salvaguardia della salute umana.!


Espansione online - http://www.espansioneonline.it/2013/04/rsens-‐radon-‐startup

19/4/13

Catalogato | Cover Story

Le (buone) idee spengono la crisi Pubblicato il 19 aprile 2013. Riprendendo lo spirito della copertina di dicembre 2012 (L'anno delle startup), iniziamo un viaggio tra le good news e chi c'è l'ha fatta. Prima tappa Modena, sede della RSens, spin-off congiunto tra l'Università di Modena e Reggio Emilia e l'Università di Trento Uno su mille ce la fa. Questa canzone di Gianni Morandi fotografa la situazione dei giovani imprenditori italiani, chiamati a operare in un Paese dove, alla crisi economica del Vecchio Continente, si aggiungono il credit crunch e una burocrazia pachidermica. Un fardello pesantissimo e che, anche nel 2012, ha causato un elevato tasso di mortalità tra le nuove imprese gestite da Under 35. Nonostante l’Agenda Digitale e gli interventi legislativi in favore dei giovani (per esempio quelli legati all’apertura delle partite Iva), i dati di Unioncamere per il 2012 parlano di 61mila imprese gestite dai giovani che chiudono i battenti. In pratica 200 al giorno. E la situazione, nel 2013, rischia di peggiorare. Facile deprimersi. Ma, riprendendo lo spirito della copertina dello scorso dicembre di Espansione (2013. L’anno delle startup), proviamo a raccontare anche le good news, le storie di chi, alla faccia della tempesta perfetta che si sta abbattendo sul Vecchio Continente, sembra avercela fatta. Il primo viaggio ci porta a Modena, sede della RSens, azienda nata nel gennaio 2011 che si occupa di sensori per la rivelazione di gas Radon, un gas cancerogeno inodore, incolore e insapore, seconda causa per l’insorgenza del tumore al polmone. Presidente di questa nuova realtà è Luca Bidinelli, emiliano classe 1985. Partiamo con le presentazioni. Cosa è RSens? «È una startup che si occupa di pregettare, produrre e vendere rilevatori di radon, un gas pesante scaturito dal decadimento del radon e dell’uranio che si trova anche nelle abitazioni. Si stima che sia la causa di morte per oltre 20mila persone all’anno nell’Unione europea, di cui oltre 3.000 in Italia. Il progetto è nato tra i banchi dell’università di Modena e Reggio Emilia. Nel luglio del 2009, io e il mio coetaneo e amico Andrea Bosi abbiamo deciso di trasformare quello che era un prototipo da laboratorio su cui avevamo basato i nostri studi in un prodotto commerciabile». Come è venuta l’idea? «Tre docenti dell’Università (Luigi Rovati, Giovanni Verzellesi e GianFranco Dalla Betta) ci proposero di entrare più concretamente nel progetto. Non c’era nessuna certezza, diversi dubbi sulla fattibilità industriale e sulla possibilità di riuscire a finanziare il progetto». Con queste premesse, perché avete deciso di buttarvi in questa avventura? «Oltre ai consigli dei docenti e advisor dell’azienda, potevamo contare sull’apporto dell’università. RSens, infatti, è nata come primo Spin-off

http://www.espansioneonline.it/2013/04/rsens5radon5startup/8


congiunto tra l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università di Trento». Dalla teoria alla pratica. Quali sono state le difficoltà? «Quelle tipiche di una piccola impresa; e sono tante: dal reperimento fondi alla comunicazione del prodotto, determinante per le startup, dalla ricerca clienti alla gestione dei rapporti con fornitori più grandi e strutturati. E la burocrazia: il primo anno è stato completamente dedicato alle attività di ricerca e sviluppo, preparazione e deposito dei brevetti, ingegnerizzazione del sistema e ottenimento delle certificazioni necessarie a procedere con la distribuzione. La prima pre-serie è arrivata a febbraio 2012, mentre la prima vendità, che non si scorda mai, è datata giugno 2012». Parliamo di reperimento dei fondi. Come si fa a ottenere prestiti nell’era del credit crunch? «Devo ammettere che la giovane età ha rappresentato un ostacolo. Tre sono stati i fattori che ci hanno aiutato a superare la prima, delicata fase dello sbarco sul mercato: lo stretto rapporto con le università, che ha contribuito a conferire valore al nostro progetto; la presenza sul territorio emiliano di realtà che ci hanno aiutato; e, infine, i premi vinti in questi anni, che valgono più di rating, storici e conoscenze con i direttori di banca». RSens, infatti, si è messa in mostra al programma Spinner, al primo premio Intraprendere a Modena, al bando Impresa di Impat, al We Tech Off di Aster. E poi il primo premio alla StartCup dell’Emilia Romagna, il primo premio all’evento Innovaday Green Tech, la menzione speciale al Talento delle Idee di Unicredit e Confindustria, la partecipazione alla StartUp Initiative di Intesa San Paolo e la selezione del progetto da parte di Italia degli Innovatori. «Non si è trattato solo di strumenti per far fronte alle prime necessità finanziarie, ma anche di utili iniziative per farsi conoscere e per conoscere nuove persone, nuove imprese e nuovi potenziali partner». Com’è il mercato italiano? «A dir la verità, la maggior parte del nostro fatturato si genera con vendite estere, in particolare nel Nord Europa, dove abbiamo siglato i primi importanti contratti di distribuzione». Internazionalizzazione, dunque. «Sì, visto che RStone è una linea di prodotti indirizzata verso l’utenza professionale. Per il futuro, tuttavia, abbiamo già avviato progetti per diversificare la nostra offerta, non solo creando un sensore di Radon adatto ai privati cittadini, estremamente semplice, economico e che verrà presentato tra pochi mesi sul mercato, ma anche integrando la nostra tecnologia all’interno di prodotti commerciali quali i climatizzatori o, ancora meglio, impianti di ventilazione forzata dell’aria, in grado di ridurre la concentrazione di Radon, negli uffici o a casa». Salute a parte, come vanno gli affari? «Il 2012 ha rappresentato un primo anno di test e nei primi 6 mesi di attività commerciale (giugno – Dicembre 2012) abbiamo raggiunto un volume di vendita pari a circa 130.000 €. La maggior parte del nostro fatturato si genera con vendite estere, in particolare nel Nord Europa, dove abbiamo siglato i primi importanti contratti di distribuzione. Per quanto riguarda il 2013, ci apprestiamo a chiudere il primo trimestre a circa 100–120mila euro, con l’obiettivo di chiudere il 2013 con un fatturato di circa 600mila euro». Il team Cinque sono le persone che formato RSens: oltre al presidente Luca Bidinelli, Andrea Bosi, che si occupa della produzione tecnica e del rapport con i fornitori. A fianco dei due 28enni emiliani, ci sono tre docenti: Luigi Rovati e Giovanni Verzellesi (dell’università di Modena) e Gian Franco Dalla Betta, dell’università di Trento, che hanno il ruolo di advisor.8

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Regione Emilia Romagna

3/4/13

Sensori ad alta tecnologia targati RSens 3 aprile 2013 – È on line la decima puntata Startup Juice, l’iniziativa della rete EmiliaRomagnaStartUp per dare voce e volto ai nuovi percorsi d’impresa. Protagonista RSens, start up emiliana fondata da Luca Bidinelli

Primo spin-off congiunto delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Trento, RSens sviluppa, produce e commercializza dispositivi per la rivelazione di radiazioni. Fondata da Luca Bidinelli, è attualmente impegnata nello sviluppo di sensori innovativi per l’identificazione di gas Radon. Ed è proprio la start up emiliana ad essere protagonista della decima puntata di Startup Juice, l’iniziativa della rete EmiliaRomagnaStartUp per dare una voce, e un volto, ai nuovi percorsi d’impresa, raccogliendo le storie e le esperienze dei fondatori e aspiranti imprenditori. Basso prezzo, dimensioni e consumi ridotti, controllo wireless ed estrema affidabilità e flessibilità d’uso sono i punti di forza dei sensori targati RSens. La loro importanza? Non solo in funzione della tutela della salute, ma anche considerando che la fuoriuscita anomala di gas Radon è correlata a fenomeni di natura sismica e vulcanica. Già vincitrice delle business plan competition “Intraprendere” di Modena (2009) e “Start Cup Emilia- Romagna” (2010), RSens ha individuato tra i principali target del prodotto gli enti, pubblici e privati, di monitoraggio ambientale e di certificazione. Ma anche imprese, professionisti e privati cittadini che vogliano tutelare la propria salute utilizzando dispositivi semplici ed economici. Il progetto d’impresa per la realizzazione di sensori di rivelazione del gas Radon è stato inoltre selezionato nell’ambito dell’iniziativa “Italia degli innovatori” 2011. Tutti i video della serie Startup Juice – com pre si i precedenti, dedicati a Mopapp, Apparati Effimeri, Spreaker, Horta, Tiwi, Be.Tube, Hydrosynergy, Makeitalia, Raleri – sono disponibili sul sito EmiliaRomagnaStartUp, il primo portale – promosso da Regione Emilia-Romagna e Aster – interamente dedicato alla creazione d’impresa innovativa. All news


Gazzetta di Modena 2.3.13 http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2013/03/02/news/il-rivelatore-di-radon-e-made-in-modena-1.6620530

02 marzo 2013!

Il rivelatore di Radon è “made in Modena” È prodotto da una società nata in ateneo e viene venduto in tutta Europa Segnala la presenza del pericoloso gas. Presto una versione ultraportatile Di Saverio Cioce

In Scandinavia lo stanno comprando a centinaia di esemplari e i primi a mettere mano al portafoglio sono padri e madri di famiglia. In Italia invece sono Ausl e agenzie di protezione ambientali come l’Arpa a fare la fila per ordinarne un esemplare. Fatto sta che il rilevatore di radon - il gas radioattivo che si accumula negli edifici - di ultima generazione sta andando fortissimo. L’apparecchio, grande come una mano e alto quanto un pacchetto di sigarette, è stato inventato a Modena, da una società nata dentro l’università. Il suo nome commerciale è “RSens” e costa, a seconda del modello, da 1000 a 1500 euro. Rispetto a quanto offerto dal mercato, che con misuratori economici offre misurazioni che vanno fatte per un mese o due, l’apparecchio Made in Modena offre una velocità di rilevazione quasi istantanea - bastano un paio d’ore per avere i risultati - e un’accuratezza di dati pari a strumentazioni molto più ingombranti o costose. La ricerca durata alcuni anni e poi, seguendo una prassi consolidata da decenni nei paesi anglosassoni, i risultati dei ricercatori si sono materializzati in un prodotto venduto a chiunque. «Le ultime fasi del lavoro sono state molto veloci - racconta il professor Luigi Rovati, pavese di nascita e docente dal 2001 al Dipartimento di Ingegneria - La ricerca, iniziata nel 2005 assieme a un docente dell’ateneo di Trento, si è conclusa nel 2011, quando è nato lo spin off che ci ha permesso alla fase commerciale. Dall’anno scorso il prodotto è in vendita: rispetto ai prodotti precedenti, derivati sostanzialmente dall’idea del contatore Geiger, ci sono quindici anni in più di tecnologie innovative. Basti dire che il rilevatore è collegabile via internet e quindi consultabile in ogni momento, con aggiornamenti automatici, da qualsiasi postazione, anche con un


telefonino». Ma perché controllare dall’ufficio la presenza di radon nei piani interrati piuttosto che ai piani terra degli edifici? È proprio qui il salto di qualità dell’invenzione modenese. Il radon è un gas pesante che secondo gli specialisti è la seconda causa di decessi per il tumore al polmone. Presente naturalmente nel sottosuolo si accumula nelle parti più basse dei fabbricati ma può essere rimosso arieggiando gli ambienti per alcune ore. Questo però implica una misurazione efficace, perchè nei luoghi di lavoro (negozi, magazzini, scuole e asili solo per fare un esempio) piuttosto che nelle tavernette e nelle cantine delle abitazioni, l’accumulo di radon diventa pericoloso. Anche se la legislazione italiana è stata in passato di manica larga, ora il livello massimo di concentrazione ammessa è di 200 Bequerel per metro cubo, meno della metà di quello che era consentito sino a pochi anni fa. Ma il resto d’Europa si sta muovendo verso una normativa che dimezza questi valori e i paesi scandinavi l’hanno già trasformata in legge. Ecco perché in Svezia e Norvegia le famiglie si sono mosse per tempo; la presenza di case unifamiliari moltiplica l’attenzione sulla presenza del radon tra le mura domestiche. «In Italia - aggiunge - i primi a muoversi sono stati enti e associazioni del Meridione, a partire dagli asili. Più in generale credo che una strumentazione del genere debba essere a disposizione di tutti, la precauzione verso il radon dovrebbe essere la regola e non l’eccezione affidata alla buona volontà dei singoli. In Italia poi c’è una legge recente, approvata nel 2000 dal Parlamento, che prevede i livelli massimi di esposizione al radon per chi lavora in ambienti interrati. E siccome quel gas tende ad accumularsi nei tessuti dell’organismo, il livello di protezione minima andrebbe rispettato con scrupolo». Di qui sta partendo la fase due del progetto, la riduzione di peso e ingombro dell’apparecchiatura, in modo da renderla simile a un telefonino anche se con temmpi di rilevazione leggermente più lunghi, attorno alle tre ore. Ma anche i costi sarebbero quelli di un cellulare; i ricercatori che affiancano Rovati, Giovanni Verzellesi sempre dell’ateneo modenese e Gian Franco dalla Betta dell’università di Trento, puntano a un prodotto da 350-300 euro, che possa anche essere noleggiato per qualche giorno al prezzo di 10-20 euro, in modo da garantirne l’uso a tutti.


