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La Bacheca del

Sesto Milium Bollettino n. 7 del Rotary Club Sesto Milium Centenario - Distretto 2040 Martedì 14 aprile 2009

PRESIDENTE Sergio Airaghi Mail: sergio.airaghi@fastwebnet.it INCOMING PRESIDENT Pier Mario Biava biava@tiscali.it VICE PRESIDENTE Giuseppe Cassina Mail: gcassina@bancafideuram.it SEGRETARIO Mario Santi Mail:m.santi@fumagallisalumi.it PREFETTO Alberto Ceppi Mail: albceppi@tin.it VICE PREFETTO Stefania Vangeli Mail: stefifania@yahoo.it TESORIERE Fausto Dell‟Orto Mail: dellortonovara@libero.it RESPONSABILE R.F. Andrea Fosco Mail:andrea.fosco@gmail.com REDAZIONE de „LA BACHECA‟ Andrea Fosco

SITO INTERNET www.rotarysestomilium.it

SEDE: Hotel Abacus Sesto S.G. RIUNIONI Conviviali: 4° Martedì Caminetti: 1° e 3° Martedì ore 20,00

Earth & Environmental Ingegneria e Consulenza Ambientale Sesto San Giovanni (MI) tel 02. 9288 9650

Anno Rotariano 2008/2009

“L‟amicizia è stata la roccia sulla quale è stato costruito il Rotary. La tolleranza è ciò che lo tiene unito” Paul P. Harris La lettera del Presidente Da alcuni giorni l’amico Andrea, a cui da qualche mese è stato affidato il compito di allestire La Bacheca, mi sollecitava l’articolo di apertura ed io non riuscivo a trovare il tempo per prepararlo. Quando mi sono piazzato davanti al computer, senza un’idea precisa su cosa scrivere ma armato di buona volontà, è stato lo screen saver che io utilizzo a fornirmene una: il sistema operativo infatti prevede si possa utilizzare come salva schermo la “presentazione immagini” ed io utilizzo quelle contenute nella cartella riservata a Luca, il mio nipotino di 20 mesi. In rapida successione si succedono sullo schermo immagini che ormai conosco a memoria: la sua prima poppata, il suo primo bagnetto, la nostra prima foto insieme, i suoi primi passi e moltissime altre che segnano per lui e per me il passare del tempo. Con una differenza che per me questo benedetto Tempo va a velocità supersonica ed io vorrei rallentarlo, per lui procede lento ed io - ma forse anche lui - vorrei accelerasse. Ad ogni foto i ricordi si rincorrono sempre con un misto di euforica gioia e rimpianti che solo un nonno con nipote unico può comprendere. Questa volta però mi sono ricordato di avere anche una cartella riservata al nostro Club. Vi sono inserite le foto delle conviviali, delle gite, dei Congressi, delle Assemblee, di tutti gli avvenimenti che in un modo o nell’altro hanno visto protagonisti i soci del Sesto Milium Centenario ed i loro Ospiti. L’ho aperta e mi sono visto scorrere le immagini di quattro anni di vita rotariana. Le foto della consegna della Carta mi hanno ricordato gli impegni che ci siamo presi aderendo al Rotary di cui l’allora Governatore Elio Cerini ci ha ampiamente e dettagliatamente illustrato gli scopi. Il primo numero de La Bacheca in formato e contenuti molto diversi da quelli che l’avrebbero in seguito caratterizzata. Quelle dei primi anni, con Presidenti Alberto prima ed Emilia, poi, mi hanno ricordato le difficoltà incontrate all’inizio per organizzare una degna attività e buttare le basi su cui costruire il futuro del Club. Tra loro anche le foto di soci che hanno abbandonato prematuramente: tra rimpianti e delusioni alle quali però abbiamo saputo reagire con determinazione. Ho rivisto anche le foto dei miei quasi due anni di Presidenza: confesso che in qualche caso mi hanno commosso. Quando consegnerò a Pier Mario il Collare, le conserverò tra le cose più care. Tra tutte, nel mio cuore vi sarà spazio grande per quelle che testimoniano l’ingresso dei tanti soci nuovi che ho avuto la fortuna di accogliere al Sesto Milium Centenario. Quasi tutti giovani che si sono bene inseriti tra di noi. E quasi tutti già impegnati nella vita del Club. Mi accorgo però che questa lettera sta quasi assumendo i contenuti tipici di una lettera di commiato da Presidente. L’obiettivo ovviamente non era questo. Più semplicemente, volevo ricordare a tutti che le testimonianze fotografiche servono a risvegliare i ricordi e a non dimenticare.

