Page 1

La Bacheca del

Sesto Milium 12 dicembre 2011

Bollettino n. 4 del Rotary Club Sesto Milium Centenario - Distretto 2040 Anno Rotariano 2011/2012

PRESIDENTE Marina Rasnesi E-mail: mrasne@inwind.it VICE PRESIDENTE Matteo Tiberi E-mail: matteo.tiberi@laserbiomed.it SEGRETARIO Ming San Hu E-mail: ming74@fastwebnet.it PREFETTO Davide Pirovano E-mail: davidepi2000@yahoo.it TESORIERE Dario Corbetta E-mail: dcorbetta58@gmail.com ROTARY FOUNDATION Alberto Ceppi E-mail: albceppi@tin.it

INCOMING PRESIDENT

Matteo Tiberi E-mail: matteo.tiberi@laserbiomed.it

PAST PRESIDENT

Federico Santini E-mail: federico.santini@yahoo.it SITO INTERNET www.rotarysestomilium.it SEDE: Grand Hotel Barone di Sassj - Sesto S.G REDAZIONE de ‘LA BACHECA’: Giovanna Maria Piazzalunga E-mail: giovanna_piazzalunga@yahoo.it Annapaola Pozzi E-mail: annapaola.pozzi@1webmail.net

La lettera del Presidente: Carissimi Soci, il mese che si è concluso è dedicato tradizionalmente alla Fondazione Rotary. In questo modo tutti possono sapere e vedere quali e quanti risultati la Fondazione ottiene in tante parti del mondo, quanto progetti meritori finanzi e quanto ancora possa fare. Ho partecipato sabato 19 novembre al Seminario Interdistrettuale svoltosi alla Certosa di Pavia e dedicato alla Fondazione. Come potete ben immaginare due sono state le enfasi poste dalla maggior parte dei relatori: i risultati raggiunti e la raccolta di fondi che permette il loro raggiungimento. E la Fondazione opera, vive, e programma, grazie a quanto ognuno di noi crede nella Fondazione. Infatti se ognuno di noi crede che la Fondazione Rotary, con i suoi scopi e le sue modalità di azione, sia meritoria, approva ogni anno sia gli stanziamenti annuali che il Club decide, sia l’impegno di diffondere all’esterno quanto la Fondazione fattivamente costruisce nel tentativo/possibilità di trovare finanziatori esterni che la aiutino. Da qui anche l’importanza della pianificazione annuale. Spesso, ed io per prima, come officer di Club, ci troviamo davanti moduli da compilare che hanno un vago sentore di “imposizione/gentile ma non opponibile richiesta”, quella che definisco una “garbata richiesta imposta”, e spesso la tentazione è quella di respingere al mittente talune di queste richieste. Ma nel caso della Fondazione Rotary questo non vale, non è possibile. Quante volte varie associazioni internazionali ci propongono o ci chiedono sovvenzioni, fondi, aiuti e noi ci chiediamo quanto parte di quello che generosamente doniamo effettivamente sia utilizzato per lo scopo preciso per cui lo doniamo e non si perda nei mille rivoli della gestione delle associazioni, per il cosiddetto pagamento delle “spese di gestione”? Bene, questo con la Fondazione non accade. I fondi destinati ai progetti vanno ai progetti. E questo, lo potete ben immaginare, vuol dire molto, moltissimo! E non dimentichiamo i progetti! E che progetti! Il progetto ora denominato End Polio Now è uno di questi. E’ forse il progetto in assoluto più grande e più importante portato avanti dalla Fondazione e che ha bisogno di un ultimo sforzo da parte di tutti noi per potersi concludere. Il progetto nasce in Italia, ideatore e promotore è stato Sergio Mulitsch, emerito rotariano, socio fondatore del R.C. Treviglio e Pianura Bergamasca che fu Governatore del Distretto 204 nel 1984/85.

