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L'elaborazione grafica della copertina e le bande laterali delle diverse sezioni tematiche sono tratte da: Albie Sachs (a cura di), Imagens de uma revoluc達o, os murais de Maputo, ed. Partido Frelimo, 1984


PRESENTAZIONI ●

‘Oltre i confini dell'indifferenza ’ di Beatrice Draghetti

‘Un percorso di crescita comune’ di Samanta Musarò

‘Introduzione: Maputo come Itaca’ di Paolo Bernardi

ISTITUZIONI E STORIA ●

‘Mozambico e Italia: istituzioni a confronto ’ di Davide Melotti e Luca Visconti

‘Breve storia del Mozambico’ di Mattia Gaetani

ECONOMIA ●

‘Il Prodotto Interno Lordo (PIL)’ di Martina Sevini e Federico Tinti

‘La bilancia dei pagamenti (BDP)’ di Michael Adebiyi, Ezio Ungarelli e Matteo Vacchi

‘La bilancia commerciale Mozambico-Italia ’ di Andrea Bellei, Federico Brintazzoli e Lisa Pulga

GEOGRAFIA ●

‘Un paradiso di ricchezze naturali’ di Viola Bartoli

‘Maputo, la capitale’ di Vanessa Dal Fiume

CULTURA ●

‘Cinema mozambicano’ di Martina Barbieri

‘I suoni: tradizione e modernità’ di Giulia Barbuti

‘Uno sguardo attraverso la letteratura’ di Sheela Stanzani

‘Un turismo in via di sviluppo’ di Anastasia Mizyuk

‘Due passioni: il calcio e la corsa’ di Vadym Kitsak

‘La tavola mozambicana’ di Agnese Tesei


OLTRE I CONFINI DELL'INDIFFERENZA Dal 2006 la Provincia di Bologna sostiene i rapporti di gemellaggio tra alcuni istituti secondari bolognesi e alcune scuole mozambicane ed in questi anni ho potuto verificare ed apprezzare l'entusiasmo delle persone che sono state coinvolte in questi progetti, assieme all'efficacia di esperienze di questo tipo. Tali attività rappresentano una proposta, finora ben riuscita, di coinvolgere i giovani del nostro territorio in progetti che creino la possibilità di scambi culturali e di amicizia senza confini. L'anno 2010/2011 vede protagonisti alcuni giovani studenti di 3 quarte classi dell'istituto Rosa Luxemburg di Bologna coinvolti nell'attività che abbiamo denominato “Gemellaggi scolastici: un viaggio oltre i confini dell'indifferenza”. Entrare in contatto con il mondo è una esperienza importante, fondamentale nella vita di ogni persona, ancor di più se in fase di crescita. Siamo nell'era dove le informazioni sono alla portata di tutti: basta un click per entrare in contatto con l'altra parte del mondo. Questa è sicuramente un'opportunità rilevante per accorciare le distanze, ma la tecnologia non può sostituire il viaggio, il toccare con mano, il guardare coi propri occhi, la relazione personale. Ricordo con particolare piacere e soddisfazione il racconto ai compagni di scuola di chi era rientrato da una precedente esperienza. Lo sguardo, le parole, la ricchezza accumulata erano un messaggio assolutamente convincente per il coinvolgimento anche di tutti gli altri, che avevano partecipato in altro modo alla vicenda. Ringrazio molto i ragazzi delle 3 classi coinvolte nell'esperienza di gemellaggio con la scuola Noroeste 2 di Maputo, del lavoro che hanno svolto e che si completerà con il viaggio a Maputo e per questa bella ricerca sul Mozambico. Colgo l'occasione anche per ringraziare gli insegnanti che con attenzione e dedizione stanno promuovendo queste attività e la dirigente che con entusiasmo ha accettato di partire per il viaggio verso l'Africa. Un ringraziamento particolare anche alla Regione Emilia Romagna e a Interporto – Bologna S.p.A. che cofinanziano il progetto insieme alla Provincia di Bologna. Ed ora, buon cammino!

La Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti


UN PERCORSO DI CRESCITA COMUNE Se è vero che l'obiettivo di un viaggio non è il luogo, ma un nuovo modo di vedere il mondo, allora gli studenti del Rosa Luxemburg sono sul sentiero giusto. Il loro viaggio infatti è iniziato ben prima della scrittura di questo lavoro di ricerca, quando in ottobre 2010 hanno accolto nella loro scuola e condiviso momenti di vita quotidiana insieme ai coetani della scuola Noroeste 2 di Maputo. E presto a loro volta saranno accolti in terra mozambicana, dove sperimenteranno

l'incontro/scontro

con

cibi,

relazioni,

sguardi,

contrasti,

storie

di

vita

apparentemente diverse. Questa guida rappresenta quindi solo una tappa del percorso di conoscenza del Mozambico, un paese ricco di storia e tante culture poco conosciute ma degne di essere ascoltate e valorizzate. Le scuole mozambicane, in particolare, pur se costrette ad una forte deprivazione materiale sono partner educativi portatori di conoscenze che desiderano condividere e che la scuola italiana deve poter e saper ascoltare. Da qui l'avvio di questo progetto di gemellaggio scolastico che l'Associazione YODA di Bologna dal 2006 sostiene e promuove tra le scuole di Bologna e le scuole di Maputo con l'obiettivo di rendere protagonisti i giovani dei due Paesi all'interno di un cammino di conoscenza, scambio e costruzione di cittadinanza planetaria. Un viaggio, reale o immaginario, mosso da una pedagogia del dialogo che vuole contribuire alla creazione di un percorso di crescita comune tra i ragazzi e le ragazze del mondo.

Per l'Associazione YODA Samanta Musarò


MAPUTO COME ITACA (…) Sempre devi avere in mente Itaca raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti? (…) In questa strofa della poesia “Itaca”, del grande lirico greco Kostantin Kavafis, c’è un po’ il senso del nostro progetto. Il nostro compito era quello di compiere un viaggio virtuale in un paese lontano, un paese, il Mozambico, che quattro fortunati ragazzi della scuola (accompagnati da un insegnante più fortunato ancora…) avrebbero poi realmente raggiunto. Allora, ci siamo detti, come fare affinché il percorso di avvicinamento sia lungo e interessante, e ci faccia arrivare alla meta, come direbbe Kavafis, “ricchi di tesori accumulati per strada”? Così abbiamo progettato questo numero speciale del nostro giornalino on-line, al quale hanno collaborato le tre classi coinvolte dal progetto: la 4^BL, la 4^ CL (entrambe ad indirizzo turistico) e la 4^ DL (ad indirizzo economico). Tra gli alunni è stato individuato un gruppo ristretto di una ventina tra redattori, impaginatori e collaboratori, ognuno con un tema da sviluppare in un paio di cartelle di testo e qualche immagine significativa. La fonte prevalente sono stati vari siti internet, ma abbiamo consultato anche fonti cartacee, soprattutto quelle messe a disposizione dalla Biblioteca Amilcar Cabral, un istituto culturale bolognese specializzato in Africa, Asia ed America Latina, dove siamo stati guidati con gentilezza e competenza da Elena Tripodi ed Arianna Buson. In questo nostro percorso, oltre ad Elena ed Arianna, abbiamo incontrato altri compagni di viaggio, che ci hanno dato consigli, ci hanno accompagnato per brevi tratti, ci hanno indicato le strade più sicure, come Loredana Pezzuto, dell’amministrazione provinciale di Bologna, e Samanta Musarò, dell’Associazione Yoda, che sono state tra le principali animatrici di questo progetto. Ma in cima a tutti, un ringraziamento speciale va ad Anna Maria Gentili, docente di Storia ed istituzioni dell’Africa all’Università di Bologna, che ci ha regalato ricordi e riflessioni tratti dai suoi oltre quarant’anni di “cittadinanza mozambicana”: la chiacchierata con lei è stata per i ragazzi un vero e proprio “viaggio nel viaggio”. E così, non senza fatica, siamo arrivati in fondo: ora toccherà ai cinque “avventurosi” che, a metà di giugno partiranno davvero per Maputo, portare a casa altre ricchezze da condividere con gli altri. Ma quella sarà solo la seconda tappa: il viaggio è già iniziato qui.