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Quelle che riguardano la nostra vita rotariana sono spesso la miglior testimonianza che è vero che stando nel Rotary occorre sapersi dare generosamente e disinteressatamente ma è anche innegabile che si riceva, in forma diversa ed inaspettata, molto di più di ciò che si è dato.

Prossimi appuntamenti per i soci del Sesto Milium

Martedì 28 Aprile: Assemblea dei soci

Martedì 21 Aprile: Hotel Barone di Sassj - ore 19,30 Consiglio Direttivo allargato ai responsabili delle Commissioni Martedì 28 Aprile: Malaspina Sporting Club - ore 20,00 Assemblea dei soci per definire la sede ufficiale del Club

La nostra consueta rubrica mensile

Spazio alla musica del Sesto Milium: „In bianco e nero‟ Tasti bianchi, tasti neri: chi non ha mai visto una tastiera, almeno sugli scaffali del settore giocattoli di un ipermercato? La successione ordinata dei tasti bianchi - i suoni chiamati naturali - e quella frastagliata dei tasti neri - i suoni alterati - ci parla silenziosamente dell'evoluzione del pensiero, non solamente musicale. Ci racconta di un mondo anticamente ordinato, legato alle leggi immutabili della natura; un mondo nel quale i suoni echeggiavano quasi con un'eco di magia, "naturali" nella perfezione dei rapporti aritmetici che li regolano. Così incardinati nella natura stessa delle cose da potersi caricare (dal Medioevo ai nostri giorni) di profondi valori simbolici e allegorici. E poi entra in gioco il desiderio umano di dominare la natura, di piegare il reale agli scopi più impensati, di sostituire al naturale l'artificiale: di ricreare il mondo, insomma. Allora, anche i suoni diventano materia da plasmare: i sei (Do-La) - e poi sette (con l'aggiunta del Si) - suoni naturali non appaiono più sufficienti di fronte alla travolgente evoluzione dell'espressione musicale (stiamo parlando del Rinascimento e soprattutto del Barocco, con la sua visionaria idea dell'arte). E poi, anche i dodici suoni, ottenuti con l'inserzione dei cinque suoni alterati (i tasti neri), presentano ancora delle rigidità ormai ritenute intollerabili. Si va allora a intervenire sugli stessi rapporti numerici che ordinano gli intervalli musicali, allontanando la scala sempre più dalla "naturalità" in favore di una proteiforme flessibilità (ciò che in musica si chiama il temperamento equabile). Un bene o un male? Senza questa evoluzione non sarebbe probabilmente esistita tutta la musica da Bach in poi, così come oggi la conosciamo e Wagner non avrebbe avuto i ferri per forgiare i suoi colossi drammatici. D'altro canto, il nostro orecchio occidentale ha definitivamente preso le distanze dalla naturalità degli inizi, perdendo probabilmente in percezione delle sfumature - e, quindi, in gusto - di fronte a musiche (non solo occidentali) che sono rimaste legate a quell'universo iniziale. Il dilemma tra il lasciar fare alla natura il suo legittimo corso e l'intervenire sostituendosi ad essa non cessa di assillarci, in modi sempre più stringenti e imprevedibili. La musica - nella sua relativamente giovane storia - ci parla di questo dilemma, ma in un modo che ci fa intravedere (o meglio: pre-sentire) una raggiunta e miracolosa conciliazione tra gli opposti. Tasti neri e tasti bianchi dormono pacificamente gli uni accanto agli altri. Umberto Bombardelli

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Martedì 10 Marzo: Conviviale con Carla Perrotti La Signora dei Deserti: così è conosciuta in tutto il mondo l‟illustre ospite che ci ha intrattenuto nella prima conviviale del mese di marzo. Una donna straordinaria e dalle mille risorse, il racconto delle cui imprese ha suscitato l‟interesse di tutti i presenti ed, in particolare, delle altre donne. Carla Perrotti è una donna normale, una moglie ed una madre come tante, con passioni che evidenziano tuttavia una forza e una tenacia fuori dal comune. Aiutata dalle immagini e dai video, Carla ha raccontato con entusiasmo le proprie esperienze.

