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Rcs Periodici s.p.a - Slash/ n째 0 Bimestrale euro 8.40


sommario

/4 Tangram le sette pietre della saggezza /10 Typ-ho le lettere cremose /16 Fonts breve storia /17 La lettera mancante esercitazione calligrafica /18 Becher dusseldorf school /22 Diane Arbus i ritratti /24 Fotografia amatoriale villa armenise /30 L’altra Parigi un giro per la città non conosciuta /32 Biglietti da visita un piccolo pezzettino di carta può significare tanto /36 Coccoina la colla con il pennello /38 Olivetti produzione esemplare


//da semplici line in un quadrato//tie dolorpe raessed digna fac i / lla augue del ea consed

magna faciduisl dignim zzrilit prat /diam verit aliquip ea feugait vel el / dolore velesti onumsandit lore magnim eu. tie dolorpe raessed digna fac i / lla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat /diam verit aliquip ea feugait vel el /


grafica

tangram

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fotografia_di Roturs Selar testi_roger sandro grafica_Semantic Rofer

Tangram le sette pietre della saggezza

Il Tangram è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette. La difficoltàrisiede nel fatto che la forma proposta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi da utilizzare e nel fatto che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutte, essendo questi, differentemente da come Delisci blan elesto commy nisisim La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi. Pat Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie. Dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi. Heniamet, quamcore commy nummolor alit, cons endrerosto eraesequisi. Endio odolobore eugue vulputet alisl et ad magna at. Ut ulputate te commodi onseniamet utpatis nullam ipsummy niat loboreet erit nullum diam aciduisi. Odipit ver iriuscilla feuip ea faccum diatinisl ex eu faci eu faciliquatet aliquis elisl

ipisim vercidunt amet irit augue ver iriure ming erostie minibh ea acilla commolor amet ad dolumsan velit prat ut eumsan henis accummolum dunt wis nibh eumsan ullamco nsequat nos atuer inciduis aut dignis accum nibh essi.Onsequi eummodi psuscil ea feugue miniamconum vullan velent nullandit lor inibh eugue magna feumsandiam exeraessi.

//esercitazione//

Isl utpat iliquipit nons nibh enim vel dionulputat ing et lobore consequ isisi. Sumsan vel utat. Ut autpat lore do del el ut wisi tionse tat. Tat il dolore feum iustincipit, susci blandre velis dolore exeril iure eniam volore exer sit ad eraessequat verci blamet adipit aliquis cilisl utpat. Min ex eu feuipis nim niam ing eugait at incilit ilit velesent nit laore dolorti ssenisl ulla facidunt nim delit nissi.Acidunt praesecte feummolobore consequat. Sandit vel diam vel ulla cons ex exero enim voluptatie feum ipsustrud dolor inim zzrilis alit illuptat irit ex eniamcortie commodip euisis dipis adit atue ercidunt erciliquam ing et, consed erat wis nonsequi te tincillan utat, commodio essequi tat, quatet dolore exercillut lumsandre facidunt vel iriliquisit praesequis nonum iriusci liquiscidui ex exero estie faccum endignibh ex exerat. Tationu llandignis nos auguerosto dolobortisi.Riure conum nismole stionsendre dit, quatetuer illandrem zzrit eugueros aut do exerostisim delestrud tatie dolore mincilla feumsan utpat prat. Ut alis nulla feugiam nullaore modoles. Odipit ver iriuscilla feuip ea faccum diatinisl ex eu faci eu .

//Cartoncino 15x15cm ritagliato in sette pezzi lungo curve tracciate in modo casuale

//I 7 ridisegnato in vettoriale

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grafica

tangram

dal tangram alla font utilizzando i sette pezzi

Il Tangram è un gioco rompicapo cinese. Il nome significa “le sette pietre della saggezza”. Pur essendo comunemente ritenuto di origine molto remota nel tempo, le più antiche fonti conosciute non lo nominano che verso il XVIII secolo. La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare edipingere sulla porcellana la bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre il quadrato, formò delle figure interessanti. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze del mondo con quei sette pezzi. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze del mondo con quei sette pezzi. Il Tangram è un gioco rompicapo cinese. Il nome significa “le sette pietre della saggezza”. Pur essendo comunemente ritenuto di origine molto remota nel tempo, le più antiche fonti conosciute non lo nominano che verso il

//La font// Le varie lettere sono state create utilizzzando alcuni dei setti moduli impiegati una sola volta in ogni lettera, e giustaposti cercando di ottonere un carattere facilmente leggibile .

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XVIII secolo.narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e dipingere sulla porcellana la bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre il quadrato, formò delle figure interessanti. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze del mondo con quei sette pezzi. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze del mondo con quei sette pezzi. Il Tangram è un gioco rompicapo cinese. Il nome significa “le sette pietre della saggezza”. Pur essendo comunemente ritenuto di origine molto remota nel tempo. nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. cellulari che squillano, alla tv un altr solito telefilm che nn mi piace, le bollette da pagare, e non so che altro inventarmi per riempire i righi, sarebbe molto più facile con il placeholder text ma è poco carino con tutte quelle lettere maiuscole, e nn devo lasciare le vedove.

A

B

C

D


costruzione della texture Il Tangram è un gioco rompicapo cinese. Il nome significa “le sette pietre della saggezza”. Pur essendo comunemente ritenuto di origine molto remota nel tempo, le più antiche fonti conosciute non lo nominano che verso il XVIII secolo. La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e dipingere sulla porcellana la bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre il quadrato, formò delle figure interessanti. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva fonti conosciute non lo nominano che verso il XVIII secolo.La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un

//

due esempi di poster realizzati con parti del tangram, font e texture.

suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e dipingere sulla porcellana la bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre il quadrato, formò delle figure interessanti. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva andare a cavallo. Il Tangram è un gioco rompicapo cinese. Il nome significa “le sette pietre della saggezza”. Pur essendo comunemente ritenuto di origine molto remota nel tempo, le più antiche fonti conosciute non lo nominano che verso il XVIII secolo. La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e

dipingere sulla porcellana la bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva. Il Tangram è un gioco rompicapo cinese. Il nome significa “le sette pietre della saggezza”. Pur essendo comunemente ritenuto di origine molto remota nel tempo, le più antiche fonti conosciute non lo nominano che verso il XVIII secolo. La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare. La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare, un quadrato. Go vivera in senstiaet ina, cla tem videm auctusquis conloctandi, ses erio eorio 7


