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La Bacheca del

Sesto Milium 9 maggio 2012

Bollettino n. 7 del Rotary Club Sesto Milium Centenario - Distretto 2040 Anno Rotariano 2011/2012

PRESIDENTE Marina Rasnesi E-mail: mrasne@inwind.it VICE PRESIDENTE Matteo Tiberi E-mail: matteo.tiberi@laserbiomed.it SEGRETARIO Ming San Hu E-mail: ming74@fastwebnet.it PREFETTO Davide Pirovano E-mail: davidepi2000@yahoo.it TESORIERE Dario Corbetta E-mail: dcorbetta58@gmail.com ROTARY FOUNDATION Alberto Ceppi E-mail: albceppi@tin.it

INCOMING PRESIDENT

Matteo Tiberi E-mail: matteo.tiberi@laserbiomed.it

PAST PRESIDENT

Federico Santini E-mail: federico.santini@yahoo.it SITO INTERNET www.rotarysestomilium.it SEDE: Grand Hotel Barone di Sassj - Sesto S.G REDAZIONE de „LA BACHECA‟: Giovanna Maria Piazzalunga E-mail: giovanna_piazzalunga@yahoo.it Annapaola Pozzi E-mail: annapaola.pozzi@1webmail.net

La lettera del Presidente:

Carissimi soci, è da qualche tempo che non scrivo la solita lettera mensile per la bacheca. E‟ ora di riprendere questa abitudine. Ed è anche il moneto di iniziare a “tirare le fila” di questo anno sociale che sta chiudendosi. Il tema proposto dal nostro governatore internazionale ruotava intorno alla famiglia come nucleo primigenio dell‟educazione, anche di quella civile. Nell‟ambito delle conviviali del nostro club abbiamo coniugato questo tema in diversi modi, andando a toccare con mano realtà diverse che molto hanno a che fare con la famiglia. Grazie ad Elena Boriani abbiamo potuto conoscere la realtà della casa famiglia per bambini che provengono da famiglie difficili, abbiamo visto quindi l‟aspetto problematico del rapporto genitori-figli, le situazioni difficili che possono crearsi, le modalità di intervento delle istituzioni e il difficile rapporto Eeducatore/bambino quando questo arriva in comunità. Elena nella sua relaquelli del Distretto zione ci ha esposto e chiarito le modalità di approccio a questi situazioni, ma ci ha anche insegnato quanto sia fondamentale un corretto rapporto familiare per l‟educazione e la crescita dei figli. Merito del nostro ultimo relatore (in senso temporale) averci presentato anche il punto di vista degli volontari operano nelle comunità di minori e nelle case famiglia, sottolineando l‟importanza di poter costruire un rapporto sincero e al di fuori di qualsiasi schema, anche solo per una giornata, con una figura similgenitoriale per questi bambini, per poter ritrovare equilibrio e serenità. Marcelo fa sicuramente un grande lavoro! Non dimentichiamo il nostro impegno per il CAM, con la sempre superefficiente amica Rita Pizzagalli, che ben si inserisce su questo filone. Abbiamo conosciuto anche il forte legame famigliare quando all‟interno della famiglia stessa si presenta una malattia grave. La mente corre alla figura di Chantal Borgonovo, al suo immenso amore per il marito, alla sua forza di volontà e agli insegnamenti trasmessi ai propri figli che quotidianamente la aiutano all‟interno della fondazione Borgonovo. Abbiamo avuto l‟occasione di trascorrere due conviviali con i nostri familiari più cari, penso alla nostra conviviale di Natale allietata da due fantastici imbonitori per le cartelle della tombola, la coppia Alberto + Alberto (Agazzi e Turri) o alla presenza di Emma e Valeria (Borgonovo) attente ascoltatrici al concerto presso Gli appuntamenti del club

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l‟accademia musicale marziali di Seveso. Tante sono le iniziative che ho tralasciato di citare, troppe! Ma ci saranno altre occasioni per scriverne. Marina Rasnesi

