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Introduzione Il Rapporto tra mare e città e il diverso approccio alla tutela del patrimonio storico

pag.6

Riscoprire 1 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6

Analisi della città di Valencia Inquadramento geografico Evoluzione storica Sistema insediativo Sistema ambientale Sistema infrastrutturale Sistema dei servizi

2 2.1 2.2

Il Cabanyal e la questione Blasco Ibañez pag.34 Inquadramento geografico e confini amministrativi Cabanyal-Canyamelar origini e evoluzione 2.2.1_Nascita del Cabanyal 2.2.2_XIX secolo_Costituzione del Municipio indipendente di “Pueblo Nuevo del Mar” 2.2.3_Fine XIX secolo_annessione al Comune di Valencia 2.2.4_Viale Blasco Ibañez_origini e evoluzione 2.2.5_Nascita

2.3

Analisi Patrimoniale e dichiarazione B.I.C.

pag.50

2.4

Analisi Socio-Politica

pag.56

2.5

L’iniziativa “Portes Obertes”_La cultura come lotta

pag.60

pag.16


3 3.1 3.2

Studio e Interpretazione del contesto pag.64 Situazione attuale Situazione proposta dal PEPRI (Plan Especial de Protecion y Reforma Interior_Piano di Protezione Speciale e Riqualificazione Interna)

Riabilitare 4 4.1 4.2

pag.70

Progetto urbano Analisi del contesto Proposta progettuale

Reinterpretare 5

Strategia progettuale

pag.94

Rivivere 6

pag.106

Progetto

Riabitare 7

Isolato tipo

pag.110 3


Il rapporto mare città e il diverso approccio alla tutela del patrimonio storico. Valencia come tutte le città che hanno una lunga storia, presenta una morfologia urbana complessa, nella quale si possono distinguere le differenti aree corrispondenti alle distinte tappe della crescita urbana. La trama della città è radiocentrica. Si articola a partire dal centro storico, seguendo una forma concentrica attraverso le sue strade esteriori che sono attraversate da grandi viali che confluiscono nel centro e avanzano verso la costa e il porto, attraversando le zone di espansione e la periferia che ingloba i diversi paesi annessi a seguito degli ultimi ampliamenti. Tra questi troviamo per esempio Benimaclet, Ruzafa, Campanar, e in partcolar modo il Cabanyal, ovvero l’insediamento costiero di cui mi occuperò nella mia tesi. 4


Introduzione

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Dalle analisi effettuate indagando sia sul nucleo interno che sull’ insediamento costiero si possono riconoscere quattro tappe fondamentali che percorrono l’importanza sempre maggiore, dell’interazione tra i due nuclei nel passare dei secoli. Nonostante questo, essi resteranno sempre due fenomeni distaccati, ognuno con la sua propria storia,le sue proprie caratteristiche e tradizioni. 6


Introduzione

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1_Giardini Reali 2_Stazione del Cabanyal

Mentre il nucleo interno della città di Valencia era già sviluppato e circondato da mura di difesa, iniziano i primi insediamenti sul mare quando un gruppo di pescatori si stabilisce in questa zona per praticare la “pesca del bou”(pesca con il toro). Si forma così un quartiere di pescatori, che inizialmente si chiamerà “Vila Nova Maris Valentiae” e che successivamente diventerà Vila Nova del Grao (che corrisponde all’attuale quartiere del Grao). Del Cabanyal-Canyamelar, invece, ci si attestano solo alcune case, chiamate “barracas”, Bisognerà aspettare fino al XV secolo perchè questi nuclei si sviluppino e si costituiscano municipio indipendente con il nome di “Poble Nou del Mar”

Sia il nucleo interno che quello costiero, si costituiscono come due entità distinte, occupano un’ area sempre maggiore e sono entrambi circondati da una fortificazione esterna (nell’insediamenrto costiero la muraglia comprendeva anche i rudimentali Cabanyal e Canyamelar). Valencia in questo periodo comincia a sviluppare i suoi contatti commerciali con le altre città attraverso il mare e “Vila Nova del Grao” entro’ a far parte di questa dinamica economica affermando sempre piu’ la sua relazione con la popolazione della cittá che per raggiungere la costa doveva attraversare i campi per 4 kilometri. In questo periodo l’unica strada percorribile per raggiungere la costa é Viale del Porto.

Con la rivoluzione industriale Valencia inizia ad espandersi per cui furono abbattute le mura. Ci fu una prima espansione nel 1885 e una seconda nel 1907 e con il pretesto di apportare dei vantaggi, nel 1897 si annette Poble Nou del Mar, che perde cosí la sua indipendenza. In questo periodo si intensifica la relazione tra costa e città non solo per i commercio ma anche per il turismo balneare. Da qui la necessità di costruire un nuovo cammino di transito che collegasse i due nuclei, in alternativa a Viale del Porto, già conongestionto dal traffico mercantile. Il nuovo asse, Viale Blasco Ibanez, fu progettato con l’unico intento di unire i due nuclei pertanto, partiva dai Giardini reali e terminava all’altezza della stazione del Cabanyal. 7

1_Giardini Reali 2_Stazione del Cabanyal

Il piano regolatore del 1966 segnò una profona svolta per la crescita urbana di Valencia. Il cosiddeto “Plan Sur” varato dopo la terribile inondazione che colpi la città nel 1957, stabiliva la deviazione del fiume Turia grazie alla- creazione di un canale scolmatore a sud della città. Valencia si estese non solo nella parte meridionale ma anche nella parte settentrionale con la completa integrazione dei due nuclei: urbano e costiero. Attualmente esistono tre viali principali che collegano il nucleo interno a con quello sul mare: Viale del Porto, viale Blasco ibanez che poi si biforca in due strade che si insinuano ne cabanyal (via del Pintor Ferrandis e via Mediterraneo) e il nuovo viale degli aranci atraversata dalla rete del tramvia.


Da queste analisi emerge che Valencia ha subito un forte sviluppo soprattutto a partire dalla metà del ventesimo secolo, cioè dopo la deviazione del fiume Turia. I motivi scatenanti sono 2 : _Se prima l’espansione riguardava solo la parte meridionale della città, da questo momento in poi si oltrepassa il confine che il fiume rappresentava e si assiste ad una rapida crescita dell’insediamento verso settentrione fino alla completa annessione di tutti i villaggi circostanti tra cui anche il Cabanyal e il Grao, cioè gli insediamenti costieri. _dopo la piena del 1957 molte case risultano danneggiate,il comune preferisce investire per la costruzione dii nuove zone piuttoste che nel recupero degli edifici antichi. Il rapporto mare città e il divero approccio alla tutela del Quindi, se storico. da una parte il rapido sviluppo ha portato ad una grande inpatrimonio novazione, modernizzazione e crescita della città, dall’ altra ha provocato uno svuotamento dei due nuclei antichi, i cui abitanti preferiscono sempre più stabilirsi nelle nuove zone residenziale, dove possono trovare alloggi più comodi, servizi e lavoro. L’abbandono ha causato un progressivo degrado di entrambi i nuclei, che solo nell’ ultimo decennio si sta cercando di sanare. Esiste però un diverso approccio e una diversa considerazione dei due patrimoni storici. 8


Introduzione

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Il progetto RIVA Per il casco storico è stato varato un piano di tutela, denominato RIVA i cui obbiettivi principali sono i seguenti : -Rivitalizzare il centro storico. -Mantenere la poplazione che abita nel centro storico e attrarre nuovi abitanti. -Ottenere la riqualificazione urbanistica e la creazione di servizi sociali, culturali e educativi localizzandoli nelle zone più degradate e marginali dlla città. -Far in modo che nell’intervento siano coinvolti tutti gli agenti sociali. -Effettuare un intervento pubblico che serva come base per gli interventi privati. Il PEPRI Attualmente, per una migliore connessione mare-città, il quartiere e specialmente la zona del Cabanyal è minacciata da un progetto del comune di Valencia che vuole il prolungamento di viale Blasco Ibanez, che attualmente si blocca all’altezza della stazione dei treni del Cabanyal e si dirama proseguendo sulle due strade prima citate(via Mediterraneo e via del Pintor Ferrrandis) Considerazioni Questo diverso approccio è forse dettato proprio dal fatto che la zona costiera è stata annessa in un secondo momento, per cui rappresenta un brno di città all’interno del tessuto urbano ma estraneo alla città stessa. Questo giustificherebbe la scarsa considerazione del patrimonio storico-culturale in esso conservato a vantaggio del miglioramento e della modenizzazione dell’intera città. C’è una parte della popolazione, però, soprattutto quella residente e originaria di questa zona che al contrario difende la storia di questo luogo ritenendolo un enorme potenizale per l’intera città e per questo meritevole di essere conservato e restaurato. 10


Introduzione

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Analisi della cittĂ  di Valencia

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Comunidad Valenciana

1.1

Provincia di Valencia

Provincia di Castellon

Inquadramento geografico Galizia

Asturie

Provincia di Valencia Navarra

Paesi Baschi La Rioja

Aragona

Castiglia e Leon

Catalunia Isole Baleari

Provincia di Alicante

Madrid CatigliaLa Mancia Estremadura

Valencia

Murcia Andalucia

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Analisi della città di Valencia Analisi della Città di Valencia Città di Valencia

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area analizzata

1_Ciutat Vella 2_Eixample 3_Extramurus 4_Campanar 5_La Saida 6_El Pla del Real 7_Olivereta 8_Patraia 9_Jesus 10_Quatre Carreres 11_Poblats Maritims 12_Camins al Grau 13_Algiros 14_Extrmurus 15_Campanar 16_La Saida 17_El Pla del Real 18_Olivereta 19_Patraia

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valencia preesistente espansione del 1884 espansione del 1907 espansione del 1946 espansione del 1988 in poi

1.2 Evoluzione storica Campanar

Benimaclet

Serrano

Cabanyal

Casco antico della cittĂ  di Valencia

Ruzafa

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Analisi Analisi della della città città di Valencia di Valencia Valencia antica

XIX secolo

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insediamento romano

4 km

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insediamento mussulmano

2008

insediamento costiero

XVII secolo

Casco antico

1703

Il primo nucleo insediativo di Valencia, ha una origine romana ed era situata a 4 kilometri dalla costa, in un meandro del fiume Turia, sopra un altopiano e al riparo dalle inondazioni. La città godeva di una buona una posizione favorevole dal punto di vista delle comunicazioni quindi anche a vantaggio delle attività economiche via mare, inoltre era circondata da buene condizioni agricole. Nel medioevo, il casco antico era circondato da una fortificazione di epoca mussulmana e un’altra di epoca cristiana (XIV secolo), che seguiva il tracciato dell’ attuale anello -costituito dalle vie via Guillén de Castro, Xátiva e Colón-. La morfologia urbana fu irregolare nella epoca mussulmana con strade strette e tortuose e piazze senza una forma definita e si regolarizzò leggermente dopo la conquista romana (1283). Questa irregolarità si osserva soprattutto nella parte nord, il cui centro è la cattedrale. La trama del casco antico è compatta, dato che durante i secoli, la popolazione crebbe dentro la cinta muraria portando a una progressiva densificazione della trama. La tipologia edilizia, inizialmente bassa, ha sperimentato una progressiva verticalizzazione e deterioro morfologico e sociale in alcune zone, che diede luogo a processi di rinnovazione e sostituzione con case di altezza maggiore e migliore qualità.