La Repubblica

26/2/13

la Repubblica MARTEDÌ 26 FEBBRAIO 2013

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ATTUALITÀ

PER SAPERNE DI PIÙ www.polimi.it www.unive.it

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Atenei e ricerca In Italia

117 nel 2010

2.600

Quanti sono i ricercatori

Spin-off accademici (società il cui socio proponente è un docente, un ricercatore o un dipendente dell’università) Brevetti di matrice accademica (di cui 320 concessi nel 2010)

(rispetto alla forza lavoro)

9,2% 270 mila

Il numero dei laureati ogni anno

6,3% 861milioni di euro

Negli Stati Uniti

651 nel 2010

4.700 2,5

miliardi $

Prodotti dai 20 migliori scienziati italiani all’estero (calcolo basato sui brevetti)

Spin-off accademici (671 nel 2011)

3,8%

Brevetti di matrice accademica registrati

68 mila

Neolaureati che sono andati all’estero in dieci anni

8,5 miliardi di euro

CORRADO ZUNINO ROMA — L’università italiana è viva e scalciante. Nonostante i finanziamenti di Stato aridi, gli assegni contingentati ai ricercatori, nonostante il paese non ci investa. Basta chiedere ai 55 atenei pubblici italiani “i brevetti del 2012” e Repubblica viene inondata di centinaia di tabelle, foto, disegni, file e slide che illustrano una macchina sempre accesa che continua a sfornare progetti di economia sostenibile e possibilità di una vita migliore offrendo, tra l’altro, una strada possibile al paese. Pezzi di politica se ne sono resi conto, tanto che i Verdi hanno impostato la campagna elettorale sulla fine del motore a scoppio (nel 2025) affidando la loro convinzione alle intuizioni degli ingegneri del “Pomos”, Polo d’eccellenza per la mobilità sostenibile dell’Università La Sapienza: gli ingegneri avevano preso una classica Fiat Panda e l’avevano trasformata in un’auto integralmente elettrica. Sempre gli ambientalisti hanno regalato uno sfondo elettorale, dal Pincio romano, alle ul-

Oggi reggiamo il confronto con gli Usa guardando a un’economia sostenibile time applicazioni dei pannelli solari di terza generazione, questi brevettati dai giovani ricercatori del “Chose”, dipartimento di Ingegneria di Tor Vergata Roma. La tecnologia del solare è in continua evoluzione, il silicio viene progressivamente sostituito da polimeri di origine organica, economici e versatili. Presto potrebbero essere applicati su giacche, borse, finestre e facciate degli edifici per ricavarne energia pulita. Sull’auto nuova si è espresso anche il Politecnico di Milano, che ha messo a punto e offerto alla Regione Lombardia il “Tecno Bim project”, ovvero la trasformazione di veicoli convenzionali in automobili bimodali (possono funzionare a trazione classica e a trazione elettrica). Il carica batterie a bordo ha una potenza compatibile con la rete domestica: si può viaggiare fino a 75 km/h con un’autonomia di 30 chilometri sul ciclo urbano. In Italia nel 2010 sono stati costituiti 117 spin off accademici: significa che su 117 progetti il capofila è un docente universitario, un ricercatore. Nel nostro Paese sono 2.600 i brevetti di matrice accade-

Italia

Il costo della loro formazione (pari a un anno di finanziamenti di università e ricerca)

Prodotti dalle royalties dei brevetti

Quanti Archimede all’università pochi soldi ma tante invenzioni Dalle auto ecologiche ai nasi elettronici, così si moltiplicano i brevetti

I progetti realizzati

mica depositati, 320 sono stati concessi nel 2010, ultimo dato certificato. Negli Stati Uniti gli spin offaccademici sono stati 651, cinque volte tanto. Come si vede, la “creatività applicata italiana” regge ancora il confronto. La questione verde è motore di buona parte delle nostre ricerche contemporanee. La Ca’ Foscari di Venezia, l’università italiana più ecologica secondo le certificazio-

ni di GreenMetric, ha già provato in due officine del Consorzio maestri calzaturieri le scarpe verdi a basso impatto ambientale in cui la suola viene incollata alla tomaia con solventi ecocompatibili (dialchil carbonati a tossicità nulla): le prestazioni delle colle ambientali, si è appurato, sono superiori a quelle chimiche. I finanziamenti della Regione hanno portato al decollo di un brevetto che

prova ad atterrare sui mercati. Il dottorando in Scienze ambientali della Ca’ Foscari, Paolo Franceschetti, ha inventato invece una piccola sauna solare per la depurazione e desalinizzazione dell’acqua. Funziona a energia solare e l’Onu ha inserito l’invenzione fra le dieci migliori idee sostenibili per lo sviluppo dell’umanità. Il Politecnico di Torino, che da solo ha 172 brevetti registrati, nella va-

Europa

Stati Uniti

sca navale dell’Insean-Cnr ha sperimentato con successo un nuovo convertitore di energia da onde marine per il Mediterraneo: simulato sulle onde di Pantelleria, potrebbe già produrre energia per 650 famiglie. Diverse isole del Sud sono interessate al sistema. Attraverso il suo Gruppo microonde, l’Università di Pavia ha realizzato una nuova classe di componenti e antenne basati su carta, plastiche riciclabili, tessuti. Costituiscono gli ingredienti base per la realizzazione del futuro “Internet delle cose”, la connessione via rete degli oggetti della vita quotidiana: la sveglia che suona in anticipo in caso di traffico, il sistema di irrigazione che dosa la quantità di acqua sulla base delle previsioni meteo, i cerotti intelligenti che misurano la temperatura del paziente e la trasmettono al medico via radio. Nel mazzo delle università italiane ci sono tessuti che proteggono dalle punture di insetto e trappole (sempre ecologiche) per zanzare tigri, mosche tsetse, mosche della frutta. Poi la medicina, diversi i brevetti pronti all’uso. Sono

La macchina caricata Robot in sala operatoria Le etichette sul web con una presa casalinga negli interventi delicati viaggiano ad alta velocità Depositati oltre “Pomos” è il Polo d’eccellenza di studi, ricerche e progetti per la mobilità sostenibile dell’Università La Sapienza di Roma e della Regione Lazio. Gli ingegneri di Pomos sono riusciti a trasformare una classica Fiat Panda in un’automobile integralmente elettrica ed eco compatibile

Il progetto Active sviluppa una suite chirurgica per l’assistenza robotica in interventi delicati. Cofinanziato dalla Comunità Europea, il progetto permetterà al chirurgo di operare nelle strutture cerebrali con l’assistenza di bracci robotici guidati da sistemi basati sull’intelligenza artificiale

Un’immagine dell’olfatto Acqua per bere e lavarsi con la narice artificiale in diretta dall’atmosfera Il Dipartimento di Ingegneria elettronica dell’Università Roma «Tor Vergata», insieme al Dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche, ha messo a punto il naso elettronico, una «narice» artificiale in grado di determinare una «immagine olfattiva» utilizzando reazioni chimico-molecolari

L’attività commissionata all’Università di Pavia dalla società Atw prevede la messa a punto di un’apparecchiatura autonoma, un prototipo a fini industriali che dovrà essere in grado di produrre acqua (sia per uso potabile che per utilizzi igienico-sanitari) “estraendola” dall’atmosfera circostante

Il Laboratorio di comunicazioni ottiche dell’Università Roma Tre ha brevettato innovativi dispositivi fotonici che sono in grado di elaborare le «etichette» direttamente nel dominio ottico di internet. Grazie ai nuovi dispositivi, i dati potranno viaggiare a velocità mille volte maggiori rispetto al passato

Sulle tracce del Radon nelle case e negli uffici Lo spin-off «RSens», che coinvolge l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l’Università di Trento, ha dato vita al primo dispositivo “made in Italy” per la rivelazione del gas Radon. Si chiama “RStone” ed è capace di monitorare la presenza di Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro

2.600 progetti con matrice accademica, un segno di creatività stati sviluppati metodi per la preservazione di fegati marginali a fini di trapianto e algoritmi di controllo per lo sviluppo di un pancreas artificiale per pazienti diabetici. L’Università di Milano ha scoperto la possibilità di ottenere un farmaco anti-tumorale da un mollusco (dosi di trabectedina uccidono i macrofagi che agevolano la diffusione delle cellule cancerose). Alcuni progetti si occupano della rigenerazione della gomma vulcanizzata proveniente da pneumatici a fine uso, altri di intercettare software maligni che hanno già sottratto 57 milioni di euro a banche europee. Altri, ancora, volano altissimo. Ci sono i nomi di università italiane sotto prototipi targati Agenzia spaziale europea o Nasa. Ecco, è stato appena lanciato in orbita tra le nuvole della Guyana francese ESt@r, il primo Cubesatellite del Politecnico di Torino. E sempre il politecnico ha fornito i codici che garantiscono la correttezza delle informazioni che arrivano dalla sonda Curiosity, sbarcata su Marte. © RIPRODUZIONE RISERVATA


Da#EIT#–#ICT#Labs# # # # # # # # # # # 31/12/12# http://www.eitictlabs.eu/fileadmin/files/docs/AnnualAReport/EITAICTALabs_AnnualAReport_2012_130326_double.pdf##

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Invest for Impact

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Industriale web Il sensore RStone per gas Radon di Rsens - Industriale Web | Industriale Web http://www.industrialeweb.com/sensore-rstone-gas-radon-rsens/

6/12/12 27/06/13 16:37

Il sensore RStone per gas Radon di Rsens RSens è la srl modenese che si è specializzata nella produzione e nella vendita di sensori utili per rilevare il gas Radon: quest’ultimo è inodore e ha effetti cancerogeni, tanto da essere la seconda causa in assoluto per quel che riguarda i tumori al polmone. L’ultima novità della società emiliana è RStone, vale a dire un sensore molto innovativo per questo scopo. In pratica, tra i suoi principali vantaggi possiamo citare senza dubbio le ridotte dimensioni e il fatto che possa essere programmato e gestito mediante due appositi pulsanti e un display. L’utilizzo, inoltre, è molto semplice e intuitivo, visto che tale strumento permette di visualizzare in ogni momento le informazioni e i dati relativi alla concentrazione del gas in questione, tenendo sott’occhio anche la temperatura, l’umidità e la pressione. Le varianti disponibili sono tre. La prima è definita come Basic: nel dettaglio, si tratta di una configurazione che consente di programmare e gestire il tutto attraverso l’interfaccia utente che è integrata nel dispositivo, con le informazioni mostrate dal display. La seconda variante è Plus. La configurazione di questo tipo è dotata del solito sensore, ma anche della chiavetta Usb RKey, molto utile per programma e controllare da remoto il sensore stesso, sfruttando un’apposita connessione wireless. Il software EasyRadon, poi, serve per gestire il sistema ed è anch’esso molto semplice, intuitivo e immediato. L’ultima variante si chiama invece Pro: essa rappresenta, come si può intuire dal nome stesso, la configurazione più completa in assoluto del sensore. In effetti, l’RStone in questione è dotato della stessa chiavetta Usb che si è descritta in precedenza, con in più il software di tipo professionale RadonPro: quest’ultimo dà vita a una fondamentale programmazione simultanea, sempre da remoto, di una serie di dispositivi in parallelo. In aggiunta, si possono anche scaricare i dati completi, sia nel formato ottimizzato che per la stampa vera e propria. Ads by Google

http://www.industrialeweb.com/sensore-rstone-gas-radon-rsens/

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Gazzetta di Modena http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/12/05/news/i-casi-di-rsens-e-datariver-1.6148255

5/12/12


22-NOV-2012 Diffusione: n.d.

