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ROSETTA TERMENINI OPERE 1999 > 2012


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GRAFICA / concepT: ROSETTA TERMENINI, GIANLUCA FERRARI medialanguage.studio (ITALY) www.medialanguagestudio.com

PRINTED IN ITALY SEPTEMBER 2012

. fotografia - IMMAGINI / PHOTOGRAPHY - IMAGES ROSETTA TERMENINI, GIANLUCA FERRARI

nessuna parte di questo catalogo puĂ’ essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza autorizzazione scritta dei propRietari dei diritti.

VISITA / VISIT

www.exhibitionow.com/ rosettatermenini

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INTRODUZIONE / INTRO: PAG. 8 INDICE / INDEX: PAG. 12 installazioni / INSTALLATIONS: pag. 16 - 32 - 40 - 46 92 - 100 - 108 - 112 - 116 - 122 - 130

PERFORMANCES: pag. 50 - 54 - 62 - 70

VIDEO / videoS: PAG. 78 - 86 cut-outs: PAG. 134 BIOGRAFIA / BIOGRAPHY: PAG. 140

e


io ero

padre madre . /


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/ INTRODUZIONE / INTRODUCTION Suggestioni e ricordi. Mi lascio attirare dal romanticismo di un libro trovato. Un pretesto, certo, un inizio probabile per un nuovo modo di utilizzare ago e filo. Colori convenzionali, forse, ma un linguaggio conosciuto, il rosa (femmina), l’azzurro (maschio). Ogni libro è ‘opera nuovA’, esistere, non lo nego, non lo nascondo, suo opera nel ma lo utilizzo per una riflessione su cio’ che contiene. Mi lascio ispirare: matematica, geometria, filosofia, politica, sociologia. Si certo, l’atto del cucire che diventa rito, sottende una visione del mondo. Ogni scelta linguistica porta con sé i propri significati; ma questa azione quotidiana, pausa e movimento, che mantiene i ricordi, racchiude in sè l’identità della natura della donna, della sua stanzialità, dellE sue radici, del suo esserci, del suo abbraccio. Un gesto ripetuto nel tempo con attenzione e concentrazione, si ritualizza. Un mito, certo. « Il mito racconta una storia sacra; riferisce un avvenimento che ha avuto luogo nel tempo primordiale, il tempo favoloso delle origini [...] È dunque sempre il racconto di una “creazione”: si narra come qualcosa è stato prodotto, come ha cominciato a essere ». Mirea Elide in ”Aspects du Mythe” Il ricamo è una narrazione investita di sacralità, della storia della donna, del suo posto nella storia, del suo ruolo nella casa. è facile allora intuire, come il ricamo che io decoro, sia esso all’interno o sul dorso sia una messa in opera di questa idea che finisce nel disegno di figure acquatiche inventate, che fluttuano inquietanti e mute tra le parole stampate dando loro una nuova lettura archetipica e a volte ironica. Sottolineo, certo, quanto già è presente nel libro, le lettere, i piè di pagina, elementi grafici, titoli, punti, linguaggi differenti, i vuoti editoriali, le stesse sottolineature di chi li ha letti, i loro appunti, che contribuiscono ad una partecipazione involontaria al significato dell’opera.