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La crescita di Valencia è quasi inesistente fino all’inizio del XIX. La città contava 88.057 abitanti all’interno del recinto murario di 157,8 ettari. Questo si traduce in una densità reale di 558 abiitanti ab./ha, ovvero,18 metri quadrati per abitante. Uno dei primi piani che si realizzarono è il piano di padre Tomas Vicente Tosca del 1703. Piano del 1885_1°ampliamento Dalla metà del XIX, la crescita della città obbligò ad ampliare il recinto urbano. Per ampliare la città, fu abbattuta la muraglia del XIV secolo (1865) e al suo posto si creò un anello esteriore che si convertì in strada principale. Le cause furono: la prosperità agraria, un primo processo di industrializzazione( legno, mobili e metallurgia) e la rivoluzione dei trsaporti( rete ferroviaria e svluppo del porto del Grao) che consolidò la funzione esportatrice della città e la convertì in centro di importazione e ridistribuzione. Inoltre la crescita urbana portò ad annettere tra il 1870 e il 1900 quartieri e paesi circostanti come Benimaclet, Ruzafa, Cabanyal, il Grao,

etc..., che sono attualmente integrati nel casco urbano. Si ampliò anche il recinto urbano a scapito della ”huerta”(la campagna). Il piano vero e proprio di questo primo ampliamento entre el casco antiguo y las grandes vías del Marqués del Turia y Fernando el Católico, fu ideato nel 1877 e redatto nel 1858. Il progetto definitivo è del 1885. tenía plano en cuadrícula inspirado en el de Cerdá de Barcelona, trama en manzanas amplias y casas grandes y de calidad.

ria e con trama ortogonale e con le strade più ampie rispetto al primo. L’ampliamento della trama viaria permise la costruzione del cammino di transito che avvicinava al centro urbano le zone esteriori delle altre località.

Piano del 1907_2°ampliamento Il secondo ampliamento fu progettato nel 1907 da Fracisco Mora e Vicente Pichò. Si ampia l’anteriore e si estende la città fino al Cammino di Transito( viale di Pérez Galdós e di Pérez Valero), che furono ripianificati come un terzo anello esteriore. In questo periodo la città vive un momento di forte espansione, grazie alla migrazione dal campo alle città, quindi, grande aumento repentino della popolazione. Questo ampliamento supponeva l’espansione della città verso ovest, con una via perpendicolare a Marques del Tu-

Nella seconda metà del XX secolo, l’industria e i servizi crebbero notevolmente e con essi la immigrazione, la poplazione e la urbanizzazione, dando luogo a una estesa periferia nella quale si installarono aree industriali, enormi quartieri per accogliere gli immigranti a ovest e a sud del primo ampliamento e servizi. I principali assi di sviluppo urbano dalla metà del XX secolo furono i seguenti: -Il sud della città, all’interno del tracciato del nuovo corso artificiale per il fiume Turia, circonda la città ad ovest e a sud. Il progetto, che iniziò a essere pianificato a partire dalla inondazione del 1957, fu terminato intorno al 1970 e determinò anche la creazione di un nuovo anello di traffico di grande capacità.

1885

1907

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Analisi Analisi della della città città di Valencia di Valencia Infatti il nuovo letto del fiume è fiancheggiato da autostrade. -Il nord della città, dunque il vecchio letto del fiume si convertì in uno spazio verde. Sulla sponda sinistra si sono installati nuovi servizi( nuoco campus universitario, un “recinto feriale” e impianti sportivi). -L’asse stradale Madrid-Barcellona. Piano del 1946 Il 1939 marca il punto iniziale di profonda trasformazione urbanistica. II modello urbanistico strutturale della città di Valencia e del suo territorio instaurato dal piano del 1946 è radiocentrico. Questa proposta si costruisce a partire dalla struttura preesistente. Piano del 1966 Il fiume Turia marca una barriera di espansione verso nord, per tanto

fino a quando non si deviò il fiume (il cosiddeto ”Plan Sur”) dopo la piena del 1957, non si oltrepassò la barriera che esso costituiva per lo sviluppo urbanistico della città. La decade degli anni 60 è la tappa di maggior espansione demografica e urbanistica: -Adattamento ai nuovi problemi: nuovo letto del fiume, eccessiva crescita della popolazione. -Edificazione aperta e delle grandi zone che concentarno i servizi. -Grazie al nuovo letto, crescita verso nord-est. -Riempimento del territorio municiale: tutto il territorio è edificabile(fu definito Piano dell’edilizia libera) -La scala urbana di Valencia negli anni 50 era piu vicina al modello di una città agricola che a quello di una capitale. -Il tessuto urbano offre una marcata discontinuità, a effetto della crescita disordinata specialmettnte

1946

1966

a settentrione. Piano del 1988 Cambio radicale dei criteri di pianificazione che passano da una stategia di espansione ad una di consolidamento urbanistico: -Eliminazione degli eccesi di suolo previsti nel piano del 1966 e introd uzione di zoonificazioni flessibili, non segregazionistiche e pensate per le reali nececessità. -Protezione delle campagne. -Connessione delle aree centrali con le aree costiere. -Modello urbanistico di contenimento della crescita. -Realizzazione del giardino nel vecchio letto del fiume Turia. Piano del 2008 Il piano del 2008 classifica il territorio municipale di Valencia in: suolo urbano, suolo urbanizzabile

programmato, suolo urbanizzabile non programmato e suolo nonubanizzabile. Gli obiettivi principali sono: -Ridefinire la struttura del territorio e migliorare l’integrazione della città con il suo fronte marittimo. -Migliorare la rete primaria di parchi pubblici in modo da incrementare il livello di m2 di zona verde per abitante. -Sviluppo degli spazi soggetti a protezioni speciali, esaltandone i valori paesaggistici. -Riordinare la gestione del suolo urbano con l’obiettivo di renderlo adeguato alla vigente legislazione urbanistica. _Ridefinire la rete primaria di riserva del suolo, partendo da una prospettiva globale che permetterebbe di garantire l’adeguata funzionalità degli spazi di uso collettvo.

1988

2008

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1988-2008: 30 anni di evoluzione

Lungomare_zona Cabanyal -Canyamelar

zona Università Politecnica

zona viale Blasco Ibanez/viale Aragon

zona stadio Mestalla

zona “città delle Arti e della scienza”

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Analisi Analisi della della cittĂ  cittĂ  di Valencia di Valencia

Porto

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tessuto industriale

1.3 Sistema insediativo Valencia come tutte le cittĂ  che hanno una lunga storia, presenta una morfologia urbana complessa, nella quale si possono distinguere le differenti aree che corrispondono alle distinte tappe della crescita urbana: il casco antico (che e conserva la cattedrale, i monumenti, i palazzi e le chiese di diversa epoca), le zone di espansione e la periferia che ingloba i diversi paesi annessi a seguito degli ultimi ampliamenti. A sud albergano le industrie (principalmente metallugia, costruzione meccanica, chimica, legno, tessile e alimentazione) e il terziario.

tessuto residenziale

Campanar

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Serrano

Cabanyal

Casco antico della cittĂ  di Valencia

Ruzafa

Socioplis

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Analisi Analisi della della città città di Valencia di Valencia Sociopolis_2003

Progettisti VICENTE GUALLART ,TOYO ITO, WILLY MULLER ARQUITECTOS , MANUEL GAUSA ,SCAPE ARCHITECTURE Duncan Lewis, R&SIE ARCHITECTS FRANÇOIS ROCHE, GEODE BLOCK, YO2 ARCHITECTS Young Joon Kim, THE OBSERVER DESIGN GROUP. JM LIN , EA ARQUITECTOS Antonio Lleyda, Eduardo de la Peña, SOGO ARQUITECTOS, JOSE LUIS MATEO MAP ARQUITECTOS, MVRDV , COLOMER& DUMONT, ARQUITECTURAS TORRES NADAL, ARQUITECTURA MEDIATERRANEA José María Lozano, ABALOS & HERREROS, NO.MAD ARQUITECTOS Eduardo Arroyo.