Decima Lettera del Governatore Gli appuntamenti del

Caroclub Presidente e Caro Segretario, Aprile è il mese che il Rotary dedica al dibattito e all’approfondimento riferiti a un tema fondamentale della vita del club, quello della comunicazione tra i Soci, attraverso il mezzo della stampa. In generale, la comunicazione rappresenta un’attività indispensabile per ogni associazione, ma lo è specialmente se essa è finalizzata a diffondere la particolare visione che si ha del mondo e della società: nel caso del nostro sodalizio, essa è volta, al suo interno e all’esterno, a informare e consolidare l’orgoglio di appartenenza, oltre che a far conoscere la reale consistenza di tutte le azioni messe in campo per realizzare gli obiettivi e le finalità connesse. La comunicazione ha anche il compito di stimolare e coinvolgere quanti condividono i nostri valori allo scopo di raggiungere il più vasto pubblico possibile e di creare proseliti attraverso l’affermazione di visioni condivise e di valori comuni vissuti nella testimonianza. Le varie riviste, diverse nei contenuti e nella forma, che fanno parte della stampa rotariana e che tutti noi conosciamo (Rotary, The Rotarian, Rotary Leader), unitamente al Notiziario E quelli del Distretto distrettuale e alle più moderne tecniche informatiche, hanno il difficile compito di stabilire una comunicazione corretta ed efficace all’interno dei singoli Club come strumento per l’informazione della vita e delle attività dei Club stessi, ma hanno anche l’ambizione di rappresentare a tutti l’intero mondo rotariano nella sua prospettiva mondiale per conoscere e far conoscere quello che si è realmente, per stimolare tutti i Rotariani a implementare il loro impegno in ogni campo e per informare il più ampiamente possibile il pubblico dei progetti e degli impegni che il singolo Club si prefigge all’interno della grande progettualità del Rotary. Non possiamo nascondere che il Rotary spesso è considerato un illustre sconosciuto, quasi sempre assente sulla grande stampa civile: i più ci considerano come un’associazione più o meno intellettuale, più o meno snob, più o meno esibizionista sul piano culturale e sociale, quando non veniamo ritenuti come appartenenti a una lobby di privilegiati dediti esclusivamente al proprio interesse o addirittura coinvolti in oscure manovre private di favoritismi più o meno spinti. I rotariani non sono niente di tutto questo! I rotariani rappresentano un vero e proprio riferimento qualificato nel vasto campo del privato sociale, fanno parte di un sodalizio non tenuto insieme da una pura esaltazione, ma da una chiara convergenza d’intenti comuni e costituiscono uno dei pochi gruppi capaci di porre in atto un servizio realmente disinteressato a favore degli ultimi e dei più bisognosi. Non lo sa, tuttavia, il grande pubblico al di fuori del Rotary, perché le nostre strategie di comunicazione, benché aumentate e migliorate negli ultimi anni, non hanno raggiunto del tutto lo scopo di propagandare opportunamente le notizie, gli esiti di progetti, gli eventi, le iniziative e gli scopi del nostro impegno di servizio, rendendoci più familiari e cancellando le varie mistificazioni che spesso danno di 2


noi una falsa immagine. Come ottenere tutto questo? Il mio pensiero è quello di perseguire almeno tre strade: la prima è quella di eliminare dalla nostra stampa ogni riferimento di eccessiva autoesaltazione che alla lunga è sempre negativa; la seconda è quella di comunicare con maggiore puntualità le nostre realizzazioni, affinché gli altri riconoscano in noi coloro che compiono azioni utili alla comunità e trasmettono solo ed esclusivamente i grandi valori etici sottesi alla nostra cultura di servizio e alla gratuità del nostro impegno individuale e collettivo; la terza è quella di incrementare le pubbliche relazioni in ogni momento della nostra vita di Club, in modo che anche gli estranei possano conoscere il valore determinante del nostro sodalizio e ne comprendano l’originalità e l’importanza in una società che necessita continuamente di riferimenti etici, di ideali e di speranze. Un affettuoso saluto Ettore Roche

I prossimi appuntamenti per i soci del Sesto Milium Gli appuntamenti del Club

e quelli del Distretto

Martedì, 29 maggio 2012, ore 20.00 Conviviale del Club sugli esiti del bando di concorso, istituito dal nostro Club, per l’assegnazione di sette premi di laurea sulla ricerca contro la SLA Hotel Barone de Sassij – Sesto San Giovanni DAL DISTRETTO: Sabato, 12 maggio 2012, ore 8.00 Convegno “Bergamo e l’Immigrazione di successo” Associazione Artigiani – Via Torretta, 12 - Bergamo

Gli auguri di compleanno

Gli auguri di compleanno

Giuseppe Cassina: 14 marzo Gli appuntamenti del club Andrea Boriani: 2 aprile Alessandra Bonduri: 3 aprile Marina Rasnesi: 7 aprile Daniele Giombini: 11 aprile Alberto Ceppi: 19 maggio Silvia Riva: 28 maggio 3