1


Il progetto nasce nella Bergamasca, dalla genialità di un uomo e dalla condivisione di un Club, e nasce come missione di vaccinazione che permetta ai bambini piccoli di molte parti del mondo di avere una speranza di vita. Non di vita migliore, di benessere o altro, ma semplicemente di vita. E forse non ci rendiamo conto, noi occidentali ricchi e affaccendati, del profondo significato di questa semplice affermazione. Ma da questo piccolo e semplice progetto si è sviluppato un progetto a larga scala che ha coinvolto migliaia di rotariani nel mondo, a tutti i livelli, come raccolta fondi e come vaccinatori con numerose missioni in tutto il mondo. E da più di 20 anni a questa parte è stata combattuta una battaglia contro questa malattia devastante. Ora si può dire che in alcune parti del mondo questa malattia sia stata debellata. Non ci sono ricadute o nuovi contagi. Adesso siamo alla battaglia finale, quella che permetterà di debellare la malattia nelle ultime sacche di resistenza in India e nell’Africa centrale. Ed è per questo che ancora parliamo di del programma, che abbiamo visto campagne pubblicitarie eclatanti, che hanno toccato tutto il mondo (basti pensare all’illuminazione di molti monumenti in tutto il mondo). Ed è per questo che è stata lanciata la sfida dei 200 milioni di dollari, a cui, se si dovesse centrare l’obiettivo, se ne aggiungerebbero più di 300 donati dalla fondazione Gates. A ottobre eravamo a 197 milioni, quindi quasi giunti, ma è proprio qui, al “quasi” che ognuno di noi entra in gioco. Spesso si ragiona: “beh…, se ci sono quasi è inutile che corra, magari rallento, mi impegno un po’ meno…., tanto ci siamo…..” e così falliamo! E falliamo miseramente! E’ proprio ora che dobbiamo aumentare l’impegno e portare a casa il risultato. E credo sia motivo di orgoglio per ognuno di noi essere socio di una associazione quale i Rotary, che crede, finanzia e opera perché un tale progetto abbia il suo compimento finale: debellare la poliomielite in tutte le sue forme nel MONDO!!! Ma ricordiamo anche che End Polio Now non è che uno dei progetti della Fondazione e che la Fondazione finanzia. Perché ci sono tutti quei progetti di Distretto, di zona o di Club che accedono alle sovvenzioni, ai matching grant e a tutte quelle forme di finanziamento che la Fondazione prevede. Certo le regole sono “strette” ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di una Fondazione che opera a livello internazionale e che permette la realizzazione di numerosi progetti umanitari. Il mese che si apre è invece dedicato alla Famiglia. La lettera del nostro governatore Roche contiene numerosi richiami all’importanza della famiglia tradizionale, dei suoi valori fondanti e quale base imprescindibile per la una società civile etica e impegnata, riprendendo quanto già detto anche dal Presidente Internazionale. Per noi il mese di Dicembre sarà dedicato alla Famiglia. Quest’anno la nostra Conviviale Natalizia che si terrà il 20 dicembre sarà aperta a tutti i nostri famigliari, coniugi, figli, genitori, nonni, nipoti e amici, sarà aperta a tutti quelli che vorranno partecipare e che inviteremo per condividere una festa e un momento di gioia insieme. Non mi resta quindi di augurarvi un sereno dicembre in vista delle Feste Natalizie e di aspettare tutti voi il 20 dicembre.

Marina Rasnesi

2


I prossimi appuntamenti Gli appuntamenti del Club

quelli del Distretto

Martedì 20 dicembre: Grand Hotel Barone de Sassj ore 20.00 APERITIVO ore 20.30 Cena Conviviale natalizia aperta ai famigliari Con l’invito a portare come dono un libro per bambini, da destinarsi al reparto pediatrico dell’ospedale di Bergamo. DAL DISTRETTO: Martedì 13 dicembre, ore 17.00 Cerimonia di premiazione del Premio per la Pace 2011 Palazzo Lombardia, Piazza Città di Lombardia, 1 – Milano Mercoledì 14 dicembre 2011 – ore 20.30 Concerto di Natale Tradizionale appuntamento natalizio per celebrare l’Avvento 2011 Duomo di Milano - Milano EVENTI CONSIGLIATI

e altri eventi consigliati

Sabato 17 dicembre, ore 18.00 Inaugurazione dell’impianto di illuminazione esterna di Villa Pelucca e cena Villa Pelucca, Via Campanella, 8/10 – Sesto San Giovanni (MI) Domenica 18 dicembre, ore 15.00 Festa di Natale della Casa Famiglia di Cusano Milanino Casa Famiglia di Cusano Milanino (MI) Per adesioni e informazioni rivolgersi al nostro Socio Andrea Boriani.