Paolo Bernardi Ist. “Rosa luxemburg”


MOZAMBICO E ITALIA: ISTITUZIONI A CONFRONTO di Davide Melotti e Luca Bisconti

Mozambique has become a multiparty republic after the adoption of the constitution of 1990. Currently the President of Mozambique is Armando Emilio Guebuza, elected in 2004. Italy has become a “democratic republic founded on work” in 1949 after the adoption of the constitution. The Italian president, Giorgio Napolitano, was elected in 2006. Moçambique tornou-se uma república multipartidária, após a adopção da Constituição de 1990. Atualmente, o Presidente de Moçambique é Armando Emílio Guebuza, eleito em 2004. A Itália tornou-se uma república democrática fundada no trabalho em 1948, após a aprovação da Constituição. O presidente italiano, Giorgio Napolitano foi eleito em 2006.

A partire dal 1990, il Mozambico è diventato una democrazia pluripartitica, ovvero formata da più partiti. Lo stato è rimasto

Istituzioni

comunque organizzato con un modello presidenziale. Tuttavia l’instabile situazione politica del paese ha comportato la rimodernizzazione

della

sua

struttura

politica,

attraverso

l’introduzione del principio inviolabile della proprietà privata e l’ emanazione di una nuova costituzione. Per modello presidenziale si intende una forma di governo in cui il potere

esecutivo

si

concentra

nelle

mani

del

quest’ultimo è sia Capo dello stato sia Capo del governo.

presidente;


Attualmente il presidente del Mozambico è Armando Emilio Guebuza, eletto nel 2004 tramite il suffragio universale (poi riconfermato nel 2009) e grazie alle buone performance dei suoi ministri - oltre che a un continuo progresso sotto il profilo economico - sta dando continuità al suo governo.

E in Italia ? Attualmente l’Italia è una repubblica parlamentare, in cui il parlamento è l'unica istituzione a detenere la rappresentanza della volontà popolare. Esso è suddiviso in due rami: Camera dei deputati e Senato della repubblica. La Camera è composta da 630 membri, mentre il Senato da 315 senatori più i senatori a vita. Entrambi si rapportano secondo un sistema bicamerale perfetto cioè svolgono in pari grado le stesse funzioni, anche se separatamente. L’inizio della repubblica italiana coincide con la fine del periodo fascista e successivamente con l’entrata in vigore della Costituzione, datata primo gennaio 1948. Lo stato italiano è una repubblica parlamentare fondata sul lavoro e sulla separazione dei poteri, per evitare che si ripetano casi di accentramento del potere nelle mani di un unico dittatore, come nel periodo fascista. Il 10 maggio 2006, è stato eletto il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.


BREVE STORIA DEL MOZAMBICO di Mattia Gaetani

Short history of Mozambique, from the origins to the new constitution. Uma breve história de Moçambique, desde suas origens até a nova constituição La storia del Mozambico (Stato dell'Africa Meridionale che si affaccia sull’Oceano indiano) ha inizio nel III secolo, con la migrazione di alcuni popoli bantu – agricoltori e allevatori – provenienti dal Nord, specializzati nella lavorazione del ferro. A partire dall’ VIII secolo gli arabi colonizzano le coste e le isole del Mozambico, e vi stabiliscono città portuali di rilievo, come Safa, che diventeranno il centro dei commerci via mare, soprattutto di prodotti metallurgici. I portoghesi guidati da Vasco De Gama giungono sulle coste del Mozambico nel 1498, e scalzando progressivamente gli arabi, creano ulteriori centri di commercio ed attività di carattere coloniale. Tra il 1580 e il 1640 le colonie portoghesi in Africa attraversano un periodo di decadenza e abbandono; Spagna e Portogallo, ormai diventati un unico stato proiettano i loro obiettivi di colonialismo verso i territori del Brasile, limitando di fatto i finanziamenti diretti verso il Mozambico. Tra il XVIII e il XIX secolo il Mozambico diventa una colonia portoghese a

Storia

tutti gli effetti, e in questo periodo fiorisce il commercio degli schiavi. Nel 1891 il Portogallo concede ad una compagnia di magnati britannici (la Companhia de Mochabia) diritti sovrani sulla colonia mozambicana; la compagnia sviluppa notevolmente il Paese costruendo strade e ferrovie e favorendo gli scambi commerciali con le colonie britanniche, soprattutto con il Sud Africa.


Alla fine della seconda guerra mondiale il processo di “decolonializzazione” del territorio africano non interessa il Mozambico,

che

sotto

la

dittatura

portoghese

di

Antonio Oliveira continua ad ospitare arrivi di coloni dalla madrepatria, e la popolazione di origine europea continua ad aumentare di anno in anno. (Nel 1975 toccherà circa 250.000 persone) Dal 1950 il Portogallo introduce alcune misure per rendere meno opprimente la vita della popolazione autoctona: viene abolito lo xilabo (lavoro forzato), abolite le pene corporali, aumentati i salari. Segue un periodo in cui si dà impulso allo sviluppo del Paese, creando fabbriche e porti, fattorie cooperative, scuole e ospedali. Sorgono le prime industrie e dall’Italia arrivano macchinari per la lavorazione dei prodotti delle piantagioni. La Fiat apre addirittura filiali per la vendita di auto e veicoli industriali. Purtroppo, però, la popolazione locale non trova vantaggi concreti da queste innovazioni, e di fatto, continua a vivere in condizioni di miseria e arretratezza. La situazione degenera in gravi episodi di protesta, repressi dall'esercito portoghese e finiti in maniera tragica, come il massacro di Mueda, che è tutt'ora vivo nel ricordo dei mozambicani.


E’ l’inizio della guerra civile, che fra il 1981 e il 1994 provocherà circa un milione di vittime, di cui il 90% civili.In questi anni migliaia di mozambicani ingrosseranno le file di profughi

e

rifugiati,

nel

tentativo

di

sfuggire

al

massacro.Sorgono vari movimenti indipendentisti, fra i quali il Frelimo (Fronte per la liberazione del Mozambico), costituitosi nel 1962 e guidato da Edoardo Mondlane. L’intenzione è quella di raggiungere l’indipendenza accordandosi con il Portogallo, ma al rifiuto del governo portoghese, nel 1964,

il Fronte

decide di passare alla lotta armata alla quale parteciperanno anche le donne, potendo contare sull’appoggio di alcuni governi Africani indipendenti (Tanzania e Algeria) e di organismi e partiti democratici occidentali (Russia, Cuba). Serviranno

10

anni

di

sanguinosi combattimenti per raggiungere l’indipendenza, durante i quali Mondlane rimarrà vittima di un attentato, nel 1969, al suo posto continua la lotta Samora Machel.

Il 25 giugno del 1975 la rivoluzione di Garofani proclama l’indipendenza della Repubblica Popolare di Mozambico. I coloni portoghesi vengono espulsi o fuggono dal paese con mezzi propri. Il nuovo stato si organizza velocemente, appoggiato, nel contesto della guerra fredda, dai paesi socialisti, assumendo

Storia

perciò un'impostazione marxista. Si nazionalizzano ospedali, scuole, chiese, strutture e residenze appartenenti a ordini religiosi, tutte le abitazioni private e le imprese. Si vive però in un clima di sospetto e vendetta, e anche gli ultimi portoghesi rimasti lasciano il Paese. La situazione è resa ancor più grave dalla siccità e dai tifoni che colpiscono il Paese nel 1976.