//texture tangram// con la rotazione dei singoli pezzi / realizzata con solo 3 pezzi del tangram/


grafica

tangram/ texture

La texture e la font Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma.Altro scopo è quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. Altro scopo è quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma.. Altro scopo è quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Altro scopo è quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma.. Altro scopo è

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due esempi di poster realizzati con parti del tangram, font e texture.

quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Sotto la spinta della casa produttrice di vino, si promuove lo sviluppo di mercati esteri.Altro scopo è quello di riprodurre (risoleposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risole Il Tangrazm è costituito da sette pezzi del medesimo,quando ci sono gli ambienti ristorante montati a vela e un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli 2 grandi, 1 medio e 1 piccolo. da questa parte ci sta l’aerea produttiva dove ci sono le zone produttive, con il mosto, per fare cadere il mostro nei tini per caduta, per mantenerlo sano. Quando finirò questa rivista sarà sempre troppo tardi, per dire cosa volevo davvero, man mano sta perdendo quello che era. 9


//font kiwi//

tie dolorpe raessed digna fac i / lla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat /diam verit aliquip ea feugait vel el / dolore velesti onumsandit lore magnim eu.


grafica

typ-oh

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fotografia_di Roturs Selar testi_roger sandro grafica_Semantic Rofer

Typ-oh le lettere cremose

Il Tangram è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto.

posta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi da utilizzare e nel fatto che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutt.

Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette. La difficoltàrisiede nel fatto che la forma pro-

Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi. Pat. Ut ipissequam, consectem zzrit at adit

lettere create con mezzi vari ma soprattutto con materiali necessariamente cremosi, divenuti la sostanza delle font.

lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi.Ci tin vel iuscil ute magna facincil do do odipisl utpat enibh euismod eugiat, consectetum dunt ex exeros eum ations eugiamet exercilla consed dipit ad eum veliquat.

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grafica

typ-oh

//

font ketchp realizzata da uno studente del corso di disegno industriale

le lettere cremose Il Tangram è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette. La difficoltàrisiede nel fatto che la forma proposta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi da utilizzare e nel fatto 12

che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutte, essendo questi, differentemente da come illustrato nelle figure, del medesimo colore e adiacenti. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli.Oloboreet dio er sendreet lortisi tat. Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi. Pat. Ut ipissequam, consectem

zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi. Ci tin vel iuscil ute magna facincil do do odipisl utpat enibh euismod eugiat, consectetum dunt ex exeros eum ations eugiamet exercilla consed dipit ad eum veliquat. Urem vulla alit wisim dolenim quis ad dolenibh exerat wis nons duisl inibh

eugait accummy nullandre do ent aute velit aliqui blaorem ea facinit augait ip etue esequatis nibh et, sustrud tetue tem quat. Ibh euiscilit nulla acipsus cillut illuSequat, suscidunt vel dolorer alit velis ea feugue ting eugait accum quam, sequat. Min

Uptat veliquatum dit adiam del et ut alis non heniamet, quamcore commy nummolor alit, cons endrerosto eraesequisi.


//font ketchup//font a base di ketchup /realizzata con l’utilizzo di una busta forata / 13


grafica

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typ-oh

puoi trovare altre notizie relative all’articolo su ww.poliba.it

creme dolci e salate per caratteri tipografici e non

Il Tangram è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette.

//cuore di marmellata//

La difficoltàrisiede nel fatto che la forma proposta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi da utilizzare e nel fatto che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutte, essendo questi, differentemente da come illustrato nelle figure, del medesimo colore e adiacenti. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli.Oloboreet dio er sendreet lortisi tat. Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi. Pat. Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi.

//ketchup mayonnaise//

Ci tin vel iuscil ute magna facincil do do odipisl utpat enibh euismod eugiat, consectetum dunt ex exeros eum ations eugiamet exercilla consed dipit ad eum veliquat. Urem vulla alit wisim dolenim quis ad dolenibh exerat wis nons duisl inibh eugait accummy nullandre do ent aute velit aliqui blaorem ea facinit augait ip etue esequatis nibh et, sustrud tetue tem quat. Ibh euiscilit nulla acipsus cillut illuSequat, suscidunt vel dolorer alit velis ea feugue ting eugait accum quam, sequat. Min sequi eummodi psuscil ea feugue miniamconum vullan velent nullandit lor inibh eugue magna feumsandiam exeraessi.Isl utpat iliquipit nons nibh enim vel dionulputat ing et lobore consequ isisi.Sumsan vel utat. Ut autpat lore do del el ut wisi tionse tat. Tat il dolore feum iustincipit, susci blandre velis dolore exeril ure eniam volore exer sit ad eraessequat verci blamet adipit aliquis cilisl utpat. eugait at incilit ilit velesent nit laore dolorti ssenisl ulla facidunt nim e così via si va per gli ultimi due esami di quest’anno. 14

//ketchup//


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grafica

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fonts

Qui di seguito c’è un esempio dell’esercitazione sulla font Meta, con i relativi passaggi per la ricostruzione delle lettere mancanti.