Il nostro impegno contro la SLA Il nostro impegno contro la SLA

Il 15 aprile u.s. si è chiuso il termine per la presentazione delle tesi sulla SLA, come da bando di concorso, istituito dal nostro Club per promuovere la ricerca contro questa malattia con l‟assegnazione di sei premi di laurea (v. Bollettino n. 3 dell‟anno 2011/2012). A tali premi, se n‟è aggiunto, in seguito, un settimo, grazie alla contributo all‟iniziativa del Rotary Club Milano Fiera. Anche quest‟anno il bando ha riscosso un notevole successo e abbiamo ricevuto 32 candidature che verranno inviate al più presto al vaglio della Commissione Giudicatrice. Un ringraziamento particolare va ad Emanuele Borgonovo, a sua moglie Anna, a Lisa Valiani e ad Elisabetta Pupillo, per l‟impegno profuso nell‟attività di segreteria, che ha consentito la raccolta e la verifica della documentazione delle tesi giunte.

Articolo conviviale sulla Fondazione „Grazia Focacci‟ (martedì 13 marzo)

“Anni passati dentro agli

ospedali, passati a vedere negli occhi la persona che più ami al mondo morire, ti cambiano. Cambiano anche il modo che hai di vedere il mondo, di vedere la speranza negli occhi di chi, a sentire gli esperti, non ne hai più. Il modo in cui vedi la forza della speranza che aiuta altri a guarire. E ti viene voglia: la voglia di aiutare chi ancora una speranza ce l’ha, voglia di evitare al prossimo ciò che conosci fin troppo bene” (M. Tiberi).

“Anni passati dentro agli ospedali, passati a vedere negli occhi la persona che più ami al mondo morire, ti cambiano. Cambiano anche il modo che hai di vedere il mondo, di vedere la speranza negli occhi di chi, a sentire gli esperti, non ne hai più. Il modo in cui vedi la forza della speranza che aiuta altri a guarire. E ti viene voglia: la voglia di aiutare chi ancora una speranza ce l’ha, voglia di evitare al prossimo ciò che conosci fin troppo bene” (Matteo Tiberi). Possiamo definire questa riflessione la ragione ispiratrice del progetto che, nato come Comitato nel 2003 in seno al Rotaract (il programma giovanile del Rotary), costituisce oggi una Fondazione. La Fondazione Grazia Focacci. In seguito alla morte della propria madre („Grazia Focacci‟) avvenuta nel 2002 a causa di una rara forma di linfoma, il nostro amico e socio Matteo decide di fare tesoro della propria pur tragica esperienza e di costituire un Comitato con un triplice obiettivo: finanziare la ricerca contro il cancro, sensibilizzare la società rispetto a tale malattia e, soprattutto, sostenere i malati di cancro e i loro familiari. Il Comitato viene costituito in seno al Rotaract („Comitato Grazia Focacci per il Rotaract‟). Nasce, inizialmente, come progetto del Rotaract Scala Manzoni, il Club di appartenenza di Matteo, nel 2003. Nel 2004 diventa Progetto della Zona Mediolanum 2 del Distretto Rotaract 2040. Nel 2005 diventa service distrettuale. Nel 2006 è service nazionale, votato e sostenuto da tutti i Distretti Rotaract d‟Italia. Nel 2007 viene presentato ufficialmente, nell‟ambito della European Conference tenutasi a Milano, a tutti i Distretti Rotaract d‟Europa. Sempre nel 2007, il Progetto viene votato come Programma (Progetto di durata pluriannuale, come la PolioPlus, n.d.r.) dai Rappresentanti di tutti i Distretti Rotaract d‟Italia. Nel 2008 il Comitato viene trasformato in Fondazione. La ricerca finanziata nell‟ambito del progetto inizialmente si concentra su una 4