/ ... / ... Queste piccole opere d’arte in itinere, talvolta vengono presentate con timidezza, in teche sacrali, vengono conservate, a volte interagiscono con lo spazio, straripando i loro segni sulle pareti, o creando delle narrazioni misteriose e intellettuali. E allora, questo semplice gesto quotidiano, spesso banalizzato dal luogo comune, simbolo di un lavoro deputato solo alla donna, di costrizione fisica e psicologica, quindi di una discriminazione sociale, capovolge le visioni, i pensieri, costringendo a guardare con gli occhi e con il pensiero. L’uomo e la donna si riappropriano finalmente delle proprie radici, della consuetudine, del senso di appartenenza, del proprio silenzio, delle sospensioni, dei pieni e dei vuoti, dell’umiltà, “humilis”, cioè “terra”, sentendosi entrambi progenitori e discendenti da un antenato comune, sovvertendo i ritmi della comunicazione a cui la società moderna ci ha abituati. Una tregua. è un lavoro intimo e visionario, un lavoro solitario, ma comune a tutti. Lo spazio privato è al centro delle mie attenzioni.   Tento di entrare anche nello spazio altrui, perché è uno spazio comune a tutti; utilizzo le lettere inviate da personaggi diversi, esponendo ogni tipo di sentimento, dall’amore, alla sofferenza, alla genuinità,  all’integrità. Sono opere nate dall’esperienza, ma che si lasciano alle spalle la consistenza dell’essere per prendere coscienza della delicatezza.   Operazioni mentali, inconsistenti che permeano lo spazio con la loro eloquenza. R.T.


/ INDICE / INDEX


/ CUCITO INSTALLAZIONE MIXED-MEDIA 2009 > 2012 Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo della poesia, di un’opera, di una storia posata su un foglio di carta.

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Il filo e la parola diventano segni che dialogano e si autosostengono a vicenda in un equilibrio all’altezza del proprio sogno.

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/ VIENI DENTRO CON ME installazione MIXED-MEDIA 2005 L’opera è una porta che deve essere lasciata aperta.

.-,“Vieni dentro con me”, è un grido d’amore,

di solitudine, di comunicazione, ma è anche il gesto che plasma lo spazio, la realtà, secondo la propria visione. L’opera è oltre l’immagine, oltre lo spazio percepito, sulla soglia. è in questo varco che ognuno di noi trova la libertà.

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/ VENUS INSTALLAZIONE MIXED-MEDIA 2001 Dalla bocca della Venere escono i fiori primaverili con cui tutta l’opera viene riempita e impregnata.

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Si intravede ancora, sotto al tappeto di fiori, la storia, la mitologia, la filologia e l’allegoria della vita umanistica e neoplatonica, il sodalizio tra estetica e arte. I fiori diventano tappezzeria dei nostri tempi, dei preconcetti, ossessionati dalla bellezza fittizia, tappezzeria sociale della politically correct. Solo un fiore esce dal mucchio e fa capolino trasformandosi in un gioco per bambini a tre dimensioni, insolito, ma autentico.

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/ EPIFANIE INSTALLAZIONE fotografiCA PHOTOGRAPHIC INSTALLATION 2000 è pittura, sovrapposizione di immagini, chiari-scuri, linee di luce, corpi che s’intersecano, sparizioni, apparizioni, una metafisica del corpo, alterazioni della visione.

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La presenza e l’assenza dialogano in un continuo ingannarsi inconsapevolmente.

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/ FUNANBOLO performance 2003 Il corpo della performance diventa linguaggio assoluto, trasforma la propria immagine e la propria identità.

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Il corpo diventa materiale plasmabile per un immediato contatto tra l’interprete-autore e il pubblico spinto in una zona di confine tra realtà e finzione, in quel luogo umano di disorientamento tra reale e artificiale, un luogo di ascolto e di utopia che lo spettatore trasformerà in un’esperienza produttrice del proprio spazio: arte e vita.

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/ FACCIA A FACCIA performance 2001 Adesso fa preghiera. La sottrazione di peso per accettare il vuoto, per saper narrare il silenzio, nelle pause.

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Il punto di ascolto è nella spiritualità. Sottrarsi per aderire alla materialità del divenire. Magia illusionistica, in cui i tratti luminosi si trasformano in tracce, segni, impronte. E così sia.

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/ OMAGGIO A KITANO PERFORMANCE 2003

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Un’azione impietosa, due ossessioni legate da una corda rossa. Due figure in viaggio, costrette alla vicinanza, ognuna chiusa nella propria follia.

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Apparentemente libere, figure stilizzate, quasi finte, i visi dipinti come maschere, sul limite della schizofrenia, ma a contatto con la vita e i suoi ostacoli, con la voglia di comunicare con gli altri. Il loro viaggio è il destino di tutti, è l’impotenza, l’ineluttabile fine.