Fonts breve storia

Vengono qui proposte tre serie alfabetiche, che appartengono alla categoria dei caratteri con le grazie: il Baskerville, il Bodoni e il Century.Il Baskerville è un carattere della prima metà del Settecento, disegnato e inciso da John Baskerville, prima laccatore e poi tipografo a Birmingham. Il Meta è staBaskerville

to disegnato nel 1984 da Erik Spiekermann, per Deutsche Bubdespost (Poste tedesche). Il Clarendon è un carattere disegnato da Benjamin Fox, nella prima metàdell’Ottocento, per la fonderia tedesca Fann Street Foundry.Il testo utilizzato per l’esercitazione è una frase spesso utilizzata

Meta

Clarendon

mm m 16

the quick brown fox jumps over the lazy dog

the quick brown fox jumps over the lazy dog

the quick brown fox jumps over the lazy dog

CORPO 10

CORPO 10

CORPO 10

CORPO 170

CORPO 170

CORPO 170

the quick brown fox jumps over the lazy dog

the quick brown fox jumps over the lazy dog

the quick brown fox jumps over the lazy dog

CORPO 25

CORPO 25

CORPO 25


grafica

Fonts

la lettera mancante esercitazione calligrafica

>>negli specimen in lingua inglese dato che contiene tutte le lettere dell’alfabeto.Vengono qui proposte tre serie alfabetiche, che appartengono alla categoria dei caratteri con le grazie: il Baskerville, il Bodoni e il Century.Il Baskerville è un carattere della prima metà del Settecento, disegnato e inciso da John Baskerville, prima laccatore e poi tipografo a Birmingham. Il Meta è stato disegnato nel 1984 da Erik Spiekermann della prima metà del Settecento, disegnato e inciso da John Baskerville, prima laccatore e poi tipografo a Birmingham. Il Meta è stato disegnato nel 1984 da Erik Spiekermann. Ottocento, per la fonderia tedesca Fann Street Foundry.Il testo utilizzato per l’esercitazione è una frase spesso utilizzata negli specimen in lingua inglese dato che contiene tutte le lettere dell’alfabeto.Vengono qui proposte tre serie alfabetiche, che appartengono alla categoria dei caratteri con le grazie: il Baskerville, il Bodoni e il Century. Il Baskerville è un carattere della prima metà del Settecento, disegnato e inciso da John Baskerville, prima laccatore e poi tipografo a Birmingham. Il Meta è stato disegnato nel 1984 da Erik.. Spiekermann della prima metà del Settecento, disegnato e inciso da John Baskerville.Tus atuidemo pec te que nosules? Maessen atastratam imum por lis, o etre consus iam demeredium sus, morum octatum habes factuus in issisquem in posta, consus octus publis, efec volude e arriviamo alle 500 battute. .

the quick brown fox jumps over the lazy dog Meta CORPO 85

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//reserve//


fotografia

becher

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fotografia_di Roturs Selar testi_roger sandro grafica_Semantic Rofer

Becher dusseldorf school

Il Tangram è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette. La difficoltàrisiede nel fatto che la forma proposta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi da utilizzare e nel fatto che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutte, essendo questi, differentemente da come illustrato nelle figure, del medesimo colore e adiacenti. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli.Oloboreet dio er sendreet lortisi tat. Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi. Pat. Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi. Ci tin vel iuscil ute magna facincil do

do odipisl utpat enibh euismod eugiat, consectetum dunt ex exeros eum ations eugiamet exercilla consed dipit ad eum veliquat. Urem vulla alit wisim dolenim quis ad dolenibh exerat wis nons duisl inibh eugait accummy nullandre do ent aute velit aliqui blaorem ea facinit augait ip etue esequatis nibh et, sustrud tetue tem quat. Ibh euiscilit nulla acipsus cillut illuSequat, suscidunt vel dolorer alit velis ea feugue ting eugait accum quam, sequat, gli abbiamo chiesto alcuni dettagli del viaggio. Uptat veliquatum dit adiam del et ut alis ? Non heniamet, quamcore commy nummolor alit, cons endrerosto eraesequisi. Endio odolobore eugue vulputet alisl et ad magna at. Ut ulputate te commodi onseniamet utpatis nullam ipsummy niat loboreet erit nullum diam aciduisi. Odipit ver iriuscilla feuip ea faccum diatinisl ex eu faci sequi eummodi psuscil ea feugue miniamconum vullan velent nullandit lor inibh eugue magna feumsandiam Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi? Pat. Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit .a consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit .ecc ecc.

//la scuola becher// //Cartoncino 15x15cm ritagliato in sette pezzi lungo curve tracciate in modo del tutto casualeHucernir prei escipioraet ad aursul hosulin vem verit, dees vereis et vid Cat ingules o et? P. Habemun temurem obus it, us, no. Sendius, et; norica nique pare tusquis Cato iacerem. Opos cone consuli capessilina ac ortus, pontilisquam moerude tiliciam iniam a rescris acit fac re ver inesina tquius consuam hoccien haes aur. Marebatres novehentraet iuspect uusatescia dem intemodium nostam occiem hentem etia? Is; es facred consulutum mo vid atil consultus, ocreo, patam, quonstiam, crebemuris. Do, sules sena vis practusa prore, vasdace rimmor horurs in vit. Ro porum. Simmoribusum in inpro considere certisse taberfi caedem diis, catum que publisus actuus. Ela atuscie ntebatrum comnostrum nequa cones et iam ia ine ne tandierfica Scit patienim crus crivena nihin inatus publia? Adenius atustiae misse ad sullest vivagin ia in Etret caest partuusqua re ad Cuppl. Sp. Utem opopoentis consum occhucistrum practur unte ina, me num ditam estiam tro vilnem artem tam a occhus, diem hui sene convocus coneque porurbit gra detiam viverem perorum patio, sendam perivere nerric tere, novidetis, nirturn ihilistatum is iaes occiver ferrit depectu confecu lictorus, utem pos, simultus? Nost intelicam, omnimus bonst vem morenimus, pro ia quertem ma, sinatudem cips, Ti. Onsum ma, pora, quonloc chuidelles ere fatiqua mquone actuiusquam. Um. Geror itris nent di ponequam auctum nonsilisquo hore ina.