È questo uno dei momenti peggiori per il Mozambico. Nei primi anni ’80 si forma un esercito di liberazione anticomunista, la Renamo, finanziato dalla Rhodesia governata da una minoranza bianca e dal Sud Africa del regime di apartheid. Solo nel 1983 l’escalation di violenza e caos che imperversa nel Paese induce il governo mozambicano a chiedere aiuto alla Comunità Internazionale, accettando di firmare l’accordo di Nkomati. Ma nel 1986 Samora Machel muore in territorio Sud africano, in un incidente aereo da molti ritenuto un attentato. Dobbiamo arrivare al 1990 (epoca che segna il crollo dell’Apartheid in Sud Africa) per vedere i primi veri negoziati di pace fra Renamo e Frelimo. A novembre viene siglata una nuova costituzione, che sancisce la nascita della nuova repubblica Mozambicana, e i trattati di pace firmati da Frelimo e Renamo divengono operativi nel 1992. Le Nazioni Unite invieranno un “Contingente di Pace” per sorvegliare la fase di transizione alla democrazia, l’ONUMOZ, che lascerà il Paese nel 1995. Alle elezioni del 1994 risulterà vincente l’esponente del Frelimo, Joaquim Chiassano; all’opposizione i rappresentanti di Renamo; il conflitto armato si è trasformato in opposizione politica. Il 2005 è l’anno in cui il Mozambico ha festeggiato il 30° anniversario dell’indipendenza dal Portogallo, ma il Paese fatica ancora oggi a trovare stabilità politica ed economica: la lunga guerra civile e gli effetti devastanti di un ciclone che ha colpito il Paese nel 2000 hanno lasciato il Mozambico in una precaria situazione economica. Gli aiuti giunti dall’Europa, secondo alcuni osservatori, hanno contribuito a creare una sorta di dipendenza, più che favorire l’imprenditoria locale. L’economia è ancora basata principalmente sull’agricoltura, ma gli scarsi investimenti nel settore non ne favoriscono lo sviluppo. Le risorse minerarie sono poco sfruttate, nonostante il Paese ne sia ricco. L’apparato industriale si basa essenzialmente sull’industria manifatturiera, ma il Paese è strettamente dipendente dalle importazioni e ciò determina una bilancia dei pagamenti molto negativa. Il Governo tenta di risanare i conti pubblici tagliando sui costi sociali, e come al solito, a farne le spese sono le classi più deboli. L’assitenza sanitaria è solo a pagamento, acqua, luce e gas sono gestite da società private che applicano tariffe salatissime. L’unico settore dell’economia cha appare in crescita è quello legato al turismo, che purtroppo non riesce a contribuire in modo significativo all’innalzamento del tenore di vita della popolazione: strutture turistiche relativamente lussuose si trovano a pochi chilometri dalle enormi baraccopoli dove vive ancora oggi la maggioranza della popolazione locale.


IL PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) di Martina Sevini e Federico Tinti

The Gross Domestic Product shows the total value of a country goods and services and it also reveals its economic development level, even if some economists are still looking for new markers. From 1996 to 2008 Mozambique was the African nation with the highest GDP growth rate O Produto Interno Bruto, é uma grandeza que expressa o valor total dos bens e serviços produzidos num país, e é um indicador de seu nível de desenvolvimento, embora alguns economistas busquem novos indicadores. De 1996 a 2008, Moçambique foi o Estado africano com a maior taxa de crescimento do PIB

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è una grandezza che esprime il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese nell’arco di un anno; all’interno del PIL non viene calcolata la produzione destinata ai consumi intermedi cioè

Economia

quei beni necessari per la produzione di prodotti finiti, che rappresentano il valore dei beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi. Secondo molti governi l’unico strumento in grado di valutare l’andamento del paese è il PIL

anche se alcuni economisti

sono alla ricerca di un nuovo indicatore. Per esempio negli Stati Uniti al PIL si sono trovate alternative come centinaia di indicatori accessibili gratuitamente in rete e aggiornati a intervalli regolari. Però ,almeno per ora, il PIL domina su tutti gli altri indicatori.


Tra il 1990 e il 2010 il Mozambico ha avuto un notevole sviluppo

legato

alla

stabilità

macroeconomica,

alla

privatizzazione e ad un abbassamento di prezzi e alla possibilità di effettuare investimenti nei Paesi esteri. Dal 1996 al 2008 il Mozambico è stato il paese africano con il tasso più elevato di crescita, dovuta ad un incremento dell’attività economica nei settori agricoli(25% del PIL), manifatturieri, dei trasporti, turistici, bancari e servizi che rappresentano il 45% del PIL.

Nel 2009 l’economia mozambicana ha resistito alla crisi economica internazionale grazie all’espansione delle politiche fiscali e monetarie anche se il settore terziario, in particolare turismo e commercio, ne ha risentito molto a differenza di quello agricolo, della pubblica amministrazione e delle costruzioni, che hanno contributo alla crescita del Paese. Dal 2010 si è verificata una notevole inflazione grazie alla riduzione dei sussidi ai combustibili, all’aumento dei prezzi internazionali delle materie prime e al deprezzamento della valuta nazionale, ciò ha permesso alle banche di abbassare i tassi di interesse. Il governo ha affidato al Fondo Monetario Internazionale (un'organizzazione composta dai governi di 186 Paesi che insieme al Gruppo della Banca Mondiale fa parte delle organizzazioni internazionali) il compito di risolvere il problema dei sussidi che eserciterà un impatto consistente sul tasso annuale medio d’inflazione. FONTI: ●

http://www.esteri.it/rapporti/pdf/mozambico.pdf

‘La ricchezza delle nazioni’ da Internazionale del 11/06/2010


LA BILANCIA DEI PAGAMENTI (BDP) di Michael Adebiyi, Ezio Ungarelli e Matteo Vacchi

The balance of payments of Mozambique (BOP) is compiled in U.S. dollars and represents the collection of data on trade with foreigns countries. The current account balance of the net income is the sum of net exports of the eligible costs of goods and services. The current account balance of Mozambique has had an increase in resources due to investment made by Western countries

A balança de pagamentos (BDP) de Moçambique é a recolha de dados sobre o comércio com países estrangeiros. O saldo da conta corrente da receita líquida é a soma das exportações líquidas, sem os custos de bens e serviços. O saldo da conta corrente de Moçambique, sofreu recentemente um aumento dos recursos devido ao

Economia

investimento por parte dos países ocidentais.

La bilancia dei pagamenti del Mozambico (BDP) viene compilata

in

dollari

e

rappresenta

l’insieme

dei

dati

riguardanti gli scambi con i paesi esteri. Essa tiene in considerazione non solo le operazioni all’interno del territorio, ma anche di quelle imprese mozambicane che operano nei mercati esteri.


Saldo

del

conto corrente (bilancia

dei

pagamenti,

l'attuale US $) Il saldo del conto corrente del reddito netto è la somma delle esportazioni al netto dei costi imputabili di beni e servizi.

Osservando il grafico possiamo dedurre che il saldo del conto corrente del Mozambico ha subito forti diminuzioni di risorse tra il '95 e il '98 e tra il 2007 e il 2009, risultando attualmente in grave deficit.

FONTE: ●

http://data.worldbank.org/indicator/BN.CAB.XOKA.CD/countries/MZ?display=graph


Stock di debito estero (in % del Reddito Nazionale Lordo) Il

totale dei titoli di debito estero è inglobato nel RNL. Il

debito estero totale è il debito nei confronti dei non residenti rimborsabile in valuta estera, beni o servizi. Il debito a breve termine comprende tutti i debiti con durata iniziale di un anno o meno.

In questo grafico si notano come i debiti del Mozambico erano

Economia

in continuo aumento fino a qualche anno prima del nuovo millennio, poi con gli investimenti fatti da enti esterni, sono progressivamente diminuiti.

FONTE: http://data.worldbank.org/indicator/DT.DOD.DECT GN.ZS/countries/MZ?display=graph


Diritti, tasse di licenza e pagamenti (BDP, attuale US $) I diritti e le tasse di licenza regolano gli accordi per i beni immateriali e quelli non finanziari tra i paesi, come ad esempio brevetti, copyright, marchi e processi industriali.

Da questo grafico possiamo dedurre come, da quando sono stati attuati gli investimenti nel paese, il Mozambico si è occidentalizzato, e imprenditori europei hanno portato i loro progetti, pensieri e conoscenze per un rinnovamento di tipo economico e sociale.

FONTE: ●

http://data.worldbank.org/indicator/BM.GSR.ROYL.CD/countries/MZ?display=graph


LA BILANCIA COMMERCIALE MOZAMBICO-ITALIA di Andrea Bellei, Federico Brintazzoli e Lisa Pulga

The balance of trade is the difference between export and import. It’s value is important to know of the economy of a country as it provides informations on the national and international industrial activity. Mozambique exports various products in Italy, including large quantities of aluminum.