terapia rivoluzionaria per la lotta contro i linfomi; nel 2005 approda ad un imimportantissimo risultato, essendo stata selezionata dalla American Society of Hematology per essere presentata al 47° Convegno Internazionale di Ematologia ad Atlanta. Oggi tale attività di ricerca, i cui obiettivi vengono periodicamente rivisti e deliberati su proposta del Comitato Scientifico, si concentra in particolare nell‟ambito della biologia molecolare (attraverso una borsa di Studio dedicata a Marco Fossati, già Presidente del Rotaract Vigevano Lomellina venuto a mancare il 1° aprile 2008 a 29 anni per una rara forma di tumore mentre stava tra l‟altro organizzando un evento in favore della Fondazione) ed attualmente su un progetto, condotto in collaborazione con l‟Istituto Europeo di Oncologia e la Fondazione Umberto Veronesi, per la prevenzione delle conseguenze da melanoma. A livello di sensibilizzazione, l‟attività si orienta verso iniziative ed eventi (anche di carattere musicale) volti ad abbattere il muro di solitudine che circonda i malati e le loro famiglie al fine di mandare loro un messaggio di speranza rispetto ad un male da considerare come una malattia definitivamente curabile. A tal proposito è doveroso ricordare il recente ‘Sorriso Day’, evento organizzato lo scorso 21 novembre con la partecipazione del famoso Dr. Hunter ‘Patch’ Adams (noto per l‟omonimo film interpretato da Robin Williams), con il quale è stata realizzata, nel pomeriggio, una conferenza presso l‟Aula Magna dell‟Università degli Studi di Milano aperta al pubblico (che ha visto la partecipazione di circa 300 persone) e quindi una cena ad invito (presenti quasi 200 persone) nella quale il nostro ospite ha parlato del proprio approccio alla malattia, ai malati ed ai loro familiari. Il cuore ed il vero obiettivo del Progetto ideato da Matteo lo si ritrova tuttavia nell‟attività di sostegno e assistenza alle persone ammalate di cancro e/o ai loro familiari; sostegno di carattere personale e umano volto a fornire un supporto concreto e operativo diretto a costituire un interfaccia tra il paziente ed i medici (organizzando direttamente anche visite specialistiche) cui la Fondazione si è appoggiata sin dall‟inizio, ovverosia quelli dell‟Istituto Europeo di Oncologia del Prof. Veronesi ed in primis il Dr. Francesco Ferrucci, responsabile della ricerca finanziata dalla Fondazione. Tale attività viene a tutt‟oggi condotta da volontari (per lo più cooptati nell‟ambito del Rotaract e del Rotary) che si sono messi a disposizione (per qualche ora alla settimana) per dare il loro supporto (non certo di carattere psicologico, ma solo umano) ai malati di cancro attraverso un centralino telefonico che risponde al seguente numero verde 800438311. Affinché, tuttavia, tale servizio possa far fronte alla sempre crescente richiesta di supporto indirizzata alla Fondazione per il tramite del numero verde, c‟è bisogno di volontari che si mettano a disposizione della Fondazione e di tutti coloro che la stessa intende aiutare e supportare. Anche tu vuoi essere dei nostri? Contattaci: info@graziafocacci.org www.graziafocacci.org Andrea Fosco

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Conviviale sulla Serata Degustazione (venerdì 30 marzo)

Una serata con gusto in un‟atmosfera di vera e semplice convivialità rotariana

Il 30 marzo durante la conviviale ho avuto l‟opportunità e il piacere, (ringrazio per questo Marina) con la preziosa collaborazione del Dott. Alberto Alunno, di introdurre un breve approccio alla degustazione di alcuni formaggi e all‟accostamento di alcuni straordinari vini. I formaggi in degustazione erano: il Montebore, formaggio realizzato dall‟unico produttore oggi in attività: Roberto Grattone. A pasta cruda, con il 30% latte di pecora e il 70% latte vaccino. Questo prodotto veniva servito alla Corte degli Sforza nel 1489 in occasione del matrimonio di Isabella D‟Aragona con Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Il cerimoniere era Leonardo Da Vinci, ottimo gourmet oltre che come tutti sappiamo straordinario artista e scienziato. Il Carolus, vino bianco di struttura e di grande sapidità, in accostamento, si è rivelato un abbinamento perfetto al Montebore. Il Pecorino toscano affinato nel fieno per sei lunghi mesi, anch‟esso caseificato a crudo e abbinato all‟Agamium, grande rosso armonico ed equilibrato, che ne ha esaltato il profumo e il gusto etereo e straordinariamente complesso, ha rappresentato la seconda fase evolutiva di una processo organolettico davvero esaltante. Il provolone padano affinato da un piccolissimo produttore, Angelo Recco, per tre lunghi anni nelle sue grotte di Latina, abbinato ad un Brecleme del 2004, un cru rosso strepitoso ha concluso il percorso organolettico della serata. Quello che ha contato in questa conviviale un po‟ particolare non sono tanto i prodotti degustati ma, l‟aspetto socializzante. È davvero importante relazionarsi con altri gruppi anche di Regioni diverse, si genera un comune senso di condivisione e di partecipazione che aiuta ad unire e a rendere coeso il Rotary in quanto base ideologica del dare e dell‟unire nel contempo. I formaggi degustati e i grandi vini assaggiati in accostamento hanno rappresentato semplicemente un corollario di una serata vissuta nella semplicità e nell‟informalità ma gravida di significato sotto il profilo istituzionale. Il Dott. Alberto Alunno, Past President del Gruppo Rotary Borgomanero-Arona, il Dott. Miro Di Sabato, Presidente del Gruppo e la Dott.ssa Giovanna Mastrotisi Presidente Commissione Arte e Cultura del Piemonte, Valle d‟Aosta e Liguria, hanno tutti partecipato con entusiasmo e ringraziandoci per l‟invito hanno manifestato l‟idea di contraccambiarci appena possibile nella loro sede piemontese. Il dott. Alberto Alunno, agronomo e produttore di alto livello, ha peraltro parlato della sua terra, di Baraggiola, angolo di Piemonte ricco di storia e di laboriosità. I vigneti di Alberto sorgono sulla collina di origine morenicoalluvionale che si estende dallo sbocco della Valsesia alla pianura novarese. Il terreno è un colossale campionario mineralogico composto da ciotoli di granito, di porfido, di detriti di ghiaia, di serpentino, di sfaldature di rocce dolomitiche del Fenera. Si tratta di un terreno povero, poco fertile ma, appunto per questo, adatto ad esaltare le caratteristiche della vite. Da qui ai grandi vini