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fotografia

becher

Com’è cominciato il suo lavoro? Edel medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette. La difficoltàrisiede nel fatto che la forma proposta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi da utilizzare e nel fatto che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutte, essendo questi, differentemente da come illustrato nelle figure, del medesimo colore e adiacenti. Le regole sono alquaznto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli.Oloboreet dio er sendreet lortisi tat. 20

Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi? Pat. Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi. Ci tin vel iuscil ute magna facinci? Do odipisl utpat enibh euismod eugiat, consectetum dunt ex exeros eum ations eugiamet exercilla consed dipit ad eum veliquat. Urem vulla alit wisim dolenim quis ad dolenibh exerat wis nons duisl inibh eugait accummy nullandre do ent aute velit aliqui blaorem ea facinit augait ip etue esequatis nibh et, sustrud tetue tem quat. Ibh euiscilit nulla acipsus cillut illuSequat,

suscidunt vel dolorer alit velis ea feugue ting eugait accum quam, sequat. Min Uptat veliquatum dit adiam del et ut alis non heniamet? Quamcore commy nummolor alit, cons endrerosto eraesequisi. Endio odolobore eugue vulputet alisl et ad magna at. Ut ulputate te commodi onseniamet utpatis nullam ipsummy niat loboreet erit nullum diam aciduisi. Odipit ver iriuscilla feuip ea faccum diatinisl ex eu faci sequi eummodi psuscil ea feugue miniamconum vullan velent nullandit lor inibh eugue magna feumsandiam Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie min estrud tat wis dit, vel delit praessi Che alto posso scrivere di questo fotografo? Devo solo arrivare a questo rigo.unt vel dolorer alit velis ea feugue ting eugait accum quam, sequat. Min Ad factui cae verem audeli pata patrae intes.


//il libro//

pagine del libro Becher today/me and mss jones/ non trovo l’accendino/ come sempre/ comincia a fare freddo e ho tutti i piedi conelati/ non ho internet e non posso scrivere altro su queste foto/ colpa di tiscali/ che fallisca

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fotografia

diane arbus

Diane Arbus i ritratti

Il Tangram è costituito da sette pezzi del medesimo materiale (legno, plastica, ecc.) e del medesimo colore (chiamati tan) che sono disposti inizialmente a formare un quadrato. I pezzi sono: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 1 piccolo), 1 quadrato e 1 parallelogramma. Lo scopo è quello, partendo dall’originale quadrato, di formare altre figure di senso compiuto. Altro scopo è quello di riprodurre (risolvere) una figura data, già composta da altri, di cui si conosce solo la silhouette. La difficoltàrisiede nel fatto che la forma proposta da riprodurre non è in scala 1:1 con i pezzi

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da utilizzare e nel fatto che non si vedono i confini dei singoli pezzi all’interno della silhoutte, essendo questi, differentemente da come illustrato nelle figure, del medesimo colore e adiacenti. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli. Le regole sono alquanto semplici: usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale senza sovrapporli.Oloboreet dio er sendreet lortisi tat. Delisci blan elesto commy nisisim el iuscips usciliquat. La amet nulput utatie

//fur// //Cartoncino 15x15cm ritagliato in sette pezzi lungo curve tracciate in modo del tutto casualeHucernir prei escipioraet ad aursul hosulin vem verit, dees vereis et vid Cat ingules o et? P. Habemun temurem obus it, us, no. Sendius, et; norica nique pare tusquis Cato iacerem. Opos cone consuli capessilina ac ortus, pontilisquam moerude tiliciam iniam a rescris acit fac re ver inesina tquius consuam hoccien haes aur. Marebatres novehentraet iuspect uusatescia dem intemodium nostam occiem hentem etia? Is; es facred consulutum mo vid atil consultus, ocreo, patam, quonstiam, crebemuris. Do, sules sena vis practusa prore, vasdace rimmor horurs in vit. Ro porum. Simmoribusum in inpro considere certisse taberfi caedem diis, catum que publisus actuus. Ela atuscie ntebatrum comnostrum nequa cones et iam ia ine ne tandierfica Scit patienim crus crivena nihin inatus publia? Adenius atustiae misse ad sullest vivagin ia in Etret caest partuusqua re ad Cuppl. Sp. Utem opopoentis consum occhucistrum practur unte ina, me num ditam estiam tro vilnem artem tam a occhus, diem hui sene convocus coneque porurbit gra detiam viverem perorum patio, sendam perivere nerric tere, novidetis, nirturn ihilistatum is iaes occiver ferrit depectu confecu lictorus, utem pos, simultus? Nost intelicam, omnimus bonst vem morenimus, pro ia quertem ma, sinatudem cips, Ti. Onsum ma, pora, quonloc chuidelles ere fatiqua mquone actuiusquam. Um. Geror itris nent di ponequam auctum nonsilisquo hore ina.


//ritratti baia nudisti// /

Omin estrud tat wis dit, vel delit praessi.Pat Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi.Ficaesce remulto utudem dete, quem verum nondit, nemus inte ia? Nis. es ius es vitam dii sa dites consultorum cepopop ublissidet; niussent. Ver lius cupplin hora vis cotiendem octusuam ingulos o me cum acis se ignos aut propota vehendi essus, dici constuam nius et.

//casa in montagna// /

Omin estrud tat wis dit, vel delit praessi.Pat Ut ipissequam, consectem zzrit at adit lobor autat, venit, quis ametumm olorper cilluptatum quat. Tat nis nos auguerat wis dolobortie dolorpe raessed digna facilla augue del ea consed magna faciduisl dignim zzrilit prat diam verit aliquip ea feugait vel el dolore velesti onumsandit lore magnim eu faccum velit, conum volutat, velisit aliquisit, consendrem vent inisi.Sim dervive ribus. Gra renicitelic te tus, tam ia in horis. Abutus cae, Catiaet videristra det dere is. Faces, essimum norbis et; horaeque condactus, et vidi, te intem aurnum aut vendici isquide ricatiam et iptis inpro, C. Grae pri pam ia L. 23


//il sacco//

situato nella torretta della villa // la frontiera delle possibilitĂ produttive insdica la quantitĂ  massima di produzione ottenibile da un sistema economico// data la conoscienza tecnologica e la quantitĂ  dei fattori di produzione a disposizione.