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SALONE DEL MOBILE MILANO 2012 - esposizione al fuori salone http://www.ceii.it/upload/files/media/000810_it-progetti-dea-2012.pdf

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25/03/2012

Modena Quì 25/3/12

Trasformare i rifiuti in materiali verdi. Ecco la sfida della EcoTecnoMat srl La passione di docenti e ricercatori della Facoltà di Ingegneria ha portato alla nascita di un altro spin-off Materiali di scarto che diventano ecologicamente innovativi. E' questa la sfida lanciata attraverso uno spin-off nato da un'idea di docenti e giovani ricercatori dell'Università di Modena. Perchè il messagio è 'niente deve essere buttato': rifiuti e scarti di lavorazione possono rigenerarsi dando vita a materiali ecologici innovativi impiegabili tanto nella produzione industriale che nella vita quotidiana. La nascita di EcoTecnoMat, uno spin-off dell'Università di Modena, intensifica la rigenerazione ed il recupero di rifiuti e materiali di scarto per dare vita a materiali ecologici innovativi. L'iniziativa resa possibile grazie alla ricerca condotta dai proponenti nel campo della ingegnerizzazione delle tecnologie di ottenimento e consolidamento dei materiali, impiegabili non solo in ambito industriale. Il team di EcoTecnoMat è composto, tra gli altri, dalle proforesse Luisa Barbieri, Cristina Leonelli e dall'ingegnere Fernanda Andreola del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell'Ambiente della facoltà di Ingegne-

ria 'Enzo Ferrari', dall'amministrativo Andrea Vallini, dall'imprenditore Nino Campani e dall'Università di Modena e Reggio Emilia, rappresentata nel Consiglio di Amministrazione dall'avvocato Lorenzo Canullo, Dirigente dell'Area Legale dell'Ateneo. Alla attività di commercializzazione e produzione, lo spin off associa una prevalente attività che viene portata avanti nel campo della ingegnerizzazione delle tecnologie di ottenimento e consolidamento dei materiali con trattamenti termici convenzionali, tipici della produzione di ceramici, o che avvengono a temperatura ambiente, caratteristici del comparto cementizio. L'idea imprenditoriale è essenzialmente, ma non esclusivamente, rivolta al settore privato industriale. Del suo core-business le aziende di diversi settori merceologici (ceramica, arredamento, costruzioni, bioarchitettura, eco-design) possono ottenere vantaggi sia economici, legati all'approvvigionamento di materie prime seconde, che di miglioramento dell'efficienza energetica di processo e per i propri prodotti. La

neonata società ha già ricevuto una menzione speciale all'interno del Festival Green Economy del Distretto ceramico, ha presentato inoltre i primi prototipi innovativi ad Ecomondo 2011, la nota fiera-convegno sul mondo del riciclo di Rimini ed è stata una protagonista, per il vetro, nella sezione dedicata all'eccellenza nella Ricerca & Sviluppo di Conai alla Fiera internazionale Ipack-Ima che si è svolta di recente a Milano.

I precedenti sono buoni: potete chiederlo alla RSens Ha messo in commercio il primo dispositivo completamente 'made in Italy' per la rivelazione del gas Radon. Si chiama `RStone' ed è in grado di monitorare la presenza di

concentrazioni di Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. A riuscire nell'impresa è stata la spin-off RSens (www.rsens.it/it), che vede coinvolte l'Università d di Modena e Reggio Emilia e l'Università di Trento, Particolarmente insidioso per la salute, il gas Radon è considerato il secondo fattore di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone dopo il fumo. Finanziato dal bando Spinner 2013 della Regione e dal progetto Impresa, lo spin-off RSens è riconosciuto tra le imprese innovative e ad alto contenuto di conoscenza. Ora l'obiettivo è riuscire a commerciare il dispositivo anche negli Stati Uniti e nel resto d'Europa.

Aiop Modena, al vertice c'è Giusti rasra


Da “VoxFabrica.it” - 31/05/2012


Da “Unistudenti.it” - 02/05/2012


Da EIT-ICT Labs Inaugurazione - 18/04/2012

EIT ICT Labs Knowledge & Innovation Community http://eit.ictlabs.eu

RStone - An innovative electronic Radon gas sensor RSens srl RStone is an innovative Radon gas sensor. Easy and intuitive, RStone shows information about instantaneous and average Radon concentration, as well as temperature, pressure and humidity. Three configurations are available: BASIC: Only the RStone device is provided. The sensor is manageable through the displaybased user interface integrated into the device. PLUS: The USB device RKey and the EasyRadon software are provided, in addition to the RStone device. Thanks to RKey, RStone can be controlled remotely, measurement data can be downloaded on a PC and a full test report can be printed, all through a dedicated wireless connection.

PRO: RStone comes with RKey and the professional software RadonPro which allows for simultaneous remote programming of multiple devices. The software also allows the user to download complete measurement data either in a print-ready or a spreadsheetcompatible format. Features: Price 5-10 times lower than other professional devices; Battery powered, high

Inauguration Italian Node, 18 April 2012 Demo Descriptions

portability; Quick control (display and buttons); Wireless control, by means of RKey; Flexibility (easily customizable firmware and software); Ease of use.

http://www.rsens.it CONTACT: info@rsens.it


Da “L’Adige” - 02/04/2012

Caccia al radon, il killer silenzioso Una scatoletta che potrebbe benissimo sembrare un soprammobile o, meglio ancora, una consolle tecnologica. In realtà «RStone» è molto di più: un dispositivo da tenere in casa per misurare la concentrazione di radon, uno dei gas più pericolosi che si sprigiona dalle viscere della terra e che, benché sia irrintracciabile per l'olfatto umano, è in grado di provocare danni pesanti all'organismo. «RStone» è un'invenzione per metà trentina, grazie alle ricerche del professor Gian Franco Dalla Betta della facoltà di Ingegneria di Mesiano e che a breve sarà disponibile sul mercato. A metterlo in produzione sarà lo spinoff «RSens» a cui partecipano l'Università di Modena e Reggio Emilia e quella di Trento. Il macchinario, il primo ad essere realizzato completamente in Italia, è in grado di monitorare nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro la presenza di concentrazioni di radon, considerato il secondo fattore di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone dopo il fumo. La sua pericolosità è dettata soprattutto dalla persistenza (il tempo di dimezzamento è di 3.82 giorni): il radon può quindi percorrere lunghe distanze, partendo dal sottosuolo fino ad arrivare a contatto diretto con i tessuti dell'apparato respiratorio, in particolare con le cellule dell'epitelio bronchiale, le più esposte al rischio di sviluppare tumori. Ecco perché la prevenzione di questo rischio ambientale può basarsi soltanto su un attento e continuo monitoraggio della concentrazione negli ambienti domestici e lavorativi. «RStone» è un dispositivo completa-

mente realizzato in Italia e che può essere comprato e utilizzato anche dal semplice cittadino in modo facile e immediato per valutare la concentrazione di questo gas negli ambienti (che non deve superare i 200bq per metro cubo). la misura della concentrazione di gas può essere effettuata sia in loco, sia in modalità remota attraverso un protocollo di comunicazione senza fili. La capacità di controllo remoto dello strumento viene ulteriormente estesa grazie al collegamento con internet e a un dispositivo, appositamente sviluppato da RSens, che collega il sensore alla rete per trasferire il controllo e le misurazioni ad internet. I dati forniti dai vari sensori sono quindi disponibili su un portale web dedicato e facilmente consultabile da tutti gli utenti autorizzati. Le misure acquisite possono essere visualizzate sia attraverso internet, sia attraverso applicativi appositamente sviluppati per dispositivi mobili (iOS o android). Inoltre, è possibile impostare il sistema per inviare messaggi sms agli utenti, nel caso di superamento di soglie impostabili.

Professor Dalla Betta, lo strumento è acquistabile anche dal privato cittadino? La commercializzazione inizia ora grazie ad un accordo di esclusiva per l'Italia con un distributore del settore. Finora ne abbiamo venduto qualche esemplare nelle fiere specializzate Chi è il vostro cliente tipo? Nonostante il costo più che abbordabile (mille euro) rispetto agli altri strumenti in commercio (oltre i 10 mila euro), inizialmente sarà difficile interessare i privati. Ci aspettiamo che il

dispositivo sia la soluzione vantaggiosa scelta da enti di monitoraggio, imprese di costruzione, e in generale persone che sono tenute a fare i controlli sul gas. La normativa italiana, per il momento, non prevede l'obbligo di monitoraggio per le abitazioni, ma solo per luoghi di lavoro, scuole, eccetera. Io credo che nel tempo la sensibilità sul tema crescerà e a fronte di un mercato maggiore i costi diminuiranno. In altri paesi, invece, quando si vende una casa si deve attestare anche la concentrazione del radon. Perché è pericoloso il radon? È un gas che esce dal terreno, prodotto dalla catena di deterioramento radioattivo dipendente dall'uranio. Si sprigiona dal sottosuolo e si accumula tendenzialmente ai piani bassi degli edifici. Da studi epidemiologici dell'Oms in Italia si stimano 1.500 morti all'anno collegate al radon.

Rischi in Trentino? Ci sono alcune valli in cui la presenza di rocce di origini vulcaniche, tipo granito o tufo, dà rischi maggiori. D.B.

misuratore economico per il temibile gas costruito alla facoltà di ingegneria

A destra «115tonrì>. 'appeecchio creato dalla collabora ion2 tra e EJnívesitá diTrento e Modena che znis( za a. concentrazione di radon in atn"o5tera sopra il professor

Gian, Franco [)alla Batta della tacoit1, di ngeneria di Me5iano

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Da “L’Adige” - 21/03/2012


Da “ press unE 21/03/2012

” - 21/03/2012

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TECNOLOGIA L'Ateneo di Modena e Reggio ha prodotto il primo sistema 'made in Italy' per la rilevazione del pericoloso gas

L'Università combatte il nemico Radon "RStone" misura le concentrazioni in case e luoghi di lavoro. Anche a distanza MODENA E REGGIO

'Università di Mo, I, dena e Reggio Emilia, insieme all'Università di Trento, ha dato vita e messo in commercio il primo dispositivo completamente "made in Italy" per la rivelazione del gas Radon. Si chiama "RStone" ed è in grado di monitorare la presenza di concentrazioni di Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro Particolarmente insidioso per la salute, il gas Radon è considerato il secondo fattore di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone dopo il fumo. La sua pericolosità è dettata soprattutto dalla persistenza (il tempo di dimezzamento è di 3.82 giorni): il Radon può quindi percorrere lunghe distanze, partendo dal sottosuolo fino ad arrivare a contatto diretto con i tessuti dell'apparato respiratorio, in particolare con le cellule dell'epitelio bronchiale, le più esposte al rischio di sviluppare tumori. Ec-

co perché la prevenzione di questo rischio ambientale può basarsi soltanto su un attento e continuo monitoraggio della concentrazione di Radon ne-

gli ambienti domestici, lavorativi e di svago. Un'attività che oggi diventa più semplice grazie all'introduzione sul mercato di "RStone", un

innovativo dispositivo per misurare la concentrazione di gas Radon sviluppato da RSens, spin-off interaccademico che nasce dalla collaborazione scientifica tra due atenei. Hanno infatti contribuito alla sua realizzazione i gruppi di ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione (prof. Luigi Rovati) e del Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria (prof. Giovanni Verzellesi) dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione (prof. Gian-Franco Dalla Betta) dell'Università degli Studi di Trento. "RStone" è un dispositivo completamente realizzato in Italia e che può essere comprato e utilizzato anche dal semplice cittadino in modo facile e immediato per valutare la concentrazione di questo gas negli ambienti di vita (che non deve superare i 200bq/m3). RStone consente di realizzare un monitoraggio della concentrazione di gas Radon, sia in loco (stand-alone), sia in modalità remota attraverso un protocollo di comunicazione senza fili.

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Da “

press unE 21/03/2012

” - 21/03/2012

PRIMA PAGINA

ALL'AVANGUARDIA Il sistema RStone consente di individuare li Radon nelle fondamenta delle abitazioni

Pagina 24 L'Università combatte il nemico Radon

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Da “News - Consorzio IMPAT” - 21/03/2012


Da “MO24.it” - 21/03/2012


Da “Gazzetta di Modena” - 21/03/2012

press unE

GAllETTA DI MODENA

21/03/2012

modenese il cacciatore di Radon Uno strumento permette di rilevare nelle case la presenza del pericoloso gas di Evaristo Sparvieri

Pericolo Radon? E ora disponibile sul mercato il primo dispositivo, tutto "made in Italy", per rivelare l'insidioso gas in casa o all'aperto. Si chiama "RStone" ed è frutto di un'esperienza maturata nello spin-offintraccademico denominato "RSens", che vede coinvolte l'Università di Modena e quella di Trento, con l'obiettivo di produrre il dispositivo su vasta scala e distribuirlo in Italia, Europa e Stati Uniti.