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dell‟amico Alberto ci vuol davvero poco. E noi abbiamo avuto il piacere di gustarli insieme in un atmosfera di vera e semplice convivialità rotariana. Rino Taglioretti Rino Taglioretti Conviviale presso l‟Accademia Musicale G. Marziale di Seveso (sabato 14 aprile)

Una conviviale all‟insegna della musica francese: Mon Dieu la France, da “Et maintenant”, a “Milord”, passando per “La vie en rose”

Conviviale inconsueta quella che si è svolta il 14 aprile a Seveso presso l‟Accademia musicale G. Marziali. L‟occasione è stata fornita da un concerto del ciclo “Musica & Musiche” che annualmente viene proposto dal Maestro Bombardelli, nostro socio onorario. Il tema di quest‟ultimo momento musicale era “Mon Dieu, la France!” e la scelta fatta dalla nostra Presidente Marina non poteva essere migliore: accogliente il luogo dove si è svolta la simpatica cena che ha visto tra gli ospiti interi nuclei familiari; accattivante il programma nel quale ci sono state riproposte canzoni molto note, da “Et maintenant” a “La vie en rose” a “Milord”, ed autori altrettanto noti Piaff, Becaud, Moustaky, Satie; molto bravi gli artisti che si sono esibiti, la cantante Elena D‟Angelo accompagnata al pianoforte dal Maestro Stefano Nozzoli; caloroso il contesto, determinato senz‟altro dalla cura dell‟allestimento, dalla accoglienza del pubblico e dal ricercato buffet di fine concerto tutto incentrato sui sapori di Francia. Questo momento conclusivo ci ha dato la possibilità di incontrare gli artisti e di scambiarci amichevolmente impressioni suscitate dall‟ascolto oltre che familiarizzare con i convenuti. Interessante, infine, sapere che il buffet di fine concerto è stato totalmente allestito da signore volontarie, tra le quali la stessa moglie del Maestro Bombardelli, egregiamente coordinate da Silvana Cassina. Per concludere non possiamo esimerci dal ringraziare innanzitutto la nostra Presidente Marina che ha voluto offrirci questa piacevolissima serata, gli organizzatori della conviviale ed il Maestro Bombardelli per l‟alta qualità del gesto culturale. Giuseppe Cassina Conviviale sull‟associazione “Angeli per un Giorno” (martedì 24 aprile)

Aggregazione, socializzazione e accrescimento dell‟autostima sono i pilastri portanti degli obiettivi perseguiti da “Angeli per un Giorno”

Graditissimo e atteso ospite relatore della conviviale è Marcelo Fiaes, coordinatore dei volontari dell'Associazione di volontariato "Angeli per un Giorno", dedicata ai bambini che vivono situazioni di difficoltà, disagio, marginalità o povertà, in affidamento presso case-famiglia o comunità protette. Terminata la cena, Annapaola, uno degli “Angeli” del nostro club, insieme a Giovanna e alle amiche Silvia Giavarrini e Costanza Pedrotti, ci presenta Marcelo, persona di grande spessore culturale e di umanità non comune, che, originario del Brasile, dopo aver compiuto studi bocconiani, ha scelto di dedicare la propria vita al prossimo, e in particolare alle donne e ai bambini con alle spalle storie di sfruttamento, di gravi difficoltà e violenze. Aggregazione, socializzazione e accrescimento dell‟autostima sono i pilastri portanti degli obiettivi perseguiti dagli “Angeli” i quali svolgono la propria opera secondo un preciso calendario, che comprende diverse attività svolte nel corso dell‟anno. Tra le opere più significative vi sono le giornate speciali (mediamente quattro all‟anno, di domenica), organizzate per i minori, in cui si svolgono le gite con i bambini, indispensabili per accrescere lo spirito aggregativo tra Angeli e 7