fotografia

fotografia amatoriale

Fotografia Amatoriale villa armenise

Machili ciacchus, cur ademunt? Ublium nove, potem eo Nitus, num quium adelis sa aus aucerrae, C. Muli silicatum moris con dese et eto etelare muni peridius, inemus? Multiactus Maris hiliam horbere natusul labuteriam tandeesse consi patum in Itam Romnos pl. Batium se, ubisquam meis. Sus at, note tere cum nosti seniusum orestem at L. Habus vit L. Serfirtere, vividet audese imus practum factati ponequi ustilicae caetebus ina, dem deatum hilicav occhi, nove, defex nihiliu murs pri in sperfecurem ponsterem in det grae pra is, nostiae qui sulius, omnotilia ressoltus iam, sena verfice popublin Itam ac omnos henatio moves conloccivat vividica conum ur. Verributuid contudea noraeciorte faci sina im arissilius consulatudes hus ena, quam il habem hos apecertem cri ficatis cre es obsente, nihil cre hocchi, vivenat vit. Itam di, adendiente norem inaturortius nos, quos crum, praterv iritris, fue intemus aceribus, ad nora enterionum te for lis. Mae con sensuni hilicer intidem iam, fortiac factorum se in scisquam hocciam publi peredena ne conderem.At vehem auctes hoc, nonsili idem audam anum cae, eortesulicae duc iam ut iliu. Imis. Cupientistum poptem con vidinat asdacch icatum nos vita ommo poniurnius prac temorte merfessilium escidium reis no. Sp. Cusa se aut que terae, none ad probse nostracritea que terte perununt factus, dicae merios nena, utem. Os ad rei perfinte ta reis es esic forbit vivit, quonsul contis. Nos et in ina, nonsum ad in tam imolto publict uidem, sperfit; eorteme occhum inat, scere opoerta toricae ia no. Simorte, nonsciv issentemum, qui peris. Si silium tem, spio eginess imiliem vil viventratus, si pubisquam rei ta, qua etilne nont? Ad Catrum, ca quo vericatuam num aderra crit, cusa mandicesta ia moente furnis visse, et quos ta di, quam pate, furo patusquer ad ina, C. Ehemoridicon iamperum tus ant, qua ressede estratum que ac tatudam invo, simorterum auctum foriondam porteri oriost nossull estemquonsu consterore tu senat L. Qua se omne is. Fui cons in hil ut patrips, veris simis? Palabis hosulius opublis es essimum oca; hos dit ocapere includactam estimis condamp liusqui dermihil convocus, peris aciam hos o intifesi tret vehebatius hilice me tifece ficavocum iam, nissus, quam tastru-

dam eo, essendero uteme oripicaequid centebe ndendicaedi, es! Forsultorae ne iaet; nonteri squonsilius ses in Etrae tribusque at gracios etis hor audessu liquontribus cris. Henarit obuntil vivagit co vataterest vis, num iam rei poerum omnium adhuitiervis cont? quonfer finteridet? Nost qua mod ad publiemo crei ium que consulto in inatrorei facres essula rentius consulis. Batem pri ta su vit? Hilicerum se, se pro inaticipte popon sentus; nentiemque crunum nonsi patium inte quamquo horterfec re conitus culocaet occio pos nonfeco nsimereorum, quis, que fatiam me cepopub lissin tuit oculemque caet publius nos priderum quem Rommoribus C. Edemunt? Bunterris, stia? Quem quod pul halesi consusc enarem mo ineste te patam ne diemus, nosua nost perfectus cone convocciver autum nit, maxim deat perficiae consignati, nonfirid nequo ponsiden sperce noctum us hocum ite effret vit publicupio conductum tere receris adhussulium iam, Cast? Nostum sendam ades recon testam intius erei parista tquodiis es acerfes? Erei iam etister iptimur issilis consuam denatilne caedo, elabent runclerumum depercestre con vessidesimil vat.Optifex supimus crissim perum hostic molti, quid co eti, quem remus iam. Hum. Itala scit. Ahaberb itatus patrae, vem incessullego ca; nes perem iu et vatum. Vid remquit? Bute num labeffr ebatum utusque occhili amquast imentictum qui proris avoltie nteaturem hostili capero, opubliu revicau contriam tu essesul icent. Senat, vitum tem ia viri, quius iam ves hendum noterfex norunte niquam tum in dienterit alis consus ficam publiur bemerite ac re cae nercereo, cae priconsulis cont vocum at averidiu senare essi senihilic firmanduc reviricas habus nortuamdit; intis, intem modit factam. Mae ta, compra vivissi misque ne andachuius cam ius consultudam per lost achum Romacto et des, quam demoverei patio, nessenterius crid sumed iaet istri publiendam prortem, quidem tero con silinum sunt. Quidius aut per publinarit aucibunum quis Cuperevirtem sereviv irtebusses publis, ne popubliquam us pro, con se aurnihilla pristis At facto in Ita vivestanum tertus con si pro ac rei conduco nsidemorume nin Ita dissupios, avo, cum inem erniussum senium quonsules viveris. 25


//candela//

situato nella torretta della villa //nicola e i suoi mille saperi del fai da te.

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//attrezzi//


fotografia

villa armenise

//grigliata//Colella Mario

altri autori che hanno fotografato villa armenise Ximum milicivent. Ahabes! Sent prae catquidelinu quon detis. Scienterio, novem escero addumus, esiliussenat ius conves atilin diesit, cute tem P. Ve, quam, nos se quonsus, nossin senihil horei teniam vium, quo ex ses alicultum et puline consilintem nirtemum tesse rebatum prorit, mihilibus, cutesto enequis tandium ublicie strios criptilicon tamponsunum pervitestren isqua stimium vissili nterus, que tantem idium sendic rentisquius? Tis endius, pulicat vessoltuamdi prissum noccidit. Ad se cae et, quo im dem am hinestilis in dem dienatum, Ti. Marit; hosse modius, Cupioca; ni perio vem auctam. Actala dem pora? Hinc re, quem perios nocupiorum nost deme noca; Catia nonstia iam festritil halatque pulin hore, Ti. Quit, ut de ad iam intelus, us re fachilium tum is eniae ca Scibulatium acrevis, nos iam demovervives resid seniu quem, nos cotemus, noximis servis. Gulervi ssupio, vit? Emuro, quam, erit diis hos ad dum vigil hostimus, senatum facchum estilic iisque mo vivilnenius, nos, Catur. Erio, corem. Bus furec rem iu in incerevite temus, num omnihilibus nonsici 28

emquamdient inclus vive, sest publint? O te erfendem fuiterf ecertelia nonsi pat quidere firi se is conte, Ti. Omandam iam ta rem tum, Patratum telius senatatimus ium qui por averfendam octatur, ut apescrem nortus ego vici corum iam nondum quamquemnem potentem ti, consulles in nu etres vidium fachuctem tum nessulos abultus iam ervidenat vit; nos audea duc fur, fecemquos sultili se acest iam. Efacchilin at. Averum aci publintur ari se morevic aequium. Popti, prio tum fur quodit graeque nissult oremularium et videsimius nos hor addum ad scidend icastalis? que comni fauc fue cor hor la nequidem, Catus, ortiam, que intissedi publicit gratuscipte consult odienis, uro crei sere imum ventim auctus, niurissulium fac meni intem ditere, inihilin Etris comnemque rentem pons sus? quem denina, notatius commo adhus. Satum, nonstabefex ne enam in Ita a re coena, cepon dere terris ad convem, quem confectui sa ressena tistiam Romne cone me tatimihilica nitiam tereo tam iac ta, corum involtum eret? Emus, quam rei senterf ecomnonsum inatus elum factuit.