Sociopolis è un progetto promosso dal governo autonomo della Catalogna per la costruzione di un nuovo quartiere residenziale. Sociopolis chiama a raccolta numerosi architetti ciascuno dei quali sviluppa il proprio edificio declinando liberamente la poetica personale, tuttavia l’obiettivo principale è la creazione di una identità complessiva che emerga da molteplici diversità. Urbanistica Ibrido “rur-bano”: lo scenario urbano europeo che comunemente si espande a discapito del paesaggio rurale e della natura è stato sostituito dalla commistione di agglomerati insediativi “verticali” ad alta densità abitativa e dal tradizionale paesaggio agricolo pubblico-privato della “huerta”.Tutti gli edifici sono orientati verso l’area verde centrale che accoglie gli orti . Inoltre una rete viaria periferica consente l’accesso diretto al complesso. La lottizzazione è stata influenzata dagli antichi canali d’irrigazione scavati dai Mori che oggi sono utilizzati per l’irrigazione degli orti e l’approvvigionamento idrico di sociopolis. Edilizia Le abitazioni nascono per un’utenza da parte di giovani con meno di 35 anni, anziani a basso reddito ed immigrati a cui vengono offerte 2.153 unità abitative di proprietà ad acquisto agevolato e 656 unità abitative ad affitto agevolato. Per scelte programmatiche legate all’ibrido “rur-bano” le tipologie si suddividono in blocchi e torri fortemente contaminati da 23

spazi verdi. Le strutture pubbliche quali centro sanitario,asilo, day centre, terme, centro per l’agricoltura, centro amministrativo, centro per le nuove tecnologie e piazza pubblica non sono collocate in singoli edifici ben distinguibili bensì sono accolte dagli stessi blocchi residenziali. Non v’è uno stile architettonico dominante, piuttosto una disomogeneità diffusa che diviene caratterizzante. Le nuove costruzioni sono ecocompatibili, a basso consumo energetico e provviste di pannelli solari. Infrastrutture Alla base del progetto sta la scelta di portare le automobili fuori dal cuore della comunità “agricola”: una circonvallazione si snoda lungo il perimetro ed al centro del complesso è consentita soltanto la mobilità dolce. Le grandi arterie viarie sulle quali è stato dirottato il traffico, impediscono in aggiunta lo sviluppo irregolare di altri blocchi residenziali. Le ampie macchie di verde che avvolgono sociopolis la proteggono dall’inquinamento atmosferico e sonoro causato dal traffico veicolare ed è stata inoltre ripristinata la rete idrica moresca per l’irrigazione.


zona agricola(“huerta valenciana”) aree verdi e spazi liberi fiume e corsi d’acqua fascia litorale verde attrezzato

1.4 Sistema ambientale Il sistema ambientale della città di Valencia si basa su 5 elementi principali: innanzitutto il mare, quindi la costa; il parco linere all’interno dell’antico letto del fiume Turia; i parchi urbani dislocati all’interno del tessuto urbano che comunqe risultano scarsi rispetto alla superficie costruita; i viali aggiardinati, ovvero le arterie di collegamento all’interno delle quali sono inserite fasce verdi; in fine la “huerta Valenciana” ovvero la campagna, che risulta sempre più minacciata dal processo di espansione urbana quindi dalla costruzione di nuovi edifici. 24


Analisi Analisi della della cittĂ  cittĂ  di Valencia di Valencia

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1.5 Sistema ale

viabilità su ferro (interrata)

viabilità primaria viabilità secondaria linea metropolitana linea tramvia viabilità su ferro

infrastruttur-

La trama della città di Valencia è radiocentrica. Si articola a partire dal centro storico seguendo una forma concentrica attraverso le sue strade esteriori che sono attraversate da grandi viali che confluiscono nel centro e avanzano verso la costa e il porto. Nella trama del primo e del secondo ampliamento si puo notare l’importanza che riveste la pianificazione della stazione ferroviaria durante l’epoca industriale, dato che le strade principali si incrociano con questa. Oggi trasporto pubblico (tramvia e metropolitana), riveste un ruolo importante.

Barcellona

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Murcia-Andalucia

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Analisi della città di Valencia AEROPORTO

Barcellona

STAZIONE DEL NORD PORTO

Madrid

rete esistente Murcia Andalucia

principale rete di mobilità privata

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Barcellona

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AEROPORTO STAZIONE DEL CABANYAL

Madrid

mobilità pubblica

STAZIONE DEL NORD

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La moobiltà pubblica nell’area metropolitana di Valencia è garantita da una grande rete di trasporto che consistente in più di 134 km di rotaie (sotterranee e non) che si estende nel centro fino ad arrivare nei suoi sobborghi più lontani. Sono in progetto nuove linee di potenziamento della rete in modo da garantire una migliore connessione tra tutte le diverse aree metropoliane. 27


servizi urbani servizi pubblici

1.6

servizi per il trasporto servizi educativo/culturali

Sistema dei servizi All’interno del tessuto insediativo si nota una fitta rete di servizi legati principalmente alla rete dei trasporti: porto stazioni e aereporto (a settentrione). E’ importante anche la presenza di servizi sanitari (di particolare interesse è il nuovo Ospedale universitario la Fè a nord-ovest) ed educativo culturali (UV e UPV). Il centro, che conserva il patrimonio storico della città, ospita per lo più servizi turistici e culturali cosa che ,invece, non avviene nella zona costiera che, ad eccezione dell’area più a ridosso del porto, risulta carente di esercizi di questo genere. 28


Analisi della cittĂ  Valencia Analisi della cittĂ  di di Valencia

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Il Cabanyal e la questione Blasco iba単ez

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2.1

Poblats Maritims

Inquadramento geografico e confini amministrativi

Malvarrosa

Beterò Cabanyal-Canyamelar

Grao

Natzaret

La città di Valencia, per una miglioramministrazione e organizzazione dei servizi, è divisa in distretti (distritos) e a sua volta in quartieri (barrios).Il distretto a ridosso del mare è quello dei Poblats Marittims eall’’interno di esso si trova il quartiere del Cabanyal-Canyamelar. 32


Il Cabanyal e la questione Blasco ibañez Cabanyal-Canyamelar

Cap de franca

stazione dei treni del Cabanyal

Il quartiere Cabanyal-Canyamelar è diviso in tre zone : Cabanyal, Canyamelar, Cap de Franca. La divisione, una volta determinata dal passaggio di torrenti, oggi è segnata dalla presenza delle due strade principali di accesso al mare: via Mediterraneo e via del Pintor Ferrrandis. Per una migliore connessione mare-città, il quartiere e specialmente la zona del Cabanyal è minacciata da un progetto del comune di Valencia che vuole il prolungamento di viale Blasco Ibanez, che attualmente si blocca all’altezza della stazione del Cabanyal e si dirama proseguendo sulle due strade prima citate.

Cabanyal

Canyamelar

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2.2 Cabanyal-Canyamelar origini e evoluzione

2.2.1_Nascita Le prime testimonianze storiche dell’insediamento costiero a Valencia risalgono al XIII secolo, quando un gruppo di pescatori si stabilisce sulla costa per vivere di pesca (in particolar modo veniva praticata la “pesca del bou”-pesca con il toro-). Il re Jaume I, interessato alla crescita di questa attività, collaborerà affinchè essi si stabilissero nella zona, costruendo piccole baracche allineate alla linea di costa. Si forma così un quartiere di pescatori, che inizialmente si chiamerà “Vila Nova Maris Valentiae”.

Nel 1364 il re Pere IV cambiò il nome in Vila Nova del Grao, che corrisponde ancora oggi al quartiere del Grao, situato a sud degli odierni Cabanyal e Canyamelar. Mentre Vila Nova del Grao vanta già alcune case, una chiesa e un imbarcadero, Cabanyal e Canyamelar non sono altro che una serie di case chiamate barracas [1, 2]. Nel secolo XV si drenò la parte sinistra del fiume, operazione che permise l’estensione e il consolidamento di questi nuclei (Il fiume Turia allora scorreva dove oggi sorge il parco lineare progettato da Miralles per la città di Valencia. La deviazione del corso del fiume verso sud e’ conseguenza della terribile inondazione che colpi’ la città nel 1957). Nel XV secolo Valencia cominciò a sviluppare i suoi contatti attraverso il mare e Vila Nova del Grao entrò a far parte di questa dinamica economica affermando sempre piu’ la sua relazione con la popolazione della città che per raggiungere la costa doveva attraversare i campi per 4 kilometri[3]. 34

Agli inizi del 1600 Gaspar Escolano ci informa che il Cabanyal concentrava più di 40 barracas e case di bassa qualitá di pescatori. Nel 1646 si afferma che il Grao conta 163 case e nel 1763 i suoi abitanti arrivano a 580. Ancora una volta Canyamelar e Cabanyal non sono abbastanza importanti per essere citati e da ció possiamo intuire una scarsa crescita dell’insediamento. Il quariere come lo conosciamo oggi nasce nel XVIII secolo avanzato, Cabanyal e Canyamelar affermano il loro ruolo quando viene emesso il divieto di pescare col “bou”(bue)[4], attività principale degli abitanti fino ad allora, mentre cresce l’interesse della borghesia valenciana per le spiagge, con la conseguente affluenza di villeggianti durante la stagione estiva quando molti carri aspettavano allora i cittadini alle porte della citta’ per condurli al mare[5]. Tra il 1796 e il 1875 si produssero numerosi incendi che distrussero facilmente le fragili barracas, costruite


Il Cabanyal e la questione Blasco ibañez La sua struttura consiste in due pareti mal costruite parallele alte cinque piedi sulle quali si innalzano due falde inclinate convergenti, coperte di paglia... Cosí fatte da una valle e da un tetto si chiudono i fronti opposti con altre due pareti che salgono verticalmente fino al cavalletto e in queste si aprono le porte e le finestre. Le barracas variano per dimensione e per le comoditá di cui dispongono all’interno... Il nome stesso di Cabanyal deriva appunto dalla parola cabanya, ossia capanna.

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1.Delle barracas scrive Cabanilles: “La sua struttura consiste in due pareti mal costruite parallele alte cinque piedi sulle quali si innalzano due falde inclinate convergenti, coperte di paglia la cui unione forma un cavalletto con due ali. Cosí fatte da una valle e da un tetto si chiudono i fronti opposti con altre due pareti che salgono verticalmente fino al cavalletto e in queste si aprono le porte e le finestre. Le barracas variano per dimensione e per le comoditá di cui dispongono all’interno: per lo piú sono povere ma sufficienti per contenere le reti e i pochi mobili di chi vi abita. Il nome stesso di Cabanyal deriva appunto dalla parola cabanya, ossia capanna. 2. In questo quadro dell’olandese Anthonie Van der Wijngarden nel 1563 appare la prima immagine del Cabanyal, unito al porto di Valencia. 3.Piano generale di Valencia 1812.Anche se di epoca posteriore, dalla mappa si può ben vedere la distanza tra il nucleo urbano di valencia, sulla sinistra e vila nova del Grao sul fronte marittimo a destra.