3


Il nostro impegno contro la SLA Il nostro impegno contro la SLA

Medaglia d'oro alla fondazione ‘Stefano Borgonovo Onlus’ Venerdì 11 Novembre, nell'ambito della Festa dello Statuto del Consiglio Regionale della Lombardia, la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, con la quale da tempo il nostro Club collabora attivamente, è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valore Civile con questa motivazione: "E' il giusto riconoscimento alla Fondazione per i nobili obiettivi e l'impegno a realizzarli ogni giorno con attività di sensibilizzazione e concrete azioni a sostegno dei malati di SLA e alle loro famiglie". La cerimonia di consegna del premio si è tenuta al Teatro alla Scala, il premio è stato ritirato da Chantal Borgonovo in rappresentanza della Fondazione. La medaglia d'oro al valore civile viene annualmente conferita a persone che, con la propria vita, con il proprio impegno o anche attraverso un gesto esemplare hanno dato o danno al territorio della Lombardia e alla sua gente più valore, identità, storia. La Fondazione Vialli e Mauro La Fondazione Vialli e Mauro (www.fondazionevialliemauro.com) ha pubblicato sul proprio sito il nostro bando sulla SLA (per il quale rimandiamo allo scorso numero del bollettino, n. 3/2011).

Spazio alla musica del Sesto Milium L'esteta e il genio (Kierkegaard permettendo)

L'esteta: colui che è indifferente ai valori morali e ritiene, invece, primari i valori della bellezza e del piacere.

L'esteta: colui che è indifferente ai valori morali e ritiene, invece, primari i valori della bellezza e del piacere. Don Giovanni - il personaggio/simbolo creato dal sacerdote e commediografo spagnolo Tirso de Molina (1584-1648) - è l'incarnazione storica di questo tipo umano. Potrebbe anche conservare dei tratti di una sfacciata simpatia se il filosofo danese Søren Kierkegaard (1813-1855), nella sua spasmodica indagine sull'Io in lotta con la propria coscienza, non lo avesse definitivamente sottratto

4


alla sfera del pittoresco per rinchiuderlo nella gelida cella del demoniaco. Un termine con il quale il sommo pensatore intendeva descrivere uno stato di totale ripiegamento su se stessi; condizione, questa, per lo scatenarsi di una forza vitale (erotica) volutamente incontrollata - e ingiudicata - che, come un nero magnete, può attrarre a sé in modo irresistibile. Ma Mozart sta lì - con la sua più celebre opera, il Don Giovanni, che quest'anno inaugura la stagione Scaligera - a porsi come segno di contraddizione in questo lineare, e molto nordico, processo di condanna. La sua musica, in fondo, conferisce al personaggio una sorta di eroica nobiltà; sembra totalmente comprendere (anche se non assolvere) la condizione di schiavitù dell'Io nella quale l'unico, vero gesto di coraggio sembra essere la negazione della propria salvezza; salvezza ottenibile solamente nel pentimento (che, equivalendo al chiedere perdono, costringerebbe - una volta tanto - ad uscire da se stessi). Anche il filosofo danese dovrà arrendersi di fronte alla forza irresistibile dell'arte mozartiana, giungendo a riconoscere alla musica (lui che considerava le arti come la forma espressiva più infantile e disprezzabile dell'essere umano) la possibilità di essere l'unica "voce" in grado di rappresentare la pura forza dell'Eros e il Don Giovanni come il suo più alto coronamento. Il genio: colui che - dimentico di sé - è meraviglia agli occhi degli altri.