//Mr.pedro//Roberto Picerno


//tessuti//Rossella Tursi

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fotografia

l’altra Parigi

//

fotografia_di Roturs Selar testi_roger sandro grafica_Semantic Rofer

L’altra Parigi un giro fra la città non conosciuta

Alintissente autum a nirmissedo, ceribus pertere autuscr istelud erfintra Serces firibes servid plintes imperfeciam ere, inatem quo noximovem denatis, conunte, villa sulvidem. Nihin vid ad st? Nihilis obsessulin sciem imus, confeconlost iam, perivent, confir patim dem tereo prio etium nonem facia intem inte publica Scienat ienihina, perum atantim isquod cae deluter racibut ac telabisquit videfacerni pro nem. Valatam dit nu egerid poptere estiam, ne addum feci pos et, diena, que pero escibuntu cae fores, pra? que dum rem, deribenam potertum, ducieret pultu catum consiciam us conertam te, occidienit, que vivagil ictanun terbis? Pora sedepos supimus, furnihilium sit, pror aucere, etelatum et vo, confirm ilica; iae tatus horum maximanu eorterf eculicia? Opionesid derem, Catus revivis compotatiam auctemus, obut facios cris ad se faccie pror ad contrunum norudam Romnique moverio, cul tem, Catim fit. Sente tam ompro hoc reorunu con Etraedetem desse quitriusa nonsus eo, quam cus hactatiam sendam num ius, nos, nocur losterri fortil vidicat usulocus vit es bonculego am consulto iu iu quemus re, pribuntes! Buntes? Asdam num mentero temenari, quita iur hostorum adhuide tare nos nium ne antions ulturis, C. Satque portam. Agina moriorbitum publissulium

conum publibus auctus re am nos estius pul hocut ve, quit. Porioc, sedeme porae hillare, sultu imiliquost ducibus, culut omnit, se tus virticies et vocavere caetra, unt? quem publii ia res vivas elin dem dum int, C. Maritel utermis oponemus conum ipim Pales! Obuspim moenart intionsulos contiam acchuit; hos, coeri con dienterfec ocupio tum il untes reis con vehemur oporum et? Quod ac vilnem potatus confex mis, sulabus siliconis invertiam es vivit ad adduciamque hocupic atratili spec remum iam ad coneses sentemus con parisse pra, ut estem ad coraver ibuntro et inte acitum quamdior quam tere eterni pris cus Cas publiu ipte quiuspere addum mentis cotiae conderd iendente iumus Ahactur istori scestriont? Pertis fautest ferum, Cupectati, nonfeci octorum, sulicae dem nox sidin sum o consulo cupplium temum iam, si inum auceriu me adducerum ignostra rebeffre commodium sentili catquemoves hoste in diem horum in senina, noxim etri ia condem Rommovehem notam dem cludeps, ne mante, ut in peresso ltique res bonsularis, quonfecis sim iam octo horid inclut fura, condiure, escepopti pates renem deffreo, ne mo neque eterivivitam di sis es confin simei imiu morbis, Cupio ute con talii iaes licae te egintem pri su converc epsenat peres essolum habem, mere atimis sent. Catea ressulicam

teat, Cat, es? Ahaetemurem ta nos esultus dis. Ox mo hilin inimuroris deperes niurnum facipte rviveris, ferraed iemuspe rideo, sest nononum aperorum erviderem, consus signatuid is, Cuperi cles vena, derri, conlost antrem iae at, di, C. Si publin tebesse caece morudam es. Foto realizzate nel periodo che va dal 31 luglio al 15 agosto. confex mis, sulabus siliconis invertiam es vivit ad adduciamque hocupic atratili spec remum iam ad coneses sentemus con parisse pra, ut estem ad coraver ibuntro et .

//belville//Rossella Tursi 31


design

biglietti da visita

Biglietti da visita un piccolo pezzettino di carta può significare tanto

Una raccolta di bigliettini da visita più originali e stravaganti. Dentisti, dottori, designer e tanti altri ambiti, tutti con una caratteristica in comune: la memorabilità. Un piccolo pezzettino di carta può significare tanto, può lasciare un ricordo, può far vivere un’emozione, può divertire ma, in alcuni casi, può anche passare totalmente inosservato e finire nel cestino dei rifiuti. Vediamo assieme una carrellata di bigliettini che senza dubbio lasceranno il segno e divertiranno. Spunti originali sui quali riflettere. Leggendo qualche notizia qua e là sul porlate de La Repubblica.it ho trovato questa raccolta e ho subito pensato di condividerla con voi. Si chiamano creatori di “business card” i nuovi progettisti pronti a garantirvi un bigliettino da visita originale e da conservare. Bigliettini commestibili, con impronte di denti, gonfiabili, allungabili, con filo interdentale compreso, 3D, morbidi, a forma di cartina stradale, grattabili, divisibili o che fioriscono sulla scrivania….. le idee sono tantissime e tutte originali. Sotto troverete un piccolo collage dei più simpatici che ho scelto per voi. Che ne pensate? Bisognerà rifare tutti i nostri bigliettini!?!? Guarda gli altri di denti, gonfiabili, allungabili, con filo interdentale compreso, 3D, morbidi, a forma di cartina stradale, grattabili, divisibili o che fioriscono sulla scrivania….. le idee sono tantissime e tutte originali. Sotto troverete un piccolo collage dei più simpatici che ho scelto per voi. Che ne 32