1991: deserto del Téneré

1994: Salar de Uyuni

E‟ stata la prima donna ad aver attraversato da sola con i Tuareg del Sahara il deserto del Ténéré in Niger a seguito di una carovana del sale, nell'ottobre del 1991. Entrata a far parte del "Sector No Limits Team" nel mese di Ottobre del 1994 ha portato a termine la traversata in solitario a piedi del Salar de Uyuni in Bolivia il più vasto bacino salato della terra, a 3.700 metri di altezza. Nel mese di Aprile del 1996, dopo aver trascorso quattro giorni in una piccola comunità Boscimana con uno di loro, un cacciatore, ha attraversato per 350 Km una parte del deserto del Kalahari in Botswana. Alla partenza ha caricato uno zaino del peso di 18 Kg ed ha viaggiato per 15 giorni in completa autonomia di acqua e cibo, nutrendosi solo con quanto offriva il deserto e trovando l'acqua lungo il percorso.

1996: deserto del Kalahari

1998: deserto del Taklimakan

2003: Simpson Desert

2008: deserto dell‟Akakus Tadrarf

Tra Ottobre e Novembre del 1998 ha portato a termine con successo la traversata in solitario del deserto del Taklimakan in Cina percorrendolo da sud a nord per 550 chilometri in 24 giorni. Era la prima volta che un essere umano attraversava a piedi ed in solitario questo deserto, il secondo al mondo dopo il Sahara come superficie inabitabile. Nella parte centrale, assolutamente arida, la squadra di appoggio guidata dal marito aveva predisposto in precedenza tre rifornimenti d'acqua che l'esploratrice aveva individuato grazie ad un GPS, sistema di orientamento satellitare. Tra settembre e ottobre del 2003 ha realizzato il suo grande sogno: chiudere il ciclo "Un Deserto per Continente". Da sola, con uno zaino di 25 chili sulle spalle, in venti giorni ha attraversato a piedi il Simpson Desert, nel cuore del continente australiano ai confini tra i Northern e i Southern Territory. E' stata prima donna al mondo a portare a termine questa impresa. Le prime tre imprese sono raccontate nel suo libro "Deserti" edito da Corbaccio uscito nel Giugno del 1998, prima opera letteraria dell'autrice, tradotto anche in tedesco. A giugno del 2006 è uscito il secondo libro "Silenzi di sabbia" con i racconti delle imprese del Taklimakan e del Simpson Desert. Nell'aprile del 2008 Carla attraversa a piedi in solitaria il deserto dell'Akakus Tadrarf in Libia. Per la prima volta è stato concesso ad una donna di percorrere da sola il deserto libico in nome della pace in Africa. Ha camminato per una settimana con temperature di 45 gradi durante il giorno e di 3/4 gradi nel corso della notte in un ambiente suggestivo e ricco di storia.

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2008: deserto bianco egiziano in compagnia di Fabio Pasinetti…un cieco