A balança comercial é a diferença entre exportações e importações. O valor do saldo da balança comercial é um indicador importante de um país, uma vez que fornece informações sobre as atividades industriais em nível nacional e internacional. Moçambique exporta vários produtos para a Itália, entre estes, grandes quantidades de alumínio.

Innanzitutto introduciamo il discorso generale della bilancia

Economia

commerciale. Ma che cos’è in sintesi? E quale la sua funzione? La bilancia commerciale è la differenza tra esportazioni e importazioni. Quando le esportazioni sono maggiori si ha un avanzo, cioè un saldo positivo di bilancia commerciale. Quando invece le esportazioni sono minori, si ha un disavanzo e

quindi

un

saldo

negativo.

Il

valore

della

bilancia

commerciale è un importante indicatore dell'economia, seppur parziale, di un paese in quanto fornisce indicazioni sull’attività industriale nazionale e internazionale.


Il

grafico

rappresenta

i

rapporti

commerciali

che

il

Mozambico ha con l’Italia e considera gli anni dal 2000 fino al giugno del 2010. Da questi si evince che le esportazioni sono aumentate fino a raggiungere il 34,8% contro il 17,6 % del 2000. Anche le importazioni sono aumentate rispetto al 2000 e si è rilevato un picco massimo attorno al 2007 per poi calare vertiginosamente negli anni seguenti.

Fonte: elaborazioni ICE su dati Istat Le importazioni del Mozambico dall’Italia continuano ad essere concentrate prevalentemente sugli acquisti di alluminio che, nel primo semestre del 2010, sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente. La seconda categoria merceologica per valore delle importazioni italiane dal Mozambico e’ stata quella dei minerali non ferrosi. Dal nostro punto di vista pensiamo che sia interessante e utile conoscere la situazione economica di un paese in via di sviluppo come il Mozambico che, grazie alla globalizzazione, diventa sempre più presente nel nostro mercato.


UN PARADISO DI RICCHEZZE NATURALI di Viola Bartoli

This article deal with the plant life and the wildlife in Mozambico. In the first part the main features of the climate and the country are described. The second part focused on the main topic, in particular an unusual specimen called Dugongo.

Este artigo trata da flora e a fauna em Moçambique, a primeira parte é um panorama geral das principais características do clima e do território; a segunda parte é um aprofundamente sobre os temas centrais do artigo (flora e fauna), com destaque para um animal incomum: o Dugongo . Il territorio Il Mozambico ha una superficie di circa 800.000 kmq ed un litorale che si estende per 2500 km. A differenza degli altri stati africani sul mare, la costa è quasi tutta pianeggiante. Il Mozambico confina a nord con la Tanzania, a nord-ovest con il Malawi e lo Zambia e a sud-ovest con il Sudafrica e lo Swaziland. L'isola di Madagascar si trova direttamente a est, a 400 km dalla

Natura

costa nel Canale di Mozambico. Il paese è attraversato da due dei più lunghi fiumi dell'Africa meridionale, lo Zambesi e il Limpopo. Gli altri principali corsi d'acqua sono il Save e il Rovuma, che costituiscono il confine settentrionale con la Tanzania. L'imponente lago Malawi (anche chiamato lago Nyasa) forma parte del confine con il Malawi. Il Mozambico centrale è dominato dalla delta.

valle del fiume Zambezi e dalle pianure del


Il clima In Mozambico sono presenti diverse variazioni regionali. La stagione secca va da aprile a novembre, la temperatura media giornaliera tocca i 27°C, mentre la stagione delle piogge perdura per gran parte del resto dell'anno, la temperatura massima media giornaliera tocca i 31°C.

L’habitat: la flora e la fauna Il Mozambico è caratterizzato da una straordinaria varietà di ecosistemi: i più interessanti sono i terreni paludosi, le foreste di mawngrovie nel centro e nel nord, i ricchi habitat marini al largo della costa, i monti Chimanimani verso ovest dove si trovano almeno 45 specie di piante, il massiccio di Gorongosa nella zona centrale. Il Mozambico ospita una flora abbondante che comprende molte specie endemiche. Sono state registrate circa 5600 specie di piante.


La zona del Maputaland è considerata di importanza botanica mondiale, con vaste foreste costiere e più di 2500 specie di piante vascolari. La foresta di miombo, ricca di Brachystegia (chiamata appunto miombo) è il tipo di vegetazione più diffuso in Mozambico e copre gran parte del nord e del centro del Paese. La foresta di mopane, un albero alto e ramoso che cresce su terreni argillosi, è più frequente nelle zone meridionali interne tra i fiumi Limpopo e Save e nell’alta valle dello Zambezi. Il Mozambico può vantare più di 200 specie di mammiferi, 170 di rettili, 40 di anfibi. La ricca biodiversità degli insetti comprende la libellula Ceriagon Murae.

Fra i mammiferi si

ricordano il blue Wildebeest (gnu blu), la zebra di Burchell, gli elefanti, i bufali, gli ippopotami ed altri grandi mammiferi. Fra le specie marine più interessanti vi sono le stenelle, i tursiopi, le megattere, i delfini comuni ed i dugonghi, purtroppo in via di estinzione. Lungo la costa si trovano vari tipi di tartarughe. Le megattere si riproducono in inverno lungo la costa tra Ponta do Ouro e Inhambane. Più di 600 specie di uccelli trovano il loro habitat nelle vaste paludi del Paese, sulla sola isola di Inhaca si trovano 300 specie di uccelli

Natura

tra cui 7 diversi tipi di cormorani.


Il “Dugong dugon” (Dugongo) Tra i grandi mammiferi che si trovano in Mozambico il dugongo, che vive nelle acque poco profonde. L’unica specie ancora esistente è il Dugong Dugon che, insieme con il lamantino, appartiene alla famiglia delle sirenie. l dugongo (Dugong dugon) è il solo mammifero erbivoro esclusivamente marino ed è la sola specie superstite della famiglia Dugongidae. Il dugongo raggiunge una dimensione massima di 3 metri ed un peso di 400 Kg.Il corpo massiccio termina con un'ampia coda piatta simile a quella delle balene, con due lobi allungati. La testa ha una forma caratteristica, tondeggiante, il collo è corto e non visibile. Il muso è rivolto verso il basso per facilitare la raccolta delle piante acquatiche dai fondali. Ama vivere in piccoli gruppi. Il dugongo passa gran parte del suo tempo mangiando.. La sua dieta è composta da piante marine, è molto selettivo, sceglie cibi ad alto contenuto nutritivo e di facile digeribilità.


MAPUTO, LA CAPITALE di Vanessa Dal Fiume

The article deals with Maputo, the capital city of Mozambique, and also about its main characteristics. It tells about the lifestyle of a fastest growing city, with all its differerences and contradditions.

O artigo fala sobre Maputo, capital de Moçambique, e sobre suas principais características. Descreve o estilo de vida de uma cidade que está se desenvolvendo rapidamente, com todas as diferenças e contradições que podem ser encontradas lá.

Maputo – ex Lourenço Marques, dal nome dell’esploratore

Metropoli

portoghese – è la capitale e la maggiore città del Mozambico.


Dopo la disastrosa guerra contro gli Inglesi, che volevano appropriarsi dei giacimenti d'oro e diamanti, nel 1895 venne costruita la prima ferrovia che la collegò a Pretoria e provocò un forte aumento della popolazione. Infatti in quell’epoca c’erano 966.000 abitanti, mentre nel 2004 la popolazione è salita a 1.114.000 abitanti. Nel 1975 il Mozambico raggiunse l’indipendenza e la capitale prese il nome di Maputo, derivante dall’omonimo fiume e probabilmente per questo motivo anche la regione ha preso lo stesso nome. La città è il capoluogo dell'omonima provincia, che non comprende il territorio della città, e ha capoluogo Matola. Mapouto è situtata sulle coste dell' Oceano Indiano ed è affacciata sulla baia di Delagoa. La sua economia si basa sull’industria del settore edile e sulle esportazioni e importazioni grazie al moderno porto. La città è caratterizzata da mercati colorati, caffè su marciapiedi e un’intensa vita notturna.