Un'iniziativa finanziata nell'ambito del bando Spirmer 2013 della Regione, che vede il coinvolgimento del progetto Impresa e del consorzio linpat. Radon è un gas particolarmente insidioso per la salute, considerato il secondo fattore di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone, dopo il fumo: una pericolosità causata soprattutto dalla sua persistenza negli ambienti di vita, che

ià r mota, attua-verso un proto-

collo di comunicazione senza fili. La capacità di controllo remoto dello strumento viene ulteriormente estesa grazie al collegamento con internet e con un dispositivo, appositamente sviluppato da "RSens", che collega il sensore anche alfarete. I dati forniti dai sensati sono consultabili da tutti gli u tenti autorizzati su un portale web dedicato, mentre le misure acquisite possono essere visualizzate sia attraverso internet, sia attraverso applicativi appositamente sviluppati per dispositivi mobili iOS o .Android. Tra le altre particolarità, è possibile impostare il servizio di invio sms agli utenti, nel caso il dispositivo constati il superamento delle soglie.

gli consente di percorrere lunghe distanze, partendo dal sottosuolo fino ad arrivare a contatto diretto con i tessuti dell'apparato respiratorio. Di qui l'idea dello spin-off modenese di monitorarne la presenza, che non deve superare i 200bqini3: un'attività resa ora possibile grazie al dispositivo "RStone", alla cui realizzazione hanno contribuito, tra gli altri, i docenti modenesi Luigi Rovati del dipartimento di Ingegneria dell'informazione e Giovanni Verzetlesi del dipartimento di Scienze e metodi dell'ingegneria. Ma come funziona lo strumento "Esame"? Grazie al nuovo dispositivo, è possibile realizzare il monitoraggio della concentrazione di gas Radon, sia in [eco che in modali-

Pagina 16 Cede l'hupaleaturx precipilA per 141D e si rompe le

E,InociTese,i1.


Da “ANSA” - 20/03/2012

AMBIENTE:) REALIZZATO) IL) PRIMO) SENSORE) ITALIANO) PER) GAS) RADON) IL) DISPOSITIVO) REALIZZATO) DALLE) UNIVERSITA') DI) MODENA) E) TRENTO) (ANSA)) 7) TRENTO,)20)MAR Si# chiama#'RStone'#ed#è#il#primo#disposi4vo#completamente#'made#in#Italy'#in# grado# di#monitorare#la#presenza#di#concentrazioni#di#Radon#nelle#abitazioni#e#nei#luoghi#di# lavoro.#Par4colarmente#insidioso#per#la#salute,#il#gas#Radon# (222Rn)#è#considerato#il# secondo#faCore#di#rischio#per#l'insorgenza#del#tumore#al#polmone#dopo#il#fumo.# Protagoniste#del# progeCo# 'RSens'# sono# state#le#Università# degli# studi# di# Modena# e# Reggio# Emilia#e# di# Trento,#che#hanno# dato# vita#e# messo#in#commercio# il# disposi4vo# grazie# ai# gruppi# di# ricerca# del# Dipar4mento# di# Ingegneria# dell'Informazione# (prof.# Luigi#Rova4)# e#del# Dipar4mento#di#Scienze#e#Metodi#dell'Ingegneria#(prof.#Giovanni# Verzellesi)# dell'Università#degli#studi# di#Modena#e#Reggio#Emilia#e#il#Dipar4mento#di# Ingegneria#e#Scienza#dell'Informazione#(prof.#GianMFranco#Dalla#BeCa)#dell'Università# degli#Studi#di#Trento. 'RStone'#è# un# disposi4vo# che#può# essere# comprato# e# u4lizzato# anche# dal# semplice# ciCadino# in# modo# facile# e# immediato# per#valutare# la#concentrazione# di# questo# gas# negli# ambien4# di# vita# (che# non# deve# superare# i# 200bq/m3).# RStone# consente# di# realizzare# un# monitoraggio# della# concentrazione# di# gas# Radon,# sia# in# loco# (standM alone),#sia#in# modalità#remota#aCraverso#un#protocollo#di#comunicazione#senza#fili.# (ANSA)


Da “Giornale Sentire” - 20/03/2012


Da “webMagazine - UniMORE” - 10/03/2012


Da#TRIWU#)#http://www.triwu.it/categorie/)/asset_publisher/Fm8O/content/id/25629##

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RSens: rilevatori di radiazioni - sicurezza - TRIWU - il sito

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26 dic 2011

Sensori innovativi per l'identificazione di gas radon

Contatti RSens Srl Luca Bidinelli, presidente Via Vignolese 905/B Modena (MO) Tel: 059 2056262 luca.bidinelli@rsens.it http://www.rsens.it

cos'è triwu CONTATTI ISCRIVITI LOGIN FAQ

Approfondimenti Flyer RStone_it.pdf Brochure RSens_it.pdf RSens sviluppa, produce e commercializza dispositivi per la rilevazione di radiazioni. RSens è attualmente impegnata nello sviluppo di sensori innovativi per l'identificazione di gas radon. Il radon è un gas naturale che fuoriesce dal terreno o dai materiali da costruzione ed è stato riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come secondo fattore di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone. È un gas inodore, incolore ed insapore, totalmente invisibile. E l'unico modo per vincere un nemico invisibile è vederlo. Le principali caratteristiche dei sensori sviluppati da RSens sono: basso prezzo di vendita, dimensioni e consumi ridotti, controllo wireless ed estrema facilità d'uso, che favorisce e promuove l'utilizzo del dispositivo da parte dei cittadini. I sensori funzionano a batteria, caratteristica che ne consente l'utilizzo anche in luoghi sprovvisti di impianti elettrici per l'alimentazione. La fuoriuscita anomala di radon è correlata a fenomeni di natura sismica e vulcanica. Diverse ricerche hanno rimostrato che la variazione della concentrazione di radon è un evento precursore da considerare, insieme ad altri fattori attualmente monitorati, per effettuare una completa analisi previsionale. Stato del progetto Primo spin-off congiunto delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Trento, Rsens si è costituita come Srl. Riconoscimenti RSens Srl ha vinto il primo premio Start Cup dell'EmiliaRomagna 2010. Nello stesso anno, ha ottenuto la menzione speciale di Unicredit e Confindustria per progetti dall'alta valenza sociale e ambientale nel concorso "Il Talento delle Idee".

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Da#KNOWTRANSFER#UNITN#http://knowtransfer.unitn.it/2/gasBradonBcacciaBdelBnemicoBinvisibile## ## GAS RADON: A CACCIA DEL NEMICO INVISIBILE | KNOWTRANSFER

(http://www.unitn.it)

01/07/11# 27/06/13 16:22

NUMERO 2, ANNO 1, LUGLIO 2011

2

Periodico di informazione dell'Università degli Studi di Trento

tecnologie e saperi tra università ed impresa

GAS RADON: A CACCIA DEL NEMICO INVISIBILE

RSens: dalla ricerca alla produzione di sensori innovativi per la rilevazione di radiazioni ionizzanti Il primo spin off congiunto tra l’ateneo di Trento e quello di Modena e Reggio Emilia per la progettazione e commercializzazione di dispositivi, per cittadini e imprese, per rilevare il gas Radon.

intervista di Claudio Nidasio a Luca Bidinelli RSens è una giovane impresa costituita sotto forma di spin off accademico ed è il primo spin off congiunto tra l’ateneo di Trento e quello di Modena e Reggio Emilia. L’impresa è stata costituita da 7 soci e vanta un advisory board d’eccellenza composto dal professor Gian Franco Dalla Betta (docente presso l’Università di Trento) e dai professori Luigi Rovati e Giovanni Verzellesi (docenti presso l’Università di Modena e Reggio Emilia). La società ha una sede legale in Trentino e una sede operativa in Emilia Romagna. RSens si occupa di progettare, produrre e commercializzare sensori per la rilevazione di radiazioni ionizzanti ed è impegnata nella produzione di un innovativo sensore in grado di rivelare la presenza di gas Radon. Ne abbiamo parlato con l’ingegner Luca Bidinelli, presidente e co-fondatore di RSens. Ingegner Bidinelli, ci può sinteticamente descrivere come nasce il progetto RSENS? Qual è l'idea imprenditoriale? L’idea alla base di RSens è quella di proporre sul mercato una soluzione nuova, in grado di aiutare a risolvere un problema tanto grave quanto poco conosciuto come il gas Radon. Il Radon è un gas inodore, incolore ed insapore, totalmente invisibile, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come seconda causa per l’insorgenza del tumore al polmone. Inoltre, tale gas è un precursore che viene studiato al fine di elaborare modelli di previsione per terremoti ed eruzioni vulcaniche. Il Radon riesce a penetrare all’interno delle nostre abitazioni e viene normalmente emesso da molti materiali da costruzione, rappresentando una importante minaccia alla nostra salute. Si tratta di un nemico invisibile e, come recita il nostro slogan aziendale: “L’unico modo per vincere un nemico invisibile è vederlo”. Quale è la mission di RSens e, in sintesi, qual è l'offerta di prodotti e servizi che l'impresa offre sul mercato e quale il fattore innovativo? Il nostro obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento, prima a livello nazionale poi internazionale, per la progettazione e la produzione di sensori innovativi per la rivelazione di radiazioni ionizzanti, naturali e non. Attualmente stiamo terminando il processo che, a seguito della certificazione di prodotto, ci consentirà di proporre i nostri sistemi sul mercato. Tali dispositivi sono stati sviluppati ponendo una particolare attenzione a quelle che sono state riscontrate essere le primarie esigenze del mercato, ovvero poter disporre di dispositivi economici, portabili e soprattutto semplici da utilizzare. L’offerta commerciale sarà tuttavia diversificata al fine di poter soddisfare sia un’utenza professionale che il normale cittadino che intenda tutelare la propria salute e quella dei suoi cari. Ancora prima di costituirsi come impresa RSens ha avuto diversi riconoscimenti e http://knowtransfer.unitn.it/2/gas-radon-caccia-del-nemico-invisibile

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GAS RADON: A CACCIA DEL NEMICO INVISIBILE | KNOWTRANSFER

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finanziamenti, ce ne può parlare? Quale strategia è alla base di questo successo? Tra i vari riconoscimenti che abbiamo avuto vi sono, il Talento delle Idee di Unicredit, la Start Cup EmiliaRomagna, la Start up Initiative di Intesa San Paolo, il progetto IMPRESA del Consorzio IMPAT e i finanziamenti Aster e Spinner. Sicuramente lavorare con rigore e professionalità è una strategia che paga e viene soprattutto molto apprezzata. Ritengo, inoltre, che l’entusiasmo, la voglia di fare, la voglia di realizzare qualcosa di nuovo e di proporre una soluzione in grado di risolvere un problema grave, come quello del Radon, siano sicuramente un nostro punto di forza. RSens si è costituita come impresa nel gennaio 2011; qual è la strategia di sviluppo dell'impresa? È prevista l'apertura di nuove sedi o il ricorso al capitale di rischio? RSens nasce, come progetto, circa un paio d’anni fa, presso i laboratori dei due atenei coinvolti. Durante questo periodo, abbiamo lavorato molto sia sugli aspetti tecnici che su quelli commerciali; abbiamo costituito l’impresa insieme a due tra i più importanti atenei italiani, a dimostrazione della qualità del nostro operato, e stiamo tutt’ora lavorando a nuove interessanti partnership. Attualmente non pensiamo all’apertura di nuove sedi, quanto piuttosto alla strutturazione e all’ampliamento di quelle esistenti. Dal punto di vista finanziario abbiamo già ricevuto alcuni interessanti segnali di apertura e proposte che stiamo attualmente valutando insieme ai nostri partner. Data la sua esperienza, quale ritiene che sia l'aspetto più critico, o da valutare con maggior attenzione, nel processo di sviluppo del business plan e del progetto imprenditoriale nel caso di uno spin off accademico? Il punto più critico e allo stesso tempo più importante per avviare uno spin off, o più in generale un’impresa, è sicuramente rappresentato dal team. Le persone rappresentano il primo vero asset di valore dell’impresa. Quindi, trovare le persone giuste al momento giusto è sicuramente l’elemento più critico, ma allo stesso tempo cruciale, che è alla base di tantissimi casi di successo.