Dopo aver concluso il ciclo "un deserto per continente" Carla ha deciso di offrire la possibilità di condividere con lei esperienze ed emozioni nel deserto a chi non sarebbe in grado di farlo in autonomia. L'idea prende corpo nel '98 durante l'impresa nel Taklimakan e prevede l'attraversamento a piedi di un nuovo deserto. Dopo un lungo periodo di preparazione psico-fisico seguito da specialisti del settore, Carla è partita insieme ad un cieco per questa nuova esaltante avventura. Lo scopo era quello di condividere le difficoltà ma soprattutto le emozioni di una prova estrema con un compagno di viaggio di grande sensibilità. L'obiettivo primario è stato quello di verificare differenze ed affinità nell'affrontare insieme una prova estrema, ma soprattutto confrontare e valutare le rispettive emozioni. “Fabio Pasinetti ed io, lo scorso mese di novembre (2008 n.d.r.) abbiamo attraversato a piedi, in totale autonomia, il deserto bianco egiziano, per un percorso di 250 chilometri che abbiamo coperto in due settimane. Temperature estreme, dune altissime, infide pietraie non ci hanno sconfitto. Provati, ma con una gioia immensa, abbiamo tagliato il traguardo. Per me la settima impresa nel deserto, per Fabio, che è non vedente, la dimostrazione di potercela fare. Per entrambi l'avverarsi di un sogno condiviso. In questo modo abbiamo voluto dimostrare, una volta di più, che con costanza, sacrificio, e tanta forza di volontà è possibile abbattere le barriere più alte”. Ma la forza di volontà ed il sacrificio necessari per la riuscita di ciascuna impresa non caratterizzano soltanto il corso della stessa, ma anche e soprattutto il periodo di preparazione che la precede. Attraversare un deserto in autosufficienza comporta dei rischi enormi. Da un punto di vista atletico occorre essere in perfetta forma fisica. Per tale ragione Carla ha raccontato che si sottopone settimanalmente a tre sedute di allenamento intensivo, in cui è seguita da oltre dieci anni da Franco Nava, responsabile della palestra del Malaspina Sporting Club di cui è Presidente Sergio Airaghi. Chissà che un po‟ di „Desert Therapy‟ non possa far bene anche a noi, aiutandoci a ritrovare noi stessi, acquisendo un equilibrio più saldo e una maggior consapevolezza.