per lo piu’ di paglia, cosi’ che si decise di ricostruire diversamente la zona con un piano realizzato per volontá del Capitán General Luis de Urbana, chiamato “Plan topógrafico de la Población que se proyecta en la Playa de la ciudad de Valencia y sitio que ocupan las barracas” (“Piano topografico dell’Insediamento che si proietta sulla spiaggia della cittá di Valencia e posto che occupano le barrache”)[6] [7]. Il piano del nuovo insediamento prevedeva tre tipi di case disposte su tre strade parallele alla spiaggia, che nella parte del Cabanyal divennero poi quattro, e le corrispondenti strade trasversali ortogonali alle precedenti. Gli isolati erano concepiti come due file di abitazioni una di fronte all’altra lasciando un patio interno chiuso agli estremi nei quali si progettava di far circolare l’aria. Un aspetto singolare del progetto é la proposta di tre tipi distinti di case e l’ubicazione di questi nell’insediamento raggruppati non per isolati bensí per strade: Nel primo fronte, il piú vicino al mare era

previsto una tipologia di casa a piano terra per i pescatori. Nel secondo case a due piani per marinai e padroni o capi. Nella terza strada case di tre piani che avrebbero ospitato i residenti di Valencia che venivano alla spiaggia e che avrebbero potuto cedere la pianta bassa a una famiglia di pescatori che si prendevano cura della casa durante l’anno. In realtá le condizioni della societá composta per lo piú da pescatori non resero possibile la completa realizzazione del piano, in pratica si ottenne solo il risultato di obbligare l’allineazione regolare delle barracas, si realizzarono le traverse, ma non tutti costruitrono case di mattoni come pretendeva inizialmente il Piano. Gli abitanti si limitarono a riordinare l’esistente, limando le imperfezioni delle strade che erano di larghezza variabile e a costruire un solo tipo di casa e non tre, dando luogo a una tipologia omogenea che ancora oggi permane. Il risultato fu il consolidamento del gruppo primitivo. Sovrapponendo il disegno della parcellazione esistente prima dell’incendio 36

del 1796 e la parcellazione attuale si osserva come gradualmente le barracas furono sostituite dalle costruzioni in mattoni, quindi si puó dire che, nonostante al Piano non corrispose una realizzazione immediata, cinquant’anni piú tardi l’espansione del Cabanyal ne seguí i dettami[8]. E’ nel 1700, e concretamente con la costruzione della Chiesa del Rosario, che il quartiere Cabanyal-Canyamelar comincia a organizzarsi come tale appoggiandosi con il tempo a un altro importante punto di equilibrio, la Ermita de los Angeles. Le vie del quartiere si cominciano dunque a costruire parallele alle facciate di queste due chiese e verso il mare. L’insediamento risultava ora costituito ancora da numerose barracas , una cinquantina di casali e due chiese. La presenza dei casali sparsi testimoniano che il Cabanyal – Canyamelar stava diventando una zona di ozio sempre piú apprezzata del secolo XVIII e non sorprende che in quell’epoca si annunciasse l’apertura di più di un albergo.


Il Cabanyal e la questione Blasco ibañez Gli isolati erano concepiti come due file di abitazioni una di fronte all’altra lasciando un patio interno chiuso agli estremi nei quali si progettava di far circolare l’aria. Un aspetto singolare del progetto é la proposta di tre tipi distinti di case e l’ubicazione di questi nell’insediamento raggruppati non per isolati bensí per strade. “...un progetto di ricostruzione con isolati regolari e con una chiara intenzione di stratificazione sociale...” 6

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6. L’immagine della planimetria di Tosca del 1722 mostra il Canyamelar dell’epoca, anche se non precisamente: si tratta semplicemente di un allineamento di barracas che serve a simboleggiare l’insediamento rettilineo alla spiaggia. 7. “Plan topógrafico de la Población que se proyecta en la Playa de la ciudad de Valencia y sitio que ocupan las barracas 8.Piano geografico dellla popolazione del litorale della città di Valencia (Luis de Urbina - 1796) e sovrapposizione del parcellario catastale della anno 2008.


2.2.2_XIX secolo: costituzione del comune indipendente di “Pueblo nuevo del Mar” Nel 1814 il Cabanyal contava 1515 abitanti di cui la maggior parte erano pescatori. Gli attuali quartieri del Cabanyal, Canyamelar e Malva-Rosa, che si trova piu’ a nord, si costituirono municipio indipendente fra il 1837 e il 1897 (con il nome di Poble Nou del Mar, seguendo l’esempio del Grao resosi indipendente nel 1826 con il nome di

Vila Nova del Grao. Durante l’indipendenza si realizzarono molte migliorie come l’introduzione dell’acqua potabile, l’illuminazione e la costruzione del tramvia. Fino alla fine del XVIII secolo e agli inizi del XIX le spiagge del Cabanyal divennero “la playa” per eccellenza e questo portó, oltre a l’affitto di molte case, alla costruzione di nuove ville che la borghesia valenciana occupava nei mesi estivi e che dettero origine a vere e proprie nuove strade. La prima strada che possiede tutti gli elementi propri di un urbanismo moderno é calle de la Reina (inizialmente calle de la Libertad) e in particolare il tratto compreso nel Cabanyal. In questo momento gli abitanti del quartiere sono persone che hanno raggiunto un certo benessere economico, primi fra tutti i pescatori, diventati padroni delle barche, trasportatori, piccoli industriali, e tale differenza sociale porta alla costruzione di molte case a cui si cerca di conferire un aspetto aristocratico, soprattutto con l’arrivo sulle spiagge di Valencia di molte famiglie della Corte di Spagna e che 38

cambiano totalmente i ritmo di vita preesistente di sussistenza. Questo coincide con la riforma igienista, la diffusione della passione per lo sport, i bagni e lo stare all’aria aperta. Nel 1873 la popolazione di Poble Nou del mar é di 8571 abitanti, con 1746 edifici, di cui 1149 (65%) case ancora una volta chiamate “barracas”, 375 (21%) a un piano, 218 (12%) a due piani e solo 4 (0.2%) di tre o quattro piani. Durante il secolo XIX si produssero numerosi incendi che posero fine alla tipologia della barraca. L’incendio peggiore si propagó il 10 maggio 1875 distruggendo ben 200 barracas che furono poi sostituite con la costruzione di case di mattoni. Da allora le ordinanze municipali di Poble Nou del Mar stabilirono una normativa che vietava la costruzione di nuove barracas e concedeva solo tre possibilitá di riparazione dell’immobile. Queste norme contribuirono a un rinnovamento accelerato e in poco tempo divenne normale sostituire le baracche con una casa monofamiliare.


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2.2.3_ Fine XIX secolo: annessione al Comune di Valencia Nel 1888 gli abitanti aumentarono fino a 11290 e le percentuali delle tipologie mutarono: 32% barracas, 46% case a un solo piano, 20% a due piani, piú di tre piani 0.7%. Nel 1890 si cominciarono i procedimenti sulle costruzioni per sistemare gli scarichi , i marciapiedi e l’ empetrado (tipo di pavimentazione tipica) dell’insediamento. La cittá di Valencia, seguendo una politica di espansione propria della fine del XIX secolo ( nel 1865 furono abbattute le mure e si procede con il

primo piano di sviluppo) e con il pretesto di apportare dei vantaggi, nel 1897 si annette Poble Nou del Mar, che perde cosí la sua indipendenza. Nel 1900 la crescita si accentua ancora. Poble Nou del Mar conta ora 14476 abitanti. Le case catalogate come “barracas” sono stabili a un 31%, quelle a un piano sono il 44%, aumentano livemente quelle di due piani, 22%, e per la prima volta raggiungono l’1.5%. Questo vuol dire che alla crescita economica e demografica non corrispose una crescita in altezza dato che il 75% delle case hanno un solo piano. Negli anni ’20 e ’30 i Poblados Marítimos continuano a prosperare come luoghi di villeggiatura estiva con il nome di Playa de las Arenas. Si puó comprobare l’affluenza di una classe benestante nonché le dotazioni per accogliere i bagnanti come i due pseudo- templi greci, che ospitavano le terme e le piscine e dei quali oggi rimane solo uno, il padiglione sul mare, oggi scomparso, le casette sul mare per cambiarsi, in seguito diventati ristoranti. 39

Le numerose foto riprese in questi anni descrivono il passaggio da un mondo che si era mantenuto fondalmentamente rurale a una nuova fase di apertura. I carri sono gradualmente sostituiti dalle prime automobili per cui le strade diventano carrabili, le spiaggie sono affollate di bagnanti che spendono volentieri per godere del sole e del mare: una societá che era contadina e marinara si adatta alle nuove tendenze cittadine. Nel 1936 scoppia la guerra civile che paralizza tutta la Spagna e la isola dal resto d’Europa e dalla seconda guerra mondiale. Valencia, cosí come la vicina Alicante e in generale tutte le cittá della costa della Comunitá Valenciana e della Catalunya, sono gli ultimi insediamenti a resistere all’arrivo dei nazionalisti che come sappiamo ottengono il potere con una dittatura militare capeggiata dal generale Francisco Franco. Cosí come altre comunitá i Poblados Marítims soffrono gli anni della dittatura con numerosi arresti e deportazioni.


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2.2.4_Viale Blasco Ibañez origini e evoluzione Durante i suoi più di cento anni di vita il “Paseo Valencia al Mar” oggi conosciuta con il nome di “Avenida Blasco Ibañez” ha conosciuto in un’altra forma lo sviluppo dei quartieri marittimi di Valencia, e attualmente rappresenta il maggior motivo del suo degrado e una minaccia imminente per il futuro. Se è vero che esiste in un progetto datato 1861[9], tracciato più a sud e leggermente inclinato rispetto al Camino del Grao (attuale Viale del Porto) , è solo all’inizio del 1883 che si manifesta l’interesse municipale

per la realizzazione di una nuova via di comunicazione che avvicinasse Valencia alla spiaggia, dove trascorrevano le vacanze la borghesia valenciana attirata dalla nuova teoria igienistica basata sulla Talassoterapia. Fu progettato così il “Paseo Valencia al Mar “ , ideato da Casimiro Mesaguer [10]. Meseguer non solo cerca un accesso al mare alternativo alla Avenida del porto, congestionato dal traffico di mercantile. Ma al contrario, vuole che la nuova strada si converta in “spina dorsale” di una nuova espansione che riempirebbe lo spazio risultante fino alla Avenida del Porto. La sezione si ispira all’dea della città giardino: una strada di 100 m di larghezza con ai lati due isolati , il primo per le grandi ville e il secondo per case più modeste, separati da una strada di 15 m per completare i 100 m al lato della via principale. In totale una strada di 300 m di larghezza, che si estende dai Giardini Reali fino ad arrivare al Cabanyal, senza nessuna soluzione di continuità con il caseggiato esistente. Dunque , la principale critic 40

ità di questa strada è il fatto di non essere stata progettata per avere uno sbocco direttamente sul mare, ma solo per collegare i due nuclei urbani per interrompersi all’altezza dalla stazione dei treni del Cabanyal, per questo furono prentati presto, piani che risolvessero queta criticità[11]. Nel 1931 Josè Pedro modifica il progetto inserendo una banda edificabile di 50 m (che comunque non verrà mai realizzata) in più, a differenza del piano anteriore, questo cerca di risolvere il problema dell’incontro con il quartiere del Cabanyal: la strada non passerà nel quartiere ma si adeguerà alla maglia viaria esistente. Da questo asse partiranno due rami che disegnano una forma a ferro di cavallo (sono le attuali calle Carlos Ros e la Avenida Mediterraneo) [12]. A partire dal Piano del 1946[13]si susseguono diversi piani di sviluppo che vogliono il prolungamento della Avenida Blasco Ibanez fino ad arrivare al mare e l’abbattimento di tutto il patrimonio di case che si trova sul suo percorso.