CONTATTI RSENS Sede legale via Segantini 23, I-38122 Trento Sede operativa via Vignolese 905/b, I-41125 Modena luca.bidinelli@rsens.it (mailto:luca.bidinelli@rsens.it) www.rsens.it (http://www.rsens.it)

Versione stampabile (http://knowtransfer.unitn.it/print/2/gas-radon-caccia-del-nemico-invisibile)

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http://knowtransfer.unitn.it/2/gas-radon-caccia-del-nemico-invisibile

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Da “Il Sole 24 Ore” - 28/06/2011


Da “QN - Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino” - 9/6/2011


Da “Data Manager Online” - 8/6/2011

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Al via Smau Business Bologna 08/06/2011 | a cura di Redazione Data Manager Online

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La due giorni dedicata alle nuove tecnologie per il business ha aperto con il Premio Innovazione ICT Emilia Romagna. Al padiglione 33 oltre 280 aziende ICT e un calendario di 80 workshop ed eventi attendono 4.000 visitatori business

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La manifestazione ha aperto al pubblico di imprenditori e manager col Premio Innovazione ICT Emilia Romagna, riconoscimento andato a 6 imprese del territorio che si sono distinte per aver introdotto progetti legati alle nuove tecnologie con benefici evidenti per il proprio business: Valmex, Corradini, Eridania Sadam, Gruppo Essepienne, Prima Industries, Lamborghini sono risultate le aziende vincitrici. In chiusura del Premio è stato consegnato un riconoscimento speciale a 3 start up innovative del territorio: Made in E.R., Premio Speciale Il Resto del Carlino ha visto emergere i progetti di 3 giovanissime: Rsens, OL3 Solutions e ReMembrane. Durante la cerimonia di apertura è stato Pierantonio Macola, Amministratore Delegato Smau, a fare gli onori di casa: “L’Emilia Romagna è tradizionalmente una terra ricca di idee, moderna e aperta alle nuove tendenze e, secondo le indagini dell’Osservatorio Smau-School of Management, un territorio sensibile verso il tema della centralità delle nuove tecnologie per lo sviluppo del business. Sono però ancora troppe le piccole e medie aziende non pienamente consapevoli dei benefici dell’innovazione, perciò Smau torna a Bologna con l’obiettivo di parlare agli imprenditori del territorio per aiutarli a comprendere i nuovi strumenti offerti dall’innovazione ICT, come il Cloud Computing e la Fatturazione elettronica, la Business Intelligence o la Sicurezza dei sistemi informativi con un linguaggio immediato ed esempi concreti e vicini alle loro realtà. Strategico il ruolo di Regione Emilia Romagna che ha voluto unire in un unico appuntamento Smau e Research to Business – R2B, per realizzare il più importante momento di incontro e confronto sul tema dell’innovazione targata Emilia-Romagna, dai laboratori ai centri di ricerca, dalle università alle imprese. I 4.000 visitatori che attendiamo in fiera – ha proseguito Macola – troveranno le ultime novità tecnologiche di oltre 280 aziende

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fornitrici di tecnologie per il business, tra cui Dell, Fastweb, IBM, Infor, Intel, Microsoft, Oracle, SAP, Telecom Italia, Zucchetti e molti altri e potranno approfondire i temi caldi dell’innovazione all’interno di un calendario di oltre 80 workshop, laboratori ed eventi a cura delle più prestigiose business school e analisti tra cui Aism, Gartner, Iwa, School of Management del Politecnico di Milano, Sda Bocconi School of Management”. Dopo l’intervento di Macola, Gian Carlo Muzzarelli, Assessore alle Attività produttive, Piano energetico e Sviluppo sostenibile, Economia verde, Edilizia, Autorizzazione unica integrata della Regione Emilia-Romagna, moderato da Giancarlo Capitani - Presidente Net Consulting – darà una fotografia aggiornata sulla capacità di innovazione delle imprese del territorio rispetto al resto d’Italia: “Utilizzare le tecnologie è indispensabile per competere nel mondo. Farlo in modo innovativo, creativo, creando valore aggiunto, è particolarmente meritevole. Con i nostri bandi regionali e con la Rete regionale dell’Alta tecnologia, vogliamo che la ricerca offra nuove soluzioni, nuove idee, da mettere a disposizione delle imprese e di tutto il territorio. Tante imprese dell’Emilia-Romagna hanno colto la sfida e stanno puntando con convinzione su questa strategia, che contribuirà a rendere la nostra regione più forte e competitiva”, ha evidenziato l’assessore Regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli. In risposta, Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting afferma:“La presenza dell’Assessore Muzzarelli al Premio

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Da “DataAlManager Online” - 8/6/2011 via Smau Business Bologna | Data Manager Online Innovazione ICT Emilia Romagna di SMAU costituisce un’opportunità per fare il punto sulla propensione all’innovazione e sulla diffusione dell’ICT presso le piccole e medie imprese della Regione e sul ruolo di incentivazione e stimolo che i piani regionali possono giocare in questa direzione. Dall’analisi svolta da NetConsulting appare evidente come, le PMI emiliano-romagnole mostrino ancora una bassa propensione all’utilizzo intensivo e strategico di strumenti Ict e preferiscano innovare attraverso strumenti più tradizionali. D’altro canto gli Assessorati di competenza nell’ambito dell’Amministrazione Regionale mostrano di avere piena conoscenza di queste criticita’. Si tratta, allora, di capire se sia

Cloud Money di victor VOTO:

per l’Emilia-Romagna che supporti il recupero di questi gap”.

L’Agenzia per l’innova sceglie ePart come pro innovativo

Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico Osservatorio ICT&PMI, School of Management del Politecnico di

di posytron VOTO:

possibile predisporre un insieme coordinato e organico di interventi e di incentivi che si configuri come un’Agenda Digitale

Milano, ha quindi presentato i finalisti e annunciato i vincitori del Premio Innovazione ICT Emilia Romagna dell’Osservatorio Smau –School of Management. Spiegando il senso generale del Premio Raffaello Balocco afferma: "Con grande interesse la School of Management assiste, attraverso le proprie indagini annuali, a un costante aumento della sensibilità delle PMI italiane nei confronti dell’ICT. Prova ne è il fatto che la percentuale di imprese immature sta sempre più diminuendo a vantaggio di aziende lungimiranti che hanno saputo innovare il proprio business attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. In simili contesti, iniziative come il Premio per l’innovazione acquistano quindi un significato particolarmente importante: occorre incentivare il territorio e le imprese che vi operano affinché i casi di eccellenza come quelli che abbiamo premiato possano trainare, con il loro entusiasmo e i loro risultati, anche altre piccole e grandi realtà dalle potenzialità elevate. Certamente c'è ancora tanto da fare a livello di sistema per quanto concerne l’aumento della cultura ICT, la diffusione della banda larga ed il finanziamento all’innovazione, ma ci sentiamo di essere ottimisti: i numeri ci fanno ben sperare e anche la mentalità imprenditoriale comincia pian piano a cambiare". Subito dopo la premiazione, Smau ha voluto conferire una menzione speciale a Rete ICT, per essersi distinta come associazione in grado di rispondere efficacemente alle moderne esigenze di informatizzazione delle imprese emiliano romagnole. Paolo Angelini, Presidente di Rete ICT, ha dichiarato: “Chi si occupa di Information Technology deve, per definizione, puntare all’innovazione. Se questo è scontato quando si parla di prodotti e soluzioni, non lo è altrettanto nella capacità da parte degli operatori IT di costruire un modello d’offerta completo e convincente per gli utenti finali. La costituzione di ReteICT nasce proprio per rispondere in maniera innovativa a questa sfida: sfruttando le sinergie e le complementarietà tra le imprese in rete è possibile, infatti, portare sul mercato un valore tecnologico e competenze più elevate rispetto a quelle che ogni singolo attore è in grado di erogare individualmente”. A chiusura della mattinata Pierluigi Visci, Direttore del Resto del Carlino, ha consegnato il Premio Made in E.R. Premio il Resto del Carlino per l’Innovazione alle tre start up più rappresentative del genio e dell’innovazione made in Emilia Romagna. A ciascuna delle tre start up vincitrici Smau e Il Resto Del Carlino hanno offerto un pacchetto di partecipazione al prossimo Smau Milano 2011 (19 - 21 ottobre) del valore di 6.000 euro. “Con Made in E.R, Premio Speciale per l’Innovazione abbiamo voluto dare un riconoscimento al al talento delle giovani imprese emiliano-romagnole – spiega Pierluigi Visci, Direttore di QN e Il Resto del Carlino – per dare il segnale di un giornale che ha 126 anni di storia, ma che guarda sempre al futuro. Il nostro obiettivo è quello di accendere i riflettori su delle case history che possano portare avanti il nome della Regione in una sfida imprenditoriale sempre più globale.” I VINCITORI DEL PREMIO INNOVAZIONE ICT EMILIA ROMAGNA 2011 1. SISTEMI GESTIONALI INTEGRATI o VALMEX (Produzione di scambiatori di calore) per l’implementazione di un nuovo ERP internazionale sviluppato con Infor che ha rappresentato un investimento rilevante per il valore strategico e l’impatto sull’organizzazione. 2. SISTEMI GESTIONALI VERTICALI o CORRADINI (Vendita di materiale idrotermosanitario), che grazie all’estensione della copertura funzionale del proprio sistema gestionale, sviluppato con Aive - business partner IBM, ha raggiunto un migliore controllo delle performance commerciali, logistiche e economico-finanziarie. 3. BUSINESS INTELLIGENCE o ERIDANIA SADAM (Zuccherificio), per il nuovo sistema di Business Intelligence implementato con Sedoc - business partner IBM, che ha migliorato la rapidità nell’elaborazione del conto economico aziendale, supportando maggiormente i Vertici aziendali nel processo decisionale. 4. FATTURAZIONE ELETTRONICA E DEMATERIALIZZAZIONE o GRUPPO ESSEPIENNE (settore sanitario), per la piattaforma di gestione documentale attraverso cui ha migliorato l’efficienza dei processi di back office e il livello di servizio per i pazienti 5. ARCHIETTURE IT E CLOUD COMPUTING o PRIMA INDUSTRIES (componentistica per veicoli industriali), che ha consolidato l’infrastruttura IT insieme a Gruppo Filippetti – busines partner Oracle, razionalizzando gli investimenti in nuovo hardware e ottimizzando la manutenzione dei sistemi informativi 6. SISTEMI DI COMUNICAZIONE AVANZATI o LAMBORGHINI (vetture sportive di lusso), per aver adottato, grazie alla collaborazione con Fastweb, un’infrastruttura di rete basata su collegamenti veloci e affidabili, migliorando la collaborazione di filiera. I VINCITORI DEL PREMIO MADE IN E.R. PREMIO SPECIALE IL RESTO DEL CARLINO • Rsens che produce e distribuisce un dispositivo in grado di rilevare il gas Radon, seconda causa principale di insorgenza del tumore al polmone

http://www.datamanager.it/news/smau-business-bologna/al-smau-business-bologna


Da “Data Manager Online” - 8/6/2011

Al via Smau Business Bologna | Data Manager Online • OL3 Solutions, che propone soluzioni per promuovere l’integrazione dei servizi di business e sostenere le aziende nella realizzazione dei piani di ottimizzazione, fornendo strumenti e metodologie innovative che combinano efficienza, flessibilità e facilità d’uso. • ReMembrane, il cui scopo è quello di migliorare la qualità dei modelli sperimentali utilizzati nei laboratori biologici, attraverso la modernizzazione della tecnologia delle colture cellulari. Voto medio: Nessun voto finora

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Da “Wired” - n. 24 (Febbraio 2011)


Da “Il Sole 24 Ore” Nord Est - 26/01/2011


Da “L’Adige” - 12/01/2011


Dal “Corriere del Trentino” - 12/01/2011


Da Comunicato Stampa di “Trentino Sviluppo” - 16/11/2010

Start up: sei aziende alla prova degli "Angel" 16/11/2010

Dieci minuti per convincere gli investitori privati della bontà della propria idea imprenditoriale, una presentazione, un microfono. E’ tutto ciò che avranno a disposizione i sei imprenditori, selezionati per la serata finale della seconda edizione del FEST 2010. Da una parte giovani start-up, aziende ricche di tecnologia e di idee innovative, alla ricerca di capitali per finanziarle. Dall’altra investitori privati a “caccia” di buone iniziative sulle quali scommettere. Questo è il Forum Early Stage Trentino, il momento d'incontro organizzato da Trentino Sviluppo in collaborazione con IBAN, l’associazione che riunisce i Business Angel italiani. Un percorso articolato iniziato a metà settembre e che si concluderà lunedì 22 novembre al Polo tecnologico di Rovereto. Alessandro Garofalo , consigliere delegato di Trentino Sviluppo per l’innovazione, l'anno scorso aveva invitato i nuovi imprenditori ad essere creativi e tenaci nel portare avanti le proprie idee. «Quest'anno spiega Garofalo – abbiamo pensato di sviluppare una metodologia per la costruzione di una start-up, quasi una lista della spesa, che permetta a questi giovani ragazzi di essere guidati passo passo e non correre il rischio di trascurare tematiche essenziali ed importanti per la nascita del loro business». Anche Tomaso Marzotto Caotorta , segretario generale di IBAN, sottolinea l'importanza di perseguire l'attività di networking attorno a questi eventi. «L'edizione FEST 2009 - sottolinea Marzotto – è stato un trampolino di lancio per avviare l'iniziativa ed affinare la collaborazione con Trentino Sviluppo. L’edizione 2010 avrà il compito di consolidare l'esperienza, con la prospettiva di creare un Business Angel Network (BAN) trentino, attivo proprio su questi progetti innovativi in provincia». Sei le aziende che si presenteranno agli investitori privati lunedì nella serata finale di lunedì 22 novembre con la modalità dell’elevator pitch (10 slides in 10 minuti), scelte tra le proposte pervenute dall’Università degli Studi di Trento, dalla Fondazione Bruno Kessler, da Create-net e dalla Fondazione Graphitech, da quelle insediate nei Business Innovation Centre (Bic) e da altre realtà locali e nazionali: C.p.b. - Componenti Plastici Biodegradabili (proponente: Federico Pedinelli). Azienda trentina già costituita. Attiva nel settore dei prodotti monouso per il catering biodegradabili e compostabili.