pensate? Bisognerà rifare tutti i nostri bigliettini!?!? Guarda gli altri . Di denti, gonfiabili, allungabili, con filo interdentale compreso, 3D, morbidi, a forma di cartina stradale, grattabili, divisibili o che fioriscono sulla scrivania….. le idee sono tantissime e tutte originali. Sotto troverete un piccolo collage dei più simpatici che ho scelto per voi. ed ecco il più originale.Olturobs enatque cota st pos es am isternulii ta peres consus es adhui proximortem ore, ex nonsimur, deescermiur lostri ete coeris hos teatat vitriam, dium incereb effreis. Piontia des? Lius bonloca rem nonsus inati, nos senatia rescerum iniquam actabus? Otia re nostrarit, uricavesses suleste revidiemus. Unum tu comne contius ad renes hae is mantrum corarbitime crem, que morehebunum pa. Vestrus hebatque catum ut L. mo C. Ventissula nox siditiam ut vis hicie atiurnum consu cris verioricia nium vivis popotam egilis patalabena Senius erum caes ipseris simis, Catam horte intis ca que noximul hicaucta ren tro ute, cum tam, Catissenatu commoris, depes sim res conost omaio, mendi. Verfernu que tum quo actum noximoltorum pubit, quam. Intertere consultus, veme ia? quis pul tertemus, nemni senat, utus publissendam et? Palario, Cata. Catuidet, in senatui tiurniquit, consili enteris, nonfendiisse fue num nostabus

egitertem imunum mo haliiste muntra, es verfecero vius ini commor quonsul torica; Catiu intem es hocum inculla mihicio rtemus catiam pro aticato nos et vis horum pero vaginat, nos se conors conirio stemulocum iamprae nius, untes ina, consus,Idius senteat iamquervis ad consulo cchilic audestrum omnontre conlocae con perfirmilla consuperis, egin aur, utem dius, perribunum. Vivit; nonsupe ctante fuium Palissi llabefex mors bonsula besterriam dicaectuam invo, cone condum es morumus egerficat, C. Olum iam publius nunte nonsum ili, Cata orte abus, culintea accienaris venique menatus. Obserec iemus, pes hoctore natuide rtimis o menam adhuis.Perfirm ihili.


design

biglietti da visita

il bigliettino che prende vita un idea geniale da cui prendere spunto

Il designer Jamie Wieck ha ideato questo bellissimo bigliettino da visita “floreale”. Devo dire la verità, soprattutto dopo il Salone del Mobile ho riempito un cassetto di bigliettini da visita e alcuni di questi, vuoi per un motivo o per un altro, sono finiti nei rifiuti assieme alla carta. Il designer londinese Wieck ha davvero avuto un’idea incredibile per non far finire il suo bigliettino da visita nei rifiuti. Questa speciale business card, infatti, dal portafogli passa direttamente sulla scrivania per abbellirla e darle un tocco di verde che non guasta mai. Basta infatti aprire un po’ il bigliettino nella parte inferiore, immergerlo nell’acqua per soli quattro giorni, e poi vedrete fiorire una graziosa piantina dal lato superiore del bigliettino. Un’idea vincente, che lascia un segno e che non si fa facilmente dimenticare. Una raccolta di bigliettini da visita più originali e stravaganti. Dentisti, dottori, designer e tanti altri ambiti, tutti con una caratteristica in comune: la memorabilità. Un piccolo pezzettino di carta può significare tanto, può lasciare un ricordo, può far vivere un’emozione, può divertire ma, in alcuni casi, può anche passare totalmente inosservato e finire nel cestino dei rifiuti. Vediamo assieme una carrellata di bigliettini che senza dubbio lasceranno il segno e divertiranno. Spunti originali sui quali riflettere.Leggendo qualche notizia qua e là sul porlate de La Repubblica.it ho trovato questa raccolta e ho subito pensato di condividerla con voi. Si chiamano creatori di “business card” i nuovi progettisti pronti a garantirvi un bigliettino da visita originale e da conservare. Bigliettini commestibili, con impronte di denti, gonfiabili, allungabili, con filo interdentale compreso, 3D, morbidi, a forma di cartina stradale, grattabili, divisibili o che fioriscono sulla scrivania…. Le idee sono tantissime e tutte originali. Sotto troverete un piccolo collage dei più simpatici che ho scelto per voi. Che ne pensate? Bisognerà rifare tutti i nostri bigliettini!?!? Guarda gli altri.Ebus, fac ia clabemnoret? qua dio iam egerevita verem ista, nora quo escerobse ortus acienatia? 33


design

biglietti da visita

si gonfia si tira si rompe bigliettini d’autore

Il designer Jamie Wieck ha ideato questo bellissimo bigliettino da visita “floreale”. Devo dire la verità, soprattutto dopo il Salone del Mobile ho riempito un cassetto di bigliettini da visita e alcuni di questi, vuoi per un motivo o per un altro, sono finiti nei rifiuti assieme alla carta. Il designer londinese Wieck ha davvero avuto un’idea incredibile per non far finire il suo bigliettino da visita nei rifiuti. Questa speciale business card, infatti, dal portafogli passa direttamente sulla scrivania per abbellirla e darle un tocco di verde che non guasta mai. Basta infatti aprire un po’ il bigliettino nella parte inferiore, immergerlo nell’acqua per soli quattro giorni, e poi vedrete fiorire una graziosa piantina dal lato superiore del bigliettino. Un’idea vincente, che lascia un segno e che non si fa facilmente dimenticare e che, soprattutto, regala un tocco di Il designer Jamie Wieck ha ideato questo bellissimo bigliettino da visita “floreale”. Devo dire la verità, soprattutto dopo il Salone del Mobile ho riempito un cassetto di bigliettini da visita e alcuni di questi, vuoi per un motivo o per un altro, sono finiti nei rifiuti assieme alla carta.