In generale la città si presenta come una grande metropoli, anche se in realt�� la parte “ricca” è abitata solamente da ex colonizzatori europei e turisti; ma basta allontanarsi di soli pochi chilometri dal centro urbano per trovarsi di fronte una vita più semplice e povera; quella della maggior parte della popolazione, che vive in sorte di bidonville piene di vita e di speranza. La maggior parte di queste persone non sono registrate e il reddito di due terzi degli abitanti è inferiore al

Metropoli

minimo vitale giornaliero.


L’arte più visibile della città è sicuramente rappresentata dai vari murales incentrati sul tema della rivoluzione, ma vi sono molti musei sull’arte e sulla storia del Mozambico. Non è consigliabile fare il bagno in mare data la presenza di squali, ma è possibile praticare sport come corsa, tennis o semplicemente palestra. Molto diffusa tra i turisti è la pratica del bird-watching per l’osservazione di specie rare o difficili da trovare in altre parti del mondo. La lingua italiana in Mozambico è attualmente studiata da oltre 300 studenti, grazie all’Università “Eduardo Mondlane” di Maputo, la più importante Università Statale e anche alla Scuola italiana “Giovanni Falcone.” La loro prospettiva è di essere futuri docenti di italiano nel panorama scolastico mozambicano.

FONTI: ●

Guida del Mozambico, Edizioni

EDT ●

http://scuolamaputo.org/

http://en.wikipedia.org/wiki/

Maputo ●

http://www.korogocho.org


IL CINEMA MOZAMBICANO di Martina Barbieri

African cinema is a melting pot of topics, settings, music and colors. The cinema enters into a reality like a silent spy capturing images of daily life, but at the same time entertaining its public. The films touch topics such as magic and social satire.

O cinema africano é uma mistura de temas, ambientes, músicas e cores, que penetra a realidade como um espião silencioso, que captura imagens da vida cotidiana, mas também sabe como entreter com o tema da magia ou da sátira social.

Nonostante sia giunto in Africa già alla fine del XIX secolo, il cinema si è sviluppato soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, e cioè nel periodo della decolonizzazione. Le sue origini traggono spunto dalla tradizione orale di fiabe e racconti, con l’obiettivo di divertire il pubblico attraverso l’ elemento essenziale della magia.

Cinema

Ma il cinema africano non si basa solo su elementi astratti, ma viene anche considerato come un importante mezzo di satira sociale, enfatizzato da musiche e canti tipici di ogni luogo, e che quindi rendono subito riconoscibile il contesto in cui si sta svolgendo l’azione cinematografica. L’immagine, infatti, è in stretta relazione con la colonna sonora, che spesso viene cantata, ballata e suonata in presa diretta, proprio per creare un impatto più forte con la realtà.


Realtà che in Africa è tanto variegata nei costumi, colori e profumi, quanto nel cinema, che sa amalgamare con cura una serie di tematiche tra le più diverse, come il tema del viaggio, inteso come spostamento forzato dal villaggio alla città, che si conclude con un ossessivo vagheggiamento sul passato e su ciò che si è perduto. Molto

importante

è

la

commedia

sociale,

che

vuole

rispecchiare la quotidianità mettendo in scena i problemi della famiglia e della vita matrimoniale poligamica, ma anche della condizione della donna e dei conflitti che avvengono tra anziani tradizionalisti e giovani che chiedono un progresso.

I film drammatici, diversamente da quanto avviene in occidente, traggono spunto dai miti, dai racconti orali, dalle pratiche della tradizione culturale e dalla storia dell’incontro con gli europei. La magia e la stregoneria, poi, svolgono per il cinema africano un ruolo centrale, in quanto questi temi sono considerati l’asso nella manica per la maggior parte dei registi; sono presentati spesso in modo ambivalente, poiché lo stregone viene ridicolizzato e il suo potere genera contrasti e litigi, oppure viene messo sotto un aspetto positivo e benefico. Nel cinema africano troviamo anche musical e film documentario, mentre più raramente si incontrano film di ispirazione religiosa, pur essendoci numerosi rimandi al sacro e in particolare al rito di iniziazione. Poco frequenti anche i film dedicati al tema dell’amore o a quello della morte, in quanto questo tipo di cinematografia si occupa molto dell’identità e della nazionalità, incorrendo spesso nella censura. In tutti questi temi, prevalgono tipologie fisse di immagini e personaggi, come il griot, termine francese che coincide con il nostro cantastorie, lo stregone, l’uomo di potere, ma anche gli elementi della natura come acqua, vento e alberi.


Il cinema mozambicano, in particolare, ha mostrato attraverso le sue opere cinematografiche la

lotta per l’indipendenza,

l’impegno politico per ricostruire governi e amministrazioni, e le difficoltà di emancipazione dal governo portoghese, costituendo un vero e proprio “cinema di guerriglia”. Inoltre i registi mozambicani si sono schierati generalmente a fianco del FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico) nella lotta armata contro il Portogallo, documentando le azioni di rivolta e le tappe storiche della storia d’indipendenza del Paese. Il maggior esponente del “cinema di guerriglia” è stato Ruy Guerra, regista

brasiliano-mozambicano,

direttore dell’Istituto Nazionale del

Cinema:

realizzato

nel

Mueda,

1979

ha

memoria

e

massacre, un film documento sul massacro di Mueda avvenuto nel 1960 in occasione di una rivolta contro

l’occupazione

coloniale

portoghese. Un altro regista importante è Licinio Azevedo, giornalista-regista brasiliano vissuto 25 anni in Mozambico, che ha lavorato con Ruy Guerra e ha saputo creare una sorta di cinema a “impatto zero” in quanto si è calato come una spia silenziosa negli usi e

Cinema

costumi

della

popolazione,

riprendendo con totale naturalezza ciò che gli si presentava davanti alla macchina da presa. Ciò implica che gli attori dei suoi lungometraggi fossero

gente

probabilmente

comune, non

e

che

sapessero

neanche il perché di quelle riprese.


IL PROGETTO CINEMOVEL Il progetto Cinemovel è partito nel 2001 e ideato da CMC e Union Comunicazione, con la collaborazione della Regione Emilia Romagna ed il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e tanti altri. È stato molto importante per il Mozambico. Un gruppo di moderni saltimbanchi, composto da 24 persone (di cui 8 italiani e 16 mozambicani), attraversando il Mozambico per più di 3000 chilometri da nord a sud, ha portato il cinema in quei paesi in cui non c’è più o non c’è mai stato. Una tappa ogni tre giorni e una proiezione ogni sera: la troupe del Cinemovel arrivava, prendeva accordi con le autorità locali ed era pronta a montare tutta l’attrezzatura necessaria per la proiezione. La cinematografia che ha avuto più successo è stata quella mozambicana, impossibile da vedere fuori la capitale, e che racconta storie di vita quotidiana in un genere tra il documentario e la fiction. Uno degli obiettivi di Cinemovel è stato dimostrare che con le tecnologie digitali il cinema può arrivare ovunque e che è un importante mezzo di comunicazione. Inoltre ha diffuso una campagna d’informazione contro l’AIDS alle popolazioni isolate da radio, giornali e televisione. Il Cinemovel è stato anche un mezzo importante di collegamento con i KuKa Kenema (letteralmente significa “nascita dell’immagine”; il termine deriva dall’unione tra kuxa, che significa “nascita”, in ronga, e kenema, “immagine” in macua), la prima forma di cinema itinerante promossa in Mozambico tra gli anni ’70 e ’80 dall’istituto Nacional de Cinema, fondato nel 1976, un anno dopo la conquista d’indipendenza dal Portogallo. Nel 2003, visto il successo ottenuto, la cooperazione italiana ha deciso di adottare il Cinemovel come strumento di diffusione delle campagne sanitaria, e da allora il progetto continua a vivere grazie a enti e associazioni. FONTE: ●

http://www.cinemovel.tv/fondazione/?page_id=294


I SUONI: TRADIZIONE E MODERNITA' di Giulia Barbuti

Mozambican music, is a manifestation of culture, expressed through the use of instruments, singing and dancing. Song and dance, infact, are a very strong tradition which are used for story-telling. The best known dance, even outside Mozambique, is the Marrabenta, coming from the capital, Maputo

A música é uma manifestação da cultura moçambicana, expressa através da utilização de instrumentos, canções e danças. A dança é, com efeito, tradição de todo o país, e através da mesma contam-se histórias. A mais conhecida, inclusive fora de Moçambique, é a Marrabenta, provinda da capital, Maputo.