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9. “Piano della città di Valencia e del suo intorno”. León,Tamarit, Bentabol, Samper _1882 10. Piano della città di Valencia con il progetto del prolungamento di Blasco Ibanez. José Manuel Cortina Pérez_1899

11.Piano di sviluppo. Mora _1912 12. Piano di revisione disegnato da Josè Pedro e prospettiva dello stesso_1931

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settore predominante, la pesca,che andrà scomparendo col passare degli anni.

2.2.5_Abbandono del quartiere piani di sviluppo e battaglie legali La grande alluvione che colpì Valencia nel 1957. interesso considerevolmente i “Poblados maritimos”. l’acqua copriva il piano terra di tutte le case, per questo c’era bisogno di aiuti che non ci furono mai per due motivi: innanzitutto la recente industralizzazione e il miglioramento dei servizi pubblici, il comune preferisce incentivare lo sviluppo dei quartieri industiali, lasciando in secondo piano i problemi del Cabanyal. A questi pochi aiuti si somma la volonta dei suoi abitanti di cercare nuove zone residenziali, più comode e più vicine al posto di lavoro, lasciando così il cabnyal senza attività che aveva tenuto prima econ il suo

Nel 1966 si approvò un importante piano di sviluppo, forse il più importante della storia di Valencia[14]. E’ infatti, il piano col quale si devio il corso del fiume Turia spostandolo verso sud per arginare il pericolo di alluvioni, come quella che colpì la città nel 1957 (Il cosidetto “Plan Sur”). Si tratta di un piano basato sulla viabilità con proposte forse troppo avanguardistiche per lo spirito e la abitudini dei valenciani, che infatti non tardano ad esprimere il loro disappunto. Le proposte andavano dall’utilizzazione del vecchio letto del fiume Turia come autostrada per Madrid, al prolungamento costiero dell’autostrada per Barcellona attraversando la darsena interiore con un passaggio sopraelevato, fino ad arrivare a quello che riguarda il tema di cui ci stiamo occupando, cioè, il prolungamento dell’avenida Blasco Ibañez fino a connettersi con detta autostrada(piano parziale 13[15]). 44

Nel 1975 dopo la morte del Generale Franco inizia un nuova tappa di speranza per il quartiere che culminerà il 28 febbraio 1978 con il riconoscimento da parte del Ministero della Cultura di Conhiunto Historico Artistico (Congiunto Storico Artistico) Nel 1982 il Tribunale Supremo sospende anche il Piano Parziale 13, che contempava il proseguimento di Viale Blasco Ibáñez. Nel 1988 fu redatto il nuovo Piano regolatore, che riconosce la qualifica di Conjunto Historico Protegido (CHP_Congiunto storico protetto), allla zona del Cabanyal-Canyamelar ma promuove nello stesso tempo progetti di adeguamento dell’asse viario anche per migliorare la qualità urbana del nucleo insediativo[16]. Nella redazione del piano del 1988 I differenti progetti di distruzione che riguardavano il quartiere rimangono paralizzati, perchè non si guinge a un accordo tra la conservazione e rivitalizzazione o la trasformazione e distruzione con il prolungamento dell’avenida Blasco Ibañez fino al mare.


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13. Piano Regolatore Generale di Valencia_1946 14. Piano Regoaltore Generale di Valencia_1966 15. Piano Parziale 13. 16. Piano Regoaltore Generale di Valencia_1988 17. Piano Regoaltore Generale di Valencia_2001


Nel momento in cui fu redatto il piano governava il Partido Socialista del País Valenciano-PSOE, finalmente se resuelve dejar el barrio en planificación diferida por un tiempo de cuatro años. Durante questi quattro anni il governo della città passa in mano al Partito Popolare, si inizia a concretizzare la minaccia, inizia l’abbandono, la degradazione, si abbandona l’iniziativa privata( si sospendono tutte le concessioni edilizie) e inizia una lunga battaglia legale:

1993 Viene dichiarato B.I.C. (Bene di Interesse Culturale) 1997 Nel 1997 il Comune di Valencia promuove la redazione di un Plan Especial de Protecion Reforma Interior del Cabanyal-Canyamelar (PEPRIPiano speciale di protezione riforma interiore). Furono presentate varie alternative[18]:

1.prolungamento del viale lungo il suo percorso. 2.soluzione intermedia, prolungamento del viale conl’asse spostato verso nord. 3.protezione integrale del quartiere. 1998 Nasce la Plataforma Salvem El Cabanyal( associazione di residenti e difensori del cbanyal), con 46

l’ntento di bloccare l’niziativa di prolungamento,bloccare l’niziativa di prolungamento 2001 Nasce il PEPRI ‘01, ovvero, il progetto di prolungamento viene approvato dal comune [17]. La Plataforma annuncia la presentazione di un ricorso contenzioso-amministrativo, chiedendo la paralizzazione.


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18. In ordine le tre proposte.

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2.3 Analisi Patrimoniale e la dichiarazione di Bene di Interesse Culturale(B.I.C.)

Lo stile architettonico che si sviluppa nel XIX nei Poblados Maritimos è denominato modernismo popolare. Tale stile, che caratterizza l’attuale reticolo, nonostante non si avvale di autori così rinomati, presenta una qualità e una uniformità che le conferiscono un notevole valore. Definire uno stile popolare significa considerare che si sviluppa in assenza di

norme culturali, con una manifesta ingenuità, ma anche con un fantasia che si esprime attraverso un ornamento allegro e vistoso, senza virtuosismi estetici. Nella maggior parte dei casi chi realizzava l’opera era allo stesso tempo l’utente e questo contribuisce a conferire alle abitazioni una singolarità, nonostante l’omogeneità dello stile: ogni casa è segnata dal gusto personale del suo proprietario. Ancora oggi per esempio è possibile vedere che le facciate delle case conservano le iniziali del costruttore . L’architettura popolare del Cabanyal appare come un’interpretazione libera e originale del modernismo creata dalla classe più bassa, ossia i pescatori. Questa architettura si basa fondamentalmente su due elementi: lo stucco e gli azulejos, ossia le tessere di ceramica, che, utilizzati singolarmente o con tecnica mista, caratterizzano l’aspetto esterno dell’edificazione, risaltandone i dettagli e vestendo gli elementi funzionali propri della costruzione[19]. Facciate a “punto croce” sorgono vi48

cine a case molto semplici all’esterno, con toni uniformi, nelle quali solo si distinguono modanature bianche; rivestimenti di azulejos si contrappongono a coperture di mattoni lavorati finemente e tutti questi elementi si compongono in un questi elementi si compongono in un agglomerato in cui lo sguardo si perde. Questi esempi di modernismo popolare si trovano soprattutto nella zona del Cabanyal e nella parte interna del Canyamelar [20]. Dal 1950 molte di queste case, principalmente nel Canyamelar, furono demolite e sostituite con blocchi che si sviluppano in altezza e che sfocano il paesaggio del quartiere. La qualità dell’architettura di questo quartiere non dipende solo dal valore dei suoi edifici ma anche dalla tipologia edilizia e dalla morfologia urbana che sono strettamente collegati. Esso rappesenta una parte sostanziale della forma urbana di Valencia, che esprime l’identità del XVIII e XIX secolo, conformando un quartiere marittimo singolare formato da isolati stretti e dalla forma allungata.


Il Cabanyal e la questione Blasco ibaùez Definire uno stile popolare significa considerare che si sviluppa in assenza di norme culturali, con una manifesta ingenuità, ma anche con un fantasia che si esprime attraverso un ornamento allegro e vistoso, senza virtuosismi estetici. Questa architettura si basa fondamentalmente su due elementi: lo stucco e gli azulejos, ossia le tessere di ceramica, che, utilizzati singolarmente o con tecnica mista, caratterizzano l’aspetto esterno dell’edificazione, risaltandone i dettagli e vestendo gli elementi funzionali propri della costruzione

19.Stucco e azulejos

20.cortina in via della Regina (Cabanyal)

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La qualità dell’architettura di questo quartiere non dipende solo dal valore dei suoi edifici ma anche dalla tipologia edilizia e dalla morfologia urbana che sono strettamente collegati. Esso rappesenta una parte sostanziale della forma urbana di Valencia, che esprime l’identità del XVIII e XIX secolo, conformando un quartiere marittimo singolare formato da isolati stretti e dalla forma allungata. L’evoluzione dalla capanna alla casa [21], che si protrasse tra il XIX e il XX secolo, suppose il passagio da

un trame uniforme ad una più complessa, in grado di albergare i differenti modi di vita attuali, quindi, differenti tipologie edilizie. Buona parte di questo risultato si deve alla sapiente conformazione e all’orientamento di questo quartiere, che consente una buona esposizione e una buona ventilazione, grazie anche alla presenza del patio interno. In questo modo tutte le facciate ricevano durante tutto l’arco della giornata, una parte di sole e una parte di ombra in più l’orientamento nord-sud permette alla brezza marina 50

di entrare e rinfrescare le case tramite la presenza di un patio interno. Si mantiene anche la stessa relazione con la strada che si aveva con le baracche, poiché molte case sono unifamiliari o non hanno elementi comuni come terrazze o scale. Il risultato è un raggruppamento salutare, ben soleggiato e ventilato inserito in un reticolo di strade piuttosto regolare [22]. Questa esclusività sostiene la dichiarazione come Bene di Interesse Culturale.