Utilizza

esclusivamente materie prime di origine vegetale e interamente derivate da risorse rinnovabili con indiscussi vantaggi per l’ambiente. i-Tour (proponenti: Diego Taglioni e Raffaele De Amicis). Spin off della Fondazione Graphitech. Progetto con focus su servizi di geomatica per internet sia da connessione fissa sia da connessione mobile. Prevede un’integrazione con i più popolari social network presenti in rete e si presta ad essere uno strumento informativo in tempo reale a supporto della mobilità personale per gli utenti finali. Il prodotto/servizio offerto consente di fornire supporto alle decisioni degli utenti nella scelta del miglior percorso da seguire (personal routing) per raggiungere un luogo, calcolando anche l’eventuale risparmio di CO2 se si usano i mezzi pubblici. GPF - Green Prefab (proponente: Furio Barzon). Piattaforma informatica di collaborazione per la realizzazione di edifici prefabbricati ecocompatibili. Consente il controllo di costi, tempi e prestazioni per tutto


Da Comunicato Stampa di “Trentino Sviluppo” - 16/11/2010

il ciclo di vita dell’edificio: dal concept all’uso. E' uno strumento di marketing innovativo per le filiere del settore T.r.e. Trentino Rainbow Energy (proponente: Paolo Decarli). Proposta pervenuta dall’Università degli Studi di Trento e beneficiaria del finanziamento provinciale “seed money”. Il gruppo T.R.E. è impegnato nello sviluppo di sistemi fotovoltaici high tech di nuova concezione, basati sulla tecnologia a concentrazione e separazione spettrale della radiazione solare. Youcomplaint – (proponente: Aliaksandr Birukou). Proposta pervenuta dall’Università degli Studi di Trento. Software per verificare la compliance (conformità) di processi aziendali a regole, norme e contratti. Il prodotto permette di essere aggiornati sullo stato di compliance e verificare la stessa automaticamente e velocemente. R-sens (proponente: Luca Bidinelli). Spin off congiunto (in fase di valutazione ) tra l’Università degli Studi di Trento e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Si configura come futura impresa per la produzione di innovativi sensori di gas radon. Il radon è un gas radioattivo riconosciuto dall’O.M.S. come secondo fattore di rischio, dopo il fumo di tabacco, per l’insorgenza del tumore al polmone. Le aziende finaliste sono state scelte tra le 17 iscritte all’Early Stage Forum al termine di un percorso di selezione avviato il 2 settembre scorso, durante il quale ogni progetto è stato seguito sia sotto il profilo imprenditoriale sia sotto quello della comunicazione. La metodologia impiegata per la formazione è basata sulla modalità di presentazione denominata “Elevator Pitch”. Tale modalità, divenuta nel tempo uno standard nel mondo anglosassone, è oggi utilizzata anche nella realtà italiana. Si compone di varie schede (slide)

che formano lo “scheletro” base e che ogni

partecipante, proponente di progetto, ha dovuto predisporre per partecipare alla fase di scouting avviata da Trentino Sviluppo in collaborazione con gli enti di ricerca territoriali (Università degli Studi di Trento, Fondazione Edmund Mach, Fondazione Bruno Kessler, Create Net, Graphitech). Nel mese di ottobre, al fine di meglio interpretare il significato e le potenzialità dei progetti stessi, si sono svolti due cicli di presentazioni durante i quali, grazie al contributo di una giuria di esperti in ambiti multidisciplinari (tecnico, finanziario, imprenditoriale,…), sono stati selezionati i progetti finalisti più adatti e pronti ad essere presentati agli investitori. In platea, alla serata finale del 22 novembre, saranno presenti numerosi investitori formali ed informali in capitale di rischio, tra i quali i Business Angel appartenenti al circuito nazionale e provenienti dal territorio locale. IBAN, con sede a Milano, è l’istituzione più rappresentativa della comunità dei Business Angel in Italia. Ogni anno oltre 350 progetti vengono veicolati ad IBAN tramite il proprio sito internet. Saranno presenti inoltre BTB, ITAS, Aliante Partners ed altri soggetti locali e nazionali. Questa seconda edizione del Forum Early Stage rientra nelle iniziative messe in campo da Trentino Sviluppo per promuovere una qualificata cultura d’impresa, fornendo alle aziende ad elevato tasso di innovazione degli strumenti evoluti ed innovativi di crescita.


Da Wired.it - StartUp Business - 12/11/2010

ITALIAN VALLEY

BLOG

STARTUP BUSINESS

STARTUP BUSINESS di Emil Abirascid

12 novembre 2010

Biotecnologhe Biotecnologhe Innova Day svoltosi ieri a Modena presso la facoltà di Ingegneria di Unimore è uno degli eventi che nel Paese favorisce l’incontro tra startup innovative con finanziatori e industriali. Uno di quegli eventi che applica l’emergente modello del ‘poco tempo alle chiacchiere e molto agli incontri di business’. La seconda edizione di Innova Day, che va ricordato è gemellato con il Business Day di Trieste, ha visto sfilare numerose startup che hanno partecipato agli eventi di matching, alla pitching session e agli incontri one-to-one, tutte molto preparate e con idee nell’ambito delle energie alternative, della nautica, del web, dell’Ict, delle nanotecnologie, dei medical device e delle biotecnologie. La giornata non prevedeva l’assegnazione di premi proprio perché le startup devono sfruttare queste occasioni per incontrare i potenziali partner finanziari e industriali, ma è stato comunque chiesto alla giuria di investitori di scegliere tre tra i progetti che hanno partecipato alla pitching session e hanno indicato RSens con i sensori anti radon gas che causa di tumori ai polmoni; Enatek con le turbine eolice ad asse orizzontale; e Remembrane che propone nuovi metodi per la cultura cellulare che si propongono di ridurre considerevolmente i costi dei laboratori. Tra le startup che hanno partecipato a Innova Day alcune hanno proposto soluzioni in ambito biotecnologico ed erano guidate da donne. In particolare Cellec al cui vertice c’è Chiara Giovenzana che sviluppa bioreattori per la crescita tridimensionale delle cellule, Cellec ha sede a Basilea presso la locale università; Tydock Pharma che è impegnata sul fronte dello sviluppo di nuovi farmaci soprattutto in ambito chemioterapico, la società è guidata da Luisa Pecorari e ha sede a Modena; la terza di queste startup biotech è Nano4Bio di cui è Ceo Beatrice Chelli, ha sede a Bologna ed è impegnata nello sviluppo di tecniche per la produzione di nuovi materiali da utilizzare in ambito biotecnologico e biomedicale. Tre storie diverse quelle di Chiara, Luisa e Beatrice ma unite dall’impegno e dal desiderio di trasformare in valore industriale il lavoro svolto con addosso il camice da ricercatore, o meglio ricercatrice, e per farlo Chiara, Luisa e Beatrice si sono messe a studiare anche come si fa l’amministratore d’impresa e il manager. Tre storie, tre aziende da tenere d’occhio. This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License. Invio commento in corso... SUCCESS ERROR


Da “Nova - Il Sole 24 Ore” - 4/11/2010


Da “Modena Qui” - 02/11/2010


Da la “Gazzetta di Modena” - 01/11/2010


Da “La Repubblica” ed. Bologna - 29/10/2010 29 ottobre 2010

la Repubblica edizione di Bologna

Relazioni con i media G.Tinti – giuliana.tinti@studiotinti.net - 335 7622025 Ufficio Stampa - Koalastudio Giornalisti Associati R. Pressi – rossella.pressi@koalastudio.it - 338 3391431 V.de Capoa – veronica.decapoa@koalastudio.it 3498110044


Da “Affari Emiliani” - 29/10/2010

28

EMILIA ROMAGNA

AFFARI Emiliani

VENERDÌ

29 OTTOBRE 2010

Il presidente Ferrari ospite in uno stabilimento di Maccaferri

Montezemolo alle imprese «Qui si respira innovazione siete un modello per l’Italia» È stato Luca di Montezemolo l'ospite d’onore della seconda delle tre giornate di Open House dello stabilimento della Samp, azienda del comparto meccanico del gruppo Maccaferri, che apre le porte del nuovo stabilimento di Bentivoglio (Bologna) a clienti, imprenditori e oggi alle famiglie dei dipendenti. «Qui c'è una cultura assolutamente straordinaria, qui si respira innovazione», ha detto il presidente della Ferrari rivolto alla platea che ha riunito per l’occasione i maggiori imprenditori bolognesi che Montezemolo ha salutato e chiamato per nome durante il suo intervento. «Bisogna cercare di mantenere questa cultura della coesione che è sempre stata fondamentale nel nostro territorio e che auspicherei aumentasse, soprattutto nel Paese», ha spiegato il presidente della Ferrari. «Temi come riforma del mercato del lavoro e crescita di produttività sono fondamentali per essere competitivi - ha aggiunto - altrimenti rischiamo che nessuno venga più in Italia come sta avvenendo, ma soprattutto rischiamo di non essere all’altezza in giro per il mondo». Il presidente della

Ferrari ha avuto parole di apprezzamento per l’impegno degli imprenditori italiani, in un momento non facile per il Paese. «Malgrado un clima cupo che ormai da troppo tempo sta avvolgendo un pò l’Italia ha affermato - quando si viene in queste realtà si capisce quante eccellenze ci siano nel

Abbiamo un mondo imprenditoriale straordinario che investe, esporta, va fuori dall’Europa Malgrado il clima cupo bisogna mantenere la coesione

nostro Paese». «Abbiamo un mondo imprenditoriale straordinario che investe, esporta, che va fuori dall’Europa e per fortuna (anche a chi ci spiegava che era meglio chiuderci) abbiamo l’India, la Cina, il Vietnam, la

L’ACCORDO

Corea che sono mercati di straordinaria opportunità. E soprattutto sul territorio - ha detto ancora, riferendosi agli imprenditori bolognesi - abbiamo l'orgoglio di avere aziende come il gruppo Maccaferri, Bonfiglioli, Possati, Vacchi, Marchesini, Seragnoli, aziende che non hanno rivali al mondo in termini di tecnologia e di innovazione». Ad accogliere il pubblico, Gaetano Maccaferri, presidente della Seci (holding del gruppo) che ha ricordato con orgoglio l'impegno della famiglia («Siamo alla terza generazione e stanno entrando in azienda i rappresentanti della quarta») e la storia di un gruppo da 1.100 milioni di fatturato, con società e impianti in tutti continenti e prospettive di crescita. Quanto alla Samp, il programma è «potenziare le presenze produttive nei paesi in cui siamo come Cina, India, Brasile», ha spiegato Maccaferri sottolineando che questa «non è una delocalizzazione ma la risposta a mercati in crescita. Ma Il centro del know how e delle competenze resta a Bentivoglio», ha assicurato. Il nuovo stabilimento è un technology centre di oltre 20.000 metri quadrati

LA STATISTICA

Datalogic smista pacchi in Usa

Il Gruppo Datalogic, leader nel mercato dei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia RFID e visione, attraverso la sua controllata Datalogic Automation, fornirà a DHL le soluzioni tecnologiche per lo smistamento dei pacchi presso l'Hub “DHL Express” dell’aeroporto internazionale Cincinnati/Northern Kentucky. Datalogic fornirà all’azienda leader nel mondo nella logistica 29 stazioni di lettura, abilitate al salvataggio delle immagini per la memorizzazione locale, e 89 camere NVS9000 e i relativi ricambi. Il sistema di smistamento utilizzato da DHL è completamente automatizzato, con oltre 4 km di nastri trasportatori e una capacità di elaborazione delle spedizioni fino alla velocità di 90.000 pezzi/ora. La struttura permette inoltre il collegamento con oltre 100 centri di servizio e gateway in tutti gli Stati Uniti.

IL PREMIO

Hera: termovalorizzatori on line

Dopo essere stata presentata al Bica (Borsa Internazionale della Comunicazione Aziendale) di Roma, la nuova campagna di comunicazione del Gruppo Hera sulla sostenibilità, ideata dall’esperta di comunicazione Annamaria Testa, ha vinto il primo premio come migliore campagna di comunicazione ambientale nella categoria “Corporate”. Il premio, istituito all’interno di una delle manifestazioni più importanti per analizzare il ruolo attuale e gli scenari futuri della comunicazione ambientale, è stato riconosciuto ad Hera “per avere associato l’identità aziendale alla sostenibilità, rientrando in pieno nella categoria Corporate, con un investimento importante e un bel visual”. Altro fiore all’occhiello della comunicazione del Gruppo Hera è il sito internet, che permette di visitare e conoscere da vicino i termovalorizzatori in una sezione interamente dedicata alla scoperta impianti gestiti dal Gruppo sul territorio servito. On line da poco più di un mese, le pagine hanno contato accessi record: 1.900 visite e quasi 2.500 pagine viste, triplicando il traffico registrato nello stesso mese dalla sezione che dal 2007 raccoglie le informazioni sui termovalorizzatori.

Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari

realizzato con tecnologie a basso impatto ambientale e fucina del know-how Samp, un luogo in cui vengono studiate e progettate le soluzioni ad alto contenuto tecnologico alla base dei prodotti del gruppo. Protagonista di questa tre-giorni è l’innovazione tecnologica, con seminari, dimostrazioni e visite guidate. Samp, 'Società Anonima Meccanica di Precisionè è stata fondata nel 1936 da Gaetano Maccaferri (nonno e omonimo dell’attuale presidente della Seci) come azienda per la produzione di ingranaggi, componenti metallici e fili di acciaio. La forte crescita ha permesso negli anni lo spin-off di numerose attività, come produzione di ingranaggi, realizzazione di utensili e macchine per il taglio degli ingranaggi, soluzioni complete per la produzione di fili e cavi.