Il genio: colui che - dimentico di sé - è meraviglia agli occhi degli altri

Nella storia musicale europea i geni non sono di certo mancati, ma tra essi Franz Liszt (1811-1886) spicca come una stella di prima grandezza. Quest'anno ne abbiamo celebrato l'imponente presenza di compositore e innovatore, ma - lui vivente - era la sua mostruosa abilità pianistica a tenere banco nelle discussioni salottiere di tutta Europa. Un funambolismo strumentale, una capacità di dominio del pianoforte come mai si erano visti prima, che assumevano dimensioni inspiegabili: demoniache, verrebbe da dire. Il pianista ungherese amò giocare con questa pericolosa dimensione, almeno sul piano dell'immagine: titoli come Totentanz (Danza macabra), Mephisto Waltzer, La lugubre gondola sembrano alludere a una dimensione sinistra della coscienza e dell'arte musicale. Ma forse volevano solamente essere viatico all'immergersi, anche qui, nella dimensione del puro scatenamento di una gigantesca forza vitale (un altro grande pensatore, Friedrich Nietzsche, userà - al posto di demoniaco - il temine dionisiaco). Qualcosa che sembra superare ogni possibilità umana per sconfinare nel magico (e/o nel divino); Liszt stesso userà il termine trascendentale per connotare il livello tecnico esorbitante di una sua celebre collezione di Studi pianistici. Una dimensione, quella dello "spingersi oltre", che non ha più abbandonato la coscienza occidentale; magari, travestendosi con i colori della provocazione e del cinismo, o con quelli dell'assurdo e del caso. Tanti modi, in definitiva, per affermare - negando - la radice magico/religiosa di quell'atto " umano, troppo umano" (per dirla ancora con Nietzsche) che ci distingue dall'animale: l'espressione artistica.

Umberto Bombardelli

5


Rotary Institute: un’esperienza d’…..istruttiva

(uno sguardo ‘dietro le quinte’ su questa importante iniziativa)

Uno tra gli appuntamenti più emozionanti dell’Institute: la funzione interreligiosa. Erano presenti otto lettori, quattro per religione (induista, ebraica, musulmana e cattolica). Ognuno ha letto un brano tratto da testi della propria religione in diverse lingue. Un momento semplice ma molto intenso, come tutto questo Institute, direi.

Come già ricordato nello scorso numero della Bacheca (n. 3 del 2011), quest’anno, dal 12 al 16 Ottobre, si è svolto a Milano il Rotary Zone Institute. Per i non addetti ai lavori queste parole possono significare poca cosa. Si tratta, in realtà, di una serie di seminari divisi in giornate diverse e per argomento, destinati ai leaders delle Zone 11,12,13,14,18B & 19 che raggruppano vari Paesi, a partire da Spagna e Portogallo fino al Lussemburgo. Per capire meglio come tutto si è svolto vi faccio una piccola panoramica di come si sono articolate le giornate. A partire da Mercoledì 12 e fino a Venerdì 14 si sono tenuti i seminari dedicati ai governatori eletti, nominati, e ai coniugi delle varie zone. Mercoledì sera sono finalmente arrivate le Autorità Rotariane. Abbiamo accolto il Presidente Internazionale Kalyan Banerjee con la moglie, il Past President Internazionale Dong Kurn Lee con signora e il Segretario Internazionale John Hewko con la famiglia. Venerdì dalle 14.15 alle 16.30 si è parlato di Rotary Foundation e dalle 17 è partito l’Institute vero e proprio. I primi due giorni all’hotel Melìa c’erano circa 150 persone provenienti da diversi Paesi d’Europa. Da Venerdì l’hotel è arrivato ad ospitare circa 450 persone. Ora voi vi chiederete: “Come sei approdata all’Institute?” Per questo devo ringraziare il mio fidanzato, Massimiliano Papa. Essendo lui il responsabile della gestione delle giornate, in qualità di Chief of Sergent at Arms, non potevo che accogliere il suo poco insistente invito. “Ma tu in tutto questo come ti sei collocata?” Io, per tutte e cinque le giornate, ho fatto parte del gruppo dei ‘Sergent at Arms’ insieme a Matteo, Mirela e amici del club come Marco Mott, Lucia Burucco, Paolo Menafoglio, Sheyla, Treu, Marina Moroni, la Segreteria Distrettuale e il Distretto Rotaract: sigla altisonante che definisce chi si è ‘divertito’ al banco accoglienza, chi ha fornito assistenza ed informazioni su come muoversi all’interno dell’hotel per raggiungere le aule, chi ha verificato i badge e controllato l’ammissione ai vari eventi. Durante queste giornate sicuramente ci sono stati momenti difficili, qualcuno veramente ‘noioso’, ma altri molto molto divertenti. Giusto per citare qualche esempio siamo riusciti a far sistemare il phon di un’ospite che si era rotto e sappiamo a quale ufficio rivolgersi nel caso dovessimo dimenticare una macchina fotografica, molto costosa, su un treno. Suggerimento: in caso di smarrimento di questo tipo, andate ad accendere un cero e chiedete un miracolo, sicuramente avrete più fortuna che non in quegli uffici. Tra gli appuntamenti più emozionanti ricordo la Domenica mattina. Alle 8 ci siamo ritrovati in una delle sale dell’hotel per la funzione inter-religiosa. Erano presenti otto lettori, quattro per religione (induista, ebraica, musulmana e cattolica). Ognuno ha letto un brano tratto da testi della propria religione in diverse lingue. Il tutto era accompagnato dall’accensione di quattro candele. Un momento semplice ma molto intenso, come tutto questo Institute, direi.