Carla Perrotti insieme al nostro Presidente Sergio

~~~ “Dedico le mie esperienze a tutti coloro che sono alla ricerca di se stessi. Ascoltatevi, date forma alle voci nascoste dentro di voi, provate nuove esperienze. Quando vi sentirete totalmente in pace con voi stessi e con quanto vi circonda, avete trovato la strada giusta” Carla Perrotti

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Martedì 31 Marzo: Associazione Bambini Cardiopatici nel mondo Descrivere in pochi paragrafi una serata di forte impatto emotivo non è cosa facile, ma scrivo volentieri questa testimonianza anche e soprattutto per ringraziare il club del calore con cui ha accolto e condiviso i sogni e l‟impegno di questa “nostra associazione”. Scrivo volentieri queste righe perché per me è stata veramente una serata speciale, come uomo, come Rotariano e come medico. Credo che parlare di impegno umanitario per garantire un futuro a bambini che altrimenti di futuro non sentirebbero neanche parlare sia un tema che non può lasciarci indifferenti né come uomini né come Rotariani. Inoltre è stato speciale per me poter coniugare l‟impegno professionale con un‟occasione di “fare Rotary”, di poter dare il mio contributo, se pur piccolo, al club che mi ha calorosamente accolto. Una menzione speciale credo vada al relatore vero della serata, il Dr. Alessandro Giamberti, che quotidianamente apprezzo nella sua professionalità, ma che ho doppiamente apprezzato nella serata per la sua capacità di coniugare informazione scientifica a empatica trasmissione di sogni e speranze. La serata è ruotata intorno a diversi temi. Anzitutto le presentazioni di rito. Il Dr. Giamberti è cardiochirurgo pediatrico all‟Istituto Policlinico San Donato, sede anche dell‟Associazione. Si è formato all‟Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, con periodi di formazione al Great Ormond Street Hospital di Londra. Attualmente sotto la guida del Prof. Frigiola è responsabile del trattamento delle cardiopatie congenite nel bambino e nell‟adulto a San Donato Milanese, e responsabile del Progetto Camerun.

Nel 1993 nasce l‟Associazione Bambini Cardiopatici nel mondo che ha sede presso l‟Istituto Policlinico di San Donato Milanese

Il Progetto Perù

2005: delegazione rotaractiana a Lima

Credo che il punto di partenza importante della serata sia stato capire qual è la dimensione del problema e come l‟Associazione ha affrontato e affronta le sue sfide quotidiane. Il Dr. Giamberti ci ha spiegato che ogni anno nascono nel mondo circa 800.000 bambini affetti da cardiopatie congenite di cui più della metà non ha speranza di vivere. Le cardiopatie congenite sono infatti la prima causa di mortalità infantile nel mondo occidentale e la seconda, dopo le malattie infettive, nei Paesi in via di sviluppo. Per questa esigenza, nasce nel 1993 a Milano dall‟ispirazione e dalla volontà di un gruppo di medici e volontari italiani, guidati dal Prof. Alessandro Frigiola e dalla Prof.ssa Silvia Cirri, l‟Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. In 15 anni di attività l‟Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo ha realizzato 167 missioni operatorie con più di 3000 casi di cardiopatie congenite studiate e 1157 interventi cardiochirurgici effettuati; 214 borse di studio per medici stranieri e 61 corsi di aggiornamento in Italia e nei vari Paesi; la costruzione di 2 nuovi centri cardiochirurgici a Damasco (Siria) e Shisong (Camerun) e la realizzazione di 2 Terapie Intensive Pediatriche Post operatorie a Lima e al Cairo. Il Dr. Giamberti ha spiegato poi come attraverso la storia delle missioni realizzate, la mentalità dell‟Associazione abbia cambiato significativamente punto di vista, coniugando il solo concetto umanitario (aiutiamo più pazienti possibili facendoli accedere alle nostre risorse sanitarie) a un forte concetto educativo-formativo (creiamo centri radicati sul territorio e formiamo il personale locale affinché i pazienti possano disporre in loco di elevati standard di cura). Questa filosofia si è già rivelata vincente in alcuni recenti progetti, come ad esempio il progetto Perù, dove l‟Associazione ha aiutato a potenziare il centro cardiochirurgico di Lima (unico centro del paese) migliorandone i risultati e aiutandone l‟espansione sul territorio con la creazione di 2 centri di primo livello, uno in territorio andino e uno nella regione settentrionale amazzonica. Ci è piaciuto ricordare che il Rotaract nel 2005 con l‟RD Ruggero Rubino Sammartano aveva eletto l‟Associazione “Service Nazionale”, donando all‟Ospedale Almenara di Lima 2 culle di Rianimazione neonatale. Una delegazione Rotaract (tra cui il sottoscritto) alla fine del mandato aveva avuto il piacere di incontrare in Perù i Rotaract locali e di raccogliere nella terapia intensiva dell‟ospedale di Lima la testimonianza tangibile dell‟impegno di questo service.