START UP

I vincitori del concorso Spinner Sensori per la misurazione diradon, un gas che esce dal terreno o da materiali di costruzione e riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come secondo fattore di rischio per il cancro al polmone, dopo il fumo. La novità, frutto di un progetto di ricerca congiunto tra l'Università di Modena e Reggio e quella di Trento e che fa capo alla futura impresa RSens, ha vinto il primo premio di StartCup Spinner 2013, 11/a edizione della competizione che premia le migliori idee di impresa a base tecnologica nate in Emilia-Romagna e dal mondo della ricerca pubblica. All’azienda vincitrice andrà un contributo di 5.000 euro dalla Carisbo, oltre a un anno di servizi di incubazione gratuiti presso l'incubatore dell’ateneo bolognese. Poi RSens si strutturerà come spin-off universitario e produrrà tre tipi di prodotti: per clienti privati in zone ad alto rischio di radon, per laboratori di ricerca e università, per imprese di costruzione ma anche geologi e ingegneri. Sul podio anche il progetto Be.Tube (secondo classificato) e “Volta electronics” che ha realizzato una telecamera a energia solare. Negli anni le singole start cup di Bologna, Modena e Reggio Emilia hanno visto la nascita di 54 start up innovative (di cui 44 ancora attive) che hanno prodotto un fatturato superiore ai 10 milioni e mezzo (2009).

I dati dell’Inail su 2008 e 2009. Fenomeno in calo, ma «serve più prevenzione»

Morti bianche, maglia nera all’edilizia

Un decesso su due avviene per schiacciamento. La mappa dei rischi Quasi la metà (45,2%) delle morti sul lavoro in Emilia-Romagna nel 2008 hanno avuto per causa lo schiacciamento, da macchine o da altri pesi in caduta. Il comparto più colpito è stato l’edilizia (il 28,1%) e la maggior parte dei decessi avviene nelle ore pomeridiane (57,1%), dopo la quinta ora di lavoro, il che fa pensare che incida molto il fattore stanchezza. Sono alcuni degli elementi che l’Inail regionale ha evidenziato, elaborando per la prima volta delle mappe del rischio. Uno studio che è stato presentato durante un convegno, in cui sono stati anche riportati i dati del rapporto 2009, già resi noti a luglio. Il trend regionale è positivo: gli infortuni sono stati 107.564, il 13,1% in meno rispetto all’anno prima. Ancora maggiore in percentuale il calo delle morti, passate da 117 a 93 (-20,5%). Numeri che fanno della regione rispettivamente la quarta in Italia per la riduzione degli in-

-20,5%

61,5%

La diminuzione del numero di persone che hanno perso la vita sul lavoro

La percentuale di infortuni che si sono verificati su strada

fortuni (-9,7% il dato nazionale), l’ottava per le morti (-6,3%). Le mappe del rischio, che per l’istituto vogliono essere una «bussola per orientare la prevenzione», come ha spiegato il direttore regionale Alessandro Crisci, dicono anche che, dopo lo schiacciamento, la seconda causa di morte è la caduta dall’alto (21,4%). Nel 60% dei casi a morire sono state persone tra i 31 e i 50 anni e la percentuale di italiani è stata dell’84,4% Tra gli stranieri deceduti, il 70,5% erano originari dell’Europa dell’Est. C'è poi un netto predominio degli infortuni avvenuti su strada (61,5%), rispetto a quelli in ambiente di lavoro. «Pur in un momento difficile - ha commentato l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, presente al convegno - questo è un settore in cui non intendiamo fare passi indietro. Ma proseguire su una strada che da anni ha buoni risultati, su cui vogliamo continuare ad investire».


Da “l’Unità” ed. Emilia Romagna - 29/10/2010 29 ottobre 2010

l’Unità edizione Emilia Romagna

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Da “L’Informazione” ed. Bologna - 28/10/2010 29 ottobre 2010

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Da “AGI” - 28/10/2010 28 ottobre 2010

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Da “ANSA” - 28/10/2010

28 ottobre 2010

Agenzia di stampa Ansa

UNIVERSITA': START CUP-SPINNER,PREMIATI RILEVATORI GAS RADON COMPETIZIONE PER LE MIGLIORI IDEE DI IMPRESA TECNOLOGICA IN E-R Sensori per la misurazione di radon, un gas che esce dal terreno o da materiali di costruzione e riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della sanità come secondo fattore di rischio per il cancro al polmone, dopo il fumo. La novità, frutto di un progetto di ricerca congiunto tra l'Università di Modena e Reggio e quella di Trento e che fa capo alla futura impresa RSens, ha vinto il primo premio di StartCup Spinner 2013, 11/a edizione della competizione che premia le migliori idee di impresa a base tecnologica nate in Emilia-Romagna e dal mondo della ricerca pubblica. La consegna dei premi è avvenuta a Bologna nella sede della Carisbo e il concorso ha coinvolto 27 progetti. All'azienda vincitrice andrà un contributo di 5.000 euro dalla Carisbo, oltre a un anno di servizi di incubazione gratuiti presso l'incubatore dell'ateneo bolognese. Poi RSens si strutturerà come spin-off universitario e produrrà tre tipi di prodotti: per clienti privati in zone ad alto rischio di radon, per laboratori di ricerca e università, per imprese di costruzione ma anche geologi e ingegneri visto che, secondo studi recenti, la variazione della concentrazione di radon dal terreno può essere precursore di terremoti ed eruzioni vulcaniche. Sul podio anche il progetto Be.Tube (secondo classificato, ha ottenuto 4.000 euro dalla Cassa di risparmio di Forlì e Romagna), che ha sviluppato un metodo innovativo per la produzione di tubi bimetallici da applicare negli scambiatori di calore usati nelle centrali di trattamento fluidi corrosivi e generazione di energia, e 'Volta electronics' che ha realizzato una telecamera funzionante a energia solare, senza collegamento alla rete elettrica ne' accesso a internet. I tre finalisti potranno partecipare al Premio nazionale per l'innovazione che si svolgerà a dicembre a Palermo. Ai partecipanti si e' rivolto l'assessore regionale all'università' e ricerca Patrizio Bianchi: ''Siate imprenditori moderni di imprese piccole ma che devono crescere, strutturate sul territorio ma spinte verso un orizzonte internazionale, e ricordate che non dovete fare tutto voi, ci sono competenze specifiche da salvaguardare. Negli anni le singole start cup di Bologna, Modena e Reggio Emilia hanno visto la nascita di 54 start up innovative (di cui 44 ancora attive) che hanno prodotto un fatturato superiore a 10 milioni e mezzo (bilancio 2009)

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Da “Il Corriere di Bologna” - 28/10/2010 29 ottobre 2010

Corriere di Bologna

Relazioni con i media G.Tinti – giuliana.tinti@studiotinti.net - 335 7622025 Ufficio Stampa - Koalastudio Giornalisti Associati R. Pressi – rossella.pressi@koalastudio.it - 338 3391431 V.de Capoa – veronica.decapoa@koalastudio.it 3498110044


Da “EmmeWEB - Il giornale online di Confindustria Modena” - 28/10/2010


Da “Il Resto del Carlino” ed. Bologna - 28/10/2010

29 ottobre 2010

Il Resto del Carlino - Bologna

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Da “Innov’azione” - n°9, Luglio 2010

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Ecosistema dell’innovazione - Esperienze

WE TECH OFF e SPINNER,

gli strumenti dell’Emilia Romagna che innova di Debora Facchini, responsabile area comunicazione Aster

C

’è chi sta inventando un suono artificiale per il motore elettrico, un rumore artificiale da abbinare alle automobili, altrimenti così silenziose da essere pericolose in strada. Poi c’è chi lancerà un software che governa la semina del grano, chi ha nel cassetto un rilevatore di gas radioattivo miniaturizzato e super economico. Nonostante la crisi, lungo la via Emilia si registra un gran fermento con oltre 100 startup e spinoff innovative, nate negli ultimi anni dai laboratori delle Università e degli Enti di ricerca o da gruppi di persone con spiccato spirito imprenditoriale. Nel 2009 l’80% delle imprese nate almeno cinque anni prima, grazie alla sovvenzione globale Spinner della Regione Emilia-Romagna e ai progetti di Aster, era ancora attivo. Attivo e in crescita: dal 2007 la squadra di queste

micro imprese ha visto quasi raddoppiare il proprio fatturato, passando in media da 180mila a 300mila euro. In crescita anche il numero di addetti per impresa, che ha raggiunto quota 5,8. Una tendenza in forte sviluppo, che sta coinvolgendo anche persone in mobilità o con contratto di solidarietà. “Il fenomeno degli spinoff e delle start up innovative – spiega il presidente del consorzio Spinner Paolo Bonaretti – è decisivo perché, oltre a tradurre in prodotti spendibili sul mercato i risultati della ricerca universitaria, introduce nel tessuto produttivo nuovi soggetti che possono disseminare innovazione anche tra le imprese tradizionali, proponendosi come partner e fornitori”. È naturale dunque che il settore pubblico sostenga questa opportunità, che sembra davvero non risentire della crisi”. Il progetto We tech off di Aster, che seleziona aspiranti imprenditori con idee


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innovative, ha attualmente 33 gruppi selezionati in pre-incubazione e 16 già in incubazione. In tutto sono 49 le imprese partite o in procinto di farlo rispetto alle 79 proposte iniziali. Un’attività che ha coinvolto 248 candidati, età media 35 anni, 84% almeno laureati, di cui il 25% con il dottorato di ricerca, per la maggior parte (74%) in ambito tecnico. “Tra i nostri beneficiari – spiega Sara Monesi, direttrice del progetto – ci sono anche ricercatori con contratti di solidarietà o già in mobilità, che rilanciano provando a mettere a frutto l’esperienza accumulata nell’azienda dove avevano fin lì lavorato”. E l’attività va avanti: “Presto faremo una nuova selezione – prosegue – abbiamo già un’ottantina di candidati. Intanto stiamo siglando un accordo a livello regionale con gli altri incubatori per offrire servizi integrati, allargando lo spettro delle opportunità, senza duplicazioni e senza disperdere risorse”. Proprio da We tech off è decollata, due anni fa, l’azienda Lorelei, che si occupa, sotto le Due Torri, di design sonoro. Ovvero? “Il nostro obiettivo – spiega Sara Lenzi – è comporre identità sonore memorizzabili, una comunicazione basata sul suono per mostre, spot, processi di apprendimento”. Ma funziona? “Le cose stanno andando molto bene – ammette – siamo già riusciti ad avere dei riscontri in tempi brevi lo dimostra il fatto che sto correggendo in positivo le

Il suono del motore elettrico, il software per progettare gioielli, i sensori per rilevare gas dannosi e le altre startup sbocciate lungo la via Emilia

previsioni di crescita fatte. Sembra che il mercato sia pronto ad accogliere le nostre proposte, in particolare le grandi aziende che conducono ricerca interna”. “Da qualche mese – racconta Sara Lenzi – abbiamo iniziato un lavoro con una grande azienda italiana che opera nella produzione di avvisatori acustici. Insieme a loro stiamo studiando i suoni per le auto elettriche, la cui pericolosità sta proprio nel fatto di essere eccessivamente silenziose”. Una frontiera promettente: “Sono allo studio una serie di leggi negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone che obbligheranno i produttori a inserire un suono artificiale al posto del suono del motore e noi stiamo studiando appunto quali e come questi contenuti sonori possano essere diffusi dall'automobile”. È nata invece a Piacenza, nel cuore della food valley italiana, Horta, che si propone di fornire servizi di assistenza tecnica avanzata per le aziende agricole. “Ora – racconta Simona Giosuè – stiamo lavorando in particolare su un prodotto che si chiama granoduro.net, un servizio di assistenza tecnica interattiva via web, a cui gli utenti pagando un canone si connettono, immettono informazioni relative alla propria azienda, scelgono una stazione meteo di riferimento, (abbiamo anche una rete di stazioni meteorologiche) e in output ricevono una serie di informazioni che vanno dalla semina alla raccolta. Possono quindi seguire passo per passo, durante tutta la stagione, le varie fasi di produzione del grano duro. Questo si inserisce in vari progetti di sostenibilità ambientale, per quanto riguarda la razionalizzazione dell'utilizzo dei prodotti chimici e la produzione di prodotti di qualità”. Anche per loro le cose sembrano funzionare: “In azienda siamo in cinque con contratto più due soci – spiega Simona Giosuè – e siamo molto contenti del ritorno che sta avendo il nostro prodotto. La crisi? Non ne stiamo risentendo a livello di quantità di commesse ricevute, ma piuttosto in fase di riscossione dei crediti. La nostra attività, inizialmente radicata sul territorio locale, ha iniziato progressivamente a espandersi prima a livello nazionale e recentemente abbiamo vinto un bando europeo: Horta è la capofila di un progetto per la creazione di un prodotto simile a quello per il grano duro, applicato però alla vite, per il quale collaboriamo con altre piccole imprese spagnole e francesi”. Imprese già affermate, ma anche buone idee sulla rampa di lancio. È il caso di Logis 3D, sostenuta da Spinner 2013, che progetta e realizza software a servizio della produzione di gioielli. “L'idea – ricorda Giovanna Migliorelli – è nata lavorando nell'ambito del trasferimento tecnologico, a stretto contatto con le aziende orafe. Valutando lo stato dell'arte ci siamo accorti di alcune lacune e, con riferimento alle necessità manifestate dagli operatori del settore, abbiamo individuato una serie di strumenti non ancora disponibili per la progettazione. Attualmente stiamo testando il nostro primo prototipo commerciale. L'attività di vendita è prevista per la seconda metà di giugno”. “Vista la trasversalità degli strumenti Cad/Cam che utilizziamo – racconta – sebbene siamo partiti dal settore oro e gioielli, pensiamo già da ora di espandere la nostra attività all'intero settore degli accessori moda, riservandoci future migrazioni in ulteriori campi, là dove le nuove tecnologie rivestono un ruolo importante. Per ora i presupposti sono molto incoraggianti, anche perché le nuove tecnologie sono un settore in continuo progresso, in cui l'iniziativa