6


A parte gli scherzi, il male ai piedi e il poco sonno, devo ammettere che umanamente questa esperienza mi ha arricchito tantissimo. Ho parlato con persone di Paesi diversi, con culture diverse, di diverse religioni, ma soprattutto con posizioni diverse nella gerarchia del Rotary. Ho potuto notare, con molto stupore, che i dirigenti ai livelli piÚ alti sono quelli che maggiormente si sono messi al servizio degli altri e con pretese veramente minime. Cosa che non sempre si può dire accada nei nostri distretti italiani. Ammetto che le giornate sono sempre state molto piene e a volte difficili ma rifarei tutto domani stesso...beh forse meglio dopodomani.

Stefania Vangeli

7


Conviviale di martedì 22 novembre Una donna che diventa madre d'un bambino nato da un'altra donna è come acqua che evapora e si fa nube, volando in cielo per portare acqua a un albero nel deserto. (Madre Teresa)

Una serata conviviale davvero di grande interesse quella di martedì 22 novembre, che ha visto quale ospite relatrice la dott.ssa Elena Meggior in Boriani, moglie del nostro socio Andrea. Le parole di Elena hanno fin da subito preso il sopravvento sulle slides che le accompagnavano e la storia e l’esperienza raccontataci con grande passione e professionalità hanno coinvolto ciascuno di noi emotivamente e hanno poi suscitato un acceso e lungo dibattito. La finalità della relazione era quello di farci scoprire e conoscere la comunità alloggio denominata “Madonna dei Poveri”, che ha sede a Cusano Milanino e che porta avanti la sua meritoria opera da ormai oltre cinquant’anni. La Casa Famiglia accoglie bambini e orfani in difficoltà, che le vengono affidati, in alcuni casi insieme alle loro madri, dai Tribunali italiani. Ciascun ospite dell’Istituto ha la sua tristissima storia alle spalle, una storia spesso di violenza e di trascuratezza e abbandono da parte della famiglia e un solo grande elemento accomuna tutti i bambini che vi alloggiano: una situazione di estremo degrado, disagio sociale, psicologico ed economico, di maltrattamenti e denutrizione. La Casa Famiglia di Cusano Milanino è composta da due edifici: uno (la casa Gialla) ospita fino a 12 bambini, soli e dalla più tenera età (il più piccolo è arrivato quando aveva soli 4 giorni di vita); l’altro accoglie, invece, le madri che non possono essere separate dai propri figli. E l’obiettivo è quello di educare e offrire un alloggio, un luogo sicuro e protetto, ma, soprattutto, una vera famiglia, seppure temporanea, ai bambini cui una vera famiglia sia stata negata, e che si trovino senza né padre né madre, in particolare nei casi in cui i genitori debbano scontare una pena detentiva. L’Istituto, nel corso degli anni, ha ampliato la propria attività e finalità, diventando l’attuale comunità gestita dalla Congregazione Piccole Suore Missionarie della Carità in collaborazione con personale laico professionalmente preparato e che condivide il Carisma di San Luigi Orione. Il progetto personalizzato delle persone accolte viene concordato con i servizi sociali e con l’autorità giudiziaria nei modi e nei tempi stabiliti e viene periodicamente verificato anche grazie alla preziosa collaborazione con il C.A.M. – Centro Ausiliario per i problemi Minorili, sostenuto attivamente dal Rotary. Il momento più difficile, ha sottolineato Elena, è comprensibilmente quello del distacco, che si verifica quando il bambino, dopo un periodo di permanenza nell’Istituto che può durare anche qualche anno, abbia raggiunto una propria autonomia e uno sviluppo completo e armonico della personalità e sia ormai pronto a spiccare il volo, e ad affrontare la propria vita con una vera e propria famiglia che lo protegga e lo educhi. La relazione della dott.ssa Elena Boriani è molto coinvolgente e ricca di spunti, tanto da stimolare un acceso dibattito, sul quale calerà il sipario solo con il tocco della campana, magistralmente scandito dal figlioletto Paolo. Al termine della conviviale, Elena ha il piacere di invitare tutti noi alla festa di Natale presso la Comunità, il 18 dicembre prossimo, per conoscere dal vivo questa realtà e donare qualcosa anche noi, che potrà essere anche solo un sorriso, ma che è poi il regalo più bello che si possa fare a un bambino, a cui è stato negato!