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Progetto Camerun

Il prossimo novembre verrà inaugurato il Centro ospedaliero camerunense

Questa filosofia vincente è stata quindi applicata al progetto Camerun, certamente tra i più ambiziosi realizzati dall‟Associazione. I dati presentati dal Dr. Giamberti sulla disarmante realtà sanitaria africana rendono ragione dell‟impellente bisogno di realizzare un centro di questo tipo. In Africa il rapporto tra centri cardiologici/cardiochirurgici e popolazione è di 1 centro per 33 milioni di abitanti, a fronte di un rapporto di 1/120.000 e 1/1 milione in USA e in Europa rispettivamente. Il centro camerunese coprirà le esigenze di un bacino di 200 milioni di persone, attualmente senza possibilità di accesso a nessuna cura specialistica e con circa 300.000 bambini in lista di attesa per intervento cardiaco. Il progetto è nato nel 2001 per volontà di 3 associazioni: L‟Associazione Bambino Cardiopatico nel Mondo, L‟Associazione Cuore Fratello e le Suore Francescane Terziarie. Con un investimento di circa 7 milioni di euro, si è provveduto alla realizzazione delle opere murarie, alla formazione di personale specializzato tecnico, medico e amministrativo, alla realizzazione di alcune missioni operatorie in loco (8 pazienti operati) e al trasferimento in Italia dei casi più urgenti (114 bambini operati a San Donato). Finalmente, alla fine di un percorso di quasi 8 anni, nel Novembre prossimo ci sarà l‟inaugurazione del centro, che procederà in affiancamento con San Donato, tramite l‟invio di personale in loco e la realizzazione di progetti di telemedicina, per tre anni per poi marciare con le proprie gambe. La presentazione è stata seguita da innumerevoli domande, che sarebbe troppo lungo elencare, ma che credo ben rappresentino l‟impatto emotivo della serata e il calore che il club ha voluto riservare a questo toccante argomento. Credo che la conclusione più bella ce l‟abbia regalata ancora il Dr. Giamberti che, ringraziandoci, ci ha salutato dicendo, cito testualmente: “finché ci saranno persone come voi disposte ad ascoltarmi, e a condividere i nostri sogni sono sicuro che l‟Ospedale in Camerun avrà un futuro radioso”. Andrea Garatti

Rotary Youth Leadership Awards: un‟opportunità straordinaria offerta dal Rotary

Un‟esperienza meravigliosa durata 5 giorni: la testimonianza dell‟amica Mirela

11/15 Marzo 2009: RYLA Un‟esperienza meravigliosa?…di più! LEADERSHIP – IL CORAGGIO DELLE SCELTE: Rendiamo concreti i nostri sogni Milano, Vergiate / Cascina Costa di Samarate, Alagna Val Sesia. Il primo giorno all‟Università Cattolica di Sacro Cuore, il Dott. Massimo Solbiati, Presidente del programma Ryla del nostro Distretto, ha portato il saluto del Governatore Clerici, ci ha parlato del Rotary e dei programmi e progetti che vengono portati avanti, cui il RYLA appartiene, e ci ha presentato il programma dei successivi 5 giorni. Abbiamo avuto occasione di imparare con il Prof. Domenico Bodega “cos‟è il coraggio”, che nasce da una forza interna, dalla capacità di distinguere tra il bene e il male, e che deve diventare il nostro codice di comportamento da seguire con piena responsabilità e autorevolezza. Abbiamo imparato anche “quali sono le caratteristiche di una leadership eccellente”, che è legata all‟identità personale, è costituita da contesti organizzativi significativi, si fonda sull‟integrità etica della persona e sulla coerenza, ha capacità trainante e diventa un movimento sociale. La Prof.ssa Eugenia Scabini ci ha insegnato “cosa accade quando siamo davanti ad un bivio”, partendo dall‟adolescenza vista come una costruzione sociale e un passaggio biologico, e veniamo a capire che la giovinezza si è dilatata e che non ci sono più marcatori di passaggio. Ci ha fatto capire che non fare una scelta costituisce essa stessa una scelta, che nessuno nasce da sé e nessuno può scegliere tutto, che c‟è sempre un aspetto condizionato della vita e una identità con la quale ci dobbiamo relazionare, che ognuno si realizza attraverso gli altri e attraverso la gerarchia dei valori a cui ci si rapporta. Ci ha insegnato che le soddisfazioni dipendono dalle aspettative di vita, dalle scelte fatte che sono molto personali,