Da “Innov’azione” - n°9, Luglio 2010

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Ecosistema dell’innovazione - Esperienze personale trova ampio spazio. Le aziende sembrano rispondere positivamente, mostrando di apprezzare gli strumenti Cad, come mezzo per potenziare il loro know how e dare nuovo impulso alla produzione”. Ha già vinto il premio Intraprendere come miglior idea nel cassetto, invece, il progetto RSens nato sempre nell’ambito di Spinner 2013. “L’idea – racconta Luca Bidinelli – è nata da una collaborazione scientifica tra i professori Luigi Rovati e Giovanni Verzellesi dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia e il professore Gianfranco Dalla Betta di Trento e si è tradotta in un’impresa grazie a Spinner 2013 e all’incontro con tre ingegneri, tra cui il sottoscritto”. Un’impresa che dovrà produrre un sensore innovativo per rivelare la presenza di radon, un gas radioattivo in grado di preannunciare terremoti ed eruzioni vulcaniche. “Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – spiega Bidinelli – il radon è la seconda causa del tumore al polmone. Il prodotto progettato da RSens, è un sistema a basso costo che grazie all’ausilio di rivelatori di particelle alfa in silicio e un’elettronica

di gestione particolarmente performante consente di acquisire, anche in remoto, le informazioni relative alla concentrazione del gas. Le sue ridotte dimensioni garantiscono bassi consumi energetici, facilità d’uso e programmazione e controllo wireless”. Punti di forza tali da aprire un mercato, secondo Bidinelli, attualmente ancora molto ristretto: “Pensiamo ci sarà un progressivo affiorare di legislazioni nazionali e internazionali a tutela dei cittadini e dei lavoratori. Già oggi sono molti i paesi, tra cui anche l’Italia, che impongono misurazioni di radon da eseguire annualmente presso particolari luoghi di lavoro, a tutela della salute dei lavoratori. Alcuni Paesi virtuosi, come la Germania e la Svizzera, hanno già emesso legislazioni nazionali che impongono il controllo della concentrazione di radon anche all’interno delle abitazioni private. Attualmente siamo impegnati nella fase terminale del processo di ingegnerizzazione del prodotto, dal quale avranno origine i primi prototipi commerciali. Riteniamo plausibile potere prevedere il lancio del sistema sul mercato nel 2011”. o

Spinner 2013 La sovvenzione globale Spinner 2013 "Interventi per la qualificazione delle risorse umane nel settore della ricerca e

della innovazione tecnologica" è il programma della Regione Emilia-Romagna nato per preparare i giovani negli ambiti della ricerca e dell'innovazione tecnologica e per costruire una comunità capace di mettere la persona al centro dei processi di innovazione per il futuro sviluppo della società e dell'economia della conoscenza. Spinner 2013 opera attraverso una rete di Spinner point diffusi in tutte le sedi universitarie dell’Emilia-Romagna e si rivolge a persone interessate a sviluppare progetti su idee imprenditoriali innovative e ad alto contenuto di conoscenza, progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, trasferimento tecnologico e percorsi di innovazione organizzativa, manageriale e finanziaria, in collaborazione con università, centri di ricerca e imprese. La sovvenzione globale Spinner 2013 è uno strumento del Programma operativo regionale (Por) dell’Emilia-Romagna 2007-2013, del Fondo sociale europeo (Fse), Asse IV “Capitale umano”, Obiettivo 2 "Competitività regionale e occupazione", promosso dall'assessorato Scuola, formazione professionale, Università e ricerca, lavoro della Regione Emilia-Romagna. www.spinner.it

We tech off We tech off è l'incubatore di imprese di Aster, promosso dal ministero dello

Sviluppo economico, che supporta la creazione di imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico. Questo progetto, attivo in Emilia-Romagna dal 2008 al 2012, amplia il campo di intervento di I tech off (il primo incubatore nato in Emilia-Romagna per il settore Ict) ad altri settori, implementandolo con azioni di forte collaborazione e condivisione degli obiettivi e rafforzando, in particolare, il contatto con il mercato, il networking e l'internazionalizzazione. We tech off sostiene la crescita di startup innovative attraverso un percorso che comprende formazione, consulenze specialistiche e contributi finanziari. Sono previste tre fasi, cui corrispondono requisiti di accesso, servizi e finalità diversi: pre-incubazione (5 mesi), incubazione (18+6 mesi) e post-incubazione (12 mesi) www.wetechoff.eu.


Da “Il Sole 24 Ore” - 29/06/2010


Da Comunicato Stampa Confindustria Modena - 03/05/2010

IL TALENTO DELLE IDEE Echolight, WIN srl e Plastic Sort i 3 vincitori per l’Area Emilia-Romagna - Toscana 2 romagnole e 1 toscana, le prime 3 start up finaliste che concorreranno per il premio nazionale Bologna, 3 maggio 2010 – Al via le premiazioni locali del concorso nazionale “Il Talento delle Idee”, indetto dal Gruppo UniCredit con i Comitati Territoriali UniCredit e dai Giovani Imprenditori di Confindustria per valorizzare le migliori idee imprenditoriali innovative in Italia. Delle 30 candidature pervenute da Emilia-Romagna e Toscana, la commissione esaminatrice formata da esponenti dei Comitati Territoriali di UniCredit, dai Giovani imprenditori di Confindustria e da esperti della Fondazione FinancIdea - ha assegnato il primo posto a Matteo Pernisa di Echolight di Ravenna. Il giovane imprenditore, con esperienza nel settore biomedicale, vince con un’innovativa soluzione per la diagnosi precoce e non invasiva dell’osteoporosi. Il dispositivo ad ultrasuoni progettato da Echolight, portatile, a basso costo e di facile e immediato utilizzo, permetterà la diffusione in larga scala della diagnosi preventiva, permettendo un monitoraggio più frequente e la possibilità di impiego in ambito pediatrico, muscolare e dentistico. Secondo posto sul podio bolognese per la WIN srl-WIRELESS INTEGRATED NETWORK di Pisa. A ritirare il premio Emmanuele Angione. La società pisana, attiva nel settore delle tecnologie biomediche, propone di produrre e commercializzare dispositivi sensorizzati, indossabili, modulari e senza fili, per il monitoraggio continuo a distanza dei parametri vitali di soggetti ipertesi o affetti da scompensi cardiaci, in grado di trasmettere eventuali segnali di allarme al sistema sanitario. Medaglia di bronzo a Stefano Cassani di Plastic Sort di Ravenna, per la proposta di sviluppare e produrre una macchina (già testata e brevettata) per la separazione delle plastiche, dotata di un sistema innovativo che permette di individuare la natura del materiale e contemporaneamente separarlo, in tempi nettamente inferiori rispetto agli impianti attualmente presenti sul mercato, sfruttando le diverse proprietà elettriche delle plastiche. Per Echolight, WIN srl e Plastic Sort sono previsti finanziamenti personalizzati e un programma di Master/Training altamente qualificato. “La rete dei Comitati Territoriali UniCredit, anello di congiunzione fra banca e territorio, ha fornito un utile supporto all’individuazione e alla valutazione dei progetti imprenditoriali più promettenti” - commenta Alessandro La Porta, responsabile Territorial Relations Department UniCredit Group - “I Comitati, in questo progetto, hanno confermato, ancora una volta, il proprio ruolo a sostegno del territorio e la capacità di essere propulsori di innovazione: tema quanto mai prioritario per lo sviluppo del nostro Paese”.


Da Comunicato Stampa Confindustria Modena - 03/05/2010

“Il Talento delle idee ci permette di fare leva sui giovani, ideatori e suggeritori di proposte innovative” - sostiene Franco Stefani, presidente SYSTEM Spa e presidente del Comitato Territoriale UniCredit Via Emilia - “L’innovazione nelle sue varie declinazioni permette anche alla classe imprenditoriale dell’Emilia Romagna di crescere e di confrontarsi con le sfide lanciate costantemente dai mercati”. “Le start up e le proposte imprenditoriali selezionate sono state scelte dalla commissione, di cui anch’io ho fatto parte, in base a precisi criteri” – spiega Andrea Babbi amministratore delegato di APT Servizi Srl Emilia-Romagna e presidente del Comitato Territoriale UniCredit Emilia Est-Romagna – “I vincitori si sono distinti per originalità, realizzabilità tecnica e potenzialità di sviluppo, adeguatezza delle competenze del management team, interesse del progetto per gli investitori, attrattività del mercato di riferimento, qualità e completezza dell’esposizione delle informazioni”. Quella del capoluogo emiliano, svoltasi presso la sede di UniCredit Banca, è la prima delle 6 premiazioni previste nelle altrettante aree territoriali interessate dal concorso (Trentino Alto Adige - Friuli Venezia Giulia – Veneto; Piemonte – Liguria - Valle d’Aosta – Lombardia; Emilia-Romagna – Toscana; Umbria – Marche – Lazio; Abruzzo – Molise – Basilicata – Puglia – Campania – Calabria; Sardegna - Sicilia). I 18 vincitori locali concorreranno, inoltre, all’assegnazione di 3 premi a livello nazionale, che saranno assegnati l’11 giugno a Santa Margherita Ligure in occasione del Convegno annuale dei Giovani Imprenditori di Confindustria. “Questa iniziativa dimostra – afferma il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna Giovanni Mistè – la forte voglia di fare impresa che esprimono i nostri territori. Oltre un terzo delle proposte imprenditoriali era più che interessante, con un forte contenuto innovativo e piani di sviluppo all’estero. Abbiamo cercato di premiare le idee che a nostro giudizio hanno le maggiori possibilità di diventare vere imprese di successo. Innovazione, internazionalizzazione e voglia di mettersi in gioco sono elementi che come Giovani Imprenditori riteniamo indispensabili per garantire un futuro industriale al nostro Paese”. Dello stesso avviso David Zolesi, membro di Giunta e Giovani Imprenditori Confindustria di Livorno, che commenta: “L’alto numero di proposte valutate positivamente secondo canoni nazionali testimonia la forte preparazione e l’originalità che è da sempre patrimonio del nostro territorio. I giovani Tosco-Emiliani hanno presentato progetti che mettono in risalto la voglia di fare impresa, di rischiare in prima persona, sporcarsi le mani e trasformare le proprie competenze ed i propri sogni in aziende che producano ricchezza per loro e per il territorio”. Ospiti alla cerimonia di premiazione, insieme ai vincitori, i neoimprenditori attestatisi fra i primi 10 classificati: Alexandros Chatgilialoglu di Remembrane (Bologna), Donato Campagnoli di T-MAS (Modena), Luca Bidinelli di RSENS (Modena), Christian Sarcuni di WEBS - PizzaBOTM (Bologna), Giovanni Savino di P2W (Firenze), Francesco Corsi di SPREAKER (Bologna) e Azzurra Macherelli di AdArte S.n.c. (Firenze). Fra questi la commissione ha assegnato 3 menzioni al merito a Remembrane, a RSENS e a P2W, che si sono distinte per la validità scientifica e l’alto livello tecnologico, nei rispettivi settori di appartenenza, con proposte in materia di biochimica-biofarmaceutica, apparecchiature per la misurazione di gas radon e sicurezza stradale.

UNICREDIT GROUP – TERRITORIAL RELATIONS DEPARTMENT Laura Binucci, laura.binucci@unicreditgroup.eu, 02 88620003 SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali Silvia Mattana, 339 2354226; Elisa Fusaro, 333 2458380


Da “EmmeWeb - Il giornale online di Confindustria Modena” - 26/04/2010


Da “Il Sole 24 Ore” - 22/04/2010


Da la “Gazzetta di Modena” - 21/04/2010

RSens - Press Review  

Review of the most significative articles appeared on national and international newspaper, magazines and websites

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