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/ DOPO IL DRAMA PERFORMANCE 1999 > 2000

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Una lotta frenetica, il dolore della nascita, tre donne che rappresentano il destino di tutte, cercano di rinascere, mentre una voce lontana elenca freddamente, ma incalzante storie di stupri e violenza.

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I tre colori del buio e della luce, quella wood, insieme frenetici, scattanti, nervosi, eccitati eseguiti a tempo di una musica universale; intanto una mano spacca il sacco e i corpi escono uno ad uno, avvolti in un lenzuolo candido. Le tracce dei colori blu, giallo, rosso restano come impronte di un conflitto, sui corpi stanchi, sul sacco abbandonato a terra, sulla natura bucolica e rigogliosa che ha accolto nuove vite.

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/ Un dimanche à la Grande Jatte video 1999 La storia si rifà sempre uguale, ma con minor chiarezza. Una mamma che accompagna la figlia in campagna, la figlia si perde e piange.

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Il puntino di colore utilizzato da George Seurat ne “UN Dimanche à la Grande Jatte”, si fa pixel moderno, e diventa inevitabilmente sfocato.

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/ SENZA TITOLO VIDEO 2000 L’affresco di Andrea Mantegna, un particolare della “Camera degli Sposi”, viene trasformato dal mistero di un cielo stellato che scorre portando con sé la referenzialità dipinta attorno a un balcone circolare, in un susseguirsi di sparizioni, accompagnate da suoni ondulatori.

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Al tempo scaduto del ritorno rimane un cerchio su fondo nero.

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/ UOVO INSTALLAZIONE MIXED-MEDIA 1996 Il rifugio, il grembo materno come viaggio iniziatico, archetipico del percorso di vita.

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La casa come estensione dell’abbraccio materno capace di accogliere e contenere.

Luogo della procreazione, della nascita che non sappiamo. Qui lui, qui lei, lo spazio in cui mettono tutti i loro respiri in un unico posto.

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/ REPERTO MODELLO 3D / 3D MODEL 1999 Un pellegrinaggio plurisensoriale all’interno di un bozzolo, in uno spazio senza tempo, ovattato.

_..__. _ | `’. Inginocchiandosi si trovano i colori del sacro, l’oro e il blu e una scala a chiocciola che finisce la sua corsa nel profondo della terra.

È in questo atto di prostrazione, in questo segno di adorazione la consapevolezza della grandezza del mistero.

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/ RIFUGIO (VERS. 1) modello 3D / 3D MODEL 1999 I neri, un pullulare di smagliature filamentose, vitalizzanti, impulsive, tessute come mappe siderali per stati di coscienza pronti a perdersi nelle pieghe di universi.

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Lo sguardo incespica in una di queste pieghe, in un nascondiglio, fa capolino nell’irriverenza.

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/ RIFUGIO (VERS. 2) modello 3D / 3D MODEL 1999 Lo spazio non c’è, è in realtà un’esperienza che si rinnova, un’esperienza dell’incontro tra uomo e ambiente, spesso stupefacente, tra un luogo e un’idea.

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| `’. .

è proprio in questo incontro che nascono queste forme costruite con fili di rame saldati con stagno. Materiali malleabili, plasmabili, flessibili che non creano una barriera, ma semplicemente occupano uno spazio incerto, sospeso, ambiguo, incostante, delicato, dentro al quale, chi procede senza distrazione, continua a trovare conferme di sostanza.

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/ AFRICA INSTALLAZIONE MIXED-MEDIA 2005 La geografia di una scultura, fatta di tante piccole pelli accostate per colori e trama a formare un continente: l’Africa, terra di magie e riti, di riflessione e di evasione.

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La “pelle” come filtro tra due mondi, tra due esistenze di diversi colori, come posto di blocco per la comunicazione. Ma chi guarda più attentamente vede un tessuto strutturale, una composizione che frena gli impulsi, consentendo una visione più rigorosa che si identifica come luogo organizzato. La strutturazione è in atto, ma non è ancora compiuta.