Davide Pirovano

8


Sesto San Giovanni: conosciamola meglio Il Nome La prima parte del nome della città deriva dall'espressione latina “ad sextum lapidem” (alla sesta pietra miliare), che indica la distanza in miglia da Milano lungo un'antica strada romana (caso non unico nel territorio milanese: si pensi a comuni come Quarto Oggiaro, Quinto Stampi, Sesto Ulteriano, Settimo Milanese). La seconda parte del nome viene aggiunta a partire dal 1100 per rendere chiara la dipendenza del territorio sestese dalla Basilica di San Giovanni a Monza. Cenni Storici Nato probabilmente come agglomerato di case contadine, fondato dai romani o dai longobardi, Sesto rimane un minuscolo e insignificante borgo fino al 1800. Due censimenti calcolarono circa 500 residenti nel 1546 e circa 1300 abitanti nel 1770. Nel XIX secolo aprono a Sesto le prima filande e nel 1840 entra in funzione la seconda linea ferroviaria d'Italia dopo la Napoli-Portici, la Milano-Monza, che ha a Sesto Rondò una stazione intermedia. Nel 1876 viene inaugurata anche la prima ippovia italiana, parallela alla ferrovia, elettrificata, poi, dalla società Edison nel 1901. Nel 1880 Sesto contava circa 5.000 abitanti e dispone già delle infrastrutture che ne favoriranno il successivo sviluppo. Nel 1861 il comune autonomo di Cascina de Gatti fu unito al comune di Sesto San Giovanni. A cavallo tra Ottocento e Novecento, Sesto si industrializza e aprono diverse fabbriche con l'investimento di molti industriali milanesi. Le principali industrie sono OSVA, Breda, Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Campari, Moto Garelli, Balconi. Con l'industrializzazione aumenta esponenzialmente il numero di abitanti (14.000 nel 1911) e molte aziende costruiscono alloggi per operai nella città. La presenza operaia rende molto fervente l'attività politica sestese e il regime fascista faticherà molto ad imporsi, anzi non riuscirà mai ad imporsi seriamente. Nelle fabbriche si organizza una lotta clandestina contro il fascismo. Tuttavia fu grande l'entusiasmo (spesso obbligato sotto minaccia) durante la visita del duce nel 1934 alla Ercole Marelli, ben più fredda, invece, l'accoglienza alla Falck. L'armistizio dell'8 settembre 1943 e la caduta del fascismo furono salutati dai sestesi con grandi manifestazioni di gioia. La militarizzazione dei lavoratori aveva causato molti problemi economici e sociali, sfociati nei grandi scioperi tra il 1942 e il 1943. Al crollo del fascismo si introduce il controllo dei nazisti, ostacolato dai Gap (Gruppi di azione patriottica) che si riuniscono e si formano nelle varie fabbriche. Prende inizio la strenua resistenza contro i nazisti, le attività economiche si fermano quasi totalmente con l'ondata continua di scioperi del 1944 e 1945. Si susseguono arresti, deportazioni, fucilazioni e atti di sabotaggio e guerriglia. Il 28 aprile gli alleati entrano a Sesto San Giovanni. Lo Stemma Il primo stemma di Sesto San Giovanni compare sui documenti ufficiali poco dopo l'Unità d'Italia.