Il Cabanyal e la questione Blasco ibañez 21.Evoluzione dalle baracche alle case_Secondo la loro tipologia, le baracche avevano gli accessi sulla facciata e si presentano con la cima perpendicolare alla strada, in modo da far scendere l’acqua sui lati. Di norma le pareti laterali di ogni baracca retrocedevano rispetto alla linea di proprietà di tre palmi valenciani (68 cm). In questo modo tra due baracche si creavano 136 cm, a cui si da il nome di “escala”, che servivano soprattutto per ricomporre il tetto di paglia o di legno. Nel momento in cui si iniziano a demolire le baracche e si costruisce una casa al suo posto, non si può costruire su tutto il terreno perche i tre palmi servono ancora al vicino. Però nell’edificare la seconda casa si può costruire su tutto il terreno e il vicino se vuole vende i suoi tre palmi all’atro, altrimenti si crea, tra le due case, uno spazio spazio libero. L’esistenza della “escala” , quindi da origine delle diverse larghezze delle parcelle. Così, prentendo come punto di partenza la baracca di 640 cm (28 palmi), si possono otterenere parcelle da 320 cm fino a 9 metri, contando le due “escalas” laterali complete. 22.La morfologia urbana regolare fa si che attualmente le strade parallele al mare si alternino in direzione di salita o discesa mentre le perpendicolari vanno in un solo senso ad eccezione delle arterie principale che vanno in ambo le direzioni. 21

Il risultato è un raggruppamento salutare, ben soleggiato e ventilato inserito in un reticolo di strade piuttosto regolare.

Dal 1950 molte di queste case, principalmente nel Canyamelar, furono demolite e sostituite con blocchi che si sviluppano in altezza e che sfocano il paesaggio del quartiere. 51

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2.4

La dichiarazione di bene di interesse culturale (B.I.C.) Nel 1993 il Governo della Generalità Valenciana dichiara il Cabanyal Bene di Interesse Culturale (B.I.C), restano bloccate cosi le ipotesi di prolungamento. Detto Decreto dichiara: “Lo sviluppo urbano del Cabanyal partecipa insieme alle stesse concezioni urbanistiche di sviluppo della cittá, essendo un fedele riflesso dello stesso; realizzato in scala minore e seguendo le peculiaritá proprie dell’insediamento urbano. Proprio come nell’espansione, il primo pro-

getto urbanistico si redige alla fine del XVIII secolo; in particolare dopo l’incendio del 1796 in cui, per volontá del Capitán General Luis de Urbana, si redige un progetto di ricostruzione con isolati regolari e con una chiara intenzione di stratificazione sociale. In realtá questo progetto non sará portato a compimento, anche se serví da traccia per la ricostruzione definitiva del Cabanyal, realizzata dopol’incendio del 1875. A questo periodo corrisponde anche la realizzazione dell’espansione di Valencia, 52

e nel Cabanyal nasce una peculiare trama a reticolo che ha origine nell’allineamento delle antiche barracas in cui si sviluppa una architettura popolare di chiara radice eclettica” I valori da proteggere che si individuano nella dichiarazione sono: la peculiare trama a reticolo che ha origine dall’allineamento delle antiche barracas e l’architettura popolare di chiara radice eclettica. Il Decreto continua delimitando la zona protetta[23].


I Poblats Il Cabanyal Maritims e laequestione la questione Blasco Blasco ibañez ibañez I valori da proteggere che si individuano nella dichiarazione sono:

“la peculiare trama a reticolo che ha origine dall’allineamento delle antiche barracas e l’architettura popolare di chiara radice eclettica”

23.Per fissare correttamente il limite dell’intorno protetto,il piano, stabilisce previamente un’origine e un senso: l’origine é il vertice sud-est di incontro tra la calle Mariano Cumber e la calle Escalante, il senso é quello orario. Dall’origine, tutta la calle Escalante nel suo allineamento piú lontano al mare fino al vertice nord-ovest dell’incontro di questa stessa strada con la calle Remonta. da questo punto continua secondo l’allineamento della calle Remonta fino a compiere un giro di 45 gradi all’incontro con calle de la Reina, , continuando lungo questa fino all’incontro con il vertice sud-est dell’incrocio con la calle Padre Luis Navarro, linea a partire dalla quale continua l’allineamento della stessa fino all’incrocio con la calle Francisco Cueles, nel suo allineamento sud, continuando per la stessa fino all’allineamento ovest della calle Escalante, e da qui fino all’origine

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2.4 Analisi socio-politica La soluzione proposta dal comune di Valencia riguardo il prolungamento della Avenida Blasco Ibáñez, nasce per risolvere i probemi di degrado in cui il Cabanyal verte. La situazione di stallo, il fatto che non ancora si arrivi ad un accordo non sta facendo altro che aggravare queste problematiche, una situazione che sembra quasi voluta dal comune stesso al fine di trovare maggiori argomentazioni che giustidìficherebbero tale intervento. Il comune sta realizzando un vero e proprio esercizio di “mobbing immobilario”, pratica finalizzata alla degradazione sociale del quartiere, per cui a una migrazione dei proprietari degli immobili, l’abbandono dell’iniziativa privata e un abbassa-

mento dei prezzi di questi, che abbasserà, di conseguenza, anche il costo generale dell’operazione di prolungamento. Una delle prime misure adottate è stata quella di ridurre la quantità/qualità della raccolta di rifiuti. La sporcizia in questo quartie è molto maggiore rispetto a qualsiasi altro quartiere di Valencia. Un’altra situazione causata dal Comune ha a che fare con la quantità di immobili vuoti. La città possiede circa 500 case nel quartiere, la maggior parte nella zona in cui dovrebbe passare la Avenida Blasco Ibáñez. Queste case sono vuote, la maggior parte di loro in uno stato di evidente abbandono e deterioro che le rende non adatte all’uso, ma nonostante ciò, in molti casi queste risultano occupate. Ai problemi elencati finora va aggiunto il più importante: quello del mercato della droga che ogni anno risulta sempre maggiore. 54

Secondo le statistiche ufficiali, delle 21,109 persone che vivono nel Cabanyal, quasi 5.000 avrebbero più di 65 anni, con il tasso di invecchiamento del quartiere di 153,6 (superiore a quello dei quartieri circostanti). Questi convivono con oltre 3.000 immigrati e 8.640 disoccupati. La verità è quasi impossibile stabilire quante persone vivono effetivamnete nel Cabanyal sia in stato di occupazione, sia in appartamenti di propietà del Comune, o semplicemnte in appartamenti di propietà di persone che hanno la loro casa in questo quartiere e che aspettano che si rigeneri in qualche modo per investire, privatamente, nel restauro del propio immobile. Per cui, si è arrivati al punto che gran parte degli abitanti dichiarano che“non importa quello che fanno, l’importante che facciano qualcosa.” Così, gli abitanti si sono divisi in due gruppi distinti: quelli con la filosofia di cui sopra e quelli che richiedono “la riabilitazione senza distruzione”, raggruppati attorno alla Plataforma “Salvem Cabanyal”.


Il Cabanyal e la questione Blasco ibañez situazione attuale

-Frattura tra città e costa -abbandono e degrado

situazione proposta dal comune

-Risanamento tramite migliore connessione tra i due nucli_Prolungamento di viale Blasco Ibáñez.

disaccordi tra l’amministrazione e la popolazione locale

battaglie legali e mancanza di un accordo

peggioramento delle condizioni del quartiere

che vede la proposta come una minaccia all’estinsione del quartiere e delle sue tradizione

riduzione della quantita/qualità della r accolta dei rifiuti

21109 abitanti

immobili vuoti ma occupati

mercato droga

della

24% + di 65 anni

41%

disoccupati

3000 immigrati (fonte “oficina estadistica de Valencia”, studio del 2009)

“si volem”

“salvem el Cabanyal”

emigrazione dei proprietari d i immobili e a b b a n d o n o dell’iniziativa privata

abbassamento prezzo degli immobili

abbassamento del costo tale dell’operazione proposta dal comune

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Oltre alle battaglie che si svolgono quotidianamente alla piccola scala, tra questi gruppi, tra il Comune e i residenti, e tra il partito popolare e il partito socilaista, attualmente, la principale battaglia politca è condotta più a larga scala. Dal momento in cui il Ministero della Cultura ha dichiarato, su richiesta della Corte Suprema, che la demolizione degli edifici nella zona dichiarata B.I.C. supponeva un’istanza di spoliazione, il Comune ha intensificato la sua attività in relazione a tali demolizioni e ha emesso un decreto-legge attraverso la Generalitat Valenciana, che ha eliminato la dichiarazione B.I.C che esiste sul quartiere. Pochi giorni dopo, il governo centrale ha presento ricorso per tale decretolegge di fronte alla Corte Costituzionale, ammettendo che il processo può recedere tale decreto legge. Nel lasso di tempo che intercorre tra il deposito della domanda di ricorso e la sua approvazione diverse case sono state demolite, approfittando del limbo giuridico.

Quindi a questo punto il problema del Cabanyal è diventato un conflitto tra il Governo e il Comune di Valencia contro il Governo centrale, e anche se questa battaglia la vincerà lo Stato, se non si interviene sul quartiere e non si effettua una riabilitazione integrata, che consente la valorizzazione di essa, l’estensione temuta sarà realizzata.

edifici demoliti e conversione i spazi pubblici “El Juegos del Cabanyal”(“Il gioco del Cabanyal”) Gioco come spazio pubblico: le case che sono state abbattute hanno creato dei vuoti all’interno del Cabanyal che si sono convertiti automaticamente in spazi pubblici o luoghi di ritrovo data la scarsa presenza di questi nel quartiere. Gioco come trattamento delle pareti: questi spazi, sono stati segnati dal Comune di Valencia , con linee color marrone, marcando in questo modo il proprio rterritorio

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Il Cabanyal e la questione Blasco iba単ez

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2.5

Salvem el Cabanyal e l’iniziativa Portes oberts: la cultura come lotta.

Dal 1998 un folto gruppo di artisti che vivono nel Cabanyal ha formato in modo spontaneo un collettivo impegnato nella lotta sociale sviluppata nel quartiere, proponendo l’arte come un mezzo di lotta per la conservazione del barrio. E’ nato così Cabanyal Portes Obertes, che in valenciano significa Porte Aperte, un progetto di istallazioni artistiche di diverse disci-

pline in tutto il quartiere, per le strade e nelle case degli abitanti che aprono le porte al pubblico una volta all’anno nei fine settimana durante un mese. Lo scopo principale di questa manifestazione è quello di far conoscere il Cabanyal alla città di Valencia, mostrare che si tratta di un barrio vivo e attivo e meritevole di essere conservato e restaurato. 58

Durante il mese di apertura del museo-quartiere sono inoltre organizzati eventi collaterali, come per esempio le visite guidate che hanno fatto conoscere a migliaia di persone la particolarità e l’eclettismo del già descritto modernismo popolare, ma anche conferenze, performance, proiezioni di cortometraggi e concerti.