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che il successo realizzato è il frutto di se stessi ma anche di chi abbiamo avuto intorno, di chi ha consentito il suo verificarsi.

Il nostro socio Alberto Ceppi relatore al RYLA

La tavola rotonda con il dibattito tra i testimoni Dr. Renato Coluccia - medico anestesista, Prof. Alberto Ceppi - scultore, Dott. Giorgio Rancilio imprenditore nell‟azienda di famiglia e Dott. Nicola Antonucci consulente, ci ha permesso di conoscere e imparare dalla scelta individuale di ognuno di loro, che il coraggio e la serenità aiutano ad avere la saggezza per distinguere la strada giusta e che valorizzare gli errori fatti aiuta a crescere. Il Prof. Ceppi ha arricchito il dibattito esponendoci visioni e affermazioni di importanti personaggi storici che si sono realizzati nei più svariati settori. La testimonianza del recordman mondiale subacqueo e primatista mondiale di immersioni in apnea, Gianluca Genoni, insieme al giornalista Andrea Zorzi, ci hanno portato mentalmente in un'altra dimensione umana con il racconto delle esperienze che ognuno di loro ha avuto. Abbiamo quindi appreso come per “valutare il rischio e affrontare la paura” bisogna avere consapevolezza delle proprie capacità fisiche e mentali, occorre conoscere bene quello cui si va incontro, conoscere i propri limiti e valutare bene le variabili, essere coerenti nell‟affrontare la paura e cercare di affrontarla senza tuttavia oltrepassare i propri limiti. Il secondo giorno, la Prof.ssa Elisabetta Matelli ha introdotto il tema “comunicare un sogno, come il linguaggio concretizza una visione” partendo dal medioevo con i modelli dei personaggi storici esperti nella retorica e nell‟arte della persuasione per poi parlarci della simbologia di un sogno - la moneta di Alessandro Magno, che rappresenta il sogno di rifare Smirne - come un importante mezzo di propaganda attraverso il quale si trasmette il messaggio, il cosiddetto metodo subliminale. Ci ha insegnato che è importante tradurre in immagini un sogno e che, nella costruzione e concretizzazione di un sogno, si deve partire da premesse che le altre persone potrebbero condividere per poi cercare di trasmetterlo a parole. Il Prof. Carlo Alberto Carnevale ha tradotto in fatti “come sviluppare un‟idea imprenditoriale dalla visione alla realizzazione” spiegandoci i criteri di fondo di una visione, e cioè la natura del progetto d‟impresa, la coerenza della formula imprenditoriale, l‟analisi competitiva dei processi economici e le implicazioni delle differenti modalità di governance intesa come capacità di far fare. La visione parte dalla necessità del mercato; l‟impresa cioè nasce se c‟è una condizione di interazione tra colui che chiede e colui che offre così come per i casi Ikea, Ryanair, Amazon e Geox. Le raccomandazioni che ci ha dato sono di mantenere la lucidità, di non perdere l‟entusiasmo, di pensare come attori di un sistema di servizio e di fare leadership di servizio con l‟umiltà: “l‟imprenditorialità è partire per un viaggio e non necessariamente arrivare a una destinazione”. Padre Giuseppe Pierantoni, missionario in Filippine e rapito per 6 mesi, ci ha trasmesso con la sua incredibile esperienza di vita che la comunicazione ci può aiutare a superare i limiti là dove non lo crediamo possibile e che le esperienze brutte, attraverso cui possiamo ritrovare noi stessi, ci danno la forza di ricominciare con un‟altra visione della vita.

Visita all‟Agusta

La visita del terzo giorno all‟Agusta, magnifica azienda high-tech made in Italy, ci ha fatto vivere un‟altra dimensione. Ci è stata fatta una presentazione dell‟azienda con numeri e immagini, abbiamo visitato le linee di produzione degli elicotteri civili e militari, abbiamo visto i prodotti finiti, abbiamo visitato il centro di simulazioni dove ci siamo resi conto che la realtà va oltre il sogno. Una struttura impressionante, professionalità e innovazione continua. Il museo Agusta ci ha raccontato la storia dell‟azienda: gli splendidi e vincenti modelli di moto MV Agusta; gli elicotteri attraverso i quali l‟Agusta è azienda leader del mercato mondiale ed, in particolare, l‟elicottero Presidenziale americano, US101. Il quarto giorno si è aperto con un briefing: verifica dell‟equipaggiamento. L‟attività? Sorpresa! Dalla sveglia alle 6:30 fino al pranzo abbiamo vissuto una sfida con noi stessi, una provocazione fisica e mentale a 3000 m su Monte Rosa. Divisi in 6 gruppi a 8 persone (metà ragazzi e metà ragazze) abbiamo dovuto affrontare 6 prove diverse, sotto l‟esperta istruzione