Quando in Italia si parla di musica mozambicana, la si considera completamente

un

genere diverso

dal

Musica

nostro. Ma è realmente cosi? Si sa che il Mozambico ha una vasta tradizione musicale. La musica, infatti, è per loro un'importante

manifestazione

culturale, espressa attraverso l'uso di strumenti, di danze e canti.


Qui possiamo trovare 3 tipi di musica, tra cui quella tradizionale, suonata in ogni parte del Mozambico, basata principalmente sull'uso di strumenti. Tra il popolo del nord, i Makonde, è noto il Lupembe, uno strumento a fiato. I Chiopi, popolo del sud, suonano la Mbila, un tipo di xilofono, composto da circa 10 xilofoni di 4 dimensioni, che accompagna le danze cerimoniali. La danza è infatti tradizione di tutto il Paese. Ci sono infiniti tipi di danza che raccontano storie tutte diverse a seconda del popolo, della tribù. Troviamo la danza Mapiko del popolo Makonde, conosciuto anche per le sculture in legno, molto particolari, utilizzate nelle loro rappresentazioni, dove i danzatori, sempre e solo uomini, imitano il potere delle donne. Lungo la costa settentrionale troviamo anche il Tufo, danza di origine araba, eseguita, al contrario, solo da donne che indossano sciarpe variopinte e sono accompagnate da tamburi particolari chiamati Taware. Tra le danze più popolari di Maputo, troviamo la Makwaela, la cui caratteristica è il canto, senza l'accompagnamento di strumenti e che, insieme alla danza, racconta dei sogni e della vita quotidiana. Fonte: www.carreblu.travel/africa/mozambico/moza_cultura.htm .


Oltre a questa troviamo la Marrabenta, il tipo di danza in assoluto più popolare a Maputo, che fa parte del genere musicale conosciuto come "commerciale". I testi delle canzoni sono di solito nella lingua locale e i temi sono legati alla critica sociale e all'amore. Il primo esecutore di questo genere è stato Fany Pfumo, appartenente al gruppo Orchestra Marrabenta Star del Mozambico, il cui cantante è l'amato e conosciuto Wazimbo. Questo gruppo non è rimasto nei confini africani, ma ha girato il mondo con tour, facendo conoscere sempre di più la Marrabenta. Una voce altrettanto conosciuta, è quella di Dilon Djindji, grande cantastorie, che iniziò a cantare da giovanissimo, la cui popolarità nacque dal suo carisma e dal grande entusiasmo. Infine troviamo la musica giovanile, chiamata anche "Pandza". Ha un ritmo veloce con influenze di Hip Hop e R&B, ed anche se è un nuovo genere, è

Musica

già il più popolare.


Possiamo quindi trovare un punto di legame musicale tra Italia e Mozambico? Sicuramente i generi ascoltati sono diversi, così come il significato e l'importanza che diamo alla musica. Troviamo però, un gruppo italiano, unitosi nel 1995, che ha saputo unire questi due mondi: i Marrabenta che sapevano trasmettere il calore e l'entusiasmo creando un legame con questo Paese. Inizialmente si chiamavano Mediterranea, nome che indicava la provenienza dei componenti del gruppo che avevano culture ed esperinze musicali diverse tra loro. Successivamente diventarono i Marrabenta, ispirandosi appunto alla danza di Maputo, luogo di nascita del cantante. Fondarono un gruppo afro-reggae, che eseguiva brani di loro composizione

e

cover

di

pezzi

conosciuti

a

livello

internazionale. Nel 1996 pubblicarono il primo cd "Marrabenta" che contiene "Nza Kuranza" . Clikka qui per vedere e ascoltare ‘Nza Kuranza’ (YouTube) . Mentre

nel

2001

fanno

una

bellissima

versione

della

popolarissima "Canzone del sole" di Lucio Battisti, dandole un travolgente remix afro-reggae, dimostrando che l'unione era possibile. Clikka qui per vedere e ascoltare "La canzone del sole" (YouTube)


UNO SGUARDO ATTRAVERSO LA LETTERATURA di Sheela Stanzani

Mozambican licterature developped late compared to the others Africans countries. It took off in the early years of the 1900's after they became indipendent. Infact a majority of their works were published during this period. Their most important themes are their National values; especially the family and the difference between blacks and whites.

A literatura moçambicana desenvolveu-se durante o século XX, após a independência, tardiamente em relação aos outros países africanos; com efeito a maioria das obras literárias foi publicada durante este período. Os principais temas eram o valor nacional,

Letteratura

a família e a diferença entre o homem branco e negro.

In Mozambico una letteratura nazionale è emersa nel XX secolo, soprattutto tra gli anni '40 e '50, dopo l'indipendenza, quando danze etniche, musica, teatro popolare e letteratura divennero molto importanti per la cultura mozambicana. La prima opera letteraria di importanza nazionale fu “Eu,o Povo” (Io,Il Popolo), pubblicata dal FRELIMO: si tratta di un poema ritrovato, secondo la leggenda, vicino al corpo esanime di un guerriero indipendentista.


In questo periodo molti scrittori riuscirono a pubblicare e a diffondere le loro opere, che erano state composte durante il periodo della prigionia e dell’esilio, fino a formare delle vere e proprie associazioni, I cui partecipanti si trovavano ad affrontare i temi del patriottismo e del nazionalismo, i più trattati nella letteratura mozambicana. Tra il 1981 e il 1982 venne fondata l'AEMO, un'associazione di scrittori che collaborò con un editore portoghese per pubblicare undici volumi di poesia e uno di prosa. Solo dopo il 1984 l'attività letteraria prese una svolta: venne pubblicato un giornale locale, il “Tempo”, e si creò la fondazione “Joao Dias Brigade”, che per molti scrittori giovani e inesperti, chiamati successivamente “Giovani Turchi”, divenne un'ottima occasione di dibattito e confronto. La necessità di una forte integrazione nazionale e di una cultura letteraria interamente mozambicana, confermarono, negli anni '80, la nascita di una vera e propria letteratura nazionale. Tra i tanti autori di questa letteratura, ne ricordiamo due tra i più importanti: • Jose Craverinha (Babalaze das Hienas, Hamina e outros contos, Voglio essere tamburo..), • Mia Couto (Contos do nascer da terra, O gato e o escuro, Mar me quer...), FONTE: ●

Letterature Lusofone d'Africa, Jacabook/Centro Cabral, Bologna 2004, a cura di A. Mazzetti


Recensione di: “L'ALLEGRO

CANTO

DELLA PERNICE”

di

Paulina

Chiziane, Le nuove frontiere, 2010

La storia è ambientata tra gli anni '50 e il '75 e raccoglie i pensieri,le paure, i desideri,degli uomini e delle donne di quel tempo. La colonializzazione viene vista come segno indelebile nelle vite della popolazione mozambicana, il sesso e la donna considerati parte fondamentale per la costituzione del paese, lo scontro tra generazioni, che sottolinea la differenza della società presente da quella passata, mettendo in evidenza la perdita del patrimonio culturale, la solitudine priva di affetti, la necessità di trovarsi soli con se stessi,prima di riconciliarsi con gli altri. Sono questi i temi fondamentali di questo romanzo che pone a confronto le vite di tre donne, Serafina, Delfina e Maria. Serafina, nonna cresciuta al riparo dalle compromissioni con il regime, decide di sottrarre la figlia Delfina al destino di diventare maestra per indigeni e l'affida a quello scandaloso di prostituta per bianchi; un lavoro che fa entrare sicuramente

Letteratura

più soldi in famiglia e sulla tavola non fa mancare baccalà, olive e un po' di vino. Madre maledetta, Serafina vuole rifiutare il matrimonio della figlia Delfina con il nero José, perché i suoi tre figli maschi sono stati razziati, venduti e scomparsi nel nulla, e non vuole che la sofferenza che ha patito lei possa essere vissuta anche dalla figlia; preferisce saperla amante di un bianco sposato e farle mettere al mondo figli meticci che potrebbero avere un destino migliore: istruzione, niente lavori forzati nelle piantagioni e, per le femmine, la speranza di sposare un bianco. E l'amore? Inutile, una trappola per topi. Non c'è passione, ma desiderio di salvezza e bisogno di creare famiglie stabili per i figli.