Il Cabanyal e la questione Blasco iba単ez

59


60


Studio e interpretazione del contesto

61


3.1

Situazione attuale

62


Studio e interpretazione del contesto PotenzialitĂ 

CriticitĂ 

viabilitĂ  su ferrro

tessuto storico e grandi inrastrutture

area litorale

viabilitĂ  su gomma

tessuto storico degradato

aree dismesse e non urbanizzate

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3.2

PEPRI (Plan Especial de Protecion y Reforma Interior_ Piano di Protezione Speciale e Riqualificazione Interna)

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Studio e interpretazione del contesto Punti di forza del piano

riqualificazione del tessuto storico

Debolezze del piano

riqualificazione del tessuto urbano

rurbanizzazione deli vuoti urbani

L’applicazione del Piano detto di Protezione sulla parte centrale della zona B.I.C. del quartiere Cabanyal provocherebbe la demolizione e l’espropiazione di 1660 case e 600 edifici, di cui 100 sono edifici protetti . Tra gli edifici per cui è prevista la demolizione e quelli non più protetti sparirà il 59% degli edifici protetti dal Piano Generale ancora vigente. L’argomento utilizzato dal Piano per giustificare la demolizione è che questa contribuirà “alla migliore conservazione del congiunto”. Dividere in due un quartiere significa spezzare un modo di vita centenario e suppone dividere un quartiere con una tradizione popolare radicata. Inoltre, le conseguenze non si limiteranno solo alla zona interessata, ma si ripercuoteranno sul quartiere intero, che rischia così di estinguersi, e con esso le sue tradizioni. Gli interessi alla realizzazione di questo progetti sono naturalmente di carattere economico, dato che la società privata che si occuperebbe dei lavori costruirebbe lungo il viale nuove edifici ad alta densità.

partizione del tessuto storico

Dopo più di dieci anni di confronti, che spesso hanno assunto i toni accesi della lotta politica, tra l’amministrazione Comunale e un comitato di cittadini in difesa del quartiere, le notizie degli ultimi giorni sembrano confortanti. Il Ministero dei Beni Culturali del governo centrale spagnolo ha bloccato i lavori del prolungamento dell’Avenida, difendendo un patrimonio storico inestimabile, ormai danneggiato purtroppo. Tutto questo per dire che la sostenibilità è il punto di incontro tra l’urbanistica e il turismo. E una pianificazione sostenibile è auspicabile, oltre che per i cittadini e per il bene comune, anche per l’attività turistica e per i guadagni che ne derivano.

65


66


Progetto urbano

67


4.1

Situazione attuale

Vuoti urbani

68


Progetto urbano

1

2

3

4

69


5

6

7

8

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Progetto urbano

9

10

11

12

71


randis

ina

Blas

calle del Pintor Fer

co I b

añe z

calle Mediterraneo

Ave

nida

Viabilità su gomma

secondaria primaria

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del

Por

to

Calle Pavia

jos

Calle Eugenia Viñes

aran

Lluch

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Calle Ramon

nida

de lo

Calle de la Re

Ave

nida

Serreria

Ave


Progetto urbano de lo

sN

aran

jos

tramvia ferrovia(tratto interrato)

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Calle Ramon

Serreria ViabilitĂ  su ferro

Calle Eugenia ViĂąes

nida

Lluch

Ave


Aree verdi

costa orti spazi aperti e attrezzati

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Progetto urbano

Servizi sportivi culturali commerciali sanitari sicurezza religiosi educativi

75


3 1

2

4 5

8

7

6

9

10

11

12

13 14 15 16

siti i maggior interesse

edifici tessuto storico

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Progetto urbano

1_Chiesa degli Angeli

2_Casinet

3_Guardia Civil

4_Stazione dei treni del Cabanyal

5_Antica Stazione dei treni del Cabanyal

6_Teatro “La Estrella”

7_Casa del “Bous”

8_ “La Pilona”

9_ “Lonja del Pescado” (mercato del pesce)

10_ Mercato del cabanyal

11_ Biblioteca municipale “Casa de la Reina”

12_ Tipiche case in stile modernista popolare

13_Hotel “Las Arenas”

14_Chiesa del Rosario

15_Antico cinema-musicale

16_Antico mulino del riso

77


4.2

situazione attuale_ degrado

Proposta progettuale

Il progetto intende contribuire alla ridefinizione sociale, architettonica e urbanistica delle aree interstiziali all’interno del quartiere del Cabanyal con lo scopo di migliorare la connessione e l’integrazione tra il tessuto di espansione della città e il mare. Ciò significa anzitutto riconosce il valore storico-culturale della zona comprenderne le caratteristiche ed

situazione proposta dal comune di Valencia_ Prolungamento della Avenida B.I.

proposta alternativa_ totale salvaguardia e valorizzazione del quartiere

assegnarle un ruolo di primaria importanza che ponga le basi per un proprio sviluppo e una propria ripresa economica.

cizio di ripensamento di un brano della città, ove la cultura, l’arte, l’incontro tra le genti costituisca il vero significato di luogo della convivenza civile.

E’ opportuno, quindi, rivisitare gli spazi destinati all’uso collettivo, all’incontro, allo scambio ed all’esercizio della funzione urbana, ai trasporti, ai collegamenti specializzati, in un ampio eser-

Considerando che all’interno del quartiere si insediano forti elementi di attrazione culturale e storica si opta per un piano di totale salvaguardia e valorizzazione del quartiere.

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Progetto urbano

Interpretazione della sezione trasversale alla costa

Interpretazione della sezione trasversale alla cos

SITUAZIONE ATTUALE

via degli Aranci

PROPOSTA DEL COMUNE PROPOSTA ALTERNATIVA

Porto

PROPOSTA ALTERNATIVA

PROPOSTA DEL COMUNE

prolungamento del viale Blasco Ibañez

via Pintor Ferrandis

via Mediterraneo

Porto

via Pavia

via Eugenia Viñes

viale della Regina

viale del Dottor Lluch

SITUAZIONE ATTUALE

viale Serreria

ta

Algiros tessuto di espansione

Cabanyal tessuto storico

fascia litorale residenze stagionali attività ricettive

Canyamelar tessuto storico

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Cabanyal tessuto storico

Cap de Franca tessuto storico

Malvarrosa tessuto di espansione


L’obiettivo principale è dunque migliorare la qualità della vita degli abitanti del quartiere attraverso differenti azioni e contribuire allo sviluppo e al miglioramento della città di Valencia, che recupererà , se queste azioni si ripercuteranno positivamennte,una zona residenziale con alto valore storico-patrimoniale, oltre che un nuovo polo di attrazione turistica tanto nazionale quanto internazionale. azioni: 1.Migliorare l’abitabilità e la sicurezza degli edifici 2.Migliorare l’accessibilità al quartiere, sia per quanto riguarda il traffico carrabile che quello pedonale , in modo che questa diventi più bella e tranqulla. 3.Diversificare l’uso e la tipologia degli edifici. 4.Bisogna tenere presente e promuovere la relazione la relazione tra il quartiere e i turisti: approfittare della vicinanza al Porto( dove arrivano settimanalmente grandi crociere) per

rendere il quartiere una zona attraente da percorrere in alternativa al “Paseo Maritimo”.Inoltre delle visite guidate all’interno del Cabanyal, una volta riabilitato, potrebbero essere interessanti non solo per i turisti provenienti dal porto ma anche per tutti quelli che in generale visitano Valencia. 5.Bisogna tenere presente e promuovere la relazione la relazione tra il quartiere e gli studenti: approfittare della vicinanza del quariere all’Università Politecnica e al Campus di Tarngers, per dinamizzare il quartiere e diminuire l’alto tasso di invecchiamento esistente.L Avenida de 80

los Naranjos collega il quartiere con l’università mediante una linea tramviaria in meno di 5 minuti. Introdurre nuovi usi, non solo residenziale-educativo, ma anche terziarioe culturale in questa zona, aiuterebbe a raggiungere questo obiettivo. 6.Incentivere l’uso dei mezzi non inquinanti e del trasporto pubblico. Anche se molti di questi obiettivi si potranno risovere con azioni urbanistiche, altre, come quelle relative alla sicurezza e al traffico di droga, dovranno essere trattati d altri punti di vista più vicini alla politica.


Progetto urbano

81


Ridimensionamento infrastrutturale _Ridimensionemento e razzionelizzazione della circolazione attraverso la riduzione del numero delle strade carrabili e delle carreggiate all’interno di tutta la zona protetta. _Miglioramento della permeabilità all’interno del quartiere attraverso la valorizzazione delle strade ciclo-pedonali e la trasformazione dell’intera area in zona pedonale a traffico limitato. _Miglioramento degli accessi al mare e della visibilità di questo, dalle zone più lontane dalla costa _Deviazione della linea del tram urbano e inserimento dello stesso in una “fascia” pedonale, separandolo in questo modo, dalla strada carrabile

Proposta di viabilità

esistente proposta

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Progetto urbano

Nuova viabilitĂ  su gomma

secondaria primaria

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Riqualificazione ambientale _Creazione di un “cuscinetto verde”, un grande spazio pubblico, antistante il Cabanyal. _Valorizzazione degli spazi pubblici soprattutto nei punti strategici e in corrispndenza degli edifici di maggior interesse, da destinarsi alla cultura, all’arte, all’intrattenimento quali momenti di incontro sociale e di crescita anche intellettuale al servizio degli abitanti del quartiere e più generale della città.

Zona pedonale

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Progetto urbano

Nuova viabilitĂ  su ferro_Tramvia

esistente proposta

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Riqualificazione urbana - “Agopuntura”: Dinamizzazione di spazi dimenticati attraverso percorsi , iniziative (museo della ceramica all’aria aperta, iniziativa “portes obertes*”) e luoghi di attrazione. Con la creazione di questi percosi si punta ad ottenere benefici di tipo ecologico, ricreativo e storico-culturale con l’intento di aumentare la conoscenza di questo posto. _Diradamento: demolizione degli edifici di nessun valore artistico e frutto di abusi edilizi, al fine di consentire il miglioramento della visibilità e della viabilità.