9


La sua forma: all'interno di uno scudo un castello con due torri unite da un compasso. Quest'ultimo è presente negli stemmi dei comuni che hanno nel nome la parola Sesto (Sesto Calende, Sesto Fiorentino), che anticamente significava appunto compasso. Nel 1868 scompare dallo stemma lo scudo e appaiono i due rami di quercia e d'alloro uniti in basso. Nel 1920 il castello viene inserito in una doppia corona circolare e i due rami non sono più uniti in basso. Nel 1930 lo stemma viene incluso nell'"Albo araldico" e cambia di nuovo: ricompare lo scudo, sormontato da una corona a nove punte. L'ultima variazione avviene il 10 aprile 1954 in occasione del conferimento a Sesto San Giovanni del titolo di città: alla corona vengono tolte quattro punte. Onorificenze Sesto San Giovanni è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, perché il 18 giugno 1971 è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare, per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Dopo il difficile dopoguerra, Sesto ricomincia la sua espansione urbana e demografica e continua ad essere un importante centro economico fino alla crisi degli anni '90, quando chiusero tutte le fabbriche storiche di Sesto, ultima la Falck nel 1996. Sesto dovette trasformarsi completamente da città industriale a città del terziario avanzato, fase ancora in corso con la riconversione delle aree prima occupate dalle fabbriche. Sul prossimo numero: monumenti e luoghi di interesse.

Davide Pirovano

10


LA CUCINA DEL CLUB

Ricette di cucina tratte dal libro della nostra socia Adriana Albini ‘La Salute in Tavola’.

MANDORLE: Le man-

dorle sono un alimento molto ricco di proteine, digeribile e molto energetico; nella sua composizione troviamo vitamine del gruppo B, vitamina E, grassi insaturi, magnesio, ferro, potassio, rame e fosforo. Nelle mandorle è presente anche una piccola quantità di laetrile, conosciuta anche con il nome di amigdalina, considerata una sostanza antitumorale.

LA CUCINA DEL CLUB

TORTA DI CAROTE E MANDORLE (di Ming San Hu) Ingredienti per 10 persone 200 g di carote; 200 g di mandorle non pelate; 200 g di malto; 175 g farina tipo 2; 100 g di mele; 60 g di uvetta; 3 C. olio di mais; 2 C. buccia di limone tritata; 1 bustina di lievito istantaneo; ½ C. cannella in polvere; 1 pizzico di sale marino. Preparazione Frullare le mandorle e grattugiate le carote e le mele. Unire il tutto in una terrina, aggiungendo il sale, la cannella, l’olio e mescolare bene. Unire quindi la buccia di limone, l’uvetta, e il malto e mescolare bene con una spatola. Mescolare il lievito alla farina e versarla a pioggia fino a ottenere un impasto morbido. Ungere e infarinare una tortiera, infine versare e livellare l’impasto e fare cuocere a 200° per 30 minuti.

11


LA STRISCIA DI MING Gentili Socie e Cari Soci, con l'avvicinarsi del periodo natalizio, mi è sembrato doveroso inserire, nella striscia di questo mese, una frase che ci ricordi l'importanza della famiglia, che rappresenta uno dei pilastri della nostra società e dovrebbe esserne anche un importante punto di riferimento.

LA STRISCIA DI MING

Buona lettura!

Ming San Hu

"La famiglia è un collegamento con il nostro passato e un ponte verso il nostro futuro” (A. Haley)

12

La Bacheca del Sesto Milium (2011/12, n. 04)  

Bollettino del rotary club sesto milium centenario n. 4 dell'anno 2011/2012

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you