bimbi, e in occasione delle quali i volontari dedicano tutto il proprio tempo di una giornata a chi più ne ha bisogno. La principale attività dell‟Associazione è il baby care, che si svolge presso la sede di Baggio, presso la sede delle Sorelle Missionarie della Carità di Madre Teresa, e che consiste nel dedicare, solitamente il sabato pomeriggio, alcune ore ai bambini in situazioni di disagio e difficoltà sociali, coinvolgendoli in una serie di attività ludiche e ricreative. Un altro appuntamento prezioso per gli Angeli è poi costituito dalla Mensa dei Poveri, che si svolge la domenica mattina, anch‟essa a Baggio, sempre presso la sede delle Sorelle Missionarie della Carità di Madre Teresa, e che consiste nel servire la Mensa ai poveri. Marcelo ha accompagnato la propria relazione con una serie di slide, che ci hanno aiutato a comprendere la profonda ed ammirevole opera svolta dall‟Associazione da lui coordinata, facendoci sentire parte, per un istante, di questa immensa realtà. Nessuno escluso, perché in fondo gli “Angeli” non sono solo creature celesti messaggeri di luce, che vegliano su ciascuno di noi, ma lo sono anche il vicino di casa o il passante sconosciuto, perché gli “Angeli” appaiono sotto molteplici forme: occorre soltanto spalancare loro le porte, ed essere pronti ad accoglierli, anche solo per un giorno! Davide Pirovano Sesto San Giovanni: conosciamola meglio

Lasciate le Ville, riprendiamo il nostro viaggio, andando ora a scoprire e conoscere le fabbriche e le industrie storiche di Sesto San Giovanni. Nel primo numero di questa rubrica, abbiamo evidenziato che a cavallo tra Ottocento e Novecento Sesto si è industrializzata, con l'apertura di diverse fabbriche e grazie all'investimento da parte di molti industriali milanesi, che portano fuori dalla grande area urbana i propri stabilimenti per l'esigenza di maggiori spazi, in presenza di costi dei terreni più bassi. La zona era ben collegata con Milano grazie alla tramvia e con le regioni del centro Europa per mezzo della ferrovia. Nel 1882 viene aperto un ulteriore collegamento attraverso il traforo del San Gottardo. L'apertura della centrale elettrica di Cassano D'Adda aveva provvisto anche ampia disponibilità di energia. In un primo momento i tecnici specializzati giungono da Milano, mentre gli operai sono pendolari che arrivano da Lecco, Como, Brescia e Bergamo, grazie alla ferrovia. Le principali industrie che si sviluppano sono l'Osva, la Spadaccini, la Breda, la Marelli, la Falck, le Pompe Gabbioneta, la Sapsa, la Campari, la Moto Garelli e la Balconi. L'OSVA