Aree da riqualificare

_Ridefinizione dei bordi urbani attraverso la ricostituzione di edifici nei punti in cui sono stati demoliti. 86


Progetto urbano

Percorsi pedonali

percorsi pedonali aree da riqualificare

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Percorsi tematici

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Progetto urbano

percorso culturale

percorso commerciale

percorso sportivo

luoghi di interesse artisrico-culturale in progetto museo di ceramica all’aria aperta

attività ricettive in progetto cucina tipica

parchi e spazi pubblici in progetto

1_Guardia Civile del Cabanyal 2_Chiesa degli Angeli 3_Casinet 4_Stazione dei treni del Cabanyal 5_Teatro 6_Museo del Bou 7_Museo del Cabanyal 8_Antica stazione del Cabanyal 9_Tipiche case in stile modernista 10_Chiesa del Rosario 11_Teatro “el Musical” 12_Cento attività giovani 13_Cennto attività anziani

1_Attività ricettive 2_Attività commerciali 3_Attività commerciali 4_Attività commerciali 5_Attività commerciali 6_Attività commerciali 7_Attività commerciali 8_Attività commerciali 9_Attività commerciali 10_Mercato del Cabanyal

1_Attività sportive 2_Zona ozio 3_Skate park 4_Attività sportive 5_Attività sportive 6_Zona ozio 7_Attività sportive 8_Attività sportive 9_Piazza sul mare 10_Piazza sul mare 11_Piazza Chiesa degli Angeli 12_Piazza Vergine della Vallivana 13_Piazza/Parco 14_Piazza della Croce del Canyamelar 15_Piazza del Dottor Lorenzo de la Flor 16_Zona ozio 17_Piazza della Chiesa del Rosario 18_Piazza dell’Armata spagnola

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90


Strategia progettuale

91


5

Strategia Progettuale

La strategia progettuale prevede l’interazione di 5 elementi che concorrono insieme per giungere alla definizione di un concept :obiettivo,metodo, modello funzionale, programma funzionale, frammentazioni. 92


Strategia progettuale Obiettivo

Nell’attualità esiste una sorta di barrierra tra il mare e il Cabanyal costituita da una fascia mista contenente aree dismesse, alcune attrezzature sportive , abitazioni e un grande edificio di edilizia sociale.

L’obiettivo è quello di riqualificare l’intera area migliorando le connessioni e la permeabilità tra il mare e la zona più interna, attraverso un intervento di “ricucitura urbana” tra questi due lati oggi separati. 93

L’area sarà dotata di residenze e servizi commerciali e turisto/ricettivi viste le grandi potenzialità in quanto punto strategico.


Metodo

riproposizione e reinterpretazione

Il metodo con il quale si intende affrontare il progetto è quello della riproposizione e reinterpretazione del tessuto storico del Cabanyal sia nella

forma che nei materiali. I valori da proteggere che si individuano nella dichiarazione sono: 94

“la peculiare trama a reticolo che ha origine dall’ allineamento delle antiche barracas e l’architettura popolare di chiara radice eclettica”


Strategia progettuale

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Modello funzionale

TAPPETO PUZZLE;PIXEL;MACCHIE;FASCE; BANDE:PATCHWORK;COLLAGE Offuscare i margini, perdere la dimensione del confine netto che delimita e racchiude. Il progetto si distende potenzialmente oltre il lotto di pertinenza. I suoi pezzi (o pixel) si dispongono, si innestano e si incastrano creando campi ( o meglio tappeti) di forze all’interno di realtà consolidate con le quali dialogano, completandole, sostenendole e ampliandole. Il preesistente diventa parte della composizione della nuova figura, viene coinvolto

perchè non è un dato incontestabile e ormai determinato.Nuovo e vecchio possono e devono fondersi. Non più architetture oggetto che si affiancano indifferentemente, ma pezzi di un puzzle che si costruisce in continuzione. Unità nella varietà Il tappeto è una strategia, è un diagramma, che non prefigura una pre96

cisa architrttura ma il suo funzionamento e i suoi possibili sviluppi. Il tappeto è un sistema di relazioni fra parti le cui forme sono negoziabili fino alla fine dagli architetti. In quanto strategia o diagramma il tappeto si presta ad essere impiegato soprattutto nella progettazione urbana, per la sua capacità nel creare relazione tra parti nuove e parti preesistenti..


Strategia progettuale

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Programma

Alla luce delle considerazioni fatte alla scala urbana e vista e considerata la posizione strategica dell’area progettuale, si mira alla creazione di 3 poli attrattori: A_un POLO TURISTICO-CULTURALE rappresentato dal Cabanyal stesso riqualificato e restaurato. B_un POLO DIREZIONALE-GESTIONALE, punto di snodo strategico in cui convergeranno i flussi proventi e/o diretti verso il porto, le università, il

centro storico, la costa e il nuovo polo turistico. Esso conterrà prevalentemente servizi turistici (quali info-point, servizi di bike e car sharing ect.) commerciali e turistici. C_un POLO CULTURALE, rappresentato dagli edifici preesistenti (”Lonja del Pescado” e “Casa dels Bous” e nuovi edifici quali un auditorium, una biblioteca e un edificio polifunzionale. Al fine di ottenere una effettiva e completa riqualificazione e rivitaliz98

zazione dell’intera area, questi tre poli dovranno interagire tra di loro e con le due fasce, RESIDENZIALE(D) e LUDICO-RICREATIVA(E) che si attesteranno su Calle Ramon Lluch. La nuova fascia residenziale conterrà tipologie diverse per rispondere alla diversità di domanda e di stili di vità. Per cui saranno presenti alloggi ( per studenti, anziani, lavoratori, giovani coppie e turisti) e case unifamiliari.


Strategia progettuale Framment(a)zioni

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Concept

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Strategia progettuale

101


102


Progetto

103


I

6

Il progetto mira a creare nuovi collegamenti pedonali e spazi pubblici, nonchè alla realizzazione di una mixitè funzionale: alloggi (per studenti, anziani, lavoratori, giovani coppie e turisti), case unifamiliari, attività commerciali, uffici e servizi. Sistema della mobiltà Alla luce del progetto urbano che prevede il ridimensionamento della moblità carrabile e il passaggio della linea tramviaria su Calle de la Reina, sono privilegiate le forme di mobilità non inquinanti con percorsi ciclopedonali che tagliano sia orizzontalmente che verticalmente l’area di progetto. Gli attravesamenti orizzontali tagliano l’area di progetto andando a definire la forma degli isolati, sia quelli che accoglieranno gli spazi pubblici sia quelli che conterranno le funzioni residenziali, e “introducono il mare nel progetto” Gli attravesamenti verticali collegano tra di loro gli isolati. 104


Progetto

Sistema del costruito Il progetto vuole essere la reinterpretazione del tessuto urbano preesistente per cui gli isolati che conterrano prevalentemente funzioni residenziali saranno considerati come blocchi dalla massa compatta “scavati” da percorsi e da una gerarchia di spazi che vanno dal pubblico al privato. All’interno saranno presenti oltre alle diverse tipologie, spazi comni e spazi pubblici. Il risultato sarà un blocco compatto con edifici bassi ma ad alta densità con alcuni elementi più elevati che ospiteranno alloggi sociali. Gli isolati che invece accoglieranno le funzioni e gli spazi pubblici, avranno delle forme più aperte e meno compatte. 105


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Isolato tipo

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7

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Isolato tipo

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Pianta piano terra

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Isolato tipo

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Pianta primo piano

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Isolato tipo

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Pianta terzo piano

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Isolato tipo

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Sezioni

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Isolato tipo

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Tipologie: case patio

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Isolato tipo

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“ Il patio, non per la sua grandezza ne per la sua posizione frequentemente centralizzata, ma perchè è stato probabilmente il germe di molti edifici, adotta diverse forme nell’architettura e quello che lo accomuna in tutte è la sua capacità di impadronirsi del suolo e costruire un ambiente... questo valore come germe della casa lo ha dotato di lunga vita, dandole la possibilità di infinite reinterpretazioni e la capacità di adattarsi a diverse concezioni culturali ”

CASA Y PATIO_ DPA(Document de Projectes de Arquitectura) -Rivista del dipartimento di progetto architettonico dell’università della Catalunya120


Isolato tipo

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La casa a patio può essere vista come un modello tipologico adatto per le aree metropolitane, in quanto permette l’uso di un’edilizia ad alta densità, crea un’integrazione tra spazi pubblici e ambiti privati ed è una struttura flessibile in cui si alternano spazi aperti a spazi chiusi.

Tessuto urbano continuo e compatto 6. Riduzione delle sezioni degli spazi pubblici per la circolazione (le vie non devono garantire illuminazione e ventilazione) 7. Riduzione di occupazione di suolo pubblico (vantaggio economico) 8 Aspetti culturali

Prestazioni 1. Il patio ha sempre una parte in ombra - gli abitanti seguono l’ombra che si sposta; il patio getta ombra sulle camere che lo circondano, proteggendole dalla radiazione solare diretta 2. Parti diversamente ombreggiate determinano moti d’aria per convezione 3. Ciclo termico giorno-notte (effetto camino) 4. Possibilità di sviluppo in verticale (crescita in altezza): compattamento (controllo radiazione solare) e migliore comportamento termico in estate 5. Contiguità: le quattro pareti perimetrali esterne possono essere opache.

Limiti 1. Rischio ambiente umido. 2. In inverno la casa a patio è fredda e poco illuminata 3 Sviluppo in altezza, se amplifica l’effetto camino, riduce il guadagno solare diretto quando l’altezza angolare del sole è inferiore (mattina, sera, inverno).

Il patio risponde prevalentemente ad una domanda di raffrescamento estivo 122


Isolato tipo Tipologie: alloggi sociali “Il progetto della residenza collettiva ad alta densità contiene all’interno la necessità e la volontà di confrontarsi con lo spazio vuoto, con lo spazio della città e della comunitàsi risparmia suolo per poterlo utilizzare in modo diverso, ampio, disponibile. Densità e spazio collettivo diventano due elementi in tensione reciproca più evidente in quei progetti speciale -quella studentesca universitaria o quella rivlta a categorie speciali-dove l’abitare , propio perchè minimo o latamente specilaizzato, si onfronta in modo preciso con lo spazio collettivo, ha bisogno di esso e contemporaneamente diventa necessario per far vivere questo spazio.Vi sono, in questo tipo di sistemi per abitare, spazi filtro di accesso agli alloggi, distribuzioni a ballatoio con spazi comuni di socializzazione, spazi di dimensioni generose in grado di

catalizzare l’interesse della collettività anche privi di una specifica caratterizzazione funzionale. Si tratta di spazi informali, adattabili e manipolabili da chi vi abita” ATLANTE DELL’ABITARE CONTEMPORANEO_ Maria Alessandra Segantini

anziani

giovani coppie

studenti lavoratori turisti

50 mq

anziani

30 mq

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studenti lavoratori turisti


124


[ri]cabanyal_riscoprire ,riabilitare,rivivere, r