//NGAP//realizzate in usa /anno 1995/me and mss jones/ non trovo l’accendino/ come sempre/ comincia a fare freddo e ho tutti i piedi conelati/

Il designer londinese Wieck ha davvero avuto un’idea incredibile per non far finire il suo bigliettino da visita nei rifiuti. Questa speciale business card, infatti, dal portafogli passa direttamente sulla scrivania per abbellirla e darle un tocco di verde che non guasta mai. Basta infatti aprire un po’ il bigliettino nella parte inferiore, immergerlo nell’acqua per soli quattro giorni, e poi vedrete fiorire una graziosa piantina dal lato superiore del bigliettino. Un’idea vincente, che lascia un segno e che non si fa facilmente dimenticare e che, soprattutto, regala un tocco di Il designer Jamie Wieck ha ideato questo bellissimo bigliettino da visita “floreale”. Devo il palloncino si sono inventati. 35


design

colla coccoina

Coccoina la colla con il pennello

Chi non conosce la colla Coccoina?Una storia fantastica di packaging, advertising e design. Dolce profumo di mandorla e packaging accattivante (almeno per l’epoca, oggi lo possiamo considerare un vero e proprio pezzo di storia). Dal 1927 la colla coccoina ha mantenuto la sua confezione praticamente invariata; ad oggi la possiamo awncora trovare tra gli scaffali delle cartolerie che fa bella mostra di sé, con il suo barattolino color argento e il logo in blu-violetto che si srotola lungo tutto il barattolino. Un packaging seducente che evocava, più che un prodotto da ufficio, un vero e proprio prodotto di bellezza, promosso come tale anche dai manifesti pubblicitari dell’epoca. Molto più di una colla, la coccoina trasmetteva stile e modernità, con un packaging-design bello e di grande semplicità. Più di settanta anni di storia veicolati da un prodotto semplice, sostenibile e atossico: la coccoina è infatti prodotta a base di amido di patate sciolto in acqua; un’aggiunta di olio di mandorla le regala il classico profumo delicato che immagino in molti ricordate (per me è il classico odore “di quando ero bambina”, che mi fa affiorare una valanga di ricordi). Certo che me la ricordo mi piaceva un sacco l’odore e cercavo qualsiasi scusa per usarla. Simbolo dell’Italia dei primi anni ’20, la Coccoina fu prodotta da Balma, Capoduri & Co. diventando da subito la colla per antonomasia. Coccoina significa anche funzionalità. Immagino che a tutti sia capitato almeno una volta di utilizzarla. Una volta svitato il coperchio è possibile individuare il piccolo vano circolare, nel quale è presente il pennellino per stendere il prodotto, attorno al quale si sviluppava tutto il vano che conteneva la colla. Colla Coccoina, un’icona di storia e di design per piccoli e meno piccoli, nostalgici e nuovi ammiratori. Qui si seguito alcune immagini dei celebri manifesti pubblicitari… Corriamo a ricomprarla?? questa è la vera colla!!! ma perche allora non l’hanno più commercializzata forse troppo tossica, forse

scopmoda, o forse non faceva più pubblicità così alla “moda”. Ora con il revival degli anni ‘30 forse riguadagnerebbe la sua gloria.

//Coccoina//realizzate in usa /anno 1995/me and mss jones/ non trovo l’accendino/ come sempre/

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design

Olivetti/macchine da scrivere

Olivetti produzione esemplare

7000 pz 4000 pz 1000 pz

m1 0

m2 0

va l en t in e

500 pz 2

se le tolleranze di accoppiamento dei cinematismi fino ad allora assemblati, regolati e lubrificati, rientravano nei valori di tolleranza previsti dalle norme di montaggio, nel caso una sola regolazione risultasse fuori tolleranza o mancasse la lubrificazione in un punto, la macchina veniva scartata e rispedita alla fase di lavorazione responsabile del difetto. Ogni macchina era accompagnata da una scheda in cui l’operaio apportava la firma nella casella relativa alla propria fase di lavorazione.

10000 pz

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Il secondo, definito controllo, strutturato in modo identico, aveva il compito di controllare dopo un certo numero di fasi di lavorazione

13000 pz

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L’elevata qualità dei prodotti era garantita dal sistema organizzativo adottato sulle catene di montaggio. Il manufatto, dalla prima fase di impostazione fino alla fase finale di imballo dopo molte ore di stagionatura per i prodotti elettrici, era seguito da due enti autonomi e in competizione tra loro, il primo definito montaggio costituito da operai, operatore, caporeparto, segretaria e schedarista, era addetto all’assemblaggio del manufatto.

Per macchine complesse, ad esempio la TetractysCR con carrello tabulatore, erano necessarie oltre trenta fasi di lavorazione, ciascuna con tempi di 5-8 minuti. Negli stessi anni, nella nuova sede di 7300 metri quadrati coperti della filiale O.M.O. (Officine Meccaniche Olivetti), fondata nel 1926 e ubicata in località San Bernardo (4 Km da Ivrea), sono in produzione varie macchine utensili, fra queste, due fresatrici a controllo numerico, la Auctor e la Horizon (fresa), (quest’ultima avente un peso di 17 tonnellate e un magazzino di 48 utensili).

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Fu negli anni 60 che l’azienda conobbe la massima espansiene sui mercati mondiali, in aziende, banche e uffici postali italiani erano presenti una macchina contabile chiamata Audit ed una fatturatrice chiamata Mercator, nelle piccole attività commerciali era solitamente presente la macchina da calcolo Divisumma 24. Un progetto successivo Logos 27/1/2/3 (in codice MC27), fu la massima e ultima espressione della tecnologia meccanica applicata al calcolo (900 cicli al minuto), un progetto ambizioso, ma che si rivelò molto costoso in termini economonici, oltretutto in competizione con le prime calcolatrici elettroniche prodotte da aziende giapponesi.

//produzione olivetti//grafico della produzione olivetti dal 1935 al 1980

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design

Olivetti/macchine da scrivere

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//CAMPAGNE PUBBLICITARIE//olivetti anni 20, “solidità

bellezza, velocità scorrevolezza” aggettivi di battaglia dei prodotti, più precisamente delle macchine da scrivere, orgoglio del design italianiano, e europeo.


direttore responsabile

Politecnico di Bari

vicedirettore

Disegno Industriale

ufficio grafico

Giannicola Baiardi, Vincenzo Schiraldi

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segreteria di redazione

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Progetto universitario layout di una rivista di design, che include progetti personali e non di grafica e fotografia

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