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/ NATURE INSTALLAZIONE MIXED-MEDIA 1999 > 2000

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Lo spazio non c’è, è in realtà un’esperienza che si rinnova, un’esperienza dell’incontro tra uomo e ambiente, spesso stupefacente, tra un luogo e un’idea.

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| `’. .

È proprio in questo incontro che nascono queste forme costruite con fili di rame saldati con stagno. Materiali malleabili, plasmabili, flessibili che non creano una barriera, ma semplicemente occupano uno spazio incerto, sospeso, ambiguo, incostante, delicato, dentro al quale, chi procede senza distrazione, continua a trovare conferme di sostanza.

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/ POST-it INSTALLAZIONE MIXED-MEDIA 2002

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Lo spazio non c’è, è in realtà un’esperienza che si rinnova, un’esperienza dell’incontro tra uomo e ambiente, spesso stupefacente, tra un luogo e un’idea.

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| `’. ..

è proprio in questo incontro che nascono queste forme costruite con fili di rame saldati con stagno. Materiali malleabili, plasmabili, flessibili che non creano una barriera, ma semplicemente occupano uno spazio incerto, sospeso, ambiguo, incostante, delicato, dentro al quale, chi procede senza distrazione, continua a trovare conferme di sostanza.

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ROSETTA TERMENINI CUT-outs


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ROSETTA TERMENINI CUT-outs


BIOGRAFIA / BIOGRAPHY Rosetta Termenini Rosetta Termenini Nata a Sabbioneta (Mantova). si è Laureata in Architettura al Politecnico di Milano e SUCCESSIVAMENTE all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora a Parma. Collabora attivamente con Juliet, Art Magazine di arte contemporanea, come critica d’arte. Svolge contributi critici free lance, collaborando a manifestazioni che riguardano l’attuale circuito artistico. Collabora come curatrice, coordinatrice artistica, organizzazione eventi, con vari enti istituzionali, con gallerie private e comunali. è presente, in campo nazionale, con mostre personali e rassegne presso Enti Pubblici e Privati, artistica si è sviluppata verso la performance ricerca sua la ma che l’ha portata ad esibirsi durante eventi culturali in varie città italiane. La sua attività è documentata da cataloghi, articoli su riviste specialistiche e sui maggiori quotidiani nazionali. Presta il suo contributo specifico presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Parma, Corso di Laurea Specialistica in “Trade Marketing e Strategie Commerciali”, durante il quale svolge i suoi interventi dal titolo “Visual Merchandising: dalle emozioni al layout”, nell’ambito dell’insegnamento Shopper Marketing. Sviluppa la sua attività architettonica come progettista e ideatRICE di new concept di punti di vendita a livello nazionale e internazionale. Svolge l’attività di Architetto collaborando con studi di grafica e di design. Specializzata in particolare nel visual merchandising. / Attualmente lavora alla Scuola Europea di Parma, per la quale oltre che insegnare, organizza eventi culturali ed espositivi in collaborazione con gli enti pubblici, Casa della Musica, Conservatorio e le varie istituzioni locali. /


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ROSETTA TERMENINI OPERE 1999 > 2012

CON IL CONTRIBUTO DI: medialanguage studio (italy) www.medialanguagestudio.com exhibitionow.com contemporary art projects www.exhibitionow.com

SI RINGRAZIANO: medialanguage staff, exhibitionow staff claudio rosi, barbara ceciliato, MIRIAM CERRUTI, MARTA PELLEGRINO, SOFIA LUCHE, ANITA NEGRI RICCARDO BERTORELLI.


VIETATA QUALSIASI RIPRODUZIONE. rOSETTA tERMENINI - OPERE 1999 > 2009.

WWW.MEDIALANGUAGESTUDIO.COM

WWW.EXHIBITIONOW.COM/ROSETTATERMENINI

Rosetta Termenini | Opere 1999 > 2012  

Vietata qualsiasi riproduzione. No reproduction without permission.

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