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delle guide alpine e sotto il tic-tac del cronometro: prova di corsa con le cespole, poi GPS orientamento, utilizzo dell‟arve per il ritrovamento sotto la neve, salvataggio con la carrucola, ricerca sotto la neve con le sonde e pronto soccorso e finalmente la creazione della barella per il trasporto per gli feriti. Dopo cena abbiamo avuto modo di vedere filmati delle numerose attività svolte dalle guide alpine di Monte Rosa - la seconda squadra più numerosa dopo quella di Monte Bianco - composta di veri professionisti dotati di uno forte altruismo e di un grande rispetto e amore per la forza e la bellezza della montagna.

Team building

Ultimo giorno dedicato al team building; ogni squadra doveva affrontare diverse prove: costruzione di un igloo per ripararsi da una valanga, spostamento sopra una valle con la carrucola e calata con il treppiede per salvare due incidentati. Il pranzo con il Governatore Clerici, la moglie Maria Rosa e il Presidente Programma Nuove Generazioni, Enrico Cavallini che è stato intorno a noi in queste 5 giorni straordinari, ci ha permesso di conoscere di più cosa sono Rotary e Rotaract. Il Governatore Clerici ci ha parlato dello spirito rotariano, dei programmi del Rotary International e degli impegni che la nostra associazione si è assunta. Il Rappresentante Distrettuale Incoming del Rotaract 2040, Margherita Verga, ha parlato del programma Rotaract con l‟invito a tutti i ragazzi presenti di prendere parte alle nostre attività e di condividere con noi sin da giovani il sogno rotariano. Consiglio vivamente a tutti coloro che ne hanno l‟opportunità, ai figli e/o nipoti di Rotariani, agli amici e conoscenti, di sfruttare pienamente questa occasione, per imparare, per crescere, per condividere emozioni e per fare nuove amicizie. Mirela A. Presecan

18 Aprile: Sguardi al futuro.. crisi economica, culturale e politica: quale il ruolo dei giovani? La Commissione Azione Professionale del Distretto Rotaract 2040, con il patrocinio della Regione Lombardia, ha organizzato per sabato 18 Aprile presso la Società del Casino di Como (Via Bellini 3) un interessantissimo convegno interdisciplinare che si propone di creare spunti di riflessione e favorire il dialogo per attivare lo spirito individuale e una solida identità culturale, confrontandosi con persone e storie d‟eccellenza. Protagonisti della politica, dell‟economia e della cultura analizzeranno il passato ma, soprattutto, rivolgeranno uno sguardo verso il futuro, dando concrete vie per uscire dalla crisi. Confronto, scambio di idee, storia, carisma, giovani, studio, lavoro, successo, leadership: sono queste le parole che caratterizzeranno questo importante appuntamento. Il convegno mette a confronto testimonianze di personaggi appartenenti a contesti istituzionali differenti attraverso una tavola rotonda gestita da un moderatore. Nella prima parte si confronteranno personaggi di rilievo e di notevole esperienza seguiti poi da giovani di successo che con intraprendenza e lungimiranza hanno messo in gioco i propri talenti. In una società come la nostra, molto spesso accusata di essere carente di idee, di ideali e di fiducia nell‟investire nei giovani, il convegno si pone come contraddittorio attraverso la riscoperta dell‟importanza di uno dei valori fondamentali della nostra storia, della nostra civiltà e della nostra realtà quale è la cultura. Interverranno: Mario Comana (Ordinario Tecnica Bancaria presso Luiss di Roma e editorialista “Milano Finanza”); Marco Campanari (Presidente Giovani Confindustria Lombardia); Stefani Poliani (Presidente Giovani Confindustria Como); Matteo Parravicini (Presidente Giovani Confindustria Monza); Alberto Parma (Presidente Giovani Confindustria Varese); Roger Abravanel (Consulente indipendente); Gabriele Borga (Amministratore delegato Innit); Filippo Cavalli (Business Development Manager Top Clients Ermenegildo Zegna Spa); Paolo Zanetto (Founding partner Catteo Zanetto &Co); Mariastella Gelmini (Ministro Istruzione, Università e Ricerca). Sarà estremamente gradita la partecipazione di Rotariani. __________________________________________________________________________________________________________

Un interessantissimo Convegno organizzato dal Rotaract

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La Bacheca del Sesto Milium (2008/09, n.07)  

Bollettino del Rotary Club "Sesto Milium - Centenario" (Aprile 2009)

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