Delfina, bella, sfrontata e intelligente, è pronta a tutto pur di ottenere un posto nella vita dei bianchi: spinge a entrare negli assimilados il marito Josè che svolgerà il lavoro più sporco della repressione, acquistandosi l'odio dei neri e una stima pericolosa da parte dei bianchi. Delfina ottiene il suo obbiettivo, lo rincorre fino alla fine, ma nel momento più importante un destino di ubriacona e maitresse di casino l'attende al varco e poi il nulla della solitudine della bottiglia. La prima figlia,Maria, viene obbligata a lavorare come serva e ad essere venduta dalla madre ad uno stregone. Vite

che

si

intrecciano,che

si

modificano

inevitabilmente,quelle delle tre protagoniste. Il romanzo si conclude con un finale positivo,ma con una cruda verità: il colonialismo ha oppresso SOLO le donne e i ceti più bassi della società e la cosa peggiore è che questa lotta,continua ancora. Della stessa autrice, in italiano: Niketche, una storia di poligamia (2006) Il settimo giuramento (2003)


UN TURISMO IN VIA DI SVILUPPO di Anastasia Mizyuk

The article below shows an overview of the most appealing destinations in Mozambique. It also explains why mass tourism , which represents an outstanding potential resource for the development of the country, risks in a way to cause natural disasters and damages to the environment.

O texto dá uma visão abrangente sobre os destinos turísticos mais populares em Moçambique, e explica que o turismo de massa é um recurso em potencial de excepcional importância para o desenvolvimento do país, mas comporta o risco de haver conseqüências ambientais profundamente negativas.

Il Mozambico è un paese che sta facendo numerosi sforzi per uscire dalla situazione di povertà che la guerra ha creato. Più della metà della popolazione vive in povertà, a causa di infrastrutture inadeguate, dello sfruttamento delle numerose

Turismo

risorse naturali da parte degli antichi colonizzatori e dei bassi livelli di scolarizzazione. Per i motivi sopraelencati si stanno indirizzando verso il paese consistenti aiuti economici orientati anche al turismo. Ma, come in molti altri paesi in via di sviluppo, anche in Mozambico conseguenze

il

turismo ambientali,

di

massa

rischia

socio-culturali

ed

di

provocare economiche

profondamente negative, dovute alla noncuranza per gli equilibri sociali e alla ricerca del profitto a tutti i costi.


Il turismo rappresenta un’occasione per lo sviluppo del Mozambico, ma comporta anche dei pericoli di alterazione dello stato ambientale e di perdita di identità. La popolazione locale ha bisogno di raggiungere una maggiore coscienza circa il potenziale racchiuso nel proprio territorio, in termini di patrimonio naturale, di cultura, tradizioni ed essere preparata rispetto ai potenziali pericoli. Ad esempio, attualmente il Mozambico Meridionale, non lontano dalla capitale Maputo, è la regione più frequentata e attrezzata per ricevere visitatori di tutto il mondo, grazie ai suoi numerosi resort. Il turismo quindi è concentrato lungo la costa, dove le attrattive principali sono chiaramente le lunghe distese di sabbia bianca lambite da acque limpide e azzurre. Ma per coloro che hanno tempo e sono disposti a rinunciare alle comodità dei villaggi turistici, anche il resto del Mozambico meridionale è ricco di molte altre offerte da non perdere, sia per le eccellenze naturali che per quelle culturali.


In conclusione, vediamo quali sono attualmente le principali mete turistiche del paese: PONTA D’OURO E PONTA MALONGANE Ponta

d’Ouro

è

situata

all’estremità

meridionale

del

Mozambico, è nota per il surfing, le belle spiagge e una ricca fauna marina. Circa a 5km a nord di Ponta d’Ouro si trova Ponta Malongane che offre la possibilità di immersioni subacquee ( una delle principali attività del luogo ): numerosi sono infatti gli avvistamenti di delfini, squali balena, pesci martello, mante e tartarughe marine.

INHAMBANE La provincia di Inhambane è famosa per la bellezza delle spiagge, le sconfinate distese di palme da cocco e la cordialità della

popolazione.

Secondo

la

tradizione

l’esploratore

portoghese Vasco da Gama, quando vi giunse nel XV secolo, chiamò la provincia “terra da boa gente” (terra della buona

Turismo

gente).


ARCIPELAGO DI BAZARUTO L’arcipelago di Bazaruto è composto da cinque isole: Bazaruto, Benguera, Magaruque, Santa Carolina ( isola del paradiso ) e Bangué. Gran parte dell’arcipelago è zona protetta ed è considerata parco nazionale. Il ricco ecosistema delle isole fornisce l’habitat a numerose specie di uccelli ,rettili ed anfibi (tra cui il coccodrillo del Nilo). Le ricche acque dell’arcipelago ospitano una delle più numerose popolazioni di Dugonghi della costa dell’Africa orientale. L’arcipelago di Bazaruto ospita da alcuni anni dei resort che hanno sviluppato l’attività turistica dell’isola, con arrivi da ogni parte del mondo.

BEIRA Beira, la seconda città del Mozambico per dimensioni, è un importante porto e terminal ferroviario. Il cuore della città è il Praca (la piazza principale), circondata da negozi, bancarelle e uffici. Molti turisti scelgono come meta le splendide sabbie e le chiare acque pulite della Praia de Macuti. Sul litorale, vicino al faro rosso e bianco al limite settentrionale della spiaggia, si può ammirare una nave naufragata a riva. FONTI: Guida del Mozambico, edizioni EDT www.docu-track.com http://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/africa/Mozambico/mete-interessanti/ www.qviaggi.it/recensioni


DUE PASSIONI, IL CALCIO E LA CORSA di Vadym Kitsak

As in any other country, in Mozambique they play many kinds of sport, but football is the most popular. In the past, football gave to the world a great player such as Eusebio. Also athletics is very important, especially running, as evidenced by Maria Mutola, 800 m. gold medal in Sydney 2000 and three times world champion.

Como em qualquer país, também em Moçambique praticam-se vários tipos de desportos, mas o mais popular é o futebol. Este desporto, no passado, deu ao mundo um grande jogador como Eusébio. O atletismo também é muito importante no país, em especial a corrida, como demonstra Maria Mutola, campeã olímpica nos 800 metros rasos em Sydney em 2000 e três vezes campeã mundial.

Quando parliamo di Mozambico che cosa ci viene in mente? Beh, i primi luoghi comuni che ci vengono spontanei sono

Sport

sottosviluppo, povertà, miseria…. Ovviamente queste parole sono parzialmente giustificate dai fatti che riteniamo di conoscere relativamente a quel paese, ma il Mozambico non è solo quello. Andiamo dunque al di là dei luoghi comuni, apriamo gli occhi un attimo e vedremo un altro mondo, un mondo nel quale lo sport ha un ruolo fondamentale.


Sì, esatto, in Mozambico vengono praticati tanti tipi di sport, anche se non tutti a livello professionistico. La maggior parte dell'attività sportiva rappresenta un puro divertimento, un passatempo che coinvolge moltissimi ragazzi di ogni età e sesso. Lo sport più popolare è sicuramente il calcio. Basta dare una palla ai bambini mozambicani per vedere una piccola stellina accendersi nei loro occhi: quella è pura felicità! Quando giocano a pallone loro riescono a mettere da parte tutti i problemi per un po’ di tempo, a divertirsi ed a sfogarsi, dimenticando per un attimo il peso dello loro vita, che non è per niente facile.