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La Osva, sorta tra le vie Piave, Marelli, Cavallotti, Fiorani e piazza della Repubblica (vicino alla vecchia stazione di Sesto) con il nome di "Officine di Sesto San Giovanni Valsecchi Abramo", rappresenta una delle più importanti e conosciute industrie di piccole e medie dimensioni. La produzione di tale industria iniziò nel 1891 e la fabbrica venne denominata "Osva" nel 1906, grazie alla fusione con un‟altra industria, la Camona e Giussani. L‟Osva era una fonderia di ghisa e ottone che produceva cucine, scaldabagni, frigoriferi e rubinetterie, ma anche vasche da bagno e smalti. La sua superficie si estendeva per 60.000 mq. e la sua manodopera passò velocemente dalle 210 unità del 1896 alle 960 del 1919 e poi alle 1385 del 1934. Fino alla metà degli anni sessanta l‟azienda fu ai vertici nella produzione di elettrodomestici di alta qualità, ma purtroppo sempre utilizzando tecnologie obsolete, e così, agli inizi degli anni settanta, l‟Osva cessò la sua attività e al suo posto sorsero il cosiddetto "Colosseo" e, in un secondo tempo, lo "Spazio Arte". Al momento della chiusura gli addetti erano solo duecento. LA SPADACCINI La Spadaccini (poi denominata "Trafilerie e corderie italiane") venne fondata nel 1905 in via Rovani. L‟azienda produceva corde e reti metalliche grazie anche all‟utilizzo di un forno Martin-Siemens. Gli occupati erano circa 500 nel 1913. Questa industria divenne leader nella produzione d‟impianti per teleferiche e funivie, utilizzati anche durante la prima guerra mondiale per i rifornimenti delle truppe alpine. A onore dei lavoratori di questa azienda c‟è da dire che furono i primi, in tutta Italia, a occupare la fabbrica durante le lotte sindacali del maggio 1920. LA BREDA La Breda (Accomandita ing. Breda e C. (1886); poi: Società italiana Ernesto Breda per costruzioni meccaniche (1899); poi: Finanziaria Ernesto Breda (1951)) è fondata a Milano da Ernesto Breda nel 1886.Inizialmente produce materiale ferroviario e dalla fine dell'Ottocento si inserisce nel settore delle armi. Nel 1903 realizza moderni impianti a Sesto San Giovanni e a Niguarda; nel 1908 raggiunge le mille locomotive prodotte.
Alla vigilia della prima Guerra Mondiale costruisce, oltre a locomotive a vapore (di cui si può vedere un esemplare del 1906 esposto all‟interno del Parco archeologico industriale ex Breda) ed elettriche, caldaie, macchine utensili, proiettili, vetture ferroviarie, carri merci, pezzi fucinati, trattori e macchine agricole. Gli operai sono 3.300, oltre la metà a Sesto. Durante la guerra la società produce prevalentemente proiettili e dal 1917 inizia a produrre a Sesto aerei per l'aviazione militare. Dopo la guerra, superata la crisi economica del 1929, la Breda inizia una nuova fase di crescita, grazie soprattutto alla produzione di materiale bellico per la guerra d'Abissinia prima e per la seconda guerra mondiale poi. Nasce in quel periodo anche l'elettrotreno ETR 200. Nel 1939 i lavoratori sono 22.000, 32.000 durante il secondo conflitto mondiale. Alla fine della guerra la Breda versa in gravi difficoltà, anche in quanto gli stabilimenti hanno subito pesanti bombardamenti da parte degli anglo-americani. Dal 1951, con la presidenza di Pietro Sette, si avvia la 9


ristrutturazione e la ripresa. Trasformatasi in holding, la Breda rinuncia alla produzione aeronautica (l'ultimo aereo fabbricato è il famoso BZ 308) e riduce il personale a 8.500 unità. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono anni di crescita, produce tra l'altro il famoso elettrotreno ETR 300, il Settebello, e le carrozze per la Metropolitana milanese, ed inizia la produzione di componenti per l'industria nucleare. Negli anni Settanta la società punta soprattutto sulla fabbricazione di materiale militare per la difesa. La crisi arriva negli anni Ottanta e la Breda, che era arrivata a contare 20.000 addetti, nel 1994 entra in amministrazione controllata, e poi si smembra, fino a scomparire. Le aree tra Sesto e Milano sono oggi occupate dai nuovi insediamenti della Bicocca, da nuove aziende e complessi commerciali, da un distretto artigianale e dal Parco archeologico industriale, all‟interno del quale sorgono il MIL e il Carroponte. Sul prossimo numero il nostro viaggio continuerà con la scoperta di altre storiche industrie di Sesto, in particolare della Marelli e della Falck. Davide Pirovano

Errata Corrige: le riproduzioni fotografiche su tela in grandezza originale degli affreschi del Luini ricollocate a Villa Pelucca grazie al nostro Rotary Club Sesto Milium Centenario sono 25, e non 10, come erroneamente indicato sullo scorso numero. Ci scusiamo con tutti i lettori.

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Luoghi da Scoprire: Carloforte