Tra tutti quei ragazzini, nel 1942 a Lourenço Marques (il nome coloniale portoghese dell’attuale città di Maputo) è nato uno dei giocatori più forti e famosi del mondo, Eusebio da Silva Ferreira.

Ancora giovanissimo, Eusebio iniziò a giocare a calcio nello “Sporting Club Lourenço Marques”, la migliore squadra del paese, e nel giro di pochi anni si ritrovò a fare parte della rosa titolare del “Benfica” squadra della capitale portoghese, Lisbona: a quell’epoca Eusebio aveva solo 18 anni. Il suo talento non tardò a manifestarsi e divenne l’attaccante di punta della squadra. In 301 partire riuscì a fare goal 317 volte: Eusebio era già considerato una leggenda del calcio, un attaccante straordinariamente veloce nel dribbling e astuto nel

calciare

la

palla

e

sottrarla

agli

avversari.

Era

soprannominato la “pantera nera” per la sua agilità nel

Sport

correre e il colore scuro della pelle.


Il calcio è dunque lo sport più importante, nel passato come nel presente, ma vi sono altri sport molto

diffusi come la

pallacanestro, la pallamano, il rugby e soprattutto la corsa. La natura ha infatti dato un grande dono alle persone di colore, la resistenza fisica nella corsa: non per niente anche oggi vediamo tantissimi atleti africani che hanno ottimi risultati soprattutto nelle specialità del fondo e del mezzo fondo, e sono conosciuti in tutto il mondo. Una

delle

più

importanti

glorie

dell’atletica

locale

è

la

mezzofondista Maria de Lurdes Mutola.

Nata il 27 ottobre 1972 a Maputo, oggi è una ex atleta, ma è stata campionessa olimpica degli 800 metri piani a Sydney 2000 e tre volte campionessa mondiale. Nel 1988 ha debuttato, a soli 15 anni, nel mondo dell'atletica leggera internazionale: ha partecipato nello stesso anno ai Campionati africani, vincendo un argento, prima di prendere parte alle Olimpiadi di Seoul, dove però venne eliminata al primo turno, giungendo ultima con il tempo di 2'04"36 (comunque, direi, niente male!) Gli anni successivi le regalarono tanti premi e soddisfazioni, ma anche qualche mancata vittoria, che alla fine nella vita di uno sportivo è abbastanza normale. Questo è solo un piccolo esempio delle sorprese che ci riserva il Mozambicoin campo sportivo, e chissà cosa ci farà vedere nel futuro. Molti bambini di strada di Maputo sognano un futuro da calciatori, in Europa, magari proprio in Italia: aiutiamoli e vedremo nascere altri tantissimi campioni che sapranno stupire il mondo intero!


LA TAVOLA MOZAMBICANA di Agnese Tesei

Mozambican cuisine has got a mixture of Portuguese, Indian and Chinese influence. Chicken, fish, shellfish, rice and maize, cassava, pumpkin, beans, peanut sauce, coconut and its oil are the typical ingredients of Mozambican cuisine.

A cozinha moçambicana tem influências portuguêsas, indianas e chinesas. Frango, peixe, mariscos, arroz e milho, mandioca, abóbora, feijão, molho de amendoim, coco e seu óleo são os ingredientes típicos de zonas rurais de Moçambique.

La cucina mozambicana ha influenze portoghesi, indiane e cinesi. Il pollo, il pesce, i crostacei, il riso e il mais, la manioca, la zucca (anche le foglie, sia della manioca che della zucca), i fagioli, la salsa d’arachide, la noce di cajú (anacardio), la noce di cocco e il suo

olio,

sono

ingredienti

tipici

della

cucina

contadina

mozambicana. L’influsso indiano si può riconoscere nei diversi modi di cucinare il caril (curry) e nelle composte di mango e

Cucina

d’altri frutti, preparate per condire i piatti di carne. Il Caril rende piccante anche il Manga Achar, una speciale composta di mango, usata come accompagnamento. Molti piatti tipici contengono anche arachidi, cocco, cetriolo, banana. Molto usato è il piri-piri, il peperoncino. Il mare è ricco di pesci, crostacei e molluschi: speciali sono i gamberetti e le aragoste. Nelle zone rurali i panifici sfornano ottimi panini, mentre nella capitale si possono gustare torte e caffè, nei chioschi panini con uova o


pesce. Fra le specialità gastronomiche della capitale Maputo, città ove è facile mangiare cucina indiana, cinese e persino israeliana, si distinguono i piatti di specialità marinare. La cucina mozambicana fa ampio uso di crostacei (aragoste, astici, gamberi), che sono considerati tra i migliori del mondo. Il Mozambico è anche il maggior produttore ed esportatore, di Trepang (mollusco seccato, in particolare i saporitissimi “cetrioli di mare”). Si produce molto riso, nelle valli dello Zambesi e del Limpopo, ma soprattutto il Mozambico è rinomato come uno dei grandi esportatori di tè verde. Alcuni dei dolci più diffusi: Arroz doce: budino di riso e uova spolverato di cannella (servito freddo)

Farofias: meringhe cotte nel latte, limone e zucchero e poi servite fredde con crema a base di latte, tuorli

d'uovo e spolverate con della cannella. Leite crem: dolce di latte, vaniglia, zucchero spolverato di cannella.

Pudim flan: crème caramel.

Sonhos: frittelle alla cannella.

Torta de Viana: torta di pan di Spagna.


UNA RICETTA: LA MATAPA La Matapa è una tipica entrée mozambicana, di origine locale e non d’importazione, fatta con le foglie di mandioca (o con le foglie di zucca). 750 gr di arachidi 1 noce di cocco 1 Kg di gamberi 1 Kg di foglie di mandioca (o di cavolo) 2 litri d'acqua sale q.b. Pulire le arachidi e metterle in mezzo litro d'acqua. Raschiare la polpa del cocco, spremerla per bene in modo da estrarre tutto il latte, che va aggiunto alle arachidi.Mettere a cuocere le foglie di mandioca usando poca acqua per una mezz'ora. Mettere sul fuoco la mistura di arachidi e quando comincia a bollire, mettere le foglie e il sale.Alla fine aggiungere i calamari già puliti e cucinati e lasciare su fuoco basso per un'ora e mezza.

Cucina

Servire caldo con riso bianco o polenta di miglio (bianca).


Bevande Le marche di birra prodotte in loco sono la Manica, la Laurentina e la 2M (dois M).Non mancano le marche come la Amstel, la Black Label e la Castle. Il vino portoghese è in vendita solo nei negozi e alberghi delle principali città, è molto diffuso al sud il vino di palma (sura). Le nipa sono bevande fermentate, fatte con il frutto dell'acagiù, manioca, mango e zucchero di canna. L'acqua minerale è venduta negli hotels e nei negozi nelle città, si paga circa € 1,50 alla bottiglia (lt 1.5); nei villaggi oltre alla difficoltà di riuscire a trovarla, si paga molto cara. FONTI: ●

http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=143

http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=143

http://www.cardano.pv.it/linkingstudents/info.php?page=cultura.php&inc=cucina


SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE:


Hanno lavorato a questo speciale: Redazione testi: Michael Adebiyi Martina Barbieri Giulia Barbuti Viola Bartoli Andrea Bellei Luca Bisconti Federico Brintazzoli Vanessa Dal Fiume Mattia Gaetani Vadym Kitsak Davide Melotti Anastasia Mizyuk Lisa Pulga Martina Sevini Sheela Stanzani Agnese Tesei Federico Tinti Ezio Ungarelli Matteo Vacchi Scelta immagini ed impaginazione: Riccardo Amenduni Francesco Pio D'Apollo Luca Fiorini Akio Takemoto (Crossing TV) Hanno collaborato i docenti: Philippa Armstrong Serenella Bordoni Andrea Corticelli Cristina DonĂ  Stefania Fusaroli Renata Guerra Hanno tradotto dall'italiano al portoghese: Arianna Buson (Cabral) Dalva Nascimento Direttore Responsabile Paolo Bernardi



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