Uno dei luoghi più interessanti di tutta la Sardegna è certamente l‟Isola di San Pietro e il suo caratteristico paese: Carloforte. La particolarità di questi luoghi è che sono abitati da un gruppo etnico che a distanza di secoli ha conservato la peculiarità della sua terra d‟origine, ossia la Liguria. Infatti, su quest‟isola lo scorrere del tempo non ha cancellato la forte identità culturale dei suoi abitanti che conservano tutti gli usi e i costumi liguri, compreso il dialetto che è lo stesso che si parlava 250 anni fa. La storia moderna dell‟Isola di San Pietro e di Carloforte inizia ufficialmente il 17 aprile 1738, quando alcuni coloni, liguri e tabarkini, sbarcarono sull‟isola. Essi costruirono Carloforte, che è un vero e proprio borgo ligure incastonato sul territorio sardo. Questa cittadina è oggi caratterizzata da stretti e deliziosi vicoli, da incantevoli piazzette, da scorci panoramici, nonché dalla romantica passeggiata del porticciolo dove attraccano e salpano i traghetti. Ma altrettanto suggestivo è il resto dell‟isola. In primo luogo, deve essere ricordata la costa settentrionale e occidentale che è la parte più selvaggia e incontaminata di San Pietro, caratterizzata da un susseguirsi di scogliere che cadono a picco sul mare cristallino. Particolarmente affascinante è certamente la zona di Capo Sandalo, dove sorge maestoso il vecchio Faro che è la struttura disposta più ad occidente in tutto il territorio italiano. Ma procedendo verso sud-ovest il paesaggio cambia radicalmente quando si incontra la grande spiaggia de La Caletta con la sua sabbia fine e bianca. Sempre percorrendo l‟isola verso sud, la costa diventa nuovamente rocciosa. Qui si trovano alcuni luoghi caratteristici quali La Conca, un anfiteatro naturale degradante sul mare, con nelle immediate vicinanze, una curiosa piscina naturale. Sempre proseguendo verso la parte meridionale dell‟isola si incontra la spiaggia delle Chinolle, caratterizzata da due poderosi faraglioni di roccia trachitica emergenti dal mare che forse sono un po‟ il simbolo dell‟isola. Da lì in poi la costa diventa un intercalare di spiagge e scogliere. Si incontrano la spiaggia del Lucchese, la spiaggia della Bobba, la spiaggia di Guidi e poi il Giunco, la spiaggia più estesa dell‟isola che prosegue per qualche chilometro fino ad arrivare quasi a Carloforte. Tuttavia, anche i luoghi interni dell‟isola sono estremamente suggestivi. Per esempio, deve essere segnalata la verdissima Oasi Lipu dell‟isola, dove si può ammirare il Falco della Regina volteggiare nel cielo. Nell‟isola di San Pietro si resta impressionati dalla varietà di suggestioni che essa può offrire: il delizioso borgo ligure che è Carloforte, le spiagge di sabbia fine e bianca, le scogliere a picco sul mare cristallino, le grotte che possono essere raggiunte solo via mare e le verdissime e solitarie zone interne dell‟isola. Marco Ganassini

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LA CUCINA DEL CLUB

Ricette di cucina tratte dal libro della nostra socia Adriana Albini ‘La Salute in Tavola’.

SEDANO:

Il sedano (Apium graveolens) è conosciuto come pianta medicinale fin dai tempi di Omero. Contiene infatti potassio, calcio, fosforo, magnesio e selenio, associati a buone dosi di vitamine C ed A. Il sedano inoltre è una fonte eccellente di vitamina K, necessaria per la sintesi delle proteine coinvolte nella coagulazione del sangue, nonché fondamentale anche nella formazione delle ossa. Uno studio recente ha dimostrato che il succo di Sedano è stato in grado di ridurre la pressione arteriosa in 14 pazienti su 16 grazie alle potenti proprietà diuretiche di questo vegetale. Inoltre gli oli essenziali di sedano sembrerebbero avere delle proprietà antitumorali.

LA CUCINA DEL CLUB

RISOTTO ALLE ARANCE (di Santini Gamba) Ingredienti per 4 persone 350 gr. di riso superfino 1 cipolla* 1 costa di sedano 6-7 foglie di basilico olio extravergine di oliva** 1 bicchiere di vino Bianco secco 1 arancia dolce 1,5 l. di brodo vegetale 40 gr. parmigiano grattugiato prezzemolo q.b. Peperoncino in polvere q.b. Sale q.b. Preparazione Pulire e tritare finemente la cipolla, il sedano e il basilico. In una pentola scaldare l‟olio extravergine a fuoco moderato ed unire il trito preparato. Soffriggere per circa 2 minuti, aggiungere il riso e farlo tostare mescolando continuamente per 3-4 minuti. Irrorare col vino e farlo evaporare. Aggiungere il succo d‟arancia e un pizzico di peperoncino. Portare il riso a cottura, versando un mestolo di brodo bollente alla volta. Aggiustare di sale, levare dal fuoco, unire il parmigiano e spolverizzare di prezzemolo tritato. Guarnire il piatto da portata con spicchi d‟arancia e servire

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LA STRISCIA DI MING Gentili Socie e Cari Soci,

LA STRISCIA DI MING

il mese di aprile è il mese rotariano dedicato alla "Comunicazione tra i soci", per questa ragione, nella striscia di questo mese, ho voluto inserire una frase che ci ricorda l'importanza dell'ascolto. Buona lettura! Ming San Hu

" Comunicare l'un l'altro, scambiarsi informazioni è natura; tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura" Johann Wolfgang Goethe

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La Bacheca del Sesto Milium (2011/12, n. 07)